Persona · attività documentata

Mario Montini

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
1
Sedute con interventi
1
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

Difensore CivicoOsservato il 28 giugno 20071 osservazione documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

28 giugno 2007

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 15
Pagine 10–13
Punto 1

Difensore Civico: relazione svolta nell’annata 2006, trasmessa ai sensi dell’art. 38 dello Statuto del Comune;

Difensore Civico

Leggi intervento

Innanzitutto ringrazio sia il Presidente del Consiglio che il Sindaco per le espressioni cortesi che hanno voluto dare nei miei confronti. Mi sembra che tutta la discussione e le interpellanze, praticamente di oggi, vertano solo su un tema, i rapporti con l’Ater, in generale e per il caso di via Villa.

Io vorrei dire che l’intervento sia del Consigliere Montagnolo che del Consigliere Stocco, mi avrebbero già sollevato da ogni considerazione in merito, però evidentemente intendo chiarire ai Consiglieri meglio quelli che sono stati i rapporti con l’Ater. Quindi il primo problema è quello della competenza o incompetenza. Ora vedete bisogna capire che cosa si intende esattamente quando si parla di illegittimità o legittimità e regolarità degli atti.

Tanto per fare un esempio diverso da quello che ha fatto il Consigliere Stocco, vi dirò che io non mi sono mai permesso di chiedere all’Ater, copia della deliberazione di un’assegnazione di un alloggio, il punteggio assegnato ai vari concorrenti, per vedere se era stato - evidentemente il punteggio - assegnato regolarmente o no.

In questo caso esplicito, io sarei andato a sindacare la legittimità di un provvedimento e lì evidentemente io non avrei avuto competenza, mi sono riguardato quindi bene di sindacare - come diceva anche il professor Stocco - determinati provvedimenti che l’Ater ha assunto in questi anni.

Quello che mi sono limitato a fare è semplicemente sollecitare l’Ater, su manutenzioni che tardavano a essere fatte, evidentemente di competenza dell’Ater, su richieste di trasferimento di alloggio, dovute a domande di conduttori che ritenevano l’alloggio insufficiente per le cresciute necessità della famiglia o non idoneo perché troppo piccolo per esempio, in rapporto alle loro condizioni fisiche, etc., etc..

Allora queste richieste all’Ater sono semplicemente segnalazioni che chiunque, qualunque patronato, ma io dico qualunque cittadino può fare o deve fare.

Io domani non sarò più il Difensore Civico, se qualcuno che mi vuol bene e che ha stima in me, dovesse chiedermi un aiuto, perché l’Ater, non provvede a sistemare un infisso che in da anni è deteriorato per vetustà, io non avrò nessuna remora nello scrivere all’Ater: “Amico caro cerca di fare il tuo lavoro, cerca di adempiere al tuo dovere, sistemando quell’infisso”. Ora il problema con l’ Ater, evidentemente non è venuto fuori per queste mie segnalazioni, ma per altre segnalazioni, quali?

Recentemente si sono verificate delle rotture nelle tubazioni che dalla strada portavano l’acqua alla casa. Ora anche i contratti che l’Ater fa, è chiaro che la manutenzione per lavori straordinari spetta evidentemente non tanto all’inquilino quanto al proprietario dell’immobile.

Ora se queste rotture hanno portato a una perdita eccessiva di acqua, a un dato momento l’Ater doveva, a mio giudizio, e deve a mio giudizio, non solo intervenire a provvedere alla sistemazione del tubo, a risolvere il problema della rottura ma anche evidentemente a tutti i danni conseguenti. Ora che cosa è successo? È successo che soprattutto questo è dovuto al fatto che la Polesine Acque, manda le sue bollette ogni 4 mesi, praticamente una lettura della Polesine Acque, viene fatta anche 4 mesi e che cosa succede?

Che queste perdite occulte di acqua, possono venire a conoscenza dell’inquilino solo nel momento in cui si ritrova nella bolletta, invece di dover pagare le 50 - 60 - 30 euro, anche 1000, anche 2000 euro per consumo abnorme di acqua. In quel momento l’inquilino che cosa ha fatto? Ha immediatamente avvertito l’Ater e l’Ater immediatamente è andata a sistemare e a chiudere questa rottura.

Il tubo ripeto è incassato, è sotto terra, quindi a un dato momento per la rottura di questo tubo, nessuna responsabilità dell’inquilino, perché evidentemente non c’è attività dolosa o colposa, non c’è nessuna omissione da parte dell’inquilino che abbia provocato questo danno. Ora tutto qua, il problema è quando la Polesine Acque ha richiesto questo pagamento di 1000 - 2000 euro.

Bisogna tener presente che normalmente al 90 per cento, gli inquilini dell’Ater sono persone da un punto di vista economico, evidentemente estremamente disagiate e anche da un punto di vista, vorrei dire, culturale, molte volte nel è che brillino eccessivamente e allora si rivolgono 10 evidentemente al Difensore Civico, il quale fa presente che sì l’Ater ha riconosciuto che il danno era stato causato per colpa, diciamo, dell’Ater tant’è che l’Ater era intervenuto immediatamente a ripararlo, anche l’Ater, doveva rimborsare il danno conseguente alla perdita di questa acqua, dispersa sul terreno.

L’Ater ha cominciato a rifiutarsi, non accettando questa impostazione, tirando fuori delle scuse, che a mio giudizio non erano valide. Soprattutto primo: che l’inquilino nel momento in cui prende in affitto una casa, si costituisce custode della casa, ma in questo caso evidentemente non può essere definito un colpevole atteggiamento dell’inquilino, perché ripeto queste perdite sono occulte, né lui e né nessuno altro poteva conoscerle.

Secondo: l’Ater a un dato momento ha chiesto agli inquilini che si garantissero con un’assicurazione contro queste perdite occulte, ritenendo che solo in questo caso l’Ater interveniva a sanare il pagamento di questa acqua in eccesso, qualora l’inquilino non avesse provveduto a questa assicurazione, allora che cosa ho fatto?

Ho fatto presente all’Ater che in un dato momento l’inquilino potrà, dovrà eventualmente a suo giudizio assicurarsi per perdere di acqua dovute sempre a una carenza, a un suo atteggiamento a una sua omissione, ma nel momento in cui la perdita avviene su una condotta che è dell’Ater e per perdite evidentemente dovute alla vetustà o alla cattiva installazione del tubo o per qualunque altro motivo evidentemente l’inquilino non ha nessun dovere di assicurarsi e l’Ater non può a un dato momento obbligarlo in questo senso, perché se lo fa - e qualora lo faccia - viene qualcosa a gravare, a modificare il contratto di affitto, il canone di affitto che è stabilito per Legge.

Se io invece di pagare 10, devo pagare 10 + 8 + 9 per la assicurazione evidentemente il mio contratto di affitto viene a essere modificato artatamente dall’Ater contro quella che è la Legge regionale che stabilisce evidentemente i canoni in rapporto a quello che è il reddito della persona. L’Ater ha negato sempre e allora l’inquilino si è trovato difronte alla Polesine Acque che diceva: “Guarda che se non paghi io ti chiudo l’erogazione e al problema di pagare.

E allora sempre sono venuti da me e io che cosa ho detto? “Guardate voi avete tre possibilità, avete la possibilità di pagare, di chiedere una lunga dilazione alla Polesine Acque e poi di pagare e di trattenervi quanto andate a pagare in più sul canone di affitto.

In quel caso l’Ater, potrà minacciarvi una risoluzione del contratto per morosità, difronte al Giudice che dovrà convalidare questo sfratto di morosità, evidentemente voi potrete dimostrare che invece avete pagato, avendo diffidato prima l’Ater di provvedere in merito, avendo dimostrato all’Ater mese per mese che voi andavate a pagare queste quote con dilazioni concordate con la Polesine Acque.

E seconda possibilità che avete è quella di pagare tutto e poi agire in giudizio citando l’Ater per un rimborso di un danno che è dovuto come responsabilità all’Ater stessa e non a voi. Terzo se proprio volete vivere in pace: “Pagate” ma non venite più anche a chiedere consigli a me perché io a questo punto con l’Ater non posso più far niente.

Non posso più far niente, perché evidentemente il Difensore Civico non ha capacità reprimenda verso nessuno il Difensore Civico ha una capacità di mediazione cerca di far presente il problema e chiede che evidentemente il problema sia risolto. Se qualcuno - e dicono che non c’è peggior sordo di non vuol sentire ragione - noi non abbiamo possibilità alcuna. E qua appunto si è creata la prima frizione con l’Ater.

Faccio presente che la stessa cosa è successa anche a dei privati, i quali privati non si sono minimamente preoccupati di contestare all’inquilino: “Paga tu” ma hanno provveduto immediatamente a assumersi loro il carico di pagare queste quantità di acqua, questi metri cubi di acqua eccessivi dispersi in queste perdite occulte. Che cosa è successo?

Praticamente qua non è successo niente, non lo so, mi sembrava recentemente l’Ater, facendo la voce grossa ha minacciato a un inquilino che aveva scelto autonomamente di trattenere sull’importo dell’affitto le quote pagate alla Polesine Acque, ha minacciato una risoluzione del contratto per morosità. Non lo so se a questo punto, il Ater vorrà portare avanti il discorso, se Comune vorrà intervenire anche sull’Ater perché?

Perché tornando la maggioranza di questi inquilini sono assistiti dai Servizi Sociali, loro hanno bisogno molte volte di ricorrere ai Servizi Sociali o per pagare una bolletta, o per pagare l’affitto o addirittura certe volte per vivere.

11 Ora queste persone chiaramente non hanno la possibilità di fare fronte a importi così notevoli e finirà che si rivolgerà ai Servizi Sociali, per cui questa azione che l’Ater sta facendo contro questi poveri “cristi” di inquilini, evidentemente è un’azione che fa contro il Comune perché in ultima analisi l’ultima persona che sarà tenuta a pagare qualche cosa, sarà il Comune se non si vorrà trovare una ventina di persone sulla strada, sul lastrico che faranno tutta la confusione possibile e immaginabile e con la Stampa e con l’opinione pubblica per questo atteggiamento.

È un problema che va risolto. Il problema sulla competenza ripeto, ritengo di averla chiarita, almeno anche il professor Stocco l’ha chiamata molto bene. Io con questi atteggiamenti non hanno fatto altro che chiedere all’Ater che provveda in determinato modo, non ho sindacato legittimità di deliberazione o di provvedimenti fatti dall’Ater.

Il problema di via Villa. Il problema di via Villa, qua riconosco che io ho sbagliato usando un termine non dovuto io ho detto che è obbligato l’Ater come che il Comune avesse obbligato l’Ater. Il mio concetto era questo: il Comune ha sollevato l’Ater da una rogna - permettetemi questa espressione - che si era creata con via Villa e tutto l’incartamento e tutto quanto è successo con l’Ater, su via Villa, sta a riprova che io ho commesso questo errore, dicendo “obbligato” invece che dice “sollevato”.

Ve lo spiego quello di via Villa è un problema che si trascinava dal 2004 e quindi io l’ho ereditato nel 2005.

Una povera famiglia, il titolare, il capo famiglia, fa il muratore, che abita al secondo o al terzo piano, adesso non ricordo neanche più bene, di una casa di via Villa, non aveva l’acqua, ma non aveva proprio acqua, no, non ne aveva poca, non aveva l’acqua, doveva durante la notte, dovevano alzarsi per riempire bacinelle e secchi per avere un po’ d’acqua la mattina se volevano lavarsi i denti, se volevano lavarsi la faccia, se volevano mettere su una pentola per cuocere della pasta, per lavare i piatti e soprattutto e anche diciamocelo francamente per pulire la tazza del gabinetto durante la giornata.

Non si sognavano minimamente di avere la possibilità di fare una doccia. Allora richiesta all’Ater: guardate che c’è un’abitazione che ha l’acqua, risposta all’Ater. “Ma noi ci siamo interessati, il problema è della Polesine Acque perché la condotta principale che passa per via Villa è o troppo piccola perché nel tempo ci sono state delle costruzioni che hanno aumentato evidentemente la richiesta di acqua o si è intasata per calcificazioni, etc., etc..

Abbiamo interessato la Polesine Acque, la quale ha detto che al momento non ha soldi, che comunque lo metterà nei suoi progetti futuri e quindi: “Noi Ater non c’entriamo niente”. Allora atteggiamento mio: “Guardate carissima Ater che state sbagliando di grosso il problema Polesine Acque è un problema o del Comune o vostro, io sto parlando del problema, dell’inquilino, voi avete locato una casa che come casa deve essere agibile, tant’è che voi pretendete un affitto.

Ora nel momento in cui non c’è acqua, voi non avete locato più una casa agibile, voi dovete provvedere a far sì che l’acqua arrivi...” “Ma non è possibile”, “No è tutto possibile, basta che voi installiate un’autoclave, basta che voi costruiate sul sotto tetto un deposito dell’acqua e durante la notte, questo deposito si riempie e questo deposito di acqua durante la giornata fornisce tutta l’acqua necessaria alla famiglia per caduta, quindi a un dato momento questa installazione non vi costerà più di mille euro, al massimo facciamo 2000, è una spesa che come Ater voi dovete sostenere”.

“Ma noi non abbiamo soldi” non è una risposta all’inquilino, allora l’inquilino potrebbe dire: “Anche noi non abbiamo soldi di pagarvi l’affitto”. A un dato momento voi dovete provvedere.

L’Ater fa “la gnorri”, allora proposta mia alla famiglia: fatelo voi questo impianto di autoclave e chiedete all’Ater un’autorizzazione di poterlo installare e soprattutto chiedere all’Ater di potervi trattenere l’importo relativo nelle mensilità di affitto successive, pronte alla famiglia anche accettare un rimborso del 50 per cento.

La famiglia evidentemente quando dico questo non è che la famiglia vada a casa e scriva, la famiglia viene da noi, “Avvocato per cortesia ci faccia la lettera” e allora facciamo questa richiesta. L’Ater non ne vuole sapere allora sempre veniva da me la moglie e mai il marito, la signora e mi dice: “Ma se per caso l’Ater che la vendesse l’appartamentino con una cifra accettabile, noi potremmo anche con molti sacrifici cercare di acquistarlo l’immobile”.

12 Allora scriviamo all’Ater che ci dica quella che è la valutazione dell’immobile e l’Ater ci risponde che non dà nessuna valutazione se non c’è una richiesta scritta e allora facciamo una richiesta scritta, a questo punto l’Ater ritarda, dobbiamo sollecitare 3 - 4 volte, passano dei mesi finché a un dato momento l’Ater risponde che non intende vendere nel senso che essendoci 2 - 3 appartamenti ancora liberi su questo condominio a un dato momento, lei Ater o vende tutti gli appartamenti o non ne vende nessuno.

Richiesta all’Ater: ma avete già venduto su quello stabile lì 2 - 3 appartamenti, perché questa volta volete negare questa possibilità? Insomma l’Ater si rifiuta di rispondere e il problema si aggrava sono passati tre anni, quando è stato risolto il problema? Quest’anno, quindi è passato tutto il 2004, tutto il 2005 e tutto il 2006 e a un dato momento il problema è esploso.

È esploso quando? Quando non so chi ha investito la Stampa e la Stampa ha fatto un po’ di confusione e purtroppo in Italia dobbiamo prendere atto che solo quando si crea il problema verso l’opinione pubblica si può risolvere qualcosa.

Quando è stato risolto quindi il problema non è stato risolto per merito dell’Ater e il signor Sindaco qua ha voluto dare - come dire - credito all’Ater perché in quelle riunioni si è comportata bene, io devo dire che qua il problema si è risolto non per merito dell’Ater ma per merito del Comune per cui il Comune nel momento in cui ha risolto per Polesine Acque, il problema di via Villa, ha sollevato..., ecco il succo del discorso, ha sollevato l’Ater da ogni responsabilità che poteva avere per danni verso questa famiglia, ecco il succo del discorso.

Quindi io riconosco di aver usato un termine sbagliato, però il problema dell’Ater è in questi termini e io rivendico l’atteggiamento mio e il comportamento mio verso per l’Ater per aver cercato di risolvere un problema che era gravissimo per questa famiglia. Che cosa potrei dire ancora?

Io vorrei puntualizzare una cosa: per Legge il Difensore Civico, ripeto, non ha poteri di reprimenda, ma puramente e semplicemente quelli di mediare ma soprattutto è indipendentemente da qualunque autorità possibile e immaginabile, io a un dato momento potrò anche - come dire - agire in comportamento diverso e in disaccordo con le autorità comunali con qualunque attività possibili e immaginabili ma mi assumo la responsabilità di quello che dico e faccio perché io sono indipendentemente da qualunque autorità politica.

Ultima considerazione è questa: io mi permetto di suggerire al Comune, dato che sono qua che bisognerebbe modificare in parte, sia lo Statuto che il Regolamento Comunale. Mi spiego: oggi come oggi, in vari Comuni cercano sempre di delegare a persone private la gestione di determinati servizi che sono pubblici.

Ora nel momento in cui si dica che il Difensore Civico ha competenza solo per quanto riguarda gli atti e la legittimità e la regolarità degli atti sia del Comune che delle ditte partecipate, dice una cosa che domani può non essere legittima, vedi il discorso con l’Ater ma soprattutto nel momento in cui il Comune dovesse appaltare a ditte private un determinato servizio. Non so, raccolta di rifiuti qualunque cosa.

Se a un dato momento non c’è più la ditta partecipata dal Comune che svolge questo servizio ma è una ditta privata, teoricamente la ditta privata dovrebbe comportarsi come l’Ater e incominciare a discutere sulla legittimità dell’intervento del Difensore Civico.

Io ritengo invece che da un punto di vista così, quando un’azienda, una ditta che sia a partecipazione del Comune che sia privata, esercita e eroga un servizio pubblico, evidentemente questa ditta può e deve essere soggetta a un controllo anche di legittimità da parte del Difensore Civico. Non so se sono stato esauriente, mi scuso e ringrazio comunque ancora degli interventi venuti e di quanto ha detto il Sindaco e il Presidente del Consiglio.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.