Buonasera Consigliere tutti e vi ringrazio dell’attenzione che mi state per dedicare. In risposta alle puntuali domande, mi sento di dire che il monitoraggio è stato fatto e ne ho dato anche una sintesi in sede di Commissione quando ci siamo incontrati settimana scorsa. Per quanto riguarda l’incontro con il coordinatore dei Giudici di Pace, questo l’ho fatto nei mesi scorsi.
Vanno dette alcune cose a integrazione e per informazione di tutti i presenti. Come ho accennato anche in sede di Commissione, gli importi, visto la difficoltà in cui versa l’Amministrazione Pubblica e l’Amministrazione Locale, possono apparire molto elevati, in questa deliberazione stiamo parlando di circa 8.000 euro, altri 4.000-5.000 in quella successiva che grosso modo tratta la stessa materia, e si tratta di 30 sentenze che ci vedono soccombenti.
Va detto che mediamente i verbali che produce la Polizia locale in un anno oscillano tra 40.000 e 50.000. Di questi vengono impugnati di fronte al Giudice di Pace mediamente un centinaio, quindi ci sono 100 cittadini che ritengono di avere da contestare l'attività della Polizia locale a fronte di 40.000-42.000 verbali. Ognuno fa le sue valutazioni, comunque mi sembra tutto sommato una casistica abbastanza limitata.
Di queste 100 persone però, solo una decina ci vedono soccombenti e con anche la necessità di dovere rifondere le spese di giustizia. Quindi noi abbiamo un rapporto tra 40.000-45.000 sanzioni fatte, a fronte delle quali sono solo una decina quelle che ci vedono soccombenti di fronte alla Magistratura.
Per quanto riguarda i Giudici di Pace va detto che nell’incontro che ho avuto con il coordinatore, il coordinatore ha apprezzato questa disponibilità, però ha voluto anche chiarire che anche per i Giudici di Pace vige la regola che c'è per la Magistratura ordinaria, cioè ogni Magistrato è indipendente, quindi la funzione di coordinamento non può essere vincolante nei confronti delle sentenze per cui si può cercare di trovare dei punti di sintesi, però poi se un determinato Giudice di Pace non condivide il punto di vista del suo coordinatore, il coordinatore non ha nessuno strumento, cioè non vi è un rapporto gerarchico per intenderci, però questo passaggio è stato anche fatto.
Va detto anche questo però, che in una parte consistente di sentenze che ci hanno visto soccombenti, i Giudici di Pace non erano di Rovigo ma erano di altre città. Qualcuno dirà “Ma come? E’ possibile appellarsi a Giudici di Pace di altre città?”.
Sì, nel momento in cui quello che si impugna non è il verbale ma è la cartella esattoriale. Per chi non sapesse il meccanismo, qual è? Io faccio un verbale al signor Rossi; il signor Rossi non paga, non fa neanche ricorso; lascia silente il nostro verbale.
Noi abbiamo tempo per poter ingiungere il pagamento attraverso Equitalia, eccetera, eccetera.
Quando noi mandiamo la cartella esattoriale, la cartella esattoriale la mandiamo alla residenza della persona e io qui, proprio per una questione di monitoraggio, volevo dare alcune indicazioni, senza nulla togliere, di un ricorso a Verona, un altro a Messina, un altro a Taurianova, un altro al Giudice di Pace di Lentini, con i quali evidentemente un coordinamento diventa difficile immaginare, e il più delle volte questi ricorsi sono fatti su aspetti di natura formale, che non sempre ci vedono d’accordo, quindi con questo cerco di dare anche una risposta alla seconda domanda.
Ogni volta che non concordiamo con i Giudici di Pace, noi adiamo al Giudice di livello superiore? No, non sempre, anche perché andare in contenzioso in un’altra Regione significa gravare di spese l’Amministrazione anche nell’eventualità in cui dovessimo avere ragione, perché significa chiaramente nominare un Avvocato e così via, e le situazioni sono abbastanza particolari.
Se posso rubare soltanto trenta secondi a titoli esemplificativo, anche perché ha colpito pure me questa cosa, io mi sono trovato di fronte ad una sentenza di un Magistrato (non è di Rovigo), che ha dato torto alla Polizia locale di Rovigo perché ha inviato una cartella esattoriale senza la firma autografa, a mano. Allora ho guardato la sentenza e ho visto che la sentenza era una sentenza anch’essa scritta a mano, che mi fa pensare più a un’attività di natura ottocentesca.
Difatti i miei uffici hanno perso anche un po’ di tempo.... (Voce incomprensibile dall’Aula)