Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione
Presidente del Consiglio
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La prego! Deve rispondere al Consigliere Maldi la Dottoressa Toffaletti. Prego, Dottoressa.
Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.
Come indicati nelle fonti acquisite.
Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.
Presidente del Consiglio
La prego! Deve rispondere al Consigliere Maldi la Dottoressa Toffaletti. Prego, Dottoressa.
Presidente del Consiglio
Consigliere Maldi, sto chiedendo, per favore! Se ha altre domande da fare, le faccia, e poi però, per cortesia, deve mettersi seduto. La prego!
Faccia tutte le domande che vuole fare. Poi si deve mettere seduto e deve ascoltare.
Presidente del Consiglio
Perché dobbiamo permettere agli altri Consiglieri di intervenire, se lo desiderano. Per favore! È interessante.
Sì, che è interessante, come no? Prego. Eh, mamma mia!
Presidente del Consiglio
Prego, Dottoressa Toffaletti.
Presidente del Consiglio
Grazie alla Dottoressa. Do la parola all'Ingegnere Zoppellaro. Prego, Ingegnere.
Ing. ZOPPELLARO RICCARDO: No, volevo solo aggiungere che alla Carta di Criticità, fornita dai Consorzi di Bonifica, ho aggiunto tutta una serie di informazioni. Cioè, non sono entrato nel dettaglio sulle fognature miste, eccetera, sono entrato semplicemente a valle di tutti questi ragionamenti.
Con Polesine Acque abbiamo messo sulla Carta delle aree critiche segnalate da questo Ente. Quindi un qualcosa in più, rispetto alle carte di criticità segnalate dai Consorzi di Bonifica. 40
Presidente del Consiglio
Prego, Ingegner Zoppellaro. Ing. ZOPPELLARO RICCARDO: Un secondo solo, per riallacciarmi alla domanda fatta.
Non fa parte dello studio di compatibilità idraulica, com'è articolato dalla delibera della Giunta Regionale, questo dettaglio sulle fognature, non so se entri in gioco con altri argomenti, quali tipo….
Presidente del Consiglio
Ha chiesto di intervenire la Dottoressa Ronsisvalle. Prego, Dottoressa. Se vi sono altri Consiglieri che intendono fare delle domande, ma credo che oramai abbiamo domandato tutto ciò che umanamente… Dico oltre al Consigliere Maldi!
Se vi sono altri Consiglieri, è bene che preparino le domande. Do la parola alla Dottoressa Ronsisvalle. Prego, Dottoressa.
Arch. RONSISVALLE FIORENZA: Sì. Volevo chiarire questa… mi pare di avere capito, dalla domanda formulata dal Consigliere Maldi, che volesse capire come avessimo individuato queste aree da dare all'Ingegnere idraulico.
Siccome era una… come dire, dovevamo dare questi limiti alle frecce, abbiamo semplicemente, perché in genere, quando si ha di fronte una richiesta, diciamo, istituzionale, bisogna ricorrere anche a queste procedure, anche se non sono previste, perché, ripeto, poi quando passeremo alla tavola della trasformabilità, vedremo che le frecce non sono mai accompagnate dai limiti di edificazione, proprio perché la Regione ci ha imposto questa procedura, e poi spiegherò anche i motivi, li abbiamo visti anche in 3^ Commissione Consiliare.
Quindi, non abbiamo fatto altro semplicemente -questo per fugare ogni… chissà quale idea strana che ci siano delle cose che non sono state né dette né mostrate- semplicemente abbiamo preso un raggio uguale per tutte le frecce, abbiamo fatto le nostre aree, perché altrimenti l'Ingegnere Zoppellaro non riusciva a fare la sua analisi! Perché purtroppo per fare un'analisi bisogna avere un'area.
La freccia può partire da un punto e arrivare alla fine del territorio comunale, quindi giustamente il Consorzio di Bonifica voleva delle aree precise. E quindi, per non far torto a nessuno, abbiamo preso le frecce, abbiamo dato l'estensione massima, è ovvio che poi questa è stata, come dire, una modalità operativa, per poter andare avanti con la procedura di compatibilità idraulica.
E in più c'è una cosa che ha detto importantissima, l'Ingegnere Zoppellaro, nella sua presentazione oggi, e che va secondo me tenuta ben presente: quando parliamo di nuove espansioni e parliamo di compatibilità idraulica, dobbiamo ricordarci, a noi tutto sommato interessa certo lo stato di salute della rete fognaria esistente, però è ovvio, è ovvio -perché lo prevede la legge- che la nuova edificazione non potrà essere realizzata se quell’insediamento va a modificare in peggio la 41 situazione attuale, anzi deve andarla a migliorare, cioè deve essere poche parole autosufficiente, attraverso tutti quegli interventi che ha spiegato molto bene, ha fatto vedere anche degli esempi l'Ingegnere idraulico, Zoppellaro, nella sua presentazione.
Per cui c'è una criticità nella situazione esistente della rete? Vuol dire che quell'intervento dovrà procedere a…o l'ente o il privato, o chi di competenza, dovrà risolvere questo problema. Diversamente quel nuovo intervento non si potrà fare, semplicemente.
Presidente del Consiglio
Grazie alla Dottoressa Roncisvalle. Ha chiesto di intervenire il Consigliere Zangirolami. Adesso chiedo al Consigliere di portare pazienza.
Chiedo al Consigliere Zangirolami di portare pazienza. Do la parola ancora al Consigliere Maldi. Sto dicendo questo, vi prego solo di stare dentro l'ordine di una discussione, che non si accavalli.
Per cui lei deve alzare la mano, io dirò il suo nome, così risulta a verbale che la domanda l'ha fatta lei, risulta a verbale chi risponde. E’ sempre il solito problema, Consigliere Maldi. Va bene?
Lei conosce i meccanismi anche di registrazione. Abbiamo discusso per 15 -20 minuti e non si capirà dai verbali chi ha posto le domande e chi ha dato le risposte. Questo è il punto!
Adesso do la parola… ma ci sono state anche delle risposte. Adesso do la parola al Consigliere Maldi. Prego Consigliere Maldi, la domanda, però, che sia chiara e comprensibile a chi deve dare la risposta.
Presidente del Consiglio
Do la parola all’Ingegner Ballotta. Prego, Ingegnere. Ing.
CORRADO BALLOTTA: 42 Ecco, le rispondo. Spero di avere capito bene quello che mi ha chiesto, ma ad ogni buon conto, adesso le do una risposta, e lei da questo capirà se avevo capito la sua domanda. Nella sostanza, mi sono riferito, e ho usato l'espressione “felice scelta quella dei nostri progenitori”, quella di individuare, come il centro storico di Rovigo, il punto dove realizzare e dove fare crescere la nostra città.
Credo che non sia stata casuale questa scelta, perché anche allora gli occhi per vedere che le terre che emergevano, diciamo da un contesto alluvionato, erano quelle più alte, che nel nostro territorio appartengono ai paleo alvei. Quindi, il paleo alveo è terra, diciamo, da edificazione -lo metto fra virgolette, perché non è semplicemente terra da edificazione- perché il territorio è costruito da questa...
Il nostro territorio macroscopicamente si offre ad una visita, diciamo, ad una valutazione altimetrica dello stesso, come un'area, diciamo, che ha delle zone rilevate, che corrispondono al corso del paleo alvei, e zone meno rilevate e basse, che sono di catini, diciamo, dei bassi geomorfologici, che stanno fra un paleo alveo e l'altro. Ovvero, se mi segue le disegno un andamento: questo è un paleo alveo, poi abbiamo un basso e di nuovo un altro in paleo alveo che si alza.
E’ chiaro che, in caso di alluvioni, e nella nostra storia delle alluvioni non… noi le contiamo a decine, ma i nostri progenitori le hanno contate a migliaia, perché ogni anno ce n'era più di una, vedevano le terre emerse come le terre che erano quelle relative ai paleo alvei. È chiaro che una volta uno fa una casa, uno ne fa due, uno fa un insediamento, eccetera. Poi le strade.
Lei guardi la nostra carta geomorfologica Polesana, vedrà la corrispondenza perfetta, non solo dei centri abitati sugli alvei, sugli antichi alvei, e quindi sui paleo alvei, ma vedrà tutte le nostre strade principali sorgere, essere realizzate sul corso dei paleo alvei. Ecco.
Presidente del Consiglio
Grazie all'Ingegner Ballotta.
Presidente del Consiglio
Grazie al Consigliere Zangirolami. Prima di dare la parola all'Architetto Ferlin, chiedo cortesemente ai Consiglieri Comunali, che volessero fare delle domande alla Dottoressa Toffaletti, di farle subito, perché la Dottoressa deve andare via, perché abita -se ho capito bene- a Verona e sta nevicando. Quindi, se ci sono domande da fare sulla VAS, vi prego di farle.
Poi liberiamo la Dottoressa. Sono le ore 18,50, quindi insomma, tempo per approfondire le questioni ne abbiamo, ne abbiamo avuto. Possiamo licenziare la Dottoressa?
Chiede di intervenire il Consigliere Guarnieri. Prego, Consigliere.
Presidente del Consiglio
Grazie al Consigliere... Ing. ZOPPELLARO RICCARDO: Posso rispondere?
Da un punto di vista idraulico, incide come volumi, come portate, come volumi di laminazione, ecco. Perché, anziché considerare una pioggia di 50 mm, consideriamo una pioggia di 65, e quindi in un'ora, per esempio, e con quello si entra nei calcoli e si perviene a delle valutazioni di tipo diverso, in termini di aumento, di quelle che sono portate, deflussi e volumi di laminazione per la VAS.
Presidente del Consiglio
Non si è capito chi ha risposto. Allora, non ha risposto la Dottoressa Toffaletti, bensì l'Ingegner Zoppellaro. Adesso do la parola alla Dottoressa Toffaletti.
Presidente del Consiglio
Grazie al Consigliere Guarnieri. 45 Prego, Dottoressa Toffaletti.
Presidente del Consiglio
Grazie alla Dottoressa. (Voci incomprensibili dall’Aula)
Presidente del Consiglio
Scusatemi, avevo chiesto al Consigliere Zangirolami di presentare, perché appunto c'erano da formulare delle domande sulla VAS. C'è l'Architetto Ferlin che deve rispondere al Consigliere Zangirolami. Adesso, però, chiedo ancora al Consigliere Zangirolami di pazientare, perché il Consigliere Guarnieri fa ancora un'altra domanda.
Prego, Consigliere.
Presidente del Consiglio
Vi prego! Assessore Osti, per cortesia! Per favore Assessore!
Per favore. Continui nella sua domanda, per cortesia, dai!
Presidente del Consiglio
Prego, Dottoressa Toffaletti.
Presidente del Consiglio
Grazie alla Dottoressa Ronsisvalle. Il Consigliere Guarnieri vuole intervenire ancora? Non vuole più intervenire.
Do la parola al Consigliere Zangirolami, con il quale mi scuso. Prego, Consigliere. E’ vero, è vero!
Mi scuso. No, devo dare la parola all'Architetto Ferlin, per rispondere al Consigliere Zangirolami che ha già fatto la domanda. Prego, Architetto.
Questa volta non gliel'ho tolta la parola, gliela stavo dando! Devo scusarmi anche perché gli do la parola, insomma! Non capisco mica!
Prego, Architetto.
Presidente del Consiglio
Grazie all'Architetto Ferlin. L'Assessore Osti vuole aggiungere qualcosa. Poi darò la parola a Zangirolami.
Prego, Assessore.
Presidente del Consiglio
Grazie all'Assessore Osti. Do la parola al Consigliere Zangirolami. Prego, Consigliere.
Presidente del Consiglio
Grazie al Consigliere Nonnato. Io vorrei che vi fosse il massimo del coinvolgimento possibile e al tempo stesso anche compiutezza nella conoscenza dell'argomento che stiamo trattando. Capisco anche che la domanda, la questione posta dal Consigliere Nonnato merita una risposta.
Io provo a fare una proposta all'Aula, se va bene, altrimenti l’Aula è sovrana e quindi può decidere diversamente. Potremmo continuare fino all'ora di cena -perché credo che nessuno di voi abbia voglia di ritornare dopo cena, nel senso che non era neanche in programma di andare dopo cena- fino all'ora di cena con le domande, se vi sono ancora domande da fare, e poi… L'ora di cena è la solita, noi solitamente terminiamo il Consiglio Comunale alle 8,00 - 8,15, dipende da chi ha la parola e dal tempo.
Per arrivare poi -questa è la proposta che formulo- a domani mattina, e lì iniziamo con gli interventi nel merito della delibera. Gli interventi, ogni Consigliere ha 10 minuti di tempo, stiamo al Regolamento, perché mi sembra che questo sia rispettoso dei diritti e dei doveri di tutti quanti i Consiglieri Comunali. Eravamo partiti con domande tecniche, è giusto averle fatte, a mio parere.
E’ giusto anche essere andati oltre alle domande tecniche, però io ritengo che un tempo vada dato. Se vi sono contro proposte, è bene che i Consiglieri le facciano, poi l'Aula decide sovranamente. Chiaro quello che ho detto, per tutti?
Il Sindaco chiede d'intervenire. Prego, signor Sindaco.
Presidente del Consiglio
Grazie al Sindaco. Bene. Quindi, continuiamo secondo la proposta che ho fatto?
Non ci sono obiezioni. Quindi, facciamo così: entro questa sera esauriamo tutte le domande e quindi tutte le risposte; domani si parte con gli interventi nel merito, 10 minuti a testa, ogni Consigliere, poi dichiarazioni di voto e voto. La risposta al Consigliere Zangirolami la dà l'Architetto Ferlin.
Prego, Architetto. 51
Presidente del Consiglio
Grazie all'Architetto Ferlin. Chiede d'intervenire, per porre una domanda, il Consigliere Piscopo. Prego, Consigliere.
Presidente del Consiglio
Consigliere Piscopo, se non vi sono più domande, io devo passare agli interventi, perché i Consiglieri che hanno… (Voci incomprensibili dall’Aula)
Presidente del Consiglio
52 Come no? E allora continuiamo con le domande fino alle ore 20,00, come abbiamo deciso, e ogni Consigliere si assume la responsabilità dei propri gesti. Quindi, se vi sono altre domande, i Consiglieri sono pregati di farle.
Per cortesia! Se non vi sono domande, la proposta che ho fatto precedentemente la ritiro e si continua nella discussione.
Presidente del Consiglio
E allora fate le domande!
Presidente del Consiglio
Scusate! Adesso, per cortesia! Allora, i lavori, dal mio punto di vista, continuano fino alle ore 8,00.
Se non vi sono domande, proseguiamo. Poi, chi non condivide questa scelta, fa tutte le operazioni che vuole fare. Consigliere Guarnieri… Consigliere Zangirolami, io ho voluto dare a tutti la possibilità di intervenire sul piano tecnico, come avevamo deciso di fare, per mettere ognuno di voi nella condizione di fare tutte le domande possibili e per impedire anche, però -e in questo la proposta del Consigliere Nonnato l’ho fatta mia- di continuare all'infinito con le domande.
Ho dato un termine, ma è evidente che, se non ci sono domande, la discussione continua fino all’ora canonica. Va bene?
Presidente del Consiglio
Consigliere Piscopo, lei ha una facoltà, quella di porre all'attenzione dell'Aula una mozione, ovvero chieda di interrompere i lavori in questo momento, io metterò ai voti questa mozione, se passa, interrompo i lavori, altrimenti dobbiamo continuare. Queste sono le regole, per cortesia. Chiede di intervenire il Consigliere Maldi.
Prego, Consigliere. 53
Presidente del Consiglio
La proposta fatta dal sottoscritto andava nella direzione di mettere ogni Consigliere nella condizione di formulare tutte le domande possibili. Va bene?
Presidente del Consiglio
Ma non è vero! Consigliere Guarnieri, non è mica vero, perché la discussione continuerà domani per forza! Perché noi alle 8,00 fermiamo la discussione.
Come no? Quindi… (Voci incomprensibili dall’Aula)
Presidente del Consiglio
E interverrà domani, se non c’è. E interverrà domani se non c'è adesso. Va bene?
Chi chiede d'intervenire, è pregato di alzare la mano. Chiede la parola il Consigliere Maldi. Prego, Consigliere.
Presidente del Consiglio
Grazie al Consigliere Maldi.
Presidente del Consiglio
Va bene.
Presidente del Consiglio
Grazie al Consigliere Maldi. Do la parola all'Assessore Osti per la risposta. Prego, Assessore.
Presidente del Consiglio
Bene. Chiede d'intervenire il Consigliere Nonnato. Per cortesia!
Prego, Consigliere. (Voci incomprensibili dall’Aula)
Presidente del Consiglio
Allora, per favore! Domani mattina -vale per tutti, vale per Maldi, vale per l'Assessore Osti e vale per me- si inizia la discussione, con gli interventi sulla delibera. Va bene?
Prego Assessore 55 Nonnato. Salvo che l'Aula non decida un'altra roba! Però ad oggi, alle ore 19,41, non ha deciso nulla.
E questa è una decisione che prendiamo prima di andare a casa. Io resto fermo che la discussione domani verterà sulla delibera, le domande le portiamo a completamento -se ve ne sono- alle ore 8,00. (Voci incomprensibili dall’Aula)
Presidente del Consiglio
E le risposte, se non ci sono, i Consiglieri prenderanno atto che gli Assessori non hanno risposto, e faranno seguire la propria dichiarazione di voto e il proprio voto, tenendo conto anche del fatto che non ci sono state risposte. Prego, Consigliere Nonnato. Allora, scusatemi!
Se le risposte si devono dare domani, alle domande di questa sera, ma non è che domani facciamo altre domande, perché domani si danno le risposte. E non stiamo mica capendo, allora! Prego, Consigliere Nonnato.
Presidente del Consiglio
Il Consigliere Nonnato ha chiesto la verifica del numero legale. Prego il Segretario di fare l'appello. Il Segretario Generale procede con l’appello per la verifica numero legale.
Presidente del Consiglio
Grazie Segretario. I presenti sono 18. La seduta è convocata per domani in seconda convocazione.
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Presidente del Consiglio
Buongiorno a tutti. Sono le ore 9,40. Diamo inizio ai lavori del Consiglio Comunale.
Do la parola al Segretario per l'appello. Prego, Segretario.
Presidente del Consiglio
Grazie, Segretario. I presenti sono 23. La seduta è valida.
Siamo in seconda convocazione e al secondo Punto all'Ordine del giorno: “Ratifica delibera di Giunta n. 187”. Do la parola all'Assessore Milan.
Prego, Assessore. Chiede di intervenire il Sindaco. Prego, signor Sindaco.
Presidente del Consiglio
Grazie al Sindaco. Prego, Assessore Milan.
Presidente del Consiglio
Grazie al Consigliere Avezzù. Abbiamo già, naturalmente, provveduto ad inserire in cartellina il documento dell'Anci, predisposto dal Consigliere Avezzù. E, se l'Aula sarà d'accordo, potremmo sottoporre oggi stesso il documento al voto dei Consiglieri.
Altre richieste di intervento? Io non registro altre richieste di intervento, quindi dichiaro chiusa la discussione in merito a questa delibera. Do la parola alla dottoressa Cittadin e poi all'Assessore per gli interventi.
Prego, dottoressa.
Presidente del Consiglio
Grazie all'Assessore Milan. Se i Consiglieri intendono intervenire per dichiarazioni di voto, possono farlo. Chi prende la parola, per dichiarazioni di voto?
Nessuno chiede di intervenire, quindi mettiamo ai voti da delibera. 5 Chi è a favore è pregato di alzare la mano. Devo nominare gli scrutatori: Consigliere Fiorenzato che ringrazio, il Consigliere Salvan e il Consigliere Scarinzi.
Vi ringrazio. Chi è a favore? 18 voti a favore.
Chi è contrario? 5 contrari. Chi si astiene?
1 astenuto. Io devo mettere ai voti anche l'immediata eseguibilità. Chiedo all'Aula di esprimere un voto di immediata eseguibilità, per mettere gli Uffici nella condizione di poter operare fin da subito.
Prego i Consiglieri di alzare la mano per rendere immediatamente eseguibile la delibera. Prego gli scrutatori di conteggiare i favorevoli. 18 voti a favore.
Chi è contrario? Nessun contrario. Chi si astiene?
6 astenuti. La delibera non è resa immediatamente eseguibile. 6
Presidente del Consiglio
Passiamo adesso al terzo Punto all'Ordine del giorno: “Riconoscimento di debito fuori Bilancio, ditta Serenissima Ristorazione S.p.A., per aggiornamento prezzi per il servizio di refezione scolastica”. Prego, Assessore Milan.
Presidente del Consiglio
Grazie all'Assessore Milan. Apriamo la discussione sul terzo Punto all'Ordine del giorno. Chi vuole prendere la parola, è pregato di alzare la mano.
Se nessuno chiede di intervenire, passiamo al… Va bene. Chiede d'intervenire il Consigliere Zangirolami. Prego, Consigliere.
Presidente del Consiglio
Grazie al Consigliere Zangirolami. Do la parola all'Assessore.
Presidente del Consiglio
Grazie all'Assessore Milan. Chiede d'intervenire il Consigliere Maldi. Prego, Consigliere.
Presidente del Consiglio
Chiedo scusa!
Presidente del Consiglio
Lei deve illustrare la delibera n. 3, Assessore.
Presidente del Consiglio
No. No. No.
Dobbiamo discutere, per carità! Guardate che sulla delibera n. 3 è intervenuto anche il Consigliere Zangirolami.
Io non vorrei che fosse uno scherzo, Consigliere! Dobbiamo discutere della delibera n. 3.
Quindi, l'Assessore deve illustrare la delibera n. 3.
Presidente del Consiglio
Grazie al Consigliere Zangirolami. Altre richieste di intervento per dichiarazioni di voto non ve ne sono, quindi mettiamo ai voti la delibera. Prego gli scrutatori e i Consiglieri di prendere posto.
Chi è a favore è pregato di alzare la mano. Allora, vi prego, stiamo alle regole. Se dichiaro chiusa la discussione, il Consigliere Maldi è in quel momento che deve intervenire, per chiedere di ottenere risposta.
Ora noi siamo in fase di dichiarazione di voto, possiamo anche… siamo in fase di votazione, possiamo anche ritornare indietro se volete, però mi pare che… non so, un minimo di rispetto delle regole… Va bene? Faremo altre delibere in merito al Bilancio. Siccome sto capendo che è una questione di metodo, avrà modo l'Assessore di rispondere a questa domanda e anche ad altre.
Magari presteremo più attenzione e sarò più attento anch'io, però anche voi aiutatemi a condurre i lavori, insomma! Quindi, 18 voti a favore. Chi è contrario?
1 voto contrario. Chi si astiene? 6 astenuti.
Quindi la delibera è stata approvata. 10
Presidente del Consiglio
Do la parola all'Assessore Milan perché illustri il quarto Punto all’Ordine del giorno: “Riconoscimento del debito fuori Bilancio, ditta Serenissima Ristorazione S.p.A., per quota parte delle somme dovute per produzione pasti mese di novembre 2008 presso scuole primarie”. Prego, Assessore.
Presidente del Consiglio
Bene. Prendo atto di questa situazione incresciosa, devo dire, e devo scusare il dottor Santaniello perché, sono questioni private ma, trattandosi adesso di un atto pubblico, è bene dirlo al microfono, è ricoverato in ospedale, e quindi... e comunque non sta bene, insomma, è stato dimesso qualche giorno... ieri credo- va beh, insomma, non è di questo che dobbiamo discutere. Però è anche giusto che un Funzionario al settore venga… o l'Assessore venga a relazionare.
E questo è un fatto. Per cui adesso prego l’Aula di pazientare un minuto. Ci fermiamo su questa delibera e la discutiamo dopo.
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Presidente del Consiglio
E, se voi ritenete, passiamo al quinto Punto all'Ordine del giorno, che è un riconoscimento di un debito fuori Bilancio, per la liquidazione del Professor Avvocato Vittorio Domenichelli, probabilmente per un ricorso al Tar. Chiedo all'Assessore competente, mi toccherà dire in questo caso, di… ecco, quindi prego il Vice Sindaco e l'Assessore Milan di illustrare la delibera. L’Assessore Milan.
Prego, Assessore.
Presidente del Consiglio
Grazie al Consigliere Maldi. Vuole rispondere al microfono, l'Assessore? Oppure va bene la risposta data così di sfuggita?
Va bene la risposta data in questa maniera. Chiede di intervenire il Consigliere Cristiano Pavarin. Prego, Consigliere.
Presidente del Consiglio
Grazie al Consigliere Pavarin. Do la parola all'Assessore Milan. 12
Presidente del Consiglio
Grazie all'Assessore Milan. Non ci sono altri interventi, quindi la discussione sulla delibera è chiusa. Per dichiarazioni di voto chi chiede d'intervenire?
Chiede d'intervenire il Consigliere Pavarin. Prego, Consigliere.
Presidente del Consiglio
Grazie al Consigliere Pavarin. La dichiarazione di voto riguarda la delibera al Punto quinto. Chi chiede d'intervenire, per dichiarazioni di voto?
Prego, Consigliere Avezzù.
Presidente del Consiglio
Grazie al Consigliere Avezzù. Grazie, Consigliere Avezzù. Votiamo, se non ho altre dichiarazioni… Vi prego!
Per cortesia! Chi è a favore della delibera, inserita al quinto Punto, è pregato di alzare la mano. 25 voti a favore.
Allora, 15 voti a favore. 25 voti a favore. Rifacciamo la votazione, per cortesia.
Chi è a favore è pregato di alzare la mano. 27 voti. Abbiamo bisogno dei voti a favore, per cortesia!
26 voti. Chi è contrario? Nessun contrario.
Chi si astiene? Quindi, i presenti sono 26, e i voti a favore sono 26. La delibera è stata approvata.
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Presidente del Consiglio
Passiamo adesso al sesto Punto all'Ordine del giorno: “Riconoscimento di debito fuori Bilancio ai sensi dell'art. 194”. La delibera l’illustra l'Assessore Milan, la n.
6, con la dottoressa Bravetti. Prego, Assessore.
Presidente del Consiglio
Grazie al Consigliere Maldi. Interviene la dottoressa Bravetti. Prego, dottoressa.
Presidente del Consiglio
Grazie al Consigliere Maldi. Interviene l'Assessore Milan. Prego, Assessore.
Presidente del Consiglio
Grazie all'Assessore Milan. Chi chiede d'intervenire? Non ho altre richieste di intervento.
Per dichiarazioni di voto? Nessuno chiede di intervenire per dichiarazioni di voto. Mettiamo ai voti la delibera.
Chi è a favore è pregato di alzare la mano. Quanti voti a favore, per cortesia? 20 voti a favore.
20 voti a favore. Vogliamo rifare la votazione? Chi è a favore, è pregato di alzare la mano.
Vi prego! 17 voti a favore. Chi è contrario?
Chiedo scusa, 18 voti a favore, correggo. 18 voti a favore. Chi è contrario è pregato di alzare la mano.
I contrari? Chi è contrario? Nessun contrario.
Chi si astiene? 6 astenuti. Vi ringrazio.
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Presidente del Consiglio
Passiamo adesso al quarto Punto, la delibera che avevamo tenuto in sospeso: “Riconoscimento di debito fuori Bilancio, ditta Serenissima Ristorazione SpA, per quota parte delle somme dovute per produzione pasti mese di novembre del 2008 presso scuole primarie”. La Dottoressa Corniani, se vuole illustrare, per cortesia, la delibera. Io la ringrazio.
Prego, dottoressa.
Presidente del Consiglio
Grazie alla Dottoressa Corniani. Richieste di intervento su questa delibera? I Consiglieri non intendono intervenire, neppure con domande?
Quindi, mettiamo ai voti la delibera. Chi chiede di intervenire, per dichiarazioni di voto? Nessuno chiede di intervenire per dichiarazioni di voto.
Mettiamo ai voti da delibera. Chi è a favore è pregato di alzare la mano. Intanto ringraziamo la Dottoressa che ritorna ai suoi impegni.
Quanti voti a favore, per cortesia? 17 voti a favore. Chi è contrario?
Nessun voto contrario. Chi si astiene? 5 astenuti.
La delibera è stata approvata. 5 voti astenuti, insomma, quindi i conti tornano. La delibera è stata approvata.
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Presidente del Consiglio
Passiamo adesso alla delibera n. 7. Quindi, io chiedo all'Assessore di illustrare il Punto 7: “Individuazione zona degradata ai sensi dell'articolo 27 - variante parziale al PRG”.
Presidente del Consiglio
Quale dobbiamo fare?
Presidente del Consiglio
Grazie al Consigliere Maldi. Consigliere Piscopo, devo dare la parola al Consigliere Maldi, poi risponderà l'Assessore Osti. Prego, Consigliere Maldi.
Presidente del Consiglio
Allora, vi sono due questioni: quella sollevata dal Consigliere Piscopo, e qui risponderà l'Assessore Osti, e il tema sollevato dal Consigliere Maldi, e qui risponderà il Segretario. Quindi, diamo la parola prima all'Assessore Osti e poi al Segretario.
Presidente del Consiglio
Grazie all'Assessore Osti. Vi prego di stare nei tempi. Prima di dare la parola al Consigliere Montagnolo, è bene rispondere al quesito posto dal Consigliere Maldi.
Quindi do la parola al Segretario. Prego, Segretario.
Presidente del Consiglio
La ringrazio. Io sto raccogliendo i suggerimenti dell'Aula e poi magari ci fermeremo 10 minuti, se i Capigruppo, con i Consiglieri avranno la bontà di riunirsi, risolveranno anche questo problema. Fermo restando che, dal punto di vista dei nostri regolamenti, la presenza in Aula è consentita, è però una questione su cui l'autonomia del Consiglio, anche rispetto al nostro Regolamento, deve essere salvaguardata.
Quindi magari, dopo l'intervento di Fiorenzato, al quale darò la parola, ci fermeremo 10 minuti, metteremo appunto l’Aula, per quanto riguarda le diapositive, e poi riprenderemo subito dopo i lavori. Prego, Fiorenzato.
Presidente del Consiglio
Va bene. Adesso, io devo dare la parola al Consigliere Avezzù che vuole fare una comunicazione all'Aula, immediatamente dopo sospendiamo per 10 minuti, mettiamo appunto l’Aula e risolviamo questo aspetto della presenza o meno del tecnico in Aula. Prego, Consigliere Avezzù.
Presidente del Consiglio
Grazie al Consigliere Avezzù. E grazie anche all'Associazione. Interrompiamo e ci rivediamo alle 11 e 10 minuti, se va bene, e 15.
Alle 11 e 10. Va bene, alle 11 e 10. La seduta viene sospesa.
Presidente del Consiglio
Sono le ore 11,14. Riprendiamo i lavori del Consiglio. Hanno chiesto di intervenire i Consiglieri Piscopo e il Consigliere Montagnolo.
Prego, Consigliere Piscopo.
Presidente del Consiglio
Ringrazio. Il Consigliere Piscopo è stato molto chiaro. Adesso do la parola al Consigliere Montagnolo.
Prego, Consigliere Montagnolo.
Presidente del Consiglio
Grazie al Consigliere Montagnolo. L’Assessore Osti, in merito all'intervento del Consigliere Piscopo e adesso del Consigliere Montagnolo, esprima il proprio punto di vista e poi diamo inizio alla discussione della delibera. Prego, Consigliere Osti.
Presidente del Consiglio
Grazie al Consigliere Albertino Stocco. Chiede d'intervenire il Consigliere Zangirolami. Prego, Consigliere.
Presidente del Consiglio
Bene. Io penso che dopo l'intervento del Consigliere Zangirolami -scusatemi, poi abbiamo anche la necessità…sì, sì, vi darò la parola- abbiamo anche la necessità di procedere poi con la discussione della delibera. Io credo che la maniera migliore potrebbe essere questa, poi darò la parola sia a Maldi che al Consigliere Fiorenzato.
No, prima parlerà lei e poi anche il Consigliere Fiorenzato! Ma mi permetto di dire alcune cose, come Consigliere Comunale, mettiamola così, ne ho diritto anch'io, no? Penso che sarebbe opportuno, in ogni caso, dare la possibilità, com’è giusto, all'Assessore, di illustrare la delibera nelle modalità che ritiene utili a che i Consiglieri, dal suo punto di vista, possano comprendere di cosa stiamo trattando.
Si avvale del tecnico Ferlin, perché è il Responsabile dell'Urbanistica del Comune di Rovigo, e sulla base della relazione dell'Assessore e dell'intervento 25 dell'Architetto Ferlin, il Consiglio svilupperà il proprio dibattito e poi esprimerà il proprio voto. Credo che sia la maniera più corretta e forse anche più rispettosa, di tutti i punti di vista che sono emersi dagli interventi che finora ho ascoltato. Adesso io do la parola al Consigliere Maldi e poi al Consigliere Fiorenzato.
Prego, Consigliere Maldi.
Presidente del Consiglio
La ringrazio. Prego, Consigliere Fiorenzato. Va bene.
Quindi, procediamo in questa maniera, se nessuno ha obiezioni, credo che l'intervento ultimo del Consigliere Zangirolami andava anche in questa direzione, quindi do la parola all'Assessore, perché illustri la delibera. Prego, Assessore.
Presidente del Consiglio
Grazie all'Assessore Osti. Prego, Architetto Ferlin.
Presidente del Consiglio
Grazie al Consigliere Fiorenzato. Prima di dare la parola al Consigliere Zangirolami, al quale chiedo ancora scusa, vorrei chiarire un aspetto non irrilevante, mi è parso di capire, l'Architetto Ferlin. prego, Architetto.
Presidente del Consiglio
Grazie all'Architetto Ferlin. Credo che il Consigliere Maldi interpreterà per il verso giusto questa preghiera che gli viene rivolta. Do la parola al Consigliere Zangirolami.
Prego, Consigliere. 33
Presidente del Consiglio
Grazie al Consigliere Turcato. Non ho altre richieste di intervento, quindi do la parola all'Assessore per la conclusione del dibattito sulla delibera. Poi passeremo alle dichiarazioni di voto e al voto.
Prego, Assessore.
Presidente del Consiglio
Vi prego! Continuiamo la discussione in maniera pacata e serena, come abbiamo fatto fino adesso.
Presidente del Consiglio
Grazie al Consigliere Carricato. Do la parola al Consigliere Albertino Stocco. Prego, Consigliere.
Presidente del Consiglio
Interviene…
Presidente del Consiglio
Prego, Architetto Ferlin.
Presidente del Consiglio
Grazie al Consigliere Angelo Montagnolo. Non ho altre richieste. Consigliere Fiorenzato, prego Consigliere.
Presidente del Consiglio
Grazie al Consigliere Fiorenzato. Chi chiede d'intervenire ancora per dichiarazioni di voto? Non ho altre richieste di intervento.
Quindi metto ai voti la delibera. Chi è a favore è pregato di alzare la mano. 9 voti a favore.
Rifacciamo il voto, per cortesia. Chi è a favore è pregato di alzare la mano. 10 voti a favore.
Chi è contrario è pregato di alzare la mano. 3 voti contrari. Chi si astiene è pregato di alzare la mano.
11 astenuti. La delibera è stata approvata. (Voci confuse e incomprensibili dall’Aula)
Presidente del Consiglio
Passiamo adesso all'ottavo Punto all'Ordine del Giorno: “Mozione ed Ordine del giorno”. No, per cortesia! State attenti, vi prego di fermarvi in Aula perché dobbiamo decidere cosa fare.
Ha chiesto di intervenire il Consigliere Zangirolami. Prego, Consigliere.
Presidente del Consiglio
Riprendiamo i lavori, se per voi va bene, alle ore 15,30. Appello alle ore 16,00. LA SEDUTA VIENE SOSPESA PER RIPRENDERE NEL POMERIGGIO
Presidente del Consiglio
Sono le ore 16.07. Procediamo con l’appello. Prego, Segretario.
Il Segretario Generale procede con l’appello. SEGRETARIO GENERALE: 5 Presenti, Presidente.
Presidente del Consiglio
I presenti sono 5. La seduta non è valida. Non facciamo neppure l’appello fra 10 minuti, perché il numero è tanto esiguo da fare intendere che non vi è in ogni caso la possibilità di procedere oltre.
Ci diamo appuntamento al prossimo Consiglio Comunale. Vi ringrazio. Buonasera.
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Presidente del Consiglio
Buonasera. Diamo inizio ai lavori di questo Consiglio Comunale. Devo dire, in premessa, che siamo davvero lieti di avere con noi sua Eccellenza il Vescovo Lucio Soravito de Franceschi.
Voi sapete che le ragioni di questo nostro incontro sono molte e profonde. Intanto da quest'Aula, che è laica per definizione, si vuole affermare il ruolo pubblico della religione e il valore sociale. Poi vi è, al tempo stesso, la necessità, io ritengo, di approfondire temi di interesse comune e di indicare, se è possibile, un percorso condiviso.
Abbiamo già dato nei mesi scorsi un contributo modesto, io penso, ma per noi importante, ai lavori del Sinodo, trattando soggetti come la società civile e i poveri. Il Vescovo ci ha dato questa opportunità, l'opportunità di predisporre un nostro punto di vista e di metterlo, quindi, poi a disposizione. Io di questo lo ringrazio in un'occasione così importante come questo nostro Consiglio Comunale.
E voglio ringraziare tutti quanti i Consiglieri che hanno contribuito a quel lavoro, quelli che non hanno potuto partecipare, ma che hanno comunque condiviso quel lavoro, e il Consigliere Albertino Stocco che ha sapientemente coordinato quel gruppo. Gruppo plurale, gli elementi ideali e politici sono diversi, però abbiamo lavorato insieme.
Con questa iniziativa, noi oggi vogliamo cogliere il desiderio di un confronto aperto e libero che deve continuare, anche fuori da quest'Aula, per contribuire alla costruzione di una società aperta e inclusiva, in cui ad ognuno è riconosciuta, nel rispetto delle leggi vigenti, la propria autonomia, ovviamente nei limiti dell'autonomia degli altri, che va sempre rispettata, anche quando questa non coincide con la nostra visione e con le nostre preferenze.
Nel dialogo che necessariamente sarà sempre di più interculturale e interreligioso, vi è un punto in comune che ci unisce tutti: l'essere umano al centro della società, comunque la si voglia interpretare, c’è sempre la persona. E’ quindi della persona e dei suoi bisogni, del lavoro, della giustizia, dello sviluppo compatibile, della convivenza civile, noi vogliamo interloquire. Il tema di oggi è la relazione tra comunità ecclesiale e comunità civile.
Dopo il saluto del Sindaco, interverrà il nostro Vescovo. Do la parola al Sindaco e ringrazio i Consiglieri tutti che hanno voluto partecipare a questo Consiglio Comunale. Prego, signor Sindaco.
Presidente del Consiglio
Grazie al Sindaco. Io do la parola al Vescovo sua Eccellenza, prego. S.
E. Mons. LUCIO SORAVITO DE FRANCESCHI - Vescovo di Adria e Rovigo: Buonasera.
E un grazie cordiale a ciascuno di voi e a tutto il Consiglio per la vostra partecipazione a questo incontro. Io ho proposto a tutti i Sindaci della nostra provincia, all'interno dei confini della Diocesi, per renderli partecipi di un avvenimento che riguarda direttamente le comunità cristiane, però che ha dei riflessi -e questo me lo auguro- in tutta la comunità civile, e cioè per parlare di questa esperienza che stiamo facendo, oramai da un anno e mezzo, che è il Sinodo Diocesano.
Un evento straordinario, l'ultimo Sinodo è stato fatto cinquant'anni fa: 1958. Un evento che coinvolge ed impegna la nostra Chiesa diocesana per almeno tre anni che -ripeto- però, ha delle finalità precise, per un servizio migliore alla comunità che vive nel nostro Polesine.
Il Sinodo, infatti, è il mettersi insieme, il camminare insieme di tutti i battezzati che vivono in una Chiesa, in una comunità cristiana, innanzitutto per crescere nella vita di comunione, perché prima di pensare alle cose da fare, è importante che rinnoviamo le nostre relazioni, anche perché siamo bombardati oggi da messaggi che rischiano, alle volte, di chiuderci nel nostro individualismo, di isolarci; mentre io penso che sia essenziale, per il benessere della nostra vita, gestire e vivere relazioni buone a tutti i livelli, nella varietà delle persone che compongono la società.
Ma, oltre che stare insieme e dialogare insieme, il Sinodo ha la finalità di chiederci se il nostro modo di essere Chiesa e cristiani oggi, risponde da una parte a quelle che sono state le intenzioni di chi ha fondato la Chiesa, che è Gesù Cristo, e dall'altra di vedere se questa Chiesa è davvero al servizio della comunità, degli uomini, in mezzo alla quale si trova.
Perché il compito della comunità cristiana, che Cristo ha dato ai credenti, non è semplicemente di vivere loro buoni, chiusi dentro una Chiesa, ma quello di essere fermento positivo dentro la storia, nel pieno rispetto naturalmente delle persone e del modo di concepire la vita che hanno gli uomini. Però di portare un contributo positivo per promuovere quello che io uso chiamare un mondo più giusto, più umano e più fraterno, che in termini evangelici viene chiamato anche il Regno di Dio.
Ma, ripeto, in termini antropologici potremmo dire costruire una società giusta, fraterna, solidale, e che se vogliamo usare un termine politico, potremmo chiamare il bene comune, promuovere il bene comune, lo star bene degli uomini che sono su un determinato territorio. Allora, per svolgere questo compito, cioè per rispondere a questa domanda, siamo fedeli al compito che il Signore ci ha dato?
E la domanda che ci siamo posti lo scorso anno, all'inizio dell'anno, che va dal settembre del 2008 all'agosto del 2009, è stata questa: Signore, che cosa è che dobbiamo fare? Cioè, in quali situazioni ci troviamo oggi nel nostro Polesine? Quali sono i problemi?
Quali sono le risorse positive di cui la nostra gente dispone? Ma quali sono anche le problematiche che sta affrontando? E quali sono le esigenze a cui ha bisogno di rispondere?
3 E per aiutare le comunità e i cristiani a rispondere a questa domanda: “Cosa dobbiamo fare?” abbiamo elaborato degli strumenti di lavoro, esattamente cinque quaderni: uno è incentrato sulla comunità civile, uno sulla comunità ecclesiale, uno sulla famiglia, uno sui giovani e uno sui poveri.
E so, come ha ricordato poco fa il Presidente del Consiglio, che molto gentilmente -e di questo vi ringrazio- anche molti Consiglieri Comunali si sono adoperati per riflettere su due di questi strumenti: la comunità civile e i poveri. E vi devo davvero dire grazie per il contributo che avete dato con la vostra riflessione.
A questo lavoro di riflessione hanno partecipato 566 gruppi di lavoro, per un totale di 7700 persone, che ovviamente si sono incontrati più volte, perché ogni gruppo, in genere, sceglieva un quaderno e ogni quaderno aveva i suoi 6 - 7 temi da affrontare. Il risultato di questo lavoro è stato condensato in due fascicoli: uno, quello che ho in mano, che si intitola “Sintesi delle assemblee Sinodali Vicariali”.
Perché alla fine di marzo abbiamo raccolto, abbiamo fatto raccogliere in ogni Vicariato il risultato dei lavori dei gruppi, e questi risultati sono stati presentati in altrettante assemblee, quanti sono i Vicariati; dopo di che, alla fine di maggio, si è fatta la prima sessione sinodale diocesana, per prendere coscienza, insomma, di quali erano state le situazioni e le esigenze maggiormente sottolineate dai partecipanti al cammino sinodale.
E tra l'altro questo libretto, come quest’altro che ho in mano, vi saranno consegnati. Ah, sono già stati consegnati, benissimo! Qui naturalmente non c'è, per voi che siete amministratori, non ci sono delle novità, nel senso che i primi a conoscere bene la realtà sociale debbono essere chiaramente gli amministratori e senz'altro voi la conoscete bene.
Comunque è interessante anche sentire qual è la sensibilità, il modo di vedere e i punti di vista che sono stati espressi in questi strumenti. Il secondo strumento, che ho qui in mano adesso, che si intitola “Prima sessione Sinodale Diocesana”, raccoglie invece due riflessioni che hanno preso in considerazione le sintesi Vicariali, ma sono state… la riflessione è stata arricchita con il contributo di diversi esperti, soprattutto dalla nostra provincia, ma anche esterni a noi.
Tanto per farvi un esempio: è venuto a collaborare, per questo lavoro, anche un collaboratore Di Derita, Presidente del Censis, anche un sociologo, il Professor Castignaro, per fare in modo che facessimo una lettura della situazione e descrivessimo come due fotografie, una sulla realtà Polesana -la società Polesana oggi- e uno La Chiesa di Adria e Rovigo oggi.
E tutto questo per prendere coscienza, non soltanto dei problemi, non si è fatto soltanto una lettura di tipo sociologico, ma anche per cogliere le esigenze emergenti a cui i cristiani si sentono chiamati a fare la loro parte, a dare il loro contributo.
A questo punto, naturalmente, si è posta l'altra domanda: se noi siamo davvero al servizio della comunità degli uomini -perdonate se faccio un riferimento ecclesiale- quando noi diciamo il Credo, diciamo che Cristo si è incarnato per noi uomini e per la nostra salvezza. Quella che è stata la missione di Cristo è la missione data a tutti i cristiani, a tutti i credenti in lui, a tutta la comunità cristiana. Quindi essere al servizio della comunità degli uomini.
E allora ci siamo chiesti: quale Chiesa, quale comunità dobbiamo essere per servire davvero questa comunità umana, in mezzo alla quale viviamo, di cui facciamo parte?
E allora abbiamo predisposto tre strumenti o, meglio, uno strumento di lavoro, distribuito in tre parti: il primo si intitola “La vita della comunità cristiana” e vuole aiutare i credenti cristiani a domandarsi come devono costituire le loro comunità, che tipo di comunità debbono essere, dentro la quale tutti i cristiani, in forza del battesimo, sono corresponsabili. In secondo luogo quale è l'azione pastorale e come deve svolgere oggi, in questo tempo, la sua missione la Chiesa?
Perché la missione della Chiesa, io la riassumo in questi tre compiti: certo, prima di tutto annunciare che c'è un Dio che ci vuole bene, che è nato, Natale, che è morto e risorto per noi. Secondo, dare fondamento ai valori della nostra cultura che da 2000 anni sono stati vivificati da una visione cristiana della vita.
Soprattutto in questo travaglio culturale, in questo pluralismo culturale in cui viviamo è importante, per il bene della nostra gente, che non si perda la nostra identità 4 culturale e i valori di cui la nostra cultura è portatrice. Valori, ripeto, che hanno una loro anima anche nella fede cristiana.
Terzo compito della comunità cristiana è quella di mettersi al servizio della comunità civile, insieme a tutte le Istituzioni, a tutte le realtà presenti sul territorio, per promuovere quello che chiamiamo il bene comune. E questa riflessione è condensata nel terzo quaderno, che spero abbiate già nelle mani e che si intitola “La comunità Cristiana nella società Polesana”.
Ed è questo il motivo per cui ho chiesto di poter intervenire in questa riunione di Consiglio, per vedere in che modo possiamo rendere più stabile, più sistematica una sorta di collaborazione - chiamiamola come voi pensate più opportuno- avendo sempre al centro il bene comune, il bene degli uomini, il bene delle singole persone.
E allora, andando -tanto per non parlare così in astratto- alla pagina 38 e 39 di questo quaderno, quaderno 18, ho riportato quello che ci ricorda il Concilio Vaticano II, che per noi cristiani, ma penso anche per tutti gli uomini che amano il bene, diciamo, è stato un evento molto importante, in cui si legge, a pagina 38, gli uomini e le famiglie e i diversi gruppi che formano la comunità civile, avvertono la necessità di una comunità più ampia, nella quale tutti rechino quotidianamente il contributo delle proprie capacità, allo scopo di raggiungere sempre meglio il bene comune.
Per questo essi costituiscono la comunità politica. E allora, più sotto, il Concilio scrive: “La comunità politica -cioè un Comune è una comunità politica, nel senso che è organizzata, è una polis- e la Chiesa sono indipendenti e autonome l'una dall'altra nel proprio campo, ma tutte due, anche se a titolo diverso, sono a servizio della vocazione personale e sociale degli stessi uomini.
Esse svolgeranno questo loro servizio a vantaggio di tutti, in maniera tanto più efficace, quanto più coltiveranno una sana collaborazione fra di loro, secondo modalità date alle circostanze di luogo e di tempo”. Ecco, mi sembra che sia illuminante questa espressione: potranno servire meglio le persone, quanto più coltiveranno una sana collaborazione fra di loro. Attorno a che cosa siamo chiamati a collaborare?
Primo, per difendere la dignità e i diritti universali delle persone; secondo per promuovere il bene comune, ossia il bene di tutti gli uomini e di tutto l'uomo. E nella pagina a fianco, pagina 39, si dice: “Il bene comune non è la semplice somma dei beni particolari di cui ciascun soggetto del corpo sociale, bensì un bene che, essendo di tutti, è e rimane comune, perché soltanto insieme è possibile raggiungerlo, accrescerlo e custodirlo”. Ma come collaborare?
Ecco il problema: come collaborare? Qui cito, invece, un altro documento, che senz'altro avete sentito, probabilmente più di qualcuno di voi l'avrà anche letto, che è l'enciclica del Papa attuale, che si intitola “Deus caritas est”, la prima enciclica che ha fatto, dove al 28 scrive così, anche questo mi sembra molto significativo: “Le Istituzioni pubbliche hanno il compito di promuovere la giustizia, il rispetto della dignità, dei diritti delle persone.
Ma nell'assolvere questo compito, lo Stato si trova inevitabilmente di fronte all’interrogativo: come realizzare la giustizia qui ora? E quale giustizia? Che cos'è la giustizia?”.
In questo punto politica e fede si toccano, in che senso? La fede permette alla ragione di svolgere meglio il suo compito e di vedere meglio ciò che è prossimo. Qui si colloca anche la famosa dottrina sociale della Chiesa.
E più avanti leggo: “La dottrina sociale della Chiesa vuole semplicemente recare il proprio aiuto per far sì che venga riconosciuto e poi realizzato ciò che è giusto. -E mi sembra importante la conclusione- La Chiesa ritiene suo dovere offrire, attraverso la purificazione della ragione, attraverso la formazione etica, il suo contributo specifico, affinché le esigenze della giustizia diventino comprensibili e politicamente realizzabili. -E conclude questo numero, l’ho messo in grassetto- La Chiesa non può e non deve mettersi al posto dello Stato, ma non può e non deve neanche restare ai margini nella lotta per la giustizia, perché anch'essa esiste per promuovere il bene comune”.
5 Più avanti, ancora mezzo paragrafetto, sempre al 28, aggiunge: “Accanto a questo servizio la Chiesa deve praticare la carità -nel senso ampio della parola, carità non vuol dire semplicemente dare un'offerta ad un povero, vuol dire farsi carico delle situazioni di povertà che ci sono attorno a noi- anche nella società più giusta è sempre necessaria la carità”.
Non c'è nessun ordinamento statale giusto che possa rendere superfluo il servizio dell'amore, perché ci sarà sempre sofferenza che necessita di consolazione e di aiuto, ci sarà sempre solitudine. Noi sappiamo che nel Polesine abbiamo il 20% di famiglie composte da una persona sola, di solito un anziano, e sappiamo che c'è una certa percentuale di anziani che non sono autosufficienti, per fare un esempio.
Ci saranno sempre anche situazioni di necessità materiale, nelle quali è indispensabile un aiuto, nella linea di un concreto amore per il prossimo.
Sappiamo il dramma in cui vivono tante nostre famiglie e abbiamo cercato di fare un piccolo gesto di aiuto, fondando e costituendo in questa primavera il Fondo straordinario di solidarietà, con la collaborazione della Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova Rovigo, che sta venendo incontro, chiaramente in maniera molto limitata, ma sta venendo incontro concretamente a diverse situazioni di persone che sono rimaste senza lavoro.
Ecco, poi continua il testo che ho davanti: “Le Istituzioni pubbliche che volessero assorbire tutto in sé, diventerebbero un apparato burocratico, incapace di assicurare l'essenziale, di cui l'uomo ha bisogno.
L'amorevole dedizione personale -che è questa- quindi in base al principio della sussidiarietà -che è quello che affida la responsabilità ai soggetti sociali minori- le Istituzioni pubbliche devono riconoscere e sostenere le iniziative che sorgono dalle diverse forze sociali e uniscono spontaneità e vicinanza agli uomini bisognosi di aiuto”.
La Chiesa è una di queste forze vive, non ha nessuna pretesa di… è una presenza che si mette assieme a tante altre, per collaborare e contribuire al bene, appunto, della comunità. Questo amore non offre agli uomini solamente un aiuto materiale, ma anche un ristoro e una cura dell'anima.
Ecco, sono questi i motivi per cui io ritengo importante condividere con voi e comunicare qual è il cammino che la comunità dei cristiani sta facendo in questo momento nel nostro Polesine, ma soprattutto anche ricercare insieme possibili modalità sistematiche, stabili, per una collaborazione attorno ad alcuni problemi che subito vengo ad accennare.
In questo quaderno, di cui ho letto questi due tratti della Gaudium et spes e della Deus caritas est, ho richiamato anche quattro principi fondamentali per la gestione della vita pubblica, che sono il principio della sussidiarietà, vale a dire non dobbiamo accentrare tutto il potere -potremmo dire così- ma cercare di coinvolgere, in maniera attiva e responsabile, tutti i soggetti inferiori.
Diversamente, cadiamo nella burocratizzazione, nell'assistenzialismo e naturalmente si perde anche lo spirito di libertà e di iniziativa.
Un secondo principio è quello della solidarietà, che scriveva qui il Papa Giovanni Paolo II, nella Sollecitudo rei socialis, non è un sentimento di vaga compassione o di superficiale intenerimento per i mali di tante persone vicine e lontane, ma è la determinazione ferma e perseverante di impegnarsi per il bene comune, ossia per il bene di tutti e di ciascuno, con un’attenzione preferenziale per i soggetti più bisognosi.
Un terzo principio che viene richiamato è quello della partecipazione, dove si dice appunto che tutti siamo chiamati alla partecipazione e alla politica, nel senso ampio della parola. Paolo VI in un'enciclica famosa Octogesima adveniens diceva: “Fare politica è una maniera esigente, anche se non unica, di praticare la carità”. Ebbene, allora anche è importante che l'impegno sociale e politico sia condiviso e sia promosso in tutti i cittadini, compresi naturalmente i cristiani.
Ed infine, un quarto principio che viene richiamato, è quello di un impegno politico corretto. E noi facciamo un impegno politico corretto quando mettiamo al centro le persone da servire, la comunità da servire, e mettiamo come stile lo spirito di servizio. 6 Scriveva ancora qui Giovanni Paolo II: “Nella politica è fondamentale lo spirito di servizio che, unicamente alla necessaria competenza ed efficienza, può rendere trasparente e pulita l'attività degli uomini politici”.
E concludo rispondendo ad una domanda che verrebbe spontanea immagino: ma è attorno a che cosa, penso importante, che possiamo collaborare? Trovare forme delle sinergie, metterci in rete, come si suol dire? Beh, io penso che ci siano alcuni ambiti privilegiati di collaborazione fra tutte le Istituzioni e Associazioni presenti sul territorio.
Parto innanzitutto dall'educazione delle nuove generazioni, ragazzi e giovani. Siamo tutti preoccupati di tanti ragazzi che oggi soffrono a causa di situazioni famigliari incerte, o che si sono frantumate. E chi insegna nella scuola, sa come sono pesanti questi drammi che alcuni ragazzi vivono.
Così anche sappiamo come, accanto a tanti giovani impegnati a promuovere, ad avere un progetto di vita, ci sono quelli che sono rassegnati, soprattutto i giovani in cerca di lavoro, che non lo trovano mai, rischiano di lasciarsi andare, alle volte anche di cadere in varie forme di devianza. Ecco, un primo ambito in cui collaborare insieme: famiglia, scuola, istituzioni civili, associazioni e anche le comunità ecclesiale. Un altro soggetto: il sostegno e la difesa delle famiglie, soprattutto giovani.
Noi, purtroppo in Italia, abbiamo in Europa una legislazione familiare la più povera, che di fatto non riconosce la famiglia quale soggetto sociale, come lo afferma nelle dichiarazioni universali dei diritti dell'uomo. Per cui si sente in questa crisi, anche non solo economica, ma anche culturale, lo smarrimento di tante giovani coppie che rischiano di rinunciare alla scelta che hanno fatto, alla prima difficoltà che incontrano. Dobbiamo essere loro vicini.
In che modo? E poi naturalmente pensiamo alla vicinanza e alla solidarietà nel tempo della malattia e della vecchiaia. Qui, debbo dire che il Polesine è esemplare!
Non ho mai visto nessuna regione dove sono tante, ad esempio, le associazioni di volontariato in favore di chi è ammalato, di chi è anziano, 927 Associazioni abbiamo nel Polesine! Ovviamente molte sono anche sportive, ma ho avuto modo di incontrare parecchie di esse, ecco 485 associazioni di volontariato o di carattere culturale e assistenziale.
Bene, io penso che sia però importante metterci insieme, perché c'è alle volte questo limite che ognuno tende ad andare per proprio conto, ma quando ci isoliamo, facciamo come dei piccoli rigagnoli che, andando avanti, affossano nel deserto. Se invece ci mettiamo insieme, possiamo creare un fiume che fa fiorire anche il deserto.
E poi naturalmente il problema della pacifica e sana coesione sociale: oggi, ovviamente viviamo in un mondo sempre più pluralista, che viene reso pluralista anche dai mass media che ci portano il mondo in casa, per cui c'è una continua, un'accelerata trasformazione del contesto culturale in cui viviamo. E a questo si aggiunge anche il problema dell'immigrazione. Come favorire una convivenza pacifica, ovviamente nel rispetto della legalità?
Anche questi sono problemi in cui probabilmente la collaborazione serve a rispondere meglio per risolvere questi problemi stessi. E poi la salvaguardia dell'ambiente, i valori della solidarietà e della pace. Ecco, sono ambiti, a mio modo di vedere, in cui è possibile trovare quella collaborazione che aiuta a rispondere meglio ai problemi che ho citato.
Ecco, allora, il motivo della mia presenza: prima di tutto per comunicare un evento, il Sinodo, che ha una valenza molto importante e io mi auguro riesca a rinnovare le nostre comunità per il bene di tutta la comunità civile. E il secondo motivo è per promuovere fra di noi quella sinergia, quella messa in rete che ci aiuti a svolgere meglio il nostro servizio in favore del bene comune. Grazie che mi avete ascoltato, e adesso sono contento di ascoltare voi.
Presidente del Consiglio
Grazie al Vescovo. 7 Adesso apriamo il dibattito, perché si tratta di un vero e proprio Consiglio Comunale, e quindi iniziamo la discussione. Chiedono la parola i Consiglieri Borgato, il Consigliere Stocco e il Consigliere Avezzù.
Prego, Consigliere Borgato.
Presidente del Consiglio
Allora, diamo la parola al Consigliere Albertino Stocco.
Presidente del Consiglio
Grazie al Consigliere Stocco. Do la parola al Consigliere Borgato.