AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DEGLI ACCERTATORI DI VIOLAZIONI AMMINISTRATIVE IN MATERIA DI RIFIUTI NEL COMUNE DI ROVIGO AD ECOAMBIENTE S.R.L. - ISPETTORI AMBIENTALI. APPROVAZIONE DELLA CONVENZIONE CON ECOAMBIENTE S.R.L. E DEL DISCIPLINARE RELATIVO AL SERVIZIO” (Vedi Delibera di CC n. 65/2018) …...................................................................................................................................................... 39
Funzionario Comune di Rovigo
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Buonasera a tutti. Allora, sono tantissimi i punti, e spero di toccarli tutti; se non ne tocco qualcuno, ricordatemeli. Parto dal discorso di chi sono gli Ispettori Ambientali.
Qualche osservazione che è stata fatta mi ha fatto capire che, probabilmente, il ruolo di queste persone non è stato compreso fino in fondo.
Non sono delle persone che gireranno per la città e, se vedranno che c’è qualche cosa per terra, chiameranno Ecoambiente: “Guarda che c’è qualche cosa per terra”, ma sono delle persone che fanno il lavoro che ordinariamente fanno i Vigili, cioè, sono delle persone incaricate di pubblico servizio che, se vedono del materiale per terra, un sacchetto, eccetera, sono autorizzate ad aprire i sacchetti, a cercare di capire se ci sono degli elementi che possono ricondurre al responsabile di quell’abbandono, sono persone che possono chiedere alle persone che erano presenti, o che abitano nella zona, o che possono avere visto, informazioni, insomma, raccolgono sommarie informazioni, tutto quello che serve, che è indispensabile, che è necessario per risalire agli autori dell’abbandono.
Questo perché? Perché l’intervento del Comune non è solo di raccogliere quello che gli incivili buttano per terra, non è solo quello di sollecitare anche... ma è quello di reprimere comportamenti sbagliati, perché, fino a che le persone sanno che non c’è nessuno che li trova, continueranno ad avere comportamenti sbagliati. Ma questo non è per cattiveria, questo è perché se so che c’è l’autovelox vado a 50, se so che l’autovelox non c’è vado a 70, 80, 90.
Quindi, la cosa che a noi serve è far capire alle persone che c’è qualcuno che, in qualche modo, li può scovare. Li può scovare, per esempio, anche guardando i filmati di videocamere. Voi dicevate che la maggior parte di chi vuole buttare via le cose lo fa di notte.
Non è vero, lo fanno di giorno, perché li hanno trovati l’altro giorno all’Interporto, mi è arrivato un verbale da parte delle Forze dell’Ordine sempre di giorno... lo fanno anche di giorno, tranquillamente. Però l’idea nostra sarebbe quella, anche, di implementare dei servizi di videosorveglianza. Una volta che si mette in piedi un sistema di videosorveglianza, non è che è automatico, ma vanno visionati i filmati e vanno verificati, e questo si può fare anche di giorno.
Quindi, le persone che vengono individuate e vengono formate per questo ruolo, non sono delle persone che trasferiscono un’informazione, punto e stop, ma sono delle persone che fanno quello che farebbe un Agente di Polizia Locale fino alla notifica della sanzione, e quindi devono compilare un verbale che sia, possibilmente, compilato bene, in modo tale che non dia appigli per l’impugnazione.
Non sono delle persone che guidano il camion e, di tanto in tanto, fanno una telefonata ad Ecoambiente e dicono: “Guarda che per terra, in Via Martiri di Belfiore, c’è un sacchetto”, ma sono delle persone che devono fare gli accertatori, devono compilare verbali di sanzione, portarli a casa, fare la notifica, cercando di fare questo lavoro al meglio possibile.
Se riusciamo, appunto, mettere in piedi anche un sistema di videosorveglianza, dovranno verificare, accertare eventuali infrazioni guardando questi filmati o materiale fotografico, e quant’altro. Questo non è un sistema perfetto, è una partenza di un sistema. Si parte con due persone; perché?
Perché intanto c’è solamente Rovigo, ma la speranza è che Rovigo faccia da apripista, e che questa delibera che abbiamo preparato possa essere, un giorno, condivisa da cinquanta comuni. È chiaro che la forza, a quel punto, è notevolmente diversa, perché consente di auto-ripagare la formazione.
Voi dovete considerare che i costi che vengono sostenuti, di stipendio, di oneri e quant’altro... però dovete considerate che, se ci sono meno abbandoni... cioè, tirare su il materiale abbandonato o conferito male ha dei costi, e, quindi, se riuscissimo a non avere troppi, come li abbiamo oggi, abbandoni di materiale, già quello sarebbe un ottimo risultato. Questo non viene fatto per avere i soldi delle sanzioni, questo viene fatto per avere dei minori costi per la gestione della raccolta differenziata.
Non so se mi sono spiegata. L’obiettivo è un po’ diverso. (intervento fuori microfono) Non c’è scritto delle due persone perché possono essere una, due, cinque o dieci. È una partenza questa.
Una volta che c’è... Non è vincolante, possono anche diventare tre il prossimo anno, se si vede che il servizio è efficace, non è vincolante; okay? Non è che queste persone siano uno standard, anche perché, comunque, come si diceva, la durata della delibera è fino alla scadenza del contratto di Ecoambiente.
Quindi, passiamo alla formazione. La formazione è fondamentale per far partire un progetto di questo genere, e la formazione era già prevista del progetto che avete approvato nel 2017. È stata implementata in questo modo: gli unici che sono passati porta a porta sono alle frazioni.
In tutte le frazioni sono stati fatti almeno due incontri serali con la popolazione, è stata invitata. Poi, siccome ai due incontri serali magari qualcuno poteva non avere partecipato, in ogni frazione è stato presente nella giornata della domenica, quindi, solitamente, quando le persone vanno a Messa, un banchetto informativo che ripeteva ancora le informazioni. Per quanto riguarda le scuole, Ecoambiente ci aveva proposto inizialmente di fare la formazione solamente nelle scuole delle frazioni.
Abbiamo chiesto che, invece, la formazione fosse fatta a tutte le primarie e a tutte le scuole secondarie di primo ordine; perché? Perché nelle scuole primarie molti bambini delle frazioni vengono qua, e ci sono anche bambini che dal centro vanno in frazione, e perché le scuole medie, di fatto, sono solamente, a parte quella di Grignano, sono solamente nel centro, e i bambini delle frazioni vengono in centro.
Per cui, di fatto, è stata fatta con Achab, hanno dato l’incarico, ha vinto Achab la gara - Achab è una società abbastanza famosa per quanto riguarda l’educazione ambientale - e personale di Achab è andato nelle scuole e in ogni classe ha fatto un’ora di lavoro con i ragazzi, e ha consegnato del materiale educativo, che possono utilizzare le insegnanti, creando un portale sul sito di Ecoambiente, da cui gli insegnanti si possono scaricare materiale in continuo aggiornamento.
Sta partendo - ha firmato oggi l’Assessore la lettera - un ulteriore progetto che va a potenziare tutto questo, rivolto ai quattro comprensivi, a tutte le scuole primarie e secondarie di primo ordine dei quattro comprensivi, per andare a ripetere, rinfrescare questo, anche perché arrivano delle prime e quant’altro, quindi andare a rinfrescare questa attività.
Anche perché nelle intenzioni non c’è quella di fermarsi con il porta a porta alle frazioni, ma c’è quella di andare a cercare di lavorare sul territorio, modificando, se è necessario, il progetto che è stato presentato; perché? Perché è ovvio che un progetto non può essere pensato da qui a cinque anni, senza guardare quello che succede.
Nel giro di un anno dalla sua implementazione sono state fatte tutta una serie di valutazioni che fanno sì che sia slittata, effettivamente, la partenza dei cassonetti intelligenti, ma si sta ripensando, per esempio, ad allargare un sistema porta a porta. Quindi, se non è stata fatta una cosa, c’è un motivo.
Il feedback è stato quello di “magari lavoriamo, potenziando ulteriormente, cercando di includere territori che in quel momento non erano stati inclusi”; per esempio, dall’approvazione dalla delibera del progetto iniziale, alcune zone, alcune vie sono state incluse, aggiornate attraverso la delibera di Giunta, meccanismo che era previsto, perché non è stato valutato che, per esempio, in Via del Lavoro ci sono delle abitazioni, cosa che non era stata valutata prima, nel progetto, quando è stato scritto, ma succede in tutti i progetti, ed è stato aggiustato il tiro dopo, perché si è visto che lasciare i cassonetti in Viale del Lavoro comportava che le persone andavano a scaricare lì.
Quello che stiamo rilevando dopo un anno circa di attuazione del servizio è che non abbiamo più abbandoni di rifiuti ai cassonetti limitrofi ai Comuni che sono porta a porta; stiamo notando che li stanno portando nelle zone periferiche della città, quindi non più nel primo cassonetto che trovano dopo il Ponte di Boara, ma li troviamo, per esempio, in Commenda, troviamo più abbandoni.
Quindi significa che l’importazione dei rifiuti dai Comuni che erano porta a porta a Rovigo, che non era porta a porta, sta diminuendo, ma il fenomeno si sta spostando. Quindi, l’ulteriore effetto, l’ulteriore efficacia di questo sistema è che l’area da controllare si sta, in qualche modo, riducendo, perché il sistema porta a porta è già di suo autocontrollato, chiamiamolo, in qualche modo.
L’area, quindi, in cui andranno ad operare soprattutto gli Ispettori Ambientali è ridotta perché, appunto, è questo il sistema. I costi. È previsto per legge che tutto quello che riguarda la gestione dei rifiuti, i costi per lo smaltimento, i costi per l’organizzazione del servizio, i costi del personale, tutto, sia remunerato attraverso la TARI, e questi costi vengono valutati nel piano finanziario.
Come si diceva, la decisione è stata quella non di andare ad assumere altro personale esterno, per far partire questo progetto, ma è stata quella di dire: “Okay, formiamo delle persone che ci sono già. Partiamo”.
Poi, se questa cosa ha successo il sistema si può anche allargare, e si può... ripeto, se altri Comuni decidono che questo è un sistema positivo, e quindi hanno bisogno anche loro di questo servizio, può essere allargato a livello di bacino, assolutamente, e quindi ci sarà una delibera analoga adottata a livello di bacino. Quindi, sostanzialmente, è questo.
L’altra cosa che noi auspichiamo è che, dopo la prima, la seconda, la terza sanzione, andando sui giornali e facendo presente che c’è un controllo, le persone ci pensino, prima di fare una cosa che è incivile e costosa, perché quello che le persone non si rendono conto è che abbandonare i rifiuti genera un costo che ricade anche sulle loro teste, ricade sulle teste di tutti, ma ricade anche sulle loro teste, perché recuperare dei rifiuti abbandonati, specialmente le li buttano nella scarpata giù dall’Adige, ha dei costi che non sono indifferenti.
Spero di avere risposto, più o meno, a tutto.