Buon pomeriggio a tutti. Allora, la chiacchierata odierna o l'illustrazione che adesso cercherò di fare, mira a rispondere ai due quesiti che sono pervenuti in Azienda, posti da alcuni Consiglieri Comunali, e riguardano, l'abbiamo messo nella presentazione, il “Piano Industriale” e dopo “Illustrazione politica dei rifiuti a livello comunale e prospettive provinciali”.
Allora, preliminarmente volevo un attimo esporre quella che sarà la mappa della chiacchierata o il percorso logico che si cercherà di seguire nell'esposizione. Quindi, prima di tutto si cercherà di dare una definizione teorica di Piano Industriale, cioè che cos'è un Piano Industriale e come si compone, dopodiché dall'applicazione teorica andremo ad applicare al caso ASM quelli che sono i requisiti essenziali di un piano industriale.
Successivamente andremo a guardare, data l'applicazione di quelli che sono gli elementi tecnici aziendali, di quali possono essere le strategie future della società. Dico il “posso” perché possono, perché vedremo alla fine che non ci sarà una soluzione, ci saranno delle soluzioni che vengono proposte al Consiglio. Soluzioni che ovviamente non sono una migliore dell'altra, ma ognuna di queste avrà dei pregi e ognuna dei difetti, ovvero dei punti di forza e di punti di debolezza.
Questa esposizione avrà ovviamente, in quanto questo era il quesito posto, un approfondimento particolare riguardo al settore igiene ambientale, che poi vedremo assieme, si tratterà più che del settore igiene ambientale, della divisione “Servizi pubblici locali”. Partiamo allora. Punto primo: “Definizione di Piano Industriale”.
Qui c'è una definizione presa da quella che è una dottrina economica maggioritaria, si dice che è un Piano Industriale o business plan quel documento o serie di documenti tra loro coordinati, ove vengono stabiliti gli obiettivi strategici di un’impresa e le metodologie operative per conseguirli nel medio periodo, date le opportunità e i vincoli esistenti nell'area di business in cui opera.
Quindi, prima questione, vedere di tradurre questa definizione economica in italiano, cioè vedere che cosa c'è scritto qua sopra. Allora, vediamo di interpretarla ponendo l'attenzione su tre parole, abbiamo un'impresa, degli obiettivi strategici e metodi operativi per conseguirli, medio periodo, opportunità e vincoli. 46 Se non diamo una risposta o una definizione a queste parole, business plan vuol dire tutto e non vuol dire nulla.
“Cos'è un'impresa”? “Che cosa significa medio periodo”? e dopo avremo “Cosa sono le strategie e le metodologie operative, cosa sono opportunità e vincoli”. Alla prima domanda risponderò per ultimo, perché?
Perché se non si pone un minimo di approfondimento sulla definizione di impresa, fra un pochino faremo fatica a comprendere appieno -io dico ad apprezzare appieno- sia la legge Brunetta che il decreto Bersani in tema di società pubbliche. Allora, più semplice è che cosa significa medio periodo. Per la dottrina economico-aziendale in linea di principio si intende un lasso di tempo compreso tra 2 e 5 anni.
Breve periodo è un esercizio, si va dal medio, da 2 a 5, a volte estendibile anche a 6 o 7 per aziende che hanno un'attività produttiva ciclica, ciclica e non modificabile. Il caso classico sono le miniere, dalle miniere sai più o meno cosa ricavi nel momento in cui hai fatto le rilevazioni geologiche. Cosa sono le strategie e le metodologie operative?
In soldoni o per rendere l'idea in modo molto pratico, è semplicemente cosa voglio fare e come lo voglio fare. Quindi, cosa voglio fare e come lo voglio fare tra due e cinque anni. Questo dovremo cercare assieme di sviscerare, sapendo che abbiamo a che fare con delle opportunità e dei vincoli.
Cioè, mi spiego, abbiamo delle cose che non possiamo modificare, o le possiamo modificare in modo abbastanza complesso e non facilmente, che sono elementi che sono interni, insiti all'impresa, all’ASM, e ci sono invece degli elementi esterni all'impresa ASM su tutte le leggi che regolano l'attività di queste imprese, di queste aziende.
Allora, se riusciamo a capire quali sono gli elementi interni che regolano oggi la vita dell'Azienda, e con cosa estremamente dobbiamo confrontarci, a quel punto potremo tentare di ipotizzare degli scenari di sviluppo dell'impresa. Impresa che non è altro che uno strumento, un particolare strumento economico, cioè io sono di fronte a un'impresa quando si dice un'organizzazione di cose e persone, e dico che hanno lo scopo di soddisfare i bisogni di una collettività di riferimento, in presenza di risorse scarse.
Quindi, quando dico che è un particolare strumento economico, inserito nel più ampio universo di soggetti economici denominati aziende, tutte le aziende hanno uno scopo di soddisfare bisogni nella propria collettività di riferimento, sapendo che siamo in presenza di risorse scarse, cioè non possiamo soddisfarli tutti i bisogni. Abbiamo un’Azienda pura se si preoccupa di soddisfare direttamente questi bisogni, ed il caso classico è il Comune.
Il Comune è un'azienda, deve fare le strade, ma anche emettere certificati di nascita, ma non si preoccupa di produrre ricchezza, cioè di reperire delle risorse e, attraverso un'attività lavorativa, farle diventare di più di quelle che erano dopo un determinato periodo di tempo.
L’ASM invece è un'impresa, quindi noi primariamente, come obiettivo, dico noi impresa, io che sono solo un pro-tempore e di passaggio, il suo fine ultimo o fondamentale non è tanto di soddisfare come fine ultimo i bisogni, i bisogni vengono soddisfatti come richiesta da parte o del socio o dei singoli cittadini, ma fondamentalmente, soddisfacendo queste richieste, dovrei, alla fine di un determinato periodo che è l'anno, in un anno, avere di più di quello che ho usato, delle risorse che ho usato per produrre questi beni o erogare questi servizi.
Scusate se mi sono soffermato su questa definizione perché ripeto, il Brunetta e Bersani girano attorno a questa definizione. Questo l’ho già detto. Quindi, vincoli e opportunità sono elementi interni o strutturali, quelli che nella natura giuridica, l'impresa, il numero di dipendenti, quindi quelle che sono le situazioni interne all'azienda; elementi esterni sono elementi esterni obbligatori, sono quegli elementi con cui l'azienda ha a che fare della propria vita quotidiana.
Io ho fatto degli esempi, fra gli elementi interni strutturali abbiamo la natura giuridica, il numero dei dipendenti strutturati, l'organizzazione di fondo del lavoro. 47 Se io ho a che fare con 160 dipendenti, non è la stessa cosa che averne a che fare con 20 o averne 400. Avere delle norme che vincolano in modo restrittivo l'attività che vai a gestire, non è la stessa cosa che essere in una totale liberalizzazione, elementi esterni obbligatori.
Quindi, fare un Piano Industriale che significa? Significa cercare di conoscere il più possibile questi elementi strutturali e obbligatori, cioè con cosa ho a che fare, e cercando di conoscere più a fondo possibile con cosa ho a che fare, dovremmo tentare di ipotizzare un programma di sviluppo dell'impresa che sia compatibile con tutti questi elementi. Più informazioni detengo, più è probabile fare un Piano Industriale che sia corretto.
Vi ricordate con il gas? Insistevo col dire: "Dobbiamo raccogliere informazioni. Dobbiamo raccogliere informazioni.
Dobbiamo confrontarle”. Qui è la stessa cosa: dobbiamo raccogliere informazioni e dobbiamo confrontarle. D'ora in poi cercherò di darvi tutte le informazioni che sono in nostro possesso, in modo da aprire poi una discussione su tre scenari che dopo io andrò a esporre.
Quindi, se nei prossimi minuti si riusciranno a condividere gli elementi strutturali e obbligatori di ASM, ci si potrà poi dedicare alle valutazioni di sviluppo discrezionali, attraverso tre scenari alternativi che verranno proposti in questa illustrazione. Quindi, partiamo da queste definizioni teoriche ed entriamo nel mondo ASM. Elementi strutturali: vediamo un po' con cosa abbiamo a che fare.
Abbiamo a che fare con una SPA che ha un socio unico che però è un ente locale, quindi abbiamo un'impresa che però è posseduta, inteso come diritto reale, è posseduta da un'Azienda di erogazione che è il Comune. Primo dato questo, non è né bello e né brutto, ma su questo dobbiamo gestirci. Abbiamo 159 dipendenti al 31.12.2008, fondamentalmente abbiamo un'attività di servizi pubblici locali, però la definizione di servizi pubblici locali non l’ho ancora data e la vedremo più avanti.
Dico fondamentalmente perché non è solo servizi pubblici locali che fa ASM. Infine abbiamo un patrimonio netto, che ancora non ho definito, di € 19 milioni 700.000, circa € 20 milioni. Che cos'è?
E’ quello che ho in un determinato istante, misurato in euro. Posso avere immobili, crediti, camion, capannoni di buono, e dediti, fondo TFR, svalutazione dei capannoni, meno buono. La differenza fra il buono e il meno buono mi dà il saldo che in questo momento è di circa € 20 milioni con il segno più.
Invece cosa c’è fuori dall'Azienda, di elementi con cui dobbiamo avere a che fare? Attaccati ai servizi pubblici locali c’è l'obbligo della cosiddetta in house providing, che significa che noi stiamo servendo dei servizi pubblici locali, che fra un po’ definirò in modo più esteso e in modo diretto.
Cioè, il nostro socio ce l'ha dato in mano, ha detto: “Io sono il padrone di questa società, ti do in mano i servizi, un elenco dei servizi che tra un po' vediamo nel dettaglio, me li devi gestire al meglio possibile, però sappi che te li ho dati in mano senza fare un confronto con altre imprese che fanno lo stesso lavoro”. E questo porta a delle implicazioni di carattere normativo importanti e che dovremo sviscerare nel corso della chiacchierata.
Seconda questione: non abbiamo -lo dicevo prima- solo servizi in house providing, perché? Perché non abbiamo solo servizi pubblici locali, abbiamo anche servizio a mercato, onoranze funebri, farmacie, e abbiamo anche dei servizi che si chiamano strumentali, che anche questi li vedremo fra un pochino. Anche questi che sono affidati dal Comune in modo diretto ad ASM, senza passare per gara.
Quindi, il fatto che ci sia questa particolarità, cioè il fatto che l'Azienda stia gestendo dei servizi pubblici, vuoi che siano locali, vuoi che siano strumentali, senza passare per lo strumento gara, vincola l'attività dell'impresa a dei parametri molto stretti, attraverso delle norme di legge di diritto amministrativo che l’Azienda deve rispettare. Allora, “Natura giuridica e struttura dei soci”.
Quindi, abbiamo un ente locale -cominciamo un po’ a mettere insieme le cosine- abbiamo un ente locale che ha come scopo quello di soddisfare direttamente i bisogni della collettività di riferimento, date le risorse disponibili, che detiene totalmente una SPA che come tale, natura giuridica, deve produrre ricchezza per i soci.
48 Ho messo le freccette che si inseguono l'una con l'altra: la SPA deve produrre ricchezza, cioè devo acquisire risorse, lavorarle, offrire servizi, vendere prodotti e avere un surplus; quel surplus lo devo dare al socio, che dopo lo gestirà come meglio crede. Il socio, però, non fa quest'attività, il socio ha delle risorse date in mano, e con quelle deve cercare di soddisfare i bisogni della propria collettività.
Vien da sé che non a Rovigo, in tutta Italia, dove c'è una società di capitali, posseduta interamente da un Comune o da pochi Comuni, che tendenzialmente c'è l'Ente locale che cerca di soddisfare i propri bisogni, poi nell'arco di un anno è normale cercare di soddisfare più possibili e di reperire più risorse possibili. Scatta la patologia in corso d'anno di chiedere alla società di sostituirsi al socio. “Siamo d'accordo che ti faccio tre sfalci dell'erba nella mia attività”.
A metà anno, caldo, temporali che fanno crescere: “Mi vai a fare il quarto?” “Non sono organizzato per quattro, sono organizzato per tre. Cosa significa? Io il quarto te lo posso andare a fare di sfalcio, ma sappi che si riduce la ricchezza dopo a fine anno, perché mi ero organizzato per farlo per tre.
Io ti capisco di sopra: hai bisogno di garantire dei prati tagliati”. L'importante è sapere invece che sotto, invece, abbiamo un altro obiettivo, ma non è che se lo danno gli Amministratori, è la natura giuridica, è la SPA che se lo dà così. Bisogna trovare quel giusto equilibrio.
Ripeto, non è il caso di Rovigo, lo sottolineo, è il caso di ovunque ci sia una situazione tra socio, Ente locale o pochi Comuni, socio unico, e la società sotto di servizi. Avviene dappertutto! L'importante è riuscire a gestire questo “gattino”, queste frecce che si rincorrono l'una con l'altra, aspettare il risultato dell'azienda e usare dopo la ricchezza prodotta per il soddisfacimento dei bisogni.
Durante i lavori in corso è possibile, cioè durante l'anno, variare gli accordi, ma se vario gli accordi so che vado ad incidere o sulla mission di uno o sul perseguimento del Bilancio di previsione di quell'altro. Ecco perché necessità prima dell'Ente locale è fare i Bilanci di previsione, ho tante risorse a disposizione e con quelle risorse tento di fare, di soddisfare questi bisogni direttamente; ecco perché nelle società di capitali io ho il Bilancio consuntivo.
Ho prodotto tanta ricchezza nell'anno precedente e la metto a disposizione del socio, peggio quando lo brucio, perdita! Fortunatamente oggi non parliamo di questo caso, parliamo di Bilancio, anche di un consuntivo del 2008 che va a chiudere in utile. Scusate se ho insistito, ma il Brunetta e Bersani si giocano tutto in queste definizioni e in questo meccanismo, cioè il Brunetta e Bersani, che sono due norme identiche, vanno a cercare di separare quel rapporto che c'è tra società e socio nelle proprie gestioni.
Questo è il loro scopo fondamentale. E sono due norme che sono praticamente uguali. Allora, nel nostro caso, quanta ricchezza ASM ha prodotto nel tempo e che ha dato al socio?
Perché produrre ricchezza teoricamente, per dire: “Ho prodotto utili per un milione. Quanti te ne do? Neanche uno” Per il socio quanto fa?
Zero. Allora abbiamo messo un po' di numerini, pochi, perché volevo tentare di non fare confusione dopo con i numeri. Allora le distribuzioni sono state: € 92.000 -arrotondo- nel 2000; 348 mila nel 2001; 200 mila nel 2002; 400 mila nel 2004; 710 mila nel 2005; 500 mila nel 2006, 1 milione nel 2007.
Allora le due colonnine rosse non stanno ad indicare l'anno in cui si è distribuito di più, stanno ad indicare due anni in cui l'Azienda è stata soggetta ad operazioni straordinarie e quindi hanno creato dei plusvalori, diciamo, di carattere speciale, lo chiamo -appunto come dice la parola- straordinario, che sono andati oltre l'ordinaria gestione. Quindi , il 2005 è stato l'anno dell'acquisizione dell’ASP, della fusione con l’ASP e il 2007 è stato l'anno dell'operazione gas.
Quindi, questi due anni si fa fatica a raffrontarli con gli altri esercizi perché, ripeto, sono influenzati, fortunatamente in modo positivo, sia il 2005 che il 2007, da operazioni straordinarie che normalmente non fanno parte della vita dell'impresa. L’ASP l’ho acquisito una volta sola! L'operazione del gas l’ho fatta una volta sola!
Ci siamo? 49 Quindi, il dato che mi piacerebbe far notare, che sia l'operazione ASP che l'operazione gas, è stata un'operazione in utile per il Comune, quindi si possono tecnicamente -non mi spingo nella politica- sono state tecnicamente entrambe operazioni corrette. Questo è il numero che lo dimostra.
La più corretta? La più corretta non lo so, ma sicuramente hanno provocato degli utili in quegli anni superiori a quella che è la media dell'impresa, della gestione ordinaria. Altra valutazione: questi utili, di fatto distribuiti, ma che cosa sono?
Non sono altro che la ricchezza prodotta in un anno. Ho acquisito risorse, le ho lavorate e ho messo fuori un prodotto o una serie di prodotti, alcuni concordati con il Comune, altri invece al libero mercato, che alla fine tanto ho acquisito, tanto sono stato scelto dai cittadini, liberamente per le farmacie o obbligatoriamente per la raccolta dei rifiuti, la differenza tra quanto ho speso, quante risorse ho consumato e quanta ricchezza ho prodotto, danno quel numero lì in un determinato periodo di tempo.
Se vado a distribuire, a dare al Comune questo risultato, io non vado a toccare che cosa? Quel numero che c'era prima che si chiama il patrimonio, lo mantengo stabile. Quindi, alla domanda, se io vi dico che nel 2008, quindi annata 2009, prevedo, secondo un'annata di gestione ordinaria, di dividere, di dare al Comune € 600.000 circa, adesso stiamo chiudendo il consuntivo, gli utili sono aumentati o diminuiti?
Questa è la prima osservazione. Il che lo prendo come dato statistico, cioè non lo prendo come dato... perché in ogni caso un aumento o una diminuzione non va mai confrontata con gli esercizi precedenti per la semplice cosa: che il tempo non è una variabile neutra.
Cioè, io potrei anche annunciare di avere una riduzione degli utili, come invece annuncio un aumento degli utili nella gestione ordinaria, ma guai a prenderla come un confronto ad una classifica di cos’era prima di cosa e cos’era dopo, perché il tempo è una variabile che influisce. Le condizioni che c'erano quattro anni fa, non sono le stesse che ci sono oggi, e non sono sicuramente le condizioni che ci saranno quest’altro anno. Gli elementi strutturali obbligatori cambiano in continuazione.
Tendenzialmente si può pensare di avere un aumento di utili nel tempo, se ci si adatta ai mutamenti ambientali, strutturali e obbligatori, in modo virtuoso. Ecco lo scopo del Piano Industriale: io cerco di proporvi un qualcosa che tendenzialmente dovrebbe cercare di mantenere o aumentare la ricchezza che andrà a prodursi nei prossimi anni, quali? Da due a cinque.
Ci siamo? Diverso il discorso, invece, delle riserve distribuite, che le ho messe sotto, queste non c'entrano nulla con la ricchezza prodotta, quelli sono proprio un pezzo di patrimonio che è stato dato al Comune o il Comune s'è preso, come legittimamente… con una delibera di assemblea, ma non c'entra con la produzione di ricchezza questa qua. Questa è un pezzo d'azienda.
Il che, ripeto, legittimo e non mi permetto di valutare se è bene o male, però non è un valore da confrontare con la produzione, con i risultati di gestione singoli delle singole annualità. Ci siamo? Ecco chi siamo oggi.
Chi siamo? Chi siamo tutti noi, perché poi l'Azienda è del Comune, della città. Dopo l'operazione gas, noi siamo messi così in questo momento: operazione gas e, scusate non da poco, anche il Project Financing del Multipiano e Piazza XX Settembre.
Siamo messi così: abbiamo un’ASM SPA , che la vedete è al centro, che è detenuta dal 100% del Comune di Rovigo, la quale detiene il 51% di ASM SET, che è la società che vende il gas, non solo a Rovigo, perché siamo in un'attività a puro mercato nella vendita del gas. Quindi, vende il gas dove si riesce a venderlo. Ovunque!
E siamo in partnership con ASCOPIAVE che detiene il 49% di ASM SET, dei quali noi deteniamo a sua volta il 4,4% di ASCOPIAVE, che siamo i soci di maggioranza relativa dopo la holding; dopodiché deteniamo il 32,45% di ECOGEST come ASM; l'altro socio è il Consorzio Rifiuti, di cui il Comune di Rovigo detiene il 21.16%.
E qua un'osservazione viene da sé, che vuol dire che oltre a gestire i servizi pubblici locali in modo diretto a Rovigo, indirettamente siamo interessati anche alla gestione dei rifiuti della provincia. Dico indirettamente e dico il Comune di Rovigo, perché? Perché si è fatto un investimento sulla 50 società provinciale, fatto in passato, e dico fortunatamente perché questo investimento è stato lungimirante e dopo capiremo il perché, alla luce delle attuali norme di legge.
Dopodiché deteniamo anche il 30% della società delle Telecomunicazioni, della Polesine TLC, e deteniamo il 49% della società di scopo Rotonda Park che ha sistemato il Multipiano e con gli introiti del Multipiano dovrà realizzare la nuova Piazza XX Settembre.
Questo 49 -vi do già subito una comunicazione- si scrive 49 ma si legge 100%, nel senso che quando ho preso in mano il contratto c'era una clausola che consentiva di opzionare, da parte di ASM, l'altro 51% a prezzo di costo, in Consiglio abbiamo già esercitato questo diritto di opzione. Quindi la Rotonda Park è destinata -quindi il parcheggio Multipiano- è destinato ad essere posseduto interamente dalla città di Rovigo. Volete che lo lasci qua, volete guardarlo bene?
Posso andare avanti? ASM vista da fuori, ASM vista da dentro. Cioè, vedete ASM SPA?
Facciamo con un puntino di buttarci dentro quel quadrato dove c'è scritto ASM SPA, se ci buttiamo dentro quel quadratino, vediamo dentro che si scopre in questo modo. Allora, tutti insieme sono oggi i servizi che ASM gestisce, divisi per quattro colori diversi.
Quattro colori perché ogni colore indica: a) dei servizi soggetti ad una certa normativa, quindi tutti i servizi colorati di verde sono soggetti ad una certa normativa; tutti i servizi colorati con il crema sono soggetti ad un'altra normativa; i due azzurrini, terza normativa ancora; il giallo scuro “servizi di staff” è un servizio prettamente interno che ha l'onere/onore di coordinare i tre colori. Allora, i verdi? I verdi sono i servizi pubblici locali.
Cosa si definisce per servizio pubblico locale? Abbiamo un servizio pubblico locale quando un'Azienda, su mandato del Comune, quindi dell'ente locale di riferimento, gestisce dei servizi con un contatto diretto con la collettività, quindi c'è un rapporto diretto fra Azienda e cittadino, su mandato di chi? Del socio.
I rifiuti, tutti noi siamo cittadini di Rovigo, chi è che ci viene a svuotare il cassonetto? ASM. Percepiamo che è ASM che ci viene a svuotare il cassonetto.
ASM svuota il cassonetto perché il Comune di Rovigo gli ha dato mandato, senza fare una gara! Senza fare una gara, per fare questo servizio. Siamo un servizio pubblico locale in house providing.
Ci siamo? Tutti i verdi hanno la stessa identica caratteristica. I verdi sono oggi gestiti a livello obbligatorio, quindi di norme fuori dalla cosiddetta legge Brunetta, che adesso andiamo a vedere tra un pochino cosa dice.
Cremina: servizi strumentali. I servizi strumentali sono quei servizi che sono sempre dati dal Comune all'Azienda, senza passare per una gara, che però, a differenza dei pubblici locali, non c'è un contatto diretto con il cittadino. Il CED, che sono la gestione informatica del Comune, ma il cittadino non sa chi la gestisce, gli interessa venirsi a prendere il certificato di nascita e che venga dato in fretta, e parla con il Comune, parla con lo sportello sotto.
I nostri discussi autovelox: becchi la multa? Parli con il Comune, non parli con ASM! Rassegna stampa: la trovi nel sito del Comune o di ASM, ma è un lavoro che facciamo per il Comune, non c'è un contatto diretto con i cittadini.
Ecco la differenza che c'è tra strumentali e servizi pubblici. Nei servizi pubblici locali abbiamo il contatto diretto fra azienda e cittadino, negli strumentali no. Il punto, invece, in comune è che tutti questi servizi sono gestiti in house providing, cioè non è stata fatta una gara affinché l'Azienda gestisca questi servizi per il Comune.
I due azzurrini: progettazione, sono quando i lavori pubblici, che sono un po' ingolfatelli, chiedono a noi se possiamo progettare, ovviamente non progettare in pieno perché non abbiamo il titolo per farlo, ma fare qualche calcolo, qualche service. Ma il cittadino non sa questo, il cittadino vede l'opera finita fatta dal Comune. Ci siamo?
I due azzurrini: farmacie-onoranze funebri, servizi a mercato. Io dico che questi due sono quei servizi dove l'Azienda non ha contatti con il Comune, se non le autorizzazioni, ma che avrebbe qualsiasi altro farmacista, o qualsiasi altra società di onoranze funebri, e si propone nel mercato come fosse un privato e dice: "Se il mio prodotto è buono, cerco 51 di dare un prodotto appetibile per essere scelto. Se il cittadino mi sceglie, indirettamente porta delle risorse al Comune”.
L'ultimo sopra è “Servizi di staff”: sono quei servizi interni che di suo non producono ricavi, ma che hanno il compito di gestire in modo coordinato tre situazioni completamente diverse. Ci siamo? È ovvio che queste costano, quindi cosa significa?
Significa che costano e producono anche qualche ricavo. Costano perché?
Perché pensate al controllo di gestione -adesso lo vedremo fra un pochino,- pensare che il servizio a mercato e il servizi pubblico locale o lo strumentale hanno di fatto per scopi diversi, il primo è avere un contatto per il cittadino, che sia di un certo tipo e di un certo valore nel servizio adatto; il secondo cercare di spendere il meno possibile in senso tecnico, perché altrimenti il Comune, se gli conviene fare in casa, è inutile che affidi il servizio strumentale all'Azienda!
Quindi, devo sicuramente dare un servizio che costi meno di quanto non costi al Comune se se lo fa internamente! Sotto, nell'ambito pur del rispetto dei servizi sociali che una farmacia o una onoranza funebre deve fare, di proprietà del Comune, ma alla fin fine io devo cercare di produrre ricchezza là sotto, ricchezza che metterò a disposizione del socio. E questa è un'altra riclassificazione dello stesso modello di prima.
Posso andare oltre un attimo? Allora, vediamo un po' i ricavi. Ricavo per divisione: igiene ambientale.
Abbiamo ricavato di TIA, la TIA ce la danno i cittadini, i quali -sottolineo- non possono scegliersi chi porta via l’immondizia, e € 8 milioni 813, di cui di TIA pura € 8 milioni e € 811.000 per altri servizi svolti, che però non sono di asporto rifiuti. Poi abbiamo Progettazione, Onoranze funebri, Pubbliche affissioni, Parcheggi, Gestione Calore. Io mi limito, ecco, di tutti questi, a farvi vedere le Farmacie Comunali che portano a casa la bellezza, con gestione a mercato, di € 4 milioni e 556.000.
Perché vi dico questo? Adesso, se volete un attimo guardare questi numeri… comunque ve li posso anche lasciare. Posso andare oltre e farvi vedere la foto successiva, che secondo me è interessante?
Confronto fra servizi: farmacie,17 dipendenti e 4 milioni e mezzo. Ambiente: 61 dipendenti e 8 milioni di ricavi. Non è che uno è bravo e l'altro non è bravo, hanno scopi diversi!
Hanno finalità e scopi che sono completamente diversi l'uno dall'altro. L'ambiente: queste 61 persone, loro devono fare in modo di garantire un certo tipo di servizio, ricavando il meno possibile. Tanto meno ricavo, tanto più bassa è la TIA.
Le farmacie: 17 dipendenti e 4 milioni e mezzo, loro devono fare in modo di vendere, ripeto, nel rispetto di quelle che sono quelle prerogative di un’Azienda pubblica, che comunque siamo… eccetera, eccetera, eccetera! Però comunque non possiamo negarci che nel 2009 fondamentalmente se una farmacia si rende appetibile al mercato, penso a Boara, è sì un luogo sociale, ma è anche un luogo che se si lavora bene, si possono anche realizzare dei numeri. Dico Boara ma può essere Borsea, ma anche centro storico.
Quindi, questi due numeri fanno capire come dentro a questa Azienda vivano di fatto tre culture imprenditoriali completamente diverse una dall'altra, e non è il caso di questa Azienda, ma è il caso della maggior parte di tutte le aziende detenute da uno o pochi Comuni. Prima Bersani e poi Brunetta sono intervenuti e hanno detto: "Questi tre servizi assieme non possono coesistere. Fate delle scelte.
Fate delle scelte, vi guidiamo nelle norme -adesso le guardiamo- però secondo noi è antieconomico che possano convivere all'interno di uno stesso soggetto un'impresa che debba fornire dei servizi al Comune, in quanto tale, come fornitore, ma senza una scelta a gara, che possa convivere un'impresa che faccia dei servizi pubblici al cittadino, avendo come scopo di dare un buon servizio e spendere meno, e quindi avere pochi ricavi, perché i ricavi che ho sono di natura tributaria, la TIA, e un'azienda che sia a mercato puro che deve fare e produrre ricchezza a 360°”.
Prima Bersani e poi Brunetta sono intervenuti e hanno detto: “Ragazzi, dovete separarvi” evidentemente, messa così, che non è né male né bene, è un dato, non c'era solo ASM, quasi tutti!
E infatti, dati gli elementi strutturali, o delle norme obbligatorie, oltre alle norme classiche sulle società, oltre alle norme comunitarie in house providing, il lavoro a servizi pubblici o strumentali 52 senza gara, sono arrivati il Bersani, che è l'ultima versione di febbraio del 2009, cioè di circa 60 giorni fa, e abbiamo la legge finanziaria 2009, l'articolo 23 bis è il famoso Brunetta.
Adesso lo dico dal punto di vista tecnico, quelle due norme, soprattutto il Brunetta, più le leggo e più mi piacciono, lo dico proprio tecnicamente, mi sbaglierò ma non sono fatte male quelle due leggi, e adesso cerchiamo di capire cosa ci dicono. Adesso vediamo e le guardiamo una per una, eh! Allora, cosa mi dice?
Partiamo da Bersani, cosa dice Bersani? L'articolo 13, legge 223/2006, convertito in legge 248/2006, ultima versione febbraio del 2009, cosa dice? Le attività in cremina, entro e non oltre il 31.12.2009, non possono convivere con qualsiasi altra attività, non possono convivere né con i verdi e né con gli azzurri.
Non dico che dovete chiudere baracca -mi dice Bersani, dico che dovete fare una società a parte e me la dovete fare entro e non oltre il 31.12 .2009. Va beh, io non voglio farla, non la voglio fare, non m’interessa, che succede? Uno: o cedo a terzi e devo fare una gara per tutte le attività, oppure non faccio nulla, o le tiro dentro ovviamente me le tiro dentro, oppure mi organizzo, mi organizzo come?
Faccio l'operazione che è considerata più semplice, faccio la cosiddetta scissione, cioè divido l’ASM in due società dove in una mi porto fuori tutti i cremina. Ci siamo? Lo chiamo spin-off, mi scuso della parolona in inglese è che non ho altro modo perché in italiano non c'è la traduzione, comunque è una scissione, cioè l'Azienda… Torniamo alla nostra bella galassia, viene fuori, si porta via un po' di servizi di staff ovviamente e si fa una società controllata al 100% dal Comune di Rovigo in prima battuta.
Dopo però noi, in questi lavori con i cremina non li stiamo facendo solo per il Comune di Rovigo, li stiamo facendo anche per altri Comuni del Polesine. Allora, se vogliamo continuare ad avere questi contratti, questi Comuni dovranno diventare soci, insieme al Comune di Rovigo, di questa nuova società nata, altrimenti i contratti che sono in essere automaticamente decadono. Quindi il Bersani in questo momento ha già una sanzione certa e definita.
Ecco perché nella fotografia ho messo “urgenza non rinviabile”, perché qui siamo in una norma che ti dà delle imposizioni e purtroppo dà già anche delle sanzioni se non ottemperi. 14/2009 l'ultima versione, meno di 60 giorni fa. Quindi anche qua, elaborare il Piano Industriale con queste evoluzioni normative, vi assicuro… insomma… Propongo, io propongo, ma -ripeto- diamo questa proposizione perché?
Perché è la soluzione che fa mantenere i contratti sia con il Comune di Rovigo, ma anche con gli altri Comuni, i quali poi dovranno diventare soci. Perché mi dice il Bersani: “Tu puoi lavorare esclusivamente per i tuoi soci”. Quindi, se io ho un contratto, dico, con il Comune di Occhiobello o di Villadose, se il Comune di Occhiobello o di Villadose non mi diventa socio, decade il contratto.
Io ho scritto, dopo… forse ho esagerato o forse no, però di questo teoricamente si tratta: se non mi muovo, pena la nullità dei contratti, e questo è certo e, a cascata, la conseguente forte riduzione dei ricavi, che non avrebbe più ASM SPA ma continuerebbe ad avere il Comune di Rovigo come socio, e soprattutto perdita di posti di lavoro. E, ovviamente ragazzi, se non ho più il servizio, non più dipendenti, parliamo di circa 28 persone. E questa è la prima parte, e quindi Piano Industriale che cosa facciamo?
Dati gli elementi strutturali, dato l'elemento obbligatorio esterno -legge Bersani- strutturale, io ho 30 persone che lavorano per questi servizi, ho dei contratti che sono, vi dico, in utile, lo vedremo con il Bilancio consuntivo, è atto dovuto proporre lo sviluppo di questo tipo di attività, attraverso che cosa? Rompere l'attuale ASM con una società che gestisce solamente i servizi industriali come vuole Bersani, scusate, i servizi strumentali, chiedo scusa. Ci siamo?
Quindi, primo punto: cosa voglio fare nel medio-lungo periodo? Prima cosa, devo ottemperare ad una variabile, un elemento obbligatorio che la legge Bersani mi dice: “Gli strumentali li devi portare via”. “Devo farlo, come?” “Con una scissione, costa poco, è esentasse, mantiene i contratti in essere, garantisce al socio di essere titolare sempre della società”.
53 E’ l'unica possibilità? No, assolutamente! Io non ne ho proposte altre, perché le altre significa che il Comune si riporta casi i propri “attività dentro”, però perdo i contratti con gli altri Comuni che mi producono una ricchezza che però questo momento è a vantaggio del Comune di Rovigo, oppure… non so, far decadere tutto e lascio perdere, faccio la gara.
Possibile? Possibile. I cremini quindi, l'idea dell'Azienda su cosa fare dei crimini l'abbiamo messa spin-off.
Servizi pubblici locali: i verdi. E qua ci siamo con il secondo quesito posto dai Consiglieri. Allora mi chiedono: “Politica dei rifiuti Comunale e Provinciale”.
Abbiamo visto che se parlo di rifiuti, li vedete che sono là sotto i verdi ultimi? Non posso staccarli da tutto il resto del pacchetto dei servizi pubblici locali, perché se ne sistemo solo uno, mi ritrovo a non avere ottemperato il Brunetta da una parte e ad essermi privato di un servizio che è, diciamo, strategico per questa società.
Quindi, se parlo di rifiuti ormai in Azienda ci siamo convinti che per ASM, essendo una multiutility, piccolina ma è sempre una multiutility, devo parlare dell’insieme dei servizi pubblici locali, cioè pubbliche affissioni, gestione calore, cimiteri, verde pubblico, altri servizi ambientali, parcheggi e rifiuti.
Allora, su questi servizi pubblici locali al 4 ottobre 2008, quindi neanche sei mesi fa, è entrata in vigore una norma, che tutti conosciamo come legge Brunetta, che mi dice una cosa molto semplice, mi dice: “Chi sta gestendo i verdi, i servizi pubblici locali, ma li sta gestendo perché sono stati affidati direttamente dal proprio Comune di riferimento, prima cosa non puoi andartene a prendere altri”.
Io, ASM, vorrei andarmi ad integrare e fare io l'incorporazione dei servizi (butto là) dell'Alto Cadorino o della Bassa Veronese, perché ho risorse, perché sono in grado di farlo, per mille ragioni. Ed il Brunetta mi dice: “Ascolta, tu in questo momento queste risorse come te le sei reperite? Perché stai lavorando per la tua città senza essere passato per gara.
Per carità, continua, ma non andare ad invadere territori altrui. Sta fermo lì”. Uno.
Due, ad eccezione però di una deroga, cioè vale per tutti meno per un tipo di impresa, che quelle invece possono farlo: le società quotate in Borsa. Le società quotate, invece, possono continuare ad andare ad acquisire servizi pubblici in territorio che ritengono appetibili. Che facciamo allora?
Mi dicono dopo di che: “Guarda però che chi sta gestendo i suoi, come Bersani ti mette data 31.12.2009, io ti metto data 31.12.2010, con una sanzione un pochino più piccolina però”. Mi dice che al 31.12.2010 dovrete (chi? Comune), fare le gare e tu poi partecipare ASM.
Il Comune può decidere di fare una gara solo per i rifiuti, una per i parcheggi, una... eccetera, oppure può fare una gara unica per tutti i verdi. Qua, ragazzi, a questo punto, pensare ad uno scenario di sviluppo, io vi assicuro che a novembre ci sono un po' tremate le gambe! Ci sono un pochino tremate le gambe a novembre, perché ti dico, il Bersani: fuori!
Il Brunetta te dise: basta, il 2010 fai le gare! Potete ben pensare che… Invece, guardate, non so se bene e se male, nelle pieghe del Brunetta, leggendo e rileggendo, paradossalmente o per fortuna o per virtù, addirittura in ASM avremmo o avrete -perché poi non toccherà a me ma sarete voi a dirmi cosa fare- addirittura potremo muoverci in tre direzioni, perché? Comune di Rovigo/ASM SPA detiene il 32,45% di ECOGEST, tenetevi a mente questo passaggio e questa situazione.
Il Brunetta mi dice: “Chi sta lavorando con affidamento diretto nei verdi (e nei verdi ci sono anche i rifiuti) non può acquisire nuovi affidamenti. Non può”. Però vi ricordate che vi ho detto prima che detenendo il 32.45% di fatto io indirettamente già detengo l'affidamento del resto della provincia?
Quindi, se vado ad acquisire, scusate l’acquisire non significa che mangio ECOGEST, è un termine tecnico, se io vado ad integrarmi con ECOGEST con una incorporazione, io non ho un nuovo affidamento a livello provinciale, vado a completare un qualcosa che ho già il 30%, non sono fuori Brunetta! Brunetta mi dice: "Non devi prender nuovi affidamenti”. Il resto della provincia non è nuovo, indiretto ma vado ad integrare un qualcosa che ho già al 30%.
Prima valutazione. 54 Seconda valutazione, vi ricordate il 27 settembre 2007 che eravamo tutti qui e che l'operazione ASCOPIAVE, oltre ad avere avuto una convenienza economica che è stata la migliore, oltre alle valutazioni politiche io vi posso già dire oggi che è stata l'operazione economicamente migliore di quelle che erano sul tavolo? Si era detto: "Puntiamo a un'integrazione regionale delle aziende regionali”.
Allora, io poi mi taccio, allora gli affidamenti non sono tutti rifiuti ma tutti e non solo rifiuti… tre possibilità: non mi muovo, perché non mi muovo? Sto fermo uno sperando in proroga e alla fine con il gas e siamo andati al 2007, ma era dal 2005 che era partita! Prima scadenza del 2010, chissà mai che arrivi una proroga e andemo avanti n’antro fià!
Oppure, io ho scritto: “Speriamo in interpretazioni estensive della scadenza”. Che significa? Significa che i decreti, ad oggi attuativi del Brunetta, ancora non ci sono e c'è chi sostiene e, ripeto, non gente di primo pelo in materia, che la scadenza del 2010 sia solamente per chi va a scadenza, ma chi già detiene porti a termine il proprio percorso fino alla fine, che per noi, se non sbaglio, è oltre il 2020, una roba del genere o ‘25.
Quindi, si può star fermi e sperare: strategia difensiva o di posizionamento, si chiama. Seconda soluzione: il Brunetta dice esplicitamente che ti puoi integrare con una società quotata, quello che abbiamo fatto con il gas, né più e né meno. Mi integro in una società quotata a cui conferisco le gestioni in cambio di quote come per il gas.
Stessa identica operazione possibile. Il Brunetta non lo vieta. Terza soluzione: chiedo il livello provinciale e dico: “Unisco le potenzialità delle due aziende provinciali di settore, nella prospettiva di integrazione, a livello regionale, con potere contrattuale adeguato”.
Potete ben capire che se facciamo prima un’integrazione con il resto del Polesine, cioè con ECOGEST, tanto per non fare nomi e cognomi, ci si presenta dopo in Regione, se si vuole andare avanti con un progetto di unificazione regionale o dico con un’altra quotata, se si vuole, con un potere contrattuale è molto diverso che non essere da soli! Diverso è dire, invece, di integrarsi e stare fermi, perché andremmo nelle stesse identiche condizioni!
Signori Consiglieri, in tutta la provincia siamo in 200.000 non 4 milioni come a Milano! Quindi l'integrazione con Ecogest va nel momento in cui fa parte di un disegno più ampio di integrazione più complessiva. In azienda abbiamo sviluppato la terza ipotesi, perché indicata dal socio nell'assemblea del 30 giugno del 2008 e condivisa dal CdA in carica.
Quindi, delle tre, queste sono le tre possibilità. Io adesso vi presento la terza, abbiamo sviluppato questa? Non significa che le altre non si possono fare!
C’è stato dato un input e su quello abbiamo lavorato. Percorso operativo: ulteriore spin-off, quindi prima faccio i cremini e dopo scendo, stessa operazione con i verdi. Nuova società per la gestione dei servizi pubblici locali, che detiene il 32.45% di ECOGEST.
Questo è il cosiddetto “cavallo di Troia” che mi permette di dire: "Io non acquisisco nuovi servizi”, oppure: “Noi Ecogest non diamo luogo a un'entità tutta nuova, almeno c'è un qualcosa che esiste”, perché? Perché, partendo da questo 32%, vado a creare una società provinciale dei servizi pubblici locali, con fusione per incorporazione che -ripeto- non significa “mi mangio ECOGEST”, è il meccanismo tecnico che consente di rispettare il Brunetta, mantenendo tutti gli affidamenti a livello provinciale.
Terza fase -l’ho messa con frecciatine più piccoline e più tenui- integrazione a livello regionale, io mi sono basato sulla delibera di settembre del 2007, fusione per incorporazione della società provinciale SPL in una società quotata in Borsa. Ripeto, come stiamo provando a muoverci noi, si stanno muovendo anche in Regione. Quindi, ciò che allora era uno stato di fatto, può darsi che fra un anno non lo sia più.
Risultato finale di questo percorso: i servizi strumentali, i cremini, saranno di proprietà delle pubbliche amministrazioni che daranno servizi a questa società, partecipata dal Comune di Rovigo, 55 società provinciale in perfetta applicazione al decreto Bersani. Saranno soci tutti i Comuni del Polesine ma non necessariamente; saranno soci quei Comuni che daranno da svolgere i servizi strumentali. Punto!
Servizi pubblici locali, partecipata dal Comune di Rovigo, quindi non più da ASM, società provinciale in grado di integrarsi per competere nelle gare, al termine di affidamenti diretti. Infine ASM Rovigo, cioè l’ASM che conosciamo, 100% del Comune di Rovigo, mantiene i servizi a mercato, le partecipazioni societarie e il complesso immobiliare di Via Dante Alighieri, perché?
Perché questo mix, che sono i famosi azzurrini che abbiamo un attimo tralasciato, sono quei servizi che ci portano risorse pure, senza imposizione tributaria. In un ente locale che col tempo, con lo sviluppo normativo, ha sempre meno trasferimenti dallo Stato o dalle Regioni, l'idea dell'Azienda era di dare uno strumento al Comune che producesse ricchezza pura da parte dei cittadini in modo consensuale. “Vengo a comprare in farmacia perché il tuo prodotto mi va bene che lo vendi tu.
Posso anche andare da un altro, ma se vengo da te è perché ti preferisco”. Se riesco a farmi preferire, reperisco risorse, ma di chi sono queste risorse? Del Comune di Rovigo che può gestire in modo corrente.
Allora, la domanda è: quello che vi ho appena presentato è un Piano Industriale? Se ci sono dei documenti che vanno a certificare o comunque a dimostrare che questo percorso è stato seguito dall'azienda, possiamo anche provare a pensare che quello che vi ho appena esposto è un Piano Industriale. E io vi dico, guardate, tutto quello che vi ho raccontato sta nella delibera del Consiglio Comunale del 27 settembre 2007, “Indicazioni e risorse in tema di partecipazione di ASCOPIAVE”.
Nel bilancio di ASM Rovigo SPA, anno 2007, relazione del Presidente a pagina 23, dove già facevo le tre.. approvato il 30 giugno 2008, depositato presso il Registro delle Imprese il 25 luglio del 2008, delibera di Assemblea dei Soci di ASM Rovigo SPA, 30 giugno 2008, indicazioni del socio in tema di integrazione. Il Piano Industriale è un insieme di documenti tra loro coordinati.
Sulla base di questi documenti abbiamo elaborato queste prospettive, che non sono una soluzione, ma sono una base di discussione per il socio, che siete voi, su cui andare avanti. A questo punto do un'appendice all'ingegner Romanello per completare l'esposizione in tema di rifiuti, che spiegherà com'è fatta la gestione dei rifiuti a Rovigo oggi. Vi ringrazio e dopo dirò due paroline, proprio di chiusura, di un minuto.
Scusate se mi sono protratto poi…