Relazione del Presidente di Interporto Rovigo SpA
Presidente Interporto Rovigo S.p.A.
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Grazie Presidente. Faccio una breve premessa, perché ritornare in un luogo come questo magari mi mette un po’ di emozione.
Ho portato con me, come hai visto, il dottor Alfredo Cappello; ho chiesto, ed è venuto, lo ringrazio, il dottor Alfredo Cappello, che conosce quei passaggi numerici e tecnici della società, però poi ho riflettuto e ho detto “sta pure fuori dalla sede”, perché qualcuno non vada ad interpretare questa cosa come che Antonello Contiero, Presidente di Interporto, ha bisogno di qualche copertura o di qualcuno.
Io sono qua, e poi quando chiuderò sarò a disposizione di tutti, Assessori, Sindaci, dirigenti e Consiglieri, giovani e vecchi. Ti ringrazio, Presidente, perché quando mi hai chiamato, al di là di quello che scrive qualche pennivendolo, ho dato subito la disponibilità per venire in questo pubblico consesso, e spiegare cos’è l’Interporto magari, perché vedo tanti giovani leve.
Premetto che l’Interporto S.p.A., costituita nell’anno 1992, attraverso una legge che chiamo io speciale, fortemente voluta nella costituzione di una S.p.A., però a prevalente capitale pubblico, dove i nostri soci sono la Regione, con il 30%-33% circa, l'Ente Comunale con il 16%, la Provincia con il 15%, la Camera di Commercio, Zai Verona e via e via, prevalentemente a capitale pubblico, però è una S.p.A. prevista dalla norma, e pertanto soggetta a diritto privato.
Nasce la società, e oggi c'è la certificazione che la società ha un patrimonio di 30,9 milioni, certificata dall’America Price, una società certificata per fare questo tipo di lavoro, e pertanto gli Enti proprietari hanno un patrimonio di 30,9.
Su questa spesa iniziale, perché poi ci vogliono i soldi per fare le cose, sui 30 milioni circa il 65% è a fondo perduto: vuol dire che 20 milioni sono stati erogati da Enti Pubblici piccoli, però anche soldi europei, e voi capite che oggi il patrimonio di 30 milioni si è costituito con il 65% a fondo perduto, e vuol dire che 20 milioni li abbiamo presi in Europa, chi li ha presi in Europa, lo Stato Centrale, la Regione, Comune, Provincia, perché poi ci sono stati nel tempo anche aumenti di capitale; gli aumenti di capitale poi c'è chi partecipa dalla Regione, e pertanto chi aveva una quota magari privata, che non ha partecipato, si è trovato con meno quote o con meno valore.
Oggi il 70% in linea di massima è pubblico, Regione, Provincia, Comune, e via e via e via.
L'Ente Provincia, lo sapete, è cosa di quest’anno, ci ha comunicato che vuole mettere sul mercato le quote; poi mi permetto di fare anche un’analisi politica di quello che fa la gente senza capire dove andare, perché quando metti lì le quote e non metti un pacchetto del 60% a prendere il tuo 15%, poi mi direte voi che idea avete sull’Interporto, perché siete voi la politica che dovete dire “il mio pacchetto lo metto sul mercato”.
Però nessuno viene a prendersi il 15%, 1.200.000 di valore, e comandano gli altri; il privato dice “mettimi insieme un pacchetto del 60%”, pertanto la politica dovrebbe coordinare queste cose, e mettere insieme Regione, Provincia e Comune, arrivare al 60, e dire “questi sono 5 milioni, il 60%”, qualcuno arriva e se lo prende, e magari oggi mettiamo sul mercato un valore di 30.
Questa è la valutazione da fare, però la Provincia ha fatto questo, ha messo lì 1.200.000, nessuno è arrivato a prenderlo, l’hanno svalutato, 10%, 20%, 30%, ma nessuno prende, perché questa poi è la sostanza. Bisogna costruire un percorso e mettere lì il 60%.
Però bisogno fare anche un’altra premessa, che qualcuno la conosce qua: ci sono dei problemi dentro all’Interporto, ed i vecchi lo conoscono, è una cosa di quel famoso articolo 23, di cui dopo parleremo anche di questo, e mi direte cosa pensate di fare con l'articolo 23. La società oggi, l’ultimo bilancio l’abbiamo chiuso con meno 520.000 euro. Se vado indietro negli anni, ho fatto solamente gli ultimi cinque, ma io li conosco tutti 92, negli anni 2000 c'erano anche perdite, 700-800 milione, 500, 700, 800.000 euro.
Ricordo a tutti che al 1° gennaio, quando si apre l’Interporto, ci sono circa 330.000 euro di ammortamento in quella società, che qualcuno conosce bene, perché il 35% va ammortizzato in 33 anni, e questa è stata la scelta politica della vita data ai capannoni, piazzali e quant’altro, pertanto ammortizzato in 33 anni mi da 330.000 euro all’anno di ammortamento. Magari cinque anni fa non c'era l’IMU, e dall’ICI da 40.000 sono 110.000 oggi di IMU.
Poi immagino che qualcuno mi farà anche un’altra domanda, per esempio questo fatto dei provvedimenti con il Direttore che era all’interno dell’Interporto, che è stato licenziato, e la causa chiusa a novembre, perché poi si è rivolto nelle sedi giudiziarie, alla società è costato 230.000 euro. La nostra società partecipa a cinque società, anzi erano sei, che devo ringraziare un Assessore alle partecipate che mi ha dato una mano a chiuderlo quel Consorzio, che era la SIP, l’abbiamo messo in liquidazione, ed è chiuso.
Però partecipiamo a cinque società. Parto con la I3. Qualcuno sa cos’è la I3?
E’ la società di Villamarzana, e ricordo che il primo incontro che ho fatto lì dico: “Signori, non vedo né ferrovie, né acqua”. E l'investimento era 10 milioni per urbanizzare il terreno di Villamarzana, e ricordo il mio intervento, sta agli atti. Manca la ferrovia ne l’acqua.
Ma chi vuoi che venga a comperare il terreno qui? Infatti I3 è fallita l’anno scorso, e noi abbiamo una partecipazione del 5% lì. Abbiamo l’1% di Servizi Logistici, che è una società di Padova, che sarebbe opportuno uscire, è una scelta che andremo anche a fare.
Veneto Logistica, con circa il 20% di partecipazione, che sono i magazzini del grano, e via. Sono tutte cose che io ho trovato, non sono cose che ha fatto scelte politiche il Consiglio di Amministrazione da me presieduto, sono tutte cose trovate.
Abbiamo una partecipazione in Inert, che è una società a livello nazionale che aveva il compito dal Ministero dei Trasporti di mettere in piedi una piattaforma digitale terreste di controllo delle merci, di quello che entra in Italia e che esce in Italia; diciamo che dopo 16 anni dobbiamo ancora vedere la fine di questa piattaforma, e magari con altri 16 arriviamo quasi a fare il bando! Poi abbiamo una partecipazione in Allibo S.p.A., che è una società di navigazione che abbiamo costituito all’Interporto.
Dovrei fare un passo indietro e spiegare che la Cargill, la multinazionale, aveva deciso e comunicato che avrebbe chiuso la navigazione sul Canalbianco, pertanto la scelta è stata quella di acquisire la flotta attraverso due mutui: uno con Friuli Adria di 1.600.000, e con Monte dei Paschi, con fideiussione. Le fideiussioni erano garantite dal Naviglio.
Abbiamo fatto fare delle perizie asseverate e certificate, il Naviglio costava 9, ed abbiamo acquisito tutto con un accordo con Cargill per 3.600.000, perchè l’obiettivo era comunque di continuare a portare via fiume 200.000 tonnellate di grano; poi nel momento di crisi, l’abbattimento delle tariffe, e mi fermo qui, non voglio fare polemica con qualcun dell’Autorità Portuale, e con i problema che ci stanno sulla navigazione per aumentare il tonnellaggio, perché sulle acque interne si corre in classe quarta, quinta e sesta.
In questo Paese per fare un ponte ci vogliono 20 milioni, e sono fissi; chi va nel Danubio vede dei ponti da un milione e mezzo che fanno così, ma là è un’altra storia. Questa si chiama Italia, ed è la politica italiano. Per fare un ponte ci vogliono altri 20 milioni, per farlo mobile, o con la possibilità che passano bettoline che vanno a portare 1.600 tonnellate.
Abbiamo una partecipazione in questa società con il 10% o il 12%, pertanto con una esposizione di 360.000 euro - 400.000, però torno a dire coperti dal Naviglio, con certificazione di ingegneri navali. Queste sono le partecipazioni. Oggi come è messo Interporto?
Abbiamo circa 25-26 locatari, è quasi tutto locato; è sede di difficoltà, perché chi sta all’interno naturalmente cerca... sì, i contratti sono sottoscritti, però poi quando è ora di pagare il primo anno magari, che si parte con un affitto un po’ di insediamento, il secondo ed il terzo che aumenta ti ritardano i pagamenti, e poi la procedura è molto lunga per recuperare il credito, ma siamo - questo è un altro numero - sui 600.000 euro di entrate di locazione.
L’area interportuale è composta da circa 20 ettari, e questi sono gli ultimi 10.000 metri tra Belelli e Zermac, dove c'era la proposta di un privato per fare un altro capannone di solamente logistica naturalmente.
Tenete presente che poi richieste per fare cose all’interno di Interporto ne sono arrivate, e qualcuno lo sa anche chi, ma per magari riservatezza non dico i nomi di società, ma che hanno chiesto anche le concessioni, e che poi l'Amministrazione vuole tre anni, quattro anni, cinque anni a rilasciare una concessione.
E poi c'è quel famoso articolo 23, che poi lo chiederò a voi, che siete la politica, se avete intenzione di modificarlo oppure no, perché se quello non viene modificato, signori, nessuno verrà ad acquisire una quota dell’Interporto, perché il sottoscritto, che voleva fare una piccola biomassa ad emissioni zero, comunque ci voleva una caldaia per accendere il motore. Noi abbiamo i locatari oggi che scaldano gli uffici con il termosifone elettrico. Questa è la verità.
E bisogna capire il perché. Magari c'è qualcun altro che satura il Delta di inquinamento, e che è sempre su quella via. Per ritornare, Allibo, e credo di non avere dimenticato nessun’altra partecipazione.
Altre due cose: strada facendo dal 1992 ad oggi sono stati fatti uno o due aumenti di capitale, che il pubblico naturalmente, Regione, Provincia e Comune, con rispettive delibere di Consigli Comunali, Provinciali e Regionali, il privato che non ha partecipato naturalmente si è trovato delle quote in meno, oppure il valore della quota è sceso.
In assemblea straordinaria, una credo, per abbattere il passivo, perché chiedere all’Ente di partecipare al passivo, l’altra forma è dire “noi abbiamo un capitale di circa 8.250.000”, credo, a grandi linee, e che andremo a fare un’assemblea straordinaria a fine anno, questo è l’impegno che ci siamo presi, perché voi sapete, da Codice Civile, che se si supera un terzo del capitale sociale ci sarebbe l’obbligo di portare i libri in tribunale per la messa in liquidazione della società, pertanto questo è l’impegno per abbattere il 1.600.000 che abbiamo maturato in questi anni tra ammortamento ed altre cose.
Non so se il Presidente magari ritiene... ripeto, io sono a disposizione del Sindaco e del Presidente, magari del Presidente proprio del Consiglio che conosce bene Interporto, dei dirigenti, degli Assessori tutti, dei Consiglieri Comunali, vecchi, nuovi, giovani. Se ritenete - però io sono qua - se c'è qualcosa di tecnico invito il dottor Cappello, se no, se sono in grado, darò risposte io. Questa è la breve relazione.
Magari qualcuno mi chiede quanti dipendenti abbiamo all’Interporto. All’Interporto per tutti abbiamo quattro dipendenti, di cui due operai, uno specializzato per il traino tramite locomotore dei treni, perché, al di là di quello che scrive qualche pennivendolo, è il più grande polo logistico del nordest, oggi saturo, perché un treno porta 1.100 tonnellate, siamo sulla media di 150 treni, pertanto 170.000-200.000.
Quello che non corre più sull’acqua lo stiamo spostando sul treno, però abbiamo i magazzini pieni di grano, che poi serve alla holding Veronesi S.p.A. e alla Cargillll di Castelmassa, lo vengono a prendere con i mezzi su gomma e lo portano a Verona. Verona sarebbe un paesino della bassa padovana dove hanno gli allevamenti Veronesi S.p.A., o la Cargill a Castelmassa. Due operai, di cui uno specializzato, dicevo, e due amministrativi, per far funzionare la baracca.
Poi abbiamo quattro convenzioni in essere: una con lo studio dove lavora il dottor Cappello, commercialisti; un’altra con il consulente del lavoro per le buste paga; un’altra con l'avvocato per un supporto legale; un’altra con un architetto ingegnere per supporto tecnico. Quattro convenzioni, perché noi non abbiamo le risorse all’torno della società, e queste quattro convenzioni comunque comportano di dare risposte a chi si presenta, anche dal punto di vista tecnico, giuridico, e via via.
Non avendo risorse, questo è stato quello che abbiamo fatto. Comunque io mi fermerei qua, e metto a disposizione, se ci sono domande ben venga, da vecchi e giovani, ma anche dagli Assessori.
Se c'è qualcosa da chiedere, sono qua, perché poi torno a dire, e ripeto, mi riservo dopo di chiedervi questo articolo 23 quando io l’ho imparato con la vecchia Giunta Piva, che qualcuno ricorda, dobbiamo modificare l'articolo 23, più volte richiesto, ed il mandato che ho oggi dal mio CdA è sempre questo: chiedere la modifica dell’articolo 23, perché se non andiamo a modificare l'articolo 23, che mi permetto di dire che è stato inserito in un momento storico, di quasi compromesso, in quel momento c'era il clinker, per chi si ricorda, oppure l’olio di colza.
In questo Paese è sempre difficile fare le cose, comitati, questo, quello, gente che va su per le canne fumarie e si blocca tutto.
Quell’articolo 23 ha impedito proprio lo sviluppo dell’Interporto, perché il terreno nei vicini interporti di Verona e Padova costa 200 euro al metro quadro; all’Interporto di Rovigo, che torno a dire i 20 ettari nostri sono saturi, via questi 10.000 metri che ci sarebbe questa possibilità con un cliente privato, dice “se non poso fare neanche la caldaia all’interno del capannone per scaldare gli uffici dei miei dipendenti, magari è opportuno che mi guardi e vado fuori dall’area interportuale, e di là la posso fare”.
Io mi fermerei qua, e se ci sono domande sono a disposizione di tutti.