Persona · attività documentata

Donata Pavini

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
1
Sedute con interventi
1
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

ARCI SolidarietàOsservato il 10 dicembre 20071 osservazione documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

10 dicembre 2007

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 9
Pagine 15–18
Punto 1

59° Anniversario della dichiarazione dei diritti dell'uomo, contro la miseria e per gli obiettivi di sviluppo del millennio. (Proponente Assessore Giovanna Pineda)

ARCI Solidarietà

Leggi intervento

Scorrono le immagini di una struttura di accoglienza che noi abbiamo attivato nel 2003. Io rappresento, appunto, questa associazione ARCI Solidarietà, che è nata nel 2000 con all'obiettivo proprio di occuparsi di persone in situazioni di difficoltà, e in particolare degli immigrati, ma non solo.

Quando noi ci siamo costituiti a Rovigo, ci siamo guardati un po' attorno e abbiamo visto che c'erano delle persone che anche nella nostra piccola città dormivano fuori, all'aperto, nelle aree verdi, vicino alla Stazione e nella Stazione stessa o in luoghi precari e disabitati. Per questo ci è venuta l'idea di costituire, di fare un progetto, una struttura di accoglienza che mancava nella nostra città e che è una struttura di accoglienza notturna, l'abbiamo che chiamata “L'asilo notturno arcobaleno”.

Abbiamo presentato il progetto al Centro Servizi Volontariato, che forse saprete è un'istituzione provinciale che sostiene le associazioni di volontariato, abbiamo cercato poi altri fondi, abbiamo incontrato il consenso della Provincia, per cui nel 2003 abbiamo aperto questa struttura.

Siamo partiti con delle titubanze, perché naturalmente non esisteva una cosa del genere, era la prima volta a Rovigo, comunque l'esperimento, l'esperienza è andata bene e ci siamo accorti che erano parecchie le richieste di ospitalità per la notte, per cui abbiamo cercato una casa più grande. L’abbiamo trovato non in città, come era il primo appartamento, un piccolo appartamento in centro storico, dove potevamo ospitare sei persone.

Siamo andati alla ricerca di un'altra abitazione e l'abbiamo trovata alla periferia della città, in via Spola, la strada che porta verso San Sisto, è lì abbiamo trovato una casa più grande e lì potevamo ospitare anche più persone. Nell'agosto di quest'anno siamo ritornati in città con “L'asilo notturno”, in un appartamento grande, accogliente, che abbiamo trovato proprio in via All'Ara, qui vicino alla sede comunale.

Non abbiamo abbandonato la struttura che avevamo alla periferia della città, ma l'abbiamo trasformata -ecco qui le immagini- in un centro praticamente di seconda accoglienza. “L'asilo notturno” è la primissima accoglienza, accoglie i bisogni dell'emergenza di chi si trova a Rovigo, di chi è senza casa e non ha neanche, appunto, un tetto, un posto dove dormire.

La struttura di via Spola adesso l'abbiamo trasformata, appunto, in una casa di seconda accoglienza, dove le persone possono stare, è una casa vera e propria dove le persone possono stare anche durante il giorno, 24 ore su 24 e puntiamo sull'autogestione, nel senso che mentre nell'asilo notturno abbiamo dei volontari che pernottano tutte le sere, a turno, nella casa di via Spola le persone si autogestiscono; naturalmente vengono scelte persone già conosciute, che sono passati già per l'asilo notturno in genere, che hanno requisiti di serietà e di affidabilità, per cui possiamo puntare sull'autogestione.

Cerchiamo il più possibile di dare -e lo vedete nelle immagini- di creare un ambiente familiare. Esistono anche dei piccoli servizi che noi offriamo a queste persone, come la scuola di italiano per gli stranieri di recente immigrazione, oppure dei momenti di guida e di accompagnamento, insieme con i servizi che ci sono nel territorio. Come arrivano da noi queste persone?

Arrivano segnalati o dalle associazioni o dal Centro di Ascolto del Comune di Rovigo, che fa un colloquio, individua se possono entrare nella nostra struttura, perché la nostra struttura non è una casa aperta a chiunque, ci sono delle regole che vanno rispettate e se le persone non rispettano le regole, questo che la sicurezza di tutti, anche di tutti gli ospiti che sono accolti, possono essere allontanate.

Quindi è generalmente il Centro di Ascolto del Comune di Rovigo, oppure altre associazioni che ci segnalano le persone. Chi sono queste persone? Sono prevalentemente per il 70,75% stranieri, immigrati di recente immigrazione, che non hanno ancora una casa, spesso non hanno ancora un lavoro e hanno bisogno di un po' di tempo per avviarsi verso l'autonomia.

Ci sono però, e stanno crescendo negli ultimi tempi, anche gli italiani, sia giovani italiani che hanno problemi familiari, sia italiani anche di una certa età, anche anziani, che vivono negli asili notturni, gente anche di Rovigo o comunque della nostra provincia o dei territori vicini. Quanti sono stati? Noi adesso siamo nati nel 2003 ci stiamo avviando verso il compimento del quinto anno di esperienza.

Ne sono passati da noi più di 400, di cui 25-30 ritornano più volte, sono le persone che sono abituate a vivere la loro esperienza in strutture di accoglienza come l'asilo notturno. La gestione di queste strutture, come vi ho detto, è fatta dai volontari; abbiamo avuto qualche operatore che seguiva i casi più difficili, però non sempre possiamo permetterci di queste persone.

Il ruolo di un'associazione, secondo me, dovrebbe essere quello di, una volta raccolti quelli che sono i bisogni, il disagio, i dati sul disagio locale, di proporre alle pubbliche amministrazioni dei progetti e di collaborare con questi per fare gli interventi. Noi, invece, praticamente ci siamo fatti tutti da soli, abbiamo letto le necessità, abbiamo scritto i progetti, abbiamo cercato i finanziamenti e ci gestiamo le strutture.

Anche noi sottolineiamo il fatto che dovrebbe esserci una presenza più attiva dell'Ente locale, siccome siamo in un Consiglio Comunale, quindi l'appello è rivolto a cui tutti, l'Amministrazione Comunale dovrebbe essere più presente in queste iniziative e non lasciar fare quasi tutto al volontariato. L'attenzione, la sensibilità c'è, anche in questa amministrazione, però bisogna anche operare a fare. Le associazioni riescono a trovare i fondi.

Io penso che anche l'Amministrazione, attivandosi, può aprire delle porte per cercare i finanziamenti, perché questo è il limite che ci viene sempre posto dinanzi dal Comune e anche dalle altre Amministrazioni. Due flash sul tema attuale della sicurezza, di cui tanto si parla.

Noi crediamo che con questo tipo di strutture di accoglienza noi lavoriamo per la sicurezza, perché sottrarre dalla strada, che è un gran brutto ambiente, perché nella strada nasce la prostituzione, si diffonde la droga, nasce la micro e la macro criminalità.

Sottrarre da questo mondo 10 persone ogni sera, metterli a vivere in una casa dove c'è una dimensione familiare -l'avete visto dall'immagine, non è che tutti i momenti sono belli e piacevoli come quelli che avete visto, ci sono anche i momenti difficili quando dobbiamo allontanare una persona- però comunque dare questa impressione di una struttura familiare, certamente dare alle persone un letto caldo, un posto dove possono lavarsi, certamente aiuta ad allontanarsi da tutti quei rischi che ci sono sulla strada.

Quindi noi riteniamo di farlo un lavoro per la sicurezza della città.

Un altro flash sul problema dell'immigrazione, dal momento che i nostri ospiti sono in gran parte immigrati, oggi questo è un fenomeno, com'è stato già detto, insomma, con cui dobbiamo convivere, non ci sono leggi, neanche la legge chiedemmo in Italia, che posso frenare questo, l'altro giorno in questo consiglio comunale sono stati presentati i dati dell'ultimo dossier della Caritas o sull'immigrazione e l'ufficio statistica della provincia di Rovigo ha fatto delle proiezioni, proprio guardando a dati sulla popolazione, sulla popolazione immigrata, su quello che succederà a Rovigo nel 2027.

Se i flussi migratori nella nostra città, nella nostra provincia che attualmente sono in aumento, cresceranno ancora, noi avremo nel 2027 una popolazione nella provincia di Rovigo che farà un grande balzo in avanti, e non sappiamo cosa vuol dire crescere anche come popolazione e ringiovanirla, perché gli immigrati ringiovaniscono anche, non solo contribuiscono alla crescita demografica, questo non solo a Rovigo, in Italia e in tutta Europa.

E quindi rappresentano una risorsa, non solo perché appunto fanno aumentare la nostra popolazione, ma rappresentano anche una risorsa perché mantengono le scuole, in particolare nella nostra realtà della provincia di Rovigo molte scuole sarebbero già chiuse e se non ci fossero i bambini immigrati. La popolazione giovanile e immigrata, straniera sta crescendo enormemente, perché le famiglie si stanno consolidando e quindi nascono bambini o fanno arrivare i loro figli.

Gli stranieri fanno aumentare il PIL, il prodotto interno lordo. Gli stranieri acquistano o affittano case, spesso quelle più degradate, che gli italiani non vogliono più. Gli stranieri mandano rimesse a casa e la somma di queste rimesse è molto, molto più alta del contributo che i paesi ricchi del mondo mandano alla cooperazione internazionale, come aiuto ai paesi del terzo mondo, quindi queste rimesse servono anche ad aiutare i paesi poveri del mondo.

A fronte di tutto questo, però, nel 2004 -sto concludendo- a fronte di tutto questo, nel 2004 la spesa per l'immigrazione in Italia, per il 92% è stata spesa per controllare e per respingere gli stranieri. A fronte di un euro speso per l'integrazione degli immigrati, se ne sono spesi quattro per respingerli. Ecco, questi sono i dati e speriamo che le cose possano cambiare.

Concludo riferendomi al documento che ha letto l'Assessore Pineda all'inizio di questa seduta, un ordine del giorno importante che dice delle cose molto valide. Io non sono una Consigliera Comunale, faccio un appello ai Consiglieri presenti ad accogliere un'integrazione a quest'ordine del giorno, perché l'adesione alla campagna “Città 2015 contro la povertà” non può essere solo un'adesione formale, ma deve concretizzarsi in azioni concrete.

La mia proposta è questa, di aggiungere, quindi al punto 1 o al punto 4 degli impegni che riguardano il Consiglio Comunale, queste righe: "Attivarsi concretamente con azioni positive, anche in collaborazione con le Associazioni e gli Enti, per rimuovere le cause che generano povertà ed è emarginazione”.

Tra parentesi ricordo, e non occorre leggerlo spero, all'articolo 3 della nostra Costituzione che ci obbliga proprio a fare questo: rimuovere le cause della povertà, realizzando interventi per il superamento del disagio abitativo e per sviluppare occasioni vere di inserimento lavorativo, perché se c'è lavoro e se c'è una casa si dà dignità all'essere umano. Se mancano queste cose non c'è dignità e non c'è civiltà.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.