Persona · attività documentata

Tiziana Stella

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
9
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1
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

Commissario Straordinario Regionale IRASOsservato il 23 febbraio 20171 osservazione documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

23 febbraio 2017

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

9 interventi
Intervento n. 52
Pagine 19–22
Punto 2

Relazione del Commissario Straordinario Regionale IRAS, Avv. Tiziana Stella”........................19

Commissario Straordinario Regionale IRAS

Leggi intervento

Grazie, Presidente. Buonasera. Non ho preparato una relazione scritta francamente, nel senso che sono reduce dalla relazione programmatica al previsionale 2017, quindi, diciamo, mi sento preparata a prescindere, ecco.

Vi ringrazio di avermi invitato, anche perché diciamo che sono rimasta chiusa negli uffici dell’IRAS per svariati mesi e quindi forse direi è la mia prima uscita pubblica e istituzionale. Ho trovato una situazione in IRAS molto severa da un punto di vista finanziario, però grandemente promettente da un punto di vista, diciamo, di produttività. L’ho detto dal primo giorno in cui mi sono insediata, oggi, devo dire, l’intuizione è una conferma e quindi sono molto serena nel percorso, che stiamo facendo in azienda.

Certo, come dire, l’impegno non cancella i debiti, non migliora nel breve periodo la situazione finanziaria, io sono qui per darvi un po’ di numeri e poi svolgere un po’ in sintesi il progetto industriale che troverete poi esposto più diffusamente, a breve, dopo fine mese, dopo che avremo mandato il previsionale in Regione, avrete modo di leggerlo perché sarà pubblicato.

Parto da un po’ di numeri, l’indebitamento complessivo dell’Ente, e l’elemento per me di maggiore preoccupazione, è rappresentato dall’esposizione verso le banche, plurimi istituti di credito, per cui un rischio abbastanza spalmato su diversi soggetti bancari, ad oggi l’esposizione complessiva verso gli istituti bancari supera i 7 milioni di euro.

C’è poi un indebitamento abbastanza consolidato verso alcuni fornitori, per circa, direi, poco meno di un milione di euro, ed entrambi questi due impegni sottraggono liquidità all’Ente pressoché mensilmente con un impegno che ormai si attesta, diciamo, oltre i 600.000 euro annui di rimborsi, uniti ai 170.000 euro circa di oneri finanziari, che noi annualmente paghiamo.

Questo ovviamente pesa moltissimo sulla redditività corrente dell’Ente per cui oggi in realtà non possiamo dire che IRAS è un’azienda che non è produttiva. IRAS è un’azienda che paga un prezzo altissimo in termini finanziari e non riesce oggi probabilmente a fare fronte agli impegni finanziari pregressi. Quindi, noi abbiamo tutta una serie di ricavi, che bilanciano sostanzialmente i costi correnti, ma che non sono sufficienti per fare fronte ad una situazione debitoria molto, molto severa.

Ecco, poi dovendo anche confrontarmi con gli obiettivi che il precedente Consiglio di Amministrazione si era prefissato, io ho fatto una revisione abbastanza severa su alcuni di essi perché in realtà, quando un Ente ha un’esposizione debitoria così importante, non si può nemmeno pensare a delle soluzioni così poco strutturate, poco programmate e sporadiche.

L’opinione di questo commissariamento sostanzialmente è che, purtroppo, un po’ probabilmente perché insomma l’organo commissariale ha un lavoro anche più facile rispetto a quello magari misto politico - tecnico che è proprio di un C.d.A. di una IPAB, e quindi probabilmente io ho avuto più libertà, diciamo, di azione e di valutazione, però sicuramente IRAS merita delle soluzioni un po’ più strutturate rispetto a quelle che sono state proposte nel passato.

Devo dire che con il Sindaco Bergamin da tempo ragioniamo in via abbastanza riservata perché il coinvolgimento regionale non vuole, diciamo, porsi in antagonismo rispetto al Comune, abbiamo un contratto, che ci lega, e vengo qui al nodo gordiano dei nostri rapporti con Casa Serena, abbiamo un contratto che ci lega, io sono una persona che ha una formazione di legge e quindi mi attengo Pag. 19 di rigorosamente ad una prescrizione contrattuale.

Storicamente, credo, i rapporti tra IRAS e il Comune di Rovigo si sono appiattiti su due fronti: uno legato al rimborso o comunque al concorso del rimborso di quel fondo di rotazione che è stato erogato in favore di IRAS, su cui forse anche questo Consiglio in qualche modo si era esposto, ma insomma più politicamente che non da un punto di vista finanziario e il secondo fronte che, invece, impegna e ci vede tutti coinvolti è nell’ipotesi in cui, denegata nel mio caso, si dovesse addivenire ad una risoluzione del contratto di concessione amministrativa con Casa Serena.

Sul primo punto, devo dire, io non mi sento di prendere una posizione precisa - intendo il punto del concorso nel rimborso del Comune - perché, devo dire, io non ho rinvenuto documentazione, impegni che possano avere un vincolo giuridico, per cui, ribadisco, la mia formazione non mi consente oggi di recriminare alcunché e poi non voglio appunto pormi in una condizione minimamente antagonistica.

Invece, rimane un tema senz’altro sensibile per noi legato all’edificio di Casa Serena che evidentemente per noi, inteso come IRAS, rappresenta sicuramente in termini di costo l’elemento più pesante per cui paradossalmente noi abbiamo investito svariati denari tra il 2004 ed oggi per una struttura che, in realtà, non dà i rendimenti promessi.

E quindi gli imprenditori, perché noi oggi siamo chiamati a fare una valutazione anche di carattere imprenditoriale, si devono interrogare su quali siano gli elementi su cui porre dei tagli per cercare di sostenere, invece, tutto il resto dell’attività che, comunque, a quanto mi consta, comunque ha una sua marginalità.

Appunto, dico, con il Sindaco avevamo fatto dei ragionamenti perché non vogliamo che qualsiasi decisione che IRAS possa assumere in merito al contratto di concessione possa ritorcersi negativamente sul Comune, il tema di fondo è la collettività per cui, a parere mio, ma francamente, anche e più dell’assessore Lanzarin, non aveva senso spostare il problema in termini economici così gravi. E quindi io do il mio contributo semplicemente per cercare di gestire veramente in sinergia questo tipo di soluzione.

Per quanto mi riguarda non ho mai pensato, l’ho reso, anche devo dire, noto ai miei collaboratori, alle OSS, agli infermieri con cui da tempo ci interfacciamo, non ho mai pensato di disdettare, diciamo, Casa Serena, non solo perché questo in termini francamente finanziari in senso stretto avrebbe un riflesso ampiamente positivo nel senso, sì, ci consentirebbe senz’altro di risparmiare qualcosa, però quei cento posti accreditati che chi mi ha preceduto ha sicuramente lottato per avere poi si spalmerebbero su un numero abbastanza nutrito di competitors, e quindi secondo me potrebbero addirittura fare arretrare IRAS sul mercato piuttosto che agevolarla.

E poi perché noi, devo dire con grande soddisfazione, entro giugno andremo a intera saturazione con San Bortolo, quindi io ho motivo di ritenere che quel piano, che oggi è chiuso, in qualche modo possa trovare anche necessità di tornare ad essere utile per noi.

Per cui stiamo facendo dei ragionamenti francamente molto più strutturati, che una semplice disdetta contrattuale, dei ragionamenti che coinvolgono altri soggetti, non mi sento francamente... purtroppo non sono ancora nelle condizioni di essere più precisa e di scendere un po’ più in dettaglio degli accordi, perché non ce ne sono, vi posso però dire che c’è stata una bozza di accordo di programma a Venezia, era presente anche il Sindaco, che è stato invitato direttamente dall’Assessore e il nostro obiettivo è quello di gestire all’interno di Casa Serena diversi profili, diciamo, di disagio, che possono essere quelli legati al disagio abitativo, al disagio di malattie particolarmente invalidanti, anche al disagio di alcuni tipi di dipendenza, abbiamo già in corso un contratto con l’A.S.L. su una porzione di fabbricato che prevede l’organizzazione proprio del SerT in un’area di Casa Serena.

È ovvio che noi vogliamo anche uscire un po’ dalla dinamica del rattoppo e, per fare un accordo ben strutturato, gli accordi particolarmente complessi e seri non vanno a braccetto con i tempi molto ristretti che, invece, il mio commissariamento impone. Io ho un mandato molto severo di risanamento, ma un tempo francamente abbastanza ridotto per poter mettere il atto tutta una serie di azioni che possano concretamente incidere sulla riduzione dell’indebitamento.

L’accordo di programma ovviamente non è tra questi, ecco, perché solo mettere insieme tre, quattro interlocutori Pag.

20 di istituzionali molto strutturati richiede non solo un costante impegno politico, e questo devo dire io l’ho visto con grande chiarezza e grande trasparenza nei miei confronti in particolare, ma insomma quando dico “miei” dico “vostri” perché ovviamente io sono al vostro servizio oggi, ma anche perché insomma significa fare passaggi in svariate strutture, altrettanto strutturate quanto la nostra, per cui insomma non è un percorso facile.

Quindi, gli obiettivi di breve periodo per l’attività di mero risanamento finanziario consistono semplicemente in una richiesta di moratoria che io presenterò alle banche, cercando di ottenere un unanime consenso da loro, in modo da ottenere la sospensione dei finanziamenti e cercare di capire se effettivamente in questo spazio necessario, che ho preventivato in circa un anno, questo accordo di programma effettivamente possa poi andare a compimento nel modo in cui lo stiamo pensando.

È ovvio che dobbiamo intervenire molto severamente sull’organizzazione interna perché devo dire in questo IRAS manca un po’ di formazione nel senso che non c’è un controllo abbastanza severo sulla spesa e gli uffici non hanno una abitudine consolidata a lavorare sul controllo circolare per cui abbiamo fatto una grande fatica per cercare di fare una seria revisione sui conti, cioè una revisione veramente molto, molto puntuale, che abbiamo fatto, abbiamo concluso, la revisione sui conti al 31 dicembre direi ormai è quasi ultimata e il risultato di esercizio non migliora ma non perché non siano aumentati i ricavi ma perché io ho imposto una maggiore severità nella gestione di alcune voci e poi perché ci stiamo concentrando comunque su delle spese, secondo me, assolutamente indispensabili che ormai non sono più rinviabili perché paradossalmente, nonostante siano stati spesi insomma dei denari importanti, comunque è una struttura che ha una sua vetustà, siamo sempre sottoposti ad una serie di controlli per cui dobbiamo sempre spendere soldi per degli adeguamenti normativi, l’Ente non è sostanzialmente totalmente a norma per cui noi dobbiamo impegnarci nel cercare di metterci in piena regola con la normativa vigente e il grande sforzo, devo dire, che si sta facendo anche a livello organizzativo è quello di rendere tutte le procedure un po’ più snelle, un po’ più a “flusso”, si dice in gergo, per cercare di rendere meno gravoso il lavoro degli operatori, che stanno gestendo oggi, devo dire, un contesto nuovo, un contesto lavorativo difficile, complicato, complesso, perché noi ci siamo collocati non più sulla assistenza dell’anziano ma nella gestione di un ospite che in realtà è nella fase terminale della vita, con patologie sempre più complesse e quindi è vero che il personale oggi sta facendo uno sforzo, devo dire, che mi... lo vedo rappresentato tutto in termini di gratitudine anche nei confronti dello sforzo che fa la sottoscritta nello svolgere, come può, il proprio lavoro, però c’è veramente un grande impegno di fondo per colmare tutta una serie di carenze che, devo dire, in parte sono legislative, in parte sono organiche, in parte sono economiche, io ne sono pienamente consapevole che questo sforzo è in atto.

Però devo anche dire che, se rinunciamo a questa fetta di mercato, veramente non possiamo più pensare di essere dei competitors, insomma, secondo una primaria importanza, vorrei dire che IPAB IRAS è abbastanza capofila nelle strutture non solo della città, magari poi si arrabbierà qualcuno, ma io credo anche nel circondario, non fosse altro per una rilevanza numerica decisamente importante.

Abbiamo 220 famiglie che sappiamo essere un impegno importante, la Regione, devo dire, ha sostenuto fortissimamente questo commissariamento per sostenere proprio l’indotto.

Io personalmente vedo il commissariamento come un’occasione, nel senso che voi vi portate un interlocutore istituzionale in casa, in prima fila, io sono sicuramente un nuncius, un portavoce, ecco, però insomma, come dire, un portavoce autorevole da un certo punto di vista e quindi mi ha sorpreso, devo dire, un minimo di ostilità manifestata anche in sede giudiziale.

Mi ha sorpreso e devo dire ha in parte un po’ rallentato i lavori di questo commissariamento, questo è stato un grande peccato perché non c’è stato probabilmente un investimento pieno, abbiamo subìto un periodo di naturale attesa degli esiti dei giudizi che, insomma, hanno concluso la loro fase cautelare, non la loro fase di merito, però ho motivo di ritenere, conoscendo i tempi della giustizia, che finirà naturalmente prima il mio mandato rispetto al tempo in cui avremo la prima decisione nel merito del TAR.

Però do in qualche modo per superata la questione, spero che l’investimento, anche vostro, politico, verso questo commissariamento sia unanime. Pag. 21 di Il mio interesse è massimo, l’impegno magari lo giudicherà qualcun altro, però il mio interesse, devo dire, è massimo.

Io ho incontrato persone molto gradevoli dal punto di vista umano, sono stata tendenzialmente ben accolta, insomma con svariati distinguo, diciamo, però devo dire che in questo periodo, dopo che ci siamo reciprocamente conosciuti, il mio lavoro sta procedendo direi bene. Siamo un po’ in ritardo perché mi aspettavo di chiudere il Bilancio un pochino prima, non è stato così, ma insomma lo terminiamo entro i termini di proroga richiesti, cioè il 28 di febbraio, la spesa aumenta, non diminuisce.

Ieri mi hanno tirato le orecchie in Regione, la spesa aumenta perché noi vogliamo investire, noi crediamo di poter trovare una soluzione e quindi, finché la Cassa di Risparmio del Veneto, che ringrazio, ci dà un po’ di fiducia e ci consente di utilizzare il fido di cassa, che ci ha prorogato fino al 30 di giugno, il mio obiettivo è quello di andare avanti secondo un programma anche di contenimento della spesa, ma di investimenti che secondo me sono assolutamente necessari.

Ora la domanda che è spontanea è quella di dire: “Ma quando scadrà questa proroga che ci ha dato la Cassa di Risparmio del Veneto, che è il nostro contratto di Tesoreria - ci sarebbe da chiedere - che cosa succederà?”. Noi apriremo adesso una trattativa privata, stiamo cercando sostegni a livello di garanzia, non escludo che arriveranno, ho più volte sensibilizzato l’Assessore ai problemi di Rovigo e devo dire è sempre stata molto puntuale, molto presente nel rispondere ai miei appelli.

Certo, voi siete, diciamo, un test importante perché le soluzioni che in qualche modo si proporranno a IRAS dobbiamo pensare che avranno poi un’eco a livello regionale per cui, quando io parlo di aiuti regionali, non mi riferisco ad aiuti finanziari perché, se l’assessore Lanzarin facesse così con tutte le IPAB, penso che la Regione Veneto vada in default dopo qualche giorno.

I tempi si stanno un po’ allungando perché stiamo cercando delle soluzioni, che siano più strutturali, ecco, questo è il termine adatto e che poi farete da modello per tutta un’altra serie di realtà, simili alla vostra, che hanno le stesse problematiche comuni.

Cercheremo anche di compattarci il più possibile con le altre case di riposo, l’obiettivo primario è quello di contenere i costi e quindi di ragionare su economie di scala e anche da questo noi contiamo di ottenere, diciamo, una sensibile riduzione dei costi generali. A braccio credo di avere toccato un po’ tutti i temi. Io rimango a vostra disposizione per un po’, per le domande del caso.

Poi mi farete sapere.

Intervento n. 58
Pagina 24
Punto 2

Relazione del Commissario Straordinario Regionale IRAS, Avv. Tiziana Stella”........................19

Commissario Straordinario Regionale IRAS

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Se vuole, posso intanto rispondere al rappresentante sindacale e poi lei magari si organizza?

Intervento n. 61
Pagine 25–26
Punto 2

Relazione del Commissario Straordinario Regionale IRAS, Avv. Tiziana Stella”........................19

Commissario Straordinario Regionale IRAS

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Rimango volentieri a vostra disposizione, però mi piace scendere nel concreto. Apprezzo sempre molto gli interventi del signor Benazzo perché, come dire, non ti consentono poi tanto di sgattaiolare, io so che lui, in tutte le volte in cui ci siamo confrontati, come pure tutte le altre maestranze sindacali, mi rimprovera, tra virgolette, il fatto che il mio piano industriale non abbia ancora una disclosure completa, però non è che io mi voglia in qualche modo giustificare.

Ci sono degli obiettivi di breve periodo, che in realtà sono chiarissimi, sono di carattere squisitamente finanziario, non possono che passare per un dialogo attraverso istituti di credito e quindi in realtà il ruolo sindacale è ovviamente molto, molto limitato.

È ovvio che, insomma, tante cose non mi aiutano, però il primo fronte su cui discutere e con cui discutere è ovviamente bancario, il nostro unico interlocutore per ora è stata Cassa di Risparmio del Veneto, ma, come ho detto, il mio obiettivo prevede una richiesta di moratoria su tutte le banche, una ipotesi che peraltro non ha nemmeno un avvallo né contrattuale né legislativo perché noi non possiamo accedere di default alle moratorie che sono pensate per le imprese o per le famiglie, quindi noi ci stiamo inventando veramente un modello.

Ci fu un intervento legislativo in una Finanziaria del 2015 che consentiva la moratoria per Province e Città Metropolitane, io sto cercando di orizzontarmi in quel mondo, vediamo come va. Quindi programma di ristrutturazione a breve termine è tutto concentrato sui colloqui con le banche. Adesso capisco che magari è un mondo che conoscete poco, però le trattative con gli istituti bancari non sono proprio dalla sera alla mattina, non si concludono in tempi brevi.

Mentre, per quanto riguarda le iniziative di medio e lungo periodo, sono invece più complesse nel senso che effettivamente noi abbiamo l’idea di ridimensionare Casa Serena intesa come edificio, di mantenere in IRAS la parte strettamente necessaria all’esercizio del nostro core business, quindi i cento posti, lo spazio necessario e sufficiente per mantenere i cento posti di non autosufficienti, i posti degli autosufficienti e alcune sale comuni.

Tutto il resto, perché Casa Serena è evidentemente sovradimensionata, è un edificio talmente polivalente che, insomma, credo anche nei progetti di chi l’aveva pensata quella concessione era un intento di molto più ampio respiro rispetto alla mera accoglienza dell’ospite anziano, ecco. Quindi va sicuramente ridimensionata. L’idea qual era?

Di cercare di fare una mappatura dei bisogni, dei fabbisogni della collettività a livello appunto di disagio, interloquire con soggetti, che abbiamo identificato come il Comune di Rovigo, l’ATER e l’A.S.L., non è un segreto questo, e cercare sostanzialmente di spartirci l’edificio e quindi spartire anche gli oneri finanziari e i residui ammortamenti conseguenti tra questi tre soggetti anche per evitare che sia il solo Comune di Rovigo a farsi carico poi finanziariamente del problema di Casa Serena perché anche in termini di onestà intellettuale è inutile spalmare... cioè, il problema non si risolverebbe, semplicemente lo passeremo di mano in mano, allora tanto vale gestirlo a livello regionale che non a livello comunale, dove magari riusciamo ad avere un maggiore ambito d’azione.

Però purtroppo ha ragione Benazzo nel dire che non sono ancora pronta, sì, non sono ancora pronta perché il ragionamento è complesso e quindi non è mia abitudine espormi con situazioni che non hanno ricevuto un pieno avvallo sia dalla Regione ma soprattutto un vaglio finanziario, severo, che stiamo facendo insomma, ecco.

Poi è logico che non c’è alcun motivo di preoccupazione per i trecento ospiti, questo ci tengo a dirlo perché noi siamo un servizio che ha un obbligo di continuità assistenziale, siccome mi preme soprattutto non creare allarmismi di nessun genere perché noi viviamo anche della credibilità che le persone ci accordano, non sono oggi minimamente a repentaglio i criteri di ospitalità.

Per quanto riguarda gli standard, invece, il ragionamento va un po’ sul tecnico, però ci tenevo comunque anche marginalmente ad affrontarlo perché in realtà noi subiamo, cioè subiamo, siamo tenuti a subire sostanzialmente delle verifiche ispettive abbastanza severe da parte dell’A.S.L. e, benché insomma un po’ claudicanti, noi abbiamo sempre passato l’esame dei rinnovi delle autorizzazioni all’esercizio. Quindi, ritengo che, insomma, sì, io mi faccio carico del problema a cui Pag.

25 di accennava Benazzo, che va ben oltre lo standard, tra l’altro sono reduce da una lunga riunione con le infermiere dove dicevamo: “Sì, standard, però uno standard che è stato deciso in un momento storico in cui le esigenze erano totalmente diverse”, forse nessuna infermiera di una casa di riposo avrebbe mai posizionato un catetere, un sondino naso-gastrico, un accesso venoso, cioè oggi io so benissimo che le infermiere e gli infermieri dei nostri reparti svolgono un servizio che è sottopagato ed è iperqualificato.

Però, da un lato, io sconto un problema legislativo importante, che mi impedisce di dare probabilmente adeguata gratificazione, anche in termini di livello ai lavoratori, per cui io non posso oggi procedere a nessun avanzamento e, dall’altro, è ovvio che ci spingeremmo al massimo verso la formazione, ma la formazione per noi ha due problemi: non tanto e non solo il costo, perché certo che è così, quanto però il fatto che noi, pur avendo 220, a memoria, mi sbaglio di qualche unità forse, 220 dipendenti, noi abbiamo un costante profilo di indisponibilità cronica dei nostri lavoratori per diversi motivi, legati a vari istituti, non ultimo il fatto della limitazione dei carichi che nasce comunque dall’invecchiamento progressivo effettivamente dei nostri dipendenti.

Per cui è un problema che ci riguarda, stiamo facendo il possibile, però sono molti gli aspetti da tenere in considerazione.

Intervento n. 66
Pagina 27
Punto 2

Relazione del Commissario Straordinario Regionale IRAS, Avv. Tiziana Stella”........................19

Commissario Straordinario Regionale IRAS

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Posso rispondere? Perché sono tante cose.

Intervento n. 69
Pagine 27–28
Punto 2

Relazione del Commissario Straordinario Regionale IRAS, Avv. Tiziana Stella”........................19

Commissario Straordinario Regionale IRAS

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Per quanto riguarda la questione di Bilancio, le maggiori perplessità, che sono state poste dagli organi di vigilanza, non tanto da me, in sede di commissariamento, riguardavano due profili, che sono peraltro tutti ben esposti nella relazione della Giunta, che poi ha disposto il commissariamento.

Il primo riguardava una valutazione prognostica di crescita degli ospiti che era alquanto apodittica, io sì, la confermo, cioè la valutazione in termini di presunti maggiori ricavi era del tutto apodittica e del tutto sfornita del minimo sostegno argomentativo. Pag. 27 di Leggendo gli obiettivi del precedente Consiglio di Amministrazione, che ho analizzato con grande attenzione, francamente io non ritengo di confermarne neanche uno.

Per quanto riguarda la dismissione di Casa Serena, non si era tenuto conto che il contratto prevede un preavviso di due anni e quindi non avrebbe avuto alcun beneficio finanziario nella immediatezza, peraltro intanto si possono millantare sostanzialmente delle idee in quanto poi a queste seguono anche delle opportune azioni e io non credo nella condizione generale del contratto di concessione in corso che questa sia una semplice disdetta come un contratto di locazione normale per cui aveva suscitato anche la mia perplessità.

Per quanto riguarda gli obiettivi di marketing, che sono prefissati sempre nei precedenti obiettivi, ho chiesto al mio direttore generale quali erano state le modalità con cui erano stati attuati e lui mi ha portato di volantini. Quindi io non perseguirò questa strada. Poi devo dire da un punto di vista finanziario immediato, presi probabilmente dal panico finanziario, il precedente Consiglio di Amministrazione si è limitato ad aumentare sproporzionalmente, devo dire, le rette degli inquilini di Casa Serena.

Gli inquilini di Casa Serena sono persone che hanno un reddito molto basso, che vivono in una condizione di disagio e, proprio per questo, vengono a stare in una struttura come la nostra, e francamente colpire con una misura retroattiva, con un aumento assolutamente eccessivo, diciamo, per la tipologia di abitazione, anche questo ho ritenuto di non condividerlo ed è una delle delibere che mi appresto adesso a revocare.

Poi devo dire il precedente Consiglio ci ha poi lasciato una bella gatta da pelare, che è quella legata all’avvicendamento di alcune posizioni professionali che si sono tutte, diciamo, trasformate in altrettanti contenziosi, quindi devo dire, sì, che, se la sua domanda era di esprimere un giudizio sul precedente Consiglio di Amministrazione, devo dire che non è positivo.

Per quanto riguarda gli obiettivi di programma, le ripeto, io credo di avere già risposto, l’IRAS non è nata il primo agosto 2016, rubo la frase al Sindaco, che me l’ha giustamente riferita nel senso che io capisco che voi abbiate molta fretta perché avete un pregresso storico importante, il commissariamento ha una fase di verifica ed una fase programmatica, la fase di verifica si è compiuta, ho fatto delle osservazioni abbastanza analitiche, ci sono tutta una serie di vicende che hanno un carattere di vigilanza più ponderante e ci sono tutta una serie, invece, di linee programmatiche che tali restano.

Un programma è, come dire, un progetto su cui in realtà si lavora. Già francamente chiamare tutta una serie di banche ad un tavolo per ragionare, io non lo trovo una misura evanescente. Poi nessuno viene e rinuncia a 7 milioni di euro, certo che no!

Però l’intento del commissariamento è quello di condividere il peso del problema con il Comune di Rovigo. Glielo dico con grande spassionatezza, ecco. (Voce incomprensibile dall’Aula) Il punto è che l’indotto è importante e non è importante per IRAS, Comune, Regione. L’indotto è un indotto sociale e la Regione si fa carico dell’indotto.

Intervento n. 77
Pagine 31–32
Punto 2

Relazione del Commissario Straordinario Regionale IRAS, Avv. Tiziana Stella”........................19

Commissario Straordinario Regionale IRAS

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Grazie, Presidente. Parto dall’ultima semplicemente perché non ho preso appunti così poi non mi dimentico. Quando mi riferisco ad investimenti, io mi riferisco a spese molto ingenti che io devo sostenere per il rilascio del certificato di prevenzione incendi, tanto a Casa Serena quanto a San Bortolo perché l’istituto ne è sprovvisto.

Ora lei capisce qual è l’effetto devastante in termini assicurativi, in termini anche legali di questo tipo di mancanza, io non so quanti di voi siano imprenditori in questa sala, possono alzare la mano gli imprenditori? Pochi perché l’impresa è un mondo di grande aleatorietà, IRAS è un’impresa che non ha l’obiettivo di fare profitto ma ha l’obiettivo comunque di conservare pienamente il proprio posto sul mercato.

Non conosco, perché me le hanno solo riferiti, le ho visti accennati nelle svariate carte che mi sono passate sotto gli occhi, i motivi per cui questi cento posti accreditati non siano occupati.

Riconduco presumibilmente a una scelta non certo oculata, e qui vengo alle puntuali osservazioni della dottoressa Rosito, le riconduco ad una scelta politica, che oggi va in una direzione esattamente opposta, quindi evidentemente c’è stata un’apertura sul mercato che ha avuto, invece, un effetto boomerang, e non ultimo delle politiche anche di gestione del prezzo, di collocamento sul mercato che non sono state lungimiranti, quindi dovendo proprio dare una spiegazione, una risposta alle sue domande, io mi sento di dare questa.

Poi francamente non c’è proprio nessun segreto nelle mie affermazioni, credo di essere una persona molto onesta intellettualmente, vi ho rappresentato tutta una scelta di operazioni di carattere bancario, gli interlocutori per questo progetto di ridisegnare Casa Serena sono tutti notiziati, stanno tutti lavorando nella stessa direzione, per cui, sì, è vero, attualmente il mio programma non è definito, ma è chiaro, non sono nella mia mente ma nella mente di tutti gli interlocutori.

Venendo, invece, al rilievo del dottor Mella, mi fa piacere la sua domanda perché in realtà noi stiamo discutendo in maniera molto sinergica con i medici e gli infermieri. I medici so che sono in una condizione di disagio, hanno una occupazione numerica inferiore rispetto a quella standard, che è sei, sono attualmente cinque.

Mi ero già attivata per chiedere loro se volevano dare ingresso ad una sesta figura, mi avevano detto di attendere e quindi ho motivo di ritenere che abbiano fatto una scelta in un certo senso. Devo dire, però, con i nostri collaboratori infermieri siamo dell’idea, invece, di avanzarla noi la richiesta effettivamente di un nuovo medico perché questo tentativo in Pag. 31 di qualche modo di tenere saturata la quota a cinque non è sufficiente.

E purtroppo noi non abbiamo alternative nel senso che la quota di mercato che si sta liberando a noi interessa moltissimo, il personale infermieristico con il quale io ho parlato, cioè un sereno confronto sul tema, è consapevole del sacrificio che io sto chiedendo loro.

E quindi ci siamo dati comunque un periodo di aspettativa perché io sono convinta di potere comunque portare un po’ più di efficienza anche all’interno delle loro giornate, del loro carico infermieristico e anche, come dire, farmi portavoce di una serie di mancanze che sicuramente sono rivolte sia verso la direzione, sia verso i medici, sia verso gli OSS e viceversa, cioè stiamo facendo tutti un percorso di reciproco avvicinamento.

L’obiettivo è comune, cioè quello di salvaguardare l’Ente, io credo che IRAS offra un servizio tra i migliori nel territorio. Adesso io non conosco lo stato, se effettivamente le altre case di riposo siano tutte così piene, noi siamo passati da circa 296 ospiti a 316, andremo a saturazione completa entro breve. Il turnover si è molto accelerato, tanti entrano e tanti escono, però questo fa parte di un mutamento del mercato, che non possiamo respingere, dobbiamo accoglierlo e farcene carico.

Poi c’è tutto il tema della dottoressa Rosito, che mi trova particolarmente d’accordo su alcuni punti, nel senso che sicuramente c’è un disallineamento tra il livello di standard richiesto, probabilmente l’oggettivo carico assistenziale che oggi grava sul personale... però quello fa parte di una disfunzione sistemica, che io non ho abbastanza forza per sostenere.

Per quanto riguarda lo stato di attuazione della legge 25, so che sono in corso audizioni sempre molto strutturate, ma il percorso non mi sembra vicino ad una soluzione immediata, ecco.

Intervento n. 87
Pagina 34
Punto 2

Relazione del Commissario Straordinario Regionale IRAS, Avv. Tiziana Stella”........................19

Commissario Straordinario Regionale IRAS

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Posso intervenire?

Intervento n. 89
Pagine 34–35
Punto 2

Relazione del Commissario Straordinario Regionale IRAS, Avv. Tiziana Stella”........................19

Commissario Straordinario Regionale IRAS

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Grazie, Presidente. È ovvio che per me questo incontro ha un notevole grado di complessità e francamente, sì, l’idea di lasciare un po’ tutto alla retorica in qualche modo svilisce il mio lavoro perché, in realtà, non si tratta di retorica, io ho fatto una disamina molto compiuta, c’è uno studio dietro le mie parole, non sono parole al vento, non sono parole buttate al caso.

Colmo tutta una serie di conoscenze in tempi relativamente brevi in una situazione molto complessa, ma non per giustificarmi, voglio, invece, venire al tema che lei pone, cioè del fatto: come mai questo Ente è in default, oggi lo è, non lo è?

Se questo Ente fosse stato in uno stato di crisi irreversibile, la Regione avrebbe avuto l’obbligo di liquidarlo, la legge non pone alternative, cioè la legge dice: “Se c’è la prova che ci sia una irreversibile incapacità economica, l’obbligo della Regione è porre in liquidazione l’Ente”, non così Pag. 34 di ha fatto la Regione che, invece, ha scelto la strada del commissariamento che, da sempre, porta, invece, o comunque auspica un risanamento.

Quindi, il commissariamento è sempre, o devo dire quasi, perché vedo che non è stato gradito assolutamente a Rovigo, però di solito è una risorsa, insomma, ecco. Mi sorprende di vedere che non ci sia, diciamo, la minima empatia con il lavoro che si sta svolgendo.

Io non ho questa sensazione all’interno di IRAS, io mi sento molto sostenuta dai dipendenti, ci confrontiamo pressoché quotidianamente, loro sono molto consapevoli francamente di tutti i problemi e devo dire che ho un grande sostegno nella base dei lavoratori. E poi sul resto cosa dire? Sì, ci sono state tutta una serie di azioni giudiziali che noi abbiamo in qualche modo dovuto sostenere, adesso io non so neanche quanto posso scendere nel dettaglio.

Ci sono state delle posizioni di carattere preminentemente lavorativo, che discendono dalla soppressione di alcune figure, che oggi sono al vaglio del Giudice del Lavoro, per cui insomma c’è anche un rischio endemico legato alla possibilità che potremmo anche trovarci con due dirigenti anziché con uno perché il dirigente precedente ha impugnato tutta una serie di delibere e oggi questa questione è sub iudice.

Per quanto riguarda i consulenti, ne ho trovati molti, però devo dire stiamo facendo un po’ una revisione al ribasso, anche tenendo conto delle spese, quindi, sì, ho fatto una scelta di ridimensionare anche i consulenti dell’Ente per limitare anche molto la spesa, devo dire. Vorrei fermarmi qua. Io non ho tantissimo tempo ancora a disposizione.

Intervento n. 111
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Punto 2

Relazione del Commissario Straordinario Regionale IRAS, Avv. Tiziana Stella”........................19

Commissario Straordinario Regionale IRAS

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Grazie, Presidente. Faccio un breve intervento conclusivo. Mi fa molto piacere concludere dopo gli interventi dell’assessore Paulon e del Sindaco perché francamente vado via con un senso di non essere stata bene accolta come magari speravo, di questo me ne dispiace, spero di poter recuperare strada facendo.

Io penso di pagare un prezzo molto alto, che è legato ad un passato che, vedo, vi pesa moltissimo. Io l’ho ascoltata, sa, Assessore, la pregherei di ascoltare anche con me, grazie. Credo di scontare veramente il prezzo pagato per un passato che è molto pesante e per il quale non c’è un pozzo di denari da cui attingere, quindi io non ho la soluzione in tasca e stiamo lavorando in maniera molto sinergica.

Credo, anzi, che la soluzione è quella che ha delineato l’assessore Paulon, cioè quella di superare completamente questo antagonismo che francamente non mi appartiene, anche perché io non conosco il pregresso, faccio un lavoro di vigilanza, che darà delle risposte nelle sedi in cui mi verranno chieste e poi un lavoro di programmazione che francamente si discosterà, credo, anche dal passato.

Come io non ho intenzione di ripercorrere quelle strade che sono ormai superate: ospedale di continuità, centri diurni, sono superate perché non garantiscono redditività, l’ultimo, e per quanto riguarda il primo, sono valutazioni che si inseriscono a livello di sistema sanitario che è talmente complesso che IRAS scompare al confronto. Quindi, vi ringrazio per avermi ospitato, sono dispiaciuta sostanzialmente se magari il mio intervento non è stato ritenuto soddisfacente.

Io proseguo, però, nel mio lavoro perché sono anche sicura insomma che la direzione generale mi sostiene perché vuole sostenere vivamente il territorio, spero che questo, con il passare del tempo, si colga e magari al nostro prossimo incontro possiamo magari mutare il sentimento generale, grazie e buona sera, arrivederci.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.