Persona · attività documentata

Massimo Lentini

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
3
Sedute con interventi
1
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

Controllo di Gestione Ecoambiente SrlOsservato il 13 aprile 20261 osservazione documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

13 aprile 2026

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 89
Pagine 25–27
Punto 4

Audizione Consiglio di Amministrazione Ecoambiente Srl”. Pag. 23 2

Controllo di Gestione Ecoambiente Srl

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Buonasera a tutti. Questo è il documento che sostanzialmente rappresenta il budget 2026, è il budget economico finanziario che, come diceva la Presidente, è stato approvato in sede di CdA il 25 marzo e successivamente dall'Assemblea dei Soci in data 10 aprile. Il budget economico finanziario degli investimenti rappresenta un po’ la sintesi di quella che è la programmazione aziendale di breve periodo, in termini di servizi e investimenti.

La formulazione del budget avviene attraverso il coinvolgimento di tutta l'azienda. Le figure apicali che rappresentano un po’ tutti i settori aziendali sono quelli che per responsabilità, competenze e conoscenze sono in grado di formulare delle ipotesi, delle proposte operative, e conseguentemente di trasformarle in ambiti economici e finanziari.

In generale i processi e gli ambiti più significativi che interessano il budget di Ecoambiente riguardano da un lato per quanto riguarda i ricavi e la gestione dei rifiuti urbani, siano essi non differenziati che differenziati, e dall'altra la gestione dei rifiuti speciali, che è un settore molto importante e determinante nella formulazione generale del budget.

Per quanto riguarda i costi invece, noi ci occupiamo di servizi di raccolta, trasporto, smaltimento e trattamento dei rifiuti, quindi questo è il capitolo, il core della nostra attività, e parallelamente ci occupiamo di servizi di spazzamento e di pulizia dei vari territori, e questo lo facciamo sia attraverso risorse interne, personale assunto dall'azienda, sia attraverso l’ausilio di ditte terze che, contrattualizzate, lavorano per nome e per conto dell'azienda.

Ci occupiamo anche della tariffa rifiuti da un po’ di tempo, quindi sostanzialmente abbiamo in qualche modo completato il perimetro d'azione che ARERA definisce nell'ambito del settore rifiuti. In sostanza il gestore Ecoambiente si occupa di tutti gli aspetti legati al mondo dei rifiuti. Le principali risorse che impieghiamo sono ovviamente quelle personale, che rappresenta una grossa fetta del budget nell'ambito dei costi, e dei soggetti che chiaramente interagiscono con il personale per espletare tutti i servizi.

Per contro, nei servizi noi utilizziamo in maniera molto significativa i carburanti e le energie; è un ambito che in questo periodo sta preoccupando abbastanza perché chiaramente questo tipo di andamento nei costi di queste risorse non dipende ovviamente né dal gestore, né da altri ambiti politici limitati a livello locale, ma stiamo parlando a livello mondiale di quello che sta succedendo in relazione soprattutto ai carburanti.

E’ chiaro, noi abbiamo mezzi che viaggiano e lavorano utilizzando carburanti; il mondo del turismo è in allarme perché dice che non funzioneranno più aerei e traghetti. Noi dobbiamo preoccuparci di far funzionare i nostri mezzi per espletare, continuare a espletare i nostri servizi con regolarità. I costi di manutenzione sono molto significativi, ma altrettanto lo sono i costi per lo smaltimento e il trattamento dei rifiuti, che di fatto poi è l'obiettivo dell'azienda.

Dal punto di vista non soltanto gestionale ma anche strategico e patrimoniale, perché riguarda la crescita e il mantenimento del valore dell'azienda patrimoniale, vi sono degli impieghi che indirizziamo verso gli investimenti che sostanzialmente interessano un po’ tutti i comparti, perché parliamo degli impianti, parliamo delle attrezzature, dei mezzi e anche soprattutto dell'informatica che ultimamente sta caratterizzando un po’ tutti gli ambiti d'azione.

L'informatica agisce sia sulle attrezzature, sui mezzi, sulle metodologie, nella raccolta, nel trasferimento dei dati, nelle informazioni, e sia anche soprattutto per quanto riguarda la tariffa di tutto quello che ovviamente ne consegue. I ricavi e i costi che abbiamo citato sono costi riconosciuti dall’ARERA, che è l’Authority del nostro settore. Di fatto noi abbiamo riconosciuto questi costi all'interno del PEF, che è il piano economico finanziario.

Pertanto abbiamo la possibilità di recuperare i costi che non sono coperti dai ricavi diretti attraverso la bolletta che applichiamo ai cittadini. Il PEF è uno strumento sostanzialmente che consente all'azienda di puntare il proprio obiettivo, il proprio limite oltre il quale non può assolutamente andare.

Di fatto l'azienda, attraverso una gestione caratteristica, produce ricavi diretti, dicevamo prima rifiuti speciali, piuttosto che rifiuti della raccolta differenziata, eccetera; per contro ha tutti i costi legati alla sua gestione. Possiamo procedere e andare alla slide n. 4, nella quale noi possiamo evidentemente avere già un primo focus molto significativo e importante che riguarda appunto i ricavi.

Il comparto ricavi è di fatto individuato attraverso il pacchetto della gestione dei rifiuti speciali; sono rifiuti non di natura urbana, ma sono rifiuti prodotti dalle utenze non domestiche che, attraverso dei contratti fatti ad hoc con i vari soggetti, consentono il trattamento e lo smaltimento dei propri rifiuti negli impianti del gestore. Questo pacchetto di servizi porta ad un ricavo superiore ai 9 milioni.

E’ una voce sulla quale evidentemente dobbiamo coltivare molta attenzione, perché tutti i ricavi che l'azienda riesce a produrre all'interno della propria gestione caratteristica servono poi per calmierare in qualche modo e abbattere le tariffe che verranno invece poi rivolte ai cittadini. Il secondo capitolo in ordine di importanza è legato ai ricavi dalla raccolta differenziata.

Il buon comportamento dei cittadini produce sostanzialmente un duplice obiettivo e un duplice risultato, che è da un lato quello di ridurre il rifiuto indifferenziato che produce un costo di smaltimento, nella fattispecie i rifiuti indifferenziati vengono destinati agli impianti di Ecoambiente, al TMB, l’impianto di trattamento meccanico biologico, e poi attraverso la produzione di scarti indirettamente in discarica; per contro un rifiuto differenziato, oltre a far risparmiare il costo di smaltimento, produce invece un ricavo che la filiera che viene utilizzata per conferire il materiale differenziato, parliamo di plastica, carta, cartone, vetro, eccetera, produce e, nella delega verso Ecoambiente, stabilisce un prezzo che viene ovviamente concordato e viene fissato per l'anno, e più rifiuto differenziato viene conferito alle filiere e più ricavi vengono destinati all'azienda.

Nell'ambito dei ricavi da differenziata il budget prevede circa 4.400.000 euro. Ci sono poi in maniera molto marginale altre filiere di entrate: ricavi comunali intendiamo il MIUR e i mercati; ci sono poi i rifiuti minimi che meritano una parentesi importante, sostanzialmente nella pianificazione regionale la Regione Veneto ha stabilito che i vari bacini devono essere classificati in impianti minimi o non minimi. Gli impianti di Rovigo sono stati classificati come minimi.

Cosa significa? Significa che gli impianti minimi devono essere in qualche modo al servizio dei bacini che invece hanno difficoltà nello smaltire totalmente i propri rifiuti. Nella regionale annua, la Regione individua quindi i soggetti che possono conferire rifiuti urbani presso altri bacini.

Nella fattispecie il bacino di Rovigo è stato destinatario di 5.700 tonnellate annue di rifiuto, più 2.500 tonnellate messe a disposizione, che nel dettaglio sono state destinate ai bacini di destra Piave e Padova centro. Questi rifiuti devono in qualche modo essere accolti nei nostri impianti.

L'aspetto non positivo è che non possono entrare con le tariffe che noi applichiamo a un qualunque altro rifiuto speciale, ma entrano delle tariffe che vengono sostanzialmente deliberate e approvate dalla Regione Veneto attraverso tutto un meccanismo di procedure, di studi, di verifiche, che naturalmente non rappresentano il prezzo ideale per questo tipo di produzione.

E’ chiaro che il gestore preferirebbe poter utilizzare questi volumi attraverso una gestione di rifiuti speciali di altra natura, ma da questo punto di vista diciamo che questa filiera rappresenta un vincolo significativo. Le altre entrate sono entrate collaterali che non meritano un approfondimento più di tanto. Possiamo procedere con lo slide 5: vediamo un focus sugli impianti.

Da questo punto di vista nella slide 6 e soprattutto nella slide 7 abbiamo un dettaglio di quello, se qualcuno di voi è interessato a capire i flussi di rifiuti come transitano, abbiamo un parallelo messo a confronto un quinquennio sostanzialmente; nel 2026, nella slide 7, ci dice qual è la previsione di entrata nel TMB in termini di rifiuto urbano; le 11.000 tonnellate di rifiuti urbano non rappresentano assolutamente la totalità dei rifiuti prodotti dal nostro bacino. Rappresentano anzi il 50%. Perché?

Perché questo non è altro che la conseguenza di quella che è stata la buona pratica che da un po’ di tempo è stata adottata. E’ chiaro che la raccolta differenziata spinta porta a una separazione sempre più significativa e sempre più puntuale del rifiuto al punto che evidentemente, al termine del processo di separazione, il rifiuto indifferenziato dovrebbe in qualche modo essere sempre più secco.

Per cui, poiché l'impianto TMB ha come scopo quello di separare dal rifiuto la frazione umida, se il rifiuto di frazione umida ne possiede molto poca, è più il costo di lavorazione che non il beneficio atteso, e quindi il risultato finale. Per cui da questo punto di vista l'azienda ha proposto di gestire in due modalità i rifiuti urbani indifferenziati di Rovigo, conferendo nei primi sei mesi un 50% della produzione verso il TMB, per indirizzare poi il restante 50% direttamente alla discarica di Taglietto 1.

Siamo in attesa di validazione, di approvazione da parte della Provincia di questo tipo di politica, però noi abbiamo evidenziato questa cosa. Se vuole il Direttore dire due parole.

Intervento n. 92
Pagine 28–32
Punto 4

Audizione Consiglio di Amministrazione Ecoambiente Srl”. Pag. 23 2

Controllo di Gestione Ecoambiente Srl

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In merito alla discarica, una cosa importante che va evidenziata, Ecoambiente ha condotto, a partire dal mese di ottobre 2025, una specifica e approfondita ricognizione del sito della rideterminazione dei volumi residui.

Nella slide 9 abbiamo indicato che questo tipo di valutazione ha consentito di verificare un residuo di volumi ancora disponibili alla data del 31 dicembre 2025 di circa 235.000 tonnellate e quindi, in considerazione di quello che è il trend di produzione di conferimento annuo che si è manifestato e si sta manifestando con una certa costanza nel tempo, la previsione quindi di esaurimento del sito della discarica di Taglietto 1, da una prima ipotesi che vedeva l'esaurimento già a partire dal 2025, conduce verso una vita utile di ulteriori quattro anni, sostanzialmente fino al 2029.

Questa risultanza è stata chiaramente condivisa con l’ARPAV e con la Regione; si tratta in questo momento di attendere l'asseverazione da parte di questi Enti, per in qualche modo ufficializzare questo tipo di calcolo e di conteggio.

Il fatto che i rifiuti urbani come vengano conferiti direttamente nella discarica, a partire dalla seconda metà del secondo semestre 2026, al fatto che sostanzialmente riceveremo rifiuti minimi per 5.700 tonnellate e per effetto della politica legata agli speciali, noi siamo sostanzialmente in grado di programmare la produzione di rifiuto destinata alla discarica, per cui di fatto il 2029 dovrebbe essere proprio il punto di arrivo minimo verso il quale la discarica mantiene la propria vita utile. Slide n.

10: qui entriamo in un ambito di assoluto interesse per tutti quanti noi, sia come amministratori, ma anche e soprattutto come utenti e come cittadini. Focus ricavi tariffa: nel 2026 il PEF è stato redatto nelle modalità previste dalla normativa, è oggetto di validazione proprio di questi tempi da parte del Consiglio di bacino e, come vi anticipavo all'inizio, il budget deve in qualche modo trovare un allineamento in termini di tariffa rifiuti con quello che è il PEF.

Ci sono dei principi che sottendono un po’ alla regolarità del PEF, che sono: da un lato non si possono attribuire tutti i costi nel PEF, ma soltanto i costi che vengono riconosciuti perché sono quelli caratteristici della gestione è che vengono utilizzati all'interno del perimetro d'azione; un secondo principio, che invece è un principio di tutela del gestore, sono quelli che il gestore, attraverso l'applicazione della tariffa rifiuti, deve in qualche modo riscontrare un equilibrio economico finanziario per chiudere con un risultato sostenibile il proprio bilancio.

Quindi da questo punto di vista il principio è che non puoi né fatturare troppo ai cittadini e neanche troppo poco. Devi fatturare il giusto per in qualche modo sostenere l'azienda nella gestione dei servizi e nella realizzazione dei propri investimenti.

Quello che è successo nel tempo è che l'azienda ha in qualche modo efficientato i sistemi, ha normalizzato le proprie banche dati, ha sviluppato attività di accertamento, ha messo a punto dei sistemi gestionali che in qualche modo hanno trovato ottimizzazioni nel tempo e il risultato primario è che il budget 2026 nei confronti del risultato 2025 che si è già concluso porta a un’economia, a un risparmio in termini complessivi di circa l’1,85% delle tariffe, per cui sostanzialmente quello che è il primo risultato che l'azienda ha ottenuto è stato quello di proporre all’Ente territorialmente competente che approverà le tariffe già un pacchetto di tariffe inferiori dell’1,85% rispetto all'anno precedente.

Questa operazione, che è prettamente tecnica ma legata ovviamente agli aspetti che dicevo prima, trova un ulteriore elemento di soddisfazione legato al fatto che le operazioni positive che hanno caratterizzato gli esercizi precedenti, che ovviamente si basavano, essendo partiti nel 2023 con la TARIP, con molti elementi presuntivi e valutativi che dovevano trovare un certo riscontro, faccio l'esempio banale: la tariffa base prevede un numero di svuotamenti minimi oltre i quali un utente che non riesce o non vuole mantenere la calmierazione dei propri conferimenti dovrà contribuire con un ulteriore corrispettivo.

Questi aspetti chiaramente in fase di avviamento erano aspetti stimati che non potevano essere certificati. Diciamo che tutta una serie di elementi presuntivi hanno determinato un gettito ampio, che ci consente nel 2026 una restituzione ai vari utenti dei vari Comuni. Questa restituzione è legata a una buona gestione 2023 e a una buona gestione 2024.

La buona gestione 2023 ovviamente, se consideriamo che la TARIP è partita per solo 21 Comuni, va a beneficio di 21 Comuni. Le economie e i risultati ottenuti nel corso del 2024 sono invece a beneficio di tutti e 50 i Comuni, perché i 50 Comuni hanno contribuito, attraverso il gettito 2024, a generare questo tipo di risultanze.

Quello che è sostanzialmente il risultato finale è che le bollette 2026 dovrebbero beneficiare di questi due aspetti: da un lato una contrazione importante, non importante, decidetelo voi, però è comunque significativa, 1,85% circa della tariffa; mentre una quota significata verrà resa con le due modalità che vi dicevo, a 21 Comuni e 50 Comuni, attraverso una decurtazione di quello che sarà il peso da pagare nella bolletta 2026.

Nello specchio che vedete della slide 10, il 2026 ci fa vedere che il gettito pezzo finale per l'equilibrio ammonta a 39.600.000 euro che, come vedete, è inferiore ai 43.026.000 euro del 2025; la copertura è rappresentata, oltre che dal gettito della TARI di competenza che è di 37.600.000 euro più i 435.000 euro che sono conguagli, dà un effetto positivo di restituzione di 750.000 euro e 934.000 euro; nello specifico il conguaglio 2024 abbiamo proposto all’ETC in qualche modo di ammortizzarlo in due anni, per cui restituiremo ai cittadini in due anni la somma corrispondente alle economie generate dal 2024.

La slide 11 ci fa capire un po’ i ricavi dalla raccolta differenziata. Qui è evidente che il grafico mette alla luce quello che è successo nel corso del 2025.

Voi sapete che chiaramente fare raccolta differenziata non significa solo separare i rifiuti, ma significa anche separarli con criterio in un certo modo, perché chiaramente nel momento in cui istituisce un principio che chi inquina paga e quando paghi, paghi il secco, risulta facile spostare dal secco verso la differenziata la maggior parte dei rifiuti possibili.

Questo però produce un rischio e il rischio che ha pagato la filiera della plastica è stato quello che purtroppo sono finite troppe frazioni estranee all'interno della filiera della plastica. Questo aspetto si è sostanzialmente tradotto in una esclusione da parte della filiera dei contributi nei confronti del gestore, che quando il materiale è sporco non vanno a penalizzati parzialmente, ma ti penalizzano totalmente, per cui o sei dentro o sei fuori.

La nostra plastica nel 2025 ha scontato un prezzo importante: i primi due mesi - eravamo all'interno della filiera - abbiamo preso 0 euro di contributo a causa della cattiva qualità della produzione, al punto che l'azienda è intervenuta attraverso la ricerca di una soluzione di uno sbocco alternativo trovato nel libero mercato, che chiaramente ha prodotto un risultato importante, ma assolutamente non allineato a quelle che erano le ipotesi degli anni precedenti.

Lo zoccolo fra il 2024 e il 2025 attribuibile al problema plastica vale circa un milione. Questo è un aspetto ancora in essere, lo abbiamo affrontato, abbiamo allegato alle bollette dello scorso anno della documentazione informativa per sensibilizzare la cittadinanza. Non è l'unica possibilità che abbiamo, ne abbiamo altre, le sonderemo tutte, perché la partita in piedi è molto importante e molto significativa, per cui vale la pena impegnarsi al massimo su questo tipo di situazione.

Dobbiamo assolutamente recuperare questo aspetto e le soluzioni, poi l’Ingegnere eventualmente le affronterà in un altro momento, sono molteplici. Quello che tutti quanti noi dovremmo fare, è fare un po’ più attenzione a come evidentemente separiamo i nostri rifiuti a casa. Nella slide 13 abbiamo sostanzialmente un quadro di quello che è il costo del servizio; abbiamo un elenco di macro categorie di costi che ci fanno vedere sostanzialmente come l'azienda impiega le proprie risorse economiche.

Ci sono quasi 17 milioni destinati al personale, ovviamente tutto il personale, non soltanto quello operativo; abbiamo il capitolo legato agli affitti e noleggi, carburanti che superano i due milioni; come vedete le manutenzioni, ci sono i costi di intermediazione nei confronti della gestione dei rifiuti speciali, ci sono vari servizi; i servizi operativi sono quelli legati all'apporto che soggetti terzi garantiscono all'azienda per espletare i vari servizi, non soltanto servizi diretti, ma anche servizi diversi, distribuzioni e così via.

Il capitolo degli smaltimenti dei trattamenti vedete che vale oltre i 5 milioni. Diciamo che smaltimenti e trattamenti sono di fatto collegati a tutto quello che è rifiuto pericoloso, parliamo di percolati della discarica, il verde e l'umido, tutti quei rifiuti che in questo momento trovano uno sbocco previo il pagamento di un corrispettivo. Altri servizi industriali.

43 milioni è il pacchetto dei costi sui quali evidentemente si possono fare gli approfondimenti del caso. Il conto economico sintetico a pagina 14 mette insieme il valore della produzione e il costo della produzione; l’EBITDA è il primo indice che rappresenta la redditività dell'azienda in relazione alla gestione caratteristica.

Accantonamenti e ammortamenti valgono insieme più di 10 milioni; gli accantonamenti, come sapete, sono la provvista che l'azienda deve accantonare per le spese future, per i rischi legati alle proprie attività; gli ammortamenti invece sono direttamente proporzionali tra quelli che sono gli investimenti, più investimenti fai e più ammortamenti ovviamente sostieni; l'ammortamento è un modo per sostenere economicamente un investimento nel corso della sua vita utile, e da questo punto di vista l'ammortamento inizia nel momento in cui un cespite entra in esercizio, per cui se è un bene in via di costruzione non entra in ammortamento finché non viene sostanzialmente collaudato e messo in esercizio.

Il risultato lordo ante imposte, che è il risultato che finalmente attendevamo, ci dice che il budget 2026 dovrebbe produrre 785.000 euro di utile ante imposte. Nella slide 15 abbiamo indicato qualche obiettivo di miglioramento d'azione che l'azienda necessariamente si è posta; non sono assolutamente questi solo gli obiettivi che come azienda abbiamo.

Diciamo che sono significativi e legati un po’ anche al contesto, nel momento storico in cui l'azienda sta operando; abbiamo citato il biodigestore e gli ecocentri che sono sostanzialmente gli investimenti più importanti, più significativi che stiamo mettendo a terra. Su questo pacchetto peraltro incide in maniera significativa il contributo del PNRR che in maniera molto generosa, ma probabilmente grazie anche alla progettualità che è stata presentata, consente il finanziamento molto importante di questa opera.

Ovviamente il presupposto e di realizzarli, realizzarli nei tempi e nelle modalità che vengono richieste; la rendicontazione è poi il momento in cui il Ministero stabilirà se e come finanziare i progetti. Noi in qualche modo abbiamo già beneficiato di un 10% di acconto, perché il Ministero ha detto “Beh, prima di impegnarsi in maniera sostanziale, i soggetti devono in qualche modo essere un po’ aiutati”.

Abbiamo già ottenuto, lo vedremo in una slide finale, dei finanziamenti legati alla rendicontazione: sono degli step di avanzamento lavori, per cui di fatto il PNRR è un modo per aiutare l'azienda a generare finanza e quindi a restare anche in equilibrio finanziario, visto che stiamo parlando di budget economico e finanziario. Miglioramento della qualità della plastica. Come abbiamo detto, abbiamo in obiettivo la revisione del piano industriale.

Questo è un obiettivo che la nuova governance si è data appena giunta. Il piano industriale è il piano ancora in vigore, è il piano che tutti i Soci hanno avallato e condiviso, però ha la sua età, ha la necessità di essere revisionato, anche e soprattutto in relazione a quelle che sono stati gli sviluppi e gli epiloghi della vita aziendale e dei fatti che ne hanno caratterizzato questi ultimi anni.

Il piano industriale dovrebbe in qualche modo - anche su questa cosa inviterò l’Ingegnere poi a dire qualcosa - ad essere redatto, realizzato entro l'anno, ovviamente con il coinvolgimento di tutti i Soci che dovranno in qualche modo supportarci nel creare un percorso alternativo. L’attività di recupero crediti, infine, è un progetto che sostanzialmente sta soffrendo un po’ di ritardo; è legato soprattutto alle incognite e alle difficoltà di caratterizzare un credito nella sua forma definitiva.

Voi sapete che fare la fattura per i rifiuti significa avere degli elementi che sono determinati un po’ dall'eredità che hai ottenuto dai Comuni quando hai in qualche modo preso in carico la partita, ma sono legati a un territorio che è dinamico, che è in movimento, utenze che vengono, che vanno, che chiudono, che si aprono, che si modificano, per cui di fatto la certezza di un credito ce l'hai solo a seguito di una serie di valutazioni e di accertamenti che devi essere certo di poter fare.

Nel mondo del recupero crediti l'azienda si è mossa abbastanza velocemente per quanto riguarda il sollecito bonario, attraverso una gestione diretta attraverso risorse interne, che ha portato a un risultato mediamente soddisfacente, mezzo milione di euro è stato recuperato, probabilmente l'abbiamo ricordato a chi si era dimenticato e abbiamo sollecitato a chi magari era incerto e in dubbio se pagare o non pagare; è chiaro che questo tipo di attività deve trovare concretezza in procedure e in momenti di gestione molto più forti, coercitivi; proprio l'attività di recupero crediti coattivo è quella che è la nostra capacità di recuperare i crediti in via definitiva.

Voi sapete che nel PEF una parte delle risorse viene destinata a costituire un fondo chiamato fondo svalutazione crediti, che dovrebbe in qualche modo servire per coprire tutti i crediti che, pur arrivando in fondo alle procedure, non saremo in grado di recuperare. Sono casi che chiaramente riguardano un po’ tutti i settori, noi come azienda rifiuti non abbiamo rubinetti da chiudere e quindi chiaramente dobbiamo in qualche modo limitarci a espletare questo tipo di procedure.

Queste procedure vengono compiute attraverso l’ausilio di soggetti che sono regolarmente iscritti alle attività di recupero crediti. La slide 17 ci dice quella che è la politica sul personale. Qui vi lascio evidentemente analizzare quella che è un po’ la situazione.

Noi sono due anni che sulle politiche del personale abbiamo in qualche modo congelato la situazione: 2024, budget non approvato, non ha consentito di sviluppare più di tanto determinati processi; il 2025 è stato oggetto di approvazione, ma soltanto a fine anno, per cui di fatto le risorse si sono limitate a un reintegro di quelle che erano le forze in uscita, mentre sullo sviluppo dei servizi, sul rinforzo di determinati settori, non si è potuto prevedere e quindi da questo punto di vista le otto persone in più rappresentano il minimo indispensabile per potere in qualche modo coprire le risorse mancanti.

La slide 18 ci fa vedere un dettaglio. Nella slide 20 parliamo di investimenti.

Gli investimenti vengono rappresentati per categoria; diciamo che vengono messi in linea a quadriennio 2026-2029: i primi due anni sono anni sui quali abbiamo concentrato molto l'attenzione, anche perché sono anni sostanzialmente presenti al prossimo futuro, sui quali stiamo puntando tantissimo; sul 2028 e 2029 abbiamo messo le cose certe, ma su quel biennio ci sarà bisogno di eventualmente implementare successivamente; il 2026 nella fattispecie ci fa vedere che siamo a 33 milioni di investimenti, incluso ovviamente l'impianto di digestione anaerobica delle frazioni organiche.

Le aree sono indicate in impianti a raccolta tariffa, mentre nelle slide successive c'è proprio il dettaglio area per area e investimento per investimento. Quindi di fatto importi così grossi e importanti vengono poi rappresentati nelle singole voci, e queste ci possono consentire di verificare dove l'azienda si sta indirizzando, che tipo di mezzi sta acquistando, su quali ecocentri è impegnata e peraltro qui abbiamo indicato anche gli ecocentri che sono soggetti a finanziamenti PNRR.

Quindi gli investimenti sono veramente molto dettagliati. Anche qui lasceremo spazio poi alle curiosità e alle domande. Focus ecocentri, slide 26 e 27.

Questo è ovviamente il pacchetto legato agli ecocentri. I centri di raccolta come sapete sono diventati sovracomunali, sono un patrimonio del territorio. E’ evidente che per motivi di varia natura non era possibile dotare ogni Comune di un centro di raccolta.

E’ stato fatto uno studio che ha in qualche modo ottimizzato e razionalizzato questo tipo di servizio; è un servizio molto utilizzato dagli utenti, molto apprezzato e molto voluto. Da quando esiste la sovra comunità, l’utente di un qualunque territorio della nostra Provincia può rivolgersi, vale lo stesso principio degli sportelli, in uno qualunque di questi ecocentri.

Ovviamente per l'accesso all'ecocentro vigono delle regole, ci sono dei limiti e delle possibilità di conferimento di rifiuti di varia natura; c’è un Regolamento che ne detta appunto le regole però di fatto quello che l'azienda si è presa in carico è stato quello di realizzare degli ecocentri nuovi per completare la mappa che era peraltro prevista nel piano industriale, e di ristrutturarli anche in maniera importante e pesante dove ce ne fosse bisogno.

Anche Rovigo è oggetto di ristrutturazione da questo punto di vista. Il PNRR è nella slide 28: ci dice nella sostanza a quali progetti fa riferimento. Abbiamo voluto mettervi al corrente anche di quelli che sono stati i movimenti legati ai finanziamenti nel corso del tempo; ci siamo fermati al 31.12.2025 ma vi posso anticipare che già anche a gennaio abbiamo ricevuto un'ulteriore tranche, legata ad esempio all'impianto.

La slide 30 ci dice la disponibilità bancaria. Qui entriamo un po’ nell'ambito finanziario. La slide 31 fa vedere lo sforzo che abbiamo fatto per cercare di simulare quello che è un andamento nel tempo.

E’ chiaro che la finanza è altrettanto importante rispetto alla parte economica. L’autofinanziamento dell'azienda finora ha garantito il 100% della gestione. E’ chiaro che questo budget ha fissato nelle premesse dei paletti, non ultimi quelli che diceva anche il Sindaco prima: ci sono i progetti che sono finanziati dal PNRR e il budget finanziario non ha messo in discussione questo aspetto.

Quindi l'andamento che vedete nel corso dei mesi segue un pochino quelle che sono le ipotesi che erano state fatte. La situazione finale fa vedere che c'è salute, la finanza dovrebbe consentirci di mantenere l'autofinanziamento, ma non dimentichiamo che c'è sempre la possibilità di attingere a fonti esterne, le banche ci considerano un soggetto affidabile, per cui ci chiedono continuamente se abbiamo bisogno di soldi.

Noi volentieri gli diciamo di no, però potrebbe esserci questo tipo di possibilità di operazione che non è esclusa, ma in questo caso non è stata prevista. Io mi fermerei qui.

Intervento n. 141
Pagine 59–62
Punto 4

Audizione Consiglio di Amministrazione Ecoambiente Srl”. Pag. 23 2

Controllo di Gestione Ecoambiente Srl

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Consigliere Masin, evasione? Il recupero evasione è uno degli obiettivi primari, perché evidentemente, se tutti paghiamo i rifiuti, sicuramente alla fine unitariamente pagheremmo tutti di meno.

Diciamo che l'avvio della tariffa puntuale aveva proprio anche questo auspicio e questa premessa che fondamentalmente, dovendo distribuire contenitori cippati e quindi identificati le singole utenze, ci avrebbe consentito di raggiungere tutta la platea, e di fatto questo è avvenuto: sostanzialmente la stragrande maggioranza delle utenze è stata censita anche perché un'utenza non censita non ha diritto ai contenitori e quindi è priva totalmente della modalità di conferimento regolare dei rifiuti.

In teoria un'utenza non censita non può far altro che abbandonare i rifiuti, o fuori dai contenitori o lungo le strade. Nel nostro obiettivo c'è appunto quello quotidianamente di verificare queste situazioni.

E’ chiaro che l'utilizzo di banche dati, gli incroci di banche dati, l'aggiornamento dell'anagrafe, eccetera, è sicuramente uno strumento di grande ausilio e di grande efficacia, però purtroppo è una materia molto complessa questa, nel senso che lo stato di famiglia non è più l'elemento principe come lo era un tempo, chi è intestatario della bolletta potrebbe non essere il capofamiglia, per non parlare di tutto il mondo delle utenze non domestiche dove ci sono tantissimi ambiti sui quali si deve lavorare, sono gli Albi, c’è la Camera di Commercio, ci sono i professionisti.

Quindi diciamo che stiamo lavorando a 360 gradi, però è un lavoro purtroppo che non porta mai a un risultato definitivo, perché quello che oggi riusciamo a sistemare già da domani non è più sistemato, perché è un mondo in evoluzione continua, però è evidente che non può che essere tra le mission dell'azienda quello di recuperare il massimo tra l'evasione.

Per quanto riguarda gli abbandoni, io ritengo che non ci siano delle cause legate a un servizio insufficiente, quindi a un ecocentro chiuso piuttosto che a un servizio che ha delle frequenze che possono non soddisfare completamente tutti. Diciamo che per abbandonare bisogna anche avere il coraggio di farlo, per cui fondamentalmente il principio base è quello di essere un irresponsabile o comunque una persona che commette un reato è un qualcosa che non va bene.

I centri di raccolta ormai sovracomunali offrono orari diversificati, ambiti territoriali estesi su tutto il territorio, per che disfarsi di un rifiuto, c'è il servizio di eco camion che è ancora attivo e del quale non abbiamo parlato. Quindi di fatto una soluzione la si trova ed è sicuramente una soluzione assolutamente da privilegiare rispetto all'abbandono. Sull'abbandono ci sono altri aspetti che vanno assolutamente combattuti, la formazione e la sensibilizzazione in primis.

Quando non arriviamo con queste soluzioni, bisogna lavorare sul reprimere i fenomeni, sul colpire i fenomeni, quindi purtroppo dover spendere e investire sui sistemi di verifica e controllo e di sanzione. Il servizio ingombranti è un servizio che funziona, è un servizio molto utilizzato dalla stragrande maggioranza della cittadinanza.

Il fatto che ci sia un limite, non diciamo gratuito, già pagato e incluso nella tariffa, è semplicemente per dare la regola a ciascuno di noi e per consentire a tutti di poter usufruire di un servizio con gli asset aziendali.

E’ evidente che ogni abuso di un utilizzo di un servizio deve in qualche modo mettere nelle condizioni l'azienda di dover supportare costi ulteriori e quindi di non dover pesare sulla collettività, per cui come nell'esempio degli svuotamenti massimi consentiti, che sono svuotamenti minimi li abbiamo chiamati, ma in realtà sono i massimi consentiti con la tariffa base, come anche negli altri servizi, per esempio l'accesso agli ecocentri, i servizi di raccolta a domicilio, eccetera, hanno una regola, hanno dei limiti che vengono consentiti; su questi limiti diciamo che la stragrande maggioranza degli utenti trova sufficiente soddisfazione per avere le proprie necessità.

Bonus sociale. Il bonus sociale è una novità che ha istituito ARERA. Di fatto in realtà ha fatto presto, nel senso che ha messo in bolletta dei costi da chiedere a tutti, e poi con quei soldi lì paga il bonus sociale, come se evidentemente non ci fosse già nei Comuni e nei territori questo tipo di sensibilità.

Nella Provincia di Rovigo tutti i Comuni hanno adottato in passato provvedimenti specifici; ciascun Comune, Rovigo in primis grandissime risorse destinate alle persone con difficoltà economiche e sociali.

Il bonus ARERA è un bonus istituzionale e diciamo che effettivamente gli scaglioni di reddito sono molto bassi, per cui la platea non copre esattamente l'ambiente, la persona che non sta bene e che ha delle problematiche, però ARERA non ha vietato l'integrazione di queste soluzioni e quindi, facendo anche un po’ di confusione nell'ambito applicativo, comunque ha consentito alle Amministrazioni Comunali, a valle del bonus sociale, di intervenire con altre forme.

Si può intervenire direttamente in bolletta, ma si possono far intervenire i servizi sociali attraverso altre forme di integrazione, e quindi non c'è un limite alla possibilità di dare una mano alle famiglie in difficoltà. Questa è un'iniziativa che non sta prendendo in questo momento Ecoambiente, non siamo ancora Società benefit, però potrebbe essere un obiettivo che in futuro possa essere preso in considerazione, fermo restando che l'ambito sociale fino ad ora è sempre stato preso in carico dalle Amministrazioni.

Adesso passo all’Ingegner Tovo. I proventi straordinari sono in realtà presenti nel forecast per un valore molto importante e rappresentano per il 97%, come diceva la collega, un extra gettito TARIP che, per tutte le motivazioni che accennavo in precedenza nella presentazione del budget, daranno vita poi alla restituzione.

Quindi poiché questa è un'assunzione legata a delle scelte e a delle modalità che nella predisposizione del forecast non erano ancora stata previste, compaiono all'interno del forecast come ricavi che in realtà non sussisteranno, per cui l'ampio margine che viene previsto nel forecast verrà abbattuto in maniera importante a beneficio del bilancio 2026.

Nel budget 2026, l’1,85% di cui si accennava prima dovrebbe essere caratteristico proprio della tariffa, ma la percezione dell'utente, considerando anche le restituzioni che verranno eseguite, porterà un percepito in termini di risparmio del 4,9%, quasi 5%. Stiamo parlando di abbattimenti, quando sappiamo bene che nel tempo i fatti stanno portando tutti ad aumentare le tariffe. Saranno pochissimi i gestori come noi che riusciranno a calmierare le tariffe.

Già noi sappiamo che da tre anni abbiamo le tariffe ferme, già dal 2023 non ci sono stati aumenti, quindi le tariffe, già quando non aumentano, diciamo che lo possiamo considerare un buon risultato. Siamo ancora cari, non so se siamo i più cari del Veneto e anche di Venezia. Siamo sicuramente cari però, se continuiamo così, riusciremo molto presto ad avere una nota di merito anche da questo punto di vista.

L’intermediazione è il costo che l'azienda sopporta per il procacciamento della sezione rifiuti speciali. Sapete che rifiuti speciali sono una fonte di ricavo fondamentale per il bilancio aziendale. E’ chiaro che per procacciare questi rifiuti bisogna essere capaci, bisogna andare in giro per il territorio, bisogna prendere contatti, fare contratti, bisogna trattare.

Quindi c'è tutta un'attività specifica. Noi abbiamo una Società, la Polaris, che si occupa di questo. E’ specializzata e presente nel territorio da anni, e quindi riusciamo a garantirci delle grandi marginalità e ovviamente dobbiamo corrispondere a quello che è frutto di questa attività che in ogni caso è assolutamente produttiva da questo punto di vista.

Sono aumentati i costi, ma sono aumentati i ricavi, quindi nel budget sono evidenti questi aspetti. Crediti inesigibili. I crediti inesigibili non sono né una scelta, né una volontà.

Sono semplicemente una constatazione. Un credito viene dichiarato inesigibile dal punto di vista legale nel momento in cui viene concluso un ciclo di recupero che deve essere certificato, per questo prima si parlava di soggetti abilitati a fare questa attività, quindi iscritti all’Albo dei riscossori, quindi con le carte in regola per fare queste cose.

Quindi non è l’Avvocato dell'azienda che è in grado di gestire questo tipo di attività perché, vi assicuro, è una cosa veramente complessa, oltre che molto importante dal punto di vista proprio della mole di lavoro. Il credito inesigibile, nel momento in cui viene dichiarato inesigibile, va a toccare quello che è il fondo. L’accantonamento al fondo svalutazione crediti, sempre l’Ingegner Tovo chiedeva, per il 2026 abbiamo previsto un accantonamento del 9,67% del fatturato.

Noi ci troviamo in una situazione nella quale c'è un risultato di incasso che segue immediatamente l'emissione della fattura. Poi nel tempo il credito comincia a diventare sempre più complesso e più difficile da recuperare, per cui devono iniziare delle attività. Noi fino ad ora abbiamo espletato attività di tipo volontario, abbiamo mandato delle lettere, abbiamo mandato dei solleciti.

Questi strumenti producono un risultato, ma che è un risultato che si limita a un promemoria, a un'attenzione che viene diretta all'utente. Dopodiché l'utente si renderà conto che le cose si fanno serie solo quando sotto ci sarà la firma o di un Avvocato o di un Ente che si occupa di questo tipo di percorso. Nel tempo noi abbiamo un 10% scarso relativo al 2023, che è il primo anno di applicazione, e quindi è un risultato già molto importante.

Noi abbiamo obiettivi molto più seri. Ovviamente non sarà il 5% come ci chiede ARERA, ma sarà una via di mezzo fra il 5% e il 10%. Oggi il 2024 ha un 15% e quindi il 2025 è ancora più alto.

La media potrebbe essere attorno al 14-15%, ma con le attività che metteremo in pista sicuramente i numeri miglioreranno. Effetti finanziari e finanziamento pool di banche. Il finanziamento dei 22 milioni non è stato completamente utilizzato ed è stato sostanzialmente richiesto e concesso all'azienda per 12 milioni, ma esclusivamente per finanziare le attività di avvio della tariffa puntuale.

Quindi, a fronte di questo finanziamento, l'azienda ha già speso soldi per acquistare le attrezzature, i contenitori, l’informatica, i microchip, per avviare il processo. Il tutto ha funzionato secondo quanto stabilito. Addirittura l'azienda è riuscita a rinunciare a una fetta di finanziamento che il pool aveva concesso.

E’ già iniziata da più di un anno la fase di rimborso, di restituzione del debito. E quindi diciamo che questi numeri sono inclusi all'interno del cash flow che abbiamo evidenziato. L’Ingegner Tovo sempre chiedeva una simulazione legata a eventi negativi relativi ai finanziamenti.

Il budget è stato costruito fissando dei paletti e applicando delle premesse che sono quelle della capacità di riuscire ad ottenere i finanziamenti.

L’azienda doveva essere la prima a credere in quello che faceva e quindi ha cercato in qualche modo di studiare un percorso che portasse ad ottenere il 100% di quello che… E’ evidente che ogni elemento che andrà a discordarsi da questo tipo di percorso, come nell'analisi degli scostamenti di un qualunque bilancio rispetto al budget, verrà motivato e dovrà trovare giustificazione.

Potremmo fare delle simulazioni nelle varie ipotesi, però questo evidentemente era un lavoro che avremmo preferito non dover fare, ma che potremmo fare nel momento in cui verranno a manifestarsi nel concreto alcuni di questi elementi. La posizione finanziaria netta è stata negativa fino a quando l'abbiamo calcolata, cioè fino a fine 2025.

Voi sapete che la posizione finanziaria netta misura il tasso di indebitamento rispetto alle attività liquide e alle disponibilità che ha un'azienda, quindi quando è negativa vuol dire che l'azienda sta bene. Sono covenant che le banche continuano a chiederci perché, per darci fiducia, devono vedere valori e segnali positivi. Non sono in grado in questo momento di dare un valore aggiornato, ma lo produrrò assolutamente.

Si tratta di fare calcoli e conteggi. Il PEF è in fase di approvazione e l'azienda ha fatto tutto quello che c'era da fare. Adesso è nelle mani del Consiglio di Bacino che, in qualità di ETC, dovrà validare il PEF.

E’ chiaro che è nell’interesse di tutti che i tempi vengano rispettati e vengano validate tutte le proposte nel più breve tempo possibile, anche perché è tutto legato a questo. Anche poi il fatto di emettere le fatture, l'approvazione delle tariffe, emettere le fatture e incassare. Quindi l'azienda ha bisogno di cominciare a incassare.

Non so se ho saltato qualche cosa.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.