Persona · attività documentata

Arturo Orsini

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
7
Sedute con interventi
1
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

Direttore Generale Ulss 18 di RovigoOsservato il 11 giugno 20131 osservazione documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

11 giugno 2013

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

7 interventi
Intervento n. 8
Pagina 5
Punto 1

Relazione del Direttore Generale della ULSS n. 18 di Rovigo, Dr. Arturo Orsini - Discussione

Direttore Generale Ulss 18 di Rovigo

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Grazie. Innanzitutto un ringraziamento al Presidente del Consiglio e a tutti i Consiglieri, nonché al Sindaco per l’invito. Come anticipava il Sindaco è cosa che nasce un mese e mezzo fa, nasce come?

Nasce come un saluto ed una presentazione della squadra che viene a gestire l’Azienda Sanitaria, quindi sembrava una cosa, come dire, rituale, piacevole ma rituale.

Nel frattempo alla pietanza si è aggiunto un po’ di pepe, avete visto sulla stampa… io credo che anche di questo oggi si parlerà, per cui in una breve relazione darò qualche cenno su quelle che a noi sembrano le criticità, le priorità, le azioni, cioè, da perseguire prioritariamente, e cercherò di essere sintetico in questa prima fase e poi, se ritenete, parliamo delle preoccupazioni che animano il presente. Per poter essere più efficace, siccome non so come vederla, mi trasferirei dall’altra parte.

Intervento n. 10
Pagina 5
Punto 1

Relazione del Direttore Generale della ULSS n. 18 di Rovigo, Dr. Arturo Orsini - Discussione

Direttore Generale Ulss 18 di Rovigo

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Benissimo, grazie, va bene.

Intervento n. 12
Pagine 5–8
Punto 1

Relazione del Direttore Generale della ULSS n. 18 di Rovigo, Dr. Arturo Orsini - Discussione

Direttore Generale Ulss 18 di Rovigo

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Allora cominciamo dai principali interessati che sono gli abitanti dell’Ulss 14… 18, chiedo scusa ma di giri ne ho fatti tanti e go cambià anche tanti numeri! Allora. questi sono i signori residenti dell’Ulss di Rovigo, si diversificano un pochino dai residenti delle altre Ulss del Veneto perché? Perché la percentuale degli anziani ultrasessantacinquenni qui da noi è più alta; questo non è un vantaggio, come vi sarà evidente.

Questo significa lavorare di più e spendere più soldi, quindi l’Ulss 18 ha delle peculiarità che non sono solo quelle logistiche o il fatto che ci sono i fiumi; fare servizi nell’Ulss 18 costa di più in ragione della popolazione che è più vecchia e del fatto che dispersa in un territorio più ampio.

Se vedete quel diagramma è inquietante, perché la pancia, che è la maggior parte della popolazione che è gente che adesso ha 55/59 anni, tra 15 anni ne avrà 75, e quindi voi vi trovate che la pigna diventa una specie di piramide rovesciata. Provate ad immaginare cosa spetta chi organizzerà e chi gestirà l’Ulss di Rovigo tra 15 o 20 anni! Andiamo avanti.

Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 11 Giugno 2013 6 Andiamo subito al dunque: quali sono le azioni che a noi è parso prioritario impostare nel 2013 per gestire l’Ulss? Sono queste quattro: prima di tutto ridurre le fughe degli assistiti. Cosa vuol dire?

Vuol dire che i polesani, non solo i rodigini, i polesani, tutta la provincia di Rovigo, non trovano soddisfazione a tutti i loro bisogni dentro alla provincia, ma escono per una quota importante che bisognerà organizzarsi per tenere il più possibile a casa, perché noi oggi ragioniamo di schede, di ospedale hub, di tutte queste cose di cui prima di tutti io sono convinto.

Certo è che la prima cosa da fare per rivendicare un ospedale hub è quella di fare in modo che tutti i polesani trovino soddisfazione in casa; dopo magari andiamo nel dettaglio a vedere le azioni. Secondo punto è: riorganizzare l’assistenza territoriale, dopo vediamo i dettagli.

Terzo punto è: ripensare ai rapporti con i privati, i privati qui sono molto rappresentati, l’Ulss spende € 40 milioni l’anno per comprare prestazioni dai privati, ci sono due case di cura e tre poli ambulatori, dopo vediamo qual è la logica di questo ripensamento. Poi il punto n.

4 è: i vicini di Adria, se debba essere una azienda sanitaria, due aziende o cinque aziende non lo decidiamo noi, lo decide il Consiglio Regionale; noi qui prendiamo in considerazione una serie di cose ovvie e che ci sembrano intelligenti per lavorare meglio insieme, spendendo meno ed ottenendo risultati più brillanti. Andiamo al punto primo, vediamo cosa vuol dire fughe degli assistiti -dammi il dato su quello che spendiamo fuori saltando… queste sono robe sui tassi di ricovero che, insomma, interessano...

Allora è opportuno che tutti teniate presente che sul totale delle prestazioni consumate dai residenti nella provincia di… -sei provincia o sei…- nell’Ulss 18 il 36% se li vanno a fare fuori. Su questo evidentemente è prioritario lavorare, il 16% della specialistica viene fruita fuori. Andiamo avanti.

Per porre rimedio a questa situazione come vogliamo lavorare? Due sono le direttive che quest’anno, nel 2013, stiamo già ponendo in essere, la prima: riorganizziamo le attività chirurgiche, come? Voi probabilmente sapete -chi non lo sa imparerà oggi- che la tecnologia nuova, le tecniche chirurgiche e le tecniche anestesiologiche, oggi consentono di effettuare in giornata più del 50% degli interventi chirurgici, è quello che si chiama day sourgery; è un numero molto importante.

Quindi stiamo parlando di metà della platea dei pazienti chirurgici. Per questi pazienti noi stiamo pensando di organizzare, analogamente a quello che esiste già da altre parti, non è che inventiamo l’acqua tiepida, io stesso l’ho fatto già in altre parti, pensiamo di organizzare e lo stiamo già facendo, sia a Trecenta che a Rovigo, ma forse principalmente a Trecenta dove c’è più spazio, un sistema di day sourgery multidisciplinare, che consenta di dare una risposta ai pazienti che chiedono un intervento.

Adesso cosa succede? Che tanta gente va fuori mica perché non si fida dei nostri chirurghi, ma perché si sente rispondere: sì, venga l’anno prossimo. Allora è vero che il paziente che deve farsi la cataratta piuttosto che l’ernia o le varici o il tunnel carpale è una patologia agli occhi di un medico forse meno importante di un’altra, ma per lui è il suo problema, e quindi non te po dirghe: vieni l’anno prossimo!

Gli devi dare un tempo certo a distanza ravvicinata, sennò vanno via! E l’avete visto dai numeri! E noi non vogliamo che vadano via, perché vogliamo che i Polesani restino qua, perché se i Polesani restano qua io non spendo soldi fuori e faccio lavorare gente del Polesine.

Questa è la strada che intendiamo prendere, anzi che abbiamo già per la verità intrapreso, e che secondo noi dovrebbe dare dei buoni risultati in un tempo abbastanza breve. Un altro comparto di attività per cui la gente va via è la riabilitazione. Noi, solo Ulss 18, spendiamo di riabilitazione € 2 milioni, 2/3 mi pare, fuori dall’Ulss, in Emilia, vanno in Lombardia, prevalentemente nel privato ma comunque vanno fuori.

Allora sono attività che noi siamo in grado di fare, abbiamo già chiesto alla Regione l’autorizzazione a farle a Trecenta, ce le stanno dando, stiamo già facendo una convenzione con il San Giorgio di Ferrara, l’ospedale di riabilitazione del professor Basaglia, dove i nostri vanno a curarsi e che poi mi manda la fattura perché vengano a Trecenta a curare non solo i nostri, perché a questo punto avremmo negoziato con la Regione di fare una struttura che possa servire a tutto il Veneto meridionale, perché questo?

Perché in Veneto che fanno queste attività in effetti c’è poca offerta, è anche per quello che i veneti vanno via, c’è a Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 11 Giugno 2013 7 Negrar, c’è a Vicenza, ma solo per i midollari, e c’è al Lido di Venezia, il San Camillo, che però molto difficile da raggiungere.

Quindi queste sono le due azioni che secondo noi potrebbero servire a tenere a casa loro una quota importante di polesani, curandoli a casa, ma curandoli bene, secondo protocolli di qualità che siano eccellenti, perché la gente va via quando non la servi tempestivamente, oppure quando non riconosce la qualità, c’è poco da fare! Andiamo avanti.

Il day sourgery multidisciplinare che stiamo portando avanti servirà diverse funzioni, come vedete, la flebologia, le ernie, le emorroidi, l’ortopedia per le artroscopie, insomma tutte quelle attività di diverse specialità che si possono fare in giornata. Avanti. Qua siamo all’organizzazione territoriale.

Cosa stiamo facendo? Stiamo facendo quelle aggregazioni dei medici di base di cui avrete sentito parlare, se n’è anche parlato sulla stampa recentemente, che consentono ai pazienti di andare a cercare il medico e di trovarlo, se non lui un altro, ma insomma di avere un servizio 12 ore al giorno per 6 giorni alla settimana. Poi stiamo individuando, stiamo attivando delle strutture intermedie.

Cosa sono le strutture intermedie? Sono quei posti letto dove possono essere assistiti quei pazienti che non sono più da ricovero ospedaliero e che quindi vengono mandati a casa, ma che a casa non possono stare; non possono stare perché non hanno i familiari, perché la casa non è adatta, perché… perché magari non hanno il modo di arrangiarsi da soli a casa.

Allora quello che è necessario è una struttura residenziale per quel mese, quei due mesi che consentono una riabilitazione complessiva; dopodiché è possibile un inserimento domiciliare che altrimenti non è possibile.

Non so se qualcuno di voi ha degli anziani a casa, se ha fatto l’esperienza: il nonno te lo mandano a casa venerdì all’una quando non c’è il medico di base, non hai fatto tempo a procurarti i pannoloni, le medicine, il letto, tutto quello che serve, per cui puntualmente il nonno al sabato mattina alle otto è di nuovo al pronto soccorso! Questo non può essere. È opportuno fare un percorso di continuità prevedendo queste strutture.

Naturalmente se vogliamo tenere la gente di più a casa, bisogna potenziare l’assistenza domiciliare a livello infermieristico e a livello di medicina generale. Poi andiamo avanti. Privati: sono i € 40 milioni di cui parlavo prima.

Allora sgombriamo un equivoco: i privati in questo territorio sono molto rappresentati rispetto ai residenti, ma ci sono, fanno lavorare gente e quindi, in quanto struttura occupazionale, di loro bisogna tener conto e bisogna fare un progetto complessivo di integrazione che di loro tenga conto, perché di tutto abbiamo bisogno, meno che di ulteriori disoccupati. Benissimo, detto questo qual è la logica?

La logica è: ci sei e io ti garantisco quello che ti ho garantito gli anni precedenti, tu però fai quello che serve a me, non quello che vuoi tu come hai fatto fino ad adesso. In questo modo io riesco a risparmiare da un’altra parte, perché evito di fare le cose in doppio. Vi faccio un esempio pratico: la riabilitazione cardiologica i polesani a farla vanno in sei o sette posti diversi, vanno a Cortina, Arco di Trento, Riva del Garda, Motta di Livenza, Porto Viro, a seconda di dove trovano posto.

Quel tipo di attività possiamo farla in casa nostra, da una struttura nostra con cui stiamo prendendo accordi e per la verità lo stiamo già cominciando a fare, basta che il cardiochirurgo che li opera - che nel nostro caso è uno- li mandi lì, lo stiamo già facendo e questo vale una milionata.

Se non spendo quel milione fuori, ad Arco di Trento, a Riva del Garda, in giro per il mondo facendo lavorare bravissime persone ma non polesane, gli stessi soldi li giro ad una struttura privata all’interno del budget, togliendo altre attività sulle quali risparmio. Non so se mi sono spiegato. Benissimo.

Vantaggi: non aumenta la spesa, faccio lavorare gente di Rovigo, del Polesine insomma, che non è il mio principale obiettivo ma è uno dei miei obiettivi.

Assistenza ambulatoriale: assistenza ambulatoriale, voi avete visto nelle scorse settimane, negli scorsi mesi, hanno ridotto il budget di una serie di strutture che qui a Rovigo facevano delle attività di riabilitazione; secondo me, francamente è eccessiva, in eccesso per numero, per appropriatezza, Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 11 Giugno 2013 8 ecc..

A loro abbiamo detto: queste non ci servono, fanno più bene a voi che non ai pazienti; vendeteci però, ecografie, TAC, immagini, robe per le quale ho la gente che aspetta; cioè, a parità di budget, o perlomeno all’interno del budget, vi faccio lavorare in altro modo. Questo è il tipo di ragionamento che stiamo impostando. Fino adesso ci vengono dietro, io spero di arrivare in porto alla fine dell’anno e saprò relazionare.

Ma o così, oppure non andiamo fuori, perché soldi in più non ghé né. E dopo vi mostro i dati. Andiamo avanti.

I cugini di Adria, c’è qualcuno che si preoccupa e dice: ma l’Ulss di Adria si vuole mangiare Rovigo, l’Ulss di Rovigo si vuole mangiare Adria. Sono tutte balle! Però quello che è certo è che io qua ho un laboratorio che funziona il 20% di quello che potrebbe dare; loro di là ne hanno un altro che funziona al 10%, francamente i xè schei dea Repubblica, prima di buttarli dalla finestra vediamo di fare dei ragionamenti insieme, risparmiamo sui reattivi, sulle gare, sulle spese, sul funzionamento delle macchine.

Questo stiamo facendo e a me francamente pare ragionevole. Lo stesso stiamo facendo in radiologia. Lo stesso stiamo facendo con il Dipartimento di Prevenzione, è inutile tenere tutto in doppio, si possono fare delle sinergie importanti, perché in questo modo la gente lavora meglio, e anche qualche contenimento di spesa che non è trascurabile.

Andiamo avanti. Parlavamo di soldi, non vi dico una novità se vi dico che di soldi ce ne sono pochi e che i servizi bisogna organizzarli tenendo conto delle compatibilità economiche, però bisogna organizzarli perché i servizi devono funzionare, la gente la devi curare, il pronto soccorso deve essere aperto, le sale operatorie anche e quindi bisogna farci stare tutto. Quali sono i nostri dati quest’anno nel 2013?

Solo quelli lì: ci danno 369.986, sapete che c’hanno portato via € 10 milioni prima ancora che ci sedessimo al 1º di gennaio, vero? No! Beh, ve lo dico adesso.

Al netto comunque ci danno quelli lì, al netto dello scippo dei 10 milioni. A noi però il nostro impianto di produzione costa 407 ad oggi; quindi, siccome la Regione ci ha già detto: vi autorizziamo a sforare in negativo ma non più di 34 di bilancio.

Cercheremo di starci e pensiamo di starci, continuando a garantire tutto quello che va garantito, anche grazie alle azioni di contenimento, cioè diciamo di ragionevolezza di cui parlavo, che niente portano via agli utenti, assolutamente niente, anzi forse danno qualcosa in più sul piano della qualità. Andiamo avanti. Boh!

Vi avevo promesso sintesi e sto finendo, questo è il mal di pancia per il quale oggi buona parte di voi e qua. Cosa dire? La programmazione regionale non la facciamo né io, né il sindaco, la fa il Consiglio Regionale.

È vero che negli ultimi due mesi ho cominciato a vedere pezzi di carta più o meno credibili che giravano, alcuni negavano il pezzo di carta precedente, cioè ogni tanto cambiava; francamente non so dirvi come va a finire, certo è che qualche preoccupazione serpeggia ma la preoccupazione non è sulla radioterapia o sulla medicina nucleare, la preoccupazione vera è sul fatto che l’ospedale di Rovigo debba avere la dignità di ospedale capoluogo oppure no, cioè il famoso hub, perché nel secondo caso non salta solo la radioterapia o la medicina nucleare, ma salta ben più, perché la definizione di ospedale non hub è molto scheletrica e quindi è solo questione di tempo.

Basta. Io mi fermerei qui perché immagino che ci siano un po’ di domande. Grazie.

Intervento n. 22
Pagina 14
Punto 1

Relazione del Direttore Generale della ULSS n. 18 di Rovigo, Dr. Arturo Orsini - Discussione

Direttore Generale Ulss 18 di Rovigo

Leggi intervento

E’ cifra monetizzata tanto per cominciare, non è in numero di prestazioni, ed è aggiuntiva, cioè il 36% della totale delle prestazioni di ricovero fruite vanno fuori, il 16% a me pare del totale delle prestazioni specialistiche complessivamente fruite vanno fuori.

Intervento n. 25
Pagina 14
Punto 1

Relazione del Direttore Generale della ULSS n. 18 di Rovigo, Dr. Arturo Orsini - Discussione

Direttore Generale Ulss 18 di Rovigo

Leggi intervento

Volevo solo aggiungere una riflessione a quello che ha detto il Consigliere Nalin. Io ho parlato di dati in uscita. Per completezza di informazione va anche detto che per alcune delle eccellenze che citava il Consigliere Nalin, pazienti non residenti vengono qua.

Faccio un esempio: l’acceleratore lineare, la radioterapia, lavorano per il 65% per pazienti che vengono qua perché trovano macchine aggiornatissime e personale molto qualificato, oppure la medicina nucleare.

Anche questi mi pare che abbiano più del 40% di attrazione dall’esterno, quindi condivido quello che Lei diceva sulla necessità di far saper alla popolazione quello che facciamo molto bene, però io il mio ragionamento di prima riguardava le uscite perché dal punto di vista di gestione aziendale, quando hai un rubinetto che perde, la prima cosa che fai ci metti un tappo.

Intervento n. 29
Pagine 17–18
Punto 1

Relazione del Direttore Generale della ULSS n. 18 di Rovigo, Dr. Arturo Orsini - Discussione

Direttore Generale Ulss 18 di Rovigo

Leggi intervento

S è possibile, Presidente, do subito qualche elemento di interlocuzione, per paura magari di dimenticare. Il Consigliere Businaro dà degli spunti abbastanza interessanti. Cominciamo dai problemi minori, quelli logistici; non minori perché siano meno importanti, ma più facilmente affrontabili.

In effetti è un problema. Ce ne siamo accorti, dopo un po’ di tempo che eravamo là, perché l’autobus fa un largo giro, scarica queste vecchiette in mezzo al piazzale e queste qua, arrancando, in qualche modo arrivano dove devono arrivare. Abbiamo considerato due ipotesi.

La prima: di fare un percorso protetto, abbiamo anche fatto fare un’ipotesi al servizio tecnico, verrebbe a costare in po’ di soldi. Per la verità abbiamo visto che l’ingresso posteriore, che è quello vecchio, è ancora perfettamente funzionante, perfettamente assistito e ottimamente coperto.

L’autobus ci si ferma davanti, per cui stiamo anche valutando, prima di spendere i soldini della Repubblica, se non sia il caso di riattrezzar, visto che l’autobus comunque ci si ferma davanti, quel percorso mettendo fuori le carrozzine per i disabili e tutto quello che serve, per poter evitare questo inutile disagio agli utenti, quindi ci stiamo lavorando. In un modo o nell’altro penso che risolviamo il problema. Sul finanziamento.

I soldi che la Regione ci dà, sono quelli che lei ha visto proiettati. Mi pare di avere accennato che ci hanno tagliato 0,50 per abitante mi pare, circa 10 milioni, con una delibera del 28 dicembre. Facendo questo, hanno molto ridimensionato la specificità polesana che evidentemente dal 1° gennaio pesa meno di quanto pesasse prima.

Non so sulla base di quali ragionamenti, ma comunque hanno modificato il tiro rispetto a tutte le valutazioni che in precedenza avevano fatto per attribuire i finanziamenti. Ospedale di Trecenta. L’ospedale di Trecenta è una risorsa perché è una bellissima struttura inaugurata nel 97, che però trova una modesta utilizzazione.

Quindi il problema è come utilizzare al meglio una risorsa che c'è. Fino adesso mi pare di capire che tutta una serie di ragionamenti sono stati fatti da vari Comitati che puntavano tutti alle attività per acuti. Ora una quota di attività per acuti non può non essere prevista a Trecenta perché c'è il problema di assistere adeguatamente i residenti.

Questo riguarda sicuramente il pronto soccorso, riguarda sicuramente la terapia intensiva, riguarda sicuramente il reparto di medicina, di geriatria, un servizio di chirurgia d’urgenza e quant’altro. Questo però non è secondo noi sufficiente a giustificare l’esistenza della struttura.

Stiamo lavorando, come accennavo prima, e siamo abbastanza avanti per la verità, con l'idea di destinare principalmente, o per lo meno anche Trecenta, ad attività di riabilitazione di terzo livello su pazienti gravi, cerebrolesi, midollari, eccetera. Lo strumento sarebbe una convenzione con il San Giorgio di Ferrara, che è un nome di riferimento in campo nazionale.

Questo farebbe comodo anche a loro perché hanno un grosso problema di richiesta a cui non riescono a dare una risposta, che viene in parte anche da veneti, ma non solo da veneti, anche pazienti di altre Regioni. Liste di attesa. Le liste di attesa sono un problema che è abbastanza noto.

Noi ci stiamo lavorando. Abbiamo preso anche tutta una serie di iniziative. Stiamo in parte, come accennavo prima, convertendo il budget delle strutture private, proprio su prestazioni che ad oggi sono un disagio per gli utenti.

Perché? Perché li obbligano ad aspettare, quindi “non darmi questo che non mi serve; dammi quest’altro che mi serve perché il mio residente deve aspettare due o tre mesi per avere la tac piuttosto che per avere l’ecografia. Fammi più tac e più ecografie”.

Devo dire che ad oggi abbiamo ottenuto dei riscontri, ci vengono dietro per cui pensiamo di riaggiustare il sistema in questo senso. Utilizzo delle attrezzature. Se lei mi chiede se il ben di Dio di attrezzature e di grandi impianti che ha l'ospedale di Rovigo, che è assolutamente ragguardevole, è utilizzato al massimo, in molta onestà le devo rispondere di no.

Potrebbe fare di più. Devo però anche rappresentare che per fare andare le macchine ci vogliono gli uomini, e questo è il nostro limite in questo momento. Purtroppo esistono tutta una serie di blocchi e di limiti nell’assunzione del personale che ci sta dando dei seri intralci in questo.

Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 11 Giugno 2013 18 Evidentemente, se questo lavoro di far funzionare di più le attrezzature fosse possibile, questo garantirebbe due risultati: il primo, potrei dare un servizio più tempestivo ai miei residenti; il secondo, potrei spendere meno soldi fuori dalla struttura, coprendo prestazioni dai privati, quindi è un nostro cruccio prioritario. Spero di averle risposto.

Intervento n. 59
Pagine 31–32
Punto 1

Relazione del Direttore Generale della ULSS n. 18 di Rovigo, Dr. Arturo Orsini - Discussione

Direttore Generale Ulss 18 di Rovigo

Leggi intervento

Grazie Presidente. Io devo dire che è stato di molto interesse anche per me questo confronto con la società civile diciamo. Sono emersi tutta una serie di spunti rispetto ai quali, adesso ho un lungo elenco di appunti, faccio anche fatica ad essere esaustivo nel dettaglio, però mi sembra alcuni punti, prima di salutare, vadano colti.

Da più parti è emerso l'ospedale psichiatrico, il vecchio ospedale psichiatrico, le Granzette. E’ bellissimo, è una risorsa, c'è un parco meraviglioso. Contemporaneamente però è in uno stato di abbandono totale.

E’ quello che si dice dal nostro punto di vista un costo, un costo che sarà crescente nei prossimi anni perché se la manutenzione, una struttura che non è abitata, chiaramente provate a immaginare solo di ricopertura di tetti. Una prima ipotesi è “Vabbè, proviamo a vedere se ha un mercato”. In questo momento è velleitario solo pensarlo.

Per la verità è venuto un tipo abbastanza colorito a farmi una proposta che non ho ben capito; ha parlato per quaranta minuti, l'idea era “Vi facciamo una proposta per acquisire questa roba”. Alla fine, siccome non ho capito niente, ho detto “Vabbè, facciamo così: mi mette per iscritto, perché io devo chiedere l'autorizzazione alla Regione”. Non ho visto arrivare niente.

Non è strada, ma questa struttura non può restare così, perché c'è un problema di presidio, c'è un problema di sicurezza perché ci va dentro di notte di tutti, perché c'è un problema anche di incuria degli spazi verdi, quindi è un problema di igiene pubblica.

Allora con il Comune, con la Provincia, con il WWF, una struttura che pare viceversa più a portata di mano, una soluzione che pare più a portata di mano, potrebbe essere quella di staccare gli spazi verdi e metterli a disposizione della cittadinanza, avendo cura però di recintare gli edifici e di metterli in sicurezza, tamponando le finestre e quant’altro, in maniera che almeno la gente possa usufruire del parco. Su questo stiamo lavorando.

Adesso vediamo il WWF se è disponibile a farsi carico della manutenzione degli spazi verdi; abbiamo anche sentito la Fondazione Cassa di Risparmio per vedere se ci dà due soldi. Vantaggi: 1) restituiamo lo spazio verde ai cittadini; 2) mettiamo l’Azienda Sanitaria al riparo da spese sicure che arriveranno per la manutenzione di edifici che non si è in grado di manutenere adeguatamente. Questa è ad oggi la strada che stiamo provando a percorrere.

In effetti convengo, è uno spreco, è veramente bello. Ho toccato il discorso Fondazione. Ieri lunedì sono stato alla Fondazione della Cassa di Risparmio, non potevo andarci perché mi aveva convocato in Regione, dovevo andare a Montecchio per via che Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 11 Giugno 2013 32 ero stato convocato.

Ho mandato a quel paese i regionali e sono andato alla Fondazione Cassa di Risparmio. Perché? Perché mi era passata per la testa l'idea che qualcuno potesse pensare che per il fatto che non c’ero, cioè di collegare al fatto che non c’ero con l'argomento del giorno, cioè la donazione dell’acceleratore lineare.

Allora non esiste, cioè non voglio neanche pensarci che questi qua ci hanno regalato un acceleratore lineare da due milioni, un aspect, una risonanza magnetica, un ben di Dio di roba che dopodomani, perché qualcuno modifica le schede, diciamo “abbiamo scherzato. non fa parte delle cose che possono considerarsi”, e con questo spero di essere stato chiaro. Lavoratori in esubero. Come avete colto, io sono molto preoccupato di questo aspetto in termini generali e anche in termini circostanziali.

Non è certo il momento di mettere in discussione i posti di lavoro. Quando c'è stato mesi fa il problema del ridimensionamento del budget di alcune strutture, di laboratorio, di servizi, di riabilitazione, ci ha convocato il Prefetto. C’erano le organizzazioni sindacali e quant’altro.

In quell’occasione io non ho ben capito i numeri perché sono numeri che ballano, i numeri dei possibili esuberi. Mi è venuto quasi il sospetto che qualcuno intenda utilizzare la leva occupazionale per fare operazione di reingeenerizzazione che comunque avrebbe fatto. Al di là di questo, se il problema è “qualche unità infermieristica”, non esiste, li prendiamo noi, troviamo il modo, ne abbiamo bisogno.

Comunque i risparmi che potremmo avere sono comunque rilevanti e coprirebbero questa spesa. Spero di essere stato esaustivo. Accesso posteriore.

“Xè pien de buse”. Veramente è in una condizione penosa, ma credo che in questi giorni stiano consegnando il cantiere per asfaltare tutto. Poi se prendiamo la strada di usare quell’ingresso almeno per gli anziani e per le persone in difficoltà, cioè che arrivano con l’autobus insomma, l'idea è comunque di spenderci due soldi per riattrezzarlo, comunque sarebbero meno di quelli che spenderemmo rifacendo tutto dall’altra parte.

Pronto soccorso. Il pronto soccorso confesso che non ho elementi adeguati per rispondere. Se ne sta occupando il Direttore sanitario perché ha avuto qualche lamentela.

Dobbiamo capire se sono le lamentele che molto spesso si associano alle attese, alla gente scontenta perché aspetta, oppure se c'è un problema strutturale. Sarò di maggior dettaglio la prossima volta. Basta, queste sono le cose delle tantissime che avete citato e che io ho colto.

Per il resto io spero e penso che ci saranno altre occasioni e quindi vi ringrazio dell’attenzione che ci avete dato e della pazienza. Arrivederci.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.