Grazie Presidente. Spero con questo intervento di non urtare la suscettibilità di nessuno, non è assolutamente mia intenzione, mi scuso anticipatamente e, per provare a non farlo, la prendo un po’ alla larga per arrivare poi al punto concreto del mio intervento. Delibera.
Si dice “Determinazione dei criteri di tariffazione di accesso”, quindi c'è la parola magica “tariffazione”; parola magica “tariffazione”, quindi si entra nell'ambito - piaccia o non piaccia - tributario, imposte, tasse e tariffe.
Quando si comincia come ogni anno il corso a settembre all’Università di Diritto Tributario, quello progredito, ultimo anno, quindi secondo anno della specialistica, il primo giorno più o meno si presentano - è stato bellissimo quest'anno perché abbiamo ripreso dopo due anni di odiose televisioni - a vederli in faccia i ragazzi e che loro guardavano noi, primo giorno - centinaio - si presenta il programma, secondo giorno la metà, che sono poi quelli più o meno che arrivano a fine corso. Perché?
Perché il primo giorno presenti il programma e, quando presenti il programma, per i più la cosa non è quello che si aspettavano, perché Tributario imparo a fare le dichiarazioni dei redditi, imparo come si fa il costo dell'auto deducibile se sono un'impresa, imparo a calcolare le aliquote nelle Società a responsabilità limitata. Nulla di tutto ciò: questo nel programma di Tributario non c'è. Perché?
Perché è un altro esame, assolutamente obbligatorio, che si chiama Tecnica Professionale. Tutta un'altra roba. E infatti non nascondo, io una dichiarazione dei redditi non so farla, me la fanno, anche la mia.
Allora cosa facciamo? Il giorno dopo si arriva, soprattutto sempre le ragazze che, do atto, sono più sveglie, primo giorno, secondo giorno “Ci potete spiegare - perché siamo in tre poi a tenere il corso - ci potete spiegare esattamente cosa faremo in questi sei mesi, che non facciamo quelle cose là e le fa un altro professore”. Si spiega: sì, tre cose sono.
La prima: si cerca di capire nelle situazioni concrete molto particolari come vanno lette le norme per minimizzare il carico fiscale in capo ai contribuenti, ma non violare le norme. E ovviamente si punta dove adesso, nel 2022, è in campo internazionale, cioè sono le transazioni finanziarie che tu hai da un paese a un altro, e quello che cerchi di andare a focalizzare cosa è equilibrato e opportuno fare, cosa pur andando a rispettare formalmente le leggi, ormai codificato, non lo puoi fare.
Si chiama abuso del diritto, ma non sono qua a parlare di queste cose. Poi dopo c'è una seconda fase che si dice: andiamo a vedere un attimo in questo contesto, in particolari settori economici del nostro paese, come le norme si devono utilizzare. E di questi settori per esempio c'è la grande distribuzione, c'è il settore dell'energia, ci sono gli Enti Locali.
Tocca a me farlo, tutta la parte degli Enti Locali tocca a me. E che cosa racconto ai ragazzi in questi sei mesi? Dico: ragazzi, questi sono i punti: 1) calcolo dell'IMU, fa Tecnica Professionale.
Noi vediamo come si fa una delibera IMU, da noi, io vi insegno tendenzialmente a fare una delibera dell’IMU. Vi insegno un attimo, quando il Comune deve pagare l'IVA, capire quando sì e quando no; capire un secondo dove, come e quando io devo istituire un tributo, perché ci sono delle regole che sono codificate, non te le puoi inventare, non si può improvvisare.
Allora prima regola, e Venezia è l'esempio: tu non puoi mettere un tributo, articolo 53 della Costituzione “Ogni cittadino partecipa alla spesa pubblica in base alla propria capacità contributiva”, ma davanti c'è spesa pubblica: niente spesa pubblica, niente tassazione. Allora il concetto qual è? Il concetto è: io istituiscono una tariffa, un tributo qualsiasi, se e solo se non ho altre scelte.
E’ l'ultima spiaggia. Non posso fare altro per raggiungere un certo scopo. Venezia: pagare il biglietto per entrare a Venezia.
C’è il biglietto oggi per entrare a Venezia? Se ne dibatte, ma si cerca sempre un'altra spiaggia. E’ l'ultima spiaggia, altrimenti devo trovare per un certo obiettivo altre soluzioni.
Quando proprio non ne ho più, allora a quel punto devo ricorrere alla variabile tributaria. 2) Nel momento in cui io decido di farlo, nella costruzione di una delibera, quello che è il dispositivo finale deve avere almeno quattro requisiti. Qua ce ne è uno nel dispositivo finale.
Allora il punto qual è? Ormai siamo quasi a fine esperienza, io ho capito che a parte l’ufficio IMU nella parte attiva, diciamo che ho visto nello sport la gestione dell'IVA, negli impianti sportivi, ho visto la gestione dei flussi finanziari TARI, ora vedo questo, più avanti potrei vedere altre cose. Diciamo che in tante cose belle in questo Ente la variabile tributaria non è il suo cavallo di battaglia.
Questo l'ho capito. Qui è tutto giusto quello che ha detto l’Assessore, ma io sto votando quello che c'è scritto qui. Io questo voto stasera, non un'altra cosa.
E la voto? Sì, la voto, certo la voto, però voto questo, non voto un'altra cosa. Che significa?
Significa che mancando almeno due presupposti, che si vengono delegati alla Giunta è regolare. Non faccio qua il professor di Diritto Tributario, faccio il Consigliere, c'è un Segretario e c'è un Dirigente. Lo decidono loro se va bene o non va bene.
Io quello che dico è che, come una qualsiasi Giunta farà quello che ha detto l’Assessore, una qualsiasi Giunta cambierà quello che ha detto l’Assessore, senza più passare per il Consiglio. Questa è la penalità, cioè mancano i requisiti. Qual è la pena?
La pena è che si delega alla Giunta forse cose che non sono di competenza della Giunta. E quindi, se va tutto bene, voto questa per fare quello che ha detto l’Assessore, ma lo voto volentieri. So però perfettamente che nel 2025 basta una Giunta per cambiare tutto.
Due: è un'entrata vincolata? Cioè i proventi vanno? Se sarà sì o no, non lo voto io, non lo voto io.
Quindi tradotto, ha ragione la collega Biasin: alla fine i numeri che si muovono sono molto bassi, e non sarà questo che farà negare il mio voto per un valore che, anche secondo me, è estremamente labile. Purtroppo dal punto di vista statistico resta una cosa, che non è mica colpa della Giunta, perché qua non è che l’ha scritta l’Assessore questa delibera, però il problema c'è, cioè c'è un problema, secondo me ripeto, ma è un dato, non è un'accusa, ci mancherebbe altro, non è un'accusa assolutamente.
E’ un qualcosa su cui riflettere. Sul fiscale, ormai dopo tre anni, c’è un po’ da migliorare. Ho finito.
Comunque la voterò alla fine.