Relazione del Presidente ATO Polesine: affidamento in house il servizio idrico integrato. Relazione del Presidente Polesine Acque: aumento capitale sociale e atti conseguenti
Presidente di Polesine Acque
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Sì, grazie signor Presidente. Buongiorno al Consiglio Comunale intero. Io cerco di attenermi, cercherò di attenermi innanzi tutto a quello che era… che è la convocazione dell'ordine del giorno, cioè quello che sarà poi l'oggetto dell'Assemblea straordinaria dei soci di venerdì sull'aumento di capitale sociale della società.
Poi evidentemente ci sono altri punti, altre cose, che in questi giorni sono stati sviluppati e dunque siamo a disposizione per qualsiasi altra domanda ad altre questioni che volessero emergere. Dunque, noi siamo di fatto molto vicini a questo importante traguardo della patrimonializzazione della società Polesine Acque S.P.A., attraverso il conferimento di quanto finora è gestito all'interno dei Consorzi.
Non è un fatto straordinario, nel senso… oppure nel termine, ma diciamo che risponde ad un'esigenza, come anche nell'apertura, l'Assessore Milan ha citato, che era quella all'interno dei Consorzi, con la liquidazione, diciamo così, attraverso il Testo Unico delle leggi comunali e provinciali e alla DPR 267, affrontando nei sei mesi successivi alla messa in liquidazione dei vari Consorzi, che peraltro non hanno tutti le stesse date, ma diciamo che tutto si è svolto dal ’98 all’ultimo, il medio Delta Po è entrato nel 2002, nel 2002.
Questo passaggio, dunque, è un merito innanzitutto che va ascritto ai Comuni, al Comune di riferimento, anche in particolare al Comune di Rovigo, che è guida ed è socio di riferimento della Società, perché nella precedente, se ricordate quando abbiamo fatto poi gli incontri per la ricostituzione della Società, tra ottobre e dicembre del 2006, cioè i messaggi che sono arrivati sono stati i messaggi chiari, richieste precise, che erano quelle del risanamento della società, che erano quelle della chiusura dei Consorzi, e che erano quelle anche della ripresa degli investimenti.
A queste richieste abbiamo inteso rispondere non in quanto attori principali, specialmente nella chiusura dei Consorzi, della liquidazione e della loro definitiva chiusura, ma come coordinatori, in quanto senza il titolo principale, ma abbiamo coordinato il liquidatore, abbiamo coordinato i revisori, abbiamo coordinato le assemblee dei vari consorzi, che pure si sono tenute in maniera tale da poter dire, oggi al Consiglio Comunale di Rovigo che è il primo Consiglio, questa relazione è stata fatta anche all’Assemblea intercomunale, ma vista anche l'importanza di questa Assemblea, quello che è importante dire è che oggi il traguardo è vicinissimo.
È vicinissimo. Di questo traguardo, la parte, diciamo così, dell'aumento... dell'apertura della finestra del contenitore, all'interno della società, del capitale sociale è il passaggio, diciamo così, propedeutico per poi, con i bilanci di liquidazione definitiva dei Consorzi, arrivare alla fase del conferimento che verrà effettuato, dai Comuni viene effettuato attraverso un terzo, che sono i liquidatori.
Questo per accelerare, è già stato spiegato, è tutto perfettamente normale, ma il soggetto che conferisce non è più il Consorzio, non è il Consorzio in quanto si liquida, e poi i Consorzi non hanno, all'interno dello Statuto, la capacità di conferire, sono i Comuni facenti parte del Consorzio che, diciamo così, hanno questa autorità, hanno questa prerogativa, perché sono soci.
Questo si realizzata attraverso una procedura semplificata ma validissima, che è quella che poi è stata anche spiegata in Assemblea, cioè le assemblee dei Consorzi danno questa delega al liquidatore, per dire: “Alla fine raccogli le azioni e distribuiscile e abbiamo finito tutto quanto”. Sono stati adottati criteri univoci.
Attenzione, la società Polesine Acque o Polesine Servizi, per un certo periodo prima, è una società di fatto che unificava i Presidenti dei cinque Consorzi, ma sul lato pratico non è mai stata una società unica. Cioè, è stato faticoso in questi anni, anche in questi due anni, poter lavorare all'interno, e cercare di creare una mentalità di società unica. Però, finché i 9 Consorzi sono ancora, diciamo così, vivi sul piano giuridico, è un compito anche improbo e difficile.
Comunque, anche di questo bisognerà che ne parliamo, perché è fondamentale che si arrivi alla conclusione di questa vicenda, seppur decennale -come è stato sottolineato prima- e nello stesso tempo i Comuni, cioè i Sindaci dei Comuni, i Consigli Comunali possono dire finalmente di disporre di un soggetto unico che gestisce il servizio idrico integrato.
Il processo, come dicevo prima, è stato quello intanto di uniformare, attraverso la nomina di un soggetto che eseguisse questa contabilità peritale, cioè queste perizie dei beni e dei consorzi, di fare in maniera univoca per tutti. Poi da qui naturalmente si passerà all'altro passaggio, che è quello dell'approvazione, naturalmente dentro alle sempre... parlo sempre di sedi assembleari dei Consorzi fino alla definitiva. Ma cos'è che possiamo dire di raggiungere con questo traguardo finale?
Oggi la società ha una capitalizzazione di meno di € 200.000. Una capitalizzazione che non è presente in nessuna delle società che gestiscono, delle entità che gestiscono il servizio idrico integrato a livello nazionale. Ce l’ha perché, nel momento della sua ricostituzione, i Sindaci, i soci hanno deciso di ricapitalizzarla al minimo e di avere questo tipo di situazioni.
Bene, innanzitutto con questa operazione si va a regolarizzare la posizione amministrativa, oggi per esempio nei Consorzi è una regolarizzazione amministrativa ecco, ex legge, cioè non è, voglio dire, un'invenzione particolare, ma proprio, anche se in ritardo, si fa quello che si sarebbe dovuto fare in un certo momento. Si va a bonificare la gestione del servizio idrico, togliendo tutte quelle voci che adesso sono le voci che riguardano le convenzioni, non sono tutte uguali.
C'è una buona parte, ecco, di Revisori, c'è una buona parte di cose… non sono delle grosse cifre ma, voglio dire, sono pur sempre cose importanti; si va finalmente a dare esecuzione quanto è previsto dalla legge Galli, e si va anche a realizzare una trasparenza, una chiarezza nei bilanci poi di tutti i soci della società, ma anche dei soci, evitando sostanzialmente, con questo aumento di capitale derivato dai conferimenti, si evita quello che abbiamo dichiarato all'inizio come Consiglio di Amministrazione che proponevamo alla vostra attenzione, che è quello di non chiedere risorse ai Comuni.
Non solo al Comune di Rovigo! Al Comune di Rovigo ma da Melara a Porto Tolle, voglio dire, questa è la fondamentale… il fondamentale risultato che andate a cogliere. Non ci sarà più bisogno, certamente per la società, ma neanche per i suoi fini istituzionali, di ricorrere a capitalizzazioni da parte dei Comuni o ricapitalizzazioni, come si vogliono chiamare, almeno per lo svolgimento di quelli che sono i compiti istituzionali della società.
Noi intendiamo, da un'analisi non è corretto e non è neanche giusto, voglio dire oggi, visto che le perizie sono state asseverate, ma devono essere fatti altri passaggi all'interno dei Consorzi, si parla sempre di cifre stimate. Noi apriamo, venerdì in assemblea, un contenitore per una somma di € 90 milioni.
Questo contenitore deve essere, diciamo così, rifornito, e alla fine si fa la certificazione di quanto da questi Consorzi, dagli ex Consorzi sia entrato, sia conferito da parte dei soggetti che lo devono fare e si chiuderà. Non sarà 90, sarà meno. La nostra stima, per ora su tali perizie, rivalutazioni, come peraltro è logico secondo la legge, anche lì una cosa e l’altra, dovrebbe attestarsi intorno ai € 75 milioni.
Non si poteva farlo di 74 milioni, perché poi sennò bisognava fare un'altra assemblea, se uno poi lo chiude in maniera superiore di quanto stabilito! Ecco perché c'è questa cifra, diciamo, ipotetica.
L’assemblea, credo venerdì, è un suo potere, ma certamente non so se raccoglierà le indicazioni dei soci, avrebbe la possibilità, la struttura oggi, avrebbe la possibilità di chiudere tutta la partita anche dell'aumento entro il mese di luglio, cioè tecnicamente consorzi, assemblee societarie potrebbero farlo entro il mese di luglio.
Mi è sembrato giusto proporre all'interno, e lo proporrò anche in assemblea, che questo percorso, diciamo così di conferimento, possa avvenire con qualche mese in più, anche per dar modo a nuovi amministratori di conoscere dettagliatamente tutte le cose.
I tecnici, sia i notai, sia i tecnici, non sono stati molto soddisfatti di questa mia richiesta, però credo che si dovranno allineare e portare 10 pazienza un po', per arrivare, diciamo così, in un periodo che può andare dal 31 di ottobre, come termine massimo, al 30 novembre, ecco, 31 di ottobre, 30 di novembre.
E’ un'operazione quella dell'Assemblea dove i soci, i rappresentanti dei soci, i Sindaci non prendono nessun impegno dal punto di vista che possa intaccare i loro bilanci, avere questi riflessi di bilancio, ma è solo un segno, diciamo, di condivisione all'apertura di questo contenitore, che poi si andrà a chiudere, come ho detto, nel periodo che vi ho appena indicato.
La composizione poi del capitale sociale, che verrà decisa in assemblea, poi sarà il frutto di quello che attualmente… quello che è stato versato, cioè di quello di oggi, € 200.000 circa, sarà il frutto di quanto in questi due anni è stato messo a riserva, che sono € 2.600.000, circa; e sarà poi il frutto o anche del conferimento. Cambieremo anche il valore delle quote inevitabilmente, perché oggi sono calcolate addirittura in centesimi.
Credo che la prima cosa, su un certo ammontare di milioni di euro, sarà quella di cambiarla minimo alla moneta di un euro, come valore azionario, altrimenti bisogna fare dei pacchetti a fisarmonica. Ecco, ci sarà anche la possibilità poi di vedere quanto mantenere riserva, quanto no, in modo tale da darvi una strutturazione che consenta dal giorno dopo, ecco, l'anticipazione. La chiusura al mese di luglio aveva anche una necessità, diciamo, tecnico- gestionale.
Questa operazione consente di ragionare dalla Cassa Depositi e Prestiti, come struttura per grandi opere, a qualsiasi altro istituto di credito, per creare quel pool, diciamo come advisor, che consenta di arrivare ai finanziamenti, così detti a lungo termine, 25 anni in minimo, che sono alla base per proseguire un'azione di investimenti che sono investimenti, diciamo così, duraturi. Duraturi e certi!
Perché oggi -dico due cose, e poi si apre verso le domande- oggi la società, come è stato detto anche dal Presidente dell'ATO, si trova in una situazione molto particolare, non la società, il territorio molto particolare che è di difficile interpretazione, e a volte fa perfino nascere qualche dubbio perché qui così io non so… l’ATO Verona è un'altra cosa. Colà. Ecco.
Ci sono notevoli differenze, ma soprattutto ci sono notevoli differenze territoriali. Cioè, i dati andrebbero parametrati fra tutti quanti, e sarebbe necessario -come ho avuto occasione di dire anche al Presidente della 7^ Commissione, mi pare che sia quella dei lavori pubblici, Regionale 7, non sarebbe male neanche mettere in piedi, a livello regionale, un meccanismo di perequazione per realtà che sono troppo diverse. Troppo diverse.
Non è giusto, non è corretto che un cittadino polesano abbia meno investimenti e paghi di più di un cittadino veneto, che si trova vicino alle risorgive, che si trova nel pedemontano, che si trova in situazioni, per esempio, dove una centrale da 500 litri al secondo serve più persone di quanto servano undici centrali. Undici centrali polesane, tra grandi e piccole. Undici centrali che non è che si voglia chiuderle, perché le opere infrastrutturali non sono terminate.
L’ultimo investimento, peraltro pagato dalla società, come ha sottolineato il Presidente dell'ATO, è questo tubo lungo, hanno fatto benissimo a costruirlo, mentre -diciamo così- si facevano altre opere, come si costruiranno anche altre infrastrutture nella Val d'Astico e così via, e per fare queste… Però non ha nessun tipo né di collegamento a monte né di collegamento a valle, e non c'è in programma purtroppo! Devo dire la società Veneto Acque è in sofferenza anche la società, ecco!
Non è che lo dico… ci parliamo, ci si consulta ed è in sofferenza rispetto ad un dato generale di finanziamenti che fa fatica a trovare uno sbocco. E certamente la situazione congiunturale avrà anche questi effetti. Se tanto mi dà tanto, però, è chiaro che questa situazione congiunturale, di cui non è che lo sbocco sia molto vicino anche per le entrate fiscali che si andranno a determinare, credo che i finanziamenti regionali, ecco, forse avranno più una contrazione che un aumento in questa direzione.
Ma il Polesine da questo è molto, molto penalizzato, e non è un problema di soggetti gestori, come potrete ben verificare in tante occasioni, ma è anche un problema proprio di strutture unificate che hanno questo tipo di portata. E naturalmente, come è stato detto, un conto è attingere acqua, clorarla per il trasporto, un conto attingere acqua, potabilizzarla dall’Adige e dal Po, e poi consegnarla. Cioè, ci sono molti, molti e molti costi in più.
11 Un’altra questione di riferimento, in riferimento agli investimenti, è questa, e poi concludo: la società ha adottato un suo piano, il 2008 è stato un anno piuttosto delicato anche per ragioni congiunturali e anche di altro tipo, climatiche e così via. Per cui la produzione, il venduto è stato minore, e ci sono stati alcuni aumenti di costi, quelli energetici -credo che sia giusto dirlo- e alcune manutenzioni, gli ammortamenti per gli investimenti effettuati.
Dunque, il risultato è positivo ma, diciamo così, pone alcune riflessioni. Quali sono queste riflessioni? Ad oggi, com'è la società, non si può permettere assolutamente di divagare, sul piano delle operazioni, senza aver presente che ACUN si è procurato una sua scorta, però deve ancora stare molto attenta a come impiega i propri danari.
Qual è la questione? Noi abbiamo preso un impegno -noi come Consiglio di Amministrazione- all'inizio, che era quello del risanamento e della ripresa degli investimenti. Come potete ben immaginare, questo si determina attraverso un margine operativo lordo, che è poi il dato da cui ricavare gli ammortamenti, risorse, insomma per investimenti e anche per abbattimento del debito.
Dico questo perché se gli investimenti non sono al top, diciamo così, della ripresa, c'è anche da tener conto che una parte del margine viene impiegata, notevole eh, non poca, notevole perché i rientri non sono programmati a lunghissimo, ma entro quattro anni, va verso anche quella destinazione.
E noi come società non possiamo fare nient'altro, cioè non ci presenteremo certamente alle assemblee per dire che abbiamo investito, magari qualche cosa di più, e ci troviamo a creare una situazione di deficit di bilancio, anche se, diciamo così, controllabile oggi attraverso le riserve.
Questo ragionamento lo vogliamo fare o lo vorremmo fare quando la società acquisirà i finanziamenti a lungo termine e avrà una dotazione, diciamo, che gli consenta qualche piccolo… Nel bilancio che poi vedrete, quando si approverà, verso la fine del mese ecco, c'è anche un altro dato, a conferma di questo, che dice che l’EBITDA è il risultato economico e il primo degli… diciamo così, l’indice prima degli ammortamenti, prima delle riserve, prima delle cose, ed è un indice che misura l'efficienza, è passato dal 14 e rotti percento, quasi al 16%.
Una società che fa questo mestiere, anche domani con i finanziamenti a lungo termine, lo dissi i primi giorni, lo ripeto oggi più che mai convinto, è una società che deve realizzare un margine operativo, cioè un EBITDA prima di tutte le incombenze che ci sono, che si deve attestare fra il 15 e il 20%. Meno di quello non potrà mai fare nessun tipo di azione, diciamo significativa all'interno del servizio idrico integrato.
Termino dicendo questo, ecco, noi faremo la nostra parte per quello che possiamo farla e nella richiesta appunto di maggiori finanziamenti regionali, in un'area particolare. Non significa non voler male a nessuno e non significa creare delle differenze, che non è il nostro spirito!
Però, la situazione territoriale del Polesine è totalmente diversa adesso, addirittura totalmente diversa, parzialmente non totalmente diversa ai nostri amici del CVS che sono al di là dell’Adige, perché hanno una parte come noi e una parte che non è come noi. E non hanno neanche undici centrali. Allora questo, se vi trovo e ci troviamo anche con la solidarietà dei Sindaci, saranno le richieste che intendiamo fare.
Grazie.