Persona · attività documentata

Giuliano Ferraccioli

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
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1
Interventi con video
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Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

Presidente di Polesine AcqueOsservato il 12 maggio 20091 osservazione documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

12 maggio 2009

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 13
Pagine 8–11
Punto 2

Relazione del Presidente ATO Polesine: affidamento in house il servizio idrico integrato. Relazione del Presidente Polesine Acque: aumento capitale sociale e atti conseguenti

Presidente di Polesine Acque

Leggi intervento

Sì, grazie signor Presidente. Buongiorno al Consiglio Comunale intero. Io cerco di attenermi, cercherò di attenermi innanzi tutto a quello che era… che è la convocazione dell'ordine del giorno, cioè quello che sarà poi l'oggetto dell'Assemblea straordinaria dei soci di venerdì sull'aumento di capitale sociale della società.

Poi evidentemente ci sono altri punti, altre cose, che in questi giorni sono stati sviluppati e dunque siamo a disposizione per qualsiasi altra domanda ad altre questioni che volessero emergere. Dunque, noi siamo di fatto molto vicini a questo importante traguardo della patrimonializzazione della società Polesine Acque S.P.A., attraverso il conferimento di quanto finora è gestito all'interno dei Consorzi.

Non è un fatto straordinario, nel senso… oppure nel termine, ma diciamo che risponde ad un'esigenza, come anche nell'apertura, l'Assessore Milan ha citato, che era quella all'interno dei Consorzi, con la liquidazione, diciamo così, attraverso il Testo Unico delle leggi comunali e provinciali e alla DPR 267, affrontando nei sei mesi successivi alla messa in liquidazione dei vari Consorzi, che peraltro non hanno tutti le stesse date, ma diciamo che tutto si è svolto dal ’98 all’ultimo, il medio Delta Po è entrato nel 2002, nel 2002.

Questo passaggio, dunque, è un merito innanzitutto che va ascritto ai Comuni, al Comune di riferimento, anche in particolare al Comune di Rovigo, che è guida ed è socio di riferimento della Società, perché nella precedente, se ricordate quando abbiamo fatto poi gli incontri per la ricostituzione della Società, tra ottobre e dicembre del 2006, cioè i messaggi che sono arrivati sono stati i messaggi chiari, richieste precise, che erano quelle del risanamento della società, che erano quelle della chiusura dei Consorzi, e che erano quelle anche della ripresa degli investimenti.

A queste richieste abbiamo inteso rispondere non in quanto attori principali, specialmente nella chiusura dei Consorzi, della liquidazione e della loro definitiva chiusura, ma come coordinatori, in quanto senza il titolo principale, ma abbiamo coordinato il liquidatore, abbiamo coordinato i revisori, abbiamo coordinato le assemblee dei vari consorzi, che pure si sono tenute in maniera tale da poter dire, oggi al Consiglio Comunale di Rovigo che è il primo Consiglio, questa relazione è stata fatta anche all’Assemblea intercomunale, ma vista anche l'importanza di questa Assemblea, quello che è importante dire è che oggi il traguardo è vicinissimo.

È vicinissimo. Di questo traguardo, la parte, diciamo così, dell'aumento... dell'apertura della finestra del contenitore, all'interno della società, del capitale sociale è il passaggio, diciamo così, propedeutico per poi, con i bilanci di liquidazione definitiva dei Consorzi, arrivare alla fase del conferimento che verrà effettuato, dai Comuni viene effettuato attraverso un terzo, che sono i liquidatori.

Questo per accelerare, è già stato spiegato, è tutto perfettamente normale, ma il soggetto che conferisce non è più il Consorzio, non è il Consorzio in quanto si liquida, e poi i Consorzi non hanno, all'interno dello Statuto, la capacità di conferire, sono i Comuni facenti parte del Consorzio che, diciamo così, hanno questa autorità, hanno questa prerogativa, perché sono soci.

Questo si realizzata attraverso una procedura semplificata ma validissima, che è quella che poi è stata anche spiegata in Assemblea, cioè le assemblee dei Consorzi danno questa delega al liquidatore, per dire: “Alla fine raccogli le azioni e distribuiscile e abbiamo finito tutto quanto”. Sono stati adottati criteri univoci.

Attenzione, la società Polesine Acque o Polesine Servizi, per un certo periodo prima, è una società di fatto che unificava i Presidenti dei cinque Consorzi, ma sul lato pratico non è mai stata una società unica. Cioè, è stato faticoso in questi anni, anche in questi due anni, poter lavorare all'interno, e cercare di creare una mentalità di società unica. Però, finché i 9 Consorzi sono ancora, diciamo così, vivi sul piano giuridico, è un compito anche improbo e difficile.

Comunque, anche di questo bisognerà che ne parliamo, perché è fondamentale che si arrivi alla conclusione di questa vicenda, seppur decennale -come è stato sottolineato prima- e nello stesso tempo i Comuni, cioè i Sindaci dei Comuni, i Consigli Comunali possono dire finalmente di disporre di un soggetto unico che gestisce il servizio idrico integrato.

Il processo, come dicevo prima, è stato quello intanto di uniformare, attraverso la nomina di un soggetto che eseguisse questa contabilità peritale, cioè queste perizie dei beni e dei consorzi, di fare in maniera univoca per tutti. Poi da qui naturalmente si passerà all'altro passaggio, che è quello dell'approvazione, naturalmente dentro alle sempre... parlo sempre di sedi assembleari dei Consorzi fino alla definitiva. Ma cos'è che possiamo dire di raggiungere con questo traguardo finale?

Oggi la società ha una capitalizzazione di meno di € 200.000. Una capitalizzazione che non è presente in nessuna delle società che gestiscono, delle entità che gestiscono il servizio idrico integrato a livello nazionale. Ce l’ha perché, nel momento della sua ricostituzione, i Sindaci, i soci hanno deciso di ricapitalizzarla al minimo e di avere questo tipo di situazioni.

Bene, innanzitutto con questa operazione si va a regolarizzare la posizione amministrativa, oggi per esempio nei Consorzi è una regolarizzazione amministrativa ecco, ex legge, cioè non è, voglio dire, un'invenzione particolare, ma proprio, anche se in ritardo, si fa quello che si sarebbe dovuto fare in un certo momento. Si va a bonificare la gestione del servizio idrico, togliendo tutte quelle voci che adesso sono le voci che riguardano le convenzioni, non sono tutte uguali.

C'è una buona parte, ecco, di Revisori, c'è una buona parte di cose… non sono delle grosse cifre ma, voglio dire, sono pur sempre cose importanti; si va finalmente a dare esecuzione quanto è previsto dalla legge Galli, e si va anche a realizzare una trasparenza, una chiarezza nei bilanci poi di tutti i soci della società, ma anche dei soci, evitando sostanzialmente, con questo aumento di capitale derivato dai conferimenti, si evita quello che abbiamo dichiarato all'inizio come Consiglio di Amministrazione che proponevamo alla vostra attenzione, che è quello di non chiedere risorse ai Comuni.

Non solo al Comune di Rovigo! Al Comune di Rovigo ma da Melara a Porto Tolle, voglio dire, questa è la fondamentale… il fondamentale risultato che andate a cogliere. Non ci sarà più bisogno, certamente per la società, ma neanche per i suoi fini istituzionali, di ricorrere a capitalizzazioni da parte dei Comuni o ricapitalizzazioni, come si vogliono chiamare, almeno per lo svolgimento di quelli che sono i compiti istituzionali della società.

Noi intendiamo, da un'analisi non è corretto e non è neanche giusto, voglio dire oggi, visto che le perizie sono state asseverate, ma devono essere fatti altri passaggi all'interno dei Consorzi, si parla sempre di cifre stimate. Noi apriamo, venerdì in assemblea, un contenitore per una somma di € 90 milioni.

Questo contenitore deve essere, diciamo così, rifornito, e alla fine si fa la certificazione di quanto da questi Consorzi, dagli ex Consorzi sia entrato, sia conferito da parte dei soggetti che lo devono fare e si chiuderà. Non sarà 90, sarà meno. La nostra stima, per ora su tali perizie, rivalutazioni, come peraltro è logico secondo la legge, anche lì una cosa e l’altra, dovrebbe attestarsi intorno ai € 75 milioni.

Non si poteva farlo di 74 milioni, perché poi sennò bisognava fare un'altra assemblea, se uno poi lo chiude in maniera superiore di quanto stabilito! Ecco perché c'è questa cifra, diciamo, ipotetica.

L’assemblea, credo venerdì, è un suo potere, ma certamente non so se raccoglierà le indicazioni dei soci, avrebbe la possibilità, la struttura oggi, avrebbe la possibilità di chiudere tutta la partita anche dell'aumento entro il mese di luglio, cioè tecnicamente consorzi, assemblee societarie potrebbero farlo entro il mese di luglio.

Mi è sembrato giusto proporre all'interno, e lo proporrò anche in assemblea, che questo percorso, diciamo così di conferimento, possa avvenire con qualche mese in più, anche per dar modo a nuovi amministratori di conoscere dettagliatamente tutte le cose.

I tecnici, sia i notai, sia i tecnici, non sono stati molto soddisfatti di questa mia richiesta, però credo che si dovranno allineare e portare 10 pazienza un po', per arrivare, diciamo così, in un periodo che può andare dal 31 di ottobre, come termine massimo, al 30 novembre, ecco, 31 di ottobre, 30 di novembre.

E’ un'operazione quella dell'Assemblea dove i soci, i rappresentanti dei soci, i Sindaci non prendono nessun impegno dal punto di vista che possa intaccare i loro bilanci, avere questi riflessi di bilancio, ma è solo un segno, diciamo, di condivisione all'apertura di questo contenitore, che poi si andrà a chiudere, come ho detto, nel periodo che vi ho appena indicato.

La composizione poi del capitale sociale, che verrà decisa in assemblea, poi sarà il frutto di quello che attualmente… quello che è stato versato, cioè di quello di oggi, € 200.000 circa, sarà il frutto di quanto in questi due anni è stato messo a riserva, che sono € 2.600.000, circa; e sarà poi il frutto o anche del conferimento. Cambieremo anche il valore delle quote inevitabilmente, perché oggi sono calcolate addirittura in centesimi.

Credo che la prima cosa, su un certo ammontare di milioni di euro, sarà quella di cambiarla minimo alla moneta di un euro, come valore azionario, altrimenti bisogna fare dei pacchetti a fisarmonica. Ecco, ci sarà anche la possibilità poi di vedere quanto mantenere riserva, quanto no, in modo tale da darvi una strutturazione che consenta dal giorno dopo, ecco, l'anticipazione. La chiusura al mese di luglio aveva anche una necessità, diciamo, tecnico- gestionale.

Questa operazione consente di ragionare dalla Cassa Depositi e Prestiti, come struttura per grandi opere, a qualsiasi altro istituto di credito, per creare quel pool, diciamo come advisor, che consenta di arrivare ai finanziamenti, così detti a lungo termine, 25 anni in minimo, che sono alla base per proseguire un'azione di investimenti che sono investimenti, diciamo così, duraturi. Duraturi e certi!

Perché oggi -dico due cose, e poi si apre verso le domande- oggi la società, come è stato detto anche dal Presidente dell'ATO, si trova in una situazione molto particolare, non la società, il territorio molto particolare che è di difficile interpretazione, e a volte fa perfino nascere qualche dubbio perché qui così io non so… l’ATO Verona è un'altra cosa. Colà. Ecco.

Ci sono notevoli differenze, ma soprattutto ci sono notevoli differenze territoriali. Cioè, i dati andrebbero parametrati fra tutti quanti, e sarebbe necessario -come ho avuto occasione di dire anche al Presidente della 7^ Commissione, mi pare che sia quella dei lavori pubblici, Regionale 7, non sarebbe male neanche mettere in piedi, a livello regionale, un meccanismo di perequazione per realtà che sono troppo diverse. Troppo diverse.

Non è giusto, non è corretto che un cittadino polesano abbia meno investimenti e paghi di più di un cittadino veneto, che si trova vicino alle risorgive, che si trova nel pedemontano, che si trova in situazioni, per esempio, dove una centrale da 500 litri al secondo serve più persone di quanto servano undici centrali. Undici centrali polesane, tra grandi e piccole. Undici centrali che non è che si voglia chiuderle, perché le opere infrastrutturali non sono terminate.

L’ultimo investimento, peraltro pagato dalla società, come ha sottolineato il Presidente dell'ATO, è questo tubo lungo, hanno fatto benissimo a costruirlo, mentre -diciamo così- si facevano altre opere, come si costruiranno anche altre infrastrutture nella Val d'Astico e così via, e per fare queste… Però non ha nessun tipo né di collegamento a monte né di collegamento a valle, e non c'è in programma purtroppo! Devo dire la società Veneto Acque è in sofferenza anche la società, ecco!

Non è che lo dico… ci parliamo, ci si consulta ed è in sofferenza rispetto ad un dato generale di finanziamenti che fa fatica a trovare uno sbocco. E certamente la situazione congiunturale avrà anche questi effetti. Se tanto mi dà tanto, però, è chiaro che questa situazione congiunturale, di cui non è che lo sbocco sia molto vicino anche per le entrate fiscali che si andranno a determinare, credo che i finanziamenti regionali, ecco, forse avranno più una contrazione che un aumento in questa direzione.

Ma il Polesine da questo è molto, molto penalizzato, e non è un problema di soggetti gestori, come potrete ben verificare in tante occasioni, ma è anche un problema proprio di strutture unificate che hanno questo tipo di portata. E naturalmente, come è stato detto, un conto è attingere acqua, clorarla per il trasporto, un conto attingere acqua, potabilizzarla dall’Adige e dal Po, e poi consegnarla. Cioè, ci sono molti, molti e molti costi in più.

11 Un’altra questione di riferimento, in riferimento agli investimenti, è questa, e poi concludo: la società ha adottato un suo piano, il 2008 è stato un anno piuttosto delicato anche per ragioni congiunturali e anche di altro tipo, climatiche e così via. Per cui la produzione, il venduto è stato minore, e ci sono stati alcuni aumenti di costi, quelli energetici -credo che sia giusto dirlo- e alcune manutenzioni, gli ammortamenti per gli investimenti effettuati.

Dunque, il risultato è positivo ma, diciamo così, pone alcune riflessioni. Quali sono queste riflessioni? Ad oggi, com'è la società, non si può permettere assolutamente di divagare, sul piano delle operazioni, senza aver presente che ACUN si è procurato una sua scorta, però deve ancora stare molto attenta a come impiega i propri danari.

Qual è la questione? Noi abbiamo preso un impegno -noi come Consiglio di Amministrazione- all'inizio, che era quello del risanamento e della ripresa degli investimenti. Come potete ben immaginare, questo si determina attraverso un margine operativo lordo, che è poi il dato da cui ricavare gli ammortamenti, risorse, insomma per investimenti e anche per abbattimento del debito.

Dico questo perché se gli investimenti non sono al top, diciamo così, della ripresa, c'è anche da tener conto che una parte del margine viene impiegata, notevole eh, non poca, notevole perché i rientri non sono programmati a lunghissimo, ma entro quattro anni, va verso anche quella destinazione.

E noi come società non possiamo fare nient'altro, cioè non ci presenteremo certamente alle assemblee per dire che abbiamo investito, magari qualche cosa di più, e ci troviamo a creare una situazione di deficit di bilancio, anche se, diciamo così, controllabile oggi attraverso le riserve.

Questo ragionamento lo vogliamo fare o lo vorremmo fare quando la società acquisirà i finanziamenti a lungo termine e avrà una dotazione, diciamo, che gli consenta qualche piccolo… Nel bilancio che poi vedrete, quando si approverà, verso la fine del mese ecco, c'è anche un altro dato, a conferma di questo, che dice che l’EBITDA è il risultato economico e il primo degli… diciamo così, l’indice prima degli ammortamenti, prima delle riserve, prima delle cose, ed è un indice che misura l'efficienza, è passato dal 14 e rotti percento, quasi al 16%.

Una società che fa questo mestiere, anche domani con i finanziamenti a lungo termine, lo dissi i primi giorni, lo ripeto oggi più che mai convinto, è una società che deve realizzare un margine operativo, cioè un EBITDA prima di tutte le incombenze che ci sono, che si deve attestare fra il 15 e il 20%. Meno di quello non potrà mai fare nessun tipo di azione, diciamo significativa all'interno del servizio idrico integrato.

Termino dicendo questo, ecco, noi faremo la nostra parte per quello che possiamo farla e nella richiesta appunto di maggiori finanziamenti regionali, in un'area particolare. Non significa non voler male a nessuno e non significa creare delle differenze, che non è il nostro spirito!

Però, la situazione territoriale del Polesine è totalmente diversa adesso, addirittura totalmente diversa, parzialmente non totalmente diversa ai nostri amici del CVS che sono al di là dell’Adige, perché hanno una parte come noi e una parte che non è come noi. E non hanno neanche undici centrali. Allora questo, se vi trovo e ci troviamo anche con la solidarietà dei Sindaci, saranno le richieste che intendiamo fare.

Grazie.

Intervento n. 48
Pagine 29–32
Punto 2

Relazione del Presidente ATO Polesine: affidamento in house il servizio idrico integrato. Relazione del Presidente Polesine Acque: aumento capitale sociale e atti conseguenti

Presidente di Polesine Acque

Leggi intervento

Sì, Presidente, grazie. Volevo… dopo aver atteso, ecco... mi veniva un po' di nostalgia su queste cose, perché dico se, contrariamente invece alla realistica enunciazione a volte delle cifre e dei fatti aziendali, potessi, dico, manipolarli, come a volte si fa con i discorsi della politica, sarebbe una gran bella cosa, ma così non è! E meno male!

Allora, mi interessa subito chiarire un aspetto con l'ingegner Maldi e anche con il Consigliere Avezzù. In sostanza togliere una preoccupazione che è questa, cioè perché oggi noi andiamo, cioè venerdì, l'aumento... aumento di capitale eh! Da conferimenti, non ha un'altra denominazione, perciò non è una ricapitalizzazione, non è una cosa… è una regolarizzazione amministrativa, perché non farlo adesso… Cioè, io non vorrei che venisse nel Consiglio Comunale di Rovigo -come negli altri peraltro, eh!

Non è che sia una prerogativa solo del Consiglio Comunale di Rovigo, che venissero in mente…dice: “Ostia! Noi abbiamo delle proprietà. Oggi abbiamo delle proprietà e se le cediamo facciamo una cosa che non va bene”.

Allora, voglio specificare -e fatevelo anche spiegare bene evidentemente dai dirigenti, dai più esperti in questo senso- che non si cede nessuna proprietà, siano o no in maniera diversa. Questo prevede il DPR 6667, cioè il 267 e tutto quanto poi ne è scaturito, a società che siano a capitale totalmente pubblico e che pertanto è incedibile. Allora vuol dire che quello che era ieri nei consorzi, pubblico, rimane pubblico e si valorizza dentro un'altra entità pubblica.

Vorrei che fosse chiaro questo, ecco per non… creare… Ma adesso non facciamo… Ci conviene, non ci conviene...

Cioè, il Comune non aveva iscritto… i Comuni hanno delle partecipazioni, quelle sono iscritte nei bilanci, il valore delle partecipazioni non aveva nulla ieri iscritto dentro nei Comuni, se non le partecipazioni ai Consorzi e domani alle azioni della società, che invece di essere consorzio è spa, cosa peraltro che mi sono trovato a gestire, e vi confesso che francamente, cioè, quando è stato deciso, è stato deciso di fare le spa! Se io dovessi decidere oggi farei un'altra cosa, ma non ha importanza.

Uno deve gestire quello che c'è ed eventualmente modificarlo nel tempo. Questo vorrei che fosse chiaro! Anche sulla scorta del discorso dell'affidamento in house, Maldi, dice: “Ma, aspettiamo…” Ecco, c'è questa norma… cioè, l’art.

23 bis della 133 dell’anno scorso, che è uscito in una notte, e che quando leggerete la relazione al bilancio anche del CdA che abbiamo fatto, cioè non si può governare il servizio idrico integrato, in house o no, con una normativa in continua mutazione. Cioè, bisogna che ci sia un momento di stabilità anche nella normativa nazionale, rispetto a questo! Allora, in una notte viene fuori il 23 bis, che evidentemente è sollecitato da parte privata, con tutte le giustificazioni del caso.

Io non sono contrario al privato. Ma che si introduce una legge che dice: “2010 Gara! Salvo…” Salvo cosa?

30 Allora siamo impegnati, io credo di poter dire che anche l’ATO si è impegnato in questa direzione, a esaudire quello che è il mandato dei soci, non… del Consiglio Comunale di Rovigo, certamente, ma anche di altri Consigli Comunali, che è quello di fare quanto sia possibile per rimanere… perché rimanga una gestione pubblica dell'acqua, quanto sia possibile.

Allora siccome le note dell'Autorità di Vigilanza, vi rendo noto, avendolo chiesto direttamente a Roma questo, quale potere abbiano queste Autorità: “Nessuno -mi è stato risposto- nessuno! Devono solo fare le loro indagini, i loro accertamenti e poi riferire al Parlamento!” Per dire, insomma, ecco! Però, devo dire che l’art.

23 bis -ve lo dico qui- ha scatenato un pandemonio alla sua uscita! Voi dovete pensare che il Credito, il giorno dopo del 23 bis, ha detto subito: “Ma ci siete voi nel 2010 o non ci siete?” Tanto per dirvi cosa combinano queste cose che entrano… questi refusi in fase di approvazione. Detto questo, cioè reclamo… noi reclamiamo una legislazione più, diciamo, meno ballerina!

Non ho detto quale! Non voglio neanche dire quale. Confermo che il discorso dei Consorzi è un interesse dei Comuni e non no!

Per quello che riguarda la capitalizzazione -rispondo anche a qualche altro interpello in questa direzione- con l'entrata in funzione della… cioè, con la ripresa dell’attività della società, a tutt'oggi chi ha speso, chi ha investito una cifra in ricapitalizzazione, confermo totale 52 Comuni, € 192.000, perciò il Comune di Rovigo non me lo ricordo, vista la partecipazione sarà sui € 50.000 - € 45.000, una cosa del genere! Sono già rientrati.

Cioè, con il Piano di rientro, la quota parte del piano di rientro, sono già rientrati. Cioè, dalla prospettiva di perdita dei crediti, la prospettiva di perdita dei crediti, anche da parte delle imprese private, che lavorano in questa terra, e così via, oggi siamo ad un Piano di risanamento con i Comuni, con qualche problema, ogni tanto di tempistica, dei versamenti, eh!

Però, voglio dire, sia tra mutui e il rientro da quelli pregressi, che credo confermi la validità del piano e anche la sua coerenza in questa direzione, allora oggi non è… Credo che sia giusto dire non è che si possa ragionare o si debba ragionare in termini di contrapposizione, che convenienza ne ho, che convenienza non ho.

I Consorzi da parte delle istituzioni, non da voi presenti oggi, ma da parte delle istituzioni Comuni che ne sono parte integrante, dovevano essere già chiusi e liquidati, per una serie di ragioni che non stiamo qui ad elencare, anche perché io non le conosco certamente tutte, ciò non è stato fatto! E’ stato messo in piedi il coordinamento, oggi si arriva finalmente vicini a questo traguardo, che personalmente, il mio consiglio, ecco, è di vederlo in positivo.

Non ci sono interessi specifici da parte di nessuno, perché ho detto è incedibile, ed è anche una cosa, diciamo, che ha più che altro il sapore di formalità, ma che stabilizza la situazione e la regolarizza. Io credo che questo debba essere visto in questa direzione e non in altre. Con Avezzù, devo specificare che il Consorzio di Rovigo -cioè, non la Società- proprio perché Consorzio, per esempio nei conferimenti non ha deciso di conferire la sede della società, oggi utilizzata, non viene conferita.

Oggi si apre… venerdì si apre il contenitore e poi decidono dentro, e hanno già deciso di non conferirla. Dunque vuol dire che rimane o da acquistare da parte dell'Assemblea dei soci di Polesine Acque, o destinataria di altre situazioni se altri andranno avanti. Io ho già espresso la mia opinione, che è l'opinione semplicemente del CdA, che è quella di procedere domani a valutare, farò la valutazione acquisto della sede.

Però, resta il fatto che è un fatto subordinato all'approvazione dell'Assemblea di tutti i soci, perché è un fatto straordinario! Allora, voglio dire, mi sembra che gli amministratori del Consorzio di Rovigo, che sono nove, abbiano agito e (voglio dirlo, Paolo) sia anche in linea con quanto precedentemente qualcuno aveva… qualcuno aveva ammesso che aveva iscritto a bilancio anche delle entrate possibili da parte della vendita di quest’area.

Queste sono… Riterrei di dover dire innanzitutto una cosa, per quello che riguarda gli interpelli di Pavarin e Masin, anche, cioè gli insoluti. Gli insoluti, quando siamo entrati in società sfioravano i € 6 milioni.

Oggi, è vero che sono 2 milioni e mezzo di euro, che dovevano essere già meno per una 31 ragione tecnica, che se poi qualcuno vorrà farsi spiegare dagli ingegneri qui presenti… però, voglio dire, già oggi si può dire che sono calati, perché € 700.000 - € 800.000 di questa parte entrano già in un circuito di richiesta, in quanto noi abbiamo aderito ancora l'anno scorso alla società di recupero crediti, Equitalia Polis, erano quasi € 6 milioni, però di crediti!

Invece i richiedenti, gli utenti che hanno chiesto il rimborso, io devo dire, per chi ha a cuore -credo come tutti, insomma- questa questione che, qui non si tratta di seguire direttamente quanto prevede la legge, o altro. Il buon senso anche qui, credo che debba essere la fonte, c'è chi si è dato da fare per mettere in evidenza una questione di legittimità. Nella parte retroattiva non è legittima.

Siccome però il TAR ha detto che non è legittima la retroattività, ma ha detto che va bene il calcolo fatto, vuol dire che diventerà legittima dopo! L'ha detto il Giudice del TAR questo, non Giuliano Ferraccioli che è uno spettatore. Significa che viene dopo.

Dunque, quello che oggi dai, poi dopo, in qualche altra maniera, verrà ridato indietro. Ma detto questo, sono l'1%, al di là di chi ne ha fatto motivo di battaglia, alcune aziende, alcune cose, alcune hanno perso, peraltro perché la contraddizione, come diceva il Presidente dell'ATO, poi… delle pronunce, anche in Consiglio di Stato è tale per cui non si capisce bene! Ma dico, alcune hanno perso, ad alcune viene confermato.

Queste aziende, il valore di queste… chiamiamole vittorie in tribunale, l’abbiamo accantonato e vale € 100.000, circa. Gli utenti che hanno chiesto il rimborso, su una campagna veramente importante e massiccia, sono l'1%, sono l'1% dell'utenza e valgono a tutt'oggi, valgono in termini di restituzione totale, perché c'è la restituzione, il pareggio e il rimborso dall'utente alla società, eh! Molti di questi che hanno fatto domanda di rimborso, 2 o 3 euro li devono dare.

Pensate voi, ecco che roba importante che sia! E valgono € 20.000, meno € 20,000 per la società, tutti opportunamente accantonati.

Io ho detto un'altra cosa insieme al CdA e alla dirigenza, ho detto: “A delibera acquisita, cioè a sentenze acquisite anche dai Consigli di Stato che la retroattività… si regolarizza la situazione, si regolarizza”, che può essere regolarizzata anche attraverso la bollettazione, nel senso che da un lato c'è l'accredito, e poi c'è l'addebito, e così via, si possono fare tutte queste cose, e si regolarizza in modo tale che quella partita lì venga in qualche modo regolarizzata.

Tenuto conto che in mezzo a questo ci sono dei fatti societari che non sono gestibili, come dentro il Consiglio Comunale in generale, cioè sono dei fatti societari, con dei tempi, delle modalità che la Società ha, che non può dilazionare nel tempo, che deve dare delle garanzie ai propri organi di vigilanza e così via.

Cioè, voglio solo dire, davanti a degli Amministratori Comunali e proprietari della Società, che questa vicenda della retroattività, al di là del fatto dell'ingiustizia, così, no… giuridica, ecco, crea dei problemi che se non ci fossero stati era meglio!

Perché crea dei problemi da gestire in maniera - come ho detto prima- proprio perché non c'è un'ingiustizia nel calcolo della tariffa, in quanto è stato ribadito, io ho letto la sentenza, poi il Presidente dirà quello che vuole, ho letto la sentenza e la sentenza dice che il metodo adottato per il calcolo di quella tariffa, al di là delle correzioni che sono state anche qui richieste e che il Presidente si sarà annotato, è perfettamente normale.

Credo che… Do un'occhiata veloce per vedere se c'è qualche cosa mi sono dimenticato… il recupero insoluti si sono… Ecco un altro particolare che il dottor Guarnieri aveva messo su un tavolo che era: “Come sono questi i consorzi che andiamo a liquidare?” Ecco, io vorrei anche qui garantire tutto sommato una cosa, cioè: la partecipazione, il valore percentuale delle partecipazioni societarie di oggi, vale per il Comune di Rovigo come per tutti gli altri Comuni, da quello che abbiamo potuto appurare, tra attivi e passivi dentro i Consorzi, non subirà delle variazioni significative.

Voglio dire, se oggi il Comune di Rovigo ha il 18, potrebbe avere il 17,5 o il 19. Probabilmente quello... il Medio Delta Po cala un po', anzi sicuramente cala, mentre chi aveva più crediti, magari era quello piccolino, aumenterà del punto, del punto e mezzo, in una logica questa di equilibrio generale.

Perciò, da questo punto di vista non è che si vanno a prendere dei debiti, perché gli altri 32 Consorzi, per esempio il Medio Delta Po, devo dire che hanno… conferiranno attivi e passivi, ma conferiranno i beni, anche la sede, e queste cose. Mentre il Comune di Rovigo, dice: “Della sede voglio fare un’altra cosa”, altri Consorzi non hanno granché, oltre alla sede, parlo di utilizzabile, non di commerciabile, eh! Che nessuna di queste cose è commerciabile.

Però, hanno magari l'ufficio, il vecchio ufficio del Consorzio o altre cose, e così via, insomma ecco. Perciò, il Consorzio di Rovigo ritiene di doversi tenere a trattativa la sede in quell'area che è stata anche qui sottolineata, e di conseguenza avrà un po' di azionariato in meno, oppure, ecco, andrà a mantenere… non c'è rischio di azionariato maggiore, voglio dire ecco, quello che citava prima il Sindaco. Non ci sarà questo rischio!

Perciò, di maggiore partecipazione, una cosa e l'altra. E a Zangirolami -e termino- io, Zangirolami, sono anche contento di poter rispondere a queste interpellanze, perché molte di queste cose… non so, pensavo si fossero lette sui giornali, molte di cose dette e chieste qui, pensavo si fossero lette sui giornali. E quali sono?

Perché sembra che con il discorso della testa sotto la sabbia si vada avanti! Il discorso della responsabilità, cioè senza il chiasso, a volte immotivato, dei processi di piazza, gli amministratori che sono passati in questa società, probabilmente anche quelli che passeranno, sono sotto lo specchio della Corte dei Conti che ha aperto un fascicolo, una posizione nel 2007, e non è ancora uscita da Polesine Servizi o da Polesine Acque oggi.

Perciò direi che sotto questo aspetto, senza condannare le persone prima, e credo che questa sia una filosofia, anche la tua, dico che qui, le responsabilità sono sotto osservazione e autorevole, sotto osservazione e autorevole: Guardia di finanza e Magistratura.

Per quanto riguarda quelle cose di buon senso, per esempio con... noi devo dire, che con ASM SET, per esempio, abbiamo già… uno a Occhiobello con ASM SET, uno a Lendinara con ECOGEST, cioè gli uffici multiservizi, abbiamo già messo in piedi quello che ci è stato consentito… c'è stato consentito di mettere in piedi. E credo che questo sia stato un qualche cosa che ha dato una risposta, ecco, a quello che abbiamo detto all'inizio. Per l’house?

Per l’house ho risposto. Voglio dire: ne approfitto qui per ringraziare a nome del Consiglio di Amministrazione il Sindaco Merchiori che ci ha mandato due righe, e dice: “Ho ricevuto la cortese sua del 27 aprile, con allegato il Codice Etico approvato dalla sua Azienda. Nel complimentarmi per l'importante strumento adottato, colgo gradita l’occasione per ringraziarla e porgere distinti saluti”.

Cioè, voglio dire che in questo poco tempo avuto anche a disposizione, abbiamo anche cercato di lavorare sulla società, sull'unicità della società, e anche sul suo… voglio dire, sul senso di appartenenza alla Società. Il Codice Etico è uno di questi, abbiamo aderito al D.L. 231 sulla responsabilità dell'Azienda nei confronti di terzi, e in mezzo a questo, insomma, un modello organizzativo Codice Etico, unità di sorveglianza, e così via, sono stati tutti elementi che ci hanno visti impegnati e che abbiamo concluso.

Dunque la ringrazio a nome di tutto il Consiglio di Amministrazione.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.