Persona · attività documentata

Luigi Osti

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
458
Sedute con interventi
100
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

ConsigliereDal 3 luglio 2006 al 24 gennaio 200843 osservazioni documentali
AssessoreDal 14 febbraio 2008 al 1 aprile 201159 osservazioni documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

1 aprile 2011

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

6 interventi
Intervento n. 100
Pagine 29–30
Punto 4

Piano Urbanistico Attuativo del comparto “ex piscina Comunale

Assessore

Leggi intervento

Grazie, Presidente. Se l’Aula è disponibile, io presenterei questa deliberazione, facendomi aiutare… chiedo anche la presenza dell’Ingegner Moscardi -venga, Ingegnere, qua ai tavoli della Giunta- perché la deliberazione è abbastanza, come dire, complessa nell’illustrazione. Perché questo Piano Attuativo è un piano che deriva da un accordo, sottoscritto dall’Amministrazione precedente, dell’allora Giunta Avezzù, del Project Financing della piscine, del cosiddetto polo natatorio.

La complessità, ecco, della realizzazione è bene che venga, come dire, illustrata su elementi squisitamente tecnici, perché le discussioni politiche su quel project financing sono discussioni che hanno coinvolto abbondantemente nel passato la passata Amministrazione, hanno coinvolto la città; ci sono state discussioni su favorevoli e contrari che tuttora permangono, ma che nulla influiscono sugli aspetti squisitamente normativi che bisogna mettere in evidenza nel momento in cui ci sono delle decisioni assunte dal Consiglio Comunale, non importa quale, quello prima di questo o questo, delle convenzioni sottoscritte!

E quindi sono impegni amministrativi che l’Amministrazione Comunale deve soddisfare. Per cui, ecco, io invito l’Aula a soprassedere alle discussioni di carattere politico, perché ribadisco e ripeto che queste hanno avuto modo di esprimersi già abbondantemente nel momento in cui si assunse la decisione di approvare il Project Financing.

Vi prego, invece, di concentrarvi sulle questioni squisitamente tecniche, ed è per questo che con me oggi sul tavolo della Giunta ci sono i tecnici che hanno, come dire, predisposto il Project Financing che l’hanno curato, che ne hanno formato un documento amministrativo, che l’hanno convenzionato, ed è proprio su questi termini che bisogna, come dire, sviluppare la nostra discussione.

Quindi io, Presidente, nella fase di illustrazione… Io, proprio per avere il quadro generale, io limiterei il mio intervento a queste considerazioni propedeutiche alla discussione, per poi ovviamente, in fase di conclusione, esprimere le opinioni dell’Amministrazione Comunale, e quindi darei la parola ai tecnici che illustreranno un po’ il percorso, soprattutto gli impegni che noi abbiamo, e poi anche la deliberazione che questo Consiglio Comunale deve assumere nell’ambito dell’approvazione del progetto attuativo che la nostra Giunta ha approvato, che è stato pubblicato per 30 giorni, che ha ricevuto delle osservazioni, che queste osservazioni sono state contro dedotte e che saranno oggetto, ovviamente, di discussione da parte di questo Consiglio Comunale.

Ecco, io mi fermo e l’ingegner Moscardi è andato in Ufficio a prendere il fascicolo del Project Financing per essere, come dire, più esauriente possibile nell’illustrazione del percorso che ha governato questa deliberazione, in modo tale che la discussione si possa svolgere su fatti squisitamente tecnico/amministrativi. Ribadisco la mia personale convinzione che gli aspetti politici su questa vicenda sono stati ampiamente sviluppati e le posizioni di tutti sono ampiamente conosciute.

Io, Presidente, darei la parola ovviamente all’Architetto Ronsisvalle, che ha fatto, ha partecipato alla definizione delle controdeduzioni, alla Dottoressa Gasparetto, all’Architetto Pugina ma soprattutto all’Ingegnere Moscardi, che è proprio la linea di congiunzione tra il Project Financing presentato ed approvato dalla Giunta precedente, dalla Giunta Avezzù, e che è stato da noi portato 30 a compimento e che oggi vede la conclusione, attraverso l’approvazione del progetto attuativo, di un percorso che l’Amministrazione deve compiere.

Ecco, l’ingegner Moscardi adesso vi illustrerà nelle linee essenziali quali sono gli impegni che l’Amministrazione si è assunta nell’approvazione del Project Financing. Prego, Ingegnere.

Intervento n. 148
Pagine 46–47
Punto 4

Piano Urbanistico Attuativo del comparto “ex piscina Comunale

Assessore

Leggi intervento

Grazie, Presidente. Sapevo io questa mattina, quando ho presentato questa deliberazione, che l'aspetto politico avrebbe superato abbondantemente le questioni di carattere squisitamente tecnico. Perché oggettivamente… Tant'è… faccio riferimento all'intervento del Consigliere Zanforlin, l'ho scritto sulla stampa, quando abbiamo fatto la conferenza stampa della presentazione della Delibera di Giunta, ho detto con chiarezza: “Condivido pienamente l'intervento del Consigliere Giulio Zanforlin”.

Ho aggiunto però quello che ha aggiunto anche il Consigliere Zanforlin che, proprio perché questa è un'Amministrazione responsabile, andiamo fino in fondo, come portatori di responsabilità e come portatori di responsabilità ci assumiamo la responsabilità di non bocciarlo questo provvedimento. Questo è il ragionamento politico che ha detto il Consigliere Boniolo, a cui ha fatto riferimento il Consigliere Masin!

Quello che però sfugge, anche in chiave politica, e quindi non solo in chiave tecnica, e io da questo punto di vista devo richiamare il Consiglio Comunale, è che molte volte si confonde il lavoro della III Commissione Consiliare come lavoro tecnico che fa però una Commissione di questo Consiglio Comunale. Quindi, una Commissione che ha espressione squisitamente politica! Perché la III Commissione molto spesso assume anche connotati di valenza tecnica?

Perché noi abbiamo la fortuna di avere all'interno della Commissione un Consigliere Comunale che si esprime con quella veste, solo con quella veste; abbiamo la fortuna di avere un 47 Consigliere Comunale che ha anche delle competenze tecniche, per cui ci aiuta nella comprensione dell'aspetto anche tecnico. Ma io devo ricordare a questo Consiglio Comunale che i tecnici di questo Comune non ci chiamano Placido Maldi, ma si chiamano: Architetto Ferlin, Ingegner Moscardi e quanti altri! (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 149
Pagine 47–48
Punto 4

Piano Urbanistico Attuativo del comparto “ex piscina Comunale

Assessore

Leggi intervento

Spiegherò anche questo, Consigliere Zangirolami! Se ha pazienza, le si spiegherò anche questo, se ha la capacità di capire! Però stia lì calmo un attimo che arrivò anche a questo!

Questo è, come dire, l'elemento di natura politica. Noi molto spesso rischiamo di confondere qual è il nostro ambito, l'ambito in cui possiamo esprimere le nostre opinioni, e l'ambito invece che è squisitamente tecnico, sul quale noi dobbiamo avere il supporto dell'apparato tecnico.

Quando questa mattina ho richiamato il Consiglio Comunale a voler valutare la questione in chiave tecnica, non dicevo che bisogna valutare quanto tratto di fognature è fatto, perché questo è un elemento che riguarda la valutazione di carattere tecnico, che l'architetto Roncisvalle poi dopo vi dirà con precisione! Dal punto di vista della procedura, la procedura ha avuto il suo, come dire, iter regolare. E’ un Piano attuativo.

I Piani attuativi debbono essere presentati, valutati dal punto di vista tecnico, relazionati alla Giunta Comunale, approvati, adottati dalla Giunta Comunale, pubblicati per 30 giorni per valutarne le osservazioni, controdedurre sulle osservazioni, valutazione finale con l'approvazione da parte del Consiglio Comunale. Questa è procedura. Quindi, questa delibera non nasce ieri mattina, per cui oggi la dobbiamo votare.

Questa delibera è a conoscenza di questa città da almeno due mesi! Almeno due mesi! Con tutto il tempo per tutti, per tutti, per farne analisi, approfondimenti, valutazioni e di fare anche osservazioni; cosa che ha fatto regolarmente un Comitato e che ha fatto regolarmente il cittadino Placido Maldi.

Allora, non si venga a dire che queste cose sono sconosciute. Queste cose sono fatte alla luce del sole, con la procedura che è tipica dei Piani attuativi, e che necessariamente ha questo tipo di attività.

Continuo: questo piano attuativo è, a differenza dei Piani attuativi delle lottizzazioni classiche, è un piano attuativo che trova la sua origine all'interno di un project financing; essendo all'interno del project financing, bisogna ricondursi al momento in cui quel project è stato presentato (2003), e quel project è stato votato con le conseguenze che, quella convenzione votata, andava a produrre. Che conseguenze ha prodotto quel project?

La conseguenza principale è che -e qui altro elemento di natura politica- una delle conseguenze era che chi ha predisposto quel project e quella convenzione, probabilmente ha un po' sottovalutato le situazioni, impegnandosi con la sottoscrizione a formalizzare un piano attuativo, udite, udite, entro 35 giorni dal momento in cui veniva approvato il project. Voi capite che, un mese dopo l'approvazione del project, già si era fuori dagli impegni che si erano assunti davanti al notaio con la firma della convenzione.

Se noi siamo arrivati in questo momento, ci siamo arrivati proprio perché il Piano attuativo, c’è stato presentato dal proponente, c’è stato presentato in dicembre e noi, proprio perché legati alla convenzione sottoscritta, abbiamo dato avvio alle procedure di approvazione, sapendo che con quella convenzione del 2003 c’eravamo impegnati a acquistarci l'area se non avessimo approvato un Piano attuativo. Ecco perché siamo arrivati a questo Consiglio all'ultimo minuto, senza passare per le procedure di Commissione.

Altro elemento: la questione della viabilità su Viale Porta Adige. Anche questo elemento, sollecitato da Placido, dall'Ingegner Maldi, dal Consigliere Maldi, e che condivido pienamente, condivido pienamente, anche la Giunta condivide pienamente, dove sta la questione? Maldi ha ricordato al Consiglio che su Viale Porta Adige insiste il Piruea Zarattini, il Piruea Molini Polesani, l'individuazione delle aree di programmi di edilizia residenziale pubblica su Via Goldoni.

48 Allora, questa… queste decisioni da chi sono state assunte, cari Consiglieri Comunali, amici e colleghi? Sono tutte decisioni fatte prima di noi, prima di questa Amministrazione, prima di questo quinquennio. E, non a caso, nel quinquennio precedente sono state contestate.

E come potevamo contestare quelle e non contestare questa! Lo facciamo allo stesso modo: contestiamo che la grande volontà espressa dal centrodestra prima di noi, di concedere volumetria che insisteva su Viale Porta Adige, era un problema notevole! Questo problema viene aggravato dal PUA ex Baldetti, ma guardate bene che il PUA ex Baldetti, è quello che sulla viabilità condiziona meno di tutti, perché ricordo a questo Consiglio che lì non c’era una casa cantoniera!

Lì c'era una piscina frequentata e la gente ci andava in macchina e le macchine si fermavano davanti alla piscina e entravano e uscivano davanti alla piscina. Quindi, dal punto di vista del carico urbanistico, come si dice in termini tecnici, quel sito non carica di più di Zarattini 36.000 metri cubi dove non c'era niente, dell'ex Molini Polesani, 60-70000 metri cubi dove c'è… non c'era niente! Ecco, questo è uno degli ulteriori elementi di riflessione politica che il Consiglio Comunale deve fare.

Ultimo elemento: la questione del polo natatorio. Io penso che la Giunta Avezzù abbia sbagliato a fare il polo natatorio in Tassina; lo penso, l'ho detto, lo ribadisco, non ho problemi a ribadirlo. Però, onestà intellettuale vuole che si debbano dire tutte le cose, le cose come stanno!

Il polo natatorio della piscina Baldetti, costava a questa Amministrazione circa € 600.000 l'anno per il suo funzionamento. Questo polo natatorio era oggettivamente un problema, dal punto di vista economico per la nostra comunità, perché un servizio che costi così tanto era uno dei temi che dovevano essere all'attenzione ad una Pubblica Amministrazione seria, capace ed attenta.

Per cui l'origine della volontà dell'Amministrazione di fare un project financing che risolvesse, che caricasse meno sul servizio pubblico della nostra comunità, era un elemento giusto! Il fatto di far spendere meno alla nostra comunità per far funzionare le piscine era un elemento giusto. Dov'è che è stato sbagliato?

Metterlo in una situazione dove viabilità proprio non ce n'era, per tentare di accorpare una piscina che c'era stata regalata da una famiglia rodigina molto importante, ma che aveva fatto una piscina soprattutto per scopi… filantropici, ma l'aveva fatta nel suo terreno, sotto un cavalcavia con… Per cui le questioni… (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 150
Pagina 48
Punto 4

Piano Urbanistico Attuativo del comparto “ex piscina Comunale

Assessore

Leggi intervento

Allora, il Consigliere Zangirolami -perché rimanga a verbale- suggerisce all'Assessore l’intervento che avrebbe dovuto fare! L'Assessore ribadisce che fa l'intervento che ritiene più opportuno, perché il Consiglio Comunale capisca di che cosa stiamo… su che cosa stiamo lavorando, su che cosa è chiamato ad esprimersi. S Se il Consigliere Zangirolami non è d'accordo, lo dirà poi in fase… (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 151
Pagina 48
Punto 4

Piano Urbanistico Attuativo del comparto “ex piscina Comunale

Assessore

Leggi intervento

E, sempre perché rimanga a verbale, il Consigliere Zangirolami, come voce fuori campo, continua a insistere su una risposta che lui si sarebbe voluto sentir dire! Io una risposta di questa natura non gliela do. (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 152
Pagine 48–49
Punto 4

Piano Urbanistico Attuativo del comparto “ex piscina Comunale

Assessore

Leggi intervento

49 Benissimo! Ed io penso… Io posso… Posso considerare come risposta il mio intervento? Penso di sì!

E, comunque sia, il mio intervento ha voluto rendere edotto il Consiglio Comunale di qual è stato l’iter procedurale, di qual è stata, come dire, la genesi di questo intervento e come si è portato all'attenzione del Comune. Quello che, secondo il mio modo di vedere, resta da -come dire- da controdedurre, sono le osservazioni che sono state prodotte alla delibera di Giunta, approvata dalla Giunta e resa pubblica da questo punto di vista, proprio perché sono questioni di natura squisitamente tecnica.

Io cedo la parola, Presidente, all'Architetto Ronsisvalle che ha controdedotto le osservazioni prodotte dai cittadini.

Per il resto credo che… Chiudo questo intervento facendo appello ai Consiglieri, a tutti i Consiglieri, perché diano il loro consenso con le variazioni che riterranno eventualmente di presentare anche con emendamenti, diano il loro consenso a questo Piano attuativo, soprattutto perché per come uno degli ultimi atti che svolgerà questo Consiglio Comunale, dimostrino ancora una volta la grande maturità e la grande capacità di assumere delle deliberazioni, in continuità con quanto è stato presentato e fatto dalla Giunta precedente, anche se non era condivisa.

Grazie.

24 marzo 2011

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

4 interventi
Intervento n. 61
Pagina 13

Consiglio Comunale del 2011-03-24

Assessore

Leggi intervento

Grazie, Presidente. Grazie al Consigliere che ha fatto l'Interrogazione. Io non faccio commenti sulla bontà dei lavori eseguiti sulla Via Don Aser Porta; mi pare buona l'idea di migliorare la viabilità per mettere in sicurezza il centro di Sant’Apollinare.

Faremo studiare al Comando della Polizia Municipale la proposta di viabilità così come lei la propone e, qualora il Comando della Polizia Municipale ritenga migliorativa la viabilità così come modificata, non abbiamo nessuna difficoltà ad aderire all'invito che lei formula. C'è la necessità di fare uno studio sia sui carichi viari, sia sulle difficoltà operative di fare delle svolte a sinistra quando ci si incontra e si ritorna su Via Don Aser Porta.

Quindi lì la questione la dobbiamo valutare con i tecnici appropriati. Grazie.

Intervento n. 89
Pagine 23–24
Punto 4

Variante parziale del Piano Generale ex art. 50, c. 4, lett. L), L.R. n. 61/85 di modifica degli Artt. 25 - 26 - 35 del Regolamento Edilizio Comunale - Adozione

Assessore

Leggi intervento

Grazie, Presidente. Mi dispiace che non sia presente il Consigliere Magaraggia, perché questa sera si porta a compimento una delle battaglie che lui ha svolto, secondo lui, per la messa in trasparenza degli atti amministrativi. Perché ho voluto o presentarla io questa deliberazione e non farla presentare al Dirigente?

Perché ritengo che questa sia una delibera che ha un connotato squisitamente politico e quindi non è come le due precedenti che erano delibere di carattere squisitamente tecnico, ma questa è un’espressione di volontà politica che ha avuto questo Consiglio Comunale. Questo Consiglio Comunale che ha dato all’Assessorato l’indicazione e la strada su cui formulare una modifica del Regolamento Edilizio.

Per la verità sono state fatte due modifiche al Regolamento Edilizio, una -ripeto- su sollecitazione del Consigliere Magaraggia; l’altra, invece, su sollecitazione del Consigliere Fiorenzato. E la modifica di questo Regolamento, del Regolamento Edilizio, tiene conto proprio delle sollecitazioni che sono state portate. La prima modifica è a seguito di un deliberato del Consiglio Comunale, che indica le modalità con cui accertare le agibilità che vengono date.

Voi sapete che ancora con i Decreti Bassanini si è dato molta responsabilità ai Direttori dei Lavori, per cui le attestazioni di corretta esecuzione dei lavori, secondo i dati progettuali, vengono attestate dai Direttori dei Lavori. Il voto del Consiglio Comunale, invece, ci ha detto: “Bene questa strada, perché è una norma di legge, però di tanto in tanto è bene che il Comune faccia dei controlli e delle verifiche, per evitare che ci siano degli abusi”.

Sempre su sollecitazione del Consiglio Comunale sono state introdotte delle modalità all’interno del Regolamento, per individuare, con l’estrazione a sorte, una ogni 10 agibilità concesse. Su queste gli uffici faranno le verifiche.

Allora le modalità di estrazione a sorte saranno pubbliche; mi piacerebbe che almeno alla prima fosse presente il Consigliere Magaraggia, anche per dargli la soddisfazione necessaria e se, come io mi auguro e sono convinto che sarà così, se il percorso di verifica da parte degli Uffici confermerà quanto dichiarato dai Direttori dei Lavori, si darà l’agibilità a questo… a questa richiesta. La seconda, invece, modifica al Regolamento, si riferisce ai lavori in quota.

E i lavori in quota, cioè i lavori sui tetti che vengono normati secondo un’indicazione che viene formulata non solo dagli Uffici del Lavoro, ma anche da l’Anci; l’Anci ci ha mandato una sollecitazione di modificare il Regolamento Edilizio, guarda caso entro il 31 di marzo di quest’anno, noi arriviamo proprio in tempo utile!

I lavori in quota debbono avvenire con alcune metodologie di ancoraggi ai supporti, in modo tale che gli operatori non siano liberi di lavorare all’interno, sopra i coperti, con autonomia, ma che siano sempre ancorati. Ecco, noi recepiamo sostanzialmente l’indicazione che ci viene formulata dall’Aci e la inseriamo all’interno del nostro Regolamento Edilizio. 24 Ecco, queste due sostanziali modifiche sono quelle che portiamo all’attenzione del Consiglio per le quali noi abbiamo avuto una discussione in Commissione.

La Commissione si è espressa favorevolmente a maggioranza, con l’astensione mi pare del Consigliere Placido Maldi, che mi auguro voglia portare il contributo, il suo contributo alla discussione dell’Aula, per poi farlo diventare un parere favorevole anche il suo. Vi ringrazio.

Intervento n. 93
Pagina 25
Punto 4

Variante parziale del Piano Generale ex art. 50, c. 4, lett. L), L.R. n. 61/85 di modifica degli Artt. 25 - 26 - 35 del Regolamento Edilizio Comunale - Adozione

Assessore

Leggi intervento

Sì, l’argomento ribadito dal Consigliere Maldi è stato, come dire, oggetto di discussione già da parte della Commissione e oggettivamente dovrebbe essere così la procedura. L’inizio lavori di ogni cantiere deve essere, dovrebbe essere -come dire- individuato e certificato dagli Uffici. Questo...

Però, perché il legislatore dà la possibilità che questo inizio di lavori sia certificato dal Direttore Lavori? Perché il legislatore si è reso conto che le capacità operative e d’intervento degli enti locali sono estremamente… sono ridotte. Il Consigliere Maldi nel suo intervento mi ha suggerito la risposta.

Per inciso informo il Consiglio Comunale che all’Urbanistica sono andati in pensione quattro tecnici che non sono stati sostituiti. Se noi dovessimo fare l’inizio lavori per tutti i cantieri che si aprono, dovremmo avere un ufficio ad hoc attrezzato, che ci metterebbe ulteriormente in crisi per quanto riguarda proprio la gestione fisica delle pratiche.

E quindi dobbiamo trovare le forme per… ed è in questo che c’è stata… c’è l’articolo 25, dobbiamo trovare le forme perché l’interesse del Comune sia rivolto agli edifici più significativi. E su questo termine c’è una differenza di valutazione e di discussione, no! Qual è l’edificio significativo?

È evidente che l’edificio significativo nell’ambito, nell’accezione più semplice dei termini, è un edificio che ha una consistenza volumetrica abbastanza impegnativa. Ma lo è anche un edificio significativo che si collochi all’interno di porzioni di città abbastanza sensibili. Faccio riferimento all’eventuale… al centro storico, ai centri storici, perché -ripeto- anche le frazioni hanno il loro centro storici.

Situazioni particolarmente difficili dal punto di vista del degrado. Ecco, su alcuni di questi, sugli elementi più significativi è evidente che il Comune farà uno sforzo notevole per poter già intervenire a livello d’inizio lavori. Per quanto riguarda, invece, il proseguono è evidente che il Comune è garantito dalla capacità dei Direttori dei Lavori e dalla loro onestà deontologica.

Questo oggi diventa uno degli elementi che andremo a verificare a campione. Con la modifica che facciamo al Regolamento Edilizio, noi diamo credito, contribuiamo a dare credito alla bontà delle classificazioni dei Direttori dei Lavori, ma a campione e per gli edifici più significativi faremo i controlli.

Da questo punto di vista, ecco, credo che diamo delle garanzie di bontà di operare e anche diamo l’opportunità alla forma, perché la nostra comunità sia garantita dalla… Mi pare di avere, come dire, risposto alla perplessità che continua del Consigliere Maldi. ma ciò non toglie che io chiedo all’Aula di dare l’avvio a questa nuova modifica, visto che è un’adozione, poi il prossimo Consiglio Comunale dovrà approvare definitivamente, in modo tale che già da adesso si cominci ad operare. Grazie.

Intervento n. 112
Pagine 33–34
Punto 5

Approvazione Piano delle alienazioni 2011, ai sensi e per gli effetti dell’Art. 58, D.L. 25.06.2008, convertito in legge 6 agosto 2008, n. 133

Assessore

Leggi intervento

Chiedere le sintesi a me… però ci provo! La questione dell’ex Vigili del Fuoco, la questione dell’ex Vigili del Fuoco perché non è in disponibilità alla vendita? Perché il comparto, l’ex caserma dei Vigili del Fuoco è inserita in un comparto che necessita di un’attentissima analisi, come dire, urbanistica prima di essere ceduta.

Cedere o mettere in vendita, alienare la sola superficie dell’area dei Vigili del Fuoco può essere un rischio urbanistico estremamente significativo.

Allora la decisione che è stata assunta ancora da questo Consiglio Comunale nell’approvazione del bilancio scorso, vi ricordo, ricordo anche al Consigliere Zanforlin che il mandato del Consiglio Comunale, nel Bilancio dell’anno scorso, era quello di finanziare dei concorsi di idee per fare un progetto generale dell’area, in modo tale da ottenerne una significativa collocazione urbanistica.

Ricordo al Consiglio che l’area ex Vigili del Fuoco è dirimpettaia all’attuale sede della Questura che si sta trasferendo, che è dirimpettaia alla sede del Liceo Classico Celio, che si colloca all’interno delle centro di riqualificazione strutturale della Piazza Duomo e che quindi necessita di una valutazione urbanistica estremamente impegnativa. 34 Se noi avessimo avuto le risorse per farne un progetto generale, probabilmente l’avremmo fatto!

Noi siamo in una situazione, come avete già avuto modo di vedere e come vedrete nel prossimo Consiglio Comunale, le risorse, così come hanno detto i colleghi, sono estremamente ridotte e diventa difficilissimo muoversi in una contesto di pianificazione generale che, come voi sapete, è un contesto abbastanza impegnativo dal punto di vista economico. Però, alienare quell’area senza che ci sia un progetto urbanistico definito, diventa un elemento certamente di perplessità e di difficoltà.

Ecco perché l’area abbiamo ritenuto debba essere ancora in dotazione al patrimonio del Comune, per poi eventualmente, dopo aver fatto il progetto generale, essere messa eventualmente anche a disposizione. Per quanto riguarda, io non voglio chiudere… voglio chiudere con una nota leggermente polemica nei confronti del Consigliere Zangirolami, perché mi manca, io sento proprio il bisogno fisico di avere questa… La questione dell’alienazione del Piazzale Di Vittorio: è facile dire che l’abbiamo ereditata.

E’ facile dirlo! E’ troppo facile! Io mi auguro che il Consigliere Piscopo e il Consigliere Avezzù, allora Assessore all’urbanistica e Sindaco, non abbiano ascoltato l’intervento, e ho notato che non lo ascoltavano proprio, finché c’era l’intervento.

Allora i 23.000 m³ messi su Piazzale Di Vittorio è una decisione, per la verità necessitata da parte della Giunta Avezzù, che ha chiesto il cambio di destinazione d’uso dell’area e che poi, accorgendosi che probabilmente c’erano dei problemi, ne ha ridotto le volumetrie. Io non faccio nessuna polemica.

Però la decisione di alienare l’area con quella cubatura è una decisione che noi abbiamo ereditato e che adesso, grazie al frazionamento che è stato individuato dai nostri Uffici, tiriamo fuori una parte che noi consideriamo anche che abbia un valore e un significato architettonico. Mi fermo qui perché il Presidente mi sta sollecitando, ma potrei intrattenere l’Aula per ore su questo argomento. Grazie.

16 marzo 2011

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 52
Pagina 17
Punto 7

Approvazione aliquota dell’Imposta Comunale sugli Immobili - ICI per l’anno 2011

Assessore

Leggi intervento

Sì, grazie Presidente. L’emendamento ha certamente una sua intrinseca positività, però… ed è tecnicamente come ha detto la Dottoressa Cittadin, è tecnicamente possibile! Però noi abbiamo depositato il Bilancio costruito con particolare sofferenza e con difficoltà notevoli di chiusura.

Con quest’emendamento, che mi dicono costare circa 50.000 euro, noi ci troveremmo in una situazione estremamente complicata per riconfezionarlo il Bilancio di previsione depositato, con ovviamente sacrifici che si trasferiscono in altri capitoli di Bilancio.

Per cui, ecco, l’appello che, a nome della Giunta rivolgo al Consiglio, è quello di valutare con molta attenzione l’ipotesi di modifica del Bilancio già depositato, perché questo ci metterebbe in consistente difficoltà nell’individuare quali altri capitoli dovere… su quali altri capitoli dover intervenire, a scapito probabilmente di servizi che sono stati ritenuti indispensabili nel momento in cui sono state chiuse le poste di Bilancio con il deposito.

Per cui, ecco, io faccio appello, come dire, alla vostra intelligenza e alla vostra disponibilità, per fare in modo che, se si dovesse anche approvare quest’emendamento, ci sia la possibilità anche già da adesso di individuare quali altri tagli dobbiamo fare per poter soddisfare questa esigenza. Grazie.

Intervento n. 83
Pagina 25
Punto 4

Verifica e determinazione prezzo aree e fabbricati da cedere in proprietà o in diritto di superficie - anno 2011

Assessore

Leggi intervento

Sì, come è scritto nella delibera, questi soldi sono inseriti in un Fondo di rotazione, quindi sono oggettivamente, obbligatoriamente iscritti al Bilancio, come tutte le entrate e le uscite sono iscritte al bilancio, però diventano funzionali solo al Fondo di rotazione, in modo tale che si incassa per fare la stessa cosa. Quindi non è possibile, questi soldi, spenderli in modo diverso, ecco. Tanto per essere chiari!

Intervento n. 85
Pagina 25
Punto 4

Verifica e determinazione prezzo aree e fabbricati da cedere in proprietà o in diritto di superficie - anno 2011

Assessore

Leggi intervento

Son state due Commissioni, la III commissione e la I, si sono congiunte. Allora, in I Commissione i voti a favore sono stati 3, contrari nessuno e astenuti 1; nella III Commissione, i voti a favore sono stati 3, voti contrari nessuno, le astensioni sono state 2, Zangirolami e Borgato nella III Commissione e Paron nella I Commissione.

7 marzo 2011

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

5 interventi
Intervento n. 24
Pagina 6
Punto 2

Variante al P.R.G. ex art. 50, comma 3 L. R. n. 61/1985 - Tangenziale Ovest - Adozione

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente. Buonasera a tutti. La delibera, che è all'Ordine del giorno, ha come oggetto quello di rendere compatibile un tracciato della cosiddetta Passante Ovest, in particolare per quanto riguarda il raccordo con Via Forlanini, inoltre, rendere compatibile con il nostro Piano Regolatore la viabilità accessoria per quanto riguarda sempre gli innesti su questo asse viario.

Arriviamo alla discussione in Consiglio Comunale dopo un buon lavoro fatto in Commissione. In Commissione ci siamo stati più volte, abbiamo, come dire, progressivamente realizzato delle proposte alternative a quelle che sono state formulate da Veneto Strade, in particolare per quanto riguarda il raccordo del Passante Ovest con la zona di San Pio X.

La zona di San Pio X che, come voi ben sapete, ha una viabilità, in particolare la zona di Via Mascagni e il termine di Via Mascagni, ha una viabilità abbastanza problematica perché ha l'unico accesso su via Amendola.

Con le proposte che sono state elaborate dalla Commissione, e che io, se non lo farà il Presidente della Commissione le presenterò io, ma mi auguro che il Presidente della Commissione lo faccia, le proposte che fa la Commissione sono sostanzialmente di raccordare al Passante la viabilità di Via Mascagni e di Via Gallani, in modo tale da evitare che ci siano -come dire- conflitti di incroci a raso.

Il lavoro -ripeto- della Commissione è stato molto utile, siamo partiti dall'analizzare il percorso, così come c’era stato proposto da Veneto Strade; sulla proposta si è innestata una proposta del Consigliere Maldi, che è stata oggettivamente posta come migliorativa della proposta.

La proposta del Consigliere Maldi, formulata in Commissione, è stata confrontata con i vertici di Veneto Strade, in particolare con l'Ingegnere Romanini, che ci ha suggerito un ulteriore compromesso tra quanto era previsto nel disegno originale, e quanto proponeva la Commissione.

Il tracciato, così modificato, è stato acquisito come modifica, come emendamento alla delibera; questo emendamento è stato votato in Commissione a favore da quattro Consiglieri Comunali, tre si sono astenuti, e sostanzialmente tutti hanno condiviso questo nuovo innesto.

Per cui, per quanto riguarda il Consiglio Comunale, adesso siamo di fronte, sostanzialmente, alla proposta originaria di Veneto Strade, fatta propria dalla Giunta e portata in Commissione; l'emendamento proposto all'interno dei lavori della Commissione, che è stato votato, praticamente, all'unanimità, è stato votato come proposta di emendamento.

Io suggerisco, ecco, che il Presidente della Commissione magari illustri l'emendamento, in modo tale da acquisire anche la proposta della Commissione come elemento da votare all'interno del Consiglio Comunale. Ecco, io mi fermerei qui. Ovviamente siamo disponibili, sia io che l'architetto Ferlin, a dare tutte le delucidazioni del caso, e a verificare insieme le eventuali ulteriori soluzioni.

Grazie Presidente e grazie a tutti voi.

Intervento n. 30
Pagine 7–8
Punto 2

Variante al P.R.G. ex art. 50, comma 3 L. R. n. 61/1985 - Tangenziale Ovest - Adozione

Assessore

Leggi intervento

Sì.

Allora quella che vedete è una tavola di inquadramento generale del progetto -vediamo di metterla un po' più piccola, in modo tale da vederla, ecco- complessivamente il progetto parte da qui, quindi questa è Via Forlanini; questo è il nuovo viale che abbiamo denominato nella Commissione toponomastica come Viale Sandro Pertini, e che sarà inaugurato quanto prima; questa è la rotatoria, poi vediamo bene nel dettaglio; dalla rotatoria di Via Forlanini ci si innesta lungo questo tratto, fino ad arrivare ad incrociare… questa è Via Mascagni -vedete- questa è via Mascagni, la strada poi prosegue, va su, fino ad arrivare a raccordarci su Via Amendola e poi vediamo nel dettaglio.

Le opere previste sono quelle del rifacimento di tutto questo tratto su Via Bellini e di tutto questo tratto su Via Dante Gallani, con il raccordo su Via Mascagni, e il raccordo di Via Mascagni in prosecuzione su una rotatoria sul Passante Ovest. Questo è in linea generale il progetto.

Per quanto riguarda il dettaglio, vedete, questa è Via Amendola, questa è la rotatoria già esistente, e che in parte… questa è Via Lina Merlin, questo è il tratto di arrivo che arriva fino a Via Bellini, e quest'altro pezzo… vedete, questa è Via Dante Gallani, perché la proposta prevede questo passaggio, l'innesto su Via Mascagni, con una rotatoria, un incrocio a raso, qui vedete, e poi l'innesto sul Passante Ovest in questa zona, per arrivare a Via Forlanini.

La mezza rotatoria esistente, che viene raddoppiata, fatta la rotatoria. 8 Questo è quanto è il progetto. Adesso vi faccio vedere la proposta che venne fatta dal Consigliere Maldi.

La proposta del Consigliere Maldi -ecco, vedete- questa è Via Dante Gallani, e questa è Via Mascagni…-no, è capovolta, aspetta che la giro, devo farla girare-. Allora, questo è quello che è previsto dal progetto, questo e questo, l'innesto su Via Mascagni e l'innesto poi sulla Tangenziale.

Il Consigliere Maldi -utilissima la sua collaborazione all'interno del lavoro di Commissione, perché ha messo a frutto il fatto di essere membro di questo Consiglio Comunale, ma anche di essere un tecnico specialista proprio di queste cose qui- il Consigliere Maldi ha fatto questa proposta, sostanzialmente. Su questa proposta, che è stata presentata a Veneto Strade, si è innestata una proposta di mediazione, sostanzialmente; e la proposta di mediazione è questa tratteggiata in nero.

Vedete: si elimina questo incrocio a raso, viene tirato via, la strada scende leggermente, si è in piano su questa rotatoria, per poi proseguire su Via Dante Gallani. La rotatoria di Via Mascagni rimane praticamente dove era prevista, leggermente spostata in avanti da dove era prevista dal Piano di Veneto Strade, e poi la prosecuzione per arrivare ad innestarsi sul Passante Ovest.

Ecco, sostanzialmente, questo è stato il lavoro fatto dalla Commissione: siamo partiti dal disegno di Veneto Strade; dal disegno di Veneto Strade si è inserita la proposta Maldi; la Commissione l'aveva vista questa proposta, io sono andato a verificare con Veneto Strade la disponibilità a modifica del tracciato. Veneto Strade ha dato la sua disponibilità a questo tipo di tracciato.

Questo tipo di tracciato deve essere proposto come emendamento alla deliberazione; la volontà di fare emendamento, di presentare questo emendamento, è stato votato all'unanimità dalla Commissione. La delibera, così modificata invece, ha trovato quattro voti a favore e tre astensioni, per poi, comunque, arrivare alla discussione in Consiglio Comunale. Mi pare, ecco di… Per il resto il tracciato è quello che era previsto, sostanzialmente.

Sono a vostra disposizione.

Intervento n. 34
Pagina 10
Punto 2

Variante al P.R.G. ex art. 50, comma 3 L. R. n. 61/1985 - Tangenziale Ovest - Adozione

Assessore

Leggi intervento

Le strade che vengono spostate bisogna che Veneto Strade si impegni a farne il ripristino, perché sennò, se questa strada… adesso, ovviamente, noi non ragioniamo su questo, ma su questo, questa strada qui che viene abbandonata sostanzialmente, questa strada qui, non può essere lasciato un pezzo di asfalto sull'argine dell’Adigetto, ma deve essere messa, ripristinata completamente. Questa è una delle cose che abbiamo detto, sostanzialmente. Chiaro?

Intervento n. 61
Pagine 19–21
Punto 2

Variante al P.R.G. ex art. 50, comma 3 L. R. n. 61/1985 - Tangenziale Ovest - Adozione

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente, grazie a tutti. 20 Tenterò di dare il più possibile un quadro, compendiare gli interventi in una risposta il più possibile chiara. Partiamo dalle due richieste fatte dal Consigliere Nonnato.

Perché non è percorribile, secondo Veneto Strade ed anche secondo il modo di vedere, pensato in Commissione, la proposta di Maldi, perché si raggiunge… Con la proposta che lei vede in questo momento proiettata, si raggiunge lo stesso obiettivo di salvaguardare gli incroci a raso, ma con un risparmio consistente di territorio da espropriare.

Lei, vede, c’è tutta questa parte, sostanzialmente tutta questa parte che verrebbe -questa è la proposta Maldi- che verrebbe, dovrebbe essere espropriata per ottenere lo stesso risultato. Ovviamente questa è una soluzione certamente interessante, che però necessita di un notevole spreco di territorio.

Per quanto riguarda, invece, la proposta che è stata formulata e che ho confrontato anche con l’Ingegner Romanini per Veneto Strade, si raggiunge lo stesso obiettivo di svolgere il traffico in sicurezza e costruire anche le vasche di laminazione, a cui faceva riferimento prima l’Ingegner Maldi, anche in questo ambito, risparmiando territorio. Queste aree attualmente sono aree agricole e quindi non sono aree edificabili in questo momento.

Lei sa però che il PAT ha definito alcuni progetti complessi, in particolare anche in zona… in questa zona. Veniamo alle questioni di natura più squisitamente politica, così come le definisce il Consigliere Zangirolami, il Consigliere Avezzù, il Consigliere Bedendo ed il Consigliere Borgato. È evidente che la questione della pianificazione generale delle opere è un elemento molto, molto significativo, e che dovrebbe trovare la partecipazione del Consiglio Comunale in una progettazione ampia.

Allora, queste operazioni ovviamente non si fanno quando si analizzano progetti preliminari o progetti definitivi o progetti esecutivi di opere. Queste opere, cioè questo inquadramento di carattere generale, si fa generalmente quando si studiano, si presentano e si approvano i Piani Urbanistici Generali.

Questi Piani Urbanistici Generali sono stati, in questa nostra Amministrazione, sono stati la discussione del Piano Regolatore negli anni ‘90 la discussione sul PAT fatta da due anni… ormai da due anni fa, quando abbiamo adottato il PAT. Se voi andarle a sormontare le -come dire- le pianificazioni del Piano Regolatore e del PAT, voi vedete che molte risposte alle domande che avete fatto, cioè di una pianificazione ampia e larga, trovano all’interno del disegno del PAT le risposte.

Noi non abbiamo mai detto, e io non ho mai detto in quest’Aula che noi stiamo facendo il Passante Nord o il Passante Ovest! Stiamo dicendo che stiamo facendo delle opere di raccordo che vengono definite come Passanti, ma Passanti non sono.

Se voi analizzate e guardate che tipo di strade vengono realizzate, voi vi rendete conto che non possono essere definite strade di grande comunicazione, ma sono strade di raccordo, come diceva giustamente il Consigliere Avezzù, sono strade di raccordo interne, sono strade di categoria C, a due corsie, che hanno una dimensione abbastanza contenuta. Potete immaginare voi il raccordo tra Via Forlanini e Via Vittorio Veneto, come una tangenziale? Abbiamo degli esempi concreti!

Le strade di cui stiamo parlando hanno questa dimensione. Per cui oggettivamente noi stiamo dando una risposta in termini -come dire- progettuali, ad una necessità di razionalizzazione delle comunicazioni intorno alla città che necessitano di opere di questa natura. Però il -come dire- la pianificazione larga, o la pianificazione -come dire- ampia che si mette nei Piani Regolatori e che tutti generalmente siamo tenuti a elaborare e a perseguire, sono di altra natura.

Resta un disegno, però sapendo che nelle varie sedi si fa quello che si può! Bisogna fare di necessità virtù e fare quello che è possibile fare, tentando di razionalizzare quei pochissimi investimenti che ci sono oggi a disposizione. 21 Se voi guardate, noi stiamo discutendo del tratto che va da questo punto, Via Forlanini, a questo punto, Via Amendola.

Rispetto al Piano Regolatore e rispetto al PAT, l’unica parte che si sormonta è quella che va da qui a qui. Per il resto, vedete il Piano Regolatore e il PAT prevedono questo Passante a ovest, non prevedono questo! Tant’è che siamo venuti in Consiglio Comunale a chiedere la compatibilità urbanistica con questo nuovo tracciato, perché?

Perché questo nuovo tracciato ha un costo di circa 12 milioni e mezzo di euro; un tracciato che prevedesse il collegamento fino alla rotatoria del 13, tanto per definirci, con quella larghezza richiederebbe investimenti estremamente più importante. Allora noi tentiamo di mettere a valore quei pochi… quelle poche risorse che abbiamo a disposizione.

Abbiamo nei bilanci di Veneto Strade già a disposizione, almeno così mi si dice, già € 5 milioni per un tratto di questo percorso, di questo tracciato, con la possibilità di convogliare all’interno di questo tracciato, se lo facciamo con velocità e se lo presentiamo con velocità a Veneto Strade abbiano la possibilità di convogliare altri € 8 milioni e quindi realizzare questo tracciato che non potrà essere definito il Passante Ovest! Vi prego di considerare questo! Il Passante Ovest è un passante… è un’altra cosa!

Così come il Passante Nord! L’abbiamo sempre detto: quella discussione, su cui ci si in cancrena e su cui si dibatte, è il Passante Nord su Via Calatafimi! Noi non abbiamo mai detto che il Passante Nord debba essere su Via Calatafimi.

Tant’è che abbiamo sempre detto, dimostrato, realizzato, fatto, messo sulle tavole i disegni che il Passante Nord, per quanto riguarda questa Amministrazione, che è un elemento molto chiaro, il Passante Nord è dove è previsto dal Piano Regolatore, cioè è un passante alto, Renato! Perché si è realizzata nel 1998, con i fondi del Patto Territoriale?

Si è realizzata una viabilità più stretta, perché per realizzare anche in quel caso una viabilità molto ampia, com’era previsto dal Piano Regolatore, i fondi non erano sufficienti, per cui si è tentato di combinare l’insieme delle cose. Allora… Renato, per carità io non credo... (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 62
Pagine 21–23
Punto 2

Variante al P.R.G. ex art. 50, comma 3 L. R. n. 61/1985 - Tangenziale Ovest - Adozione

Assessore

Leggi intervento

Allora, io vi ho ascoltato tutti con molto interesse e anche con attenzione, ma voi non potete pensare che io non abbia delle risposte o delle idee! Allora, le risposte ve le sto dando su quelle che sono state le scelte funzionali alle risorse che si avevano a disposizione del tempo. Che cos’è oggi la nostra città?

Dove si inquadra oggi la nostra città? La nostra città oggi si inquadra in un ambito molto ampio. Noi siamo interessati da pianificazioni di cui molto spesso ci dimentichiamo.

La cosiddetta Nogara Mare sarà o no, per i prossimi anni, per i prossimi decenni sarà o no il vero attraversamento est/ovest della nostra città? I traffici che provengono da est, dalla Romea commerciale, da Adria, dal mare, secondo voi verranno ancora da Viale Porta Mare quando ci sarà il… o andranno a finire sulla Romea commerciale? Pardon, sulla Nogara mare?

Io penso che l’attraversamento est/ovest della nostra città avrà quella proiezione. Per cui, visto che il Passante Nord non è stato realizzato, io penso… e che doveva servire per attraversare la nostra città da est a ovest, io penso che nei prossimi anni, quando mi pare che la questione della Nogara Mare sia ormai quasi in fase di appalto, mi pare che sia abbastanza superato. C’è da domandarsi se il traffico interno est/ovest, semmai, è da migliorare!

E su questo, da questo punto di vista condivido! Ma allora la dimensione delle strade è nettamente diversa da una dimensione di attraversamento della grande viabilità. L’asse nord-sud, è vero o no che, sempre come opera collaterale alla Nogara Mare, abbiamo inserito un’arteria che collega il 13 con questo Passante?

22 Ecco, io penso che anche questo, il nord e sud della grande viabilità attorno alla nostra città, continuerà a rimanere la Tangenziale Est, che è una strada a quattro corsie ben delimitate, su cui ci sono ancora alcuni punti neri da risolvere, ma sui quali si sta lavorando; il PAT ha indicato anche la strada come risolverli, per cui l’attraversamento nord/sud della grande viabilità della nostra città è un elemento di per sé già risolto.

Allora, la questione di queste arterie, sono questioni che riguardano squisitamente l’attraversamento, lo spostamento delle merci e delle persone in ambito urbano, ed è in questo ambito che io credo vadano collocate queste pianificazioni.

Ripeto, secondo il mio modo di vedere le questioni della grande viabilità sono questioni che riguardano pianificazioni di altra natura, che comunque risolveranno le fasi di attraversamento della nostra città, perché la nostra città ha una fortuna: di essere una città collocata all’interno di una pianificazione superiore molto importante, molto importante!

E, da questo punto di vista, avere una città che ha tre caselli autostradali in 15 km, Boara/Rovigo Nord, Rovigo, Villamarzana Rovigo/Sud che ha una progettualità ormai in fase di appalto, di attraversamento della Nogara Mare con il collegamento con la Romea commerciale e con l’est della nostra regione, mi pare che sia uno degli elementi estremamente importanti per quanto riguarda le grandi comunicazioni.

Per quanto riguarda le nostre progettazioni dobbiamo avere la grande attenzione… dobbiamo avere una grande attenzione per fare in modo di utilizzare al meglio le risorse, le pochissime risorse che abbiamo a disposizione. Io, vedete, non ho la voglia, ma neanche la pretesa di rivendicare per me o per la nostra Amministrazione! Però, voi che siete giovani, quando è stato fatto il Piano Regolatore… Quando è stato fatto il Piano Regolatore voi non c’eravate!

Io, però -mi dispiace- ma io nel 1990 ero seduto nel banco dove attualmente siede la Consigliera Rossi ed ho votato il Piano Regolatore di questa città! Per cui io posso dire di avere partecipato alla definizione del Piano Regolatore, e quel Piano Regolatore di Rovigo io penso, e lo abbiamo dimostrato sposandolo all’interno del PAT, io penso che abbia ancora, a vent’anni di distanza, abbia ancora la sua validità.

Per cui, credetemi io nel 1990, quando abbiamo votato, non sapevo, non immaginavo che cosa sarebbe diventata Rovigo!

Però sapevamo e avevamo la certezza che quella pianificazione era una pianificazione sostenibile, importante, che aveva un suo grande significato, che tuttora nel 2011, e ho la fortuna di esserci ancora qui per l’ultima volta, e questa è una comunicazione ufficiale che faccio anche alla mia città, vi assicuro che per me è stato un onore rappresentare la mia città, sedere in questi banchi, lavorare per la mia città, e penso che sia arrivato il momento, a 61 anni come ho io, di chiudere la mia attività politica e di mettere a disposizione del mio Partito e dei giovani del mio Partito l’esperienza che ho maturato, ritirandomi in altre sedi.

Ecco, io penso, penso con molta onestà intellettuale, di avere fatto il massimo sforzo possibile, per portare a compimento una… per portare a compimento una buona progettazione generale. Mi pare che il dibattito che si è sviluppato in Commissione sia stato molto utile, ha portato una, come dire, una proposta unitaria alla discussione del Consiglio Comunale. Chiudiamo questa vicenda senza accreditarci nessun merito.

Se devo dirla tutta, Consigliere Zangirolami, il progetto è stato presentato a luglio dell’anno scorso e non prima, non durante la Giunta Avezzù! E’ stato presentato a luglio dell’anno scorso ed è da luglio dell’anno scorso su cui abbiamo innestato la nostra… che vi posso mostrare le date, ragazzi! E’ stato presentato a luglio dell’anno scorso questo progetto qui, e su questo progetto abbiamo fatto tutte le azioni che era necessario fare.

Oggi l’abbiamo portato all’attenzione, al voto del Consiglio Comunale, mi pare che il Consiglio Comunale ne debba tenere conto con la sua massima disponibilità. Mi pare di aver risposto quasi a tutti. Mi dispiace che il Consigliere Avezzù non sia presente, mi auguro che sappia leggere i verbali.

Grazie a tutti. 23

28 febbraio 2011

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 17
Pagine 6–7

Consiglio Comunale del 2011-02-28

Assessore

Leggi intervento

Si, buonasera a tutti. Io ringrazio il Consigliere Avezzù per l’interrogazione che svolge, in particolare lo ringrazio per avere ricordato qui il livello di collaborazione esistente con le scuole superiori in generale, in particolare per quanto riguarda il mio Assessorato, anche in particolare con l’istituto Bernini, l’Istituto per Geometri.

Con l’Istituto per Geometri c’è in atto anche altra progettazione, ricordo al Consiglio Comunale la definizione della pista ciclabile, che è definita da Castello a Castello, che è stata programmata e progettata, progettata in maniera abbastanza dettagliata, da una classe dell’Istituto per Geometri. Per cui, la collaborazione con la scuola è uno degli elementi di valore che è stato, a cui è stato dato avvio da tempo e che la nostra Amministrazione ha accolto sempre con molta attenzione.

Per quanto riguarda, invece, la questione sollevata dal Consigliere Avezzù e sulla stampa dal collega Professor Gandolfi, allora ciclicamente in questa città sembra che si esca dalle catacombe e che ogni tanto qualcosa debba emergere in maniera del tutto imprevista.

Il dettaglio della muratura medievale è già un documento in possesso della nostra Amministrazione; in particolare sul caso specifico sollevato dal professor Gandolfi ma anche dalla Presidente d’Italia Nostra, abbiamo ampiamente risposto che, l’intervento che si sta facendo in Via Mure Soccorso, è un intervento su un muro che nulla ha a che fare con la mura medievale.

Il sopralluogo fatto, ma anche precedentemente al sopralluogo, il fatto quando è stato chiesto… è stato chiesto il permesso di costruire, si era già a quel tempo verificato che nessuno avrebbe messo mano al corso della perimetrazione medievale. Il danno sulle mura cittadine è un danno che risale nel tempo e che non è riconducibile alle Amministrazioni, come dire, del tempo… dei nostri tempi. E’ un danno riconducibile probabilmente al ‘700, all’800.

Per cui la -come dire- definizione dell’esistente è già ampiamente definita, sappiamo con precisione dove sono, e ogni volta che c’è da fare un intervento su quelle, su quei particolari, è evidente che l’Ufficio è già a conoscenza e quindi dà le prescrizioni per la salvaguardia. La questione, quindi, è sicuramente auspicabile che questo continui, ma è ormai un elemento di cultura, è un elemento ormai acquisito da parte di tutti che le mura della nostra città fanno parte della nostra storia.

Peccato che nel passato siano state demolite senza criterio; oggi quello che c’è lo salvaguardiamo con molta, con molta garanzia. Quindi si tranquillizzi il Consiglio Comunale, si tranquillizzi la città che quello che c’è verrà ampiamente salvaguardato. 7 Ecco, mi suggeriva l’Architetto Ferlin di dover dire anche che il tutto passa attraverso le volontà specifiche delle Amministrazioni, perché non c’è nessun strumento, non essendoci nessun strumento di vincolo, non c’è niente di vincolato sostanzialmente.

Per cui, quello che si fa è un elemento di salvaguardia impropria, ma è un elemento che fa parte della cultura ormai della nostra Amministrazioni, e immagino anche delle Amministrazioni a venire anche.

Intervento n. 54
Pagina 17

Consiglio Comunale del 2011-02-28

Assessore

Leggi intervento

Si grazie. E’ evidente che durante la fase… se ho ben capito, ero un po’ disturbato, quindi l’interrogazione forse non l’ho capita bene nel dettaglio. Lei si riferisce all’installazione dell’impianto fotovoltaico a ridosso della località Ca’ Matte e alla fase di’installazione, mi pare di aver capito?

Cioè, lei allora si riferisce alla viabilità nella località Ca’ Matte in generale? Allora, è evidente che durante la fase di attuazione di una lottizzazione, è evidente che i mezzi pesanti che si approcciano alla lottizzazione sono consistenti e debbono avere accesso alle aree e quindi molto probabilmente arrecano dei danni al manto stradale esistente.

È evidente che noi faremo in modo di seguire passo, passo l’installazione, la realizzazione di questa lottizzazione e, qualora i Vigili che manderemo per il controllo, verificheranno che sono stati fatti dei danni, è evidente che, chi li ha fatti, sarà chiamato a risponderne. La questione della viabilità in generale sulla località Ca’ Matte, è una, comunque, una questione abbastanza complicata nella sua generalità, perché c’è un’unica strada sostanzialmente, che porta alla località.

E quindi, all’interno di questa unica strada, se succedono dei guai, succedono… hanno un impatto notevole. Ripeto, sarà nostra cura rendere il più possibile, controllare il più possibile che i lavori vengano fatti a regola d’arte e che, qualora qualcuno, usando il suolo pubblico, lo deformi o faccia dei danni, venga responsabilizzato e quindi lo metta, lo ripristini in quanto danneggiato.

11 febbraio 2011

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 25
Pagina 7
Punto 12

Individuazione zona degradata ai sensi dell'art. 27 L.R. 457/1998 - Variante parziale al P.R.G. ex art. 50, comma 4, lett. a) L.R. 61/1985 - Piano di recupero in Ditta Orizzonte S.r.l. Viale Trieste Rovigo -Adozione

Assessore

Leggi intervento

Sì, grazie Presidente. Buongiorno a tutti. Io voglio cogliere l'occasione anche per scusarmi per l'assenza di ieri, ma motivi di strette esigenze familiari mi hanno tenuto lontano da Rovigo, e quindi non sono potuto essere presente.

E comunque ringrazio tutto il Consiglio perché ha capito la mia situazione. Per quanto riguarda la delibera -ovviamente non ho nulla da aggiungere a quanto detto dall'Architetto Ferlin- ci tengo però così a relazionarmi con il Consigliere Nonnato, perché l'affermazione fatta che Rovigo è una città degradata, mi sembra un'affermazione forte, che non condivido, visto che almeno c’è lo sforzo per recuperare il massimo possibile le aree di degrado della nostra città.

Io mi auguro e spero che il Consigliere Nonnato abbia voluto intendere che Rovigo è un'area degradata in alcuni momenti e in alcuni spazi edilizi. Grazie.

28 gennaio 2011

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 63
Pagina 34
Punto 5

Variazione parziale al P.R.G. ex art. 50, c.4), lett. H) della L.R. n. 61/85 (CEN.SER.) - Approvazione

Assessore

Leggi intervento

Grazie, Presidente. Non ho nulla da relazionare, perché l’argomento è a conoscenza del Consiglio Comunale da tempo. C’è stata un notevole approfondimento dell’argomento, durante la fase di adozione.

La delibera è stata pubblicata, ha seguito l’iter, è stata pubblicata per le osservazioni. Non sono arrivate osservazioni, per cui c’è oggi ha, al termine del procedimento, della procedura adottiva, la necessità di approvare un provvedimento già adottato dal Consiglio. Grazie.

Intervento n. 68
Pagine 34–35
Punto 5

Variazione parziale al P.R.G. ex art. 50, c.4), lett. H) della L.R. n. 61/85 (CEN.SER.) - Approvazione

Assessore

Leggi intervento

35 L’oggetto di discussione è, come voi sapete, la variante urbanistica. Quindi non ci siamo preoccupati, come Ufficio, di raccogliere le informazioni, sensazioni, discussioni inerenti l’eventualità della vendita dell’area. Io so quello che sapete tutti e cioè che l’area il Censer la metterà vendita.

Il Censer è una società pubblica e quindi dovrà fare un bando pubblico, l’aveva già fatto; a quel bando non ha risposto nessuno. So che l’ASM è interessata all’acquisto di un’area per farne la sua sede operativa, però non sono in grado di rispondere positivamente, Consigliere Maldi, circa la volontà del Consiglio di Amministrazione di ASM e del suo Presidente di farne oggetto di valutazione.

I Io posso dire con molta serenità che, per quanto riguarda il Consiglio Comunale, l’oggetto dell’acquisto dell’area, da parte di ASM, non fa parte della discussione della Variante urbanistica in oggetto.

Per cui io vi invito, ecco, il Consiglio a valutare solo ed esclusivamente questo percorso amministrativo, perché, per quanto riguarda la cessione delle aree, è una questione di altra natura alla quale non solo non vuole partecipare l’Assessore all’Urbanistica, ma non è giusto che partecipi l’ufficio e il servizio nella sua complessità. Grazie.

15 dicembre 2010

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 8
Pagina 5

Consiglio Comunale del 2010-12-15

Assessore

Leggi intervento

Grazie e buongiorno a tutti. Sì, l'Architetto Ferlin sta arrivando, l'Ingegnere Cavallaro ha già espresso il parere favorevole a questo nuovo progetto, e credo che stia -l'ho visto mezz'ora fa- e credo che stia compilando il suo parere favorevole, così, insieme, con il parere della Comandante della Polizia Municipale, che si sono già informati della cosa. La Giunta, ovviamente, già da ieri ha visto la bozza dell'emendamento che è stato presentato testé, e ha già dato il proprio okay.

Quindi possiamo aprire la discussione, voglio dire, però entro i prossimi minuti arriveranno i pareri scritti dell'ingegnere Cavallaro e della Dottoressa Patanella. Mentre l'architetto Ferlin sta arrivando.

Intervento n. 55
Pagine 25–27

Consiglio Comunale del 2010-12-15

Assessore

Leggi intervento

Sì, grazie, Presidente. Io devo ringraziare il Consiglio Comunale, l’ho fatto in presentazione della deliberazione, lo faccio dopo la discussione fatta. Vedete, perché ringrazio il Consiglio Comunale, perché ringrazio i lavori della Commissione?

Perché qui, erroneamente, si ritiene che ci sia una determinazione della Giunta che, a malincuore, subisce la discussione della Commissione e a malincuore modifica il suo parere.

Io ribadisco e ringrazio il lavoro della Commissione, il contributo dei cittadini, il lavoro del Consiglio, l'elaborazione degli emendamenti, per dare proprio questo significato di assoluta collaborazione da parte della Giunta, per arrivare a costruire insieme un progetto che è assolutamente novità per la pratica amministrativa di questo Comune.

E’ la prima volta, la prima volta, che un operatore privato interviene non sulla sua proprietà, ma è la prima volta che interviene sul suolo pubblico, per arredare in maniera decente, dignitosa -come dico spesso io- per arredare un ambito che lui ritiene essere essenziale al rilancio del Centro che lui dirige. Ora, esempi di questa natura non ce ne sono!

Se noi avessimo trattato questo argomento, come si trattano normalmente interventi del privato sul suolo pubblico, non avremmo portato la pratica in Consiglio Comunale. Quando un privato interviene per sistemare la sua abitazione e per lavori spacca il marciapiede pubblico, poi non veniamo in Consiglio Comunale per darci l'autorizzazione ad intervenire sul ripristino del marciapiede, e magari, visto che c'è, sistema anche un pezzo un po' più in là e un po' più in qua.

Qui siamo di fronte ad un progetto importante, impegnativo, che avrà un rilievo, dal punto di vista funzionale ed estetico, molto importante; ed è la prima volta in assoluto che un operatore privato, non filantropo, Magaraggia, non filantropo, lo fa nel suo interesse, ma per quanto ci riguarda è la prima volta, in assoluto, che questa attività viene svolta in un ambito così ampio. 26 E che cosa doveva dire la Giunta?

La Giunta prendeva atto di questa proposta, e però la Giunta ritiene di coinvolgere in questo iter procedurale il Consiglio Comunale, perché non era una competenza che poteva assumersi direttamente. Nel coinvolgere il Consiglio Comunale, il Consiglio Comunale non si coinvolge per farlo votare quello che è stato già deciso. Il Consiglio Comunale, se si coinvolge, si coinvolge con tutta la sua autonomia.

E in questo ambito si sono svolte diverse riunioni, molte riunioni, molti incontri. Si è ascoltato molto il parere degli altri. Quello a cui siamo giunti, il progetto finale che è oggi alla vostra attenzione, è evidente ed è un - come dire- un compromesso generale.

Io ieri l’ho definito il minimo comune denominatore fra tutto l’insieme delle esigenze che sono state espresse durante questo lungo percorso. Oggi ci troviamo di fronte ad una soluzione che è funzionale essenzialmente al rilancio del Centro Commerciale Le Torri. Il grosso del dibattito oggi si è sviluppato attorno alla mancanza del progetto generale del comparto di viabilità del comparto.

Allora, preso atto -e non c'è bisogno di fare polemica, l’ha detto benissimo il Consigliere Curina, che ringrazio, per altro, per il suo intervento- si è… molto spesso, in particolare da parte dell'opposizione, si enfatizza questo Piano urbano del traffico, redatto dall'ingegnere De Beaumont, che indubbiamente ha fatto una serie di analisi importanti, ma sul comparto, sul comparto. Come ha detto Curina non ha fatto nessun approfondimento: ha preso atto della viabilità esistente.

Però io ribadisco ancora una volta al Consiglio: il Piano urbano del traffico, per legge, per legge, ha validità biennale. Quindi il Piano urbano del traffico, prodotto da De Beaumont, era decaduto già con la Giunta Avezzù. Era già un Piano finito nel suo insieme, per legge.

Perché noi non abbiamo fatto un nuovo Piano urbano del traffico? Perché questo nuovo Piano urbano del traffico si doveva innervare su una viabilità conseguente alla viabilità del Corso del Popolo. Fintanto che non si decideva la viabilità del Corso del Popolo, l'asse principale della vecchia viabilità di questa città, finché non si decideva quale era la sorte del Corso del Popolo, era inevitabile che non si poteva assumere nessun'altra iniziativa per il centro storico!

E quindi, inevitabile che si dovesse rinviare la decisione finale. Oggi ci sono le condizioni. Oggi che c'è una decisione da parte di questa Amministrazione sulla viabilità del Corso del Popolo, oggi ci sono le condizioni per cominciare a redarre un nuovo Piano Urbano del traffico.

E per arrivare al comparto, il comparto sarà pesantemente condizionato non già dalla viabilità di Via Sacro Cuore: il comparto sarà pesantemente condizionato dal nuovo Policlinico. Quello è il centro attrattore forte di traffico. E da questo punto di vista chi ha trasformato le terre?

Giunta Avezzù! Chi ha -come dire- indicato quel sito, quello teoricamente avrebbe dovuto, prima di trasformare l'ambito, farne una valutazione anche in termini di carico, oltre che urbanistico e viabilistico. La cosa non si è fatta.

Ma non è che, siccome non si è fatta, non si dovrà mai fare, e quindi dovremo solo ed esclusivamente prendere atto di una situazione! Questo Consiglio Comunale, nei prossimi mesi, sarà chiamato a valutare la rotatoria che c'è in costruzione, che hanno abbozzato sulla circonvallazione ovest, dovrà valutarla perché è una Variante urbanistica rispetto al progetto generale.

E quindi è inevitabile che qui si dovrà ritornare, e quella sarà l'occasione -come dire- principale, l'occasione fondamentale per analizzare e approfondire la viabilità di comparto. Oggi sostanzialmente noi, questo Consiglio Comunale, siamo chiamati non già a fare una previsione generale, quanto a dare il consenso ad un operatore privato a fare un arredamento nuovo davanti al suo Centro Commerciale, per dare la possibilità a questo Centro Commerciale di riavviarsi, ammesso che sia stato avviato nel passato!

E l'operatore economico, ripeto, non filantropo, l'operatore economico ritiene che diverse siano le condizioni, perché questo Centro Commerciale decolli, si debbano verificare.

Una è la ristrutturazione interna, quello che ho detto in presentazione, la ristrutturazione interna è uno degli elementi fondamentali perché il Centro Commerciale possa avere le condizioni per chiamarsi tale e quindi poter decollare, quello di riorganizzare le licenze commerciali e riorganizzare gli spazi al suo interno; di fare in modo che i 27 piani comunichino tra di loro, e non che ci sia bisogno per passare da un piano all'altro di uscire dal centro commerciale; di avere una funzionalità, come dire, dei parcheggi, molto più ampia.

Ecco in questo, la questione, da sempre, badate, io ho molti anni di esperienza dell'amministrazione di questa città, sfortunatamente o fortunatamente, fortunatamente ho una buona memoria, cari colleghi e cari Consiglieri Comunali. E vi posso assicurare che mai, mai il signor Parodi ha pensato che il parcheggio del Centro Commerciale fosse gratuito. Mai!

Basta che pensiate un attimo alla sua storia; quando fu aperto c’erano le sbarre. Perché? Perché quello spazio, quello spazio è uno spazio che deve essere riservato ai fruitori del Centro Commerciale e non già al parcheggio pubblico.

Spazi che possono essere utilizzati dai fruitori del Centro Commerciale se si dà la possibilità di avere il posto. Ma se quel Centro Commerciale avesse il suo parcheggio, occupato perennemente dai lavoratori, che giustamente cercano il posto per dove mettere la macchina, gli utenti del Centro Commerciale non avrebbero spazio per andare a fare la spesa.

Tant'è che oggi il Centro Commerciale è a pagamento sì dopo un'ora e mezza di sosta, per dare la possibilità a chi vuole andare a fare la spesa di avere il suo spazio. E per concludere: il miglioramento occupazionale che ne deriverà sarà funzionale al fatto che decolli il Centro Commerciale. L'Amministratore Delegato della Norton Srl ha mandato a me una e-mail dicendomi quali sono i benefici che si attende dal rilancio del Centro Commerciale.

Oltre a quelli che vi ho già elencato, scrive -e questa è una cosa che ho già letto in Commissione, ma la ribadisco in Consiglio- “Creazione di circa 100-120 nuovi posti di lavoro, oltre ai già 60 esistenti. Creazione di un indotto per l'economia locale, in termini di servizi e forniture, di oltre € 10 milioni all'anno. Stima per difetto.

Creazione di una nuova sinergia con le attività commerciali del centro storico, attraverso la sottoscrizione di protocolli d'intesa con le associazioni di categoria, tese a rivitalizzare il centro storico. Promozione di eventi e manifestazioni culturali all'interno del centro, in maniera continuativa, in coordinamento con l'Amministrazione Comunale e con la Pro Loco”.

Queste sono cose che risultano a verbale della Commissione, da adesso in avanti risultano a verbale del Consiglio Comunale, e sono aspettative che il proponente il nuovo arredo… sono aspettative che si augura, che auspica si possano realizzare. Ecco, io non voglio farla lunga più del dovuto. Devo scusare l'Architetto Ferlin che ha dovuto assentarsi per problemi familiari già da tempo annunciati, deve assentarsi dalle 12 fino alle 16 di oggi.

Sono nel frattempo arrivati i pareri favorevoli, e sono all’attenzione del Presidente del Consiglio, i pareri favorevoli all'emendamento proposto dal Capogruppo del PD, Buson, e fatti propri dell'intera maggioranza; sono arrivati i pareri favorevoli dell'Ingegner Cavallaro e della dottoressa Patanella, a cui si è aggiunto, per iscritto, visto che doveva andarsene, il parere favorevole dell'Architetto Ferlin; di conseguenza l'emendamento è, dal punto di vista tecnico, accoglibile.

Io chiudo rinnovando il ringraziamento a questo Consiglio Comunale, rinnovando il ringraziamento ai cittadini che hanno partecipato alla stesura del progetto che viene portato all'attenzione del Consiglio Comunale, e assicurando che non è con sofferenza che recepiamo queste indicazioni, ma è con orgoglio che rivendichiamo il fatto di avere collaborato pure noi, dai banchi della Giunta, per la definizione del progetto. Grazie.

Intervento n. 81
Pagina 36
Punto 17

Variante Parziale P.R.G. ex. Art. 50, comma 4) lett. F) L.R. N. 61/1985 - Realizzazione nuova viabilità ciclo pedonale in Viale Fuà Fusinato - Rovigo - Approvazione

Assessore

Leggi intervento

Ripeto: il Consiglio Comunale ha già adottato questa delibera con un voto molto ampio; abbiamo aspettato le osservazioni, non sono sopraggiunte osservazioni nei tempi previsti. Adesso il Consiglio Comunale lo deve approvare definitivamente, si tratta della pista ciclabile da realizzare in Viale Fuà Fusinato.

14 dicembre 2010

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 57
Pagine 14–15
Punto 16

Progetto per sistemazioni superficiali per la riqualificazione delle aree pubbliche e private attorno al Centro Commerciale “Le Torri Rodigine” - Parere ex art. 19, comma 4, L.R. n. 15/2004

Assessore

Leggi intervento

Sì. Grazie, Presidente. Grazie ai Consiglieri di avere aderito alla richiesta di anticipazione dell'Ordine del giorno, assicuro che il dirigente Architetto Ferlin sta arrivando, i tempi di trasferimento dall'Assessorato all'Urbanistica a qui, nel frattempo io illustro la vicenda, perché proprio di vicenda si tratta.

La questione, che è all'attenzione del Consiglio, è una questione abbastanza, come dire, conosciuta quanto meno da moltissimi di voi, che hanno partecipato ai lavori delle svariate Commissioni che sull'argomento si sono svolte.

Parto dalla richiesta formulata dalla società Amministratrice del Centro Commerciale Le Torri che, al fine di rilanciare il Centro Commerciale, ha chiesto all'Amministrazione Comunale la disponibilità del suo, come dire, del suo territorio, per organizzare una questione di viabilità davanti al Centro Commerciale, che potesse essere facilmente fruibile dall’utenza. La proposta formulata dalla società Norton è stata ovviamente valutata dagli Uffici, che hanno dato un loro parere favorevole.

Partiamo con una proposta che prevedeva due rotatorie: una prima rotatoria all'incrocio tra Via Badaloni, Via dei Cappuccini, Via Puccini e Via Sacro Cuore, e una seconda rotatoria tra Via Sacro Cuore e via Rosmini. Con questo parere tecnico, formulato dai responsabili degli Uffici, la società Norton si è recata presso l'Amministrazione Provinciale, perché? Perché si doveva verificare l'interno dei piani commerciali se l'accorpamento di licenze necessitava di una Valutazione di Impatto Ambientale.

La Commissione Provinciale ha svolto il suo lavoro, indicando come non necessaria la valutazione di Impatto Ambientale per l'accorpamento di licenze. Uno dei motivi per i quali la società chiede il rilancio del Centro Commerciale è proprio dovuta dal fatto di rendere le attività commerciali più appetibili.

E allora il Centro Commerciale Le Torri, come voi conoscete e voi sapete, ha una serie di problemi che derivano dalla sua origine, che oggettivamente lo mettono in grande difficoltà per quanto riguarda il rilancio. Il primo tema era quello che i piani del Centro Commerciale tra di loro non comunicavano: per poter passare dal secondo piano al primo piano, bisognava praticamente uscire, fare la discesa delle scale e rientrare al primo piano, e viceversa.

Per cui la società ha fatto una DIA per fare in modo di avere un ascensore che rendesse possibile la comunicazione tra i due piani. Il secondo elemento, importante per il rilancio di un centro commerciale, è che al suo interno sia previsto un negozio di elettronica di notevole consistenza, e questa è stata la ragione della richiesta di accorpamento di licenze. La commissione VIA dell'Amministrazione Provinciale ha dato queste prescrizioni.

Indispensabile perché non sia applicabile la legge sulla VIA è che la viabilità abbia delle caratteristiche come quelle che sono state indicate dal punto di vista tecnico dai tecnici del Comune di Rovigo, e cioè prevedesse le due rotatorie.

A seguito di questo parere si è, come dire, verificata una… come dire, un notevole interesse da parte dei residenti di Via Sacro Cuore sull’intera questione, ed hanno contestato, nelle forme assolutamente democratiche, hanno contestato la scelta che si stava formulando, chiedendo che la 15 rotatoria di Via Rosmini non avesse il suo, come dire, la sua realizzazione, ma che l'accesso al Centro Commerciale rimanesse come era previsto, com’è in questo momento, e cioè con una svolta in Via Sacro Cuore per chi viene da Via dei Cappuccini, e una svolta a sinistra senza la realizzazione di una rotatoria.

Si sono svolte diverse Commissioni Consiliari; all'interno di queste Commissioni Consiliari si sono sentiti ed ascoltati -e questo io credo che sia stata una delle grandi novità di tutto questo iter- una grande novità dovuta al fatto che il buon lavoro della Commissione, l'ottima relazione tra Amministrazione e gente, interessati, ha prodotto una serie di modifiche del progetto iniziale, che hanno sostanzialmente eliminato la rotatoria di Via Rosmini, e reso, come dire, più ampia la rotatoria su Via Puccini, Via Cappuccini, Via Badaloni e Via Sacro Cuore, in modo tale da non rendere necessaria la modifica della viabilità su Via Puccini.

Via Pascoli, pardon, scusate. Sì, sì! Su Via Pascoli.

Il lavoro che è stato prodotto dalla Commissione, è stato recepito dalla proprietà che aveva fatto la richiesta, e questo lavoro è diventato il nuovo, la nuova richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale, tant'è che siamo ritornati in Provincia per chiedere se questa viabilità, modificata rispetto al progetto originario, poteva essere considerata ancora utile e valida, al fine di ottenimento, eccezione alla Valutazione di Impatto Ambientale.

L'Amministrazione Provinciale, rispetto a questa nuova viabilità, ha assicurato che non c'è bisogno di Valutazione di Impatto Ambientale.

Ci si è recati, si sono recati, l'Assessore al Commercio, che oggi si scusa di non essere presente al dibattito ma è impegnato a Roma e quindi ha delegato me a rappresentare anche il suo parere, l'Assessore al Commercio si è recata a Venezia per sapere e per essere proprio messa nelle condizioni di avere dalla Regione la certezza che questa procedura era corretta, la Regione ha assicurato che la procedura è corretta, di conseguenza è emerso dal lavoro della Commissione una nuova proposta.

Una nuova proposta che è stata fatta propria dalla Giunta Comunale, e che oggi è all'attenzione del Consiglio. La nuova proposta, nella sostanza, dice quanto segue: Si realizza un nuovo arredo su Via Sacro Cuore, qualificando e riqualificando l'aspetto estetico della parte prospiciente il Centro Commerciale Le Torri.

Le spese di questa realizzazione sono interamente a carico del soggetto attuatore che, con un atto unilaterale, d'obbligo, si impegna a realizzare le opere che sono oggetto della nostra deliberazione a proprie spese, e in questo modo si realizza una viabilità di accesso al Centro, che tiene conto non solo delle esigenze del Centro Commerciale legittime, perché il rilancio del Centro Commerciale ha come caduta il fatto che si rilancia un'economia all'interno del centro storico, si mette in moto un nuovo ricettore di attività e si mette in moto anche, come dire, un'economia legata al commercio.

Bene, rispetto a questo intero dibattito, noi riteniamo che la proposta che è stata concordata all'interno della Commissione, che è stata praticamente prodotta dalla Commissione, possa essere oggetto di valutazione da parte del Consiglio Comunale, e possa anche ottenere il suo voto favorevole. Ecco, io credo di avere detto praticamente tutto dal punto di vista dell'illustrazione di carattere politico della vicenda.

Mi pare, ecco, di poter tranquillizzare il Consiglio che, dal punto di vista viabilistico, la viabilità, i sensi di marcia che ci sono in questo momento non subiscono alcuna variazione.

C'è un nuovo assetto viabilistico all'incrocio tra Via Badaloni, Via dei Cappuccini, Via Pascoli e Via Sacro Cuore; per il resto la viabilità rimane esattamente com’è in questo momento, con una miglioria: il fatto che la pavimentazione sarà completamente rifatta, gli arredi saranno completamente rifatti, e questo, all'interno della nostra città, è un ulteriore vantaggio, perché otteniamo, da investimento privato, una miglioria anche estetica del nostro Comune. Grazie.

2 dicembre 2010

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 33
Pagina 9

Consiglio Comunale del 2010-12-02

Assessore

Leggi intervento

Sì, l'urgenza… Non ha il carattere di urgenza che ha segnalato fino adesso l'Assessore Milan. L'urgenza è dovuta al fatto che il Punto 18, mi pare, dell'Ordine del giorno, è la “Variante al P.R.G. ai sensi dell'art. 5 del D.P.R.

447 associazione Humanitas CIF - approvazione”. È stata fatta una Variante, utilizzando lo strumento dello sportello unico delle imprese, l'associazione Humanitas, che gestirà e gestisce l'asilo nido, ha un finanziamento regionale e un finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio. Se non ottiene l'approvazione, la presa d'atto da parte del Consiglio Comunale dei risultati dello sportello unico, rischia… Rischia?

Perde il finanziamento, sia regionale che della Fondazione. Quindi è necessario, è urgente, anche, approvare questa deliberazione, per dare modo ad un'attività imprenditoriale e sociale di avere i finanziamenti.

Intervento n. 63
Pagine 16–17

Consiglio Comunale del 2010-12-02

Assessore

Leggi intervento

Sì, per quanto riguarda la Caserma Silvestri, che oggettivamente è un insediamento importante nella nostra comunità, così come lo era stato a suo tempo la scuola di Sottoufficiali della Finanza. Le decisioni, come lei ben sa, Consigliere, non vengono assunte a livello locale, le decisioni dello spostamento sono assunte nella riorganizzazione dei reparti dal Ministero della Difesa.

Credo che sia la decisione dello spostamento dell'accorpamento derivi da un cambiamento del sistema d'arma -così mi dicono- cioè cambiano il tipo di procedura, e quindi questa nuova -mi dice così l'ex Tenente Colonnello Generale- scusa! Mi suggeriscono che chi è stato militare lo è in eterno, non è mai ex. Chiedo scusa Renzo!

Il problema è che c'è bisogno dell'aggiornamento del sistema di puntamento, del sistema d'arma -io di queste cose ovviamente non so nulla, ma prendo atto- e quindi la preoccupazione della nostra Amministrazione si è rivolta soprattutto a fare in modo di non avere una zona di degrado nel centro storico della città.

Perché la decisione dello spostamento… Per carità, facciamo pure le barricate, facciamo pure le azioni, però se il sistema d'arma deve essere modificato per l'aggiornamento tecnologico in atto, e le Autorità militari decidono di spostare questo nuovo sistema d'arma da un'altra parte, perché Rovigo non è logisticamente idonea, è inevitabile che questa è un'azione che i competenti organi hanno deciso di fare. A noi che cosa rimaneva da valutare?

Rimane da valutare che cosa succede quando questo avviene, e si corre il rischio, se non si fa un'azione attenta di analisi di quello che succede, si corre il rischio di avere una zona non pianificata, che può ospitare solo la Caserma.

Per cui, l'azione che è stata intrapresa dalla nostra Amministrazione, è stata quella di confrontarci con il Ministero della Difesa, per capire quali erano prima di tutto le loro intenzioni, e questa intenzione è ormai incontrovertibile, 17 è definitiva; si ipotizza già lo spostamento per la fine del 2011, primo semestre 2012, con l'accorpamento del nuovo sistema d'arma -mi pare di aver capito- a Mantova, e parte del Comando viene trasferito ad Abano.

Però su questo argomento, probabilmente il Consigliere Ongaro di come sarà l'organizzazione lo sa meglio di me, anche della consistenza numerica dell'attuale popolazione militare. Quindi, non mi pare essere superiore ai 100 e... Però, ecco, questo è un problema.

Allora la preoccupazione nostra è stata quella di verificare che cosa succede dopo. E se non si pianifica, insieme con il Demanio Militare, che cosa succede, diventa difficile. Poi il Decreto sul federalismo fiscale non ha inserito la Caserma tra i beni indispensabili al Ministero della Difesa, mettendoli cioè nel circuito dell’alienazione, ed è in questo ambito che noi siamo intervenuti ed è in questo ambito che noi stiamo lavorando.

Il lavoro è appena iniziato, e quindi non sappiamo ancora qual è il risultato finale a cui si arriverà. Grazie.

Intervento n. 77
Pagina 22

Consiglio Comunale del 2010-12-02

Assessore

Leggi intervento

Sì, per quanto riguarda la mia competenza: la risposta, sostanzialmente, è nella sua illustrazione, cioè Via Abano è un terminale di discesa da chi vuole entrare nel quartiere San Bortolo provenendo dalla Tangenziale. E quindi quello dovrebbe essere il senso di marcia, cioè dalla Tangenziale verso il quartiere San Bortolo.

Se noi facessimo un senso unico in quella direzione, i residenti su Via Abano e sul retro di Via Fermi, Via Padova, andrebbero delle difficoltà enormi per andare a casa dal quartiere San Bortolo a Viale Venezia, fino a Via Abano. Quindi, quel tratto di via Abano deve necessariamente essere nel doppio senso di marcia.

Comunque, Consigliere, io -come sa- sono disponibilissimo a valutare, con lei e con anche i residenti, alternative a quanto c'è in questo momento, così come abbiamo fatto per la viabilità di Piazza Appiotti e delle vie collaterali. Quindi nei prossimi giorni vediamoci e, insieme, valutiamo quali sono le soluzioni migliori. Dopo di che, ovviamente, le decisioni dovranno essere assunte dagli organi competenti.

29 novembre 2010

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

9 interventi
Intervento n. 53
Pagina 14
Punto 3

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Sì, grazie. Non voglio suscitare l’ilarità… Buonasera a tutti, intanto. Non voglio suscitare l'ilarità del Consiglio ma, proprio perché il problema è datato, evidentemente non ha una soluzione semplice, né univoca.

Perché, a fronte di petizioni di residenti, che tendono ad aprire, per uscire su Viale Porta Adige, ci sono residenti che fanno petizioni per chiudere. Per cui della questione oggi ne prendiamo ulteriormente atto, la trasmetteremo -la petizione- al responsabile dell'Ufficio Patrimonio, con tutti i dati che avremo a disposizione. Inviteremo il Consigliere Placido Maldi a partecipare ad un incontro, perché così ci possa suggerire la soluzione da dare.

Grazie.

Intervento n. 94
Pagina 26
Punto 3

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Sì, confermo quanto detto l'anno scorso che c'era l'impegno, c'è l'impegno da parte dell’Amministrazione di fare il massimo sforzo possibile per sistemare l’insieme delle questioni che riguardano, come dire, la messa in sicurezza delle strade. Consigliere Bedendo, lei sa che segnala un problema importante, ma che si aggiunge alla miriade di problematiche simili che ci sono moltissime strade della nostra città.

E quindi il tutto deve essere compendiato e deve essere, come dire, messo in fila in funzione delle risorse che, come tristemente tutti sappiamo, sono sempre meno e sempre in grande, grande... in grande difficoltà. Io ringrazio il Consigliere Zangirolami che mi dice che ci sono molte risorse per sistemare la sicurezza stradale… (Voci incomprensibili dall'Aula)

Intervento n. 95
Pagine 26–27
Punto 3

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Personalmente non le ho viste e quelle che ci sono, sono state tutte impegnate per il buon funzionamento di questa Amministrazione, che non è solo ed esclusivamente un'Amministrazione che si deve curare della sicurezza stradale, ma è un'Amministrazione che si deve… che deve amministrare un'intera comunità che ha problemi sì di sicurezza stradale, ma ha anche e soprattutto dei problemi di convivenza e di aiuto civico.

Per cui io prendo atto delle ulteriori segnalazioni che ha fatto il Consigliere Bedendo su questi due alberi che sono stati tolti; farò le verifiche per capire se questi alberi sono stati tolti da una sede di proprietà comunale, o se sono stati tolti da proprietà private. Una volta fatto la verifica, le darò la risposta che sarà, che è necessario da questo punto di vista.

Per quanto riguarda Via Mascagni, così come ho già risposto, attraverso la stampa, al Consigliere Avezzù, che aveva posto il problema all'indomani del tragico avvenimento accaduto su Via Mascagni, la dinamica del quale è all'attenzione dell'autorità giudiziaria e che probabilmente ci dirà qual è stata la ragione di questo incidente, noi abbiamo fatto... abbiamo rinnovato abbastanza 27 recentemente tutta la segnaletica orizzontale, proprio perché sappiamo che quella è una realtà, quell'incrocio è una realtà estremamente complicata da gestire.

Io ho detto, ribadisco e ripeto, lo dico ufficialmente in Consiglio Comunale: sono disponibile ad incontrarmi con tutti voi per ricevere suggerimenti, per risolvere questo problema che, ripeto, non è di semplice soluzione. C’abbiamo provato in diversi modi, c’abbiamo provato questa Amministrazione, è stata approvata nell'Amministrazione precedente, è stata provata personalmente da me ancora nell'Amministrazione… nella seconda Amministrazione Barbatella!

Avevamo 300 richieste d’installazione di dissuasori per diminuire la velocità, e i Consigliere Comunali di quella via erano presenti in questo Consiglio Comunale, e avevamo altre 300 sottoscrizioni che ci chiedevano di tirarli via, perché i dissuasori, come voi sapete, hanno dei problemi di rumorosità notevole! Per cui, ripeto, non c'è nessuno che deve insegnare niente a nessuno, però se tutti insieme collaboriamo a definire un‘ulteriore fase della situazione, siamo pronti e disponibili.

Vi prego, vi prego di considerare che queste cose le dico a ragion veduta, dopo aver studiato attentamente le rilevazioni fatte dell'Ingegner De Beaumont, circa la viabilità su Via Mascagni, e che la soluzione proposta, anche per De Beaumont, era una soluzione assolutamente di indeterminatezza, perché il problema, il concentramento su quel punto, l'incrocio tra Via Mascagni e Via Mozart, è estremamente complicato, con una strada che si divide in due sensi, che diventa a doppia carreggiata, che diventano quattro sensi di marcia!

Quindi anche questo è uno dei temi di studio che io invito i Consiglieri, attraverso una discussione pacata e serena, ad aiutare a supportare. Grazie.

Intervento n. 119
Pagine 33–34
Punto 3

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

34 Ottima la ricostruzione fatta dal Consigliere Zangirolami con una dimenticanza: è stata chiesta anche dalla Commissione la perizia statica dell'immobile, perché? Perché durante la fase di demolizione non si sapeva se il fabbricato poteva avere le caratteristiche per stare in piedi. La perizia statica ora non è stata consegnata all'Amministrazione.

Tuttora siamo in fase di analisi della documentazione. La Giunta, appena sarà prodotta la perizia statica, sarà in grado di valutare l’intera problematica e di ritornare in Commissione.

Intervento n. 137
Pagine 37–38
Punto 3

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Il Consigliere Magaraggia, con l'enfasi che lo contraddistingue, si dimentica di informare il Consiglio Comunale che è una risposta a questa sua richiesta gli è stata data. Il Consiglio Comunale ha dato un ordine, ha firmato, ha votato un ordine del giorno, ha dato un ordine non all'Assessore, ha dato ordine all'Amministrazione perché si provveda a fare i controlli sulle agibilità.

Il Consiglio Comunale, per poter dare questo ordine, inteso in forma abbastanza ampia, sa che per fare eseguire questi controlli, e perché questi controlli abbiano il valore legale, deve, questo Consiglio Comunale, modificare il Regolamento Edilizio, perché questa cosa non può essere fatta se non c'era questo strumento.

L'Assessore Osti ed il Consigliere Magaraggia, se vuole -ma è lo stesso- può testimoniarlo, ha ricevuto da me le comunicazioni intercorse tra sottoscritto e gli Uffici, dando priorità assoluta alla modifica, alla proposta di modifica del Regolamento Edilizio, che deve essere prodotto dall'Ufficio.

L'Ufficio, allo stato attuale, è in piena lavorazione della questione, perché la questione non è che si risolva con una votazione, seppure importante, del Consiglio Comunale, ma si risolve attraverso l’elencazione e l'individuazione di quelle che sono le procedure legali, per non incorrere poi in ricorsi, in denunce da parte di chi viene sottoposto a verifica di agibilità. Ecco, la questione è in questi termini.

Non è una questione di, come dire, mancanza di volontà da parte dell'Amministrazione, o che qualcuno stia ciulando nel manico, tentando di prendere in giro il Consiglio Comunale! 38 Se il Consigliere Magaraggia ha visto in quest'azione questo tipo di valutazione, ecco, io, per quello che serve... per quello che serve la prego, Consigliere Magaraggia, di non credere che ci sia cattiva fede.

Se le questioni sono in questi termini, è perché, verificando la procedura legale, ci sono degli intoppi consistenti, dovute al fatto che qualche cittadino potrebbe dire: “Ma in base a cosa io vengo sottoposto a verifica di legittimità, e non basta la dichiarazione del mio direttore dei lavori, mentre a tizio questa cosa viene concessa?" Ecco, allora la procedura, ripeto, non è di tipo urbanistico, è di tipo legale. Fintantoché la procedura è in questi termini, diventa difficile per noi venire con una proposta.

La cosa è così! Poi capisco quasi quanto lei, o meno, perché lei ha molta più intelligenza di me, Consigliere Magaraggia! E su questo non ci sono dubbi, vero? (Voci incomprensibili dall'Aula)

Intervento n. 138
Pagina 38
Punto 3

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Benissimo! Ma questo… questo io lo sapevo... Lo sapevo a priori che siamo in questo livello, no?

Qui c'è qualcuno che ha un'intelligenza... Guardate, ehi ragazzi, state tranquilli! Ce l’ha più di tutti voi, eh!

Non solo più di me! Quindi, state tranquilli! Però… Però adesso io mi allargo, perché...

Però sappiate che la questione… Anche più di lei, Avvocato Guarnieri, che crede di averne una tanto grassa! Però, ecco, sappiate che la questione non è semplicissima, come quella che identifica il Consigliere Magaraggia; è una questione delicata che va affrontata con le dovute cautele. Punto.

Intervento n. 148
Pagina 40
Punto 3

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

In continuità con quanto detto finora, il tema è di interesse, per cui daremo incarico al Comandante Patanella di fare i rilievi e poi dare le comunicazioni al Consigliere.

Intervento n. 158
Pagine 43–44
Punto 3

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Grazie, grazie Presidente, ma io non intendo dare risposte, quanto intendo informare il Consiglio Comunale circa la capacità mistificatoria che l'enfasi del Consigliere Guarnieri ha prodotto in questa Sala.

Leggo testualmente la risposta prodotta e inviata al Presidente del Consiglio e poi credo inoltrata al Consigliere, da cui il Consigliere Guarnieri ha stralciato alcuni passaggi che, messi con l’enfasi con cui li ha posti, rischiano di fare interpretare male quanto io ho scritto, in relazione ad una interrogazione, che trova origine da un’informazione che io scrivo così: “Sono molto sorpreso nel leggere l’interrogazione del Consigliere Guarnieri, in merito a presunte pressione di uomini politici nella stesura del PAT di Rovigo”.

La notizia, da cui prende spunto il suo interrogativo, è priva di ogni fondamento, non avendo mai organizzato conferenze stampa, o fatto dichiarazioni ufficiali, in relazione all’oggetto. Tutti a Rovigo sanno del mio pessimo rapporto con i giovani giornalisti, o cronisti meglio ancora, locali. E chi mi conosce sa che è mio vezzo ironizzare e scherzare sui cosiddetti fatti e fattacci politici, nel tentativo di sdrammatizzare la quotidianità politica.

44 Ricordo al giovane Consigliere Guarnieri che il PAT è stato adottato il 22 dicembre dello scorso anno, dopo un iter procedurale che ha visto lui ed il Consiglio Comunale prodursi in un lunghissimo e partecipato dibattito a cui hanno preso parte singoli, Enti, associazioni e partiti politici.

Ricordo ancora al giovane ex Assessore Guarnieri che il PAT è uno strumento pianificatorio non conformativo, che non produce effetti di trasformazione territoriale e quindi non può essere considerato alla stregua del vecchio Piano Regolatore Generale, ma che necessita di un ulteriore strumento, il Piano degli Interventi, per produrre gli effetti di modifica che lui intende denunciare.

Colgo infine l'occasione per rispondere anche alle sue precedenti interrogazioni sul programma strategico regionale Urban Labor, tendente a conoscere i potenziali investitori interessati all'attuazione del suddetto programma, chiarendo che, dopo aver interpellato in forma ufficiale le più importanti proprietà private all'interno del perimetro, i verbali degli incontri sono disponibili e non sono secretati, sono disponibili presso l'Ufficio Pianificazione dell'Assessorato all'Urbanistica, a cui i Consiglieri Comunali tutti hanno accesso libero.

Questo lo aggiungo adesso! Tutti hanno dichiarato, tutti gli intervistati hanno dichiarato la disponibilità a partecipare alla definizione del master plan, Norme Tecniche di Attuazione del PAT, lettera… tutto il capitolo che riguarda la lettera E) della pianificazione è necessario fare il master plan, lo ricordo ai Consiglieri Comunali, master plan indispensabile al proseguimento dell'iter previsto dal PAT.

Questo è quanto io non ho mai detto a nessuno di avere ricevuto pressioni da uomini politici, da cittadini, da enti, da associazioni, da chicchessia, su alcune aree da trasformare. Dico pubblicamente che sono giacenti presso l'Assessorato all'Urbanistica circa 660 pratiche di richiesta di variazione territoriale, che sono cominciate ad arrivare nel Comune di Rovigo a partire da 2004, giorno in cui si diede avvio alla procedura di PAT.

Tra queste 660 domande, ripeto, disponibili perché sono atti pubblici presso l'Assessorato, chiunque di voi può accedere. Quindi non c'è bisogno né dei miei segreti, né delle mie chiusure, ma è tutto pubblico, è tutto a vostra disposizione. Quella notizia, da cui non so per quale ragione il Consigliere Guarnieri trova spunto per fare un’interrogazione, non è vera.

Punto!

Intervento n. 163
Pagina 45
Punto 3

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

(Parla a microfono spento) No, no, no. Io non accetto. (Voci incomprensibili dall’Aula)

14 ottobre 2010

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 44
Pagina 27
Punto 1

Relazione del Presidente CENSER S.p.A. sulla situazione dell'Ente, sulle prospettive future ed in particolare sulla situazione economica/finanziaria dello stesso. (Su richiesta da parte di 12 Consiglieri comunali ai sensi L 267/2000, art. 39, 2° comma)

Assessore

Leggi intervento

Due precisazioni che debbono essere chiare al Consiglio. La prima, nel 2004 quando si chiese l'aumento di capitale, l'aumento di capitale serviva per pagare il capannone, il padiglione E. La seconda precisazione che deve essere fatta è che la Variante che è stata proposta nel Consiglio precedente si riferiva ad un terreno di proprietà CENSER già dal 1994, che è l'ex area Uccellatori, e non l’area Bianchi.

29 settembre 2010

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 84
Pagina 23
Punto 4

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Sì. Grazie al Consigliere Fiorenzato. Sa già qual è la nostra posizione: stiamo già predisponendo la modifica del Regolamento per recepire le indicazioni che vengono formulate dalla delibera citata.

Per cui nel più breve tempo possibile noi ci attiveremo per arrivare in Consiglio Comunale con questa modifica al Regolamento.

Intervento n. 90
Pagine 24–25
Punto 4

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Non è molto frequente avere la disponibilità di soggetti privati a realizzare opere pubbliche. 24 Confermo che per noi è stata una novità assoluta, e quindi abbiamo verificato, dal punto di vista normativo e legale, qual era l'iter procedurale, perché non si trattava di uno, come dire… di un intervento a seguito, all'interno di una lottizzazione! Anche lì all'interno delle lottizzazioni si fanno opere pubbliche, ma le fa il privato a scomputo di oneri.

Qui c'è una proposta da parte di un soggetto privato di fare un intervento, con soldi privati, su una strada pubblica. Sembrava che questa operazione fosse di semplice realizzazione. Il Comune non tira fora gnan on scheo… Facciamo!

Sistemiamo! Mettiamo a posto! La cosa non è così!

La cosa è abbastanza più complessa. L'intervento è in un intervento importante, e quindi si è deciso la settimana scorsa che l'intervento non può essere di sola competenza della Giunta, ma deve essere competenza del Consiglio. L'iter finora prodotto dal soggetto privato proponente è stato acquisito.

C'è un progetto esecutivo che ha già ottenuto una valutazione da parte dell'Amministrazione Provinciale. Questo progetto esecutivo sarà allegato ad una delibera di Consiglio Comunale, che dovrà decidere se accettare o meno le proposte che vengono da parte del soggetto privato.

Quindi, Consigliere Bimbatti, per quanto riguarda le due rotatorie di Via Sacro Cuore, saranno oggetto di discussione da parte della Giunta, della 3^ Commissione Consiliare e del Consiglio Comunale, qualora il soggetto proponente sia ancora interessato all'opera. La cosa non è ancora definitiva. Grazie.

Per quanto riguarda, invece, le altre questioni, ovviamente io non sono in grado di dare risposte alle interrogazioni, trasferiamo all'Assessorato ai Lavori Pubblici le risposte, e anche un po' per competenza economica anche all'Assessorato al Bilancio e allo Sviluppo Economico. Grazie a voi.

23 settembre 2010

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 5
Pagine 3–4
Punto 1

Piano Particolareggiato ex Area S.I.I.Z - Variante N. 4 - Approvazione

Assessore

Leggi intervento

3 Grazie, signor Presidente. Buongiorno a tutti. Continuiamo nell'approvazione della delibera di Variante, quarta Variante del Piano Particolareggiato dell'area ex S.I.I.Z., per intenderci l'area in oggetto è l'area occupata dal Centro Commerciale Aliper.

Al Centro Commerciale Aliper è stata chiesta una Variante al Piano Particolareggiato, la Giunta l'ha già adottata, così come previsto dalla norma; è stata pubblicata per 30 giorni, in attesa di osservazioni, non sono pervenute osservazioni, il Consiglio Comunale la deve approvare in maniera definitiva. Si tratta sostanzialmente dell'inserimento di un distributore di benzina nel parcheggio dell’Aliper sul tratto prospiciente Via Zuccherificio.

I parcheggi non vengono ridotti, cioè gli standard di parcheggi rimangono inalterati, perché i parcheggi erano abbondantemente superiori a quelli previsti dallo standard, per cui si ritiene sostanzialmente che questo possa essere un ulteriore servizio che si propone ai fruitori del Centro Commerciale. Scusi Presidente.

La questione è stata vista in Commissione Urbanistica, ed è stata approvata all'unanimità, con l'astensione del Consigliere Zangirolami, il quale, come dire -sì, in 3^ Commissione- il Consigliere Zangirolami che sottolineava la mancanza di un Piano Generale degli interventi sul Piano di distribuzione di carburanti, un piano sostanzialmente che è nei fatti un piano che dobbiamo assumere nel breve. Però, questo inserimento è sostanzialmente uno dei servizi che si devono proporre all'attività commerciale.

Intervento n. 9
Pagina 5
Punto 1

Piano Particolareggiato ex Area S.I.I.Z - Variante N. 4 - Approvazione

Assessore

Leggi intervento

Sì. Grazie al Consigliere Avezzù, ma grazie anche al lavoro della Commissione. L'Amministrazione è in un bivio, sostanzialmente: ci sono delle norme nazionali che prevedono che gli impianti di distribuzione dei carburanti si installino senza autorizzazione da parte del Comune, e c'è, per quanto riguarda invece il territorio comunale, la necessità di fare una variante urbanistica, di fare un regolamento collegato ad una variante urbanistica, sostanzialmente.

Ecco, noi siamo nella fase dove questa variante urbanistica non possiamo farla perché non è assimilabile all'applicazione dell'art. 50, come abbiamo fatto ieri per la delibera di variante, per cui dobbiamo aspettare l'approvazione definitiva del PAT; subito dopo, appena approvato, è possibile fare le varianti, e quindi di fare gli inserimenti anche del piano carburante all'interno del territorio comunale. Perché abbiamo detto di sì a questo intervento?

Perché questo sostanzialmente è un’aggiunta di servizi all'interno di un centro commerciale.

E quindi, sostanzialmente, non si colloca lungo le direttrici stradali, ma si colloca all'interno di uno spazio commerciale; e quindi si ritiene che, così come è stato discusso abbondantemente in Commissione, questo sia un modo ulteriore per dare un servizio ai fruitori commerciali e per, magari anche, visto l'esperienza e l'esempio degli altri centri commerciali, dove insistono i distributori di carburanti, che l'offerta del carburante sia economicamente vantaggiosa per i consumatori.

22 settembre 2010

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

7 interventi
Intervento n. 85
Pagine 21–22
Punto 1

Approvazione verbali sedute: 11/12.05.2010

Assessore

Leggi intervento

Sì. Grazie Presidente. Per quanto riguarda la questione dei parcheggi sul Corso del Popolo, voi sapete che il progetto originario prevedeva alcuni spazi dove poter parcheggiare, nell'ipotesi che si scegliesse di praticare la via.

Per quanto riguarda il carico e scarico dei materiali, stiamo provvedendo ad individuare orari e modalità per il carico e lo scarico all'interno dell'area del Corso del Popolo. Di conseguenza un 21 piano preciso in questo momento non sono in grado di presentarglielo, però mi riservo di presentarglielo nel più breve tempo possibile.

Intervento n. 117
Pagina 27
Punto 2

Variante parziale al Piano Regolatore Generale ex art. 50, c. 4, lett. h) L.R. 61/1985 (CEN.SER) Adozione

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente. Il Piano Regolatore del Comune di Rovigo è stato adottato con delibera del Consiglio Comunale N. 207 del 21 marzo 1990, ed approvato dalla Giunta Regionale Veneto, con delibera 3233, del 12 luglio 1994, aventi le indicazioni contenute nella legge regionale 61 dell'85.

Con l'uscita della nuova legge urbanistica regionale N. 11 del 2004 si è proceduto alla redazione del Piano di Assetto del Territorio, adottato dal Consiglio Comunale in data 22 dicembre 2009, con delibera del Consiglio Comunale N. 71.

Tale piano è in corso di istruttoria presso gli uffici della Regione Veneto. L'articolo 68, comma 1, della Legge Regionale 11/2004, fino all’approvazione del primo PAT, non consente al Comune di adottare ed approvare varianti al Piano Regolatore vigente, salvo quelle finalizzate o consone strettamente funzionali. (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 118
Pagina 27
Punto 2

Variante parziale al Piano Regolatore Generale ex art. 50, c. 4, lett. h) L.R. 61/1985 (CEN.SER) Adozione

Assessore

Leggi intervento

Posso parlare anche senza microfono, mi si sente lo stesso! (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 119
Pagine 27–29
Punto 2

Variante parziale al Piano Regolatore Generale ex art. 50, c. 4, lett. h) L.R. 61/1985 (CEN.SER) Adozione

Assessore

Leggi intervento

Ah, perché siete indisciplinati voi! Ma non perché... Salvo quelle finalizzate, o comunque strettamente funzionali alla realizzazione di opere pubbliche o di impianti di interesse pubblico, e quelle disciplinate dall'art.

50, c. 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 16. L'art.

50, c. 4 lett. H) della Legge Regionale 61 prevede l'adozione ed approvazione di varianti parziali, per l'individuazione di aree per attrezzature pubbliche, con superficie inferiore ai 10.000 27 m², di cui il decreto ministeriale dei Lavori Pubblici 2 aprile 1968 N.

1444, secondo la procedura amministrativa contenuta nei commi 6 e 7 dello stesso articolo, adozione e successiva approvazione da parte del Consiglio Comunale. L'art. 6 della Legge Regionale 4/2008 estende la possibilità di adottare varianti al Piano Regolatore, in deroga al divieto di cui l'art.

48, c. 1° della Legge Regionale 11 del 2004, anche fino all'approvazione del Piano degli interventi, laddove non previsto e comunque non oltre il 31 dicembre 2010. In data 1º marzo la partecipata del Comune di Rovigo, CENSER S.p.A., ha presentato istanza al Comune per una variante urbanistica relativa ad un'area di proprietà, ex Uccellatori, censita al Catasto di Rovigo, Foglio 5, Mappale 45, parte di circa 9500 m².

In merito alla richiesta di variante, la Giunta Comunale si è espressa, con riferimento 103 dell’8 aprile 2010, demandando la stessa al Settore Urbanistica per le istruttorie di competenza. Si è proceduto, quindi, ad acquisire un parere da parte della Regione Veneto in merito all'ammissibilità della Variante proposta, in quanto l'area rientra nel progetto strategico di cui la legge regionale 26, art. 26 della Legge Regionale 11 del 2004, denominato Urban Labor, ed è quindi oggetto di pianificazione concordata.

La Direzione Urbanistica, con nota del 4 agosto 2010, protocollo 42.33.91, a firma del dirigente, ha comunicato che la variante è pienamente ammissibile. L'area si trova a nord della città, confina a sud con un deposito di materiale all'aperto della ditta Benazzo, ad ovest con una striscia di terreno limitrofa alla linea ferroviaria Bologna/Padova, che ospiterà la pista ciclabile fino a Boara; a nord con area agricola; ad est con la restante area del progetto strategico.

L’accesso all’area dal centro avviene immettendosi da Viale Porta Adige in Via Zuccherificio, prima delle sottopasso ferroviario, si percorre il tratto di strada a destra, circa 500 m, affiancato da una pista ciclabile, e lungo il quale sono distribuiti numerosi parcheggi, realizzati recentemente dal CENSER, per migliorare la dotazione dei servizi a supporto dell'attività che si svolgono all'interno del comparto fieristico universitario. Queste opere sono in fase di collaudo.

La richiesta del CENSER è finalizzata a classificare l'area come attrezzature collettive, d’interesse comune, normate dall'art. 63 e 65 del Piano Regolatore vigente. La progettualità, riferita al sistema della mobilità lenta, è stata messa in evidenza nel progetto strategico Urban Labor, e gli interventi all'interno di detto ambito dovranno porre particolare attenzione alla realizzazione di una rete ciclopedonale organica e funzionale all'utenza che frequenterà l'area per utilizzare i servizi in essa previsti.

Nel Piano Regolatore vigente l'area è interessata con un vincolo decaduto, ex verde sportivo, dal 1999, e pertanto rientra tra quelle non pianificate dall'art. 33 della Legge Regionale 11 del 2004.

Trovandosi detta area all'esterno del perimetro del centro abitato e libera da fabbricati, sono consentiti i soli interventi ammessi per la zona agricola, limitatamente alla residenza; ovvero, la normativa consente l'intervento, sulla base di un piano aziendale, solo all'imprenditore agricolo che sia titolare di un’azienda agricola e secondo prescrizioni dettate dall'art. 44 della Legge Regionale 11 del 2004. Nel PAT adottato, l’area è inserita nel progetto strategico, di cui l'art.

26 della Legge Regionale 11, denominato Urban Labor, indicato dal PAT, adottato dal Consiglio Comunale in data 22 dicembre. Le norme del progetto Urban Labor sono contenute nell'art. E/12 delle Norme Tecniche in attuazione del PAT.

Il Piano Territoriale di Coordinamento Regionale ha adottato, con delibera di Giunta N. 372 del 17 febbraio 2009, ha individuato nella Tavola 6, crescita sociale e culturale, il progetto strategico denominato Urban Labor, promosso dal Comune di Rovigo e condiviso dalla Regione Veneto. La Giunta Regionale Veneta, con delibera 1872 del 23 giugno 2009, ha dato avvio al progetto strategico.

28 L'obiettivo che si pone la Variante predisposta: la richiesta è finalizzata a classificare l'area come attrezzature collettive di interesse comune, F2, e ad anticipare, quindi, la previsione di una destinazione urbanistica che consenta la realizzazione dei servizi secondo le direttive contenute nel progetto strategico.

La presente Variante può essere considerata un primo contributo operativo all'avvio del progetto strategico Urban Labor, che viene descritto nella relazione che ha accompagnato il PAT, predisposta dall'Ufficio Urbanistica e sottoscritta dalle Amministrazioni Comunali e Regionale. In attesa della definizione del Master Plan, come previsto dall’art.

E/12 delle Norme Tecniche di Attuazione del PAT, si ritiene di poter procedere con uno stralcio che garantisca l'applicazione delle direttive e dei principi contenuti nel progetto strategico, e contribuisca a dare avvio alla riqualificazione e valorizzazione del Polo scientifico e dei servizi. L'area interessata è di modesta superficie, già servita dalle opere di urbanizzazione; inoltre la sua futura destinazione a servizi rientra pienamente negli obiettivi del progetto.

Si è ritenuto di predisporre una normativa integrativa, che dovrà essere approfondita dai futuri proponenti gli interventi, e potrà costituire una fase sperimentale utile alla successiva progettazione. La variante non prevede nuovi abitanti, e quindi non incide sul dimensionamento insediativo del Piano Regolatore Generale. Grazie.

Intervento n. 160
Pagina 50
Punto 2

Variante parziale al Piano Regolatore Generale ex art. 50, c. 4, lett. h) L.R. 61/1985 (CEN.SER) Adozione

Assessore

Leggi intervento

Scusate, prima di fare la mia replica, è bene che il Dirigente dia alcune risposte diciamo tecniche che sono state prodotte dal Consigliere Zangirolami e dal Consigliere Mancin.

Intervento n. 164
Pagine 51–54
Punto 2

Variante parziale al Piano Regolatore Generale ex art. 50, c. 4, lett. h) L.R. 61/1985 (CEN.SER) Adozione

Assessore

Leggi intervento

Grazie, Presidente. Grazie, Consiglio Comunale. Grazie alla nostra città.

Grazie alla stampa. Io credo che con questa discussione abbiamo, come dire, dato un segnale che quando si tratta di cose importanti la nostra città partecipa. La nostra città partecipa tutta e tutti, tutti, nessuno escluso, hanno diritto di esprimere opinioni anche se non condivisibili.

Io ritengo che su questa vicenda sia stato fatto il massimo della democrazia possibile, quando si vanno a fare le varianti urbanistiche. Guardate, cari... posso dire colleghi Consiglieri Comunali, visto che anch'io… No, oggi no, oggi non più, però posso dire di avere condiviso con voi un tratto della mia esperienza politica. Bene, sapete quanti varianti abbiamo fatto in questo nostro mandato?

Tante. Su tutte queste varianti abbiamo valutato con la stessa intensità con la quale abbiamo valutato una variante che, unica tra tutte le varianti analizzate da questo Consiglio Comunale, va ad interessare aree solo pubbliche? Noi andiamo sempre… Io, come avete visto, vi ho ascoltato sempre tutti con molta attenzione e prendendo appunti.

Adesso sento il dovere di dare risposte a tutti. Vi prego di rispettare anche la mia conclusione e poi avete il diritto, con la dichiarazione di voto, di condividere o non condividere quello che sto dicendo. Ribadisco: il Consiglio Comunale è la prima volta che si mette a discutere, con l’ampia forma con cui abbiamo discusso questa cosa, per una variante di interesse squisitamente pubblico.

Stiamo parlando di aree di proprietà di enti pubblici, e stiamo parlando di interesse all'acquisto di società pubbliche. Vedete, Consigliere Ongaro, Pietro Nenni diceva che la politica non si fa né con il sentimento, né con il risentimento, e noi… E noi stiamo facendo dell'attività politica e, contemporaneamente, stiamo facendo dell'attività amministrativa . Allora, in entrambe le attività il sentimento dovrebbe non essere l'elemento decisivo, dovrebbero essere altre le caratteristiche.

Però, anche ammesso... anche ammesso che le varianti si facciano in maniera sentimentale, allora io ritengo che una variante fatta per gli enti pubblici e per una società squisitamente pubblica, abbia anche il significato di sentimento. Vogliamo bene alle nostre aziende. Vogliamo bene alle nostre società, e vogliamo talmente bene che volevo metterle nelle condizioni di avere il massimo possibile alla stessa stregua di quanto hanno i soggetti privati, che hanno tutto il diritto di ottenere le varianti urbanistiche.

Alcune risposte specifiche, non mi pare di vedere il Consigliere Maldi, per cui mi relaziono con il Consigliere Romanin e con il Consigliere Masin, i quali hanno chiesto l'impegno da parte dell'Amministrazione di costituire un tavolo con i soggetti pubblici interessati, per definire il quadro generale di Urban Labor, e quindi in particolare dove si colloca l'ex OPP e che cosa farne con l’ex OPP. Allora, posso serenamente tranquillizzare tutti perché abbiamo il tavolo già costituito.

Il tavolo è già costituito e già partecipa l’ASL 18 con il dottor Marcolongo o con i suoi dirigenti alla definizione del programma strategico, perché nel programma strategico Urban Labor, che necessita di ulteriori approfondimenti, non solo c’è l'interesse di un centonovantaduesimo, Guido, un centonovantaduesimo di questa variante, ma necessita di una pianificazione molto ampia, molto ampia!

Ed in questa pianificazione molto ampia i soggetti coinvolti, privati e pubblici, sono già stati contattati, sono già intervenuti atti formali di dichiarazioni di disponibilità da parte di soggetti pubblici ed i soggetti privati a partecipare all’elaborazione del Master Plan Urban Labor. E’ evidente che ognuno dei soggetti che sono compresi all'interno dell'area ha un'aspettativa molto forte, relazionata al suo interesse specifico.

Il compito di chi gestisce un programma di questa natura è quello di pianificare un disegno dove sia fatto il più possibile, anzi prioritariamente l'interesse pubblico. E credo che sia un interesse pubblico quello di fare una variante anche all'Azienda Sanitaria Locale, perché ha anche lei interesse ad ottenere il massimo beneficio dallo sviluppo della sue proprietà, perché poi le rimette all'interno del circuito sanitario locale.

51 Io credo che sia legittima la richiesta che fa Marcolongo di chiedere una Variante Urbanistica per ottenerne un beneficio da investire nell'Azienda Sanitaria Locale, tutto legittimo! Importante è che tutti insieme si elabori un programma strategico. E il programma strategico c’è.

Il programma strategico c’è non solo condiviso da noi, ma è un programma strategico condiviso anche dalla Regione Veneto, e ce l'hanno specificato più volte. In questo ambito la Regione Veneto, quindi, ha un compito ulteriore: ha il compito sostanzialmente di dare una mano all’ASL perché partecipi in maniera proficua al successo dell’elaborazione complessiva.

Per cui ribadisco il fatto che l’ASL è già seduta ad un tavolo e su questo tavolo ha già dichiarato la sua disponibilità a promuovere l'insieme delle operazioni. E’ rientrato Maldi, quindi mi sento in dovere di rispondere anche a lui, in particolare sulla questione della priorità dell'Amministrazione. Come lei ben sa -devo parlar in maniera formale, Placido- come tu ben sai, l'area dell'ex Scalo merci non è una priorità seconda: per questa Amministrazione è sempre stata la priorità numero 1.

Il dato di fatto è che l'abbiamo, ma forse è stata priorità anche per l'Amministrazione che ci ha preceduto, devo dire molto onestamente, poi dirò anche altre cose per l'Amministrazione che ci ha preceduto! Però, credo, per quanto ci riguarda, la questione della Stazione delle corriere, in particolare la Stazione dello scalo merci è una delle priorità principali che abbiamo perseguito in questi mesi, in questi anni. Il dato di fatto é: abbiamo costruito un protocollo d'intesa con le Ferrovie dello Stato.

Questo protocollo d'intesa ha avuto un iter demenziale, ma comunque un iter molto complesso: abbiamo dovuto cambiare interlocutori quattro volte. Ciò nonostante siamo arrivati, ancora nel dicembre mi pare 2008, a sottoscrivere un protocollo d'intesa, dove ognuno si assumeva delle priorità e delle responsabilità. Su questo protocollo d'intesa il Comune aveva un unico obbligo: quello di adottare il PAT entro il 31.12.2009.

Voi sapete che abbiamo adottato il PAT a dicembre, all’inizio di dicembre 2009, rispettando l'unico impegno che era di nostra competenza. Non solo, ma abbiamo anche sollecitato l'Amministrazione delle Ferrovie dello Stato con una proposta di accordo di programma, l'abbiamo inviata alcuni mesi or sono ormai, una proposta dove chiediamo alle Ferrovie di aderire alla pianificazione globale complessiva.

Noi oggi non abbiamo ancora ottenuto risposta dalle Ferrovie dello Stato; abbiamo fatto un ulteriore passo, anche grazie all'intervento molto determinato in fase di approvazione di bilancio previsionale, grazie al Consigliere Maldi, abbiamo inserito all'interno del bilancio una quota di danaro per espropriare l'area dello Scalo merci.

È evidente che la volontà politica di questa Amministrazione è stata ampiamente dimostrata e ampiamente va nella direzione che il Consigliere Maldi suggerisce, proprio perché quella priorità lì non è una questione che viene dopo le altre, ma quella priorità che dice il Consigliere Maldi è la priorità numero 1 di questa Amministrazione. Abbiamo fatto finora tutto il massimo, quello che è nelle nostre possibilità e disponibilità!

Ma quando il nostro interlocutore sfugge in continuazione e non si fa trovare, e ci cambia la persona con cui dobbiamo relazionarci, diventa anche complicato. Su questa variante, ed è per quello che non è assimilabile e non sono concatenatibili, su questa variante guarda caso gli interlocutori siamo… sono tutti in loco, sono tutti riconducibili ad un interesse generale del Comune di Rovigo, e quindi è poi stato molto più facile arrivare ad una conclusione. Ma questa non è la priorità delle priorità.

Ribadisco che la priorità delle priorità è quella questione che ha posto il Consigliere Maldi e che però, devo dire anche, sempre con molta franchezza con la quale io sono abituato a rapportarmi con tutti voi, l'abbiamo assicurato in tutti i modi e in tutte le forme.

Io penso e spero che oggi, in un luogo pubblico e in un luogo deputato come questo alle decisioni, questa mia dichiarazione, ma che credo poi sarà confermata anche dal Sindaco, credo che sia 52 garanzia sufficiente del nostro impegno a perseguire la strada dello spostamento dello Scalo merci in Zona Interporto. La questione, come dire, dello spostamento dei servizi.

Allora, io ho apprezzato l'intervento di Piscopo, l'ho apprezzato perché, proprio da ex Assessore all'urbanistica, ha fatto un ragionamento che deve essere fatto! Ha fatto solo l'Assessore all'urbanistica, non mi pare che sia intervenuto da... più anche da Assessore allo Sviluppo Economico che da Assessore ai Lavori Pubblici. Però, voglio dire, io ho apprezzato l'intervento dell'Assessore Piscopo, perché?

Perché l'Assessore Piscopo ha disegnato un quadro generale. E’ il nostro mestiere, sostanzialmente! Chi fa l'assessore all'Urbanistica sostanzialmente deve tentare di estraniarsi dalla realtà, tentare di posizionarsi leggermente più in alto e avere più lo sguardo da aquila che lo sguardo da tartaruga!

E’ e fa parte del nostro lavoro, più o meno dopo c'è chi questo compito riesce a svolgerlo in un certo modo e chi in altro. Io mi auguro di vedere quantomeno come un'aquila. Però può essere che veda anche molto poco!

La questione delle pianificazione: beh, io ovviamente mi rivolgo all'Aula, ma mi pare che nei mesi, negli anni che hanno preceduto l'adozione del PAT questo sguardo, come dire, distaccato dal terreno, sia stato una caratteristica di questa maggioranza. Credo che questa maggioranza abbia dimostrato con molta determinazione e anche lungimiranza quanto pensa al futuro di questa città!

E lo pensa in una maniera talmente, come dire, forse utopica, ma certamente alta, che individua in un programma strategico regionale, con il quale ha chiesto e ha instaurato un rapporto stretto con la Regione, ha chiesto la condivisione.

Bene, questa condivisione c'è stata e lo sviluppo o l'idea di città che abbiamo nel futuro è legata alle linee generali che hanno accompagnato il PAT: la città dell’eccellenza, la città che non si sbrodola all'interno del suo territorio, la città con le specifiche, la città con le frazioni, la città con il suo centro. Bene, questa pianificazione non è assolutamente compromessa da una variante, ribadisco, che si riferisce ad un centonovantaduesimo del terreno coinvolto nell’Urban Labor.

Altro elemento: si dice che i servizi devono stare in centro, e sono d'accordo! Adesso bisogna capire che cosa intendiamo per centro. Allora, centro: io ho provato a fare un po' di calcoli di quanta gente abita in centro e di quanta gente abita in periferia.

Allora, se voi fate un po' i calcoli, vedrete che mettendo dentro nel centro anche parte dei quartieri, San Bortolo, San Pio X, Tassina, vedrete che in centro, cosiddetto centro ampio, abitano circa 12.000 persone, ne mancano sempre 38000, 39000 che abitano nelle frazioni, che sono fuori dal centro, che debbono necessariamente prendere l'auto o la bicicletta o farsi accompagnare dal taxi o avere la propria auto per arrivare in centro.

Allora la questione, guardiamoci bene in faccia, non è l'area di Urban Labor che è periferia, perché se voi misurate i passi, e io adesso ho un po' male al ginocchio e faccio fatica a camminare, però l'ho fatto tante volte, io sono sempre andato a piedi al CENSER quando facevo il Presidente, l'ho fatto per 10 mesi, o in bicicletta! Io non ritengo la sede del CENSER, la sede dell'Università periferia. Periferia di che cosa?

Se voi prendete come punto centrale la stella da cui si misurano le distanze, piazza Vittorio Emanuele, vedrete che da piazza Vittorio Emanuele andare al campo di Via Fermi, campi sportivi di Via Fermi è la stessa distanza che avete da piazza Vittorio Emanuele ad andare all'Università. E’ lo stesso cerchio, l'abbiamo fatto vedere che è la stessa distanza! Allora, la questione del centro: guardiamoci bene, la nostra città, eccetto… eccetto...

Infatti ho misurato, ho misurato la distanza che c'è dal Municipio, dal centro, da piazza Vittorio Emanuele… Vedi, andiamoci piano a definire centro! L'ultima cosa che voglio sollevare… L'ultima questione che voglio considerare è tanti si sono esercitati nella questione del valore delle aree: si compra poco, si vende a tanto, si compra a tanto e si vende a poco! 53 Bene, allora voi sapete, qui ci sono dei maestri, c'è gente che lo fa per mestiere!

Voi sapete che i valori delle aree raramente sono definibili con una cifra. Il valore delle aree è sempre relazionato al contesto in cui le aree si pongono. Non solo al contesto delle aree in cui si pongono, ma anche in funzione della possibilità d’intervento che c'è in quell'area.

Allora, io ho sentito parlare di cifre, Consigliere Guerrato, ridicole, ridicole! L'ho sentito…

Intervento n. 166
Pagina 54
Punto 2

Variante parziale al Piano Regolatore Generale ex art. 50, c. 4, lett. h) L.R. 61/1985 (CEN.SER) Adozione

Assessore

Leggi intervento

Ho sentito parlare di valori ridicoli. Perché ridicoli? Perché l’area in oggetto aveva nel Piano Regolatore un vincolo a verde sportivo.

Quel vincolo è stato… è decaduto nel 1999. Da quel momento in avanti l'area è bianca, senza pianificazione. Bene, nel momento in cui l'area è inserita all'interno di una pianificazione generale di valenza regionale, il suo valore cambia anche senza pianificazione.

Il valore dell'area cambia, indipendentemente dal fatto che ci sia o meno la pianificazione. Dove sta la bontà, invece, di questa Variante? La bontà di questa Variante è che con l'insediamento di servizi pubblici si dà avvio a quel programma strategico.

Un programma strategico, Guido, che non esautora l'erbario, perché l'erbario era una definizione su un'area di 8 ettari Qui noi lavoriamo su un'area di 9500 m, 0,95 ettari. Quindi, il tema della’erbario è un tema che permane all'interno della pianificazione generale del programma stata strategico Urban Labor. Ultima cosa, perché facciamo la Variante così in fretta?

Primo: non è così in fretta. Abbiamo lavorato molto più in fretta per fare delle varianti ai privati, eh! Qui facciamo una variante che è il seme, l'embrione sul quale si deve innestare la capacità di altri, di partecipare alla definizione strategica dell'area.

Noi, che abbiamo definito nel PAT che cosa vogliamo in quell'area, ci scommettiamo per primi, lo facciamo per primi! E lo facciamo per primi, caro Consigliere Guarnieri, lo facciamo per primi perché? Perché crediamo che, così facendo, la questione dell’Urban Labor aumenti il suo spessore.

Mi è stato detto: voi non siete d'accordo! Non so più cosa dirvi! Io ho tentato in vari modi di convincerli della bontà del nostro progetto.

Ciò nonostante, perché voi non siete d'accordo, non è elemento perché noi non siamo d'accordo! Noi siamo d'accordo e facciamo tutte le azioni politiche che sono necessarie per raggiungere l'obiettivo, e l'obiettivo, credetemi, è atteso! Tutti coloro che hanno partecipato finora ai tavoli, soggetti privati che dovrebbero essere i vostri interlocutori privilegiati, tutti i soggetti privati hanno condiviso e parteciperanno alla definizione del master plan generale.

Perché il master plan generale non è stato fatto prima? Ma perché per utilizzare questo strumento, quello della Variante, articolo 50, dobbiamo arrivare entro il 31 dicembre. Grazie, io passerei la parola al Sindaco.

20 maggio 2010

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

6 interventi
Intervento n. 12
Pagina 5
Punto 1

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

No, non rispondo, ma preciso. L'area non è l'area del Censer, ma è l'area denominata Piano Particolareggiato ex area Siiz, e l'ipotesi di costruzione di un distributore si colloca nel parcheggio dell'Aliper, per chiarezza. Poi ovviamente alle domande poste dal Consigliere Maldi risponderemo con più dati precisi che oggi non ci sono.

Grazie.

Intervento n. 25
Pagine 7–8
Punto 1

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

7 Alla prima interrogazione che riguarda il mio Assessorato, cioè l'Assessorato alla gestione dei parcheggi. Prendo buona nota, Consigliere Zangirolami, della proposta che lei ha fatto, e quando sarà opportuno, cioè quando saranno terminati i lavori di Piazza XX Settembre, provvederemo anche a valutare la proposta che lei fa. Per quanto riguarda, invece, l'ipotizzato parcheggio dietro alla palestra di Viale Trieste, ci stiamo lavorando.

Grazie.

Intervento n. 58
Pagina 14
Punto 1

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Grazie, Presidente. Ribadisco quanto già detto in quest’Aula al Consigliere Nonnato nell’interrogazione fatta nel Consiglio Comunale precedente.

Intervento n. 102
Pagine 23–24
Punto 1

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Sì, confermo che nel giorno in cui mi fecero l’interrogazione, se esisteva il progetto, ribadisco che ho detto che in quella data il progetto non c'era, in seguito è stato presentato. Io dissi -ricordo bene- che per quanto autorevoli sono i giornali, le notizie le dobbiamo vedere per dare conferma, le dobbiamo vedere nei nostri Uffici.

Oggi confermo che è stata presentata da una ditta la proposta di articolare due rotatorie su Via Sacro Cuore, il progetto è all'attenzione degli Uffici; nel momento in cui sarà e avrà ottenuto la validazione da parte degli Uffici, seguirà la procedura di trasmissione alla Giunta, alla 3^ Commissione e al Consiglio Comunale. 23 Allo stato attuale… allo stato attuale confermo che non è più valido quanto dissi nell'occasione, Oggi c'è un progetto depositato presso gli Uffici.

Intervento n. 105
Pagina 24
Punto 1

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

(Parla a microfono spento) Lei sa che per quanto mi riguarda non ci sono problemi.

12 maggio 2010

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

6 interventi
Intervento n. 123
Pagina 43
Punto 4

Individuazione Zona degradata ai sensi dell’art. 27 L. n. 457/1978 - Variante Parziale al P.R.G ex art. 50, c. 4, lett. a) L. R. n. 61/1985 - Piano di recupero in Ditta G.D. Uno Via Alberto Mario Rovigo. Approvazione

Assessore

Leggi intervento

Sì. Grazie Presidente. Velocissimamente.

Il progetto… la Variante che è stata proposta è stata adottata dal Consiglio Comunale, è stata pubblicata secondo le regole, è stata esposta per i 30 giorni, non sono intervenute osservazioni, di conseguenza c’è solo da ribadire il voto che è stato già assunto da questo Consiglio Comunale. 43

Intervento n. 129
Pagina 44
Punto 4

Individuazione Zona degradata ai sensi dell’art. 27 L. n. 457/1978 - Variante Parziale al P.R.G ex art. 50, c. 4, lett. a) L. R. n. 61/1985 - Piano di recupero in Ditta G.D. Uno Via Alberto Mario Rovigo. Approvazione

Assessore

Leggi intervento

Grazie. Io non ho nessuna difficoltà a rinviare nel pomeriggio. E’ da tanto tempo che è all'Ordine del giorno, per cui una seduta in più non è un problema!

Quello che ci tengo a sottolineare è che a questa deliberazione, già assunta dal Consiglio Comunale, non sono intervenute in maniera ufficiale osservazioni. Che sia chiaro questo! Che le affermazioni che ha appena fatto il Consigliere Maldi, probabilmente saranno delle verità, ma all'Ufficio Urbanistica, a me personalmente, non sono arrivate né raccolte di firme, né osservazioni.

Nessuno in questo momento, allo stato di fatto, e la cosa è conosciuta ormai da tanto tempo, perché è all'Ordine del giorno del Consiglio Comunale almeno da due mesi, questa… a questo Ufficio non è mai arrivata nessuna osservazione.

Intervento n. 137
Pagina 45
Punto 4

Individuazione Zona degradata ai sensi dell’art. 27 L. n. 457/1978 - Variante Parziale al P.R.G ex art. 50, c. 4, lett. a) L. R. n. 61/1985 - Piano di recupero in Ditta G.D. Uno Via Alberto Mario Rovigo. Approvazione

Assessore

Leggi intervento

La cosa mi inorgoglisce, oltre che a rendermi piacere. Allora, questa mattina io non ero a conoscenza di un documento che è stato presentato stamattina, di cui mi è stata data copia alcuni minuti fa. Con il Dirigente all'Urbanistica abbiamo letto il documento che poi adesso io leggerò al Consiglio, perché mi pare che sia un documento di richiesta di attenzione che è doveroso avere presente durante il nostro dibattito.

Prima di leggervi il documento, però, devo riassumere, non certo ai Consiglieri Comunali che sanno abbondantemente e molto bene qual è la procedura… (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 138
Pagine 45–46
Punto 4

Individuazione Zona degradata ai sensi dell’art. 27 L. n. 457/1978 - Variante Parziale al P.R.G ex art. 50, c. 4, lett. a) L. R. n. 61/1985 - Piano di recupero in Ditta G.D. Uno Via Alberto Mario Rovigo. Approvazione

Assessore

Leggi intervento

Io ho qui la copia che mi è stata consegnata, io chiedo al Consigliere Turcato, che l'ha consegnata a me, di darne copia anche ai Consiglieri Comunali che lo richiedono. Siccome vedo che c'è del pubblico, e probabilmente tra il pubblico ci sono i sottoscrittori di questa richiesta di chiarimenti e di interesse e di preoccupazione, io tento molto velocemente di fare un riassunto dell'iter procedurale di questo progetto.

Allora, l'area di cui parliamo, sapete bene è l’area ex Buoso, si colloca in Via Alberto Mario, e attualmente ha un progetto approvato dal Consiglio Comunale alcuni anni fa, passata Amministrazione, ha un progetto approvato per la realizzazione di circa 15.600 m³ di costruito. Voi sapete che il Consiglio Comunale non è chiamato ad esprimersi sul progetto vero, ma è chiamato ad esprimersi nell'individuazione di area di degrado.

Noi abbiamo portato per la prima volta in Consiglio Comunale il progetto che va a modificare la delibera già assunta dal Consiglio Comunale dell'altra Amministrazione. Perché abbiamo voluto portare in Consiglio Comunale, oltre che all’individuazione dell'area degradata, anche il progetto? È per mettere a disposizione del Consiglio Comunale, dell'opinione pubblica anche quello che sarà l'aspetto architettonico dell'area di cui si parla.

Perché? Perché sappiamo molto bene su che siamo in una zona del centro città; siamo in una zona di particolare delicatezza; siamo in presenza di una modifica di un progetto che prevedeva, quello originario, due piani di garage sotterranei e un edificato di sei piani fuori terra. Cioè, un volume che 45 sostanzialmente, sempre di 15.600 metri cubi, ma che organicamente si metteva in quello spazio con una penetrazione di diversi metri nel terreno e con un'estensione verso l'alto abbastanza evidente.

Il procedimento, che ha subito questa richiesta di modifica, è stato molto lungo.

Basta andare a vedere la data di presentazione del progetto: tutte le fasi di attenzione che si sono avute sia presso gli Uffici dell'Urbanistica che nella Commissione Edilizia, che nella III Commissione Consiliare, che nel Consiglio, tutte le fasi del progetto ovviamente avevano come punto focale di attenzione il fatto che il manufatto che si andava a costruire non avesse un livello impattante, in particolare sulla falda, molto evidente.

Tant’è che il progetto che venne presentato il 12 dicembre a questo Consiglio Comunale prevede un unico seminterrato, non prevede più i due piani sotto terra, prevede un semi interrato. E il manufatto che viene realizzato è un manufatto sostanzialmente che si sviluppa a una altezza più bassa del precedente, ma che ha una caratterizzazione architettonica abbastanza innovativa.

Io penso che il Consiglio Comunale nelle sue responsabilità debba vedere anche questo; è per quello che l’ho portato in Consiglio, perché si veda anche questo, si veda tutto con le preoccupazioni che vengono segnalate da questo documento che mi è stato consegnato alcuni minuti fa e che vi leggo, o che, ovviamente, visto che lo avete, che potete leggere e quindi io sostanzialmente riassumo.

Questo documento chiede di particolare attenzione a tutte le fasi procedurali di costruzione per non correre il rischio di trovarsi in situazioni come la nostra città ha già visto, e che poi hanno trovato anche delle difficoltà nel responsabilizzare i colpevoli e di individuarli e di punire i colpevoli, per cui la preoccupazione dei cittadini è sicuramente, sicuramente anche la nostra.

Quello che secondo me c'è già in questo documento è la richiesta di partecipare alla fase successiva, e cioè la richiesta di partecipare a tutte le fasi che da adesso in avanti vedranno coinvolto il nostro Ufficio, l'Ufficio all'Urbanistica, nel permesso di costruire che noi qui non diamo, ma che è una competenza del Dirigente al settore che, sulla scorta dell'individuazione di area degradata che dà il Consiglio Comunale, analizza il progetto e lo approva.

Io penso -credo di interpretare anche la volontà del Dirigente- che i sottoscrittori di questo documento siano parte in causa, e come tali debbano essere consultati o informati in ogni fase successiva alla decisione che è già stata assunta dal Consiglio Comunale. Questa io non la posso considerare osservazione, e come tale metterla in discussione come osservazione, perché osservazione non è. Tant'è che è sostanzialmente una richiesta di chiarimenti.

Io mi sento però politicamente impegnato a garantire che le cose che vengono richieste con questo documento debbano essere assolutamente rispettate, perché in questo modo si dà soddisfazione sia a chi ha il diritto di costruire, e qui c'è scritto: “Il rispetto dello ius edificandi”, sia però anche rispetto di chi, vicino il casa, potrebbe subire le conseguenze negative di una costruzione di questa natura.

Per cui, io assicuro il Consiglio, ma soprattutto assicuro i cittadini, assicuro la nostra città che da questo punto di vista il nostro occhio non sarà solo vigile e attento, ma sarà scrupoloso, e l'Ufficio questo documento lo ritiene già una richiesta di partecipazione alla fase concessoria, e pertanto io non riesco a capire chi è il primo firmatario del documento!

Però, visto che Danilo Turcato, il Consigliere Turcato me l'ha consegnato, lo invito a segnalarmi chi è primo firmatario e questo primo firmatario sarà da noi informato, e sarà richiesto in ogni fase successiva di questo progetto. Ecco, mi pare, Presidente, di avere -come dire- dato il quadro generale.

Io vi ricordo che questo progetto è già stato adottato dal Consiglio Comunale il 12 dicembre con un voto che non è stato per mia scelta, ma anche per scelta della nostra Giunta, non ha voluto essere condizionato dall'appartenenza alla maggioranza, ma è stato libero, per cui, così come abbiamo lasciato liberi i Consiglieri nella fase di adozione, ovviamente, per quanto mi riguarda e per quanto riguarda la nostra Amministrazione, sono liberi anche nella fase di approvazione. Grazie.

Intervento n. 151
Pagine 53–54
Punto 4

Individuazione Zona degradata ai sensi dell’art. 27 L. n. 457/1978 - Variante Parziale al P.R.G ex art. 50, c. 4, lett. a) L. R. n. 61/1985 - Piano di recupero in Ditta G.D. Uno Via Alberto Mario Rovigo. Approvazione

Assessore

Leggi intervento

Secondi. Allora, il tema del degrado, io condivido molto di quello che è stato detto dall'Aula a proposito dell'individuazione del degrado, e quindi sarebbe necessario avere identificato il degrado, sono cose che ci stiamo dicendo da molto tempo.

Ricordo però a tutti noi, lo ricordo a me stesso 53 prima di tutto, che il Piano Regolatore è un Piano che ha la sua genesi del 1987-88, i primi studi sono stati nel ‘87, poi è stato approvato in Consiglio Comunale nel 1990, è tornato dalla Regione Veneto nel 1994 approvato. Quindi, è un Piano sostanzialmente che ha quella… è databile a quella data.

Nel frattempo sono passati 20 e rotti anni e in tutto questo tempo altre aree, altre zone su cui non si sono fatti gli interventi, su cui non si è provveduto a fare manutenzione sono diventati di degrado. Per cui, era inevitabile che in qualche modo la questione dovesse essere affrontata, e viene affrontata in maniera puntuale.

Molto spesso i cittadini ci sollecitano di intervenire su aree che non sono identificate come aree di degrado, ma che, non essendo state manutenute per parecchi anni, sono diventate oggettivamente oggetto di degrado. Per cui, portatrici di sporcizia e roba di questa natura, per cui è inevitabile che il degrado, le zone di degrado dovrebbero essere periodicamente aggiornate. E per fare questo occorre avere degli strumenti urbanistici e avere anche delle risorse.

Voi sapete, insomma, è inutile che io illustri a voi che sapete meglio di me quali sono i livelli di risorse del nostro Comune! Per cui, ecco, la questione sappiamo bene che è necessario fare un'indagine e un'individuazione puntuale delle zone di degrado, ben sapendo che le zone di degrado però non sono attualmente -come dire- certificabili tutte e quindi bisogna verificare quando ci vengono proposti dei Piani di Recupero, verificare sono o no aree di degrado. Questo è il caso!

Noi abbiamo avuto segnalazione di cittadini che risiedono nelle vicinanze, che se non si mette mano ci assumiamo delle responsabilità. Qui siamo di fronte a questo.

Per quanto riguarda i parcheggi: una delle questioni che sono state sollevate è che già nella fase, in questa fase, che è una fase -ripeto- anomala rispetto all’iter procedurale, già in questa fase noi abbiamo chiesto alla proprietà, e questo c’è stato certificato in una proposta di convenzione, abbiamo chiesto alla proprietà di mettersi a disposizione anche aree ulteriori rispetto al dovuto per quanto riguarda i parcheggi del manufatto.

E questo è un elemento che va… dà anche soddisfazione essendo la questione abbastanza delicata. Per quanto riguarda, invece, le altre osservazioni fatte dal Consigliere Turcato, che adesso non vedo, a cui volevo ovviamente dare risposta, andrà a leggersi il verbale, per quanto riguarda le osservazioni circa la vigilanza e la garanzia sui manufatti che vengono fatte, è evidente, è un tema che non riguarda specificatamente questo manufatto, è un tema che riguarda generalmente gli interventi.

Per cui, uno dei compiti che ha l'Amministrazione, è quello di continuare a vigilare sul livello di -come dire- di uso del territorio e sul livello anche di -come dire- mi sfugge un termine, il livello di rottura che possono capitare. E’ evidente che se c'è un'attenzione -e ripeto e ribadisco quella che è la novità di oggi- che noi considereremo i cittadini che hanno sottoscritto il documento, li considereremo partecipanti al procedimento.

Ripeto, è una novità di oggi, ma è una novità che è prevista dalla norma, è prevista dalla legge. I cittadini che sono interessati a questo manufatto, saranno cittadini che parteciperanno al procedimento, quindi con tutte le informazioni e con tutte le attenzioni che questa loro partecipazione potrà sollecitare. Noi, d'altro canto, non abbiamo nessunissima difficoltà a metterci a disposizione già da subito per quanto riguarda questa procedura.

Mi pare di non avere altro da aggiungere.

Intervento n. 166
Pagina 57
Punto 5

Variante ex art. 4, 2° comma, L. R. n. 24/1985 approvata con D.G.R.V. n. 2217/2003. Inserimento ai sensi dell’art. 2 delle N.T.A. della scheda n. 103 in Ditta Rebato- Zago

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente. Allora si tratta di una variante con il cambio di destinazione d'uso di edifici non più funzionali alla conduzione del fondo agricolo. Qui è, come prassi che facciamo da tanto tempo, i volumi non più funzionali della conduzione del fondo vengono variate le loro destinazioni, la delibera è stata vista in III Commissione Consiliare, e i cinque Consiglieri presenti hanno votato all'unanimità.

11 maggio 2010

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

4 interventi
Intervento n. 39
Pagine 10–11
Punto 2

Nomina componente della 4^ Commissione Consiliare e della 6^ Commissione Consiliare in sostituzione del dimissionario Angelo Montagnolo, nominato Presidente del Consiglio Comunale

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente. Sarei uno stolto se dicessi che c'è una data certa di spostamento della Stazione delle Autocorriere da Piazza Cervi allo Scalo merci. Non sono abituato ad essere, come dire… di fuggire dalle responsabilità!

Io posso riconfermare al Consiglio che c'è il massimo impegno da parte dell'Amministrazione a perseguire il Protocollo d'Intesa che, con le Ferrovie dello Stato, è stato sottoscritto. Ricordo al Consiglio che il Protocollo prevede la cessione dell'area attualmente adibita a Scalo merci, nella disponibilità del Comune, nell'atto di approvazione del Piano di Assetto del Territorio. Questo dice il Protocollo d'Intesa.

Noi abbiamo già predisposto una bozza di accordo di programma, che stiamo concordando con le Ferrovie dello Stato, perché questo, nel momento in cui sarà approvato definitivamente il PAT, in quel momento l'accordo di programma sarà sottoposto al giudizio del Consiglio Comunale, con l'acquisizione, nella disponibilità del Comune, dell'area su cui fare insistere la Stazione delle Autocorriere.

Voi capite che -concludo, Presidente- voi capite che l'imbuto, il collo, è il passaggio sul PAT, il PAT è… le osservazioni sono scadute il 3 maggio, in questi giorni gli Uffici stanno predisponendo tutta la documentazione per analizzarle, insieme con la Regione, dopo di che saremo, probabilmente, pronti a tornare in Consiglio Comunale per l'approvazione. Questo è sostanzialmente.

10 Poi il Presidente mi sollecita a chiudere, mi riservo ovviamente a dare spiegazioni, magari anche de visu, al Consigliere che ha fatto l'interrogazione.

Intervento n. 43
Pagine 11–12
Punto 2

Nomina componente della 4^ Commissione Consiliare e della 6^ Commissione Consiliare in sostituzione del dimissionario Angelo Montagnolo, nominato Presidente del Consiglio Comunale

Assessore

Leggi intervento

Sì, per la verità, io rispondo allo stesso modo, sia alla prima che alla seconda delle interrogazioni del Consigliere Nonnato. E cioè faremo fare agli Uffici le verifiche, in particolare per quanto riguarda l'ipotizzato parcheggio sull’area dell’ex pattinaggio di Viale Trieste, faremo fare una verifica di che dimensioni ci sono e quanti posti auto… tenendo conto della possibilità di circolare poi dentro con le auto, è possibile ricavare.

Allo stato attuale non c'è alcun progetto di realizzazione di parcheggio in quell'area. C'è invece un progetto di recupero dell'intero complesso della palestra di Viale Trieste, con annesso l'ex pista di pattinaggio ma, non essendo ad oggi presa una decisione, è evidente che faremo fare agli Uffici le verifiche anche per andare nella direzione che lei suggerisce.

11 Per quanto riguarda il Parco Maddalena è evidente che la piovosità del periodo ed il fatto che ci sono abbastanza invasi, c'è un ristagno dell'acqua che favorisce, come dire, la riproduzione delle zanzare.

Ecco, i Consiglieri, il Consiglio, deve tener conto che il Parco è stato realizzato in due momenti successivi: sostanzialmente oggi, quando si realizzano i Parchi, quello che si fa è quello di creare dei bacini di raccolta delle acque piovane; lì non è stato fatto il bacino, per cui l'acqua che c'è in questo momento a ridosso del Parco necessita ovviamente di canalizzazione sulla fognatura pubblica.

Bisognerà metterci mano perché il fenomeno venga regimentato in maniera abbastanza diversa di quello che è attualmente. Faremo fare agli Uffici anche qui una verifica delle potenzialità di spesa e poi relazioneremo al Consiglio.

Intervento n. 53
Pagina 15
Punto 2

Nomina componente della 4^ Commissione Consiliare e della 6^ Commissione Consiliare in sostituzione del dimissionario Angelo Montagnolo, nominato Presidente del Consiglio Comunale

Assessore

Leggi intervento

Sì. Il Consigliere Guarnieri, come sempre, mette in bocca alle persone cose che lui pensa abbiano detto! Allora, io non ho mai detto che alla finestra o fuori dall'area indicata come Urban Labor ci sono degli investitori individuabili.

Io, credo noi, poi alla fine è stata la nostra maggioranza che ha proposto un’ipotesi di sviluppo, legata alla valorizzazione di un Polo scientifico, peraltro già presente. Il Polo scientifico, peraltro già presente, che continua ad avere successi a carattere internazionale. Il progetto del Professor Bariani ha ottenuto il finanziamento, proprio a seguito di questa scelta fatta dal Comune di Rovigo, ha avuto un finanziamento di € 4 milioni da parte della Fondazione della Cassa di Risparmio.

Ma credo che il Consigliere Comunale dovrebbe sapere queste cose, basta guardare nel Bilancio della Fondazione, c'era scritto questo tipo di investimento. Un investimento che sta dando dei frutti, tant'è che il Professor Bariani sta avendo contratti, non contatti, ma contratti con una società aerospaziale norvegese, con una società aerospaziale svedese, e con un insieme di ulteriori laboratori di ricerca a livello europeo. Il filone di ricerca si sta quindi espandendo in un livello estremamente ampio.

Il Consigliere Guarnieri non deve banalizzare il progetto Urban Labor a sua -come dire- a sua scelta! Perché il progetto Urban Labor, ovvero Progetto Strategico Regionale, è tuttora… oggi ne abbiamo 11 del mese di maggio del 2010, la Giunta Regionale è già fatta, non mi risulta che sia stata revocata la delibera di approvazione del Progetto Strategico Regionale Urban Labor, anzi… anzi io sono stato convocato per questi giorni a Venezia, per andare a discutere con il nuovo Assessore i dettagli dell'operazione.

Per cui la questione è tuttora in corsa, è tuttora in valida, è tuttora considerata dai dirigenti regionali, che con noi hanno predisposto il disegno Urban Labor, è tuttora considerata Programma Strategico. Di conseguenza, per quanto ci riguarda, non è cambiato nulla, salvo che si è agganciato un finanziamento della Fondazione della Cassa di Risparmio e si sono agganciati dei contratti fatti dalla redazione del progetto del Professor Bariani.

Intervento n. 66
Pagina 17
Punto 2

Nomina componente della 4^ Commissione Consiliare e della 6^ Commissione Consiliare in sostituzione del dimissionario Angelo Montagnolo, nominato Presidente del Consiglio Comunale

Assessore

Leggi intervento

Sì. Io ringrazio il Consigliere Romanin per avere riportato all'attenzione dell'Amministrazione questo tema. Necessiterebbe di un approfondimento notevole il fatto per il quale il Comune di Rovigo oggi non è dotato di un Regolamento per l'installazione e la gestione delle antenne per la telefonia mobile.

Mi preme risottolineare quanto ha detto il Consigliere Romanin della differenza tra le emissioni degli elettrodotti, dalle emissioni delle antenne per telefonia. Stiamo parlando di due situazioni estremamente diverse con -come dire- con interesse sulla salute pubblica molto diverse.

Però c'è da dire che noi siamo di fronte ad un decreto legge, convertito poi in legge, dell’allora Ministro delle Telecomunicazioni, Gasparri, che rese i Comuni -come dire- non autonomi nella scelta di dove collocare e come collocare le antenne. Ora Padova ha fatto dei passi molto importanti, riuscendo a realizzare un Regolamento che ha messo insieme le compagnie di telefonia mobile e gli interessi della comunità.

Io penso che sia giunto il tempo perché anche Rovigo -cosa che peraltro le compagnie non hanno gradito, quando abbiamo fatto richiesta di sedersi attorno ad un tavolo- le compagnie cambiassero il loro orientamento, quelle almeno che hanno sottoscritto sia Padova e che non vogliono sottoscrivere Rovigo, che si sedessero attorno ad un tavolo con noi, e questo Regolamento, che è stato approvato a Padova, potesse trovare anche Rovigo una soluzione.

Ecco, io mi impegno -il mio impegno non è mai mancato da questo punto di vista, e me ne può rendere atto il Consigliere Romanin- ma mi impegno a riconvocare un incontro con le compagnie per la telefonia mobile, di sedersi attorno ad un tavolo e di andare verso questa realizzazione, ben sapendo che il tema più grave sono gli elettrodotti da 132.000 volt che solcano i cieli delle nostre scuole elementari.

Questo è un tema molto più impegnativo, che richiederebbe una sensibilità molto maggiore di quella che si è sempre dimostrata da parte del gestore delle reti di distribuzione della corrente elettrica. Grazie.

21 aprile 2010

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

7 interventi
Intervento n. 91
Pagina 28
Punto 2

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente. In relazione… Posso dare la risposta? (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 95
Pagina 29
Punto 2

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Sì. Io, rispetto all'interrogazione del Consigliere Maldi… allora, i giornali, per quanto autorevoli possono essere, non possono costituire luoghi deputati alle decisioni. Quindi, quello che si legge sui giornali non è la decisione che sarà probabilmente presa.

E’ stata chiesto a Veneto Strade di predisporre diverse alternative alla soluzione del cosiddetto “Collegamento Est-Ovest”, erroneamente chiamato “Passante Nord”. Ripeto, erroneamente chiamato “Passante Nord”, si continua ad insistere che questo è il Passante Nord, ripeto che non è il Passante Nord, basta vedere le tavole del Piano Regolatore e le tavole del PAT. Veneto Strade ha inviato al Comune una proposta, l'ha inviata giovedì scorso, credo sia arrivata questa mattina in Comune, o ieri mattina in Comune!

Questa proposta, che ha inviato Veneto Strade, sarà valutata prima dagli organi tecnici e poi dalla Giunta. Se la Giunta deciderà che la proposta inviata da Veneto Strade è accoglibile, essendo in variante rispetto al tracciato già approvato dal Consiglio Comunale, necessariamente dovrà essere un tracciato che dovrà trovare l'approvazione da parte del Consiglio Comunale.

Quindi, se la Giunta deciderà di accogliere la proposta di Veneto Strade, e allo stato attuale la Giunta non ha neanche visto il progetto di cui parlano i giornali questa mattina, se la Giunta valuterà accoglibile quel progetto, dovrà necessariamente attivare tutte le procedure di variante. Le procedure di variante sono note al Consiglio, sono quelle di proposta di variante, convocazione della III Commissione, la III Commissione farà le sue valutazioni e Consiglio Comunale.

Questo è quanto rispetto al cosiddetto Passante Nord. Grazie.

Intervento n. 97
Pagina 29
Punto 2

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

(L'Assessore parla a microfono spento). Ho detto la III Commissione (parole incomprensibili) MALDI PLACIDO - Consigliere I Socialisti. Ah, va bene!

Avevo capito Lavori Pubblici!

Intervento n. 138
Pagine 36–37
Punto 2

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Io sarò telegrafico. Allora, le ipotesi allo studio, sono sostanzialmente due, come diceva la collega Romeo. Io escluderei abbastanza rapidamente il tracciato arginale, anche perché inserito nel percorso della pista ciclabile che da Monaco va al mare.

E quindi lo escluderei. Stiamo lavorando, invece, su un altro percorso, che è in argine dello scolo Pestrina. Ci sono due ipotesi, una a destra ed una sinistra di questo scolo.

Il dato è che si deve passare ovviamente su proprietà private; queste proprietà privata le stiamo contattando per chiedere la disponibilità a delle servitù di passaggio, contemporaneamente abbiamo 36 fatto un calcolo approssimativo dei costi. Qui ho un calcolo approssimativo dei costi ed entrambe le soluzioni lungo il percorso del Pestrina ha un valore di circa € 1.500.000. Questo è un altro elemento estremamente complicato, perché noi non abbiamo questa disponibilità economica.

Ovvio che, se dovessimo trovare delle risorse che ci aiutino ad andare in questa direzione, saremmo prontissimi a fare l'intervento immediato con redazione del progetto ed esproprio delle aree. Oggi non siamo in queste condizioni, per cui stiamo aspettando le consultazioni che stanno avvenendo tra le parti, perché su un lato ci sono tre fratelli proprietari, sull'altro lato ce ne sono uno, due, tre, quattro, cinque, sei proprietà.

Del fatto, tra l'altro, io me ne sto occupando da tempo, perché sollecitato dal Consigliere Guerrato, e su questo stiamo lavorando. Appena avremo risposte concrete e definite, anche da parte della società Nuova AMIT, saremo disponibili a darle. Grazie.

Intervento n. 182
Pagine 47–48
Punto 2

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Allora, abbiamo molto a cuore la sorte delle aziende in generale, e abbiamo molto a cuore anche le aziende che insistono sul progetto a cui il Consigliere Salvan fa riferimento. Devo dire con molta serenità che il progetto di rotatoria con sovrappasso è giacente in Comune di Rovigo già da 2005, 2004/2005; già da quel tempo si è fatta la variante urbanistica, perché è allegato direttamente al Piano Regolatore.

Il Piano Regolatore prevedeva una rotatoria elisoidale, che per legge non è più possibile costruire in questo modo, però già il progetto prevedeva il sovrappasso, con tutte le… con tutti i collegamenti 47 che si debbono fare per collegare una rotatoria e un sovrappasso alla viabilità esistente, per dare poi accesso alle aziende citate, ma non solo, perché ci sono anche altre realtà più avanti, dall'altra parte.

Allora, il dato che oggi ci viene richiesto da Anas è quello di aggiornare il progetto, perché non è più possibile costruire la rotatoria in maniera elisolidale, ma bisogna costruire sempre sullo stesso sedime delle rotatorie di tipo circolare. In questo modo c’è un interessamento alla viabilità collaterale abbastanza diverso da quello che era previsto dal Piano Regolatore.

Anas ha chiesto al Comune di fare una variante urbanistica, la stiamo valutando, quindi non è stata fatta alcuna scelta ulteriore; la stiamo valutando. Valutando questa ipotesi è evidente che, se c'è bisogno di variante urbanistica, è come il caso del cosiddetto Passante Nord, citato dal Consigliere Maldi all'inizio della seduta di interrogazioni.

Se invece non c'è bisogno di variante urbanistica perché si tratta di aggiustare i perimetri sui sedili esistenti, rispettando le aree di salvaguardia di rispetto stradale, è evidente che gli Uffici daranno la compatibilità urbanistica, indipendentemente, senza avere un ulteriore passaggio in Consiglio Comunale.

Allo stato attuale io ho chiesto agli Uffici di farsi dare il progetto, quello definitivo che ha in mano l’Anas; io personalmente non l'ho visto, né all'Urbanistica l'abbiamo visto, ai Lavori Pubblici, proprio da una verifica di ieri, penso che sia un progetto non del tutto simile a quello su cui sta lavorando Anas, per cui mi sono impegnato, assieme all'Ingegner Moscardi, ad andare a Venezia all'Anas, a farmi dare un progetto su cui stanno lavorando, perché ci sono delle distonie… Sì, ci sono delle distonie consistenti, in particolare per quanto riguarda l'area De Bolfo, tanto per fare nome e cognome, per cui abbiamo bisogno di capire con precisione dove e come verrà collocata.

Poi è evidente che il Comune vorrà fare un suo intervento anche sul progetto Anas, non potrà non subire solo! E’ evidente che se il progetto è quello di chiudere l'accesso alle aziende che il Consigliere Salvan citava, è evidente che non è nell'interesse della nostra comunità, non è interesse della nostra Amministrazione e diremo no. E chiederemo con maggior forza che abbiamo di modificare questo progetto.

Sappiate però che questo non è un progetto novità. E’ un progetto che è lì da quando abbiamo fatto il Piano Regolatore. Di conseguenza se Anas si attiva a fare un progetto di Piano Regolatore, noi non possiamo dire altro che è così.

Intervento n. 188
Pagine 50–51
Punto 2

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Grazie, grazie Presidente. Allora, partiamo… la risposta alla seconda è la stessa risposta che ovviamente ho dato al Consigliere Maldi. Ribadisco, ecco, che quello che si legge sui giornali, anche per incominciare ad introdurre anche la risposta alla prima sua interrogazione, quello che si legge sui giornali non sempre è quello che oggettivamente è!

Io l'ho appreso dai giornali che ci sarebbero due rotatorie in Via Sacro Cuore, di cui non conosco, allo stato attuale, non conosco dinamica. Però ho appreso dai giornali che qualcuno ha formalizzato questa proposta, appena arriverà la valuteremo con gli Uffici.

Per quanto riguarda il Censer, anch'io ho letto tempo fa, non ieri né oggi, tempo fa sul Carlino ho letto che ci sarebbe una richiesta di variante urbanistica, applicando l'articolo 50 della legge 61, riferentesi ad una porzione di proprietà del Censer, chiedendo... Il Censer chiederebbe la variante urbanistica per avere liquidità. Allora, la domanda c’è, il Censer ha fatto questa domanda; il problema che abbiamo noi è quello di valutare se a questa domanda è possibile dare una risposta, perché?

Perché l'area di cui si parla è inserita all'interno di un progetto strategico regionale, che si chiama Urban Labor, che ha una sua norma che è stata adottata da questo Consiglio Comunale, e cioè che il progetto Urban Labor dovrà trovare la sua funzionalità attraverso un master plan. Fintantoché non c'è questo master plan, diventa abbastanza difficile riuscire a fare qualsiasi trasformazione. Il Censer, però, fa una richiesta, citando l'articolo 50 della legge 61.

Allora, all'articolo 50 della legge 61 prevede che se la porzione di terra è inferiore ai 10.000 metri e se il Comune può fare varianti urbanistiche finalizzate alla realizzazione di servizi pubblici, questo lo può fare. Questo si può fare.

Stiamo valutando con la Regione, io mi sono incontrato già una volta con il Commissario all'Urbanistica, ingegner Fabbris a Venezia, mi devo reincontrare anche la prossima settimana, stiamo valutando quanto questa eventuale variante urbanistica può influire sul programma strategico regionale, che è, come voi sapete, di un'estensione molto più ampia, e che comunque prevede al suo interno la collocazione di servizi pubblici.

Per cui, sostanzialmente dai primi approcci c'è una condivisione, anche da parte dell'ingegner Fabbris, di congruità, per cui valuteremo dal punto di vista strumentale, proprio dello strumento urbanistico, come è possibile dare risposta positiva alla variante che ci chiede il Censer.

Detto ciò, è evidente che, essendo una variante urbanistica, necessita del percorso delle varianti urbanistiche, così come ho detto per il cosiddetto Passante Nord, così come ho detto per la rotatoria 50 con sovrappasso di viale Porta Po con la Tangenziale Est, così ribadisco che le varianti urbanistiche che si mettono in campo, devono necessariamente passare per l'organo competente, che il è Consiglio Comunale con tutte le sue articolazioni, la III Commissione Consiliare e il Consiglio Comunale.

Appena saremo nella condizione di avere gli strumenti e che la Giunta li avrà valutati, partirà la procedura di adozione, di osservazione e di attuazione definitiva. Questa è la procedura. Non è che possiamo inventare altre procedure!

Per cui, per quanto riguarda la tranquillità del Consiglio, io mi sento proprio di tranquillizzare tutti, non stiamo facendo nulla di nascosto, non stiamo facendo nulla di fuori norma! Tutto quello che è nelle nostre conoscenze, sarà nelle vostre conoscenze. Per quanto riguarda la questione ASM si trasferisce o no in questo eventuale spazio trasformato, voi capite che diventa immediatamente di secondo piano.

Il Censer è una società pubblica, se ottenesse la variante la dovrebbe mettere in vendita per appalto, cioè per concorso, quindi chiunque dovrebbe poi poter partecipare. Se ASM è interessata ad acquistare dei terreni, è una questione che riguarderà ASM. Certo è che non si può fare uno più uno.

La variante Censer ha un suo iter procedurale. La questione del trasferimento degli uffici di ASM è tutt'altra cosa. Grazie.

Intervento n. 194
Pagina 54
Punto 2

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Sono in grado di dare delle spiegazioni, ecco, più che delle risposte, per quanto riguarda la SACAP sostanzialmente. Allora, come il Consigliere Bimbatti sa, anche a seguito della sua interrogazione, i Vigili sono andati; io non ho visto le sanzioni, anche perché non sono di natura... sono questioni di natura politica, per cui oggettivamente io non le voglio neanche vedere. Credo che siano questioni amministrative, avranno il loro corso e via.

Per quanto riguarda, invece, la questione dello spostamento della SACAP, su questo invece ci stiamo impegnando. Allora, io ho incontrato Ghirardello, il proprietario, e con lui abbiamo fatto alcune ipotesi. Allora, detto che non è che si possa prendere un'azienda e, d’emblée, metterla su un'altra parte, a meno che l'azienda non abbia essa stessa volontà di spostarsi!

L'azienda ha dimostrato volontà di dare risposte positive allo spostamento, chiede però alcune - come dire- garanzie.

Le garanzie di: essere posta ancora a nord della città, perché se la spostassimo a sud della città, avrebbe tutto un altro tipo di mercato, per cui la scelta è quella di andare a collocarla a nord della città; di avere la possibilità non solo di trasferire l'attuale attività aziendale, ma avere anche la possibilità di espandere l'attività industriale, attualmente svolta, perché uno spostamento di questa natura ha costi consistenti, e questi costi ovviamente devono poi essere ulteriormente aggravati dal costo di nuovo insediamento, per cui c'è chiesta la possibilità.

Noi abbiamo alcune ipotesi, che ovviamente sono oggi allo studio, non sono in grado di dare la collocazione in questo momento, ma anche con l'azienda stiamo valutando queste ipotesi. Ci auguriamo, ecco, di riuscire a trovare il combinato disposto, perché oggettivamente i trasferimenti di azienda, seppure -come dire- riescono a trovare il coinvolgimento dei proprietari, sono sempre molto, molto e molto complicati!

Noi, comunque, come lei ben sa, sul PAT abbiamo messo un asterisco sopra l'azienda, per dire che lo strumento urbanistico prevede che quell'attività sia in posizione incongrua. Vuol dire pertanto che, se dovesse l'azienda richiedere un allargamento delle sue attività, già oggi non potrebbe più farlo, perché siamo in regime di salvaguardia, per cui la questione è questa. Quanto riusciremo a trattare con la SACAP non lo so, vedremo di fare il massimo sforzo possibile!

Credo che ci sia buona volontà da parte di SACAP di spostarsi. La buona volontà da parte nostra c'è, è evidente che poi le buone volontà si debbono incontrare con le serie di altra natura, e su questo ovviamente valuteremo!

L'indicazione che lei fa di concentrare la SACAP con la Nuova AMIT, anche questo è uno degli elementi che stiamo valutando, proprio perché stiamo analizzando quel percorso lungo l'argine dello scolo Pestrina, che dovrebbe in qualche modo spostare il traffico dal centro di Boara verso la campagna. E su questo ovviamente ch’è il massimo sforzo ed il massimo impegno da parte nostra. Grazie.

10 marzo 2010

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 268
Pagina 81
Punto 12

Approvazione di Bilancio di Previsione esercizio finanziario 2010, relazione previsionale e programmatica 2010/2012, Bilancio Pluriennale 2010/2012 e relativi allegati

Assessore

Leggi intervento

Amico!

9 marzo 2010

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

9 interventi
Intervento n. 155
Pagina 40
Punto 3

Verifica e determinazione prezzo aree e fabbricati da cedere in proprietà o in diritto di superficie. Anno 2009

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente. Buonasera a tutti. Questa è una delibera che dobbiamo assumere prima dell'adozione del Bilancio… prima dell'approvazione del Bilancio.

Si tratta di un'area, l'ultima area rimasta in proprietà del Comune edificabile, è stata assegnata all'Ater ancora tanto tempo fa. Siamo ancora in una fase di contrattazione del prezzo, ci sono state delle differenze di valutazione; oggi siamo arrivati alla conclusione del percorso. L'area si trova a Boara, ha un importo complessivo di € 140.450,62; di questi € 33.253,16 sono già stati anticipati dall’Ater.

Adesso c'è l'accordo di pagare il residuo e quindi portare a compimento questa operazione.

Intervento n. 159
Pagine 40–41
Punto 3

Verifica e determinazione prezzo aree e fabbricati da cedere in proprietà o in diritto di superficie. Anno 2009

Assessore

Leggi intervento

Sì. Il Consigliere Maldi ha ragione. Abbiamo già detto anche l'anno scorso, perché anche l'anno scorso ci siamo trovati nella stessa condizione!

E’ un percorso che ha avuto delle difficoltà di percorrenza perché c'è stata una valutazione diversa tra gli uffici Comunali e l’Ater. Dov'è diversa la questione? La questione è diversa perché l’Ater è destinatario di un finanziamento.

Questo finanziamento è fine a se stesso. 40 Dove c'è stata la differenza? Nel fatto che noi abbiamo dovuto mettere a carico dell'Ater anche il 10% del costo di progettazione.

Con questa diatriba si è andati avanti fino a quest'anno, adesso l'abbiamo risolta. Per cui portiamo a compimento questa deliberazione. Tutto qua.

Ma quello che dice il Consigliere Maldi, è vero! Al quale, Consigliere Maldi, giustamente, io devo anche ulteriormente ringraziarlo per le modifiche che ci ha fatto fare alle norme del PAT, perché ci ha fatto inserire nelle prossime trasformazioni… ci siano delle aree, e quindi abbiamo a disposizione più aree possibili. Ecco, quindi, complimenti al Consigliere Maldi.

Intervento n. 162
Pagina 42
Punto 5

Permesso di costruire U.T. n. 1050/2009 in Ditta ATER Rovigo, via Forni di Granzette - Applicazione art. 14 DPR n. 380/2001

Assessore

Leggi intervento

Se permette, Presidente, le presento sia il Punto 4 che il Punto 5, perché sono due situazioni simili. Si tratta di…

Intervento n. 164
Pagina 42
Punto 5

Permesso di costruire U.T. n. 1050/2009 in Ditta ATER Rovigo, via Forni di Granzette - Applicazione art. 14 DPR n. 380/2001

Assessore

Leggi intervento

Per ottimizzare i tempi, faccio un'unica presentazione, perché si tratta dello stesso problema. Il problema è che noi chiediamo di andare in deroga agli stacchi del confine, per la realizzazione di case dell'Ater. Perché è necessario andare in distacco del confine?

Allora, andiamo in distacco del confine, in Via Buozzi perché si ricostruisce l’esistente che è già una distanza tra confini fuori dalla norma consentita dal Piano Regolatore.

Andiamo, invece, in deroga al distacco del confine in Via Forni, perché l’Ater ha fatto un bando di concorso, ha vinto un progetto; questo progetto si colloca su un'area di proprietà Ater, che ha una sua dimensione, collocando questo progetto, così com'è, già esecutivo, all'interno di questo lotto, sfora di 70 cm circa dal distacco del confine.

Per cui, il Consiglio Comunale, così come previsto dalla norma, può, essendo queste opere pubbliche, che hanno interesse generale, interesse pubblico, può andare in deroga allo stacco del confine, previsto dal Piano Regolatore. Quindi, sia per quanto riguarda Via Buozzi, che per quanto riguarda Via Forni, la questione è semplicemente di dare la possibilità all'Ater di costruire delle case in edilizia economica popolare, con i mezzi e con le risorse che ha!

Uno è l'edificato esistente, Via Buozzi, un altro è il progetto esistente che è frutto di un concorso di idee. Grazie.

Intervento n. 168
Pagine 42–43
Punto 5

Permesso di costruire U.T. n. 1050/2009 in Ditta ATER Rovigo, via Forni di Granzette - Applicazione art. 14 DPR n. 380/2001

Assessore

Leggi intervento

Allora, qui il problema della Via Buozzi è che si deroga al distacco dalla strada. 42 Allora, c'è un fabbricato al piano terra che è sulla strada, si costruisce anche sopra il fabbricato, che non si può staccare di 5 m dalla strada, quindi, si mette in linea. Ecco perché c'è la necessità di fare la variante.

Intervento n. 171
Pagina 44
Punto 6

Variante al PRG ai sensi dell’art. 5 del DPR n. 447/199 Ditta Cuccato Legno Srl. Approvazione

Assessore

Leggi intervento

Grazie Presidente. Ecco, questo -quella che presentiamo oggi- è una delibera di sportello unico delle attività produttive. Noi ci troviamo di fronte ad un’attività produttiva, in Viale Porta Mare, è una rivendita di legnami.

Questa attività ha chiesto di poter ampliare la sua superficie coperta, per svolgere appieno un'attività artigianale e commerciale, funzionale al raggiungimento dei suoi obiettivi. Questo è uno degli esempi classici della procedura di sportello unico, cioè si fa una Conferenza di Servizi, con tutti i soggetti coinvolti ed interessati e, il risultato della Conferenza dei Servizi, di per sé diventa Variante.

La Variante ovviamente deve essere portata in Consiglio Comunale, è però una Variante specifica per quell’attività lì. Non può essere una Variante diversa da quell’attività. Per cui, questo tipo di ampliamento è solo funzionale alla Ditta proponente, Cuccato legnami, e domani che, per ipotesi, la Ditta Cuccato legnami non svolga più questo tipo di attività, quel volume che viene oggi concesso, ritorna ad essere terreno agricolo.

Per cui, ecco, è una facilitazione. (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 172
Pagina 44
Punto 6

Variante al PRG ai sensi dell’art. 5 del DPR n. 447/199 Ditta Cuccato Legno Srl. Approvazione

Assessore

Leggi intervento

Sì, è terreno agricolo oggi questo qui. Allora, quello che viene, che si deve approvare oggi, è dare la possibilità ad un’attività imprenditoriale di svolgerla, attraverso un ampliamento. Qualora questa attività imprenditoriale dovesse terminare, il tutto ritorna com’è ora, cioè come era precedentemente allo sportello.

Grazie.

Intervento n. 184
Pagina 47
Punto 7

Piano di lottizzazione denominato “Giardino 3” in Mardimago, applicazione art. 15 NTA. - Approvazione

Assessore

Leggi intervento

Sì. Questa è una lottizzazione in fase di realizzazione; e in fase di realizzazione, nella verifica dei confini, si è colto che ci sono delle differenze rispetto a quanto è stato approvato, le differenze sono di 1 m sul confine di due lotti. Adesso, con questa Variante, sostanzialmente riperimetriamo secondo il calcolo esatto, i lotti che vengono interessati diventano leggermente più piccoli.

Per cui la questione è stata vista in Commissione, è all'unanimità, mi pare che su questa c’è stata l'unanimità dei Commissari che hanno ritenuto utile questa riperimetrazione, visto che i dati oggettivi sono questi. Evidentemente, quando si è approvata la lottizzazione, non si era nella condizione esatta di avere la perimetrazione. Ripeto, è il restringimento di un confine, mi pare di un adattamento di pochi metri, ecco.

Intervento n. 188
Pagina 48
Punto 8

Conferma, per l’anno 2010, dell’aliquota dell’addizionale comunale

Assessore

Leggi intervento

(Parla a microfono spento) No, è numero 8.

22 dicembre 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

9 interventi
Intervento n. 9
Pagine 5–7
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Assessore

Leggi intervento

Allora, molta parte, Consigliere Avezzù, molta parte delle risposte sulla questione della viabilità sono state date ieri, però è buona l'occasione per ribadire alcune considerazioni circa il fatto che per molti è passato il concetto che la strada lungo il Ceresolo sia il Passante Nord. Quando si parla di pianificazione a livello di PAT, non è pensabile non proiettarsi in una situazione che è molto al di là dell’attualità.

Quando si fanno le pianificazioni si pensa a quello che sarà la città del prossimo decennio o quindicennio. Allora, il disegno che è portato all'attenzione del Consiglio per l'adozione, non prevede una modifica delle previsioni del PRG vigente. Il PRG vigente, già nel 1989/90 aveva fatto delle scelte strategiche molto importanti, inserendo il Passante Nord a nord, il Passante Ovest a ovest.

Ciò nonostante si è realizzata una viabilità da considerare più interna che di grande comunicazione, tant'è che le tipologie di strade realizzate, 5 faccio riferimento al Passante tra Via del Lavoro e Via Forlanini, la categoria di strada che si è realizzata non è una categoria specifica di strada a grande scorrimento, è una categoria di strada urbana, così come lo è la categoria della strada che da Villadose arriva a Rovigo.

Sono strade, sostanzialmente, urbane che non hanno un grande, come dire, significato dal punto di vista della pianificazione. Per cui, quando si è pensato di fare le strategie di grande comunicazione, si è valutato con attenzione la situazione, si è ritenuto che le strade che si erano eseguite avevano sì un significato di Passante provvisorio, perché il grande livello di comunicazione, necessario per una città capoluogo, non sono certamente di categoria C, come sono le strade che sono state realizzate.

Per cui, il significato di avere sulla carta entrambe le soluzioni è che non potevamo non fotografare il dato esistente, i Passanti realizzati, erroneamente chiamati Passante Nord e Passante Ovest, e però nella strategia dello strumento di pianificazione deve esserci anche un disegno più ampio. Questo per quanto riguarda la questione delle viabilità.

Per quanto riguarda la questione delle aree servizi, risultanti tra il Passante sul Ceresolo e il Passante sul Piano, allora questa, come il Consigliere Avezzù sa, avendo anche lui tanti galloni e tanti anni di presenza in questo Consiglio Comunale, questa è una scelta che fece ancora il Piano Regolatore, che noi consideriamo sostanzialmente riproducibile anche per il Piano, ma che è stato anche uno degli elementi a cui ha fatto riferimento la Giunta Avezzù quando ha parlato del ruolo - pagina 11 del documento preliminare- quando ha parlato del ruolo strategico per le aree di destinazione ai servizi del PRG vigente non attuate.

E il Consigliere Avezzù, a quel tempo Sindaco, scriveva: “Acquisire un ampio demanio di aree pubbliche da destinarsi a servizi”, e poi diceva anche: “Attuare in tempi brevi ampie aree a verde estensivo boscato”.

Questo lo scriveva Avezzù e io ritengo, noi riteniamo che questa sia una delle scelte strategiche che rifà lo strumento urbanistico, che riconferma, e quindi le aree a servizi si collocano sul lato sinistro del Ceresolo, fino ad arrivare a incrociare la Passante Nord, che è nel Piano, sono aree che hanno questa funzione: di fare da cuscinetto all’espansione della città con una funzione di salvaguardia.

Non è per nulla in contraddizione quest'area con l'area dell’Urban Labor, perché l'area dell’Urban Labor ha funzioni, come abbiamo sentito e ben detto ieri, ha funzioni molto diverse da queste.

L'area -mi dispiace non sia presente il Consigliere Zangirolami, perché avrei voluto rispondergli anche più nel dettaglio- l'area dell’Urban Labor è caratterizzata… sembra enorme, ma è caratterizzata da circa 80 ettari dell'Istituto Sperimentale Bieticolo, che è e rimane Istituto Sperimentale Bieticolo, e che ha bisogno di terreno su cui non edificare, per svolgere la sua funzione di laboratorio di ricerca, che si sposa esattamente con i laboratori di ricerca che sono stati già implementati all'interno dell’Urban Labor.

Di conseguenza non è pensabile che nell'area, negli 80 ettari dell'area dell’Istituto Sperimentale di Bieticoltura, si possa insediare la men che minima costruzione, perché ha questo significato: di sposare la filosofia dell’Urban Labor, perché proprio Labor non è solo lavoro, ma è laboratorio Rovigo. E questa è una delle funzioni che deve avere quest'altra area.

Quello che rimane dell’Urban Labor sono area produttiva, la prima area produttiva di Granzette, il Manicomio e il Censer sostanzialmente, a cui queste abbiamo detto di dare funzioni di offerta di servizio, servizio collegato a quanto c'è oggi implementato e su quanto si potrà sviluppare ulteriormente. Quindi, le due cose non sono somma di una o dell'altra, o alternativa una all'altra, o significato di continuità l'una con l'altra: hanno proprio significati completamente diversi.

Per quanto riguarda la questione dei PATI -Paolo carissimo- è una scelta che avete fatto con il documento preliminare. Non è una scelta che si poteva modificare in corso d'opera, salvo modificare il documento preliminare, salvo modificare l'intero assetto che aveva portato alla produzione di questo documento preliminare, che ha avuto in sé tutta una serie di passaggi pubblici di condivisione e di relazione.

Se noi… io lo dirò in fase finale della discussione di oggi, io penso che sia stato un errore politico, ma lo dico con molta serenità perché… proprio perché non si è voluto cogliere il significato forte di 6 una pianificazione intercomunale ampia, probabilmente o per scelta politica, o per mancanza di possibilità di rapporti. Io su questo non voglio intervenire.

Dico solo che altre comunità come Padova hanno fatto un PATI sostanzialmente provinciale, cioè i singoli comuni hanno relazionato il loro PAT ad un disegno strategico provinciale, e l'Amministrazione Provinciale di Padova ha soltanto svolto un ruolo di coordinamento. Qui, invece, si è dovuto, ripeto secondo me strategicamente sbagliando, si è voluto fare un documento tutto limitato al perimetro del Comune capoluogo, e quando si fanno queste scelte si assumo anche le conseguenze.

Le conseguenze sono state che gli altri Comuni si sono messi insieme. Grazie.

Intervento n. 22
Pagine 12–13
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Assessore

Leggi intervento

Io ringrazio ovviamente l'architetto Ronsisvalle, che è la progettista del PAT e che quindi ha preso in mano la situazione dalla sua origine. E giustamente l'architetto Ronsisvalle ha dato la risposta che si doveva dare circa la perimetrazione degli ATO: fa parte di un disegno che parte dal documento preliminare. Quindi, in perimetro degli ATO è stato disegnato, e non poteva essere modificato se non attraverso la modifica del Piano, del documento preliminare.

Detto, quindi, che noi abbiamo ritenuto che dal documento preliminare si doveva partire, e non modificarlo, così come ha risposto al Consigliere Avezzù, prima, la questione era solo del dimensionamento all'interno degli ATO. 12 Allora, proprio per dare risposta anche sugli abitanti compensati all'interno degli ATO, voi sapete che all'interno degli ATO sono stati individuati il numero di abitanti presenti; gli abitanti compensati sono gli abitanti riferiti al volume teorico di 250 m³ per abitante.

Quindi, se ogni abitante occupasse 250 m³ gli abitanti sarebbero 51.000 e 600, così com'è stato indicato. Grazie.

Intervento n. 115
Pagine 57–60
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Assessore

Leggi intervento

Grazie a tutti i 18 interventi che si sono sviluppati in questa giornata. Grazie ai 10 interventi dei colleghi di maggioranza, grazie agli 8 interventi dei colleghi dell'opposizione. Ovviamente, come avete visto, vi ho ascoltato tutti con molta attenzione e la mia attenzione, vi confesso, è stata molto forte, in attesa di cogliere possibili cambiamenti ed innovazioni o possibili altri scenari.

Devo dire che, al di là di questioni di metodo, al di là di metodologia di intervento, non ho colto altro che indicazioni negative su scelte che questo strumento urbanistico opera, ma non ho, ripeto, colto indicazioni politiche, o prospettiche, progettuali e alternative. Evidentemente, evidentemente, io non voglio essere polemico. Probabilmente avrò occasioni pubbliche o anche private, per parlare direttamente con i Consiglieri, per far capire quante cose poco corrette sono state dette in questo dibattito.

Non lo voglio fare, perché non è… non voglio, anche se il mio carattere -voi sapete- è abbastanza focoso, e quindi sarei anche portato a stare sulla provocazione, ma proprio mi impongo di non stare sulla provocazione, perché ritengo che su questo argomento così importante, meglio sarebbe stato, in questi i 22 mesi, non poche, ore, 22 mesi abbiamo avuto la possibilità di confrontarci su idee, su ragionamenti, su prospetti, su valutazioni, che non sono venute!

Non c'è stata un’idea alternativa a quella che è, come dire, quella che attraversa lo strumento urbanistico che abbiamo predisposto.

Quest’idea, che trova la sua essenzialità in alcune linee, non sono tantissime, ma in alcune linee, che sono state colte in alcuni interventi, certamente non sono le uniche idee, però, ripeto, nel dibattito 57 che si è sviluppato in questi 22 mesi, molti dei quali sono stati sviluppati in quest'Aula, con Commissioni Consiliari, sono stati sviluppati nelle sedi dei nostri Partiti, con la mia presenza e con la presenza dei tecnici di area, di riferimento, che sono stati sviluppati all'interno delle Associazioni, con le sensibilità che le Associazioni portano, che si sono sviluppati all'interno della città, nel dibattito pubblico.

Bene, queste idee sono rimaste quelle che praticamente innervano, ripeto questo termine, innervano uno strumento che ha trovato origine dal documento preliminare adottato dalla Giunta Avezzù. Su questo documento preliminare, noi abbiamo svolto delle critiche, le abbiamo svolte, io le ricordo da Capogruppo dei DS, magari fosse stato Capogruppo del PD, sarebbe stato un onore troppo grande per me!

Ma, da Capogruppo dei DS, io ho criticato abbondantemente quella scelta, che oggi si conferma anche in tutti i vostri interventi, si conferma una scelta sbagliata quella di costruire un progetto urbanistico, tutto contornato all'interno dei confini comunali. È stato un errore politico! È un errore politico che si riverbera ulteriormente nel nostro continuo percorso.

Perché, quando mi si dice che cosa si intende fare con le aree produttive, che bisogna aumentare le aree produttive della città, io vi rispondo con quanto ho già risposto dappertutto: noi abbiamo ancora un residuo di 2 milioni di metri quadrati di superficie produttive non utilizzate nel nostro Comune; mentre sul perimetro del nostro Comune, a fascia circondante, ne abbiamo circa 5 milioni a sud e 1 milione a nord.

E in questa fascia circondante metto anche il Comune di Boara Pisani, che è confinante con noi e che si trova al di là dell'Adige e che, anche questo, fungerà da polo di attrazione per gli insediamenti produttivi. Ciò nonostante, queste cose non nascono 22 mesi fa, questi progetti generali che gli altri Comuni hanno completato, non sono nati 22 mesi fa, sono nati anni or sono. Diversi anni or sono.

E il Comune di Rovigo, nella Giunta che ci ha preceduto, non ha saputo cogliere questo... quello che stava avvenendo attorno alla nostra città e ha preferito, ha preferito progettare uno strumento, dare indicazione al progettista di progettare un documento che si limitasse al confine comunale, convinti probabilmente di avere l'autosufficienza!

Perché, ripeto, 2 milioni di metri quadrati di superficie produttiva in città, non ancora occupati, erano garanzia che ci sarebbero stato un insediamento, ci sarebbero stati insediamenti produttivi. Qual è stata la chiave di volta della nostra attività politica?

E’ stata in parte la limitazione di questi 2 milioni di metri quadri, quasi 2 milioni di metri quadri, 1.300.000, per la precisione, che è l'area residua dell'Interporto che, con decisione di questo Consiglio Comunale, con la nostra Amministrazione, si è deciso che questo milione e trecentomila metri quadrati deve ospitare logistica.

Questa è stato la chiave di volta, probabilmente, che ha evidenziato ancora di più quanto errore politico sia stato quello di pianificare all'interno del territorio comunale, perché ci si è resi conto che, se la città diventa a vocazione logistica, e quindi diventa una città a vocazione di servizio, inevitabilmente mancavano gli spazi per i nuovi insediamenti produttivi di altra natura, i quali nuovi insediamenti produttivi di altra natura si sono organizzati e si vanno a collocare fuori dal nostro perimetro, facendo perdere al Comune di Rovigo il ruolo pilota di un processo di sviluppo produttivo che, se lo avesse governato con uno strumento urbanistico di pianificazione larga, probabilmente avrebbe potuto conservare.

Il Comune di Rovigo ha scelto, la Giunta Avezzù ha scelto di stare fuori da questo percorso. Su questa scelta era inevitabile che qualcuno, personalmente mi sono impegnato da questo punto di vista, ma la nostra maggioranza, il dibattito all’interno della nostra maggioranza si è molto impegnato per trovare un’identità politica della proposta che, tenendo conto di questa scelta, potesse, come dire, trovare nuova prospettiva. E la nuova prospettiva, avete visto, ci è stata data da... il “sogno”?

Il “contenitore vuoto”? L'idea saturnica? Ci è stata data da un’intuizione, ma da una consapevolezza che sul nostro territorio comunale si stava costruendo e si poteva, su questo embrione, costruire un disegno ancora più grande, si stava costruendo un polo scientifico tecnologico, sul quale potere investire, anche in termini futuri, per lo sviluppo di qualità, su uno sviluppo legato all'eccellenza.

Ora… Matteo, rispetta la tua intelligenza! 58 Allora, la questione di Urban Labor è una questione che ha fotografato l'esistente, non è stata inventata e calata e tenuta nell’Iperuranio, è una situazione che fotografa l'esistente. Vi ho già detto ieri che la fotografia è il laboratorio Tesi, il progetto Exin, l'Università, il Centro mostre, la questione che riguarda l'Istituto sperimentale di bieticoltura.

Sono elementi già presenti, che possono diventare volano di uno sviluppo economico e sociale, legato allo sviluppo di queste tecnologie, e che possono diventare volano di recupero di aree produttive dismesse, e che possono diventare centri di eccellenza per ospitare laboratori di ricerca ulteriori e per diventare punto di riferimento, anche per attività sociali.

Queste cose, ovviamente, necessitano di un impegno politico, da parte di tutte le forze politiche, non solo quelle di maggioranza, hanno bisogno di consapevolezza, consapevolezza che su questa strada, probabilmente il nostro Rovigo -se ci fosse Magaraggia, potremmo dire la nostra “Rovighetto”- può sfidare, può sfidare le altre città del Veneto, come diceva Piscopo 5 secondi fa. Le può sfidare su un terreno dell'eccellenza.

Gli altri hanno oggi oggettivamente delle difficoltà economiche straordinariamente più importanti delle nostre. Guardate quello che sta succedendo a Vicenza. Vicenza, che ha avuto nel passato uno sviluppo strepitoso, legato al manifatturiero, legato alla conceria, legato alla lavorazione dell’oro, oggi è in crisi profonda.

Perché? Perché fondare tutta un'economia sullo sviluppo del manifatturiero, inevitabilmente, inevitabilmente si scontra con la globalizzazione dei mercati, inevitabilmente diventa competitivo anche un paese in via di sviluppo com'è l’India, la Cina e il Pakistan. Da questo punto di vista gli esempi li avete sotto gli occhi.

Dov’è che ci possiamo differenziare e su cui possiamo scommettere il nostro futuro? Ci possiamo differenziare e scommettere sul nostro futuro solo sull'utilizzo e sullo sfruttamento delle nostre capacità di innovazione. Guardate la Germania, proprio lavorando su questo, sull'innovazione, sulla tecnologia, sulle idee, sulla brevettazione, è rimasta ed ha sentito meno di tutti i paesi europei il problema della crisi attuale.

Ecco su questo, io credo che le forze politiche locali debbano avere la capacità di scommettere, la capacità di sognare, ma sognare ovviamente ad occhi aperti, sapendo quello che si sta facendo, sapendo quello che bisogna fare.

E io penso che, da questo punto di vista, la nostra città, dopo aver perso questo collegamento con le sue periferie -le sue periferie, inteso i Comuni contermini- deve trovare questa sua capacità di spendersi su un mercato più grande per attirare investitori, e già alcuni investitori privati ci sono dentro il progetto Urban Labor. Altro tema, emerso in più interventi: il tema delle frazioni. Il tema delle frazioni è un tema che inevitabilmente porta in sé la storia di questo Comune.

I Comuni, le frazioni di questo Comune, fino al 1928 -‘29, quasi tutte, erano Comuni a se stessi e hanno, sono portatori, tutte, di storia, cultura e tradizioni.

Bene, se voi guardate e analizzate nei documenti che avete a disposizione, che sono stati oggetto di attenzione da parte di tutti, il documento demografico, se voi guardate il trend che c'è stato in questi ultimi anni nelle frazioni, voi vedrete che alcune di queste stanno arrivando al punto che il numero dei giovani è identico al numero delle persone in età produttiva, ed è identico al numero degli anziani.

Questa è la condizione sociologica per dire che quella frazione, nel giro di pochi anni, è destinata a scomparire! Questo è un dato oggettivo. Guardate i dati Concadirame, di Granzette, di Buso -Buso, un po' meno- ma di San Sisto, guardate i dati, i dati di S.

Apollinare e Fenil Del Turco, ecco voi guardate questi dati demografici e vi accorgerete che, se non si inverte il meccanismo di trattenuta delle giovani generazioni all'interno di quel tessuto, nel giro di pochi anni queste frazioni scompariranno. Qual è stata allora la scommessa?

La scommessa è quella di dare la possibilità ai residenti di poter ampliare la loro abitazione, di poter costruire una nuova abitazione, di poter rimanere all'interno del loro paese per rispettarne la storia, per rispettarne la tradizione, per rispettarne la cultura. Uno dei temi che è trascorso qui dentro è questa questione degli 8000 abitanti in più, nei prossimi 10 anni. Allora in questo io penso di dovere anche la risposta al Consigliere Maldi.

8000 abitanti, vi 59 prego di leggere bene le carte, sono abitanti equivalenti, che si ricavano... è un numero che si ricava dal volume che ogni abitante genera in termini di residenziale, produttivo, commerciale e artigianale. Ogni abitante genera 250 m³ di artigianale, commerciale, produttivo e residenziale. Normalmente, normalmente, nelle pianificazioni, quelle dei Piani degli Interventi, il residenziale occupa circa il 65/70% di questa volumetria.

Vuol dire che la volumetria che sostiene un incremento antropico di 8000 abitanti nei prossimi 10 anni, che va destinata all'abitazione vera e propria, è il 70% di quella possibile. 60/70% di quella possibile. Non è di più.

Perché? Perché tutta l'altra volumetria serve per l'artigianale, il commerciale, il direzionale. Questo è quello che vuole dire lo strumento in termini numerici.

Quindi, non fate, per favore, confusione, dicendo che da qui a 10 anni, a Rovigo ci sono 8000 nuove residenze. Perché non è così! Non è così che si pianifica.

Io avrei per ognuno di voi risposte, però su una fatemi… su una sola io voglio intervenire proprio con decisione, la questione dei PIRUEA, che tanta enfasi ha prodotto e che tanti elementi di sospetto ha generato. Allora, la metodologia dei PIRUEA non è una metodologia che il centrosinistra vede come fumo negli occhi.

Chi vi parla è stato il primo artefice di un PIRUEA, che in quei tempi non si chiamava così, che è stato il recupero dell'ex Ospedale di Via Badaloni, con in cambio il fabbricato che oggi è proprietà comunale e che funge da Ufficio dell'Urbanistica dell'Ambiente di altri. Allora, io non sto dicendo... sto dicendo della metodologia. Ascoltate le parole!

Ascoltate le parole! Io ho detto che questa metodologia non fa... (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 116
Pagine 60–61
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Assessore

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Basta, per piacere! Questa metodologia non è contraria alle... Non è contraria alle valutazioni che fa il centrosinistra, non è contraria!

Tant'è vero che la legge 11 sposa questa metodologia, per tutte le aree che saranno trasformate, tutte le aree che saranno trasformate, dovranno avere come metodo, per essere tali, per essere cioè trasformate, dovranno avere come metodo il metodo della contrattazione. Tutte! Frecce, aree cerchiate, aree perimetrate.

Tutta la volumetria che si dovrà trasformare in questa città, necessariamente dovrà essere contrattata. Per cui non ci scandalizziamo per nulla! Quello che ci ha scandalizzato a suo tempo e che oggi non ci scandalizza più, è stato che a suo tempo si era partiti da una volumetria di proposta al Consiglio Comunale di 800.000 m³ da fare nel nostro Comune.

Di questi 800.000 m³, ne sono stati approvati, grazie all'intercettazione fatta ad alcune forze dell’allora maggioranza, non so se si chiamava UDC a quel tempo, ma grazie all'intervento dell'UDC, del tempo, la volumetria complessiva, approvata dal Consiglio Comunale, fu di 400.000 m³. Anche questo, parte di questo, tanto fumo negli occhi! Perché, in effetti, sono stati convenzionati - qualcuno non ancora- ma complessivamente sono stati convenzionati 200.000 m³.

Quindi, quantità estremamente contenute e che sono state inserite nel computo complessivo del PAT, perché su un totale di 2 milioni di metri cubi, che era quello del documento preliminare, questi volumi non hanno cambiato per nulla la dimensione della proposta. Per cui tutta questa polemica che noi avremmo, attraverso l'adozione di questo PAT, dato il benestare alla metodologia dei PIRUEA del tempo, è una questione abbastanza banale.

Quello che, con questo PAT, invece, ci troviamo, è un quadro conoscitivo estremamente preciso, è un elemento, anche informatico, estremamente valido, sul quale possiamo lavorare con un’assoluta conoscenza del nostro territorio.

E proprio adesso chiudo Presidente, perché proprio su quest'ultimo tema abbiamo avuto un lavoro straordinariamente importante, molto impegnativo, che ha trovato nei nostri Uffici una professionalità, una capacità, una pazienza, una determinazione elevatissima e che ci ha portato ad 60 avere oggi uno strumento che è completo in tutte le sue parti e che la Regione, avete visto, noi in Giunta abbiamo approvato la tavola della trasformabilità il 16 novembre, la Regione è venuta a firmare con noi i documenti il 10 dicembre, perché li aveva già sostanzialmente chiusi, avendo partecipato in qualsiasi momento ai progetti di copianificazione.

E anche questo è uno dei meriti che, secondo il mio modo di vedere, vanno ascritti alla Giunta che ci ha preceduto. La Giunta che ci ha preceduto ha avuto come merito quello di creare un sistema di copianificazione che ci ha permesso di avere uno strumento sempre in linea con i portati, le richieste regionali.

Questo oggi ci mette nella condizione di poter fare di più, fare meglio e, se questo Consiglio già da oggi ci darà il mandato per andare avanti, noi pensiamo che nel giro della nostra... nel corso della nostra consigliatura potremo portare a compimento anche la prima fase del Piano degli interventi.

Grazie agli Uffici, grazie all'Architetto Ferlin, ma soprattutto grazie all'Architetto Ronsisvalle, che è il progettista di questo Piano, a cui va il merito totale e il plauso mio personale, ma mi auguro anche del Consiglio. Grazie.

Intervento n. 132
Pagina 64
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Assessore

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No. Non cambia assolutamente nulla, perché è un emendamento che specifica un dovere di legge. Dal punto di vista volumetrico non cambia assolutamente nulla, per cui il copianificatore non avrà nessuna possibilità di modificare la volontà del Consiglio Comunale, perché la volontà del Consiglio Comunale è di specificare qual è la volontà della legge.

Intervento n. 136
Pagine 64–65
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Assessore

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64 Sì. Noi davamo per, come dire, pleonastica la specifica, perché avevamo inserito già, all'interno delle norme, che il sistema residenziale pubblico è previsto dalla legge, e pertanto specificare una norma che allarga e giustifica la legge, secondo noi, era assolutamente pleonastico e, se volete, anche cacofonico. Però, se il Consiglio e il Consigliere Maldi ritiene che si debba fare questa specificazione, non c'è nessun problema da parte nostra.

Intervento n. 140
Pagina 65
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Assessore

Leggi intervento

Allora…

Intervento n. 142
Pagina 65
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Assessore

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Sì. Allora, rispondo con precisione. Se non si specifica, come fa il Consigliere Maldi con la sua proposta di emendamento, se non si specifica che l'edilizia residenziale pubblica è distribuita in maniera omogenea negli ATO, che sono residenziali, con un minimo del 20 e un massimo del 40% di edilizia, potrebbe sembrare che tutta l'edilizia residenziale pubblica potrebbe essere prevista in un ATO solo.

Allora, siccome abbiamo avuto un esempio nel passato che tutta l'edilizia residenziale pubblica era stata inserita in un unico ambito, per evitare questo abbiamo detto, e io condivido la proposta, evidentemente questo è il miglioramento che viene nella discussione in Consiglio, lo avevamo già preannunciato anche in Commissione che da questo punto di vista non avevamo problemi!

Quindi, la questione del… però, per quanto riguarda il co-pianificatore, non cambia assolutamente nulla, perché la quantità generale, invece di tenerla general generica, diciamo che la distribuiamo omogeneamente su tutte le ATO del Veneto.

Intervento n. 149
Pagina 66
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Assessore

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(Parla a microfono spento) E’ già obbligatorio.

21 dicembre 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

7 interventi
Intervento n. 3
Pagine 3–4
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Assessore

Leggi intervento

Si, grazie Presidente, grazie al Consiglio.

Prima di entrare nella presentazione dell'importante argomento che c'è all'ordine del giorno oggi, io credo che sia mio dovere, ma credo che sia dovere dell'Amministrazione tutta, ringraziare i nostri uffici, in particolare l'Architetto Fiorenza Rossisvalle, l’Architetto Ferlin e tutti i collaboratori che hanno, in questo lungo periodo, forse troppo lungo periodo, tenuto le fila, lavorato sodo, partecipato a incontri, messo all'interno del documento che oggi presentiamo ufficialmente per l'adozione, messo parte della loro vita.

Non è una parola grossa questa, è un elemento che io mi sento il dovere di rappresentare a voi, perché ho visto in questi 22 mesi di Assessorato, ho visto il lavoro che è stato svolto, l'intensità del lavoro svolto e il grande impegno che gli Uffici hanno messo nel loro, per dare compimento a questo lavoro.

Oggi io non voglio monopolizzare il dibattito perché, come avete potuto vedere, in questi 22 mesi di discussioni su questo argomento, di incontri su questo argomento in città e nel Consiglio Comunale ne abbiamo fatti molti. Molti di voi hanno partecipato, partecipato molto assiduamente, e anche suggerito il lavoro.

E quindi, io penso che sia importante oggi, in quest'occasione, sentire, e con questo ringraziare, i progettisti, cioè i collaboratori del progettista che sono stati artefici di questo lavoro, in primis il consulente del Piano, l’Ingegner Salizzoni, al quale ovviamente va il mio ringraziamento, il ringraziamento penso di tutta… anche del Consiglio; poi sentiremo la Dottoressa Toffaletti, la Dottoressa Toffaletti che è il professionista che ha curato la Valutazione Ambientale Strategica, anche questo tema di assoluta novità per la Progettazione Urbanistica, che è diventato obbligatorio proprio con la Legge Regionale n.

11 e che anche lei ci illustrerà le linee essenziali del nostro Piano. Poi, abbiamo anche il piacere di ospitare oggi il progettista del Piano Territoriale di Coordinamento Regionale, l'Architetto Romeo Toffano. Voi sapete che uno dei temi forti, delle linee forti che stanno all'interno del documento, che portiamo oggi all'adozione, è quel progetto che si chiama Urban Labor, e che è stato inserito, come programma strategico regionale, nel Piano Territoriale di Coordinamento Regionale.

Bene, l'Architetto Romeo Toffano è il progettista del Piano Territoriale di Coordinamento Regionale, e siccome di questa cosa in città, fuori della città, in giro per la Regione finora avete sentito parlare 3 bene il Sindaco, l'Assessore, il progettista del Piano, non avete mai sentito parlare la Regione, il Piano Territoriale di Coordinamento Regionale è oggi qui per illustrare questo progetto strategico.

Ecco, io vorrei limitarmi a fare il presentatore di queste professionalità, perché ritengo che dalle loro parole, dalle loro professionalità si possa ricevere quell’utile stimolo, quell’utile informazione che ci serve per svolgere un dibattito sereno, così com'è stato, ampio e che possiamo rivolgerci alla nostra città in termini di assoluta serenità, trasparenza, professionalità, perché crediamo di avere messo appunto, lavorando tutti assieme, partendo dal documento preliminare adottato dalla Giunta Avezzù, inserendo, innervandolo, le valutazioni fatte dalla Giunta Merchiori, crediamo di poter concludere questo percorso dicendo, senza falsa modestia, di avere compiuto un servizio alla nostra città che ha tenuto conto dell'insieme delle proposte politiche che sono intervenute, che sono state proposte a 360°.

Io mi auguro che nelle valutazioni, che tutti voi farete, sia sempre presente questo interesse, che è un interesse generale, ripeto, che trova compendio in una proposta che forse farà fare alla nostra città un passo in avanti, senza ombra di dubbio. Ecco, io mi fermo qui, Presidente, e darei la parola… Faccia lei! Grazie.

Intervento n. 68
Pagina 28
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Assessore

Leggi intervento

Il Consigliere Guarnieri, che è membro della 3^ Commissione Consiliare, le domande che ha fatto, avrebbe avuto occasione di ricevere risposta nei tre giorni di Commissione, che sono stati fatti la settimana scorsa. (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 69
Pagina 28
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Assessore

Leggi intervento

Io vi chiedo rispetto delle opinioni, così come rispetto quelle degli altri! Chiaro? Quindi, allora, le risposte sono state date.

Noi abbiamo detto con molta chiarezza che siamo partiti dal documento preliminare, adottato dalla Giunta Avezzù. Quel documento preliminare conteneva volumi e conteneva indirizzi. Su quei volumi noi ci siamo inseriti.

L'ho detto in presentazione, il Consigliere Guarnieri non c'era, noi ci siamo innervati sul documento preliminare della Giunta Avezzù e abbiamo inserito altri tipi di valutazione. Per quanto riguarda i volumi, 2 milioni erano e 2 milioni restano! Per quanto riguarda la trasformabilità, l'1,3% era, perché è la legge che lo fissa, 1,3% resta, perché è la legge che lo fissa e non possiamo cambiarla.

Queste cose contengono anche i PIRUEA che erano partiti con 800.000 m³ di proposta al Consiglio Comunale, ne sono stati approvati 400.000 m³ da quel Consiglio Comunale della Giunta Avezzù, ne sono stati convenzionati 200.000 m³! Tanto per dire qual è stato il percorso dei PIRUEA, PIRUEA di cui si è esagerato nella proposta, perché poi alla fine il risultato è 200.000 m³, questi 200.000 m³ sono dentro i 2.180.000 m³ presenti i in questo PAT.

Queste cose, siccome fanno parte delle questioni tecniche che avete potuto controllare sempre, in qualsiasi momento, probabilmente oggi tutti gli altri le hanno capite. Il Consigliere Guarnieri ancora no.

Intervento n. 72
Pagina 29
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Assessore

Leggi intervento

Dovete avere rispetto anche per gli Assessori! Il rispetto deve essere reciproco! (Voci incomprensibili dall’Aula)

Intervento n. 82
Pagina 31
Punto 1

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Assessore

Leggi intervento

Certo! Certo! E vorremmo che anche il Consigliere Guarnieri capisse bene.

Allora, le risposte. La Dottoressa Toffaletti ha detto con molta chiarezza che, per quanto riguarda la relazione della VAS, che ricordo al Consiglio è stata approvata dalla Commissione Tecnica Regionale VAS ancora in febbraio di quest'anno. La relazione conteneva una valutazione sul quadro conoscitivo della mobilità.

Questa relazione di quadro conoscitivo della mobilità è stata assunta come dato tecnico, che non ha bisogno di commento politico, né di programmazione politica. È un dato tecnico. Si è fotografato come si muove la città... come si muovono i mezzi in questa città.

Fotografia! È stata allegata la fotografia alla relazione VAS. Per quanto riguarda il PUT (Piano Urbano del Traffico) è uno strumento fuori scala, rispetto al PAT.

Il Piano Urbano del Traffico è uno strumento di gestione biennale del traffico urbano. Questo documento è stato chiesto all'Ingegnere De Beaumont dalla Giunta Avezzù nel 2005, mi pare, il documento è stato prodotto; i risultati di quel documento sono all'attenzione dell'Amministrazione, oramai dal 2006. Dal 2006 al 2009 sono passati più di due anni, sono state cambiate alcune modalità di movimento, non c'entra niente con il quadro conoscitivo del PAT, di conseguenza il PUT sul PAT non ha nessun rilievo tecnico.

Di conseguenza, quando qualcuno redigerà il Piano degli Interventi -mi auguro che presto finiamo questa defaticante stagione del PAT, per avvicinarci il più possibile alla realizzazione del Piano degli interventi- quando si realizzerà il Piano dell'Intervento, si farà anche un'analisi di dettaglio sul Piano Urbano del Traffico, che è quanto previsto dalla legge. Noi non facciamo niente di più di quanto è previsto dalla legge. Punto!

Intervento n. 86
Pagina 31
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Assessore

Leggi intervento

No. No. Vi chiedo scusa, ma l'Ingegner Salizzoni, che è venuto in taxi, se ne sta andando, perché giustamente deve tornare a Bologna ed in una situazione di grande difficoltà.

Intervento n. 125
Pagina 38
Punto 1

Piano di Assetto del Territorio (P.A.T.) ai sensi della L.R. n.11 del 23/04/2004- Adozione

Assessore

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(Parla a microfono spento) Sulla tavola idraulica. Quelli azzurrini chiari, scuri, quelli lì sono! Ing.

ZOPPELLARO RICCARDO: Allora, c'è una cartella. Lo studio di compatibilità idraulica segue un suo iter. Lo studio di compatibilità idraulica segue un suo iter, cioè lo studio di compatibilità è stato approvato dall'organo competente che è l'Ufficio del Genio Civile, nel dirigente, cioè il Dirigente, l'ingegner Galiazzo del Genio Civile.

E quindi sono stati approvati, con la consulenza dei Consorzi di Bonifica. Quindi, questo studio segue un suo iter a parte, nei confronti dell'iter seguito dal PAT. Lo studio di compatibilità idraulica ha un suo iter.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.