Persona · attività documentata

Barbara Likar

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
10
Sedute con interventi
5
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

Funzionario all’AmbienteOsservato il 22 dicembre 20091 osservazione documentali
Settore Ambiente ed EcologiaDal 18 maggio 2016 al 27 luglio 20162 osservazioni documentali
Sezione AmbienteOsservato il 29 giugno 20181 osservazione documentali
Funzionario Comune di RovigoOsservato il 28 settembre 20181 osservazione documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

28 settembre 2018

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 170
Pagine 51–53
Punto 10

AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DEGLI ACCERTATORI DI VIOLAZIONI AMMINISTRATIVE IN MATERIA DI RIFIUTI NEL COMUNE DI ROVIGO AD ECOAMBIENTE S.R.L. - ISPETTORI AMBIENTALI. APPROVAZIONE DELLA CONVENZIONE CON ECOAMBIENTE S.R.L. E DEL DISCIPLINARE RELATIVO AL SERVIZIO” (Vedi Delibera di CC n. 65/2018) …...................................................................................................................................................... 39

Funzionario Comune di Rovigo

Leggi intervento

Buonasera a tutti. Allora, sono tantissimi i punti, e spero di toccarli tutti; se non ne tocco qualcuno, ricordatemeli. Parto dal discorso di chi sono gli Ispettori Ambientali.

Qualche osservazione che è stata fatta mi ha fatto capire che, probabilmente, il ruolo di queste persone non è stato compreso fino in fondo.

Non sono delle persone che gireranno per la città e, se vedranno che c’è qualche cosa per terra, chiameranno Ecoambiente: “Guarda che c’è qualche cosa per terra”, ma sono delle persone che fanno il lavoro che ordinariamente fanno i Vigili, cioè, sono delle persone incaricate di pubblico servizio che, se vedono del materiale per terra, un sacchetto, eccetera, sono autorizzate ad aprire i sacchetti, a cercare di capire se ci sono degli elementi che possono ricondurre al responsabile di quell’abbandono, sono persone che possono chiedere alle persone che erano presenti, o che abitano nella zona, o che possono avere visto, informazioni, insomma, raccolgono sommarie informazioni, tutto quello che serve, che è indispensabile, che è necessario per risalire agli autori dell’abbandono.

Questo perché? Perché l’intervento del Comune non è solo di raccogliere quello che gli incivili buttano per terra, non è solo quello di sollecitare anche... ma è quello di reprimere comportamenti sbagliati, perché, fino a che le persone sanno che non c’è nessuno che li trova, continueranno ad avere comportamenti sbagliati. Ma questo non è per cattiveria, questo è perché se so che c’è l’autovelox vado a 50, se so che l’autovelox non c’è vado a 70, 80, 90.

Quindi, la cosa che a noi serve è far capire alle persone che c’è qualcuno che, in qualche modo, li può scovare. Li può scovare, per esempio, anche guardando i filmati di videocamere. Voi dicevate che la maggior parte di chi vuole buttare via le cose lo fa di notte.

Non è vero, lo fanno di giorno, perché li hanno trovati l’altro giorno all’Interporto, mi è arrivato un verbale da parte delle Forze dell’Ordine sempre di giorno... lo fanno anche di giorno, tranquillamente. Però l’idea nostra sarebbe quella, anche, di implementare dei servizi di videosorveglianza. Una volta che si mette in piedi un sistema di videosorveglianza, non è che è automatico, ma vanno visionati i filmati e vanno verificati, e questo si può fare anche di giorno.

Quindi, le persone che vengono individuate e vengono formate per questo ruolo, non sono delle persone che trasferiscono un’informazione, punto e stop, ma sono delle persone che fanno quello che farebbe un Agente di Polizia Locale fino alla notifica della sanzione, e quindi devono compilare un verbale che sia, possibilmente, compilato bene, in modo tale che non dia appigli per l’impugnazione.

Non sono delle persone che guidano il camion e, di tanto in tanto, fanno una telefonata ad Ecoambiente e dicono: “Guarda che per terra, in Via Martiri di Belfiore, c’è un sacchetto”, ma sono delle persone che devono fare gli accertatori, devono compilare verbali di sanzione, portarli a casa, fare la notifica, cercando di fare questo lavoro al meglio possibile.

Se riusciamo, appunto, mettere in piedi anche un sistema di videosorveglianza, dovranno verificare, accertare eventuali infrazioni guardando questi filmati o materiale fotografico, e quant’altro. Questo non è un sistema perfetto, è una partenza di un sistema. Si parte con due persone; perché?

Perché intanto c’è solamente Rovigo, ma la speranza è che Rovigo faccia da apripista, e che questa delibera che abbiamo preparato possa essere, un giorno, condivisa da cinquanta comuni. È chiaro che la forza, a quel punto, è notevolmente diversa, perché consente di auto-ripagare la formazione.

Voi dovete considerare che i costi che vengono sostenuti, di stipendio, di oneri e quant’altro... però dovete considerate che, se ci sono meno abbandoni... cioè, tirare su il materiale abbandonato o conferito male ha dei costi, e, quindi, se riuscissimo a non avere troppi, come li abbiamo oggi, abbandoni di materiale, già quello sarebbe un ottimo risultato. Questo non viene fatto per avere i soldi delle sanzioni, questo viene fatto per avere dei minori costi per la gestione della raccolta differenziata.

Non so se mi sono spiegata. L’obiettivo è un po’ diverso. (intervento fuori microfono) Non c’è scritto delle due persone perché possono essere una, due, cinque o dieci. È una partenza questa.

Una volta che c’è... Non è vincolante, possono anche diventare tre il prossimo anno, se si vede che il servizio è efficace, non è vincolante; okay? Non è che queste persone siano uno standard, anche perché, comunque, come si diceva, la durata della delibera è fino alla scadenza del contratto di Ecoambiente.

Quindi, passiamo alla formazione. La formazione è fondamentale per far partire un progetto di questo genere, e la formazione era già prevista del progetto che avete approvato nel 2017. È stata implementata in questo modo: gli unici che sono passati porta a porta sono alle frazioni.

In tutte le frazioni sono stati fatti almeno due incontri serali con la popolazione, è stata invitata. Poi, siccome ai due incontri serali magari qualcuno poteva non avere partecipato, in ogni frazione è stato presente nella giornata della domenica, quindi, solitamente, quando le persone vanno a Messa, un banchetto informativo che ripeteva ancora le informazioni. Per quanto riguarda le scuole, Ecoambiente ci aveva proposto inizialmente di fare la formazione solamente nelle scuole delle frazioni.

Abbiamo chiesto che, invece, la formazione fosse fatta a tutte le primarie e a tutte le scuole secondarie di primo ordine; perché? Perché nelle scuole primarie molti bambini delle frazioni vengono qua, e ci sono anche bambini che dal centro vanno in frazione, e perché le scuole medie, di fatto, sono solamente, a parte quella di Grignano, sono solamente nel centro, e i bambini delle frazioni vengono in centro.

Per cui, di fatto, è stata fatta con Achab, hanno dato l’incarico, ha vinto Achab la gara - Achab è una società abbastanza famosa per quanto riguarda l’educazione ambientale - e personale di Achab è andato nelle scuole e in ogni classe ha fatto un’ora di lavoro con i ragazzi, e ha consegnato del materiale educativo, che possono utilizzare le insegnanti, creando un portale sul sito di Ecoambiente, da cui gli insegnanti si possono scaricare materiale in continuo aggiornamento.

Sta partendo - ha firmato oggi l’Assessore la lettera - un ulteriore progetto che va a potenziare tutto questo, rivolto ai quattro comprensivi, a tutte le scuole primarie e secondarie di primo ordine dei quattro comprensivi, per andare a ripetere, rinfrescare questo, anche perché arrivano delle prime e quant’altro, quindi andare a rinfrescare questa attività.

Anche perché nelle intenzioni non c’è quella di fermarsi con il porta a porta alle frazioni, ma c’è quella di andare a cercare di lavorare sul territorio, modificando, se è necessario, il progetto che è stato presentato; perché? Perché è ovvio che un progetto non può essere pensato da qui a cinque anni, senza guardare quello che succede.

Nel giro di un anno dalla sua implementazione sono state fatte tutta una serie di valutazioni che fanno sì che sia slittata, effettivamente, la partenza dei cassonetti intelligenti, ma si sta ripensando, per esempio, ad allargare un sistema porta a porta. Quindi, se non è stata fatta una cosa, c’è un motivo.

Il feedback è stato quello di “magari lavoriamo, potenziando ulteriormente, cercando di includere territori che in quel momento non erano stati inclusi”; per esempio, dall’approvazione dalla delibera del progetto iniziale, alcune zone, alcune vie sono state incluse, aggiornate attraverso la delibera di Giunta, meccanismo che era previsto, perché non è stato valutato che, per esempio, in Via del Lavoro ci sono delle abitazioni, cosa che non era stata valutata prima, nel progetto, quando è stato scritto, ma succede in tutti i progetti, ed è stato aggiustato il tiro dopo, perché si è visto che lasciare i cassonetti in Viale del Lavoro comportava che le persone andavano a scaricare lì.

Quello che stiamo rilevando dopo un anno circa di attuazione del servizio è che non abbiamo più abbandoni di rifiuti ai cassonetti limitrofi ai Comuni che sono porta a porta; stiamo notando che li stanno portando nelle zone periferiche della città, quindi non più nel primo cassonetto che trovano dopo il Ponte di Boara, ma li troviamo, per esempio, in Commenda, troviamo più abbandoni.

Quindi significa che l’importazione dei rifiuti dai Comuni che erano porta a porta a Rovigo, che non era porta a porta, sta diminuendo, ma il fenomeno si sta spostando. Quindi, l’ulteriore effetto, l’ulteriore efficacia di questo sistema è che l’area da controllare si sta, in qualche modo, riducendo, perché il sistema porta a porta è già di suo autocontrollato, chiamiamolo, in qualche modo.

L’area, quindi, in cui andranno ad operare soprattutto gli Ispettori Ambientali è ridotta perché, appunto, è questo il sistema. I costi. È previsto per legge che tutto quello che riguarda la gestione dei rifiuti, i costi per lo smaltimento, i costi per l’organizzazione del servizio, i costi del personale, tutto, sia remunerato attraverso la TARI, e questi costi vengono valutati nel piano finanziario.

Come si diceva, la decisione è stata quella non di andare ad assumere altro personale esterno, per far partire questo progetto, ma è stata quella di dire: “Okay, formiamo delle persone che ci sono già. Partiamo”.

Poi, se questa cosa ha successo il sistema si può anche allargare, e si può... ripeto, se altri Comuni decidono che questo è un sistema positivo, e quindi hanno bisogno anche loro di questo servizio, può essere allargato a livello di bacino, assolutamente, e quindi ci sarà una delibera analoga adottata a livello di bacino. Quindi, sostanzialmente, è questo.

L’altra cosa che noi auspichiamo è che, dopo la prima, la seconda, la terza sanzione, andando sui giornali e facendo presente che c’è un controllo, le persone ci pensino, prima di fare una cosa che è incivile e costosa, perché quello che le persone non si rendono conto è che abbandonare i rifiuti genera un costo che ricade anche sulle loro teste, ricade sulle teste di tutti, ma ricade anche sulle loro teste, perché recuperare dei rifiuti abbandonati, specialmente le li buttano nella scarpata giù dall’Adige, ha dei costi che non sono indifferenti.

Spero di avere risposto, più o meno, a tutto.

29 giugno 2018

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 141
Pagine 34–35
Punto 11

APPROVAZIONE DEL REGOLAMENTO COMUNALE SULL’USO DEI PRODOTTI FITOSANITARI NELLE AREE FREQUENTATE DALLA POPOLAZIONE O DA GRUPPI VULNERABILI

Sezione Ambiente

Leggi intervento

Buonasera. Come ha anticipato l’Assessore Bimbatti questo regolamento è di derivazione comunitaria, a un certo punto ci si è resi conto con il progresso delle conoscenze che alcuni prodotti utilizzati come Fitosanitari potevano avere effetti molto deleteri sull’ambiente e sulla salute delle Pag.

34 di persone e si sta cercando in qualche modo di, diciamo, contenere l’utilizzo dei prodotti fitosanitari, che non devono essere demonizzati, perché sono comunque prodotti utili per le colture e per combattere alcuni tipi di infestanti, però devono essere utilizzati, si è capito che devono essere utilizzati con modo. E quindi la comunità europea ha emanato una direttiva, l’Italia ha recepito questa direttiva, e diciamo ha costituito un piano d’azione nazionale che viene declinato nelle varie regioni.

La Regione Veneto ha adottato una Delibera e all’interno della Delibera ha proposto un regolamento tipo che può essere adottato appunto dalle Amministrazioni Comunali.

Abbiamo avuto sollecitazioni in questo senso dall’azienda sanitaria locale di procedere con l’adozione di questo regolamento e, come diceva l’Assessore Bimbatti, l’impronta è quella del regolamento Regionale, in cui però diciamo veniva chiesto di, tra virgolette, personalizzare questo regolamento, in particolare nell’articolo 5 e quindi l’individuazione delle aree Comunali frequentate da popolazioni e gruppi vulnerabili in cui viene stabilito che non può essere assolutamente utilizzato in nessun caso il mezzo chimico, e le aree Comunali, invece, o frequentate dalla popolazione in cui il mezzo chimico può essere usato esclusivamente all’interno di un approccio integrato con mezzi non chimici e una programmazione pluriennale degli interventi.

Le aree in cui il mezzo chimico è vietato sono le aree cortilive dei plessi scolastici, delle scuole dell’infanzia primaria, e centri diurni per l’infanzia, aree gioco dei parchi destinati ai bambini di proprietà pubblica o privata, destinata a uso pubblico a uso collettivo da intendersi come aree accessibili ai soli ospiti, clienti e soci, in queste zone il mezzo chimico è assolutamente vietato. Si dovrà provvedere a effettuare i trattamenti con altri tipi di sistemi.

Per esempio il diserbo con acido Acetico che brucia le radici delle piante, però non ha effetti, non è un prodotto fitosanitario. Nelle altre aree, che comprendono parchi, giardini pubblici in generale, campi, impianti sportivi, aree turistiche, agrituristiche, ricreative, elencate comunque all’interno, l’utilizzo del mezzo chimico è lasciato ai casi di effettiva necessità.

Cioè: la programmazione della manutenzione prevede non l’utilizzo di mezzi chimici, è possibile quando sia strettamente necessario per la particolarità del, per esempio, se c’è un infestante particolarmente recalcitrante o che non può essere trattato con mezzi, diciamo, più blandi.

La protezione, diciamo, in via principale è lasciata al fatto che i prodotti fitosanitari possono essere esclusivamente utilizzati e acquistati da soggetti muniti di patentino, e per avere il patentino devono avere frequentato specifici corsi di formazione e avere passato l’esame, e quindi sono persone che sono assolutamente abilitate all’uso.

Mentre per il resto della popolazione è previsto che ci sia da questo regolamento una formazione per incentivare l’utilizzo, mi sto riferendo in particolare al comma 5 dell’articolo 9, l’Amministrazione Comunale favorisce le azioni informative sull’utilizzo di mezzi alternativi, meccanici, fisici, biologici, all’uso dei prodotti fitosanitari, e quindi l’impegno è quello di andare a formare coloro che non vengono professionalmente formati sulla necessità di utilizzo di questi sistemi.

L’altra modifica, ma è comunque una, diciamo, indicazione Regionale è sull’accertamento delle sanzioni, l’articolo 16, che può procedere con l’accertamento delle violazioni, e quindi il servizio Regionale di vigilanza, le ULSS competenti per i territori, la VEPA e ufficiali agenti di Polizia Giudiziaria. E queste sono sostanzialmente le principali modifiche. Per il resto insomma ricalca sostanzialmente la struttura del regolamento tipo proposto dalla Regione Veneto.

E quello che ho visto, a esempio, della Regione Emilia Romagna è assolutamente analogo. Non ho guardato le altre regioni, ho guardato i nostri confinanti insomma.

Intervento n. 145
Pagina 36
Punto 11

APPROVAZIONE DEL REGOLAMENTO COMUNALE SULL’USO DEI PRODOTTI FITOSANITARI NELLE AREE FREQUENTATE DALLA POPOLAZIONE O DA GRUPPI VULNERABILI

Sezione Ambiente

Leggi intervento

Diciamo è volutamente generico, perché esistono tantissimi casi in cui potrebbero essere utilizzati, da una infestazione di un parassita particolare, a esigenze di trattamento immediate e quindi avere una esigenza per qualche motivo di un trattamento veloce o quant’altro.

Diciamo che se è programmata e quindi vuol dire che ci deve essere uno studio dietro, e chi verifica queste attività sono persone che sono adeguatamente formate per fare le verifiche in questo campo, nel senso che sono il personale delle ULSS, esiste anche un referente Regionale queste attività, con anche la possibilità di fare, di erogare della formazione agli operatori, sarebbero previsti anche dei corsi di formazione per gli operatori della Polizia Locale.

Perché sostanzialmente che cosa, ogni prodotto è diverso l’uno dall’altro, e quindi è quello che dovrebbe essere verificato in sede di controllo è il rispetto dell’utilizzo di prodotti commerciabili, innanzitutto. Io non posso avere del lifosato, perché non lo posso comperare e quindi non posso usare del lifosato. Già una prima, diciamo un primo freno è posto dal mercato o dalle regole che vengono imposte.

Non posso comperare un prodotto vietato alla vendita comune e usarlo nel giardino di casa mia, ma lo posso usare solamente per il motivo per cui è pensato ed è il primo tipo di controllo che viene fatto.

Le condizioni d’uso vengono controllate, e poi l’altra cosa fondamentale è che esiste un obbligo di informazione, cioè se io vado a utilizzare, per esempio in un cimitero, un diserbante di tipo chimico perché, appunto, è previsto che nell’ambito in un anno io possa fare magari un diserbo chimico, ho degli obblighi di informazione, ho degli obblighi di utilizzare il prodotto con il tempo di rientro più basso possibile, okay?

E comunque ho l’obbligo di informazione, se per caso il tempo di rientro sfora in orari di apertura al pubblico, devo confinare, devo poter compartimentare quell’area trattata in modo tale che la popolazione non possa in qualche modo avere accesso. Quindi si basa tutto sull’informazione, e l’utilizzo consapevole.

Però, come vi dicevo, gli utilizzatori sono persone che hanno un patentino, per cui se fanno qualche cosa di diverso vuol dire che hanno voluto fare qualche cosa di diverso insomma e lì non c’è protezione che tenga, se non il controllo di chi è competente a effettuare i controlli.

27 luglio 2016

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 45
Pagine 23–24
Punto 10

Nuovo Patto dei Sindaco (Covenant of mayors for climate...” Pag. 9 2

Settore Ambiente ed Ecologia

Leggi intervento

Gli obiettivi generali del piano vengono approvati dal Consiglio Comunale, quindi tutte le azioni, la programmazione, le motivazioni, questo è approvato dal Consiglio Comunale. Il mandato viene dato alla Giunta per rendere operativo quel mandato, e l’azione deve essere più snella, perché se c'è un piano da approvare e quant’altro, che è previsto già nel PAES, negli obiettivi generali del PAES, non si può ritornare... cioè si può anche fare, però l’azione diventa molto più lunga.

E’ chiaro che non può essere stravolto, cioè il binario è quello: se non c'è la riqualificazione energetica di Palazzo Nodari non è che la Giunta autonomamente possa deciderla. E’ chiaro che lì è un obiettivo generale, e si ripassa dal Consiglio. Il mandato che viene dato è semplicemente di attuazione dei contenuti delle 933 pagine.

Dopodichè ci sono piccoli aggiustamenti che possono essere fatti, ma che sono legati a competenze territoriali, e che non devono in alcun modo andare a toccare obiettivi generali. Non posso, Comune di Rovigo, decidere di non fare una cosa che è stabilita, facendo crollare il palco degli obiettivi che l’area deve raggiungere. Quindi queste cose non possono essere fatte.

L'altra cosa che viene sottolineata è anche che c'è questo monitoraggio. Al limite può essere possibile presentare i risultati del monitoraggio al Consiglio Comunale. La Giunta si occupa di attivare un monitoraggio continuo e costante con determinate caratteristiche, e periodicamente può esporre risultati al Consiglio Comunale di questo monitoraggio.

Non viene tolto nulla.

18 maggio 2016

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

5 interventi
Intervento n. 119
Pagina 34
Punto 5

Adesione al nuovo Patto dei Sindaci (Covenant of Majors)

Settore Ambiente ed Ecologia

Leggi intervento

Volevo solo fare una precisazione a quanto ha detto il Consigliere Borgato. Il parer, come diceva l’Ingegner Milan, il Comune di Rovigo avrebbe potuto, come Comune capoluogo, già da tempo aderire da solo.

Il problema è appunto che, per seguire una cosa di questo genere, ci vuole un lavoro per il quale ha le dimensioni ma non ha le forze interne per riuscire da solo a gestire un progetto di questo genere, per cui il parere era che ci appoggeremo pesantemente all’ATI di professionisti che gratuitamente ci mette a disposizione il suo lavoro per riuscire a realizzare tutto in tempi così stretti. Questa era la sintesi del parere che è stato espresso.

Intervento n. 129
Pagine 35–36
Punto 5

Adesione al nuovo Patto dei Sindaci (Covenant of Majors)

Settore Ambiente ed Ecologia

Leggi intervento

Del discorso dei fondi Elena ne parlerete poi, c'è un punto all’ordine del giorno successivo di questa seduta di Consiglio. L’adesione al Patto dei Sindaci non preclude l’attivazione di questo tipo di interventi, anzi; detta un attimo la linea che si vuole dare l’Amministrazione con gli obiettivi che da oggi vede per se al 2030.

Poi come l’Amministrazione perseguirà questi obiettivi, anzi questa Amministrazione e le prossime, perché di fatto è una scelta che state facendo non solo per questa Amministrazione, ma per quelle successive che arriveranno al 2030, e questa è la linea: noi vogliamo arrivare a conseguire obiettivi di risparmio energetico. Poi il come verranno declinati, è chiaro che dovrà essere scelto.

Quindi ok i fondi Elena, ok il fatto di poter fare progettazione interna per esempio valorizzando le risorse, se le abbiamo, e di andare a stipulare contratti con soggetti che, piuttosto che andare a pescare da altri finanziamenti europei ma anche da finanziamenti nazionali, come quelli per esempio del Ministero che sta mettendo a disposizione per la riqualificazione energetica degli edifici scolastici, ma anche quelli regionali, che saranno usufruibili se e solo se noi attiveremo un percorso virtuoso verso l’adesione al Patto dei Sindaci, perché ci sono dei fondi che mette a disposizione la Regione Veneto per avere i quali è condizione sine qua non aver intrapreso un percorso di questo tipo, che non significa che, se lo intraprendiamo, ce li danno sicuramente, però se noi li chiediamo e non avessimo intrapreso questo tipo di percorso, sicuramente saremmo tagliati fuori.

Quindi l'idea di questa delibera è: tracciamo quella che è la linea, la direzione che vogliamo perseguire. Dopodiché tutte le azioni all’interno del piano dovranno essere valutate in termini di realizzabilità e di risorse che possono essere attivate. Non c'è nulla, a meno di chiudere delle opportunità, ma non è questo il momento di chiusura.

Questo è il momento di apertura sostanzialmente. Poi dovremo chiaramente valutare. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 134
Pagina 36
Punto 5

Adesione al nuovo Patto dei Sindaci (Covenant of Majors)

Settore Ambiente ed Ecologia

Leggi intervento

Gli allegati, aveva risposto l’Ingegner Milan. Cofinanziamento per che cosa? (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 135
Pagina 36
Punto 5

Adesione al nuovo Patto dei Sindaci (Covenant of Majors)

Settore Ambiente ed Ecologia

Leggi intervento

Attenzione, questo è un programma, questo è un piano. Dentro non ci sono “Riqualifichiamo Palazzo Nodari, riqualifichiamo...”. Quando ci sarà l’identificazione delle azioni e l’identificazione delle possibili linee di finanziamento utilizzabili, quello sarà il momento di indicare il cofinanziamento. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 136
Pagine 36–37
Punto 5

Adesione al nuovo Patto dei Sindaci (Covenant of Majors)

Settore Ambiente ed Ecologia

Leggi intervento

Una volta che decidiamo di aderire al Patto dei Sindaci, il primo step è la creazione di un documento che dice dove siamo oggi. Poi dobbiamo identificare le azioni per riuscire a traguardare al 2030 gli obiettivi di efficientamento che ci dà la Comunità Europea. L’identificazione delle azioni, è quello il momento in cui ci dice che abbiamo delle esigenze di risorse.

Il modo in cui poi realizziamo gli interventi del piano, sarà il momento in cui ci dovremo anche dotare di risorse per il cofinanziamento, perché è chiaro che non sono tutti interventi finanziati al 100%. Ma non è questo il momento. Il momento è successivo.

Qui pianifico, identifico attraverso il piano le possibili azioni per raggiungere quegli obiettivi. Supponiamo che uno dei miei obiettivi sia la riqualificazione energetica di tutti gli edifici scolastici.

Supponiamo che siano 20, per 10 riesco ad avere un bando del Ministero dell’Ambiente che mi copre le spese all’80%, quindi al momento del bando dovrò dire “Ok, la rimanente copertura finanziaria del 20% viene coperta attraverso fondi di bilancio”, però è quello il momento, non è questo il momento di identificare i cofinanziamenti necessari. Non sappiamo ancora quali sono le azioni che vogliamo perseguire in questo momento.

Sappiamo solo che quello che vogliamo fare è ridurre le nostre emissioni di gas clima alteranti al 2030.

22 dicembre 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 190
Pagina 77
Punto 2

Approvazione osservazioni da inviare presso la Commissione Via Regionale relative al progetto per installazione di un impianto a biomasse presso l'Interporto di Rovigo

Funzionario all’Ambiente

Leggi intervento

Allora, io sarò breve. Dunque, le osservazioni prodotte sono state suddivise in alcuni punti: il primo punto sono osservazioni relative alla qualità dell'aria, perché lo studio risulta carente nel prendere in considerazione alcuni tipi di inquinamento e quindi nel valutare l'effettivo impatto ambientale dell'impianto sul territorio.

Il modello previsionale utilizzato, queste osservazioni sulla qualità dell'aria, sono inerenti sia ad aspetti di carattere generale, sia ad aspetti relativi al modello previsionale, utilizzato per stabilire l'impatto sul territorio, sia al fatto che vengono indicate le misure di compensazione che non hanno lo stesso livello progettuale del rimanente del progetto, diciamo, di realizzazione dell'impianto, ma sono solamente a livello di ipotesi.

Si richiede comunque l’aggiunta di alcuni parametri di monitoraggio, in quanto già richiesti a suo tempo e non inseriti, ma inseriti nella prima autorizzazione che è stata annullata dal Tar.

Le osservazioni riguardano la scelta del sito, che viene ritenuta non sufficientemente motivata dal progetto stesso, da osservazioni relative all'ambito energetico, in quanto non risulta la sostenibilità energetica dell'impianto, osservazioni relative al rumore, in quanto viene presa per buona la documentazione presentata, ma si richiede uno studio nel caso in cui venga effettivamente realizzato, così come l'impatto odorigeno.

Una modifica progettuale, perché il progetto presentato presenta tre motori, in realtà lo studio di impatto è relativo all'ipotesi di due motori.

Alcune osservazioni relative alle acque e soprattutto osservazioni relative alle conclusioni a cui tutto lo studio dell'impatto ambientale poi… a cui tutto lo studio d'impatto ambientale presentato dalla proponente arriva, in quanto si basano, secondo gli Uffici, su delle premesse non corrette, e quindi si arriva a delle conclusioni ovviamente inficiate dalla non correttezza delle ipotesi in premessa.

Vengono allegate anche le osservazioni fatte, relative alla conformità degli strumenti urbanistici e osservazioni di carattere procedurale già trasmesse al Tar per l'esame, ma non andate avanti, perché ritenuto comunque di fermare il procedimento, per l'assenza di una valutazione di impatto ambientale.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.