Persona · attività documentata

Eugenio Boschini

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
13
Sedute con interventi
2
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

Dirigente Tecnico Consorzio RSUOsservato il 14 marzo 20171 osservazione documentali
Direttore tecnico Ecoambiente SrlOsservato il 13 aprile 20261 osservazione documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

13 aprile 2026

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

10 interventi
Intervento n. 91
Pagine 27–28
Punto 4

Audizione Consiglio di Amministrazione Ecoambiente Srl”. Pag. 23 2

Direttore tecnico Ecoambiente Srl

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Buon pomeriggio a tutti innanzitutto. Da questo punto di vista l'autorizzazione dovrebbe essere data dalla Regione Veneto, pertanto si sta ipotizzando una richiesta nelle prossime settimane, al limite entro i primi di maggio, per avere la risposta presumiamo nel giro di 2-3 mesi. Nel budget è stato previsto che i rifiuti verranno conferiti direttamente in discarica a partire da giugno.

E’ una previsione che riteniamo abbastanza attendibile. L'impianto di Sarzano, ci tengo a dire questa cosa, è nato nei primissimi anni del 2000, quando il bacino di Rovigo aveva una percentuale di raccolta differenziata del 6%. Oggi la Provincia di Rovigo, grazie alle scelte lungimiranti che sono state adottate dai Comuni polesani, a fine 2025 ha raggiunto una percentuale di raccolta differenziata dell’82%.

Quindi da questo punto di vista possiamo dire che il secco residuo indifferenziato, che tutti noi produciamo nelle nostre abitazioni, è già la fonte depurata di quella sostanza organica che era il rifiuto per cui era nato l'impianto di Sarzano. L'impianto di Sarzano nel 2000 era nato per separare la parte umida da quella secca e per poter realizzare del biostabilizzato per la copertura giornaliera delle discariche con la parte umida.

Oggi quella parte umida organica non c'è praticamente più e quindi la scelta che si vuole proporre la Regione Veneto è quella di conferire i rifiuti direttamente in discarica senza passare per l'impianto di Sarzano, proprio perché grazie all'aumento direi esponenziale della raccolta differenziata il trattamento non è più necessario in quanto già i cittadini a monte separano la frazione umida da quella secca.

Intervento n. 94
Pagine 32–35
Punto 4

Audizione Consiglio di Amministrazione Ecoambiente Srl”. Pag. 23 2

Direttore tecnico Ecoambiente Srl

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Cerco di rispondere alle domande che mi sono state poste dal Sindaco in merito all'impianto in corso di realizzazione a Sarzano. Devo fare una premessa. Il sottoscritto ha preso il posto del dimissionario Direttore tecnico Ingegner Giacetti con decorrenza 1° agosto 2025.

Questo per dire che quando il Sindaco chiede i ritardi e le motivazioni dei ritardi, io posso parlare con cognizione di causa da quando mi sono insediato al posto dell’Ingegnere Giacetti, previa nomina del Consiglio di Amministrazione naturalmente, mentre sui mesi e gli anni precedenti, non avendo vissuto direttamente le situazioni che si sono create all'interno dell'azienda, rischierei di non dare risposte molto precise.

Una cosa è certa: il digestore, l'impianto di trattamento era previsto dal piano industriale di Ecoambiente approvato nel 2021. Il Consiglio di Bacino ha fatto richiesta di contributo PNRR nel 2022 per questo specifico impianto e nella scheda che è stata presentata al Ministero per la realizzazione dell'opera si prevedeva l'inizio dei lavori al 1° gennaio 2024. Quando sono iniziati i lavori?

I lavori sono iniziati di fatto ad ottobre 2025. Quindi nella programmazione che ci si era dati e che è stata comunicata al Ministero per l'ottenimento del contributo, ripeto inizio lavori 1° gennaio 2024, fine lavori prevista 30 aprile 2026. Quando sono effettivamente iniziati i lavori?

Ottobre 2025. Questa è la situazione fattuale ad oggi. L'autorizzazione è stata rilasciata dalla Provincia di Rovigo ad aprile 2025; in quella che era la programmazione ancora nelle schede presentate al MASE l'autorizzazione doveva arrivare a fine 2023 e infatti conseguentemente inizio lavori gennaio 2024.

Perché, con un'autorizzazione rilasciata ad aprile 2025, i lavori sono partiti a ottobre 2025? L’autorizzazione è stata rilasciata dalla Provincia ad aprile 2025, il contratto è stato stipulato con l'appaltatore, conseguentemente alla gara, ad aprile 2025; il contratto con l'appaltatore è stato stipulato a giugno 2025.

Nel momento in cui si è andato sottoscrivere il verbale di consegna delle aree, l'appaltatore ha mosso delle riserve dicendo che l'area non era in grado di permettere l'avvio dei lavori in quanto c'erano degli ostacoli che non potevano consentire l'inizio delle lavorazioni.

Queste riserve sono state scritte, quindi sono nero su bianco, e da qui è iniziata un'attività da parte di Ecoambiente, che poi ho proseguito io quando dal 1° agosto sono subentrato all’Ingegner Giacetti per liberare quest'area, che di fatto è stata resa libera ai primi di agosto. Perché poi i lavori sono partiti in ottobre? Perché questo è un appalto integrato.

Ho paura che questa cosa non sia mai stata spiegata bene nel merito.

L'appaltatore non deve solo realizzare l'opera, ma in questo appalto l'appaltatore, partendo da un progetto preliminare, perché Ecoambiente, lo voglio ricordare, ha messo in gara un progetto preliminare, l'appaltatore deve realizzare il progetto esecutivo, interamente o per stralci; il progetto esecutivo interamente o per stralci deve essere approvato dalla stazione appaltante, quindi dal Consiglio di Amministrazione; solo dopo l’approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione il cantiere può avere inizio.

Quando il 1° agosto 2025 ho iniziato a lavorare per il proseguimento del cantiere, per iniziare il cantiere, ho notato che mancava la nomina del verificatore, cioè mancava il verificatore del progetto esecutivo.

Quindi abbiamo dovuto, insieme al Consiglio di Amministrazione, a fine agosto 2025 nominare colui che doveva svolgere la verifica sulla parte di lavori del progetto; questo è un progetto da circa 18 milioni di euro con circa 12 milioni di euro di forniture e 6 milioni di euro di lavori; la verifica deve essere fatta sulla parte lavori e quindi è stato nominato, devo dire di corsa, il verificatore; il verificatore nominato a fine agosto ha avuto bisogno di prendere atto del progetto esecutivo, primo stralcio, prodotto dall'appaltatore e quindi a fine settembre, dando un mese di tempo al verificatore, il progetto è stato verificato, validato dal sottoscritto come RUP, e i primi di ottobre sono partiti i lavori.

Faccio un ragionamento che è molto banale: se il Consiglio di Bacino, al momento della richiesta per l'ottenimento del contributo al MASE, aveva previsto l'inizio dei lavori al 1° gennaio 2024 e la fine dei lavori al 30 aprile 2026, erano stati previsti dodici, più dodici, più quattro, 28 mesi per la realizzazione dei lavori.

Se dovessi usare questa logica, che secondo me è cautelativa, ma ricordiamoci sempre che stiamo parlando di 20 milioni di euro di lavori e forniture, se dovessi usare questa logica, essendo partiti i lavori in modo concreto a ottobre 2025, aggiungiamo 28 mesi, ottobre 2026, ottobre 2027, primi mesi del 2028 fine lavori. Io credo che i lavori finiranno molto prima. Il vero problema qua è il 30 giugno 2026, cioè ad oggi la fine dei lavori per poter ottenere e finalizzare il contributo è datata 30 giugno 2026.

Per rispondere in modo molto, molto chiaro, partendo dal presupposto di tutto quello che ho detto negli ultimi cinque minuti, i lavori al 30 giugno 2026 non saranno finiti. Non posso venire qua a raccontare cose che chiunque di voi fra due mesi potrebbe tranquillamente smentirmi.

Detto questo, io l'ho detto anche nell'Assemblea dei Sindaci che ha approvato il budget venerdì scorso, sto naturalmente tifando con tutto me stesso per una proroga, ma anche qua, avendo avuto interlocuzioni insieme all’Amministratore Delegato con il Ministero dell'Ambiente, con il MASE, certezze di eventuali proroghe ad oggi non ce ne sono.

Faccio presente che la cosa è molto delicata, nel senso che eventuali proroghe vanno concordate con la Comunità Europea, quindi significa un passaggio con l'Ecofin, e quindi non è un problema solo italiano, ma è un problema di dinamiche e di tempistiche di PNRR a livello europeo, per quanto sappiamo che la nostra nazione sia stata fra le nazioni maggiormente finanziate con fondi comunitari.

Stiamo provando a capire se al 30 giugno, ripeto, pur non avendo i lavori conclusi, sia possibile riuscire a rendicontare il più possibile, perché una delle cose che non si è ancora capita è quella che sto per dirvi: se al 30 giugno 2026 Ecoambiente, a fronte di 18.600.000 euro di contratto con l’appaltatore ne ha spesi 11, SAL e fatture, spesi e pagati, non essendo rispettato il 30 giugno, tutto il contributo è perso, quindi i 16.700.000 euro a cui faceva riferimento il Dottor Lentini è perso, oppure ci sarà qualcuno a Roma, negli uffici del MASE, che prenderà per buoni quegli 11-12 milioni di euro?

Perché anche questa è una bella differenza, perché non si può dire che Ecoambiente non ha attivato il cantiere, non si può dire che Ecoambiente non è partita, non si può dire che Ecoambiente non ha ricevuto le necessarie autorizzazioni. Ecoambiente alla fine ha creduto nell'impianto ed è andata avanti. Questo è un dato di fatto, però ad oggi non ci sono certezze nemmeno su quello che vi ho appena detto.

Quindi potrebbe essere anche probabile che a fronte di una rendicontazione parziale di 10-11 milioni di euro, qualcuno possa dire - naturalmente chi ha potere decisionale - “No, forse non ci siamo capiti. Noi volevamo un certificato di fine lavori e quindi, non avendolo voi presentato, il finanziamento lo avete perso”. Questa cosa oggi è plausibile, è possibile, naturalmente non certa.

L'unica cosa certa oggi è che non ci sono certezze, non ci sono certezze.

E quindi da questo punto di vista si sta cercando di correre il più possibile, partendo dal presupposto che i lavori non saranno finiti al 30 giugno, ma per cercare di essere in grado di rendicontare il più possibile, avendo ottenuto il Consiglio di Bacino, e anche qua poi aprirò e chiuderò una parentesi, il finanziamento al 100%, se Ecoambiente spende 11 milioni di euro, avendo avuto il Consiglio di Bacino, e quindi Ecoambiente, il 100% dei soldi spesi, dovrebbe portare a casa 11 milioni di euro.

Questa è la logica che ci sta portando a correre il più possibile partendo però da un presupposto. L’ho detto venerdì scorso ai Sindaci polesani, ma lo ribadisco anche qua: stiamo parlando di un impianto a tecnologia complessa.

Questo non è un ecocentro e, con tutto il rispetto grandissimo che ho per il separatore di Sarzano, non è il separatore di Sarzano, perché qua stiamo parlando della trasformazione di FORSU in biogas, della trasformazione di biogas in biometano; stiamo parlando di riempire carri bombolai con pressioni molto, molto alte e stiamo parlando di un impianto che va costruito bene, senza fretta, e con i tempi adeguati.

Quindi quello che posso dire come RUP è che sicuramente la paura di non riuscire ad arrivare al 30 giugno è tanta, ma questo non ci può portare a dire: corriamo, corriamo, corriamo, e non guardiamo quello che stiamo facendo, perché questa è un'opera che, se non viene portata a termine con le modalità corrette, nel rispetto del progetto, può diventare un grosso problema per Ecoambiente, perché se noi abbiamo un piano finanziario che prevede di produrre un certo quantitativo di metri cubi di biometano e ne produciamo il 10, 20, 30% in meno, il piano finanziario va a picco.

Quindi questa è un'opera che va costruita nel rispetto del progetto e con i tempi adeguati. I tempi adeguati non sono in 28 mesi di cui dicevo prima? Posso essere d'accordo, ma non sono neanche nove mesi.

Ripeto, i lavori sono concretamente partiti a ottobre 2025. Se fate i conti per arrivare a giugno 26, si fanno molto, molto velocemente. Il Sindaco ha posto poi un'altra domanda: quanto costerà questo impianto?

Io prima ho detto 18.600.000 euro è l’importo di contratto con l'appaltatore, raggruppamento temporaneo di imprese Waste to Methan e Calabra Maceri.

Ad oggi noi sappiamo che per il rispetto di prescrizioni che la Provincia ha rilasciato al momento dell'autorizzazione e per alcune migliorie proposte dall'appaltatore, che il sottoscritto RUP, insieme al Direttore dell'esecuzione, ha valutato positivamente per migliorare l'impianto soprattutto dal punto di vista gestionale, la forbice dell'appalto andrà fra i 21 e 22 milioni di euro a fronte dei 18.600.000 euro di contratto originario.

In merito all'autosufficienza o meno della Provincia di Rovigo con questo impianto, questo è un impianto che oggi, così come è stato appaltato, quindi parlo del capitolato di gara, tratterà 35.000 tonnellate all'anno di rifiuto umido, quindi tutto rifiuto umido della Provincia di Rovigo, e una parte del rifiuto verde della Provincia di Rovigo, circa 10.000-12.000 tonnellate; 23.000 FORSU, 12.000 verde, 35.000 tonnellate.

Il fabbisogno della Provincia di Rovigo è di 50.000 tonnellate, perché oggi la Provincia di Rovigo produce circa 25.000 tonnellate di umido e 25.000 tonnellate di verde. Quindi ci tengo ad evidenziare questa cosa: questo non è, così come è stato appaltato, un impianto che al momento, quando sarà finito, riuscirà a rispettare tutto il fabbisogno della Provincia di Rovigo.

Le soluzioni possono essere due: una volta finito l'impianto si realizza con un altro appalto un ampliamento, fra l'altro quando la Provincia ha rilasciato l'autorizzazione ha già tenuto conto, su richiesta di Ecoambiente, della capacità di 50.000 tonnellate, quindi questo eventuale ampliamento sarebbe già autorizzato dalla Provincia, ma non è nell'appalto attuale con l'appaltatore, quindi realizzare un adeguamento dell'impianto, un ampliamento che, da conti fatti in modo spannometrico ma abbastanza attendibili, costerebbe ulteriori 2-3 milioni di euro.

Quindi rispetto ai 21-22 che ho detto prima, se vogliamo raggiungere l'autonomia del bacino andremo a 24-25 milioni di euro, per avere l'impianto che soddisfa il tutto il bacino di Rovigo come frazione umida e frazione verde. Io penso che in questo momento la cosa migliore sia pensare a finire questo impianto e cercare che parta nel miglior modo possibile.

Ecoambiente è da anni che appalta questo servizio di trattamento della frazione umida e verde per cui far partire l'impianto e continuare a mettere in gara 10.000- 12.000 tonnellate di verde non significherebbe nulla di trascendentale, però a domanda precisa voglio rispondere con risposta precisa: l'impianto così come appaltato, quando lo finiremo fra sei mesi sette mesi, otto mesi, non garantisce la totale autonomia del nostro bacino.

Io credo di aver già detto abbastanza su questo tipo di problematica e sulle domande che sono state poste dal Sindaco. Nell'Assemblea di venerdì, giustamente ci si è posti la domanda di cosa dovesse succedere nel caso in cui si perdesse il contributo. Ripeto quello che ho detto prima: non riusciamo ancora a capire se in tutto o se in parte.

Partiamo da un presupposto che è quello che ho detto poc'anzi: nel 2021, quando è stato redatto e approvato dai Sindaci il piano industriale di Ecoambiente, questo è stato un impianto, a dir la verità un po’ diverso rispetto a quello che stiamo realizzando, però di fatto era un impianto per il trattamento dell'umido e del verde, che i Comuni Soci avevano deciso che, siccome eravamo ante Covid, e quindi ante PNRR, andasse tutto pagato con la tariffa.

Quindi quando i Soci hanno approvato il piano industriale di Ecoambiente nel lontano 2020, gennaio 2021, hanno previsto questo tipo di procedura e di pagamento dell'impianto.

Quindi la risposta più banale che si può dare è: nel momento in cui si dovesse perdere il contributo, l’impianto che finirà, sarà finito, quindi sarà finito fra qualche mese, ma il fatto che l'impianto sarà finito è fuori discussione, sarà totalmente pagato dalla tariffa e quindi dagli utenti, dalle utenze domestiche a delle utenze non domestiche.

Naturalmente noi sappiamo che quando si ha un contributo a fondo perduto, questo contributo, come nel nostro caso molto, molto ingente, permette di andare a battere gli ammortamenti dell'impianto che si sta realizzando. Se il contributo a fondo perduto andasse purtroppo su per il camino, gli ammortamenti Ecoambiente li avrebbe tutti in pancia, li avrebbe tutti nel proprio bilancio, andrebbero messi tutti nel PEF e nel PEF andrebbero sostenuti dai cittadini, quindi dalle utenze domestiche e non domestiche.

Questo è un po’ il quadro che si andrebbe a delineare nel caso in cui il contributo purtroppo non andasse a buon fine. Io per il momento altro non ho da aggiungere, ma sono comunque a disposizione.

Intervento n. 106
Pagine 39–42
Punto 4

Audizione Consiglio di Amministrazione Ecoambiente Srl”. Pag. 23 2

Direttore tecnico Ecoambiente Srl

Leggi intervento

Avvocato Consigliere Tosini, Ecoambiente negli ultimi anni ha fatto qualcosa di enorme secondo me, e lo dico io che sono arrivato da poco, quindi non lo sto certo dicendo prodomo mia: 16 milioni di contributo ottenuto per il digestore, milioni di euro per progetti relativi all’implementazione della tariffa puntuale ottenuti dal MASE e quasi tutti ormai rendicontati, milioni di euro ottenuti per rifunzionalizzare ecocentri o per fare ecocentri nuovi, quindi nel corso degli ultimi quattro anni Ecoambiente ha dovuto affrontare un lavoro enorme partendo dal presupposto che quasi praticamente tutte le istanze prodotte ai fini PNRR prodotte al MASE, hanno avuto dal MASE una risposta positiva e quindi l'azienda ha dovuto portare avanti tutta la mole di lavoro conseguente all'ottenimento di questi contributi.

Quindi per rispondere alla richiesta che lei ha fatto di motivare i ritardi, una cosa che posso dire, ci tengo a ribadire quello che ho detto in premessa: da persona che ha iniziato a muoversi all'interno di Ecoambiente ad agosto 2025, ma l'ho visto con i miei occhi già da agosto, l’azienda ha dovuto affrontare negli ultimi anni una mole di lavoro molto, molto, molto consistente.

Che questo abbia potuto produrre dei ritardi nella progettazione dell'impianto di Sarzano, nella richiesta di autorizzazione alla Provincia, nell'espletamento della procedura di aggiudicazione, potrebbe anche essere perché, rispetto alla pianificazione che ci si era prefissati, i tempi sono stati totalmente diversi. Una cosa che ho detto e che ribadisco è che questo impianto, una volta che i Sindaci nel gennaio 2021 hanno approvato il piano industriale, questo impianto si sapeva che era da realizzare.

Non si sapeva del contributo PNRR. Quindi quando i Sindaci hanno approvato il piano industriale, gennaio 2021, l’infrastruttura, l'impianto più consistente e più importante del piano industriale era questo. Quindi stiamo parlando di cinque anni fa e stiamo parlando di lavori, lo ribadisco, partiti a ottobre 2025.

Quindi per cercare di rispondere, e dopo lo farà sicuramente anche il Consigliere Frigato, per cercare di rispondere e dare qualche motivazione in più, le dico quello che le ho appena detto. Per quanto riguarda i rifiuti abbandonati, certo che è compito di Ecoambiente, assolutamente sì.

Se parliamo di rifiuti abbandonati lungo gli argini o nelle golene, Ecoambiente bisogna che abbia la segnalazione di questi abbandoni, perché purtroppo Ecoambiente non riesce autonomamente con il proprio personale a verificare questa cosa. Non per niente con la l'APP Junker c'è la possibilità, e tutti i cittadini che hanno scaricato l'APP lo possono fare, di georeferenziare l'abbandono e l'azienda interviene. Devo dire che interviene anche molto rapidamente.

Quindi la risposta è: assolutamente sì, è compito di Ecoambiente. Ecoambiente lo fa da Melara a Porto Tolle in tutta la Provincia. La collega Ingegner Contri mi faceva presente - l’Ingegner Contri è la nostra responsabile insieme al Dottor Lentini della regolazione e del controllo di gestione - mi faceva presente che il 33% degli abbandoni della Provincia sono nel territorio di Rovigo.

Quindi anche questo è un dato che è molto significativo almeno dal mio punto di vista. Nel momento in cui arrivano le segnalazioni, Ecoambiente interviene prontamente. Al Consigliere Avezzù rispondo che ha totalmente ragione sulla vetustà dei mezzi: l'età media della nostra flotta è di circa 9,3 anni; abbiamo però dei mezzi diversi che hanno un'età di 18-19, anche 20 anni.

E’ chiaro che un'azienda, che non ha un budget approvato, fa fatica a realizzare investimenti e, come diceva giustamente l’Amministratore Delegato, Ecoambiente nel 2024 non ha avuto il budget approvato e nel 2025 ha avuto il budget approvato il 15 dicembre. Quindi è stato già, permettetemi, motivo di grande soddisfazione il fatto che 10 aprile, quattro giorni fa, di avere il budget approvato, perché questo può dare respiro sicuramente all’azienda sul fronte degli investimenti.

E per rispondere al Consigliere Avezzù, ma l'avrà sicuramente visto, nel budget 2026 sono previsti circa tre milioni di euro di rinnovo parco mezzi, non solo parco mezzi ma anche attrezzature correlate alle attività di raccolta e trasporto.

Il problema della plastica è un problema che è brutto, brutto, brutto, perché abbiamo fatto tantissimi sforzi - io dico abbiamo come cittadino polesano, nato e cresciuto in Polesine - siamo arrivati all’82% di raccolta differenziata che sembrava un dato fino a pochi anni fa impossibile. Guardavamo tutti la Provincia di Treviso quasi come fosse un esempio non raggiungibile. Oggi Treviso mi pare sia all’86-87%, quindi siamo arrivati vicini.

Questo è stato uno sforzo che hanno fatto tutti e 230.000 abitanti del Polesine. Dopo perdiamo un milione di euro di ricavi, perché?

Perché la plastica è contaminata da materiale, o che è plastica non recuperabile, o che è non plastica, perché lì dentro si trovano anche bucce di banana, arance marce, carta che usiamo in cucina sporca di olio, che tutto è tranne che plastica, e quindi questo ha comportato, visto che giustamente Corepla ti paga la plastica, ma te la paga se la qualità è buona, e quindi con periodicità Corepla fa controlli, come è giusto che sia, per vedere che la plastica abbia un certo grado di purezza; da febbraio dell'anno scorso ci è stato comunicato che la plastica non poteva andare più nelle piattaforme di recupero della plastica pulita, cosiddette CSS, centro di smistamento e stoccaggio; noi andavamo in un CSS ad Argenta in Provincia di Ferrara, quindi anche dal punto di vista logistico abbastanza vicino.

E cosa succede? Che quando avevamo la plastica buona ci veniva pagata 320 euro a tonnellata; nel momento in cui la plastica ha perso di qualità, siamo stati costretti, come diceva prima il collega Lentini, a trovare un altro impianto, un cosiddetto CC, a Montebello Vicentino, quindi ci prendiamo tutti i giorni la Valdastico per portare là la plastica meno buona, che però ci viene pagata 212 euro a tonnellata. E perché?

Perché il gestore di quell'impianto di Montebello Vicentino dice “Io la plastica la devo trattare, perché non è plastica pura, quindi ho il mio personale, ho i miei ammortamenti, ho le mie spese, ho il mio guadagno e quindi io non ti posso dare quello che ti davano le piattaforme CSS di recupero della plastica pura”.

Siccome in Provincia di Rovigo produciamo circa 9.000-10.000 tonnellate di plastica fra virgolette buona, e siccome la matematica non è un'opinione, 100 euro persi per 9.000-10.000 tonnellate anno è un milione di euro. I conti sono sempre molto semplici.

Questo è un problema enorme perché oggi potevamo venire qua a dire a questo Consiglio Comunale che, non voglio mancare di rispetto agli altri 49 Comuni della Provincia di Rovigo, ma è il Consiglio Comunale che rappresenta il socio di maggioranza di Ecoambiente, che il ribasso tariffario non sarebbe stato dell’1,8%, ma sarebbe stato del 4% se noi avessimo avuto questo milione di euro di ricavi sulla plastica. Volete sapere la mia personale chiave di lettura?

La do senza problemi, sapendo che non ho la verità in tasca, mi sono già più volte confrontato anche con il Consigliere Frigato. Il mio timore è che purtroppo, dovendo raggiungere target di produzione di secco molto elevati, i nostri concittadini purtroppo, per cercare di raggiungere questi target, voi sapete n+2, quindi nella mia famiglia siamo in tre, io so che posso conferire il secco con la tariffa flat cinque volte, dal sesto scarico devo pagare.

Io non vorrei che i nostri concittadini, per cercare di stare nel conferimento flat, fossero portati a cercare di buttare dentro nella plastica qualcosa che plastica non è.

Ripeto, la verità in tasca non ce l'ha nessuno, ma questo è un dubbio molto grande che mi viene, e proprio per questo motivo, proprio perché stiamo cercando da dieci mesi di fare campagne informative anche pressanti sulla stampa, sui mass media, attraverso calendario, attraverso l'APP, ma i risultati per il momento non ci sono; in modo informale, interloquendo con il Consiglio di Bacino, abbiamo proposto in modo informale - questa cosa è ancora al vaglio del Consiglio di Bacino, perché è il Consiglio di Bacino che deve decidere queste cose, non Ecoambiente - abbiamo qua il Presidente del Consiglio di Bacino, il Consigliere Menon, abbiamo proposto di passare ad n+3 gli svuotamenti minimi del secco.

Quindi allargare un po’ di più ai cittadini polesani la possibilità di conferire secco mantenendo la tariffa cosiddetta flat, quindi non aggiungere altri costi, perché se il cittadino - ripeto, qua la verità in tasca non ce l’ha nessuno e il problema è ancora recente - se il cittadino sa che gli si va un po’ più incontro sulla raccolta del rifiuto secco e su quello che deve pagare per il secco, potrebbe essere che è un po’ più portato a conferire la plastica senza contaminazioni.

Da questo punto di vista un riscontro non l’abbiamo ancora avuto, per quanto la proposta sia stata di poche settimane fa. Altre possibili soluzioni venivano chieste dal Consigliere Avezzù. Io faccio presente che a mio modo di vedere il problema è legato al 99% alle utenze domestiche.

Noi abbiamo circa 100.000 utenze domestiche in Provincia di Rovigo. Voi capite che uno può anche dire “Inizia a fare dei controlli a campione”, per carità, ma 100.000 utenze che conferiscono la plastica, andarle a controllare non è un lavoro di poco conto.

Non è che se io alzo il sacchetto e dico all'operatore “Guardalo bene il sacchetto giallo della plastica”, vi garantisco che l'operatore non capisce niente perché, a meno che non ci sia proprio qualcosa che contamina in modo palese la plastica, ma qualcosa tipo un secco o una pseudo plastica, l’operatore con il sacchetto chiuso non lo vede, non lo vede. Quindi anche questi controlli mirati a campione devono essere organizzati davanti a 100.000 utenze in modo molto, molto preciso e puntuale, e anche costoso.

Dal mio punto di vista, se devo recuperare un milione di euro, non avrei nessun problema a investire qualche decina di migliaia di euro per fare questa cosa, tanto per essere chiari. Però non è una cosa banale.

Altra possibile soluzione: andare a inserire un RFID o una sorta di rappresentazione univoca del sacchetto che diamo al signor Eugenio Boschini, che abita a Castelmassa in Via Oberdan, il quale sa però che è controllato, nel senso che il suo sacchetto della plastica è il suo e quindi Ecoambiente volendo, se apre quel sacchetto per fare dei controlli, sa, essendo in modo univoco assegnato al signor Eugenio Boschini, che se nella plastica c'è un problema, quel problema l'ha creato lui.

Allora forse ancora a monte dei controlli in modo univoco, come abbiamo fatto per tutti i contenitori delle varie tipologie dei rifiuti, a partire dal secco, non dico a far paura ai cittadini e alle utenze, però a dire “Stai attento che anche sulla plastica io so che tu il 13 aprile mi hai dato il sacchetto, l'ho controllato e c'è stato un problema”, anche questo potrebbe essere quantomeno un deterrente a monte degli eventuali controlli a campione.

Al momento tante altre idee, Avvocato e Consigliere Avezzù, non me ne sono avute e non ce ne sono avute. Penso che qualcosa abbiamo già detto però. Questo è un problema brutto.

Lo ripeto brutto, perché rinunciare con tutti gli sforzi che sono stati fatti ad oggi ad un milione di euro, è veramente una bruttissima cosa, perché gli sforzi sono stati importantissimi da parte di tutti i cittadini polesani e vedere persi questi sforzi con un danno economico importante è veramente un problema. Io non ho speso ancora nessuna parola sul progetto di miglioramento e decoro. Allora ci tengo, visto che siamo andati sull'argomento, a descriverlo molto, molto brevemente.

Non c'è nulla di straordinario, non è stato inventato nulla. L'unica cosa che è stata detta è: in modo evidente, nelle isole ecologiche del centro storico di Rovigo e dei quartieri che sono contermini al centro storico, c'è dell'abbandono di rifiuti.

Questa è una cosa che si sa storicamente nel senso che quando, ancora prima di passare a porta a porta totale, nei 49 Comuni della Provincia c'erano delle isole ecologiche in giro per i territori comunali, sembra impossibile, ma le isole ecologiche diventano ricettacolo di abbandono di rifiuti.

E guardate che molte volte, e questo me lo dicono gli operatori ma so che è così, c'è il sacchetto fuori dal contenitore, dal cassonetto, e il cassonetto o è vuoto, o è pieno per metà, ma la motivazione per cui quel rifiuto abbandonato è lì non sussiste, perché i contenitori sarebbero ancora in grado di ospitare i rifiuti.

Quindi c'è un grado di inciviltà, come veniva giustamente ricordato anche dal Consigliere Crivellari, grandissimo e da questo punto di vista la soluzione che si è pensata è stata quella di aumentare i giri di rifinitura, che significa operatori con le vaschette, che dalle sei del mattino alla mezzanotte passano per fare la pulizia delle isole ecologiche. Non si è inventato assolutamente niente.

Si è solo cercato di dire “Possiamo ottimizzare per cercare di creare delle economie e non aumentare le tariffe, i costi, per fare in modo che questi passaggi ulteriori non aggravino le tariffe ai cittadini di Rovigo?”.

La soluzione è stata quella di provare quindi ad intervenire sugli svuotamenti delle isole ecologiche, sia con i cassonetti da 1.700, che con i cassonetti stazionari da 3.200, per cercare di limare il più possibile gli svuotamenti di queste isole ecologiche e quindi ridurre i costi da una parte, aumentarli dall'altra, ma compensandosi questi costi in più con costi in meno, fare in modo che le tariffe fossero quantomeno non da incrementare. Il progetto è sperimentale, ma non significa che fra sei mesi ci si fermerà.

E’ stato chiamato, e l'ho voluta io questa cosa, progetto sperimentale perché è una cosa nuova, che fino ad oggi non era stata fatta - ripeto, nulla di trascendentale - i sei mesi servono per vedere se deve essere in qualche modo rivisto, se lo abbiamo troppo implementato e quindi si può togliere qualcosa rispetto a quello che abbiamo pensato; anche la stessa pulizia dei portici era una cosa - ne parlavo con il Sindaco Cittadin qualche settimana fa - era una cosa che fino a una decina d'anni fa si faceva, Ecoambiente ha la dotazione della lava cassonetti per fare la pulizia dei portici.

In modo molto banale si è pensato, avendo il mezzo, avendo gli uomini, di rifare questa cosa con una cadenza quindicinale. E quindi si è partiti per fare questa cosa perché giustamente, come diceva anche il Sindaco, con queste pulizie una tantum si va poco avanti e i risultati si vedono poco. Sicuramente con una pulizia quindicinale le cose possono cambiare.

Le strategie dell'azienda al momento su questo piano emergenziale sono quelle che ho detto. Dopo, se vogliamo parlare di strategie dell'azienda, Consigliere Crivellari, a 360 gradi, io ricordo sommessamente che questa azienda è da circa tre anni che ha un piano industriale da rivedere, perché con il Decreto Legislativo 201/2021 la revisione del piano industriale sarebbe triennale e quindi, se vogliamo parlare di strategie, credo che sarebbe anche giunta l'ora di farlo. Grazie.

Intervento n. 122
Pagina 51
Punto 4

Audizione Consiglio di Amministrazione Ecoambiente Srl”. Pag. 23 2

Direttore tecnico Ecoambiente Srl

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Consigliere Folchini… INTERVENTO: E’ andata via.

Intervento n. 123
Pagina 51
Punto 4

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Rispondo o no?

Intervento n. 125
Pagine 51–53
Punto 4

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Ok, velocemente. Giustamente il Consigliere ha notato che nella proposta di budget è stato indicato una scadenza della discarica di Villadose a fine 2029 e chiedeva soluzioni e strategie per il dopo,. Partendo dal presupposto che bisogna sempre stare molto attenti perché da diversi anni la pianificazione degli smaltimenti è passata dalle Province alla Regione Veneto, e quindi la cabina di regia sugli smaltimenti è regionale, e quindi non si può cercare di programmare se non in accordo con la Regione.

Ci sono stati dei passaggi anche scritti con il Comune di Villadose e con il Consiglio di Bacino per il dopo, nel senso che è stata prevista dal Comune di Villadose, Consiglio di Bacino e da Ecoambiente, ancora prima del mio arrivo in Ecoambiente, una sorta di ribaulatura delle discariche Taglietto 0 e Taglietto 1, per andare a profilare con un'unica morfologia le due discariche che oggi sono appoggiate l'una dall'altra con un canalone centrale che potrebbe provocare ristagno di acqua e quindi la sovraproduzione di percolato.

Questa ribaulatura potrebbe garantire, da conteggi fatti, altri 2-3 anni di conferimenti a Villadose. Ne parlavamo anche durante l'Assemblea di venerdì con il Sindaco Barison. Questo significa, per rispondere al Consigliere Folchini, che l'orizzonte temporale degli smaltimenti in discarica dovrebbe abbastanza serenamente arrivare al 2032-2033, direi anche nel rispetto del piano regionale attuale, perché stiamo parlando di una discarica esistente e non di una nuova discarica.

Sull’acquisto dei bidoni e le considerazioni che ha fatto il Consigliere Folchini, nella raccolta con tariffa puntuale nei centri storici, o si attua il porta a porta, cosa che non è stato deciso di attuare nel centro storico di Rovigo, in moltissimi casi si usano i cassonetti con calotte.

E quindi per quanto, Consigliere Folchini, questa soluzione non sia tecnicamente piaciuta, posso confermare anch'io che non è il massimo per gli scarichi il conferimento dei rifiuti, però la prassi comune in soluzioni di questo tipo è quella di ricorrere alle calotte. Al Consigliere Avvocato Biasin, scherzando volevo chiederle se si è messa d'accordo con mia moglie che mi chiede “Ma cosa fai in Polaris e cosa fai in Ecoambiente?”, non vedendomi mai a casa.

Mi permetta questa battuta, naturalmente assolutamente scherzosa. Sul tempo dedicato alle due Società, naturalmente lei mi insegna che un Dirigente non va a cronometrare il tempo che dedica in un'azienda o nell'altra. La volontà è quella di cercare in questo modo, in questo momento, da quando sono stato nominato, ottobre 2025, di dare risposta alle necessità di entrambe le aziende, se è necessario lavorando anche il sabato, anche la domenica, tanto con lo smart working di problemi non ce ne sono.

Credo che sia interessante sottolineare che rispetto all'assetto precedente l’Ingegner Giacetti, Direttore tecnico di Ecoambiente, e Eugenio Boschini, Direttore Generale di Polaris, il risparmio per Ecoambiente è di circa 120.000 euro all'anno. Penso che anche questa sia una cosa assolutamente da considerare.

L'incompatibilità di Boschini e di Patergnani sono al vaglio del Professor Colombari, a cui è stato chiesto per iscritto, docente di diritto amministrativo dell’Università di Bologna, alla luce anche della missiva inviata dall'allora Presidente Frigato a tutti i Sindaci del Polesine, non so se l’Amministratore Delegato Patergnani ha avuto modo di parlare con il Professor Colombari, ma la risposta ai quesiti posti arriverà credo nel giro di qualche settimana e quindi naturalmente sarà inviata, come ha fatto l'ex Presidente Frigato, a tutti i Comuni, compreso il Comune di Rovigo.

Ad oggi è agli atti il parere dell’Organismo di vigilanza ex Decreto Legislativo 231 che non ha sollevato dubbi o perplessità sul fatto del doppio ruolo in Ecoambiente e in Polaris.

Per quanto riguarda la distribuzione degli utili Polaris, la scelta dei Soci - dopo mi dirà sia l’ex Frigato, che l’Amministratore Delegato Patergnani diranno la loro - mi pare di poter dire che la scelta sia stata quella, da parte del socio di Ecoambiente, visto che Polaris ha un piano industriale fermo dal 2022, di lasciare, visto anche la positività del bilancio espresso da Ecoambiente, di lasciare gli utili alla Società.

Questo è accaduto con il bilancio 2024 a fronte di un utile al netto delle imposte di 450.000 euro. Per quanto concerne l'esercizio 2025, il bilancio è stato approvato in data 31 marzo 2026 dal Consiglio di Amministrazione; entro il 30 aprile sarà approvato dall'Assemblea dei Soci, se l'Assemblea dei Soci lo vorrà approvare, e il bilancio chiude con 300.000 euro di utile netto in più rispetto al 2024. Quindi Polaris ha chiuso il proprio bilancio con 750.000 euro di utile netto.

E’ un'azienda sana, in salute, che anche lei meriterebbe forse un piano industriale di lungo respiro approvato e che si parli il più possibile con la revisione del piano industriale di Ecoambiente perché, se non si riesce a fare questa cosa fra madre e figlia, Ecoambiente e Polaris, credo che non si lavori nel migliore dei modi. Sulle scuole, l'aveva detto la Consigliere Folchini, il Dottor Lentini mi ricorda il discorso delle scuole.

Ecoambiente è impegnata da anni nella campagna informativa anche nelle scuole; lo svolge andando a intercettare centinaia e centinaia di alunni di tutte le scuole di ogni ordine e grado, e quindi sicuramente il Consiglio del Consigliere Folchini sarà ben accolto, ma già Ecoambiente sta facendo questo da anni e quindi continuerà anche con il supporto del Consiglio di Bacino in questa attività. Per quanto riguarda lo scambio, le interlocuzioni con il Consiglio di Bacino per la revisione del piano industriale.

Al Consiglio di Bacino è stata data una risposta che ritengo molto semplice. Chiaro è che il Consiglio di Bacino è il deus ex machina del controllo/programmazione del ciclo integrato dei rifiuti in Provincia di Rovigo. Su questo non ci piove.

Al Consiglio di Bacino è stato detto questo “Guarda che, prima di poter sottoporre alla tua attenzione le linee guida per la revisione del piano industriale, essendo Ecoambiente conformata come Società in house providing, deve prima chiedere ai suoi Soci se queste linee guida vanno bene o no, perché sarebbe non corretto dal punto di vista amministrativo se il Consiglio di Amministrazione si approvasse le sue linee guida e, inauditi i suoi Soci, che in un'azienda in house sono i padroni della Società, iniziasse a interloquire con il Consiglio di Bacino”.

Quindi di fatto nella risposta che il Consigliere Avvocato Biasin citava, al Consiglio di Bacino è stato detto “Assolutamente sì, il Consiglio di Bacino riceverà le linee guida per la revisione del piano industriale, ma lo farà un minuto dopo che queste linee guida sono state verificate e valutate dai Soci che in una Società in house sono coloro i quali stabiliscono il destino e il futuro delle aziende di cui sono Soci”. Forse dovrei aver risposto tutto per quanto riguarda l’Avvocato Consigliere Biasin.

Non so quanto possa rispondere io al Consigliere Merlo. Non mi risulta che il finanziamento delle banche forse finalizzato all’impianto di digestione anaerobica, non mi risulta questo. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 126
Pagina 53
Punto 4

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Sto dicendo che non mi risulta. Non ho sollecitato nel mio precedente intervento la realizzazione dell'impianto per quanto riguarda il trattamento di quelle circa 15.000 tonnellate di verde che mancano, non vorrei aver fatto passare un concetto che non volevo esprimere. Io ho fatto una fotografia della situazione per dire: ad oggi, quando l'impianto sarà finito, mancheranno ancora da trattare circa 15.000 tonnellate.

Ecoambiente spendendo X ed ampliando l'impianto può farlo autonomamente, oppure come fa da 10-15 anni a questa parte continuerà a fare delle gare per lo smaltimento del verde residuale. Però non mi pare di aver sollecitato la realizzazione di questo impianto. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 128
Pagine 53–54
Punto 4

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Per quanto riguarda il piano industriale e le previsioni di piano industriale poi non rispettate, vada a vedere - quando vorrà e quando potrà - lo sviluppo della tariffa euro/abitante/anno prevista nel piano industriale, è una delle ultime pagine del piano industriale, e poi veda la tariffa che stiamo applicando. Oggi stiamo parlando di 150 euro/abitante/anno previsione di piano industriale, oggi siamo a 174.

Il piano industriale prevedeva un digestore anaerobico con produzione di biogas e produzione di energia elettrica; non si farà energia elettrica ma si farà biometano. E’ stata chiesta un'autorizzazione in Provincia da 50.000 tonnellate di trattamento all'anno senza chiedere niente ai Soci e con un solo passaggio in Consiglio di Amministrazione; i Soci nulla sapevano delle 50.000 tonnellate autorizzate dalla Provincia.

Ci si è fatti autorizzare, contrariamente a quello che prevedeva il piano industriale approvato nel 2021, anche un impianto con lo stesso PAU, un impianto di trattamento della frazione secca, carta, vetro, legno, terre da spazzamento, per un totale di circa 50.000 tonnellate, quando il piano industriale prevedeva un trattamento di 18.300 tonnellate. E’ chiaro che c'è una discrasia fra quanto previsto nel piano industriale su questi punti che le ho elencato e quanto poi è stato fatto. Irreparabile la situazione?

Assolutamente no, però una Società in house deve fare quello che vogliono i Soci, e i Soci su certe scelte devono essere sempre e comunque informati e devono alzare la mano per votare, esprimere la loro opinione, perché altrimenti la Società rischia di perdere l’in house. E mi collego alla risposta data anche all’Avvocato Biasin. Io non ho altro da dire.

Intervento n. 143
Pagina 62
Punto 4

Audizione Consiglio di Amministrazione Ecoambiente Srl”. Pag. 23 2

Direttore tecnico Ecoambiente Srl

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Giuro che sarò rapidissimo. Per rispondere al Consigliere Borgato, io credo che non sia assolutamente un problema rendere edotti i Consiglieri comunali della relazione dell’Ingegnere Giacietti, che quindi verrà trasmessa senza alcun problema.

Per quanto riguarda le interlocuzioni con il MASE, sono già iniziate da tempo perché in effetti, come diceva lei, si sta pensando già da diversi mesi a questo aspetto del 30 giugno e a come affrontarlo, quindi le interlocuzioni sono in corso, ma al momento, come dicevo in uno dei miei primi interventi, il MASI non si sta pronunciando, ma non è che non si sta pronunciando con noi, non si sta pronunciando da Palermo a Bolzano.

Come lei ben diceva, ci sono addirittura i progetti finanziati dove non sono ancora stati fatti gli espropri, dove non hanno ancora ottenuto l'autorizzazione ad avviare la costruzione dell'impianto, quindi situazioni anche molto peggiori rispetto a quello a cui si trova Ecoambiente, però al momento la verità unica è che il MASE non si sta pronunciando e l'unica cosa che dice è “Lavorate a testa bassa e considerate al 30 giugno come la data ultima”. Non posso aggiungere nulla di più perché null'altro so.

Per quanto concerne il piano straordinario di miglioramento e decoro, e dopo chiudo, i cittadini di Rovigo non pagano la stessa tariffa degli altri cittadini polesani perché, come succede per Rovigo, per Adria, per Lendinara, per Badia Polesine, tutti quei Comuni importanti con un centro storico importante hanno deciso, oltre ai servizi standard, di aumentare la tariffa con dei servizi proprio per il miglioramento e decoro dei centri storici.

Quindi i cittadini di Rovigo non pagano quello che pagano gli altri cittadini, In termini di contabilità industriale proprio becera, per vedere se si poteva mantenere la tariffa invariata, sono stati aggiunti dei servizi che sono questi passaggi al pomeriggio fino alle 24 con la navetta per pulire le isole ecologiche, e abbiamo cercato delle efficienze per lo svuotamento sia dei cassonetti da 1.700 che di quelli stazionari da 3.200.

Combinando l’aumento dei costi da una parte e i risparmi come svuotamenti delle isole ecologiche dall'altra, siamo riusciti a ottenere una patta. Nulla di più e nulla di meno.

Intervento n. 145
Pagina 63
Punto 4

Audizione Consiglio di Amministrazione Ecoambiente Srl”. Pag. 23 2

Direttore tecnico Ecoambiente Srl

Leggi intervento

Mi ero dimenticato, chiedo scusa. Mentre lei parlava, Consigliere, sono andato sul sito del Comune di Rovigo, lei l'ha detto. Io, oltre a confermare che c'è e a confermare che Ecoambiente, nel momento in cui viene informata della carcassa da Melara a Porto Tolle, interviene rapidamente. non in prima persona, ma ha una convenzione con un'azienda che si occupa di questi servizi.

Io concordo con quanto da lei evidenziato però, come è riportato anche correttamente nel sito del Comune di Rovigo, Ecoambiente il servizio lo fa. Più di questo io sinceramente non saprei cos'altro aggiungere.

14 marzo 2017

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 90
Pagine 36–37
Punto 2

RelazionI del Commissiario Liquidatore e del Direttore del Consorzio RSU - Discussione”.....27

Dirigente Tecnico Consorzio RSU

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Buonasera a tutti, molto velocemente, la legge, il Decreto Legislativo 36 del 2003, articolo 15, pre- vede che tutti i costi per realizzare una discarica siano coperti dalla tariffa. La tariffa industriale del- la discarica di Taglietto 1 è stata approvata dalla Provincia di Rovigo nel maggio del 2013 ed è pari a 75,83 euro a tonnellata. In quei costi per la realizzazione della discarica c’era anche il primo lotto che è stato bandito come gara, come lavori dal Consorzio RSU.

Allora, delle due l’una: o quando Ecoambiente per legge incamera la tariffa, che copre tutti i costi di realizzazione della discarica, sempre per legge, e la quota parte, che sono i costi sostenuti dal Con- sorzio, li gira al Consorzio oppure Ecoambiente non rispetta la norma perché si tratterebbe di un in- debito arricchimento o di una appropriazione indebita. La tariffa copre per legge tutti i costi.

Se Ecoambiente introita la tariffa, anche in riferimento ai costi sostenuti dal Consorzio e non gira que- ste risorse al Consorzio RSU, è chiaro che questa quota parte di tariffa viene indebitamente introita- Pag. 36 di ta.

Quindi, a favore di legge, nel rispetto della legge e, cito l’articolo 15 del Decreto Legislativo 36 del 2003, Ecoambiente deve ristorare il Consorzio dei costi che il Consorzio ha sostenuto per realizzare la discarica perché il Decreto Legislativo 36 del 2003, che è la norma che regolamenta l’attività del- le discariche e che recepisce direttive europee e di settore, prevede che tutti i costi vadano in tariffa.

Se voi andate a vedere la tariffa, approvata dalla Provincia di Rovigo, con determina dirigenziale del maggio 2013, quei costi hanno la tariffa all’interno anche costi del primo stralcio.

Quindi quan- do il 2 aprile 2016 è partita Taglietto 1 ed Ecoambiente ha iniziato a fatturare e a incassare la tariffa e quindi in funzione delle tonnellate conferite il costo ai Comuni dello smaltimento, lì dentro, lì dentro, defalcato il contributo regionale, che naturalmente non può essere inserito nella tariffa per- ché è contributo regionale a fondo perduto e non può entrare in tariffa, da questo punto di vista Ecoambiente, a partire dal 2 aprile 2016, giorno in cui sono iniziati i conferimenti in discarica, ha iniziare a introitare anche quello che il Consorzio stava sostenendo o aveva già sostenuto per le ope- re di primo stralcio.

Quindi non è pensabile e possibile che Ecoambiente introiti una tariffa che ha al proprio interno il post mortem per trent’anni, la realizzazione delle prossime vasche, il personale, il percolato, i mezzi e anche i costi di primo stralcio e quei costi che non ha sostenuto Ecoambiente ma che ha sostenuto il Consorzio, Ecoambiente non li ristori al Consorzio perché allora vuol dire che o c’è una tariffa gonfiata, ma sappiamo che non è così, oppure c’è una tariffa che tiene conto di tutti i costi, e questo è un obbligo di legge, e questo è un obbligo di legge.

E questi costi debbono essere in quota parte debbono essere sostenuti e girati al Consorzio. Per rispondere al suo quesito... (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 92
Pagina 37
Punto 2

RelazionI del Commissiario Liquidatore e del Direttore del Consorzio RSU - Discussione”.....27

Dirigente Tecnico Consorzio RSU

Leggi intervento

Finisco di rispondere. Attualmente Ecoambiente ha liquidato al Consorzio 700.000 euro che sono pari al canone di concessione relativo agli anni 2016 - 2017 della discarica, Taglietto 1, in funzione di una convenzione approvata e sottoscritta dai soci di Ecoambiente l’11 novembre 2015. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 94
Pagine 37–38
Punto 2

RelazionI del Commissiario Liquidatore e del Direttore del Consorzio RSU - Discussione”.....27

Dirigente Tecnico Consorzio RSU

Leggi intervento

Io sto parlando di un canone di concessione che in tariffa non era previsto... (Voce incomprensibile dall’Aula) Se posso finire di parlare, sto parlando di un canone di concessione che era previsto dalla conven- zione del novembre 2011 e che Ecoambiente ha regolarmente pagato.

Stiamo parlando di 700.000 euro, però, siccome questi 700.000 euro non sono sufficienti per pagare tutte le opere di primo stral- cio, con l’accordo del 27 febbraio 2017, Ecoambiente si è incaricata di ristorare il Consorzio anche di quanto manca ancora per pagare le opere di primo stralcio, tolti i 700.000 euro già liquidati per- ché, come ribadito precedentemente, Ecoambiente sta introitando una tariffa, e quindi questa quota parte di introito tariffario deve essere ristorata al Consorzio Rifiuti. Pag. 37 di

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.