Avvocato Consigliere Tosini, Ecoambiente negli ultimi anni ha fatto qualcosa di enorme secondo me, e lo dico io che sono arrivato da poco, quindi non lo sto certo dicendo prodomo mia: 16 milioni di contributo ottenuto per il digestore, milioni di euro per progetti relativi all’implementazione della tariffa puntuale ottenuti dal MASE e quasi tutti ormai rendicontati, milioni di euro ottenuti per rifunzionalizzare ecocentri o per fare ecocentri nuovi, quindi nel corso degli ultimi quattro anni Ecoambiente ha dovuto affrontare un lavoro enorme partendo dal presupposto che quasi praticamente tutte le istanze prodotte ai fini PNRR prodotte al MASE, hanno avuto dal MASE una risposta positiva e quindi l'azienda ha dovuto portare avanti tutta la mole di lavoro conseguente all'ottenimento di questi contributi.
Quindi per rispondere alla richiesta che lei ha fatto di motivare i ritardi, una cosa che posso dire, ci tengo a ribadire quello che ho detto in premessa: da persona che ha iniziato a muoversi all'interno di Ecoambiente ad agosto 2025, ma l'ho visto con i miei occhi già da agosto, l’azienda ha dovuto affrontare negli ultimi anni una mole di lavoro molto, molto, molto consistente.
Che questo abbia potuto produrre dei ritardi nella progettazione dell'impianto di Sarzano, nella richiesta di autorizzazione alla Provincia, nell'espletamento della procedura di aggiudicazione, potrebbe anche essere perché, rispetto alla pianificazione che ci si era prefissati, i tempi sono stati totalmente diversi. Una cosa che ho detto e che ribadisco è che questo impianto, una volta che i Sindaci nel gennaio 2021 hanno approvato il piano industriale, questo impianto si sapeva che era da realizzare.
Non si sapeva del contributo PNRR. Quindi quando i Sindaci hanno approvato il piano industriale, gennaio 2021, l’infrastruttura, l'impianto più consistente e più importante del piano industriale era questo. Quindi stiamo parlando di cinque anni fa e stiamo parlando di lavori, lo ribadisco, partiti a ottobre 2025.
Quindi per cercare di rispondere, e dopo lo farà sicuramente anche il Consigliere Frigato, per cercare di rispondere e dare qualche motivazione in più, le dico quello che le ho appena detto. Per quanto riguarda i rifiuti abbandonati, certo che è compito di Ecoambiente, assolutamente sì.
Se parliamo di rifiuti abbandonati lungo gli argini o nelle golene, Ecoambiente bisogna che abbia la segnalazione di questi abbandoni, perché purtroppo Ecoambiente non riesce autonomamente con il proprio personale a verificare questa cosa. Non per niente con la l'APP Junker c'è la possibilità, e tutti i cittadini che hanno scaricato l'APP lo possono fare, di georeferenziare l'abbandono e l'azienda interviene. Devo dire che interviene anche molto rapidamente.
Quindi la risposta è: assolutamente sì, è compito di Ecoambiente. Ecoambiente lo fa da Melara a Porto Tolle in tutta la Provincia. La collega Ingegner Contri mi faceva presente - l’Ingegner Contri è la nostra responsabile insieme al Dottor Lentini della regolazione e del controllo di gestione - mi faceva presente che il 33% degli abbandoni della Provincia sono nel territorio di Rovigo.
Quindi anche questo è un dato che è molto significativo almeno dal mio punto di vista. Nel momento in cui arrivano le segnalazioni, Ecoambiente interviene prontamente. Al Consigliere Avezzù rispondo che ha totalmente ragione sulla vetustà dei mezzi: l'età media della nostra flotta è di circa 9,3 anni; abbiamo però dei mezzi diversi che hanno un'età di 18-19, anche 20 anni.
E’ chiaro che un'azienda, che non ha un budget approvato, fa fatica a realizzare investimenti e, come diceva giustamente l’Amministratore Delegato, Ecoambiente nel 2024 non ha avuto il budget approvato e nel 2025 ha avuto il budget approvato il 15 dicembre. Quindi è stato già, permettetemi, motivo di grande soddisfazione il fatto che 10 aprile, quattro giorni fa, di avere il budget approvato, perché questo può dare respiro sicuramente all’azienda sul fronte degli investimenti.
E per rispondere al Consigliere Avezzù, ma l'avrà sicuramente visto, nel budget 2026 sono previsti circa tre milioni di euro di rinnovo parco mezzi, non solo parco mezzi ma anche attrezzature correlate alle attività di raccolta e trasporto.
Il problema della plastica è un problema che è brutto, brutto, brutto, perché abbiamo fatto tantissimi sforzi - io dico abbiamo come cittadino polesano, nato e cresciuto in Polesine - siamo arrivati all’82% di raccolta differenziata che sembrava un dato fino a pochi anni fa impossibile. Guardavamo tutti la Provincia di Treviso quasi come fosse un esempio non raggiungibile. Oggi Treviso mi pare sia all’86-87%, quindi siamo arrivati vicini.
Questo è stato uno sforzo che hanno fatto tutti e 230.000 abitanti del Polesine. Dopo perdiamo un milione di euro di ricavi, perché?
Perché la plastica è contaminata da materiale, o che è plastica non recuperabile, o che è non plastica, perché lì dentro si trovano anche bucce di banana, arance marce, carta che usiamo in cucina sporca di olio, che tutto è tranne che plastica, e quindi questo ha comportato, visto che giustamente Corepla ti paga la plastica, ma te la paga se la qualità è buona, e quindi con periodicità Corepla fa controlli, come è giusto che sia, per vedere che la plastica abbia un certo grado di purezza; da febbraio dell'anno scorso ci è stato comunicato che la plastica non poteva andare più nelle piattaforme di recupero della plastica pulita, cosiddette CSS, centro di smistamento e stoccaggio; noi andavamo in un CSS ad Argenta in Provincia di Ferrara, quindi anche dal punto di vista logistico abbastanza vicino.
E cosa succede? Che quando avevamo la plastica buona ci veniva pagata 320 euro a tonnellata; nel momento in cui la plastica ha perso di qualità, siamo stati costretti, come diceva prima il collega Lentini, a trovare un altro impianto, un cosiddetto CC, a Montebello Vicentino, quindi ci prendiamo tutti i giorni la Valdastico per portare là la plastica meno buona, che però ci viene pagata 212 euro a tonnellata. E perché?
Perché il gestore di quell'impianto di Montebello Vicentino dice “Io la plastica la devo trattare, perché non è plastica pura, quindi ho il mio personale, ho i miei ammortamenti, ho le mie spese, ho il mio guadagno e quindi io non ti posso dare quello che ti davano le piattaforme CSS di recupero della plastica pura”.
Siccome in Provincia di Rovigo produciamo circa 9.000-10.000 tonnellate di plastica fra virgolette buona, e siccome la matematica non è un'opinione, 100 euro persi per 9.000-10.000 tonnellate anno è un milione di euro. I conti sono sempre molto semplici.
Questo è un problema enorme perché oggi potevamo venire qua a dire a questo Consiglio Comunale che, non voglio mancare di rispetto agli altri 49 Comuni della Provincia di Rovigo, ma è il Consiglio Comunale che rappresenta il socio di maggioranza di Ecoambiente, che il ribasso tariffario non sarebbe stato dell’1,8%, ma sarebbe stato del 4% se noi avessimo avuto questo milione di euro di ricavi sulla plastica. Volete sapere la mia personale chiave di lettura?
La do senza problemi, sapendo che non ho la verità in tasca, mi sono già più volte confrontato anche con il Consigliere Frigato. Il mio timore è che purtroppo, dovendo raggiungere target di produzione di secco molto elevati, i nostri concittadini purtroppo, per cercare di raggiungere questi target, voi sapete n+2, quindi nella mia famiglia siamo in tre, io so che posso conferire il secco con la tariffa flat cinque volte, dal sesto scarico devo pagare.
Io non vorrei che i nostri concittadini, per cercare di stare nel conferimento flat, fossero portati a cercare di buttare dentro nella plastica qualcosa che plastica non è.
Ripeto, la verità in tasca non ce l'ha nessuno, ma questo è un dubbio molto grande che mi viene, e proprio per questo motivo, proprio perché stiamo cercando da dieci mesi di fare campagne informative anche pressanti sulla stampa, sui mass media, attraverso calendario, attraverso l'APP, ma i risultati per il momento non ci sono; in modo informale, interloquendo con il Consiglio di Bacino, abbiamo proposto in modo informale - questa cosa è ancora al vaglio del Consiglio di Bacino, perché è il Consiglio di Bacino che deve decidere queste cose, non Ecoambiente - abbiamo qua il Presidente del Consiglio di Bacino, il Consigliere Menon, abbiamo proposto di passare ad n+3 gli svuotamenti minimi del secco.
Quindi allargare un po’ di più ai cittadini polesani la possibilità di conferire secco mantenendo la tariffa cosiddetta flat, quindi non aggiungere altri costi, perché se il cittadino - ripeto, qua la verità in tasca non ce l’ha nessuno e il problema è ancora recente - se il cittadino sa che gli si va un po’ più incontro sulla raccolta del rifiuto secco e su quello che deve pagare per il secco, potrebbe essere che è un po’ più portato a conferire la plastica senza contaminazioni.
Da questo punto di vista un riscontro non l’abbiamo ancora avuto, per quanto la proposta sia stata di poche settimane fa. Altre possibili soluzioni venivano chieste dal Consigliere Avezzù. Io faccio presente che a mio modo di vedere il problema è legato al 99% alle utenze domestiche.
Noi abbiamo circa 100.000 utenze domestiche in Provincia di Rovigo. Voi capite che uno può anche dire “Inizia a fare dei controlli a campione”, per carità, ma 100.000 utenze che conferiscono la plastica, andarle a controllare non è un lavoro di poco conto.
Non è che se io alzo il sacchetto e dico all'operatore “Guardalo bene il sacchetto giallo della plastica”, vi garantisco che l'operatore non capisce niente perché, a meno che non ci sia proprio qualcosa che contamina in modo palese la plastica, ma qualcosa tipo un secco o una pseudo plastica, l’operatore con il sacchetto chiuso non lo vede, non lo vede. Quindi anche questi controlli mirati a campione devono essere organizzati davanti a 100.000 utenze in modo molto, molto preciso e puntuale, e anche costoso.
Dal mio punto di vista, se devo recuperare un milione di euro, non avrei nessun problema a investire qualche decina di migliaia di euro per fare questa cosa, tanto per essere chiari. Però non è una cosa banale.
Altra possibile soluzione: andare a inserire un RFID o una sorta di rappresentazione univoca del sacchetto che diamo al signor Eugenio Boschini, che abita a Castelmassa in Via Oberdan, il quale sa però che è controllato, nel senso che il suo sacchetto della plastica è il suo e quindi Ecoambiente volendo, se apre quel sacchetto per fare dei controlli, sa, essendo in modo univoco assegnato al signor Eugenio Boschini, che se nella plastica c'è un problema, quel problema l'ha creato lui.
Allora forse ancora a monte dei controlli in modo univoco, come abbiamo fatto per tutti i contenitori delle varie tipologie dei rifiuti, a partire dal secco, non dico a far paura ai cittadini e alle utenze, però a dire “Stai attento che anche sulla plastica io so che tu il 13 aprile mi hai dato il sacchetto, l'ho controllato e c'è stato un problema”, anche questo potrebbe essere quantomeno un deterrente a monte degli eventuali controlli a campione.
Al momento tante altre idee, Avvocato e Consigliere Avezzù, non me ne sono avute e non ce ne sono avute. Penso che qualcosa abbiamo già detto però. Questo è un problema brutto.
Lo ripeto brutto, perché rinunciare con tutti gli sforzi che sono stati fatti ad oggi ad un milione di euro, è veramente una bruttissima cosa, perché gli sforzi sono stati importantissimi da parte di tutti i cittadini polesani e vedere persi questi sforzi con un danno economico importante è veramente un problema. Io non ho speso ancora nessuna parola sul progetto di miglioramento e decoro. Allora ci tengo, visto che siamo andati sull'argomento, a descriverlo molto, molto brevemente.
Non c'è nulla di straordinario, non è stato inventato nulla. L'unica cosa che è stata detta è: in modo evidente, nelle isole ecologiche del centro storico di Rovigo e dei quartieri che sono contermini al centro storico, c'è dell'abbandono di rifiuti.
Questa è una cosa che si sa storicamente nel senso che quando, ancora prima di passare a porta a porta totale, nei 49 Comuni della Provincia c'erano delle isole ecologiche in giro per i territori comunali, sembra impossibile, ma le isole ecologiche diventano ricettacolo di abbandono di rifiuti.
E guardate che molte volte, e questo me lo dicono gli operatori ma so che è così, c'è il sacchetto fuori dal contenitore, dal cassonetto, e il cassonetto o è vuoto, o è pieno per metà, ma la motivazione per cui quel rifiuto abbandonato è lì non sussiste, perché i contenitori sarebbero ancora in grado di ospitare i rifiuti.
Quindi c'è un grado di inciviltà, come veniva giustamente ricordato anche dal Consigliere Crivellari, grandissimo e da questo punto di vista la soluzione che si è pensata è stata quella di aumentare i giri di rifinitura, che significa operatori con le vaschette, che dalle sei del mattino alla mezzanotte passano per fare la pulizia delle isole ecologiche. Non si è inventato assolutamente niente.
Si è solo cercato di dire “Possiamo ottimizzare per cercare di creare delle economie e non aumentare le tariffe, i costi, per fare in modo che questi passaggi ulteriori non aggravino le tariffe ai cittadini di Rovigo?”.
La soluzione è stata quella di provare quindi ad intervenire sugli svuotamenti delle isole ecologiche, sia con i cassonetti da 1.700, che con i cassonetti stazionari da 3.200, per cercare di limare il più possibile gli svuotamenti di queste isole ecologiche e quindi ridurre i costi da una parte, aumentarli dall'altra, ma compensandosi questi costi in più con costi in meno, fare in modo che le tariffe fossero quantomeno non da incrementare. Il progetto è sperimentale, ma non significa che fra sei mesi ci si fermerà.
E’ stato chiamato, e l'ho voluta io questa cosa, progetto sperimentale perché è una cosa nuova, che fino ad oggi non era stata fatta - ripeto, nulla di trascendentale - i sei mesi servono per vedere se deve essere in qualche modo rivisto, se lo abbiamo troppo implementato e quindi si può togliere qualcosa rispetto a quello che abbiamo pensato; anche la stessa pulizia dei portici era una cosa - ne parlavo con il Sindaco Cittadin qualche settimana fa - era una cosa che fino a una decina d'anni fa si faceva, Ecoambiente ha la dotazione della lava cassonetti per fare la pulizia dei portici.
In modo molto banale si è pensato, avendo il mezzo, avendo gli uomini, di rifare questa cosa con una cadenza quindicinale. E quindi si è partiti per fare questa cosa perché giustamente, come diceva anche il Sindaco, con queste pulizie una tantum si va poco avanti e i risultati si vedono poco. Sicuramente con una pulizia quindicinale le cose possono cambiare.
Le strategie dell'azienda al momento su questo piano emergenziale sono quelle che ho detto. Dopo, se vogliamo parlare di strategie dell'azienda, Consigliere Crivellari, a 360 gradi, io ricordo sommessamente che questa azienda è da circa tre anni che ha un piano industriale da rivedere, perché con il Decreto Legislativo 201/2021 la revisione del piano industriale sarebbe triennale e quindi, se vogliamo parlare di strategie, credo che sarebbe anche giunta l'ora di farlo. Grazie.