Persona · attività documentata

Massimo Tovo

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
2
Sedute con interventi
1
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

Comitato di SarzanoOsservato il 17 febbraio 20251 osservazione documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

17 febbraio 2025

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 43
Pagina 19
Punto 5

Discussione relativa alla costruzione ed esercizio di un impianto di…” Pag. 12 2

Comitato di Sarzano

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Buongiorno a tutti. Sono Massimo Tovo. Ho ricevuto una mail qualche giorno fa dove si diceva che aveva otto minuti per l'intervento.

Intervento n. 45
Pagine 19–21
Punto 5

Discussione relativa alla costruzione ed esercizio di un impianto di…” Pag. 12 2

Comitato di Sarzano

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Vedrò di stare dentro e vedrò di andare veloce. A distanza di qualche settimana dall'incontro con il Sindaco e la Giunta Comunale a Sarzano, non riesco ancora a capacitarmi e non trovo risposte alle decisioni di questa Amministrazione di consentire l'insediamento di un impianto di biometano da 500 metri cubi/ora nel nostro territorio.

L'impianto sarà utilizzato a ridosso del canale Ceresolo, che separa le frazioni di Sarzano e Mardimago; frazioni che già sopportano pesanti disagi causati da impianti odorigeni e carico di traffico pesante: dal separatore di rifiuti di Sarzano alla discarica di Villadose, alla discarica fluff di Mardimago, con emissioni da autocombustione ancora in corso di bonifica, fino all'impianto Eni di Boara Polesine con trattamento del FORSU.

Si aggiungerà dunque, in un contesto già gravato da tali problematiche, un mega impianto da oltre 73.900 tonnellate annue in entrata di matrici per i biodigestori e ben 60.000 tonnellate di digestato tra solido e liquido destinato allo spargimento nei terreni, perché sono 30 di solido e 30 di liquido. Le conseguenze saranno negative anche sulla viabilità secondaria, dove dovranno transitare necessariamente i mezzi agricoli per raggiungere i campi.

E a nulla serviranno i cosiddetti varchi, che controlleranno solo i mezzi in entrata senza alcun controllo su quelli in uscita, obbligati a transitarvi per raggiungere i campi su strade comunali strette e arginali, non in grado di sostenere nel tempo mezzi di tali dimensioni e portate. Sindaco, l’ho sentita ripetere ancora i 100 metri di territorio comunale per l'entrata. E per l'uscita?

Non voglio più sentirla parlare e dire 100 metri di territorio comunale. L’uscita dei mezzi del digestato dovranno per forza di cose transitare sulle strade comunali per entrare nei campi, perché altrimenti io oggi non ho ancora visto un’uscita autostradale per entrare nelle campagne: Via Teano, Via dei Mille, dove sono i campi per entrare con i mezzi, con le botti, devono per forza transitarvi. Non si intravede nemmeno la tanto sbandierata economia circolare.

Nel Comune di Rovigo infatti le dita di una mano bastano e avanzano per contare gli allevamenti presenti ed anche di piccola taglia. Ci si chiede infatti che senso abbia far arrivare matrici da fuori Provincia e addirittura Regione. Io almeno sono andato a guardarmi le provenienze.

Non so se in Giunta è stato fatto questo: fornitori dall’alta padovana, da Cremona, da Mantova, da Bologna, da Modena e Venezia, con addirittura contoterzisti e mediatori tra i fornitori; trasporti con centinaia di chilometri su gomma tra camion e trattori; la stessa raccolta degli stocchi di mais o paglia di grano, invece di essere interrata sul posto creando sostanza organica al terreno quindi lì sì l’economia circolare, dovrò essere pressata a raccolta, trasportata e stoccata, processata dal digestore e poi distribuita nei campi; campi che non permettono le lavorazioni in orari prestabiliti ma che seguono l'andamento delle stagioni e quindi saranno concentrati nel periodo estivo, provocando aerosol sgradevoli e insediamento di insetti e mosche in modo massiccio.

Tutto ciò non ha senso. Per non parlare degli insilati che, invece di produrre cibo per la catena alimentare, andranno ai digestori, creando anche distorsioni economiche nelle vicine strutture di trasformazione presenti, come la Cooperativa San Martino e Maiscoltori di Villadose. Che cosa c'è di bio in tutto questo?

Probabilmente tutto ciò avrebbe senso se costruito nelle immediate vicinanze di produzione dei reflui, impianti più piccoli e vicino ad allevamenti e stalle, cosa che in questo caso mancano clamorosamente. Il Comune di Rovigo è il settimo posto come città tra le più inquinate d'Italia. Non si è preoccupato della salute dei propri cittadini.

Mira forse a raggiungere il podio? Non si è preoccupato della comunità alle porte della città, la prima ad essere investita dalle esalazioni inquinanti in quanto i venti spingono verso quella direzione.

La località Ca’ Matte di Sarzano, nucleo con diverse abitazioni, è sempre più abbandonato a se stesso, dove insiste anche la mia azienda agricola a ridosso del Ponte dei Munari, presente nei primi anni 70, tramandata dai genitori, che oggi vedo compromessa perché proprio a pochi metri dall'impianto; azienda che è passata negli anni dalle colture dei seminativi alla coltivazione di ortofrutta con spaccio aziendale e vendita diretta in regime di coltivazione biologica e che ha contribuito con altri colleghi all'ottenimento nel 2011 della DOP aglio bianco polesano, unica DOP che il Comune di Rovigo e Provincia, parte intrinseca e fondamentale, può vantare.

In qualità di Presidente del Consorzio, negli ultimi 13 anni mi sono impegnato fortemente per promuovere la DOP anche oltre i confini nazionali. Il prodotto riscuote consenso ed è ormai riconosciuto dai consumatori come legato a questo territorio ed è anche per questo che noi del Consorzio auspicavamo maggior rispetto, considerazione e difesa.

Mai, e dico mai, mi sarei aspettato che proprio chi amministra il territorio, che dovrebbe essere attento, lungimirante e difensore in prima linea delle proprie piccole rarità e della propria storia, si sia invece inchinato velocemente alla costruzione di un impianto che metterà a rischio anche la salute dei propri cittadini. Nessuno scrupolo, nessuna domanda rivolta a capire che storia ci fosse in quel contesto, a quale futuro poteva dare quel territorio, alle donne, agli uomini e ai bambini che ci vivono.

Niente di niente. Addirittura invece mi sono sentito dire con tono arrogante che si doveva attuare il Decreto Draghi, che dava urgenza e priorità al biometano. Non credo ci fosse sottinteso a tutti i costi o di passare sopra a tutti.

C'era forse scritto così? Quanto diversa è stata invece la posizione della sua collega Sindaco di Trecenta che, alla proposta di un impianto analogo, prima di pronunciarsi ha approfondito chiamando gli interessati e la popolazione, per poi decidere categoricamente per il no, a difesa del territorio e della popolazione.

Qui ci troviamo invece con 100.000 metri quadrati di verde agricolo produttivo, una siepe garzaia, una zona di ripopolamento faunistico, praticamente una delle ultime aree che potevano dare respiro a una concentrazione di inquinamento nella nostra zona sottratta a favore di asfalto, di cemento armato e l'estrazione di acqua da un pozzo tramite un pozzo industriale da 25 milioni di litri l'anno.

I tecnici avranno pure valutato bene il loro progetto, ma nessuno si è preoccupato di studiare a fondo il territorio dove questo va insediato. L’abbassamento della falda, il transito sul Ponte dei Munari, la viabilità dei mezzi, l'inquinamento e gli odori, gli insetti, un’economia non circolare e l'antieconomicità se non finalizzata agli incentivi: non saranno un problema per i tecnici ma sono per noi cittadini, e il Comune non può e non deve ignorare tutto questo.

La campagna elettorale è terminata qualche mese fa e ricordo bene quindi lo slogan “Non prenderò decisioni sul destino dei rodigini senza averli coinvolti”. Bene, in questo caso direi che c'è proprio da vergognarsi.

E’ stato detto che in questi casi, in questi affari, i sentimenti non contano, ma il buon senso sì e per chi vive lì vi assicuro che vedere vanificato il proprio lavoro, l'impegno e i propri investimenti per un progetto che non porterà nulla al territorio, se non inquinamento, traffico e disagi, è un enorme colpo al cuore. Quindi chiedo al Sindaco e Giunta: fate un passo indietro. Salvate i rodigini e Rovigo.

Grazie.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.