Grazie Presidente. È solo una precisazione che mi viene chiesta anche dai Consiglieri del mio Gruppo, ecco, di fare. Nessuno di noi, ci mancherebbe altro, vuole chiudere la bocca al Sindaco, anzi il discorso è proprio l'esatto opposto!
Ci sarebbe piaciuto, proprio anche per il ruolo che riveste, che sul tema che siamo andati a trattare, quindi magari, appunto, sotto il profilo concreto delle proposte e delle cose che l'Amministrazione Comunale intende fare, saperlo prima, in modo tale da poter commentare nell'ambito dei nostri interventi. Invece purtroppo parliamo noi, parla il Sindaco, e nessuno ha la possibilità di dire la propria. Ecco, quindi, è soltanto questo.
Ripeto, quindi lontano da noi il fatto di non consentire al Sindaco di esprimere la propria opinione. Chiusa la parentesi e tornando alla questione, insomma, che stiamo discutendo qui in Aula. Da qui a questi giorni, insomma, come tutti, ho letto i giornali, perché fondamentalmente della Grimeca molte delle cose, per carità probabilmente è un mio limite, che ho appreso, scusami Matteo, le ho apprese purtroppo soltanto dalla stampa.
Quindi anche quegli aggiornamenti, come molte volte purtroppo stringati, che derivano dalla stampa, e che sono limitativi per una conoscenza molto più approfondita della questione, non mi hanno probabilmente consentito di conoscere certi aspetti, che probabilmente fanno anche vedere le cose in prospettiva in maniera un po' diversa. Il lavoro che svolgo, che è quello di avvocato, mi mette in una posizione, fra virgolette, di privilegio?!
Nel senso che, per la tipologia di cause che arrivano nel mio ufficio, ho la possibilità di vedere il mondo del lavoro da una parte, dall'altra, dalla parte del datore di lavoro, dalla parte dei lavoratori, dalla parte anche delle banche, con la quale molte volte si ha a che fare, di vedere anche 71 quelle situazioni difficili che le famiglie vivono, proprio in relazione alle difficoltà del mondo del lavoro nel porsi con i soggetti che operano nel nostro contesto sociale.
E la Grimeca fondamentalmente è un altro tassello che non fa altro che fare pendant, purtroppo, con quello che vedo quotidianamente.
Nel senso di difficoltà legate al mondo produttivo da aziende che dicono, a volte artatamente, a volte inventando, a volte purtroppo perché la realtà è così, di non essere in grado di poter mantenere determinati posti di lavoro, di avere necessità di fare dei tagli, di avere necessità di chiudere, di spostarsi altrove, di lavorare in Romania, come si diceva prima, di fare delle scelte aziendali di tipo completamente diverse, che purtroppo, in quanto di competenza dell’azienda, non vengono molte volte condivise con i lavoratori, ma non perché magari ve ne sia la volontà, perché purtroppo fa parte delle regole del gioco.
E purtroppo nelle amare regole del gioco ci stanno anche quelle delle banche; banche che non sono disponibili a concedere credito, e parliamo della Grimeca, ma guardo purtroppo a 360°, soprattutto in questo periodo, se non ci sono delle garanzie, e garanzie talmente forti che ad un certo punto, se avessi veramente quel tipo di garanzie probabilmente non avrei neanche bisogno dell'aiuto di una banca, perché abbiamo… arriviamo addirittura anche a questo tipo di paradossi!
Allora, quando si legge sul giornale situazioni difficili, a me dispiace vedere i lavoratori che giustamente manifestano in piazza, dove possono, come possono, con i mezzi che hanno, dicendo: “Noi, in fin dei conti… noi abbiamo famiglia.
Qual è nostro futuro?” Parlare di esuberi e parlare di una città per avere dei fondi da parte di una banca, di un Piano Industriale credibile che preveda una riduzione di costi, il che vuol dire un abbattimento della metà dei posti di lavoro, chi sono i 450 fortunati che rimarranno e i 400 sfortunati che se ne dovranno andare? E quale sarà soprattutto la sorte dei 400 che magari se ne dovranno andare?
Sono tutta una serie di domande che indubbiamente angosciano, perché avendo due figli, avendo una famiglia, penso che cosa succederebbe se mi capitasse una cosa del genere, che dalla sera alla mattina non avessi un reddito e dovessi in un qualche modo pensare a come far crescere i miei figli, come mandarli a scuola, come provvedere il giorno dopo ad andare al supermercato a fare la spesa. Che purtroppo questi sono i problemi reali e concreti che hanno i lavoratori.
Quindi, giustamente è stato messo prima in evidenza il fatto che lo stipendio è un'esigenza immediata, perché non mangio fra un mese, mangio da domani. E quindi, su questo bisogna in un qualche modo focalizzare l'attenzione. Allora è vero che si parla di soluzioni tampone, è vero che si parla ma il Consvipo ha dato i soldi, però dopo alla fine devono essere restituiti, però siamo al punto di partenza, quindi è il problema di aprile, è il problema che abbiamo a maggio, che avremo a giugno e che avremo a luglio.
Però è un problema importante che va risolto, perché il fatto di avere 800 persone che non abbiano la possibilità di avere i propri mezzi per il sostentamento della propria famiglia, è un qualche cosa dal quale ci dobbiamo fare carico. Non possiamo non farci carico.
Allora fare pressione sulle banche: le banche sono -mi si passi l'espressione, lo dico in maniera un po' ironica- degli animali un po' strani, diciamo così per adoperare un eufemismo, nel senso che loro guardano l'interesse della banca, nel senso che difficilmente riusciremo ad impietosire, con le nostre parole, con i nostri documenti, un istituto bancario!
Ci potranno ascoltare, ma alla fine loro sono banca e in quanto banca loro vogliono garanzie e loro vogliono essere sicuri che i soldi che danno ritorneranno, e ritorneranno anche con gli interessi che richiedono. Interessi magari più bassi, visto il tipo di situazione, però loro vogliono che i conti alla fine del mese tornino. Scusami Giancarlo!
E quindi che cosa può fare la Regione? Cosa può fare la Provincia e cosa può fare il Comune? Cosa possiamo fare noi?
Possiamo fare dei documenti?
A me Borsetto, guarda, te lo dico con sincerità, mi è dispiaciuto sentire quelle parole che hai detto, probabilmente, tu le hai dette in maniera anche un po' fiacca, se devo dire la verità, perché purtroppo il discorso della politica del fare, quando incominciamo adoperare termini che possono magari rincuorare e riscaldare i cuori di persone che hanno determinati problemi, ma che si limitano, guarda, perché me le sono segnate, a parlare “dell'invito, riformulare, solidarietà, il nostro impegno, io auspico, prendo atto, io penso, io credo e 72 io farò”.
Piano! Io farò… magari! Io penso e credo e si arriva mai al “io farò”, non ne facciamo nulla!
Allora, ad esempio, io mi sono preso il programma del Sindaco, mi sono preso il programma di chi sta governando la città, ma non perché lo voglio fare in tono critico, perché può anche dare delle idee. Può anche dare delle idee! Che cosa era scritto?
Che cosa è scritto nel programma dell'attuale Giunta: “Supporti alla nuova imprenditoria”. Fa parte del suo programma, Sindaco, lei lo sa sicuramente meglio di me, ma lo leggo per chi magari non lo conosce. Leggo per stralci per non tediare, dice: “Rovigo deve fare da traino per i servizi, puntando sull'innovazione, sull’imprenditoria innovativa.
In questo momento i punti più carenti sembrano essere l'assenza di servizi di credito a lungo termine, di supporto all'internazionalizzazione e di stimolo all'incontro tra università ed impresa. Strategico è il rapporto Pubblica Amministrazione, Credito e cittadini, in un territorio in cui si fa molta raccolta e poco investimento. È necessario stimolare i rapporti tra le banche, le associazioni di categorie, considerando anche che si potrebbero creare dei nuovi problemi alle microimprese.
Sono necessarie iniziative a favore del lavoro e della nuova imprenditoria, nuovi investimenti, per il mondo giovanile e femminile. Vengono offerte garanzie a sostegno sul finanziamento richiesto alle banche. Ripeto: “offerte e garanzie a sostegno sul finanziamento richiesto alle banche, da sommarsi a quelle già disponibili, Cofidi, per ridurre la quantità a disposizione da garantire con i propri capitali”.
Queste sono le proposte concrete. Sono delle proposte concrete. Quello che mi dispiace però… Però vediamo di partire da oggi, Sindaco, anche se poco manca, che magari in quattro anni abbiamo messo… queste cose qua non ne abbiamo messe in piedi neanche una, e non per richiamare, come dicevo prima, il Consigliere Avezzù, anche il famoso fondo di sostegno per i lavoratori, tutti i lavoratori, quando abbiamo proposto un emendamento nel Bilancio previsionale lo avete bocciato!
Lo avete bocciato! E quindi vediamo di partire da zero. Nel senso di dire che, al di là di quello che può essere stato un comportamento che è, diciamo così, antitetico, per quello che ho auto modo di vedere, rispetto a quelli che sono i buoni propositi e le parole di Borsetto di oggi, vediamo di partire guardando avanti.
Allora ecco che i rapporti di cui si parlava prima, tra banche, cittadini e Pubblica Amministrazione, il famoso tavolo, vediamo di fare, vediamo come, anche perché le banche sono abituate ad avere a che fare con la Pubblica Amministrazione, Sindaco, e lei lo sa bene!
E io come Pubblica Amministrazione penso che certe banche abbiano anche interesse ad avermi come cliente, e quindi non è detto che possa anche scegliere molte volte delle banche diverse, se queste banche mi aiutano a gestire il mio territorio e aiutare i miei cittadini. E questa potrebbe essere una cosa che si potrebbe fare. Uno studio di questo tipo però non mi risulta che sia mai stato fatto!
Ripeto: facciamolo da oggi al domani. Il fondo di sostegno per i lavoratori: ben venga! Domani abbiamo un avanzo di Bilancio?
Io mi auguro -ripeto- ma non tanto per proposta nostra, ma che venga una proposta, diciamo così, neutra? Che venga anche da parte sua, che una parte di questo vada a sostegno, non dei lavoratori della Grimeca, ma di tutti i lavoratori.
Perché tutti i lavoratori comprendano anche quei lavoratori che non sono soltanto i lavoratori dipendenti, cosa che è un concetto un po' difficile da far entrare nella testa di chi, come Pavarin e Masin, molte volte questa cosa qua la vedono come fumo negli occhi, ma anche di chi gestisce piccole aziende, e le gestisce in maniera corretta. E ricordo un nome su tutti, che purtroppo… esatto, esattamente, proprio Brazzo di Villadose! Faccio nome e cognome.
Che era un piccolo imprenditore, che nella… appunto come abbiamo letto nei giornali, aveva sempre pagato i suoi dipendenti, consapevole anche dell'effetto devastante sulle famiglie e i suoi dipendenti, dei suoi dipendenti, di quello che voleva dire non pagare uno stipendio, e si è tolto la vita perché? Perché nessuno si è preoccupato di Brazzo, perché Brazzo è piccolo, perché è una piccola impresa!
73 Ma in realtà sono dei problemi dell'economia che ricadono, ripeto, sul lavoro, che non vuol dire lavoro dipendente, non vuol dire solo lavoro dipendente, vuol dire anche il lavoro di piccoli lavoratori che sono autonomi, dei piccoli artigiani, dei piccoli commercianti, perché tutto questo crea ricchezza e può creare anche delle alternative, che magari di quei 400 posti, dove di quei 400 che purtroppo magari verranno ritenuti come in esubero e quindi cancellati. Creiamo delle alternative!
Perché non lavorare in Grimeca non può essere soltanto questo un male di per sé, ci può essere un'alternativa. La mobilità del lavoro non deve essere vista come fumo negli occhi, ma deve essere vista come una possibilità importante che io abbia la possibilità di riqualificarmi e di lavorare altrove. Finisco Presidente, perché mi sono rubato più tempo del dovuto.
Quindi, vuol dire anche che la politica sul territorio, per far sì che vengano e che sia credibile il nostro territorio, che sia credibile Rovigo, che vengano impiantate nuove attività, vuol dire che anche gli strumenti urbanistici, caro Assessore, devono essere confacenti a questo tipo di scelte e non ingessare il nostro territorio!
Vuol dire che la politica deve essere conforme e omogenea rispetto alle scelte che andiamo a fare, e non avere quella famosa sindrome dell'interlocutore, dove, a seconda di come parlo con i lavoratori dico A e se parlo con gli imprenditori dico B. Perché è una cosa… E’ questo che crea questa discrasia e questa schizofrenia, strabismo, che alla fine non ci consente di muovere e di venire fuori da ‘sta fossa in cui siamo.
Quindi, ecco, rispetto a queste, che sono proposte concrete, un'ultima cosa: un ringraziamento, proprio, senza nulla togliere agli altri sindacalisti, proprio alla signora Cittadin, per il richiamo che ha fatto nel pieno rispetto, non soltanto dei lavoratori della Grimeca, ma del lavoro. Che è ben altra cosa.