Esame e discussione sull’ipotesi di realizzazione del tracciato stradale cosiddetto Passante Nord
Presidente Comitato Commenda Est
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Beh, insomma… anche l’Ingegnere Gentili si è protratto abbastanza, vero? Allora buon pomeriggio. Sono Vincenzo Bellinello, Presidente del Comitato Commenda Est di Rovigo, desidero innanzitutto ringraziare i Consiglieri Comunali e la Giunta per la possibilità che c’è stata data di intervenire anche in rappresentanza di molti cittadini.
Il Comitato Commenda Est e la Rete dei Comitati sono sorti spontaneamente con l’intento di segnalare le problematiche di quartiere e della città, e proporre soluzioni migliorative agli amministratori pubblici, secondo un principio di partecipazione costruttiva, collaborativa e di dialogo con chi ci governa.
Per quest’opera viaria, di cui si parla da molti anni ed in particolare in questi ultimi 10 anni, è evidente agli occhi di tutti quale sia stato il comportamento di tutte le forze politiche che si sono succedute fino ad ora. Si è perso molto tempo, si sono spesi molti soldi e in parte a danno della comunità.
Ora che si sta per mettere fine all’opera viaria del Passante Nord, è giusto e doveroso chiudere questo progetto con la salvaguardia della salute pubblica, questo è il primo punto: salute pubblica e ambientale, con ragionevolezza e giusto senso civico. Ma entriamo nello specifico: che cos’è quest’opera? A parte l’intervento dell’Ingegner Gentili che lo vedo molto sorridente, noi ci basiamo sulla revisione 02, lei ci ha parlato anche di altre cose, è una revisione 03 allora la sua!
Ecco, ma noi non conosciamo la revisione 03, per cui io lavoro ancora sulla 02, quand’è che c’è la rete pubblica? Si, ma dobbiamo vederla anche noi la revisione 03, perché se c’è la revisione 03 dovrà essere sottoposta ad una nuova VAS, no? Va bene.
Comunque allora io proseguo come 02 intanto. Il Passante Nord è una strada nata allo scopo di decongestionare il traffico in direzione Adria verso ovest, passando all’interno di Villadose, verso Sarzano e Rovigo sotto il Ceresolo, progetto unico con la realizzazione di incroci a livello separati, meglio noto come la rotatoria di Viale Tre Martiri. Ad oggi è realizzato fino alla rotatoria cieca sopraelevata.
L’ultimo stralcio ne prevederebbe, come da ultimo progetto presentato 02, settembre 2012, la congiunzione con Viale Porta Adige in rotatoria chiamiamola Pittarello. Questo tratto è di 1350 m e, allacciandosi alla quota in quota detta rotatoria cieca, costeggerebbe il Ceresolo, entrerebbe in Parco Langer per poi deviare al confine della Casa di riposo, Casa Serena, e uscire in piena rotatoria esistente.
Il progetto studiato sarà in quota campagna, due corsie di marcia, dovrebbe distare dal Ceresolo una ventina di metri, all’altezza di Casa Serena si alzerà di quota per consentire il sottopassaggio ciclopedonale, necessario alla continuazione della pista ciclabile in direzione Boara, per sottostare alle prescrizioni della VAS; la strada verrà contenuta in un argine, una duna armata in terra alta 5 metri e lunga circa 1.100 m, sormontata in proiezione di Casa Serena da un’ulteriore barriera in legno di 3 m.
Immaginatevi l’impatto visivo! Su questi 1350 m, contrariamente a quello che si riporta dalle relazioni a margine del progetto, la strada non passa nel nulla: da est verso ovest lambisce due nuovi agglomerati residenziali, Via Mafalda di Savoia, Via Kolbe, passa dietro a quattro plessi scolastici, sfiora l’abitato più avanzato di Via Bramante, per poi mettersi in Parco Langer e deviare sotto Casa Serena. Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 15 Gennaio 2013 20 Ora parliamo di numeri.
Posti i vincoli di distanza dal Ceresolo, la larghezza prevista dalla strada e la formazione della duna, è possibile stimare una vicinanza all’infrastruttura come di seguito: circa 15 m da Casa Serena a base duna, circa 12 m dall’abitato di Via Bramante a base duna, 80 m medi da scuole, sempre a base duna, 60 m dall’abitato di Via Mafalda di Savoia a bordo strada, poiché qui non c’è previsione di duna armata, con un bacino interessato di 130-140 abitazioni per i nuclei che citavo prima, 2000 studenti addetti nel complesso scolastico di Via De Gasperi, circa cinque abitazioni, 25 abitazioni su Via Bramante e 260-280 ospiti medi presso Casa Serena, oltre ai dipendenti.
L’impatto del cantiere, che è stimato durerà 260 giorni lavorativi, circa un anno, significa ruspe, camion, trivelle, in particolare trasporto materiale, si parla di 35.000 metri cubi, impianto di ben 1.360 pali di lunghezza dai 12 ai 14 m. Tutto questo per la modica somma di € 6.100.000; € 6.1000,000 x 1.350 m. E’ una strada urbana e costa come un’autostrada!
Altri costi: la duna armata con legno sopra € 390.000; disboscamento di Parco Langer 6500 m² e non so quanti alberi costerà € 131.000; altri € 40.000 per il rimboschimento -compensativo lo chiamate giustamente-; la bonifica bellica dell’ex tiro a segno costerà € 63.000 ed infine la ristrutturazione del rustico in Parco Langer costerà € 420.000, signori! Allora oltre € 1 milione perché si vuole costruire lì e solo lì una strada!
Opera che, realizzata in questa zona ricordiamo, dovrà essere assoggettata a tre diverse autorizzazioni: Sovrintendenza dei Beni Ambientali, Regione Veneto e Demanio Militare. Nel progetto sono presenti le relazioni di impatto, in particolare acustico; la stima ci dice che è previsto un passaggio medio giornaliero di circa 9000 mezzi, di cui almeno un 10% di mezzi pesanti.
Risulta facilmente intuibile che, al di là della duna, l’inquinamento è forte e che, data l’altezza della barriera di mitigazione, questa poco potrà abbattere sugli ultimi piani di Casa Serena, che ricordiamo è alta sette piani, di cui sei occupati.
Ed infine anche la stima più ottimistica vede la Casa di riposo, over esposta all’inquinamento acustico, statisticamente 4 volte su 14 di giorno e 6 volte su 14 di notte, con particolare riferimento -come dicevo prima- ai piani oltre il terzo, poi ci sarebbe tutto il tema dell’inquinamento ambientale, da polveri sottili e gas di scarico nelle vicinanze di siti sensibili, quali appunto la Casa Serena stessa, ma anche i diversi plessi scolastici, una scuola materna, gli impianti sportivi che tutti conosciamo e l’ultimo anche di recente costruzione come il Pattinodromo.
Sarebbe utile conoscere, Ingegnere, a che data risale la documentazione fornita dal committente e quali siano state le analisi approfondite sul territorio, dal momento che all’interno della valorizzazione d’impatto acustico vengono importate cartografie decisamente datate, dove l’abitato della Commenda finiva con Viale della Costituzione, mentre è a tutti noto che già dai primi anni 2000 si sono sviluppati velocemente grossi abitati a nord; anche dalla relazione VINCA, che è la Valutazione di Incidenza Ambientale, saremmo curiosi di conoscere la data, innanzitutto perché sembra proprio mancare e perché anche in questo caso vengono riportate mappe di Google decisamente datate.
Risultano quindi, alla luce di ciò, motivati commenti che segnalano il passaggio della strada in un territorio sostanzialmente non urbanizzato, in un certo punto dicono anche rurale, ma ciò non corrisponde al dato di fatto. Come mai la duna armata in terra finisce a kilometri 1170, direzione est, quando ci sono ancora 200 m di strada da allacciarsi alla rotatoria?
E qui ricordiamo che la strada di progetto dovrà forzatamente innalzarsi per congiungersi alla sopraelevata, per cui l’inquinamento acustico sarà probabilmente più difficile da abbattere ed il progetto non ne prevede proprio mitigazioni in quei 200 m.
Il motivo della rotatoria sopraelevata sta nel fatto che il progetto approvato nel 2004, con ri- funzionalizzazione di Via Calatafimi, prevedeva su questa rotatoria l’innesco a scavalcò del Ceresolo, con continuazione su via Calatafimi appunto, pertanto a suo tempo furono spesi denari per il terrapieno e a riportare in quota ed arginare la strada, ed ora ci saranno ulteriori spese per innalzare l’innesto, senza peraltro provvedere alla mitigazione su questo punto.
Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 15 Gennaio 2013 21