Relazione del Presidente ATO Polesine: affidamento in house il servizio idrico integrato. Relazione del Presidente Polesine Acque: aumento capitale sociale e atti conseguenti
Presidente dell’ATO
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Io vi saluto. Vi ringrazio, ringrazio di essere stato invitato a questo consesso e quindi di avere la possibilità di spiegare alcune questioni. 5 Indubbiamente per evitare, io sarò brevissimo, dicendo alcuni aspetti delle questioni, poi eventualmente, se ci sono delle domande, quindi sarà una cosa più puntuale, più precisa e magari di maggior interesse.
La situazione in cui ci siamo trovati cinque anni fa, quattro anni e mezzo fa, sul servizio idrico integrato, era quella che vedeva le tariffe del Polesine al secondo e terzo posto in Italia. Quella che vedeva una situazione di scarsi investimenti, e con un gestore che ventilava l'ipotesi di portare i registri in Tribunale.
L'impegno che è stato profuso per tentare di superare questa situazione, è stato quello di acquisire tutti gli elementi necessari e quanto meno sufficienti per poter rielaborare un Piano d'Ambito, è stato quello di tentare di capire come si poteva uscire e, nonostante la situazione peculiare del nostro territorio, perché non dobbiamo dimenticare che noi godiamo della presenza di due fiumi, però non godiamo della presenza di acque che non siano potabilizzabili, se non a costi alti, e distribuibili, se non a costi alti, anche per il fatto di una grossa frammentazione e di una grossa distribuzione territoriale del nostro territorio.
Cioè, abbiamo una concentrazione di abitanti molto bassa, quindi pochi paesi grossi, tanti paesi piccoli, con tante frazioncine. Quindi ecco, lì a chilometro di condotta corrisponde una minore utenza e quindi un minor anche gettito dal punto di vista economico. Conseguentemente c'era da bilanciare tutte queste cose.
Il nostro obiettivo era quello di tentare di ridurre il più possibile le tariffe, ed era anche quello di comprendere come fare. Abbiamo raccolto tutti i dati necessari, dati a volte anche contraddittori, perché sommavano, diciamo, la risultanza dell'accorpamento di cinque Consorzi, mi sembra; indubbiamente ogni Consorzio aveva il proprio metodo di elaborazione dei dati, di immagazzinamento dei dati, eccetera.
Conseguentemente non c'era uniformità e la possibilità, quindi, di poter godere di un dato del tutto sicuro. Difatti la più grossa contraddizione scattò quando ci trovammo a dover esaminare gli allacciati alle fognature, dove alcuni dati davano il 60%, alcuni dati davano l'80%, alcuni il 73% e addirittura alcuni anche il 53%. Perché?
Perché era l'eredità di 52 Comuni, di 52 Uffici Tecnici, e non tutti i Comuni, non tutti gli Uffici Tecnici -perché stiamo parlando di più di un decennio fa- erano attrezzati per poter dire quali erano le vie servite dalle fognature, quali erano gli allacciati, chi non allacciati, quelli che erano gli abusivi, eccetera. Quindi, anche lì si tentò di fare anche un censimento per comprendere e correggere il più possibile il dato, facendo avvicinare il più possibile alla verità.
Questo lavoro ci impegnò per un paio di anni; si riuscì, comunque in questi due o tre anni, a raccogliere un dato, diciamo una sufficiente quantità di dati e anche una sufficiente veridicità del dato, che permise di fare un nuovo Piano d'Ambito e un nuovo Piano tariffario.
Questo Piano tariffario… questo Piano d'Ambito si basava indubbiamente sulla conoscenza e sulla necessità, venne tolto dal Piano d'Ambito tutta quella componente, peraltro onerosa, che metteva a carico del Polesine il 50% delle adduttrici che dovevano essere comprese nel Master Plan Regionale.
Noi abbiamo solo un tubo per il momento, che è stato costruito in base a quell'accordo, cioè il 50% della tariffa e il 50% della società, quindi con il contributo eccetera, e un tubo che lì è vuoto, perché è un tubo del diametro di 100 mm, quindi... cioè di 1000 anzi, 1 metro, quindi è un tubo che avrebbe significato solo se fosse quel tubo che connette tutte le nostre attuali centrali di potabilizzazione, superando nel ruolo e portasse dell'acqua per tutto il Polesine.
Altrimenti il tubo di un diametro di 1 m, il fatto di usarlo parzialmente, vuol dire anche lasciare l'acqua ferma 10, 15, 20 giorni all'interno del tubo, con tutti i problemi di potabilità che ne potrebbero derivare. Comunque fu stralciata tutta quella parte che doveva essere a carico eventualmente di Veneto Acque, per vedere che l'acqua, man mano che arrivava verso di noi, ma mano si facevano i tubi. Era inutile fare l'ultimo pezzo di tubo, quando mancavano i tubi precedenti.
Quindi fu stralciato tutto quell'aspetto. Stralciando quello, si ridusse abbastanza considerevolmente quello che era l'impegno economico finanziario e ci fu, quindi, una revisione globale del programma ventennale degli investimenti.
6 In un serrato dibattito, e vi posso garantire che la cosa non è stata facile, perché indubbiamente qui siamo nella sede del Consiglio Comunale di Rovigo, la città capoluogo della nostra provincia, e voi sapete benissimo quali sono i problemi per mantenere in equilibrio anche le frazioni che il Comune ha, per quanto riguarda gli investimenti.
Quindi, noi abbiamo dovuto fare questo lavoro sul 52 Comuni, quindi Comune per Comune, realtà per realtà, e frazione per frazione, all'interno del Comune e abbiamo dovuto tentare di riequilibrare e distribuire in modo equo e condiviso gli investimenti.
Siamo riusciti in quest’opera, per il fatto che ne è scaturita una delibera all'unanimità, quindi il fatto che il Piano sia stato approvato all'unanimità, sottende che qualcosa di buono era stato fatto, e questo Piano di investimenti andava quindi a vedere la sua percorribilità, anche perché diventava, da un punto di vista economico, sostenibile con il Piano Finanziario. Parallelamente a questo è venuto avanti anche il discorso della tariffa.
La tariffa che era quella parametrata, che era quella conseguente al Piano. Siamo riusciti, all'interno di questo ragionamento, a prevedere una tariffa parametrata bloccata dal 2006 fino al 2009 compresi, cioè quattro anni. Noi abbiamo avuto, diciamo, la possibilità -visto tutto questo studio, questo lavoro- di creare… Certo che c’è molta confusione qui.
Io mi fermo…