Informativa Interporto di Rovigo S.p.A. “Aumento capitale sociale
Presidente Interporto Rovigo SpA
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Grazie e buonasera a tutti. Io vi ringrazio per l'invito, perché questa è anche l'occasione, come ho avuto un'altra volta in un precedente Consiglio, poter aggiornare un Socio importante come può essere il Comune di Rovigo, in quello che è l'andamento di Interporto. Perché è importante?
Tanto di cappello a chi tanti anni fa ha avuto l'intuizione di creare un Interporto qui a Rovigo, che ha una sua logica importante, perché già nello studio dell’86-88 prevedeva uno sviluppo ed un importante ruolo di quella che doveva essere la Provincia di Rovigo nell'ambito del nord est, proprio per la sua posizione e per quanto riguarda la comunicazione e per quanto riguarda le merci, e di conseguenza Interporto è una Società che è nella posizione giusta e io mi auguro, visti i risultati, anche nel momento giusto oggi.
Tralasciamo quello che è successo negli anni precedenti e guardiamo al futuro, ma per poter guardare al futuro ed entrare nell'oggetto dell'ordine del giorno vostro, che è quello dell'aumento di capitale, bisogna, se mi permettete e vi chiedo un po’ di pazienza, tornare un attimo indietro. Io parlo di gestione operativa e di utile di esercizio, ma quello che interessa in particolar modo è la gestione operativa, perché così è il termine esatto per identificare e valutare un'impresa.
Perciò l'obiettivo principale, quando nel 2017 ho preso in mano l’Interporto, è stato quello di fare la radiografia della Società, controllare tutte quelle che sono le situazioni contrattuali, e vedere e capire qual era l'attuale impostazione e riprogrammare e riorganizzare completamente la Società. Già nel 2017 come gestione operativa avevamo avuto un'utile di 9.000 euro. Insignificante.
Purtroppo penalizzato dal fatto che abbiamo ereditato anche la perdita dovuta alla Belelli, ma quello è stato l'ultimo anno in cui l’Interporto di Rovigo ha avuto una perdita, Nel 2018 siamo partiti subito con interventi a un utile di 124.000 euro di gestione operativa, con un netto di 73.000 e poi, come diceva l’Assessore, nel 2019 per 203.000 in utile gestione operativa, 163.000 euro netti; nel 2020 di 356.000 euro di gestione operativa con 213.000 euro di netti.
La differenza è dovuta purtroppo all’eredità che abbiamo avuto, che ho avuto, e che nel tempo ci stiamo anche quelle ammortizzando. Per quanto riguarda il 2021, l'anno in corso, la proiezione conferma l'ulteriore incremento che nel mio budget doveva aggirarsi attorno ai 415.000 euro di gestione operativa.
Ho fatto il consuntivo a giugno, avendo poi con l'anno fine 2020 e inizio 2021, portato la contabilità diretta all'interno dell’Interporto, per avere la gestione immediata in tempo reale per poter controllare il budget, posso confermare che l'andamento dell’utile del consuntivo di giugno va in quello che è il budget. Torniamo un attimo indietro.
Nel 2017, fatta la prima radiografia e arrivati al 2018, è iniziata quella che in definitiva è la vera analisi, la vera valutazione e proiezione di quello che doveva essere Interporto. Seguendo i tre elementi chiave: l’Interporto, unico in Italia, ha tre stazioni, acqua, ferro e gomma, manca l'aria che aveva l’Aeroporto con la dogana precedente. Prendendo in considerazione questi tre elementi, che sono tre elementi che portano reddito, che portano movimentazione delle merci, e di conseguenza fatturato e risultato.
Oltre a questo, la valutazione del patrimoniale, la valutazione di quello che era Interporto, quello che doveva essere e quello che era, e lì c'è un altro elemento ancora importante: quello di allargare, tornare a ricostituire come era a mio avviso nelle previsioni, la parte patrimoniale dell’Interporto, cioè allargare quelle che sono le sue dimensioni attraverso magazzini, banchine, cioè allargare la possibilità di creare fatturato e di conseguenza reddito.
Per far questo bisogna investire in quelli che sono gli spazi, perché è importantissimo avere gli spazi. Fra l'altro tutta la contrattualistica è stata modificata: da una statica produzione legata ad un concetto immobiliaristico, si è passato completamente a tutto quello che è un'impostazione di vera e propria logistica, riportando la vera missione. Cosa vuol dire?
Vuol dire che noi siamo deposito, custodia e movimentazione per quanto riguarda i nostri clienti. Il clienti sono soggetti partner dove noi dobbiamo capire quali sono le loro esigenze e, in base alle loro esigenze, costruire il nostro servizio, e sul nostro servizio c’è appunto il ritorno, la fatturazione.
E’ una questione completamente rovesciata: i magazzini sono magazzini ad elastico, nel senso che all'interno del magazzino noi possiamo avere una, due, tre, cinque, dieci imprese, perché siamo noi che gestiamo gli spazi, e questo ci permette appunto di sfruttare ogni, non dico centimetro quadro, ma quasi.
Perciò, andando a esaminare le esigenze di sviluppo, il fatto che bisognava incrementare la parte patrimoniale, e andando poi a vedere quelli che sono ferrovia, ferro; per ferrovia nel 2018 ho incontrato la Direzione Generale a Roma di RFI, per sollecitare che cosa? Lo spostamento del segnale di stazione dalla stazione di Rovigo a Interporto, per potere così evitare e saltare quelle che sono le finestre di accesso.
Questo è concesso, finanziato; so che non è ancora stato realizzato; speravo che fosse realizzato entro il 2021........... nel 2022, nel 2023, ma solamente questa realizzazione, per farvi capire, può permettere all’Interporto di aumentare del 50% la movimentazione sui treni. Banchine. Noi utilizziamo tutte le banchine per la movimentazione di merci, di materie prime, che noi riceviamo e mandiamo in Canada, in Cina, facendo noi i container.
Però abbiamo bisogno di ulteriore spazio per creare un'area appositamente per quanto riguarda carichi speciali e carichi........... Abbiamo già fatto esperimenti, per esempio abbiamo già avuto un'esperienza legata ad un cantiere di assemblaggio, che viene poi caricato sulle chiatte. Bisogna incentivare questo.
Ecco che allora già nel 2018, e poi nel 2019, parlando con l’Assessorato ai trasporti della Regione Veneto, e andando in audizione nella Commissione Trasporti, l’Interporto si è inserito nel finanziamento regionale, la legge 380, che ha portato a 500.000 euro, che poi saranno implementati, per quanto riguarda la creazione di una nuova banchina, e altri 800.000 euro per quanto riguarda lo scavo.
Alla fine c'è il discorso legato appunto ai magazzini e a una specializzazione che deve prendere in considerazione anche l’agroalimentare, deve prendere in considerazione anche il rapporto con un'azienda specializzata multinazionale industriale e un suo utile sviluppo, e qui nel 2019 si è parlato per la prima volta della possibilità di ottimizzare Interporto e a suo tempo anche la Regione Veneto, e per la prima volta si è ragionato, all'inizio del 2019, sull'operazione Veneto Logistica.
Veneto Logistica è una Società composta in maggioranza dal 56,10% da parte della Regione Veneto attraverso prima Sistemi Territoriali e poi Infrastrutture, il 10% era dell’Interporto, e poi altri Soci privati.
La prima cosa, non voglio dire che è partita con una battuta, però è stata presa in considerazione questa operazione, sia per l'esigenza e gli obiettivi di Interporto, e sia anche per quelle che erano le esigenze da parte di Regione Veneto di ottimizzare le sue partecipate, cioè la sua partecipazione nella Società.
La prima cosa che è stata fatta è quella di aver preso in mano i bilanci legati alla Veneto Logistica, esaminarli, vedere quelle che sono le caratteristiche e le potenzialità che poteva avere la Società adeguata ai nostri parametri, e vedere quel tipo di risultato, analizzare quelle che erano le possibilità finanziarie da parte dell’Interporto per sostenere l'operazione in autonomia, e dopodiché preparare un piano supportato fra l'altro dal parere del Professor Domenichelli, che ha esaminato sia gli aspetti di rapporto e problematiche che aveva la Regione, avendo dichiarato allora Interporto come Società non strategica per poter rientrare, e poi alla fine nell'esaminare quello che era il piano di ristrutturazione che era stato fatto dalla vendita del porto e la sua evoluzione.
La conclusione è stata che l'operazione, sia a livello finanziario e sia a livello economico, era importante perché avrebbe portato a un miglioramento ulteriore, non solo il fatturato che è sì importante, ma è relativo, ma soprattutto per quanto riguarda il risultato economico, oltre all’aumento della patrimonializzazione. Perciò questa operazione è stata studiata e valutata.
Vi faccio solamente un esempio: per quanto riguarda oggi Veneto Logistica lavora con un risultato economico che va circa dai 30.000 euro ai 50.000 euro; riportandola a quelli che sono i parametri di attività dell’Interporto, questa cifra sale a circa 160.000-170.000 euro, e non sono ancora intervenuto per quanto riguarda una riclassificazione dei quelli che sono i mutui in essere su Veneto Logistica, che abbiamo già parlato con la Banca di riferimento, e allo stesso tempo non sono ancora intervenuto su quello che è il discorso del magazzino di produzione, che per me non è sufficiente, nel senso che oggi come oggi un magazzino, che è quello legato alle granaglie, già fatte le analisi, già fatte le valutazioni tecniche, viaggia a circa il 60% delle sue potenzialità.
Io personalmente accetto al massimo il 90% della produttività, perciò abbiamo un gap del 30% di recupero. Questo vuol dire maggiore fatturato e conseguente risultato. Perciò l'operazione in sé sta già in piedi, è già vantaggiosa nell'ambito dei numeri che abbiamo a disposizione.
Se poi ci aggiungiamo anche gli interventi che possiamo fare, questa diventa un'operazione molto importante che può portare già a fine 2022 un risultato economico, con la fusione fatta con il 1° gennaio 2022, che dai 400 di gestione operativa, possiamo arrivare quasi dai 650.000 euro ai 700.000 euro di utile gestione operativa.
Questa operazione, che si basa da una questione patrimoniale e da una questione assolutamente economica, perché nulla viene fatto se non c'è un suo ritorno economico e la garanzia di sostenibilità e di risultato, andava a sposarsi con quella che era anche l'esigenza da parte della Regione.
La Regione, con questa cessione, ottimizzava le sue partecipate, cedeva le quote ad Interporto di Veneto Logistica, ma nel momento stesso che veniva fatta questa cessione, l’accordo era che la necessità di avere un aumento di capitale, mi spiego meglio: se io pago 1.585.000 euro le quote della regione attraverso Infrastrutture, vi pago tutto quello che è il capitale che avete versato, vi do anche una plusvalenza valutata, con tanto di perizia; io ho bisogno di avere degli investimenti per aumentare la produttività di circa 900.000 euro; di quel 1.585.000 euro, il 90% potete restituirlo o rifinanziare l’Interporto per questa attività?
E questo è stato accettato dalla Regione. Non solo, ma con l’analisi di quello che aveva fatto e che stava facendo l’Interporto, risultati economici, proiezione, e gli obiettivi, la Regione non solo ha accettato di buon grado la cessione, ma soprattutto l'aumento di capitale, ma ha dichiarato con il BURL del 24 dicembre, altamente strategico l’Interporto; certamente per la questione del Canalbianco, ma anche per la questione generale e la posizione che ha l’Interporto.
Perciò non solo ha sottoscritto la cessione, ha dichiarato la strategicità di Interporto, ma visto che la quota era attorno a 1.600.000 euro, ha detto: benissimo, raddoppiamo.
Versiamo tutti i soldi che noi riceviamo per la nostra quota, la versiamo all'Interporto per aumento capitale, e la differenza dai 990.000 euro che servono a Interporto - locomotore green, interventi sulla ferrovia, cioè tutti quegli interventi che sono necessari per fare lo sviluppo, senza drenare le liquidità che oggi ha Interporto, che sono circa 700.000 di cassa - oltre a questi aggiungiamo una parte, fino a 1.600.000 euro, che permetterà a Interporto di affrontare un altro non problema, ma un'altra situazione, che è legata ala concessione della parte demaniale, cioè dei beni dati all’Interporto in concessione alla Regione, che poi è una questione che scadrà nel 2026.
Dentro a questi beni ci sono certamente le banchine, ma che lasciamo stare perché la Regione sta investendo per quanto riguarda la legge 380; non solo, ma abbiamo appena ottenuto altri tre milioni già approvati dal Ministero per quanto riguarda le colonnine di erogazione elettrica sulle banchine, sia dalla parte commerciale e sia dalla parte turistica. Adesso qui arrivo a un altro aspetto.
Per quanto riguarda la concessione che noi abbiamo con la Regione, c'è anche il porticciolo, oltre le banchine e anche altri terreni.
L'obiettivo che ha l’Interporto con la Regione è quello di andare acquisire parte di questi beni demaniali, il porticciolo in primis, in maniera tale di poter recuperare un'altra area, che non ha nulla a che vedere con l'aspetto commerciale, ma essendo ormai confinante, adiacente, avendo poi già iniziato, fra poco a novembre inizieranno i lavori di banchine che si allargheranno fino a collegarsi al porticciolo, a questo punto il porticciolo entra dentro a quello che è il........., ed è corretto che possa anche essere controllato e gestito dall’Interporto.
Fra l'altro c'è già un mio progetto, una mia idea di come arrivare a una gestione del porticciolo, in maniera tale di avere il controllo sicuramente, in maniera tale di non poter incappare in situazioni particolari con gestori non adatti, ma soprattutto andare a recuperare un'area importantissima che, attraverso la nuova banchina, attraverso la rettificazione specializzata, dove ci permetterà di fare attraccare le navi da crociera, e ne abbiamo già due in contratto, e a questo punto incentivare quello che è l'aspetto proprio del diportismo, ma non solo, ma quello che è l'aspetto sportivo, non solo, o quello che è l'aspetto anche della ristorazione, cioè creare una realtà di vari soggetti che lavorino in sinergia.
Non è un problema da parte di Interporto, anche se ragioniamo in termini commerciali, avere anche l'aspetto turistico. L'importante è saperlo controllare e sapere seguire quelli che sono gli investimenti.
Questa è un'operazione che si è aggiunta nella fase di dialogo che abbiamo avuto con la Regione, che ha approvato l'operazione Veneto Logistica, e attraverso quell'aumento di capitale dà all’Interporto le risorse per poter incentivare quello che è lo sviluppo attraverso le manutenzioni e gli investimenti per quanto riguarda la parte commerciale, e a suo tempo le risorse necessarie per poter risolvere i primi problemi, il porticciolo in primis e qualche altra area.
Questo porta ad avere una situazione soprattutto di fatturato e di conto economico che ci permette di ragionare nei prossimi anni con un obiettivo chiaro, lo dico e non lo nascondo: l’obiettivo è quello di poter raggiungere un utile minimo di un milione di euro all'anno. E’ nelle sue potenzialità. Non solo.
C’è però bisogno di spazio. Qui lo dico, perché l’ho ufficializzato, abbiamo chiesto ad Ecoambiente se ci può rivendere il magazzino che noi qualche anno fa, non mi ricordo quando, nel 2013 è stato ceduto. Perché?
E’ un magazzino che è nell'area dell'Interporto, è un magazzino nato per la logistica; a mio avviso è sotto utilizzato ma fa soprattutto c'è un'altra questione: è un magazzino che ha una servitù con un binario che finisce lì morto, e che per me diventa vitale in quanto noi riceviamo 300 metri, ma se siamo già ad una media, Interporti tipo Verona o Padova che hanno superato i 750, sono già a un chilometro; voi capite che se noi parliamo di ferrovia e parliamo di ferro, dobbiamo essere in grado di poter anche ricevere appunto questi treni.
Questo è un aspetto importantissimo. E’ un magazzino che è strategico. Dico la verità: io lo spazio l’avrei già venduto, cioè se il magazzino........... domani mattina, io non ho problema, l'ho già venduto.
Oltre a questo, e qui faccio una sottolineatura al Comune, ne approfitto, io avverto: è scaduto il piano particolareggiato. Il piano particolareggiato è un piano molto importante. Io sto ragionando con lo zoccolo duro patrimoniale di quello che è l’Interporto, e su quello sto operando a macchia d'olio.
Ma signori, guardate che attorno a Interporto c'è un'area che viene chiamata area interportuale di 1.300.000 metri quadri, attualmente inutilizzata. Io spero che prima o dopo qualche azienda capisca l'importanza, vedi quelle che fanno l'assemblaggio per quando arrivano i carichi speciali, che vengono da noi, vicini 50 metri. Perché?
Vogliamo i carichi eccezionali? Sì, ho capito, ma se c’è un’impresa che è a 100 chilometri, voi capite quanto economico è per lei portare...? Abbiamo 1.300.000, abbiamo un piano particolareggiato che è scaduto e deve essere rifatto e possibilmente aggiornato.
Ecco che allora chiedo che l’Interporto, come tale, sia soggetto che partecipa a questo ragionamento, perché diventa vitale l’utilizzo, non adopero il termine assolutamente, ma l'utilizzo, la promozione di un'area che diventa strategica e importantissima per quanto riguarda Rovigo. Parliamo di ZES? Sì, certo.
Però per la ZES ci vogliono imprese. Bisogna creare questa possibilità. Abbiamo un'area interportuale che ha le tre stazioni chiave, ferro, e sappiamo che possiamo potenziarlo e aumentare i volumi; abbiamo la gomma e qui abbiamo gli spazi; ma soprattutto abbiamo il ferro.
E sul ferro, che è una questione importantissima, tant’è vero che abbiamo programmato, ho programmato già l'acquisizione, visto anche la vetustà di quello che è il locomotore, che è a diesel, di un locomotore green. Fra l'altro ci sono anche dei finanziamenti europei che facilitano questo.
Ma bisogna a questo punto essere nelle condizioni di poter essere propositivi nell'ambito di un'area che l’Interporto sicuramente si fa carico per promuoverla, e magari anche per poter tornare ad una ulteriore acquisizione di spazi. Non è un problema affrontare dei progetti di sviluppo, di costruzione.
L’importante è avere gli interlocutori e le aziende che fanno riferimento sull’Interporto e su quell'area, però ci sono 1.300.000 euro, ben vengano delle imprese, e l’Interporto è pronto a dare delle risposte attraverso una specializzazione. Vi faccio sempre un altro esempio: noi non ci possiamo confrontare con quello che può essere Padova o Verona. Hanno altre logiche, hanno centinaia di migliaia di metri quadri, hanno un concetto immobiliaristico.
Mentre noi, se vogliamo avere questi risultati, non solo, ma anche implementarli, dobbiamo operare per quanto riguarda una specializzazione, dobbiamo essere noi a creare il servizio, dobbiamo essere noi propositivi. Inizialmente negli anni 2017, 2018 e inizio del 2019, eravamo noi che cercavamo le imprese. Adesso è un processo contrario: sono le imprese che vengono da noi, e c'è il problema che abbiamo la coda fuori, dobbiamo scegliere e a volte dire anche di no.
Dispiace. O meglio decidere quello che ci dà di più. Di fronte a un contratto che mi porta 150.000 euro all'anno e uno che mi porta magari 30.000 mila, voi capite che la scelta è quasi banale, ma questa è una situazione che, oggi come oggi, con gli spazi che ho, è una situazione che dispiace perché, come dico, se avessi il magazzino di Ecoambiente, io l'avrei già venduto, e non solamente quello.
Perciò io sono partito da un po’ distante per arrivare poi alla questione. Voi avete capito che quando è stata fatta questa operazione, mi sono posto un problema. Dico: non mi sento nelle condizioni di chiedere risorse - parliamo 2019, quando l’abbiamo provato a fine anno - a Provincia, Comune, sapendo le problematiche di liquidità in essere.
Tutta l'operazione è stata costruita nell'ambito del rapporto con la Regione. Certo, il Comune è stato il primo, e questo a merito di questo Consiglio nella sua totalità, come nella sua totalità è stato approvato nel Consiglio Regionale, ha dichiarato strategico l’Interporto di Rovigo. Ma da questo a pretendere o chiedere le risorse, lungi, anche perché il tutto è stato costruito con risorse dell’Interporto e rapportato alla Regione.
Oggi, se il Comune - ne aveva approvato fra l'altro l’aumento di capitale insieme a tutti gli altri i Soci - decide di dare un segnale, che sia anche un segnale come proposto, che lo capisco, finanziario perché riguarda la parte finanziaria, ben venga, è un segnale importante che va a sottolineare le scelte che voi avete già fatto, per primi fra l'altro.
Perciò Interporto non ha altro che ringraziare non solo di questa approvazione, ma di questa eventuale volontà, e come tale cercare di utilizzare al meglio ma, come ripeto, l'importante da parte mia era quello di aver analizzato e costruito tutta la parte economica e finanziaria che possa essere non solo sostenibile, perché solo sostenibile non mi piace, ma che possa essere semplicemente una parte che dà un risultato economico e un aumento reddituale da parte di Interporto.
Come dico, abbiamo un primo obiettivo: quello di un utile di un milione di euro, avere una proiezione di specializzazione allargando il più possibile quelle che sono le aree.
Il progetto dell'agroalimentare c'è, l’ho in mente, l’ho già studiato, è già preparato, perché c'è anche una considerazione da fare: noi parliamo di industria, prima di turismo, parliamo di carichi eccezionali, ma c'è un primario importantissimo nel territorio, noi abbiamo l’esperienza avendo nei due magazzini di granaglie, che a mio avviso devono avere fare un salto di qualità per quanto riguarda la specializzazione, cioè il prodotto certificato; abbiamo un'industria - io ci metto dentro la mia esperienza - abbiamo un'industria che sempre più chiede un prodotto selezionato; non solo selezionato, ma che abbia delle caratteristiche di protocollo di consegna certificate.
Noi dobbiamo essere in grado di poter cogliere questa opportunità e diventare un polo specializzato anche per questo. C'è un progetto, c'è già, è potenziato attraverso anche uno sviluppo della rete ferroviaria, legato a uno sviluppo stesso dello stoccaggio ed è certificato.
Per farvi capire che c’è tutta una strada che Interporto può percorrere e dare delle risposte ai Soci a livello di risultato economico, cedole, ripartizione io mi auguro, ma soprattutto essere un soggetto che fa impresa e che diventa esempio e diventa trainante per quanto riguarda il territorio, inteso come proprio territorio a livello economico.
Io mi fermo qua, anzi vi chiedo scusa se mi sono anche dilungato, ma bisogna spiegare tutte queste articolazioni che in questi anni hanno portato a questo risultato; la ciliegina è stata quella di portare la Regione a una dichiarazione di altamente strategico e di inserire il nostro Interporto in quello che è il suo ruolo, che per me c'è sempre stato. Purtroppo bisognava semplicemente svilupparlo. Grazie.