Persona · attività documentata

Ivano Gibin

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
10
Sedute con interventi
2
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

Amministratore Delegato ECOAMBIENTEOsservato il 26 gennaio 20171 osservazione documentali
Amministratore Delegato Ecoambiente S.r.l.Osservato il 30 maggio 20171 osservazione documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

30 maggio 2017

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 87
Pagine 33–35
Punto 10

Approvazione delle modifiche al servizio di raccolta dei rifiuti urbani previste nel progetto di rimodulazione elaborato dal Gestore Ecoambiente S.r.l." 27

Amministratore Delegato Ecoambiente S.r.l.

Leggi intervento

Grazie, Presidente.

Grazie al signor Sindaco dell’invito, un saluto ai Consiglieri e grazie a voi, che ci ascoltate per un momento che ritengo importante, la modifica di un progetto che, ci permettiamo di dire, ha sollevato discussioni, ha avuto una fase importante, sono state fatte delle analisi e mi permetto di dire sono state anche fatte delle strumentalizzazioni, ma noi cerchiamo di cogliere il buono e la volontà di costruire e soprattutto siamo qua per presentare un progetto che, secondo il nostro punto di vostra, va analizzato, che ciò che è stato presentato sia un progetto di qualità, il progetto dei cassonetti intelligenti è un progetto interessante che però secondo il nostro punto di vista andava tarato in maniera diversa, analizzando la fotografia della attuale situazione.

Perché, vedete, noi partiamo purtroppo, e questo è un dato che bisogna tenere in debita considerazione, partiamo per un decennio dove la differenziata si è sviluppata ed è di fatto aumentata, fino ad arrivare, sempre assolutamente in crescita, e quindi continuiamo a crescere fino al 2011, che siamo arrivati ad una percentuale di differenziata assolutamente interessante, al 61,3% e poi inizia una fase di calo.

È chiaro che questa è una preoccupazione, quando il termometro segna un passivo di questa natura fino ad essere ad oggi sui dati ARPAV, che diceva prima la collega, Consigliere, dottoressa Casetta, 54,43, ma un 2015 con un 56,5, quindi abbiamo abbondanti quattro, cinque punti di differenza rispetto al punto massimo, che abbiamo ottenuto, nel 2015 viene fatta questa fotografia di un progetto ambizioso, bisogna dire un progetto ambizioso, un buon progetto, ma che secondo il nostro punto di vista presenta rispetto al contingente delle criticità.

Vedete, il 3% di aumento sollevato dall’Assessore, dove è stato incalzato che questo fosse un aumento a causa di una programmazione progettuale, che di fatto non è ancora iniziata, in realtà, come giustamente ha detto l’Assessore, era un problema che si portava da tempo, immaginate voi se noi presentavamo un progetto il quale prevedeva con questa situazione un 68% dopo il primo anno e il 76% dopo il secondo e il terzo anno.

Pag. di 76 Se qualcosa si sbaglia, considerando il fatto che quel progetto non prevedeva un bombardamento mediatico in relazione alla formazione e quindi a un contatto diretto con la base, un aspetto sollevato prima per esempio dal VPL che, secondo il nostro punto di vista, e qua va considerato, per gestire VPL sono 70 euro a tonnellata e quindi questi sono costi e invece noi decidiamo che su questa logica bisogna guardarci, bisogna incrementare economie più che spenderne e poi dobbiamo pensare a un dato che è importante, cioè noi passiamo da oltre mille isole ecologiche attuali, gestite come sono adesso, nella logica periferica, quindi nelle frazioni, a seicento.

Premettendo che il cassonetto intelligente, che mira naturalmente alla riduzione del secco non riciclabile, che di fatto può ridurre la produzione del secco non ricicla bilance, se non fosse che, con questo tipo di contesto, esiste il rischio legato alla criticità con la quale ci siamo posti questa domanda: se poi succede, come vediamo tuttora, che il rifiuto abbandonato in questi giorni, lo vediamo perché i giornali costantemente ce lo riportano, significava schizzare le economie con i dati negativi che poi chi paga è la collettività.

Abbiamo pensato, invece, che bisognava trovare una media tra le qualità progettuali, propedeutiche un futuro perché non è un porta a porta normale e i cassonetti intelligenti, quindi rispondiamo ad una domanda che è stata fortemente travisata: i cassonetti intelligenti in questo progetto, che noi rimoduliamo, ci saranno? La risposta è sì. Come e in che modo?

In maniera proporzionale e diversa rispetto a com’era stata presentata prima. Dove? Dove esiste un’area che è più verificabile, controllabile e analizzabile che è il centro storico.

Quindi nelle periferie un porta a porta propedeutico a una puntuale, la tariffa puntuale è quella giusta tra chi produce e chi paga, già detto prima. Propedeutico perché questo è il futuro nelle realtà che tutti aspiriamo e vogliamo come logica con una cultura, purtroppo, ahimè, completamente diversa rispetto all’attuale perché non esiste la volontà della carta caduta per terra e qualcuno la raccoglie, noi invece ci accorgiamo che purtroppo succede qualcosa che va a inquinare il rifiuto.

Il rifiuto, che è già un rifiuto, che cosa per essere riciclato, qualora non venga considerato nella logica di gestione come deve essere fatto, risalta inquinato: costi, che gravitano sulla collettività. Allora noi presentiamo un progetto rimodulato, che domani mattina ci scompensa per queste economie, gravando sui costi. Non potevamo rischiare.

Questo non significa avere snaturato un qualcosa che comunque, in alcune logiche, è funzionale perché il cassonetto intelligente è funzionale, però è funzionale laddove, e noi lo mettiamo in centro storico a partire dalla seconda fase di questa progettualità di gestione che sarà all’inizio del 2018 perché inizieremo a settembre con la prima fase del porta a porta propedeutico alla puntale e quindi anche con carrelli differenziati e quindi anche non con il VPL, ma assolutamente divisione tra vetro, plastica e lattine e quindi a portare una logica di economia sulla gestione.

E guardate che questo l’abbiamo fatto per un senso di responsabilità, non certo per la volontà per architettare la volontà di mediare o di modificare o di mettere in difficoltà chi coerentemente ha fatto delle valutazioni e ha presentato un progetto lavorandoci sopra. Riteniamo, e sappiamo che siamo anche in ritardo per questo, perché la campagna di formazione...

Perché qualcuno potrebbe giustamente dire: “Forse una potente campagna di informazione va fatta con un largo anticipo”, eh, ma io mi permetto di dire una cosa nel considerare che questa valutazione è una valutazione onesta e giusta, siamo in ritardo, dovevamo obbligatoriamente partire, non voglio scusare la responsabilità di questo Consiglio di Amministrazione che da poco l’assemblea dei soci ha ritenuto che deve rimanere e quindi non decade perché voi sapete che questo è un Consiglio di Amministrazione che è stato nominato con una serie di punti che, dopo tre mesi e mezzo di verifica di questo Consiglio di Amministrazione, su una scelta che abbiamo condiviso, e mi permetto di dirlo questo, abbiamo implementato perché siamo noi oggi la governance di Ecoambiente e quindi abbiamo iniziato questo tipo di valutazione, lavorando assiduamente su questa progettualità.

Obiettivo: dare un servizio e fare pagare meno ai cittadini. Questa è la volontà, non fare pagare di più.

E su questa logica noi ci muoviamo con una progettualità diversa, con un rilancio dei nostri impianti e voi lo sapete perché l’abbiamo dichiarato e ci dispiace, ripeto, ci dispiace, ma ognuno fa Pag. di 76 la sua parte e la libertà e la democrazia servono anche per essere dissonanti quando i pensieri non sono comuni, naturalmente con una logica di rispetto e secondo il mio punto di vista pensando a quello che si dice perché, a volte, a volte, sempre con rispetto mi permetto di dire, gli equilibri, le consonanti e il suonare che questa è un’azienda con difficoltà, questa è un’azienda sana, questa è un’azienda che sta affrontando i problemi giorno dopo giorno, questa è un’azienda che ha fatto una scelta rispetto al passato e questa è un’azienda con la volontà di andare avanti.

Obiettivo: oggi siamo a presentare un progetto, un progetto che riteniamo importante, che parte non da noi al cento per cento, ma che riformuliamo noi come governance di questa azienda, con l’obiettivo di dare un servizio e fare pagare meno i cittadini. Grazie.

Intervento n. 100
Pagine 43–44
Punto 10

Approvazione delle modifiche al servizio di raccolta dei rifiuti urbani previste nel progetto di rimodulazione elaborato dal Gestore Ecoambiente S.r.l." 27

Amministratore Delegato Ecoambiente S.r.l.

Leggi intervento

Grazie, Presidente. Pag. di 76 Volevo soltanto fare una brevissima valutazione. Il concetto di pericoloso sotto il profilo del risparmio economico naturalmente, questo era il principio.

Ha ragione, ha ragione. Dopodiché noi - e ci tengo a precisarlo - siamo stati nominati, come ha detto il consigliere Mella, il 7 di dicembre, abbiamo fatto una scelta. Questa è stata una scelta di campo perché secondo il nostro punto di vista quel progetto, che abbiamo detto in anticipo che aveva delle caratteristiche di assoluta positività, presentava delle criticità.

Su questo abbiamo lavorato. I dati, che lei riportava e che giustamente riportava, sono scritti sul progetto, chiaramente poi è stato chiesto di estrapolarli e l’abbiamo fatto, ma sul progetto ci sono anche i costi e i risparmi. La macchina operativa, la macchina operativa noi riteniamo che questo possa essere un progetto che ci dà una garanzia per raggiungere degli equilibri di risparmio.

La fusione su Ecogest, rispetto a prima, io su questo mi permetto di dire soltanto una cosa: ci sono dei processi amministrativi, che hanno dei tempi, ci assumiamo la responsabilità per i tempi che abbiamo e ci assumiamo la responsabilità per il tempo con cui amministriamo. Noi riteniamo che questo sia un progetto che abbia delle risultanze positive, che sono scritte.

Naturalmente dovremo assumere quattrocento e quattordici persone a tempo indeterminato, cinque andranno per la raccolta, altre venticinque le assumeremo a tempo indeterminato, anche sotto questo aspetto sia una risposta di ordine positivo, che non c’entra nulla. Però informiamo anche il Consiglio comunale che occorrono delle maestranze e con i chiari di luna, che ci sono, credo che sia anche un aspetto positivo. La Madia ci dà queste possibilità e lo facciamo.

Adesso credo che il direttore tecnico darà alcune spiegazioni su alcune questioni per le quali è stato richiamato. Noi siamo a disposizione.

Intervento n. 137
Pagine 59–60
Punto 10

Approvazione delle modifiche al servizio di raccolta dei rifiuti urbani previste nel progetto di rimodulazione elaborato dal Gestore Ecoambiente S.r.l." 27

Amministratore Delegato Ecoambiente S.r.l.

Leggi intervento

Grazie, Presidente. Telegraficamente, per essere chiari, quattordici persone assumiamo da una graduatoria già in essere a tempo indeterminato, ventiquattro a tempo determinato da una graduatoria che è già in essere, quindi non c’è nessun concorso, nessun bando, nulla da fare, abbiamo delle graduatorie approvate, che sono assolutamente disponibili per poter assumere, per essere chiari, è giusto dare le giuste informazioni.

Di queste quattordici persone, dalla taratura preliminare che abbiamo fatto, cinque si spostano alla differenziata e quindi cinque si spostano al porta a porta. Abbiamo altre risorse disponibili, utilizziamo già le disponibilità per quanto abbiamo. Se in fase di attuazione e di governance gestionale del progetto, ci accorgiamo che abbiamo dei punti di criticità, spostiamo il personale perché ce l’abbiamo.

Punto.

Le questioni legate a quanto, a come, in che modo si ricorre alle cooperative esterne noi in questa fase qua trasparenti come... anche perché il modello, che abbiamo, è assolutamente trasparente, se ci sono e se ci saranno, saranno aspetti che si valutano, noi pensiamo di non avere bisogno in questa fase assolutamente di, però nell’eventualità, che ci siano emergenze di qualsiasi natura, ricordo che quest’anno c’è stata un’influenza che ha decimato il personale, avevamo il 35 - 40% di persone ammalate, cosa facciamo?

Lasciamo i rifiuti lì? Questo è un dato. Dopodiché, come diceva giustamente il Sindaco, al di là delle valutazioni, che si fanno, è meglio adeguarsi ai fatti.

Lo schema operativo con il quale Ecoambiente lavora è utilizzare le risorse dell’azienda, ha la possibilità, ha una fascia per assumere, lo fa, punto. Emergenze? Le emergenze rifiuti si risolvono con le emergenze.

È chiaro che, per avere a disposizione una cooperativa, devo avere fatto un bando da utilizzare a chiamata per le emergenze, è evidente, mi sembra che non stiamo dicendo nulla di particolare e non stiamo scoprendo nulla di strano. Il progetto è stato presentato, noi ci assumiamo la responsabilità per la taratura di questa progettualità.

Abbiamo detto all’inizio che non ci permettiamo di dire che non esisteva qualità presentata, esisteva qualità presentava che, secondo il nostro punto di vista, e qualcuno dice: “Ma voi vi sentite di esprimere un punto di vista?”, noi ci esprimiamo politicamente e ammistrativamente esprimendo un punto di vista rispetto alle valutazioni tecniche programmate, non siamo degli astronauti che stanno facendo delle valutazioni, è la normale analisi, si compara una tabella rispetto ad una fotografia attuale che rispecchia il 54,4% e rispetto a questo facciamo il cappello.

Nessuna fantascienza particolare, è così che si lavora, ma dovete darci i numeri, noi abbiamo bisogno di avere i numeri, oggi qualcuno ci dice. Noi abbiamo tarato una macchina per il 65 - 66%, signori, stiamo facendo una bomba di formazione, Consiglieri! E dovremo attivare le guardie ecologiche per questo.

Però dipende quanta è la risposta anche dalla collettività perché guardate che il rifiuto abbandonato fa schizzare la tariffa. Non possiamo dare dei numeri, noi abbiamo una previsione, faremo una taratura programmatica in fase di gestione progettuale e siamo a completa e assoluta disposizione.

La responsabilità di tarare i numeri, che noi abbiamo dato in premessa, ce la assumiamo tutta, se qualcuno, invece, vuole il conto da orefici, non ci permettiamo di esprimerlo perché fare questo significa tarare un progetto perché, se qualcuno ha detto: “67 e 76”, noi non facciamo questo.

Abbiamo valutato che in questa analisi, in questo momento, con questa fotografia non siamo nelle condizioni di stabilire questi numeri, ma con assoluto rispetto di chi ci ha preceduto perché, se qualcuno politicamente qua vuole il sacrificio di qualcuno, non spetta ad Ecoambiente stabilire questi ragionamenti, sono ragionamenti di ordine politico ai quali la governance di Ecoambiente non vuole entrare.

Ci permettiamo di avere assoluto per chi ha governato e per chi al nostro posto ha rappresentato e significato questa azienda. Punto. Pag. di 76 Siamo da cinque mesi e mezzo alla governance, abbiamo valutato attentamente i numeri e ci assumiamo la responsabilità di fare questo.

Faremo bene o faremo male? Al prossimo ritorno, a consuntivo, la risposta a chi ci può assolutamente e deve prima ai cittadini e insieme al Consiglio comunale. Grazie.

26 gennaio 2017

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

7 interventi
Intervento n. 115
Pagine 28–30
Punto 7

Relazione Amministratori ECOAMBIENTE S.r.l. - Discussione

Amministratore Delegato ECOAMBIENTE

Leggi intervento

Grazie al Presidente del Consiglio, un saluto al Sindaco e ai Consiglieri Comunali che ringrazio dell’invito. Per noi è importante essere qua per presentarci. Ed è importante essere qua non solo per presentarci, ma anche per fare una serie di valutazioni a un mese circa dalla nostra nomina, perché noi è un mese e poco più che siamo stati nominati.

Quindi io scuso subito il Presidente, che purtroppo è ammalato. Alessandro Palli, il Presidente di questo Consiglio di Amministrazione, oggi ha la febbre a 38, e quindi non potrà essere tra di noi, e quindi porto il suo saluto. Come si diceva prima siamo qua in presenza del Consiglio di Amministrazione, della dottoressa Casetta e del Direttore Tecnico oggi, il Perito Industriale Valerio Frazzarin.

È assolutamente vero quello che è stato in parte anticipato. Forse per praticità è meglio che mi sieda, perché se no non registra? Scusate, io volevo, per rispetto vostro, stare in piedi, ma probabilmente è meglio che mi sieda perché se no non si sente o non registra.

È vero che questo è un Consiglio di Amministrazione che nasce su un accordo, su una situazione che di fatto ha chiuso un periodo, possiamo permetterci di dire, particolare.

Mi permetto di dire particolare, dettato da tensioni, dettato da un rapporto abbastanza conflittuale, e possiamo permetterci di dire anche tra amministratori, tra quella che era una situazione che personalmente noi abbiamo visto, abbiamo sentito; ma che con l’accordo siglato in data 7 dicembre del 2016, che di fatto ha posto la nomina di questo Consiglio di Amministrazione si chiude. Attraverso questo accordo si chiude una parentesi chiamiamola particolare.

Particolare che abbiamo potuto vedere in questo mese di Amministrazione, dettato da dei segnali che piace o non piace esistevano anche in azienda. Questi si vedevano. Segnali di conflittualità con il Consorzio, segnali che abbiamo visto anche profondamente segnare pagine di giornali e tensioni anche pubblicamente sulla stampa.

Noi pensiamo, personalmente, che questo accordo, che abbiamo, che è la genesi della nostra nomina, ha indubbiamente superato alcune fratture che c’erano all’interno delle Pubbliche Amministrazioni, e quindi superato questo dualismo. E va da sé che una situazione che poteva...

Perché bisogna dire anche questo, se in quella data il Consiglio di Amministrazione non veniva nominato i revisori dei conti avevano già intimato una presa di posizione forte, quindi non lo so in questo momento quale poteva essere la situazione. Probabilmente era la messa in liquidazione dell’azienda. Questi erano i dati e la situazione.

Perché, come voi sapete, l’Assemblea è rimasta aperta dai Sindaci, c’è stata una governance portata avanti dai revisori dei conti, e obbligatoriamente i tempi scadevano, e quindi entro il 7 bisognava obbligatoriamente chiudere e passare alla nomina e fare una scelta, che era una scelta di fatto obbligata. Noi pensiamo che questa sia una scelta, tutto sommato, importante, che pone un rilancio di questa azienda.

Un rilancio di questa azienda che, secondo il nostro punto di vista, e secondo le valutazioni che abbiamo fatto in questo primo mese, è un’analisi che poi dovrà obbligatoriamente sfociare nella costituzione di un piano industriale, perché se no le parole restano parole. Ma voi capite che a un mese noi dobbiamo iniziare una fase di messa in pratica di quello che è il documento, che di fatto è stato siglato.

Perché questo è il modo con cui noi abbiamo avuto il mandato da Amministratori, dall’Assemblea dei Sindaci, dall’integrità dell’Assemblea dei Sindaci. Da tutti i Sindaci che governano questa Provincia. Pag.

28 di Va detto che la prima modifica sostanziale riguardava obbligatoriamente la gestione della pianta organica, con l’istituzione dell’Amministratore Delegato e con la formulazione delle aree apicali, e quindi delle dirigenze apicali, con una gestione di una pianta organica che noi andremo ad approvare venerdì in Consiglio di Amministrazione e poi la passeremo alla Assemblea dei Sindaci.

È evidente che se si è siglato un accordo si è messo fine anche ad una parentesi di tensione che erano una parte di ricorsi impostati, e che obbligatoriamente andavano ritirati. Su questo noi ci siamo immediatamente mossi perché questa è verità.

Di fatto esiste una presa di posizione economica che, come società, abbiamo ritenuto opportuno far fronte, e anche in tal senso, per quanto riguarda quelle che erano le situazioni debitorie in relazione ai lavori fatti per la discarica noi abbiamo, operativamente, dato corso. Ed è evidente che la normativa prevede, obbligatoriamente, che la parentesi del Consorzio si chiuda, e ci deve essere la costituzione del Consiglio di Bacino.

Il quale di fatto dovrà avere una condizione e svolgere un’azione di pianificazione e di controllo sulla società, che di fatto diventa il gestore integrale del ciclo dei rifiuti. Personalmente pensiamo, e questo è frutto anche del testo dell’accordo, che pensare a un’Ecoambiente che si possa limitare alla gestione della raccolta differenziata, per quanto ci riguarda, noi non lo condividiamo.

Personalmente pensiamo che dal momento che gli impianti li abbiamo (mi riferisco al separatore e mi riferisco alla discarica) il nuovo piano di rilancio di questa S.r.l., di questa società, non può che tener conto di quello che noi abbiamo esistente. Va detto che si spendono dei quattrini per fare in modo, e questi quattrini riguardano di fatto gli impianti degli inceneritori di Padova e di Schio, dove noi spendiamo dei soldi per portar fuori i nostri rifiuti.

Se facciamo un’analisi attenta, con la possibilità di mettere il servizio agli impianti che abbiamo non è vero, secondo il nostro punto di vista, che questi numeri possano gravare sulla collettività, e quindi possano incrementare quello che è il valore della tariffa. Noi pensiamo esattamente il contrario, perché noi in questo momento, con questo tipo di iniziativa, e con questo tipo di scelta andiamo, di fatto, a programmare economie di gestione che non riguardano la nostra realtà, ma riguardano realtà esterne.

Noi vogliamo portare all’interno questo tipo di economia. Dal momento che abbiamo un obbligo di progettazione, un obbligo sancito da un progetto di risanamento e di bonifica della discarica contribuire a questo, rilanciare la gestione della discarica, mettere in servizio un revamping del separatore. Perché anche su questo riteniamo che ci sono dei limiti di gestione, perché i rifiuti non possiamo depositarli, ma ci sono dei dati che ancora in tal senso non ci confortano per poterli utilizzare.

E quindi il separatore serve. E quindi noi abbiamo la convinzione che il nostro piano industriale, perché è una scelta che ci siamo fatti, come Consiglio di Amministrazione, questo tipo di scelta, utilizzando gli impianti che abbiamo, ci porterà obbligatoriamente, non a spendere, ma a rientrare all’interno della tariffa con l’ambizione (perché è un dato che ci siamo posti come CdA) di arrivare anche a risparmiare sulla tariffa, perché questa è la volontà che abbiamo.

Di cose ne sono state dette tante, però posso dire una cosa. È evidente che per fare un revamping e per riutilizzare la discarica occorrono delle economie, occorre un rapporto con il credito, sereno e disteso. Possiamo dire che in questo periodo abbiamo incontrato gli istituti di credito, e abbiamo visto, e questo è verità, a seguito dell’accordo che si è siglato, una distensione da parte degli istituti di credito.

Una distensione da parte degli istituti tali da essere assolutamente disponibili ad aumentarci i fidi, essere disponibili a concederci i mutui. E possiamo dire che stiamo già operando in tal senso. Quindi io vorrei inizialmente dare spazio alle valutazioni che poi si fanno per fare una relazione generale su quello che ho detto.

L’obiettivo è assolutamente quello di rilanciare l’azienda, perché deve essere tale. L’obiettivo è quello di fatto di arrivare a una scelta che possa essere una scelta garantista per la collettività, dettata da un piano di risparmio, e non di spesa. E naturalmente, per fare questo, va detto che bisogna...

E stiamo lavorando sul budget, stiamo lavorando su questo, perché sono i dati che alle Pubbliche Amministrazioni interessano. E noi siamo altrettanto convinti che con una importante opera e campagna di sensibilizzazione con la collettività Pag. 29 di possiamo anche aumentare quelli che sono attualmente i livelli di differenziata, perché bisogna dire che oggi siamo al 65%, possiamo avere di più rispetto ad altre realtà.

Dobbiamo avere di più rispetto ad altre realtà. E questo deve essere un obiettivo. Abbiamo visto che dove non c’è informazione, dove non c’è rapporto tra azienda, e soprattutto dove non c’è rapporto con la collettività, molto spesso questi livelli cedono, diminuiscono.

Ed è chiaro che automaticamente schizza la tariffa. Ci sono delle realtà, perché il Veneto è un’eccellenza, che hanno delle percentuali notevolmente superiori alle nostre. Noi siamo convinti che lavorando serenamente, perché la serenità è quella che serve nella gestione e nel rilancio di un’azienda.

Noi non vogliamo assolutamente dire perché abbiamo trovato un’azienda in ottimo stato, questa è un’azienda che ha lavoravo bene, questa è un’azienda che, secondo il nostro punto di vista, deve utilizzare però gli impianti che ha. Non può permettersi di ricorrere a utilizzi esterni.

Deve, dal momento che abbiamo degli obblighi, giustamente per bonificare una discarica, operativamente assieme al riesumato, con le integrazioni che si devono obbligatoriamente fare, possiamo rilanciare questa possibilità ed arrivare ad accontentare la collettività in tal senso.

Noi abbiamo questo tipo di obiettivo, che è un obiettivo legato al nostro mandato, che è un obiettivo legato alle nostre intenzioni, che è un obiettivo che di fatto ha visto dei punti ai quali noi ci siamo immediatamente mossi, e pensiamo di rientrare all’interno dei tre mesi che l’Assemblea dei Sindaci ci ha dato, perché di fatto li abbiamo già avviati tutti. E quindi noi siamo convinti che questa sia la strada giusta per operare.

Una strada che naturalmente deve avere il mondo del credito vicino, perché saranno momenti di importante programmazione, per i quali non dobbiamo assolutamente sbagliare. Continuerà la nostra campagna di sensibilizzazione, e stiamo iniziando un percorso itinerante nelle Pubbliche Amministrazioni.

E dal momento che qua siamo a Rovigo diciamo che voi avete in mano un buon progetto, perché è stato presentato un buon progetto per una raccolta, perché non c’è la differenziata a Rovigo, però è stato presentato da chi ci ha preceduto un progetto con degli obiettivi estremamente ambiziosi. (Voci confuse dall’Aula)

Intervento n. 116
Pagina 30
Punto 7

Relazione Amministratori ECOAMBIENTE S.r.l. - Discussione

Amministratore Delegato ECOAMBIENTE

Leggi intervento

Scusate, non c’è la differenziata spinta, e quindi non c’è il porta a porta. Mi perdoni. E quindi di conseguenza l’obiettivo era quello di arrivare alla gestione dei famosi cassonetti intelligenti, che hanno dei punti di raccolta e di gestione e di equilibrio estremamente ambiziosi.

Naturalmente questa programmazione con questi obiettivi ambiziosi devono stare in un range, perché se si sfora da questo range schizza immediatamente la tariffa, e quindi bisogna calibrare. Noi siamo convinti che si può partire da questo progetto per migliorarlo, perché noi stiamo affrontando in questo momento, e abbiamo già iniziato una valutazione per discutere. Poi qua c’è il Direttore Tecnico che naturalmente potrà assisterci su questo.

E noi pensiamo che possiamo arrivare anche a migliorare questo progetto nelle realtà che magari hanno delle compensazioni diverse rispetto al centro storico. Io direi di chiudere qua in questa prima fase. Sono e siamo assolutamente a disposizione per domande che sono assolutamente convinto che ci saranno.

Grazie.

Intervento n. 133
Pagine 34–35
Punto 7

Relazione Amministratori ECOAMBIENTE S.r.l. - Discussione

Amministratore Delegato ECOAMBIENTE

Leggi intervento

Siccome sono stato chiamato in causa personalmente su alcune questioni, che è giusto chiarire una volta per tutte, poi naturalmente in relazione a valutazioni di compatibilità personale, e anche qualcosa in più che è stato scritto, per questo ci sono le tutele personali, e queste non riguardano questa sede. E naturalmente io su questo mi sto già muovendo. Però, ripeto, non riguardano questa sede.

Poi il fatto che io abbia una società che si occupa, assieme ad altre persone, io ho il 5%, perché è pubblica, basta spingere un bottone in Camera di Commercio esce OEB. Ci sono undici soci, io ho il 5%, e si occupa di agroalimentare. Non capisco che interferenza possa avere sui rifiuti una società nata quattro mesi fa che assolutamente non si occupa di rifiuti.

Il Consorzio Coseveco è un consorzio di cooperative sociali. Se Lei ritiene che il titolo di un consorzio di cooperative sociali, che non si occupa di rifiuti, abbia delle interferenze in tal senso, faccia i suoi passi. Le garantisco che l’atto concreto di Coseveco è assolutamente titolo che si occupa di cooperative, e ha sei cooperative, e che si occupa non certo di rifiuti, ma di sociale e di attività di tipo A e di tipo B.

Pag. 34 di Al di là di questo... (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 134
Pagine 35–36
Punto 7

Relazione Amministratori ECOAMBIENTE S.r.l. - Discussione

Amministratore Delegato ECOAMBIENTE

Leggi intervento

No, no, io lo Statuto lo conosco bene. Al di là di questo c’è un dato che, secondo il nostro punto di vista, va preso in debita considerazione. Siamo a un mese di questo CdA, e stiamo lavorando sul budget 2017, a cui Lei faceva riferimento prima.

Stiamo lavorando. A un mese stiamo lavorando. È chiaro che è stata data un’impostazione a questa azienda e una filosofia di gestione.

Lei dice dovevamo fare un’opera di licenziamento del Direttore Generale. Noi abbiamo ritenuto opportuno che all’interno della pianta organica le figure dirigenziali possono essere utilizzate. Non ha la procura institoria, e quindi non prende lo stesso stipendio che prendeva prima.

Perché? Perché è un dirigente e prende lo stipendio da dirigente. Non si annulla lo stipendio dirigenziale.

Ha un contratto, lo si mantiene. La procura institoria, che è un contratto, non ce l’ha più, e non è più direttore generale. Questa è una risposta.

Su questo ci sono canoni dove non si inventa niente. Se qualcuno dovrà dire qualcosa e dovrà praticamente muoversi in tal senso lo farà. A meno che Lei voglia fare il difensore di qualcuno.

Ma questo è il dato. Per quanto concerne la Regione, perché mi sembra che si sta cercando di ampliare un quadro devastante, su una situazione preoccupante di conflittualità, di commistione e di rapporti, che personalmente io non vedo. Ma se qualcuno li vede, ripeto, ci sono delle possibilità, ci sono degli organismi a tutela e a garanzia.

Lei ha la possibilità di muoversi in tal senso. Per quanto concerne il finanziamento regionale, il Consorzio ha ricevuto un finanziamento regionale. Poi se il Direttore Tecnico scende nel dettaglio, perché abbiamo i dati, sarebbe anche importante fare una panoramica in tal senso.

Io rilevo una cosa, e chiudo, perché non voglio ripetermi. Credo che abbondantemente questa società aveva bisogno di una buona dose di garanzia. Una buona dose di garanzia, un po’ di serenità, perché amministrare lo si fa con serenità per il bene della collettività.

Se c’è qualche problematica ci sono gli enti preposti per valutare se questo esiste o no. Abbiamo degli impianti che bisogna farli funzionare, c’è un piano di bonifica al quale siamo obbligati. Ma, ripeto, abbiamo dei dati qua, che cosa significa bonificare e che cosa andiamo incontro, se non bonifichiamo quanto dura.

Quindi abbiamo un piano, con un progetto approvato in tal senso. Quindi non si inventa niente. Non è che si inventa, si esegue rispetto ad una progettualità programmata, con un okay della Provincia di Rovigo, che è istituzione.

Altrimenti, se non fosse così, non ci sarebbe un progetto approvato. Se esiste questo quadro devastante, perché la Regione ha finanziato? Ma voi pensate che in una logica così disastrosa, come è stata presentata, la Regione Veneto fa un finanziamento?

Finanzia un’opera? Io credo di no. Anche perché, guardate, io ho fatto dieci anni l’Assessore nel mio Comune, e sette in Provincia, e so bene cosa significa prima che la Regione elargisca un contributo.

Ci sono dei parametri a garanzia che sono estremamente importanti, proprio perché sono soldi pubblici. Al di là di questo, ripeto, quando finalmente abbiamo delle grandi disponibilità sul credito. Certo, i mutui si pagano, però i piani e le programmazioni e i budget, e i piani industriali si fanno.

Ha ragione quando Lei dice: noi vogliamo vedere. È chiaro, se passava qua un po’ di tempo in più probabilmente oggi noi saremmo venuti qua con una programmazione, saremmo venuti qua con un budget, saremmo venuti qua con la possibilità di dire che il 2017 è chiuso, che ci sono dei punti preoccupanti sul 2016. Ma usciranno, perché sul 2016 è stata fatta una scelta.

Qualcuno ha fatto delle determinate scelte. Io non posso essere responsabile per le scelte del 2016. Questo Consiglio di Amministrazione che è chiamato qua è chiamato a parlare e a discutere sulle responsabilità che ha a circa un mese.

Quindi questo noi ci assumiamo. Per il resto poi se ne discuterà. I tempi daranno ragione in termini di prospettiva se noi riusciremo, in questi tre anni, se rimangono, e io mi auguro che noi saremo gli Pag.

35 di amministratori fino alla fine del nostro mandato, proprio per dare sfogo alla nostra programmazione, che è praticamente iniziata. Che cosa abbiamo fatto? Noi abbiamo preso una società, abbiamo acquisito la governance di una progettualità, abbiamo applicato quello che di fatto è un piano programmatico, che è il significato per cui siamo stati nominati, abbiamo messo in pratica una pianta organica, che approviamo in CdA venerdì.

L’ho detto in premessa. Lei ha detto: non so come sia messa. Venerdì si approva la pianta organica in CdA.

Naturalmente poi l’Assemblea deve ratificarla e deve valutarla. Ci sono dei tempi tecnici. Ripeto, un mese.

Io posso fare la fotografia a un mese di questa situazione qua, e non vedo questa grande preoccupazione. Io chiudo. Grazie.

Intervento n. 150
Pagine 43–45
Punto 7

Relazione Amministratori ECOAMBIENTE S.r.l. - Discussione

Amministratore Delegato ECOAMBIENTE

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Assolutamente in sintesi. Domande assolutamente pertinenti ritengo. Partirei dal consigliere Rosito che giustamente si preoccupava che questa governance non sia una governance con una progettualità che domani mattina si interpreta, e magari si interseca in fusioni.

Poi è stato passato alle valutazioni anche da qualche altro Consigliere. Noi la prima cosa che abbiamo chiesto, per una programmazione di un piano industriale che abbia un senso, significa avere, obbligatoriamente, la possibilità di governare questa azienda, e di mantenere gli affidamenti. Quindi la vita di questa azienda deve essere proporzionata agli affidamenti.

Se vogliamo questo, e quindi è quello che pretendiamo, è evidente che la leadership di gestione deve rimanere tale. E quindi Ecoambiente è un’azienda che deve rimanere tale. In relazione al futuro, e quindi in relazione alla possibilità e in relazione al fatto di chi svolgerà l’attività di pianificazione e controllo non può che essere il Consiglio di Bacino.

Il Consiglio di Bacino ha questa funzione. Ecoambiente ha la funzione di avere gli affidamenti per mantenere in essere la progettualità che di fatto è determinata in un piano industriale. Un piano industriale che non può essere un piano industriale nel breve periodo, perché quando si parla di investimenti sulla programmazione degli impianti, è evidente, come diceva prima - e così mi collego al ragionamento del Consigliere Romeo - un piano industriale si rapporta con i numeri.

Mi sembra quanto mai evidente. Nella filosofia però noi siamo già in grado di determinare che cosa significa un piano industriale. Cioè nella filosofia noi abbiamo la volontà assoluta di partire da un progetto di bonifica.

Allora, un progetto di bonifica della discarica ha dei costi. È stato regolarmente approvato. Diceva prima, giustamente, il Direttore Tecnico, 90.000 tonnellate di rifiuti avviati allo smaltimento, con 20.000 metri cubi di percolato da smaltire.

Questo flusso è costato 9 milioni di euro. Ne abbiamo 240.000 tonnellate e 50.000 metri cubi da smaltire. Questo è un costo di 24 milioni di euro se noi partiamo con questo tipo di logica, più i 9.000 spesi.

Con due impianti che abbiamo nel territorio non possiamo pensare di ingrassare la programmazione e gestione di qualche altro impianto. Anche perché l’obbligo della bonifica noi ce l’abbiamo. Ed è da questo che bisogna partire.

Pag. 43 di Il concetto del separatore che qualcuno diceva: serve o non serve? E ci potrebbero essere, come specificava il consigliere Mella, altri tipi di progettualità del selezionatore.

Oggi noi puntiamo ad un revamping del separatore, perché non ci siamo con i limiti. Con i limiti previsti non ci siamo. Abbiamo disgregazione, siamo al 64/65%, e quindi questo ci impone degli obblighi.

Noi non possiamo buttare il rifiuto non trattato in discarica. Non possiamo. E quindi va da sé che dobbiamo utilizzare quello che oggi abbiamo.

Io comprendo, e mi rendo perfettamente conto di quello che Lei diceva, consigliere Menon. E cioè in un’Aula di Consiglio quando si parla di strategie, e quando si intersecano e si sostituiscono amministratori e gestori di un’azienda, è un segnale preoccupante, vuole dire che qualcosa... Se costantemente si cambiato gli amministratori che cosa c’è che non funziona?

Io le posso dire solo una cosa. Noi partiamo da una base che è particolarmente positiva rispetto a prima. E cioè partiamo da un accordo tra Comuni.

Ha ragione il consigliere Denti quando dice che ci sono dei recuperi da fare. Per quanto concerne chi paga e chi non paga come cittadino, non spetta ad Ecoambiente, ma spetta alle Pubbliche Amministrazioni. Per quanto concerne gli insoluti che ci sono, e sono gravati dai bilanci purtroppo, perché sappiamo tutti le ristrettezze che ci sono, su questo ci stiamo occupando.

E anche su questo è un’opera con la quale noi dobbiamo tirare le somme perché è assolutamente evidente. Però è interessante partire da una base operativa con un accordo generale sui cinquanta Comuni. È una parte strategica.

Si lavora con serenità. La qualità dei dirigenti va mantenuta. È vero, ha ragione, la qualità di chi ha governato un processo di gestione di un’azienda per anni, e che è stato direttore generale, ha delle capacità professionali che non possono essere disperse, Consigliere.

Io condivido, ma ecco perché noi abbiamo ritenuto opportuno che le competenze dirigenziali siano apicali, siano gestite, e abbiano una sua funzione all’interno della pianta organica che approveremo venerdì. Nelle condizioni di gestione evolutive possono esserci dei cambiamenti, ma queste sono il frutto della programmazione di un’azienda. Oggi noi abbiamo una fotografia che è questa, e su questa noi ci muoviamo.

Domani mattina con la messa in servizio degli impianti, con la strategia di programmazione e di evoluzione, e con questo tipo di prospettiva che abbiamo messo in campo, probabilmente, anzi sicuramente, aumenteranno, e potrebbero aumentare anche delle forti possibilità. Noi vogliamo aumentarlo il fatturato in tal senso. Aumentare il fatturato significa avere proporzionalmente le risorse di gestione.

Avere le risorse di gestione significa avere competenze e qualità. Se le competenze e le qualità ce le abbiamo in casa perché ricercarle fuori? Quindi io sposo perfettamente quello che Lei ha detto.

Certo, in una situazione di tranquillità di gestione, che non possa portare ad una conflittualità permanente come si è avuta per tre anni. Abbiamo vissuto una conflittualità, io non l’ho vissuta personalmente, ma capisco chi mi ha preceduto. Io lo capisco.

Capisco gli amministratori che mi hanno preceduto che si trovavano ad affrontare una delibera di Consiglio di Amministrazione, e probabilmente una presa di posizione diversa dal Consorzio. Questa è la verità che riportava il consigliere Vernelli. Di fatto ha scaturito, ha messo in modo delle conflittualità che hanno comunque gravato sul bilancio dell’azienda.

Anche i contenziosi gravitano sui bilanci dell’azienda. Le spese legali gravitano sui bilanci dell’azienda. Questo noi pensiamo, e sono convinto che la filosofia con la quale si è arrivati all’accordo sia proprio questa.

Basta, era ora di finirla. Era ora di mettere una parola fine sui contenziosi. Io non entro sullo schema dei tempi con i quali le filosofie di gestione e di programmazione e di interessi gestionali e istituzionali sui sindaci cambiano.

Non voglio entrare su questo. Questa è una scelta meramente politica, alla quale non commento. Potrei esprimere un giudizio personale, ma non sono qua per esprimere un giudizio personale.

Sono qua per esprimere un parere tecnico insieme al Consiglio di Amministrazione, insieme ai tecnici che ci sono qua e che mi hanno accompagnato. Pag.

44 di Sono qua per assumermi la responsabilità, assieme al Consiglio e alla Presidenza, di garantire che siccome le società partecipate molto spesso, anche fuori da qua, quelle che noi ingrassiamo e abbiamo ingrassato di fatto con le gestioni degli impianti, fanno bilancio, la scelta che dovrà fare la governance del Consiglio di Bacino, che aveva già anticipato il Consorzio RSU, che i dividendi ricadano sulla tariffa.

Non deve fare il bilancio la S.r.l., non deve guadagnare, deve far sì che se esiste un guadagno sia stornato sul valore della tariffa. Questo deve essere il nostro principio. Io credo che su questa filosofia possiamo arrivarci.

Ce la faremo? Questo i tempi e la capacità di chi governa si vedrà. Noi siamo a disposizione.

Intervento n. 156
Pagina 46
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Sulla domanda che ha fatto Ferrari.

Intervento n. 158
Pagine 46–47
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Non vi è alcun dubbio che le sensibilità espresse sulle valutazioni dell’inquinamento non possono che toccare un principio sacrosanto. Però va ricercato, quindi valutato giustamente sia dal consigliere Gennaro che dal consigliere Ferrari. Stiamo parlando degli Anni Settanta, la discarica è degli Anni Settanta, il danno è stato fatto negli Anni Settanta, quando c’erano determinate logiche di gestione sul comparto rifiuti.

Tanta strada per fortuna è stata fatta. È chiaro che poi c’è un progetto di risanamento della discarica che parte dal 2000, modificato poi dal 2008, insomma varie fasi della Regione, approvato dalla Provincia, e su quello noi ci muoviamo oggi. La preoccupazione di quello che sta succedendo, oggi la discarica è completamente monitorata.

Sono monitorati anche i piccoli interventi che si diceva prima. Gli organi competenti costantemente, non ci muoviamo se non c’è un accordo con le istituzioni, se non c’è un accordo con Regione, se non c’è un accordo con Provincia. Su tutto.

Abbiamo degli obblighi fondamentali. Abbiamo delle preoccupazioni. Sono le preoccupazioni che ha chi ha in capo la gestione di una discarica, che avrà un futuro degli impianti.

Questo è chiaro. Pag. 46 di Bisogna monitorare, concordo.

Bisogna monitorare perché la salute è la prima cosa in assoluto. Ed è evidente che questa è la panacea con la quale dobbiamo muoverci. Assieme al monitorare per la salute dei cittadini bisogna valutare gli aspetti di ordine economico che sono importanti.

Io volevo solo fare questo inciso. Grazie.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.