Persona · attività documentata

Ezio Zanon

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
7
Sedute con interventi
2
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

Commissario straordinario IRASOsservato il 17 febbraio 20221 osservazione documentali
Commissario Straordinario di IRASOsservato il 13 ottobre 20221 osservazione documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

13 ottobre 2022

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

6 interventi
Intervento n. 7
Pagine 5–9
Punto 1

Situazione IRAS - Casa Serena” Pag. 03 2

Commissario Straordinario di IRAS

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Buongiorno. Io sarò un po’ più lungo del Sindaco, perché mi permetterò anche di fare delle digressioni di dettaglio un po’ particolareggiato su alcune questioni.

Io ho tenuto in questi due anni, perché io sarei scaduto il 31 agosto scorso dal mio incarico, e non posso essere rinnovato ulteriormente, sono in prorogatio fino a dopodomani, quindi grazie a Dio lunedì non sarò più Commissario di IRAS, in questi due anni io ho tenuto un profilo distaccato dai rapporti con la stampa; ho evitato di fare dichiarazioni e commenti perché credo che, essendo la mia funzione non politica ma di un Funzionario straordinario, dovevo seguire l'impegno di eseguire il mandato che ricevevo e di evitare di intromettermi nel dibattito politico che la città vive intorno al problema di IRAS, anche perché questo aveva due aspetti correlati: il primo avrebbe finito probabilmente per creare delle situazioni di informazione che potevano essere pregiudizievoli comunque dell'attività di IRAS; il secondo perché credo che l'attività che mi compete è un'attività che ha un referente nelle persone che mi hanno dato l'incarico e quindi, nel rispetto sia dell’Amministrazione Regionale, sia di quella Comunale, ho ritenuto di non intervenire facendo una voce autonoma rispetto a quella che i soggetti politici sono tenuti a fare.

Ho agito peraltro non solo nell'interesse diretto di IRAS, ma anche indirettamente nell'interesse dell’Amministrazione Comunale. Dico dell’Amministrazione Comunale in senso indiretto perché?

La prospettiva della messa in liquidazione di IRAS, come ho detto la l'altra volta che sono intervenuto nel Consiglio Comunale, comporterebbe la liquidazione dell'asset patrimoniale di IRAS, e quindi la pretesa di restituzione integrale delle somme che sono ancora oggetto di ammortamento secondo i criteri della convenzione che IRAS ha speso per fare attività di investimento, migliorie, manutenzioni straordinarie, sull’edificio di Casa Serena.

L’importo sarebbe molto maggiore di quello che ha messo a disposizione il Comune. E quindi la prospettiva di non creare un danno patrimoniale al Comune mi ha anche confortato nell'idea di rimanere riservato perché oggettivamente avrei finito anche con il poter causare dei problemi al Comune. Dopodiché è chiaro che il confronto diretto con gli interlocutori del Comune è stato molto duro, soprattutto per far capire questa posizione.

Devo dire quindi, come ho detto la volta scorsa che sono intervenuto nel Consiglio Comunale, che non sono venuto a domandare dei soldi. Sono venuto a fare delle proposte vantaggiose per il Comune anche dal punto di vista patrimoniale e non dell'interesse pubblico, sul quale dopo faremo alcune considerazioni dal mio punto di vista.

Io voglio perciò, prima di entrare nel discorso, anche ringraziare, visto che sto andando via, i dipendenti di IRAS in primo luogo, che ho trovato persone molto disponibili e alle quali va il mio apprezzamento per la dedizione al lavoro che hanno dimostrato; voglio ringraziare le famiglie e gli ospiti, sperando di aver fatto quanto possibile nel loro interesse.

Due anni fa sono stato nominato i primi di settembre, e ho intrapreso un'attività di confronto con l’Amministrazione Comunale partendo da dove era stata lasciata dai miei predecessori. In questi due anni di fatto le proposte che ho fatto all’Amministrazione Comunale, sia vecchie e riprese, sia nuove, sono state quattro.

Su due ho avuto una risposta negativa in modo formale; su due sono quelle oggetto dell'attuale trattativa sostanzialmente, ricordando che la terza prevedeva la restituzione parziale di Casa Serena, e quest'ultima la restituzione integrale. Vorrei anche dire che quando sono arrivato io avevo un bisogno di carattere finanziario tutto sommato stimato in due milioni di euro.

Adesso me ne ritrovo che forse quattro non bastano, perché nel frattempo, causa COVID e causa anche l'aumento delle bollette, i conti di IRAS negli ultimi tre anni registrano mediamente 350.000 euro di perdita di gestione l'anno. Non solo, ma il fatto che non siamo riusciti a risolvere in via preventiva i rapporti con le banche, hanno fatto sì che adesso abbiamo una banca che ci chiede la restituzione integrale del mutuo non ancora pagato.

E quindi l'importo che allora poteva essere limitato alla quota parte delle rate di mutuo non ancora pagati, perché erano scaduti e non pagati, e della quota parte dei fornitori, oggi come oggi richiedono anche la restituzione di una parte di capitale, a meno che con una transazione - e dopo diremo in che maniera - si riesca a superare questo problema.

Io ho potuto lavorare su quest'ultimo progetto dopo quel Consiglio Comunale di febbraio, 21 febbraio se non ricordo male, e dopo una lettera che mi è arrivata due mesi dopo dall’Amministrazione Comunale, la quale mi dà la disponibilità di 600.000 euro, elevabili fino a 3.200.000.

Questo era un passaggio indispensabile di finanza straordinaria e ripeto, come vi ha detto il Sindaco prima, sono le somme che in via transattiva si era disponibili ad accettare per evitare che altrimenti si dovesse pagare, nell'ipotesi in cui non andasse in porto nessuna soluzione di salvamento di IRAS, il debito patrimoniale che il Comune avrebbe dovuto eventualmente pagare.

Quindi sostanzialmente era una somma calcolata in via transattiva che si fondava chiaramente sull’esecuzione del contratto, che prevedeva il pagamento di questo indennizzo con la risoluzione del contratto, in tutto o in parte che fosse, comunque con il superamento del contratto attuale. Quindi dal 21 aprile io sono stato in grado di cominciare a pensare a come strutturare un piano di salvataggio, avendo la disponibilità delle risorse. Prima non ce l'avevo, o quantomeno non avevo le frittelle.

Avevo il profumo delle frittelle, la promessa che mi sarebbero state date. Quindi con questo abbiamo costruito un piano industriale; piano industriale articolato in tre aspetti, alternativi o cumulativi l'uno dell'altro. Questo piano industriale è stato illustrato in Comune il 3 maggio per uno degli aspetti, e per la parte rimanente il 28 maggio.

L’8 luglio in via provvisoria è stato consegnato all’Amministrazione Comunale. Subito dopo ho convocato una Conferenza di Servizi perché, sulla base di un brogliaccio di accordo di superamento di questo piano, ci fosse la possibilità di quagliare anche sul piano industriale.

Nel frattempo ancora, approfittando di una riforma della normativa fallimentare per le imprese, cioè lo strato di superamento dell'indebitamento delle imprese che è una normativa introdotta il 21 settembre dell'anno scorso, abbiamo dato un affidamento a uno studio professionale specializzato, abilitato a fare che cosa? Un piano di salvataggio, ovvero lo strumento che oggi le banche richiedono alle imprese, e quindi ci siamo omologati in analogia, per superare le situazioni di difficoltà finanziaria.

Questo per che cosa?

Uno, per avere uno strumento certo, perché questo soggetto terzo nell'ambito della normativa fallimentare fa la validazione del piano di salvataggio, cioè dice se questo è spendibile o attendibile oppure no, con una competenza tecnica specialistica certificata, e che nel nostro caso, poiché non si applica la normativa agli Enti Pubblici, comunque una certificazione analoga, in modo tale da garantire che il piano di salvataggio che viene proposto è un piano di salvataggio idoneo a ottenere il risultato del salvamento di IRAS.

La previsione del piano industriale è stata poi applicata, sviluppata nel piano di salvataggio per una delle tre ipotesi di piano industriale utilizzato per procedere al salvamento di IRAS, ed è l’ipotesi meno impattante sull’attuale modalità organizzazione di IRAS, la quale prevede cosa? Prevede la dismissione di Casa Serena. Perché questo?

Nel preparare il piano industriale ho fatto fare una - già avevo degli elementi contabili, ma a quel punto abbiamo fatto un approfondimento - ho fatto fare una verifica contabile per centri di costo e abbiamo scoperto, malgrado le resistenze degli uffici e del personale di IRAS, che è affezionato a Casa Serena indubbiamente, che Casa Serena ci costa 500.000 euro l'anno di perdita secca, per i servizi che ci sono dentro.

Quindi lo spin-off, il taglio di Casa Serena dai conti di IRAS significa concorrere a migliorare la gestione di IRAS in modo imprescindibile.

Il problema quindi è stato trasferito alla Conferenza dei Servizi dove dentro la Conferenza di Servizi abbiamo proposto, come da piano industriale, una modalità di dismissione progressiva delle attività di Casa Serena; modalità che passava attraverso una temporanea gestione nei prossimi anni di alcuni servizi, ma chiaramente con l’aspettativa di avere una remunerazione perché questi non fossero in perdita, perché altrimenti non è gestibile un'operazione in perdita in uno stato di crisi di carattere finanziario.

La questione si è arenata perché da parte dell’Amministrazione Comunale è stata posta una doppia richiesta, che era incompatibile e inconciliabile con questa prospettiva: dapprima la restituzione di Casa Serena libera e sgombra, perché il Comune non intende assumersi spese per Casa Serena; la seconda che, pregiudiziale al fatto, doveva esserci un intervento per l'acquisto di una porzione di Casa Serena.

Il responsabile della Regione ha ritenuto che a questo punto la Conferenza dei Servizi non aveva più motivo di continuare e ha dato atto di questo. Allora a questo punto io mi trovo con 500.000 euro di perdita, una bolletta energetica che forse mi causa altri 500.000 euro di perdite ulteriore solo per Casa Serena - i conti li ho mandati anche al Segretario Comunale che me li aveva chiesti - e mi trovo soprattutto di averlo certificato questo.

E’ chiaro che la procedura morbida, attraverso la concertazione con il Comune, soprattutto nel momento in cui si interrompe un dialogo con il Comune, è una situazione che è pregiudiziale per IRAS, che già è in fortissima difficoltà, ed è inconciliabile con la possibilità di rimettersi a discutere se non c'è una apertura in forma diversa rispetto a quello che abbiamo proposto.

Quindi noi abbiamo, ma concertata il 23 settembre in Regione, assunto delle iniziative per lo sgombero più rapido possibile di Casa Serena di tutti i suoi servizi.

L’aspetto dei 16 inquilini è l'aspetto quindi minore, perché i 16 inquilini hanno un contratto alberghiero; hanno un preavviso per applicazione analogica del Codice Civile per i contratti di questo tipo di un mese; abbiamo in contemporanea fatto una lettera all’ASL per verificare invece degli ospiti autosufficienti, e sono 36, chi di loro può avere una certificazione di non autosufficienza perché anche per loro, laddove fossero autosufficienti e passata questa verifica, partirà la stessa disdetta.

La terza cosa è che tutti gli ospiti non autosufficienti verranno trasferiti a San Bortolo. L'ultimo aspetto sono le cucine: il 31 dicembre scade il contratto attuale per la somministrazione degli alimenti. Stiamo valutando, ma credo la prossima settimana la decisione sarà presa dal nuovo Commissario, qual è la soluzione migliore.

Nell'ambito della Conferenza di Servizi peraltro avevamo pensato, proprio nel riutilizzo temporaneo di Casa Serena, che avremmo continuato a fare la cottura in proprio, purché avessimo avuto l'uso a titolo gratuito della cucina. Naturalmente la cosa si è interrotta, quindi io ho un programma che in questo momento diventa diverso rispetto a quello che era questo accordo preliminare e non ancora concluso, formalizzato con il Comune.

Detto questo quindi io mi troverò, secondo quello che è l'indirizzo emerso in Conferenza di Servizi, e secondo quello che è in questo momento l'interesse patrimoniale drammatico di IRAS, a dovere dare adempimento a questi impegni.

Certo è che non credo che nessuno si sia mai tirato indietro di voler discutere di come trovare delle soluzioni alternative per sistemare Casa Serena, né tantomeno per trovare una soluzione per sistemare anche la ormai imminente messa in liquidazione di IRAS, perché se entro qualche mese, ma proprio molto pochi, non interviene questa finanza straordinaria e un accordo di carattere gestionale, a mio modo di vedere, come ho scritto già nella relazione fatta in Regione per il mio mandato, questa è la prospettiva certa.

Certa. Lo dico con molta onestà, e qua colgo una considerazione che ha fatto il Sindaco, che però è il portato di anni di storia e di abitudini culturali che francamente faccio fatica a comprendere. Lui dice “La seconda condizione che abbiamo posto è lo scioglimento della convenzione, ma con una condizione, che deve essere garantito l'interesse pubblico attuale di riconversione o riutilizzo di Casa Serena”.

Io non capisco in cosa consista questo interesse pubblico. Certamente c'è un interesse collettivo della città a utilizzare un immobile che ha una destinazione per usi sociali, da dove sono i progetti? Perché quando si fa un investimento, si fanno i progetti e poi si dichiara, una volta approvato il progetto, la loro conformità al pubblico interesse.

Quindi siamo in una situazione ancora vaga. Io apprezzo questa volontà, ma siamo in una situazione vaga, e anteporre questo obiettivo significa ritardare e ormai pregiudicare il salvataggio di IRAS. Questo è dal mio punto di vista, scritto nella relazione in Regione.

Dico ancora un'altra cosa. Io capisco che la città è affezionata a Casa Serena, come lo sono, prima ho detto, anche gli operatori che lavorano dentro a IRAS. Però attenzione, mi pare di avere a che fare con una sorta di Moloch, una sorta di archetipo psicanalitico, per cui la risoluzione del problema di IRAS è la soluzione di Casa Serena.

Quello che vi ho appena detto dimostra l'inconciliabilità delle due cose, per cui scegliete se volete salvare Casa Serena o se volete salvare IRAS. Le due cose non sono la stessa cosa e non sono collegate, anzi in questo momento, torno a ripetere, sono in conflitto tra di loro. Dopo che ho mandato la lettera, mi arriva una richiesta questa settimana, il giorno 11, da parte dell’Amministrazione Comunale, dove vengo invitato a revocare le disdette dei contratti di locazione.

La cosa mi ha messo molto in imbarazzo e non sarò io a risolverla, ma ne discuterò nel passaggio di consegne con il prossimo Commissario, perché tutto questo si fonda su un equivoco, ovverosia che il Comune avrebbe delegato a IRAS la gestione delle problematiche sociali, ma senza alcun impegno, perché vi ho appena detto senza impegni economici la restituzione di Casa Serena. Perché dico che si tratta di un equivoco?

Perché io ho la facoltà, in base a quella convenzione, di aumentare le rette e fare la gestione di carattere economica di quei rapporti come credo e come voglio, e nel momento in cui il consiglio è di carattere negativo e pregiudizievoli, là si paga una retta di 24 euro a 324 euro al mese, comprensiva anche dell'utilizzo dell'acqua, del riscaldamento, delle pulizie e di servizi socio assistenziali.

Ovverosia, se dovessi applicare una tariffa piena, non so se basterebbero 1.000 euro al mese, e nessuno degli ospiti è in grado di pagare, perché tutti hanno valori di pensione sociale inferiore al minimo. Allora di fronte a questo è chiaro che io ho un contratto che mi dice questo. Ma quello stesso contratto mi dice che, quando io cesso nel mio rapporto, il Comune si riserva il subentro nel rapporto, ovverosia il Comune cosa vuole fare?

Gestisce il rapporto contrattuale, si assume il servizio, mi paga la differenza del servizio o altro? E soprattutto il Comune mi viene a dire che è un onere mio. Allora a me dispiace, ma le cose le sapevo già.

Purtroppo sono andato anche a rivedermele.

Le competenze del Comune in materia sociale sono previste dalla legge, dall'articolo 13 della 267, tanto per dire la competenza dei bisogni alla persona è di competenza del Comune, ma dopo c'è l'articolo 131 della 112 della Bassanini sul riparto delle competenze, dopo c’è ancora la 328 e la 328 al comma 4 dell'articolo 6 - vi risparmio tutte le altre norme sulla competenza - puntualmente dice “per i soggetti per i quali si renda necessario il ricovero stabile presso strutture residenziali, il Comune nel quale essi hanno la residenza prima del ricovero, previamente informato, assume gli obblighi connessi a un’eventuale integrazione economica”.

O questi sono degli ospiti alberghieri e faccio quello che voglio, o questi sono soggetti di assistenza sociale. La convenzione sul punto è ambigua, volutamente ambigua, e non chiarisce se a monte ci sia l'esercizio per questa ospitalità delle funzioni di assistenza sociale del Comune o se invece questa è semplicemente una gratifica che deve fare IRAS.

Allora, se fosse ed effettivamente stesse dentro la competenza assistenziale del Comune, prima di questa Convenzione il Comune erogava, di integrazione delle rete, 200.000 euro l'anno. Il parere e la redazione dell'atto preliminare alla stipula di questo contratto fatto dall’Avvocato Altieri nel 2003 prevedeva 250.000 euro. L’attuale convenzione prevede, a scalare fino al 2018, prima una somma di 200.000 euro, poi zero.

Il ché vuol dire che se il Comune avesse o riconoscesse le sue competenze in materia, gli dovrebbe quantomeno quattro milioni e mezzo, cioè 250.000 euro annui per 18 anni, tolto 1.800.000 euro. A questo punto io non avrei debiti. Quindi c'è stato a mio modo di vedere un servizio surrettizio solamente per la degenza alberghiera fatto da IRAS gratis al Comune di Rovigo, e questo al signor Segretario Comunale gliel'ho rinfacciato, scusatemi, almeno un paio di volte.

Dicendo questo quindi c'è la necessità di mettere a posto i rapporti di relazione tra Comune e IRAS. Ritorno su Casa Serena. Quando io sono arrivato, Casa Serena alla prima riunione mi sono sentito dire che la convenzione non si poteva fare perché Casa Serena valeva 20 milioni di euro, perché c'era una perizia a questo riguardo.

Ho contestato immediatamente la cosa dicendo “Guardate che a bilancio l'avete iscritta per 1.400.000 euro, che è il valore di stima del valore catastale rivalutato per i coefficienti con i quali siete tenuti a fare la stima degli immobili quando non avete una perizia”. Poi sono andato in Regione, alla chetichella, e ho chiesto “Quanto viene a costare un immobile del genere?”. E a costi di costruzione 2021, perché eravamo già arrivati nel 2021, la Regione mi dice “Nuovo costa 21 milioni di euro”.

E quanto vale adesso? Sì e no due milioni e mezzo perché, tolto il valore residuale delle cubature e roba del genere, tutto quello che vale è perché ci sono gli investimenti di IRAS che gli hanno permesso di non avere una vita tecnica esaurita.

Di fronte a questo tipo di ragionamenti, è chiaro che il problema del bussolotto Casa Serena è un problema che la città si deve accollare, ma con la consapevolezza di quello che è l'edificio, non cercando nuovamente di dire “Tanto lo fa qualcun altro”, perché là il problema è grave, ma è un problema diverso e separato da quello di IRAS. Se dopo avete bisogno, vi dico anche dell'altro.

Naturalmente, volendo chiudere sulla questione delle competenze, è chiaro che a quella lettera dove vengo invitato a revocare i mandati, io mi trovo nella necessità di dover chiedere per prima cosa al Comune “Vuoi pagare e riconosci che tu hai delle competenze in materia su queste persone bisognose? Vuoi subentrare nel contratto?

Perché se non lo fai io, a termini di contratto, e non avendo obblighi pubblici di assistenza a queste persone - perché non ho un contratto di assistenza per persone che hanno delle disabilità, delle difficoltà, dei problemi di carattere sanitario, di anzianità, eccetera, eccetera, e quindi non ho un dovere pubblico - io li posso mandare via quando voglio”. Con questo ho chiuso.

Intervento n. 19
Pagine 13–14
Punto 1

Situazione IRAS - Casa Serena” Pag. 03 2

Commissario Straordinario di IRAS

Leggi intervento

Per onestà intellettuale io ho detto che ho agito anche nell'interesse del Comune: ATER l'ho chiamata io proprio per permettere al Comune di poter sviluppare le proprie politiche, per quel discorso che ho fatto in premessa, cioè che l'interesse di IRAS era indirettamente anche l'interesse del Comune. Però ho detto anche: attenzione, nel momento stesso in cui anteponete l'interesse di Casa Serena a quello di IRAS, distruggete IRAS. Vorrei che questo concetto fosse ben chiaro.

Primo. Secondo. Segretario, è pur vero che io presto assistenza a queste persone che stanno dentro, ma ho detto che quel contratto è ambiguo, perché se presta assistenza, voi mi dovete rimborsare la differenza di quota, e non ci sentite.

Facciamo finta che sia un contratto alberghiero: anche un'ospite delle terme o di un albergo dove fa riabilitazione domani mattina viene messo alla porta perché non paga la retta di degenza alberghiera. Mi spiego?

Qualcuno poi va privatamente alla mattina a farsi fare le terapie e torna fuori, però è chiaro che io non ho un obbligo pubblico per il quale questi signori devono rimanere dentro, a meno ché, come vi ho detto prima, non mi diciate “E’ una funzione pubblica del Comune”, e allora vi dico “Pagatemi le rette”. Mi pare esemplare la questione. Seconda cosa.

Il brogliaccio che ho fatto, ed è stato ribadito almeno in tre verbali delle riunioni che abbiamo fatto, e anche nella trasmissione che vi ho fatto, è stato fatto semplicemente per puntualizzare le problematiche ed espressamente fatto nell'interesse di IRAS.

Per cui quando si viene a tirar fuori che il brogliaccio non è accettabile su un aspetto, ricordo che dopo la prima versione quell'articolo è stato sospeso e ho spiegato davanti al Prefetto e al Sindaco perché l'avevo messo in quella maniera là, e non voglio tirar fuori adesso l'argomento, a meno ché non lo tiri fuori il Sindaco. Per cui riservatamente quello non era una parte ufficiale di discussione. Era semplicemente un modo per affrontare un passaggio ulteriore di tutta la problematica.

Questo per onestà intellettuale. Scusatemi.

Intervento n. 27
Pagina 15
Punto 1

Situazione IRAS - Casa Serena” Pag. 03 2

Commissario Straordinario di IRAS

Leggi intervento

Assessore mi scusi, per non fare minestroni inutili. Io apprezzo gli interventi sul sociale che fa il Comune, e so che paga l'integrazione di retta anche per qualcuno degli ospiti auto e non autosufficienti di IRAS. Però gli ospiti di Casa Albergo non sono nell'ambito dell'accreditamento dell'autorizzazione dell'unità di servizio, non esiste nessuna autorizzazione per la Casa Albergo.

Quindi sono fuori dal panorama riconosciuto dei servizi sociali del Comune. La invito andare a controllare perché, se questo fosse vero, ci sarebbe qualche problema realmente di adeguamento di carattere economico e gestionale di tutti quei signori là, che fino adesso non è mai venuto fuori.

Intervento n. 43
Pagine 24–26
Punto 1

Situazione IRAS - Casa Serena” Pag. 03 2

Commissario Straordinario di IRAS

Leggi intervento

Cerco di rispondere velocemente alle varie questioni. I 200.000 euro dell'assegno previsto a scalare dal 2004 in poi, nasceva da un precedente assegno che, sulla base dei contratti di gestione di Casa Serena, IRAS percepiva dal Comune per gestire la quota alberghiera.

Era un retaggio dell'originaria destinazione d'uso dell'immobile, e su questo c'è stata una prima convenzione nel 1982 e una seconda nel 1994: prima erano 150 milioni, poi sono stati portati a 200 milioni, e poi in corso di trasformazione da lire a euro, c’è stato un adeguamento e portato a 200.000 euro. Il punto dei 200.000 euro qual è?

Questo viene, come ha detto il Segretario, pagato a titolo di contributo, e io ho detto prima che la situazione contrattuale indicata qua è ambigua, perché non si capisce se è un servizio del Comune appaltato o comunque dato in gestione a IRAS, o se è un riconoscimento di un'attività autonoma fatta da IRAS. Quello che so, è vero Avvocato Biasin, che la mission di IRAS è quella di dare assistenza agli anziani, anche di dare loro una casa, ma le politiche abitative non sono un compito di IRAS.

IRAS può prestare un servizio a questo riguardo. Non solo, molti di questi ingressi sono avvenuti per gente che non era affatto anziana e ancora adesso abbiamo due ospiti che non sono anziani perché hanno superato i 65 anni di età. Quindi è una problematica assolutamente lasciata marcire là e che meritava quantomeno un’evidenziazione.

Primo. Secondo, i 3.200.000. Le dico il ragionamento che faccio io, e che certamente non è quello che fa l’Amministrazione, e devo dire che adesso sono stato sorpreso quando sento dire che è un importo adeguato per una trattativa e non un vincolo tecnico di carattere contabile, come mi è sempre stato detto prima, che è una cosa molto differente.

Io faccio questo ragionamento: il contratto prevede che vengano ammortizzate una serie di spese il cui ammortamento tecnico non è di 33 anni, solo per alcune di queste può essere di 33 anni, convenzionalmente in 33 anni. E questo serve a pagare l'indennizzo - perché di questo si parla - una volta fosse fatta la risoluzione anticipata del contratto. Se la misura dell'indennizzo è un criterio a scalare, che non ha nulla a che fare con i principi contabili, vuol dire che è un criterio convenzionale.

Se io faccio il parametro di questo criterio convenzionale sui soldi che ho speso e che possono essere imputati a questo tipo di voci, arrivo a quattro milioni e mezzo, forse con qualche aggiornamento anche. Io cos'e che dico? Se è vero questo mio ragionamento, lo dirà il Giudice.

Io non posso deflettere da questa domanda, perché domani mattina, se io rinuncio a parte di questo credito, devo giustificare il perché rinuncio. E come il Comune deve giustificare perché spende 3.200.000, io devo giustificare perché non ho chiesto 4.500.000. Allora se si trova una transazione sulla risoluzione consensuale, io sono felicissimo, però è chiaro che devo mettere sul piatto questa pretesa, perché altrimenti la responsabilità patrimoniale è mia.

Ho già detto al Sindaco che il modo corretto per fare la gestione di questa somma è quella di dire: prendo i 3.200.000, li accetto, ma li accetto condizionatamente al fatto che le banche accettino e i fornitori accettino il riparto di quella somma in via esaustiva, cioè devo avere l'accordo per il salvataggio di IRAS su quei soldi per poter dire “Sì d'accordo, li accetto”, sennò c'è la responsabilità patrimoniale del Commissario IRAS davanti alla Corte dei Conti.

Condivido il ragionamento fatto dal Segretario dei pareri davanti alla Corte dei Conti, ne ho gestiti tanti in Regione, però si parla anche con il Procuratore della Corte dei Conti, che tante volte ti risolve il problema per le vie brevi al di là di un parere ufficiale, e questo l'ho più volte suggerito. Piano industriale. Attenzione, i piani sono due: il piano industriale, che è articolato in tre ipotesi, lo trovate pubblicato sul sito dell'IRAS, con tutti i numeretti.

Andate a vedervelo, e anche sulla motivazione, perché è stato pubblicato adesso. Il piano industriale non è un atto che ha una rilevanza giuridica tale da poter essere speso alle banche. E’ semplicemente una valutazione delle ipotesi di riorganizzazione, di ristrutturazione dell’IRAS, che permettono di affrontare, sulla base di una delle scelte fatte o della sommatoria delle scelte che si possono fare, il salvataggio di IRAS stesso.

Su questa premessa abbiamo incaricato per fare il piano di salvataggio di IRAS. Il 18 agosto io avevo i conti che mi tornavano. Poi mi sono arrivate due bastonate: l’approvazione dell'accordo per il personale degli Enti Locali, il nuovo contratto di lavoro, che mi costa 281.000 euro l'anno in più, e lo sforamento - perché è successo per tutti in quel momento - del costo della bolletta energetica per il prossimo inverno.

Io qua conto 500.000 euro. Ho rifatto fare, e stasera me lo dovrebbero consegnare con il loro parere, il bilancio preventivo e il bilancio di programmazione, perché altrimenti non ci sto dentro, e ho dovuto prevedere un aumento delle tariffe - che non so se verranno fatte - semplicemente per arrivare in pareggio, perché non posso presentare un piano di salvataggio che abbia dei conti in rosso.

Per cui non ho la certificazione semplicemente perché non riesco in questo momento contabilmente a dare una dimostrazione di possibilità di salvataggio. E per questo ci vuole chiaramente un'altra serie di ragioni oggettive, integrative, di riorganizzazione e di ristrutturazione che possono essere gli step ulteriori di quel piano industriale, perché quando ho fatto il piano industriale mi sono posto questi problemi, cioè di trovarmi a un determinato momento di non avere i conti che mi potevano non tornare.

Per cui se stasera i Revisori dei Conti mi dicono ok, domani va in Regione e, sulla base di questo c'è quindi il bilancio preventivo, modulato in modo conforme al piano di salvataggio, che non ha ancora la certificazione, e per quello ci dovrà essere una riunione con lo studio di consulenza, per avere chiaramente le indicazioni ulteriori ed ultronee per permettere a quel piano di essere validato, chiamiamolo così, anche se il termine tecnico sarebbe certificato.

Quindi è un lavoro in progress che quest’estate era quasi completato e che in questo momento stiamo cercando di ricomporlo. Conferenza di Servizi. Purtroppo io non la posso più convocare, grazie a Dio, perché vado via.

E quindi spero che, su iniziativa del Comune o su iniziativa della Regione, ci possa essere chiaramente una Conferenza di Servizi. Io ho sempre auspicato un dialogo e quant'altro. Tra l'altro credo di avere fatto notevoli pressioni nei confronti del Comune per fare questa Conferenza di Servizi.

Spero che mi diano atto di questo. La risoluzione dei problemi. Ho detto: per me IRAS ha vita breve, quindi più in fretta si fa, meglio è, e più soluzioni condivise si adottano, meglio è.

Non posso dire diversamente. Sulla bozza dell'accordo di programma. Io ho detto: non ho fatto una bozza che fosse la cartina negativa di un accordo che, facendo qualche ritocco o aggiungendo un articoletto o un comma, o togliendo qualcosina, andasse bene.

Era un brogliaccio che metteva a nudo tutte le questioni che dovevano essere esaminate. La parte di revisione che è stata fatta arriva fino all'articolo 6, o 7, o 8, e là c'è già un testo di confronto nel quale è maturata una condivisione. Tutto il resto, il lavoro si è interrotto e ripeto, io ho messo dentro dei contenuti volutamente provocatori, perché altrimenti non avrei snidato un dibattito.

Avremmo continuato a giocare su delle ambiguità. Sul discorso degli ospiti, è chiaro che io, quando dico “Li posso mandar via quando voglio”, significa che posso esercitare un potere, però non l'ho esercitato. Io ho dato la disdetta e questi rimarranno dentro.

Ho già detto ai loro amministratori di sostegno che mi hanno chiamato, e ai loro parenti, “Voi state là. Mi continuerete a pagare la retta, casomai ai sensi del 1591, ma niente di più”. Il problema sarà quando io dovrò effettivamente chiudere Casa Serena, perché là spero di avere una soluzione, o che qualcuno mi abbia trovato una soluzione, ma non è IRAS il soggetto che deve trovare la soluzione per questi signori.

Prima vi ho letto quali sono le competenze: non è la mia quella di trovare un’allocazione diversa a degli ospiti che ho senza avere un centro di servizi per poterli ospitare.

Intervento n. 88
Pagina 39
Punto 1

Situazione IRAS - Casa Serena” Pag. 03 2

Commissario Straordinario di IRAS

Leggi intervento

Io l'unica cosa che posso fare è salutare perché non ho chiaramente un ruolo politico per poter fare altre considerazioni, se non quella di riferire quelle che erano le mie valutazioni e la mia attività. La valutazione del comportamento della Regione non spetta a me farla.

L'unica cosa che a loro giustificazione posso dire è che fino a ieri sera erano, sia Assessore che il Dottor Spano, a Bruxelles e tornavano piuttosto tardi, perché ci sono le tre giornate del sociale della Commissione Europea, e quindi erano chiaramente vincolati a quella presenza. Dopodiché spetterà loro fare delle valutazioni del caso nelle considerazioni del rapporto politico che mi pare di capire sollecitate con forza. Grazie e arrivederci.

17 febbraio 2022

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 13
Pagine 11–13
Punto 1

Situazione IRAS - Discussione” Pag. 03 2

Commissario straordinario IRAS

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Buongiorno. Ringrazio dell'invito del Consiglio Comunale di essere presente oggi.

Io per prima cosa vorrei dire che ho trovato attenzione nell’Amministrazione Comunale relativamente ai problemi di IRAS e, malgrado divergenze di valutazione e delle considerazioni sulla situazione patrimoniale, certamente c'è un lavoro in atto, un percorso collaborativo in atto dal quale non mi sono mai tirato indietro, ma che ho anche avuto modo di riscontrare dal punto di vista della buona volontà, certamente convergente da parte dell’Amministrazione.

Dopo chiaramente ognuno ha i suoi modi di vedere, i suoi punti di vista, che possono anche non coincidere.

Voi tutti sapete, perché è stato detto, che la situazione di crisi finanziaria di IRAS nasce nel 2015- 2016 quando, a fronte di una pianificazione di ospiti e di redditività dell'attività di IRAS, che poteva permettere il pagamento degli investimenti attraverso i mutui contratti fatti nei dieci anni prima, in realtà ha avuto una sorta di contrazione nelle presenze per una serie di vicende estranee a IRAS e che ha portato all’incapacità finanziaria di IRAS di poter provvedere alla restituzione dei ratei dei mutui che andavano in scadenza.

Da allora, con la segnalazione dei Revisori dei Conti del commissariamento, si è avviato un tentativo di superamento di questa situazione attraverso la necessità di immettere liquidità straordinaria nei bilanci di IRAS, perché chiaramente l'attività di gestione dell'IRAS non era in grado di superare l'indebitamento ormai che si andava storicizzando.

Oggi IRAS, al di là delle inconvenienti di COVID, che chiaramente hanno condizionato il regime delle presenze degli ultimi due anni, è in grado, in via ordinaria, di svolgere la propria attività in pareggio e anche con un certo margine di utilità, quindi è in grado di vivere correttamente e stabilmente con quella che è la dimensione attuale della sua offerta di servizi e della capacità, in questa esecuzione di offerta, di attrarre degli ospiti in modo sufficiente per pagare i costi dei propri servizi.

Quindi avrebbe una prospettiva di sopravvivenza abbastanza certa e abbastanza stabile se non ci fosse questo macigno pendente, che chiaramente ne condiziona completamente l'attività. Il problema è che, nel tentativo di trovare una soluzione nel corso degli anni, è rimasta in sospeso la maturazione dei debiti per la scadenza dei rati nei confronti delle banche, con l'impegno delle banche di rimanere in attesa che IRAS trovasse questa liquidità straordinaria.

Nello scorso mese di dicembre una di queste banche, pressata anch'essa da esigenze di carattere regolamentare, ha ritenuto di interrompere questo stato di sospensione e, prima ha messo in mora IRAS; poi ha notificato - la notifica è arrivata il 9 febbraio - un decreto ingiuntivo che era stato emesso per altro il 12 gennaio, in seguito al quale chiaramente l'accordo tra tutte le banche di tenere sospesa la situazione finanziaria è venuta a meno.

Per cui noi oggi ci troviamo in una situazione oggettivamente di precarietà, di vita alla giornata, a fronte della quale gli sforzi miei e della direzione sono quelli di garantire chiaramente il funzionamento dell'attività dell’IRAS, il pagamento degli stipendi e di stringere a chiudere quelle che erano le esigenze di recuperare liquidità straordinaria a favore di IRAS per pagare il debito bancario.

Il debito costituisce una situazione di fronte alla quale c’è la necessità di dover trovare sia una dotazione di carattere finanziario urgente e straordinaria, sia quella di offrire alle banche, perché dopo si potrebbe tra le varie soluzioni andare alla rinegoziazione dei mutui che ci sono, anche un’organizzazione dei servizi che passa attraverso dei nomi, piano industriale o piano economico finanziario, che devono confortare le banche secondo dei loro parametri economici, che IRAS è in grado di poter continuare a svolgere la propria attività e pagare nel futuro con certezza e con stabilità i ratei che andranno a scadenza in caso di rinegoziazione.

Quindi io ho, nel momento in cui intervengo per rimediare alla situazione di IRAS, due incombenti: uno, recuperare liquidità straordinaria; due, andare a cercare di organizzare l'attività di IRAS in maniera tale da poter renderla economica e vantaggiosa nell'interesse delle banche, altrimenti non si va da nessuna parte.

Di fronte a questo io mi sono reso conto, sulla base di quel contratto che è stato citato prima, che c'è un interesse che può essere convergente e che merita di essere considerato convergente tra IRAS e Comune di Rovigo.

Quel contratto dice che IRAS, nel caso di interruzione del rapporto contrattuale, avrebbe diritto a un indennizzo, che varia nel corso degli anni sulla base dell'esecuzione dei piani di ammortamento, e che per altro diventa immediatamente esigibile nel momento stesso in cui IRAS andasse in liquidazione.

L’esito è che di fronte a una situazione del genere, alla prospettiva anche fra poco se non si trova una soluzione certamente che si realizzerà entro breve, qualche mese probabilmente, di trovare una soluzione, è chiaro che l'interesse di IRAS di recuperare liquidità coincide con l'interesse del Comune di non ricevere un'azione giudiziaria dal liquidatore di IRAS per pagare quella massa monetaria che è prevista in restituzione nel contratto.

Quindi io mi sono presentato davanti al Comune, ma la stessa cosa avevano fatto i miei predecessori, proponendo un affare al Comune, non chiedendo dei soldi. Un affare che diceva sostanzialmente: mi date una quota parte di quello che mi dovreste dare se IRAS va in liquidazione, con la quale evito la liquidazione di IRAS? Cioè avete l’accortezza, avete l'intelligenza di fornirmi quella massa di liquidità necessaria per evitare di pagare di più con certezza fra qualche tempo e molto di più fra qualche tempo?

La partita è questa. Io questa proposta l'ho fatta il 18 marzo; mi è arrivata una risposta da parte del Sindaco il 3 febbraio; mi dice che mi dà 600.000 euro.

Io spero che questa cifra venga modificata al meglio, la mia stima era di 2.200.000 euro, che erano due milioni storici già calcolati dai miei predecessori, più l'aggravamento dei costi sull'effetto COVID, e quindi sostanzialmente per 2.200.000 euro, e a fronte della quale chiaramente, per 2.200.000 euro, quel famoso piano economico aveva dei contenuti, sui quali c'è stata anche una vertenza sindacale in via preliminare della sua adozione, perché prevedeva delle iniziative contestate in sede sindacale, ma che adesso con 600.000 euro ha la necessità di avere un piano economico molto più stringente, molto più oneroso, e certamente molto più impegnativo.

Io vorrei fare i complimenti pubblici ai dipendenti di IRAS, perché realmente, con il cuore in mano, vi faccio i complimenti. Io ho trovato una compagine di lavoratori molto seria e molto affidabile, ai quali vanno i miei complimenti. Questo mese lo stipendio vi sarà pagato regolarmente e le forniture saranno regolari e stabili.

Però certo è che io ho bisogno con tempestività di uscire da questa situazione. Ho chiesto alle banche una moratoria fino al 31 marzo proprio per elaborare questo piano economico finanziario, e spero nel giro di pochissime settimane di portarlo fuori.

Naturalmente questo comporta una maggior difficoltà nei rapporti lavorativi interni, comporta l'incremento dei servizi per i quali ho già formulato delle istanze, perché l’ASL mi permetta di accedere a dei servizi ulteriori che portino maggiore capacità economica nella gestione ordinaria dell’Ente, e che quindi mi permettano poi di offrire alle banche quella valutazione positiva per la quale riesco andare a transazione e a fare quell'operazione di carattere finanziario che è ancora là in situazione di proposta.

Io spero che i tempi e i modi con i quali l’Amministrazione Comunale vorrà darmi una risposta, perché io parto da questi 600.000 euro che, ripeto, sono a mio modo di vedere insufficienti, possa essere più generosa, ma io ho bisogno in tempi rapidi e certi di una risposta in termini di tempestività, di congruità e di appropriatezza, perché non posso aspettare di sentirmi dire “Ma forse qua, ma forse là, ma forse su, forse giù”. No. Questo è l'obiettivo, questa è la proposta.

E’ una transazione con una massa finanziaria che, più alta è, meno costa alla collettività. Grazie.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.