Richiesta autoconvocazione del Consiglio comunale monotematico, ai sensi dell’Art. 39 - comma 2 del TUEL, per discutere sullo stato di progettazione e finanziamento dell’opera denominata Passante Nord e osservazioni”........................................................................................................................34
APE, Architetti per Esigenza
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Non la prendo come una cattiveria. Buonasera a tutti. Grazie per la vostra attenzione.
Vi inviterei a fare uno piccolo sforzo di immagi- nazione, a provare a immaginare di essere tutti in bicicletta sulla tangenziale est in direzione verso Boara, ovviamente con una pattuglia davanti e una dietro, in tangenziale est e usciamo e andiamo sul tratto di passante nord già realizzato. Le pattuglie possono anche andare via perché non c’è più nessuno. Quindi siamo tutti in bicicletta.
Io mi faccio prendere da un pensiero, vedendo la casa che c’è lì sulla strada dove praticamente intravedo che è stata aperta una finestra, l’intonaco è fresco sulle spalle e penso alla mia professione quando, per esigenze magari di una persona anziana, che non può più muoversi in casa e incomincia ad avere dei problemi, ha l’esigenza di realizzare un nuovo bagno. Lo realizza, ha una grande stanza e realizza in parte di quella stanza un bagno, apre una finestra e cosa fa?
Chiede l’autorizzazione alla Sovraintendenza per poterlo fare, attende le tempistiche previ- ste dalla normativa, e poi lo fa. Questo è il tipo di rispetto che in Italia, nella nostra Regione anche, ha un corso come il Ceresolo, di cui ha parlato anche bene il mio amico Edy Boschetti. Cosa, invece, noto io, essendo con voi là in bicicletta lungo questo argine?
Che questo Ceresolo è stato chiuso tra due strade, una esistente e una nuova. E noi dobbiamo pensare: “Perché l’abbiamo fatto”, cioè “perché l’hanno fatto?”, e penso: “Quanto facile è realizzare un cantiere in mezzo alla campagna senza incontrare assolutamente nul- la, dove il sasso più grande che incontro è così invece che andare da un’altra parte, chiudere una strada e lavorare in maniera diversa?”, gestire il traffico, eccetera.
Qua già mi viene una risposta, abbiamo fatto un gran piacere a Veneto Strade, 28 milioni di euro fino ad ora. Allora questa cosa Pag. 42 di può succedere, ed è successa, perché dico “può succedere?” perché è proprio successa.
Questo può succedere e vi assicuro che molti dei miei concittadini quella strada non la percorrono e questa io credo sia una grande fortuna. Se l’avete percorsa, anche voi noterete una sorta di cattiveria nei con- fronti del territorio.
Questa cosa si può fare, però quando ci avviciniamo a Rovigo, quando questa cosa è visibile, non si può più fare, è rispettoso allargare via Calatafimi, nella maniera in cui era sta- ta prevista da un progetto, fatto da Veneto Strade, eh, e che ha obbligato la società stessa a realizzare la rotatoria in quella maniera. Noi eravamo in bicicletta da quella parte, torniamo indietro perché andiamo a vedere dov’è veramente il punto del nostro intervento.
Scendiamo, passiamo sotto la tangenziale, arriviamo su sul piano campagna e lì a quel punto lì, in- vece, di fermarvi, dovete fare un’altra salita, il rodigino la salita la sente in bicicletta, dovete salire sul piano campagna per arrivare alla rotatoria alta. Chi oggi vuole stare a sud del Ceresolo, cosa vuol fare? Dopo avere fatto il giretto sulla rotatoria, tornare giù in piano campagna, andare dritto al Langer e poi un’altra salita per scavalcarlo da quella parte là quando avevo già una rampa per sca- valcarlo.
Questa è una cosa illogica, dispendiosa e che in più porta la città ad avere un tipo di limite, diverso da quello che noi, invece, apprezziamo come limite. Vi porto un esempio: pista ciclabile Adigetto. È il punto più amato dai cittadini, cosa c’è?
La strada è da parte di là dell’Adigetto, da questa parte qua c’è la pista ciclabile e così va fatto anche quel punto lì. Mi dispiace per chi? Per chi abita dall’altra parte.
Noi stiamo qua a domandarci perché da questa parte solo perché ci sono sei abitazioni dall’altra parte. Intanto diciamola così: abbiamo un problema, ci sono sei abitazioni di là e il passante nord crea loro un problema. Ecco che allora si ri- dimensiona, valutiamo questo tipo di problema.
Cioè non buttiamolo di là il problema perché di là è importante. Il limite della città deve essere quello del tipo sull’Adigetto. Quella è un’opera apprez- zata da tutti i cittadini.
Quello che succederà lì, lo vedete già in un plastico scala 1 a 1 che io non avrei potuto realizzare, ma ve l’ha realizzato Veneto Strade con soli 28 milioni di euro che è quello che potete vedere da lì verso Sarzano. Quella è una porcheria, gli abbiamo fatto un gran piacere, spendendoci 8 milioni e mezzo dei nostri, che io fortunatamente ne ho messi pochi, ma qualcuno qua ne ha messi veramente tanti.
Allora quello che vi chiedo è di cercare valutazioni diverse perché la pressione immagino sul Sinda- co in questo momento viene solo da voi, perché nessun altro può avere le idee... è così! È così! Io capisco che la chiusura del cerchio intorno alla città possa avere un senso, però non potete chiedere di venire giù sul piano campagna quando la cosa è sbagliata.
Perché siamo qui? Noi siamo di fronte non ad una scelta giusta e a una scelta sbagliata, noi siamo di fronte a una scelta sbagliata, a cui ci ha obbligato Veneto Strade, facendo un progetto terribile e una scelta criminale. Allora, se l’Avvocato Capellini vuole obbligarmi ad una scelta criminale, a me non mi obbliga, al Sindaco non lo so.
Se lui si sente di accettarla, va bene. Grazie.