Grazie Presidente.
Allora, premesso che io mi accingerò nella lettura della mozione magari parzialmente perché è molto lunga e corposa e molti contenuti sono già stati ampiamente trattati in modo mirabile del mio Presidente dell'Ordine degli Avvocati e anche dall'Avvocato Lorenzo Pavanello, che ha sottolineato il perché dell'importanza di questa mozione in realtà, che io non trovo affatto contrasti con la scelta politica di addivenire ad una mozione unitaria da presentare a Roma, perché quella da presentare a Roma ha un valore politico rivolto agli uffici giudiziari, agli uffici ministeriali, agli uffici politici romani, ma la mozione che ha come firme, ha le firme della lista Lega, della lista Gambardella e di Fratelli d'Italia, ha l'obiettivo di dare un segnale chiaro, di far prendere a questa Amministrazione un impegno che è quello di mantenere comunque in centro storico il Tribunale, comunque vadano le cose.
Penso che le cose non siano molto differenti nella sostanza - perché qualcuno ha obiettato, ci sono delle soluzioni indicate che sono che fanno riferimento a quello studio di fattibilità commissionato dall'Ordine degli Avvocati che però non è stato verificato attualmente - certo, certo, ma noi parliamo di opzioni, parliamo di opzioni che devono essere certamente valutate ma quello che è l'impegno è di mantenere in centro storico il Tribunale.
Allora, io volevo prima di tutto condividere una riflessione con voi, che ho avuto modo di scambiare sabato scorso con una grande donna, questa grande donna si chiama Anna Maria Tarantola ed è stata alla guida della Banca d'Italia e presidente alla Rai, che mi ha detto una frase che per me è stata un faro, che “ogni azione che noi compiamo, dovremmo fare una verifica dell'impatto che ha su determinate categorie di persone” e per farlo mi ha chiamato l'esempio della Premier della Nuova Zelanda, che è una donna, che per varare ogni legge fa una verifica dell'impatto che questa ha su una categoria di persone, sapete chi?
I bambini, e ha anche aggiunto “se si facesse questa verifica, pensa,” - mi ha detto - “a bambini e donne, un sacco di leggi non verrebbero emanate perché troppo penalizzanti, perché contrarie al welfare sociale”.
Ecco, io volevo mutuare questa riflessione, condividerla con voi e calarla anche in questo contesto di questa Amministrazione perché l'amministrazione comunale è chiamata a prendere, a dare attuazione a dei provvedimenti in grado di incidere sostanzialmente sulla vita di categorie di persone ed è a queste categorie di persone che ho pensato nella estensione della mozione, e chi sono?
Erano qui prima, c'erano i lavoratori, professionisti, commercianti, artigiani, sono loro l'anima del centro storico ed è su di loro che ricadono le scelte che noi oggi compiamo, un domani sono loro a pagarne gli effetti e sapete qual è la categoria di persone su cui puoi ricadranno maggiormente questi effetti? Le donne lavoratrici.
Sì, perché non bisogna essere professori di economia per saperlo, che l'economia del centro storico la fan girare le donne che lavorano, che si spostano da un ufficio dall'altro, che il martedì mattina fanno un giretto al mercato, magari comprano qualcosa, vanno, poi si recano negli uffici, vanno in Tribunale, vanno dal calzolaio, vanno nelle mercerie, vanno nei panifici, nelle pag. 40 Trascrizione a cura della PSP Communication di Davide Savone Piazza della Marina, 3 - 65126 Pescara P.iva 02622220693 - C.F.
SVNDVD81H28G141H COMUNE DI ROVIGO Consiglio Comunale del giorno 18 Febbraio 2020 panetterie, non siete voi, non vi vedo voi, uomini per lo più.
Allora, io volevo condividere questa mia riflessione proprio per richiamare questo principio che per me è importantissimo: per ogni azione bisognerebbe fare una verifica su più categorie di persone, su quelle categorie di persone interessate e allora è qui che io vi richiamo, richiamo il signor Sindaco, i signori della Giunta, ma anche i colleghi Consiglieri di maggioranza, perché bisogna ascoltarli, cioè per prendere delle decisioni, per metterle in atto, bisogna capire il contesto, bisogna ascoltare la voce dei cittadini, bisogna rispettarli perché è a loro che avete fatto la promessa in campagna elettorale di mantenere il Tribunale in centro e allora date ascolto e rispettate anche il fatto che loro vi abbiano votato per questa promessa elettorale, ascoltateli e rispettateli.
“Mozione Palazzo di Giustizia di Rovigo”, io sarò molto breve faccio alcune, alcuni tagli. “Premesso che tra gli obiettivi strategici dell'Amministrazione comunale primario rilievo deve avere il rispetto dei caratteri insediativi storici, la valorizzazione delle identità dei luoghi come patrimonio fondante del territorio, in particolare la tutela di quegli edifici attorno ai quali si organizza il tessuto sociale e si identifica un’intera comunità.
Il Palazzo di Giustizia eretto attorno all'anno..”, questo lo posso saltare.
“Il Palazzo di Giustizia assolve ad una funzione sociale ed economica importantissima per il centro storico della città, oltre ad esercitarsi all'interno delle sue aule l'amministrazione della Giustizia, attorno ad esso si sono organizzate attività professionali amministrative e commerciali che quotidianamente accolgono lavoratori ed utenti degli uffici giudiziari ed accrescono il valore sociale ed economico della città costituendone il cuore pulsante.
Premesso altresì che con l'attuazione della riforma della geografia giudiziaria risposta dal Decreto legislativo...”, questo lo salterei perché è stato spiegato molto bene prima del mio Presidente dell'Ordine, e comunque a questo consegue appunto la necessità di individuare soluzioni per l'ampliamento e per la realizzazione appunto del Palazzo di Giustizia, “considerato che la società di ingegneria e di architettura è stata incaricata di realizzare uno studio di fattibilità” e qui do atto delle varie, sì, sono opzioni, ma perché sono, non sono un vincolo tecnico, sono state individuate da uno studio di ingegneria che ha considerato i vuoti urbani attualmente esistenti nel centro storico e anche in zone limitrofe, tra cui il "Maddalena", “considerato altresì che l'assemblea degli avvocati riunitasi il 15/11/2019 al fine di discutere le risultanze dello studio di fattibilità ha convenuto su diversi punti” li abbiamo sentiti prima assolutamente “ampliamento del Tribunale nell’ex carcere, no a qualsiasi forma di trasferimento, ma soprattutto no a qualsiasi forma di spostamento al di fuori del centro storico”, cioè il "Maddalena" è stato escluso con una maggioranza “bulgara” ha detto l'avvocato Ubertone, “considerato appunto questi dati e ritenuto che privare il centro storico della sede del Palazzo di Giustizia comporterebbe numerosi svantaggi discendenti dalla creazione di un nuovo vuoto urbano in cui difficilmente potrebbero ricollocarsi uffici in grado di generare lo stesso fermento sociale, le stesse ricadute economiche dell'utenza degli uffici giudiziari.
Qualora il Palazzo di Giustizia venisse trasferito in zona periferica, o comunque lontana dal centro storico, ne conseguirebbero inoltre svantaggi dovuti alla maggior perdita di tempo per trasferimenti di persone, materiale documentale, atteso che l'attività professionale di coloro che operano al sistema giudiziario prevede numerosi accessi ai suoi uffici anche nell'arco del medesimo giorno legati alle attività di udienza o di adempimenti di cancelleria ed altro.
Qualora il Palazzo di Giustizia venisse trasferito in zona periferica o comunque lontana dal centro storico ne risentirebbero la qualità dell'aria, la salubrità dell'ambiente, posto che gli spostamenti di cui sopra avverrebbero verosimilmente tramite autoveicoli con conseguente maggiore inquinamento e produzione di polveri sottili di cui il nostro territorio soffre anche oltre i limiti di legge.
Qualora il Palazzo di Giustizia venisse trasferito in zona periferica o comunque lontano dal centro storico per gli esercenti delle attività commerciali del centro storico si verificherebbero problemi per la sopravvivenza delle proprie attività a causa dell'inesorabile impoverimento dell’indotto socio economico, preoccupazione già ampiamente manifestata, le varie soluzioni individuate quali siti idonei ad accogliere il Palazzo di Giustizia nel centro storico nella sua immediatezza pag.
41 Trascrizione a cura della PSP Communication di Davide Savone Piazza della Marina, 3 - 65126 Pescara P.iva 02622220693 - C.F. SVNDVD81H28G141H COMUNE DI ROVIGO Consiglio Comunale del giorno 18 Febbraio 2020 consentirebbero ad un tempo una razionalizzazione degli spazi necessari al funzionare del Palazzo di Giustizia e così via.
Tutto ciò premesso, il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta a considerare, a mettere in atto ogni azione nelle proprie competenze e facoltà affinché sia mantenuta la sede del Palazzo di Giustizia in via Verdi, alla luce del suo valore storico-testimoniale ed identitario in cui si riconosce la comunità rodigina” - eh vi prego, se volete uscire perché sono le dieci e venti della sera perciò o io finisco in silenzio, oppure siete pregati di ascoltare o di uscire se avete altre cose da fare - “ed in subordine, qualora non fosse possibile l'ampliamento totale o parziale verso l'ex carcere, a considerare e a mettere in atto ogni azione nelle proprie competenze e facoltà affinché sia realizzata la nuova sede del Palazzo di Giustizia nei siti ritenuti idonei nel centro storico, o nelle sue immediate vicinanze con esclusione di ogni altro contesto periferico ed extra urbano”.
A voi la scelta, a voi la scelta di votare o di astenervi o di votare contrariamente a questa mozione, questa mozione ha un solo chiaro significato, un impegno nei confronti di questa Amministrazione a mantenere il Tribunale in centro storico, grazie.