Persona · attività documentata

Giovanni Salvaggio

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
520
Sedute con interventi
54
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

Presidente ASM Rovigo SPADal 21 aprile 2009 al 15 marzo 20112 osservazioni documentali
Presidente di ASM Rovigo SPAOsservato il 21 aprile 20091 osservazione documentali
Presidente di ASMOsservato il 15 gennaio 20101 osservazione documentali
Presidente ASMDal 14 ottobre 2010 al 15 ottobre 20102 osservazioni documentali
ConsigliereDal 30 luglio 2019 al 25 gennaio 202452 osservazioni documentali
Presidente del ConsiglioOsservato il 22 maggio 20201 osservazione documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

14 ottobre 2010

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

7 interventi
Intervento n. 86
Pagine 52–53
Punto 2

Relazione del Presidente di ASM S.p.A. sulla situazione della Società

Presidente ASM

Leggi intervento

Eh, ma se qualcuno non me lo dice, come faccio a... Allora, stavo dicendo per completare il quadro delle unità immobiliari in possesso dell'azienda, si aggiunge un piccolo terreno adiacente l’Ospedale, che in questo momento è inutilizzato e la sede della Polizia Mortuaria, che sta all'interno del Cimitero dell'Arcobaleno, che non è di proprietà, ma è di proprietà dell'Arcobaleno.

Queste due slide che ho mostrato, quindi, vanno ad inquadrare quello che è il complesso immobiliare oggi in possesso dell'Azienda, e la loro dislocazione economica, e anche, abbiamo visto negli indirizzi, la loro dislocazione geografica all'interno della città. In questo quadro appena esposto si inserisce, si è inserito il ragionamento su un’eventuale razionalizzazione del patrimonio immobiliare dell'Azienda.

Quadro ovviamente che non è esaustivo degli elementi a disposizione, elementi a disposizione che adesso andremo ad aggiungere nel corso della chiacchierata. Gli elementi nuovi a disposizione riguardano un particolare immobile, oggi di proprietà, che è l'area di Via Dante.

Allora, oggi l'area di Via Dante, a seguito di una serie di provvedimenti amministrativi che si sono evoluti nel tempo, ha cambiato la propria destinazione urbanistica, spero che qualche architetto o qualcuno esperto nel mestiere non mi taccia, per la dizione sbagliata, mi dicono che si dice così, cioè da un'area prettamente di zona commerciale, è diventata un'area mista, cioè può essere residenziale e commerciale, con dei parametri imposti dai vari provvedimenti amministrativi, di Consiglio Comunale, evoluti nel tempo, abbastanza rigidi.

Cioè, il rapporto fra quanto deve essere la destinazione residenziale e ciò che non è destinazione residenziale stessa, ha delle percentuali stabilite per norma secondaria.

Allora io ho messo un attimo gli estremi di queste delibere, abbiamo una delibera di Consiglio Comunale del 24 marzo 2006, poi dopo c'è una delibera della Giunta Regionale del 28 dicembre 2006; poi dopo c'è una convenzione, che ho firmato io, atto Notaio Wurzer in data 4 dicembre 2007; e infine c'è stata l'acquisizione definitiva, come abbiamo già visto prima, della proprietà dell'area da parte dell'Azienda, l'11 dicembre 2009.

L'ultimo atto è stato ad un prezzo di € 1.168.000 circa, per un'area di circa 3300 m², metro più o metro meno! Allora questo è un ulteriore elemento, quindi all'interno del patrimonio immobiliare dell'Azienda abbiamo un particolare bene, che ha avuto un'evoluzione nella sua potenziale destinazione d'uso nell'area di riferimento. E quest'area di Via Dante -ci siamo detti prima- non è un particolare centro di ricavo, al quale vi è una collocazione diretta fra attività aziendale e territorio di riferimento.

Pertanto, un ragionamento in termini di razionalizzazione, con un’eventuale presa in considerazione del trasferimento di questa sede, a che scopo? Allo scopo di avere… mettere a frutto queste opportunità potenziali che ci sono, e nello stesso tempo godere in maniera inalterata, o magari migliore, di una gestione direzionale e operativa dell'Azienda stessa. Allora, nei dettagli oggi la sede di Via Dante che caratteristiche ha?

Allora ha una superficie territoriale di circa 10.000 m, abbiamo un volume edificatorio previsto massimo di 44.853 m cubi, verde 2.833, cubatura residenziale 29.000, cubatura direzionale 8000, cubatura commerciale € 6.600.

Traduco in termini, diciamo, almeno per quanto mi concerne, più immediati nella comprensione delle dimensioni: la parte, diciamo, che l'Azienda potrebbe utilizzare, qualora ritenesse di non 53 cambiare la propria destinazione, senza far venir meno le potenzialità di questa attuale destinazione urbanistica, sono circa 3000 m², 3000 m². Questo è quello che mi riferiscono i tecnici. (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 87
Pagine 53–56
Punto 2

Relazione del Presidente di ASM S.p.A. sulla situazione della Società

Presidente ASM

Leggi intervento

Sì, praticamente sì. Otto più sei diviso tre. Metri cubi diviso tre, circa… Ecco, sono 5000, però compresi i magazzini, compreso i parcheggi, compreso tutto.

Da fare uffici circa tre. Così mi riferiscono. Allora, dati questi elementi, allora in Via Dante io in questo momento ho 1600 m di superficie lorda coperta da uffici, officina e magazzino; circa 490 m di tettoie; le farmacie non ci riguardano, per la semplice ragione che abbiamo detto che sono a centri di ricavo specifico, quindi non sono amovibili; abbiamo poi la sede di Via della Pace con uffici per 328 m²; magazzini 164; ricovero automezzi altri 180 m.

Questi sono tutti beni in possesso, dietro pagamento di canone di locazione. Sede Igiene Urbana, anche questa non è oggetto di discussione in quanto ha una collocazione specifica non amovibile. Resta, invece, interessante il magazzino delle farmacie, che sono 200 m².

E anche quello in possesso per mezzo di contratto di locazione. Allora, questo è quello che oggi abbiamo in mano. Con quello che abbiamo in mano io adesso vado ad esporre un ragionamento che abbiamo fatto in Azienda e che poi ovviamente metto sul tavolo come discussione da parte del Consiglio.

Allora, uffici ASM potenzialmente ricollocabili: abbiamo la sede di via Dante 1600 m² più 490 di tettoie; la farmacia abbiamo il magazzino 200 m, e tutta via… la sede di Via della Pace. Quindi sono 1600 più 500, 200, 2.400, più 300 fa 2.700, sui 3.200 m², che avrebbe necessità l'Azienda. Quindi tecnicamente nel Piano PIRUEA potremo starci dentro.

Quindi la prima informazione che io metto sul tavolo di questa assemblea è che tecnicamente gli spazi, per non andare via, pur usufruendo della sede di Via Dante, ci sono.

Però -io dico però, però non è detto che gli altri dicano però- se io immaginassi una sede ideale, dico la sede che non c'è, allora mi piacerebbe in prossimità del centro cittadino o dell'attuale sede storica di Via Dante, questa è un'opinione del Consiglio di Amministrazione, che tranquillamente qualcun altro potrebbe confutarmi e dire che la sede ideale deve essere collocata in periferia, se non altro anche in campagna.

Più difficile, invece, è trovare una divergenza di vedute sugli altri elementi, una possibilità di realizzazione di ampi parcheggi, penso che sia un dato oggettivo che una sede ideale debba avere la possibilità, sia per i dipendenti che per gli utenti, una possibilità ampia di parcheggio; un buon collocamento per la viabilità cittadina e una buona logistica, quindi non solo con il centro della città, ma anche un accesso alle vie di grande comunicazione stradale; poi abbiamo un'ampia discrezionalità nella progettazione per il giusto rapporto uffici/area dedicata alla clientela, deposti e magazzini.

Aggiungo anche i parcheggi. Quindi più sono libero di apprezzare a eventuali progettisti le possibilità di una sede, la cosiddetta sede ideale, più ho probabilità di avere la cosiddetta sede, razionalmente corretta, in un‘ASM del futuro. Mi piacerebbe, sarebbe l'ideale arrivare in un terreno dove l'urbanizzazione è già completa, immune da inquinamenti ambientali, che non sono solo dell'anidride carbonica ma anche dai rumori, ossia dai rumori e l'acustica, esattamente!

E che forse di trovare un terreno già perfettamente idoneo all'edificazione, che dai progetti verrebbe fuori. Questa è la cosiddetta sede ideale. Quella sede che non c'è!

Almeno oggi non l'abbiamo trovata. Allora vediamo un po' il bando CENSER che cosa ci riservava, e uso il passato. Che cosa ci riservava il bando del CENSER, e andando ad analizzare i tre presupposti fondamentali per guidare 54 l'acquisto di una potenziale nuova sede direzionale aziendale.

Cioè, che area veniva proposta, quali prescrizioni erano contenute in quell'area ed il prezzo di quell'area. Sopra, come vedete, non ho parlato di prezzo, perché dire che la sede ideale qual è il prezzo giusto, direi gratis. Ma sarebbe una cosa… andremmo veramente nell'impossibile!

Salvo qualche eredità, una volta è capitato ad un Comune. Si sono trovati… salvo un'eredità, una volta un Comune ha inquisito l'eredità di un terreno! Allora vediamo un po', vediamo un po' di analizzare come era fatto questo bando, quale area veniva proposta.

Allora, era una porzione di terreno, di circa 10.000 m², quindi le stesse dimensioni dell'attuale sede direzionale di Via Dante, un'area tipologica di terreno F3, quindi così com'è assolutamente non interessante per l'Azienda, però in corso c'era una variante per un passaggio ad F2 per attrezzature comunali, con gli indici che ho esposto.

Quindi, indici di fabbricabilità 3 m³ al metro quadro, superficie coperta, non può essere superiore al 50% della superficie fondiaria, altezza dei fabbricati, non può essere superiore a 15 m. Di fatto, di fatto, quindi di fronte a 10.000 m² non ho in mano 10.000 m² di edificabilità, ho una porzione di edificabilità che è, appunto, di un indice di 3 m³ al metro quadro. Cioè, ogni metro cubo edificabile posso ricavare 1 m² calpestabile.

Dopo di che il prezzo da base d'asta era € 96, l'attuale situazione contrattuale: è decaduta l'offerta, quindi l’ASM è uscita da questa, diciamo, offerta che aveva posto qualche mese fa. Allora, prima domanda: questa sede corrisponde ai requisiti della sede ideale? La risposta è assolutamente no!

Altrimenti dovrei ammettere che esiste la sede ideale, ma prima ho detto che non c'è. Quindi questa sede, se andiamo ad analizzarla come faremo fra un attimo, avrà sicuramente dei requisiti che rispondono alla famosa sede ideale, ma altri invece non li avrà.

Allora, i punti, diciamo, che hanno dato interesse a questo bando, sono stati fondamentalmente la dimensione, che era uguale a quella dell'attuale sede direzionale, e il fatto che la cosiddetta variante in corso, che se di per sé… se di per sé, così com'era, la terra non era assolutamente interessante per l'Azienda, la variante in corso non solo portava ad avere un interesse concreto per l'impresa, ma data la situazione che adesso andremo a esporre, degli ultimi mesi che sono appena trascorsi, vedremo che perché si potesse concretizzare l'acquisto da parte dell'azienda, doveva esserci, essere coinvolto e avere il consenso di tutti gli organismi del nostro socio, sia a livello gestionale che a livello politico.

Quindi, di fronte ad una scelta, che non era la scelta ideale, perché non rispondeva a tutti i requisiti, se scelta si doveva fare, si sarebbe dovuto fare comunque con un larghissimo consenso da parte degli organismi del socio di ASM. Socio inteso in tutte le sue forme, sia gestionali (uffici), sia politica (Giunta e Consiglio). Perché?

Perché la variante in corso… la variante in corso doveva necessariamente transitare due volte per il Consiglio Comunale. E quindi, senza variante noi non avremmo partecipato al bando, quindi senza variante niente bando, niente variante, niente Consigli Comunali. Quindi, se non c'era una discussione in Aula noi non avremmo comunque esercitato l'acquisto.

Quindi sono stati gli elementi che ci hanno portato a, comunque, dare un'appetibilità teorica a questo sito. Perché? Perché in questo sito, lo vediamo fra un attimo nella slide che segue, aveva una serie di caratteristiche che erano contemplate nella sede ideale.

Allora perché chiarire il punto, come era strutturato il bando, da un punto di vista proprio giuridico?

Il bando diceva che chi avesse voluto partecipare, queste erano le condizioni, però con una prescrizione molto precisa: che se entro 90 giorni dall'aggiudicazione della gara non fosse stata resa esecutiva la variante che consentiva l'appetibilità all'azienda del terreno, ci sarebbe stata la possibilità da parte del concorrente, cioè dell’ASM che ha concorso, di revocare la propria offerta, senza alcuna penale da dover sostenere.

Or bene, 90 giorni, le date sono state queste, se non le ricordo male, però… quindi avevamo un bando del 5 maggio del 2010, scadenza 25 maggio del 2010. L'autorizzazione a partecipare all'Assemblea… quindi abbiamo chiesto al socio ufficialmente in Assemblea ordinaria di poter partecipare, il socio questa autorizzazione ce l’ha data il 21 maggio e quindi abbiamo presentato 55 l'offerta il 25 maggio. Aggiudicati il 7 di giugno 2010.

Quindi al 7 di giugno scattavano i 90 giorni, affinché il CENSER, con l'Amministrazione Comunale, ottemperasse la prescrizione tassativa di cambio di destinazione d'uso. La valutazione soggettiva che abbiamo fatto in Azienda è stata quella: 7 giugno si andava a scadere… sono luglio, agosto e settembre, 31 giorni hanno agosto e luglio, quindi andavamo scadere il 5 di settembre.

90 giorni, con agosto di mezzo, 2 Consigli Comunali, ai quali dovevano esserci una discussione di Giunta, Commissioni convocate, discussioni in Consiglio, per due volte, se fossero stati rispettati i tempi di 90 giorni, a nostro avviso vuol dire che c'era da parte dell'Amministrazione gestionale e politica un consenso quasi unanime. Ed infatti siamo in una fase di discussione e l’ASM ha azzerato la posizione. Allora, detto questo, che caratteristiche ha quest'area CENSER?

Ha di positivo che dista a circa 2 km dall'attuale sede di Via Dante, ha una pista ciclabile, ha il centro storico tangente all'area, ha una possibilità di realizzazione di ampi parcheggi, buon collegamento con la viabilità cittadina e buona logistica, ampia discrezionalità nella progettazione, per il giusto rapporto uffici/area dedicata alla clientela e depositi magazzini. Questi sono i segni più di questa scelta.

I segni meno: c'è un fondo intercluso, quindi questo problema va superato qui in Consiglio Comunale e in nessun altro posto con le varianti; c'è una mancanza di reti tecnologiche; vicinanza alla ferrovia, quindi c'è un inquinamento acustico; c'è una scarsa portanza del terreno, e necessita di fondazioni potenziate. Tutti elementi, eccetto il primo, il primo necessita di una decisione di quest'Assemblea, tutti elementi che comunque sono superabili. Quello che sto dicendo… questa è una proposta, non è la verità!

Se io penso che la sede ideale sia allontana dal centro, è ovvio che l'elemento positivo numero uno mi diventa negativo. Se penso che comunque un'area a parcheggio non sia strategica nella realizzazione della sede, è ovvio che quell'elemento positivo diventa neutro. Queste sono le ragioni che nella nostra discrezionalità portiamo avanti e che mettiamo a disposizione dell'Aula.

Non ho parlato del prezzo, me lo tengo per ultimo. Allora, prezzo: € 96 al metro quadro. Tanto, poco, pochissimo, tantissimo, non lo so!

Acquisto dell'area, okay, non lo so! Dal 25, dal 5 di maggio al 25 di maggio, ovviamente le possibilità di fare verifiche non sono tantissime, però qualcosa abbiamo fatto. Allora, che riferimento ci siamo presi per capire come collocare quel prezzo?

Noi abbiamo preso il Project Financing della piscina del Polo Natatorio ed abbiamo visto nel 2005 come era stata valutata la piscina Baldetti, quindi l'area della piscina Baldetti. Allora, ecco metto a disposizione l'informazione, dopo viene gestita.

Allora la piscina Baldetti, la parte edificabile allora era stata valutata € 271 al metro quadro; la parte, invece, a parcheggio a € 47 al metro quadro, e nella perizia, che ce l’ho qua con me, per determinare quei prezzi, era stato preso a disposizione, a riferimento, le aree che stanno di fronte dell'ex Grandi Mulini. Quello che volevo dire, attenzione, non sto mettendo in discussione la bontà di quelle perizie, la bontà di quei valori, e non voglio neanche raffrontarli i 270 a 96!

Dico però che nella particolare fattispecie, io non ho bisogno di un terreno che ha tutte quelle possibilità che oggi, per esempio, avrebbe quell'area. Giusto dare quel numero, ma a me serve molto meno come potenzialità di edificabilità. Vedo che però dove c'è il parcheggio è un 47 al metro quadro.

Allora, il ragionamento fatto, suffragato dopo dall’atto che noi abbiamo fatto nei confronti del Comune per prendere il terzo dell'area di Via Dante, uno 168, 3300 m, abbiamo fatto, con la calcolatrice, se uno vuole provare a fare il conto, dovrebbe venire fuor fuori circa € 350 al metro quadro. Quello che ci ha portato a ragionare, quel prezzo, non so se sia il prezzo migliore possibile, perché non abbiamo raffronti con quella possibilità edificatoria; sappiamo, però, che è un prezzo possibile 96 al metro quadro.

È un prezzo possibile. 56 Quindi, oggi la situazione è: tutto fermo. Come ha detto: tutto fermo dal punto di vista aziendale, nel senso che abbiamo revocato l’opzione d'area, perché?

Perché non c'era una variante che ci consentiva, che ci potrebbe consentire di costruire. Come ha detto il Presidente Salton, la stessa Ascopiave sta un attimo valutando l’evolversi della situazione, quindi c'è una discussione aperta. Io ho dato gli elementi che ho a disposizione, e li ho messi tutti sul tavolo, sono qui a disposizione.

Io per ora mi fermo e vi ringrazio per la pazienza che mi avete ascoltato, e come sempre un po' lunga forse, un po’ troppo lunga. Grazie.

Intervento n. 89
Pagina 56
Punto 2

Relazione del Presidente di ASM S.p.A. sulla situazione della Società

Presidente ASM

Leggi intervento

Scusi, per quanto riguarda le evoluzioni, invece, economiche, c'è… i rifiuti, che è un punto successivo, e per quanto riguarda gli altri servizi, se dopo mi si viene data la parola posso parlare anche del resto. Stop.

Intervento n. 122
Pagine 66–67
Punto 2

Relazione del Presidente di ASM S.p.A. sulla situazione della Società

Presidente ASM

Leggi intervento

Allora, molto sinteticamente, parto con l'ordine degli interventi dei Consiglieri Comunali. Allora, prima questione: giornali, c'è un solo mio intervento, è stata un'intervista abbastanza articolata e lunga, dopo giustamente i giornalisti nella loro potestà, nella loro libertà e discrezionalità sintetizzano il mio pensiero. E fanno bene, perché quello è il loro lavoro!

67 Io dico, secondo me ed è un mio parere che metto… non vedo una sede di ASM in commistione con abitazioni ad uso civile. E se devo andare, avere una sede in coabitazione con altre società, il che questo è possibilissimo, deve essere programmato a priori. Questo è il mio pensiero, l'ho detto stasera e lo ribadisco; dopo di che c'è stata una sintesi nella piena legittimità e potere del giornalista del mio pensiero.

Altra questione, ci mancherebbe altro che io dico: “Si fa come dico io”. Non è mica mia l’ASM, è della città. Allora, a questo punto cerco un po' di rispondere a tutti i Consiglieri su un'osservazione che evidentemente non ho chiarito bene prima: vero che non abbiamo fatto un'indagine di mercato, perché dal 5 maggio al 25 maggio se avessi preteso di vendere, che ho fatto un'indagine di mercato, sarebbe stato peggio che non farla!

Perché in 20 giorni non fare un'indagine di mercato! Quindi, mi sono premunito con i documenti che ho esposto prima nella mia relazione. Questo tipo di agire, nella discrezionalità che avevamo, dove si fermava la discrezionalità?

Si fermava la discrezionalità su due elementi: il primo, un'espressa autorizzazione del socio di andare a partecipare al bando; la seconda discrezionalità, che quella è tutta del Consiglio, se non ci fosse stata la clausola dei 90 giorni, non avrei partecipato. (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 123
Pagina 67
Punto 2

Relazione del Presidente di ASM S.p.A. sulla situazione della Società

Presidente ASM

Leggi intervento

Allora, no per carità, tutto vero! Io parlo per me e parlo per il Consiglio che ha votato all'unanimità. Se non c'era quella clausola, perché se c'è una clausola di variante senza scadenza, o una scadenza anche ad un anno, io non avrei partecipato!

Cioè, per quanto mi concerne la mia interpretazione politica, visto che alla situazione è stata quella di dare come indicazione che quei 90 giorni, viste le procedure amministrative che erano necessarie per poter ottemperare a quella prescrizione, dovevano coinvolgere, per potersi avverare i 90 giorni, una maggioranza quasi unitaria sia degli uffici che delle parti politiche.

E quindi, la mancata possibilità dell'aver fatto delle indagini di mercato, veniva sopperita da un largo consenso prima tecnico degli uffici, che poi avrebbe dovuto avere il supporto politico del Consiglio Comunale. Ed infatti ad oggi siamo qua che ASM non ha comprato niente e si è svincolata da tutto, perché? Perché è mancato il requisito.

Quindi oggi io non ho impegni con nessuno, okay? Quindi, questo è uno dei punti. Sui 96 € magari possiamo anche disquisire.

Io penso, però -ripeto- siccome siamo a bocce azzerate, posso dirlo come mio pensiero personale, secondo me a 2 km dall'attuale sede di Via Dante a Rovigo città, a € 96 al metro quadro... (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 124
Pagine 67–68
Punto 2

Relazione del Presidente di ASM S.p.A. sulla situazione della Società

Presidente ASM

Leggi intervento

Sì, io ho bisogno di quello, non ho bisogno di un'altra cosa. Io ho bisogno di fare uffici pubblici. Cioè, è inutile che paghi un terreno a € 300 al metro quadro che è legittimamente venduto da un eventuale proprietario a € 300 al metro quadro perché possono fare abitazioni!

Non vi devo fare abitazioni, devo fare uffici! E trovo quello che costa di meno per fare uffici! Dopo, quindi su questo, in questa prima parte di avere risposto anche alle premesse del Consigliere Magaraggia.

Sulle domande: quanto pensiamo di spendere, oggi come oggi, con le informazioni che ho in mano, anche azzerato tutto, non spenderò più di 900 e rotti mila euro. Con le informazioni di oggi, dato l'attuale stato delle cose, salvo che non arrivino indicazioni da questa Assemblea diverse, so che il tetto massimo è quello, dopo di che altre cose le vedremo! Quanto costerà la nuova sede?

Ah, questa è una bella roba! Io ho tentato di sistemare il solaio e non ho ancora capito quanto mi verrà a costare a casa mia... 68 Abbiamo degli indicazioni?

Abbiamo, però sono delle indicazioni che lasciano il tempo che trovano! Oggi, quanti ne abbiamo? 15, 14 ottobre 2010.

Ecco, quali dipendenti e quanti beni? L'avevo detto nella mia relazione. Sicuramente io volevo accentrare tutti i servizi che oggi sono in Via Dante, accentrare sicuramente il deposito farmaceutico, accentrare tutta la parte di onoranze e cimiteri, volevo accentrarli.

Questa era sicuramente queste… Altro sarà oggetto di discussione. Altre cose, invece, non sono assolutamente accentrabili, come ho detto prima: le farmacie stanno bene dove stanno, non le posso spostare. No, però il magazzino dei cimiteri posso portarlo lì, quello si.

Quanto si realizzerà dalle vendite di Via Dante? (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 125
Pagina 68
Punto 2

Relazione del Presidente di ASM S.p.A. sulla situazione della Società

Presidente ASM

Leggi intervento

Ciò, io ho... Allora, sicuramente tutti gli attuali dipendenti di Via Dante verranno… ma guardi come minimo una quarantina arriveranno di là, minimo, minimo. Questa è l'indicazione che...

Dopo di che se ulteriori ristrutturazioni, se i cambiamenti in corso non posso fermarmi a 40, okay? Può darsi che fra un anno, un anno e mezzo, alla luce di quello che ci diremo fra un pochino, può darsi che diventino 20, come piuttosto che 60! Allora, sul Consigliere Ongaro mi dispiace, insomma, ci siamo parlati oggi.

Io quello che potevo fare l’ho fatto. Avezzù, il Consigliere Avezzù, allora, così rispondo anche al Consigliere Maldi: il sottoscritto non ha mai commissionato nulla a nessuno per il CENSER, perché io oggi non ho nessun tipo di rapporto con il CENSER, non mi sono preso impegni e -ripeto- la cosa sarebbe stata fatta dopo, qualora ci fosse stato quel consenso che avrebbe portato alla possibilità di esercitare l'acquisto con il bando.

Oggi non ho impegni con nessuno, non ho nessun tipo di obbligo e quindi io cominciare a spendere dei soldi in progettazioni per un terreno che non ho, vorrei andarci un po' cauto, insomma, su questo!

Diversamente, invece, per quanto riguarda Via Dante ho dato delle borse di studio non ha un architetto ma all'Università di Ferrara, ente pubblico, borsa di studio dove stanno lavorando una molteplicità di ragazzi e che stanno facendo un progetto di ricerca che avrò, spero, il piacere anche di portare qui in Consiglio Comunale. E’ un progetto basato su tre step, due sono già stati realizzati, il terzo step dovrebbe essere a settimane pronto, che è quello proprio, con il disegno. Qual è il mandato della ricerca?

Il mandato della ricerca che ho dato, è stato quello di cercare di valutare una riorganizzazione, io parlo per la sede di Via Dante, non per il resto, una sede di Via Dante al quale ci sia un equo compromesso, una giusta soluzione, altrimenti non sarebbe una ricerca, fra quella che sia una costruzione che fosse appetibile, dal punto di vista del mercato, quindi per un'impresa privata da poter cedere il bene e che però avesse una compatibilità ambientale su un luogo dove andrà inserirsi questo futuro progetto.

Io ho dichiarato, in maniera scherzosa ma non troppo, da far dormire tranquillamente di notte gli abitanti di Via Regina Margherita e di Via Dante! Era una battuta, però il senso è quello dello scopo, altrimenti non sarebbe una ricerca. Mentre sul CENSER non c'è nulla oggi esposto da ASM.

A posto così. Spero di essere stato esauriente.

15 gennaio 2010

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 57
Pagine 24–28
Punto 4

Divisione Ambiente ASM: “Situazione attuale e prospettive future” con la partecipazione del Presidente di ASM Dott. Giovanni Salvaggio. (Richiesta convocazione Consiglio Comunale ai sensi dell'art. 39, 2° c. L. 267/2000, da parte di 12 Consiglieri Comunali di minoranza)

Presidente di ASM

Leggi intervento

Buonasera a tutti. Prendo la parola dopo l'Assessore Milan, e la mia breve relazione, che faccio a braccio, è aiutata un po' da qualche diapositiva che adesso andrò a proiettare e avrà una valenza prettamente tecnica, rispetto al dibattito. Allora, ho letto l'Ordine del giorno e tento di rispondere al quesito, a sua volta con un quesito che pongo a me stesso e condivido con voi.

La domanda è: il Piano Industriale di ASM 2009-2010, presentato in Consiglio Comunale ad aprile 2009, è ancora valido? Se è valido, si sta perseguendo? Oppure, se non è più valido, perché non è più valido?

A causa di elementi esterni intervenuti o per deficitarietà emerse nel Piano stesso? Perché? Perché in quel Piano Industriale era previsto anche la destinazione, ovvero la riorganizzazione prospettica futura anche del servizio di igiene ambientale in quel documento.

Quindi, bisogna capire se il documento di allora, alla luce della situazione attuale, è valido oppure no. Quindi, io partirei da lì, velocemente, molto velocemente, e poi ci attacchiamo a quelle che sono state le variabili che sono intervenute oggi.

Variabili che sono di carattere prettamente esterno, ovvero sono intervenute delle variazioni normative di legge, che hanno necessitato -lo anticipo prima- una modifica di quel Piano Industriale molto lieve, ma che sostanzialmente non va a cambiare il documento di allora. Allora, io ripartirei da qua, se possibile. Se magari riusciamo a spegnere le luci, condividiamo meglio… Okay, così si vede bene!

Allora, se vi ricordate, ad aprile eravamo partiti nel ragionamento dalla situazione in essere in ASM allora, e avevamo diviso in colori i vari tipi di attività svolti dalla società, a seconda delle norme di legge, alle quali queste attività erano soggette. Avevo messo in azzurro i servizi a mercato, ovvero quei servizi che la società sta erogando in totale libertà, libertà normativa.

Dopo di che avevamo messo in giallo i cosiddetti servizi strumentali, ovvero quei servizi che la società dava e dà ai Comuni, con attività cosiddette strumentali, cioè che si sostituiva all'Ente nell'erogazione di un determinato servizio.

E quel giallino, avevo detto, attenzione, perché abbiamo una norma restrittiva ed inderogabile, restrittiva perché oramai le interpretazioni giuridiche non davano più spazio ad equivoci, che entro il 4 gennaio 2010 dovevano essere messe in salvaguardia, attraverso un isolamento giuridico dei servizi, rispetto al resto della società, pena la perdita, la decadenza dei servizi stessi, con relative ricadute sul piano occupazionale, oltre che reddituale e patrimoniale.

Poi c'erano i servizi in verde, i cosiddetti servizi pubblici locali. Altra norma di riferimento, altre scadenze non cogenti, come quelle strumentali, però già con delle indicazioni date da una norma che era entrata in vigore nel 2008, che era il famoso decreto Brunetta, che non altro recepiva indicazioni di carattere comunitario. Ora, cosa diceva sulle verdi?

Diceva, attenzione bene che, nel breve periodo o nel medio periodo, queste attività non possono più essere svolte direttamente dalle società dei Comuni, se questa attività non è stata ottenuta mediante una gara. Ovvero, coloro che stanno gestendo queste attività senza gara, se non provvedono -allora era la scadenza al 21.12.2010- a regolarizzarsi, perdono il 24 servizio. Ovvero, perdevamo il ramo d’azienda, ovvero perderemmo il ramo d’azienda, se non interveniamo.

Allora, le soluzioni proposte allora erano queste: avevamo una situazione di carico, in questo momento non ci interessa più, perché abbiamo già i nuovi, quindi li mostriamo dopo. Andiamo pure avanti. Andiamo avanti.

Andiamo avanti. Allora, si era detto: urgenze non rinviabili, attività strumentali, c. 3, art.

13 della Legge 14 del 2009. E diceva: “Entro il 31.12.2009 - in realtà 4 gennaio 2010- di cedere a terzi o scorporare l'attività cosiddetta strumentale da qualsiasi altra attività”. Domanda: alla data odierna, che è il 4 gennaio del 2010… che siamo oltre il 4 gennaio 2010, abbiamo provveduto?

Questa è la domanda. La risposta sta, ne abbiamo parlato adesso, anche questa sera, nell’AS2. Il problema non era tanto di dire se faccio o non faccio l’AS2.

Il problema era se conservare o no questi servizi. In altre parole, l'avevo detto allora e sono ancora convinto della bontà di quel ragionamento: un conto è il socio cliente che può ragionare se far svolgere alla propria società o meno quell'attività, altro conto è la società che ha il dovere di mantenere l'attività in quanto tale. E pertanto abbiamo eseguito lo scorporo.

Scorporo cosa significa? Scissione. Significa che abbiamo ottemperato alla norma entro i termini di legge, ed è stata costituita una società che, con il meccanismo tecnico della scissione, ha permesso di conservare tutti i diritti acquisiti in corpo a quei rami d'azienda, dove i dipendenti erano la parte fondamentale, non l'unica, dove in modo naturale i loro diritti acquisiti hanno proseguito.

Tradotto: con i Sindacati non si è discusso tanto delle garanzie, perché quelle stavano nell'operazione! Le garanzie occupazionali erano insite nell'operazione, in quanto tale, quindi non erano oggetto di trattativa né per noi e né per loro. Quello era che doveva continuare per legge.

Quello che è in discussione oggi, con i Sindacati, sono ulteriori.. un dialogo per ulteriori rapporti bilaterali fra azienda e lavoratori, la futura AS2 avrà questi rapporti, come abbiamo fatto in ASM per tanti altri settori, dove si è colta l'occasione dell’AS2, la costituzione di AS2 per instaurare un dialogo, ma per un di più, rispetto a quello che già c'era. E questo… Spero, ecco… spero di aver chiarito la questione sul discorso sindacale. Andiamo avanti.

Spin off è stato fatto, quindi andiamo avanti. No, fermo lì. Per quanto riguarda gli SPL dove dentro c'era o c'è il ramo igiene ambientale e annessi, l’art.

23 bis di allora, di aprile 2009, diceva, attenzione che al 31.12.2010, gli affidamenti diretti di tutti i servizi pubblici locali e non solo dei rifiuti -insisto per non solo rifiuti- come è avvenuto per il gas al 31.12.2007, quindi a quella scadenza, se non avete ottemperato alla messa in sicurezza, attraverso operazioni societarie, il servizio va all'asta, detto in parole povere. Cosa aveva quella norma di allora, che dava una scadenza, ma era poco dettagliata?

E quindi, avevo detto a quel tempo: “Attenzione bene, è poco dettagliata, c'è una scadenza al 31.12.2010, si suppone ci saranno delle proroghe, perché? Perché mancano troppi dettagli, per capire come andare a gara”. Però avevo detto: “Attenzione, la norma di carattere comunitario difficilmente potrà avere delle variazioni in senso, diciamo, di ritorno al passato” Se ci saranno delle variazioni, saranno ancora più stringenti, in termini di gara”.

Sulla base di quanto detto si erano ipotizzate tre possibilità: non mi muovo, sto fermo, sperando in proroghe o interpretazioni estensive della scadenza -l’avevo detto allora- mi integro con società quotata, a cui conferisco le gestione in cambio di quote, come per il gas; mi integro a livello provinciale, unisco le potenzialità delle due aziende provinciali di settore, nella prospettiva di integrazione a livello regionale, con potere contrattuale adeguato.

Queste erano le tre possibilità dette allora, e l'azienda ne aveva, di queste tre, sviluppata una. Abbiamo sviluppato la terza ipotesi, perché indicata dal socio nell'assemblea del 30 giugno 2008, e condivisa dal CdA in carica. Andiamo pure avanti.

Allora, percorso operativo, ulteriore Spin off, cioè stessa operazione AS2. 25 Creazione di una società provinciale, attraverso una fusione per incorporazione di ECOGEST, livello di integrazione regionale e fusione per incorporazione della società provinciale SPL, in una società quotate in borsa. Domanda: questo percorso è ancora valido oggi?

La risposta: questo percorso è valido parzialmente, perché sono intervenute delle norme, meno di 60 giorni fa, che hanno cambiato lo scenario. Andiamo avanti. Questo è il riassunto poi in termini… Andiamo pure avanti, Giancarlo.

Basta, perfetto. Partiamo con le novità, quindi. Okay!

Allora, cos'è successo? E’ successo che fra aprile e oggi è intervenuto il legislatore. E’ intervenuto il legislatore ed è intervenuto nel senso che più o meno ci si aspettava, cioè ha dato una breve proroga, però, assieme alla proroga, ha indicato in tutti quegli elementi, diciamo che mancavano nel primo 23 bis che, di fatto, danno una necessaria importanza a rispettare la nuova data assegnata.

E soprattutto è intervenuta una modifica sostanziale della legge, in tema di società quotate, che però necessariamente va ad inficiare il Piano Industriale allora fatto, dove prevedeva come risultato ultimo, l'integrazione con la quotata. Avendo modificato sostanzialmente le norme sulle quotate, ovviamente dovevamo e dobbiamo guardare quel Piano Industriale se è ancora buono. Andiamo avanti.

Quindi, che domanda ci siamo posti? 1) Evoluzione rispetto alla relazione del 21 aprile 2009; 2) Possibili strategie future della società in relazione agli interventi normativi; 3) Si cerca di arrivare alla risposta posta dal Consiglio Comunale, vediamo i servizi ambientali. Allora, oggi come siamo messi?

Al 31.12.2009 abbiamo che i servizi ambientali, cioè il contratto di igiene ambientale e i contratti annessi a quello principale, hanno prodotto ricavi per € 9.554.000, pagati fondamentalmente dalla collettività per mezzo della TIA. In particolare, l'igiene ambientale non ha avuto una variazione dei ricavi rispetto all'anno precedente. Questo è un buon dato dal punto di vista oggettivo, e adesso lo spiegheremo perché è un buon dato.

Gli altri servizi pubblici locali, cioè tutti gli altri, caselline verdi della galassia ASM, hanno prodotto € 2.500.000 di fatturato, la cosiddetta AS2 € 3.243.000, i servizi a mercato € 5.677.000 e l’energia € 26.000.000. Questi sono i parametri di grandezza con cui si sta muovendo oggi ASM S.p.A. Quindi, di fatto, la domanda è: a mercato, stiamo avanti?

Per questo non abbiamo elementi qui per rispondere, però sappiamo che in questo momento il mercato, fra diretta ed indiretta, produce € 30.000.000 di fatturato. Allora, confronto fra servizi. Ambientali: 66 dipendenti, ricavi € 9.554.000, ricavo uomo € 144.760.

Altri SPL € 97.960, l’AS2 € 129.000, a mercato ogni addetto produce € 210.000. La questione è: attenzione che questa non è una classifica di merito, ma è uno spunto di analisi. Perché?

Perché nei servizi ambientali, essendo servizi a tariffa, più è basso il valore ultimo, meglio è! Cioè, il servizio igiene ambientale non mira a fare utili, mira a dare un servizio efficace ed efficiente al costo più basso possibile. Quindi, questo € 144.000, in rapporto ai € 210.000 del mercato, è un dato che evidenzia che vi è comunque una separazione di indirizzi fra i vari settori dell'azienda, dove ognuno ha un obiettivo che è tarato su quella che è la propria mission.

All’igiene ambientale hanno il compito di tenere cosiddetta pulita -passatemi il termine volgare- la città, al costo più basso possibile. Sta significando che quei dipendenti che stanno lavorando, sono molto bravi, in altre parole! Quel numero!

E sono altrettanto bravi i dipendenti a mercato che in 27 mi producono € 5.600.000, lì sì che devono far fatturato! Gli altri SPL, attenzione bene, il dato giallo è un dato ancora inficiato, perché? Perché dentro ci sono i servizi cimiteriali con delle tariffe che avevano oggettiva necessità di essere adeguate, vedremo i benefici già nel 2010 insomma, si presume.

Possiamo pure andare avanti.

26 Allora, attenzione, siamo al nocciolo della questione, una cosa non detta ad aprile, che però oggi è il momento un attimo di far emergere: quando abbiamo fatto il Piano Industriale, o comunque già dal nostro insediamento, e ripeto non è esclusiva nostra questa prerogativa -parlo per noi, ma può valere anche per altri, può valere- ci sono dei principi di gestione, quindi di approccio all'attività aziendale, che come tali devono avere una valenza nel medio e lungo periodo, e come tali non possono essere messi in discussione.

Allora, quali sono questi principi che valgono per tutta l'azienda e per ogni, diciamo, linea di comportamento, io dico non modificabile da parte dell'Amministrazione, io parlo dell'azienda, e sono due principi che sembrano banali o scontati, ma che forse è meglio fare una riflessione, io suggerisco: emersione dei reali valori economici e patrimoniali, se mi approccio con l'esterno, io mi devo approcciare per quello che sono e non per quello che gli altri o noi stessi vorremmo fossimo.

Non voglio essere sovrastimato e non voglio essere sottostimato! Garanzie a livelli occupazionali e diritti acquisiti dei lavoratori, altra cosa scontata. Siccome abbiamo visto nella tabella precedente, che siano a mercato o che siano SPL, abbiamo dei lavoratori che sono efficaci ed efficienti, io questo know how non intendo barattarlo!

Queste capacità acquisite nel tempo, non sono oggetto di confronto. Applicato al ramo di igiene ambientale, il principio generale qual è? Che la capacità dei lavoratori che sono, per il tipo di servizio che viene svolto a Rovigo come tecnica, di altissima specializzazione, concorrono direttamente all’emersione dei valori economici patrimoniali reali.

In altre parole, Via Delle Industrie non è un capannone, dei camion e della gente, ma è un sistema organizzato ad alta specializzazione, che solo nel suo complesso consente di fare emergere i valori reali del patrimonio, e pertanto non può essere messo in discussione come principio strategico di fondo, qualsiasi tipo di garanzia acquisita dai lavoratori, come non può essere messo in discussione il complesso di Via Delle Industrie!

A prescindere da quelli che saranno poi i tecnicismi giuridici, giuridico, scusate, aziendali, che verranno applicati per realizzare il Piano Industriale. Allora cos'è successo? E’ successo che… vedete, là sotto c'è un puntino in più, rispetto ad aprile, norme servizi pubblici locali, art.

15 D.L. 135 del 2009, convertito con la legge 166 del 2009, che modifica l'art. 23 bis 133 del 2008.

In poche parole, a novembre ci hanno cambiato le carte in tavola, non totalmente, però qualcosina è successo. Vediamo che cosa.

Mi dicono che le gestioni in essere, alla data del 22 agosto 2008, affidate conformemente ai principi comunitari, in materia cosiddetta in house, quindi sono… per ASM abbiamo, oltre che i servizi di igiene ambientale, i cimiteri, le pubbliche affissioni e i parcheggi, nonché la gestione calore, cessano improrogabilmente -ecco una norma inserita dal legislatore- e senza necessità di deliberazioni, ulteriore vincolo che viene messo, da parte dell'Ente affidante, alla data del 31.12.2011. Che cosa stanno dicendo?

Attenzione che io, nel primo 23 bis, quello che abbiamo visto ad aprile, ti avevo dato una data del 31.12.2010, ma non ti avevo dato le pene se non le applicavi, adesso ti do una nuova norma e ti indicò la sanzione se non lo fai: perdi tutto! Si va all'asta! Si va all'asta, quindi ti devi adeguare.

Poi ti dicono: e se cessano alla scadenza prevista dal contratto di servizio, a condizione che entro il 31.12.2011 le Amministrazioni cedano almeno il 40% del capitale, attraverso la metà, di cui alla lettera B) procedura ad evidenza pubblica. Qualsiasi cosa tu voglia fare, per adeguati, d’ora in poi devi passare per gara. Risultato: l'integrazione, con la quotata in Borsa, non consente più l'affidamento in house.

Casca! Quindi, questo fa due ragionamenti emergere: 1) un'integrazione a livello provinciale di tutti gli SPL, è ancora conveniente? Visto che viene a mancare, come opportunità, il tassello successivo dell'integrazione in Borsa?

Andiamo avanti. Perché per le Borse, mi dicono che le società pubbliche quotate in Borsa, entro il 30.06.2013 e dopo una successiva scadenza al 31.12.2015, hanno l'obbligo di perdere il controllo pubblico delle società stesse. Quindi, quello che era il progetto di una società regionale pubblica, con affidamento in house, di fatto, con questa norma, viene a cascare.

Perché io posso integrarmi in Borsa, in house, ma a sua 27 volta la società in Borsa, se non diventa a maggioranza di capitale privato a metà del 2013, di fatto, va all'asta tutto. Quindi, vuol dire che viene messo all'asta non più da soggetti Polesani, ma da terzi. Quindi, quella parte di Piano Industriale, alla luce di queste norme, diventa meno appetibile e quindi...

Possiamo andare avanti, Giancarlo, grazie. Mi diventa meno appetibile. Allora qual è il ragionamento che viene fatto in queste ore dentro la Società?

E’ di dire e di cercare di trovare un’equivalenza fra territorio di riferimento di un servizio pubblico locale e l'Ente che indice la gara. Quindi, per i servizi ambientali, norma di legge mi impone che la gara sui servizi ambientali la farà un Ente di valenza provinciale, quindi l'idea è di dire: “Io, con colui che farà la gara, mi debbo interloquire con un unico soggetto, che fa quel servizio, in quel territorio”. Mentre per tutti gli altri SPL, titolato a fare la gara sarà il Comune di Rovigo.

E’ qui che matura la modifica del Piano Industriale in questo ambito. Andremo adesso a vedere che andremo a separare, rispetto ad allora, l’igiene ambientale, rispetto agli altri SPL, perché? Perché l'obiettivo strategico di fondo è di dare equivalenza fra territoriale, fra soggetto che farà la gara e società che svolge il servizio in quel territorio.

Igiene ambientale, soggetto provinciale che indirà la gara, servizio provinciale di igiene ambientale. Gli altri SPL è il Comune di Rovigo che indirà la gara? Si raffronterà l’ASM sulla sua valenza comunale.

Andiamo pure avanti. Okay. Penso che sia, dopo quello che ho detto… sarebbe stato anacronistico non mettere questa slide, cioè rispetto ad aprile abbiamo messo una bella crocetta sull’integrazione quotata in Borsa.

Ripeto, in quanto non opportune in questo momento, per i fini che ci eravamo dati, cioè di avere comunque un controllo pubblico di questi servizi, nella loro gestione. Andiamo pure avanti, ho quasi finito. Quindi, morale: avremo i servizi strumentali, il Piano Industriale è già stato, per così dire, portato a termine, come ci eravamo detti, senza nessuna variazione rispetto al 21 aprile; i servizi ambientali affidamento ad ATO Rifiuti, quindi la gara la farà l'ATO Rifiuti, per legge -eccolo qua l'art.

202 c. 1 DLGS 152/2006- quindi, si vorrebbe un'unica procedura per tutto il territorio dell'ambito, auspicabile con un solo soggetto gestore dei servizi. Per gli altri servizi pubblici locali, affidamento al Comune di Rovigo, per un solo territorio comunale.

Quindi, per quelli mi approccerò con il titolare della gara con quei servizi. E qui sarà l’ASM, e l’ASM vista come, diciamo, la vediamo oggi, perché è sempre ASM questa, dal mio punto di vista. Dopo di che possiamo mettere un'etichetta diversa, dal punto di vista giuridico ma, come ho detto prima, di questo trattasi.

Andiamo avanti, Giancarlo. Va beh, fine! Nel senso che queste sono le norme di legge, come l'altra volta, su cui è stato basato quest’integrazione del Piano Industriale.

Sono qua a rispondere a domande, dove posso rispondere, dal punto di vista tecnico, e dove non riesco… ma semmai mi riservo dopo di dare risposte in una fase successiva. Grazie.

Intervento n. 76
Pagina 37
Punto 4

Divisione Ambiente ASM: “Situazione attuale e prospettive future” con la partecipazione del Presidente di ASM Dott. Giovanni Salvaggio. (Richiesta convocazione Consiglio Comunale ai sensi dell'art. 39, 2° c. L. 267/2000, da parte di 12 Consiglieri Comunali di minoranza)

Presidente di ASM

Leggi intervento

Telegrafico. Sugli advisor: ci sono alcune advisor che devono essere obbligatoriamente nominati per legge, altri eventuali. Quindi, risposta: massima elasticità su questo.

Per quanto riguarda i contratti: contratto Federambiente è quello attualmente in essere e che, onestamente, per contratto collettivo non può essere messo in discussione in queste attività. Ovviamente io parlo per la mia azienda -mia- della città di Rovigo, che in questo momento pro tempore sto rappresentando. E ripeto: quelli che sono anche gli accordi aziendali, come ho detto prima, non sono in discussione, non sono.

Punto. È una cosa che non è neanche da… L'ho detto prima, è inutile che mi ripeta. Grazie

21 aprile 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 152
Pagine 45–55
Punto 6

ASM SPA: presentazione Piano Industriale - Illustrazione politica dei rifiuti a livello comunale e prospettive provinciali (Su richiesta da parte di n. 10 Consiglieri Comunali ai sensi L. 267/2000,art. 39, 2° comma)

Presidente ASM Rovigo SPA

Leggi intervento

Buon pomeriggio a tutti. Allora, la chiacchierata odierna o l'illustrazione che adesso cercherò di fare, mira a rispondere ai due quesiti che sono pervenuti in Azienda, posti da alcuni Consiglieri Comunali, e riguardano, l'abbiamo messo nella presentazione, il “Piano Industriale” e dopo “Illustrazione politica dei rifiuti a livello comunale e prospettive provinciali”.

Allora, preliminarmente volevo un attimo esporre quella che sarà la mappa della chiacchierata o il percorso logico che si cercherà di seguire nell'esposizione. Quindi, prima di tutto si cercherà di dare una definizione teorica di Piano Industriale, cioè che cos'è un Piano Industriale e come si compone, dopodiché dall'applicazione teorica andremo ad applicare al caso ASM quelli che sono i requisiti essenziali di un piano industriale.

Successivamente andremo a guardare, data l'applicazione di quelli che sono gli elementi tecnici aziendali, di quali possono essere le strategie future della società. Dico il “posso” perché possono, perché vedremo alla fine che non ci sarà una soluzione, ci saranno delle soluzioni che vengono proposte al Consiglio. Soluzioni che ovviamente non sono una migliore dell'altra, ma ognuna di queste avrà dei pregi e ognuna dei difetti, ovvero dei punti di forza e di punti di debolezza.

Questa esposizione avrà ovviamente, in quanto questo era il quesito posto, un approfondimento particolare riguardo al settore igiene ambientale, che poi vedremo assieme, si tratterà più che del settore igiene ambientale, della divisione “Servizi pubblici locali”. Partiamo allora. Punto primo: “Definizione di Piano Industriale”.

Qui c'è una definizione presa da quella che è una dottrina economica maggioritaria, si dice che è un Piano Industriale o business plan quel documento o serie di documenti tra loro coordinati, ove vengono stabiliti gli obiettivi strategici di un’impresa e le metodologie operative per conseguirli nel medio periodo, date le opportunità e i vincoli esistenti nell'area di business in cui opera.

Quindi, prima questione, vedere di tradurre questa definizione economica in italiano, cioè vedere che cosa c'è scritto qua sopra. Allora, vediamo di interpretarla ponendo l'attenzione su tre parole, abbiamo un'impresa, degli obiettivi strategici e metodi operativi per conseguirli, medio periodo, opportunità e vincoli. 46 Se non diamo una risposta o una definizione a queste parole, business plan vuol dire tutto e non vuol dire nulla.

“Cos'è un'impresa”? “Che cosa significa medio periodo”? e dopo avremo “Cosa sono le strategie e le metodologie operative, cosa sono opportunità e vincoli”. Alla prima domanda risponderò per ultimo, perché?

Perché se non si pone un minimo di approfondimento sulla definizione di impresa, fra un pochino faremo fatica a comprendere appieno -io dico ad apprezzare appieno- sia la legge Brunetta che il decreto Bersani in tema di società pubbliche. Allora, più semplice è che cosa significa medio periodo. Per la dottrina economico-aziendale in linea di principio si intende un lasso di tempo compreso tra 2 e 5 anni.

Breve periodo è un esercizio, si va dal medio, da 2 a 5, a volte estendibile anche a 6 o 7 per aziende che hanno un'attività produttiva ciclica, ciclica e non modificabile. Il caso classico sono le miniere, dalle miniere sai più o meno cosa ricavi nel momento in cui hai fatto le rilevazioni geologiche. Cosa sono le strategie e le metodologie operative?

In soldoni o per rendere l'idea in modo molto pratico, è semplicemente cosa voglio fare e come lo voglio fare. Quindi, cosa voglio fare e come lo voglio fare tra due e cinque anni. Questo dovremo cercare assieme di sviscerare, sapendo che abbiamo a che fare con delle opportunità e dei vincoli.

Cioè, mi spiego, abbiamo delle cose che non possiamo modificare, o le possiamo modificare in modo abbastanza complesso e non facilmente, che sono elementi che sono interni, insiti all'impresa, all’ASM, e ci sono invece degli elementi esterni all'impresa ASM su tutte le leggi che regolano l'attività di queste imprese, di queste aziende.

Allora, se riusciamo a capire quali sono gli elementi interni che regolano oggi la vita dell'Azienda, e con cosa estremamente dobbiamo confrontarci, a quel punto potremo tentare di ipotizzare degli scenari di sviluppo dell'impresa. Impresa che non è altro che uno strumento, un particolare strumento economico, cioè io sono di fronte a un'impresa quando si dice un'organizzazione di cose e persone, e dico che hanno lo scopo di soddisfare i bisogni di una collettività di riferimento, in presenza di risorse scarse.

Quindi, quando dico che è un particolare strumento economico, inserito nel più ampio universo di soggetti economici denominati aziende, tutte le aziende hanno uno scopo di soddisfare bisogni nella propria collettività di riferimento, sapendo che siamo in presenza di risorse scarse, cioè non possiamo soddisfarli tutti i bisogni. Abbiamo un’Azienda pura se si preoccupa di soddisfare direttamente questi bisogni, ed il caso classico è il Comune.

Il Comune è un'azienda, deve fare le strade, ma anche emettere certificati di nascita, ma non si preoccupa di produrre ricchezza, cioè di reperire delle risorse e, attraverso un'attività lavorativa, farle diventare di più di quelle che erano dopo un determinato periodo di tempo.

L’ASM invece è un'impresa, quindi noi primariamente, come obiettivo, dico noi impresa, io che sono solo un pro-tempore e di passaggio, il suo fine ultimo o fondamentale non è tanto di soddisfare come fine ultimo i bisogni, i bisogni vengono soddisfatti come richiesta da parte o del socio o dei singoli cittadini, ma fondamentalmente, soddisfacendo queste richieste, dovrei, alla fine di un determinato periodo che è l'anno, in un anno, avere di più di quello che ho usato, delle risorse che ho usato per produrre questi beni o erogare questi servizi.

Scusate se mi sono soffermato su questa definizione perché ripeto, il Brunetta e Bersani girano attorno a questa definizione. Questo l’ho già detto. Quindi, vincoli e opportunità sono elementi interni o strutturali, quelli che nella natura giuridica, l'impresa, il numero di dipendenti, quindi quelle che sono le situazioni interne all'azienda; elementi esterni sono elementi esterni obbligatori, sono quegli elementi con cui l'azienda ha a che fare della propria vita quotidiana.

Io ho fatto degli esempi, fra gli elementi interni strutturali abbiamo la natura giuridica, il numero dei dipendenti strutturati, l'organizzazione di fondo del lavoro. 47 Se io ho a che fare con 160 dipendenti, non è la stessa cosa che averne a che fare con 20 o averne 400. Avere delle norme che vincolano in modo restrittivo l'attività che vai a gestire, non è la stessa cosa che essere in una totale liberalizzazione, elementi esterni obbligatori.

Quindi, fare un Piano Industriale che significa? Significa cercare di conoscere il più possibile questi elementi strutturali e obbligatori, cioè con cosa ho a che fare, e cercando di conoscere più a fondo possibile con cosa ho a che fare, dovremmo tentare di ipotizzare un programma di sviluppo dell'impresa che sia compatibile con tutti questi elementi. Più informazioni detengo, più è probabile fare un Piano Industriale che sia corretto.

Vi ricordate con il gas? Insistevo col dire: "Dobbiamo raccogliere informazioni. Dobbiamo raccogliere informazioni.

Dobbiamo confrontarle”. Qui è la stessa cosa: dobbiamo raccogliere informazioni e dobbiamo confrontarle. D'ora in poi cercherò di darvi tutte le informazioni che sono in nostro possesso, in modo da aprire poi una discussione su tre scenari che dopo io andrò a esporre.

Quindi, se nei prossimi minuti si riusciranno a condividere gli elementi strutturali e obbligatori di ASM, ci si potrà poi dedicare alle valutazioni di sviluppo discrezionali, attraverso tre scenari alternativi che verranno proposti in questa illustrazione. Quindi, partiamo da queste definizioni teoriche ed entriamo nel mondo ASM. Elementi strutturali: vediamo un po' con cosa abbiamo a che fare.

Abbiamo a che fare con una SPA che ha un socio unico che però è un ente locale, quindi abbiamo un'impresa che però è posseduta, inteso come diritto reale, è posseduta da un'Azienda di erogazione che è il Comune. Primo dato questo, non è né bello e né brutto, ma su questo dobbiamo gestirci. Abbiamo 159 dipendenti al 31.12.2008, fondamentalmente abbiamo un'attività di servizi pubblici locali, però la definizione di servizi pubblici locali non l’ho ancora data e la vedremo più avanti.

Dico fondamentalmente perché non è solo servizi pubblici locali che fa ASM. Infine abbiamo un patrimonio netto, che ancora non ho definito, di € 19 milioni 700.000, circa € 20 milioni. Che cos'è?

E’ quello che ho in un determinato istante, misurato in euro. Posso avere immobili, crediti, camion, capannoni di buono, e dediti, fondo TFR, svalutazione dei capannoni, meno buono. La differenza fra il buono e il meno buono mi dà il saldo che in questo momento è di circa € 20 milioni con il segno più.

Invece cosa c’è fuori dall'Azienda, di elementi con cui dobbiamo avere a che fare? Attaccati ai servizi pubblici locali c’è l'obbligo della cosiddetta in house providing, che significa che noi stiamo servendo dei servizi pubblici locali, che fra un po’ definirò in modo più esteso e in modo diretto.

Cioè, il nostro socio ce l'ha dato in mano, ha detto: “Io sono il padrone di questa società, ti do in mano i servizi, un elenco dei servizi che tra un po' vediamo nel dettaglio, me li devi gestire al meglio possibile, però sappi che te li ho dati in mano senza fare un confronto con altre imprese che fanno lo stesso lavoro”. E questo porta a delle implicazioni di carattere normativo importanti e che dovremo sviscerare nel corso della chiacchierata.

Seconda questione: non abbiamo -lo dicevo prima- solo servizi in house providing, perché? Perché non abbiamo solo servizi pubblici locali, abbiamo anche servizio a mercato, onoranze funebri, farmacie, e abbiamo anche dei servizi che si chiamano strumentali, che anche questi li vedremo fra un pochino. Anche questi che sono affidati dal Comune in modo diretto ad ASM, senza passare per gara.

Quindi, il fatto che ci sia questa particolarità, cioè il fatto che l'Azienda stia gestendo dei servizi pubblici, vuoi che siano locali, vuoi che siano strumentali, senza passare per lo strumento gara, vincola l'attività dell'impresa a dei parametri molto stretti, attraverso delle norme di legge di diritto amministrativo che l’Azienda deve rispettare. Allora, “Natura giuridica e struttura dei soci”.

Quindi, abbiamo un ente locale -cominciamo un po’ a mettere insieme le cosine- abbiamo un ente locale che ha come scopo quello di soddisfare direttamente i bisogni della collettività di riferimento, date le risorse disponibili, che detiene totalmente una SPA che come tale, natura giuridica, deve produrre ricchezza per i soci.

48 Ho messo le freccette che si inseguono l'una con l'altra: la SPA deve produrre ricchezza, cioè devo acquisire risorse, lavorarle, offrire servizi, vendere prodotti e avere un surplus; quel surplus lo devo dare al socio, che dopo lo gestirà come meglio crede. Il socio, però, non fa quest'attività, il socio ha delle risorse date in mano, e con quelle deve cercare di soddisfare i bisogni della propria collettività.

Vien da sé che non a Rovigo, in tutta Italia, dove c'è una società di capitali, posseduta interamente da un Comune o da pochi Comuni, che tendenzialmente c'è l'Ente locale che cerca di soddisfare i propri bisogni, poi nell'arco di un anno è normale cercare di soddisfare più possibili e di reperire più risorse possibili. Scatta la patologia in corso d'anno di chiedere alla società di sostituirsi al socio. “Siamo d'accordo che ti faccio tre sfalci dell'erba nella mia attività”.

A metà anno, caldo, temporali che fanno crescere: “Mi vai a fare il quarto?” “Non sono organizzato per quattro, sono organizzato per tre. Cosa significa? Io il quarto te lo posso andare a fare di sfalcio, ma sappi che si riduce la ricchezza dopo a fine anno, perché mi ero organizzato per farlo per tre.

Io ti capisco di sopra: hai bisogno di garantire dei prati tagliati”. L'importante è sapere invece che sotto, invece, abbiamo un altro obiettivo, ma non è che se lo danno gli Amministratori, è la natura giuridica, è la SPA che se lo dà così. Bisogna trovare quel giusto equilibrio.

Ripeto, non è il caso di Rovigo, lo sottolineo, è il caso di ovunque ci sia una situazione tra socio, Ente locale o pochi Comuni, socio unico, e la società sotto di servizi. Avviene dappertutto! L'importante è riuscire a gestire questo “gattino”, queste frecce che si rincorrono l'una con l'altra, aspettare il risultato dell'azienda e usare dopo la ricchezza prodotta per il soddisfacimento dei bisogni.

Durante i lavori in corso è possibile, cioè durante l'anno, variare gli accordi, ma se vario gli accordi so che vado ad incidere o sulla mission di uno o sul perseguimento del Bilancio di previsione di quell'altro. Ecco perché necessità prima dell'Ente locale è fare i Bilanci di previsione, ho tante risorse a disposizione e con quelle risorse tento di fare, di soddisfare questi bisogni direttamente; ecco perché nelle società di capitali io ho il Bilancio consuntivo.

Ho prodotto tanta ricchezza nell'anno precedente e la metto a disposizione del socio, peggio quando lo brucio, perdita! Fortunatamente oggi non parliamo di questo caso, parliamo di Bilancio, anche di un consuntivo del 2008 che va a chiudere in utile. Scusate se ho insistito, ma il Brunetta e Bersani si giocano tutto in queste definizioni e in questo meccanismo, cioè il Brunetta e Bersani, che sono due norme identiche, vanno a cercare di separare quel rapporto che c'è tra società e socio nelle proprie gestioni.

Questo è il loro scopo fondamentale. E sono due norme che sono praticamente uguali. Allora, nel nostro caso, quanta ricchezza ASM ha prodotto nel tempo e che ha dato al socio?

Perché produrre ricchezza teoricamente, per dire: “Ho prodotto utili per un milione. Quanti te ne do? Neanche uno” Per il socio quanto fa?

Zero. Allora abbiamo messo un po' di numerini, pochi, perché volevo tentare di non fare confusione dopo con i numeri. Allora le distribuzioni sono state: € 92.000 -arrotondo- nel 2000; 348 mila nel 2001; 200 mila nel 2002; 400 mila nel 2004; 710 mila nel 2005; 500 mila nel 2006, 1 milione nel 2007.

Allora le due colonnine rosse non stanno ad indicare l'anno in cui si è distribuito di più, stanno ad indicare due anni in cui l'Azienda è stata soggetta ad operazioni straordinarie e quindi hanno creato dei plusvalori, diciamo, di carattere speciale, lo chiamo -appunto come dice la parola- straordinario, che sono andati oltre l'ordinaria gestione. Quindi , il 2005 è stato l'anno dell'acquisizione dell’ASP, della fusione con l’ASP e il 2007 è stato l'anno dell'operazione gas.

Quindi, questi due anni si fa fatica a raffrontarli con gli altri esercizi perché, ripeto, sono influenzati, fortunatamente in modo positivo, sia il 2005 che il 2007, da operazioni straordinarie che normalmente non fanno parte della vita dell'impresa. L’ASP l’ho acquisito una volta sola! L'operazione del gas l’ho fatta una volta sola!

Ci siamo? 49 Quindi, il dato che mi piacerebbe far notare, che sia l'operazione ASP che l'operazione gas, è stata un'operazione in utile per il Comune, quindi si possono tecnicamente -non mi spingo nella politica- sono state tecnicamente entrambe operazioni corrette. Questo è il numero che lo dimostra.

La più corretta? La più corretta non lo so, ma sicuramente hanno provocato degli utili in quegli anni superiori a quella che è la media dell'impresa, della gestione ordinaria. Altra valutazione: questi utili, di fatto distribuiti, ma che cosa sono?

Non sono altro che la ricchezza prodotta in un anno. Ho acquisito risorse, le ho lavorate e ho messo fuori un prodotto o una serie di prodotti, alcuni concordati con il Comune, altri invece al libero mercato, che alla fine tanto ho acquisito, tanto sono stato scelto dai cittadini, liberamente per le farmacie o obbligatoriamente per la raccolta dei rifiuti, la differenza tra quanto ho speso, quante risorse ho consumato e quanta ricchezza ho prodotto, danno quel numero lì in un determinato periodo di tempo.

Se vado a distribuire, a dare al Comune questo risultato, io non vado a toccare che cosa? Quel numero che c'era prima che si chiama il patrimonio, lo mantengo stabile. Quindi, alla domanda, se io vi dico che nel 2008, quindi annata 2009, prevedo, secondo un'annata di gestione ordinaria, di dividere, di dare al Comune € 600.000 circa, adesso stiamo chiudendo il consuntivo, gli utili sono aumentati o diminuiti?

Questa è la prima osservazione. Il che lo prendo come dato statistico, cioè non lo prendo come dato... perché in ogni caso un aumento o una diminuzione non va mai confrontata con gli esercizi precedenti per la semplice cosa: che il tempo non è una variabile neutra.

Cioè, io potrei anche annunciare di avere una riduzione degli utili, come invece annuncio un aumento degli utili nella gestione ordinaria, ma guai a prenderla come un confronto ad una classifica di cos’era prima di cosa e cos’era dopo, perché il tempo è una variabile che influisce. Le condizioni che c'erano quattro anni fa, non sono le stesse che ci sono oggi, e non sono sicuramente le condizioni che ci saranno quest’altro anno. Gli elementi strutturali obbligatori cambiano in continuazione.

Tendenzialmente si può pensare di avere un aumento di utili nel tempo, se ci si adatta ai mutamenti ambientali, strutturali e obbligatori, in modo virtuoso. Ecco lo scopo del Piano Industriale: io cerco di proporvi un qualcosa che tendenzialmente dovrebbe cercare di mantenere o aumentare la ricchezza che andrà a prodursi nei prossimi anni, quali? Da due a cinque.

Ci siamo? Diverso il discorso, invece, delle riserve distribuite, che le ho messe sotto, queste non c'entrano nulla con la ricchezza prodotta, quelli sono proprio un pezzo di patrimonio che è stato dato al Comune o il Comune s'è preso, come legittimamente… con una delibera di assemblea, ma non c'entra con la produzione di ricchezza questa qua. Questa è un pezzo d'azienda.

Il che, ripeto, legittimo e non mi permetto di valutare se è bene o male, però non è un valore da confrontare con la produzione, con i risultati di gestione singoli delle singole annualità. Ci siamo? Ecco chi siamo oggi.

Chi siamo? Chi siamo tutti noi, perché poi l'Azienda è del Comune, della città. Dopo l'operazione gas, noi siamo messi così in questo momento: operazione gas e, scusate non da poco, anche il Project Financing del Multipiano e Piazza XX Settembre.

Siamo messi così: abbiamo un’ASM SPA , che la vedete è al centro, che è detenuta dal 100% del Comune di Rovigo, la quale detiene il 51% di ASM SET, che è la società che vende il gas, non solo a Rovigo, perché siamo in un'attività a puro mercato nella vendita del gas. Quindi, vende il gas dove si riesce a venderlo. Ovunque!

E siamo in partnership con ASCOPIAVE che detiene il 49% di ASM SET, dei quali noi deteniamo a sua volta il 4,4% di ASCOPIAVE, che siamo i soci di maggioranza relativa dopo la holding; dopodiché deteniamo il 32,45% di ECOGEST come ASM; l'altro socio è il Consorzio Rifiuti, di cui il Comune di Rovigo detiene il 21.16%.

E qua un'osservazione viene da sé, che vuol dire che oltre a gestire i servizi pubblici locali in modo diretto a Rovigo, indirettamente siamo interessati anche alla gestione dei rifiuti della provincia. Dico indirettamente e dico il Comune di Rovigo, perché? Perché si è fatto un investimento sulla 50 società provinciale, fatto in passato, e dico fortunatamente perché questo investimento è stato lungimirante e dopo capiremo il perché, alla luce delle attuali norme di legge.

Dopodiché deteniamo anche il 30% della società delle Telecomunicazioni, della Polesine TLC, e deteniamo il 49% della società di scopo Rotonda Park che ha sistemato il Multipiano e con gli introiti del Multipiano dovrà realizzare la nuova Piazza XX Settembre.

Questo 49 -vi do già subito una comunicazione- si scrive 49 ma si legge 100%, nel senso che quando ho preso in mano il contratto c'era una clausola che consentiva di opzionare, da parte di ASM, l'altro 51% a prezzo di costo, in Consiglio abbiamo già esercitato questo diritto di opzione. Quindi la Rotonda Park è destinata -quindi il parcheggio Multipiano- è destinato ad essere posseduto interamente dalla città di Rovigo. Volete che lo lasci qua, volete guardarlo bene?

Posso andare avanti? ASM vista da fuori, ASM vista da dentro. Cioè, vedete ASM SPA?

Facciamo con un puntino di buttarci dentro quel quadrato dove c'è scritto ASM SPA, se ci buttiamo dentro quel quadratino, vediamo dentro che si scopre in questo modo. Allora, tutti insieme sono oggi i servizi che ASM gestisce, divisi per quattro colori diversi.

Quattro colori perché ogni colore indica: a) dei servizi soggetti ad una certa normativa, quindi tutti i servizi colorati di verde sono soggetti ad una certa normativa; tutti i servizi colorati con il crema sono soggetti ad un'altra normativa; i due azzurrini, terza normativa ancora; il giallo scuro “servizi di staff” è un servizio prettamente interno che ha l'onere/onore di coordinare i tre colori. Allora, i verdi? I verdi sono i servizi pubblici locali.

Cosa si definisce per servizio pubblico locale? Abbiamo un servizio pubblico locale quando un'Azienda, su mandato del Comune, quindi dell'ente locale di riferimento, gestisce dei servizi con un contatto diretto con la collettività, quindi c'è un rapporto diretto fra Azienda e cittadino, su mandato di chi? Del socio.

I rifiuti, tutti noi siamo cittadini di Rovigo, chi è che ci viene a svuotare il cassonetto? ASM. Percepiamo che è ASM che ci viene a svuotare il cassonetto.

ASM svuota il cassonetto perché il Comune di Rovigo gli ha dato mandato, senza fare una gara! Senza fare una gara, per fare questo servizio. Siamo un servizio pubblico locale in house providing.

Ci siamo? Tutti i verdi hanno la stessa identica caratteristica. I verdi sono oggi gestiti a livello obbligatorio, quindi di norme fuori dalla cosiddetta legge Brunetta, che adesso andiamo a vedere tra un pochino cosa dice.

Cremina: servizi strumentali. I servizi strumentali sono quei servizi che sono sempre dati dal Comune all'Azienda, senza passare per una gara, che però, a differenza dei pubblici locali, non c'è un contatto diretto con il cittadino. Il CED, che sono la gestione informatica del Comune, ma il cittadino non sa chi la gestisce, gli interessa venirsi a prendere il certificato di nascita e che venga dato in fretta, e parla con il Comune, parla con lo sportello sotto.

I nostri discussi autovelox: becchi la multa? Parli con il Comune, non parli con ASM! Rassegna stampa: la trovi nel sito del Comune o di ASM, ma è un lavoro che facciamo per il Comune, non c'è un contatto diretto con i cittadini.

Ecco la differenza che c'è tra strumentali e servizi pubblici. Nei servizi pubblici locali abbiamo il contatto diretto fra azienda e cittadino, negli strumentali no. Il punto, invece, in comune è che tutti questi servizi sono gestiti in house providing, cioè non è stata fatta una gara affinché l'Azienda gestisca questi servizi per il Comune.

I due azzurrini: progettazione, sono quando i lavori pubblici, che sono un po' ingolfatelli, chiedono a noi se possiamo progettare, ovviamente non progettare in pieno perché non abbiamo il titolo per farlo, ma fare qualche calcolo, qualche service. Ma il cittadino non sa questo, il cittadino vede l'opera finita fatta dal Comune. Ci siamo?

I due azzurrini: farmacie-onoranze funebri, servizi a mercato. Io dico che questi due sono quei servizi dove l'Azienda non ha contatti con il Comune, se non le autorizzazioni, ma che avrebbe qualsiasi altro farmacista, o qualsiasi altra società di onoranze funebri, e si propone nel mercato come fosse un privato e dice: "Se il mio prodotto è buono, cerco 51 di dare un prodotto appetibile per essere scelto. Se il cittadino mi sceglie, indirettamente porta delle risorse al Comune”.

L'ultimo sopra è “Servizi di staff”: sono quei servizi interni che di suo non producono ricavi, ma che hanno il compito di gestire in modo coordinato tre situazioni completamente diverse. Ci siamo? È ovvio che queste costano, quindi cosa significa?

Significa che costano e producono anche qualche ricavo. Costano perché?

Perché pensate al controllo di gestione -adesso lo vedremo fra un pochino,- pensare che il servizio a mercato e il servizi pubblico locale o lo strumentale hanno di fatto per scopi diversi, il primo è avere un contatto per il cittadino, che sia di un certo tipo e di un certo valore nel servizio adatto; il secondo cercare di spendere il meno possibile in senso tecnico, perché altrimenti il Comune, se gli conviene fare in casa, è inutile che affidi il servizio strumentale all'Azienda!

Quindi, devo sicuramente dare un servizio che costi meno di quanto non costi al Comune se se lo fa internamente! Sotto, nell'ambito pur del rispetto dei servizi sociali che una farmacia o una onoranza funebre deve fare, di proprietà del Comune, ma alla fin fine io devo cercare di produrre ricchezza là sotto, ricchezza che metterò a disposizione del socio. E questa è un'altra riclassificazione dello stesso modello di prima.

Posso andare oltre un attimo? Allora, vediamo un po' i ricavi. Ricavo per divisione: igiene ambientale.

Abbiamo ricavato di TIA, la TIA ce la danno i cittadini, i quali -sottolineo- non possono scegliersi chi porta via l’immondizia, e € 8 milioni 813, di cui di TIA pura € 8 milioni e € 811.000 per altri servizi svolti, che però non sono di asporto rifiuti. Poi abbiamo Progettazione, Onoranze funebri, Pubbliche affissioni, Parcheggi, Gestione Calore. Io mi limito, ecco, di tutti questi, a farvi vedere le Farmacie Comunali che portano a casa la bellezza, con gestione a mercato, di € 4 milioni e 556.000.

Perché vi dico questo? Adesso, se volete un attimo guardare questi numeri… comunque ve li posso anche lasciare. Posso andare oltre e farvi vedere la foto successiva, che secondo me è interessante?

Confronto fra servizi: farmacie,17 dipendenti e 4 milioni e mezzo. Ambiente: 61 dipendenti e 8 milioni di ricavi. Non è che uno è bravo e l'altro non è bravo, hanno scopi diversi!

Hanno finalità e scopi che sono completamente diversi l'uno dall'altro. L'ambiente: queste 61 persone, loro devono fare in modo di garantire un certo tipo di servizio, ricavando il meno possibile. Tanto meno ricavo, tanto più bassa è la TIA.

Le farmacie: 17 dipendenti e 4 milioni e mezzo, loro devono fare in modo di vendere, ripeto, nel rispetto di quelle che sono quelle prerogative di un’Azienda pubblica, che comunque siamo… eccetera, eccetera, eccetera! Però comunque non possiamo negarci che nel 2009 fondamentalmente se una farmacia si rende appetibile al mercato, penso a Boara, è sì un luogo sociale, ma è anche un luogo che se si lavora bene, si possono anche realizzare dei numeri. Dico Boara ma può essere Borsea, ma anche centro storico.

Quindi, questi due numeri fanno capire come dentro a questa Azienda vivano di fatto tre culture imprenditoriali completamente diverse una dall'altra, e non è il caso di questa Azienda, ma è il caso della maggior parte di tutte le aziende detenute da uno o pochi Comuni. Prima Bersani e poi Brunetta sono intervenuti e hanno detto: "Questi tre servizi assieme non possono coesistere. Fate delle scelte.

Fate delle scelte, vi guidiamo nelle norme -adesso le guardiamo- però secondo noi è antieconomico che possano convivere all'interno di uno stesso soggetto un'impresa che debba fornire dei servizi al Comune, in quanto tale, come fornitore, ma senza una scelta a gara, che possa convivere un'impresa che faccia dei servizi pubblici al cittadino, avendo come scopo di dare un buon servizio e spendere meno, e quindi avere pochi ricavi, perché i ricavi che ho sono di natura tributaria, la TIA, e un'azienda che sia a mercato puro che deve fare e produrre ricchezza a 360°”.

Prima Bersani e poi Brunetta sono intervenuti e hanno detto: “Ragazzi, dovete separarvi” evidentemente, messa così, che non è né male né bene, è un dato, non c'era solo ASM, quasi tutti!

E infatti, dati gli elementi strutturali, o delle norme obbligatorie, oltre alle norme classiche sulle società, oltre alle norme comunitarie in house providing, il lavoro a servizi pubblici o strumentali 52 senza gara, sono arrivati il Bersani, che è l'ultima versione di febbraio del 2009, cioè di circa 60 giorni fa, e abbiamo la legge finanziaria 2009, l'articolo 23 bis è il famoso Brunetta.

Adesso lo dico dal punto di vista tecnico, quelle due norme, soprattutto il Brunetta, più le leggo e più mi piacciono, lo dico proprio tecnicamente, mi sbaglierò ma non sono fatte male quelle due leggi, e adesso cerchiamo di capire cosa ci dicono. Adesso vediamo e le guardiamo una per una, eh! Allora, cosa mi dice?

Partiamo da Bersani, cosa dice Bersani? L'articolo 13, legge 223/2006, convertito in legge 248/2006, ultima versione febbraio del 2009, cosa dice? Le attività in cremina, entro e non oltre il 31.12.2009, non possono convivere con qualsiasi altra attività, non possono convivere né con i verdi e né con gli azzurri.

Non dico che dovete chiudere baracca -mi dice Bersani, dico che dovete fare una società a parte e me la dovete fare entro e non oltre il 31.12 .2009. Va beh, io non voglio farla, non la voglio fare, non m’interessa, che succede? Uno: o cedo a terzi e devo fare una gara per tutte le attività, oppure non faccio nulla, o le tiro dentro ovviamente me le tiro dentro, oppure mi organizzo, mi organizzo come?

Faccio l'operazione che è considerata più semplice, faccio la cosiddetta scissione, cioè divido l’ASM in due società dove in una mi porto fuori tutti i cremina. Ci siamo? Lo chiamo spin-off, mi scuso della parolona in inglese è che non ho altro modo perché in italiano non c'è la traduzione, comunque è una scissione, cioè l'Azienda… Torniamo alla nostra bella galassia, viene fuori, si porta via un po' di servizi di staff ovviamente e si fa una società controllata al 100% dal Comune di Rovigo in prima battuta.

Dopo però noi, in questi lavori con i cremina non li stiamo facendo solo per il Comune di Rovigo, li stiamo facendo anche per altri Comuni del Polesine. Allora, se vogliamo continuare ad avere questi contratti, questi Comuni dovranno diventare soci, insieme al Comune di Rovigo, di questa nuova società nata, altrimenti i contratti che sono in essere automaticamente decadono. Quindi il Bersani in questo momento ha già una sanzione certa e definita.

Ecco perché nella fotografia ho messo “urgenza non rinviabile”, perché qui siamo in una norma che ti dà delle imposizioni e purtroppo dà già anche delle sanzioni se non ottemperi. 14/2009 l'ultima versione, meno di 60 giorni fa. Quindi anche qua, elaborare il Piano Industriale con queste evoluzioni normative, vi assicuro… insomma… Propongo, io propongo, ma -ripeto- diamo questa proposizione perché?

Perché è la soluzione che fa mantenere i contratti sia con il Comune di Rovigo, ma anche con gli altri Comuni, i quali poi dovranno diventare soci. Perché mi dice il Bersani: “Tu puoi lavorare esclusivamente per i tuoi soci”. Quindi, se io ho un contratto, dico, con il Comune di Occhiobello o di Villadose, se il Comune di Occhiobello o di Villadose non mi diventa socio, decade il contratto.

Io ho scritto, dopo… forse ho esagerato o forse no, però di questo teoricamente si tratta: se non mi muovo, pena la nullità dei contratti, e questo è certo e, a cascata, la conseguente forte riduzione dei ricavi, che non avrebbe più ASM SPA ma continuerebbe ad avere il Comune di Rovigo come socio, e soprattutto perdita di posti di lavoro. E, ovviamente ragazzi, se non ho più il servizio, non più dipendenti, parliamo di circa 28 persone. E questa è la prima parte, e quindi Piano Industriale che cosa facciamo?

Dati gli elementi strutturali, dato l'elemento obbligatorio esterno -legge Bersani- strutturale, io ho 30 persone che lavorano per questi servizi, ho dei contratti che sono, vi dico, in utile, lo vedremo con il Bilancio consuntivo, è atto dovuto proporre lo sviluppo di questo tipo di attività, attraverso che cosa? Rompere l'attuale ASM con una società che gestisce solamente i servizi industriali come vuole Bersani, scusate, i servizi strumentali, chiedo scusa. Ci siamo?

Quindi, primo punto: cosa voglio fare nel medio-lungo periodo? Prima cosa, devo ottemperare ad una variabile, un elemento obbligatorio che la legge Bersani mi dice: “Gli strumentali li devi portare via”. “Devo farlo, come?” “Con una scissione, costa poco, è esentasse, mantiene i contratti in essere, garantisce al socio di essere titolare sempre della società”.

53 E’ l'unica possibilità? No, assolutamente! Io non ne ho proposte altre, perché le altre significa che il Comune si riporta casi i propri “attività dentro”, però perdo i contratti con gli altri Comuni che mi producono una ricchezza che però questo momento è a vantaggio del Comune di Rovigo, oppure… non so, far decadere tutto e lascio perdere, faccio la gara.

Possibile? Possibile. I cremini quindi, l'idea dell'Azienda su cosa fare dei crimini l'abbiamo messa spin-off.

Servizi pubblici locali: i verdi. E qua ci siamo con il secondo quesito posto dai Consiglieri. Allora mi chiedono: “Politica dei rifiuti Comunale e Provinciale”.

Abbiamo visto che se parlo di rifiuti, li vedete che sono là sotto i verdi ultimi? Non posso staccarli da tutto il resto del pacchetto dei servizi pubblici locali, perché se ne sistemo solo uno, mi ritrovo a non avere ottemperato il Brunetta da una parte e ad essermi privato di un servizio che è, diciamo, strategico per questa società.

Quindi, se parlo di rifiuti ormai in Azienda ci siamo convinti che per ASM, essendo una multiutility, piccolina ma è sempre una multiutility, devo parlare dell’insieme dei servizi pubblici locali, cioè pubbliche affissioni, gestione calore, cimiteri, verde pubblico, altri servizi ambientali, parcheggi e rifiuti.

Allora, su questi servizi pubblici locali al 4 ottobre 2008, quindi neanche sei mesi fa, è entrata in vigore una norma, che tutti conosciamo come legge Brunetta, che mi dice una cosa molto semplice, mi dice: “Chi sta gestendo i verdi, i servizi pubblici locali, ma li sta gestendo perché sono stati affidati direttamente dal proprio Comune di riferimento, prima cosa non puoi andartene a prendere altri”.

Io, ASM, vorrei andarmi ad integrare e fare io l'incorporazione dei servizi (butto là) dell'Alto Cadorino o della Bassa Veronese, perché ho risorse, perché sono in grado di farlo, per mille ragioni. Ed il Brunetta mi dice: “Ascolta, tu in questo momento queste risorse come te le sei reperite? Perché stai lavorando per la tua città senza essere passato per gara.

Per carità, continua, ma non andare ad invadere territori altrui. Sta fermo lì”. Uno.

Due, ad eccezione però di una deroga, cioè vale per tutti meno per un tipo di impresa, che quelle invece possono farlo: le società quotate in Borsa. Le società quotate, invece, possono continuare ad andare ad acquisire servizi pubblici in territorio che ritengono appetibili. Che facciamo allora?

Mi dicono dopo di che: “Guarda però che chi sta gestendo i suoi, come Bersani ti mette data 31.12.2009, io ti metto data 31.12.2010, con una sanzione un pochino più piccolina però”. Mi dice che al 31.12.2010 dovrete (chi? Comune), fare le gare e tu poi partecipare ASM.

Il Comune può decidere di fare una gara solo per i rifiuti, una per i parcheggi, una... eccetera, oppure può fare una gara unica per tutti i verdi. Qua, ragazzi, a questo punto, pensare ad uno scenario di sviluppo, io vi assicuro che a novembre ci sono un po' tremate le gambe! Ci sono un pochino tremate le gambe a novembre, perché ti dico, il Bersani: fuori!

Il Brunetta te dise: basta, il 2010 fai le gare! Potete ben pensare che… Invece, guardate, non so se bene e se male, nelle pieghe del Brunetta, leggendo e rileggendo, paradossalmente o per fortuna o per virtù, addirittura in ASM avremmo o avrete -perché poi non toccherà a me ma sarete voi a dirmi cosa fare- addirittura potremo muoverci in tre direzioni, perché? Comune di Rovigo/ASM SPA detiene il 32,45% di ECOGEST, tenetevi a mente questo passaggio e questa situazione.

Il Brunetta mi dice: “Chi sta lavorando con affidamento diretto nei verdi (e nei verdi ci sono anche i rifiuti) non può acquisire nuovi affidamenti. Non può”. Però vi ricordate che vi ho detto prima che detenendo il 32.45% di fatto io indirettamente già detengo l'affidamento del resto della provincia?

Quindi, se vado ad acquisire, scusate l’acquisire non significa che mangio ECOGEST, è un termine tecnico, se io vado ad integrarmi con ECOGEST con una incorporazione, io non ho un nuovo affidamento a livello provinciale, vado a completare un qualcosa che ho già il 30%, non sono fuori Brunetta! Brunetta mi dice: "Non devi prender nuovi affidamenti”. Il resto della provincia non è nuovo, indiretto ma vado ad integrare un qualcosa che ho già al 30%.

Prima valutazione. 54 Seconda valutazione, vi ricordate il 27 settembre 2007 che eravamo tutti qui e che l'operazione ASCOPIAVE, oltre ad avere avuto una convenienza economica che è stata la migliore, oltre alle valutazioni politiche io vi posso già dire oggi che è stata l'operazione economicamente migliore di quelle che erano sul tavolo? Si era detto: "Puntiamo a un'integrazione regionale delle aziende regionali”.

Allora, io poi mi taccio, allora gli affidamenti non sono tutti rifiuti ma tutti e non solo rifiuti… tre possibilità: non mi muovo, perché non mi muovo? Sto fermo uno sperando in proroga e alla fine con il gas e siamo andati al 2007, ma era dal 2005 che era partita! Prima scadenza del 2010, chissà mai che arrivi una proroga e andemo avanti n’antro fià!

Oppure, io ho scritto: “Speriamo in interpretazioni estensive della scadenza”. Che significa? Significa che i decreti, ad oggi attuativi del Brunetta, ancora non ci sono e c'è chi sostiene e, ripeto, non gente di primo pelo in materia, che la scadenza del 2010 sia solamente per chi va a scadenza, ma chi già detiene porti a termine il proprio percorso fino alla fine, che per noi, se non sbaglio, è oltre il 2020, una roba del genere o ‘25.

Quindi, si può star fermi e sperare: strategia difensiva o di posizionamento, si chiama. Seconda soluzione: il Brunetta dice esplicitamente che ti puoi integrare con una società quotata, quello che abbiamo fatto con il gas, né più e né meno. Mi integro in una società quotata a cui conferisco le gestioni in cambio di quote come per il gas.

Stessa identica operazione possibile. Il Brunetta non lo vieta. Terza soluzione: chiedo il livello provinciale e dico: “Unisco le potenzialità delle due aziende provinciali di settore, nella prospettiva di integrazione, a livello regionale, con potere contrattuale adeguato”.

Potete ben capire che se facciamo prima un’integrazione con il resto del Polesine, cioè con ECOGEST, tanto per non fare nomi e cognomi, ci si presenta dopo in Regione, se si vuole andare avanti con un progetto di unificazione regionale o dico con un’altra quotata, se si vuole, con un potere contrattuale è molto diverso che non essere da soli! Diverso è dire, invece, di integrarsi e stare fermi, perché andremmo nelle stesse identiche condizioni!

Signori Consiglieri, in tutta la provincia siamo in 200.000 non 4 milioni come a Milano! Quindi l'integrazione con Ecogest va nel momento in cui fa parte di un disegno più ampio di integrazione più complessiva. In azienda abbiamo sviluppato la terza ipotesi, perché indicata dal socio nell'assemblea del 30 giugno del 2008 e condivisa dal CdA in carica.

Quindi, delle tre, queste sono le tre possibilità. Io adesso vi presento la terza, abbiamo sviluppato questa? Non significa che le altre non si possono fare!

C’è stato dato un input e su quello abbiamo lavorato. Percorso operativo: ulteriore spin-off, quindi prima faccio i cremini e dopo scendo, stessa operazione con i verdi. Nuova società per la gestione dei servizi pubblici locali, che detiene il 32.45% di ECOGEST.

Questo è il cosiddetto “cavallo di Troia” che mi permette di dire: "Io non acquisisco nuovi servizi”, oppure: “Noi Ecogest non diamo luogo a un'entità tutta nuova, almeno c'è un qualcosa che esiste”, perché? Perché, partendo da questo 32%, vado a creare una società provinciale dei servizi pubblici locali, con fusione per incorporazione che -ripeto- non significa “mi mangio ECOGEST”, è il meccanismo tecnico che consente di rispettare il Brunetta, mantenendo tutti gli affidamenti a livello provinciale.

Terza fase -l’ho messa con frecciatine più piccoline e più tenui- integrazione a livello regionale, io mi sono basato sulla delibera di settembre del 2007, fusione per incorporazione della società provinciale SPL in una società quotata in Borsa. Ripeto, come stiamo provando a muoverci noi, si stanno muovendo anche in Regione. Quindi, ciò che allora era uno stato di fatto, può darsi che fra un anno non lo sia più.

Risultato finale di questo percorso: i servizi strumentali, i cremini, saranno di proprietà delle pubbliche amministrazioni che daranno servizi a questa società, partecipata dal Comune di Rovigo, 55 società provinciale in perfetta applicazione al decreto Bersani. Saranno soci tutti i Comuni del Polesine ma non necessariamente; saranno soci quei Comuni che daranno da svolgere i servizi strumentali. Punto!

Servizi pubblici locali, partecipata dal Comune di Rovigo, quindi non più da ASM, società provinciale in grado di integrarsi per competere nelle gare, al termine di affidamenti diretti. Infine ASM Rovigo, cioè l’ASM che conosciamo, 100% del Comune di Rovigo, mantiene i servizi a mercato, le partecipazioni societarie e il complesso immobiliare di Via Dante Alighieri, perché?

Perché questo mix, che sono i famosi azzurrini che abbiamo un attimo tralasciato, sono quei servizi che ci portano risorse pure, senza imposizione tributaria. In un ente locale che col tempo, con lo sviluppo normativo, ha sempre meno trasferimenti dallo Stato o dalle Regioni, l'idea dell'Azienda era di dare uno strumento al Comune che producesse ricchezza pura da parte dei cittadini in modo consensuale. “Vengo a comprare in farmacia perché il tuo prodotto mi va bene che lo vendi tu.

Posso anche andare da un altro, ma se vengo da te è perché ti preferisco”. Se riesco a farmi preferire, reperisco risorse, ma di chi sono queste risorse? Del Comune di Rovigo che può gestire in modo corrente.

Allora, la domanda è: quello che vi ho appena presentato è un Piano Industriale? Se ci sono dei documenti che vanno a certificare o comunque a dimostrare che questo percorso è stato seguito dall'azienda, possiamo anche provare a pensare che quello che vi ho appena esposto è un Piano Industriale. E io vi dico, guardate, tutto quello che vi ho raccontato sta nella delibera del Consiglio Comunale del 27 settembre 2007, “Indicazioni e risorse in tema di partecipazione di ASCOPIAVE”.

Nel bilancio di ASM Rovigo SPA, anno 2007, relazione del Presidente a pagina 23, dove già facevo le tre.. approvato il 30 giugno 2008, depositato presso il Registro delle Imprese il 25 luglio del 2008, delibera di Assemblea dei Soci di ASM Rovigo SPA, 30 giugno 2008, indicazioni del socio in tema di integrazione. Il Piano Industriale è un insieme di documenti tra loro coordinati.

Sulla base di questi documenti abbiamo elaborato queste prospettive, che non sono una soluzione, ma sono una base di discussione per il socio, che siete voi, su cui andare avanti. A questo punto do un'appendice all'ingegner Romanello per completare l'esposizione in tema di rifiuti, che spiegherà com'è fatta la gestione dei rifiuti a Rovigo oggi. Vi ringrazio e dopo dirò due paroline, proprio di chiusura, di un minuto.

Scusate se mi sono protratto poi…

Intervento n. 178
Pagina 77
Punto 6

ASM SPA: presentazione Piano Industriale - Illustrazione politica dei rifiuti a livello comunale e prospettive provinciali (Su richiesta da parte di n. 10 Consiglieri Comunali ai sensi L. 267/2000,art. 39, 2° comma)

Presidente di ASM Rovigo SPA

Leggi intervento

Allora, vediamo di essere brevi. Perché già tanto hanno detto, sia l'Ingegnere Milan che gli altri due ingegneri, Ingegner Romanello e Ingegner Lovisari. Prima di tutto, Consigliere Montagnolo, quel bidone lo andiamo tirar via.

Prendo l'impegno. Punto! E di corsa.

Stasera no, ma… Per quanto riguarda le spazzatrici, che ho sentito in giro, purtroppo non siete i primi che mi stanno segnalando questa questione, lo sappiamo e stiamo prendendo provvedimenti. Cioè, provvedimenti cosa significa? Significa garantire un certo grado di pulizia alle piazze, che sia soddisfacente, e nello stesso tempo non rompere il porfido.

Okay? Quindi, se vado con le scopette, abbiamo già visto che purtroppo, dopo un'ora è già tutto sporco, o comunque non c'è un grado di pulizia che sia soddisfacente, pare! Con la spazzatrice, così com'è, il problema esiste!

Stiamo capendo come andare ad agire, comunque stiamo cercando dei correttivi al problema. (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 179
Pagine 77–79
Punto 6

ASM SPA: presentazione Piano Industriale - Illustrazione politica dei rifiuti a livello comunale e prospettive provinciali (Su richiesta da parte di n. 10 Consiglieri Comunali ai sensi L. 267/2000,art. 39, 2° comma)

Presidente di ASM Rovigo SPA

Leggi intervento

Sì. Sì. No, ma Ferrara comunque integra, lo so.

Siccome ci lavoro anche a Ferrara, è un mix di interventi, ed è quello che faremo anche noi, alla fin fine. Allora, dopo di che, per quanto riguarda la luce, la pubblica illuminazione.

Allora la pubblica illuminazione sui tempi li ha correttamente detti l'Assessore Milan, il discorso è questo: il 4 di ottobre è entrato in vigore il decreto, la legge Brunetta, e dicevo prima i verdi, chi gestisce servizi pubblici locali, noi abbiamo rifiuti, i parcheggi o altro, non può prendere direttamente altri servizi pubblici locali. La luce è un servizio pubblico locale, quindi non possiamo prenderlo, per legge. Ecco il discorso, la rivoluzione quasi copernicana che hanno portato Bersani e Brunetta.

Quindi, quello che avevamo, almeno fino al 2010 ce l'abbiamo, poi si vedrà, a prescindere dall'ipotesi che ho presentato questo pomeriggio, e sicuramente, così come siamo messi, di nuovo non possiamo prendere nulla. Così, in modo diretto, ecco! Dopo di che, vado con gli altri che mi sono segnato un attimo.

Come Bersani e Brunetta hanno fatto due norme uguali, che sono perfettamente convergenti l'una all'altra, spero che non scandalizzi il fatto, anzi lo trovo fisiologico che mi trovo d'accordo con il Consigliere Zangirolami.

Cioè, le osservazioni che ha fatto, sono in un certo senso o in parte a quelle che ha fatto, un po' una linea guida di quello che si è detto prima, ho detto tre possibilità per i servizi pubblici locali, ho dato 78 praticamente quasi un obbligo per le strumentali, ma l’ASM sarà la patrimoniale che diceva l'Assessore Milan, la cassaforte, e sarà quell'azienda che si mette nel mercato per cercare di recuperare delle risorse senza pressione tributaria, a vantaggio del Comune.

Questo era il messaggio dell’ASM del futuro! Quindi, patrimonio più un'attività a mercato che ha lo scopo di reperire risorse. E su questo è già da un anno e mezzo che ci stiamo lavorando, vuoi con l'operazione gas che adesso dirò due cose, vuoi anche sul fatto che quei settori che sono oggi mercato di ASM, c’abbiamo lavorato molto.

Il fatto che c'abbiamo lavorato in silenzio, non significa che non c’abbiamo lavorato. Le Farmacie che ci sono oggi, non sono più quelle che c'erano un anno e mezzo fa, pur non avendo fatto delle rivoluzioni. Oggi, la farmacia che guadagna più di tutti è quella di Borsea, non è quella del centro!

Boara ha avuto uno sviluppo demografico, che se una volta era una farmacia sociale, oggi non può più esserlo, deve essere una farmacia commerciale, nell'ambito delle sue peculiarità sociali che deve sempre avere! La farmacia è quella, ma è Boara che non è più quella di una volta. Quindi, su questo ci stiamo attrezzando.

La SET oggi ha approvato un Bilancio con un utile di € 395.000, tutti fatti a mercato. E tutti, buona parte, fatti fuori Rovigo. Questa è l’ASM che m’immagino.

Infine sull'intervento del Consigliere Avezzù, per carità, tutto giusto. Le opinioni, dopo di che… Però io, se fare o non fare un termovalorizzatore, non ho competenza. Non spetta a me.

Io devo gestire i rifiuti a Rovigo. Cosa vengo a portare in un Piano Industriale, un qualche cosa che non sono competente? Che non spetta a me decidere?

Ci sono altri organismi nei quali posso anche dire la mia, ma sarebbe un dire la mia a livello personale, non come Presidente di ASM. Sulla TIA, giustissimo che è stata diminuita in anni precedenti, in questi anni abbiamo tenuto la posizione.

E’ anche vero, però, che in una normale, diciamo, programmazione di un tributo come la TIA, cioè vuol dire copertura totale dei costi da parte del gestore nel servizio di raccolta, quando le inserisci in una cosa normale, come la reputo -non c'ero io, ma non è un problema di confronti -è stata fatta una cosa normale ed equa, si parte un pochino più alti, e dopo di che si para il tiro, nel corso del tempo, fino ad arrivare al numero che tendenzialmente è corretto.

C'è da valutare come, senza avere ridotto il servizio, non abbiamo aumentato la TIA, quando sono aumentati i costi del personale, sono aumentati i costi del gasolio, è aumentato anche il costo dello smaltimento, se non sbaglio. Quindi, dove gli altri aumentano, abbiamo tenuto le posizioni. Non è detto che se riusciremo in futuro, non è neanche detto che in futuro potremo anche diminuire, o probabilmente forse riusciremo a continuare a mantenere le posizioni con i costi, purtroppo, che quelli invece corrono.

E concludo con un ultimo messaggio. Guardate, sullo smaltimento, io vi dico quello che penso e lo metto a disposizione, come pensiero mio può valere o non valere! Guardate io non so se il termovalorizzatore sia la strada giusta, non so se sia quella delle discariche, non so se sia quella della separazione spinta, non lo so.

Sicuramente separare non si sbaglia. Noi abbiamo problemi diversi rispetto ai paesini da 2000 abitanti, Roma e Milano hanno, per loro sfortuna, hanno problemi molto diversi rispetto ai nostri che necessita loro di fare certi ragionamenti, hanno la necessità di farlo! Perché quando noi produciamo 10 chili di carta, Roma ne produce 100 chili di carta.

10 chili di carta trovi sempre una cartiera che li riceve, 100 chili di carta diventa già più complicato, perché dopo una cartiera per ricevere del cartone deve poi lavorarlo e rivenderlo. Se non ha clienti da rivenderlo -vedi crisi economica- fanno fatica a portarseli dentro. Quindi, è ovvio che hanno questa necessità di dire: “Signori, si mette tutto insieme, e si manda tutto a bruciare”.

Messaggio che non è altro, guardate! La vera variazione nella TIA, che potrebbe abbassare drasticamente il costo del servizio, sta -quello sì, do atto al Consigliere Avezzù- sta nello smaltimento. Però l'impressione che io ho è che la soluzione sia... vada trovata in sistemi che oggi forse ancora non conosciamo.

Mi spiego: nel 1909 79 nessuno avrebbe mai pensato che da Roma a New York ce si andasse volando. Oggi è scontato che in 6 ore, 8 ore siamo là partendo da Venezia. Guardate, la sensazione che ho è che ci siano, ormai a livello di ricerca scientifica, delle sorprese alle porte.

Ve lo dico come sensazione. Sorprese che potrebbero rivoluzionare proprio i sistemi di smaltimento dei rifiuti. Vediamo ovviamente tutto quello che potremo fare, lo faremo, però ripeto, nell'ambito delle nostre prerogative e non quelle che non abbiamo.

E qui mi fermo.

28 febbraio 2023

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

7 interventi
Intervento n. 337
Pagina 51
Punto 7

Criteri per la determinazione delle tariffe e contribuzione dei servizi

Consigliere Partito Democratico con Edoardo Gaffeo Sindaco

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Favorevole.

Intervento n. 371
Pagina 54
Punto 7

Criteri per la determinazione delle tariffe e contribuzione dei servizi

Consigliere Partito Democratico con Edoardo Gaffeo Sindaco

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Favorevole.

Intervento n. 396
Pagina 56
Punto 7

Criteri per la determinazione delle tariffe e contribuzione dei servizi

Consigliere Partito Democratico con Edoardo Gaffeo Sindaco

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Favorevole.

Intervento n. 519
Pagina 78
Punto 8

Approvazione documento unico di programmazione (DUP)

Consigliere Partito Democratico con Edoardo Gaffeo Sindaco

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Favorevole.

Intervento n. 555
Pagina 84
Punto 9

Determinazione agevolazioni sociali sulla tariffa puntuale

Consigliere Partito Democratico con Edoardo Gaffeo Sindaco

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Favorevole.

Intervento n. 577
Pagina 85
Punto 9

Determinazione agevolazioni sociali sulla tariffa puntuale

Consigliere Partito Democratico con Edoardo Gaffeo Sindaco

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Favorevole.

Intervento n. 599
Pagina 87
Punto 9

Determinazione agevolazioni sociali sulla tariffa puntuale

Consigliere Partito Democratico con Edoardo Gaffeo Sindaco

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Favorevole.

30 novembre 2021

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.