Sono da qualche settimana il nuovo Presidente del comitato di quartiere Commenda Est. Nel no- vembre 2012 il nostro gruppo, insieme al Comitato Diritto alla Città e a diverse associazioni am- bientaliste di Rovigo, sostenuti da molti cittadini, elaborava una serie di osservazioni all’allora pro- getto di completamento del Passante Nord a sud del canale Ceresolo. Furono raccolti in due tempi qualcosa come 4.500 osservazioni, firmate, che presentammo a Veneto Strade, Provincia e Comune.
Queste si aggiungevano alla petizione con 1.750 firme, raccolte nel 2003, contro una prima proget- tazione del Passante a sud del Ceresolo, tutto agli atti del Comune di Rovigo. Nel rileggere quelle osservazioni del 2012, stilate dopo avere analizzato pagina per pagina gli allegati al progetto di Ve- neto Strade, riscontriamo che molte sono ancora oggi estremamente rilevanti, anzi, alla luce di quanto accaduto negli ultimi anni, oggi forse più attuali di allora.
Ma, dunque, perché ci chiediamo ad intervalli più o meno regolari, nel 2003, poi nel 2012, e adesso nel 2017 una forza sconosciuta spinge affinché si vada a realizzare un’opera così impattante sul quartiere più popolato della città? In un luogo così poco indicato? Quartiere che, nel frattempo, ba- date bene, ha continuato ad espandersi verso nord, a chi gioverebbe tutto questo?
Quelle osservazioni trattavano tre fondamentali temi: l’aspetto prettamente tecnico, l’ambito ecolo- gico e ambientale e l’aspetto normativo. Questi temi, alla luce di quanto dichiarato da fine 2016 in poi dai nostri amministratori circa la realizzazione dell’ultimo tratto del passante nord, con la va- riante sud - nord storicamente nota come la variante Casonato Sasso del 2005 appaiono tutt’oggi come criticità evidenti che andiamo a spiegare.
La variante Casonato Sasso aveva alla base tre condizioni: uno, venne pensata in presenza del ricor- so di cinque frontisti contro la progettazione esecutiva del passante su via Calatafimi, per avere un’opzione b) nel caso di esito avverso del giudizio amministrativo, ricorso che nel 2008 veniva, in- vece, rigettato.
2) la realizzazione dell’opera passante non era ancora iniziata e quindi non ci si tro- vava, come ora, con una rotatoria sopraelevata di oltre due metri, realizzata esattamente in quel pun- to adiacente al canale, proprio per l’attraversamento del Ceresolo e il passaggio a nord. 3): nel 2005 l’area edificata a nord di via della Costituzione non aveva raggiunto il grado attuale di consistenza, densità ed espansione verso il Ceresolo.
Questo per dire della attualità di queste ipotesi visto che oggi tutti e tre questi presupposti sono fondamentalmente mutati con una caratteristica in più: ovve- Pag. 36 di ro la inopportuna opzione di collegare il passante direttamente con il quartiere Commenda.
Quest’ultimo non è un elemento irrilevante perché, se da una parte forse non sarà un intervento con- temporaneo all’opera, ma futuribile, risulta tuttavia essenziale nella scelta perché, se non sussiste l’utilità di collegare la tangenziale al quartiere, non esiste nemmeno la necessità di realizzare l’ope- ra a sud del Ceresolo, qui allora ci dovremmo intendere bene su un paio di concetti. Uno: cosa sono le tangenziali e quale servizio dovrebbero assolvere.
Il passante nord nella sua storica missione avrebbe dovuto alleggerire e fluidificare il traffico est - ovest, convogliandolo distante dalla città, certo che se, invece, apriamo un rubinetto al centro al quartiere Commenda, l’esito non può che es- sere un maggiore traffico cittadino e un maggiore inquinamento acustico ambientale. Secondo: il passante sgraverebbe il traffico urbano della città e del quartiere?
A questa domanda preferiamo non rispondere con le nostre percezioni, ma con le indicazioni estratte dal Piano Genera- le del Traffico Urbano del 2013, che si commentano da sole.
Allora, l’anello esterno il passante nord: questo nuovo collegamento non pare tuttavia in grado di apportare consistenti benefici alla circolazione urbana, nemmeno con riferimento ai flussi transitanti attraverso il quartiere Commen- da, dalle indagini effettuate a supporto del piano emerge infatti che gli scambi tra la direttrice ester- na orientale, Viale Tre Martiri, e quella occidentale, via (Cherugi), viale Amendola, via Galliani, ammonta a non più di trenta, quaranta veicoli ora per senso di marcia, corrispondenti a meno del 5% dei carichi rilevanti in Viale Dante.
Diagnosi: sulla base delle indagini condotte si evidenzia che la realizzazione del passante nord non apporterà verosimilmente rilevanti benefici alla circolazione urbana.