Voglio intervenire su questo tema che è molto importante, direi, che si riferisce appunto alla Legge 194 e in tutti questi anni è stata applicata in senso più che positivo, anche se fino ad ora pochi l'hanno seguita nella sua difficile vita operativa, e nonostante ciò è la legge più monitorata, infatti, ogni anno un'apposita Commissione relaziona in Parlamento.
A tal proposito, l'ultima relazione tra l'altro precisa che gli aborti registrano un decremento del 44,6%, rispetto al picco del 1982, cioè da 234.801 casi, siamo scesi a 130.033 nel 2006. Se poi parliamo delle sole donne italiane, il calo è stato del 60%. Così precisano anche alcuni quotidiani nazionali.
Il Movimento per la Vita collabora attivamente nei diversi Consultori Italiani, anche se con pochi mezzi a disposizione, per aiutare le donne ed evitare l'interruzione della gravidanza. E la riduzione c'è stata anche per merito delle stesse donne che hanno scelto liberamente di portare a termine la gravidanza. Questo è il vero dato di etica e di cultura per la vita.
La relazione ministeriale dice ancora, tra l'altro, che gli aborti effettuati oltre i 90 giorni dal concepimento sono il 2,6%, quelli dopo 20 settimane lo 0,7%, in cifra assoluta sono 892 casi. Dunque, dov'è il disastro eugenetico? La legge non ha fallito e la verità non è quella che sostengono i denigratori della stessa legge, poiché viene smentita sia dai dati della stessa relazione ministeriale, che da altri Enti sanitari che operano nel settore.
Questa è la realtà, altro che strage degli innocenti, omicidio premeditato, eccetera, che da più parti viene strombazzato per creare solo allarme, disorientare quanti 13 operano con coscienza nel mondo più delicato che è la nascita di una nuova vita. Vedi a tal proposito il giornalista Giuliano Ferrara che, in nome della moratoria sull'aborto, aveva pensato nobilmente di candidarsi al Parlamento italiano.
Correndo e blaterando per le piazze d'Italia ha, invece, portato a casa sputi, schiaffoni e improperi dalla piazza, e rimanendo sonoramente bocciato con la sua proposta, anche e soprattutto dal mondo cattolico. Ha preso l'1%, altro che la mozione di Ferrara! Io sarei per riprendere l'iniziativa per un referendum sull'aborto per il sì o per il no e vediamo chi vince.
Siamo in un sistema democratico e la gente può esprimersi liberamente. quindi nessun timore di un referendum, o lanciamo piuttosto un appello a tutti coloro che hanno autorità e competenza per abbattere gli ostacoli che frenano il desiderio di maternità. L'aborto è un dramma, è una sconfitta, è rinuncia sacrificale a cui la donna vuole sottrarsi.
Essa intende portare a termine la gravidanza con responsabilità, sacrificio e rinunce, ma va aiutata, va accolta quella vita che entra a far parte di questo nostro mondo e non rifiutata, come a volte succede, perché in odore di peccato o di errore morale. La moratoria sull'aborto è un grave affronto contro la donna. E’ privarla della sua autonomia.
E’ farla ritornare nel più oscuro medioevo, E’ imporre con la forza di una legge, magari concordata, la libera scelta della maternità. E’ schiavizzarla, ed è un'ingerenza anche pesante che la Chiesa sta operando sull’etica e sulla legge dello Stato laico italiano, in nome di un presunto bene e a salvaguardia della vita, di cui troppe lingue pretendono di avere ragione. Ma il bene spesso è di parte.
In nome del bene ci sono state guerre terribili con milioni di morti. In nome del bene ci sono stati crociati, inquisizioni, torture, eroi sono pubbliche piazze, si sono consumate stragi di popoli. In nome del bene ci sono state sopraffazioni di vite inermi e innocenti che avevano il diritto di vivere quella meravigliosa esperienza di vita.
In nome del bene sappiamo tutti quante vite innocenti sono state spente. In nome del bene del nascituro, che non è un bene di parte, ma è un bene totale, quante donne hanno perso la loro giovane vita per salvare il nascituro, ma di questo sacrificio materno si parla poco, anche la Chiesa ne parla poco.
Non credo che il mondo civile, il mondo laico, il mondo che crede nei veri valori della vita e soprattutto le donne, siano disponibili a subire così gravi ritorsioni, sempre in nome di un presunto bene, cioè della moratoria per l'aborto. La 194 è importante e va mantenuta e sostenuta e, se occorre, modificata con il contributo di tutti. Ma non basta, ci vuole calore attorno, competenze e risorse.
Io credo piuttosto che, attraverso il dialogo, il confronto, salvaguardando la dignità e l'autonomia della donna e la massima attenzione per il nascituro, confortati e assistiti dalla scienza bioetica, riusciremo a trovare la gioia per la vita che fa parte del nostro DNA e della nostra esistenza, come quella di tutti gli esseri viventi. Ripeto, la legge va seguita e, se occorre, migliorata da chi ne ha responsabilità e competenza, cioè la comunità scientifica.
Alle autorità il compito di trovare i mezzi idonei per poterla rafforzare e realizzare. 14 Per queste semplici considerazioni sono contro la moratoria dell'aborto. Credo, infine, che tutti i signori Consiglieri, presenti in questo civico consesso, siano per il trionfo della vita, per chi la dona e per chi la riceve.
Grazie.