Grazie Presidente, grazie signor Sindaco. Io ho trovato nel documento, nelle linee programmatiche che lei ci ha illustrato oggi, una sostanziale messa d’insieme di buoni propositi, ma con una concretezza che poco ci aiuta a capire come la sua Amministrazione guarderà alla prospettiva e saprà guidare, condurre questa città, questa comunità verso la prospettiva, appunto.
Io sono d'accordo con quello che diceva il collega Masin insomma, sono però tranquillizzato dal fatto che non ci siano conflitti linguistici, si possa dire tranquillamente stakeholder, senza che ci sia un tentativo di ridurre la lingua padana, che insomma non sarebbe praticabile, come non lo è nemmeno in quella italiana, però le parole hanno la loro importanza: stakeholder se lo usiamo dobbiamo sapere che cosa significa.
Significa, sinteticamente insomma, collaborare attivamente da parte di singoli, di imprese, di comunità o di parti della comunità alla programmazione, alla progettazione, ma significa anche subirla, esserne condizionati.
Allora si tratta di capire: quando lei pone nelle linee programmatiche questo termine, nemmeno tanto consueto poi nella discussione comune che si fa in politica, perché è molto più linguaggio di impresa, quale delle due accezioni lei pensa, o tutte due assieme, di rappresentare, la parte collaborativa o la parte che subisce? Perché non sono la stessa cosa.
Nelle linee programmatiche si parla spesso di rete, la messa in rete di molte cose, quindi immagino di interessi comuni, di interessi condivisi, la messa in rete di problemi sennò non sarebbe una rete, immagino! Beh, se c'è un esempio che va in contrasto con questa affermazione pervasiva del documento che lei ha stilato e ci ha presentato, è l'esempio del Corso, dove gli interessi di pochi stanno rischiando di condizionare gli interessi collettivi. Allora la domanda è: a quale rete vi riferite nel caso del Corso?
Quali sono gli interessi condivisi? Perché non si propone, a proposito di condivisione larga, visto che si parte dalle frazioni come terminali sensibili di un insieme che è città, che è Rovigo, che è il patrimonio di tutti, perché non si discute del Corso attraverso un percorso di coinvolgimento largo, prima di procedere a sperimentazioni di qualsivoglia natura?
H Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 11 Luglio 2011 22 Ho apprezzato che Zangirolami abbia tirato, l'Assessore Zangirolami, almeno per quanto appare dalla stampa, un po' il freno a mano su questa roba.
Mi auguro che sia un freno che rimane tirato e si eviti di cominciare questo meccanismo un po' farraginoso di aperture e chiusure, ogni commerciante, con gli orari degli sono più consoni, la sera, la mattina, la domenica, il sabato, il pomeriggio, cioè con un problema, appunto, che dimostra come ci sia poco da mettere in rete rispetto a questa tipologia di interessi.
Ho visto anche nelle linee programmatiche, probabilmente l’ho male interpretato io, ma una sostanziale, mi è parsa, confusione, quando si parla di città sicura, tra sicurezza sociale e sicurezza legale. Mi pare che si siano messe in quelle tre righe, che forse sono molto stringate, un po' tutto assieme.
Sarebbe il caso di distinguere che cosa si intende per sicurezza sociale, dove si parla di opportunità, di benessere per le varie fasce che vengono citate qua e là nel documento; se si confonde la sicurezza sociale con le armi, da lei utilizzate in campagna elettorale come un po' archetipo della sicurezza a tutto tondo, riprese dal suo Vicesindaco, che non è più in campagna elettorale ma adesso svolge una funzione, appunto, di governo pieno della città, che cosa si intende per sicurezza.
Perché, da quello che io ho letto, per limiti sicuramente miei, non ho capito bene a che cosa ci si riferisca e quindi meriterebbe di essere un po' più dettagliata. Sulla questione dei parcheggi, io sono perché… Cioè, gioco il gioco dell'opposizione, sapendo che è una provocazione: sono perché tutti i parcheggi tornino ad essere bianchi, così faccio contenti anche coloro che, nella precedente Amministrazione, proponevano che, insomma, venissero tolti.
Capisco per quello che è scritto, insomma, che… A parte, mi permetta, signor Sindaco, che lei qua e là ha tolto affermazioni sicure, anteponendo delle supposizioni che rendono propositi e non più affermazioni queste cose, perché lei dice: “Dove possibile cercheremo di…”. Non è la stessa cosa è scritta nel documento, per come lei l'ha esposta. E quindi, anche da questo punto di vista, credo sarebbe necessario capirci, perché sulle strisce bianche le dice: “Cercheremo di…” Nel documento è scritto: “Faremo”.
Credo che, insomma, la cosa meriti una particolare attenzione. Ma ciò detto, a parte che io sono assolutamente d'accordo sul fatto che ci siano più parcheggi gratuiti e meno parcheggi a pagamento; bisognerebbe poi capire queste minori entrate rispetto a quale punto o posta del Bilancio finirebbero per avere l'incidenza maggiore, insomma.
Quindi, siccome tutto si tiene, tra l'altro in considerazioni che lei stesso fa, signor Sindaco, quando dice noi dobbiamo tenere conto -e ci vorrebbe altro che lei dicesse il contrario, insomma- dobbiamo tenere conto delle minori entrate derivanti da gettito dello Stato, ci spieghi poi come si pensa di ottemperare a queste affermazioni o a queste proposte, per quanto possano essere condivisibili.
Sulla mobilità c'è una cosa che la dice lunga, secondo me, cioè si parla di mobilità ciclabile e pedonabile, mi pare, a piedi; poi si parla solo delle piste ciclabili e non si dice niente per quanto riguarda la pedonabilità. Cioè, questa dà l'impressione di essere, appunto, un’affermazione che viene messa, eccolo qua, “in bici e a piedi”. Mentre si dice che cosa si intende per “in bici”, non si dice assolutamente nulla sul “a piedi”.
Allora, anche da questo punto di vista, insomma, si dà l'idea di un'approssimazione. Siccome l'ho messo in campagna elettorale nel mio programma, lo devo in qualche modo riprendere per accontentare un po' tutti. Non c'è nulla, quindi la inviterei, almeno su questo punto, a dettagliare meglio che cosa si intende per la pedonabilità, perché non c'è nulla proprio.
Sulla mobilità più in generale, mentre ho apprezzato quello che ho letto sui giornali, anche qua - ripeto- lo leggo e quindi per come lo leggo, lo interpreto, rispetto agli incontri avuti dall'Assessore Berti col suo omologo per quanto riguarda la Provincia, perché la mobilità anche lì, stante una situazione di tagli decisi, merita un terreno nel quale cominciare ad affrontare davvero le politiche della mobilità, dalla periferia al centro, dal resto della Provincia alla città capoluogo, in un incrocio sinergico e costruttivo con l'altro Ente Locale per eccellenza, che è la Provincia.
Non trovo nulla, però, di queste cose sul suo programma. Io sono contento che gli Assessori si muovano un po' motu proprio, perché vuol dire che almeno intercettano il problema. Ma il fatto stesso che lei su questi aspetti non abbia speso una virgola, Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 11 Luglio 2011 23 denota che, appunto, diventa un programma tutto sommato molto di facciata, molto di superficie e con poca concretezza.
Mi pare poi che, tra le cose che mancano, vi sia clamorosamente il problema dello sviluppo. Qui manca davvero: progettazione, programmazione, prospettive, che cosa si pensa per lo sviluppo di questo territorio, al di là dei titoli, delle affermazioni, delle enunciazioni che sono peraltro condivisibili, proprio perché sono generiche; molte delle cose sono condivisibili perché sono generiche, perché non entrano in profondità, perché non scalfiscono la crosta, la superficie.
Ecco, io non ho capito quali sono le linee strategiche per lo sviluppo, per offrire quelle opportunità come è scritto ai giovani, che possono guardare alla prospettiva senza andarsene, per migliorare e qualificare l'università in questo territorio, per collegare l'università con il mondo produttivo, il mondo dell'impresa, l'agricoltura, le attività economiche.
Non si dice niente di tutto questo, si fa l'affermazione di principio: vogliamo che… vogliamo che… vogliamo che… Nulla si dice sulle prospettive delle aziende di pubblica utilità, le cosiddette municipalizzate o partecipate. Non è come diceva… solo come diceva la collega Businaro, un problema di gestione. E’ anche un problema di razionalizzazione.
Cosa si pensa di fare? Si pensa di tenere l'attuale assetto per le imprese di pubblica utilità, o si pensa di incominciare a creare necessarie fusioni, restringimento di organismi, di strutture e quant'altro? Anche su questo punto, signor Sindaco, io non ho trovato nulla nelle sue linee programmatiche.
In questo caso proprio nulla, nemmeno un’affermazione di principio. Quindi credo che sia necessario e sarebbe stato necessario farlo oggi questo tipo di approfondimento. Sulla salute: non si disse, anche qua, nulla!
Si dicono le cose generiche, non si afferma -come io penso- la primazia della salute pubblica rispetto alla privata, che non va demonizzata, ma c’è la primazia di quella pubblica, per quanto mi riguarda. Non trovo questa distinzione.
Non trovo questo afflato, da parte dell'Amministrazione e suo, nel dire che va salvaguardata la sanità pubblica rispetto anche alle vicende, che peraltro sono stato oggetto di qualche interpellanza nello scorso Consiglio da parte di qualche Consigliere, non ho trovato traccia anche rispetto alle scelte, vere o presunte, da parte della Regione Veneto, di declassare la sanità in Polesine. Nemmeno un richiamo per riaffermare questo principio riguardo alla sanità pubblica.
Poi… c'è nulla o poco rispetto alle compatibilità d’insieme delle varie proposte, rispetto all'economicità, rispetto alla situazione finanziaria, alla situazione di bilancio di questo Ente. Si propongono cose, ma non si capisce bene rispetto a quali risorse disponibili.
Capisco che non ha senso discutere il dettaglio delle poste di bilancio in una discussione sulle linee programmatiche, però quando si dice -e non lo dico io, lo dice il documento- che ci sono minori risorse disponibili, se si propongono tagli alle entrate o se si propongono maggiori uscite, bisognerà pure dire come si intende bilanciare questo tipo di contenuto, rispetto alle linee programmatiche, almeno da un punto di vista dei contenuti delle linee di intervento,ecco!
Per queste ragioni io ritengo questo programma assolutamente inadeguato. Inadeguato non tanto al Governo di questa assise, inadeguato alle aspettative e ai bisogni di questa città e della sua comunità.
Ciò non toglie che se l'Amministrazione Comunale se lei, signor Sindaco, decidesse di dare ascolto anche alle osservazioni fatte dalla minoranza e fate in questo caso, per quanto mi riguarda, dal mio Gruppo e vi fosse una organicità nello scambio tra le proposte di questa maggioranza e i contenuti che fossero rivolti a quelle che sono le nostre aspettative, quello che noi abbiamo posto in discussione oggi, se ne potrebbe parlare.
Vi sono a questo proposito organismi intermedi, nei quali - che andremo a costituire- nei quali sarà agio per poter discutere e per poter avere chiara la volontà e la disponibilità di questa Amministrazione a tenere conto di tutti i punti di vista e di tutte le proposte che sono in campo. In caso contrario, per quanto mi riguarda, ci sarà la più netta chiusura rispetto alle ipotesi di governo, rappresentate semplicemente da queste linee programmatiche. Grazie.
Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 11 Luglio 2011 24