Persona · attività documentata

Davide Benazzo

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
2
Sedute con interventi
1
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

CGILOsservato il 17 febbraio 20221 osservazione documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

17 febbraio 2022

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 9
Pagine 7–9
Punto 1

Situazione IRAS - Discussione” Pag. 03 2

CGIL

Leggi intervento

Buongiorno a tutti. Ringrazio il Presidente, tutto il Consiglio, il Sindaco, perché ci avete dato la possibilità oggi, in questo spazio così importante come il Consiglio Comunale, di dare visibilità al mondo del lavoro. La cosa che manca purtroppo sempre di più in questo spazio è dare visibilità al mondo del lavoro.

Perché dico questo? Perché purtroppo chi ha pagato e chi sta pagando, non solo all’IRAS, ma in tutte queste strutture, è il mondo del lavoro. Vi do alcuni dati così comprendiamo meglio il perché come Sindacato abbiamo attivato tutto quello che abbiamo attivato in questi anni.

Le strutture che una volta erano tutte pubbliche, salvo alcune situazioni particolari storiche, oggi sono per il 50% privati. In Veneto il 50% delle RSA per anziani, se non addirittura anche di più, perché poi qualcosina è anche cambiato in questi pochi anni, sono private. Qualcuno può dire “Beh insomma, la Costituzione prevedere che vi sia la possibilità di fare imprenditoria anche nel privato”.

Io dico però che questo perché c'è stato? Perché il tema principale era riuscire a ridurre i costi e dove abbiamo ridotto i costi? Sul mondo del lavoro.

Aggiungo un'altra cosa: di quel 50%, circa il 30-40%, a Rovigo un po’ meno, è esternalizzato. Cosa vuol dire? Vuol che ho fatto dumping contrattuale, cioè un lavoratore che prima aveva un contratto più tutelante, aveva uno stipendio più dignitoso, si trova a dover affrontare riduzione dello stipendio, precariato.

Se voi volete venire a vedere le situazioni di molte cooperative, di molti lavoratori di cooperative che lavorano nelle strutture pubbliche, sono soggette ad appalti ogni anno e mezzo, ogni sei mesi, ogni due anni. Vuol dire che queste persone sono sulla graticola ogni breve tempo e cambiano datore di lavoro anche 20-30 volte nel loro periodo lavorativo, nei loro quarant'anni. L’IRAS ha, l’hanno detto prima i miei colleghi, 213 dipendenti in questo momento.

Qualcuno è stato assunto in più per la crisi collegata al COVID. Di questi, 81 sono precari. Cosa vuol dire?

Vuol dire che sono quello strumento di flessibilità che le strutture, proprio per le questioni economiche, si tengono questo strumento di flessibilità proprio per la questione economica, ma sono persone: sono 81 persone che da anni aspettano di vedere finalmente una stabilità.

Sono persone che si sono viste e che si vedono da circa sei anni messe in discussione quella stabilità, e non sono persone, ripeto, da tre mesi; ci sono persone, diceva prima anche Cristiano, che sono contrattualizzate a tempo determinato all’IRAS da sei, sette, otto anni. Queste persone oggi vedono, in questi anni ormai, perché è commissariato a sei anni questo Ente, e non è commissariato per casa: c’è tanto di delibera regionale che dice “Il bilancio di previsione sostanzialmente non tiene”.

E’ stato commissariato per questo, perché non c'era un futuro finanziario per questo Ente. Lo hanno i Revisori. Per questo è stato commissariato sei anni fa.

Mancava solo la parola “fallimento”. Allora in sei anni noi ci aspettavamo sinceramente delle soluzioni. Non possiamo pensare che dopo sei anni noi veniamo convocati perché chiediamo noi di capire cosa sta succedendo, visto che gli stipendi arrivavano in ritardo, cosa unica in tutti gli Enti Pubblici di questo territorio.

Non è che sia normale che lo stipendio non arrivi. Ci comunicano appunto che non c'è ancora un accordo di soluzione. Premesso che anch'io chiedo, a nome di chi rappresentiamo, dei lavoratori, ma anche di tutti i cittadini, che questa soluzione arrivi presto.

Ma dico anche un'altra cosa, e vorrei che in questo momento questo tema, proprio l'IRAS, diventi punto di partenza per un'azione che riguardi tutto il territorio.

Noi come sindacato, CGIL, CISL e UIL Confederali, dopo N tentativi di riuscire a mettere questo territorio insieme in una discussione proficua per il futuro di questo settore, delle Case di Riposo, che è diventato drammatico con l'arrivo del COVID, ripeto drammatico, situazione drammatica proprio, e non sto scherzando, avete potuto passare all'interno dei reparti a vedere queste persone, ma non solo i lavoratori, anche gli anziani, cosa hanno passato e cosa stanno passando in questi due anni; abbiamo chiesto che si attivasse il territorio.

Siamo arrivati a chiedere al Prefetto si facesse promotore di un tavolo proprio di discussione per trovare delle soluzioni, perché oggi parliamo di IRAS, ieri dal Prefetto parlavamo di Badia, un altro giorno parleremo di Papozze, un altro giorno parleremo di Lendinara o di chissà quale altra struttura. Abbiamo chiesto quel tavolo. Perché?

Perché purtroppo, dopo anni che denunciamo quello che sto dicendo, soluzioni non ne vediamo, non ne vediamo. Noi abbiamo tutte le strutture che sono in grossissima difficoltà economica.

L'ultima denuncia che abbiamo fatto alla Prefettura, e le strutture pubbliche lo sanno perché gli è stato chiesto documentazione, di presentare tutta la documentazione a tutte le strutture pubbliche, abbiamo fatto una denuncia perché riteniamo che in alcuni casi ci sia interruzione di pubblico servizio in queste Case di Riposo, perché manca il personale e perché l'azione fatta in questi anni di taglio del personale e di taglio delle risorse ha portato a una grossissima difficoltà a queste strutture ad andare avanti.

Allora oggi non si deve solo parlare della soluzione di Casa Serena, che invito Sindaco, Commissario e perciò Regione, a provare a trovare una soluzione che sia all'interno di un percorso che veda finalmente il pubblico ad essere centrale, ma ripeto, riguarda tutto questo territorio. Io chiedo, ve lo chiedo veramente in ginocchio, perché un anno fa eravamo davanti alla struttura, alla cittadella socio sanitaria chiedendo “Non lasciateci soli”. Un anno fa: non lasciateci soli.

Lo chiedevamo alla politica, c'erano i Sindaci presenti con il Direttore Generale Compostella. Io vi chiedo veramente in ginocchio per favore come territorio cominciamo a ragionare alto, a provare a trovare delle soluzioni partendo dalla soluzione di Casa Serena, dove il mondo del lavoro sia messo al centro e dove il pubblico sia effettivamente centrale e motore, perché altrimenti l'unica soluzione, come sempre, sarà quella di ridurre il costo del lavoro ancora una volta.

Per favore, non passate attraverso la riduzione del costo del lavoro. I lavoratori si aspettano delle soluzioni che gli permetta di dargli un futuro, che non può essere quella di domani di dire, come mi è passato come messaggio, “Ma sì, tanto il mercato del socio sanitario è un mercato fiorente, si fa presto a trovare lavoro”.

Diciamo che essere a lavorare in una struttura pubblica, avendo una certezza di contratto di lavoro e domani trovarsi in una cooperativa sociale, in appalto ogni anno e mezzo, non credo sia la stessa identica cosa. E se noi oggi, voi oggi, tutti insieme, non proviamo a trovare delle soluzioni reali a lungo termine, questa è la prospettiva per il mondo del lavoro, questa è la prospettiva, non c'è altro, non c'è altro.

Se guardate Badia è esternalizzato, se guardate Stienta è per il 70% esternalizzata, se guardate Lendinara ha il 70% anche loro esternalizzati. I lavoratori pubblici a Badia erano 145 tre anni e mezzo fa, oggi sono 85. Questi sono i numeri.

Perciò io oggi ringrazio, poi dopo se ci darete la possibilità in base a quello che ci verrà comunicato oggi, perché di fatto l'unica cosa certa è che non abbiamo nulla di certo, di preciso e di ufficiale, perché finora noi abbiamo avuto in sei anni solo ed unicamente parole. Di certo c'è solo 81 precari, un milione di euro fermi di stipendio, e il fatto che forse - dico forse - il prossimo stipendio arriva al 27, ma può darsi anche qualche giorno dopo. Queste sono solo le uniche certezze che abbiamo.

Spero che oggi almeno abbiamo qualche certezza in più, qualcosa da raccontare in più a chi rappresentiamo e poter essere promotori anche di qualche idea. Lo siamo stati, continueremo a esserlo. Perciò vi ringrazio ancora e spero che poi dopo possiamo ancora intervenire un attimo per poter aggiungere qualcosa a quello che sarà il dibattito.

Grazie ancora.

Intervento n. 41
Pagine 30–31
Punto 1

Situazione IRAS - Discussione” Pag. 03 2

CGIL

Leggi intervento

Grazie della seconda possibilità di poter intervenire in questo Consiglio. Facevo una riflessione mentre ascoltavo: se abbiamo fatto un errore, però l'abbiamo fatto, in cui abbiamo scaricato dei costi del Comune sull’IRAS, non capisco perché sia poco etico o un danno per i cittadini fare il contrario, ma la dico così, visto che sono due strutture pubbliche. Poi per carità, tutti gli aspetti tecnici li vedete voi.

Io oggi ho percepito una cosa, che purtroppo di IRAS in questo Consiglio se ne è parlato molto, ma molto, ma quasi niente. Io pensavo che quello di cui avete parlato fosse una cosa ben conosciuta, cioè noi che stiamo discutendo di IRAS è sei anni almeno, qualcuno di più. Poi un altro aspetto.

Colgo quello che diceva la Consigliera Menon, il fatto di ristrutturazione aziendale. Sei anni di ristrutturazione aziendale sono un po’ tanti, cominciamo ad assomigliare più all’Alitalia che a un'azienda privata. Allora parliamo sì di ristrutturazione aziendale, però nella ristrutturazione aziendale, per favore, coinvolgete i Sindacati.

Nelle ristrutturazioni aziendali, quando si parla di lavoratori, si coinvolgono i Sindacati. Mi raccomando, coinvolgete i Sindacati, perché è lì che andiamo a parare.

Ultima cosa, lo accennava l’Assessore Zambello: come Sindacati abbiamo chiesto che si discutesse in maniera più ampia di queste strutture perché altrimenti, se non guardiamo alto, se non guardiamo in prospettiva proprio per quello che appunto si diceva prima mancano gli ospiti, noi abbiamo una copertura delle strutture pubbliche pari al 75%, perciò abbiamo l'obbligo di trovare soluzioni diverse, abbiamo l'obbligo.

Per questo abbiamo chiesto al Prefetto di convocare Conferenza dei Sindaci, ULSS, eccetera, per questo l'abbiamo fatto, perché altrimenti si muore. Però c'è un'altra cosa. Sinceramente io avevo letto sulla stampa qualche giorno che si stava trovando l'accordo; oggi sento il Commissario che dice “Guardate, un mese e mezzo e poi non se ne discute più”.

L’ho detto un po’ in dialetto per dare un po’ di risalto. Allora io vorrei che oggi almeno, spero, non vorrei, scusate, spero che almeno oggi esca un qualcosa di concreto: si decide la Commissione che si riunisce, si costituisce un tavolo, si costituisce un punto di discussione, si cominciano a fare delle proposte reali, no reali, concrete su cui si può discutere ci coinvolgete, ci dite cosa volete fare.

Io spererei che oggi almeno da questo Consiglio un ordine del giorno, qualcosa, facciate un documento in cui si dice: benissimo, oggi abbiamo discusso, come ha detto Graziano dell'IRAS, domani decidiamo che cosa facciamo. Cioè ci dite e noi saremmo molto contenti perché, ripeto, purtroppo noi il 27 saremo bombardati dalle telefonate se non arrivano gli stipendi. Noi siamo bombardati ogni giorno dalle persone che dicono “Quando ci stabilizzano?

Quando ci fanno lavorare in altra maniera? Quando possiamo discutere di un contratto di stabilità?”, eccetera. Ogni giorno.

Vorremmo cominciare a poter dare delle risposte a chi ci telefona. Grazie.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.