Buonasera a tutti, buonasera e grazie di tutti gli interventi che sono stati fatti, in primis quelli dei Sindacati e del Commissario. Ho apprezzato molto lo spirito e l'atteggiamento collaborativo, le informazioni, le integrazioni, gli aggiornamenti. Questo era quello in effetti che chiedevamo, è stato detto dai colleghi già in precedenza.
Un tema noto, un tema tristemente noto per la città, commissariamento dal 2016; sapevamo già in campagna elettorale che sarebbe stato uno dei grandi temi, se non il grande tema, per la città di Rovigo da affrontare.
Siamo qui adesso finalmente insieme, e anch'io concordo sulla necessità, come avevamo paventato attraverso la Conferenza Capigruppo, parlando in primis con il collega Rossini e poi con gli altri, di essere parte attiva, partecipe della questione, non solo per parlarne, per prenderne conoscenza, ma per andare avanti; per andare avanti da quella Convenzione del 2004, ma pensando che quei parametri del 2004 sono cambiati. Il mondo è cambiato, e quindi possono cambiare i termini.
Nel 2016 il Commissario straordinario - ringrazio il Commissario Zanon, ma ringraziamo tutti i Commissari che hanno lavorato finora - hanno avuto un mandato preciso. Adesso l'attività corrente è in positivo. Non era così.
Quindi è un tema noto, è un tema importante, che tocca vari aspetti per la nostra città, per tutta la comunità: temi economico lavorativi, socio sociali e socio assistenziali, urbanistici; un Istituto pubblico che svolge un servizio pubblicistico,essenziale per tutti, anche per il territorio, che deve rimanere pubblico. Non c'erano tante Case di Riposo, è vero, sono diminuiti gli ospiti. E’ cambiata la situazione, la situazione adesso che è cogente e per cui ci vuole una risposta tempestiva.
Ognuno ha dichiarato di voler fare la propria parte in maniera collaborativa, partecipe, propositiva. Questo è il primo Consiglio Comunale monotematico allargato e ci saranno, e ci sono già, degli altri soggetti non presenti ma interessati e partecipi. Per fortuna, per fortuna perché vuol dire che c'è l'attenzione degli Enti e delle Istituzioni.
Si parte dalla convenzione per modificare quanto è possibile fare nei termini giuridici. Ricordo, sappiamo ben tutti, che tratta due aspetti. Di solito le convenzioni sono di tipo patrimoniale o di concessione di servizi.
Questa invece tratta entrambi gli aspetti, che è vero che sono collegati, ma forse complica un po’ adesso a noi questa gestione. Una rescissione della convenzione non è auspicabile complessivamente, perché il contenzioso non è conveniente, in primis all’IRAS. Questo è un tema di tale rilievo.
Qui non ci sono schieramenti, è evidente, è un tema per tutti, dove c’è convergenza di interessi e di obiettivi. Si tratta di stabilire come, perché continui il servizio, continuità di servizio; continui il lavoro, anzi migliori, si stabilizzi, si rivaluti progressivamente, perché si rivaluta anche il servizio che viene dato alla comunità e ai suoi ospiti. Manca il piano economico finanziario, è stato detto, e quindi chiediamo un continuo aggiornamento di questi aspetti.
Sono d'accordo sulla necessità di programmare e progettare ad ampia scala, di tener conto della fragilità di varia natura, dell'invecchiamento della popolazione, della crisi economica galoppante, ma in termini di sostenibilità e di congruità. Se la convenzione può e deve essere rivista rispetto alle norme e alle esigenze sopravvenute, bisogna pensare anche ad altre strategie. Cosa andiamo a mettere nella convenzione?
Cosa andiamo a trattare? Andiamo a migliorare l'uso degli spazi? Andiamo a inserire nuovi servizi?
Andiamo a dismettere o affittare degli spazi che non servono più, che sono magari un onere più che un onore? Non so. Queste sono le risposte che noi vogliamo in Consiglio Comunale per poterle valutare.
Una programmazione pluriennale è che bisogna avere rispetto, una parola che uso spesso ma non è priva di significato: rispetto per i lavoratori che stanno facendo sacrifici, garantiscono il servizio con atti concreti economici, lavorativi; rispetto per gli assistiti e le loro famiglie, ma anche per i fornitori, per l'indotto, e i creditori che hanno creduto in questo progetto.
Non servono spot, false promesse, non è tra l'altro nel mio stile, non lo faccio mai, piuttosto mi taccio, però tutti qui siamo d'accordo - tutti lo hanno espresso finora - ma atti concreti, azioni concertate attuabili nel medio e lungo termine. Ripianare i debiti, saranno quantificati gli importi, adesso non entro nel merito, ma ripianare comunque i debiti senza un PEF che sia sostenibile nel tempo, non dà garanzia, altrimenti si ritorna al punto da capo.
Magari si continuerà a dire a un certo punto “Le rette da sole non bastano”, perché comunque una struttura qualsiasi, soprattutto una così importante, ha sempre bisogno di manutenzione e di aggiornamenti, di integrazioni, di sicurezza. Quindi questo è da scongiurare. Naturalmente queste somme devono essere certe, ma anche giuridicamente giustificate a tutela di tutti, e quando dico tutti intendo non solo il Consiglio, il Sindaco, chi vota, ma dei lavoratori stessi e delle famiglie.
Il Consiglio Comunale fa la sua parte, non si è mai tirata indietro; abbiamo affrontato altri grandi temi, abbiamo chiesto altri Consigli monotematici. Mi spiace che siamo arrivati adesso ad affrontare questo tema, noto. Naturalmente bisognava cominciare un po’ prima.
Non c'è più tempo. Comunque anche i tecnici hanno fatto la loro parte e il ringraziamento va a tutti, ma il mio personale, per lo spirito collaborativo che ho percepito, dai lavoratori ai Sindacati, dal Commissario straordinario, dalla Regione Veneto, perché è venuto a portare anche i saluti dell’Assessore Lanzarin, del Comune nella parte politica e tecnica, dei colleghi Consiglieri e dell’ASL, nonché di altri soggetti. Si auspica che in tempi brevissimi venga trovata una soluzione.
Sicuramente l'impegno lavoro c'è, perché parliamo di lavoro, parliamo di un servizio che non vogliamo perdere, anzi deve essere riqualificato e integrato. Grazie a tutti.