Grazie al Consigliere Zennaro. Do la parola a Sua Eccellenza il Vescovo, per le conclusioni. Prego.
S. E. Mons.
LUCIO SORAVITO DE FRANCESCHI - Vescovo di Adria e Rovigo: Beh, innanzitutto un grazie cordialissimo a tutti voi che siete intervenuti e, naturalmente, prima a tutti voi che avete partecipato a questo incontro. Abbiamo fatto Sinodo qui in Consiglio Comunale, possiamo dire, no? Nel senso bello della parola, cioè di condividere delle convinzioni, delle intenzioni, dei propositi, dei progetti.
Ecco, io penso che questo sia un bel modo di camminare insieme, vivendo questa relazione e questa condivisione. Io, naturalmente, non voglio in questo momento rispondere o reagire ai vostri interventi, di cui ho preso alcuni appunti. Anzi, se qualcuno aveva preparato anche un testo, io sono ben contento se me lo potete eventualmente far avere.
Quello che invece vi suggerisco -ma ho già sentito che c'è questa intenzione- sarei molto contento se anche quest'anno poteste fermarvi, soprattutto su queste ultime quattro schede o capitoli, dove si parla del rapporto tra comunità cristiana e istituzioni civili -di cui ho letto fra l'altro diversi tratti- la comunità cristiana, la scuola e il mondo della cultura.
E anch'io prima dicendo... parlando di cultura, dicevo che un compito dei cristiani è di salvaguardare quei valori che appartengono alla nostra cultura e anche alla nostra identità, in modo tale che, quando ci incontriamo con altri popoli, con altre proposte culturali, sappiamo entrare in dialogo, senza perdere la nostra identità. Questo è fondamentale: identità e dialogo insieme. Poi la comunità cristiana e il mondo del lavoro.
Anche qui sono interessanti, sto riflettendo in questi giorni che devo preparare un intervento per la Cisl della prossima settimana, sul problema della visione dell'economia, del lavoro, della crisi in cui ci si trova, no!
E proprio la crisi -dice il Papa- diventa un motivo per chiederci se certi meccanismi che abbiamo introdotto, con il progresso materiale di questi ultimi anni, non ci ha fatto perdere di vista l'uomo, se la nostra attenzione è scivolata soprattutto sull'avere sempre di più, benessere materiale, senza salvaguardare il soggetto fondamentale che è la persona, che non deve diventare schiavo del bene da fare, ma deve essere il fine ultimo, a cui va soggetto anche il benessere materiale.
Comunque, qui è interessante questa riflessione del capitolo 15. 19 E infine la comunità cristiana e l'impegno politico. Alcuni interventi che sono stati fatti, che ho sentito con molto interesse, ecco, trovano ulteriore motivo di riflessione in questo capitolo, dove si cerca di dialogare anche e anche di riflettere sul rapporto che c'è tra vita cristiana, per colui che è cristiano, e impegno politico.
Dove si dice, comunque, che l'impegno politico è un dovere di tutti, perché tutti i cittadini, a prescindere dalla loro fede, hanno il compito di essere impegnati per il bene comune, come abbiamo detto. Per cui, sono contento di lasciare alla vostra attenzione, perché siete le persone -io ritengo per il loro ruolo che avete, ma per la sensibilità che maturate insieme- che avete più sensibilità e più capacità di portare a questo riguardo un vero contributo, un significativo contributo. Perché?
Perché chi meglio di voi può esprimere delle riflessioni attorno a questi temi? Ecco, io vi ringrazio anche di questa collaborazione e naturalmente tutto… non è per fare bella la Chiesa, non è questo che ci interessa, è per davvero servire il nostro Polesine. E io ripeto quello che ho scritto e letto parecchie volte: per me il Sinodo è un grande atto di amore al nostro Polesine.
E grazie ancora.