Persona · attività documentata

Vito Piccininno

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
11306
Sedute con interventi
128
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

ConsigliereOsservato il 3 luglio 20061 osservazione documentali
Presidente del ConsiglioDal 3 luglio 2006 al 11 marzo 2010111 osservazioni documentali
AssessoreDal 13 aprile 2010 al 24 marzo 20113 osservazioni documentali
VicesindacoDal 27 aprile 2010 al 31 marzo 201115 osservazioni documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

22 dicembre 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

47 interventi
Intervento n. 86
Pagina 37
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

La ringrazio. Allora facciamo così, sospendiamo i lavori, per poi riprenderli alle ore 15,30, per la viabilità si decide di andare a casa. E quindi faremo l'appello alle ore quattro, alle 16,00.

E allora facciamo diversamente, ditemi voi. Fermatevi in Aula ancora 1 minuto. Appello alle quattro.

Permettiamo ad ognuno di arrivare. Va bene? Quindi, scusate, allora, riprendiamo alle ore 15,00, appello alle tre e trenta.

L'importante è poter arrivare in Aula, io mi preoccupo di questo.

Intervento n. 88
Pagine 37–38
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

37 Benissimo! Allora appello alle ore 15,30. LA SEDUTA VIENE SOSPESA PER RIPRENDERE NEL POMERIGGIO

Intervento n. 89
Pagina 38
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Riprendiamo i lavori del Consiglio. Prego i Consiglieri di prendere posto. Do la parola al Segretario.

Prego Segretario. Il Segretario Generale procede con l’appello.

Intervento n. 90
Pagina 38
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Bene, i presenti sono 23. La seduta è valida. Possiamo, quindi, continuare i lavori.

L'ordine degli interventi è il seguente: prima Romanin, poi Masin, poi Bimbatti e poi tutti gli altri. Quindi, do la parola al Consigliere Romanin. Prego, Consigliere Romanin.

Intervento n. 102
Pagina 47
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie al Consigliere Fiorenzato. Do la parola al Consigliere Albertino Stocco. Prego Consigliere.

Intervento n. 105
Pagina 50
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie al Consigliere Stocco. A questo momento non ho altri iscritti a parlare. Se i Consiglieri intendono intervenire sono pregati di alzare la mano.

Nessuno chiede di... Chiede di intervenire il Consigliere Claudio Curina. Prego Consigliere.

Intervento n. 111
Pagina 54
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie al Consigliere Boniolo. Il Consigliere Fiorenzato mi ha chiesto di riferire all'Aula che si è assentato perché deve partecipare alla messa in suffragio di suo papà, questo è dovuto e questo riferisco. Non ho altri iscritti a parlare.

Se nessuno chiede di intervenire devo dare la parola all'Assessore per la conclusione. Chiede di intervenire il Consigliere Piscopo. Prego Consigliere.

Intervento n. 114
Pagina 57
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie al Consigliere Piscopo. Adesso, davvero non ha nessun altro Consigliere iscritto a parlare. Do la parola all'Assessore per le conclusioni.

Prego Assessore.

Intervento n. 117
Pagina 61
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie all'Assessore Osti. La parola al Sindaco. Prego, signor Sindaco.

Intervento n. 119
Pagina 62
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie al Sindaco per questo intervento conclusivo. Do la parola, adesso, al Consigliere Maldi, perché possa illustrare o leggere, come meglio preferisce, l'emendamento, che porta la sua firma. E devo dire all'Aula che, alla firma del Consigliere Maldi, poi si sono aggiunte le firme del Consigliere Borgato, del Consigliere Masin e poi vediamo di quanti dovessero decidere di votarlo.

Prego, Consigliere Maldi.

Intervento n. 121
Pagina 63
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie al Consigliere Maldi.

Intervento n. 125
Pagina 63
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

La ringrazio. Il parere che il tecnico ha messo per iscritto sull'emendamento di Maldi, io chiedo che venga letto o spiegato, come meglio ritiene. Prego, Architetto Ferlin.

Intervento n. 127
Pagina 64
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie all'Architetto. Adesso, se i Consiglieri intendono chiedere la parola, per intervenire sull’emendamento, sono pregati di farlo. Consigliere Borgato.

Intervento n. 129
Pagina 64
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

La ringrazio, Consigliere Borgato. Altre richieste di intervento? Prego, Consigliere Montagnolo.

Intervento n. 131
Pagina 64
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie, Consigliere Montagnolo. Prego Assessore Osti.

Intervento n. 133
Pagina 64
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie al Consigliere… all'Assessore Osti, chiedo scusa. Altre richieste di intervento? Il Consigliere Bimbatti. prego, Consigliere.

Intervento n. 135
Pagina 64
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie al Consigliere. Prego, Assessore Osti, brevemente. Poi diamo la sospensione.

Intervento n. 137
Pagina 65
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie all'Assessore Osti. Interviene ancora il Consigliere Bimbatti. Prego, Consigliere.

Intervento n. 145
Pagina 66
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie al Consigliere… (Parole incomprensibili per voci sovrapposte)

Intervento n. 151
Pagina 66
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie al Consigliere Boniolo. Risponde l'Architetto Ferlin e poi interverrà il Consigliere Zangirolami. Prego, Architetto.

66

Intervento n. 153
Pagina 67
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Chiedo scusa. Grazie al Consigliere. Prima il Consigliere… (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 154
Pagina 67
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Va bene. Va bene. Allora il Consigliere Scaramozzino e poi il Consigliere Zangirolami.

Prego, Consigliere.

Intervento n. 156
Pagina 67
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie al Consigliere Scaramozzino. Il Consigliere Zangirolami non ritiene di dover intervenire, quindi c’è una richiesta di sospensione di 5 minuti, che viene concessa. Sono le ore… se rimane ferma la richiesta, Consigliere Bimbatti?

Benissimo! Sono le ore 18,23, ecco per le…va bene 18,30 - 18,35, l’importante però, insomma, tornare in Aula puntuali. Io vi ringrazio.

La seduta viene sospesa.

Intervento n. 157
Pagina 67
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Sono le ore 18,43 minuti. Riprendiamo i lavori. Do la parola al Consigliere Bimbatti.

Prego, Consigliere.

Intervento n. 161
Pagina 68
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie al Consigliere Borgato. Altre richieste di intervento? I Consiglieri non chiedono di intervenire.

Chi vuole intervenire per dichiarazioni di voto? Nessun Consigliere chiede d'intervenire per dichiarazione di voto.

Intervento n. 163
Pagina 68
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

E va beh! Se chiedete d’intervenire, tutto il tempo che…

Intervento n. 167
Pagina 69
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

La ringrazio, Consigliere. Altre richieste di intervento, per dichiarazione di voto? Nessuno chiede di intervenire.

Mettiamo ai voti l'emendamento del Consigliere Maldi. Chi è a favore è pregato di alzare la mano. I Consiglieri favorevoli all'emendamento Maldi sono 23.

Chi è contrario è pregato di alzare la mano. Nessun contrario. Chi si astiene?

Dobbiamo rifare il voto? Va bene. Chi è a favore dell'emendamento del Consigliere Maldi è pregato di alzare la mano.

24. rettifichiamo allora. 24 voti a favore. Chi è contrario?

Nessun contrario. Chi si astiene?

Intervento n. 169
Pagina 69
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

La ringrazio scrutatore, Consigliere Avezzù. 23 voti a favore e 7 astenuti. Nessun contrario.

L'emendamento è stato approvato. Adesso dichiarazione di voto sulla delibera. Chi vuole intervenire è pregato di alzare la mano.

Il Consigliere Borgato e poi il Consigliere Guarnieri. Prego, Consigliere Borgato.

Intervento n. 171
Pagina 70
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie al Consigliere Borgato. Do la parola al Consigliere Guarnieri. Prego, Consigliere.

Intervento n. 184
Pagina 75
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie al Consigliere Matteo Masin. Non ho altre richieste, per dichiarazioni di voto. Chi è a favore della delibera è pregato di alzare la mano.

23 voti a favore. Contrari? Nessun contrario.

Dei presenti nessun contrario. Chi si astiene? Si astiene il Consigliere Borgato.

La delibera è stata approvata. Vi prego di rimanere in Aula, perché abbiamo da approvare altre delibere, i cui termini sono perentori e quindi evitiamo di convocare ulteriori Consigli Comunali entro la fine dell’anno. 75

Intervento n. 185
Pagina 76
Punto 2

Approvazione osservazioni da inviare presso la Commissione Via Regionale relative al progetto per installazione di un impianto a biomasse presso l'Interporto di Rovigo

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Secondo Punto all'Ordine del giorno: “Approvazione osservazioni da inviare presso la commissione Via regionale”. La presenta l’Assessore Romeo.

Intervento n. 187
Pagina 76
Punto 2

Approvazione osservazioni da inviare presso la Commissione Via Regionale relative al progetto per installazione di un impianto a biomasse presso l'Interporto di Rovigo

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Per favore!

Intervento n. 189
Pagina 76
Punto 2

Approvazione osservazioni da inviare presso la Commissione Via Regionale relative al progetto per installazione di un impianto a biomasse presso l'Interporto di Rovigo

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie all'Assessore Romeo. Do la parola al funzionario, Dirigente dell'Ambiente. Prego.

Prego. 76

Intervento n. 195
Pagina 78
Punto 2

Approvazione osservazioni da inviare presso la Commissione Via Regionale relative al progetto per installazione di un impianto a biomasse presso l'Interporto di Rovigo

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie al Consigliere. Nessun altro chiede d'intervenire. Per dichiarazioni di voto?

Non vi sono richieste di intervento. L'Assessore Romeo non vuole replicare. Vuole intervenire?

Vuole intervenire, per dichiarazioni di voto, il Consigliere Masin. Prego.

Intervento n. 201
Pagina 79
Punto 2

Approvazione osservazioni da inviare presso la Commissione Via Regionale relative al progetto per installazione di un impianto a biomasse presso l'Interporto di Rovigo

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie al Consigliere Boniolo. Nessuno chiede di intervenire, quindi possiamo mettere ai voti la delibera. Chi è a favore è pregato di alzare la mano.

Quanti voti a favore, per cortesia? 20 voti a favore. Chi è contrario è pregato di alzare la mano.

Nessun contrario. Chi si astiene? 3 astenuti.

La delibera è stata approvata. Mettiamo ai voti l'immediata eseguibilità. Chi è a favore, è pregato di alzare la mano.

All'unanimità. Io vi ringrazio molto. 79

Intervento n. 202
Pagina 80
Punto 3

Riconoscimento debito fuori Bilancio relativo a proprietà comunale…

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Terzo Punto all'Ordine del giorno: “Riconoscimento debito fuori Bilancio relativo alla proprietà comunale sita in Grignano Polesine”. Devo dare la parola all’Ingegnere Moscardi. Prego Ingegnere.

Ing. MOSCARDI ALBERTO: Buonasera a tutti. Dunque, si tratta di un debito fuori Bilancio relativo a dei canoni di… Si tratta di un debito fuori Bilancio relativo al mancato pagamento di diversi canoni per delle bollette dell'acqua.

Allora, negli anni ’80 il Comune acquistò un fabbricato a Grignano; questo fabbricato era costituito da cinque appartamenti. Nel corso del tempo furono affittati a diversi inquilini extracomunitari, o comunque fu destinato a residenza alloggio, e purtroppo diversi di questi inquilini non pagarono il canone, insomma la bolletta dell'acqua. Il condominio aveva un vizio, che aveva un unico contatore, per cinque appartamenti.

Per un certo periodo gli inquilini, diciamo regolari, si sono surrogati nei pagamenti, però ad un certo punto, hanno smesso di farlo. E quindi il Comune, che era diventato, diciamo, moroso nei confronti, in quanto amministratore unico, nei confronti dell'Acquedotto e gli inquilini, nei confronti del Comune, ha dovuto surrogare il pagamento. Nel corso del tempo, poi, è stato realizzata la separazione dei contatori, quindi oggi ci sono cinque contatori.

Per far questo si è dovuto attraversare dei terreni e potenziare la linea, costituire servitù - molto spesso coattive- il che ha comportato un allungamento dell’iter della procedura. Per cui oggi questi condomini hanno, diciamo, ciascuno di questi appartamenti, hanno ciascuno il proprio contatore. Il problema è che ci sono delle bollette degli anni precedenti, quando ancora il contatore era unico, che via via sono state pagate, insomma.

Abbiamo pagato noi per gli inquilini, fino a che non abbiamo separato i contatori.

Intervento n. 203
Pagina 80
Punto 3

Riconoscimento debito fuori Bilancio relativo a proprietà comunale…

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie all'Ingegner Moscardi. I Consiglieri che vogliono intervenire sono pregati di alzare la mano. Nessuno chiede di intervenire.

Per dichiarazioni di voto, chi vuole intervenire? Nessuno chiede di intervenire, quindi possiamo mettere ai voti da delibera. Chi è a favore è pregato di alzare la mano.

Quanti voti a favore? 18 voti a favore. Chi è contrario?

Nessun contrario. Chi si astiene? 4 astenuti.

La delibera è stata approvata. Facciamo l'immediata eseguibilità? Benissimo!

Chi è a favore è pregato di alzare la mano. Vi ringrazio. Vi ringrazio.

21 voti a favore. 80

Intervento n. 204
Pagina 81
Punto 4

Riconoscimento legittimità debito fuori Bilancio relativo a fatture emesse dal Maestro Stefano Romani per direzione artistica del Teatro Sociale periodo 1. 05. 09 - 14. 07. 09

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Chiedo scusa, quarto Punto all'Ordine del giorno: “Riconoscimento legittimità debito fuori Bilancio relativo a fatture emesse dal maestro Stefano Romani, per direzione artistica”. Prego il Dottor Pirani di illustrare la delibera. Dott.

PIRANI ANDREA: Sarò molto breve e dopo a disposizione per eventuali integrazioni e richieste integrative. Questo è un debito riconoscibile, in quanto causato da un’intervenuta sentenza del TAR del Veneto, intervenuta molto tempo dopo che si erano prodotti gli esiti, diciamo, di un contratto che regolarmente era stato affidato al Direttore artistico.

Per cui si è configurato, nel momento in cui è stato necessario procedere al parziale annullamento di un atto deliberativo, che sosteneva l'impegno di spesa di quel contratto, si è dovuto annullare l'atto, e quindi si è verificato il debito fuori bilancio. Ripeto, è un debito fuori bilancio riconoscibile, in quanto -previsto dalla 194- in quanto deriva da una sentenza del TAR del Veneto.

Intervento n. 205
Pagina 81
Punto 4

Riconoscimento legittimità debito fuori Bilancio relativo a fatture emesse dal Maestro Stefano Romani per direzione artistica del Teatro Sociale periodo 1. 05. 09 - 14. 07. 09

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie al Dott. Pirani. Chi chiede d'intervenire?

Il Consigliere Avezzù. Prego, Consigliere.

Intervento n. 207
Pagine 81–82
Punto 4

Riconoscimento legittimità debito fuori Bilancio relativo a fatture emesse dal Maestro Stefano Romani per direzione artistica del Teatro Sociale periodo 1. 05. 09 - 14. 07. 09

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie al Consigliere Avezzù. Il Dottor Pirani vuole fare una precisazione? Prego.

81 Dott. PIRANI ANDREA: Sì. La precisazione era questa: io non ho mai parlato di procedimento regolare.

Ho detto solo che c'è un lavoratore che ha avuto un regolare contratto di lavoro, ha emesso delle regolari fatture, per cui deve essere pagato. Questo io ho detto. Io non ho parlato di procedimento.

Intervento n. 210
Pagina 82
Punto 4

Riconoscimento legittimità debito fuori Bilancio relativo a fatture emesse dal Maestro Stefano Romani per direzione artistica del Teatro Sociale periodo 1. 05. 09 - 14. 07. 09

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie al Consigliere Curina. Risponde il Dott. Pirani.

Prego, Dott. Pirani. Dott.

PIRANI ANDREA: Allora, l'importo è complessivamente di € 6.130, corrispondente al periodo che va dal 1º maggio alla 14 luglio. 14 - 15 luglio, insomma, 14 luglio. Dopo di che è intervenuto un nuovo contratto per il Direttore artistico, in attesa di riconvocare la Commissione Aggiudicatrice -così spieghiamo come sono successi i fatti- che si è riconvocata per rettificare un procedimento che è stato parzialmente annullato dal Tar, per carenze di motivazione, possiamo dire, semplificando.

Per mancata esplicitazione verbale di quelle che erano le motivazioni per cui si è scelto il Direttore artistico Romani. Va bene? Tenendo in piedi tutta la procedura.

Per cui, nel momento in cui si è riunita la Commissione, che ha prodotto il risultato successivo richiesto dal Tar, il Direttore Romani ha ricevuto il successivo incarico. Cioè, non c'è stata soluzione di continuità dal 1º maggio, data di nomina del maestro Romani, fino ad oggi e attualmente il Direttore artistico sta lavorando sulla stagione lirica 2009 e 2010. Va bene?

Intervento n. 214
Pagina 83
Punto 4

Riconoscimento legittimità debito fuori Bilancio relativo a fatture emesse dal Maestro Stefano Romani per direzione artistica del Teatro Sociale periodo 1. 05. 09 - 14. 07. 09

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Va bene. La ringrazio Consigliere Montagnolo. (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 215
Pagina 83
Punto 4

Riconoscimento legittimità debito fuori Bilancio relativo a fatture emesse dal Maestro Stefano Romani per direzione artistica del Teatro Sociale periodo 1. 05. 09 - 14. 07. 09

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Chiaro. Chiaro. Intanto si è capito che la procedura è stata corretta, è andata in Commissione, e adesso è in Consiglio.

Io adesso do la parola al Segretario, perché risponda al quesito posto dal Consigliere Montagnolo, qualora il Consiglio dovesse chiedere il ritiro della delibera stessa. Prego, Segretario. SEGRETARIO GENERALE: Dice la parola che è un debito, il fatto di fuori bilancio è solo una questione dovuta al discorso alla sentenza.

La parola debito è una cosa dovuta, perché questo ha fatto una prestazione di servizio e quindi deve essere pagato. Ed è uno dei casi previsti di legge, in cui, in caso appunto di qualche problemino, che non era previsto in bilancio, eccetera, si deve riconoscere come debito fuori bilancio. E qui si deve riconoscere il debito fuori bilancio in relazione ad una sentenza che praticamente è intervenuta sullo svolgimento del rapporto.

In ogni caso la prestazione è stata eseguita e lui deve essere pagato. Se il Consiglio non riconosce il debito, lui ovviamente può agire contro il Comune e vincerà senz'altro la causa, perché la prestazione è stata prestata.

Intervento n. 216
Pagina 83
Punto 4

Riconoscimento legittimità debito fuori Bilancio relativo a fatture emesse dal Maestro Stefano Romani per direzione artistica del Teatro Sociale periodo 1. 05. 09 - 14. 07. 09

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Bene. Se non vi sono richieste di intervento ulteriori, io chiedo ai Consiglieri di intervenire per dichiarazioni di voto, se lo ritengono. Nessuno chiede di intervenire, per dichiarazioni di voto.

Mettiamo ai voti da delibera. Chi è a favore è pregato di alzare la mano. Chiede di intervenire il Consigliere Montagnolo.

Prego, Consigliere.

Intervento n. 218
Pagina 83
Punto 4

Riconoscimento legittimità debito fuori Bilancio relativo a fatture emesse dal Maestro Stefano Romani per direzione artistica del Teatro Sociale periodo 1. 05. 09 - 14. 07. 09

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Chi è a favore è pregato di alzare la mano. 17 voti a favore. Chi è contrario è pregato di alzare la mano.

3 voti contrari. Chi si astiene? Nessun astenuto.

1 astenuto, il Consigliere Boniolo. La delibera è stata approvata. 83

Intervento n. 219
Pagina 84
Punto 5

Approvazione integrazione Programma degli Incarichi professionali

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Vi prego di rimanere ancora in Aula, perché abbiamo solo due altre delibere da mettere all'attenzione dei Consiglieri, la n. 5 che è l'approvazione integrazione al programma degli incarichi professionali e poi la convenzione sull’informa handicap. Vi prego!

Allora… e l'art 11, giustamente. Quindi le delibere sono tre, mi ero sbagliato. “Approvazione integrazione al programma degli incarichi professionali”.

La parola al Segretario, che vuole introdurre il testo, per cortesia. SEGRETARIO GENERALE: Allora, chiedo scusa. E’ già passato in Commissione, sono specificati in delibera i motivi.

I settori sono tre. Abbiamo presente, interessa Ferlin, abbiamo presente Ferlin, interessa Moscardi, ed è presente Moscardi. Purtroppo, per motivi vari, come voi sapete, i Servizi Sociali in questo momento, praticamente anche Casonato è in ferie e la signora Floriana ha dei problemi.

Molto brevemente, se permettete, relaziono io per i Servizi sociali. Sono tre incarichi: i Servizi sociali “azioni contro le violenze in genere”. Incarico al psicologo per incontri scuole superiori, sulla relazione tra gli stessi per la prevenzione abusi € 1500; Servizi Sociali “progetto integrazione sociale, scolastica, immigrati, sulla metodologia di insegnamento della lingua italiana agli alunni stranieri”, incarico a professionista per la formazione docenti scuole primarie e secondarie € 1500.

E poi il progetto “Integrazione sociale scolastica immigrati”, incarico a professionista per il coordinamento degli interventi, relativi al progetto finanziato dalla Regione. Questo è un progetto collegato con la Regione. Poi basta.

Poi, per gli altri due, abbiamo Moscardi e Ferlin che possono relazionare.

Intervento n. 220
Pagina 84
Punto 5

Approvazione integrazione Programma degli Incarichi professionali

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Ringrazio. Mettiamo ai voti. Nessuno chiede di intervenire.

Chi è a favore è pregato di alzare la mano. Quanti voti a favore? 18 voti a favore.

Chi è contrario? Nessun contrario. Chi si astiene?

4 astenuti. Io chiedo l'immediata eseguibilità e vi ringrazio. All'unanimità l'immediata eseguibilità.

84

21 dicembre 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

53 interventi
Intervento n. 1
Pagina 3
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Buongiorno. Sono le ore 15.40. Diamo inizio ai lavori del Consiglio Comunale.

Do la parola al Segretario per l'appello. Prego Segretario. Il Segretario Generale procede con l’appello.

Intervento n. 2
Pagina 3
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Bene, i presenti sono 27. Diamo inizio ai lavori. Sono presenti, e ci aiuteranno nei lavori di questo importante Consiglio Comunale, l'Ingegner Salizzoni, la Dottoressa Toffaletti, l'Ingegner Zoppellaro, l'Architetto Toffano, l'Architetto Ferlin, la Dottoressa Ronsisvalle.

Li ringrazio tutti a nome dell'intero Consiglio Comunale. Il primo Punto all'Ordine del Giorno è il Piano di Assetto del Territorio. Do la parola all'Assessore Osti.

Prego Assessore. Devo giustificare l'assenza del Consigliere Bedendo e devo nominare gli scrutatori: Consiglieri Libralon, Salvan e Turcato. Prego, Assessore Osti.

Intervento n. 4
Pagine 4–6
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

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La ringrazio, Assessore Osti. Quindi, l'ordine degli interventi è il seguente: darò la parola subito all'Ingegnere Salizzoni, poi alla Dottoressa Toffaletti e poi all'Architetto Toffano. Prego, Ingegnere Salizzoni.

Ing. SALIZZONI GIOVANNI: Grazie signor Presidente, grazie signor Sindaco, Assessori, Consiglieri. Io mi sento un po' di Rovigo, dopo molti anni trascorsi con voi, quindi vivo la serata di oggi e quella successiva, immagino del voto, un po' come cosa anche familiare, mia, perché vedo un po' un giorno di grazia questo!

Perché, dopo un lungo periodo di lavoro e di fatica, iniziata dagli uffici, che hanno portato il peso maggiore di questa avventura, si arriva ad una prima conclusione, o comunque una formalizzazione di tanto lavoro. I titoli che si sono date queste operazioni partono dall'eccellenza, quindi è una sfida alta che ci siamo dati, e credo che anche la stampa recentemente riprenda questo argomento.

Noi abbiamo cominciato a lavorare quando la legge regionale urbanistica ancora non c'era, quindi abbiamo effettivamente sfidato il tempo e le complicazioni delle cose nuove, come appunto è questo Piano voluto dalla legge regionale. Quindi, abbiamo fatto un po' da rompighiaccio e anche un po' da cavia, nel bene del termine, nel senso che la Regione stessa ha approfittato di questa iniziativa, prima ancora che la legge fosse legge.

Quindi, quando dico che il peso maggiore l'hanno portato gli Uffici Tecnici, tecnicamente è stato adattarsi alle interpretazioni, alle correzioni di tiro che la stessa Regione via via ha proposto a chi era in corsa per il Piano.

E questo non solo sul piano delle scelte strategiche, quelle che si fanno con i Piani Regolatori, o che si facevano una volta con i Piani Regolatori, ma soprattutto e anche sulla parte delle tecnicalità, cioè il sistema informativo, la messa in norma di banche dati che è già referenziata, quindi si combacia perfettamente sui luoghi in cui questi dati sono stati raccolti, che è una grande operazione a vantaggio di tutti, a cominciare dalla Regione, che può avere sottocontrollo tutto il territorio regionale.

Questo credo che spesso, non ai Consiglieri ma alla gente comune, sfugga, cioè un'operazione di rinnovamento globale che consente di avere in tempo reale sul proprio desk la configurazione, le possibilità di trasformazione, eccetera. Quindi, se qualche tempo si è allungato è perché ci sono questi fenomeni di adattamento assolutamente innovativi, che produrranno i loro effetti benefici in futuro.

4 Un altro elemento che ci tengo a segnalare questa sera, poi chi meglio dopo potrà entrare nel dettaglio, è questa interpretazione corrente del Piano dell'Assetto Territoriale, che viene considerato come un Piano Regolatore vecchia maniera, dove il cittadino si aspetta di vedere la propria area inserita in Piano e quindi la valorizzazione conseguente. Così non è!

Il 90%, adesso dico un numero a caso, insomma, del valore del Piano che verrà adottato in queste serate è la conoscenza dettagliata e scientificamente provata e geo-referenziata che consente di fare successivamente scelte. Quindi, oggi è un quadro di riferimento, quello che viene chiamato quadro conoscitivo che, assieme alla Valutazione Ambientale Strategica, pone le premesse al sì e al no, o al sì a certe condizioni.

Quindi, forse ci sarà qualche delusione nei confronti di qualche cittadino, perché non troverà l’attuabilità immediata. Ma è il grande elemento di riferimento, la grande cornice di riferimento per non sbagliare, o sbagliare molto di meno del passato.

Quindi, quando si parla di strategia e di eccellenza noi abbiamo, credo, costruito faticosamente le premesse perché questo possa avvenire, poi si può sempre sbagliare, però mi pare che questo sia il grande valore dei nuovi piani, i piani di nuova generazione voluti dalla legge regionale. Un secondo punto che mi permetto di segnalare è il dimensionamento. Il dimensionamento è nell'arco di riferimento di 10 anni, quanto e cosa e dove fare lo sviluppo o la trasformazione.

Ebbene, un milione, dei due circa milioni di metri cubi previsti, sono ricavati da un'operazione non soltanto, diciamo, strategica da un punto di vista del termine urbanistico di trasformazione urbana, ma anche per acquisire un patrimonio che difficilmente un'Amministrazione pubblica, con i tempi che corrono, si potrebbe permettere di acquisire.

Quindi, un sorta di permuta, di accordo strisciante che accuratamente gli Uffici, assieme alla parte amministrativa politica, potranno nel tempo avere senza sborsare denaro. E questo mi sembra sia una via, naturalmente più complessa rispetto al passato, l'esproprio o altre formule che potevano essere più perentorie, ma certamente molto più adattabili alla circostanza specifica di quel luogo.

Quindi, l'idea di poter acquisire aree strategiche, il verde, le piste ciclabili, i tessuti connettivi, i corridoi ecologici, può avvenire, perché in gran parte si è impegnata l'Amministrazione in questo senso, attraverso questo gioco delle parti, pubbliche o private, in un abbraccio, diciamo, virtuoso per fare bene gli accordi e quindi proseguire sulla strada dell’eccellenza e della qualità. Una cosa simile si è pensata per le zone agricole.

Di solito una zona agricola si sfrangia verso l'urbano, oppure l'urbano è sfrangiato verso l'agricolo. Ebbene, questo meccanismo dei crediti edilizi, che ancora non sono entrati nella coscienza della comunità, sono mezzi che possono consentire di aggiustare queste sfrangiature, quindi migliorare la qualità ambientale, visiva per chi passa da un genere, appunto l'agricolo, a un altro genere che è l’urbano. Questo come?

Attraverso le compensazioni, attraverso l'eliminazione delle cose meno qualificate, i capannoni in zona impropria, come nelle zone agricole, sono tutte operazioni possibili che nelle norme tecniche sono accennate come meccanismo, che verranno meglio definite nel Piano degli interventi. Quindi, mi sembra che ci siano degli elementi di innovazione sul fare, che sono le premesse, quelle eccellenze di cui parlavo prima.

C'è un'altra annotazione, che con i tempi che sono maturati anche recentemente, ci portano a fare una considerazione: il Piano Casa, che contiene una serie di opzioni, di possibilità, di trasformazione e di ampliamento, qui a Rovigo, ma mi pare in generale il Veneto non avesse forse questa esigenza pressante, ma, diciamo, a Rovigo ci sembra che possa avere un successo -fra virgolette- minore, perché molte delle iniziative di riqualificazione, di trasformazione, di compensazione, di scambio fra pubblico e privato erano già contenute nel Piano che state per adottare, cioè la possibilità di una maggiore elasticità nel trattare il bene edificio, perché diventi migliore, o si sposti, si demolisca, si rifaccia, erano già previste.

Quindi, anche il Corso del Popolo, che sta diventando qualcosa di molto diverso da prima, con i lavori in corso già si intravvede, mi pare che si veda ancora di più, se vedete la relazione che abbiamo fatto… questo su e giù di edifici! 5 Anche lì la riqualificazione è possibile nel centro storico, quindi dove sarebbe contingentato il volume, attraverso un meccanismo che consente di aggiustare, cioè migliorare gli edifici.

Quindi, molte cose anche al limite -diciamo- della consuetudine, che non è che nei centri storici non si tocca, non si aumenta, non si modifica, invece noi ci siamo riservati di poterlo fare a ragion veduta, cioè se le cose sono buone si negoziano e si fanno, gli strumenti ci sono.

Mi pare che ci sia una enorme, e ne parlerà l'architetto fra poco, novità che questa di Urban Labor, cioè una grande operazione che era rimasta lì un po' nel limbo, anche perché l'impegno è grande, mi pare che, attraverso una serie di raccordi che sono avvenuti più di recente con il Piano Territoriale di Coordinamento Regionale, questo sia un elemento di novità fortissimo.

Se davvero, come mi pare di capire, ci saranno finanziamenti e opportunità di investimento, questo luogo, anche molto interessante da un punto di vista ambientale è già di per sé molto attraente, può diventare un elemento motore formidabile per la riqualificazione complessiva del Comune di Rovigo. Un'ultima annotazione, quindi questo è uno dei più recenti aggiustamenti che si sono avuti nel Piano, che è una premessa, fra le tante lanciate, per un rilancio forte e, diciamo, a carattere metropolitano.

Rovigo, abbiamo spesso detto, non è una città metropolitana, ma nel suo iter rappresenta un elemento di attrazione forte, e quindi dobbiamo giocarci la partita anche da questo punto di vista. Certamente il progetto Urban Labor rappresenta uno degli elementi calamita su cui va fondato questo sviluppo.

Un'ultima annotazione che sembrerebbe ovvia, ma al solito se non viene poi detta uno se lo dimentica, è che un'operazione complessa e lunga come questa del Piano, così organizzato anche da un punto di vista informatico, non serve solo all'Assessorato all'Urbanistica, serve a tutta l'Amministrazione, e anche ai cittadini!

Perché, poter avere in tempo reale i dati precisi, dico quasi pianerottolo per pianerottolo, con le informazioni che via via cresceranno e si aggiungeranno, vuol dire aiutare l'Ufficio Patrimonio, piuttosto che gli altri uffici e quindi tutti gli Assessorati debbono attingere a questo patrimonio.

Più questo si fa, più è giustificato il lungo periodo e le fatiche che dobbiamo dire, anch'io ringrazio gli Uffici che per tanto tempo hanno aggiustato il tiro e sono arrivati a compimento di questa importante iniziativa di lavoro amministrativo.

Intervento n. 5
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Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

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Grazie all'Ingegner Salizzoni. È arrivato anche il Dottor Ballotta, che ringrazio a nome dei Consiglieri. Darei la parola adesso all'Architetto Toffano e poi alla Dottoressa Toffaletti.

Prego Architetto. Arch. TOFFANO ROMEO: Saluto, preferisco parlare così, stando seduto, pare che può essere un tono più, come posso dire, meno formale.

Allora, qualcuno può dire: “Ma quel Piano Territoriale, la Regione si è un po' accorta di Rovigo?”. Rovigo e l'area rodigina è una risorsa per la Regione.

In questo caso penso anche ad Adria, Delta del Po, e poi vi è un altro elemento forte, che forse non lo vediamo, non lo percepiamo, nel Piano Territoriale Regionale è scritto, però dobbiamo anche noialtri, come posso dire, farlo nostro: sta nascendo, sta venendo fuori un'altra città reticolare che abbiamo chiamato tra il Po e l’Adige, che ha per perno poi il ponte su Verona e su Legnago, Rovigo/Adria. Questa è una città che sta venendo fuori.

Quello che abbiamo visto in altre epoche, magari fatta città senza progetto, e penso alla Pedemontana. Oggi, forse, abbiamo qua la possibilità di dare forma a questa città, cosa che 30 anni fa dall'altra parte del Veneto non abbiamo avuto l’accortezza, come posso dire, di mettere a sistema questo sviluppo che stava venendo avanti. Questa è un'operazione un po' non semplice, ma sicuramente siamo in tempo, la politica è in tempo per poterla fare.

Lo dico qua perché poi Rovigo è città capoluogo. 6 Rovigo è quella realtà anche urbana, ma anche politica evidentemente, che può governare al di là della cinta daziaria comunale questo disegno. Ed è un disegno grande, anche perché vi è un’altra dimensione del Piano, ed è che il mondo non finisce con il Po!

E’ evidente, sempre più vi è una relazione stretta tra -se volete- Padova, e lo vedremo dopo, e Rovigo ma anche tra Rovigo e Ferrara. Ossia, questa dimensione: il Piano, il Piano Territoriale Regionale in questo caso, vede in quest'area un'area ponte e una risorsa per il sistema regionale veneto.

È bene dirlo questo, perché molto spesso non ci rendiamo conto dell’opportunità che perderemmo se non saremmo e non sarete in grado di governare questo processo, che può essere anche tumultuoso, celere, ma che va governato e se governato è una risorsa per tutto il sistema veneto. Io questo non lo dico non perché il mio Assessore di riferimento, l’Assessore Marangon, è di Rovigo, ma perché ormai vi è questa percezione! Ma voi dovete essere consci di questo.

Ecco qua. Vi ho parlato del Piano, l'abbiamo buttata là, città motore di futuro, non del futuro, nella città occidentale, gli stili di vita nascono all'interno della città, è la città che fa la differenza, è la città che dà la competitività. Perciò, il Piano Territoriale Regionale molto si è soffermato sul sistema della città veneta, sul sistema della città veneta metropolitana, policentrica.

Beh! Io credo che qua parlare di città Rovigo non siamo fuori casa. La città non è la città perché è una città che ha tanti abitanti, mi si passi la battuta, ma la città è città perché la città ha un suo profilo e, se volete, anche delle sue caratteristiche, ha delle sue funzioni prevalenti.

Beh! Questo non è una cosa da poco! Ricordiamoci una cosa, che la città nella nostra dimensione occidentale, è proprio la città nella specificità quasi italiana.

La città è quella che dà rango, la città è quella però che in questo caso dà anche una cultura aggregante di comunità. Guardate che non è così! Appena di là delle Alpi non è così!

Molto spesso è più la campagna che fa la differenza, non a caso i titoli immobiliari francesi sono più legati alla campagna che non alla città. Butto là, tanto per capirci! Da noi la città è un elemento aggregante della cultura, perciò operare nella città significa operare nella civitas, nel suo senso, nella sua natura di vita, di essere.

Lo dico con passione un po' civica questo, perché, insomma, in Consiglio Comunale! Ma perché questa operazione è un'operazione grande che solo la politica può fare, perché solo la politica può dare questa dimensione di futuro, non solo gli operatori, i tecnici. E questa… Allora, dico questo per capire che l'operazione non è fare un po' di metri cubi in più o in meno, si tratta di trovare un senso e una funzione di Rovigo nel sistema Veneto, che non è una cosa da poco.

Va beh! La città, però, è una città che ha delle linee di cambiamento, ha delle linee d’identificazione ma anche, come posso dire, anche delle sue identità. La città poi, se volete, è anche il luogo delle opportunità, la città è il luogo delle opportunità, se volete la città è una anche public economy, se volete la città è anche un luogo dove in qualche modo uno riesce a vivere compiutamente la propria identità.

E guardate che la vostra identità non è meno o meno importante di quella delle altre città, magari , tra virgolette, più blasonata del Veneto! Io dico questo perché questo atteggiamento, “ma io sono un po’ l’ultimo della coda”,… Beh! Non è così!

Voi avete dei profili e delle identità che fanno la differenza , se volete, anche nel Veneto. Allora, la città va sicuramente ripensata. La città va ripensata dando senso alla città sicuramente -ecco qua- la città va ripensata avendo un primo rapporto con la geografia dei luoghi, la geografia e il tempo.

Sicuramente la geografia e il tempo è un modo per ripensare la città. Sicuramente poi vi sono le classificazioni delle funzioni, e qua -ecco qua- e voi avete un’opportunità grande che forse altre città del Veneto non hanno: intanto voi non avete quel materasso edilizio che molte volte asfissia la città, come posso dire, come noi la intendiamo, pensiamo alle nostre tante periferie senza qualità!

Ma sicuramente voi avete la possibilità oggi di intrecciare quella che noi chiamiamo “l'industria leggera” con il tempo libero, lo shopping, la cultura. Cose che, elementi, funzioni che altre volte, che molto spesso altre città del Veneto non hanno, perché hanno magari, nel crescere, bruciato questa possibilità. 7 Voi oggi avete la possibilità di legare, di intrecciare queste funzioni, e saper legare queste funzioni significa essere moderni, significa essere competitivi, significa essere efficienti.

Perciò, voi altri qua -ripeto- potete sicuramente intrecciare, in una dimensione nuova e di futuro, un’industria leggera, il tempo libero, shopping, la cultura, il sapere. Beh, non è una cosa da poco! Ecco, intrecciare questo cosa significa?

Significa pensare a degli iper luoghi, pensare a degli iper luoghi. Ma gli iper luoghi sono delle piazze della contemporaneità. Beh!

Molte volte gli iper luoghi sono anche, come posso dire, banalizzando grandi centri commerciali, che molte volte anche questi sono cresciuti senza progetto e senza identità. Vuoi politicamente dovete pensare a degli iper luoghi e in questi luoghi vi è il deposito, se volete, di senso della città, anzi questi iper luoghi -ripeto- sono le piazze della contemporaneità.

Ricordate che una delle caratteristiche delle nostre città sono le piazze, non tutte le città del mondo hanno le piazze, da Tokio a New York non vi sono le piazze. La piazza è l'elemento fisico della nostra società interclassista. Oggi voi potete pensare a questi iper luoghi in un'idea di armonia e di senso.

Beh! La buttò là, l'Urban Labor che cos’è? Un iper luogo che la politica deve riempire.

Un iper luogo che può fare la differenza con la città, perciò non è soltanto, come posso dire, non è soltanto una struttura fisica in sé, ma è una struttura fisica che racchiude un destino e un senso della città. È evidente che però per fare queste operazioni bisogna interelare questi iper luoghi con le strutture urbane e la mobilità, e legare poi il disegno di questi iper luoghi alla città stessa.

Sicuramente vi è anche un altro elemento che fa la differenza, qualcuno diceva il bello salva il mondo, la bellezza salva il mondo. Sicuramente questi iper luoghi vanno pensati come funzione, ma vanno pensate anche come architettura. L'architettura non è più separata dall’urbanistica, la funzione e la forma devono andare a braccetto, di conseguenza pensare questo significa pensare a un iper luogo che poi deve essere anche disegnato nella sua architettura, e la bellezza non è soltanto così, un di più!

Fa la differenza in tutti i sensi, anche economicamente. Io dico questo anche perché molto spesso su questo si passa sopra. È evidente che questi iper luoghi poi fanno sì di superare la città generica, la città disarticolata e senza forma.

Questi luoghi servono proprio, si diceva prima, per fare il catalizzatore della città del futuro. Questi iper luoghi… da là è, in qualche modo, un quadrante su cui poi si generano azioni per la città più larga. Ecco, questi luoghi sono anche luoghi, sono edifici icona li chiamano oggi.

Questi luoghi sono anche delle forme a immagine della città. Uno va a Parigi, manda la Torre Eiffel perché quella è il simbolo della città. Perciò, voi oggi, ecco qua questa idea dell'Urban Labor, si legge in questo scenario, in questa sfida, che prima di tutto, prima dei tecnici è una sfida della politica.

Certo dovete ripensare, vi dicevo prima, lo spazio produttivo nella concezione più ampia, certo dovete anche disegnare un nuovo spazio ibrido, quello dell'intreccio, di cui parlavo prima, che è anche una novità nel panorama dell'urbanistica e dell'architettura. Certo, in questo modo voi fate un'operazione forte per Rovigo, da una parte fate sì che Rovigo sia una città globale, dall'altra fate sì che Rovigo non sia una città dilatata, senza confini e senza identità. Beh!

Non è un'operazione da poco. Voi con questo legate Rovigo ad una globalità, ma dall'altra mettete anche, come posso dire, dei punti fermi da cui limitare, dare forma, limitare l'espansione di Rovigo, magari da un'espansione senza qualità. Beh!

Dico questo perché non è una cosa dopo. Beh! Andiamo pure avanti.

È evidente che sicuramente questo progetto per essere tale ha bisogno di essere, non è un progetto regionale, della Regione, è un progetto che riguarda il sistema regionale, ma in primis riguarda la città di Rovigo. Lo voglio dire questo, perché i progetti strategici, qualcuno dice: “Beh! Sono progetti regionali” Non può essere così!

Ma queste operazioni che vi ho detto non possono che nascere all'interno del territorio, perché all'interno del territorio il progetto si carica di senso, attraverso un processo, un 8 percorso di progettazione. Anche qua in questo momento si sta lanciando un'idea, ma l'idea poi deve prendere forma e gambe nel processo formativo dell'idea! Non è che ci sono i disegni fatti.

E’ evidente che un'idea poi di questo tipo, lo dico così con soddisfazione, non può essere che così. Siccome che qua si tratta di dare senso alla città, beh quest'idea deve essere bipartisan. Questa idea non può essere di una parte, perché tutti devono riconoscersi in un destino.

È questo che io ripeto! Non è soltanto un contenitore. Ma, voglio dire, è un'operazione che sicuramente può fare la differenza in quel sistema granulare di città a grappolo che parlavo prima da Legnago a Rovigo, passando per Adria.

Beh, sicuramente, ecco qua, idea Urban Labor, voi sapete che cosa significa, noi in questo polo si era prefigurato un polo fieristico universitario, tecnologico, scientifico, di servizi, di ricerca, sviluppo e d'altro, questo sapete dove si trova. E’ evidente che questa è l'idea. L'idea poi che la comunità deve governare, ecco qua.

La Regione, il mio Assessore a novembre ha portato una prima delibera in Giunta Regionale di avvio al processo. E’ evidente che questo processo passa, parte se vi sono i principi, voglio dire i committenti, perciò questo progetto va avanti, lo ripeto 10 volte, se i committenti ci sono, la Regione, il Comune, altri. E questo progetto, perciò, ormai è avviato, però si tratta di definire la cabina di regia, che non spetta a me dirlo evidentemente.

La cabina di regia fa anche la differenza, se volete! E in questo caso penso alla Regione, penso al Comune e ad altri. È evidente che poi questo progetto ha una struttura tecnica.

Anche in questo caso la struttura tecnica deve essere ridotta all'essenziale, la prima operazione però che deve fare e che ci siamo proposti di fare, ma è tutto da verificare, che cos’è? È di fare un monitoraggio, un'intervista su quelli che sono gli attori potenziali già presenti su un sito, per capire le loro disponibilità, e in base alle loro disponibilità prefigurare delle funzioni su una logica di futuro. È evidente che questa qua è una novità grande, se volete.

Fatto questo primo monitoraggio, i tempi saranno decisi dalla regia, fatto questo monitoraggio, beh si fa una rating finanziario, ossia un'operazione seria di questo tipo parte, ha bisogno di rating finanziario. Cosa significa un rating finanziario? Ma quanto mi costa quello che penso di fare?

Come recupero le risorse sul versante pubblico e sul versante privato? Fatto questo rating finanziario da una società che in qualche modo è certificata, ecco fatto questo rating finanziario, beh si comincia a prefigurare quello che potrebbe essere il distributivo urbanistico dell'area, fermo rimanendo che forse vi è la necessità anche di fare un bando, per che cosa?

Per verificare la disponibilità di altri soggetti, perché una delle caratteristiche di questa avventura è che questa qua deve avere la massima di trasparenza. Questa avventura o è un'avventura che ha la trasparenza, come posso dire, si capisce il percorso, si legge il percorso, oppure questa avventura si ferma a domani mattina.

Fatto questo, questo bando, vi è evidente che il fatto il bando si prefigura poi un'altra ipotesi, un'altra ipotesi di distributivo funzionale, e però -ecco qua- dopo di che io credo, prima parlavo di architettura, la grande sfida, no? È evidente che qua forse si tratta anche di capire se vi sarà un concorso di idee per dare forma e architettura a quest’ipotesi, anche perché se questo è un luogo che deve essere qualificato della città, non si può sbagliare, la qualità architettonica fa la differenza.

Chiudo, per dire… i tempi non posso dirli, perché non sono io il funzionario che può dare i tempi, sicuramente in tempi saranno regolati -ripeto- dagli amministratori e dalla politica, sicuramente è la cabina di regia che fa la differenza. L'unica cosa che posso dire: il progetto amministrativamente è partito, si spera che questo progetto arrivi in stazione. È evidente però che il futuro è uno spazio vuoto, lo ripeto, il futuro è uno spazio vuoto che però va riempito oggi, ecco qua.

E una delle dimensioni dell'urbanistica, dell'architettura è proprio questo qua, di fare tornare di moda il futuro, perché molto spesso, sia la politica, ma anche gli operatori tecnici vivono un tiranno presente. Un tiranno presente che non dà passione civile, ma che soltanto 9 ci si abitua a barcamenarci di qua e di là, ma senza dare, come posso dire, una visione larga di quello che potrebbe essere la nostra comunità e con le tante potenzialità che questa possiede. Grazie.

Intervento n. 6
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Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

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Grazie all'Architetto Toffano. Do la parola alla Dottoressa Toffaletti. Prego Dottoressa.

Intervento n. 9
Pagina 11
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

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Vi prego, vi prego. Ci prendiamo tutto il tempo che ci necessita, l'importante è non perderne di tempo. Prego Dottoressa.

Intervento n. 12
Pagina 12
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

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La ringrazio Dottoressa Toffaletti. Adesso do la parola all'Ingegnere Zoppellaro. Prego.

Prendete… Vi prego, prego i Consiglieri di prendere nota degli interventi e delle osservazioni che intendono fare sugli interventi, eventualmente delle domande. (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 13
Pagine 12–15
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

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Eh, adesso io do la parola all'Ingegnere Zoppellaro, poi continuiamo, tanto di tempo ne abbiamo, abbiamo detto poc'anzi, vero? Prego, Ingegnere. (Voci incomprensibili dall’Aula) Ing. ZOPPELLARO RICCARDO: 12 Allora, lo studio di Compatibilità Idraulica è normato dalla delibera della Regione Veneto 29/48 del 6 ottobre 2009, che modifica la precedente, però, si tratta di una modifica non sostanziale, la delibera 1841 del 2007.

Il titolo è: Valutazione di Compatibilità Idraulica per la redazione degli strumenti urbanistici. Tratta di rischio idrogeologico legato all'urbanizzazione del territorio. La delibera prende in esame la compatibilità idraulica, relativamente ai nuovi strumenti urbanistici, tra i quali rientra anche il PAT, unitamente ai PATI, Piano di Intervento successivi, e i Piani Urbanistici attuativi.

Le finalità della verifica di compatibilità idraulica quali sono? Verificare l'ammissibilità delle previsioni contenute nello strumento urbanistico, considerando possibili interferenze con i dissesti idraulici. Seconda battuta prevedere interventi compensativi per garantire l'invarianza idraulica, cioè l’invarianza idraulica vorrebbe dire il mantenimento della situazione antecedente all'urbanizzazione.

Il PAT, con la compatibilità idraulica relativa al PAT, si interfaccia con alcuni strumenti urbanistici, fra i quali i Piani di Assetto Idrogeologico di Fissero, Tartaro e Canalbianco, il Piano di Assetto Idrogeologico del fiume Adige, e inoltre viene richiesta la coerenza con il Piano di Tutela delle Acque della Regione Veneto.

Questa è una carta tratta dalla pericolosità idraulica del PAI, del Fissero, Tartaro e Canalbianco, da cui... -da questa si vede meglio, nella successiva che è un ingrandimento di questa- che il territorio comunale di Rovigo è interessato da aree di pericolosità moderata, con aree soggette a scolo meccanico. Pericolosità moderata che investe la quasi totalità della Provincia di Rovigo.

Il PAI di fiume Adige, invece, è relativo ad una fascia di 150 m, a partire da lunghi arginali a campagna dell’Adige, però, nell'ambito del tratto interessante la provincia di Rovigo, non sono segnalate zone di pericolosità. Zone di pericolosità intervengono in altre province, Verona e Vicenza. Altra, diciamo, carta di riferimento o mappa di riferimento per lo studio, peraltro citata nella delibera 29/48, è la mappa di pericolosità idraulica dell’Unione Veneto Bonifiche, che risale al 1999.

Questo è un piccolo estratto riguardante il comune di Rovigo. Altri riferimenti sono le carte del rischio idraulico forniti dai Consorzi di Bonifica, sono due i Consorzi di Bonifica che intervengono nel territorio di Rovigo, il Polesine Adige Canalbianco, per il tratto a Nord del Canalbianco, la maggior parte del territorio, e il Consorzio di Bonifica Padana Polesana.

Queste carte del rischio idraulico o, meglio, di criticità idraulica, costituiscono un aggiornamento della mappa di pericolosità idraulica Unione Veneto Bonifiche, che è un po' datata, risale al 1999, mentre questi aggiornamenti di Consorzi sono recentissimi. Ho fatto, inoltre, riferimento, anche se non richiesto esplicitamente dalla delibera, all’indicazione di criticità idraulica, fornita dalla società Polesine Acque. Ecco, questa è, molto in piccolo ed in estrema sintesi, la situazione delle aree critiche.

Aree critiche cosa vuol dire? Aree che, diciamo, presentano, che hanno presentato, o che possono presentare allo stato attuale alcuni inconvenienti, legati essenzialmente alla depressione delle aree, alla carenza della rete idraulica, essenzialmente questi due motivi. E allora, considerando questa situazione di criticità, qualora le aree di possibile trasformazione vadano a interferire con queste zone di criticità, bisognerà studiare, e sono state studiate misure mitigative.

Allora, faccio un esempio, segnati con dei cerchi in rosso sono aree, sono ipotetiche aree, sono le aree di possibile trasformazione che interferiscono con alcune zone di criticità idraulica, per esempio la 29, qua sopra ho l'area 29, PAC, vuol dire Consorzio di Bonifica Polesine Adige Canalbianco, questa è un'area individuata a ovest del comune di Rovigo, dopo ho un'altra area subito a sud di criticità, località San Pio X, altra zona la 42, che sarebbe nell'ambito, relativa alla Città Giardino e così via.

Sono segnate tutte le aree di possibile trasformazione, e i punti in cui queste aree di possibile trasformazione vanno ad interferire con le situazioni di criticità idraulica. Altre zone a sud del territorio, altre zone a nord, Boara Polesine. Ecco, non sono molte queste aree d’interferenza.

13 Comunque sono stati avviati una serie di incontri con i Consorzi di Bonifica, considerando la situazione particolare del comune di Rovigo, e sono state, diciamo, concordate delle misure mitigative che vi vado ad elencare, legate, sono sette misure mitigative, a livello di prescrizioni che in questa fase sono state sviluppate, e che servono come linee guida, serviranno come linee guida nelle successive fasi di pianificazione. Per esempio, la prima si riferisce all'ovvia sopraelevazione del Piano Campagna.

La seconda, la creazione di sistemi di laminazione, in modo tale da creare degli invasi, in modo tale da permettere, in modo tale da ridurre gli effetti delle precipitazioni. La terza prescrizione è legata ai sistemi di laminazione, ai criteri, diciamo, oppure di calcolo con cui vengono eseguiti questi... Dopo, un altro criterio, la 4 è l'adeguamento del collegamento alla rete pubblica, in modo tale da… l'urbanizzazione, la rete pubblica, il collegamento diventa un fatto essenziale.

Dopo, la manutenzione, al punto 5, la perfetta efficienza della rete idraulica, previa manutenzione programmata. La 6 si riferisce a un'ovvia considerazione: che il livello di accesso ai fabbricati nelle aree di criticità idraulica, qua parliamo la 6 e la 7 si riferiscono solamente a laddove gli interventi possono interferire con le situazioni di criticità idraulica.

In questi punti viene previsto, o prescritto -meglio- che il livello di accesso ai fabbricati sia sopraelevato, rispetto ad una quota di massimo invaso, segnalato dal Consorzio, e infine che va evitato la realizzazione di locali posti al di sotto del piano campagna, i famosi scantinati. Qua è una descrizione delle interferenze e delle misure compensative, di mitigazione adottate, non mi dilungo perché sono abbastanza...

Comunque, in sintesi, tutte le misure compensative, area per area, si riferiscono, ritorno indietro un attimo, a queste sette prescrizioni concordate con il Consorzio di Bonifica. Allora, come interviene la compatibilità idraulica? Interviene laddove ha una trasformazione, da una situazione, da una area di tipo agricolo a un'area urbanizzata.

L'urbanizzazione comporta, gioco forza, un aumento dell'impermeabilità del suolo, un aumento del coefficiente di deflusso, una diminuzione dei tempi di corrivazione, e un aumento delle portate dei fluenti.

Per far fronte, per limitare questi effetti negativi, sono necessari interventi compensativi, e praticamente interventi compensativi che possono essere rappresentati dalla creazione di volumi di invaso, o i cosiddetti volumi di laminazione, e i sistemi di infiltrazione, che però per i nostri terreni, data la scarsa permeabilità del sottosuolo, non sono praticamente adottabili, diciamo. La fase uno, come viene svolto lo studio? Sono partito da un'analisi dei dati del territorio, raccolta delle precipitazioni.

Questo è un diagramma interessante, perché mi sono divertito a mettere in un diagramma, anno per anno, dal 25, perché ho elaborato i dati dal 1927 al 2007, tutti i dati disponibili e, diciamo, ho messo anno per anno le altezze delle precipitazioni massime, anno per anno.

Si vede che il trend dal 1927 fino al 1989 è costante, cioè ho dei massimi e dei minimi, però si adagiano lungo una retta orizzontale; mentre dal 1989 in poi c'è un trend che è positivo, nel senso che questo dice che le precipitazioni dal 1989 in poi, questi valori massimi, sono andati mediamente via via crescendo. Ho condotto un'elaborazione.

Fra le varie elaborazioni ho condotto, questo è un diagramma che evidenzia le altezze di pioggia nel periodo, ecco, dal 1927 al 1995, il diagramma in azzurro, e le altezze di pioggia dal 1989 al 2007, parlo di precipitazioni di un’ora. Si vede il notevole aumento delle piogge nell'ultimo periodo, nell'ultimo ventennio, di un valore di circa pari al 50%.

La fase 2 poi, praticamente, è puramente ingegneristica, diciamo, i procedimenti di calcolo per la valutazione dei volumi di laminazione, delle portate, e quant'altro, tali da garantire quelle misure mitigative per l’invarianza idraulica. Questi sono degli schemi di calcolo. Questo è un esempio realizzativo di volumi di laminazione al di sotto di un'area adibita a parcheggio, con sistemi… questo è un sistema praticamente che crea un invaso di circa 300 litri ogni metro quadro di intervento.

14 Dopo di che, va beh! Sono sempre dati tecnici, che non so cosa possono interessare, cioè questa si parla di laminazione di tipo indipendente, cioè zona per zona, mentre la Regione Veneto con la delibera ultima, la 1841 prima, con la 2948 dopo, auspica l’intervento unitario di un unico bacino di laminazione al servizio di più interventi.

Questi sono degli esempi di volume di laminazione creati, si riferiscono, per esempio… è un esempio avuto dal Consorzio di Bonifica, si riferisce al territorio di Abano Terme, praticamente una grossa depressione a verde, nell'ambito di un certo territorio che, in condizioni normali o quando non piove si trova in questo stato; dopo, a seguito di una precipitazione, assume questa configurazione. La stessa cosa lungo un corso d'acqua in condizioni normali e in condizioni di piena. Questo ho finito.

Intervento n. 14
Pagine 15–16
Punto 1

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Grazie all'Ingegner Zoppellaro. Adesso, abbiamo l'ultimo tecnico esterno, che è il Dottor Ballotta. Dopo l'intervento del Dottor Ballotta, restano a disposizione, resteranno a disposizione anche la Dottoressa Milan, che ringrazio, e la Dottoressa Ronsisvalle, ma daremo la parola ai Consiglieri Comunali per le domande e i quesiti che vorranno porre, anche in ordine a questioni tecniche.

Prego, Dottor Ballotta. (Voci incomprensibili dall’Aula) Dott. BALLOTTA CORRADO: Buonasera. Allora, devo illustrarvi tre carte tematiche di analisi e una carta tematica di progetto.

Allora, sono cose che sono già state illustrate diverse volte, e che poi hanno anche la caratteristica di non essere molto variabili nel tempo, e quindi cercherò di essere molto veloce. La carta litologica di superficie è lo strumento che ci ha permesso di verificare quali parti della superficie comunale siano più o meno permeabili.

Queste informazioni ci sono chieste, ovviamente, dalla nuova legge regionale che prima, invece, ci chiedeva di dividere territorio in relazione a tutti i tipi litologici che sono rappresentati in questo diagramma, a destra, che è il diagramma di shaper.

C’è stata questa semplificazione richiesta dalla Regione, in quanto si è dovuto passare dalla esemplificazione dei tipi litologici a un raggruppamento degli stessi tipi litologici, con la rappresentazione dei principali elementi del territorio, legati alla permeabilità del territorio stesso.

Il territorio nostro, com’è arcinoto, è costituito da una serie di elementi che partono dall'argilla, dal limo e dalla sabbia, e qui sono stati raggruppati alcuni di questi elementi, per fornire questa semplificazione richiesta dalla Regione. Loro possono vedere, la parte gialla, che la parte preponderante del nostro territorio ha una discreta permeabilità, mentre una parte più ridotta del nostro territorio, che è quella verde, ha una permeabilità più ridotta.

Questo elemento è stato prodotto interpretando più di un migliaio di elementi analitici, di referti analitici, che avevamo censito in vari uffici, sia comunali che regionali, e anche dell’Emilia- Romagna, che aveva in archivio e che riguardava anche il nostro territorio.

Resta un patrimonio, quindi, di altissima qualità, che può essere utilizzato in ulteriori studi sul territorio stesso, resta a disposizione dei tecnici futuri e dell’Amministrazione per approfondimenti vari, che dovessero servire anche nella seconda fase del PAT, del nuovo Piano Regolatore. Ecco, questa… credo che ci sia le geomorfologica adesso però, se me la trovi...

Questa è la rappresentazione della carta geomorfologica del territorio, anche questo è un documento noto su cui abbiamo discusso in diverse situazioni. Come loro vedono, il nostro territorio è prevalentemente interessato a tre tipi di forme: una sono i paleo alvei, che sono i vecchi alvei dei fiumi, un intreccio di paleo alvei costituisce il nostro territorio in generale, e in particolare va a 15 costituire il centro storico e il centro abitato, centro storico prima e centro abitato poi, della nostra città.

Tutte queste tracce di vecchi alvei rappresentano, dal punto di vista litologico e litostratigrafico, una testimonianza di eventi ad alta energia, e pertanto sono caratterizzati dalla presenza di sabbie, e sabbie limose. Ovvero, nel nostro territorio chi vuole costruire con una certa qualità deve andare a cercare queste strutture. Vedremo poi che queste informazioni, che è l'informazione base dell'edificabilità del nostro territorio, è stata utilizzata per le zonizzazioni più importanti.

Fra un paleo alveo e l’altro, abbiamo cosiddette aree di basso geomorfologico, che sono invece aree interessate dalla presenza di sedimenti più fini, più compressibili e quindi meno permeabili e meno adatti all'edificazione. Come possono notare i nostri antenati formando, decidendo di ubicare la città, dove l'hanno ubicata, hanno fatto una scelta molto raffinata, anche dal punto di vista geologico e geomorfologico, in quanto hanno scelto la zona che nasce dall'intreccio di tutti questi paleo alvei.

Quelli che si vedono sono i più importanti, ma non sono i soli, queste carte vengono fatte con l'ausilio di foto aeree, e le foto aeree ritraggono i paleo alvei più superficiale, o i più grossi e i più noti. In realtà in profondità ce ne sono altri che vanno poi scoperti, e quindi utilizzati, e lo dico fra le virgolette, per le informazioni atte a fornire un ritratto dell'edificabilità dei suoli.

In alto, vicino… interessando l'abitato di Boara, vediamo una grande conoide, che è legata ad una serie di rotte che hanno interessato il territorio di Boara. Questa conoide è, anche questa, interessata, cioè i sedimenti che la costituiscono sono prevalentemente sabbiosi, però non sono come i paleo alvei, sabbia che va in profondità, questa è sabbia eminentemente superficiale, un metro, massimo un metro e mezzo di sabbia. Gli altri paleo alvei possono avere sabbia anche fino a 4 o 5 metri.

L’idrogeologia.

Questa è la carta idrogeologica, non si vede un granché ma, ad ogni buon conto, è la carta che, a partire da un censimento di tutti pozzi sul territorio e di tutti piezometri, che non sono niente altro che pozzi puntuali, fatti con un tubo, in genere creati e gestiti dai consorzi, integrati da quanto l'Amministrazione Comunale ha fatto, in relazione di questo elemento di conoscenza del territorio, che è stata la perforazione di diverse decine di nuovi piezometri, per poter disporre di punti di lettura, in numero adeguato, per ritrarre la realtà idrogeologica.

Questi dati sono stati interpolati e ottenuti da letture contemporanee dei livelli di falda, sono stati interpolati matematicamente, e si sono ottenute queste linee, che chiamiamo isopieze o isofreatiche, che sono linee che congiungono tutti i punti che hanno la medesima profondità di falda. Si individuano, attraverso l'analisi di queste linee, delle prevalenti direzioni di deflusso della falda.

Questa direzioni di deflusso sono segnate con delle frecce, che qui non sono leggibili, ma che sono fondamentali per l'interpretazione del modello idrogeologico comunale. Sono state inserite in quest'area anche le aree di difficile drenaggio superficiale, che sono il più grosso, a parer mio, elemento di penalizzazione del territorio, e sono quelle che l'Ingegner Zoppellaro vi ha descritto precedentemente.

Ognuna di queste aree ha una sua ragione di essere, nel senso che o perché la permeabilità è troppo elevata, o perché la verifica della topografia ha evidenziato che queste aree sono all'interno di un catino, o perché ci sono dei progetti in corso che non sono ancora stati completati, o perché non ci sono neppure i progetti, e questo succede, queste aree sono tutte aree che, in caso di eventi meteorici di una certa entità, si infradiciano, e quindi creano grossi problemi all'edificazione.

Intervento n. 16
Pagine 16–17
Punto 1

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16 Consigliere Guarnieri, lei ne ha diritto e io devo procedere con la verifica del numero legale. Segretario, per cortesia faccia l'appello. Ecco, prego i Consiglieri presenti di rispondere: “Presente” perché abbiamo difficoltà...

Va bene? Vi ringrazio. Il Segretario Generale procede con l’appello.

Intervento n. 17
Pagina 17
Punto 1

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Presidente del Consiglio

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I presenti sono 22, possiamo proseguire i lavori. Prego, chiedo scusa al Dottor Ballotta. Chiedo, per cortesia... (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 18
Pagina 17
Punto 1

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Presidente del Consiglio

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Prego, Dottor Ballotta, può proseguire.

Intervento n. 20
Pagina 17
Punto 1

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Presidente del Consiglio

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Chiedo scusa, chiedo scusa perché risulti a verbale!

Intervento n. 22
Pagina 17
Punto 1

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Presidente del Consiglio

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Io debbo dire: “Prende la parola il Consigliere Piscopo…

Intervento n. 24
Pagina 17
Punto 1

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Presidente del Consiglio

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Lei deve avere la cortesia di alzare la mano. Chiaro, Piscopo?

Intervento n. 26
Pagina 17
Punto 1

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Presidente del Consiglio

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Lei deve avere la cortesia…

Intervento n. 28
Pagina 17
Punto 1

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Presidente del Consiglio

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… di chiedere la parola…

Intervento n. 30
Pagine 17–18
Punto 1

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Presidente del Consiglio

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17 Prego, Consigliere Piscopo.

Intervento n. 38
Pagina 19
Punto 1

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Presidente del Consiglio

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La ringrazio Consigliere Zangirolami. C'è stato probabilmente un errore di sottovalutazione mia della bontà di questi corsi, ma ce ne saranno altri, e quindi avremo modo di partecipare tutti. Prego, Consigliere Ballotta..

Per favore, avete chiesto una verifica del numero legale, abbiamo proceduto all'appello e adesso proseguiamo! Prego, Consigliere Ballotta. Dott.

BALLOTTA CORRADO: Posso? Grazie. (Voci incomprensibili dall’Aula) Dott. BALLOTTA CORRADO: Sì, riprendendo la descrizione, concludo con la carta idrogeologica, che è la carta di maggiore complessità, come ho detto, dell'analisi del territorio che è stata compiuta.

Finita la carta idrogeologica, passiamo alla carta, quindi abbiamo finito l’illustrazione delle tre carte di analisi, passiamo all'unica carta di progetto, che il tecnico geologo redige nell'ambito degli studi per questo PAT.

La carta di progetto che redige il geologo si chiama la Carta della Fragilità Ambientale, ed è la summa di tutte le informazioni che sono state prodotte attraverso le carte d'analisi, e si arriva, sintetizzando tutti gli elementi informativi delle tre carte che vi ho illustrato, alla redazione di questa carta, che è una novità nell'ambito delle carte che si sono sempre prodotte, e che praticamente fornisce una serie di informazioni che attengono alla qualità dell'edificare.

Si chiama compatibilità geologica, quella parte della carta che zonizza il territorio sulla base della sua attitudine ad essere edificato. Come loro vedono, ricompaiono chiamiamole le bisce dei paleo alvei, i quali con il verde identificano un’idoneità elevata alla costruzione, perché -come ho detto prima- sono costituite prevalentemente da sabbie limose che rappresentano la migliore qualità, il terreno migliore per edificare, che c'è nella bassa Pianura Padana.

La parte gialla, invece, che è, diciamo, la stragrande maggioranza, dal punto di vista dell'estensione territoriale, rappresentano aree che sono, diciamo, idonee a condizione. Ovvero, come sarebbe possibile osservare vedendo nel dettaglio questa carta, le aree verdi non presentano nessun problema di drenaggio, di ristagno, e altre problematiche ambientali.

Mentre la parte gialla ospita quelle aree di difficile drenaggio che, appunto, pongono delle condizioni affinché si possa edificare in questa area, cioè occorre sanare, migliorare, ridurre quanto meno i problemi indotti da queste aree di difficile drenaggio, perché l'edificazione su quest’area sia possibile. Ovviamente la seconda parte del Piano cercherà di entrare più nel merito di queste scelte e fornirà dettagli utili, ai fini della zonizzazione ultima. Non ho altro da dirvi.

Intervento n. 39
Pagina 19
Punto 1

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Presidente del Consiglio

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Grazie al Dottor Ballotta. Quindi adesso, diamo inizio alle domande, così come si era pensato di fare. Chi chiede di intervenire per porre domande tecniche ai tecnici che sono presenti?

Se non ci sono domande passiamo... Chiede di intervenire il Consigliere Fiorenzato. Prego Fiorenzato.

Intervento n. 42
Pagina 20
Punto 1

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Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie, è intervenuto in risposta alla domanda del Consigliere Fiorenzato il Dottor Ballotta. Io ho bisogno di dire questo per la verbalizzazione. Chi chiede di intervenire è pregato di alzare la mano.

Chiede di intervenire il Consigliere Zangirolami. Prego, Consigliere. 20

Intervento n. 44
Pagina 21
Punto 1

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Presidente del Consiglio

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Grazie, Consigliere. Risponde la Dottoressa Toffaletti. Prego Dottoressa.

Intervento n. 51
Pagina 22
Punto 1

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Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie. La Dottoressa Toffaletti risponde. Prego Dottoressa.

Intervento n. 56
Pagine 24–26
Punto 1

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Presidente del Consiglio

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Grazie al consigliere Guarnieri. Invito davvero i Consiglieri a formulare le domande in modo chiaro, evitando di fare gli interventi, perché -ripeto- poi, per quanto concerne gli interventi, avremo i tempi che i regolamenti ci assegnano, altrimenti diventa, mi dovete perdonare, un modo surrettizio per parlare. Va bene anche, ma diciamocelo, evitiamo di dire...

Voglio formulare una domanda. Vi prego! Adesso, io do la parola per le risposte all'Ingegner Salizzoni.

Prego, Ingegnere. Ing. SALIZZONI GIOVANNI: Le domande che abbiamo sentito ora dal Consigliere Guarnieri sono domande molto complesse, perché riguardano la sfida che il Piano quadro, che è il PAT, offre alla comunità e a chi l'amministra.

Parto dall'ultimo punto, che è quello è più sfidante, appunto, che è Urban Labor, cioè questa grande area così caratterizzata e ormai storica, si può dire, per i suoi elementi di verde, per l’architettura un po' particolare, è rimasta un po' nel limbo, e oggi c'è una proposta che è difficile non condividere, perché vuol dire occupazione, vuol dire sviluppo, vuol dire riqualificazione, vuol dire aperta alla cittadinanza che può andare e venire.

Cioè, mi pare che la lista che ha fatto l'Architetto prima 24 nell’illustrarla, ci mette dentro tutto, tutto quello che vuol dire innovazione, quello che vuol dire occupazione moderna. E quindi, è difficile dire che non funziona.

Il problema, come sempre, mi pare che l'Architetto prima l'abbia ben detto, sono le gambe economiche/finanziarie, e quindi è molto difficile riuscire a dire: “Va bene così”, finché non abbiamo verificato la fattibilità economico/finanziaria, con strumenti che oggi vanno dal project financing, ai soldi delle fondazioni, dico perché le fondazioni di banca sono quelle che si vanno a mungere nelle situazioni di difficoltà.

Quindi, mi rendo conto della preoccupazione, cioè quale può essere l'elemento di disturbo in un'operazione di rilancio come questa. Il fatto che io congelo un oggetto così importante e lo dedico a questa forma di sviluppo, poi non trovo le risorse economico/finanziarie organizzative, perché poi non basta avere i soldi, bisogna saperli spendere, come sappiamo! Ed è questa la preoccupazione che si può, in qualche misura, in linea teorica, condividere.

Però, bisogna anche dire che l'idea di darla al sociale, che mi pare abbiamo discusso a lungo, perché poi nasceva da una destinazione di quel tipo, è anche un elemento che è molto bello, da un punto di vista etico, ma è anche molto difficile da far finanziare.

E’ vero che gli anziani aumentano, aumentiamo cioè, e quindi c'è un mercato per le RSA, le residenze assistite, ma è anche vero che, a giudicare da come stanno vivendo adesso con le finanziarie e con le risorse della Pubblica Amministrazione, è sempre più difficile. Quindi, non so dare una risposta: si è fatto bene!

Dico solo che la sfida è alta e che se ci saranno le risorse l'elenco delle destinazioni fa ben sperare per… Però sono d'accordo sul fatto che è una sfida politica, imprenditoriale dove non basta, credo, all'Assessore e al Sindaco la buona volontà, ma serve una numerosità di soggetti che vanno dagli imprenditori, dai finanziatori, dell'Università ed è una macchina da guerra! Lo sappiamo tutti quanto sia difficile mettere d'accordo le persone.

Sull'altro aspetto: si costruirà meno o più, ecco, lei, Consigliere, ha toccato un tasto molto importante, cioè questa legge del Piano Casa, faticosamente uscita perché l’Anci, l'Associazione dei Comuni ha fatto di tutto per rallentare, quando forse ce n'era bisogno prima, però la vostra Regione è stata la prima a cogliere l'importanza di questa. Effettivamente anch'io ho avuto subito, e l'Assessore ne è testimone, la preoccupazione di dire: “Ma come?

Noi arriviamo un po' in ritardo con un Piano e intanto c’è il Piano Casa che ci sorpassa perché ci dà una percentuale di crescita rilevante” e soprattutto… In effetti la preoccupazione era quella di essere sorpassati su cose che avevamo discusso in quest'Aula molto molto tempo prima, c'è l'idea di poter modellare il brutto e farlo diventare bello, io parlo un po' terra terra.

E quindi abbiamo pensato che tutto questo, che è ancora contenuto nel Piano, fosse un elemento di promozione a fare, e non certamente di restrizione per non fare. Io credo che questo sia rimasto del tutto.

Le difficoltà vere le abbiamo incontrate insieme, bisogna dire, in quest'Aula, quando abbiamo fatto le udienze conoscitive, perché la gente non ci crede, la gente non si fida delle Pubbliche Amministrazioni, non crede nella velocità e nella sintesi per arrivare ad un permesso di costruire. cioè la semplificazione la dichiariamo sempre ai convegni, ma poi non siamo capaci di farla!

La prova è la quantità enorme di regole e regoline, un po’ lo Stato, un po' la Regione, un po' i Comuni che fanno i propri regolamenti che rendono sempre tutto molto più difficile e ahimè molto più costoso!

Quindi, quello che abbiamo cercato di fare in questo Piano è di consentire, ma questo non vuol dire che ci si riesce, questo lo dico con grande onestà intellettuale, io ho sempre sostenuto che se questa Amministrazione, come tutte quelle che si buttano con il cuore oltre l'ostacolo, vogliono ottenere un risultato, lo debbono fare organizzando anche gli uffici.

Ecco, gli uffici che pure hanno supportato un carico enorme di lavoro in questi anni, se non si attrezzeranno a prevedere i dettagli di come si arriva a sfruttare le energie non pubbliche, ma quelle private, non riusciranno a costruire di più. Lo dico perché so quanto sia difficile usare strumenti nuovi.

Abbattere: uno abbatte quando è sicuro di poter ricostruire, e ricostruire altrove meglio è 25 un'operazione facile da dire, ma probabilmente è difficile da fare, perché avremo la diffidenza dei costruttori, del cittadino poi non se ne parla.

Quindi, la risposta alla domanda: “Ma costruiremo di più con questa Giunta o di meno?” Io credo che sia legato a un apparato tecnico adeguato, quindi persone che vivono quotidianamente quest'esperienza, e quindi soldi per assumere e avere collaboratori adeguati, e naturalmente il mondo imprenditoriale e privato che segue, capisce, e credo, maggioranza e minoranza, qui non ci sono distinzioni, che vale la pena investire a Rovigo e fare le cose bene.

Quindi, anche qui è una risposta se volete non netta, perché non posso dire se questa Giunta riuscirà a fare di più del passato, ma è auspicabile che comunque faccia meglio del passato, perché ha gli strumenti che in qualche misura sono stati confezionati prima per fare meglio. Però non basta la buona volontà! So che è difficile tecnicamente fare un Piano Economico e Finanziario per vedere se sta in piedi un trasferimento, non è una cosa semplice, perché si è certificato: non è una cosa semplice.

Tutti ne parlano di project finacing, poi pochissimi lo sanno fare, tant’è vero che gli esempi sono pochi. Per il resto un'ultima questione sulle zone produttive dove e come. Il pacchetto di metri cubi, che sono un milione, più un milione circa, nei 10 anni, per quegli 8000 simbolici, non sono effettivamente 8000 nuovi cittadini, no?

Sono misti. E quindi, secondo i criteri dell’ammissibilità o della compatibilità, o dei dinieghi assoluti, o del consentito a patto che, noi potremo avere se non sono incompatibili, quindi una fonderia non la metterò vicino all'abitato, insomma pensando a Borsea o altro. Quindi, noi non abbiamo in questa fase dove, quanto e come.

Abbiamo una quantità che va giocata su un disegno che sarà più affinato al momento giusto. Poi, è esatto, esistono delle zone consolidate o semi consolidate che sono produttive, e quelle produttive sono e rimangono tali. Però, queste quantità, diciamo questa dote che ci siamo dati, è una dote dov’è possibile, distribuibile per residenza, negozi, terziario, eccetera.

Spero di…

Intervento n. 57
Pagina 26
Punto 1

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Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie all'Ingegnere Salizzoni. Ho iscritti a parlare il Consigliere Nonnato. (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 58
Pagina 26
Punto 1

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Presidente del Consiglio

Leggi intervento

No, un minuto. Vi prego! Ho iscritto a parlare il Consigliere Nonnato e il Consigliere Maldi.

Adesso do la parola a Guarnieri e poi continuiamo con le domande. Abbiamo molto tempo, parleremo tutti, vi prego. Prego, Guarnieri.

Intervento n. 61
Pagina 27
Punto 1

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Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Interviene il Sindaco. Prego, Sindaco.

Intervento n. 63
Pagina 27
Punto 1

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Presidente del Consiglio

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Grazie al Sindaco. Vi prego… Guardate…Guardate.

Intervento n. 65
Pagine 27–28
Punto 1

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Presidente del Consiglio

Leggi intervento

No. No. Ma non va bene.

Vi prego! Non va bene così! Scusatemi!

Allora, il nostro Regolamento, le domande, queste benedette domande, di cui adesso stiamo discutendo, non le prevede neppure. Perché le facciamo? Per permettere ai Consiglieri 27 Comunali di avere, dai tecnici, risposte a domande che in qualche maniera chiamano in causa questioni tecniche.

Dopo di che, ripeto, avremo modo di intervenire sulla delibera, e in quel caso si può polemizzare con chiunque. Vi prego! Deve rispondere, se lo vuole, perché anche qui uno domanda, ma poi non è che si è obbligati a rispondere, per carità!

Ma è così! La Dottoressa Toffaletti… Eh, non siamo mica in un Tribunale! Siamo in un Consiglio Comunale.

E poi le risposte possono anche non piacere! Voglio dire! Interviene adesso la dottoressa Toffaletti, per rispondere ad un quesito posto dal Consigliere Guarnieri.

Io vi prego di stare alle questioni tecniche, e lo chiedo anche all'Assessore Osti, perché per polemizzare abbiamo sempre tempo. Prego, Dottoressa.

Intervento n. 67
Pagina 28
Punto 1

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Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie alla Dottoressa. La ringrazio. Do la parola all’Assessore Osti.

Prego, Assessore. Sempre per una risposta al Consigliere Guarnieri.

Intervento n. 70
Pagine 28–29
Punto 1

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Presidente del Consiglio

Leggi intervento

28 Vi ringrazio. (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 71
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Punto 1

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Presidente del Consiglio

Leggi intervento

No, ma scusatemi, è possibile… le darò la parola immediatamente dopo. Guarnieri, la prego! I Consiglieri possono…

Intervento n. 73
Pagina 29
Punto 1

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Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Per favore! Lo dico… Per cortesia, lo dico a tutti, con serenità, per favore! Allora, vi sono luoghi e luoghi.

Vi sono le Commissioni ma vi è anche il Consiglio Comunale. Se i Consiglieri ritengono di dovere fare delle domande in Consiglio Comunale, lo possono fare. Quindi, continuiamo con le domande, nei limiti di un tempo ovviamente ragionevole.

Ha chiesto di intervenire ancora il Consigliere Guarnieri. Ma ho detto che lei ha tutti i diritti di fare le domande in Aula Consiliare. (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 74
Pagina 29
Punto 1

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Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Ma no, io ho capito. Guarnieri, io ho capito, per carità! Come non ho capito?

E poi è sempre fatto personale. Prego, per fatto personale. Prego.

Intervento n. 78
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Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Io la ringrazio, Consigliere Guarnieri. Lei mi chiede di intervenire per fatto personale e poi riformula altre domande. E va bene anche.

Adesso io darò ancora la parola all’Assessore Osti, poi dopo, però, ma vi prego, vi prego, potete ritenervi non soddisfatti, potete dire che non ci ha dato risposta, ma non possiamo estorcere le risposte! Noi dobbiamo continuare… (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 79
Pagina 30
Punto 1

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Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Ma non ho capito! Ma non ho mica capito! Ma scusa, lei ha fatto delle domande?

Le persone interpellate… (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 80
Pagina 30
Punto 1

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Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Mi faccia finire. Mi faccia finire. Lei ha fatto delle domande?

Le persone interpellate hanno dato delle risposte, lei può non ritenersi soddisfatto, ma può anche dire che non le hanno date! Ma io non posso chiedere all'Assessore Osti, o imporre all'Assessore Osti di dire ciò che non vuole dire. (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 81
Pagina 30
Punto 1

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Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Gli darò la parola un'altra volta, ma sarà lui autonomamente che risponderà quello che vuole. Per carità! Prego, Assessore Osti.

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Intervento n. 83
Pagina 31
Punto 1

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Presidente del Consiglio

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Grazie all’Assessore. Devo dare la parola, se nessuno, se Guarnieri non intende intervenire ancora, al Consigliere Maldi. Prego, Consigliere Maldi.

E a tutti gli altri Consiglieri che ne fanno richiesta.

Intervento n. 88
Pagina 31
Punto 1

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Presidente del Consiglio

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Sì. Sì. Prego, Consigliere Maldi.

Intervento n. 90
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Punto 1

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Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie al Consigliere Maldi. Quindi, do la parola all'ingegnere Salizzoni e poi alla dottoressa Toffaletti. Prego, Ingegnere.

Ing. SALIZZONI GIOVANNI: Sì. Effettivamente, quello è stato uno dei primi momenti di ricognizione sullo stato di salute e di qualità della città storica, del consolidato, come si dice, no?

Abbiamo fatto anche queste foto strane, ricucite, per dare il senso che oggi, grazie ai lavori che si stanno facendo, appaiono ancora più nella loro, diciamo, distonia, perché sono cresciuti senza troppa attenzione alle regole, agli elementi, alle altezze, ci sono edifici vecchi, nuovi. C'è un po' di tutto, insomma. Poi, questi alberi che sono stati messi, lungo il marciapiede, effettivamente un po' funzionano, nascondono, ecco... però… la neve poi addirittura omogeneizza, però non c'è sempre.

Quindi il tentativo era quello di immaginare e, come al solito, è una sfida. Abbiamo discusso a lungo. Ecco, forse questa della riqualificazione del fronte prospiciente del Corso del Popolo, è una delle sfide più complicate, diciamo la verità.

Perché uno, per poter abbattere e ricostruire altrove, o crescere, o demolire, o addirittura abbandonare e non sostituire con niente, perché per fare un piccolo parco, un'interruzione della continuità, deve essere molto garantito dall'Amministrazione, prima di rinunciare a qualcosa che già possiede. Quindi, è una procedura che richiede, dicevo prima, un apparato tecnico che ti si affianca, ti aiuta a capire e a fare queste operazioni.

Però queste operazioni sono possibili, perché furono impostate allora, e sono rimaste tali. E in più, con il Dirigente, l'Architetto Ronsisvalle, ci siamo detti: “Ma, attenzione, la legge regionale vieta l'aumento di volumi nei centri storici”. E noi siamo centro storico.

Infatti il Piano Casa ha detto dove sì e dove no. E i centri storici, in quasi tutte le città, hanno detto no, perché quelli non si possono far crescere pezzi di casa, negli edifici consolidati storici, con valore ambientale. Noi questa cosa la possiamo fare, quindi non abbiamo negato la validità di centro storico, intorno al Corso del Popolo, la cosa più importante che abbiamo, e ci siamo permessi il lusso, attraverso il riconoscimento degli edifici, capaci di sostenere la trasformazione, di aumentare il volume.

In altri casi, diminuirlo e compensarlo altrove, la compensazione è l'altra faccia della medaglia dei crediti edilizi: butti giù un capannone che vale 10 cubi, te ne do 2, però in una zona più qualificata e più vantaggiosa economicamente e togli la bruttura dall'agricolo. Questa è la compensazione. E anche sul centro storico noi possiamo fare questo, a dispetto della norma generale della Regione, che dice che la cubatura non può aumentare nei centri storici, sennò non sarebbero centri storici.

Ma in questo caso il meccanismo che abbiamo abbozzato nel PAT che, ripeto, è un quadro di riferimento, la partita si gioca sul “P” cosa prima? Cosa dopo? Con quali regoline?

Quanto commerciale? Quanto industriale? Quanta residenza?

E’ lì che nasce certamente un conflitto forte. Per cui questa che lei ha sollevato è una bellissima avventura, richiede una maturità e anche una fiducia nei confronti della pubblica Amministrazione, che va conquistata. Non è regalata.

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Intervento n. 91
Pagina 33
Punto 1

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Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie all’Ingegnere. Il Consigliere Maldi riprende la parola. Prego, Consigliere.

Intervento n. 93
Pagina 33
Punto 1

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Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie. Do la parola all'Ingegnere Salizzoni. Ing.

SALIZZONI GIOVANNI: Grazie. No, certamente il centro storico, per definizione, è un oggetto delicato e non può essere toccato dove ci sono le specificazioni individuali, edificio per edificio, si chiamano classificati. La classificazione che mi dice questo è un 2A, non si tocca.

E’ un edificio addirittura bloccato dalla Sovrintendenza, perché ha un vincolo. Non si tocca. Ma tutti gli altri, che sono dentro una perimetrazione, proprio la perimetrazione delicata, come centro storico, che non ammette “sguaiatezze”, chiamiamole così, è evidente che farò una cernita di quelli sì e di quelli no.

Quelli che sono sì, per diminuire e quindi adeguarsi, o quelli che sono assurdamente fuori scala e non hanno un valore storico ambientale, su quelli sì. Quindi, è chiaro che la selezione, nel momento in cui dovesse venire avanti una proposta complicata come quella che ci siamo immaginati, deve avere un vaglio severo e classificatorio.

Intervento n. 94
Pagina 33
Punto 1

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Presidente del Consiglio

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Grazie ancora. (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 96
Pagina 33
Punto 1

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Presidente del Consiglio

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Prende la parola l'Architetto Ferlin. Prego, Architetto.

Intervento n. 98
Pagine 33–34
Punto 1

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Presidente del Consiglio

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33 Consigliere Maldi…

Intervento n. 100
Pagina 34
Punto 1

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Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Chiedo scusa! Chiedo scusa! (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 102
Pagina 34
Punto 1

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Presidente del Consiglio

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Vi prego! Vi prego! Allora, dopo l'intervento del Consigliere Maldi…

Intervento n. 105
Pagina 34
Punto 1

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Presidente del Consiglio

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Consigliere Maldi!

Intervento n. 107
Pagine 34–35
Punto 1

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Presidente del Consiglio

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Sì che può fare domande. Ma l'Ingegner Salizzoni vuole anche darle la risposta! Per cui, se si mette seduto e attende la risposta, poi riprenderà la parola e farà un'altra domanda.

Cerchiamo di stare tutti tranquilli, per cortesia. L'Architetto Ferlin ha chiesto di intervenire ed è un suo diritto farlo e quindi, era anche giusto che io dessi la parola all'Architetto Ferlin. Prego, Ingegnere.

Ing. SALIZZONI GIOVANNI: Mi scusi Consigliere, probabilmente non avevo ben capito la natura della sua domanda. Adesso mi è stata data qualche delucidazione.

Io sono stato un po' “tirà via”!

In realtà, quando si opera sull'esistente di un centro storico, noi abbiamo normalmente delle classificazioni, sia degli oggetti edilizi quindi, più o meno, restrittivamente vincolati, fino a raggiungere il livello della Soprintendenza, con decreto proprio, sia nella classificazione -questa è di tipo generale- del tipo di intervento, che va dalla demolizione, alla ricostruzione, ristrutturazione edilizia, ristrutturazione urbanistica -sono due cose diverse- restauro e risanamento conservativo e restauro scientifico, chiamiamolo così, con anche il ripristino tipologico,che cerca di reimmaginare com'era, e cerchiamo di rifarlo.

34 Io credo di avere capito che il caso a cui lei faceva riferimento, forse di tipo ristrutturazione -poi si tratta di vedere se ristrutturazione edilizia o urbanistica- dove è consentito, mantenendo il sedime, di fare aggiustamenti, all'interno di sicuro, e anche sull'esterno, purché non mutino il sedime.

Se c'è un incremento volumetrico -che mi pare sia il problema che lei giustamente sollevava- allora noi possiamo compensare o intervenire, parlando di ristrutturazione urbanistica, che è una classificazione ancora più impegnativa, perché può modificare anche l'impianto, se non storico. La Via Emilia nessuno la può spostare, non perché è scomodo, ma perché la Soprintendenza ci arresterebbe immediatamente!

Quindi, se non ci sono vincoli di questo tipo, io posso anche spostare dei volumi, che non sono, diciamo, propri di quell'oggetto. Quindi, da un punto di vista tecnico, è possibile quello che noi abbiamo immaginato con il piano è qualcosa che va in questa direzione, laddove è possibile, migliorare, purché si migliori.

Intervento n. 111
Pagina 35
Punto 1

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Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Devo darle la parola, perché risulti a verbale che questa domanda che sta facendo lei. Altrimenti non verbalizzano. Prego, Consigliere Maldi.

Intervento n. 119
Pagina 37
Punto 1

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Presidente del Consiglio

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Grazie all'Ingegnere Zoppellaro.

Intervento n. 126
Pagina 38
Punto 1

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Presidente del Consiglio

Leggi intervento

Grazie all'Ingegnere Zoppellaro.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.