Persona · attività documentata

Marco De Giorgio

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
3
Sedute con interventi
1
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

Avvocatura CivicaOsservato il 15 maggio 20261 osservazione documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

15 maggio 2026

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 71
Pagine 18–19
Punto 3

Variazioni al bilancio di previsione 2026/2028, destinazione quota…

Avvocatura Civica

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Grazie Presidente. Riprendendo quanto poc’anzi riferito dal Segretario, sul versante prettamente processuale, devo osservare che il ricorso era rivolto direttamente nei confronti della Regione Veneto e del Comune di Rovigo, e nei confronti di Apis RO Società Agricola Srl, notiziandone la Provincia di Rovigo e il Consorzio di Bonifica Adige Po. Quindi i ricorrenti avevano specificamente individuato diversi atti e diverse posizioni nel ricorso.

I destinatari del ricorso erano la Regione del Veneto e il Comune di Rovigo perché erano impugnati dei loro provvedimenti. Come è stato ricordato dal Segretario, in particolare per quanto riguarda il Comune di Rovigo sono stati impugnati il parere della sezione ambiente n. 612805 del 3 dicembre 2024, la deliberazione di Giunta Comunale n.

288 del 2 dicembre 2024, e l'allegato schema di accordo tra il Comune e Apis RO. Quindi il Comune era un destinatario del ricorso e si è costituito in giudizio, come è stato ricordato, per difendere i propri provvedimenti. In particolare ai sensi dello Statuto e del Regolamento di Avvocatura Civica, il Dirigente competente ha conferito, con determina dirigenziale, incarico defensionale all’Avvocatura Civica e, per effetto di tale investitura, il Comune si è costituito in giudizio.

Come è stato parimenti ricordato, il TAR ha respinto tutti i motivi di ricorso presentati nei confronti del provvedimento del Comune. Vero è che questo provvedimento si inserisce in un procedimento autorizzatorio che fa capo alla Regione, tant'è che la Regione ha indetto una Conferenza di Servizi. Quindi l'annullamento ha riguardato il provvedimento della Regione e i provvedimenti del Comune, nonostante il rigetto dei motivi di ricorso.

Ma la ragione della costituzione in giudizio era sostanzialmente la ritenuta legittimità di questi provvedimenti, che evidentemente il TAR ha ritenuto di condividere quanto agli specifici profili di censura che i ricorrenti hanno avanzato. La condanna alle spese è l'ordinaria conseguenza della soccombenza in giudizio. Questa, come è noto, può essere mitigata dal Giudice, che ha come unico limite quello di non porre le spese di lite a carico della parte che sia integralmente vittoriosa.

Al di fuori di tale ipotesi, il Giudice può decidere come ritiene. In questo caso il TAR ha ritenuto di condannare in solido anche il Comune, nonostante abbia respinto tutti i motivi di ricorso contro i provvedimenti comunali impugnati. Rimango a disposizione per eventuali chiarimenti.

Intervento n. 166
Pagine 40–41
Punto 7

Riconoscimento di legittimità di debito fuori bilancio ai sensi dell’art

Avvocatura Civica

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Grazie Presidente. La specifica controversia riguardava, come è stato ricordato poc'anzi dall’Assessore, una richiesta di iscrizione anagrafica di una cittadina extracomunitaria che sosteneva di essere legata da una relazione stabile con un cittadino italiano residente a Rovigo. E gli uffici hanno respinto questa richiesta sul presupposto che ella fosse carente del permesso di soggiorno, quale supposto titolo che la legge richiede per il regolare soggiorno sul territorio dello Stato.

E’ stato presentato ricorso contro questo provvedimento, un ricorso d'urgenza al Tribunale ordinario ai sensi dell'articolo 700 del Codice di Procedura Civile; l'ufficio anagrafe ha dato indicazioni di costituirsi per difendere il provvedimento e l’Avvocatura si è costituita a difesa dell’Ente.

Nella specifica questione esistono molteplici fonti normative, perché vengono in rilievo il Testo Unico in materia di immigrazione del 1998, il Decreto Legislativo 30/2007, la normativa comunitaria che questo decreto attua, mi sembra la direttiva 38/2004; viene in rilievo anche la legge 76/2016, la cosiddetta Legge Cirinnà, visto che c'era un profilo di contratto di convivenza, e naturalmente normative sovraordinate costituzionali e comunitarie sulla costituzione della famiglia e i diritti collegati alla famiglia.

Nel caso di specie c'era perfino una circolare del Ministero dell'Interno che ha dato indicazioni ai Comuni su come interpretare la normativa, in particolare facendo leva su un parere richiesto dallo stesso Ministero dell’Avvocatura dello Stato, è la circolare 76/2021. E quindi gli uffici hanno ritenuto di applicare la normativa come da indicazione del Ministero e quindi con una previsione che poteva apparire congruente.

Il Giudice è andato di diverso avviso, però è una materia che in giurisprudenza ha orientamenti oscillanti: ci sono orientamenti contrastanti nella giurisprudenza di merito, nel senso che alcuni Giudici ritengono che non sia necessario il permesso di soggiorno essendo sufficiente un mero titolo di soggiorno sul territorio dello Stato, quindi anche un'ipotesi di esonero dal visto per alcuni paesi con i quali l'Unione Europea abbia degli accordi; altri Tribunali o Corti d’Appello hanno deciso in senso contrario, quindi sussisteva un obiettivo contrasto giurisprudenziale sul punto.

Il Tribunale di Rovigo ha sposato l'orientamento contrario a quello portato dall'ufficio, e questa è stata la vicenda processuale. La costituzione è stata motivata appunto dalla sussistenza di un'apparenza normativa congruente avallata anche da una circolare del Ministero dell'Interno.

Intervento n. 168
Pagina 41
Punto 7

Riconoscimento di legittimità di debito fuori bilancio ai sensi dell’art

Avvocatura Civica

Leggi intervento

Chiedo scusa, forse appare conferente aggiungere un aspetto che forse era rimasto in ombra. La costituzione in giudizio può comportare la soccombenza, ma la mancata costituzione in giudizio non è di per sé causa di esclusione dal rischio di soccombenza. Infatti esiste un principio che è applicato dalla giurisprudenza di ogni grado e giurisdizione che si chiama della soccombenza virtuale.

Significa, per calarlo nel caso concreto, che se l’Amministrazione adotta un provvedimento e il destinatario di questo provvedimento lo contrasta attivando un rimedio giurisdizionale, e all'esito della controversia il Giudice accoglie il ricorso e quindi annulla il provvedimento giurisdizionale o comunque sancisce una posizione giuridica del privato diversa da quella che era stata definita dal provvedimento, anche se l’Amministrazione non ha partecipato al giudizio, ciò non significa che non sia stato necessario un giudizio, quindi l'attivazione di un rimedio giurisdizionale per vedere riconosciuta la posizione giuridica del privato che si è rivolto all’Autorità Giudiziaria, e questo può comportare la condanna al pagamento delle spese dell’Amministrazione che ha dato causa al giudizio, anche se l’Amministrazione non ha partecipato al giudizio.

C'è certamente un criterio statistico per cui la mancata partecipazione è più facile che conduca a una compensazione delle spese, non di meno non è automatico.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.