Persona · attività documentata

Christian Scalabrin

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
106
Sedute con interventi
13
Interventi con video
3

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

Dirigente Settore UrbanisticaDal 29 novembre 2019 al 26 maggio 202612 osservazioni documentali
Dirigente UrbanisticaOsservato il 22 giugno 20231 osservazione documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

29 luglio 2021

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 307
Pagina 67
Punto 6

Ratifica deliberazione di Giunta Comunale n. 185 del 30.06.2021

Dirigente Settore Urbanistica

Leggi intervento

Sì, confermo. Non abbiamo erogato nulla perché la rendicontazione non è ancora avvenuta. Faccio una precisazione: il Regolamento sul patrocinio, che noi utilizziamo molto spesso come base legislativa di riferimento, prevede proprio che quando ci viene proposta e avanzata un'iniziativa, è obbligatorio che ci sia un preventivo di spesa a monte.

Ovviamente questo è generico, poi lo andiamo a dettagliare in rendicontazione; se lo stesso dovesse essere superiore, a maggior ragione il contributo viene concesso perché, chi ha svolto l’iniziativa, ha speso di più; viceversa, se invece il conteggio è inferiore, a quel punto lì richiediamo alla Giunta di approvare il rendiconto che ovviamente ci è arrivato per un importo più basso, quindi ci sarà un’economia di spesa.

Se ad esempio tra le voci di spesa ci fossero delle cifre discordanti dal preventivo, tipo ho speso meno di stampa, ho avuto più costi da un'altra parte, ma sono giustificati dalle pezze, il progetto va bene nella sua interezza. Spero di essere stato chiaro.

Intervento n. 427
Pagine 88–89
Punto 9

Riconoscimento di legittimità di debito fuori bilancio ai sensi

Dirigente Settore Urbanistica

Leggi intervento

Come diceva appunto l’Assessore, il giorno della 1^ Commissione, c'era anche la concomitanza con la 3^ Commissione. Infatti io nella 1^ Commissione sono rimasto collegato online fino a un certo punto, dopodiché ho dovuto trasferirmi fisicamente da Via Badaloni a qua in quanto avevamo la riunione nel salone centrale. Rispondo anche al Consigliere Salvaggio.

Io ad esempio personalmente, negli altri Enti in cui ho lavorato e dove ho fatto anche il responsabile dell’ufficio tecnico, non ho avuto casi di debito fuori bilancio.

Mi sono trovato con questo, quindi lo abbiamo gestito nel migliore dei modi, anche se effettivamente in passato sarebbe stato opportuno aver fatto un impegno di spesa o quanto meno dei preventivi; cosa che ad esempio facciamo di routine, anche l'altro giorno stavamo facendo delle analisi di mercato, delle indagini per delle consulenze che dobbiamo esternalizzare. Vengo invece alla Consigliera Biasin.

Giustamente ha colto un punto molto importante, che tra l'altro mi sono dimenticato di scrivere nella relazione allegata alla delibera. Sostanzialmente l’Avvocato Ceruti, a causa del fallimento di una delle due aziende che aveva fatto un ricorso, ha dovuto svolgere una prestazione straordinaria che non era prevista e che non era neanche prevedibile all'origine, che consiste proprio, in termine tecnico è il ricorso per riassunzione. E questo ovviamente è un tipo di attività che ha comportato un costo.

Possiamo preventivarlo, sentivo anche la collega che abbiamo in ufficio, ex Avvocato che adesso lavora da noi, sui 4.000 euro più spese generali, più cassa, più IVA. Quindi effettivamente c’è stata questa spesa, posso confermarlo. Abbiamo anche la documentazione, ho anche qua proprio il frontespizio di tale documento.

Per quanto riguarda poi il discorso del valore indeterminabile o della particolare importanza della causa, faccio una piccola premessa. Questo impianto di macinazione, miscelazione di clinker per produrre cemento, era un impianto previsto con un investimento di milioni di euro. Stiamo parlando di un impianto ad esempio, che copriva una superficie di oltre 4000 metri quadrati; il silos principale aveva una superficie di oltre 900 metri quadri, e un'altezza massima che raggiungeva i 44 metri.

Era un impianto estremamente energivoro perché aveva bisogno di 4 giga watt per funzionare, cioè 4.000 kilowatt, che corrispondono sostanzialmente a 1.000 abitazioni, in un paesetto da 3.000 abitanti. La maggior parte delle materie prime che vengono trasferite in questo impianto, si parla di circa 500.000 tonnellate annue, con una produzione di cemento di 80 tonnellate all'ora.

80 tonnellate, dividendo che la densità del cemento, corrispondono a 1,40 e rotti metri cubi di cemento all’ora, cioè due camion a cinque assi portano 20 metri cubi, quindi in totale avremo quasi 13.000 camion all'anno. Voglio dire è un impianto colossale, funzionava 20 ore al giorno per 320 giorni all'anno. Sono andato proprio a rivedermi il progetto con tutti i vari dati che vi sto illustrando.

Quindi in caso di contenzioso e il Comune l’avesse perso, sarebbero state non certo rose e fiori, perché il danno patrimoniale per l'azienda, per un fermo impianto di questo tipo, è milionario. Quindi abbiamo proprio considerato la causa come di particolare importanza. Questo è il motivo, per spiegare il debito fuori bilancio e la coerenza con l'importo che ci è stato poi fornito dal professionista.

Spero di essere stato chiaro.

29 novembre 2019

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 39
Pagine 25–26
Punto 6

Variante Parziale n. 2 al Piano degli Interventi

DIRIGENTE SETTORE URBANISTICA

Leggi intervento

Buonasera a tutti, grazie anche che mi avete ricevuto è la prima volta che partecipo a questo Consiglio. Qualcuno di voi conosco e vi porto il mio caloroso saluto. In merito alla procedura urbanistica, parto direttamente dal lato che state oggi per approvare, voi approvate la variante allo strumento urbanistico in questione che è il Piano degli Interventi.

La normativa prevede che quando viene realizzata un'opera pubblica come in questo caso, l'approvazione del progetto preliminare ovvero definitivo costituisce adozione della variante stessa, in base all'articolo 3 comma 2 del DPR 327, anche noto come testo unico degli espropri. Una volta la procedura era un po' diverso adesso è stata modificata a seguito della normativa regionale in materia urbanistica.

Con l'adozione dello strumento urbanistico in questione la normativa prevede che entro otto giorni il piano, con tutti i suoi elaborati, venga depositato agli atti della Segreteria e nei successivi trenta giorni, c'è un periodo appunto di deposito in cui chiunque può venire a visionare il piano, che è pubblicato nel sito internet e quindi a disposizione della collettività attraverso anche la sezione amministrazione trasparente, sottosezione governo del territorio, e successivamente negli ulteriori trenta giorni, quindi un totale di sessanta, più gli otto di deposito per la pubblicazione, chiunque può produrre osservazioni alla variante urbanistica stessa.

Il Consiglio comunale valuta le osservazioni, quindi le controdeduce, entro un termine massimo di sessanta giorni ulteriori, generalmente si è molto più rapidi nell'analizzare le osservazioni pervenute e controdedurle, e una volta che il Consiglio approva la variante, la stessa diventa efficace trascorsi quindici giorni dalla pubblicazione della medesima all'albo pretorio sempre comunale.

Una volta con il vecchio PRG l'approvazione in realtà veniva dall'ente superiore, ovvero la Regione ovvero la Provincia in base alla legge vecchia 61 del 1985. In parallelo, con l'adozione che viene effettuata oggi di questa delibera, noi inviamo presso la commissione VAS Regionale, lo screening, che è il rapporto ambientale preliminare con il quale il nostro ufficio, abbiamo qui il collega ing.

Ravagnani che ha redatto lo studio del rapporto ambientale preliminare, assoggettiamo e dichiariamo che l'opera in questione non è soggetta ad ulteriore valutazione VAS. La normativa, nella fattispecie, stabilisce un termine di novanta giorni che va in parallelo con quello urbanistico descritto prima, gli otto più trenta più trenta. Quindi, di fatto, concludendo l'iter VAS, si va poi in Consiglio Comunale per l'approvazione dell'opera a livello urbanistico.

La parte successiva, che non è più di mia competenza come settore, è di competenza dell'ing. Cavallaro, ve la descrivo lo stesso sia grazie al cronoprogramma che ci ha dato, sia anche per cultura personale. Sostanzialmente, una volta che è stata approvata questa variante è stato istituito il vincolo preordinato all'esproprio sulle aree interessate di proprietà privata.

La successiva fase, prevista dal DPR 327, consiste nella dichiarazione di pubblica utilità, la quale avviene mediante l'approvazione del progetto definitivo, di competenza della Giunta Comunale. Per poter approvare il progetto definitivo viene avviato l'avvio del procedimento a carico dei proprietari, ha una durata di trenta giorni nei quali essi possono presentare delle osservazioni sul progetto definitivo.

Una volta che la Giunta approva il progetto definitivo e quindi espone le proprie considerazioni sulle osservazioni eventualmente pervenute, è possibile da parte del Dirigente del Settore Lavori Pubblici approvare il progetto esecutivo. Con quella approvazione lì viene anche sottoscritta la determinazione a contrarre che è l'atto con cui il Comune si impegna verso l'esterno a realizzare la gara d'appalto.

Non ricordo l'importo dei lavori, scusatemi, proprio perché non è la mia tematica, comunque presumo sia una procedura negoziata, quindi testo unico dei contratti, d. lgs. 50, art. 36, presumo secondo comma, lettera c), adesso non so l'importo, come vi dicevo.

La procedura di gara viene seguita appunto dall'ufficio gare, secondo il cronoprogramma indicano 25 giorni e una volta che viene individuata la ditta che potrà effettuare l'intervento le norma prevede che il Comune effettui le verifiche di cui all'art. 80 del decreto 50, ossia accertare che la stessa sia in regola con i contributi previdenziali e assistenziali, si richieda il casellario giudiziale e così via, dopo di che si può procedere alla stipula del contratto.

Dopo la stipula del contratto avviene la consegna lavori e il cantiere parte. Svolte le fasi di cantierizzazione vengono realizzate le opere. Non conosco l'appalto, perché non ancora predisposto, probabilmente ci saranno degli stati di avanzamento lavori per il pagamento dell'impresa stessa e la rendicontazione finale che avverrà dopo il collaudo delle opere medesime.

E' importante anche notare, mi sono dimenticato, che una volta approvato il progetto definitivo con cui c'è la dichiarazione di pubblica utilità, gli uffici internamente vanno a determinare l'indennità provvisoria di esproprio, la quale può essere accettata o no dai proprietari privati.

Nel caso in cui l'accettino hanno subito la liquidazione dell'80% immediata, se non dovessero accettarla, la stessa viene depositata presso la Cassa Depositi e Prestiti e gli stessi se vogliono possono fare ricorso solamente sulla quantificazione economica che è stata prevista, dopo di che l'ufficio predispone il decreto di esproprio che, ovviamente, deve essere effettuato dopo aver redatto il frazionamento catastale, operazioni che comunque vengono fatte di routine.

E' possibile anche, non so se verrà utilizzata questa procedura, l'occupazione di urgenza per anticipare i tempi, si può guadagnare un mesetto. Però questa è una scelta che poi farà, in sede operativa, il collega ing. Cavallaro.

Questo è il quanto. Rispetto a ieri sera in commissione, ho aggiunto la seconda parte di cui non è stato discusso proprio perché appunto ho letto, anche per cultura personale, vi ho illustrato i passaggi successivi. Non ho altro da aggiungere, vi ringrazio.

Intervento n. 49
Pagine 29–30
Punto 6

Variante Parziale n. 2 al Piano degli Interventi

DIRIGENTE SETTORE URBANISTICA

Leggi intervento

Si, in merito ad eventuali rischi riguardanti una procedura di questo genere, ve ne sono vari, in vari step e ci può essere, ad esempio, il privato che è soggetto ad esproprio che non condivide la scelta dell'esproprio, per esperienza diretta si cerca sempre di raggiungere l'accordo bonario.

La norma prevede che lo stesso, quindi con l'accettazione da parte del privato dell'esproprio che dev'essere realizzato, possa essere effettuato in qualsiasi momento della procedura, quindi si poteva benissimo decidere di contattare il privato e sentire se era disponibile. Se questo non è d'accordo, potrebbe fare un ricorso, sia sulla procedura urbanistica, sia sulla stessa indennità.

Mentre nella seconda ipotesi, l'indennità viene depositata presso la Cassa Depositi e Prestiti e quindi, di fatto, non incide sulla procedura, la prima è molto più importante. Per questo tipo di opera io non vedo particolari difficoltà né tantomeno appigli dal punto di vista giuridico per andare ad attaccare il vincolo legato all'esproprio. Non è stato reiterato il vincolo, come dice il Consigliere Azzalin, il vincolo ha una durata quinquennale ed è caduto nel 1999.

La Regione permette la reiterazione del vincolo una sola volta pagando un'indennità, perché a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale è stato previsto un indennizzo a carico del privato dove si trova la sua area bloccata per dieci anni (cinque più cinque). Questo non è avvenuto, perchè il vincolo è caduto nel 1999, quindi si riparte da zero in questa fase.

A livello invece di gara d'appalto, ci potrebbe essere il rischio classico che il secondo classificato decida di fare un ricorso nel merito, il T.A.R poi deciderà in tal senso, ma se la procedura viene seguita è negoziata, con il rischio di arrivare a contenziosi ridotti, è abbastanza improbabile anche per il tipo di intervento non è eclatante dal punto di vista economico.

A livello esecutivo, è chiaro che i duecento giorni si considerano naturali e consecutivi, quindi comprensivo anche delle domeniche, però se ci fosse un giorno di pioggia , l'impresa comunica al comune che non ha potuto lavorare, quindi i giorni sono aggiuntivi. Intoppi particolari non dovrebbero essercene, in quanto a monte è stata eseguita un'analisi molto dettagliata delle cosiddette interferenze, quindi è stata fatta una conferenza dei servizi con i vari enti e gestori.

So che c'è una somma importante forse € 180.000,00, se non sbaglio, per sentito dire, per lo spostamento di alcune condotte e quindi se tutti gli accordi sono stati presi per tempo, questo non implica poi ritardi successivi. Questo è un fattore molto importante, perché molte opere pubbliche si sono allungati i tempi, perché non si sapeva cosa ci fosse sotto terra. Mentre ora la normativa prevede un'analisi puntuale proprio per il rischio delle interferenze.

C'è anche da fare un'analisi del rischio bellico nel caso di scavi, presumo che quella zona non sia stata soggetta a bombardamenti, di solito sono le zone ferroviarie più interessate, quindi per scavi modesti (poche decine di centimetri) non viene fatta una verifica in tal senso, quindi anche questo permette di andare avanti come tempistica e non avere intoppi.

Ci sarebbe un ulteriore rischio, che in questo caso non c'è, che è l'analisi preventiva archeologica, però anche in questo caso la zona non è interessata, perché dal punto di vista storico è il centro di Rovigo il vero cuore pulsante del passato, quindi eventuali problematiche la Sovraintendenza le avrebbe rilevate in centro e non nella rotatoria. Questo per quanto possa essere smentito.

22 dicembre 2023

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 538
Pagina 85
Punto 8

Adozione della nona variante parziale al piano degli…” Pag. 64 2

Dirigente Settore Urbanistica

Leggi intervento

Sì.

Intervento n. 540
Pagina 85
Punto 8

Adozione della nona variante parziale al piano degli…” Pag. 64 2

Dirigente Settore Urbanistica

Leggi intervento

No.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.