Relazione del Commissario Straordinario Regionale IRAS, Avv. Tiziana Stella”........................19
Commissario Straordinario Regionale IRAS
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Grazie, Presidente. Buonasera. Non ho preparato una relazione scritta francamente, nel senso che sono reduce dalla relazione programmatica al previsionale 2017, quindi, diciamo, mi sento preparata a prescindere, ecco.
Vi ringrazio di avermi invitato, anche perché diciamo che sono rimasta chiusa negli uffici dell’IRAS per svariati mesi e quindi forse direi è la mia prima uscita pubblica e istituzionale. Ho trovato una situazione in IRAS molto severa da un punto di vista finanziario, però grandemente promettente da un punto di vista, diciamo, di produttività. L’ho detto dal primo giorno in cui mi sono insediata, oggi, devo dire, l’intuizione è una conferma e quindi sono molto serena nel percorso, che stiamo facendo in azienda.
Certo, come dire, l’impegno non cancella i debiti, non migliora nel breve periodo la situazione finanziaria, io sono qui per darvi un po’ di numeri e poi svolgere un po’ in sintesi il progetto industriale che troverete poi esposto più diffusamente, a breve, dopo fine mese, dopo che avremo mandato il previsionale in Regione, avrete modo di leggerlo perché sarà pubblicato.
Parto da un po’ di numeri, l’indebitamento complessivo dell’Ente, e l’elemento per me di maggiore preoccupazione, è rappresentato dall’esposizione verso le banche, plurimi istituti di credito, per cui un rischio abbastanza spalmato su diversi soggetti bancari, ad oggi l’esposizione complessiva verso gli istituti bancari supera i 7 milioni di euro.
C’è poi un indebitamento abbastanza consolidato verso alcuni fornitori, per circa, direi, poco meno di un milione di euro, ed entrambi questi due impegni sottraggono liquidità all’Ente pressoché mensilmente con un impegno che ormai si attesta, diciamo, oltre i 600.000 euro annui di rimborsi, uniti ai 170.000 euro circa di oneri finanziari, che noi annualmente paghiamo.
Questo ovviamente pesa moltissimo sulla redditività corrente dell’Ente per cui oggi in realtà non possiamo dire che IRAS è un’azienda che non è produttiva. IRAS è un’azienda che paga un prezzo altissimo in termini finanziari e non riesce oggi probabilmente a fare fronte agli impegni finanziari pregressi. Quindi, noi abbiamo tutta una serie di ricavi, che bilanciano sostanzialmente i costi correnti, ma che non sono sufficienti per fare fronte ad una situazione debitoria molto, molto severa.
Ecco, poi dovendo anche confrontarmi con gli obiettivi che il precedente Consiglio di Amministrazione si era prefissato, io ho fatto una revisione abbastanza severa su alcuni di essi perché in realtà, quando un Ente ha un’esposizione debitoria così importante, non si può nemmeno pensare a delle soluzioni così poco strutturate, poco programmate e sporadiche.
L’opinione di questo commissariamento sostanzialmente è che, purtroppo, un po’ probabilmente perché insomma l’organo commissariale ha un lavoro anche più facile rispetto a quello magari misto politico - tecnico che è proprio di un C.d.A. di una IPAB, e quindi probabilmente io ho avuto più libertà, diciamo, di azione e di valutazione, però sicuramente IRAS merita delle soluzioni un po’ più strutturate rispetto a quelle che sono state proposte nel passato.
Devo dire che con il Sindaco Bergamin da tempo ragioniamo in via abbastanza riservata perché il coinvolgimento regionale non vuole, diciamo, porsi in antagonismo rispetto al Comune, abbiamo un contratto, che ci lega, e vengo qui al nodo gordiano dei nostri rapporti con Casa Serena, abbiamo un contratto che ci lega, io sono una persona che ha una formazione di legge e quindi mi attengo Pag. 19 di rigorosamente ad una prescrizione contrattuale.
Storicamente, credo, i rapporti tra IRAS e il Comune di Rovigo si sono appiattiti su due fronti: uno legato al rimborso o comunque al concorso del rimborso di quel fondo di rotazione che è stato erogato in favore di IRAS, su cui forse anche questo Consiglio in qualche modo si era esposto, ma insomma più politicamente che non da un punto di vista finanziario e il secondo fronte che, invece, impegna e ci vede tutti coinvolti è nell’ipotesi in cui, denegata nel mio caso, si dovesse addivenire ad una risoluzione del contratto di concessione amministrativa con Casa Serena.
Sul primo punto, devo dire, io non mi sento di prendere una posizione precisa - intendo il punto del concorso nel rimborso del Comune - perché, devo dire, io non ho rinvenuto documentazione, impegni che possano avere un vincolo giuridico, per cui, ribadisco, la mia formazione non mi consente oggi di recriminare alcunché e poi non voglio appunto pormi in una condizione minimamente antagonistica.
Invece, rimane un tema senz’altro sensibile per noi legato all’edificio di Casa Serena che evidentemente per noi, inteso come IRAS, rappresenta sicuramente in termini di costo l’elemento più pesante per cui paradossalmente noi abbiamo investito svariati denari tra il 2004 ed oggi per una struttura che, in realtà, non dà i rendimenti promessi.
E quindi gli imprenditori, perché noi oggi siamo chiamati a fare una valutazione anche di carattere imprenditoriale, si devono interrogare su quali siano gli elementi su cui porre dei tagli per cercare di sostenere, invece, tutto il resto dell’attività che, comunque, a quanto mi consta, comunque ha una sua marginalità.
Appunto, dico, con il Sindaco avevamo fatto dei ragionamenti perché non vogliamo che qualsiasi decisione che IRAS possa assumere in merito al contratto di concessione possa ritorcersi negativamente sul Comune, il tema di fondo è la collettività per cui, a parere mio, ma francamente, anche e più dell’assessore Lanzarin, non aveva senso spostare il problema in termini economici così gravi. E quindi io do il mio contributo semplicemente per cercare di gestire veramente in sinergia questo tipo di soluzione.
Per quanto mi riguarda non ho mai pensato, l’ho reso, anche devo dire, noto ai miei collaboratori, alle OSS, agli infermieri con cui da tempo ci interfacciamo, non ho mai pensato di disdettare, diciamo, Casa Serena, non solo perché questo in termini francamente finanziari in senso stretto avrebbe un riflesso ampiamente positivo nel senso, sì, ci consentirebbe senz’altro di risparmiare qualcosa, però quei cento posti accreditati che chi mi ha preceduto ha sicuramente lottato per avere poi si spalmerebbero su un numero abbastanza nutrito di competitors, e quindi secondo me potrebbero addirittura fare arretrare IRAS sul mercato piuttosto che agevolarla.
E poi perché noi, devo dire con grande soddisfazione, entro giugno andremo a intera saturazione con San Bortolo, quindi io ho motivo di ritenere che quel piano, che oggi è chiuso, in qualche modo possa trovare anche necessità di tornare ad essere utile per noi.
Per cui stiamo facendo dei ragionamenti francamente molto più strutturati, che una semplice disdetta contrattuale, dei ragionamenti che coinvolgono altri soggetti, non mi sento francamente... purtroppo non sono ancora nelle condizioni di essere più precisa e di scendere un po’ più in dettaglio degli accordi, perché non ce ne sono, vi posso però dire che c’è stata una bozza di accordo di programma a Venezia, era presente anche il Sindaco, che è stato invitato direttamente dall’Assessore e il nostro obiettivo è quello di gestire all’interno di Casa Serena diversi profili, diciamo, di disagio, che possono essere quelli legati al disagio abitativo, al disagio di malattie particolarmente invalidanti, anche al disagio di alcuni tipi di dipendenza, abbiamo già in corso un contratto con l’A.S.L. su una porzione di fabbricato che prevede l’organizzazione proprio del SerT in un’area di Casa Serena.
È ovvio che noi vogliamo anche uscire un po’ dalla dinamica del rattoppo e, per fare un accordo ben strutturato, gli accordi particolarmente complessi e seri non vanno a braccetto con i tempi molto ristretti che, invece, il mio commissariamento impone. Io ho un mandato molto severo di risanamento, ma un tempo francamente abbastanza ridotto per poter mettere il atto tutta una serie di azioni che possano concretamente incidere sulla riduzione dell’indebitamento.
L’accordo di programma ovviamente non è tra questi, ecco, perché solo mettere insieme tre, quattro interlocutori Pag.
20 di istituzionali molto strutturati richiede non solo un costante impegno politico, e questo devo dire io l’ho visto con grande chiarezza e grande trasparenza nei miei confronti in particolare, ma insomma quando dico “miei” dico “vostri” perché ovviamente io sono al vostro servizio oggi, ma anche perché insomma significa fare passaggi in svariate strutture, altrettanto strutturate quanto la nostra, per cui insomma non è un percorso facile.
Quindi, gli obiettivi di breve periodo per l’attività di mero risanamento finanziario consistono semplicemente in una richiesta di moratoria che io presenterò alle banche, cercando di ottenere un unanime consenso da loro, in modo da ottenere la sospensione dei finanziamenti e cercare di capire se effettivamente in questo spazio necessario, che ho preventivato in circa un anno, questo accordo di programma effettivamente possa poi andare a compimento nel modo in cui lo stiamo pensando.
È ovvio che dobbiamo intervenire molto severamente sull’organizzazione interna perché devo dire in questo IRAS manca un po’ di formazione nel senso che non c’è un controllo abbastanza severo sulla spesa e gli uffici non hanno una abitudine consolidata a lavorare sul controllo circolare per cui abbiamo fatto una grande fatica per cercare di fare una seria revisione sui conti, cioè una revisione veramente molto, molto puntuale, che abbiamo fatto, abbiamo concluso, la revisione sui conti al 31 dicembre direi ormai è quasi ultimata e il risultato di esercizio non migliora ma non perché non siano aumentati i ricavi ma perché io ho imposto una maggiore severità nella gestione di alcune voci e poi perché ci stiamo concentrando comunque su delle spese, secondo me, assolutamente indispensabili che ormai non sono più rinviabili perché paradossalmente, nonostante siano stati spesi insomma dei denari importanti, comunque è una struttura che ha una sua vetustà, siamo sempre sottoposti ad una serie di controlli per cui dobbiamo sempre spendere soldi per degli adeguamenti normativi, l’Ente non è sostanzialmente totalmente a norma per cui noi dobbiamo impegnarci nel cercare di metterci in piena regola con la normativa vigente e il grande sforzo, devo dire, che si sta facendo anche a livello organizzativo è quello di rendere tutte le procedure un po’ più snelle, un po’ più a “flusso”, si dice in gergo, per cercare di rendere meno gravoso il lavoro degli operatori, che stanno gestendo oggi, devo dire, un contesto nuovo, un contesto lavorativo difficile, complicato, complesso, perché noi ci siamo collocati non più sulla assistenza dell’anziano ma nella gestione di un ospite che in realtà è nella fase terminale della vita, con patologie sempre più complesse e quindi è vero che il personale oggi sta facendo uno sforzo, devo dire, che mi... lo vedo rappresentato tutto in termini di gratitudine anche nei confronti dello sforzo che fa la sottoscritta nello svolgere, come può, il proprio lavoro, però c’è veramente un grande impegno di fondo per colmare tutta una serie di carenze che, devo dire, in parte sono legislative, in parte sono organiche, in parte sono economiche, io ne sono pienamente consapevole che questo sforzo è in atto.
Però devo anche dire che, se rinunciamo a questa fetta di mercato, veramente non possiamo più pensare di essere dei competitors, insomma, secondo una primaria importanza, vorrei dire che IPAB IRAS è abbastanza capofila nelle strutture non solo della città, magari poi si arrabbierà qualcuno, ma io credo anche nel circondario, non fosse altro per una rilevanza numerica decisamente importante.
Abbiamo 220 famiglie che sappiamo essere un impegno importante, la Regione, devo dire, ha sostenuto fortissimamente questo commissariamento per sostenere proprio l’indotto.
Io personalmente vedo il commissariamento come un’occasione, nel senso che voi vi portate un interlocutore istituzionale in casa, in prima fila, io sono sicuramente un nuncius, un portavoce, ecco, però insomma, come dire, un portavoce autorevole da un certo punto di vista e quindi mi ha sorpreso, devo dire, un minimo di ostilità manifestata anche in sede giudiziale.
Mi ha sorpreso e devo dire ha in parte un po’ rallentato i lavori di questo commissariamento, questo è stato un grande peccato perché non c’è stato probabilmente un investimento pieno, abbiamo subìto un periodo di naturale attesa degli esiti dei giudizi che, insomma, hanno concluso la loro fase cautelare, non la loro fase di merito, però ho motivo di ritenere, conoscendo i tempi della giustizia, che finirà naturalmente prima il mio mandato rispetto al tempo in cui avremo la prima decisione nel merito del TAR.
Però do in qualche modo per superata la questione, spero che l’investimento, anche vostro, politico, verso questo commissariamento sia unanime. Pag. 21 di Il mio interesse è massimo, l’impegno magari lo giudicherà qualcun altro, però il mio interesse, devo dire, è massimo.
Io ho incontrato persone molto gradevoli dal punto di vista umano, sono stata tendenzialmente ben accolta, insomma con svariati distinguo, diciamo, però devo dire che in questo periodo, dopo che ci siamo reciprocamente conosciuti, il mio lavoro sta procedendo direi bene. Siamo un po’ in ritardo perché mi aspettavo di chiudere il Bilancio un pochino prima, non è stato così, ma insomma lo terminiamo entro i termini di proroga richiesti, cioè il 28 di febbraio, la spesa aumenta, non diminuisce.
Ieri mi hanno tirato le orecchie in Regione, la spesa aumenta perché noi vogliamo investire, noi crediamo di poter trovare una soluzione e quindi, finché la Cassa di Risparmio del Veneto, che ringrazio, ci dà un po’ di fiducia e ci consente di utilizzare il fido di cassa, che ci ha prorogato fino al 30 di giugno, il mio obiettivo è quello di andare avanti secondo un programma anche di contenimento della spesa, ma di investimenti che secondo me sono assolutamente necessari.
Ora la domanda che è spontanea è quella di dire: “Ma quando scadrà questa proroga che ci ha dato la Cassa di Risparmio del Veneto, che è il nostro contratto di Tesoreria - ci sarebbe da chiedere - che cosa succederà?”. Noi apriremo adesso una trattativa privata, stiamo cercando sostegni a livello di garanzia, non escludo che arriveranno, ho più volte sensibilizzato l’Assessore ai problemi di Rovigo e devo dire è sempre stata molto puntuale, molto presente nel rispondere ai miei appelli.
Certo, voi siete, diciamo, un test importante perché le soluzioni che in qualche modo si proporranno a IRAS dobbiamo pensare che avranno poi un’eco a livello regionale per cui, quando io parlo di aiuti regionali, non mi riferisco ad aiuti finanziari perché, se l’assessore Lanzarin facesse così con tutte le IPAB, penso che la Regione Veneto vada in default dopo qualche giorno.
I tempi si stanno un po’ allungando perché stiamo cercando delle soluzioni, che siano più strutturali, ecco, questo è il termine adatto e che poi farete da modello per tutta un’altra serie di realtà, simili alla vostra, che hanno le stesse problematiche comuni.
Cercheremo anche di compattarci il più possibile con le altre case di riposo, l’obiettivo primario è quello di contenere i costi e quindi di ragionare su economie di scala e anche da questo noi contiamo di ottenere, diciamo, una sensibile riduzione dei costi generali. A braccio credo di avere toccato un po’ tutti i temi. Io rimango a vostra disposizione per un po’, per le domande del caso.
Poi mi farete sapere.