Relazione del Presidente Prof. Luigi Costato su Accademia…
Presidente Accademie dei Concordi
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Signori buongiorno, grazie per avermi ricevuto. Sono Luigi Costato, sono il Presidente pro tempore dell’Accademia dei Concordi, quanto prima, alle prossime elezioni non sarò più rieletto perché ho modificato lo Statuto, l’hanno modificato i soci, ma insomma io l’ho proposto che non si può essere Presidenti per più di due legislature, perché legislature? Due mandati, perché si vuole evitare, insomma che ci siano presidenti troppo vecchi!
E questo mi pare che sia ragionevole. L’Accademia dei Concordi è un’istituzione che svolge, tra le varie funzioni, una fondamentale che è quella di biblioteca civica. Rovigo è l’unica città capoluogo di Provincia che non possiede una biblioteca civica comunale, invece quella funzione di biblioteca civica comunale la svolge l’Accademia dei Concordi.
Voglio darvi qualche dato relativo a delle piccole città, non capoluogo di provincia del Veneto, con le spese che sostengono i rispettivi Comuni per tenere aperta la Biblioteca comunale: Abano Terme € 503.000 l’ultimo anno, 2011; Biblioteca civica di Arzignano € 404.000; Biblioteca civica di Montebelluna € 729.000; Biblioteca civica di Schio, che è quella che assomiglia di più come abitanti perché ha 40.000 abitanti, le altre sono ancora minori, € 964.000.
Questi sono i termini della questione, diciamo, rispetto alla questione che riguarda l’Accademia dei Concordi. L’Accademia dei Concordi è diventata biblioteca, che svolge la funzione di biblioteca comunale, ma è privata perché l’Accademia dei Concordi è privata, con una convenzione che risale al diciannovesimo secolo.
In quella circostanza l’Abate Gnocchi, che era il Segretario dell’Accademia dei Concordi, stipulò una convenzione con il Comune, era ancora municipio del Lombardo Veneto, quindi dell’Impero Austroungarico, una convenzione in base alla quale metteva in comune la sua biblioteca personale, quella cioè dell’Abate Gnocchi, 40.000 volumi, e la Silvestriana, cioè la raccolta di quadri ereditati da Silvestri, dal Conte Silvestri che era morto senza figli, ritirati dall’Accademia dei Concordi, li aveva messi in comune con il Comune.
Pertanto, su questi beni la proprietà è dell’Accademia e del Comune paritariamente. Si dice che questa proprietà sia, c’è scritto nell’atto, perpetua, indivisibile, inalienabile e quanto segue. Qualcosa del genere, cioè una cosa permanente, giustamente permanente perché è un patrimonio della città.
Successivamente l’accademia ha ereditato altre cose che non sono di proprietà comunale, sono di proprietà dell’Accademia, cioè i quadri della raccolta della famiglia Casilini, che si è estinta Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 09 Ottobre 2012 21 anch’essa nell’800, cioè ben dopo la firma dell’accordo Gnocchi; così come ha ereditato libri in quantità enorme.
Attualmente abbi abbiamo la Biblioteca che è di circa 280.000 libri e abbiamo una collezione che è la seconda Pinacoteca del Veneto, dopo la Scuola Grande di San Rocco, la seconda per qualità dei quadri, non soltanto per quantità, ma per qualità dei quadri.
È un patrimonio straordinario che, grazie al cielo, su mia iniziativa di cinque anni fa, ma finalmente il Comune l’ha firmata il 1º luglio di quest’anno, è stata affidata, insieme con il Palazzo Roverella, alla Fondazione, visto che, come ebbi occasione di dire alla Commissione Consiliare Cultura quattro anni fa, visto che il Comune soldi non ne ha e l’Accademia dei Concordi pure, è meglio darla a chi li ha.
D’altra parte non è che la Fondazione Cariparo non faccia bene, perché con il Comune si è impegnata a gestirlo in maniera ragionevole e con noi, per avere in deposito i quadri, ha assunto questi obblighi, ha assicurato i quadri e li ha assicurati per € 27 milioni. Vi dico per dirvi le misure e i valori.
Ha assicurato i quadri per € 27 milioni, si è impegnata con noi ad aprire tutto l’anno, si è impegnata con noi a fare le mostre anche nei periodi autunnali, delle mostre per ragazzi come faceva anche prima, si è impegnata con noi a fare la manutenzione dei quadri ed a permetterci di sorvegliare, di guardare i quadri anche se la responsabilità della custodia se l’è presa lei.
Quindi, per esempio, rispetto alla convenzione Gnocchi e alle successive modifiche, l’ultima delle quali del Sindaco Zorzato con il Presidente dell’Accademia dei Concordi che si chiamava onorevole Romanato, Giuseppe Romanato, rispetto a quello per esempio tutta la parte della Pinacoteca noi i soldi li risparmiamo tutti, perché li abbiamo tutti allocati presso chi ne ha più di noi, chi ne ha più di noi e più del Comune.
Nel 1968, adesso la cifra non… posso guardare, insomma, anzi posso dirvi la data precisa, perché ho la raccolta degli iscritti, nel 1968 il 13 maggio il Sindaco di Rovigo e il Presidente dell’Accademia dei Concordi, che vi ho già nominato, hanno stipulato una nuova convenzione che non annulla la precedente, ma la perfeziona, nel senso che la rende più comprensibile, almeno così sembrava a loro.
Poi le discussioni ci sono state, però io, siccome modestamente qualcosa di diritto ne capisco, sono convinto che sia abbastanza chiara.
In base a questa convenzione si è stabilito che molto curiosamente, per la verità, ma comunque… si è stabilito che il 50% delle spese sostenute dall’Accademia per la gestione della Biblioteca e della Pinacoteca, siano poste a carico del Comune e che il 100% del Direttore lo paghi il Comune, che è sempre una cifra molto inferiore, dicevo, a Montebelluna e a quegli altri paesi che vi ho letto prima. Allora, la vicenda come si sta sviluppando?
Si sviluppa in questo modo che da quando io sono diventato Presidente, siccome fortuitamente l’anno prima era andato in pensione il Direttore, era andato in pensione chi doveva fare il sostituto del direttore, uno che voleva… doveva fare il sostituto e il direttore si era autolicenziato, io mi sono trovato senza direttore.
Allora ho parlato con l’allora Sindaco, che era questo signore, ed avevo detto: “Io non prendo il direttore, vi faccio risparmiare i soldi del Direttore, perché è tutto carico vostro e mi arrangio”. E abbiamo modificato lo Statuto; abbiamo creato una nuova mente: il Segretario Accademico, e quindi due volontari, il Presidente e il Segretario Accademico funzionano da Direttore. Questo in parole povere.
Quindi il Comune deve pagare il 50% del resto del personale. Come fa il Comune ad accertare quanto è questo 50%? È stato creato, con la convenzione Zorzato, un organo apposito nell’Accademia dei Concordi che si chiama Consiglio di Amministrazione, nel quale siedono rappresentanti del Comune, 4, rappresentanti della Provincia e rappresentanti dell’Accademia.
Il Bilancio, una volta che è approvato, dice la convenzione, può darsi che qualcuno la voglia leggere diversamente, ma io ho pareri pro veritate di professori di prima qualità, e poi qualche cosetta potrei darla anch’io, dice la Convenzione che, una volta che il Bilancio è approvato da quella entità, cioè da questo Consiglio di Amministrazione, una volta che si è approvato, e da quando sono Presidente io è sempre stato approvato all’unanimità con il voto favorevole dei rappresentanti dei Comuni, questo viene trasferito al Comune, il quale deve porre la spesa che deriva dall’approvazione del Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 09 Ottobre 2012 22 Bilancio per quanto riguarda il 50% in relazione alle spese specifiche, deve porle fra le spese obbligatorie, perché così scrive il contratto, tra le spese obbligatorie.
Tutto questo non accade… non accade per tradizione molto vecchia, che risale anche a prima di Avezzù Sindaco; da quando sono Presidente io, Avezzù qualche volta è riuscito e qualche volta non ce l’ha fatta, Merchiori qualche volta c’è riuscito e qualche volta no.
Però nel frattempo so benissimo che i soldi dei Comuni si sono andati assottigliando, cioè le disponibilità sono andate assottigliandosi, e quindi mi sono trovato, a luglio di quest’anno, che ho ricevuto una lettera del sindaco che diceva: “Io ho stanziato € 150.000 e quindi devi arrangiarti con € 150.000”.
Voi capite che non è possibile gestire una cosa che fa un servizio pubblico di biblioteca, non voglio… non parliamo appunto dei quadri, perché ormai li abbiamo già chiamati, non parliamo delle iniziative che facciamo in Sala Oliva di carattere culturale, che vengono sistemate in maniera diverse, ma mi riferisco proprio alla parte pubblica, cioè la Biblioteca comunale, una biblioteca comunale di funzioni in questo modo, grazie alla fondazione Cariparo abbiamo anche i soldi per comprare i libri, e l’anno scorso abbiamo avuto 60.000 prestiti.
60.000 prestiti! Siamo a Rovigo con meno di 60.000 abitanti, abbiamo avuto 60.000 prestiti, i quali 12.000 a dei bambini. Quindi vuol dire che svolgiamo una funzione.
Come dicevo al Sindaco, siccome il Sindaco mi ha detto: “Ma questa non è necessariamente una funzione sociale”. Ho detto: “Sì, effettivamente è vero, una parte importante di quelli che prendono i libri in Biblioteca vengono con il loro aereo personale da… come si chiama, dalla Sardegna, abbandonano la villa per venire a prendere un libro in biblioteca!” Evidentemente questa potrebbe essere un’interpretazione, non è la mia! L’ho detta ovviamente in tono ironico.
Quelli che vanno a prendere i libri sono cittadini di Rovigo che utilizzano un servizio, come quelli che montano sul tram, sull’autobus o come quelli che montano su un treno. È un servizio pubblico. Il servizio pubblico va pagato, non può essere che al 30 giugno… ma non sto dicendo che il Sindaco abbia torto, non lo sto mettendo sotto processo, il Sindaco ha i suoi problemi, però quando uno gestisce una cosa, non può sapere il 1º luglio che non ha i soldi per pagare gli impiegati al 1º di agosto, non può essere!
Allora abbiamo avuto un’estate bollente, diciamo così, siamo finiti sul giornale che più di così non si può, e poi alla fine abbiamo trovato la soluzione, grazie soprattutto al fatto che il Comune di Rovigo aveva ritenuto, l’Amministrazione aveva ritenuto che € 70.000 che aveva speso per la parte dei servizi, elettricità, luce, acqua, gas del Roverella, andassero a finire nel conto che mi dovevano pagare, invece non c’entrava proprio niente, e allora adesso la Fondazione li rimborsa al Comune, il Comune me li dà e un po’ ce li metto io ed arriviamo a chiudere i conti per quest’anno.
Però questa situazione non può perpetuarsi, non è possibile perpetuarla. Le soluzioni possibili sono parecchie: una risolviamo… Se il Comune vuole risolvere la convenzione, risolve la convenzione. Io mi riprendo i miei quadri e forse sono capace di tener in piedi la Biblioteca anche senza i soldi del Comune.
Magari venderò un quadro, ma non credo che questa sia la soluzione, perché questi quadri non sono un patrimonio né dell’Accademia, né del Comune. Sono un patrimonio della cittadinanza, sono un patrimonio importante. Rovigo non ha un patrimonio così importante come i quadri dell’Accademia, sono € 27 milioni, insomma non sono roba da buttare via!
E i libri che ci sono in Biblioteca ci sono 390 incunaboli, cioè libri stampati prima del 1500, che sono di per sé cose che valgono una cifra notevole; 3500 cinquecentine, se voi andate in un negozio e chiedete una cinquecentina, costa €1200, € 1500. Ora ne abbiamo 3500, in più abbiamo una quantità imponente di libri, perché li compriamo continuamente. Ora… questa potrebbe essere una soluzione quella di dire: beh, ciascuno va per i fatti suoi e noi possiamo anche rescindere il contratto, perché?
Per inadempimento da parte del Comune, e possiamo chiedere in cambio, possiamo prenderci in cambio il compito di tenere aperto lo stessa la biblioteca. Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 09 Ottobre 2012 23 Ma non mi pare che sia la soluzione più intelligente, perché l'Accademia dei Concordi, pur avendo una fisionomia privata, in realtà svolge una funzione pubblica, ed è come fosse pubblica, anche se non sono stato eletto dal Consiglio Comunale o da altro Ente pubblico.
La soluzione più ragionevole sarebbe quella che il Comune continuasse a pagare quello che deve pagare, in base alla convenzione. Su questo abbiamo avuto un incontro con il Sindaco; dopo aver risolto il problema del 2012 abbiamo trovato un punto d'incontro, e cioè per 10 anni ho proposto una riduzione ingente del sostegno della Fondazione, e mi sono impegnato personalmente a trovare i soldi corrispondenti, che non sono della Fondazione Cariparo, tanto perché sia chiaro, li troverò altrove.
In cambio ho chiesto, dato che per 10 anni mi pagate una somma ingente in meno: “Trasferitemi la proprietà di due immobili che voi… che il Comune non adopera”.
Non adopera perché è da 150 anni che l'adopera l'Accademia dei Concordi, cioè il castello librario, che è quella costruzione, che si vede in Via Bedendo, quella con i mattoni faccia vista, qua a pochi metri da qui, piuttosto brutta, diciamo, quella lì è una scatola vuota, perché all'interno c'è una torre tutta fatta di acciaio, con otto piani di libri, e quello lì è nostro deposito.
E poi c'è un'altra parte, che è il Palazzo Bosi, quello che è a fianco dell'Accademia dei Concordi, che è di proprietà Comunale, che va verso Franchin, che sta sopra, diciamo, la farmacia, sta sopra a quei negozi lì, il quale non ha nessun acceso, non può avere accesso da nessuna parte, perché è stato venduto dal proprietario, che era il Comune, tutto il piano terra, in modo che l'unico accesso che c‘è in quel palazzo lì è attraverso l'Accademia dei Concordi, perché era la vecchia sede della Pinacoteca.
Ecco, io ho chiesto al Comune: datemi questi due fabbricati dove io troverò il modo di investire per fare un centro culturale, che credo diventerebbe il più importante del Veneto, in quelle sale, per poter fare sala di lettura, un'altra sala per convegni, e così via. E per 10 anni il Comune può ridurre i suoi versamenti, però dobbiamo anche interpretare definitivamente e con chiarezza cosa significhi quella convenzione.
In questo momento stanno esaminando la cosa, dovrebbero darmi una risposta, io mi auguro che questa risposta possa essere positiva.
Per darvi le ultime annotazioni relative all’Accademia dei Concordi, l'Accademia ha sette dipendenti, fissi, di cui due part-time, questo è il personale che abbiamo; uno di questi due part- time, poveretta, è una signora trapiantata, e che non ci vede, ma che lo Stato non riconosce come invalida, ed è la signora Vittoria Tinazzo, non ci vede, ed è stata trapiantata, però non è invalida.
E quindi dobbiamo aspettare che vada in pensione, però noi è come non l'avessimo, cioè l'abbiamo solo ai fini del libro paga, ma non ai fini della sua attività. Non possiamo chiederle di fare delle cose perché potrebbe ammazzarsi, o non possiamo metterla davanti alla porta perché non custodisce la porta, ed in più c'è aria, ed essendo trapiantata, potrebbe… Quindi sono sette, di cui due part-time, o meglio sette, di cui una part-time e una in pratica inesistente.
Poi abbiamo due a contratto, due ragazzi all'entrata che si danno il turno; un manutentore della parte elettronica, che viene due ore al giorno, e che è un professore di matematica, molto bravo; e poi abbiamo un custode, Adriano, mitico ormai. Quindi anche di questi ce ne sono tre che sono part-time. Per la Pinacoteca: ho già detto che abbiamo tolto di mezzo ogni problema, perché l'abbiamo trasferita alla Fondazione.
L'Alessia Vedova prende da noi un piccolo compenso per avere un rapporto con noi, in quanto, essendo noi titolari di una Pinacoteca, dobbiamo avere una persona laureata che ha un rapporto con noi per la Pinacoteca, ma le diamo trecento euro al mese, ma in pratica lavora per la Fondazione, perché è a libro paga della Fondazione. Questa è la situazione.
Io chiedo al Comune che comprenda la funzione che svolge l'Accademia dei Concordi, e quindi, se la comprende, che accetti le proposte che noi abbiamo fatto; oppure se il Comune ritiene che questo Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 09 Ottobre 2012 24 sia un lusso esagerato per Rovigo, quello di avere una biblioteca pubblica, che ci svincoli dagli obblighi, e che ciascuno prenda le sue cose e ciascuno vada per la sua strada.
Dico, la seconda soluzione per me è sbagliata, questa è la mia opinione, è l'opinione di un qualsiasi cittadino di Rovigo; la prima, quella cioè di trovare una soluzione per garantire un certo tipo di sicurezza d’introiti all'Accademia dei Concordi, è assolutamente indispensabile, se si accetta, che venga realizzata con garanzie nei risultati.
Per quanto poi riguarda le nostre attività per le quali non spendiamo una lira, o perlomeno non li spediamo nel Comune, o non sono nel bilancio… Per esempio noi teniamo le elezioni dell'Università Popolare, però sono elezioni che, rispetto ai termini di una volta, sono molto diverse, perché quest'anno la cerimonia inaugurale la farà il Professor Maracchi, che è il capo della meteorologia italiana, in pratica, il più importante meteorologo italiano, che viene venerdì; e poi viene dall'università di Milano il Professor Giorello, a parlare di “Tradimento nella storia in amore e dintorni”; poi viene parlare il Professor Berti sulla “Caduta del Comunismo”; viene a parlare Gaffeo, Professore dell'Università di Trento, un rodigino, “L'euro e le politiche monetarie”; poi parlerò io, perché ogni tanto parlo io, non costo niente, quindi… ma neanche questi li paghiamo, neanche a questi diamo niente, al massimo diamo la trasferta!
Parlerò io, insomma, delle iniziative economiche dell'art.
41 della Costituzione; poi verrà il Professor Mazzaroli dell'Università di Udine, figlio di Poldo Mazzaroli, perché era Professore di diritto amministrativo -poveretto adesso sta poco bene, molto- a parlare di “Dovere di fedeltà alla Repubblica e osservanza delle sue leggi”; poi il Professor Greppi sulle “Fiscalità come dovere civico”; con “Disciplina ed onore - I doveri costituzionali dell'esercizio nelle funzioni politiche”, verrà il Professor Giampieretti, e poi così via.
Organizziamo cose di questo genere, facendo venire giudici della Corte Costituzionale, che dicono: Luigi, va bene, vengo… Non voglio neanche restare a dormire. E riusciamo a tenere in piedi un movimento, diciamo culturale, che mi pare che sia abbastanza importante, tanto è vero che la Sala dell'Accademia dei Concordi va prenotata perché il calendario è fittissimo.
Tutto questo lo facciamo molto volentieri, lo facciamo volontariamente, in qualche misura anche addirittura con un curioso modo di volontariato, perché io per far il volontario in più pago qualcosa, che… insomma, sono un volontario un po’ fuori squadro, perché uno che fa volontario va ben, ma che anche paga per fare il volontario, forse potrebbe essere considerato anche uno stupido!
Non è così, lo faccio volentieri, perché per la mia città lo faccio volentieri, e ho deciso che in vecchiaia dovevo dedicarmi alla mia città. Ho lasciato da parte il rugby, in parte, quello giovanile no, me lo tengo, perché a quello tengo molto, infatti sta facendo grandi risultati; e mi occupo dell'Accademia dei Concordi. Sta al Comune, adesso, decidere che cosa si deve fare nel futuro.
Certo è che io non posso avviare il 2013 senza sapere quanti soldi potrò avere per pagare il personale, non è possibile! E’ una cosa che non si può andare da nessuna parte, io ho fatto l'operatore economico per molto tempo, non potrei tenere la gente, dovrei dire: signori, andate a casa, perché non so quanti soldi potrò avere. Quindi entro il 31 dicembre io ho bisogno di sapere nel 2013 di che morte dovrò morire.
Se deve morire l'Accademia, pazienza, però… Allora in questo caso, piuttosto che farla morire, chiederò la risoluzione del contratto. Se invece il Comune vorrà accettare una soluzione che mi dia delle garanzie, sarò ben lieto di accettarle, e di sacrificare anche gli interessi dell'Accademia, pur di arrivare ad un risultato che consenta all'Accademia di continuare a vivere, dato che ha incominciato a vivere nel 1580, e quindi è l'istituzione più vecchia che esiste in questa città. Grazie.