Audizione Consiglio di Amministrazione Ecoambiente Srl”. Pag. 23 2
Controllo di Gestione Ecoambiente Srl
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Buonasera a tutti. Questo è il documento che sostanzialmente rappresenta il budget 2026, è il budget economico finanziario che, come diceva la Presidente, è stato approvato in sede di CdA il 25 marzo e successivamente dall'Assemblea dei Soci in data 10 aprile. Il budget economico finanziario degli investimenti rappresenta un po’ la sintesi di quella che è la programmazione aziendale di breve periodo, in termini di servizi e investimenti.
La formulazione del budget avviene attraverso il coinvolgimento di tutta l'azienda. Le figure apicali che rappresentano un po’ tutti i settori aziendali sono quelli che per responsabilità, competenze e conoscenze sono in grado di formulare delle ipotesi, delle proposte operative, e conseguentemente di trasformarle in ambiti economici e finanziari.
In generale i processi e gli ambiti più significativi che interessano il budget di Ecoambiente riguardano da un lato per quanto riguarda i ricavi e la gestione dei rifiuti urbani, siano essi non differenziati che differenziati, e dall'altra la gestione dei rifiuti speciali, che è un settore molto importante e determinante nella formulazione generale del budget.
Per quanto riguarda i costi invece, noi ci occupiamo di servizi di raccolta, trasporto, smaltimento e trattamento dei rifiuti, quindi questo è il capitolo, il core della nostra attività, e parallelamente ci occupiamo di servizi di spazzamento e di pulizia dei vari territori, e questo lo facciamo sia attraverso risorse interne, personale assunto dall'azienda, sia attraverso l’ausilio di ditte terze che, contrattualizzate, lavorano per nome e per conto dell'azienda.
Ci occupiamo anche della tariffa rifiuti da un po’ di tempo, quindi sostanzialmente abbiamo in qualche modo completato il perimetro d'azione che ARERA definisce nell'ambito del settore rifiuti. In sostanza il gestore Ecoambiente si occupa di tutti gli aspetti legati al mondo dei rifiuti. Le principali risorse che impieghiamo sono ovviamente quelle personale, che rappresenta una grossa fetta del budget nell'ambito dei costi, e dei soggetti che chiaramente interagiscono con il personale per espletare tutti i servizi.
Per contro, nei servizi noi utilizziamo in maniera molto significativa i carburanti e le energie; è un ambito che in questo periodo sta preoccupando abbastanza perché chiaramente questo tipo di andamento nei costi di queste risorse non dipende ovviamente né dal gestore, né da altri ambiti politici limitati a livello locale, ma stiamo parlando a livello mondiale di quello che sta succedendo in relazione soprattutto ai carburanti.
E’ chiaro, noi abbiamo mezzi che viaggiano e lavorano utilizzando carburanti; il mondo del turismo è in allarme perché dice che non funzioneranno più aerei e traghetti. Noi dobbiamo preoccuparci di far funzionare i nostri mezzi per espletare, continuare a espletare i nostri servizi con regolarità. I costi di manutenzione sono molto significativi, ma altrettanto lo sono i costi per lo smaltimento e il trattamento dei rifiuti, che di fatto poi è l'obiettivo dell'azienda.
Dal punto di vista non soltanto gestionale ma anche strategico e patrimoniale, perché riguarda la crescita e il mantenimento del valore dell'azienda patrimoniale, vi sono degli impieghi che indirizziamo verso gli investimenti che sostanzialmente interessano un po’ tutti i comparti, perché parliamo degli impianti, parliamo delle attrezzature, dei mezzi e anche soprattutto dell'informatica che ultimamente sta caratterizzando un po’ tutti gli ambiti d'azione.
L'informatica agisce sia sulle attrezzature, sui mezzi, sulle metodologie, nella raccolta, nel trasferimento dei dati, nelle informazioni, e sia anche soprattutto per quanto riguarda la tariffa di tutto quello che ovviamente ne consegue. I ricavi e i costi che abbiamo citato sono costi riconosciuti dall’ARERA, che è l’Authority del nostro settore. Di fatto noi abbiamo riconosciuto questi costi all'interno del PEF, che è il piano economico finanziario.
Pertanto abbiamo la possibilità di recuperare i costi che non sono coperti dai ricavi diretti attraverso la bolletta che applichiamo ai cittadini. Il PEF è uno strumento sostanzialmente che consente all'azienda di puntare il proprio obiettivo, il proprio limite oltre il quale non può assolutamente andare.
Di fatto l'azienda, attraverso una gestione caratteristica, produce ricavi diretti, dicevamo prima rifiuti speciali, piuttosto che rifiuti della raccolta differenziata, eccetera; per contro ha tutti i costi legati alla sua gestione. Possiamo procedere e andare alla slide n. 4, nella quale noi possiamo evidentemente avere già un primo focus molto significativo e importante che riguarda appunto i ricavi.
Il comparto ricavi è di fatto individuato attraverso il pacchetto della gestione dei rifiuti speciali; sono rifiuti non di natura urbana, ma sono rifiuti prodotti dalle utenze non domestiche che, attraverso dei contratti fatti ad hoc con i vari soggetti, consentono il trattamento e lo smaltimento dei propri rifiuti negli impianti del gestore. Questo pacchetto di servizi porta ad un ricavo superiore ai 9 milioni.
E’ una voce sulla quale evidentemente dobbiamo coltivare molta attenzione, perché tutti i ricavi che l'azienda riesce a produrre all'interno della propria gestione caratteristica servono poi per calmierare in qualche modo e abbattere le tariffe che verranno invece poi rivolte ai cittadini. Il secondo capitolo in ordine di importanza è legato ai ricavi dalla raccolta differenziata.
Il buon comportamento dei cittadini produce sostanzialmente un duplice obiettivo e un duplice risultato, che è da un lato quello di ridurre il rifiuto indifferenziato che produce un costo di smaltimento, nella fattispecie i rifiuti indifferenziati vengono destinati agli impianti di Ecoambiente, al TMB, l’impianto di trattamento meccanico biologico, e poi attraverso la produzione di scarti indirettamente in discarica; per contro un rifiuto differenziato, oltre a far risparmiare il costo di smaltimento, produce invece un ricavo che la filiera che viene utilizzata per conferire il materiale differenziato, parliamo di plastica, carta, cartone, vetro, eccetera, produce e, nella delega verso Ecoambiente, stabilisce un prezzo che viene ovviamente concordato e viene fissato per l'anno, e più rifiuto differenziato viene conferito alle filiere e più ricavi vengono destinati all'azienda.
Nell'ambito dei ricavi da differenziata il budget prevede circa 4.400.000 euro. Ci sono poi in maniera molto marginale altre filiere di entrate: ricavi comunali intendiamo il MIUR e i mercati; ci sono poi i rifiuti minimi che meritano una parentesi importante, sostanzialmente nella pianificazione regionale la Regione Veneto ha stabilito che i vari bacini devono essere classificati in impianti minimi o non minimi. Gli impianti di Rovigo sono stati classificati come minimi.
Cosa significa? Significa che gli impianti minimi devono essere in qualche modo al servizio dei bacini che invece hanno difficoltà nello smaltire totalmente i propri rifiuti. Nella regionale annua, la Regione individua quindi i soggetti che possono conferire rifiuti urbani presso altri bacini.
Nella fattispecie il bacino di Rovigo è stato destinatario di 5.700 tonnellate annue di rifiuto, più 2.500 tonnellate messe a disposizione, che nel dettaglio sono state destinate ai bacini di destra Piave e Padova centro. Questi rifiuti devono in qualche modo essere accolti nei nostri impianti.
L'aspetto non positivo è che non possono entrare con le tariffe che noi applichiamo a un qualunque altro rifiuto speciale, ma entrano delle tariffe che vengono sostanzialmente deliberate e approvate dalla Regione Veneto attraverso tutto un meccanismo di procedure, di studi, di verifiche, che naturalmente non rappresentano il prezzo ideale per questo tipo di produzione.
E’ chiaro che il gestore preferirebbe poter utilizzare questi volumi attraverso una gestione di rifiuti speciali di altra natura, ma da questo punto di vista diciamo che questa filiera rappresenta un vincolo significativo. Le altre entrate sono entrate collaterali che non meritano un approfondimento più di tanto. Possiamo procedere con lo slide 5: vediamo un focus sugli impianti.
Da questo punto di vista nella slide 6 e soprattutto nella slide 7 abbiamo un dettaglio di quello, se qualcuno di voi è interessato a capire i flussi di rifiuti come transitano, abbiamo un parallelo messo a confronto un quinquennio sostanzialmente; nel 2026, nella slide 7, ci dice qual è la previsione di entrata nel TMB in termini di rifiuto urbano; le 11.000 tonnellate di rifiuti urbano non rappresentano assolutamente la totalità dei rifiuti prodotti dal nostro bacino. Rappresentano anzi il 50%. Perché?
Perché questo non è altro che la conseguenza di quella che è stata la buona pratica che da un po’ di tempo è stata adottata. E’ chiaro che la raccolta differenziata spinta porta a una separazione sempre più significativa e sempre più puntuale del rifiuto al punto che evidentemente, al termine del processo di separazione, il rifiuto indifferenziato dovrebbe in qualche modo essere sempre più secco.
Per cui, poiché l'impianto TMB ha come scopo quello di separare dal rifiuto la frazione umida, se il rifiuto di frazione umida ne possiede molto poca, è più il costo di lavorazione che non il beneficio atteso, e quindi il risultato finale. Per cui da questo punto di vista l'azienda ha proposto di gestire in due modalità i rifiuti urbani indifferenziati di Rovigo, conferendo nei primi sei mesi un 50% della produzione verso il TMB, per indirizzare poi il restante 50% direttamente alla discarica di Taglietto 1.
Siamo in attesa di validazione, di approvazione da parte della Provincia di questo tipo di politica, però noi abbiamo evidenziato questa cosa. Se vuole il Direttore dire due parole.