Persona · attività documentata

Antonella Bertoli

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
1
Sedute con interventi
1
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE PARI OPPORTUNITÀ DELLA PROVINCIAOsservato il 25 novembre 20191 osservazione documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

25 novembre 2019

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 4
Pagine 3–4

Consiglio Comunale del 2019-11-25

PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE PARI OPPORTUNITÀ DELLA PROVINCIA

Leggi intervento

Buonasera a tutti, grazie al Consiglio comunale che mi ha invitato, grazie alla Presidente del Consiglio e ad Erika Alberghini, l’Assessore che ha organizzato questa giornata, e a tutti voi che siete qui presenti. Io spero che sia una delle giornate, che poi proseguiranno, perché se noi ci fermiamo come ogni anno a parlarne il 25 e il 26 o il 27 e non andiamo avanti le cose restano come sono rimaste fino ad ora: le donne continuano ad essere strangolate, ammazzate, accoltellate e non risolviamo niente.

I Centri Antiviolenza funzionano, funzionano bene per quanto vengono finanziati, ma vorremmo che fossero finanziati di più, vorremmo che i fondi, e poi ce lo spiegheranno meglio loro, ovviamente arrivassero in modi e in tempi certi e non arrivassero a rendicontazione delle cose che si fanno.

Vorremmo che la progettualità ci fosse e vorremmo soprattutto, come Commissione provinciale per le Pari opportunità di cui di cui porto il saluto, vorremmo soprattutto che in questa provincia finalmente si cominci a costituire questa rete, una rete che è prevista dal Comitato di pilotaggio e dalla Legge regionale che risale al 2009 e che poi è stata ricostruita nel 2012, nel 2013 e riapprovata, e riapprovata varie volte, ma non è mai stata applicata.

Allora, in questa provincia non esiste una rete perché vi sono stati dei bisticci, non lo so perché io sono arrivata da otto mesi in Provincia e quindi non posso sapere, andare a vedere, e non mi sta neanche, non fa parte neanche del mio modo di essere e di affrontare le cose in maniera negativa, voglio affrontarle in maniera positiva e quindi dico che è ora che ci mettiamo insieme attorno a un tavolo tutti quanti, tutti i soggetti, a partire dal Centro Antiviolenza che è istituzionalmente preposto ad accogliere le donne, a supportarle, eccetera, ma la Conferenza dei sindaci attraverso i piani di zona, il Comitato di pilotaggio che dovrebbe dare le indicazioni e le direttive ai Centri Antiviolenza, gli sportelli, potremmo aprire uno sportello in ogni comune di accoglienza e di ascolto e la Legge regionale prevede dei finanziamenti per aprire gli sportelli e quindi so che i sindaci che fanno parte dei piani di zona, il Presidente, la Vicepresidente che è qui presente, questo deve essere un tema che deve essere portato, affrontato e discusso, quindi questi, e tutte le Commissioni Pari opportunità che ci sono in tutti i comuni, se non c'era la Commissione c'è comunque un Assessore alle pari opportunità.

E allora sediamoci intorno a un tavolo e non facciamo divisioni, non creiamo gelosie, perché esiste fino adesso una gelosia su chi arriva prima è che arriva dopo, no? I magistrati se la prendono con gli avvocati, gli avvocati se la prendono con l'ULSS e l’ULSS che non fa niente ed è la Prefettura che dovrebbe fare.

Fatto sta che noi siamo arrivati nel 2019 senza avere un dato di fatto e senza avere in mano un dato, un report effettivo che ci dica che cosa succede nella nostra provincia, e quello che succede, purtroppo, lo abbiamo visto un mese fa circa con lo strangolamento di una donna ad Adria, lo abbiamo visto sulla nostra pelle, gli altri non si sanno, a Castelmassa due settimane fa è successo un altro episodio analogo, ad Occhiobello è successo analoga la stessa cosa, in tante parti, in tanti comuni ci sono episodi di violenza e allora se ci sono, e io non voglio stare qui a fare diatribe sul numero e sulle violenze sul falso, ma che senso ha?

Cosa viene in tasca a una donna ad andare a denunciare falsamente che è stata violentata, stuprata, ammazzata, o picchiata, che cosa gliene viene in tasca? Io mi chiedo: ci vuole anche un minimo di intelligenza anche nel fare le proposte e anche nel parlare, ma mi rivolgo qui oggi.

Voi siete stati educati, così come noi, con queste, con questi proverbi, ragazzi: “col fuoco, donne e mare c'è poco da scherzare”, “donna al volante pericolo costante”, “donne e motori gioie e dolori”, “il cuore delle donne è fatto a spicchi” e via di questo passo, perché la cultura popolare è piena di questi proverbi che sono maschilisti e che sono sessisti e che ci invitano e ci educano fin da piccolini a due ruoli diversi: alla donna spetta crescere, fare le donnine, fare da mangiare, e mi regalano i vestitini, la Barbie, e il coso per il cucito; ai maschietti do le pistole e non devono piangere perché devono essere forti e sono loro che portano i pantaloni.

Ragazzi, non è più così. Se ci fosse un'educazione diversa anche nella scuola non ci sarebbero due sessi, anche perché non sono due sessi, due generi, non ci sono, e quindi anche nella scuola ci vorrebbe un'educazione diversa, l'educazione alle emozioni, l'educazione ai sentimenti, fino a quando noi, che siamo secondi dopo la Grecia pensate in tutta Europa rispetto al fatto che nella scuola non c'è un tipo di progettazione di programma scolastico sulle emozioni, allora che cosa dobbiamo fare?

Noi non possiamo cambiare i programmi scolastici, ma in questa provincia e la Commissione provinciale Pari opportunità c'è e si farà carico anche di questo, di mettere tutti intorno a un tavolo per cominciare a fare concretamente questo protocollo con la rappresentante dell'Ordine degli Avvocati, con il Comitato di pilotaggio siamo d'accordo e vorrei che finisse questa storia e cominciamo perché dietro queste frasi c'è tutta una cultura e i femminicidi e la parola è brutta “femminicidio”, è perché dietro il fatto di ammazzare una donna ci sono altre ragioni che sono diverse da un omicidio qualsiasi.

E allora io voglio finire con una frase che mi ha accompagnato da sempre, diceva un certo Karl Marx a metà '800 “Non può essere libero un popolo che ne opprime un altro” e va bene, io credo che a proposito della cultura del dominio maschile, che è la causa provata e dimostrata della violenza sulle donne, potremmo anche dire: “Non può essere libero un genere che ne opprime un altro”. Grazie, scusate. (Applauso)

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.