Mozione ai sensi dell’art. 43, comma 3 del D.Lgs. 267/2000
Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Rovigo
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Ringrazio anch'io questo Consiglio di avermi dato la parola. Sinceramente non credevo che la richiesta di un mio intervento su questo argomento fosse una cosa così imbarazzante, che richiedesse questo palleggio di responsabilità per farmi parlare. Non dirò niente di scandaloso e di imbarazzante.
Non ho nessun interesse politico, non mi interessa portare acqua alla maggioranza o all’opposizione; quello che mi interessa è che finalmente possiamo avere un Tribunale con una sede adeguata e che funzioni.
Da questo punto di vista penso che sentire la voce degli avvocati sia molto importante, non solo perché abbiamo, ovviamente, voce in capitolo, ma anche perché da noi si possono avere anche le informazioni forse più realistiche di quella che è la situazione, perciò io parlo nell’interesse dei miei colleghi, ma i miei colleghi, a loro volta, tutelano tutti i giorni gli interessi della cittadinanza, ed è quella che noi vogliamo tutelare.
Dicevo che non credo che sia imbarazzante il mio intervento, anche perché con l'Amministrazione, fin da quando è sorto il problema dell’ampliamento del Tribunale, questo “problema” è stato vissuto insieme, anche come una grossa opportunità.
Si è lavorato insieme, in collaborazione, per prima ottenere il risultato di una Rovigo che sia un polo giudiziario alla stessa altezza delle città vicine, che pure sono più blasonate di noi; e poi raggiunto, se pure non totalmente, questo risultato, anche quello di ottenere una sede adeguata, perché questa, che è una grossa opportunità per la nostra città, non si risolva invece in un disastro dal punto di vista pratico e logistico.
Direi che questo tipo di collaborazione ha avuto un andamento particolare, nel senso che, finché si trattava di acquisire risultato sulla carta, c'è stata una certa resistenza da parte della Magistratura, mentre da parte dell’Amministrazione c'è stato molto entusiasmo.
Io, che ho sempre tenuto i contatti tra questi due poli, ho notato che poi, nel momento in cui sulla carta il Tribunale c'era, è stata la Magistratura la Presidente a prendere in pugno la situazione sotto un certo profilo ed incalzare il Sindaco, l'Amministrazione Comunale al fine di poter trovare quella sede adeguata che necessariamente va trovata perché il progetto possa partire.
L'Amministrazione, capisco i problemi che ci sono, perché non sono facili, sappiamo tutti, voi li sapete meglio di me i vincoli di bilancio, l’impossibilità di contrarre mutui, le esigenze specifiche del Tribunale, però in realtà alla fine ci siamo trovati negli ultimi 15 giorni senza ancora una soluzione sul piatto.
Faccio una piccola polemica con l'Amministrazione: mi è sembrato di vedere un po’ la situazione di quegli scolari che hanno i compiti delle vacanze da fare e si riducono il giorno prima dell’inizio delle scuole! Ma alla fine una soluzione che sulla carta permette di risolvere i problemi immediati sembra che sia realizzata.
Qui siamo nell’emergenza e siamo nella soluzione che ci serve non tra tre mesi, non tra tre anni, ma ci serve adesso, e quindi io vorrei soprattutto da questa Amministrazione, dal Sindaco e dalla Giunta, avere la certezza di essere informati sullo svolgimento di quei contatti che ancora sono abbastanza per aria, che dovrebbero portare ad acquisire la disponibilità di due immobili in Via Mazzini e Via Allara per le attuali esigenze del Tribunale.
Il collega e Consigliere Brusaferro ha ricordato che attualmente il Tribunale opera in situazione di illegalità, illegalità dettata da uno stato di necessità, perché la Presidente, pur avendo richiesto, Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 24 Settembre 2013 51 come era sua facoltà, una proroga dell’utilizzo della sede distaccata di Adria, ha ricevuto un diniego, e ciò nonostante è stata costretta dallo stato di fatto a continuare a tenere aperta la sede di Adria per lo svolgimento dei processi: situazione, appunto, che non risponde a quello che stabilisce la legge.
A proposito della mozione presentata dai Consiglieri Brusaferro e Guarnieri, io credo che la priorità adesso sia il qui e ora, e credo che quelle altre strade, che sono a buon punto, devono essere necessariamente praticate. L’ipotesi ex Caserma è un’ipotesi che era già stata presa in considerazione, e sicuramente è un’opzione che va considerata, non sono certo qui per escluderla.
Ritengo che, trattandosi di demanio militare, i tempi saranno necessariamente molto lunghi, e quindi la si può pensare come soluzione definitiva, ma non soluzione temporanea. Giustamente ci si occupa oggi della soluzione definitiva, perché il temporaneo, come spesso succede, rischia di diventare eterno, e quindi di fatto definitivo. La soluzione prospettata non è dal mio punto di vista la prima opzione.
Ricordo al Sindaco che eravamo andati insieme, ancora più di un anno fa, a parlare con il Presidente della Commissione Giustizia del Senato, e gli avevamo anche presentato una memoria a firma congiunta, nella quale la prima opzione prospettata era quella dell’ex carcere e del Palazzo Campo, ex Banca d’Italia.
Il motivo per cui ritengo, pur non escludendo l'altra ipotesi, che questa sia preferibile, in realtà è più di un motivo: intanto le altre soluzioni comporterebbero uno smantellamento del Palazzo di Giustizia, un trasferimento totale degli uffici, il ché, conoscendo come funziono queste cose, porterebbe ad un caos molto maggiore, che non l’ipotesi di una aggiunta di una nuova ala.
Poi il Palazzo di Giustizia, bene o male, fa parte della città, ed è un elemento qualificante della città da sempre, e penso che anche questo possa, nel momento in cui cerchiamo un’identità, avere un suo significato. Il problema dei parcheggi e altro, ovviamente non dobbiamo paragonare l’attuale sede del Tribunale, ma dobbiamo pensare a questa nuova soluzione, e credo che gli spazi nell’ex carcere siano sufficienti. Poi c'è il problema dell’ex Banca d’Italia.
Quello è un progetto che è in cantiere da 15-20 anni, si sono spesi dei miliardi. Abbiamo visitato quel palazzo con le Autorità, anche il Prefetto, qualche giorno fa; è un bel palazzo, ovviamente ci sono ancora molte cose da fare, ma credo che la sua destinazione a sede della Procura permetterebbe quanto meno di far sì che quei miliardi a suo tempo non siano stati spesi per niente. Non restiamo con un altro cadavere vivente, o quasi morente, al centro della città.
Detto questo, a proposito della terza ipotesi che era stata sollevata, e cioè quella del Censer, in realtà il Sindaco non c'era alle ultime riunioni, era stato invitato, ma l’Assessore Piscopo cera, effettivamente era stata una sua idea, che è stata ripresa anche da qualche Magistrato, e poi ripresa dalla stampa.
Questa idea non ci vede concordi, non vede concordi gli avvocati, e credo che vada anche contro - come ha accennato anche il Consigliere Brusaferro - a quella che è la logica che questa Amministrazione ha voluto sempre seguire, e cioè quella di rivitalizzare il centro.
Si è giustamente individuato nel cosiddetto Tribunalone un’occasione per far rivivere il centro di Rovigo, se gli avvocati ed i loro clienti dovranno venire da Este, arrivare al Censer, fare quello che devono fare e tornare a casa loro, è evidente che tutto questo sviluppo di attività nel centro, nuovi uffici, lavoro per i negozi, per i ristoranti, per i bar si vanifica del tutto. Questa è la mia opinione, ed è anche l'opinione del Consiglio che io vado a rappresentare.
Credo che le strade, quella proposta dai Consiglieri Brusaferro e Guarneri e quest’altra strada, non debbano necessariamente essere un out-out, in particolare perché adesso si apre la possibilità, data dall’ultimo decreto del fare, di ottenere l'assegnazione a titolo gratuito di beni demaniali.
L'elenco di questi beni mi risulta che non sia ancora a disposizione; non so se debba essere ancora formato, il ché darebbe spazio alla politica di intervenire in qualche maniera, però io credo che vadano fatti tutti i passi in entrambe le direzioni, per richiedere la possibilità di ottenere l’acquisizione delle due aree. Dopo si tratterà di valutare quale strada sarà più accidentata, quale percorribile e quale no.
Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 24 Settembre 2013 52 Spero comunque che qualsiasi scelta venga fatta senza tanti imbarazzi, anche interpellando la avvocatura, perché noi siamo in prima linea e siamo quelli che più sentono il problema, e che forse più lo conoscono. Grazie a tutti.