Grazie e buongiorno a tutti. Un pensiero prima di iniziare: per me è un onore tornare in questa sala che ho vissuto qualche lustro. Ecoambiente non è una S.p.A..
E’ una S.r.l. ancora, una S.r.l. strana, perché è una S.r.l. con 30 milioni di fatturato e con 260 dipendenti è una struttura importante. Infatti uno degli obiettivi sarebbe quello poi di trasformarla in S.p.A. per avere anche una maggiore incidenza sull’attività. E’ nata del nel 2012, mettendo insieme Ecogest, che faceva il servizio sui 49 Comuni, e l’azienda del Comune che era ASM S.p.A., che a sua volta aveva scisso il ramo d’azienda in ASM Ambiente e quindi aveva messo ASM Ambiente e Ecogest.
Da lì viene fuori proprio Ecoambiente. A quell’epoca, per chi c’era è un ricordo, per chi non c'era è una notizia, furono fatte delle perizie di stima e ci trovavamo a quell’epoca con una società capitalizzata a livello patrimoniale che era ASM Ambiente, e una società di servizio, puramente servizio, senza capitali che era Ecogest. Differenza.
La differenza era che Ecogest faceva il servizio con i capitali del Consorzio Rifiuti. Per la discarica c'era un accordo. Il separatore era nato in quest’aula nel 1995, ma era di fatto del Consorzio Rifiuti.
Quindi era una società che utilizzava in concessione gli impianti del Consorzio. Quando fu fatta la fusione a quell’epoca, fu fatto un valore di concambio: 5 milioni era il valore di ASM Ambiente, 5 milioni era il valore di Ecogest. La differenza era che Ecogest era una partecipata da ASM Ambiente per il 33,3%, cioè un terzo di quell’azienda era di ASM.
Perché questo? Perché quando è nata Ecogest nel 2001, Ecogest non aveva una parte dei servizi che ASM aveva, quindi aveva bisogno di uno start up. Lo start up fu fatto mettendo insieme Ecogest, e quindi i contratti che aveva preso sul Comune, aveva preso il Comune di Rovigo quindi ASM S.p.A. come partner, e Vesta, la società che ora si chiama Veritas di Mestre, perché aveva il termovalorizzatore all’epoca.
Noi avevamo il separatore, produzione di cdr, il termovalorizzatore. Poi Vesta ha ceduto delle quote, che furono comprate metà dal Consorzio Rifiuti, metà da ASM Ambiente, e quindi ASM diventa proprietaria di Ecogest per quel terzo che poi ora pesa tanto nel sistema. Perché poi?
Perché poi nei cinque milioni di valore di ASM Ambiente c'erano compresi la parte patrimoniale, l’ecocentro della zona industriale rispetto ad altri immobili e così via, che avevano un valore di circa tre milioni e mezzo, tre milione e 700.000, e la parte contrattuale ruoli per 1.200.000 euro. Dall’altra parte avevamo Ecogest che portava pochissimo patrimonio, quasi nullo, ma portava i ruoli e quindi quello che era il peso dei clienti fu dato in 5 milioni di euro, che era il valore del concambio.
Quindi quando adesso si dice che i Comuni sono clienti, effettivamente il loro peso di cliente è stato messo sul piatto dando un valore di 5 milioni di euro, perché altrimenti nel valore patrimoniale non c'era questo. E’ una parte importante. Logicamente sommando le quote, viene fuori che Ecoambiente attualmente è partecipata per il 66,6% dal Comune di Rovigo, ASM, e per il 33% dal Consorzio Rifiuti che rappresenta i 50 Comuni.
Anche qua siamo all’interno dei 50 Comuni, perché logicamente il Comune di Rovigo è membro, componente del Consorzio Rifiuti per il 20%. Fatta questa parte di storia, nel maggio 2013 viene approvato un piano industriale. Nel piano industriale, che ancora oggi è attuale perché purtroppo è un piano industriale fatto per il 2013-2015, in un momento anche di difficoltà della società (Consiglio di Amministrazione), nel 2015 subisce praticamente un forte rallentamento.
Il fatto che siano cambiati diversi Presidenti, ricordo che nel giro di tre anni io sono il quarto gestore del sistema, perché prima ci fu Nicoli, poi ci fu Mancin, poi ci fu il Collegio dei Sindaci e adesso ci sono io e questo C.d.A. che rappresento. Logicamente questo porta sì che le politiche siano anche un po’ rallentate, però di fatto sempre nell’intenzione di creare delle positività. In quel piano industriale vi sono dei passaggi importanti.
Il primo è l’obiettivo ambientale che lui si porta. E’ scritto a chiare lettere nel piano industriale che uno degli obiettivi sono il rispetto dell’ambiente, l’efficacia, l’efficienza e roba del genere, ma soprattutto meno rifiuti in discarica, più vita ai rifiuti, più riciclaggio, e più valutazione del rifiuto.
E’ un po’ il sistema che l’ambiente e la Regione Veneto ha voluto specificare nell’ultimo piano dei rifiuti del 2015, dove fissa l’obiettivo 76 per il 2020, dove parla di maggiore spinta sulla differenziata e altre cose.
Ecco che quindi quello che viene scritto in questo piano industriale viene di fatto politicamente gestito in maniera diversa quando si parla dell’impiantistica, perché logicamente poi lo vedremo successivamente, se avete la pazienza di ascoltarmi, quando parleremo degli impianti e della situazione attuale. Contemporaneamente sempre in questo piano industriale vi sono anche gli obiettivi di questo, che parla anche degli investimenti. Si parla di meccanizzazione, si parla quindi di tutela dei lavoratori.
Voi sapete benissimo che Ecoambiente in questo momento ha il budget bloccato. Quello che andrete poi a discutere domani, nel prossimo Consiglio Comunale, è frutto di un provvisorio definitivo, nel senso di un budget approvato nel dicembre 2015 ma poi rimesso in discussione dai Sindaci stessi e dai soci del Consorzio, socio Consorzio, non certamente dall’altra parte del socio Comune. Anche in questo caso qua ci trovavamo a fare degli investimenti.
Perché? Perché non è più moderno, non è più attuale la raccolta a sacchi. Si va verso la meccanizzazione che vuole dire celerità, vuole dire capienza, vuole dire anche ordine, vuole dire anche una serie di tutela della salute del personale che attualmente ci vede con circa il 30% del personale che fa servizio operativo, con delle limitazioni fisiche perché logicamente è un lavoro usurante.
Voi pensate soltanto a tirar su sacchi per otto ore al giorno per sei giorni alla settimana che cosa vuole dire, con tutti i rischi che ne comportano.
Su questo ci sono delle prescrizioni, ci sono degli indirizzi, perché nulla viene inventato, ma viene documentato da relazioni, da consigli, da consulti e anche dal fatto pratico che l’inabilità di operatori ci porta a dover aumentare i costi, perché questi operatori che non possono fare quel tipo di servizio non li possiamo lasciare a casa, e quindi devono essere tutelati, ma contemporaneamente il servizio deve essere fatto, e quindi ecco che necessita di altri operatori, esternalizzazioni, e quindi sono costi che aumentano sul sistema tariffario che poi viene ripartito.
Ecco che la meccanizzazione, che è uno degli obiettivi fissati nel piano industriale 2013-2015, viene a pro, perché con la meccanizzazione si recupera questa inabilità. Quindi tutte queste difficoltà di carattere operativo vengono risolte e quindi è un investimento per avere, oltre che un miglior servizio, certamente un risparmio che può essere riguardo al futuro.
Tornando un po’ alla storia, nel 2012-2013 le cose vanno avanti ; voi sapete che nel 2014 Ecoambiente ha vissuto un grande momento di difficoltà di carattere finanziario perché i Comuni iniziavano, per motivazioni politiche, tecniche, a non pagare le fatture; pertanto Ecoambiente fu veramente in difficoltà finanziaria, e questo ha avuto delle ricadute che è elencato, se voi avete avuto la pazienza di leggere il piano di sostenibilità 2014, bilancio di sostenibilità che è pubblicato sul sito di Ecoambiente, lì c'è un bellissimo opuscolo fatto dal Direttore Generale che è iniziata una storia per noi, perché è un documento utilissimo, dove ci sono tutti i dati delle raccolte, di Comuni, ogni Comune singolo, quali sono gli onere finanziari, praticamente anche le penali che ogni Comune ha pagato per i ritardi di pagamento, gli interessi.
Tutto quello è specificato all’interno, quota differenziato, quanto anche economicamente è stato tornato ai Comuni, nel senso quanta è la ripartizione degli utili che vengono fuori dalla vendita della raccolta differenziata. Tutto questo è scritto in questo bellissimo libro che è stato fatto e condiviso dal Consiglio di Amministrazione appena mi sono insediato nell’ottobre del 2015. Logicamente si parla da sempre di fusione, Ecoambiente, Consorzio RSU.
La legge dice che dobbiamo semplificare, avere l'Ente politico e l'Ente gestore, non ci possono essere più Enti gestori all’interno. Noi in questo momento qua avevamo due gestori: avevamo un’azienda speciale che aveva come compito la gestione, ma insieme era anche azienda speciale ed Ente di bacino. Era praticamente controllata e controllore di se stesso.
Questo doveva portare alla semplificazione per la legge regionale, e portare quindi a separare l’atto politico, che è l'Ente di bacino, dall’atto gestionale, che è quella che poi ha fatto nascere Ecoambiente, e quindi la fusione che era in programma. Nel novembre 2014 l’Assemblea dei Sindaci, siamo alla vigilia del terzo anno di vita, del terzo esercizio finanziario da parte di Ecoambiente.
Il Consiglio di bacino si riunisce e i Sindaci decidono di portare avanti la fusione facendo la nomina del perito per quanto riguarda le stime. Che cosa prevedono le stime?
Prevedono che si facciano a delle istanze in Tribunale per la nomina del perito; cosa che non avviene perché poi il Consorzio e Ecoambiente allora, entrambe le realtà, preferiscono baipassare la parte perito per nominare dei tecnici di parte, che verranno fatti nel Dottor Carlin e nel Dottor Giampaolo Capuzzo, che furono i tecnici incaricati di fare le perizie.
Queste perizie, incarico dato all’inizio della primavera 2015, devono essere completate entro fine maggio, per essere poi applicate e arrivare a fusione nei tempi del primo semestre. C’è una particolarità: le perizie devono essere supportate dai bilanci di Ecoambiente e dai bilanci del Consorzio.
Ma c'è una seconda particolarità: dopo di questo, le perizie devono essere approvate dal Consiglio di Amministrazione e quello che succede è la cosa strana: praticamente le perizie hanno un termine di consegna che è posteriore all’approvazione del bilancio logicamente di Ecoambiente, che prevede allo stesso tempo anche la cessazione del Consiglio di Amministrazione in essere, quindi con l’approvazione del terzo esercizio finanziario, quindi maggio 2015, cessa di esistere il Consiglio di Amministrazione di Ecoambiente.
In base alla normativa, da questo momento in poi nessun atto straordinario, come l’approvazione per una fusione può essere attuato. Quindi di fatto si sapeva già in partenza che con l’approvazione delle perizie non poteva essere fatto perché il C.d.A. non c'era e soprattutto in una fase di prorogatio, che era quella di 45 giorni, il Consiglio di Amministrazione poteva fare solo ordinaria amministrazione ma non la straordinarietà, vista l’importanza di portare la fusione.
Successivamente ci fu il Collegio dei Revisori, ma questo era già ininfluente perché l’obiettivo 30 giugno, che era la scadenza delle perizie, era già andato a mare e quindi come tale non era più attuabile. Quindi qua per chiarire una volta per tutte che non ci sono responsabilità di fatto di dire “Mah, il Sindaco ha bloccato o non ha bloccato”.
Era già finita la storia prima ancora che il Sindaco si insediasse qui dentro, perché i tempi tecnici, i tempi della normativa erano già scaduti e non c'era il potere da parte di nessuno, almeno per parte di Ecoambiente, di poter fare qualsiasi atto che portasse alla fusione. E questo, permettete, non è una cosa che stiamo inventando, ma sono documenti alla mano e che sono qua a disposizione, quindi tranquillamente confrontabili.
Arriviamo poi al discorso dei tre mesi in cui ci sono i Revisori dei Conti, che anche questi portano avanti una parte di gestione ordinaria perché anche in questo momento qua loro stimolano e auspicano quanto prima la nascita del Consiglio di Amministrazione, che avviene nei primi di ottobre del 2015. Nel frattempo continua ad andare avanti la raccolta e il conferimento dei rifiuti viene su Sant’Urbano, perché la discarica di Taglietto è ferma.
C’è un problema: ci sono convenzioni, ci sono atti, che vengono firmati, ma c'è un addendum importante che parla, quando si parla dei finanziamenti che Ecoambiente doveva farsi in sostituzione del Consorzio per pagare l’appalto sulla discarica, un importo di 7 milioni di euro più 1.600.000 euro per quanto riguarda il separatore che aveva bisogno di una manutenzione radicale.
Ebbene, in questo addendum alla convenzione del maggio 2015, c'è un patto importante: c'è scritto che il finanziamento sarà attivato solo a fusione avvenuta. Perché? Perché logicamente era la capacità di Ecoambiente di sostenere una spesa per quanto riguarda un patrimonio che aveva, e non certamente per un patrimonio che non avesse avuto.
Ecoambiente ha una vita di società fino al 2050, ma una vita di gestione del ciclo integrato dei rifiuti fino al 31.12.2020. Abbiamo già iniziato il tramonto finanziario per arrivare, perché logicamente più ci avviciniamo alla scadenza di questo, meno il potere di ammortamento che l’azienda ha, è difficile da descrivere.
Voi capite benissimo che noi, quando compriamo un qualsiasi bene che mettiamo a patrimonio, non lo si ammortizza in un anno, ma soprattutto perché gli ammortamenti ricadono in tariffa, e quindi come tale le difficoltà che ci sarebbero è il rischio di aumentare terribilmente. Anche adesso teoricamente si potrebbe mettere a posto il separatore, buttare 1.600.000 euro? Sì.
Però come si fa a mettere 450.000 euro in ammortamento su un anno? Perché dovresti dividerlo. Invece quello che si fa in otto anni o in dieci anni lo devi mettere in quattro, comprimerlo.
Vuole dire che la tariffa schizza alle stelle e quindi mettiamo in difficoltà le famiglie polesane? E’ una valutazione di carattere non solo sociale, economico, ma anche pratico di quello che si può fare. Però in questi atti c'è scritto appunto “solo a fusione avvenuta”.
Logicamente l’appalto va avanti. Va avanti perché? Perché il Consorzio ha un impegno con la Regione, perché c'è un piano approvato, c'è un obiettivo da raggiungere, però ci manca la copertura finanziaria per arrivare.
Lo abbiamo visto anche nelle ultime dichiarazioni che il liquidatore ha fatto sulla stampa la settimana scorsa dove dice e dichiara che i 700.000 euro, che sono i canoni di affitto anticipati del 2016-2017 sulla discarica fatti da Ecoambiente, gli sono serviti per pagare i mutui o gli stati di avanzamento della discarica, e quindi è la testimonianza che la copertura finanziaria fatta sul lavoro della discarica è da verificare, e questo non è certamente compito mio farlo, ma è una deduzione che potete fare tranquillamente anche voi altri, o chi ha pratica su quelli che sono gli obblighi dell’Ente Locale per quanto riguarda gli appalti.
In particolare penso che l’Assessore Saccardin sappia che cosa vuol dire, ma chiunque faccia un po’ di tecnica. Arriviamo, diciamo a fatica, perché io mi insedio il 7 ottobre e, ancora prima di sottoscrivere la mia accettazione, mi trovo la sorpresa di dover trovare un accordo con il Consorzio prima ancora dell’insediamento.
Diciamo che dovevo sottoscrivere prima dell’insediamento un accordo in cui mi impegnavo a finanziare la discarica e altre cose, ed era un accordo condizionato: era nato prima l’uovo o la gallina?
Nel senso che se io non facevo l’accordo, difficilmente sarei stato nominato; ma se io non ero nominato, non potevo firmare l’accordo, perché di fatto c'era scritto, e su questa storia qua alla fine non abbiamo firmato niente ma siamo arrivati a una questione di gestione un po’ anche devo dire simpatica dal punto di vista dialettico, ma certamente difficile perché era stata una finestra di apertura in Ecoambiente che onestamente non mi aspettavo, pur essendo avvezzo a tante difficoltà sulla politica e sulla gestione.
Il Consiglio di Amministrazione nuovo, che è frutto di una difficile evoluzione e situazione, vi ricordate all’epoca Conferenze, Assemblee deserte, non deserte, colpa mia, colta tua, colpa del can delle volte si dice così, la famosa detta un po’ dialettale che usiamo, colpa di Romanello, che non è il cane ma Romanello - scusami non voglio confondere - ma ormai è diventato il centro del bersaglio, la sua faccia è sempre la faccia delle torte, il premio per chi lo colpisce prima.
All’interno abbiamo una struttura tecnica molto qualificata perché, a parte il sottoscritto che, diciamo, ho un curriculum mio personale professionale, ma non posso negare di non avere un passato politico, ma chi viene insieme con me è l’Anna Rubello che è un legale ed è la Schibuola che è una Consigliere Capogruppo della Lega di Villadose, che è un po’ viene scelta dal Consorzio proprio perché rappresenta un po’ il territorio, un po’ la zona della discarica e quindi viene a tutelare quanto meno tutte quelle operazioni.
Lì ci troviamo subito in qualche difficoltà con il Consorzio perché proprio l'Avvocato Rubello trova una sentenza della Corte dei Conti che ci dice che noi non possiamo investire sui beni altrui. Perché? Perché di fatto non potremmo investire su beni, io non posso andare dal Consigliere Menon e investire sulla casa sua, per quanto potremmo essere parenti, cugini, o alquanto simili perché facciamo il servizio, oppure proprietari in comune, però questo ci viene impedito.
C’è la sentenza della Corte dei Conti che ci impedisce di fare questo. Per cui andiamo avanti nell’evoluzione che poi ci ha portato alla convenzione dell’11 novembre, per trovare una soluzione a come dare una mano allo svilupparsi delle cose, perché andavamo ad avvicinarsi sempre di più alla scadenza della deroga regionale, della concessione della Regione di andare a portare i rifiuti in discarica a Sant’Urbano e contemporaneamente a Padova al termovalorizzatore per i rifiuti di Rovigo.
Scelte personali hanno fatto sì che Anna Rubello e la Schibuola hanno rassegnato le dimissioni.
Il Consiglio di Amministrazione si rinnova: entra per quanto riguarda il Comune di Rovigo l’Avvocato Rosolen, un’esperta di rifiuti, e quindi come tale molto inserita nell’ambiente, ha fatto presto anche a metabolizzare un po’ la storia, ed entra per la parte del Consorzio Ornella Astolfi, anche lei ex Sindaco e quindi come tale amministratore di esperienza, tentando di fare squadra e cercare di tirar fuori Ecoambiente da questa situazione un po’ infangata, diciamo che stiamo cadendo nella melma e quindi facciamo fatica a proseguire.
Arriviamo al momento top che è la convenzione 11 novembre. La convenzione 11 novembre che cosa prevede? Prevede che Ecoambiente si prende a carico la gestione delle due vasche nuove che si stanno facendo nella bonifica e ampliamento plani volumetrico.
Sono due vasche che conterranno alla fine circa 180.000 tonnellate di rifiuti. Su questo noi paghiamo due canoni di affitto perché la nostra scadenza, come dicevo, è il 2020, non abbiamo alcuna proroga, e facciamo un contratto, praticamente una convenzione in cui abbiniamo la parte gestionale con un crono programma che viene abbinato a questo, che doveva portare alla fusione entro il prossimo 31 marzo.
Nomina del perito, perché praticamente il Sindaco di Rovigo allora dice “Per non sapere né leggere, né scrivere, io voglio rappresentare tutti i Comuni della Provincia che già a novembre del 2014 avevano terminato la nomina del perito del Tribunale per quanto riguarda le perizie di stima”. Perché?
Perché leggendo un po’ sommariamente per quanto mi riguarda, molto più attentamente da parte del Direttore, le perizie che ci hanno consegnato, abbiamo trovato che c'erano delle imprecisioni, oppure quanto meno c'erano delle anomalie o c'erano delle correzioni da apportare.
Faccio un esempio sciocco: nel capitale del Consorzio viene riportata una pista ciclabile che era stata costruita a compensazione dal Comune di Villadose, ma voi sapete che una pista ciclabile regalata o andata per ricorso non può essere patrimonio. Facciamo fatica, è come se io regalassi un anello di fidanzamento e poi, dopo la rottura del fidanzamento, dico “Dammi indietro l’anello”.
Qualcuno me lo getterà dietro sicuramente, però che me lo dica, non credo che sia, ma soprattutto non lo posso mettere a patrimonio mio se la cosa è regalata. Fa parte di una cosa che era da rivedere e quindi come tale il Sindaco dice “Torniamo e facciamo un’istanza al Tribunale”. L’istanza viene respinta perché non sono indicati gli esatti motivi.
Praticamente nel Collegio di Revisione vengono inseriti degli articoli del Codice Civile che hanno la necessità di essere approfonditi, però ciò nonostante Ecoambiente si attiva e, attraverso il Professor Vella, trovano le motivazioni per arrivare a fare una nuova istanza, che però a questo punto qua il Consorzio non vuole più presentare. Perché? Perché dice “I tempi non ci sono”.
Praticamente l’istanza preparata dal Dottor Vella per accedere, che dà la motivazione per cui si richiede la nomina del perito, non viene più presentata e ci troviamo ancora adesso con le perizie dei due tecnici ancora sospese perché mai messe in bella copia, mai giurate e mai neanche discusse, perché logicamente sono messe lì, punto e stop. Io ho pagato puntualmente la nostra quota, però viene convocata un’Assemblea dei Sindaci per quanto riguarda il processo di fusione.
Voi vi ricordate che voi avete votate in Consiglio Comunale, mi pare a metà dicembre, l’avvio per la fusione; quello che non è avvenuto contemporaneamente dall’Assemblea dei Sindaci del Consorzio, i quali hanno disertato l’Assemblea, che si è svolta in questa sede; si presentarono solo quattro Amministrazioni rispetto al minimo 26, e minimo 51% di quote che erano necessarie.
Una scelta politica che ha fatto sì che l’istanza e il processo di fusione fosse subito interrotto e quindi senza nessun procedimento perché i ritardi hanno portato poi a essere ancora qui in attesa di una decisione.
Però nel frattempo Ecoambiente è ligia a quanto firmato e versa la seconda trance dei 700.000 euro il 15 dicembre 2015 per saldare le sue competenze perché teoricamente, secondo la convenzione, dal 1° gennaio 2016 noi dovevamo entrare in gestione della discarica, e quindi con la fine dell’emergenza a Sant’Urbano, dovevamo conferire rifiuti in Taglietto 1 a Villadose.
Cosa che non succede perché il collaudo dell’80% delle vasche viene fatto a fine anno e quindi da fine anno in poi tutta la parte burocratica, di gestione, c'è un cantiere in essere, c'è un altro 20%, ci sono delle perizie, fa sì che siamo ancora qua e stiamo aspettando. Però c’è l’emergenza rifiuti.
Voi sapete che per due giorni a fine anno abbiamo avuto tutti i siti carichi, abbiamo preso a noleggio anche altri mezzi per stoccare i rifiuti in attesa che venisse risolta l’emergenza e la Regione ci desse una proroga. Il 3 dicembre mattina, io, il Direttore e l’Avvocato Montini ci siamo recati in Regione. Ci siamo recati in Regione per che cosa?
Perché volevamo capire un po’ cosa stesse succedendo, ma soprattutto capire qual era la possibilità di proporre innovazione, di non subire passivamente quello che stava succedendo sul sistema, perché il partner del separatore era un problema importante.
Esiste una valutazione di impatto ambientale, un processo e un progetto in cui dice che tutti i rifiuti che vanno in discarica devono essere pretrattati al separatore di Sarzano, ma il separatore di Sarzano è fermo da un anno e mezzo; necessita di 1.600.000 euro di investimenti che nessuno ha, oppure quanto meno quando Ecoambiente l’aveva proposto nel 2014, Nicoli Presidente, viene detto “No, lascia stare, ferma tutto, non stare a procedere su questo”, e anche in questo c'è un’Assemblea dei Soci dove viene fuori che dicono “Ferma, non fare finanziamenti in attesa di sviluppi diversi”.
E quindi Ecoambiente si ferma anche sulla ricerca del finanziamento per quanto riguarda il separatore di Sarzano. Poi più passa il tempo e più aumentano le difficoltà. Logicamente gli anni passano, i mesi passano, e il potere di ammortamento che dicevamo prima sull’intervento diventa sempre più difficile, anche se il bene è in concessione.
Però è in concessione troppo breve rispetto al tempo dell’ammortamento. Andiamo in Regione e in Regione ci spiegano, perché noi ci siamo accorti che a Sant’Urbano i Comuni lì vicino vanno a Sant’Urbano con i rifiuti diretti. Allora ci spiegano che ci vanno con tutti i rifiuti che hanno un contenuto di umidità inferiore al 15%.
Voi sapete che la Regione ha aderito al PAES, cioè ha aderito a un sistema di politiche che sono quelle che riguardano tutto quello che riguarda l’impatto ambientale, non solo puntuale ma anche globale.
Praticamente viene fuori che l’energia che si utilizzerebbe per far funzionare il separatore, e quindi l’imbatto ambientale, sarebbe maggiore rispetto al beneficio di separare l’umido da un contenuto rifiuti di 49 Comuni veramente basso, perché stiamo parlando di dati analitici forniti dal Consorzio e non da Ecoambiente; stiamo parlando di un punto di umidità su questi qua che va dal 6 al 10%, quindi ampiamente inferiore.
Quel tanto che ci dicono “Mah, il principio che noi utilizziamo per Sant’Urbano, lo potete utilizzare anche per Taglietto 1”, quindi vuol dire che 49 Comuni possono andare secondo questa teoria direttamente in discarica, mentre il Comune di Rovigo continuerà, fino a quando non approverà l'evoluzione del sistema di raccolta, che dopo vedremo, e il suo contenuto di umido nel rifiuto secco scenderà sotto soglia 15%.
Ne parliamo logicamente con l'Amministrazione Comunale, con il Sindaco, ne parliamo ancora, e il pomeriggio di quel giorno c'è l’Assemblea dei Soci. Logicamente il Sindaco percepisce la cosa e ci dà subito l’incarico per arrivare poi a quello che siamo arrivati: arriviamo il progetto di rivisitazione del ciclo dei rifiuti. Andiamo in Assemblea e facciamo presente questo tipo di necessità.
Oltre che al piano industriale, 3 dicembre 2015 a pomeriggio, facciamo questo progetto sul separatore in cui diciamo che il separatore lo vogliamo rimodernare, non lo vogliamo eliminare ma lo vogliamo rimodernare, lo vogliamo portare a far sì che, oltre al separatore secco-umido, ci possa essere una lavorazione del rifiuto. La lavorazione del rifiuto che cosa vuole dire anche? Vi spiego.
Noi a Rovigo abbiamo le campane della plastica. Quando nella plastica ci buttano dentro i contenitori della plastica, accompagnata dal sacchetto di carta, lo vediamo tranquillamente chi gira che mette nella sportiva dove dentro ha degli abiti, mette le bottiglie, e poi versa l’intero contenuto nel contenitore della plastica. Quel carico lì è un carico inquinato.
Quando andiamo a conferirlo in chi lavora la plastica, ce lo contesta, ci penalizza, non ci riconosce il coso, ma non ci riconosce l’indennità dell’accordo per un periodo, abbiamo una sanzione, e quindi ci porta a un minor guadagno, quindi vanifica lo sforzo che fanno tantissime altre persone. Ecco che già il fatto di potercela lavorare in casa potrebbe voler dire anche cercare di pulirla e di avere un maggior guadagno rispetto a questo.
E la possibilità di lavorare il vetro, separarlo per colori, vuol dire anche aumentare i guadagni; oppure anche cercare di estrapolare dal sistema rifiuti la maggior parte di recuperabile, il legno. Poi vedremo nel sistema quanti altri rifiuti ci sono all’interno del secco e così via, che sono riciclabili e recuperabili. Il 3 dicembre, insieme a questo sistema, c'è anche il budget, c'è il piano che riguarda il 2016, il piano dei servizi.
Nel piano dei servizi c'è la famosa meccanizzazione, c’è il servizio carta; è un servizio carta che già sperimentalmente è provato in una parte del territorio polesano, alcuni Comuni pilota si sono offerti o hanno chiesto per provare e testare questo tipo di servizio con successi, con ottimi risultati sia dalla parte economica e sia anche come qualità del servizio, perché logicamente è la fine della storia delle cataste nella raccolta porta a porta di rifiuti fuori dalla porta alle intemperie e robe del genere, ma anche un po’ di ordine perché ci sono tutti questi bidoncini da 120 litri o più piccoli che sia, che però creano ordine, sono protetti e anche facili da spostare e da lavorare.
Tutto questo passa: il 100% dei soci passa. Voi sapete che Ecoambiente ha una cosa particolare. Il Comune di Rovigo ha il 66%, più il 20% sulla quota del Consorzio, però il suo 66% socio da una parte e il Consorzio con il 33%, tutti gli atti devono essere approvati con l’80% delle quote.
Quindi o c'è l’unanimità, o non si va da nessuna parte. L’unanimità esiste perché - è a verbale - sia il concordo da una parte e sia sta bene dall’altra, per quanto riguarda sia il separatore, e sia anche per il budget della meccanizzazione e così via. Il giorno 9 dicembre c'è un incontro in Provincia, perché ci avviciniamo sempre di più alla scadenza di fine dicembre.
In Regione ci dicono “Mi raccomando fate presto perché non vogliamo arrivare come ad agosto, dove dobbiamo far rientrare il Vice Presidente dalle ferie per farci firmare il decreto di proroga dei termini per quanto riguarda Rovigo”. Infatti noi arriviamo talmente presto, che arriviamo il giorno dopo di Natale, il 28 dicembre, facendo un’altra volta arrabbiare un po’ tutti. Ci fermiamo in Provincia.
In Provincia viene confermato quanto determinato il 3 dicembre, per cui Ecoambiente si mette in movimento, comincia a fare i primi acquisti, fa i calendari, comincia a organizzare i servizi. Logicamente fa tutto quello che è necessario per quanto riguarda questo.
La cosa viene confermata l’8 gennaio, un incontro organizzato da Ecoambiente per quanto riguarda il discorso del separatore e di quello che ne va avanti, perché nel frattempo il 29 dicembre la Regione ci concede altri tre mesi di proroga, perché la discarica non è pronta, ma in questa cosa qua c'è scritto qualcosa di particolare: primo, è un’introduzione piuttosto piccante nei confronti della comunità polesana che sta gestendo i rifiuti; ma, secondo, c'è una parte che dice a chiare lettere “Premesso che” o “Constatato che”, adesso non mi ricordo, “che chi va in discarica con un contenuto di umidità inferiore al 15%, può essere considerato secco, pari al secco tale e quale”.
Quindi possiamo andare tranquillamente in discarica senza passare per il separatore.
Questo logicamente dà a un certo punto forza ad Ecoambiente e al sintema rifiuti perché logicamente possiamo andare direttamente, Rovigo sta facendo un percorso particolare perché non rientra, però ci dà la possibilità di lasciar perdere il separatore; il Sindaco di Rovigo dice “Una proiezione di miglioramento me la posso prendere come responsabilità politica”, per dire “Andiamo avanti ancora un po’ sul termovalorizzatore perché credo in un qualcosa di meglio che viene dopo.
Quindi so benissimo che dopo andremo a migliorare e quindi, come tale, posso prendermi questa responsabilità”, e andiamo avanti su questa roba qua convintissimi. Il 1° febbraio nel frattempo c'è la questione dell’AIA. Cosa è l’AIA?
E’ l’autorizzazione di impatto ambientale che deve rilasciare la Provincia sulla discarica, che deve passare tra noi, i lavori stanno andando avanti e la consegna non avviene, ancora oggi abbiamo mandato una lettera, ancora anche ieri, in cui stiamo cercando di avere la documentazione definitiva perché dobbiamo portare dentro mezzi, uomini, e ci mancano ancora i documenti, abbiamo i piani di sicurezza che devono essere ancora completati. Perché?
Perché abbiamo contemporaneamente che il loro responsabile della sicurezza si sposa anche, quindi si sposa, va in viaggio di nozze e, fatalità, il giorno dell’appuntamento lui è in America e il nostro responsabile della sicurezza è là in cantiere che lo aspetta, e scopriamo che lui si è sposato e che quindi come tale anche questo porta al ritardo. Sono sceneggiate un po’ così, strane, che però accadono in questo momento di grande stranezza che ci coinvolge un po’ tutti quanti.
Vi rubo ancora qualche minuto, scusatemi, ma credo che sia interessante più che altro avere una panoramica, che non è una panoramica viziata dalla mia impressione, ma è tutto documentabile, non stiamo inventandoci niente di quello che non sia tutto scritto su carta, non solo da me ma dalle varie corrispondenze che tra i vari protagonisti del sistema, Provincia, Regione, Consorzio, Ecoambiente, Comune, perché poi parleremo anche del bilancio o del canone consortile che ci arriva nel frattempo tra capo e collo, che logicamente ci scombina tutto il tessuto anche finanziario su cui noi stiamo vivendo come società.
Arriva questo e andiamo avanti. Il 1° febbraio ci arriva la comunicazione della Provincia che ci chiede di procedere come concordato, cioè nel senso di passaggio del’AIA, domanda dell’AIA per eliminare il separatore momentaneamente in attesa di rivoluzione per proceder.
Qualche giorno dopo, esattamente il 12, ci arriva la lettera del Consorzio che non è più disponibile a baipassare il separatore; non è più disponibile a baipassare il separatore e quindi ci ripone il suo problema iniziale: chi investe sul separatore per rimetterlo in moto? L’intervento tampone di 200.000 euro, 300.000 euro, è un intervento a tampone che potrebbe durare uno, due, tre, quattro mesi, ma non certamente è fatto...
Le fotografie sono...... di biostabilizzazione sono ormai tutte logorate e quindi sopra di questo ci sono i macchinari che passano, cioè dei pesi che devono supportare, quindi è anche rischioso per i nostri operatori stessi oltre tutto quanto. Necessita di sostanza. Il progetto, rapportato a loro, di 1.600.000 euro per fare un separatore secco-umido, un separatore da 109.000 tonnellate, quando ormai in Provincia di Rovigo ne produciamo neanche 50.000 nel totale.
Quindi è un separatore anche molto sovra dimensionato, perché frutto di un sistema dei rifiuti 1990. Non stiamo parlando di un sistema di rifiuti diverso, come è l’evoluzione delle normative anche comunitarie, italiane, regionali, che dobbiamo applicare, o quanto meno ci invitano ad applicare.
Ed ora siamo fermi, in questo momento qua il Consorzio non ha i soldi per investire sul separatore, noi non abbiamo i soldi per investire sul separatore, la Provincia attende il passaggio dell’AIA che noi ci prenderemo per le due vasche, perché contemporaneamente c'è una perizia di variante in corso sull’opera perché stanno mettendo su delle parancole, che stanno facendo delle operazioni che non erano previste in progetto, e quindi come tale delle altre operazioni che non può andare avanti, e quindi ci mette che esiste il cantiere Consorzio, contemporaneamente alla coltivazione della discarica da parte di Ecoambiente, e quindi noi ci prendiamo a carico l’AIA solo a livello di dire quanto vale le due vasche parziali; e poi successivamente, quando i lavori saranno collaudati e terminati, in funzione di quello che accadrà anche per Ecoambiente e per la gestione dei rifiuti, potremmo anche verificare il passaggio di quello che succederà.
Abbiamo investito come sapete 485.000 euro di macchine, le abbiamo presentate la settimana scorsa; sono macchine che noi avevamo già prenotato per fine anno. La Caterpillar ce le ha gentilmente stoccate nei loro piazzali, però adesso i tempi erano ormai.... Era impossibile, tanto che le abbiamo messe provvisoriamente in una situazione, anche perché dovevano essere in un capannone non agibile, perché le domande di agibilità dei capannoni sono state fatte recentemente.
Sono cose che basta andare dal Sindaco Gino Alessio di Villadose per chiedere se le pratiche di agibilità sono state presentate e quando sono state presentate. Gino Alessio l’abbiamo incontrato la settimana scorsa nel tavolo degli otto Sindaci e ha confermato lui stesso che non aveva ancora visto le pratiche. Siamo arrivati.
Adesso noi siamo pronti, siamo anche disponibili ad avere una consegna provvisorio del sistema, pur di iniziare il 29 marzo ad andare all’interno e cominciare a portare i rifiuti, però siamo in attesa, oltre che del passaggio dell’AIA, delle indicazioni per quanto riguarda il Comune di Rovigo perché logicamente bisogna che sia la Regione che ci autorizza ad andare fuori territorio per il termovalorizzatore, ma nelle more del rientro e dell’efficienza del sistema di raccolta che noi cerchiamo di portare avanti con tutti voi e spero con tutta la città.
Bilancio e canone consortile. Noi abbiamo un budget. A inizio anno viene fatto un budget, e poi puntualmente noi abbiamo che a consuntivo, cioè nell’anno successivo, a bilancio consuntivo vengono fatti i conti e ricaricati sulle Amministrazioni Comunali, che li paga l’anno successivo ancora.
Ecoambiente non ha obiettivi di utili. L’obiettivo di Ecoambiente è zero, bilancio a pari alla fine, quindi tutto quello che è passività, sono oneri finanziari che Ecoambiente si fa attraverso dei fidi che si fa nei vari Istituti di credito, e quindi sono delle scoperture che si fa. Però logicamente, mettendole in pari come conguaglio, riesce a gestire la parte finanziaria.
Il budget costruito a marzo del 2015 non contempla questa cosa. Contempla un canone consortile a 9,70 euro. Però il Consorzio approva, diciamo che il commissario liquidatore approva un bilancio, fa una delibera di bilancio a settembre 2015, di fatto si sostituisce ai Consigli Comunali, a tutto quanto, e approva un aumento del canone consortile da 9,70 euro a 14 euro e rotti.
Le motivazioni sono spese straordinari quali spese legali, analisi, e altre cose. Questo, chiedendo il conguaglio retro attivo dal 1° gennaio, porta sì che abbiamo una richiesta di più di 220.000 euro, che non abbiamo. Non solo non abbiamo noi come potenziale, perché vuol dire andare, ma non abbiamo perché non è nel nostro budget, quindi non è autorizzato e non è stato autorizzato dei soci.
Non deve essere autorizzato da una parte e basta, perché il budget va presentato a tutti i soci. Rientra nei piani finanziari. Noi scriviamo ai Comuni disponibili a fatturarli, quanto meno avere la copertura.
Lì ci arriva la lettera del Comune di Rovigo il giorno 16 dicembre in cui ci dice “Alt, stop, qua non c'è il rispetto della 267, per cui noi non riconosciamo questo aumento del canone consortile”. La stessa cosa ci scrivono altri Sindaci e ci dicono “Non accettiamo conguagli perché non c'è la copertura finanziaria, perché siamo oltre il termine del 30 novembre, per cui il tempo dell’assestamento, non si possono fare modifiche di bilancio”.
Ognuno fa una modifica diversa, pertanto diversi Comuni ci dicono di non applicare questo tipo di conguaglio.
Noi l’abbiamo inserito nel budget 2016 perché nel budget 2016 dà la possibilità di averne la copertura e quindi, come tale, cominciare subito a restaurare perché non è competenza nostra riconoscere, è un po’ come l’Enel che deve recuperare il canone della tv: non contesta alla RAI se il canone è equo o non è equo, cioè non è competenza mia che faccio solo l’esattore in questo momento qua di un canone, ma rimane in capo ai Comuni. Adesso siamo ancora in questa situazione.
Noi andiamo avanti a pagare i canoni che abbiamo fissato e poi, quando ci sarà l’Assemblea che ci darà il via libera al budget, nel budget ci sarà anche l’aumento del canone consortile, lì 26 teste e il 51% delle quote sono sufficienti perché la cosa sia approvata per l’intera comunità e quindi come tale noi daremo atto a ciò. Io con questo spero di essere stato abbastanza esaustivo, ma siamo qua a disposizione con il Direttore sicuramente a implementare le spiegazioni, le notizie, quello che volete sapere. Grazie.