Persona · attività documentata

Mauro Venturini

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
7
Sedute con interventi
1
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

Presidente del CUROsservato il 13 dicembre 20161 osservazione documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

13 dicembre 2016

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

7 interventi
Intervento n. 110
Pagine 20–26
Punto 3

Relazione del Presidente del CUR professor Mauro …” Pag. 20 2

Presidente del CUR

Leggi intervento

Grazie e buona sera. Ovviamente ringrazio il Presidente del Consiglio Comunale, che mi ha rivolto questo invito, e tramite lui ringrazio veramente tutti voi che siete presenti. Mi a piacere, ed è un onore essere qui ed illustrare il CUR.

Dirò due brevissime parole per introdurre me. Il mio curriculum è sul sito dell’Università di Ferrara, cercate Mauro Venturini, e troverete tutti i dettagli. In estrema sintesi io mi sono laureato nel 1997 in ingegneria; sono di Rovigo, ma mi sono laureato a Bologna, ho svolto tutta la mia carriera all’Università di Ferrara, ed attualmente sono professore nel settore scientifico disciplinare sistemi per l'energia e l’ambiente, quindi mi occupo di impianti per la produzione di energia.

Per quanto riguarda la mia presenza all’interno del CUR, io ho iniziato nel novembre del 2012 il mio mandato nel Consiglio di Amministrazione. Allora era Presidente il professor Togo, che è un mio collega all’Università di Ferrara, e sono stato indicato a suo tempo dalla Giunta presieduta dal Sindaco Bruno Piva. Il mandato è in scadenza, è già di fatto scaduto.

Nel frattempo, però, a causa di impegni del professor Togo, dal febbraio di quest’anno sono anche Presidente del CUR; quindi ho fatto tre anni come componente del Consiglio di Amministrazione, e circa un anno, poco meno di un anno, come Presidente.

Nella presentazione di questa sera - ovviamente rimarrò nei tempi che mi ha indicato il Presidente del Consiglio Comunale - cercherò di fare il punto sul CUR ad ampio spettro, alcune informazioni, è chiaro, vi saranno note, altre immagino di no; ho cercato di tenere un livello, in modo tale che per tutti potesse essere adatto.

In estrema sintesi vi dirò (ripeto, alcune cose forse le sapete già, o molti di voi le sanno già) che cos’è il CUR, che cosa fa, quali sono i risultati (ovviamente essendo un Ente che eroga didattica a livello universitario, il principale risultato è sulla parte didattica), come è organizzato, quindi quali sono gli organi di governo e qual è la gestione, anche come è organizzato il personale. Parleremo di costi, è inevitabile doverne parlare, e a maggior ragione nel Consiglio Comunale.

E infine cercherò di porre molto brevemente alcuni spunti di riflessione, ma voi potrete aggiungerne, e sarò ovviamente disponibile per domande, sul perché può avere senso l’università, e la presenza universitaria a Rovigo.

Il CUR non è un’università, é un consorzio universitario, quindi è un consorzio di Enti Pubblici, e quindi, essendo un consorzio di Enti Pubblici, esso stesso è assimilato ad un Ente Pubblico, e quindi il personale in carico al CUR è trattato come personale a cui si applica il contratto dei dipendenti pubblici. Il consorzio è stato istituito nel ‘95, lo statuto è del ’95, quindi più di vent’anni fa.

All’ inizio c'è stato un periodo di rodaggio, e poi dagli anni 2000, fino al 2005-2007, ha iniziato in modo significativo la sua attività e la sua espansione, come vi mostrerò dopo, a livello di studenti iscritti.

Al momento lo statuto in vigore è lo statuto siglato a suo tempo dai tre soci nel 1995, e prevede la presenza del Comune di Rovigo, Camera di Commercio, allora di Rovigo, ora Camera di Commercio Venezia, Rovigo e Delta Lagunare, e Provincia di Rovigo, secondo le quote che vedete indicate: 40% Comune, 20% Camera di commercio, 40% Provincia di Rovigo. Tutti i soci sono Enti Pubblici.

Oltre i soci, un ruolo fondamentale lo gioca la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che eroga un contributo sottoforma di convenzione su base anno accademico, quindi non su base anno solare, perché è volta ad incentivare la presenza universitaria a Rovigo.

Quindi la Fondazione ha una convenzione con il CUR, rinnovata di anno in anno, e altre due convenzioni con le due Università, Università di Padova e Università di Ferrara, che sono le Università che materialmente erogano i corsi presso le sedi di Rovigo.

Le sedi sono principalmente due: una è la sede di Viale Marconi, è l’immobile di proprietà del Comune, ed è la sede della presidenza, ed è la sede nella quale si svolgono i corsi dell’Università di Ferrara; l'altra sede, invece, è quella di Viale Porta Adige, detta comunemente Cubo, nella zona del CENSER, dove invece hanno luogo i corsi della sede dell’Università di Padova.

Inoltre i corsi dell’Università di Padova si svolgono anche presso la Cittadella, perché alcuni di questi corsi sono dell’area medica, e quindi i corsi si svolgono presso la Cittadella. Ovviamente, come CUR, non abbiamo incombenze di nessun tipo sulla parte della Cittadella, seguiamo la parte didattica, ma non siamo presente fisicamente, non gestiamo quegli spazi.

Un’ulteriore sede, ben nota, é Palazzo Angeli, sede nella quale - tutti noi auspichiamo il prima possibile - si potranno collocare i corsi della sede dell’Università di Ferrara, quindi gli studenti che attualmente si trovano presso Viale Marconi, e anche l'Amministrazione Centrale e la Presidenza, si potrà spostare presso la sede di Palazzo Angeli.

L'offerta didattica l’ho riportata tutta per completezza, e si svolge su diversi livelli: due sono le Università coinvolte, come vi dicevo, quindi Padova e Ferrara; in realtà alcun corsi sono gestiti direttamente in collaborazione fra l’Università di Padova e l’Azienda ULSS di Rovigo, in particolare quelli che vedete qui sotto elencati come “medicina” sono corsi di educatore professionale (una laurea triennale), infermieristica (laurea triennale a numero chiuso), e tecniche di radiologia medica.

Poi ci sono i corsi di scienze della formazione, una laurea triennale ed una laurea magistrale, per capirci il tre, e magistrale vuol dire più due, quindi il tre più due; un corso di laurea triennale in scienze politiche, un diritto dell’economia; un corso di laurea in ingegneria, ed in realtà è un percorso della laurea magistrale, quindi sarebbe l’equivalente del vecchio quinto anno in ingegneria.

E invece per quanto riguarda l’Università di Ferrara c'è un unico corso di laurea, si chiama laurea magistrale, ma in realtà è laurea magistrale ciclo unico, cioè tutti e cinque gli anni assieme, non c'è il tre più due in questo caso. E poi c'è un corso di dottorato in diritto dell’Unione Europea; il corso di dottorato è un corso di laurea superiore rispetto alla laurea, e quindi è una specializzazione ulteriore a cui si accede una volta che si è già acquisito il titolo di laurea.

Vi faccio notare che l'offerta didattica è abbastanza diversificata per essere una sede periferica. In molte sedi decentrate l'offerta è monotematica, in questo caso vedete che sono coperte diverse aree, ovviamente non tutte, essendo questa una sede comunque distaccata rispetto a Padova e a Ferrara.

La seconda osservazione che faccio è che i corsi che si trovano presso la sede di Rovigo non hanno un equivalente diretto rispetto ai cousi erogati a Padova e a Ferrara, cioè i corsi di Rovigo hanno una specificità, per cui se uno studente decide di seguire questo corso, lo deve seguire Rovigo, non lo può seguire pari pari a Padova o a Ferrara.

Chiaro che il corso di infermieristica è tal quale, perché non può essere diversamente; il corso di giurisprudenza è molto simile, ma a Rovigo ha una specificità per quanto riguarda il diritto dell’Unione Europea.

Oltre all’attività didattiche, in realtà il CUR nelle sue finalità istituzionali ha anche la promozione di attività di ricerca, per cui all’interno dell’attività del CUR trovano spazio anche alcuni laboratori: il primo è il laboratorio tesi (poi vi darò qualche dettaglio ulteriore nella prossima slide); poi c'è un altro centro che si chiama CIGA, centro per le decisioni etico ambientali ed etico sociali sulle tecnologia emergenti, ed il CISSPE, centro interdipardimentale di ricerca e studio per i servizi alla persona.

Questi tre centri sono finanziati direttamente dalla Fondazione Cassa di Risparmio, e completano l'offerta in termini di didattica e di ricerca che si svolge presso Rovigo, quindi c'è una sede fisica presso Rovigo. C'è poi il corso di dottorato in diritto, non è un centro di ricerca, ma è comunque un centro in cui si svolge attività di ricerca, che ha sede, come dicevo prima, nella sede di Viale Marconi.

Per quanto riguarda il laboratorio tesi, faccio solo un piccolo approfondimento su questo, forse alcuni di voi hanno avuto occasione di visitare il laboratorio, fondato a suo tempo dal professor Bariani, che immagino molti di voi conoscano, è un laboratorio di ingegneria, in particolare di lavorazioni di precisione; c'è un nutrito gruppo di ricercatori in senso ampio, quindi borsisti, dottorandi, assegnisti di ricerca e anche alcuni docenti, presenti fisicamente presso il laboratorio, e nel laboratorio stesso hanno luogo le attività didattiche di quel quinto anno di cui parlavo prima.

Oltre a tutto questo, il CUR gestisce anche attività ulteriori, che sono a completamente dell’offerta, e quindi a supporto dell’attività e della vita in generale degli studenti iscritti ai corsi di laurea che hanno sede presso il CUR, perché, precisazione forse ovvia, ma gli studenti non sono iscritti al CUR, sono iscritti alle rispettive Università, ed i corsi vengono svolti al CUR. Dicevo attività di orientamento e incontri presso le scuole superiori.

C'è una persona incaricata che svolge attività, appunto, di orientamento e di guida, ovviamente orientamento verso i corsi del CUR, ma in senso più ampio possiamo vederlo come un servizio rivolto agli studenti delle classi quarte e quinte superiori affinchè facciano una scelta consapevole; ovviamente ci auguriamo che possa essere presso il CUR, ma in generale un servizio verso questi studenti.

Attività promozionali e divulgative, come sapete fino a quest’anno - il prossimo anno non sarà possibile per ragioni di budget - veniva svolto il cosiddetto University Day, un momento di orientamento, ma al tempo stesso un momento di divulgazione scientifica: quest’anno abbiamo avuto ospite Luca Mercalli, che sapete è un personaggio di fama nazionale, e ha parlato sui temi dell’energia, quindi un’occasione comunque di divulgazione scientifica.

Poi ci sono altri servizi, vedete, agli studenti, tramite l'associazione Tumbo; questi ricevono un finanziamento dalla Fondazione extra CUR, e all’interno dell’attività del CUR, ma non è che li paghiamo noi. E poi altre collaborazioni con Enti e Istituzioni, a cui il CUR in generale (io personalmente, ma il CUR come istituzione) è sempre disponibile e ben disposto.

Altri servizi riguardano i servizi che sono fondamentali per uno studente universitario, quindi ci sono due biblioteche, una presso la sede di Viale Marconi, quella che vedete qui su, ed una presso la sede di Viale Porta Adige, ed è quella che vedete qui giu.

Biblioteca significa accesso ai libri, ma significa anche un luogo in cui poter studiare, un luogo di aggregazione, che è tipicamente utilizzato non solo dagli studenti iscritti al CUR, ma da molti studenti di Rovigo, iscritti anche ad altre Università, quindi un luogo che svolge un servizio molto più ampio rispetto solo a chi è iscritto al CUR. E inoltre laboratori di informatica, ovviamente, presenti sia in Viale Marconi, sia in Viale Porta Adige. Studenti.

Qui viene riportato lo storico dall’anno accademico 2004-2005 fino all’anno accademico corrente. Dopo vi darò i numeri dettagliati. Qui vedete intanto il trend, avete almeno un’idea macroscopica dei numeri.

Non dovete farvi trarre in inganno dal trend decrescente verso la fine del periodo, perché, a parte il picco che si è registrato qui nel 2011-2012, in cui abbiamo raggiunto il tetto delle iscrizioni, in realtà gli studenti iscritti ai corsi che hanno sede presso il CUR hanno continuato a subire meno l’effetto di diminuzione del calo delle iscrizioni rispetto ad altri corsi universitari.

E’ una tendenza abbastanza generalizzata il fatto che gli studenti si iscrivano negli ultimi anni per tante ragioni meno all’Università; il CUR, nonostante vediate lì una flessione, ha retto molto bene. Inoltre qui è intervenuto anche l’effetto del numero chiuso su alcuni corsi che hanno sede presso Viale Porta Adige, e quindi i due effetti combinati danno questo aspetto. In ogni caso parliamo di numeri estremamente rilevanti.

Per darvi un’idea, divisi per corso di laurea, li ho divisi in modo indicativo, cioè vi ho messo le cifre tonde, non vi do il numero preciso, giusto perché abbiate l’idea, ci sono corsi che hanno grande numerosità, e lo vedete qua; altri corsi, ad esempio quelli in infermieristica, che sono a numero chiuso, e altri corsi, che è quello della laurea magistrale, che ha numeri estremamente più contenuti, e infine quelli di giurisprudenza.

Volevo darvi un’idea, insomma, che parliamo di centinaia di studenti iscritti in molti di questi corsi, e di questi almeno un centinaio di studenti, in alcuni casi anche di più, 180 era il numero chiuso, studenti che ogni anno entrano in questi corsi, e quindi potenzialmente sono, non voglio dire clienti e consumatori, perché è una parola impropria, però sono persone che si avvicinano alla città ed il territorio di Rovigo.

Vi dico questo perché, e qui ho fatto un grafico abbastanza semplice, purtroppo io sono abituato a parlare per numeri, e quindi lo devo fare anche questa sera, vi ho riportato qui i numeri, questi sono i numeri esatti degli iscritti per anno accademico 2015-2016, cioè il precedente anno accademico, perché questo è ancora in corso, le iscrizioni si devono ancora chiudere, invece qui i numeri sono certi.

Vedete che gli studenti arrivano per il 22%, lo vedete qui, dalla Provincia di Rovigo, quindi tutto sommato poco, per il 36% da Padova, e poi vedete via via 8% Treviso, 14% Venezia, poi c'è questo, Vicenza, e poi altre frazioni. Io leggo questo numero in modo molto positivo, cioè leggo il fatto che i corsi che sono erogati presso la sede di Rovigo sono attrattivi anche per studenti che arrivano da lontano, evidentemente.

E’ chiaro che non tutti questi studenti frequentano tutti i giorni la sede di Rovigo, benchè le lezioni ci siano, per tanti motivi; perché, ad esempio, una facoltà come ingegneria, adesso si parla di dipartimento, non più di facoltà, comunque chi segue i corsi di ingegneria di solito segue tutte le lezioni; corsi invece dell’area umanistica permettono una certa flessibilità, per cui non tutti gli studenti ci sono, però comunque il bacino è di questo ordine di grandezza.

Stessa cosa si verifica per i corsi erogati dall’Università di Ferrara: fatto 100 il totale degli studenti iscritti, il 27% viene dalla Provincia di Rovigo, la metà praticamente dalla Provincia di Padova, e poi vedete anche qui una presenza abbastanza consistente dalla Provincia di Venezia, e poi una presenza da Vicenza.

Ancora una volta è confermato il fatto che anche il corso di giurisprudenza attinge in modo significativo da tante Province della Regione Veneto, e non attinge, ad esempio, dalla zona sotto il Po, perché lì ovviamente c'è l’Università di Ferrara che attrae gli studenti lì, mentre noi, come sede di Rovigo, attingiamo da nord.

Vi faccio vedere l’ultimo grafico per quanto riguarda questa parte, che invece riporta gli studenti della Provincia di Rovigo iscritti ad entrambe le Università, quindi Ferrara e Padova, divisi per Alto, Medio e Basso Polesine, e poi anche per la città di Rovigo ho fatto una casella a parte. Vedete che anche qui sono circa uniformemente distribuiti, comunque 23% nel cosiddetto Alto Polesine, 31% dalla città di Rovigo, che vuol dire proprio dal Comune di Rovigo, poi 13% Medio Polesine, e 33% dal Basso Polesine.

Anche questo ci dà un’idea che comunque l’appetibilità è su tutta la Provincia di Rovigo. Vediamo adesso la gestione del CUR come è organizzata. Ci sono due organi.

Uno è l’Assemblea dei Soci, che è composta da tre componenti: uno è il Presidente dell’Assemblea dei Soci, in questo momento è il Presidente della Camera di Commercio; il Sindaco del Comune di Rovigo; il Presidente della Provincia di Rovigo. Poi c'è un organo operativo, che si occupa della gestione delle finanze, e quindi anche del bilancio.

Il Consiglio di Amministrazione è composto da cinque componenti: il Presidente, in questo momento sono io, e prima c'è stato il mio predecessore, professor Togo, più quattro Consiglieri. Come vi dicevo l’incarico è quadriennale, e la scadenza, visto che siamo stati tutti nominati a novembre 2012, è stata in questo novembre, quindi siamo in fase di rinnovo. C'è un Revisore dei Conti; storicamente ce ne erano tre, in questo momento ce ne è uno solo.

Poi c'è un Comitato Scientifico, composto al massimo da 12 componenti; in questo momento è composto da 12 componenti, quindi abbiamo saturato tutta la disponibilità. Il Presidente del Comitato Scientifico è il professor Rinaldo dell’Università di Padova, quindi ha la duplice veste di Università di Padova e delegato della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Il Comitato Scientifico è stato nominato a febbraio 2016, dura in carica due anni, quindi scadrà nel febbraio 2018.

Poi c'è il personale, in particolare il Direttore Roberto Mazzoni, che ha seguito praticamente dal nascere l'evoluzione del CUR; i dipendenti, di cui vi parlerò tra qualche minuto; ed alcuni collaboratori esterni, ad esempio la persona che vi dicevo prima svolge attività di orientamento presso le scuole superiori.

L’organico del CUR è composto in questo momento da 15 unità: otto di queste hanno un contratto a tempo indeterminato; sei hanno un contratto a tempo determinato; una aveva un contratto interinale, fino all’ottobre 2016, e verrà stabilizzata appena possibile nel nuovo anno a tempo indeterminato, come già deciso dai soci.

Per quanto riguarda le funzioni, quattro di queste persone svolgono attività di tipo amministrativo centrale, cioè gestiscono l'amministrazione complessiva del CUR; cinque sono dedicate alla segreteria didattica, e capite bene che con una mole di studenti come abbiamo visto, 1.600 di Padova, circa 500 di Ferrara, vuol dire 2.100 studenti complessivamente, capite che da fare ce ne è; tre sono dedicate ai servizi bibliotecari, avete visto ci sono due sedi con due biblioteche, quindi ovviamente serve del personale; e poi ci sono tre tecnici, due sono tecnici informatici, uno un tecnico un po’ tutto fare che si occupa dei servizi, perché, come ripeto, abbiamo due sedi, e quindi tutto è duplicato per due, e anche nel caso in cui ci trasferissimo a Palazzo Angeli è chiaro che rimangono sempre due sedi da gestire.

Arriviamo ai costi. In realtà prima parliamo delle entrate. Per l'anno 2016 le entrate sono state così ripartite: la Fondazione Cariparo, su apposita convenzione, ha erogato 908.000 euro; la Camera di Commercio nel 2016 ha erogato 91.600 euro; il Comune di Rovigo, cash, ma dopo dovrò fare alcune precisazioni, ha erogato 50.000 euro; la Provincia di Rovigo 35.000 euro.

Devo fare però alcune precisazione. Questo è l'anno 2016, ovviamente dovremmo fare eventualmente un’analisi sul tempo.

Per quanto riguarda la Fondazione, di fatto il contributo è rimasto sempre invariato; negli anni passati era più elevato, ma, come immagino sappiate tutti, c'è stata tutta la vicenda del cosiddetto Cubo, che ha interessato l'Amministrazione tra la fine dell’anno scorso e i primi mesi di quest’anno, per cui in realtà adesso i corsi della sede di Padova vengono svolti presso il Cubo, ma il Cubo è concesso in comodato gratuito al CUR.

Quindi l’equivalente del canone di locazione è stato decurtato dall’erogazione che la Fondazione dava al CUR e quindi l’importo risulta diminuito. Agli effetti del bilancio non c'è variazione perché di fatto per noi a livello di bilancio è una partita di giro.

Per quanto riguarda la Camera di Commercio, l’anno 2016 è stato un anno eccezionale, nel senso che normalmente il contributo è sempre stato attorno ai 50.000 euro e sarà così probabilmente, anzi direi sicuramente anche per il 2017, quindi questa è stata un’eccezionalità che ci ha consentito comunque ovviamente di chiudere il bilancio, per ciò io preciso i numeri. Per quanto riguarda il Comune di Rovigo, anche questo in realtà è un elemento abbastanza singolare nel senso che il contributo è variato nel tempo.

Oltre al contributo in cheque, però essendo qui nel Comune in ogni caso andrebbe detto, ma essendo un Comune a maggior ragione, bisogna fare due precisazioni. Una.

Con delibera dell’Assemblea dei Soci dell’ottobre 2002, allora era Sindaco Paolo Avezzù, quindi può testimoniare, l’Assemblea dei Soci ha approvato un protocollo d’intesa che aveva per oggetto l’edificio in Viale Marconi, e allora si disse che l’immobile in Viale Marconi, per accordo dei soci, era concesso in comodato al CUR per una durata prevista in dodici anni, quindi ovviamente 2002-2014; diciamo che dal 2014 non c'è un documento ufficiale che stabilisca i rapporti tra CUR e immobile, cioè in questo momento siamo all’interno, il Comune proprietario dell’immobile è anche uno dei soci, ma non c'è una convenzione che regola i rapporti.

Seconda precisazione.

Per quanto riguarda le utenze, quindi vuol dire gas, luce e acqua, presso la sede di Viale Marconi, esiste una delibera del CdA del CUR del settembre 2002 - quindi vedete che le due sono molto vicine perché cadevano e avvenivano nello stesso contesto - in cui si diceva che il Comune di Rovigo, si dava atto - ho riportato la delibera pari pari così come era scritta - “dato atto che il Comune di Rovigo ha continuato ad assumere a proprio carico le spese di gestione dell’immobile, si ritiene equo ristorare il Comune per una parte delle utenze”.

Quindi si decise di sanare il fatto che il Comune aveva a proprio carico le utenze erogando un contributo per gli anni 2000 e 2001, e in particolare per il 2002 pari a 28.000 euro. Così si è continuato a fare a carico del bilancio del CUR dal 2002 fino al corrente anno, quindi ogni anno a carico del bilancio del CUR ci sono 28.000 euro delle utenze.

In realtà vi devo dire che da stime fatte dal Comune il costo delle utenze è decisamente più elevato, circa il doppio rispetto ai 28.000 euro anno, quindi questa sarà una cosa che dovrà essere chiaramente sistemata. Uscite. Vi ho riportato qui le voci in ordine decrescente di importo assoluto e vi ho riportato a fianco anche la percentuale fatto 100 il costo totale su base anno.

Faccio riferimento al 2016 che in realtà non si è ancora chiuso e faccio riferimento a cifre che sono tonde per darvi l'idea, poi è chiaro che ci saranno ancora alcuni aggiustamenti in chiusura d’anno, ma queste sono le cifre. Il costo per i dipendenti pesa circa per la metà ovviamente del bilancio.

Capite bene che avendo così tante sedi, così tanti studenti, erogando i servizi di cui vi ho parlato prima, è necessario che qualcuno li faccia e i dipendenti che attualmente sono in carico al CUR, alcuni di questi hanno iniziato nel 97, alcuno nel 2002-2003, gli ultimi nel 2006, quindi lavorano lì, operano lì, e hanno contribuito - io sono l’ultimo arrivato ovviamente - hanno contribuito al successo che vi ho fatto vedere, hanno contribuito in modo significativo e ovviamente il costo del personale c'è.

Questa è una caratteristica Comune in molti Enti in realtà.

Poi ci sono le spese per le utenze che vengono rimborsate al CENSER e al Comune, cioè 28.000 euro sono qui dentro e le locazioni, ad esempio la biblioteca del CENSER; servizi ausiliari informatici e telecomunicazioni, di fatto il servizio di pulizia, ripeto abbiamo due sedi con tanti spazi; poi le utenze che invece sono in carico al CUR, ce ne sono anche di queste alcuni canoni obbligatori per legge; i compensi per gli organi di Amministrazione, quindi CdA e Revisori dei Conti, attività promozionali ed eventi culturali, che ancora per l’anno 2016 sono stati mantenuti a un certo livello, e poi via via manutenzione ordinaria, immobili e arredi e poi incluso nella voce “altri costi”, tutte voci di costo che incidono per meno dell’1% singolarmente e che complessivamente incidono per il 3,4%.

Concludo, sono abbastanza nei tempi credo, dandovi alcuni spunti, e ribadisco la mia disponibilità ad eventuali domande. La finalità istituzionale del CUR può essere letta su due livelli ed è stabilita da Statuto.

Uno, istituzione, ormai l’abbiamo superata ampiamente questa fase; funzionamento e gestione di corsi a livello universitari e, visti i numeri che vi ho presentato, direi che ci siamo ampiamente; istituire centri di ricerca a livello universitario, vi ho fatto vedere che ci sono, operano presso Rovigo, alcuni in modo massiccio pesante, presente fisicamente a Rovigo, altri un po’ meno ma ci sono.

Poi però dobbiamo porci, e siamo qui in Consiglio Comunale e il Comune anche in prospettiva sarà uno dei soci chiave in questo senso, perché l’Università a Rovigo?

Il primo obiettivo che ho cercato di sintetizzare lì: lo svolgimento di attività didattica e di ricerca a livello universitario in questo territorio c'è e qui ci siamo arrivati; opportunità di formazione superiore per i giovani del territorio: capite bene che per molte famiglie, ad esempio dico del basso Polesine, spero di non generare nessun dibattito su questo, può essere un’opportunità avere l’Università vicino a casa e avere un’Università, come abbiamo visto prima, ha anche un ambiente molto stimolante e molto differenziato anche come provenienza di studenti; possibilità di promozione per ragazzi e famiglie, chiaramente l’accesso agli studi permette in futuro di accedere anche a certe posizioni, possibilmente di rimanere a lavorare nel territorio, quindi permette di promuovere tutto il territorio, non solo le famiglie, quindi va visto chiaramente come un investimento sul medio, lungo o direi addirittura lunghissimo periodo.

Ho indicato anche il volano per l’economia locale. Non intendo ovviamente il pasto in Rovigo; intendo tutta una serie di attività che vanno ovviamente guidate; vanno guidate dalle Amministrazioni, vanno guidate dagli attori del territorio. Il bacino più grande in questo momento si trova presso il CENSER ma, se opportunamente stimolati, i ragazzi sono reattivi e quindi, se vogliamo coinvolgerli presso il centro, bisogna trovare delle strategie.

C’è un bacino potenzialmente di 2.000 circa studenti giovani. Chiudo sul fatto dei giovani.

Ovviamente avere una città, non è una città universitaria Rovigo, però parzialmente universitaria, permette di creare una certa vitalità, soprattutto per la città questa - io abito a Rovigo benché lavori a Ferrara - una città questa in cui l’età media sta aumentando, avere invece giovani in ingresso anche da territori lontani dal nostro, e facevo prima vedere Vicenza e Treviso, ovviamente permette di crescere complessivamente e di avere una spinta, un motore di propulsione.

Chiudo questa presentazione con alcune immagini prese dal sito, che ovviamente non commenterò, e vi ringrazio molto per l’attenzione.

Intervento n. 114
Pagina 27
Punto 3

Relazione del Presidente del CUR professor Mauro …” Pag. 20 2

Presidente del CUR

Leggi intervento

Sì, no c’è problema. Soprattutto per quanto riguarda il bilancio, è trasmesso ogni anno ai soci e quindi è disponibile anche in forma molto più dettagliata rispetto a quanto avete visto. La presentazione può essere diffusa perché non ci sono informazioni particolari sensibili.

Quindi la invierò al Presidente del Consiglio Comunale.

Intervento n. 120
Pagine 28–29
Punto 3

Relazione del Presidente del CUR professor Mauro …” Pag. 20 2

Presidente del CUR

Leggi intervento

Rispondo molto sinteticamente. Per quanto riguarda la prima domanda, lei mi chiedeva sul Cubo. Sul Cubo in realtà la proprietà è già di un’altra società, SGR Investimenti che ha già acquisito il Cubo.

Dal 1° marzo di quest’anno noi abbiamo quell’immobile in comodato gratuito, quindi in realtà così è. Per quanto riguarda invece il discorso della convenzione che lei chiedeva, in realtà non è mai esistita una convenzione. Esisteva quel protocollo d’intesa che con un gentlemen’s agreement fra i vari soci ha regolato i rapporti.

Se si vorrà normare o formalizzare questo rapporto, ovviamente il Comune dovrà andare in Assemblea dei Soci e regolarizzare questo rapporto, cosa di cui dopo le risponderà l’Assessore Donzelli. Per quanto riguarda i corsi di laurea attivati presso Rovigo, ognuno di questi corsi laurea ha una genesi e deriva anche dai rapporti che la Fondazione stessa ha con l’Università e con i diversi corsi di laurea.

E’ possibile però in qualche modo intervenire nel senso che c'è un organo, che è il Comitato Scientifico di cui vi ho parlato brevemente prima, che ha proprio questo scopo, cioè esprimere un parere, tendenzialmente un parere abrogativo, ma può essere anche propositivo per alcuni corsi di laurea, e quindi sicuramente è uno stimolo che si può raccogliere e portare in Comitato Scientifico.

Nel Comitato Scientifico è attualmente presente il Consigliere comunale Dottoressa Rosito, e quindi raccoglierà sicuramente questo stimolo e lo porterà in Comitato Scientifico. L’ultima domanda, lei mi diceva la convenzione della Fondazione. Da Amministratore sarebbe molto meglio anche per me avere un orizzonte di 5, 10 meglio ancora 15 anni.

La Fondazione però, per scelta strategica, ha sempre operato in questo modo. Da vedere però a favore della Fondazione, la Fondazione è sempre stata molto corretta finora, nel senso che ha sempre garantito questo importo e, come certamente sapete, ha investito molti danari anche sull’immobile di Palazzo Angeli, quindi l’impegno della Fondazione non si può negare.

E’ chiaro che i soci, Comune in primis ovviamente ma tutti i soci, possono dialogare con la Fondazione e vedere se questa convenzione possa essere estesa su un arco temporale più lungo. Questo darebbe anche stabilità nell’ottica di medio e lungo periodo al CUR, questo è chiaro.

Intervento n. 126
Pagine 30–31
Punto 3

Relazione del Presidente del CUR professor Mauro …” Pag. 20 2

Presidente del CUR

Leggi intervento

Io le do la risposta dal punto di vista del CU, poi la risposta politica ovviamente la darà l’Assessore. Diciamo che la sua osservazione è molto puntuale e risponde in parte a un’osservazione del Consigliere Borgato.

Se posso fare un parallelo, essendo io un Professore di Ferrara, in parte viviamo anche noi questo effetto, cioè abbiamo molti studenti che si iscrivono alla laurea triennale, e poi però per la magistrale tendenzialmente si spostano a Milano, a Torino, a Bologna, cioè c'è un effetto di attrattiva verso altre mete che è evidente.

Noi raccogliamo sicuramente gli studenti di Ferrara - dico noi Ferrara - e poi tendono ad andare perché giustamente anche si vogliono svincolare dalla famiglia, vivere un’esperienza individuale e così via. Spostandoci nuovamente a Rovigo, questo effetto c’è ancora di più. Essendo una piccola città di Provincia, io stesso abito a Rovigo, è chiaro il desiderio anche di andare via.

E quindi come riuscire a catturarli?

Direi forse adottando delle strategie che sono simili a quelle che noi a Ferrara cerchiamo di adottare, cioè di puntare intanto sul rapporto studenti-docenti, che tendenzialmente per i corsi a Rovigo è molto buono, cioè gli studenti sono ipercoccolati anche da noi a Ferrara, perché ovviamente sono in numero molto ridotto, quindi puntando su questo e puntando anche su servizi a disposizione, cosa che la grande città, ad esempio Milano, può dare un senso di straniamento, in realtà la città di Rovigo può dare invece un senso di familiarità.

E’ chiaro che si raccoglie qualcuno e si perde qualche altro studente. Tendenzialmente bisogna puntare molto forte sui punti di forza, e quelli che perdiamo, li perdiamo, c'è poco da fare. Questa è la risposta che mi sentirei di dare perché è ciò su cui stiamo ragionando anche noi all’Università di Ferrara, quindi parlo con le due casacche, cioè cercare di insistere molto su alcuni aspetti.

In questo caso abbiamo visto corsi molto specializzati, ovvero alcuni non perfettamente centrati sulle richieste del territorio, la cosa si può ritarare su un lungo periodo in accordo con la Fondazione che ha i rapporti diretti con le due università e, ripeto, i servizi, la città, ciò che la città può offrire, in questo senso il Comune di Rovigo. Come socio deve e può fare di più per il suo stesso interesse.

Intervento n. 144
Pagine 37–38
Punto 3

Relazione del Presidente del CUR professor Mauro …” Pag. 20 2

Presidente del CUR

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Rispondo e raccolgo alcune osservazioni che mi sono segnato qui del Consigliere Vernelli e del Consigliere Paron. Per quanto riguarda il sito, la ringrazio per l’apprezzamento. L’incarico è affidato a una società esterna e l’incarico ricade sotto quella voce che citava prima il Consigliere Paron, diciamo sotto promozione, divulgazione, ricade anche l’incarico al sito.

Quindi questo è un segno di apprezzamento per il fatto che effettivamente è fatto bene anche dal punto di vista della trasparenza. E’ stato anche rinnovato dal punto di vista grafico, ma conta molto di più la trasparenza. Lei avrà sicuramente verificato che tutte le informazioni sono accessibili anche all’utente di medio livello, e quindi questo apprezzo.

Però questo mi dà lo spunto, agganciandomi all’osservazione del Consigliere Rosito, di dire che effettivamente il bilancio 2016 ci ha messo in grossa difficoltà. Il Consigliere Paron citava quei 39.000. In realtà i 39.000 vanno visti sull’anno solare che è il bilancio, ma in realtà sono spalmati su due anni accademici diversi.

Quindi la maggior parte del costo sono 37.000, appartengono all’anno accademico precedente; mentre solo 2.000, e l’Assessore Donzelli aveva detto zero ma di fatto 2.000 è zero su un bilancio di questo tipo, non sono stati investiti. Quindi vuol dire che noi in quest’anno accademico in corso, quindi 2016/17, stiamo sfruttando l’effetto di traino e di buon lavoro che è stato svolto nel passato. Dobbiamo però ripristinare questa voce e quindi necessariamente il bilancio del CUR deve essere rimpinguato.

La prima richiesta come Presidente io la faccio ovviamente ai soci che sono i miei interlocutori. E’ chiaro che si possono aprire anche prospettive diverse e quindi mi allaccio all’altra osservazione sullo Statuto. Il ragionamento sullo Statuto è stato già avviato dai soci da alcuni mesi, almeno come idee, e quindi la revisione è in atto.

Però bisogna decidere a mio avviso dove si vuole andare e con quale finalità. Inoltre lo Statuto richiede, quindi la revisione dello Statuto e la redazione di un nuovo Statuto, richiede anche delle competenze specifiche in ambito di giurisprudenza, che ovviamente vanno previste e opportunamente compensate. Quindi è necessario per la scrittura di uno Statuto, stabilito la direzione, è necessario avere un budget a disposizione.

Di tutte queste cose e anche del personale parleremo nell’Assemblea dei Soci del 15 dicembre, cioè dopodomani, quindi avremo modo di raccogliere anche queste osservazioni e i soci avranno modo di riflettere, per cui verranno portate tutte. Ultima osservazione legata a quello che citava prima il Consigliere Vernelli, diceva l'intervento dei privati. Ovviamente se lo Statuto fosse variato e potessero entrare i privati, potrebbero entrare a pieno titolo.

In realtà i privati possono già adesso contribuire in qualche modo sottoforma di mecenatismo. La convenzione attuale lo prevede, tant’è che la Fondazione Cariparo lo fa. E’ chiaro però che i soci possano e abbiano desiderio di contribuire anche in modo attivo alla governance, e quindi è necessario anche un cambio di Statuto.

Ma se in prima battuta ci sono dei privati che vogliano contribuire, diciamo che la porta è già aperta ed è già disponibile. E’ chiaro che questo è un sogno, però per dire che il canale c'è già. Io ho completato le risposte a diversi punti.

Spero di essere stato esauriente.

Intervento n. 149
Pagina 38
Punto 3

Relazione del Presidente del CUR professor Mauro …” Pag. 20 2

Presidente del CUR

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Dico solo una cosa. Io ho espresso la fattibilità tecnica dal punto di vista del Regolamento. La decisione politica di come modificare lo Statuto, se e come aprire ai privati, è in capo ai Soci. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.