Persona · attività documentata

Luigi Paulon

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
794
Sedute con interventi
104
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

ConsigliereDal 3 luglio 2006 al 26 luglio 201855 osservazioni documentali
. Consigliere F.I.Osservato il 12 settembre 20061 osservazione documentali
Consigliare F.I.Osservato il 20 marzo 20071 osservazione documentali
AssessoreDal 30 giugno 2011 al 28 gennaio 201952 osservazioni documentali
Presidente di EcoambienteOsservato il 22 marzo 20161 osservazione documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

23 febbraio 2017

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

8 interventi
Intervento n. 7
Pagine 5–7
Punto 1

Interrogazioni e interpellanze”..................................................................................................4

Assessore

Leggi intervento

Grazie, Presidente. La ringrazio perché dà occasione di dire anche quelle che sono le attività che l’Amministrazione comunale sta facendo. Indubbiamente, credo sia fuori dubbio che il trasporto pubblico locale di Rovigo copre per il 16% quello che sono le spese, contro un riconoscimento da parte della Regione del 35%.

Quindi la Regione spinge per andare a incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico locale per arrivare alla copertura minima del 35%, oltre alla quale la Regione sarebbe anche in difficoltà. Quindi esige, di fatto, un adeguamento, uno studio per portare ad innalzare questo tipo di media. L’altra cosa di cui ci siamo accorti: a), possiamo dire che nei collegamenti con alcune parti del territorio, spesso e volentieri, incontriamo le corse vuote.

È notorio, per esperienza personale e diretta, che la corsa delle 15.40 del pomeriggio, che viene da Fenil Del Turco, è sempre vuota, non c’è mai un utente. Quindi, di fatto, cosa porta? Porta, sì, che nascono delle priorità, che l’Amministrazione comunale ha fatto.

Perché questa scala di priorità, intanto?

Perché non abbiamo la certezza di una continuità di finanziamenti costanti per i nove anni, quindi siamo obbligati, onde evitare di dovere stravolgere ogni anno, ogni due anni, tutto l’intero parco corse, a fare degli step, lo step essenziale, lo step essenziale meno uno, lo step essenziale meno due, lo step essenziale meno tre e così via, in maniera tale che, se dovessero diminuire i trasferimenti, logicamente si va a ridimensionare il servizio, eliminando lo step con un meno maggiore.

È logico che lo step numero 1 è i servizi alle scuole, i servizi sanitari, i servizi sociali e alcuni collegamenti prioritari con le frazioni, è logico che, per portare la gente a Rovigo a lavorare, se vogliamo potenziare questo, dobbiamo anche permetterci di portarli a lavorare e di andarli a prendere e quindi, come tale, è necessario fare anche una revisione totale degli orari, le coincidenze stesse, troppo spesso vediamo che gli autobus e le ferrovie, pur essendo Bus Italia e Ferrovie della stessa compagnia, sono sfasati quel tanto che chi arriva in treno o chi parte in treno non riesce ad andare con l’autobus o perché il treno arriva troppo tardi o perché troppo presto, perché c’è uno sfasamento orario.

Questo è uno dei lavori, che dobbiamo fare. L’ufficio trasporti sta predisponendo un quesito, d’accordo con l’ingegner Serafino, che è il consulente, per quanto riguarda il solo trasporto della Regione, della Provincia e del Comune, quindi abbiamo preso un tecnico consulente che sia in grado di mettere insieme tutte e tre le problematiche e di andare a costruire un sistema di trasporto che sia finalizzato proprio a razionalizzare.

Per quanto riguarda l’utilizzo di trasporto, abbiamo già discusso con l’amministratore unico del Censer, per poter utilizzare - e questa sarebbe una cosa ambiziosa -un futuro di razionalizzazione Pag. 5 di delle corse proprio per evitare l’intasamento del centro, di utilizzare il parcheggio del Censer come un parcheggio per i lavoratori pubblici, per i lavoratori del centro storico, dando a questi la possibilità di avere un bus navetta che li porti all’interno.

È un’area che è sottoutilizzata per almeno 340 giorni all’anno perché è occupata in occasione della fiera o di qualche esibizione, in occasione delle quali lo dovremo lasciare libero e quindi dedicare al Censer le proprie aree, quindi ridimensionare la cosa, ma poter utilizzare per tutto il resto dell’anno questo parcheggio.

È logicamente che non sarà un parcheggio gratuito, perché non lo può essere, ma pensiamo che sia economicamente vantaggioso perché avere il trasporto, la macchina magari custodita perché ci sono le telecamere e avere la gente che ti porta al lavoro e che ti porta a prendere la macchina con la massima facilità, è sicuramente una cosa utile per quanto riguarda i lavoratori stessi.

E quindi introducendo la sosta permanente, dalle otto e mezza per esempio, in modo tale che i lavoratori del Comune, della Provincia, del Tribunale, dei servizi in genere, che debbono essere in centro, di poterla utilizzare, secondo noi è una cosa utile e per cui si può avere un maggior utilizzo dei parcheggi a rotazione in centro, che è l’altra finalità della manovra per diminuire sicuramente l’impatto sulla gente, avere una maggiore quantità di parcheggi a pagamento a rotazione liberi, e quindi in modo tale di avere la possibilità per gli utenti di non girare tanto per diminuire anche la parte di inquinamento perché logicamente più uno gira più inquina.

Una delle priorità, che affronteremo sicuramente, di cui lei giustamente ha parlato, sarà sull’impatto ambientale per ciò che concerne la tipologia dei mezzi. È notorio che la parte “gasolio” è un grande produttore di polveri sottili, è dimostrato che più i mezzi sono vetusti e più vanno a bassa velocità, soprattutto con combustibile a diesel, più è alto il tasso di polveri sottili che emettono.

Quindi anche questa è una delle priorità: cercare combustibili alternativi, a metano o elettrici, dipende anche da quella che è la gestione del futuro gestore, che dovrà mettere in campo per quanto riguarda il trasporto urbano, almeno per quanto riguarda l’anello stretto del centro abitato perché poi le frazioni, sappiamo benissimo, le difficoltà saranno maggiori, però quantomeno riguardo al centro abitato. Questo è per quanto riguarda il TPL.

Per quanto riguarda la convocazione, che abbiamo avuto in Regione, insieme all’assessore ai trasporti De Berti, ci è stato comunicato che ci saranno dei ridimensionamenti a causa di cali di trasferimento da parte dello Stato sul settore trasporti alle Regioni, e quindi, come tale, anche qui dovremmo essere pronti, assessore Moretti, mi conforti, a rivedere qualcosa perché di fatto stanno facendo i conti di qual è l’incidenza dei milioni di euro di diminuiti trasferimenti sul trasporto, ma quello che viene più evidenziato è che, oltre alla vetustà delle macchine, c’è anche il problema del personale.

Spesso e volentieri, i macchinisti, formati da Sistemi Territoriali, trovano molto più appetibili i lavori fatti dalle Ferrovie Italiane, quindi c’è una migrazione del personale formato che passa dalle dipendenze della Sistemi Territoriali verso Ferrovie Italiane, che è cosa che purtroppo succede e questo crea dei problemi perché malattie, assenze improvvise succedono all’ultimo secondo e non avendo un quantitativo di macchinisti o di conduttori tali da poter avere le riserve pronte, qualche volta succede che sostituiscono i treni con le corriere, cosa su cui sia Sistemi Territoriali sia la Regione Veneto sia anche i Comuni del territorio hanno detto che non sono convenienti, nel senso di dire: “O facciamo una cosa o ne facciamo un’altra perché è assurdo”, è assurdo che noi abbiamo - faccio un esempio - su Rovigo - Lendinara o su Lendinara - Badia ci siano il treno e la corriera che praticamente si sovrappongono l’uno con l’altro oppure che i servizi siano sfasati, nel senso che, se alle nove c’è il treno, non può esserci alle nove e cinque la corriera, la corriera sarà alle dieci e magari il treno alle undici in modo tale che la frequenza possa essere questa.

Il Comune di Rovigo che posizione ha preso? Il Comune di Rovigo ha lasciato logicamente allo studio delle Ferrovie, di Sistemi Territoriali quello che riguarda l’ammodernamento della linea e la risoluzione dei problemi. Abbiamo evidenziato due cose noi.

Per primo abbiamo evidenziato la tempistica per quanto riguarda i passaggi a livello, che sono troppo lunghi, specialmente Tassina, Sant’Apollinare e San Sisto che, tante volte, compromette o mette a repentaglio la sicurezza dei cittadini. Spesso e volentieri, purtroppo, o mal volentieri, troviamo ambulanze ferme ai passaggi ai Pag. 6 di livelli in attesa di andare a soccorrere qualcuno.

Non dimentichiamo che Sant’Apollinare e Ceregnano sono separati dalla barriera delle Ferrovie. La seconda cosa, abbiamo chiesto, proprio perché sentito dai giovani e da parte dei lavoratori, una linea veloce che riguarda la Rovigo - Verona per quanto riguarda almeno la mattina e alla sera, proprio per permettere a lavoratori pendolari e studenti che si devono recare su Verona o su altre zone, oppure di venire in città, così da poter avere un viaggio più celere.

Il problema non è di carattere tecnico, ma di carattere politico, il problema politico è: quali sono le stazioni da saltare per diminuire i tempi di viaggio, è normale che i tempi di viaggio sono in funzione anche della velocità sulla quale si transita nelle stazioni e della quantità di stazioni in cui bisogna fermarsi.

Siamo rimasti a questo punto, avremo dalla Regione, in un primo futuro, altri incontri, altri tavoli per poter discutere, anche rispetto al razionalizzare i passaggi a livello, essendo disponibili anche a fare qualche tipo di investimento per agevolare l’Amministrazione comunale, cioè sopprimere i passaggi a livello a favore di strade, di viabilità diversa.

Questo apre a un ragionamento che abbiamo già fatto presente all’Ingegner Fasiol, che è il dirigente del settore, per avere un confronto perché, insieme con l’Assessore ai Lavori Pubblici, ci potremo anche recare per risolvere alcuni problemi di carattere viabilistico, magari sacrificando qualche passaggio a livello secondario ma per favorire una ristrutturazione viaria possibile sulla città. Grazie.

Intervento n. 39
Pagina 15
Punto 1

Interrogazioni e interpellanze”..................................................................................................4

Assessore

Leggi intervento

Grazie, Presidente. Per quanto riguarda l’asilo notturno la storia la possa raccontare da quando sono arrivato ai servizi sociali, e quindi dal mese, più o meno, di settembre - ottobre. Quando siamo arrivati c’era questa fase progettuale, che mancava e sulla quale abbiamo costruito qualcosa.

Nel frattempo io ho fatto un errore ed è un errore, che è stato fatto, a causa di questo: un venerdì alle 11.00 si è presentata una famiglia con uno sfratto esecutivo, cioè sfrattata, già buttata fuori di casa, si è presentata ai servizi sociali di venerdì alle 11.00. E aveva bisogno di avere un rifugio perché era con due bambini ed era incinta. Ho chiesto: “Dove la mettiamo?”, nessuno lo sapeva.

Abbiamo chiamato in giro varie situazioni, alla fine ad una persona, a un collaboratore è venuto in mente: “Chiediamo a Zagatto” di Porta Allegre e lui ha le chiavi dell’asilo notturno, che gestiva. Io ho detto: “Aprilo per cortesia”, l’abbiamo aperto perché questi signori qua potessero dormire lì il weekend e avere la settimana successiva il tempo necessario per fare... Sennonché purtroppo questo non è successo perché si sono piantati lì e non se ne sono più andati.

Tra l’altro era una situazione abbastanza delicata e complessa, non vi racconto la storia di quella famiglia, che non c’entra niente su questo, però attraverso l’azione congiunta dei servizi sociali, dell’Avvocato del Civico e dell’Avvocato di Strada siamo riusciti, solo ultimamente, a trovare la quadra in maniera tale che loro uscissero dal rifugio e che l’Amministrazione comunale riconoscesse un ulteriore aiuto economico per andare sul libero mercato a trovarsi un affitto perché nella graduatoria sia degli alloggi parcheggio, quindi di emergenza, sia degli alloggi sono molto lontani perché non hanno l’anzianità, perché sono freschi di entrata come residenza a Rovigo, per cui solo ultimamente se ne sono andati o se ne stanno andando e quindi non potevamo avere a disposizione l’immobile per metterlo a servizio.

Questa è la motivazione per cui siamo arrivati al 2 di febbraio.

Intervento n. 107
Pagine 41–43
Punto 2

Relazione del Commissario Straordinario Regionale IRAS, Avv. Tiziana Stella”........................19

Assessore

Leggi intervento

Grazie, Presidente. Intanto faccio alcune osservazioni. Primo, mai una volta dalla bocca di nessun amministratore è uscita la parola “centro commerciale” oppure “rivisitazione” di Casa Serena.

Mai una volta. Abbiamo parlato, sì, di come risolvere un problema in un momento particolare della struttura. Non dimentichiamo una cosa importante, che gli accrediti non li fa il Comune, li ottiene l’IRAS, come li ottiene qualsiasi struttura che si rivolge con dei motivati motivi alle strutture regionali e competenti.

Da lì nasce il libero mercato perché le quote, i soldi sono in testa al paziente, non più come una volta quando i soldi erano della struttura e quindi, come tale, la struttura si riempiva perché lì c’era il posto e c’erano le coperture finanziarie, adesso gli accrediti sono in base...

Quindi la competenza, che noi abbiamo come politica, come Ente e come istituto è quello di rendere l’IRAS appetibile, accogliente in maniera da attirare l’ospite e fare capire che l’ospite in IRAS è sicuramente nel migliore ambiente possibile per andare purtroppo a concludere il loro percorso di vita. Perché questo è. C’è un particolare interessante perché siamo in un calo di tendenza tra i non autosufficienti e autosufficienti?

È normale: si chiamano costi, si chiamano normative, si chiama SAD, si chiama anche economia perché non dimentichiamo sono accompagnati generalmente da pensioni, famiglie, situazioni particolari nelle quali c’è anche un incentivo affinché questi possano rimanere ospiti a casa.

E non dimentichiamo una cosa: nella politica di ognuno di noi ci siamo sempre riempiti la bocca che è meglio che un familiare rimanga a casa, insieme ai suoi cari, piuttosto di essere negli istituti di ricovero perché nella politica ne abbiamo sempre parlato e abbiamo sempre condiviso questo percorso, per cui non meravigliamoci, anzi, diciamo, è una buona cosa che ci sia meno autosufficienza perché vuol dire che gli autosufficienti sono più utili alla comunità, alle loro famiglia e possono essere indipendenti e godersi la vita in maniera diversa rispetto a quella della circoscritta all’istituto di riposo.

Il piano industriale. Il piano industriale della dottoressa, non per prendere la sua difesa o le sue parti, ma sarà difficile fare un piano industriale finché tra Amministrazione comunale, Azienda sanitaria e ATER non abbiamo chiuso il tavolo perché è il tavolo dove ci sono delle economie, dove ci sono delle risorse da mettere insieme, non si può fare certamente se non parzialmente, quindi credo... posso anticipare la sua risposta quasi. Pag.

41 di Ma qual è la posizione del Comune? Non è né più né meno di quello che abbiamo detto ai suoi predecessori, tante volte abbiamo fatto incontri, incontri privati e pubblici, mezzi pubblici, sindacati, organizzazioni, personale, riservatissimi, per parlare di cosa?

Di come venire fuori dalla crisi, di come venire fuori, di come stimolare la gente, dal fatto di diminuire le rette in maniera inopportuna, è stato fatto come atto, mi ricordo, senza il parere dei revisori dei conti, e quindi creando di fatto un possibile danno erariale all’Amministrazione, ma anche successivamente quando abbiamo parlato di come utilizzare le strutture.

Non dimentichiamo che dieci anni fa, quando fu investita una grande risorsa economica e finanziaria, grazie alla Fondazione della Cassa di Risparmio, una scuola di cucina, finalizzata a che cosa? Non dovevano essere le cucine della IRAS e basta, ma dovevano essere le cucine della comunità, dove l’Amministrazione comunale poteva delegare l’IRAS a fare i pasti per tutte le scuole, dove l’Ente e il Comune spende milioni di euro all’interno di questo.

Questo è il piano industriale, queste sono le cose, che sono state puntualmente non fatte, ma non fatte da chi? Ma non da questi, ma sono fatti della storia e quelli che hanno portato nel tempo ad aggravare la situazione finanziaria perché quello che era un progetto è stato accantonato. Di questo parliamo.

Parliamo anche del fatto di cominciare a lavorare insieme tra l’Ente e l’IRAS attraverso l’utilizzo di tutte le maestranze, c’è stato un periodo in cui si diceva, ma credo che lei possa confermarlo, che gli standard sono in esubero, quindi vuol dire che abbiamo più personale rispetto agli ospiti. Questo cosa vuol dire? Abbiamo del personale in più?

Dobbiamo cominciare a pensare a come questi possono essere utilizzati.

E allora ecco che noi abbiamo i servizi su cui possiamo utilizzare, ma abbiamo bisogno di lavorare insieme tra Comune, Azienda, Azienda Sanitaria, Regione per cominciare a fare quell’operazione di trasformazione aziendale che porti ad essere l’IPAB un’azienda speciale nella quale far confluire quei servizi che l’Amministrazione comunale fa, con gare, con appalti, e fare anche da ammortizzatori economici, ma ad avere dei servizi garantiti da personale formato e sicuro nel sistema pubblico e di avere la possibilità di creare quell’indotto tra la persona, che viene curata a casa e che, nel caso in cui diventa più difficile, poter migrare tranquillamente in un flusso normale verso la casa di riposo e verso l’IRAS perché questo è un processo, anche di mercato, se vogliamo dirlo, nel senso che andiamo a curare fin dall’inizio tutta la terza, la quarta età e di cominciare che il sistema pubblico, fatto tra il Comune, l’Azienda Sanitaria e appunto l’Istituto che possa creare un indotto che porta ad andare dal SAD, quindi ai servizi di assistenza domiciliare, ad arrivare anche all’assistenza in casa.

Ma sono tutte politiche sulle quali nessuno può negare che non l’abbiamo detto.

Nessuno può negare che non l’abbiamo detto, non una volta, due volte, più volte quel tanto che in alcune Commissioni mi sono posto io personalmente a disposizione del Presidente del Consiglio di Amministrazione per dire: “Ti compilo io la relazione da mandare in Regione, te la faccio io, te la facciamo noi come politica, come gruppi, come Assessorato, con la delega del Sindaco per portare avanti un programma che porti ad una riqualificazione dell’Ente” e a dare una stabilità perché noi ci crediamo, ci crediamo nella struttura e la conferma ce l’ha data proprio la dottoressa prima quando ha detto che altrimenti la Regione avrebbe dato altro mandato all’azienda.

Ci crediamo, crediamo che i lavoratori debbano essere tutelati in tutti i sensi. Prima la dottoressa ci ha chiesto di alzare la mano e ci ha chiesto: “Chi fa l’imprenditore?”, ci conosciamo tutti, siamo ben pochi gli imprenditori, ma molti di più i lavoratori dipendenti, chi meglio di noi, che siamo lavoratori dipendenti, capiamo lo stato d’animo di loro? Si fa presto a mettersi al posto di uno quando attende il 27 con ansia.

Quindi nessuno di noi può capire quanto è importante anche tutelare il lavoro. E questo è un obiettivo che noi abbiamo e ci abbiamo sempre creduto perché il credere è anche nel fatto di dire: come rilanciamo una struttura, come la creiamo solida.

Mio padre una volta diceva: “Ogni giorno si dà la volta, si fa un giro di pietre, ma il giorno dopo ricorda di consolidarlo quel giro di pietre perché, se tu costruisci un giro di pietre senza consolidarlo, questo cade” e, quando cade il muro, vengono fuori i danni e spesso diventano anche irreparabili. Pag.

42 di Noi vogliamo, invece, cominciare a riprendere, a costruire quel rapporto, quella casa che si chiama IRAS, sia che sia IPAB, che sia azienda speciale ma con l’auspicio di uno sviluppo positivo, consolidando ogni giorno quel giro di pietre perché deve essere una struttura solida e che dia la prospettiva di contenere un futuro non solo per gli anziani, che sono i nostri familiari, i nostri anziani ma anche per tutti quei dipendenti che, bene o male, devono arrivare ad essere anziani, avendo una serenità di vita lavorativa.

Concludo, ringraziando la dottoressa un’altra volta.

La storia dell’IRAS è una storia complicata, diceva anche qualche Consigliere: di colpevoli ce ne sono tanti e di innocenti altrettanti, però siccome io sono abituato che nella vita bisogna sempre guardare avanti perché, guardando indietro, si inciampa, tante volte, noi dobbiamo dire: “Da questo momento, da quando lei si è insediata per dare nuovo slancio, dobbiamo cominciare a costruire qualcosa di positivo” perché ci sono tutti i presupposti perché l’IRAS, i lavoratori, gli anziani ospiti, le nostre famiglie possono vivere tranquillamente.

E una cosa, mi raccomando, la pubblicità migliore per l’Ente è quella di parlarne meno, meno se ne parla, più l’Ente sorride perché la polemica, in un caso del genere, su questi ambienti molto delicati non fa che nuocere, grazie.

Intervento n. 121
Pagine 53–54
Punto 3

Relazione del Presidente di AS2 S.r.l., Dr. Roberto Magaraggia”..............................................46

Assessore

Leggi intervento

Grazie. Ringrazio dell’occasione, che è strano passare dal banco della Giunta a quello del Consigliere o quantomeno del... perché ho ascoltato, diciamo, le esternazioni del Presidente che ha raggiunto livelli miei, diciamo, perché solitamente sono io che scendo sotto il livello... anche verbalmente, visto che ha usato termini pesanti nei confronti di qualcosa che le dà fastidio Pag.

53 di indubbiamente, io mi ritengo un mediamente intelligente o forse un sotto mediamente intelligente perché tante volte non le capisco alcune esternazioni.

Però una cosa importante su cui vorrei dialogare con voi, che siete alla guida della società, AS2, come è stato riconosciuto dal direttore, è figlia del Comune di Rovigo, è figlia di una intuizione di questa Amministrazione, fine anni Novanta, nulla da dire: intuizione lungimirante perché c’era bisogno di creare qualcosa che creasse flessibilità, che creasse indotto, che creasse la possibilità di affidare i servizi.

Quello che non ho capito il perché di questa arrabbiatura così forte da parte del Presidente a che quasi riferita in questo ambiente, in questo consesso, in questa Amministrazione ci sia qualcosa che non va nei rapporti tra il Comune e AS2. Forse lo posso intuire su un fatto: che il Comune di Rovigo era il socio al cento per cento, è diventato non socio di maggioranza, ma di fatto è il primo cliente, penso che sia indiscutibile a livello di fatturato, di AS2.

È indubbio che quindi, quando si chiede un servizio, lo si chieda in una condizione, ma in una condizione di economia estrema perché dobbiamo capire una cosa, secondo il mio punto di vista: l’azienda è al servizio del Comune e non il Comune al servizio dell’azienda perché ho avuto l’impressione in questo momento qua, sentendo la sua relazione, che lei abbia pensato che il Comune sia al servizio dell’azienda, nel senso che il Comune deve nei confronti dell’azienda, rovesciando il fatto che è l’azienda che deve nei confronti del Comune.

Le faccio un esempio molto semplice, il Comune di Rovigo partecipa della quota societaria di circa il 20 - 30%, addirittura c’è una cosa stranissima, tra i Comuni che mancano, c’è Ceneselli che è assente come Comune, ma c’è presente la Provincia dove il Presidente è il Sindaco di Ceneselli, è una stranezza che il Presidente socio della Provincia non sia socio quando è Sindaco. È una stranezza, però fa parte della politica, forse perché pensa bene.

C’è una cosa interessante, io intanto scorrevo tutti i servizi, io credo che il Comune di Rovigo sia colui che dà il maggior numero di servizi ad AS2, tanti Comuni si affidano solo con particolarità, sappiamo benissimo di tanti Comuni che fanno gare per servizi, specialmente per esempio sui tributi, Lendinara, eccetera, si affidano a gare, non si sono affidati all’azienda che anche per Lendinara è la sua azienda, anche per gli altri Comuni, quando fanno i servizi, parliamo della propria azienda, perché sono padroni, ma invece sono Comuni i quali, a guardare bene, vengono a valutare, quando si parla di utile, ma non parlano quando si tratta di investire perché investiamo, risparmiando fuori e andiamo a prenderci gli utili che il Comune di Rovigo, grazie ai suoi servizi, fa produrre l’azienda. (Voce incomprensibile dall’Aula) Ho chiesto al Presidente del Consiglio e al Segretario Generale se ne ho la facoltà e mi hanno detto che non è vietato.

Intervento n. 123
Pagine 54–55
Punto 3

Relazione del Presidente di AS2 S.r.l., Dr. Roberto Magaraggia”..............................................46

Assessore

Leggi intervento

Ho chiesto anche al Segretario se potevo parlare perché alla fine della giostra credo ci sia una cosa fondamentale, il Comune di Rovigo, come tutte le Amministrazioni in questo istante qua, stanno soffrendo tremendamente a livello finanziario, specialmente tutti i continui tagli che lo Stato centrale produce stanno mettendo in ginocchio, insieme alle esperienze negative che ci portiamo avanti, di cui non è questo sinceramente il momento di elencarle, che sono zavorre che l’Amministrazione deve risolvere.

È logico che deve guardare all’economicità. L’economicità è essenziale nel rispetto non solo del Bilancio proprio, ma nel rispetto dei cittadini che alla fine si Pag. 54 di lamenteranno tra qualche giorno dicendo che abbiamo i tributi al massimo, magari aumentiamo qualcosa e avanti così.

Il problema che ho evidenziato: guardavo il trend degli ultimi anni dei Bilanci nelle dispense che ci avete fornito che sono Bilanci interessanti perché si parla di qualche centinaia di migliaia di euro, sono utili interessanti ed è strano perché avrei preferito in questo istante qua avere un’azienda a zero di utile però avere i Comuni soddisfatti e tutti partecipi perché vuol dire che è veramente economico ed è veramente vantaggioso entrare a lavorare con l’azienda perché, nel momento in cui un Comune ritiene di affidarsi a terzi e non alla propria azienda, vuol dire che la propria azienda non è più economica perché si guarda il principio del Bilancio.

Allora su queste cose qua, io chiedo una riflessione al Presidente e al direttore, di valutare bene perché anche il Comune di Rovigo potrebbe trovarsi in un momento di difficoltà e dovere fare delle scelte importanti perché, se l’azienda non recepisce il messaggio, che deve mettersi al servizio dei Comuni e quindi di essere nella massima economicità e nella massima prontezza, cioè fa fatica un Comune, proprio nel rispetto di quelle normative che il Segretario Generale, ogni volta che in Giunta ci troviamo, ci dice: “Sappiate che ogni cosa che dite va a denari”, questa è una cosa che ci sollecita ogni volta: “Pensate una cosa ma l’importante è che a fianco ci devono essere dei numeri, è inutile che parliamo di tante cose se non ci sono i numeri”.

Su questi argomenti qua credo che sia importante che il Presidente e il direttore diano una risposta a questo Consiglio comunale, ma anche all’Amministrazione intera perché noi abbiamo bisogno di servizi di qualità, ma molto economici perché, se non c’è la tecnologia, la prontezza e la qualità e non c’è l’economia, inevitabilmente l’esigenza prioritaria, che è l’esigenza della città alla quale noi rispondiamo, noi rispondiamo alla città ed è la città che ci chiede di essere buoni padri di famiglia.

Intervento n. 205
Pagina 82
Punto 7

Art. 11 L.R. 10/1996 : Riserva degli alloggi per situazioni di emergenza abitativa e riserva a favore delle Forze dell’Ordine - Anno 2017”...................................................................................................82

Assessore

Leggi intervento

Grazie, Presidente. Semplicissima. Ormai è tradizione ogni anno portarla, per necessità più che per tradizione, è innalzare la percentuale degli alloggi da riservare alle case ATER dal 15 al 25%.

Intervento n. 225
Pagine 85–86
Punto 7

Art. 11 L.R. 10/1996 : Riserva degli alloggi per situazioni di emergenza abitativa e riserva a favore delle Forze dell’Ordine - Anno 2017”...................................................................................................82

Assessore

Leggi intervento

Affrontare una discussione sui problemi della casa è molto interessante, ci sono alcuni principi che voglio sottolineare: innanzitutto le normative sono cambiate, la norma prevede dal 2010 che ogni affitto, ogni appartamento deve essere accompagnato da una certificazione che è l’APE, la certificazione energetica e quindi, come tale, se non c’è questo tipo di certificazione nessun immobile può essere concesso in affitto, tantomeno dall’ATER o dall’Ente pubblico. Se l’ATER lo fa, lo fa in forma autonoma.

Sappiamo per certo, perché ho incontrato ultimamente, insieme al dirigente, il commissario dell’ATER nei suoi uffici, ho parlato anche questa mattina con lui perché noi ci aggiorniamo costantemente sia sulle consegne sia sulle politiche per quanto riguarda le programmazioni delle manutenzioni, di fatto il programma è abbastanza ambizioso, potrebbe portare che nei prossimi duecento appartamenti che vanno ad essere messi in norma su tutta la Provincia di Rovigo, più di settanta siano per il Comune di Rovigo.

Generalmente, sono interventi importanti sui quali l’ATER da solo non fa, ma accede non solo al credito diretto ma anche a fondi della Regione per quanto riguarda anche la sistemazione. Però questo riguarda gli alloggi ERP, di proprietà dell’ATER.

Sugli alloggi del Comune di Rovigo, già con l’assessore Saccardin, il settore patrimonio e il settore sociale, coordinati dal Segretario, abbiamo già fatto un piano di interventi per cercare di aggiornare, modificare, liberare, pulire un attimino quella che è la situazione degli alloggi, cioè i veri alloggi di emergenza che sono gli alloggi del Comune che sono occupati da lungo termine con posizioni diverse, insomma, in variegate situazioni sociali, diverse, anche da chi ha superato il reddito e che sono richiamate attraverso un procedimento e un percorso che l’ufficio patrimonio farà insieme ai servizi sociali per portarli ad essere liberati e ad essere rimessi in discussione.

Insieme al settore patrimonio stiamo aspettando che sia concluso l’iter per quanto riguarda il discorso degli alloggi di Grignano e presto dovrebbero arrivare, quantomeno nel 2017, anche quelli che sono in via Baruchello, quindi abbiamo un movimento sulle politiche della casa per quanto riguarda la parte emergenza abitativa e per quanto riguarda gli alloggi ERP abbastanza intensa, a questo aggiungiamo il fatto che, come Assessorato, stiamo lavorando anche sui patti territoriali insieme all’UPI per quanto riguarda quella fascia intermedia tra l’equo canone e il mercato per poter offrire a chi esce dall’alloggio per mancanza dei requisiti perché sono superati dai redditi, grazie a Dio, quindi ha la possibilità di uscire anche dagli alloggi ATER o dagli alloggi di emergenza, per poter accedere ad un mercato intermedio dove ci sia, in questo caso lo stiamo puntualizzando e lo stiamo scrivendo e verrà alla vostra attenzione nelle prossime settimane, anche la possibilità di inserire delle voci che sono dedicate al sociale.

Nel senso utilizzare anche questo tipo di alloggi come eventuali polmoni di emergenza nel caso ci siano delle necessità e quindi di un contesto territoriale controllato ma, soprattutto, di un mercato diverso da quello che è... più vicino, se è possibile, al settore sociale. Su questo c’è un’intesa abbastanza avviata, stiamo predisponendo un po’ tutte quante le carte, però anche questo fa parte di una iniziativa che va a diminuire il disagio abitativo. Grazie.

Pag. 85 di

Intervento n. 250
Pagine 91–92
Punto 9

Mozione: Intitolazione della pista ciclabile attigua alla camminata Baden - Powell, lungo l’Adigetto ad Orlando Patrese. (Proposta presentata dai Consiglieri comunali Borgato Renato e Dolcetto Simone)”.........................................................................................................................................................88

Assessore

Leggi intervento

Colgo l’occasione per tirarla un po’ lunga perché credo il giorno 3 di marzo, nell’occasione dei tre giorni dello sport che avremo, avremo la possibilità, come Amministrazione comunale, di organizzare in collaborazione con il CONI, la FIPAV, il CENSER, che ci ospita, un grande evento di carattere sportivo e si chiamerà “Dal Polesine alla vetta del mondo: un sogno”. Che cos’è questo?

È l’identificazione, cioè lo stimolo per tutti coloro che fanno qualcosa nello sport, ma anche nella vita, che con impegno e dedizione possono raggiungere vette importanti. Gli ospiti di quella serata saranno un campionissimo che si chiama Andrea Lucchetta, che avrà la possibilità di venire a Rovigo venerdì e l’avremo tutta la giornata con noi.

Lui logicamente, come giocatore non indigeno però lo accompagneremo con un dirigente, che è sceso dall’aereo con la Coppa del Mondo, che è Fabio Volpe, una persona normalissima, Consigliere comunale nell’epoca passata, però scese da dirigente, scese da capo delegazione, scese dall’aereo con la Coppa del Mondo, quindi da Rovigo e arrivò ad avere livelli così importanti.

Avremo anche un arbitro, che partì sempre da Rovigo, si chiama Maurizio Borgato, è partito da via Mure San Giuseppe, è arrivato a fare l’arbitro ed è arrivato ad essere il primo arbitro ad essere tesserato con la Federazione Mondiale. (Voce incomprensibile dall’Aula) Si chiama Maurizio, sto parlando di volley, non di rugby. Sto parlando di volley. (Voci confuse) Alla fine ci sarà una ragazza che si chiama Stefania Chiarioni. Stefania Chiarioni chi è?

È la ragazza che, dopo la sventura... un’altra ragazza, che amava lo sport, ha avuto una sventura, è diventata disabile, ha partecipato alle Olimpiadi di Londra con i campionati paraolimpici e quindi in questa serata Orlando Patrese sarebbe tranquillamente inserito a meraviglia perché anche lui, partito dalla strada, in questo caso è arrivato alle vette del mondo sportivo e quindi è un esempio.

Oltretutto questo era per presentarvi l’evento ed invitarvi perché sarà gradito anche il fatto che sarete presenti perché credo sia un momento unico per ospitare tutti insieme certi personaggi con la loro umiltà di persone semplici, che sono arrivate a livelli importanti.

Per quanto riguarda il discorso di Orlando Patrese, noi ci impegniamo a fare la stessa procedura, anche se non possiamo intitolare la pista, ma indubbiamente creare un momento di ricordo, come con Romano Bettarello, non è Largo Bettarello, ma è un monumento che viene messo in un posto, in questo caso qua lo metteremo non vicino nella strada del rugby ma nella strada che lui ha più amato che è quella della bicicletta, quindi della pista ciclabile. Pag.

91 di Ci impegniamo a farlo, nella scritta che, come ho fatto con il maestro Modena e come ho fatto con Mario Steffenel, insieme con la famiglia si deciderà che cosa scrivere su questa targa in maniera tale che abbia dei valori morali, sportivi e sentimentali.

26 gennaio 2017

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 57
Pagina 18
Punto 6

Interrogazioni ed Interpellanze

Assessore

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Credo che la cosa riguardi più l’Assessore al Patrimonio visto che le antenne e le concessioni le lascia come Ufficio Patrimonio. Però sicuramente ci attiveremo per quanto riguarda una eventuale riscossione di eventuali morosità o qualcosa che è sconosciuta al Comune. Però credo che sia più giusto che risponda Saccardin.

13 dicembre 2016

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 39
Pagine 8–9
Punto 1

Interrogazioni ed interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Chiedo scusa se ho chiesto di rispondere così verbalmente, perché sono in difficoltà, onestamente, a dare risposte scritte, perché il tempo per me è molto ridotto, non ho supporti personali di segreteria o meno, e tutti gli organi che sono occupati sono ridotti all’osso, quindi non ho neanche la possibilità di affidarmi ad altre persone, perché le distoglierei dal nuovo lavoro, e chiedo scusa già da adesso.

Per quanto riguarda l’estensione, sono mesi che con Bus Italia si stava dialogando per il discorso dell’utilizzo dei chilometri che sono ancora da impegnare rispetto a quanto è stato stanziato dalla Regione. E’ indubbio che però noi siamo anche tenuti a non utilizzare a vuoto i soldi pubblici, perché alla fin fine sono sempre soldi pubblici.

Non dimentichiamo che, mentre la Regione ci paga il chilometraggio, l’IVA è a carico delle casse comunali, quindi, come tale, anche risparmiare un chilometro, vuol dire risparmiare anche la percentuale di IVA che l'Amministrazione Comunale è tenuta a sborsare in aggiunta a questo.

Le due linee sono motivate da un fatto: la prima è la richiesta ormai da tempo per quanto riguarda la localizzazione carceraria, perché di fatto sia gli operatori e sia la parte dei familiari e dei detenuti che escono hanno l’esigenza di trovare un mezzo o un veicolo che li porti in città, perché logicamente il carcere è lontano, e spesso e volentieri dovevano utilizzare taxi, con costi ben diversi rispetto a quello che è un trasporto pubblico urbano.

Abbiamo condiviso, insieme all’organizzazione carceraria, dal garante al volontariato in essere, e anche al personale, la possibilità di cominciare presto la mattina per dare la possibilità ai lavoratori di utilizzare la linea che va a Sarzano, la linea 2, mi sembra, o la linea che va a Buso Canale, perché così passa da Piazza Matteotti, raccoglie tutto il centro storico, e quindi passa per la stazione dei treni, e si porta verso il carcere, poi prosegue per Buso del Canale.

Mentre l’utilizzo delle altre corse, quelle della mattina e del pomeriggio, sono corse mirate: partono dalla stazione dei treni e andranno al carcere, e fanno ritorno. Questo è per dare la possibilità ai lavoratori e ai familiari.

Anche la cadenza oraria è stata fatta in funzione degli orari di visita che ci sono, e quindi avevamo la segnalazione di orari di visita, e più o meno anche qual era l’orario in cui i detenuti hanno la possibilità di uscire, verso metà pomeriggio, in linea di massima verso le cinque - cinque e mezzo sono momenti in cui escono, e quindi, come tale, abbiamo calcolato l’opportunità di dare una corsa anche a quello che è il momento in cui termina i lavori la maggior parte dei funzionari, e anche l’orario in cui escono i detenuti, e questo per quanto riguarda la parte del carcere.

Invece per quanto riguarda la zona produttiva a sud, non è difficile immaginare che stiamo parlando di tutto quello che c'è dall’area Tosi in giù, che vuol dire aree dei centri commerciali, area produttive. Perché lì? Perché lì abbiamo sempre un problema, che era stato richiesta già da alcuni lavoratori, perché logicamente la distanza era già abbastanza notevole, avevano chiesto la possibilità di utilizzare autobus e altre cose per potersi recare al lavoro.

Infatti la prima corsa inizia alle 7 di mattina, alle 7.15, proprio per arrivare a portare i lavoratori nelle zone produttive, perché questo è il tipo di servizio.

Poi ci sono calendarizzate tutta la serie di corse, anche durante il giorno, che praticamente vanno in sostituzione di fatto di quella che era la corsa già autorizzata dalla Provincia, che la Provincia aveva autorizzato un’attività speciale con una ditta esterna, e questo ci metteva in difficoltà rispetto proprio al gestore, perché questo usa utilizzare le fermate urbane per questo tipo di servizio, mettendo un po’ in difficoltà i rapporti.

Non dimentichiamo che il trasporto pubblico urbano è scaduto; avremmo dovuto andare a bando ed avere il nuovo affidamento entro il 1° gennaio 2017. Di fatto siamo ancora in ritardo, e praticamente anche questa è una maniera per stemperare il clima nei confronti dei gestori, in modo tale da non avere resistenze anche nel quadro complessivo del servizio.

Tra l'altro c'è una cosa importante, che siccome noi stiamo studiando anche il nuovo piano del trasporto pubblico, ci serve anche per avere dei default, di sapere quant’è l’utenza, perché mentre non siamo riusciti a sapere il tipo di utenza e la qualità dell’utenza che avevamo sulla ditta privata, in questa maniera qua abbiamo già stabilito che avremmo mensilmente ogni 15 giorni i flussi di utenza, e anche i flussi orari, in modo tale da poter mirare, quando faremo il piano complessivo, di cui abbiamo già l'affidamento, sia il consulente, ma anche stiamo andando con la Provincia, per arrivare alla stesura definitiva di sapere se fa un servizio di tipo A, B o C, perché logicamente il nuovo piano del trasporto pubblico urbano sarà a fasce, tra quelle indispensabili, quelle meno indispensabili, quello ancora meno indispensabili.

Perché? Perché sono in funzione la parte economica che la Regione trasferirà da qui ai prossimi nove anni.

Intervento n. 66
Pagine 13–14
Punto 1

Interrogazioni ed interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Chiedo scusa anche a lei se non le arriverà risposta scritta, ma le verrà data a verbale, per quello che dicevo prima. Per quanto riguarda il primo quesito, che è quello che riguarda la piazza o il mercato che è in essere, tutto inizia un po’ lontano nel tempo, inizia ancora quest’estate, quando il comitato del centro storico, che si era organizzato in quel periodo, è venuto in Assessorato e ha chiesto che cosa facciamo per Natale, perché c'era difficoltà di relazione.

Le risorse disponibili per quanto riguarda quanto dichiarato dalla Confesercenti, che utilizza il fondo della Camera di Commercio, era ridotto ulteriormente rispetto agli anni passati. E’ successo che il rappresentante della COFIPO si era fatto avanti proponendo di utilizzare Piazza Grande, o Piazza Vittorio Emanuele per quanto riguarda l’utilizzo di bancarelle caratteristiche che poteva venire da località regionali, con le più svariate tipologie di mercatino prettamente natalizie.

Contemporaneamente l'Amministrazione Comunale, proprio finalizzato al fatto che sembrava che ci fosse un vuoto organizzativo ed un vuoto di presenza, aveva intrapreso una relazione con il CENSER per poter utilizzare Strenne di Natale anche in prosieguo sulla piazza, ed in questa cosa ci siamo separati: abbiamo separato la Piazza Vittorio Emanuele alle associazioni di categoria, mentre Piazza Garibaldi l’ha curata l'Amministrazione Comunale, in particolare con il CENSER, proprio utilizzando Strenne.

La filosofia che ci ha portato era proprio questa: il rilancio del centro storico. E quindi, come tale, è qualcosa che potesse alimentare ed attirare gente in piazza. Il processo era questo: Strenne di Natale ospitava gratuitamente i commercianti del centro che volevano esporre presso Strenne, quindi i commerciali del centro storico andavano ospiti di Strenne di Natale per i tre giorni.

Il Comune, attraverso il sostegno di ASM SET, ospitava in piazza gli ospiti di Strenne di Natale che si fermavano a Rovigo. Infatti il mercatino caratteristico di Natale lo possiamo trovare benissimo in Piazza Garibaldi, dove c'è una turnazione di soggetti che fino al 24 dicembre occuperanno i sei gazebo a disposizione, a ritmo di due, tre, quattro giorni la settimana, a seconda della disponibilità, e questi sono ospiti del sistema, proprio in collaborazione con il CENSER.

Il CENSER, fra l'altro, ci ha aiutato anche per arredi, addobbi, servizi, tavoli e così via, cercando anche di incrociare le esigenze e le disponibilità. Per quanto riguarda invece la piazza, purtroppo è successo che quello che la COFIT aveva promosso è venuto meno, e logicamente le associazioni di categoria hanno sostituito e ridotto i partecipanti a quello che attualmente vediamo in piazza in questo momento qua.

Le critiche le conosco anch'io, perché le ho sentite anch'io, però in questo momento qua non esiste un regolamento di fatto, e non potevamo neanche pensare di dire qual è l’iniziativa.

Una cosa è certa: quando noi, come Assessorato, abbiamo detto no ai mercati domenicali, era proprio finalizzato al fatto che volevamo tutelare fortemente quelli che sono gli espositori dei mercatini di piazza, perché di fatto era come creare un filtro che la gente si poteva trovare nella giornata di domenica, trovando un filtro nel passeggio per arrivare al centro storico.

Questa è stata una scelta, perché tra l'altro non dimentichiamo che in piazza, basta guardare tra negozi vuoti, già vuoti, e quelli dove c'è scritto già il cartello che è svendita totale perché cessano l’attività, non è che la situazione sia delle migliori. Quindi creare un’ulteriore concorrenza in questo momento qua voleva dire anche cercare di penalizzare.

Abbiamo fatto una scelta politica (la scelta politica è tutta quanta a carico mio), di cercare di dare una maggiore spinta al commercio fisso, lasciando i mercatini allo standard, nel senso che noi oggi abbiamo già tre mercati: abbiamo quello del martedì, abbiamo quello del giovedì, abbiamo quello del sabato, e quindi ci sembrava che fossero sufficienti, soprattutto perché gli espositori che vengono da lontano, o che si sobbarcano le giornate di freddo dalla mattina alla sera per 20 giorni, dall’8 dal 24, ma proprio si vanno fino al 6, dovevano essere in qualche maniera “rispettati”.

Questo per quanto riguarda il mercatino.

Per quanto riguarda la seconda interrogazione che riguarda i centri commerciali, perché in entrambi i casi abbiamo avuto già segnalazioni in merito, sia per il centro commerciale a nord, sia per il centro commerciale a sud, abbiamo avuto lo stesso tipo di segnalazione, e già con l'Ufficio Commercio, con la dirigente Ferlin, ci siamo attivati affichè vengano fatte le dovute verifiche di superficie di vendita e quelle espositive, suddividendo i percorsi secondo quelle che sono le metrature corrisposte.

E’ una cosa di questi giorni, perché in questi giorni, purtroppo, si sta intensificando notevolmente l’attività, non solo interna, ma anche esterna, e quindi, come tale, stiamo verificando anche questo tipo di segnalazioni. Per quanto riguarda invece la terza, il Piano Mercatale sta andando avanti; Piano Mercatale che prima godeva di un finanziamento, perché c'era necessità di avere un consulente esterno, poi negato dall’Ufficio Personale per svariati motivi.

Stiamo utilizzando le risorse interne, quindi abbiamo utilizzato questo tipo di risorse per dare un contributo ad un progetto di rilancio del centro storico, che non è un qualcosa di straordinario, ma è un sostegno alle iniziative che stanno sorgendo in questo periodo, dove c'è bisogno di un esborso economico abbastanza consistente, perché tutti, purtroppo, memori del passato, vogliono avere delle garanzie finanziarie, perché non so cosa è successo nel passato, ma probabilmente ci sono state delle insoddisfazioni.

Quindi in questa maniera abbiamo utilizzato anche l’ASCOM, perché il Comune non poteva farlo direttamente, come veicolo di promozione e di sostegno alle iniziative che sono in corso.

5 dicembre 2016

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

15 interventi
Intervento n. 42
Pagina 13
Punto 4

Interrogazioni/Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Per quanto riguarda l’asilo notturno, effettivamente l’asilo è chiuso. Diciamo che è utilizzato in maniera emergenziale da una situazione di una famiglia, con due figli, incinta, eccetera, eccetera, non sapevamo dove metterla e l’abbiamo collocata lì in maniera provvisorio. Nel frattempo questa famiglia si doveva attivare e si è attivata per trovare una collocazione diversa, e la cosa sta andando a buon fine.

Nel frattempo, per quanto riguarda il bando, stiamo andando a bando per il nuovo affidamento per l’asilo perché purtroppo a livello di gestione del personale chi si occupava del progetto è rimasta assente dagli uffici per due mesi circa, e questo ha ritardato tutto quanto quella che è l’emissione dei bandi, perché era solo lei purtroppo che gestiva questo tipo di situazione ed io sono stato diffidato a telefonarle a casa per chiederle informazioni, per una questione proprio di privacy e di situazioni contingenti.

Per il resto le saprò dire più precisamente.

Intervento n. 56
Pagina 16
Punto 4

Interrogazioni/Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Negli ultimi anni sono successe delle cose stranissime per quanto riguarda la gestione degli addobbi natalizi che hanno creato sempre e comunque, specialmente negli ultimi periodi, difficoltà all’Amministrazione Comunale, nel senso che ogni fornitore, prima di concedere, di attivarsi e di accettare un incarico, vuole la certificazione che ci sia chi paga, perché probabilmente in passato qualcosa non ha funzionato, quel tanto che qualcuno si lamenta ancora di avanzare dei soldi, purtroppo sì. Che cosa è successo?

Nelle riunioni che noi abbiamo fatto, da agosto a questa parte, abbiamo sempre parlato di come trovare i soldi per fare la parte degli addobbi, visto che l’Amministrazione Comunale è limitata in questo, ma anche l’Associazione di categoria, con i trasferimenti della Camera di Commercio, aveva un importo alquanto ridotto rispetto al passato. Ci siamo attivati conseguentemente per la ricerca di contributi i e di sponsorizzazioni.

Alessandra Sguotti è riuscita a trovare uno sponsor che si è offerto per trovare l’albero. A questo logicamente ha fatto firmare immediatamente un impegno; impegno dovuto all’importo che presumibilmente è fatto per coprire l’illuminazione dell’albero.

E’ logico de quando io ho saputo da parte del commerciante del centro che lui era disponibile, la risposta non poteva essere che affermativa in attesa, però poi soprattutto dovuta al fatto che quando Alessandra mi ha spiegato che aveva trovato anche lei lo sponsor e con il quale aveva fatto la firma con contratto, questo logicamente portava che quello che ero in pratica superava quello che era in teoria, e questo è successo per quanto riguarda la situazione.

Abbiamo offerto allo stesso sponsor, al commerciante del centro, altra opportunità tipo la torre campanaria, tipo l’albero in Piazza Garibaldi; siamo arrivati anche al punto di dire “Cerchiamo di rompere il contratto con quello sponsor con cui avevamo già fissato, pur di farlo”.

La risposta è stata negativa, nella quale diceva che era già passato il treno, e la risposta è qua nel messaggio quando io gli ho chiesto se era nuovamente disponibile perché volevamo rompere il contratto con quello precedente, dando piena titolarità a quello del centro storico perché anche noi abbiamo una valenza non solo imprenditoriale, ma anche politica, perché un operatore del centro storico sponsorizza un evento in centro storico, aveva una valenza politica non indifferente.

Però questo, dopo la risposta che mi ha dato, è stato impossibile .

Intervento n. 62
Pagine 17–18
Punto 4

Interrogazioni/Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Le iniziative di Natale sono iniziate ancora ad agosto, strano ma vero, ma in quel caldo pensavamo al Natale, e al tavolo dell’Assessorato hanno sempre partecipato le Associazione di categorie e il Comitato del centro storico. Anzi dirò di più, che i primi a venire sono stati quelli del centro storico, chiedendo aiuto “Non sappiamo cosa fare perché non abbiamo disponibilità, stiamo facendo il giro tra i commercianti, c'è poca disponibilità di sostenere le iniziative” e così via.

Al ché lì è nata tra l’altro la volontà e l'idea di collaborare con il Censer per portare le stelle di Natale anche in piazza, quindi nasce da lontano questo tipo di progetto, proprio per sostituirsi alle difficoltà che allora esistevano tra gli operatori del centro storico, e saputo che l’Associazione di categoria, in particolare la Confesercenti, aveva a disposizione 15.000 euro, IVA compresa, per quanto riguarda tutta la gestione del periodo di Natale.

A questo, come lei bene sa, potevamo sommare una cifra che ASM SET ha messo a disposizione per tutta l’annualità degli eventi ed era qua, e sulla quale abbiamo anche preso considerazione.

E’ logico che quindi di lì inizia questo tipo di tipologia di lavoro che ha portato che i preventivi di spesa che i commercianti, o quanto meno il gruppo del centro storico che poi si è rivisto perché, visto che il Presidente Terrestri si era dimesso, è subentrato qualcun altro, la signora Pizzo, c'era un discorso di recuperare le risorse, su cui c'era un grande punto di domanda, perché non si sapeva al momento di fare le cose quanto sarebbe arrivato.

E quindi l’attivazione che abbiamo fatto era individuare sponsor anche per ogni cosa per arrivare a trovare la copertura dell’iniziativa. Lì i commercianti del centro storico, insieme alla Confesercenti, hanno provveduto a illuminare la città con le luminarie; l’albero, logicamente trasporto, luminarie, e robe del genere, è stato di Trivellato e mi pare che l’importo sia di 1.500 euro. Basta.

Quindi non è che ci sia qualcosa di diverso rispetto al passato.

Abbiamo solo fatto sì che ognuno si prendesse carico della sua parte e quindi Confesercenti ha tirato fuori i soldi che gli arrivavano dalla Camera di Commercio per quanto riguarda le iniziative; la parte dei commercianti del centro storico hanno tirato fuori la loro parte; il Comune, attraverso l’ASM SET, diciamo che ci ha sostenuti in tutte le iniziative, ha tirato fuori la sua parte e abbiamo trovato qualche piccolo sponsor in questo momento per coprire altre iniziative perché la coperta era corta.

Spero di essere stato chiaro a sufficiente.

Intervento n. 68
Pagina 18
Punto 4

Interrogazioni/Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

... l’albero era già Trivellato, con la quale abbiamo dato a disposizione; la ditta che voleva sponsorizzare l’albero del Comune è un commerciante del centro storico al quale abbiamo detto, ho scritto di domenica un messaggio “Stiamo risolvendo il problema, recedo - d’accordo con Alessandra Sguotti - recedo da questo incarico e lo do a te”. Lui mi ha risposto in malo modo, messaggio registrato ancora, e mi ha detto “Arrangiatevi”.

A quel punto lì abbiamo riconfermato conseguentemente il contratto con Trivellato che sponsorizza e basta. Quindi con chi dovevamo recedere è con chi ha firmato il contratto per sponsorizzare l’albero.

Intervento n. 74
Pagina 19
Punto 4

Interrogazioni/Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Come dicevo, ho sbagliato impropriamente, infatti non ho detto la mia collega Alessandra Sguotti, ma l’ho chiamata solo Alessandra Sguotti, perché Alessandra Sguotti è venuta al tavolo in rappresentanza dell’Associazione di categoria, per cui la sponsorizzazione l’ha trovata l’Associazione di categoria, la sorta di eventi al commercio è un promotore, un coordinatore dell’iniziativa, e quindi non è l’Assessorato che è andato a sponsorizzazione. E’ l’Associazione di categoria che ha trovati lo sponsor.

In quel momento lì l’Associazione di categoria era rappresentata fisicamente da una signora che si chiamava Alessandra Sguotti. Quindi il responsabile dell’evento è l’Assessorato al commercio e agli eventi; la signora Alessandra Sguotti partecipava agli incontri in rappresentanza dell’Associazione di categoria per la quale fa la prestazione professionale. Grazie.

Intervento n. 84
Pagina 20
Punto 4

Interrogazioni/Interpellanze

Assessore

Leggi intervento

La delibera sulla viabilità di Mardimago è venuta in Giunta due volte. La prima volta è stata respinta perché all’interno della delibera c'era inserito nel deliberato che l’intervento era condizionato e subalterno alle autorizzazioni delle Province e dei Comuni interessati.

Il ché non è possibile perché ne viene meno l’autonomia decisionale sul territorio comunale, e quindi io non potevo secondo questa delibera fare alcun provvedimento che interessasse il territorio comunale in attesa dell’autorizzazione del Comune limitrofo che potrebbe essere interessato, anche se c'era la soluzione anche per questo.

La seconda delibera, che è quella che è arrivata in Giunta la settimana scorsa, riportava nella parte delle considerazioni e delle premesse una serie di cronologia di interventi, tra i quali la possibilità, e c'era scritto, che il Comune di Rovigo potesse ugualmente iniziare mettendo i divieti da sud del territorio comunale e quindi come tale iniziare e quanto meno diminuire al 50% il traffico di transito. Questo era nelle premesse.

Poi quando siamo andati nel deliberato, questa parte qua mancava, e c'era scritto che noi a rimaneva una cosa subalterna alle autorizzazioni della Provincia. Dobbiamo fare una considerazione. La Provincia di Rovigo ha già autorizzato il posizionamento dei segnali.

E’ condizionato soltanto a una cartografia nel senso che i vigili urbani devono andare con la mappa a individuare che al chilometro X, ai metri Y, ci va posizionato un segnale, un tipo di cartellonistica, un tipo di deviazione e quanto serve. Non è un lavoro di straordinaria complessità.

E’ necessario che ci sia un vigile che va insieme a un geometra come mettere in pratica questo tipo, per poi consegnarlo alla Provincia, la quale darà l'autorizzazione definitiva, perché si deve sapere dove vanno messi i cartelli, perché l'autorizzazione logicamente è sulla manomissione ovviamente del suolo pubblico su cigli stradali e su strade che competono alla Provincia.

Adesso diciamo che fortunatamente il Segretario Generale si è accorto, perché io avevo letto tutta la parte della premessa e devo dire che avevo dato per scontato, mentre l’altra volta me ne ero accorto io, sta volta qua avevo dato per scontato che nel deliberato fosse riportato esattamente, e invece ci siamo trovati che nella parte delibera c'era solo la parte condizionata ma non c'era la parte di libera iniziativa dell’Amministrazione Comunale, quindi abbiamo dovuto reinviare la delibera al Comandante della Polizia Municipale, affinché porti che l’autonomia locale che abbiamo deve essere salvaguardata.

Grazie.

Intervento n. 209
Pagina 42
Punto 9

Istituzione tariffe per Polo Natatorio

Assessore

Leggi intervento

Come sapete, già da quando è stata creata la convenzione con i gestori della piscina, il Comune di Rovigo......

Intervento n. 212
Pagina 42
Punto 9

Istituzione tariffe per Polo Natatorio

Assessore

Leggi intervento

Il Comune di Rovigo si è riservato 6.000 ore/corsia presso il polo natatorio. In quelle 6.000 ore il Comune di Rovigo ha sempre fatto attività di carattere sociale ed istituzionali.

In questo, momento attraverso anche una sollecitazione da parte della Corte dei Conti, nella quale ci scrive che dobbiamo valorizzare il monte ore che abbiamo, è intenzione dell'Amministrazione suddivider le 6.000 ore in ore in totale utilizzo del Comune, che riguardano alcune attività di carattere sociale ed istituzionale, che sono previste, che devono essere mantenute; il resto è di circa un monte ore di 2.000-2.500 ore per creare un bando di utilità per tutti gli Enti di promozione, tutti i soggetti, cittadini ed associazioni che possono utilizzarle secondo tre finalità, e quindi anche tre tariffe che poi la Giunta andrà a determinare: la prima sono finalità sociali presso il polo natatorio; la seconda, finalità istituzionali; terza, sono lezioni relative al progetto nuoto destinate alla promozione sportiva, natatoria, e per le scuole secondarie di primo grado.

Praticamente separare queste 2.500 ore circa che sono a disposizione per monetizzarle a tariffe sociali, logicamente individuate nelle funzioni sociali, in funzioni sportive, e per quanto riguarda appunto attività di altri Enti o di altre realtà.

Intervento n. 224
Pagina 44
Punto 9

Istituzione tariffe per Polo Natatorio

Assessore

Leggi intervento

Per quanto riguarda le finalità sociali e le finalità istituzionali, le finalità sociali sono quelle che sono destinate al di fuori del progetto disabili, per esempio, in cui ha un percorso tutto suo, tutte quelle iniziative in cui vengono coinvolte le persone che devono essere integrate, che sono socialmente deboli, che hanno problemi di carattere economico e quindi come tali hanno bisogno, per la loro qualità della vita, di poter utilizzare questo tipo di attività per trovare dignità della propria vita, infatti dice la 238/2000 “sono misure di contrasto dalla povertà la soglia del reddito, i servizi di accompagnamento, con particolare riferimento a persone diverse in situazioni di difficoltà”.

Per quanto riguarda le finalità istituzionali, sono per esempio i progetti che riguardano l'animazione estiva, i progetti che riguardano anche altri tipi di iniziative che gli Enti di promozione sportiva possono attuare ed attivare, coinvolgendo magari altri progetti, tipo il nuoto per gli anziani, e che riguardano un po’ tutti quanti quelli che sono i cittadini “normali”. Mentre la terza riguarda prettamente le scuole e le società.

Attenzione, attività istituzionali sono anche le società sportive, che vogliono integrare attraverso il nuoto, la piscina, l’attività di preparazione atletica, perché la ritengono propedeutica ad un’attività fisica diversa.

Per quanto riguarda il discorso del Consigliere Romeo, una delle cose che quanto mi sono trovato Assessore allo Sport, ho chiesto i report proprio per la gestione delle piscine, e ci siamo trovati che c'erano dei report che erano sfalsati rispetto a questo, per cui abbiamo deciso che al 30 agosto azzeravamo tutti quanto; nel frattempo gli uffici hanno comparato, hanno confrontato ed hanno sistemato le varie situazioni.

Però è una situazione che deve ugualmente essere rimessa a regime, proprio per evitare che ci fossero delle perdite di tempo per cercare di far quadrare i conti tra quello che risultava al Comune e quello che risultava al gestore, cose che sono normali tra domanda e offerta, tra controllato e controllore, non è un problema, tutto risolto per quanto riguarda la parte finanziaria, economica, gestione delle ore.

Rimaneva il fatto che non volevamo avere più questo tipo di discrepanze, per cui al 30 agosto avevamo detto che in piscina tutto veniva azzerato e si partiva con un nuovo sistema.

Tra l'altro proprio lo stimolo che la Corte dei Conti ci dava sulla valutazione rendeva indispensabile anche cercare di dare un regolamento anche di carattere finanziario a queste 6.000 ore che il Comune pagava, e che quindi la città di Rovigo pagava, e dovevano essere sfruttate nella maniera migliore per quanto riguarda anche la produttività, la redditività, e anche l’utilizzo sociale, istituzionale o scolastico, che questo veniva fatto.

Intervento n. 227
Pagina 45
Punto 9

Istituzione tariffe per Polo Natatorio

Assessore

Leggi intervento

L’unica cosa certa è che la quantificazione è stata fatta dalla Giunta; quello che è scritto in delibera è che per quanto riguarda le scuole la tariffa non potrà essere inferiore a quella delle scuole elementari, per cui per quanto riguarda la terza fascia, che è di 30 euro per il ciclo di lezioni. Per cui, facendo conto cosa sia lo step, poi la delibera indicativamente abbiamo un’ipotesi, però aspettiamo il confronto con la Giunta, per poi definire esattamente. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 228
Pagina 45
Punto 9

Istituzione tariffe per Polo Natatorio

Assessore

Leggi intervento

Sono circa 300.000 euro, IVA compresa, per le 6.000 ore.

Intervento n. 232
Pagina 45
Punto 9

Istituzione tariffe per Polo Natatorio

Assessore

Leggi intervento

Diciamo che le ore potevano essere acquisite tutte quante, è che la Corte dei Conti ci ha detto che noi dovevamo cominciare a valorizzare, per cui alcune attività, che hanno già un giro finanziario per conto loro, non potevano utilizzare la piscina come ulteriore fonte di utile, perché, abbassando il costo acqua, perché invece di andare a comprare le ore dal gestore utilizzava quelle del Comune, il Comune avrebbe pagato qualcosa che doveva essere già sul mercato normale, per cui abbiamo pensato di creare questo contenitore di carattere prettamente sociale, o dell’Istituzione, proprio perché chi vuole altre ore va a prendersi le ore dal gestore, e quindi non creare questo tipo di squilibrio.

Intervento n. 237
Pagina 46
Punto 9

Istituzione tariffe per Polo Natatorio

Assessore

Leggi intervento

Partiamo dal presupposto che la convenzione fa parte di un progetto di finanza che ha una durata creata all’epoca, dieci anni fa circa, che prevede che il Comune versasse come contributo circa 300.000 euro; in cambio di questo logicamente il Comune si prendeva una parte di ore, e quindi di fatto era un sistema per dare un contributo di gestione ore che già all’epoca il Comune spendeva, perché, quando aveva la piscina in gestione propria, utilizzava delle ore per quanto riguarda il nuoto, i disabili, le scuole; erano già spazi che istituzionalmente il Comune usava, senza pagare il biglietto di ingresso.

La quantificazione delle ore fu fatta all’epoca, proprio per far quadrare anche la parte finanziaria, che era il contributo che il Comune doveva dare per arrivare alla copertura finanziaria del progetto di finanza. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 240
Pagina 46
Punto 9

Istituzione tariffe per Polo Natatorio

Assessore

Leggi intervento

Io faccio l’Assessore allo Sport, e quindi la convenzione non credo sia modificabile, ma eventualmente lo deve chiedere ai Lavori Pubblici.

Intervento n. 249
Pagine 48–49
Punto 10

L.R. 8/2015 - Approvazione Regolamento per la gestione

Assessore

Leggi intervento

Nel maggio 2015 è uscita la legge regionale per quanto riguarda la gestione degli impianti sportivi, che il Comune di Rovigo doveva anche accogliere, e quindi di fatto doveva rivedere il proprio regolamento in essere, aggiornandolo con quelle che sono le emanazioni che la legge regionale emetteva.

Contemporaneamente, nel 2006, era stato votato dal Consiglio Comunale uno stimolo, o un’indicazione affinchè un regolamento per quanto riguarda l’utilizzo dei fondi provenienti dalle antenne di telecomunicazioni poste all’interno degli impianti sportivi venissero destinati ai gestori degli impianti sportivi.

Questo regolamento non fu mai approvato dal Consiglio Comunale, tanto che in Commissione Consiliare ci trovammo anche, onestamente, scoperti, perché fu evidenziato proprio dal Consigliere Romeo il fatto che quel regolamento, quell’input fatto dal Consiglio Comunale non fu mai recepito dalla Giunta, e mai neanche il Consiglio Comunale approvò il regolamento modificato.

Quindi abbiamo usato questa delibera per porre in essere sia la modifica del regolamento dell’utilizzo dei campi sportivi, degli impianti della gestione delle palestre, eccetera, la nuova classificazione degli impianti stessi, e sia di inserire all’interno la dizione dei contributi sportivi per quei proventi inerenti alle comunicazioni che sono posti all’interno degli impianti sportivi.

Questo è l'articolo 22, che era quello che avevamo visto già l'altra volta; era stato anche un po’ integrato e modificato, con richieste anche di spiegare meglio o di rendere più comprensibile quanto era la parte che riguardava i contributi, come venivano elargiti, e quindi le emergenze rispetto alle urgenze, rispetto agli imprevisti che poi dovevano succedere, quindi abbiamo spiegato un po’ meglio.

Il 70% della proposta della Giunta al Consiglio è quella di mantenerlo secondo un progetto che riguarda la meritocrazia, che riguarda le società sportive, quindi i tesseramenti, le anzianità, le attività, i campionati; un 30% che era indirizzato al settore, quello che possiamo chiamare le cose non programmabili ad inizio attività, e quelle che sono le opportunità che si vengono a sviluppare durante la stagione, che meritano un riconoscimento da parte dell'Amministrazione.

In questo il 30% viene riconosciuto parzialmente per un tempo di tre anni un contributo a coloro che all’interno del proprio impianto hanno ospitato negli ultimi cinque anni un impianto di telecomunicazione.

Per quanto riguarda invece il regolamento nel suo insieme, c'è una nuova classificazione per quanto riguarda le palestre e gli impianti sportivi, nel senso che abbiamo alcuni impianti di sportivi di valore che vengono suddivisi in fasce orarie per quanto riguarda l’utilizzo, nel senso che vengono riservate dall’attività di quartiere e per quanto riguarda alcune fasce orarie, e poi vengono riportate di valenza cittadina alle ore serali; questo perché, essendo pochissimi gli impianti sportivi coperti che possono ospitare sport che hanno una rilevanza, oltre alla attività di quartiere, quindi che possono essere utilizzati dando priorità anche ai livelli che abbiamo, per evitare, come è successo anche quest’anno, che tra società sportive ci sia un po’ di innalzamento della temperatura, proprio perché ognuno ha la sua attività.

Per gli impianti troverete che manca il campo di baseball. Questa non è una dimenticanza, è che purtroppo mancano ancora alcune condizioni tecniche perché possa essere inserito, però il campo di baseball c'è, la società che lo sta utilizzando c'è, però in questo momento qua non poteva essere inserito perché gli manca alcuna documentazione in fase di risoluzione. Poi se ci sono altre domande, siamo qua.

28 ottobre 2016

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

24 interventi
Intervento n. 31
Pagina 9
Punto 2

Interrogazioni ed interpellanze

Assessore

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Per quanto riguarda l’ospedale di servizio, non solo stiamo lavorando per l’attrezzatura della panchina, ma anche per dislocare la fermata dell’autobus sull’entrata nuova, perché di fatto è inutilizzabile e ha troppe problematiche per quanto riguarda specialmente le utenze più deboli. Per quanto riguarda la segnaletica io dipendo da Saccardin e sulla stazione appaltante. Abbiamo in ordine anche questo, speriamo che il tempo ci mantenga le condizioni per lavorare.

Intervento n. 57
Pagine 12–13
Punto 2

Interrogazioni ed interpellanze

Assessore

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Sono 13.528 i chilometri che in un anno verrebbe la spesa secondo un servizio che stiamo programmando, abbiamo già l’accordo informale con Bus Italia.

Dobbiamo solo trovare la risoluzione tecnica per quanto riguarda l’Amministrazione, nel senso che c’è la disponibilità di metterci insieme tra il Dirigente, che è impegnato anche in altre situazioni, l’Amministrazione del carcere, per definire tutto il percorso, perché di fatto l’abbiamo già stilato, la precisione dei chilometri, secondo un fatto di sei corse al giorno in andata e sei corse al ritorno, linea unica nel senso che non c'è nessun prolungamento perché i prolungamenti porterebbero a dei servizi per quanto riguarda le coincidenze con altre corse.

Intervento n. 63
Pagine 13–14
Punto 2

Interrogazioni ed interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Indubbiamente con l’Assessore Saccardin abbiamo valutato tutte le possibilità. IL criterio di assegnazione del contributo lei sa che è inversamente proporzionale: minore è l’importo, maggiore è il contributo. Quindi noi dovevamo valutare qual era la soluzione migliore che potevamo avere con un progetto realizzabile in quindici giorni con copertura finanziaria e che poteva essere tale da poter ambire ad avere il contributo regionale.

Tra le priorità dell’Amministrazione c'è anche l’efficientamento energetico, credo che l’Assessore Moretti in questo caso, e proprio la sistemazione del sistema di illuminazione dell’impianto del Circolo Tennis, che ricordo essere di proprietà comunale, e trovando anche la disponibilità progettuale da parte anche degli stessi gestori o amici dei gestori del Circolo Tennis, abbiamo optato per questo. In funzione di che cosa?

Che gli interventi sugli altri impianti sportivi erano troppo complessi e onerosi rispetto anche a quello che era il risultato che andavamo a trovare, nel senso che potevamo metterci dentro la palestra dove abbiamo anche la copertura finanziaria di San Pio X, però attenzione, è la rendicontazione che prevede che deve essere fatta entro il 2016.

Questo è un vincolo non indifferente perché voleva dire cose cantierabili immediatamente e realizzabili in brevissimo tempo, tali da essere rendicontabili in Regione per avere il rimborso entro fine anno. Sono paletti non indifferenti che hanno portato alla scelta, insieme all’Assessore Saccardin, di questo tipo di intervento sul Circolo Tennis.

Intervento n. 91
Pagina 19
Punto 3

Ratifica deliberazione di Giunta Comunale n. 274

Assessore

Leggi intervento

Sul nuoto disabili, noi ci stavamo lavorando da tempo e quindi avevamo accantonato le risorse. I 9.000 euro che avevamo, li avevamo già accantonati perché con la variazione fatta di 11.000 per l’Antiviolenza, il capitolo era di 20.000 euro, quindi noi avevamo già prenotato i soldi, 9.000 euro li avevamo già prenotati e quindi già destinati. Il nuoto disabili parte attraverso l’utilizzo del bando dell’ASL che aveva identificato già ad agosto Uguali Diversamente come soggetto gestore.

Quindi non abbiamo fatto altro che accorparci utilizzando questo tipo di bando per non produrne un altro che avrebbe ritardato notevolmente i tempi perché manifestazione di interesse, bando e altre cose, aveva portato a dilatare i tempi e a non partire in tempi utili. La delibera è fatta. Quindi la delibera è la certificazione che l’accordo c'è e che quindi si parte.

Uguali Diversamente è il nostro gestore.

Nel frattempo abbiamo già intrapreso un rapporto con l’ASL 18 perché di fatto questo tipo di sdoppiamento non è una cosa che a noi va bene come Amministrazione, perché ci mette nelle condizioni di dover gestire diversamente gli spazi acqua, nel senso che adesso ci troviamo ad avere unito, ma di fatto precedentemente avevamo degli spazi acqua gestiti per 16 Comuni e degli spazi acqua gestiti per un Comune, e quindi di fatto ci trovavamo su due percorsi diversi, soprattutto con valori finanziari che sono da sistemare.

Quindi l’attività per il 2016/2017 è garantita, è partita; di fatto noi ufficialmente abbiamo affidato il servizio a Uguali Diversamente e quindi non è un problema.

Adesso guardiamo al futuro per cercare un nuoto disabili tornando un po’ all’antica, assorbendo anche gli altri Comuni e vedremo la situazione gestionale, perché non dimentichiamo che attualmente noi, come Amministrazione Comunale, come Comune, come città di Rovigo, nel progetto paghiamo i costi della piscina anche per gli altri Comuni, e quindi teoricamente i nostri cittadini si trovano a pagare il doppio: pagavano una parte per i 16 Comuni, perché avevamo un introito ridotto, e pagavano per un disabile nostro.

Adesso dal 3 novembre, quando avrò l’appuntamento con il responsabile dell’ASL, con cui già telefonicamente ci siamo scambiati tutte le opinioni e i dati, però di fatto andremo a sistemare anche la parte economica perché altrimenti l’Amministrazione Comunale, il Comune è scoperto nei confronti dell’ASL.

Intervento n. 117
Pagina 22
Punto 3

Ratifica deliberazione di Giunta Comunale n. 274

Assessore

Leggi intervento

All’inizio ci sono, programma normale, soldi in bilancio per tot disabili. Poi durante il percorso, sempre la solita asta, durante il periodo, durante l’anno le cose logicamente variano, i soldi per il nuoto disabili possono anche diminuire e poter intraprendere altre politiche di carattere sociale come è avvenuto, nel senso che all’interno delle politiche sociali si è trovato delle risorse per andare ad aderire al progetto Anti Violenza e quindi come tal e accedere anche ai contributi regionali.

Per quanto riguarda quindi il fatto della copertura finanziaria, perché è questo che a noi interessa, quanti soldi servono per fare il nuoto disabili nostro. Servivano 11.000 euro complessivamente: 9.000 per quanto riguarda il contributo, 2.000 per quanto riguarda ore acqua. Su queste robe qua abbiamo chiuso l’accordo.

Di fatto è molto meno di quello che pagavamo in passato, quando all’USL andavamo e sempre con una media di 36, 40, 35, 38 aderenti al progetto di carattere sociale. Il progetto perché costa così? Perché insieme agli istruttori, in un rapporto uno a uno, ci sono anche delle OSS che aiutano logicamente i disabili nelle sue attività extra fuori dalla piscina, almeno in questo bando questo è quello che è previsto.

Quello che era in passato, a me onestamente poco interessa. Che cosa succedeva fino ad oggi?

Fino ad oggi, da quando il Comune si è tirato via, aveva affidato al CSI un servizio, il quale il servizio lo faceva facendosi pagare dagli utenti 10 euro al mese, 10 euro si pagava, adesso non so se al mese o a lezione, roba del genere, però è quello che si faceva pagare prima, ed è quello che si faceva pagare anche adesso fino a ieri perché lo facevano in forma privata, cioè il CSI faceva un servizio in forma privata in cui il disabile di Rovigo poteva aderire o meno.

Attualmente questo è il servizio del Comune, questo è il servizio del Comune, ripeto, in cui il disabile non paga nulla, è tutto coperto all’interno del sistema per il bilancio attraverso quella copertura che abbiamo detto, in cui c'è dentro tutto il progetto in essere. Io credo di non avere altro da dire.

Per il 2017, quindi su quello che succederà nel bando 2017-2018, lo costruiremo assieme all’ASL, vedendo se le teorie che abbiamo noi o le teorie che avranno loro potranno mettersi insieme secondo un progetto diverso, oppure quanto meno più equo per quanto riguarda tutti gli utenti.

Intervento n. 124
Pagina 23
Punto 3

Ratifica deliberazione di Giunta Comunale n. 274

Assessore

Leggi intervento

Forse non mi sono spiegato bene o forse avrò un difetto di espressione. Io credo che la delibera, siccome la delibera è firmata e sottoscritta dal Dirigente, e quindi è un percorso istituzionale finito. La delibera supera qualsiasi forma di scrittura che ci può essere di verbale o roba del genere.

La delibera è la delibera. La delibera è la legge per quanto riguarda il Comune di Rovigo, è l’intrapresa di un percorso. La delibera è la chiusura e quindi, nel momento in cui la Giunta ha approvato la delibera, vuol dire che tutto è a posto.

Se poi non volete crederci, a me non me ne frega mica niente, la delibera va avanti, c'è ed esiste.

Intervento n. 126
Pagina 23
Punto 3

Ratifica deliberazione di Giunta Comunale n. 274

Assessore

Leggi intervento

Ho capito. Se lei vuole l’incartamento precedente alla delibera, è superato dal fatto che c’è la delibera, perché la delibera è l’atto conclusivo. Non si può fare una delibera se non vi è un accordo delle parti, perché non è che facciamo i falsi, perché sarebbe gravissimo.

Forse abituati in maniera diversa, qua questa Amministrazione è abituata sulle regole, e sulle regole vuol dire che le robe si fanno se sono completate, e quindi se c'è un iter completo, anche perché il Dirigente che se ne prende la responsabilità, non credo che sia talmente sciocco da cercare di fare del falso in atto pubblico, prima cosa. Seconda cosa, per quanto riguarda il 2016/2017, il nuoto disabili 2016/2017 è del Comune di Rovigo e basta. Noi non stiamo facendo quello insieme.

Utilizziamo l’appalto dell’ULSS per individuare il soggetto gestore, l’abbiamo utilizzato secondo quello che dice la norma. Per quanto riguarda il 2017/2018 lavoreremo insieme all’ULSS su quale opportunità migliore è per i nostri utenti. Per quanto riguarda il numero degli utenti, 40 è ampiamente sopra a quello che fino adesso hanno utilizzato il nuoto disabili a Rovigo.

Intervento n. 143
Pagina 27
Punto 4

Ratifica deliberazione di Giunta Comunale n. 296

Assessore

Leggi intervento

Se lei fosse una neofita della politica, capirei la sua domanda, ma avendo lei un’esperienza ormai come me decennale...

Intervento n. 145
Pagina 27
Punto 4

Ratifica deliberazione di Giunta Comunale n. 296

Assessore

Leggi intervento

Diciamo che io mi ricordo di lei nel’Amministrazione Avezzù, e quindi insieme con me. Eravamo dalla stessa parte, si ricorda a quell’epoca? (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 146
Pagine 27–28
Punto 4

Ratifica deliberazione di Giunta Comunale n. 296

Assessore

Leggi intervento

In ruoli diversi, però non abbiamo mai mangiato insieme per fortuna, però non è di primo pelo neanche lei. Quindi sa benissimo come funziona l’Amministrazione Comunale e sa anche come si costruiscono i bilanci, e quindi sa anche che nell’Amministrazione Comunale ci sono delle scadenze in cui si possono programmare, si sa quando si arriva, si sa che ci sono delle variazioni di bilancio, si sa che ci sono degli assestamenti; si sa che ci sono tutte quelle manovre di bilancio sui quali si trovano gli aggiustamenti.

Il centro Antiviolenza, che non è mai stato chiuso, mai stato chiuso, quindi non è detto che non sia stato scoperto, lasciato andare, ha trovato in questo momento qua il momento del rinnovo, di andare alla ricerca del bando regionale in cui ci sono i soldi; con questi soldi che abbiamo trovato all’interno dello stesso panorama che è sociale, perché abbiamo risparmiato su altre situazioni in cui abbiamo trovato dei fondi, dei quali fino adesso per un motivo e per l’altro, per carità, gli unici problemi che abbiamo, e ve lo posso dire a voce alta, è il problema casa, non è il problema di sostegno economico, ma il problema è purtroppo il problema casa, e che è una cosa che guarda ad altre situazioni di carattere patrimoniale, sui quali stiamo lottando quotidianamente per venirne fuori, ma sono sempre questioni che rinascono, hanno radici questo lontane, sulle quali potremmo anche disquisire sulle politiche di carattere della gestione finanziaria che risalgono fino agli anni 90: al rinegoziazione dei mutui, alle disponibilità.

Per cui potremmo tornare ai tempi antichi, andare a guardare se è nato prima l’uovo o prima la gallina, nel senso di come è stata gestita la parte finanziaria che poi ha portato i Comuni ad essere anche con un potere di indebitamento più limitato o con minore risorse per quanto riguarda gli investimenti.

Però tutto questo, che va fa parte di una politica finanziaria gestionale su cui potremmo discutere tanto tempo, ma non credo che sia il caso, arriviamo al fatto che noi, come servizi sociali, non abbiamo ancora lasciato andare nulla.

Purtroppo abbiamo delle difficoltà, anche prima sono uscito per una nuova emergenza abitativa, un nuovo sfratto di una famiglia, due bambini minori, arrivano, disperazione, e questo purtroppo da quando ci sono io, da 15 giorni, ai servizi sociali, è una quotidianità ed è una quotidianità su cui mi confronto con l’Assessore Saccardin per riuscire in qualche maniera a sostenere e a trovare quanto prima delle soluzioni, se queste si possono trovare.

Però tornando al discorso della variazione al bilancio, la variazione al bilancio è una variazione fatta appositamente nella normalità di una procedura amministrativa in cui, alla necessità, si trovano le risorse, senza chiudere nessun sportello, il nuoto disabile è garantito, il Centro Antiviolenza è garantito, e avanti così.

Tra l’altro fra pochi giorni faremo anche un altro storno per quanto riguarda all’interno dei servizi sociali sempre un altro capitolo, in cui andremo a tirar via dei soldi che ci sono in più e li sposteremo sull’assistenza ai bisognosi, che è una cosa normalissima che si fa all’interno della parte gestionale dei capitoli che ogni settore ha.

Intervento n. 289
Pagine 57–58
Punto 12

Mozione:Parcheggi gratis nel fine settimana

Assessore

Leggi intervento

E’ tutto normale ciò che succede oggi. Quando lei era ancora giovincella, ed io ero già qui, raccogliemmo 2.500 firme in qualche giorno per fare un referendum, un referendum contro il Corso del Popolo; 2.500 firme, cioè tutta la gente voleva il Corso del Popolo aperto, e poi invece fu chiuso. Con questo voglio dire che alla fine la raccolta delle firme su un atto in cui si invoglia tutti quanti a dire “facciamo una cosa, facciamo l’altra”, facciamo presto a raccoglierle.

Se vogliamo anche oggi noi possiamo raccogliere 2.500 firme, 3.000 firme, tutte quelle che vogliamo per cercare di fare qualcosa su cui sappiamo che sicuramente attecchisce la gente. Ma il problema è quando si fanno gli amministratori, che è una cosa molto diversa. Lei dice giustamente, ma è logico, il suo ruolo di opposizione è questo.

Il suo ruolo di opposizione è quello di dire “io voglio, voi dovete trovare, a me non me ne frega, non faccio l’Assessore al Bilancio, non faccio i bilanci, non faccio maggioranza, non ho le responsabilità di governo, non ho la responsabilità di garantire i servizi; siete voi che siete in maggioranza, siete voi che avete vinto le elezioni, siete voi che dovete governare, siete voi che dovete trovare le risorse per fare questo”. E ha ragione. Su questo ha ragione.

Ma proprio perché ha ragione di questo, io la metterei davanti ad una scelta, proprio perché lei è anche esperta in materia, di conoscere in maniera approfondita il bilancio del Comune.

Lei vedrebbe sicuramente quali sono le poste fisse, quante sono le poste libere, e come ha visto prima, con la critica sua e della sua collega Romeo, quando ha detto “avete arzigogolato sulle stesse risorse per trovare dai Servizi Sociali i soldi per i servizi sociali, magari dai Lavori Pubblici i soldi per i lavori pubblici, non stanziando nuove entrate, ma cercando di”. Lei ha ragione, dice “non ditemi storie sulla mancanza di soldi”.

Ma io le posso dire - ma non glielo dice l’Assessore Garbo - che se buttiamo 5 centesimi per terra probabilmente tutti noi nove della Giunta ci azzanniamo per quei 5 centesimi. Perché? Perché la situazione è questa.

Lei dice, giustamente, dei 750.000 euro che abbiamo trovato per qualcosa, il milione che abbiamo trovato per altro, i debiti fuori bilancio, questo ci insegna che un buon padre di famiglia, e questo dice il Testo Unico dei Enti Locali, la 267, la conduzione dell'Amministrazione è come un buon padre di famiglia, ed il buon padre di famiglia deve sapere quando può e quando non può.

Con questo non dico che l'Amministrazione non stia pensando a soluzioni, certo sta pensando, sono mesi che pensa a soluzioni su quali possono essere le politiche adatte sia a livello di parcheggi e sia a livello di rivitalizzazione del centro storico, perché siamo una Giunta che, per carità, forse ancora adesso stiamo ancora seminando. Dicevano in campagna “è meglio seminare l'erba su un terreno ben arato e ben fresato che buttarla così a caso”.

E noi siamo quelli che stiamo preparando bene il campo, cercando di seminare il meglio possibile, per avere il raccolto migliore per quanto riguarda la città ed il centro storico. E questo è testimonianza, i frutti li vedremo, perché da buoni agricoltori, e quali ci sentiamo di essere, siamo convinti che la pianta sarà florida nella sua raccolta. Grazie.

Intervento n. 292
Pagina 58
Punto 12

Mozione:Parcheggi gratis nel fine settimana

Assessore

Leggi intervento

Scusi Presidente, il Consigliere Menon ha detto “questa è una mozione politica”, non ha detto “è una mozione tecnica”, perché io entro nella politica. Se lei vuole la risposta tecnica, facciamola tecnica, non ho mica problemi su questo!

Intervento n. 342
Pagine 69–70
Punto 12

Mozione:Parcheggi gratis nel fine settimana

Assessore

Leggi intervento

Grazie. Devo dire che è interessantissimo fare politica, anche se riusciamo a dialogare su questo, specialmente su alcune tematiche, come quella del commercio, che poi nasce dai parcheggi, ma arriviamo a parlare di temi più importanti. Certo, se vogliamo entrare sulla politica del commercio, dovremmo cominciare a pensare a come vediamo il commercio del centro storico, ma com’è cambiata anche l’abitudine della gente.

Il ragionamento che io faccio ogni volta che io mi interfaccio con i commercianti del centro, io sono una persona normale, con una famiglia normale, che lavora normalmente, e che finisce alle sei di sera, alle sette di sera di lavorare. Dove vado a servirmi se ho un’urgenza? E’ normale, dove faccio prima.

E quindi è normale portarsi verso il centro commerciale, perché è lungo la strada, o altre cose. Questo non interferisce sul fatto che ci sia il parcheggio o meno, è il discorso della rapidità, del fatto che si esce alle sette da lavorare, alle sei e mezza, e hai bisogno rapidamente di avere qualcosa. La difficoltà è cambiare la mentalità che il mondo del commercio deve fare: deve pensare di essere un commercio di servizio, e al servizio della gente, e non la gente al servizio del commercio.

E’ un’inversione di tendenza, che è culturale, e che capisco che è difficile da cambiare, ma questo lo si nota ogni volta del perché sempre più spesso ci sono i venerdì rosa, i sabati neri, le domeniche bianche, i lunedì gialli, e così via. Perché? Perché proprio l’andare incontro, il cercare di attrarre le persone verso le ore in cui questi sono disponibili, che è la sera, sono indubbiamente per i centri storici un tocca sana.

Il buon padre di famiglia, come diceva Antonio Rossini, che sicuramente anche lui ha delle esperienze in tal senso, io devo guardare non il buon padre di famiglia solo da parte del commercio, perché Bergamin non ha solo il commerciante come figlio, ma come figli ha il trasporto scolastico, ha le mense scolastiche, ha i servizi sociali, ha il versamento della TARI sui rifiuti, ha anche i contributi alle scuole, ha le società sportive, ha i lavoro pubblici. Ha tanti figli.

Non ha solo la figlia bella, o la figlia brutta, o la figlia che deve fare un lifting particolare; non è che dobbiamo fare il seno al centro storico. In questo momento qua dobbiamo dare il latte invece a qualcuno da mangiare o meno. E per questa cosa qua credo che la scelta più oculata è quella che non dobbiamo guardare l’estetica, ma dobbiamo guardare dare la sostanza.

E’ questo il buon padre di famiglia che fa. Per quanto riguarda la situazione economica, ha ragione l’ex Assessore Romeo. Lei ha fatto la delega al commercio per cinque anni, e so che ha combattuto tantissimo quando c’era stato anche con Azzalin il problema del centro storico, certamente.

Cioccolandia ce la ricordiamo tutti quanti quando lei minacciò le sue dimissioni se Cioccolandia veniva trasferita alla fattoria. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 343
Pagina 70
Punto 12

Mozione:Parcheggi gratis nel fine settimana

Assessore

Leggi intervento

Sì, ce la ricordiamo. Però anch'io riporto una cosa a memoria: quando nel 2001-2004 eravamo assieme, ed io facevo l’Assessore ai Lavori Pubblici..... (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 344
Pagina 70
Punto 12

Mozione:Parcheggi gratis nel fine settimana

Assessore

Leggi intervento

Lei è arrivata nel 2002-2003 in Giunta con noi, vero Avezzù?

Intervento n. 346
Pagina 70
Punto 12

Mozione:Parcheggi gratis nel fine settimana

Assessore

Leggi intervento

2003, sì. Io facevo l’Assessore ai Lavori Pubblici a quell’epoca, e gestivo 10-15 milioni all’anno, ed era diverso dai 500.000 euro che adesso ha Saccardin, un po’ diverso, nel senso che all’epoca era più facile andare a partecipare a bandi, perché i soldi fanno soldi, e quando si aveva la disponibilità dell’epoca si poteva andare benissimo. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 347
Pagina 70
Punto 12

Mozione:Parcheggi gratis nel fine settimana

Assessore

Leggi intervento

Certo, ha ragione, ha ragione. Il lodo Baldetti andiamo a guardare la firma della convenzione quando nasce, in che periodo, chi la firma, e guarderemo anche il periodo storico in cui nasce, perché la cosa curiosa, come dice il Consigliere Menon, è guardare sempre carta canta e villan dorme, chi firma, chi fa. Lodo Baldetti, il Maddalena.

Questo è l’interessante della cosa, su cui ci sono delle parentesi nella vita di ognuno di noi, della politica, in cui succede qualcosa. Ed è interessante su questo il confronto. Tornando al discorso, il principio su cui nascono i parcheggi blu, la Consigliera Romeo se lo ricorda benissimo, nasce sul principio della rotazione.

Perché? Perché una volta c'era a Rovigo un vecchio Vigile che si chiamava Manina.

Il Vigile Manina aveva un vizietto, perché allora non c'erano gli smartphone o altre cose, non poteva fotografare le targhe, ma aveva il gesso in tasca: andava e faceva un segnetto sulle gomme della macchine e l'asfalto, perché andava a sentire chi stava stabilmente su quel posto, con il disco orario, e lui ogni volta andava là, girava il disco orario, e lui faceva il segnetto sulla ruota, così andava a dire “Rossini sei un negligente, perché mantieni sempre la macchina nello stesso posto e vai a girare il disco orario”.

La filosofa che purtroppo conosciamo è che il passaggio a parcheggi a pagamento, specialmente nei centri storici, in tutti i centri storici, è proprio stata penalizzata alla rotazione, per dare la possibilità alla gente di utilizzare il centro storico, e quindi di andare verso le attività produttive che, in alternativa, non avrebbero potuto avere la frequentazione delle persone, proprio per questo tipo di tipologia di occupazione del parcheggio, fatto stabilmente, anche dei residenti.

Voi pensate che in centro storico noi abbiamo 945 posti auto, e abbiamo circa 10 famiglie che ci stanno, più un numero innumerevoli di uffici, visto che, essendo Rovigo comune capoluogo, ha il Tribunale, la Prefettura, la Polizia, la Questura, ha tutti i servizi. 260 abbonamenti abbiamo, tra l'altro, anche su questi che pagano l’abbonamento annuale. Voi pensate se noi mettiamo le condizioni che sia gratuito il parcheggio in queste ore.

Secondo voi alle otto di mattina chi si piazza lì e lo trova gratuito, lo lascia dopo un’ora, lo lascia dopo due ore? (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 348
Pagine 70–71
Punto 12

Mozione:Parcheggi gratis nel fine settimana

Assessore

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Ma resta in centro, resta in centro probabilmente a lavorare o a fare le cose. Chiudo con un fatto, con una nota, perché è giusto che ci sia una correzione: il Polesine non è vero che è tra i più alti d’Europa, il Polesine nei metri quadri per abitante.... (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 349
Pagina 71
Punto 12

Mozione:Parcheggi gratis nel fine settimana

Assessore

Leggi intervento

Benissimo! Rovigo è la terza nel Veneto, prima c'è Vicenza e.... (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 350
Pagina 71
Punto 12

Mozione:Parcheggi gratis nel fine settimana

Assessore

Leggi intervento

Consigliere Romeo, guardi il sito della Camera di Commercio, e non venga, per cortesia, perché il piano commerciale lo stiamo facendo adesso, i dati li abbiamo freschi, e quindi, per cortesia, per cortesia.... (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 351
Pagina 71
Punto 12

Mozione:Parcheggi gratis nel fine settimana

Assessore

Leggi intervento

E’ di tre mesi fa, la Camera di Commercio.....

Intervento n. 353
Pagina 71
Punto 12

Mozione:Parcheggi gratis nel fine settimana

Assessore

Leggi intervento

Lei si fidi, lei si fidi, se vuole, non di me, ma del sito della Camera di Commercio, che pone Rovigo come terza nel Veneto. Primi come capoluoghi ce ne sono altri; l’ultimo capoluogo in proporzione è Padova, che ha lo 0,9. Noi siamo a 1,6. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 354
Pagina 71
Punto 12

Mozione:Parcheggi gratis nel fine settimana

Assessore

Leggi intervento

Ma lei non mi ascolta, lei si lamenta che non la ascoltiamo!

Intervento n. 356
Pagina 71
Punto 12

Mozione:Parcheggi gratis nel fine settimana

Assessore

Leggi intervento

Noi ribadiamo il fatto che in questo momento qua per quanto riguarda l'Amministrazione non è accettabile questo tipo di mozione. Come ha sottolineato il Consigliere Borella, noi stiamo lavorando per trovare delle incentivazioni, se è possibile, ci stiamo lavorando sopra, perché logicamente anche questo non è facile.

Voi ricordatevi soltanto che abbiamo una parte di parcheggi che sono vincolati al sostegno di un progetto di finanza, che è di Piazza XX Settembre, quindi bisogna trovare sempre un equilibrio, perché cercare di falsare gli equilibri economici ci porta anche a falsare quella che è una storia per quanto riguarda progetti di finanza ed altri che hanno un piano finanziario che è ben strutturato e positivo.

Quindi, per quanto ci riguarda, proprio per questo, come Amministrazione Comunale non possiamo accettare la mozione. Grazie.

20 settembre 2016

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

5 interventi
Intervento n. 82
Pagina 16
Punto 1

Interrogazioni ed interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Della serie domandare è lecito, rispondere è cortesia, io farò altrettanto: chiamerò la compagnia sicuramente, e scriverò se c'è questa opportunità.

Intervento n. 158
Pagina 28
Punto 2

Ratifica deliberazione di Giunta Comunale n. 220 del

Assessore

Leggi intervento

Sull’indagine fonometrica il 19 maggio ebbi l'occasione, insieme all’Assessore Sguotti, di incontrare le associazioni di categoria, che volevano organizzare eventi musicali, ed io li invitai già allora a presentare la certificazione del non superamento dei limiti del rumore, come previsto dalla zonizzazione acustica, anche se in deroga per quanto riguarda l’orario dalle 23 alle 24, che non voleva dire in deroga al rumore, ma voleva dire arrivare al massimo del rumore per quanto riguarda quella fascia oraria per tornare alla giornaliera.

Cosa succede? Loro non hanno presentato nessuna certificazione, per cui l'Amministrazione, per tutelarsi, oltretutto, ma anche per fare una verifica, ha pensato di organizzare un controllo, attraverso uno strumento certificato, Acreria, per fare questo. Abbiamo chiesto un preventivo di massima, abbiamo chiesto il finanziamento, per poi procedere per andare.... (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 159
Pagine 28–29
Punto 2

Ratifica deliberazione di Giunta Comunale n. 220 del

Assessore

Leggi intervento

Il finanziamento l’ho chiesto all’Ufficio Ragioneria, il quale me l’ha concesso a fine luglio, ma poi, problemi di ferie ed altre cose, diciamo che l’impegno di spesa è stato fatto troppo tardi rispetto ai tempi in cui bisognava essere operativi, per cui abbiamo provveduto a ritirare il finanziamento perché non più utile. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 160
Pagina 29
Punto 2

Ratifica deliberazione di Giunta Comunale n. 220 del

Assessore

Leggi intervento

No, non era un’indagine fonometrica su tutta la città; era un’indagine fonometrica all’interno delle abitazioni in occasione degli eventi che vanno in deroga. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 161
Pagina 29
Punto 2

Ratifica deliberazione di Giunta Comunale n. 220 del

Assessore

Leggi intervento

Ogni misurazione ha un costo preventivo, ci sono 2.000 euro che equivalgono a circa 15-16 misurazioni, che erano dati sufficienti per avere il monitoraggio di quello che era il momento, anche perché la nostra è un’azione di verifica, non è una misura, e noi dobbiamo solo verificare che quello che loro dichiarano sia coerente.

30 giugno 2016

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 70
Pagine 40–42
Punto 2

Interrogazioni e interpellanze

Assessore

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Sì sì, assolutamente sì.

Martedì scorso avevo invitato per una conoscenza reciproca i commercianti del centro storico e le Associazioni di categoria, ma la motivazione era una presentazione del programma per quanto riguarda l’Amministrazione che io in questo momento rappresento da quando sono arrivato, affrontando le problematiche che abbiamo sul tavolo e che hanno una tempistica di urgenza, che sono la risoluzione definitiva e la modifica, le risposte e quanto serve per quanto riguarda proprio la legge 50 per quanto riguarda i mercatali, sia per quanto riguarda il mercatale su area esterna, su area pubblica, e sia per quanto riguarda la parte del piano del commercio che è all’interno del piano degli interventi che il Sindaco ha in programma di attuare entro fine anno, e sul quale stiamo lavorando insieme con l’Assessore Moretti e l'ufficio urbanistica.

Abbiamo individuato le priorità che secondo me politicamente devono essere portate avanti anche in coerenza con il programma elettorale del Sindaco Bergamin, che riguardano proprio le politiche sul commercio su area diciamo pubblica. Sapete benissimo che ci sono delle normative che prevedono che per il prossimo anno a maggio scadono le licenze per quanto riguarda la fiera, mentre a dicembre del prossimo anno scadranno le licenze per quanto riguarda i mercati.

E’ indubbio che a questo punto qua bisogna creare un percorso di lavoro, creando le nuove norme, definire i nuovi confini o i nuovi parametri su cui andare a costruire i bandi che ci porteranno ad avere per i prossimi dodici anni un sistema mercatale, coerente con quello che è la città di Rovigo e con le proprie necessità.

Tra queste abbiamo individuato che per esempio per quanto riguarda la fiera, il problema riguarda la concomitanza e la coincidenza con i plateatici su cui auspichiamo arrivino quanto prima queste autorizzazioni della Sovrintendenza, che alla fine fa sì che l’imprenditore possa stabilizzare definitivamente questa situazione di precariato che ci portiamo avanti ormai da tanto tempo.

La seconda per esempio da parte della sicurezza, nel senso che non è possibile che la decantata sicurezza che dovrebbe esistere nella fiera, quindi tra banca e banca, attualmente non esiste perché di fatto essendo speculari, il fronte delle banche, con i teloni che portano per la copertura, impediscono a qualsiasi mezzo di soccorso di passare in mezzo senza fare un rastrellamento di tessuti e di strutture varie.

Il terzo principio è il fatto che non è possibile, per agevolare un tipo di sistema, penalizzarne un altro, nel senso che deve esserci una convivenza tra gli operatori mercatali che vengono qua saltuariamente o meno, con gli operatori fissi stabili, quelli del commercio stabile, che sono quelli che mantengono le famiglie tutto l’anno a Rovigo e sono quelli che ci pagano le tasse a Rovigo, sono quelli che vivono e auspicano che quando arriva il mercato, la fiera e altre cose, sono quelli che gli riempiono anche a loro il cassetto, e quindi come tale poter vivere anche loro un momento di gloria e di fiera effettivo.

E quindi ecco che abbiamo pensato che nella prossima fiera, non in quella di ottobre 2016, ma in quella che sarà nell’ottobre 2017, ci possa essere che il fronte delle banche sia di fronte alle vetrine dei commercianti, in modo tale che uno che cammina possa avere il confronto tra la vetrina e la banca, ma non perché ci sia un confronto, ma perché abbia l’opportunità di visitare entrambe, e quindi fare la scelta nel libero mercato di come è previsto dalla legge.

Tra l’altro proprio la legge 50 prevede che ci deve essere il libero mercato. Altra condizione: in questo sistema qua si mette la sicurezza perché, mettendo le spalle di ogni banca all’interno di un perimetro, si lascia un corridoio di sicurezza in mezzo per quello che serve proprio per i mezzi di soccorso perché attualmente non arriverebbero mai, ma con questa soluzione potrebbero raggiungere chi, speriamo non ne abbia mai bisogno, ma che purtroppo succede.

Abbiamo verificato per esempio una cosa, che c'è la corsa al centro storico. Allora se il centro storico ha un valore diverso, ha un’importanza diversa dalla parte periferica delle fiere e mercati, ci deve essere anche una valutazione diversa della domanda e offerta. E’ una questione anche economica che riguarda il Comune.

E’ anche una questione di pari opportunità, nel senso di dire “Non è giusto che lo queste commerciante o lo stesso operatore che partecipa alla gara, se è in una posizione più svantaggiata, paghi quanto quello che è in una posizione più vantaggiata”, e quindi come tale ci deve essere un equilibrio anche di carattere tariffario sul quale dobbiamo studiare con l'ufficio tributi.

Sono una serie di progettualità che abbiamo, che riguardano in questo momento la fiera, poi per il mercato; per esempio la fiera, tornando al discorso, il principio è che non deve essere un altro mercato la fiera, cioè la tipologia merceologica non deve essere la stessa cosa che abbiamo del martedì bis, perché altrimenti non ha il senso di fiera, perché diventa solo un mercato stabile di quattro giorni rispetto a un qualcosa di veramente innovativo, di qualcosa di novità, perché altrimenti la gente si stanca e non riesce più a trovare neanche lo stimolo per essere attratta da una fiera, quindi da un centro che porti, ma solo un minuto di passeggiata tradizionale e basta.

Quindi anche la scelta merceologica è importante ed è un altro obiettivo che noi abbiamo messo all’interno di un bando diverso, con una limitazione, non numerica, perché per adesso non abbiamo fatto numeri; abbiamo creato superfici. Adesso nel piano mercatale abbiamo individuato l’area, ci sono i tecnici che dicono “Ogni banca occupa tot spazio”, per cui in base all’area destinata si fa la cosa.

Per quanto riguarda la parte del mercato del martedì, è logico che abbiamo verificato che la città al martedì è una città bloccata, e quindi come tale l’intenzione che abbiamo in linea generale è quella di spostare il mercato all’interno dell’area pedonale, allargando magari a qualche via attualmente transitabile ma che può essere chiusa, in maniera tale da creare un perimetro di viabilità attorno che renda accessibile il centro storico a tutti, che attualmente questo non succede, perché con 170 banche che occupano circa 2 chilometri e mezzo, è impossibile per chiunque che voglia farlo, a visitarlo tutto innanzitutto, ma soprattutto di godersi la città perché questo è impossibile.

Ci sono una serie di altre cose che però spero che quando avremo l’occasione, o in Consiglio Comunale o in Commissione apposta, perché ho chiesto anche a Raule di organizzarla assieme per discuterne, perché l’obbligo del Comune di Rovigo e dell’Amministrazione è quello di partecipare, cioè con le Associazioni di categoria e con i commercianti di renderli partecipi.

La condivisione è una cosa; dopo possiamo fare anche un programma siccome dobbiamo correre velocemente; poi eventuali modifiche le faremo durante il percorso dei dodici anni, perché logicamente dobbiamo partire, questo è essenziale, però quanto prima penso che con Stefano Raule, Presidente della Commissione, ci troveremo in maniera più operativa e anche con maggior tempo a disposizione.

Intervento n. 112
Pagina 49
Punto 2

Interrogazioni e interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Nessun problema, ci fermiamo un attimino, martedì il Presidente ha già convocato la Commissione sul commercio. Tra le varie ed eventuali metteremo nel programma anche una discussione, valutando il fatto dei costi, che logicamente insieme valuteremo per quelle che sono le disponibilità e i costi relativi del posizionamento di nuovi guardrail in sostituzione di quelli non agibili o in un programma di investimenti futuri.

18 maggio 2016

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 408
Pagine 83–84
Punto 9

Interrogazioni ed interpellanze

Assessore

Leggi intervento

Intanto ringrazio tutti quanti dell’auspicio. Il problema maggiore per quanto riguarda il trasporto pubblico è da verificare, perché voi sapete che noi siamo retribuiti a chilometraggio, nel senso che abbiamo un limite massimo di chilometraggi da fare, quindi qualsiasi modifica al piano trasporto pubblico urbano deve essere, e aggiustando le corse attuali, recuperando il chilometraggio necessario per arrivare a fare questo tipo di fermate.

Verificheremo con il gestore se questo sarà possibile ed in che modalità si può fare.

Se questo è necessario, se il confronto maggiore sarà per una corsa continuativa, o in coincidenza con magari qualche corsa per le ferrovie, treni e altre cose, o se è una cosa che è necessaria per il sistema della città stessa, nel senso che non credo che sia una corsa come l’ospedale, ogni quarto d’ora, ma si può essere a seconda di quelle che sono le visite e gli orari, e questo lo studieremo fra i responsabili delle carceri, l’Azienda Pubblica che gestisce, e l'Amministrazione Comunale.

22 marzo 2016

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

17 interventi
Intervento n. 6
Pagine 4–12
Punto 1

Relazione del Presidente di Ecoambiente SpA

Presidente di Ecoambiente

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Grazie e buongiorno a tutti. Un pensiero prima di iniziare: per me è un onore tornare in questa sala che ho vissuto qualche lustro. Ecoambiente non è una S.p.A..

E’ una S.r.l. ancora, una S.r.l. strana, perché è una S.r.l. con 30 milioni di fatturato e con 260 dipendenti è una struttura importante. Infatti uno degli obiettivi sarebbe quello poi di trasformarla in S.p.A. per avere anche una maggiore incidenza sull’attività. E’ nata del nel 2012, mettendo insieme Ecogest, che faceva il servizio sui 49 Comuni, e l’azienda del Comune che era ASM S.p.A., che a sua volta aveva scisso il ramo d’azienda in ASM Ambiente e quindi aveva messo ASM Ambiente e Ecogest.

Da lì viene fuori proprio Ecoambiente. A quell’epoca, per chi c’era è un ricordo, per chi non c'era è una notizia, furono fatte delle perizie di stima e ci trovavamo a quell’epoca con una società capitalizzata a livello patrimoniale che era ASM Ambiente, e una società di servizio, puramente servizio, senza capitali che era Ecogest. Differenza.

La differenza era che Ecogest faceva il servizio con i capitali del Consorzio Rifiuti. Per la discarica c'era un accordo. Il separatore era nato in quest’aula nel 1995, ma era di fatto del Consorzio Rifiuti.

Quindi era una società che utilizzava in concessione gli impianti del Consorzio. Quando fu fatta la fusione a quell’epoca, fu fatto un valore di concambio: 5 milioni era il valore di ASM Ambiente, 5 milioni era il valore di Ecogest. La differenza era che Ecogest era una partecipata da ASM Ambiente per il 33,3%, cioè un terzo di quell’azienda era di ASM.

Perché questo? Perché quando è nata Ecogest nel 2001, Ecogest non aveva una parte dei servizi che ASM aveva, quindi aveva bisogno di uno start up. Lo start up fu fatto mettendo insieme Ecogest, e quindi i contratti che aveva preso sul Comune, aveva preso il Comune di Rovigo quindi ASM S.p.A. come partner, e Vesta, la società che ora si chiama Veritas di Mestre, perché aveva il termovalorizzatore all’epoca.

Noi avevamo il separatore, produzione di cdr, il termovalorizzatore. Poi Vesta ha ceduto delle quote, che furono comprate metà dal Consorzio Rifiuti, metà da ASM Ambiente, e quindi ASM diventa proprietaria di Ecogest per quel terzo che poi ora pesa tanto nel sistema. Perché poi?

Perché poi nei cinque milioni di valore di ASM Ambiente c'erano compresi la parte patrimoniale, l’ecocentro della zona industriale rispetto ad altri immobili e così via, che avevano un valore di circa tre milioni e mezzo, tre milione e 700.000, e la parte contrattuale ruoli per 1.200.000 euro. Dall’altra parte avevamo Ecogest che portava pochissimo patrimonio, quasi nullo, ma portava i ruoli e quindi quello che era il peso dei clienti fu dato in 5 milioni di euro, che era il valore del concambio.

Quindi quando adesso si dice che i Comuni sono clienti, effettivamente il loro peso di cliente è stato messo sul piatto dando un valore di 5 milioni di euro, perché altrimenti nel valore patrimoniale non c'era questo. E’ una parte importante. Logicamente sommando le quote, viene fuori che Ecoambiente attualmente è partecipata per il 66,6% dal Comune di Rovigo, ASM, e per il 33% dal Consorzio Rifiuti che rappresenta i 50 Comuni.

Anche qua siamo all’interno dei 50 Comuni, perché logicamente il Comune di Rovigo è membro, componente del Consorzio Rifiuti per il 20%. Fatta questa parte di storia, nel maggio 2013 viene approvato un piano industriale. Nel piano industriale, che ancora oggi è attuale perché purtroppo è un piano industriale fatto per il 2013-2015, in un momento anche di difficoltà della società (Consiglio di Amministrazione), nel 2015 subisce praticamente un forte rallentamento.

Il fatto che siano cambiati diversi Presidenti, ricordo che nel giro di tre anni io sono il quarto gestore del sistema, perché prima ci fu Nicoli, poi ci fu Mancin, poi ci fu il Collegio dei Sindaci e adesso ci sono io e questo C.d.A. che rappresento. Logicamente questo porta sì che le politiche siano anche un po’ rallentate, però di fatto sempre nell’intenzione di creare delle positività. In quel piano industriale vi sono dei passaggi importanti.

Il primo è l’obiettivo ambientale che lui si porta. E’ scritto a chiare lettere nel piano industriale che uno degli obiettivi sono il rispetto dell’ambiente, l’efficacia, l’efficienza e roba del genere, ma soprattutto meno rifiuti in discarica, più vita ai rifiuti, più riciclaggio, e più valutazione del rifiuto.

E’ un po’ il sistema che l’ambiente e la Regione Veneto ha voluto specificare nell’ultimo piano dei rifiuti del 2015, dove fissa l’obiettivo 76 per il 2020, dove parla di maggiore spinta sulla differenziata e altre cose.

Ecco che quindi quello che viene scritto in questo piano industriale viene di fatto politicamente gestito in maniera diversa quando si parla dell’impiantistica, perché logicamente poi lo vedremo successivamente, se avete la pazienza di ascoltarmi, quando parleremo degli impianti e della situazione attuale. Contemporaneamente sempre in questo piano industriale vi sono anche gli obiettivi di questo, che parla anche degli investimenti. Si parla di meccanizzazione, si parla quindi di tutela dei lavoratori.

Voi sapete benissimo che Ecoambiente in questo momento ha il budget bloccato. Quello che andrete poi a discutere domani, nel prossimo Consiglio Comunale, è frutto di un provvisorio definitivo, nel senso di un budget approvato nel dicembre 2015 ma poi rimesso in discussione dai Sindaci stessi e dai soci del Consorzio, socio Consorzio, non certamente dall’altra parte del socio Comune. Anche in questo caso qua ci trovavamo a fare degli investimenti.

Perché? Perché non è più moderno, non è più attuale la raccolta a sacchi. Si va verso la meccanizzazione che vuole dire celerità, vuole dire capienza, vuole dire anche ordine, vuole dire anche una serie di tutela della salute del personale che attualmente ci vede con circa il 30% del personale che fa servizio operativo, con delle limitazioni fisiche perché logicamente è un lavoro usurante.

Voi pensate soltanto a tirar su sacchi per otto ore al giorno per sei giorni alla settimana che cosa vuole dire, con tutti i rischi che ne comportano.

Su questo ci sono delle prescrizioni, ci sono degli indirizzi, perché nulla viene inventato, ma viene documentato da relazioni, da consigli, da consulti e anche dal fatto pratico che l’inabilità di operatori ci porta a dover aumentare i costi, perché questi operatori che non possono fare quel tipo di servizio non li possiamo lasciare a casa, e quindi devono essere tutelati, ma contemporaneamente il servizio deve essere fatto, e quindi ecco che necessita di altri operatori, esternalizzazioni, e quindi sono costi che aumentano sul sistema tariffario che poi viene ripartito.

Ecco che la meccanizzazione, che è uno degli obiettivi fissati nel piano industriale 2013-2015, viene a pro, perché con la meccanizzazione si recupera questa inabilità. Quindi tutte queste difficoltà di carattere operativo vengono risolte e quindi è un investimento per avere, oltre che un miglior servizio, certamente un risparmio che può essere riguardo al futuro.

Tornando un po’ alla storia, nel 2012-2013 le cose vanno avanti ; voi sapete che nel 2014 Ecoambiente ha vissuto un grande momento di difficoltà di carattere finanziario perché i Comuni iniziavano, per motivazioni politiche, tecniche, a non pagare le fatture; pertanto Ecoambiente fu veramente in difficoltà finanziaria, e questo ha avuto delle ricadute che è elencato, se voi avete avuto la pazienza di leggere il piano di sostenibilità 2014, bilancio di sostenibilità che è pubblicato sul sito di Ecoambiente, lì c'è un bellissimo opuscolo fatto dal Direttore Generale che è iniziata una storia per noi, perché è un documento utilissimo, dove ci sono tutti i dati delle raccolte, di Comuni, ogni Comune singolo, quali sono gli onere finanziari, praticamente anche le penali che ogni Comune ha pagato per i ritardi di pagamento, gli interessi.

Tutto quello è specificato all’interno, quota differenziato, quanto anche economicamente è stato tornato ai Comuni, nel senso quanta è la ripartizione degli utili che vengono fuori dalla vendita della raccolta differenziata. Tutto questo è scritto in questo bellissimo libro che è stato fatto e condiviso dal Consiglio di Amministrazione appena mi sono insediato nell’ottobre del 2015. Logicamente si parla da sempre di fusione, Ecoambiente, Consorzio RSU.

La legge dice che dobbiamo semplificare, avere l'Ente politico e l'Ente gestore, non ci possono essere più Enti gestori all’interno. Noi in questo momento qua avevamo due gestori: avevamo un’azienda speciale che aveva come compito la gestione, ma insieme era anche azienda speciale ed Ente di bacino. Era praticamente controllata e controllore di se stesso.

Questo doveva portare alla semplificazione per la legge regionale, e portare quindi a separare l’atto politico, che è l'Ente di bacino, dall’atto gestionale, che è quella che poi ha fatto nascere Ecoambiente, e quindi la fusione che era in programma. Nel novembre 2014 l’Assemblea dei Sindaci, siamo alla vigilia del terzo anno di vita, del terzo esercizio finanziario da parte di Ecoambiente.

Il Consiglio di bacino si riunisce e i Sindaci decidono di portare avanti la fusione facendo la nomina del perito per quanto riguarda le stime. Che cosa prevedono le stime?

Prevedono che si facciano a delle istanze in Tribunale per la nomina del perito; cosa che non avviene perché poi il Consorzio e Ecoambiente allora, entrambe le realtà, preferiscono baipassare la parte perito per nominare dei tecnici di parte, che verranno fatti nel Dottor Carlin e nel Dottor Giampaolo Capuzzo, che furono i tecnici incaricati di fare le perizie.

Queste perizie, incarico dato all’inizio della primavera 2015, devono essere completate entro fine maggio, per essere poi applicate e arrivare a fusione nei tempi del primo semestre. C’è una particolarità: le perizie devono essere supportate dai bilanci di Ecoambiente e dai bilanci del Consorzio.

Ma c'è una seconda particolarità: dopo di questo, le perizie devono essere approvate dal Consiglio di Amministrazione e quello che succede è la cosa strana: praticamente le perizie hanno un termine di consegna che è posteriore all’approvazione del bilancio logicamente di Ecoambiente, che prevede allo stesso tempo anche la cessazione del Consiglio di Amministrazione in essere, quindi con l’approvazione del terzo esercizio finanziario, quindi maggio 2015, cessa di esistere il Consiglio di Amministrazione di Ecoambiente.

In base alla normativa, da questo momento in poi nessun atto straordinario, come l’approvazione per una fusione può essere attuato. Quindi di fatto si sapeva già in partenza che con l’approvazione delle perizie non poteva essere fatto perché il C.d.A. non c'era e soprattutto in una fase di prorogatio, che era quella di 45 giorni, il Consiglio di Amministrazione poteva fare solo ordinaria amministrazione ma non la straordinarietà, vista l’importanza di portare la fusione.

Successivamente ci fu il Collegio dei Revisori, ma questo era già ininfluente perché l’obiettivo 30 giugno, che era la scadenza delle perizie, era già andato a mare e quindi come tale non era più attuabile. Quindi qua per chiarire una volta per tutte che non ci sono responsabilità di fatto di dire “Mah, il Sindaco ha bloccato o non ha bloccato”.

Era già finita la storia prima ancora che il Sindaco si insediasse qui dentro, perché i tempi tecnici, i tempi della normativa erano già scaduti e non c'era il potere da parte di nessuno, almeno per parte di Ecoambiente, di poter fare qualsiasi atto che portasse alla fusione. E questo, permettete, non è una cosa che stiamo inventando, ma sono documenti alla mano e che sono qua a disposizione, quindi tranquillamente confrontabili.

Arriviamo poi al discorso dei tre mesi in cui ci sono i Revisori dei Conti, che anche questi portano avanti una parte di gestione ordinaria perché anche in questo momento qua loro stimolano e auspicano quanto prima la nascita del Consiglio di Amministrazione, che avviene nei primi di ottobre del 2015. Nel frattempo continua ad andare avanti la raccolta e il conferimento dei rifiuti viene su Sant’Urbano, perché la discarica di Taglietto è ferma.

C’è un problema: ci sono convenzioni, ci sono atti, che vengono firmati, ma c'è un addendum importante che parla, quando si parla dei finanziamenti che Ecoambiente doveva farsi in sostituzione del Consorzio per pagare l’appalto sulla discarica, un importo di 7 milioni di euro più 1.600.000 euro per quanto riguarda il separatore che aveva bisogno di una manutenzione radicale.

Ebbene, in questo addendum alla convenzione del maggio 2015, c'è un patto importante: c'è scritto che il finanziamento sarà attivato solo a fusione avvenuta. Perché? Perché logicamente era la capacità di Ecoambiente di sostenere una spesa per quanto riguarda un patrimonio che aveva, e non certamente per un patrimonio che non avesse avuto.

Ecoambiente ha una vita di società fino al 2050, ma una vita di gestione del ciclo integrato dei rifiuti fino al 31.12.2020. Abbiamo già iniziato il tramonto finanziario per arrivare, perché logicamente più ci avviciniamo alla scadenza di questo, meno il potere di ammortamento che l’azienda ha, è difficile da descrivere.

Voi capite benissimo che noi, quando compriamo un qualsiasi bene che mettiamo a patrimonio, non lo si ammortizza in un anno, ma soprattutto perché gli ammortamenti ricadono in tariffa, e quindi come tale le difficoltà che ci sarebbero è il rischio di aumentare terribilmente. Anche adesso teoricamente si potrebbe mettere a posto il separatore, buttare 1.600.000 euro? Sì.

Però come si fa a mettere 450.000 euro in ammortamento su un anno? Perché dovresti dividerlo. Invece quello che si fa in otto anni o in dieci anni lo devi mettere in quattro, comprimerlo.

Vuole dire che la tariffa schizza alle stelle e quindi mettiamo in difficoltà le famiglie polesane? E’ una valutazione di carattere non solo sociale, economico, ma anche pratico di quello che si può fare. Però in questi atti c'è scritto appunto “solo a fusione avvenuta”.

Logicamente l’appalto va avanti. Va avanti perché? Perché il Consorzio ha un impegno con la Regione, perché c'è un piano approvato, c'è un obiettivo da raggiungere, però ci manca la copertura finanziaria per arrivare.

Lo abbiamo visto anche nelle ultime dichiarazioni che il liquidatore ha fatto sulla stampa la settimana scorsa dove dice e dichiara che i 700.000 euro, che sono i canoni di affitto anticipati del 2016-2017 sulla discarica fatti da Ecoambiente, gli sono serviti per pagare i mutui o gli stati di avanzamento della discarica, e quindi è la testimonianza che la copertura finanziaria fatta sul lavoro della discarica è da verificare, e questo non è certamente compito mio farlo, ma è una deduzione che potete fare tranquillamente anche voi altri, o chi ha pratica su quelli che sono gli obblighi dell’Ente Locale per quanto riguarda gli appalti.

In particolare penso che l’Assessore Saccardin sappia che cosa vuol dire, ma chiunque faccia un po’ di tecnica. Arriviamo, diciamo a fatica, perché io mi insedio il 7 ottobre e, ancora prima di sottoscrivere la mia accettazione, mi trovo la sorpresa di dover trovare un accordo con il Consorzio prima ancora dell’insediamento.

Diciamo che dovevo sottoscrivere prima dell’insediamento un accordo in cui mi impegnavo a finanziare la discarica e altre cose, ed era un accordo condizionato: era nato prima l’uovo o la gallina?

Nel senso che se io non facevo l’accordo, difficilmente sarei stato nominato; ma se io non ero nominato, non potevo firmare l’accordo, perché di fatto c'era scritto, e su questa storia qua alla fine non abbiamo firmato niente ma siamo arrivati a una questione di gestione un po’ anche devo dire simpatica dal punto di vista dialettico, ma certamente difficile perché era stata una finestra di apertura in Ecoambiente che onestamente non mi aspettavo, pur essendo avvezzo a tante difficoltà sulla politica e sulla gestione.

Il Consiglio di Amministrazione nuovo, che è frutto di una difficile evoluzione e situazione, vi ricordate all’epoca Conferenze, Assemblee deserte, non deserte, colpa mia, colta tua, colpa del can delle volte si dice così, la famosa detta un po’ dialettale che usiamo, colpa di Romanello, che non è il cane ma Romanello - scusami non voglio confondere - ma ormai è diventato il centro del bersaglio, la sua faccia è sempre la faccia delle torte, il premio per chi lo colpisce prima.

All’interno abbiamo una struttura tecnica molto qualificata perché, a parte il sottoscritto che, diciamo, ho un curriculum mio personale professionale, ma non posso negare di non avere un passato politico, ma chi viene insieme con me è l’Anna Rubello che è un legale ed è la Schibuola che è una Consigliere Capogruppo della Lega di Villadose, che è un po’ viene scelta dal Consorzio proprio perché rappresenta un po’ il territorio, un po’ la zona della discarica e quindi viene a tutelare quanto meno tutte quelle operazioni.

Lì ci troviamo subito in qualche difficoltà con il Consorzio perché proprio l'Avvocato Rubello trova una sentenza della Corte dei Conti che ci dice che noi non possiamo investire sui beni altrui. Perché? Perché di fatto non potremmo investire su beni, io non posso andare dal Consigliere Menon e investire sulla casa sua, per quanto potremmo essere parenti, cugini, o alquanto simili perché facciamo il servizio, oppure proprietari in comune, però questo ci viene impedito.

C’è la sentenza della Corte dei Conti che ci impedisce di fare questo. Per cui andiamo avanti nell’evoluzione che poi ci ha portato alla convenzione dell’11 novembre, per trovare una soluzione a come dare una mano allo svilupparsi delle cose, perché andavamo ad avvicinarsi sempre di più alla scadenza della deroga regionale, della concessione della Regione di andare a portare i rifiuti in discarica a Sant’Urbano e contemporaneamente a Padova al termovalorizzatore per i rifiuti di Rovigo.

Scelte personali hanno fatto sì che Anna Rubello e la Schibuola hanno rassegnato le dimissioni.

Il Consiglio di Amministrazione si rinnova: entra per quanto riguarda il Comune di Rovigo l’Avvocato Rosolen, un’esperta di rifiuti, e quindi come tale molto inserita nell’ambiente, ha fatto presto anche a metabolizzare un po’ la storia, ed entra per la parte del Consorzio Ornella Astolfi, anche lei ex Sindaco e quindi come tale amministratore di esperienza, tentando di fare squadra e cercare di tirar fuori Ecoambiente da questa situazione un po’ infangata, diciamo che stiamo cadendo nella melma e quindi facciamo fatica a proseguire.

Arriviamo al momento top che è la convenzione 11 novembre. La convenzione 11 novembre che cosa prevede? Prevede che Ecoambiente si prende a carico la gestione delle due vasche nuove che si stanno facendo nella bonifica e ampliamento plani volumetrico.

Sono due vasche che conterranno alla fine circa 180.000 tonnellate di rifiuti. Su questo noi paghiamo due canoni di affitto perché la nostra scadenza, come dicevo, è il 2020, non abbiamo alcuna proroga, e facciamo un contratto, praticamente una convenzione in cui abbiniamo la parte gestionale con un crono programma che viene abbinato a questo, che doveva portare alla fusione entro il prossimo 31 marzo.

Nomina del perito, perché praticamente il Sindaco di Rovigo allora dice “Per non sapere né leggere, né scrivere, io voglio rappresentare tutti i Comuni della Provincia che già a novembre del 2014 avevano terminato la nomina del perito del Tribunale per quanto riguarda le perizie di stima”. Perché?

Perché leggendo un po’ sommariamente per quanto mi riguarda, molto più attentamente da parte del Direttore, le perizie che ci hanno consegnato, abbiamo trovato che c'erano delle imprecisioni, oppure quanto meno c'erano delle anomalie o c'erano delle correzioni da apportare.

Faccio un esempio sciocco: nel capitale del Consorzio viene riportata una pista ciclabile che era stata costruita a compensazione dal Comune di Villadose, ma voi sapete che una pista ciclabile regalata o andata per ricorso non può essere patrimonio. Facciamo fatica, è come se io regalassi un anello di fidanzamento e poi, dopo la rottura del fidanzamento, dico “Dammi indietro l’anello”.

Qualcuno me lo getterà dietro sicuramente, però che me lo dica, non credo che sia, ma soprattutto non lo posso mettere a patrimonio mio se la cosa è regalata. Fa parte di una cosa che era da rivedere e quindi come tale il Sindaco dice “Torniamo e facciamo un’istanza al Tribunale”. L’istanza viene respinta perché non sono indicati gli esatti motivi.

Praticamente nel Collegio di Revisione vengono inseriti degli articoli del Codice Civile che hanno la necessità di essere approfonditi, però ciò nonostante Ecoambiente si attiva e, attraverso il Professor Vella, trovano le motivazioni per arrivare a fare una nuova istanza, che però a questo punto qua il Consorzio non vuole più presentare. Perché? Perché dice “I tempi non ci sono”.

Praticamente l’istanza preparata dal Dottor Vella per accedere, che dà la motivazione per cui si richiede la nomina del perito, non viene più presentata e ci troviamo ancora adesso con le perizie dei due tecnici ancora sospese perché mai messe in bella copia, mai giurate e mai neanche discusse, perché logicamente sono messe lì, punto e stop. Io ho pagato puntualmente la nostra quota, però viene convocata un’Assemblea dei Sindaci per quanto riguarda il processo di fusione.

Voi vi ricordate che voi avete votate in Consiglio Comunale, mi pare a metà dicembre, l’avvio per la fusione; quello che non è avvenuto contemporaneamente dall’Assemblea dei Sindaci del Consorzio, i quali hanno disertato l’Assemblea, che si è svolta in questa sede; si presentarono solo quattro Amministrazioni rispetto al minimo 26, e minimo 51% di quote che erano necessarie.

Una scelta politica che ha fatto sì che l’istanza e il processo di fusione fosse subito interrotto e quindi senza nessun procedimento perché i ritardi hanno portato poi a essere ancora qui in attesa di una decisione.

Però nel frattempo Ecoambiente è ligia a quanto firmato e versa la seconda trance dei 700.000 euro il 15 dicembre 2015 per saldare le sue competenze perché teoricamente, secondo la convenzione, dal 1° gennaio 2016 noi dovevamo entrare in gestione della discarica, e quindi con la fine dell’emergenza a Sant’Urbano, dovevamo conferire rifiuti in Taglietto 1 a Villadose.

Cosa che non succede perché il collaudo dell’80% delle vasche viene fatto a fine anno e quindi da fine anno in poi tutta la parte burocratica, di gestione, c'è un cantiere in essere, c'è un altro 20%, ci sono delle perizie, fa sì che siamo ancora qua e stiamo aspettando. Però c’è l’emergenza rifiuti.

Voi sapete che per due giorni a fine anno abbiamo avuto tutti i siti carichi, abbiamo preso a noleggio anche altri mezzi per stoccare i rifiuti in attesa che venisse risolta l’emergenza e la Regione ci desse una proroga. Il 3 dicembre mattina, io, il Direttore e l’Avvocato Montini ci siamo recati in Regione. Ci siamo recati in Regione per che cosa?

Perché volevamo capire un po’ cosa stesse succedendo, ma soprattutto capire qual era la possibilità di proporre innovazione, di non subire passivamente quello che stava succedendo sul sistema, perché il partner del separatore era un problema importante.

Esiste una valutazione di impatto ambientale, un processo e un progetto in cui dice che tutti i rifiuti che vanno in discarica devono essere pretrattati al separatore di Sarzano, ma il separatore di Sarzano è fermo da un anno e mezzo; necessita di 1.600.000 euro di investimenti che nessuno ha, oppure quanto meno quando Ecoambiente l’aveva proposto nel 2014, Nicoli Presidente, viene detto “No, lascia stare, ferma tutto, non stare a procedere su questo”, e anche in questo c'è un’Assemblea dei Soci dove viene fuori che dicono “Ferma, non fare finanziamenti in attesa di sviluppi diversi”.

E quindi Ecoambiente si ferma anche sulla ricerca del finanziamento per quanto riguarda il separatore di Sarzano. Poi più passa il tempo e più aumentano le difficoltà. Logicamente gli anni passano, i mesi passano, e il potere di ammortamento che dicevamo prima sull’intervento diventa sempre più difficile, anche se il bene è in concessione.

Però è in concessione troppo breve rispetto al tempo dell’ammortamento. Andiamo in Regione e in Regione ci spiegano, perché noi ci siamo accorti che a Sant’Urbano i Comuni lì vicino vanno a Sant’Urbano con i rifiuti diretti. Allora ci spiegano che ci vanno con tutti i rifiuti che hanno un contenuto di umidità inferiore al 15%.

Voi sapete che la Regione ha aderito al PAES, cioè ha aderito a un sistema di politiche che sono quelle che riguardano tutto quello che riguarda l’impatto ambientale, non solo puntuale ma anche globale.

Praticamente viene fuori che l’energia che si utilizzerebbe per far funzionare il separatore, e quindi l’imbatto ambientale, sarebbe maggiore rispetto al beneficio di separare l’umido da un contenuto rifiuti di 49 Comuni veramente basso, perché stiamo parlando di dati analitici forniti dal Consorzio e non da Ecoambiente; stiamo parlando di un punto di umidità su questi qua che va dal 6 al 10%, quindi ampiamente inferiore.

Quel tanto che ci dicono “Mah, il principio che noi utilizziamo per Sant’Urbano, lo potete utilizzare anche per Taglietto 1”, quindi vuol dire che 49 Comuni possono andare secondo questa teoria direttamente in discarica, mentre il Comune di Rovigo continuerà, fino a quando non approverà l'evoluzione del sistema di raccolta, che dopo vedremo, e il suo contenuto di umido nel rifiuto secco scenderà sotto soglia 15%.

Ne parliamo logicamente con l'Amministrazione Comunale, con il Sindaco, ne parliamo ancora, e il pomeriggio di quel giorno c'è l’Assemblea dei Soci. Logicamente il Sindaco percepisce la cosa e ci dà subito l’incarico per arrivare poi a quello che siamo arrivati: arriviamo il progetto di rivisitazione del ciclo dei rifiuti. Andiamo in Assemblea e facciamo presente questo tipo di necessità.

Oltre che al piano industriale, 3 dicembre 2015 a pomeriggio, facciamo questo progetto sul separatore in cui diciamo che il separatore lo vogliamo rimodernare, non lo vogliamo eliminare ma lo vogliamo rimodernare, lo vogliamo portare a far sì che, oltre al separatore secco-umido, ci possa essere una lavorazione del rifiuto. La lavorazione del rifiuto che cosa vuole dire anche? Vi spiego.

Noi a Rovigo abbiamo le campane della plastica. Quando nella plastica ci buttano dentro i contenitori della plastica, accompagnata dal sacchetto di carta, lo vediamo tranquillamente chi gira che mette nella sportiva dove dentro ha degli abiti, mette le bottiglie, e poi versa l’intero contenuto nel contenitore della plastica. Quel carico lì è un carico inquinato.

Quando andiamo a conferirlo in chi lavora la plastica, ce lo contesta, ci penalizza, non ci riconosce il coso, ma non ci riconosce l’indennità dell’accordo per un periodo, abbiamo una sanzione, e quindi ci porta a un minor guadagno, quindi vanifica lo sforzo che fanno tantissime altre persone. Ecco che già il fatto di potercela lavorare in casa potrebbe voler dire anche cercare di pulirla e di avere un maggior guadagno rispetto a questo.

E la possibilità di lavorare il vetro, separarlo per colori, vuol dire anche aumentare i guadagni; oppure anche cercare di estrapolare dal sistema rifiuti la maggior parte di recuperabile, il legno. Poi vedremo nel sistema quanti altri rifiuti ci sono all’interno del secco e così via, che sono riciclabili e recuperabili. Il 3 dicembre, insieme a questo sistema, c'è anche il budget, c'è il piano che riguarda il 2016, il piano dei servizi.

Nel piano dei servizi c'è la famosa meccanizzazione, c’è il servizio carta; è un servizio carta che già sperimentalmente è provato in una parte del territorio polesano, alcuni Comuni pilota si sono offerti o hanno chiesto per provare e testare questo tipo di servizio con successi, con ottimi risultati sia dalla parte economica e sia anche come qualità del servizio, perché logicamente è la fine della storia delle cataste nella raccolta porta a porta di rifiuti fuori dalla porta alle intemperie e robe del genere, ma anche un po’ di ordine perché ci sono tutti questi bidoncini da 120 litri o più piccoli che sia, che però creano ordine, sono protetti e anche facili da spostare e da lavorare.

Tutto questo passa: il 100% dei soci passa. Voi sapete che Ecoambiente ha una cosa particolare. Il Comune di Rovigo ha il 66%, più il 20% sulla quota del Consorzio, però il suo 66% socio da una parte e il Consorzio con il 33%, tutti gli atti devono essere approvati con l’80% delle quote.

Quindi o c'è l’unanimità, o non si va da nessuna parte. L’unanimità esiste perché - è a verbale - sia il concordo da una parte e sia sta bene dall’altra, per quanto riguarda sia il separatore, e sia anche per il budget della meccanizzazione e così via. Il giorno 9 dicembre c'è un incontro in Provincia, perché ci avviciniamo sempre di più alla scadenza di fine dicembre.

In Regione ci dicono “Mi raccomando fate presto perché non vogliamo arrivare come ad agosto, dove dobbiamo far rientrare il Vice Presidente dalle ferie per farci firmare il decreto di proroga dei termini per quanto riguarda Rovigo”. Infatti noi arriviamo talmente presto, che arriviamo il giorno dopo di Natale, il 28 dicembre, facendo un’altra volta arrabbiare un po’ tutti. Ci fermiamo in Provincia.

In Provincia viene confermato quanto determinato il 3 dicembre, per cui Ecoambiente si mette in movimento, comincia a fare i primi acquisti, fa i calendari, comincia a organizzare i servizi. Logicamente fa tutto quello che è necessario per quanto riguarda questo.

La cosa viene confermata l’8 gennaio, un incontro organizzato da Ecoambiente per quanto riguarda il discorso del separatore e di quello che ne va avanti, perché nel frattempo il 29 dicembre la Regione ci concede altri tre mesi di proroga, perché la discarica non è pronta, ma in questa cosa qua c'è scritto qualcosa di particolare: primo, è un’introduzione piuttosto piccante nei confronti della comunità polesana che sta gestendo i rifiuti; ma, secondo, c'è una parte che dice a chiare lettere “Premesso che” o “Constatato che”, adesso non mi ricordo, “che chi va in discarica con un contenuto di umidità inferiore al 15%, può essere considerato secco, pari al secco tale e quale”.

Quindi possiamo andare tranquillamente in discarica senza passare per il separatore.

Questo logicamente dà a un certo punto forza ad Ecoambiente e al sintema rifiuti perché logicamente possiamo andare direttamente, Rovigo sta facendo un percorso particolare perché non rientra, però ci dà la possibilità di lasciar perdere il separatore; il Sindaco di Rovigo dice “Una proiezione di miglioramento me la posso prendere come responsabilità politica”, per dire “Andiamo avanti ancora un po’ sul termovalorizzatore perché credo in un qualcosa di meglio che viene dopo.

Quindi so benissimo che dopo andremo a migliorare e quindi, come tale, posso prendermi questa responsabilità”, e andiamo avanti su questa roba qua convintissimi. Il 1° febbraio nel frattempo c'è la questione dell’AIA. Cosa è l’AIA?

E’ l’autorizzazione di impatto ambientale che deve rilasciare la Provincia sulla discarica, che deve passare tra noi, i lavori stanno andando avanti e la consegna non avviene, ancora oggi abbiamo mandato una lettera, ancora anche ieri, in cui stiamo cercando di avere la documentazione definitiva perché dobbiamo portare dentro mezzi, uomini, e ci mancano ancora i documenti, abbiamo i piani di sicurezza che devono essere ancora completati. Perché?

Perché abbiamo contemporaneamente che il loro responsabile della sicurezza si sposa anche, quindi si sposa, va in viaggio di nozze e, fatalità, il giorno dell’appuntamento lui è in America e il nostro responsabile della sicurezza è là in cantiere che lo aspetta, e scopriamo che lui si è sposato e che quindi come tale anche questo porta al ritardo. Sono sceneggiate un po’ così, strane, che però accadono in questo momento di grande stranezza che ci coinvolge un po’ tutti quanti.

Vi rubo ancora qualche minuto, scusatemi, ma credo che sia interessante più che altro avere una panoramica, che non è una panoramica viziata dalla mia impressione, ma è tutto documentabile, non stiamo inventandoci niente di quello che non sia tutto scritto su carta, non solo da me ma dalle varie corrispondenze che tra i vari protagonisti del sistema, Provincia, Regione, Consorzio, Ecoambiente, Comune, perché poi parleremo anche del bilancio o del canone consortile che ci arriva nel frattempo tra capo e collo, che logicamente ci scombina tutto il tessuto anche finanziario su cui noi stiamo vivendo come società.

Arriva questo e andiamo avanti. Il 1° febbraio ci arriva la comunicazione della Provincia che ci chiede di procedere come concordato, cioè nel senso di passaggio del’AIA, domanda dell’AIA per eliminare il separatore momentaneamente in attesa di rivoluzione per proceder.

Qualche giorno dopo, esattamente il 12, ci arriva la lettera del Consorzio che non è più disponibile a baipassare il separatore; non è più disponibile a baipassare il separatore e quindi ci ripone il suo problema iniziale: chi investe sul separatore per rimetterlo in moto? L’intervento tampone di 200.000 euro, 300.000 euro, è un intervento a tampone che potrebbe durare uno, due, tre, quattro mesi, ma non certamente è fatto...

Le fotografie sono...... di biostabilizzazione sono ormai tutte logorate e quindi sopra di questo ci sono i macchinari che passano, cioè dei pesi che devono supportare, quindi è anche rischioso per i nostri operatori stessi oltre tutto quanto. Necessita di sostanza. Il progetto, rapportato a loro, di 1.600.000 euro per fare un separatore secco-umido, un separatore da 109.000 tonnellate, quando ormai in Provincia di Rovigo ne produciamo neanche 50.000 nel totale.

Quindi è un separatore anche molto sovra dimensionato, perché frutto di un sistema dei rifiuti 1990. Non stiamo parlando di un sistema di rifiuti diverso, come è l’evoluzione delle normative anche comunitarie, italiane, regionali, che dobbiamo applicare, o quanto meno ci invitano ad applicare.

Ed ora siamo fermi, in questo momento qua il Consorzio non ha i soldi per investire sul separatore, noi non abbiamo i soldi per investire sul separatore, la Provincia attende il passaggio dell’AIA che noi ci prenderemo per le due vasche, perché contemporaneamente c'è una perizia di variante in corso sull’opera perché stanno mettendo su delle parancole, che stanno facendo delle operazioni che non erano previste in progetto, e quindi come tale delle altre operazioni che non può andare avanti, e quindi ci mette che esiste il cantiere Consorzio, contemporaneamente alla coltivazione della discarica da parte di Ecoambiente, e quindi noi ci prendiamo a carico l’AIA solo a livello di dire quanto vale le due vasche parziali; e poi successivamente, quando i lavori saranno collaudati e terminati, in funzione di quello che accadrà anche per Ecoambiente e per la gestione dei rifiuti, potremmo anche verificare il passaggio di quello che succederà.

Abbiamo investito come sapete 485.000 euro di macchine, le abbiamo presentate la settimana scorsa; sono macchine che noi avevamo già prenotato per fine anno. La Caterpillar ce le ha gentilmente stoccate nei loro piazzali, però adesso i tempi erano ormai.... Era impossibile, tanto che le abbiamo messe provvisoriamente in una situazione, anche perché dovevano essere in un capannone non agibile, perché le domande di agibilità dei capannoni sono state fatte recentemente.

Sono cose che basta andare dal Sindaco Gino Alessio di Villadose per chiedere se le pratiche di agibilità sono state presentate e quando sono state presentate. Gino Alessio l’abbiamo incontrato la settimana scorsa nel tavolo degli otto Sindaci e ha confermato lui stesso che non aveva ancora visto le pratiche. Siamo arrivati.

Adesso noi siamo pronti, siamo anche disponibili ad avere una consegna provvisorio del sistema, pur di iniziare il 29 marzo ad andare all’interno e cominciare a portare i rifiuti, però siamo in attesa, oltre che del passaggio dell’AIA, delle indicazioni per quanto riguarda il Comune di Rovigo perché logicamente bisogna che sia la Regione che ci autorizza ad andare fuori territorio per il termovalorizzatore, ma nelle more del rientro e dell’efficienza del sistema di raccolta che noi cerchiamo di portare avanti con tutti voi e spero con tutta la città.

Bilancio e canone consortile. Noi abbiamo un budget. A inizio anno viene fatto un budget, e poi puntualmente noi abbiamo che a consuntivo, cioè nell’anno successivo, a bilancio consuntivo vengono fatti i conti e ricaricati sulle Amministrazioni Comunali, che li paga l’anno successivo ancora.

Ecoambiente non ha obiettivi di utili. L’obiettivo di Ecoambiente è zero, bilancio a pari alla fine, quindi tutto quello che è passività, sono oneri finanziari che Ecoambiente si fa attraverso dei fidi che si fa nei vari Istituti di credito, e quindi sono delle scoperture che si fa. Però logicamente, mettendole in pari come conguaglio, riesce a gestire la parte finanziaria.

Il budget costruito a marzo del 2015 non contempla questa cosa. Contempla un canone consortile a 9,70 euro. Però il Consorzio approva, diciamo che il commissario liquidatore approva un bilancio, fa una delibera di bilancio a settembre 2015, di fatto si sostituisce ai Consigli Comunali, a tutto quanto, e approva un aumento del canone consortile da 9,70 euro a 14 euro e rotti.

Le motivazioni sono spese straordinari quali spese legali, analisi, e altre cose. Questo, chiedendo il conguaglio retro attivo dal 1° gennaio, porta sì che abbiamo una richiesta di più di 220.000 euro, che non abbiamo. Non solo non abbiamo noi come potenziale, perché vuol dire andare, ma non abbiamo perché non è nel nostro budget, quindi non è autorizzato e non è stato autorizzato dei soci.

Non deve essere autorizzato da una parte e basta, perché il budget va presentato a tutti i soci. Rientra nei piani finanziari. Noi scriviamo ai Comuni disponibili a fatturarli, quanto meno avere la copertura.

Lì ci arriva la lettera del Comune di Rovigo il giorno 16 dicembre in cui ci dice “Alt, stop, qua non c'è il rispetto della 267, per cui noi non riconosciamo questo aumento del canone consortile”. La stessa cosa ci scrivono altri Sindaci e ci dicono “Non accettiamo conguagli perché non c'è la copertura finanziaria, perché siamo oltre il termine del 30 novembre, per cui il tempo dell’assestamento, non si possono fare modifiche di bilancio”.

Ognuno fa una modifica diversa, pertanto diversi Comuni ci dicono di non applicare questo tipo di conguaglio.

Noi l’abbiamo inserito nel budget 2016 perché nel budget 2016 dà la possibilità di averne la copertura e quindi, come tale, cominciare subito a restaurare perché non è competenza nostra riconoscere, è un po’ come l’Enel che deve recuperare il canone della tv: non contesta alla RAI se il canone è equo o non è equo, cioè non è competenza mia che faccio solo l’esattore in questo momento qua di un canone, ma rimane in capo ai Comuni. Adesso siamo ancora in questa situazione.

Noi andiamo avanti a pagare i canoni che abbiamo fissato e poi, quando ci sarà l’Assemblea che ci darà il via libera al budget, nel budget ci sarà anche l’aumento del canone consortile, lì 26 teste e il 51% delle quote sono sufficienti perché la cosa sia approvata per l’intera comunità e quindi come tale noi daremo atto a ciò. Io con questo spero di essere stato abbastanza esaustivo, ma siamo qua a disposizione con il Direttore sicuramente a implementare le spiegazioni, le notizie, quello che volete sapere. Grazie.

Intervento n. 37
Pagine 19–20
Punto 1

Relazione del Presidente di Ecoambiente SpA

Presidente di Ecoambiente

Leggi intervento

Io sono costretto, ma mi scuso anche, a iniziare non secondo la scaletta degli interventi. Vorrei dare una priorità alla Consigliera Menon. Sa, nella mia storia personale di politico e di uomo normale, credo di non aver mai visto, se non una volta, Emanuela Fasolato perché mia carissima amica, eravamo negli scout assieme e quindi come tale convivevamo.

E’ stato l’unico rapporto avuto tra giustizia e Paulon, nel senso che abbinare la mia storia politica di vecchia data, di cui sono orgoglioso e di cui sono ancora appassionato oggi come allora, e abbinarla alla legalità o meno, mi fa specie.

Lei ha detto che la gente è stanca di gente come me, di gente come Paolo Avezzù, però su una cosa io ci tengo a precisare e su una cosa ne vado anche doppiamente orgoglioso: dal 1990, quando io mi sono candidato per la prima volta al 2006 quando mi sono candidato per l’ultima volta, la gente mi ha sempre premiato e ha fatto sì che io sia eletto. Adesso, o io ho una famiglia molto numerosa, e allora tutti i parenti, ma le posso dire che i miei parenti, mia sorella non mi ha votato.

Non è che sia, ma probabilmente qualcun altro..... (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 38
Pagina 20
Punto 1

Relazione del Presidente di Ecoambiente SpA

Presidente di Ecoambiente

Leggi intervento

Certo, ma è normale questo, ma è normale quando si sta fuori. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 39
Pagine 20–21
Punto 1

Relazione del Presidente di Ecoambiente SpA

Presidente di Ecoambiente

Leggi intervento

Esserci è già un successo, perché c'è gente che ha fatto più esperienza. Non è che sia questo, l fatto che ci sia stato un calo di voti, dovuto anche al fatto che non tutti hanno avuto la capacità, io ho fatto una scelta di carattere gestionale insieme al mio gruppo di occuparmi della candidatura del Sindaco e poi successivamente però non ho..., perché già con lui avevo previsto, quando c’era l’accordo, che il mio tempo qui dentro l’avevo fatto ed era giusto rinnovare nell’insieme. Però questa è una cosa personale.

Al Consigliere Vernelli, i contratti di servizio. Il Comune di Rovigo aveva un contratto di servizio fino al 2030 quando c'è stata la fusione tra Ecogest e Ecoambiente. Diversi Comuni avevano un patto di servizio fatto dal Consorzio fino al 2020.

Scelta della politica di allora è di allineare al ribasso i contratti di servizio, con il fatto che l’impegno che il Consorzio Rifiuti, che è lui il titolare dei contratti di servizio, non è Ecoambiente; Ecoambiente è titolare di un servizio di gestione dei rifiuti, del ciclo integrato dei rifiuti, fino al 2020, perché affidato a questo nell’Assemblea dei Soci e dal Consorzio RSU quando è stata costituita la società.

Quando è stata costituita la società gli ha detto “La società durerà fino al 2015 ma ha un contratto di servizio fino al 2020”. Questo è quello che è scritto.

E la gestione del fatto di chi deve andare a rinnovare il contratto di servizio non può essere Ecoambiente, ma è chi affida il servizio e come tale anche a noi manca, anche se diciamo che il fatto che ci hanno dato come Consorzio, quindi come rappresentanza, l’affidamento fino al 2020, potrebbe voler dire che, non so se con un abuso di potere, non so in che forma se sia giusta o meno, però di fatto c'è un contratto di servizio e io a questo guardo.

Il conferimento dei beni, io facevo da solo il bilancio a quell’epoca. Io mi opposi al mio collega Zangirolami quando diceva di dare l’ecocentro, perché il valore patrimoniale, tenuto come fanno attualmente il Consorzio, al Comune di Rovigo poteva portare 400.000-500.000 euro di canone di affitto, che sarebbe parte delle spese correnti del bilancio attuale, dove il Comune è sempre in difficoltà a far quadrare i conti.

Quindi di fatto avere un patrimonio in tasca, Gianni Saccardin era in Giunta con me a quell’epoca, ci dava la possibilità di avere delle risorse in spese correnti e avere un patrimonio ancora nostro, perché di fatto si dava in affitto il separatore. Quello che poi nella democrazia succede, la maggioranza ha deciso diversamente ed è venuto fuori il conferimento del patrimonio. La difesa di Ecoambiente rispetto al Consorzio.

Ecoambiente, insieme al Sindaco, hanno fatto una valutazione, non è che non abbiamo fatto una valutazione. Il disastro che avremmo fatto, se noi non trovavamo la soluzione dell’affitto, era quello di dire: a) ci siamo garantiti, affittando la discarica, ci siamo garantiti che fino al 2020 Ecoambiente vive.

Non sembra una cosa da poco però, visto il momento in cui tutto stava barcollando, aver fatto questo tipo di contratto di affitto per cinque anni, anche con canoni anticipati, però ci dava la possibilità di dire “Beh, adesso noi siamo i titolari della discarica” per cui anche le minacciate fuoriuscite dei Comuni, che stavamo minacciando di utilizzare la legge 52 della Regione, dicono che sono titolari del servizio e quindi che se ne vogliono uscire, di fatto ha due situazioni: la prima, l’impatto sul personale perché logicamente, appena uno esce, automaticamente mette in esubero delle persone e dei lavoratori, e ci troveremmo nella disgraziata situazione che, o si caricano i costi sugli altri Comuni che rimangono, o l’esubero porta alle conseguenze che immaginiamo, e che è una cosa che non vogliamo assolutamente e speriamo che non succeda mai, mai, mai, perché sarebbe drammatica per un tessuto sociale come quello di Rovigo, della Provincia.

La seconda, che ugualmente dovremmo portare i rifiuti in discarica a Rovigo, di cui ne siamo titolari. Questo è il perché abbiamo fatto il contratto d’affitto, perché in questa maniera qua come Ecoambiente ci siamo tutelati. Questa è la politica.

Seconda condizione: pur avendo contrastato il discorso che sapevamo che i soldi servivano per pagare i mutui, per pagare gli stati di avanzamento, per dare la copertura finanziaria, però c'era un discorso anche: se si faceva saltare il contributo regionale, la comunità avrebbe dovuto pagare non 350.000 euro, 700.000, ma avrebbe dovuto pagare 4 milioni di euro.

Quei 4 milioni di euro sarebbero stati distribuiti fino a quando i responsabili eventualmente non siano stati trovati, imputati, giustizia, e conosciamo tutti i percorsi, sarebbero stati spalmati sulle tasche dei cittadini, perché i conti bisogna pagarli.

Se noi guardiamo la Regione Piemonte, che cosa succede nel bacino di Alessandria, dove il consorzio è fallito, il buon Fassino, Presidente della Giunta Regionale del Piemonte, disse “Siccome è fallita un’azienda speciale”, che non è un Ente di Bacino... (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 40
Pagine 21–22
Punto 1

Relazione del Presidente di Ecoambiente SpA

Presidente di Ecoambiente

Leggi intervento

Chiamparino, scusate, grazie. Non è fallito un Ente di bacino. E’ fallita un’azienda speciale.

La Regione non ha poteri su questa, per cui sono affari dei soci. Quindi il fallimento del Consorzio ricadrà per milioni di euro sulla collettività. Poi, con i tempi della giustizia italiana, andremo a vedere fra qualche anno chi ne è responsabile, ma intanto i conti bisogna pagarli.

E quindi ecco la scelta difficile, ma per noi aveva un double face: la prima è di garantirci la cosa, la seconda di non penalizzare la comunità polesana di una situazione che avrebbe provato veramente una situazione difficile. Però sa, come sempre si dice, nella politica c'è una storiella antica che parla della famiglia con l’asino e il figlio, che qualsiasi scelta si faccia, chi sale sull’asino nel percorso sbaglia, nel senso che qualsiasi cosa avremmo fatto, avremmo sbagliato, ma sapevamo.

Però è stata la scelta che più ci dava la possibilità. Il separatore è la stessa cosa. Il separatore è una parte vincolante sul progetto attuale.

Non c'è un altro progetto. C’è un progetto e l’Ente di Bacino, che è deputato a dare le politiche, ha quel progetto, e lui lo ha imposto. Fino a ché l’Ente di Bacino non farà un altro progetto, Ecoambiente che è un esecutore non può tirarsi indietro, non può tirarsi indietro.

Però di fatto c'è un contratto in essere. Non funziona? Lo faremo funzionare, non lo so, lo faremo rivisitare, però è strategico in questo momento per Ecoambiente averlo in concessione; strategico proprio per la vita stessa della società.

Le ribadisco, sono 260 famiglie più indotto che è sul sistema Ecoambiente. Sull’appalto discarica e la bonifica, nessuno ha detto di no alla bonifica di Taglietto. Bisogna sempre guardare, come diceva il discorso di come è la situazione, di come arriviamo a questo discorso della bonifica.

Le gestioni della discarica sono fatta in una maniera in cui c'è la vita della discarica, poi ci sono trent’anni di post mortem, e nei trent’anni di post mortem c'è una gestione finanziaria che chi ha gestito la discarica deve trovare le risorse accantonate per la manutenzione e per la gestione. Ecoambiente su questa roba qua non c’entra.

Ecoambiente sta prendendo in affitto una discarica, che è quella delle due vasche attualmente; è disponibile, qualora il ciclo integrato dei rifiuti, e ci sia la fusione delle due realtà, e quindi come tale la parte patrimoniale, quindi compresa la discarica, compreso il separatore, entrerà nel patrimonio di Ecoambiente, ma andrà a gestire quello che sarà secondo una progettualità che è esistente, può essere modificata, non dipende da Ecoambiente ma dipende dal Consiglio di Bacino e da chi dovrà attuare le politiche.

Perché il gioco di potere? Il controllo analogo, che è il centro del discorso della convenzione, ma non solo, ma anche l’attuazione del controllo sull’azienda stessa, che cosa dice il controllo analogo? Il controllo analogo parla di controllo pesante, determinante sulle scelte societarie di qualsiasi livello, anche sulla nomina degli amministratori.

E allora cosa vuol dire? Voi sapete che c'è il bilancio consolidato. Se la Conferenza dei Sindaci, se il nuovo controllo analogo decidesse di investire 20 milioni di euro sulla discarica, di assumere 50 persone, di fare altre cose, la ricaduta su questa Amministrazione sarebbe inevitabile.

E’ normale, specialmente dovuto al fatto che attualmente le percentuali dicono che il Comune di Rovigo ha il 66% più il 20% della quota residuale che è in capo al Consorzio. Quindi l’incidenza di queste politiche all’interno. Però quello che diceva la Consigliera Menon del TAR, c'è il Consiglio di Stato che dice una cosa ben diversa.

Il Consiglio di Stato, la VI Commissione del 2002, dice, glielo leggo “Qualora la società Ecoambiente sia partecipata da Enti Pubblici aventi interessi omogenei - Consorzio e Comuni hanno lo stesso interesse, il ciclo integrato dei rifiuti - per la realizzazione in comune dei servizi affidati in house, l’attività di controllo deve essere esercitata da detti Enti collettivamente”, cioè non può esserci che una parte soltanto fa il controllo analogo, ma tutte le parti, quindi Comune di Rovigo insieme ai 49 Comuni, uguale al Consorzio, fanno collettivamente il controllo analogo.

Questo lo dice il Consiglio di Stato, Sezione VI, 6 maggio 2002 n. 2418.

Intervento n. 42
Pagina 22
Punto 1

Relazione del Presidente di Ecoambiente SpA

Presidente di Ecoambiente

Leggi intervento

No no no. Lei ha detto che secondo lei nella convenzione... Nella convenzione in essere ci sono due convenzioni che andiamo a discutere dopo.

Intervento n. 44
Pagina 22
Punto 1

Relazione del Presidente di Ecoambiente SpA

Presidente di Ecoambiente

Leggi intervento

Ma infatti, questo riguarda quello dopo.

Siccome riguarda il controllo analogo che è l’oggetto del dissidio tra una convenzione e l’altra, ho specificato che noi non siamo fuori da questo, perché Ecoambiente logicamente, e in questo caso il Consiglio di Amministrazione, deve sapere quali scelte politiche deve preparare ad affrontarsi perché logicamente, se abbiamo un controllo analogo con un’Amministrazione, con il Sindaco, su cui conosciamo, è una cosa; se abbiamo gli imput che possono arrivare da altre Amministrazioni, dobbiamo prepararci a soluzioni diverse.

Questo è abbastanza normale per quanto riguarda la cosa. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 45
Pagine 22–23
Punto 1

Relazione del Presidente di Ecoambiente SpA

Presidente di Ecoambiente

Leggi intervento

Certo, certo, ma esistono le quote. Credo che il Sindaco sia il primo a dire se hanno i soldi per comperare le quote nostre, se è previsto dallo Statuto la cessione delle quote ad altri Enti, quindi basta solo che, presumo, ma questa domanda deve farla al proprietario e non certamente al Presidente di Ecoambiente.

Per quanto riguarda la partita del separatore, lei sa benissimo, proprio per la sua indole professionale di preparazione, che se io investo 1.600.000 euro sul fabbricato, non è che questo improvvisamente valga 1.600.000 euro in più di quello che vale. Varrà sempre uguale, perché si porterà avanti un’attività di 1.600.000 euro di investimento, ma si porta in fianco una passività di 1.600.000 euro che sono i finanziamento da pagare.

Quindi alla fine del sistema economico, non ti cambia. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 46
Pagina 23
Punto 1

Relazione del Presidente di Ecoambiente SpA

Presidente di Ecoambiente

Leggi intervento

Sì certamente, se non viene attivato. Ma siccome noi abbiamo intenzione di attivarlo in un sistema di divisione, perché ci crediamo nella selezione, nella separazione, nel recupero e nella valutazione del rifiuto.... (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 47
Pagine 23–24
Punto 1

Relazione del Presidente di Ecoambiente SpA

Presidente di Ecoambiente

Leggi intervento

No no, su questo siamo molto determinati, quel tanto che il Direttore sa benissimo che il mandato dato al Direttore impianti dell’azienda è quello di andare verso una progettazione di un separatore/selezionatore di valutazione. Poi saranno i soci, sarà la politica, saranno gli amministratori che valuteranno sul piano industriale quale è la cosa positiva e la cosa migliore da fare, perché logicamente le ricadute sulla comunità non le determino io, ma le determina sicuramente.

Ma abbiamo studi a sufficienza e tali per dire che potremmo andare verso un miglioramento sicuro e anche solo il fatto della diminuzione della discarica, perché quando parlava Ferrari dell’aumento dei costi, è normale, perché nella nostra tariffa abbiamo la bonifica, che magari doveva fare qualcun altro, perché quando si parlava di post mortem, dovete guardare tutte le azioni che sono state fatte sui passaggi di proprietà, che non dipendono da Ecoambiente, ma sulla quale Ecoambiente si trova a che fare perché la bonifica della discarica che è in atto, probabilmente non dovrebbe essere inserita in questo contesto.

Come dico, noi siamo gli esecutori e, come tale, la tariffa viene fissata dalla Provincia, e noi alla tariffa ci aggiungiamo che cosa? Ci aggiungiamo l’indennità di disturbo, 10,33 euro a tonnellata che il Comune di Villadose riceve, 55.000 tonnellate di rifiuti teorici che arrivano a Villadose, vorrebbero dire qualcosa come 600.000 euro all’anno che arrivano come indennità di disturbo al Comune di Villadose. Credo che sia un motivo da valutare su un’area che è già abbastanza compromessa.

Abbiamo un canone consortile fissato a 14 euro. Credo che anche questo sia un impatto non indifferente sulla tariffa dei 115 euro di media che noi paghiamo.

Abbiamo un’ecotassa che il Governo Renzi ha giustamente aumentato, dico giustamente perché sono convinto che si possa spingere sulla differenziata e forse, toccando le tasche dei cittadini, si spinga a differenziare di più perché ha aumentato del 20% per chi è sotto il 65%, e quindi noi paghiamo un’ecotassa aumentata come comunità, anzi adesso non la paghiamo perché andiamo al termovalorizzatore, però se andassimo in discarica con queste condizioni, avremmo un’ecotassa di 17 euro a tonnellata perché è penalizzata, perché non facciamo la differenziata giusta e di valore all’interno della comunità.

Ed ecco che entriamo nel campo di quello che si diceva dopo. Il tavolo dei Sindaci, mi diceva il Consigliere Mella. Sa, io leggo una conferenza stampa di ieri che un tavolo dei Sindaci non può...

Il tavolo dei Sindaci ha fatto delle proposte interessanti che parla di fusione; fa delle cose meno interessanti quando il tavolo dei Sindaci si scaglia contro il Direttore e si scaglia contro il Direttore pubblicamente, perché ci sono dei poteri o roba del genere. Credo che sia una questione che riguarda non i Sindaci, ma riguardi innanzitutto cosa hanno determinato i soci: lo statuto di Ecoambiente prevede che sono i soci che determinano le deleghe che ha il Direttore.

Non sono un gruppo di Sindaci che devono determinare se il Direttore ha le deleghe giuste o sbagliate. Ma credo che sia un confronto sereno, se vogliono farlo, che devono fare i soci nei confronti dell’operato, se ritengo che il Direttore abbia operato bene o male, o nell’interesse o nel non interesse della società.

Per me, che condivido con lui una parte della giornata, è difficile lavorare perché, specialmente dall’organo tecnico, sentirsi sempre e soprattutto anche oggi sulla stampa dire “Il Direttore, il Direttore, il Direttore”, perché logicamente in un rapporto anche dei ruoli, qualche volta troviamo anche da dire, ma è normale, ma non è che discutiamo. Ma questo è normale perché dobbiamo portare avanti ognuno le proprie idee con le proprie responsabilità.

Poi magari io che vengo da una politica un po’ diversa, devo adattarmi alla conduzione aziendale, e quindi come tale è normale che ci possa essere anche un confronto sul sistema. Però io dal tavolo mi aspetto delle positività, Consigliere Mella, cioè io devo guardare per forza al bicchiere mezzo pieno, perché non posso pensare che tutto quello che stiamo facendo di relazioni, di incontri, sia vuoto di contenuti.

Io credo che, accantonato il problema e resoci conto che il sistema dei rifiuti, cioè il controllo analogo deve essere fatto dall’intera composizione societaria e non solo da una parte e basta, poi i nodi sono sciolti. Giustamente la Consigliera Menon faceva riferimento a qualcosa che comincia per H.

La scelta della politica è quella se manteniamo un servizio pubblico o meno, cioè non è Paulon che sceglie, non è Romanello che sceglie, ma è la politica che sceglie se il ciclo di rifiuti deve essere pubblico, e quindi con sistema di controllo pubblico, o con sistema gestionale fatto da una multi utility, fatto privatistico spinto come può essere Hera, in cui il controllo sicuramente ci sarà, gli indirizzi di bacino ci saranno sicuramente, però la parte gestionale è totalmente industriale e, come tale, è una scelta che spetta alla politica e per quanto mi riguarda credo che sia abbastanza chiaro.

Il 29.03 che cosa succederà? Il 29 è l’ultimo giorno che andiamo a Sant’Urbano; il giorno 30 mattina alle 8 sarò in discarica ad aspettare il primo camion che arriva, perché sono convinto che Ecoambiente è impegnata al 110% per raggiungere l’obiettivo, soprattutto siamo lontani dal pensare che si voglia ridiventare lo zimbello veneto e nazionale dicendo per l’ennesima volta “Non siamo pronti”, perché sarebbe una sconfitta tremenda di tutto il sistema.

Noi come Ecoambiente siamo pronti, abbiamo mezzi, macchine, uomini, risorse impegnate, per arrivare all’obiettivo, e questo è quello che mi aspetto il giorno 30.

Intervento n. 49
Pagina 24
Punto 1

Relazione del Presidente di Ecoambiente SpA

Presidente di Ecoambiente

Leggi intervento

Questi dati qua glieli faccio dire dal Direttore perché non sono così aggiornato sul sistema finanziario, però l’ultimo step l’abbiamo fatto il mese scorso mi sembra, l’ultimo C.d.A., quindi lascio la parola al Direttore che è in grado di darle notizie più fresche.

Intervento n. 56
Pagina 27
Punto 1

Relazione del Presidente di Ecoambiente SpA

Presidente di Ecoambiente

Leggi intervento

Per evitare qualsiasi dubbio in tal senso, perché sulle quote 124, 125, 200, l’11 febbraio 2016 la Regione Veneto ci scrive, scrive a tutti i Comuni della Provincia di Rovigo e dice “Nel prendere atto che ad oggi non è stato raggiunto un accordo unanime sul testo di convenzione, si chiede fin da ora a tutte le Amministrazioni Comunali di operare ogni ragionevole sforzo per convergere ad un testo di convenzione.

Diversamente non resterà che attenersi al testo licenziato dalla Giunta Regionale, con decreto della Giunta Regionale 1117/2014; ciò nella consapevolezza che aderire al Consiglio di Bacino è un obbligo di legge e non una mera facoltà. Pertanto la fase costitutiva deve essere imperniata su attività vincolate non discrezionali. Ne consegue che tutto quanto attiene la fase costruttiva, quando non imposto dalla normativa di settore, deve essere condiviso all’unanimità in quanto espressione di attività vincolata.

Successivamente, solo dopo l’istituzione del Consiglio di Bacino, le scelte discrezionali saranno assunte in base ai criteri di quote e maggioranza specificata all’atto costitutivo o agli atti all’uopo predisposti per il funzionamento dell’Assemblea”. Che cosa vuol dire questo? Che la delibera che dovete fare dopo, deve essere approvata all’unanimità.

Non esistono due convenzioni. Deve essere una sola convenzione approvata all’unanimità. Questo lo dice la Regione Veneto con una lettera che ha inviato a tutti i Comuni esattamente l’11 febbraio.

Se la volete, è a disposizione per la maggiore e/o migliore interpretazione.

Intervento n. 82
Pagine 34–37
Punto 2

Approvazione delle modifiche al servizio di raccolta

Presidente di Ecoambiente

Leggi intervento

Sono tantissimi anni che si parla di come migliorare la raccolta a Rovigo. Sono almeno quindici anni che si discute di come incentivare la raccolta differenziata, di quali sono le soluzioni che si possono trovare. Ci sono dei dati interessanti che vi invito ad andare a trovare su questo opuscolo che trovate sul sito di Ecoambiente.

Si chiame “Bilancio di sostenibilità 2014”. Il dato interessante, guardando e scorrendo, è come è la situazione di Rovigo che, stranamente, ha una controtendenza nell’accordo dell’indifferenziato rispetto ai Comuni limitrofi. Infatti Rovigo nell’ultimo periodo è passato da un 2012 in cui aveva il 61% a un 2015 dove siamo al 56% circa, con una perdita l’anno scorso di due punti e mezzo rispetto all’anno precedente sulla raccolta differenziata, per cui abbiamo una maggiore produzione di rifiuti indifferenziati.

Quello che salta all’occhio è anche contemporaneamente la controtendenza rispetto ai Comuni limitrofi. La controtendenza fa sì che parla di migrazione. E’ normale questo, è normale per chiunque che magari si mette in macchina la sportina e la porta nel primo cassonetto utile, che può essere anche un cassonetto di confine o altre cose.

Infatti se noi guardiamo questo dato, e sono dati che sono certificati, non è che siano dati inventati, sono dati giustificati, abbiamo che per esempio Pontecchio Polesine ha, rispetto all’anno precedente, una produzione di rifiuto secco del -6%, Ceregnano del -11%. Mentre Rovigo ha un aumento. Ma la situazione sociale di Rovigo rispetto a Ceregnano e rispetto a quella di Pontecchio è uguale, quindi teoricamente dovremmo trovarci a una maturazione diversa.

Però il servizio sul quale abbiamo ragionato quando abbiamo parlato con il Sindaco, era proprio quello di vedere anche di come limitare il conferimento su questa migrazione di rifiuti che poteva esserci. Quando abbiamo ragionato di quale tipo di raccolta fare, raccolta porta a porta sulle frazioni rimanendo a isole ecologiche in centro storico, non si faceva altro che trasportare la migrazione dalla parte frazionale verso il centro storico, quindi rimanendo di fatto nel sistema di difficile gestione.

Allora è venuto fuori il discorso di dire “Benissimo, facciamo il sistema controllato”, ed è in particolare per quanto riguarda la proposta che noi oggi vi stiamo facendo.

Abbiamo appurato che l’indagine merceologica del rifiuto attualmente che noi buttiamo sul non riciclato, parte su un fatto che, di secco puro - 13.000 tonnellate sono quelle che il Comune di Rovigo produce - praticamente di secco puro c'è pochissimo, perché pensiamo che all’interno di queste 13.000 tonnellate ci sono 3.500 tonnellate di carta, 2.500 tonnellate di plastica, ci sono dell’organico, quindi dell’umico che potrebbe essere conferito nel bidone marrone per 2.000 tonnellate, c'è del vetro 500 tonnellate, e ci sono dei metalli per 200 tonnellate.

Se facciamo la somma di questo, vedremo che la percentuale di secco puro, e quindi già materiale che potrebbe essere legno ma altri tipi di materiale che potrebbe ancora essere raffinato, raggiungiamo quasi 10.000 tonnellate. Quindi vuol dire che il secco, tra virgolette il bidone grigio attuale non riciclabile, per noi rappresenta attualmente il 20% di quello che noi adesso produciamo.

E sono valori sensazionali, perché pensiamo che tutto questo per noi vuol dire economia: una tonnellata di rifiuto non secco che va nella lavorazione, costa alla nostra comunità qualcosa come 150-160 euro a tonnellata. Perché? Perché va in discarica, e quindi c'è il costo della discarica, perché c'è l’incontro del canone consortile perché fa parte del rifiuto, perché c'è il disturbo per il Comune di Villadose, perché c'è l’ecotassa.

Tutto questo fa parte, ma non solo è un consumo di denaro che noi abbiamo, ma anche abbiamo un minor guadagno perché parte riciclata viene venduta e la ripartizione di quello incassato viene riconsegnata al Comune che la può sgravare dalle tariffe, e quindi come tale abbiamo un doppio danno in questo caso. Quindi pensiamo, è questo il ragionamento che noi vogliamo arrivare con questo sistema a spingere per andare verso il recupero. Il nostro ciclo è fatto attraverso che cosa?

Non andiamo verso trituratori, ma andiamo al termovalorizzatore. Perché?

Perché il nostro contenuto di umido, il MOP, è superiore al 15%, che vuol dire che abbiamo una produzione nella degradabilità di questo che ha un impatto ambientale importante e questo ci obbliga quindi a fare due procedimenti: o andare al separatore di Sarzano, in questo caso qua come sarebbe previsto dal sistema, che però è fermo per le manutenzioni che dicevamo, per separare il secco dall’umido, ma vuol dire separare solo il secco dall’umido, non vuol dire secco dall’umido e recuperare, quello che sarebbe l’obiettivo nostro politicamente, almeno per quanto riguarda la mia persona.

E quindi siamo costretti ad andare, perché non possiamo passare attraverso il separatore, ai termovalorizzatori regionali, che sono quelli di Schio e di Padova. Prezzi diversi.

Sappiate che Schio è anche nell’interno della Rete Ambiente Veneto, quindi c'è un principio di solidarietà anche tra aziende, perché Ecoambiente fa parte, insieme ad altre realtà del ciclo integrato dei rifiuti del vicentino, del trevigiano e del padovano, di una rete che si chiama Rete Ambiente Veneto, dove c'è praticamente, non solo una parte di acquisti, ma c'è anche solidarietà culturale e di rappresentanza, proprio anche pratica sul sistema della gestione, su cui abbiamo anche delle progettualità in essere.

Quindi la necessità di portare è finalizzata a che cosa? Innanzitutto per portare la cittadinanza a spendere meno e quindi a raggiungere quegli obiettivi che sono nell’atto costituzionale, nel piano industriale che, vi dicevo, votato nel 2012-2013 da parte di Ecoambiente e dato dal mandato dei Sindaci, è quella di ridurre le tariffe, di migliorare l’ambiente, quindi la qualità del servizio.

Ecco che quindi arriviamo a condividere con la Regione Veneto, fino a che non avremo successioni in atto che andava sotto l’Emilia o altre cose, ma siamo parti qua del territorio, che fissa l’Obiettivo 76, un obiettivo importante, perché l’Obiettivo 76 posto per il 2020 vuol dire meno rifiuti in discarica, più economie, più risorse, ambiente migliore e soprattutto avvicinarci di più agli standard europei su cui l'Italia ancora deficitaria.

Negli studi fatti in passato, altre Amministrazioni, si è sempre ragionato di quali scelte, si era ipotizzato per esempio prendendo un paese campione, Grignano, di quale poteva essere l’impatto del porta a porta rispetto alle campane. Abbiamo trovato che fare il porta a porta aveva dei costi difficili, importanti, quindi un aumento dei costi non indifferenti.

Quindi si doveva trovare una soluzione diversa, perché fare l’attuale che è di circa 190.000 euro su Grignano andava con il porta a porta a 228.000, ma con la proposta che noi facciamo attualmente si porta a 179.000-180.000 euro con un ribasso rispetto all’attuale, quindi è questa la bontà: cerchiamo di migliorare il servizio rendendolo più economico, oltre che raggiungere obiettivi diversi.

L’obiettivo che ci ha fissato il Sindaco è quello di dire “dobbiamo assolutamente cambiare la cultura e la mentalità dei rodigini verso essere positivi, essere attivi in questo”, e quindi l’iniziativa, che noi partiamo da oggi con la vostra condivisione auspicata, è quella di partire domani sul territorio per andare insieme con voi - e questo sarebbe l’auspicio di Ecoambiente - di essere noi a disposizione vostra per andare a portare la cittadinanza, una considerazione approfondita di quello che possiamo fare e di quello che si può fare sul mondo dei rifiuti.

La nostra struttura tecnica è in grado di dare tutte le delucidazioni, gli stimoli necessari, soprattutto non solo parlare di ambiente, ma parlare anche di economia gestionale, di economia familiare, di opportunità che il rifiuto ci può dare, non solo perché sia un messaggio di Ecoambiente, ma perché Ecoambiente nell’insieme della struttura dei mandati che ha, è quella di creare anche occupazione.

Se il rifiuto diventa risorsa, il rifiuto diventa anche lavoro, e quindi se è lavoro, è occupazione, se è occupazione, è economia, se è economia, per carità sarà economia povera, però di fatto è un sistema che tutto il territorio ci può guadagnare. Che cosa avremo prossimamente?

Avremo delle isole ecologiche, formate dalla raccolta della carta, sperando che sia rispettata; il problema maggiore è quello dell’inquinamento che noi abbiamo all’interno, e quindi di buttare altri materiali insieme alla carta e, attraverso soltanto un sistema di comunicazione, possiamo arrivarci. Avremo il vetro, plastica e lattine, che per adesso saranno insieme.

Sarebbe un obiettivo strategico, proprio per una questione anche di economia, arrivare nel prossimo futuro ad aumentare la disponibilità di conferimento separando la plastica dal vetro, perché il vetro, essendo materiale pregiato, può avere un valore, una un risorsa maggiore che può essere restituita alla comunità, in cambio di un investimento piuttosto limitato. Il cassonetto, non del secco e non riciclabile, che è quello nuovo. Come funzionerà questo?

Funzionerà con il sistema del tesserino magnetico.

E poi successivamente avremo anche l’umido, che è quello tradizionale, sul quale bisogna cercare di fare anche qua capire alla gente che conferire l’umido è un investimento che si fa su se stessi, perché vuol dire abbassare l’umido che va nella discarica, e quindi come tale avere altre opportunità, ma soprattutto in un piano industriale che è a divenire, creare anche ricchezza perché in questo momento qua Ecoambiente vuole essere propositiva nei confronti dei Sindaci, perché attualmente quella che è una passività, che si chiama smaltimento dell’umido e del verde, deve essere una ricchezza qualora noi riusciamo a fare produzione di alternativa attraverso progetti di finanza, e quindi ridurre, eliminare quello che è un costo e trasformarlo in un risparmio o addirittura in un guadagno.

Il tipo di sistema che noi vogliamo dire è quello della tessera magnetica. Che cosa porta la tessera magnetica di positivo? Il fatto che è individuabile il conferitore.

Ci sono ormai, penso che poi il Direttore potrà fare un paragone anche su quello che succede nel territorio, perché io non me le ricordo onestamente tutte, ma credo che il secco in giro per il territorio venga raccolto ogni settimana o 15 giorni, però quello che è importante è che il tesserino magnetico prevede il fatto che noi possiamo rilevare quante volte uno conferisce, ed è logico che se io trovo che uno conferisce il secco tutti i giorni o due volte alla settimana, o tre volte alla settimana, mi fa presupporre due cose: o che è una famiglia estremamente numerosa, sulla quale andrò a verificare, perché fa una produzione del secco che è enorme, oppure non differenzia bene.

Se poi, a seguito di una valutazione che posso fare nell’apertura del cassonetto, trovo che vi è un secco non differenziato, posso andare anche a individuare e a localizzare chi è la persona, e quindi andare a proporre i correttivi che sono necessari affinché ci sia un’educazione ambientale adeguata. La distribuzione della chiavetta tra l’altro ci porta a una cosa importante.

Lo vedremo successivamente perché la chiavetta o la tessera magnetica, quello che sarà, sarà individuate per famiglia, per nucleo, per ruolo, e quindi ci permette di incrociare una volta per tutti, tutti coloro che sono gli utilizzatori del sistema rifiuti rodigino. Non potrà esserci la migrazione.

Quello che abita a Boara Pisani o quello che abita a San Martino, quello che abita a Costa, rispetto che a Lusia, a Ceregnano, o Arquà, a Bosaro, che viene a Rovigo con la sportina, non potrà conferire sui nostri cassonetti.

Quindi bene o male dovrà esserci anche un sistema che ci porterà, indubbiamente sicuramente qualche problema iniziale lo avremo, l’abbiamo preventivato e su questo noi ci attiveremo per avere un servizio di gestione del territorio più puntuale, in maniera tale da fare prevenzione oppure quanto meno cura, ma sicuramente per essere più presenti sul territorio e per fare più educazione.

Sono progetti che già esistono in giro, perché non abbiamo inventato nulla se non valutato già progetti positivamente ricoperti in altre parti del territorio anche veneto, che hanno dato ottimi risultato. Che cosa avremo? Attualmente abbiamo qualcosa come 1.200 cassonetti distribuiti nel territorio, di cui abbiamo 860 cassonetti grigi, 402 coppie di cassonetti carta, vetro, plastica e così via.

Il ché fa dire che non c'è omogeneità di distribuzione nel territorio, ma abbiamo un sistema diciamo misto, abbiamo zone in cui abbiamo solo il cassonetto grigio, abbiamo zone in cui abbiamo tutti e tre i cassonetti, abbiamo zone in cui abbiamo solo i cassonetti della plastica e del riciclo; il ché comporta a non stimolare l’utente alla separazione, ma magari gli chiariamo anche l’opportunità di dire “Smaltisco ma qua perché sono un po’ pigro, perché sono stanco, perché non ho voglia di fare strada, perché piove e quindi c'è da fare della strada”.

Invece la proposta che ha fatto l’Amministrazione Comunale è quella di dire “Ci saranno 600 isole ecologiche distribuite sul territorio”, ma saranno 600 isole ecologiche complete, in maniera tale che il cittadino abbia di fronte a sé tutte le scelte, quindi la facilità di conferire, magari avrà un piccolo disagio di qualche decina di metri in più o in meno per raggiungere l’isola ecologica, ma avrà davanti a sé l’opportunità di separare al meglio, e quindi siamo convinti che questo, insieme a un’attività di gestione sul territorio che faremo, ci porterà sicuramente a migliorare.

Oltre al fatto che per quanto riguarda l’Amministrazione Comunale in questo sistema avremo due possibilità: il primo di risparmiare sostanzialmente sul servizio, l’abbiamo quantificato su base annua a circa 700.000 euro, perché logicamente aumentando la differenziata, diminuisco il costo di discarica, aumento le entrate, la frequenta della raccolta del secco, quindi ci sono una serie di razionalizzazione dei costi, oltre che a dei guadagni che potranno essere in aumento, ma anche finalmente l’eliminazione di quello che può essere un certo sommerso che è un po’ diciamo il male del sistema, che riguarda una lotta continua che le Amministrazioni sono chiamate a fare sulle evasioni e le elusioni dei tributi.

Infatti dagli incroci che abbiamo fatto all’interno del sistema, abbiamo trovato che praticamente mancano all’appello qualche migliaio di residenti rispetto all’ufficio anagrafe e rispetto all’ufficio tributi, che potrà dare la possibilità all’Amministrazione di intraprendere positive azioni di recupero di risorse e quindi come tale di fare in questo caso economia e di fare anche giustizia di equità sociale oltre che tributaria.

Io credo che sia indispensabile per quanto riguarda entrare nel tema più pregnante e più puntuale il Direttore, al quale lascio la parola. Grazie.

Intervento n. 112
Pagine 53–54
Punto 2

Approvazione delle modifiche al servizio di raccolta

Presidente di Ecoambiente

Leggi intervento

Mi soffermo, scusandomi, su tre argomenti che sono di carattere prettamente politico, ritengo, rispetto alla parte tecnica per cui l’ingegnere è molto esaustivo in tal senso.

La prima: io sono un cittadino di Rovigo, e generalmente valuto le cose con le ricadute che possono avere, perché, come ho sempre scritto ovunque, sono conscio che ogni azione che faccio ricade su me stesso, sulla mia famiglia, sui miei amici, sulla comunità, e quando faccio una scelta sono abituato a pensare alle conseguenze alle quali espongo me stesso e il sistema, per cui se la scelta è ponderata, se l'investimento vale la pena o meno, lo guardo anche in funzione di quella fastidiosissima bolletta, come tutte quelle bollette che ci arrivano a casa, e che pesano anche sui bilanci familiari.

Quindi la ponderazione c'è. La decisione in cui siamo chiamati, perché quando ci dedichiamo alla politica, penso tutti quanti, pensiamo sempre al ruolo di responsabilità che ci prendiamo in questa aula perché di fatto siamo coloro - siete coloro in questo caso - che determinano il bene ed il male, la programmazione, i servizi, la qualità che si vuole dare ai propri cittadini, e quindi anche a noi stessi. La differenza fra investire sul separatore e investire su questo sistema, è proprio uno alternativo all’altro.

Se io investissi sul separatore non avrei bisogno di fare una raccolta del secco adeguata, ma contemporaneamente avrei dei costi di esercizio notevolmente maggiori, quindi avrei una penalizzazione del sistema rispetto a quello che è attuale; mai raggiungerei l’obiettivo della raccolta differenziata, e sempre pagherei delle ecotasse.

Io trovo assurdo, secondo il punto di vista mio, pagare 44 euro a tonnellata tra tasse, ecotasse, canoni, eccetera, eccetera, perché è una cosa enorme, e in più così ci paghiamo anche l’IVA, perché sui 44 euro è esclusa l’IVA.

Allora io dico: perché, se abbiamo la possibilità di fare qualcosa, che riguarda anche l’ambiente in cui viviamo, perché fare un separatore secco-umido, come è l'investimento che è previsto, non dà una qualità del rifiuto, dà una parte dell’umido, e tutto il resto va in discarica, perché la produzione di CDR, sulla quale era nato quel separatore, perché quel separatore lì è nato a metà degli anni ’90 quando a Rovigo non c'era nessun altro, ma c'era ASM come unico gestore della comunità, era fatto come il primo stralcio per la termovalorizzazione.

Guardo Vernelli, che fece domanda lui, mi sembra quell’Amministrazione, anni ’90-‘93, fece la domanda per questo. Quando arrivo il finanziamento, qualcosa come 3 miliardi, 4 miliardi dell’epoca, fu dato ad ASM, Presidente Carlo Brazzo, perché andasse a fare la parte esecutiva. Nel frattempo nacque il Consorzio Rifiuti, e Albergo Brigo, allora Presidente della Provincia, disse: “Alt, fermi tutti, c'è il Consorzio, diamo i soldi al Consorzio”.

Nella prima delibera costitutiva del Consorzio disse: “Però diamo incarico ad ASM per gestire la cosa, perché il Consorzio non è strutturato”. Per cui stiamo ponderato effettivamente, perché è una soluzione. La possibilità di fare alternative è normale.

Il porta a porta sta diventando fuori moda e antieconomico ovunque. Altre comunità, altre città, altri paesi del polesano hanno chiesto ad Ecoambiente di rivisitare il proprio sistema di raccolta, perché ormai... come ci sono altri Comuni che dicono “no, va benissimo il porta a porta, perché il rischio di avere lungo gli argini del Po dello smaltimento di rifiuti non lo voglio prendere, quindi mi va bene il porta a porta”.

E’ una scelta politica di ogni Amministrazione, però dobbiamo pensare alla verticalità del nostro sistema. Voi pensate soltanto nei condomini del Corso del Popolo, come quelli di Bossea, che avremmo dovuto avere una raccolta a bidoni esterna, perché sarebbe impossibile avere 10-12 cassonetti di piccola portata da 100 litri, da 120 litri per ogni famiglia, perché bisognerebbe avere anche una struttura ordinata, bisognerebbe avere anche un sistema diverso. L’obiettivo.

L’obiettivo lo hanno scritto anche gli altri Sindaci: la possibilità di arrivare alla tariffa puntuale. L'applicazione della tassa non è un’operazione che fa come Ecoambiente. Ecoambiente può portare gli strumenti con i quali l'Amministrazione decide quale tipo di tariffazione fare.

Se un domani l'Amministrazione vuol pensare di fare una tariffazione diversa, ha accesso.... con l’ingegnere si fantasticava sul fatto di dire “tu paghi 200 euro, e puoi inserire dentro 200 sacchetti”, sono due a settimana, o uno ogni settimana, cioè tu puoi fare questo rispetto al budget, dopo li paghi di più. Ci sono varie forme su cui si può arrivare alla tariffazione, che non è per forza quella del tonnellaggio rispetto a questo, che questa è spalmata sul sistema territoriale.

Quando si parla delle agevolazioni, Consigliere Romeo, purtroppo è stato un argomento che anche noi abbiamo affrontato, ma ci siamo dimenticati, perché logicamente i passaggi che la parte TARSU, TIA, TARI, tutti questi passaggi che si fanno sulle tariffe, che la TARI prevede che il 100% sia a carico di tutta la comunità. E quindi cosa vuol dire? Che se io faccio uno sgravio al Consigliere Romeo o al Consigliere Moretto, faccio uno sgravio perché ho un’impresa.... (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 113
Pagine 54–55
Punto 2

Approvazione delle modifiche al servizio di raccolta

Presidente di Ecoambiente

Leggi intervento

Nel senso che se io faccio uno sgravio a lei, o a voi, o a chiunque, quello sgravio lì lo paga il resto della comunità, cioè automaticamente io per dare una riduzione a lei lo metto in carico, perché il 100% è all’interno della tariffa, perché questo prevede la normativa. Non c'è una separazione. Una volta era ben diverso.

Le agevolazioni sociali sono soldi che il Comune decide di accantonare e di mettere a carico della comunità, ma questo è un altro discorso, a meno che, come Amministrazione Comunale, decidiate di accantonare i soldi, separati dalla TARI, con fondi di bilancio che vengono fuori da un’altra parte, separati da un’altra cosa, in cui è una libera scelta dell'Amministrazione Comunale, però sappiate che viene spalmato sulla comunità un qualcosa che dovrebbe essere un senso civico, perché alla fine della giostra differenziare meglio non è un vantaggio che deve essere solo singolo, ma deve essere un qualcosa di sociale, di collettivo, di sensibilità, perché la comunità ci guadagna, perché alla fin fine l’ambiente in cui noi stiamo vivendo adesso non è l’ambiente solo di Paulon, di Cavallaro o di chiunque di noi altri, ma è l’ambiente di tutti quanti i nostri cittadini, dei nostro figli, dei nostri nipoti, di tutta quanto la gente che vive qua, indipendentemente.

Quando si parla del PAES, si parla della puntualità, ma anche della generalità della cosa, quindi chiunque viva dovrebbe avere il senso di pensare a quello che sta vivendo, perché questa è la politica.

La politica è guardare qualcosa che sia diverso dall’interesse strettamente personale, perché quando il Sindaco di Rovigo quel 3 dicembre disse “io ci sto a sacrificare Rovigo per un periodo di tempo”, ho detto “caspica il Sindaco che due cose che ha”, perché ci vuole coraggio per dire “io sono disposto a sacrificare la mia comunità perché il bene complessivo della Provincia ne tragga vantaggio”, compreso anche Rovigo dopo.

Questo vuol dire fare politica, questo vuol dire avere delle scelte precise, per cui io quel giorno lì mi sono tolto il cappello davanti a questa presa di coscienza politica, che fa onore ad un Sindaco di un Comune capoluogo che vuole fare da traino anche ambientale su questo. Solo un’informazione: è nato prima l’uovo o prima la gallina? E’ sempre quello il sistema.

Io sono convinto che questo è il momento di start-up, perché l’abbiamo ponderato, perché non è più possibile, perché l’onere a carico del sistema cittadino, familiare delle bollette, i costi sono continuamente in aumento nel sistema. Noi dobbiamo portare ad un rilancio, e quindi fare insieme... L'informazione parte domani.

L'informazione parte appena voi avete deciso - se avete deciso - di approvare il progetto.

Da domani parte la prima informazione che, insieme ad Ecoambiente, voi altri, la Giunta, il Sindaco, tutti insieme ci mettiamo a confrontarci con la città, con le assemblee, con l'informazione, con la carta, con i manifesti, con tutto quello che si ritiene che sia utile per fare, perché quando arriverà ci sono i mesi della fornitura, i mesi della costruzione, i mesi in cui Ecoambiente si metterà insieme a Suolo e Lavori Pubblici per sistemare le aiuole e roba del genere, saranno i mesi di lavoro che saranno quelli nei quali noi entriamo, e dobbiamo entrare, nelle famiglie, perché questo è il nostro compito.

Se noi riusciamo a fare delle politiche informative, delle scelte che siano adeguate, non ho paura di sapere che neanche mia mamma, ultra ottantenne, si farà carico di essere più ligia sicuramente di tanti noi altri, che un po’ pigri alla sera buttiamo, perché l'attenzione delle persone, la sensibilità che forse loro hanno è una sensibilità diversa, perché loro effettivamente ogni giorno pensano ai loro figli e ai loro nipoti.

Su questa roba qua io sono convinto che, proprio perché sono soldi nostri, ma non sono solo soldi nostri quelli che investiamo, sono soldi nostri anche quelli che spendiamo quotidianamente in una politica di rifiuti che in questo momento qua è superata.

Intervento n. 178
Pagina 69
Punto 3

Approvazione della convenzione per la costituzione....” Pag. 63 2

Presidente di Ecoambiente

Leggi intervento

Come vede, il sistema giudiziario italiano è un po’ variegato, perché lei accennava al TAR della Campana, e ci sono già interpretazioni diverse sul TAR della Campania. (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 179
Pagine 69–70
Punto 3

Approvazione della convenzione per la costituzione....” Pag. 63 2

Presidente di Ecoambiente

Leggi intervento

Il Consiglio di Stato ci dice chiaramente, perché il problema credo sia essenziale, che è la caratteristica della società Ecoambiente di come stiamo gestendo la cosa. Io invito lei, come invito tutti i Consiglieri Comunali, a valutare una cosa: Ecoambiente per il 66%, più il 20% del rimanente, è della città di Rovigo, non è della maggioranza, di Bergamin o di qualcun altro. E’ della città.

E come tale nel principio della rotazione politica oggi al governo di Ecoambiente c'è il sottoscritto, a settembre scade il mio mandato, può darsi che Bergamin, o chi ci sarà, decida un altro Presidente. Può darsi che le prossime elezioni vinca il centro sinistra rispetto al centro destra. Il problema è chi tutela Rovigo ed il suo patrimonio con il sistema del controllo analogo.

Il sistema del controllo analoga prevede addirittura, secondo quelle che sono le ristrettezze ed il grande potere che dà la normativa, anche il Madia sulle aziende partecipate, praticamente limita al minimo il potere gestionale in capo al Consiglio di Amministrazione. Addirittura anche la nomina del Consiglio di Amministrazione e la sua rimozione può essere fatta da chi esercita il controllo analogo.

Voi capite che in questo momento qua stiamo parlando di un capitale che i cittadini di Rovigo nel suo passato hanno costruito. Non dimentichiamo che l’ecocentro è ammortizzato sulle bollette dei cittadini di Rovigo, no su quelli della Provincia; è un capitale che tutti quanti abbiamo riconosciuto, perché fatto dall’azienda del Comune di Rovigo all’epoca.

Per cui in questo momento qua svilirlo, quando alti hanno tenuto per sè il patrimonio, non ha un senso, perché se errori del passato ne sono stati fatti nella costruzione e nei trasferimenti di capitali, non possono in questo momento qua pagarli la città di Rovigo.

Un giorno parlavamo con il Direttore di quelli che sono gli ecocentri che ci sono distribuiti sul territorio provinciale, e la quasi totalità di questi sono di proprietà dei Comuni, e sono in gestione ad Ecoambiente, con problemi proprio attinenti alla gestione, alla messa in sicurezza, alle manutenzioni straordinarie, al rispetto delle normative. Che cosa succede?

Se questi dieci Comuni proprietari di ecocentri se avessero conferito all’epoca della costituzione quel piccolo capitale all’interno della società, ora come ora staremo parlando di un’inversione di tendenza, perché la parte capitale sarebbe stata ed il controllo analogo sarebbe diverso, perché ci sarebbe un controllo analogo fatto da un Ente di Bacino, perché non c'è l’incidenza all’interno del sistema.

I patti parasociali, che voi mi insegnate possono essere la possibilità di governare, perché già attualmente abbiamo dei vincoli reciproci. Il Comune da solo non può governare Ecoambiente, il Consorzio da solo non può governare Ecoambiente. Qua invece si vuole che il Consorzio dei 49, perché dicono che, essendo clienti e contemporaneamente padroni indiretti della società, la vogliono....

La Legge 52 dà momentaneamente la responsabilità ai Comuni di dire “non avete voluto rinnovare il Consorzio Azienda Speciale, quindi adesso sto gestendo il servizio per voi”. Il problema non è quello. Il problema è che se i Sindaci non sono tornati in possesso, allora il Consorzio non c'è più, ed Ecoambiente deve chiamare i 50 Comuni in assemblea dei soci.

Questo non può succedere perché non l’hanno ancora sciolto, perché alla Camera di Commercio il Consorzio Rifiuti Azienda Speciale risulta ancora un’azienda viva, non solo, ma in cui c'è un amministratore unico adesso, prima c'era un liquidatore, quindi c'è una forma di confusione, ma quello che rimane prioritario è il fatto che il controllo analogo prevederebbe, o prevede, perché non è un condizionale, è un imperativo, il fatto che questi praticamente governano la società, decidendo di fatto quello che vogliono fare della società e cosa vogliono far fare alla società.

E questo è indipendenti dai principi di trasparenza, corruzione, però di fatto sulla parte investimenti, o sulla parte delle scelte da fare, sono opposizioni in cui logicamente il Comune capoluogo può rivedere le sue posizioni, perché poi le politiche, per quanto riguarda l'Ente di Bacino, la discarica, il separatore, non entra più in campo il controllo, ma riguarda l'Ente di Bacino, perché la politica rimane in capo all’Ente di Bacino sulla progettualità; quello che casca sul coso è che la progettualità deve essere calmierata insieme ai soci.

Il Consiglio di Stato lo dice chiaramente. Perchè, che cosa dice? Altrimenti viene fuori che una minoranza di capitale governa la maggioranza di capitale.

Questo è l’esempio sbagliato, perché la minoranza di capitale, 36%, governerebbe la maggioranza di capitale, e con un vincolo assoluto, sapendo poi che all’interno della minoranza di capitale bastano la maggioranza delle teste e la maggioranza delle quote, quindi vuol dire che una minoranza della minoranza, o una maggioranza della minoranza può governare, quindi limitando notevolmente il potere ad una singola fase del sistema societario di Ecoambiente. E’ roba complicata, ma è semplice.

La minoranza organizzata è quello che si sta portando avanti, che una minoranza organizzata vuole governare Ecoambiente nella sua totalità, con i suoi capitali, con i suoi investimenti, e così via. Riguardo al discorso di quello che hanno dichiarato una parte dei Sindaci, è chiaro, cioè è una violazione statutaria, perché i poteri dati al Direttore Generale sono poteri, che poi che gli abbiano dato il discorso del rapporto con le Amministrazioni Comunali è una scelta che hanno fatto.

Poi è l'assenza della politica degli anni che ha fatto sì che magari il Direttore possa avere più o meno visibilità nella rappresentanza. Io penso che qua avete apprezzato tutti quanti la relazione del Direttore, e non si è sostituito al CdA, è stato complementare all’attività del Consiglio di Amministrazione.

Io terrei separato il discorso che hanno inserito, perché prima diceva Vernelli, di quello che hanno scritto, perché di fatto è anche una cosa anche poco simpatica nella gestione, e soprattutto anche per l’azienda stessa, che sta portando avanti.

Sul controllo analogo la differenza tra le due realtà di proposta è solo ed esclusivamente lì, su questo tipo di governo, che può essere fatto tranquillamente, a mio parere, all’interno di un ragionamento complessivo, che riguarda l’intera città di Rovigo nei confronti del resto della Provincia.

9 maggio 2012

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

2 interventi
Intervento n. 214
Pagina 72
Punto 5

La politica della casa: interventi del Presidente dell’A.T.E.R. Rovigo Avv. Aldo Guarnieri e dell’Assessore alla casa Antonio Saccardin - Discussione

Assessore

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Presidente scusi, posso dire una parola?

Intervento n. 216
Pagine 72–73
Punto 5

La politica della casa: interventi del Presidente dell’A.T.E.R. Rovigo Avv. Aldo Guarnieri e dell’Assessore alla casa Antonio Saccardin - Discussione

Assessore

Leggi intervento

Io volevo salutarvi tutti quanti visto che or ora ho avuto il ben servito dal signor Sindaco, e come tale io volevo salutarvi. Dire che per me è stato un onore servire questa città in questo anno, un onore essere con voi. Ho un dispiacere enorme.

Il dispiacere risale ancora a maggio dell’anno scorso quando io ho firmato un documento con della gente che pensavo fosse leale e corretta fino alla fine, però su questo mi riserverò nei prossimi giorni di esprimere i miei commenti. Nel frattempo io vi saluto. Vi auguro un buon lavoro.

Da creatore di una realtà all’epoca dico Forza Rovigo, ma non perché voglia ricreare Forza Rovigo, perché credo che Rovigo abbia bisogno della vostra azione, della vostra azione assieme, e io dico sono felice di averla servita dal 1990 ad oggi, in maniera anche saltuaria ma con grande impegno, passione, emozione e soddisfazione.

Mi guardo indietro, so di aver fatto degli errori; magari l'errore più grande è stato quello di firmare ma sapete, bastava che io buttassi via la cicca per terra e forse c'era lo stesso motivo per trovare, lo Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 09 Maggio 2012 73 sappiamo tutti quanti perché siamo tutte quante persone intelligenti, per cui serviva l’unghia tagliata oppure serviva il pezzo di un nastro adesivo o non so cosa per arrivare. Guardo indietro e guardo con orgoglio quello che ho fatto.

Ho consegnato alla città 23 progetti che, chi mi sostituirà in futuro, dovrà sciogliere, portare a compimento in brevissimo tempo.

Vi ricordo a tutti quanti, mi ricordo qualcosa di particolare però sapete, questa mattina mi diceva il Comandante, abbiamo avuto un complimento ufficiale da tutta la Provincia, Prefettura compresa, perché presto con la sezione dei Vigili urbani faremo un grande risultato a livello di sicurezza e questo mi rende orgoglioso di quello che ho fatto, di quello che abbiamo così inventato su quattro piedi, dovuto anche all’intelligenza che ci abbiamo messo in campo.

Io vi ringrazio ancora e vi auguro a tutti quanti buona fortuna.

24 aprile 2012

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

1 intervento
Intervento n. 18
Pagine 5–6

Consiglio Comunale del 2012-04-24

Assessore

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Allora, per quanto riguarda il semaforo di Grignano: nell'ultimo appalto della segnaletica è compresa la cifra per… Nell'ultima gara sulla segnaletica stradale è stato aggiudicato, ed è compresa anche la cifra destinata al semaforo di Grignano. Quindi, i tempi sono quelli burocratici della gestione documentale, per poi andare ad attivare l'appalto e risolvere il problema. Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 24 Aprile 2012 6

27 marzo 2012

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

10 interventi
Intervento n. 22
Pagine 6–7

Consiglio Comunale del 2012-03-27

Assessore

Leggi intervento

Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 27 marzo 2012 7 Ha ragione a dire… Infatti i dodicesimi come funzionano? Funzionano sulla base dello stanziamento dell'anno scorso, quindi sull'assestato.

E quindi è normale che sull'assestato una spesa disponibile molto superiore, lavorando in dodicesimi, era possibile destinare quella cifra, che corrisponde, purtroppo, ma per questioni di Bilancio, ad una cifra superiore, cioè quella che a disposizione è notevolmente inferiore a quella dell'anno scorso; però sufficiente, quella dell'anno scorso, per lavorare in dodicesimi e quindi per poter essere stanziata. È un arzigogolo, diciamo, se vogliamo, però di fatto abbastanza semplice da comprendere.

Noi ribadiamo l'importanza è il pieno sostegno alle scuole materne paritarie. E la prova ne sia l'emendamento che a settembre dell'anno scorso abbiamo fatto per rimpinguare i capitoli di spesa, e sia la volontà anche di provvedere quanto prima alla prova di Bilancio, in maniera tale da poter quanto prima dare anche la possibilità all'Assessore Nezzo di sottoscrivere la convenzione e anche di stanziare i primi contributi.

Intervento n. 148
Pagine 21–22

Consiglio Comunale del 2012-03-27

Assessore

Leggi intervento

Il parere politico è contrario. Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 27 marzo 2012 22 (Voci incomprensibili dall'Aula)

Intervento n. 173
Pagina 24

Consiglio Comunale del 2012-03-27

Assessore

Leggi intervento

Il parere politico non c’è perché di fatto non c’è il contendere.

Intervento n. 228
Pagine 29–30

Consiglio Comunale del 2012-03-27

Assessore

Leggi intervento

Politico: contrario. Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 27 marzo 2012 30

26 marzo 2012

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

6 interventi
Intervento n. 6
Pagina 4
Punto 1

Regolamento in materia di riscossione coattiva delle

Assessore

Leggi intervento

Buongiorno. Si pone all’attenzione del Consiglio l’approvazione di un Regolamento che riguarda il sistema di riscossione per le sanzioni amministrative per la violazione del Codice della Strada.

Attualmente il sistema funziona: in un, diciamo, rapporto diretto, l’utente sanzionato passa attraverso i vari sportelli e fa il primo tipo di pagamento; c’è un secondo sistema che è il “sistema bonario” nel senso che al primo avviso o dopo un certo periodo di tempo viene inviato al contravvenuto, al sanzionato, un avviso in cui c’è l’insoluto e questo si reca spontaneamente a risolvere il problema; il terzo è il recupero coattivo, che attualmente è stato affidato a Equitalia.

Il recupero coattivo, si tratta di un’ingiunzione fiscale, viene inviato a casa una cartella esattoriale al sanzionato il quale deve provvedere, entro un certo numero di tempo, ad intervenire... insomma a provvedere. Il Comune, secondo la norma, ha la possibilità anche di avere e fare Regolamenti propri.

Equitalia di fatto è in prorogatio di un anno, dal 2013 non potrà più farlo, il Comune ha la possibilità di svolgere, quindi, questo tipo di attività in tre maniere: attraverso Equitalia appunto; in proprio, con strutture e personale proprio; la terza, avvalendosi di una società a capitale pubblico che svolge... a totale capitale pubblico, che svolge per il Comune il servizio.

Tutto questo deve essere rendicontato secondo anche delle tabelle e degli indirizzi statali per quanto riguarda anche il recupero delle spese di notifica che sono stabilite proprio dalla norma, dalla legge.

Quindi noi sottoponiamo questo tipo di Regolamento per dare la possibilità al Comune di sfruttare altri mezzi oltre quelli di Equitalia che ha la scadenza prorogata dall’ultima Finanziaria al 31.12.2012 e quindi per provvedere anche in futuro oltre che a recuperare, andare a riprendere il pregresso e a recuperare un percorso anche per il futuro di avere un Regolamento che funzioni.

Intervento n. 17
Pagina 6
Punto 1

Regolamento in materia di riscossione coattiva delle

Assessore

Leggi intervento

Ma io accolgo la richiesta del Consigliere Nalin, se permettete diamo lettura al Regolamento. Chiedo alla dottoressa Patanella, onde evitare... -siccome io mi mangio le parole, lei sicuramente legge molto meglio di me- di leggerlo. Grazie.

Intervento n. 101
Pagine 19–25
Punto 2

Approvazione Bilancio di Previsione esercizio finanziario

Assessore

Leggi intervento

(Durante la relazione vengono proiettate delle slide) Allora, Presidente, mi permetto prima di iniziare due note, la prima è di ringraziamento verso tutti gli Uffici, verso i Consiglieri Comunali, verso la Giunta, verso tutti coloro che mi hanno sopportato, non supportato, oltre che supportato in questo periodo; la seconda riguarda la speranza che la telecamera del Movimento 5 Stelle sia accesa e possa dare l’evidenza al mondo intero che questa Amministrazione non dice solo “paulonate” e per fortuna che c’è Paulon al Bilancio perché se ci fosse Piscopo sarebbero “piscopate”, però... non vorrei dire questo però siccome leggo sul giornale che noi ragioniamo non con la testa ma con altre parti del nostro corpo e che siamo soggetti a dire frasi...

Spero che grazie all’iniziativa del Movimento ci possa essere chiaro a tutti qual è l’effettiva situazione finanziaria e le proposte di Bilancio che il Comune fa. Detto questo, iniziamo il primo Bilancio federalista - possiamo dire così -, federalista perché i Governi hanno dato la possibilità ai Comuni di determinare aliquote, importi, tariffe e quant’altro.

Di fatto è un federalismo strano, un federalismo alla rovescia, un federalismo in cui dovrebbe esserci lo Stato che contribuiva anche oltre alla vita dei Comuni ripartendo risorse centralizzate, di fatto ci troviamo uno Stato che con una mano ti dà e con l’altra ti prende più di quello che ti dà e questo lo vedremo poi anche con i numeri.

È un Bilancio che arriva a marzo per la decisione forte della Giunta di iniziare a lavorare per le necessità che comportano e i problemi che devono essere risolti, la necessità di dare possibilità a tutti i settori di lavorare secondo le disponibilità che vengono attualmente messe a disposizione.

È un Bilancio sicuramente che vedrà modifiche durante il percorso dell’anno, una cosa normale se fosse... e ancora più normale sarà questa, diciamo, annualità proprio dovuta al fatto che viviamo quotidianamente assestamenti, assestamenti che noi vivremo in diretta e che sottoporremo eventualmente all’attenzione del Consiglio, qualora ne fosse bisogno, sempre e comunque.

È un Bilancio che arriva adesso ma potrebbe essere, e lo ritengo ancora con maggior forza adesso, poteva arrivare anche prima di Natale, vi pensate che la prima bozza di Bilancio è stata fatta il 12 novembre 2011, tra la bozza di Bilancio del 12 novembre 2011 ad oggi la differenza è 800.000 euro quindi di fatto tra l’ICI, l’IMU, trasferimenti dello Stato, tutto questo lavorare che abbiamo fatto e questa attesa portava a uno scostamento di 800.000 euro, una cosa che era totalmente sopportabile e totalmente anche, diciamo, modificabile, implementabile e lavorabile anche durante il periodo in...

Arriviamo adesso perché? Perché dobbiamo dare anche risposte. Non dimentichiamoci che insieme al Piano delle spese correnti ci sono anche le spese di investimento che attendono di iniziare a lavorare, attendono indicazioni e input dell’Amministrazione, del Consiglio Comunale, perché... per iniziare a produrre quei progetti che la città ci chiama.

È un Bilancio in cui, non nego, esiste una continuità anche amministrativa, come ho descritto c’è una continuità, una comprensione, una modifica di quello che è stato fatto e di quella che è la programmazione. Questo particolarmente lo vedremo quando parleremo del Piano degli investimenti dove ci troviamo in condizioni particolari e che questa Amministrazione è costretta, o si vede, a dover integrare o parzialmente modificare o utilizzare per altri motivi.

Un Bilancio di Previsione che vede, entrando più nei dettagli, le entrate tributarie ormai fortemente condizionate, pensate che solo 1/5 proviene dallo Stato, meno del 20% proviene da trasferimenti Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 26 marzo 2012 20 dello Stato mentre tutto il resto sono risorse locali, sono risorse che vengono dalla tassazione del Comune.

È indubbio che è un Bilancio di 45 milioni che deve trovare... che trova copertura attraverso l’istituzione dell’IMU, attraverso l’IRPEF, attraverso la TOSAP, attraverso l’addizionale comunale, attraverso le affissioni e altre cose, però diciamo che se noi guardiamo le entrate tributarie e il fondo statale siamo al 19,70% sui 25 milioni quindi sotto il 20%.

Alla diapositiva dopo - (Nello, grazie...) - vediamo infatti l’andamento grafico e la parimetrazione con gli anni precedenti dal 2008 al 2012 e potremo vedere come nel giro di due anni, dal 2010 al 2012, il Bilancio... la sua interezza, sono stati dimezzati; se noi guardassimo addirittura il Previsionale 2011, Previsionale quindi a una nuova distanza dove nel Previsionale è confermato il consuntivo 2010 e poi l’assestamento è fatto perché nelle manovre di luglio lo Stato ci ha iniziato a decurtare i trasferimenti, quindi durante l’anno ci siamo trovati la prima perdita di 2 milioni di euro per arrivare adesso al dimezzamento totale dei trasferimenti dello Stato.

Questo viene logicamente compensato da che cosa? Dall’imposta dell’ICI e dell’IMU, provvedimenti in cui vediamo che avevamo un assestato di 7 milioni e 104* (audio *1.06.00) dovuti a che cosa?

A 6 milioni e 8 che provenivano dalle altre abitazioni, non prima casa, invece i 200.000 euro e rotti venivano da quegli immobili definiti “di recupero”, le entrate che venivano dal recupero di risorse per quanto riguarda il lavoro dell’ICI arretrata che magari la gente pagava in...; questa IMU, 13 milioni e 200.000 euro che sono divisi in 3 milioni e 200 che provengono dalla prima abitazione e 10 milioni che provengono da tutti gli altri fabbricati e terreni agricoli, tutti gli altri immobili non prima casa.

La manovra complessiva, che ha un valore di 20 milioni di euro per quanto riguarda il Comune di Rovigo, vede l’importo fortemente decurtato di 6 milioni e 8 che è la quota parte che negli F24 i cittadini contribuenti versano direttamente nelle casse dello Stato.

Ricordo il sistema di pagamento, F24, che è una novità per quanto riguarda il sistema con cui tutti quanti siamo coinvolti dove avremo due sistemi di pagamento, uno di un conto corrente dello Stato e uno di un conto corrente del Comune però depositato presso la Tesoreria dello Stato e quindi privando anche i Comuni di quelle piccole realtà dove ci possono essere anche interessi che potevano maturare.... (Avanti, Nello)...

La seconda parte, oltre all’IMU abbiamo anche quelli che sono le altre, il Titolo II, entrate derivanti da contributi di trasferimenti correnti; anche in questa parte qua vediamo che se noi guardiamo sono contributi, la maggior parte riguarda il trasporto pubblico locale sul quale è in atto una revisione, abbiamo recentemente approvato come Amministrazione e come Giunta un tavolo di lavoro da fare insieme alla Provincia perché noi siamo in eterna prorogatio, la legge 25 del 1998 della Regione Veneto ci dà e ci impone ora come ora di andare verso la gara, di fatto la Regione, che è titolare del trasferimento, ha difficoltà a dichiarare la continuità e la stabilità finanziaria e quindi obbliga le Amministrazioni a momenti di standby perché in attesa di una programmazione regionale, che a sua volta utilizza fondi dello Stato, che diano stabilità di finanziamenti in maniera tale che i bandi che noi possiamo applicare sì e no abbiano una copertura finanziaria nel termine medio di almeno 5 anni che è il tempo anche necessario per fare un bando del trasporto su un territorio ampio come è quello che è la Provincia di Rovigo perché la normativa prevede anche la istituzione di ambiti sul territorio provinciale e quindi di lavorare in tal senso.

Poi abbiamo contributi per la Regione e altro - (Nello, andiamo avanti) - dove c’è una costanza anche per quanto riguarda, diciamo, un leggero calo ma probabilmente dovuto anche al fatto che anche la Regione sta rivedendo un po’ le proprie disponibilità e quindi abbiamo iscritto a Bilancio solo quelli che nella pluriennalità abbiamo la certezza di finanziamento. Quello che è interessante - la prossima - è le entrate extraurbane, extratributarie. Le extratributarie, vediamo, sono fortemente condizionate da che cosa?

Dai proventi del Codice della Strada, più del 40%, il 46% di questa cifra proviene dalla contravvenzioni alla circolazione stradale.

È un importo fondamentale, è diventato importantissimo, non neghiamo che quello che ribadivo io stesso fino a poco tempo fa che il Comune non poteva essere multe-dipendenti di fatto lo sta sempre più Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 26 marzo 2012 21 diventando e lo vedremo anche in maniera successiva quando avremo... potremo vedere anche come viene distribuita la spesa e vedremo sempre di più quanto il Bilancio del Comune, almeno di questo Comune, è fortemente condizionato dal sistema.

Io vorrei farvi anche presenta una cosa perché i proventi dei parcometri, che incide per il 7% nella manovra complessiva dei 14 milioni di questo titolo, 1 milione di euro l’abbiamo messo... siamo stati accusati di avere i parcometri più alti nelle zone limitrofe di Padova rispetto a Ferrara, cosa falsa perché è normale se io prendessi il paragone con le aree periferiche di Ferrara e di Padova dove effettivamente pagano meno, pagano 1 euro, ma noi dobbiamo parametrarci sulle zone centrali di Padova e di Ferrara dove gli importi per quanto riguarda i parcometri sono molto più alti, pensiamo che al centro di Padova paga 1,70 euro e il centro di Rovigo pagherà 1,20.

Credo che sia un po’ differente e quindi è strumentale, secondo me, utilizzare la parimetrazione con la maniera generica di guardare la tariffa più bassa che è quella più lontana dal centro rispetto alle zone di alto scambio e di basso tempo di sosta. Le entrate extratributrarie - (Nello, grazie... quella dopo, sì) - sono i proventi dell’Ente.

Sono come vedete... - (Va avanti, va avanti... giù, anche se sono invertite non ha importanza) - come vedete i parchimetri hanno una costanza di rendimento; hanno avuto un notevole calo nel 2010 perché è stato il periodo in cui la viabilità col cantiere del Corso del Popolo è stata seriamente compromessa e quindi come tale è una viabilità che portata via anche posti blu e posti a pagamento e ha condizionato anche notevolmente le entrate per quanto riguarda il Comune di Rovigo.

Logicamente la previsione in Aula, che è lievissima se voi guardate rispetto all’assestamento, è dovuta al fatto che proprio anche il sistema di elevazione... avere equilibrato la cifra da 0,90 a 1,20 non neghiamo porterà qualche piccola variazione in aumento per quanto riguarda le entrate, senza dimenticare che non sono venute meno le condizioni per far pagare meno i cittadini.

Le tariffe a 0,90 sono ancora previste basta solo fare economia per gli abituali utilizzatori nel senso di poter acquistare gli abbonamenti ogni 50 ore di cosa... di parcheggio, dove potremo vedere che costano 45 euro quindi alla fine un’ora effettivamente può continuare a costare 0,90. (Avanti...) Gli utili delle partecipate, altra fonte di entrata rispetto, diciamo, delle entrate extratributarie, sono condizionate anche queste dal fatto che logicamente l’attività delle nostre aziende sono condizionate anche dal sistema e quindi dai vari costi che ci possono essere di gestione e un calo è anche fisiologico dovuto anche alla crisi economica che abbiamo. (Avanti...) I fitti.

L’attività grossa - ecco qua una positività innanzitutto -, la definitiva chiusura o conclusione di un percorso iniziato quasi vent’anni fa che era quello del Consorzio Acquedotto, di fatto finalmente il Comune di Rovigo insieme agli altri sette partner del Consorzio dell’Acquedotto del Medio Polesine diventano proprietari, tornano a essere proprietari a pieno titolo dell’immobile e quindi abbiamo una maggiore entrata dovuta al canone di affitto che è stato regolarizzato tra il Consorzio Acquedotto e la Polesine Acque che riconoscerà al Comune sia per il 2011 e sia per il 2012, in questa annualità, i canoni stessi. (Nello...) Le entrate degli asili.

Anche qua abbiamo un notevole calo dovuto al fatto che abbiamo anche maggiori difficoltà, sicuramente la difficoltà è di carattere sociale quindi le agevolazioni stesse e la minor frequenza che ci porta ad avere una sostanziale diminuzione.

I dati che ci vengono forniti dai settori sono provati dal fatto, se noi guardiamo l’assestamento, abbiamo vissuto un periodo in cui tutto veniva inserito anche a seguito di un sistema, diciamo, strano anche di utilizzo degli spazi dove veniva generalizzata un po’ troppo la spesa e in particolare per quanto riguarda alcuni servizi che riguardano mense e altre cose dove venivano contabilizzati i soldi in maniera non conforme. (Avanti...) Il trasporto scolastico, diciamo, va in aumento quest’anno di poche...

7.800... di 12.000 euro rispetto al 2011 a seguito dell’adeguamento, abbiamo posto come linea 1 euro ogni corsa, l’abbiamo posto come 1 euro ogni corsa singola pur cercando di mantenere le agevolazioni per quelli che fanno l’abbonamento annuale e quindi, pagando in maniera anticipata l’annualità, possono avere logicamente la scontistica.

Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 26 marzo 2012 22 Se noi guardiamo rispetto al 2011 o rispetto al 2009 diciamo che la tendenza è quella, il problema è che è minore la richiesta di frequenza.

Probabilmente anche in questo caso qua le famiglie ne sentono la difficoltà e quindi preferiscono altri mezzi di trasporto quali magari anche l’iniziativa del Pedibus che è un’iniziativa che alcune associazioni stanno portando avanti e che di fatto fa altro... un tipo di trasporto scolastico alternativo. (Avanti...) Gli incassi delle mense scolastiche. Gli incassi sono logicamente in aumento, abbiamo visto l’altra volta quando abbiamo parlato di tariffa a domanda individuale.

Questo è l’andamento degli incassi, 524.000 euro previsti a forza anche dell’adeguamento che era... diciamo che l’ultima tariffa applicata risale ancora a più di cinque anni fa e quindi è stato necessario l’adeguamento anche per dare maggiore copertura al sistema.

Su questo io mi permetto di aprire una piccola parentesi, ci siamo accordi di grandi anomalie, anomalie che risalgono a tanti anni fa e sui quali ci stiamo... come Ufficio e come lavoro sinergico tra l’Ufficio di Ragioneria e il Settore Istruzione per il quale ci siamo accorti che per anni venivano, diciamo, pagati dei soldi in più e questo dovuto a un errore, probabilmente contabilizzato nelle vecchie gare d’appalto, dove era stata omessa la famosa parola di oggi che si chiama IVA, “IVA compresa” e “IVA esclusa”, ha fatto sì che il Comune abbia pagato molto di più rispetto a quello che era, diciamo, pattuito.

Ma non solo, ci siamo accorti a fine anno, quando sono arrivati i famosi debiti fuori Bilancio, che c’era un’ulteriore richiesta da parte del Settore Istruzione di riconoscere il debito fuori Bilancio per quanto riguarda la mensa scolastica; su questo abbiamo voluto andare a fondo e ci siamo accorti che nei tabulati c’erano delle anomalie, abbiamo trovato che nel mese di dicembre, per esempio, erano contabilizzati gente che in 14 giorni di scuola mangiava 17 volte, ragazzi che in 14 giorni di scuola ne mangiavano per 15, abbiamo trovato insegnanti che in 8 giorni di presenza scolastica mangiavano 24 volte, abbiamo trovato questo tipo di sistema sul quale abbiamo logicamente controllato la ditta, gli uffici e abbiamo iniziato un serrato lavoro di parimetrazione, di confronto e di studio dei dati e di eventuale contestazione per individuare le responsabilità sulle quali... per i quali siamo arrivati a questo punto.

Probabilmente è anche nelle spese che il Comune avrebbe, e non solo il Comune ma anche le tariffe che il Comune fa pagare ai cittadini, se qualcuno si fosse accorto prima di questa anomalia avremmo probabilmente qualche centesimo in meno nella tariffa a carico dei contribuenti e degli utilizzatori delle mense proprio per il discorso della copertura. Gli incassi della stagione lirica.

Questi, nonostante abbiamo messo un aumento per quanto riguarda i biglietti, abbiamo mantenuto costante, diciamo, la spesa, non perché ci sia rispetto all’assestato ma perché gli Uffici ci hanno testimoniato che probabilmente nel calcolo dell’assestato del 2011 era stato calcolato qualcosa che veniva a carico del 2012 e quindi come fase c’era una anomalia nella contabilizzazione, quindi dobbiamo leggere l’assestato - ma lo vedremo quando parleremo di consuntivo - che probabilmente il consuntivo del Teatro Sociale rischia di essere inferiore di quello che era l’assestato proprio per testimonianza dell’ammissione stessa di una sopravalutazione in sede di assestato, quindi i 130.000 euro di entrata del 2012 sono condizionati anche dagli aumenti che l’Amministrazione ha dovuto fare per quanto riguarda il 2012.

Qua purtroppo Rovigo è questa, i proventi da loculi, su questo ci sono delle iniziative anche programmatiche.

Noi stiamo lavorando insieme ad ASM, il proprietario di Arcobaleno, per la definizione anche stessa del settore cimiteriale, ci stiamo lavorando per verificare anche la possibilità che la stessa ASM con la società Arcobaleno possa costruire nelle frazioni utilizzando parte del progetto di finanza, è un discorso su cui abbiamo delle forti, diciamo... dobbiamo approfondire in maniera seria ogni possibilità perché non vorremo mai che a una effettiva volontà politica si possa contrapporre una difficoltà tecnica per arrivare all’obiettivo che è quello di ampliare i cimiteri frazionali utilizzando o modificando o integrando i progetti in essere che magari non... a causa del sistema gestionale che è diventato in essere e che è quello che... il progetto di finanza ricordo prevedeva che il Comune potesse vendere solo i loculi della parte nuova lasciando vuoti quelli della parte vecchia quando cessavano le concessioni, di fatto la nuova società che è Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 26 marzo 2012 23 subentrata nel progetto di finanza ha la possibilità di utilizzare entrambi le parti e quindi di utilizzare i loculi di entrambi le parti e di fatto rallentando la tempistica per la costruzione del secondo e del terzo stralcio, quindi, venendo meno il cronoprogramma, verificare se questo può essere utilizzato per altre parti, diciamo, dei cimiteri frazionali. (Avanti, Nello...) I proventi diversi dei Servizi Sociali vedono un notevole calo, onestamente non ho guardato il motivo perché nel 2010 e nel 2009 abbiamo avuto questo grande aumento, di fatto l’assistenza domiciliare e i pasti a domicilio si sono standardizzati, qua sono quote che abbiamo visto abbiamo messo inalterate rispetto all’anno scorso per quanto riguarda la tariffa a domanda individuale e quindi gli Uffici dei Servizi Sociali, i servizi alla persona, ci hanno consigliato e ci hanno segnalato questo tipo di standard di entrate e quindi come tali le abbiamo inserite.

I rimborsi degli Uffici giudiziari subiscono un decremento, non solo subiscono un decremento ma ci stanno anche preoccupando perché non è ancora chiara quale sia la volontà del Governo per quanto riguarda la razionalizzazione degli Uffici giudiziari della Provincia portandoli in capo al territorio, al capoluogo.

Voi sapete che per norma noi siamo tenuti a mettere a disposizione i locali per quanto riguarda gli Uffici giudiziari, non solo ma anche personale, anche spese di gestione che noi dobbiamo, come Comune, far fronte per poi essere rimborsati non totalmente ma parzialmente dal Ministero; questo ci porta la preoccupazione anche perché se ciò avvenisse la chiusura degli Uffici decentrati del Giudice di Pace di Ficarolo rispetto a Lendinara portandolo a Rovigo, noi sappiamo già che come logistica qui sarebbe in sofferenza e quindi saremo chiamati a, diciamo, cercare sul mercato altre disponibilità ma soprattutto anche altre risorse successivamente da dover coprire.

Abbiamo, diciamo, in questo momento il previsionale uguale, anzi un po’ abbassato rispetto all’anno scorso per le entrate, perché lo Stato ha una tendenza di entrata non sempre costante e presumiamo - questo siccome stiamo parlando di previsione - che ci sia anche un calo rispetto a quanto abbiamo avuto l’anno scorso. (Grazie Nello...) Ecco, siamo arrivati, quindi, diciamo a quello che è il quid: le multe.

Le multe, il complesso del recupero degli insoluti, siamo in controtendenza rispetto agli anni passati ma una controtendenza purtroppo sensibile dovuta anche alla crisi che esiste.

Noi abbiamo fatto una statistica l’anno scorso, 3 milioni di auto passavano in tangenziale, su queste solo lo 0,4% venivano sanzionate effettivamente quindi una percentuale molto bassa; il problema è che adesso, a causa anche della crisi economica, della disoccupazione in aumento, della mobilità, degli stabilimenti produttivi e roba del genere, abbiamo molte meno auto in circolazione e probabilmente anche il caro benzina porta la gente a circolare meno.

Abbiamo dati abbastanza non ancora scritti ma di fatto riportati che ci portano a una situazione veicolare di un calo in maniera sostanziale proprio del transito veicolare nell’asse nord-sud della nostra città e quindi in particolare nella tangenziale dove abbiamo un buon termometro avendo i misuratori anche di frequenza di passaggio.

Quindi è necessario, a questo punto qua, non solo per l’effetto dissuasivo che fanno gli autovelox che sono fissi ampiamente segnalati, manca solo il parrucchiere, io dico sempre, o quello che ti dice “sorridi quando passi” però di fatto ampiamente segnalati, che abbiamo anche dei giorni in cui non arriva nessuna sanzione, nessuna fotografia e quindi è il segnale di una maggiore attenzione da parte dei cittadini stessi. (Nello...) Gli oneri di urbanizzazione - è l’ultima diapositiva per quanto riguarda le entrate di carattere extratributarie - questi testimoniano il momento che è significativo.

Siamo di fronte sempre a minori entrate e quindi sempre a una minore attività di carattere edilizio, una minore attività di carattere imprenditoriale, è, diciamo, la fotografia dello stato sociale che viviamo, è la fotografia anche di che cosa?

È la fotografia anche che io vorrei dare in tono politico e anche il fatto che il PAT arriva nel 2012 e non è arrivato nel 2010 quindi di fatto un lavoro iniziato rallentato, rivisto, che ha portato ad avere in questo momento qua anche, diciamo, un momento di non disponibilità a livello urbanistico. Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 26 marzo 2012 24 Dobbiamo...

Sicuramente la parte più importante la dobbiamo anche al fatto che probabilmente la crisi economica mette anche poca disponibilità nello sviluppo e quindi anche nella ricerca di nuove abitazioni.

Rovigo ha avuto negli anni, tra il 2005-2006-2008, tanti PIRUEA approvati, se noi li andiamo a guardare tanti di quei PIRUEA non sono ancora partiti o sono ancora in fase di costruzione, quindi stanno subendo una fase di rallentamento, anche questo è testimonianza di crisi e anche questo è testimonianza che la città deve guardare con attenzione queste situazioni. Adesso passiamo alla parte spesa che logicamente subisce che cosa? Subisce l’evento storico che stiamo vivendo.

Se noi guardiamo le spese, che sono finanziate con le entrate correnti e con gli oneri, abbiamo... arriviamo nel 2012 ad avere un Bilancio di 45 milioni rispetto a un assestato di 46 milioni e 8, rispetto a un consuntivo del 2010 di 49, rispetto a una stabilità del 47-49 che era degli anni passati.

Il calo si riflette inevitabilmente sulle spese discrezionali perché mentre abbiamo una parte obbligatoria su cui abbiamo il personale, abbiamo i contratti, abbiamo i mutui, che come decisione - ma lo vedremo dopo - di Amministrazione abbiamo pensato di non utilizzare il ricorso del mutuo per non andare a gravare sull’indebitamento pubblico e quindi anche di compromettere l’equilibrio delle spese correnti negli anni successivi ma andare a ricercare tutte le possibilità di investimento di soldi già a disposizione.

Abbiamo una parte di vincolate, queste spese vincolate che pur essendo in calo sono che cosa? Sono la parte che provengono dalle sanzioni amministrative.

Abbiamo la parte del 208 quindi tutte le spese che vengono vincolate alla spesa del Codice della Strada, abbiamo quelle che entrano dallo Stato e dalla Regione finalizzate al Teatro rispetto alle finalizzate ad attività su cui hanno un’entrata e un’esatta destinazione, ma quello che politicamente è più significativo sono i solo 900.000 euro che abbiamo di discrezionale.

Questo è un segnale che indubbiamente sul quale possiamo iniziare a discutere tantissimo di come arrivare a questi 900.000 euro oppure implementarli questi 900.000 euro, sono attività che noi come Amministrazione Comunale nel programma del 2012 abbiamo in essere, sono iniziative di carattere politico-programmatico che solo oggi possiamo iniziare ad attuare perché solo oggi vediamo alla luce anche un Bilancio e la chiusura di un conto sul quale ci creava non pochi problemi di valutazione e questo è condizionato anche dal discorso degli emendamenti, emendamenti che vedremo dopo, il discorso della politica che deve mettere a disposizione della tecnica i mezzi per risolvere i problemi che abbiamo trovato e che dobbiamo affrontare.

900.000 euro... cosa ci sono in questi 900.000 euro? In questi 900.000 euro ci sono le agevolazioni della TIA, ci sono i contributi alle scuole materne, ci sono anche i traslochi, ci sono per razionalizzare le risorse per poter risparmiare negli affitti e quindi in questo ci sono anche i mezzi per raggiungere obiettivi maggiori per avere economie a disposizione già in una parte del 2012 ma sicuramente in maniera molto più concreta nel 2013.

Ci sono i contributi di carattere sociale che in questo caso proprio nei 900.000 la fanno da padrone; la fanno da padrone in una maniera assoluta perché se noi facciamo i conti di quello che sono le cifre che trovate nel Bilancio che avete a disposizione di carattere sociale che, sapete benissimo, sono di carattere discrezionale, vedremo che resta ben poca cosa per tutte le altre politiche che abbiamo dovuto limitare nell’attività con grosso sacrificio da parte di tutti i miei colleghi Assessori che hanno dovuto veder ridimensionato la loro, diciamo, ambizione e la loro volontà di intraprendere politiche e di iniziative... e di portare a concretizzare idee che avevano in testa e che fanno parte del programma amministrativo del Sindaco. (Andiamo avanti, Nello...) Nelle spese obbligatorie abbiamo le spese di personale dove troviamo una sensibile riduzione.

Se notate... se avete notato nella relazione dei Revisori dei Conti hanno evidenziato il fatto che non abbiamo inserito a Bilancio il Piano occupazionale e non è un fatto di non averlo voluto fare, è il fatto che non c’erano disponibilità economiche per fare un Piano occupazionale ulteriore perché lo riusciremo a fare col tempo, non abbiamo problemi di crearlo anzi ne avremo la necessità di farlo specialmente in alcuni settori quali la Polizia Municipale o altri Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 26 marzo 2012 25 settori sui quali avremo bisogno anche di personale qualificato e disponibile, però attualmente anche in questo caso qua un po’ di carestia.

Però un segnale credo che sia fondamentale da elencarlo, è che nel 2011 l’Amministrazione Piva ha deciso di passare da 8 a 6 dirigenti, ha pensato bene di non sostituirne e quindi ha dato un carico di lavoro maggiore a ogni dirigente e soprattutto renderli molto più polisettoriali rispetto alle specificità che avevano prima.

Su questo credo che sia per loro un aggravio di lavoro enorme e su questo, per quanto riguarda me ma penso che anche riguarda l’Amministrazione e il Sindaco, che sia un ringraziamento perché hanno accettato, diciamo, non credo volentieri ma hanno accettato positivamente il fatto di dover impegnarsi di più nel lavoro a servizio dell’Amministrazione capendo e comprendendo che anche questo tipo di attività che fanno è finalizzata a un bene comune che è la città, quindi anche per loro è sentire su se stessi le responsabilità non solo tecniche ma anche morali della città stessa.

Mutui: 9 milioni e 200.000 euro. Queste sono le rate che noi paghiamo, questi sono i famosi “indebitamento pubblico” che abbiamo.

Se voi guardate noi abbiamo... noi paghiamo su questo indubbiamente una situazione che io ho anche descritto purtroppo di scelte che sono state necessarie nel passato pur sapendo che avrebbero portato nel futuro delle complicazioni, si chiamavano: rinegoziazione dei mutui, la prima fatta a cavallo degli anni ’90-fine anni ’90 e la seconda fatta negli anni 2000.... (Voce incomprensibile dall'Aula)

Intervento n. 102
Pagine 25–27
Punto 2

Approvazione Bilancio di Previsione esercizio finanziario

Assessore

Leggi intervento

‘96-’97. Scelte fatte nel momento, scelte per esigenze di avere liquidità che però sapevamo fin da allora che avrebbero portato delle difficoltà, perché la rinegoziazione dei mutui portava a ricompattare tutti i debiti sia quelli più a breve... cioè già in dirittura d’arrivo e sia quelli più a lunga scadenza, metterli insieme, rinegoziarli e ripartire con un punto zero nuovo ad altri tassi.

Indubbiamente questo portava dei vantaggi immediati nei primi anni, adesso questo momento lo stiamo un po’ scontando e di fatto ci siamo obbligati a... abbiamo riportato a ventennali i finanziamenti in dirittura d’arrivo ma in questo momento stiamo ancora pagando tutti i ratei sia in conto interesse che in conto capitale.

La scelta dell’Amministrazione, come vedete, è di... sia nel 2011 che nel 2012 è di non contrarne, gli ultimi fatti sono stati fatti nel 2010, gli ultimi mutui, nel 2011 e nel 2012 non saranno fatti mutui, questo vuol dire anche che il Piano degli investimenti sarà fatto utilizzando le risorse che abbiamo già a disposizione. (Nello...) Le spese per le mense scolastiche sono in calo rispetto all’anno scorso.

I motivi sono molto semplici, voi guardate la voce “debiti fuori Bilancio” io mi sono sempre domandato da cosa derivavano questi debiti fuori Bilancio e questi debiti fuori Bilancio com’è possibile che... ce lo siamo domandati tutti quanti perché con alcuni di voi siamo qua da tanti anni nei vari ruoli da Consiglieri della maggioranza, opposizione, Giunta... non ha importanza ma siamo qua e abbiamo visto un percorso molto variegato su queste situazioni e ogni anno a parlare, specialmente negli ultimi cinque anni a parlare di debiti fuori Bilancio e abbiamo trovato questo tipo di anomalia.

Non era possibile che noi ogni anno avevamo una difficoltà di trovare... perché improvvisamente saltavano fuori dei pasti in più, e sì che gli alunni, i frequentanti erano sempre meno e quanto meno non solo c’erano le riforme, non solo le riforme ma c’è anche l’assenteismo normale, cioè naturale di una maggior frequenza e quindi era difficoltà, difficoltà che stiamo guardando, stiamo lavorando con grande attenzione perché abbiamo... e verificare se ci sono, diciamo, delle possibilità di recuperare eventuali errori che possono essere stati fatti durante la gestione, diciamo, di questo tipo di settore e che attualmente noi, per quanto riguarda il 2011, abbiamo bloccato nel senso che la richiesta che dovrebbe ricadere sull’anno successivo attualmente è accantonata proprio e contestata proprio in funzione di questo.

Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 26 marzo 2012 26 Spero quanto prima anche di vedere, diciamo, il lavoro concluso in maniera tale da poter intraprendere una azione definitiva di chiarezza e di trasparenza proprio su tutto il settore ma anche di acculturamento del personale che deve imparare come si inseriscono i dati, perché probabilmente l’origine del male non è neanche all’interno del Comune di Rovigo ma è nella gestione del software, è una questione di, diciamo, chi fa che cosa che alla fin fine il settore finale, che è quello che inserisce i dati, si trova ad aver sbagliato e con il Comune che non se n’è accorto. (Nello, avanti...) Il trasporto scolastico incide 800... anche qua abbiamo avuto due debiti fuori Bilancio ma sono stati determinati più che altro dal servizio della scuola-palestra perché non era stato preventivato nella gara d’appalto e quindi di fatto è una spesa accessoria che viene separata e ce lo troviamo dall’anno scorso, probabilmente ce lo troveremo anche quest’anno perché alla fine è un computo che viene quantificato alla fine e quindi anche qua probabilmente anche quest’anno nel 2012 troveremo qualcosa come 2.500-2.600 euro fino a che non avremo l’appalto nuovo dove potremo inserire non più a piè di lista perché non comprendibile nell’appalto stesso.

Tasso di copertura, ve lo ricordo ancora, siamo intorno al 13% quindi abbiamo una situazione in cui è evidente la volontà, diciamo, di mantenere un servizio che costa sulla comunità in maniera molto pesante però crediamo che sia un servizio altrettanto importante che la città non può rinunciare. Le spese per il nido sono in leggero aumento ma credo che sia più che altro dipende dal fatto del personale. Questo qua le spese sono indubbiamente condizionate da che cosa?

Il personale che viene assunto durante la stagione e logicamente sono le risorse che ci sono nel Bilancio e maggiori poi sono anche le sostituzioni che si possono fare, logicamente quando minori sono le risorse minori sono le sostituzioni, maggiori sono i sacrifici che si chiede anche agli insegnanti stessi per sopperire e supportare le colleghe. (Andiamo avanti, Nello...) Su questo entriamo nel parco, nel campo degli investimenti, vedete che siamo a zero.

Qua stiamo affrontando quello che è un tema importante e quello che stiamo vivendo noi, facciamo un Piano di investimenti che è una continuazione di quello che era il passato, una correzione e una rincorsa anche perché abbiamo dei problemi concreti in essere che dobbiamo risolvere, il primo è il problema scambio delle aree delle piscine, del problema natatorio sul quale c’è l’emendamento del Sindaco, sul quale si è messa a disposizione la politica, ha messo a disposizione della tecnica per risolvere il problema, le risorse necessarie perché venga trovata la soluzione.

Non siamo felici di averlo fatto, noi stiamo pensando soltanto che 360.000 euro che mettiamo oggi a disposizione della tecnica per risolvere il problema dell’IVA dovuta o meno a seconda delle interpretazione ma secondo gli atti dovuta e secondo l’indicazione degli Uffici dovuta, ci troviamo a fare... corrisponde per noi a un grosso sacrificio.

Pensate che noi portiamo ad aumentare di 1/3 le spese discrezionali, avremmo potuto diminuire di mezzo punto l’IMU, avremmo potuto anche andare incontro alle esigenze dell’ATER di poter avere delle agevolazioni tributarie per quanto riguarda l’IMU, con 360.000 euro si potevano fare tante cose e invece le mettiamo a disposizione per chiudere una partita che dal 20 maggio 2010 è ancora insoluta e sulla quale siamo chiamati a chiudere entro il 31 marzo di quest’anno.

Ecco uno dei motivi per i quali siamo qua oggi ad approvare o a chiedervi l’approvazione di questo Bilancio di previsione. È indubbiamente un motivo grave, importante e anche urgente da portare a termine. Il secondo motivo sul quale ci vede impegnate sugli investimenti è il problema dei contratti di quartiere, è il problema del Maddalena.

Il problema del Maddalena è un problema che voi sapete dal 2006 l’Amministrazione... diciamo, sono stati accesi dei mutui, mutui per contribuire e per lavorare insieme nei contratti di quartiere.

Questi mutui accesi hanno... pochissimi hanno visto e sono stati utilizzati per progettualità, abbiamo sicuramente visto qualche scuola, però non abbiamo visto il “palestrone”, abbiamo visto il Parco Maddalena che è stato spostato, abbiamo visto il bocciodromo però abbiamo dei problemi: il problema è che i contratti di quartiere sono in scadenza, noi dobbiamo rendicontare entro dicembre di quest’anno.

Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 26 marzo 2012 27 Noi siamo andati già più volte a Venezia per incontrare i funzionari e non ci sono deroghe, non ci sono proroghe quindi di fatto la Regione stessa è, diciamo, in difficoltà per il Patto di stabilità e quindi ha chiesto di portare a termine i contratti di quartiere con quello che abbiamo, ridisegnare eventualmente quello che dobbiamo ridisegnare e di contabilizzare entro il 2012.

Qua abbiamo un problema, abbiamo 400.000 euro fermi che sono quelli... la quota parte che la Regione doveva darci sul contratto di quartiere per quanto riguarda il parco, l’area verde del Parco Maddalena. Abbiamo avuto già la diffida da parte del Ministero, abbiamo i contratti di quartiere che sono bloccati, noi dovremo andare a Venezia a portare le nuove carte e il nuovo ridisegno solo ed esclusivamente se siamo in grado di portare la proprietà dell’area del Parco che attualmente non abbiamo.

Ecco che noi troveremo nell’emendamento del Sindaco anche la possibilità di cercare di lavorare in tal senso, noi stiamo andando e tante volte quando ci viene detto “non avete fatto la gara per l’illuminazione”, quando ci viene detto “non avete fatto la gara per la gestione del calore”, quando non abbiamo fatto tante altre cose, trovate il sistema di capire quanto stiamo lavorando invece per risolvere un problema di questo tipo che sono solo una parte che troviamo perché stiamo parlando di previsionale, quando probabilmente parleremo e ci troveremo ad affrontare anche situazioni in cui non siamo in grado di prevederlo perché è un work in progress, è un lavoro che va avanti e in cui sempre più spesso purtroppo ci troviamo anche delle difficoltà.

Vorrei accennare, se Piscopo me lo consente, al discorso del Campo Battaglini sul quale abbiamo ancora ad oggi dei problemi irrisolti e la probabilità che ci siano anche qua delle risorse da trovare per risolvere e quindi un lavoro che proprio Nello sta facendo non solo con gli Uffici ma proprio nel confronto con la Regione per vedere di trovare, diciamo, il bandolo della matassa.

Abbiamo quindi utilizzato le devoluzioni, abbiamo utilizzato i residui, quindi abbiamo utilizzato quei mutui che, contratti nel 2006 e che dal 2006 continuiamo a pagare, e mai utilizzati e quindi il “palestrone”, 1 milione e 200.000 euro, verrà devoluto in una serie di opere pubbliche su cui abbiamo trovato nel Piano approvato a ottobre certi, come eravamo certi che in previsione del Bilancio di questo momento avremmo dovuto modificarlo. L’abbiamo modificato anche grazie a che cosa?

Indubbiamente perché solo adesso abbiamo potuto mettere in preventivo quanto potrebbe venire dalla quota parte delle contravvenzioni al Codice della Strada quindi il 208 che prevede che il 50% di questa cifra, dell’entrata, sia vincolata alla sicurezza e ad attività accessorie.

Su questo, quindi il 208, è possibile destinare soldi per la manutenzione di strade e marciapiedi e quindi anche la possibilità di utilizzare quelle risorse destinate a ottobre poterle utilizzare per fare altre iniziative urgenti e improrogabili.

Qua quando ci siamo trovati non è che abbiamo avuto tante scelte, avevamo una lista delle urgenze che non finiva più, abbiamo l’urgenza più assoluta della scuola della Bonifacio dove abbiamo problemi gravissimi e sulla quale necessita un intervento immediato di studio e di consolidamento.

Abbiamo problemi con gli impianti sportivi, abbiamo dei problemi con le strade, abbiamo problemi con i marciapiedi, abbiamo problemi con la pubblica illuminazione, abbiamo problemi dappertutto... abbiamo cercato di essere il più equilibrati possibile e di dare la risposta in maniera più adeguata al territorio centrale, quindi al capoluogo e alle frazioni, in maniera quasi, diciamo, indifferenziata in maniera tale che come avevamo l’impegno che il Sindaco si era preso in campagna elettorale da sempre che le frazioni devono avere la pari dignità del centro e quindi come tale anche i pari stanziamenti.

Io vi ringrazio e attendo i vostri interventi.

Intervento n. 266
Pagine 75–76
Punto 2

Approvazione Bilancio di Previsione esercizio finanziario

Assessore

Leggi intervento

Cerco di essere il più sintetico possibile, però ci sono alcuni argomenti che devono essere per forza dettagliati. Inizialmente abbiamo parlato, i primi interventi sono stati molto caldi sul discorso dell’IVA e del reperimento delle risorse.

E’ indubbio una cosa qua: i tempi che abbiamo passato in questi sette-otto mesi, da luglio dell’anno scorso ad oggi, non sono stati dei più semplici, soprattutto del fatto anche sul reperimento e sull’interpretazione stessa, non solo della norma, ma anche di come comportarci: 360.000 euro erano una cifra enorme, non solo per il momento finanziario, anche per quanto riguarda il 2012.

I tempi passati sono stati dedicati alla ricerca di soluzioni migliori possibili; non ultima anche quella della ricerca di farlo a carico dei promotori, magari allungando di sei mesi la gestione della piscina se era necessario, cercare di farlo rientrare nel piano finanziario della piscina. Tutto questo ha preteso tempi, perché non dimentichiamo che l’ATI è fatta da più soggetti e ognuno doveva dare le sue risposte.

Alla fine, quando è arrivata la risposta negativa, dovevamo trovare la forma per metterla anche in pagamento, perché avevamo anche una soluzione: la dichiaravamo debito fuori bilancio perché, essendo una cosa pregressa, potevamo dichiararla debito fuori bilancio, ma sarebbe stata una cosa molto più grave secondo noi di quanto invece era la soluzione che andavamo a intraprendere. Abbiamo pensato di farla in conto capitale, ma lì avevamo un problema.

Primo: non c'era la possibilità di contrarre un mutuo perché non vogliamo assolutamente aumentare il debito pubblico, anzi lo vorremmo diminuire; secondo, non avevamo la possibilità di fare devoluzione di un altro mutuo o residui, perché sono finalizzati a opere intere e non solamente a pagare l’IVA. Quindi la soluzione era una: andare in cerca di spese correnti.

Ed ecco che siamo arrivati anche negli ultimi giorni, perché tutto questo ha bisogno di tempo, perché la Cassa Depositi e Prestiti per rispondere ci vogliono giorni, per tutto ci vuole giorni. E poi una cosa che non mi è piaciuta, perché la forma di minaccia quasi che qualche Consigliere ha usato nei confronti di altri Consiglieri, io potrei dirla dalla parte dell’amministratore, della Giunta, del Sindaco, degli uffici.

Noi abbiamo proposto, voi bocciatela, noi siamo a posto con la coscienza, eventuali ripercussioni su di voi. No, è sbagliato, è sbagliatissimo. Non esiste un ricatto morale.

Esiste solo un fatto, che dobbiamo risolvere un problema. Qualsiasi esso sia, il compito della politica è quello di mettere a disposizione i mezzi perché i tecnico raggiungano l’obiettivo. Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 26 marzo 2012 76 L’obiettivo che noi abbiamo prefissato è di chiudere una partita, una partita che dura anche da troppo tempo, e sulla quale possiamo accusare Tizio, Caio e Sempronio, ma alla fine è sempre e comunque da chiudere.

Poi abbiamo parlato di Polizia Municipale, abbiamo parlato di famiglia, abbiamo parlato di vigili armati. Io vorrei innanzitutto proprio ragionare su una cosa.

Noi come Amministrazione e come Giunta abbiamo visitato tutte le frazioni della città in un tempo relativamente corto o lungo, non ha importanza; Gianni Saccardin che ha fatto diciamo da estensore, da filtro, da hard disk di tutte queste serate, ci può testimoniare che la richiesta numero 1 è stata: sicurezza, presenza, la Polizia Municipale nel territorio, anche in funzione educativa, anche in funzione sanzionatoria. E viene fuori un discorso del perché armarli.

Io, parlando con gli agenti ma credo che anche chi mi ha preceduto nel ruolo di Assessore della Polizia Municipale come la Consigliera Romeo, sappia benissimo, perché lei ha intrapreso lo stesso percorso, bloccato da chissà quale motivo di carattere politico probabilmente all’interno della sua maggioranza di allora, certamente non credo per volontà sua dal momento che l’ha proposto, però lei sa benissimo che un vigile ti dice “Assessore, come faccio io a fermare uno e chiedergli alla sera patente e libretto, e non so che cosa abbia nel cassettino quando si china?

E non so che cosa abbia sotto il sedile quando si china a prendere ad aprire il cassetto? Almeno questo mi dà la certezza di avere un’arma di difesa, una sicurezza psicologica, non necessariamente da utilizzare, ma un qualcosa su cui eventualmente poter affrontare”.

Sapete, credo che siano mestieri in mezzo alla gente in cui in questo periodo nessuno vuole affrontare, perché noi che vogliamo dare una situazione di controllo del territorio fino a orari anche tardi, abbiamo bisogno che loro siano sicuri per primi, che loro facciano il loro lavoro con tranquillità e con serenità. L’assunzione degli agenti di Polizia Municipale non è solo quella di fare un esercito.

E’ quella di garantire questo tipo di controllo e, anche se è temporanea l’assunzione, perché questo purtroppo ci danno i limiti dei nostri bilanci, la possibilità di non fare assunzioni a tempo indeterminato perché non ne abbiamo i mezzi per poter garantire in un futuro lo stipendio a tutti senza sacrificare altri capitoli di spesa.

La legge ci consente, con il 208, quindi con il 50% delle sanzioni amministrative che vanno in qualche tipo di destinazione, di poter usufruire di questi soldi per l’organico e per pagarli a tempo determinato su progetti definiti, e credo che un progetto del controllo del territorio, sulle frazioni, sia un progetto che deve essere innanzitutto di grande attenzione verso la sicurezza delle nostre famiglie e della nostra gente.

E attenzione a non confondere, come spesso ho sentito oggi, la dotazione delle armi, l’assunzione del personale, con altri obiettivi quali il mantenimento delle scuole, oppure dei servizi sociali e altre cose. Sono due cose separate. La legge non consente questo, per cui potete dirmi, perché siete liberi, “Non armate e fate una manutenzione di un marciapiede”.

Su questo è legittima la differenza di vedute e la differenza anche di poter scegliere. La nostra scelta è verso la sicurezza, consci che le cifre che dedicheremo o che potremmo dedicare alla manutenzione stradale non saranno mai sufficienti, visto la situazione gravissima in cui giacciono le strade di Rovigo.

Ma è anche vero che lo stato manutentivo degli immobili comunali, dalle palestre siano essere utilizzate per fare attività sportiva o per la scuola, sono negli stessi immobili, quindi basta guardare come si vuole, hanno la necessità di essere manutenzionate. Anche il discorso del Club House, sul quale ci siamo tutti riempiti un po’ la bocca, che sembrano siano soldi buttati al vento. No, non sono soldi buttati al vento.

“Mettiamo a un terzo della spesa qualcosa che è fatiscente e non a norma”... (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 267
Pagine 76–79
Punto 2

Approvazione Bilancio di Previsione esercizio finanziario

Assessore

Leggi intervento

No no no no a servizio comunale. E’ a servizio del Comune capoluogo, perché non dimenticatevi che il Club House è in uno stadio del Comune di Rovigo e, fino a prova contraria, è di proprietà immobiliare del Comune di Rovigo, perché non dipendente sempre di far guardare gli altri, Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 26 marzo 2012 77 guardiamo perché anche quando pensiamo alla piazza, quando pensiamo alle scuole, quando pensiamo a qualsiasi cosa, pensiamo sempre che siamo Comune capoluogo.

La razionalizzazione delle risorse, certo ci abbiamo iniziato. Anche noi abbiamo un processo in cui ci rendiamo conto che, quando abbiamo contratti in essere tipo la gestione del calore, non pensate che sia semplice. Voi pensate che il CED ha una convenzione trentennale e quante cose avremmo da dire e da modificare contro quel CED?

Tante ne dovremmo dire, però è un comodato trentennale. La gestione calore, ma quante volte noi abbiamo parlato in Giunta di cercare di rivedere questo tipo di sistema per portarlo al grado centigrado all’altro sistema? Certo, ne abbiamo bisogno, ci stiamo lavorando; abbiamo bisogno anche di avere interlocutori che siano in grado di essere organizzati e strutturati per recepirlo.

Come il discorso dell’energia elettrica. Il Sindaco sulle strategie, può essere un medico, ma essere medici o non essere ingegneri, non vuol dire avere chiaro in testa le sue strategie, che poi il Sindaco sarà in grado ampiamente di definire. Ci sono anche alcune inesattezze.

Mi riferisco in particolare per quanto riguarda il discorso dell’IMU. Chi prima ha parlato dicendo che abbiamo usato il salasso e che la gente sarà fortemente penalizzata, certo, ma la penalizzazione purtroppo non l’ha fatta il Comune di Rovigo.

Vi spiego il perché: se voi andate a fare il calcolo, e vi invito a farlo online in questo momento qua e potete con il vostro telefonino fare il calcolo matematico e vedrete che la differenza che c'è tra il 6 per mille dell’IMU e il 5,50 dell’ICI di qualche anno fa, senza contare la rivalutazione immobiliare, la differenza è di qualche euro, qualche euro. Se poi guardiamo anche l’eventuale detrazione che uno può avere per i figli a carico, probabilmente su questa differenziale pagherebbe anche meno.

Il problema è che lo Stato sta facendo una revisione dei sistemi catastali, e che quindi di fatto questo è quello che grava effettivamente sulle famiglie. E’ quello che la rivalutazione catastale, che è l'indirizzo che lo Stato sta prendendo. L’IMU è un’imposta sperimentale, la scopriamo quest’anno.

Voi pensate che noi altri, come Comune, abbiamo 103 immobili di carattere strumentale a servizio dell’agricoltura. Quando abbiamo incontrato gli agricoltori con il Sindaco, abbiamo parlato anche con loro. Ci hanno detto “Oh, ne stiamo accatastando a iosa”, nel senso che c'è una corsa al Catasto per accatastare questi fabbricati che prima erano nascosti.

Voi pensate forse che si possa quantificare la cifra? No. E sì che anch'io ho telefonato al catasto per conoscenze personali, ho telefonato ai coltivatori diretti per conoscenze personali, per sapere.

Stanno lavorando alacremente per fare questo tipo di lavoro, con una grande incognita su quello che sarà il valore degli immobili accatastati. Perché sperimentale? Perché proprio questa è la funzione, quella di portare al di fuori quello che è un sistema di evasione, se vogliamo chiamarla tra virgolette, o di fabbricati non in regola e quindi di portarla anche nell’evidenza reddituale.

Quindi che cosa ci prospetta il prossimo anno quando parleremo? Indubbiamente il prossimo anno sarà un bilancio molto più semplice di quello di quest’anno. Avremo sì la difficoltà del discorso degli “utili” delle nostre partecipate, ma nel frattempo Zangirolami e il Sindaco hanno avuto tutto il tempo necessario per rivederle, riorganizzarle e verificare quali altre possibilità noi abbiamo.

Differenziando una cosa: attenzione alla valutazione tra conto capitale e spese correnti. Non pensare che la vendita, l’alienazione di qualcosa, di un’azione rispetto a un immobile, ci porti un guadagno o possibilità di spendere nelle spese correnti, perché questo è impossibile.

A conto capitale corrisponde conto capitale, corrispondono investimenti; a meno ché non sia una cifra talmente corposa, sulla quale si possono andare ad estinguere anticipatamente dei mutui e allora avremmo riflessi positivi negli anni futuri per meno mutui da pagare. Vorrei parlare delle tempistiche. Qualcuno ha fatto osservazioni della corsa al 31 marzo.

Possiamo anche lasciar perdere il discorso, che è una cosa fondamentale, del motivo piscine. Lasciamolo perdere. Ma pensiamo invece anche al motivo aziende, al motivo TIA, al motivo programmazione.

Pensare soltanto alla provvisorietà di un bilancio. Non abbiamo un bilancio. Che cosa spendiamo?

Io come faccio a chiedere al mio ragioniere capo di svincolarmi cifre ipotetiche? Come faccio a dire che non c'è nessuna previsione certificata sulla quale chiedere di proseguire sull’attività? Avanti per Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 26 marzo 2012 78 dodicesimi per carità che lei può fare a seconda di una situazione rispetto all’altra perché di fatto siamo vincolati a entrate che sono a loro volta vincolanti all’interno del bilancio?

No, abbiamo bisogno di avere la certezza; la certezza di una carta, di un documento, che è un progetto, che è un bilancio, che è una programmazione, bella o brutta che sia, che sia stretta o larga non ha importanza, ma è una linea guida sulla quale noi possiamo percorrere, sulla quale non solo noi ma tutti i Dirigenti, i Funzionari, gli Assessori, possono lavorare. Abbiamo parlato della variazione del piano delle opere pubbliche. E’ una variazione normale, è una variazione normale.

Stiamo parlando di un piano stilato a ottobre dell’scorso, fatto in funzione di un bilancio che durava a fine anno, non sapendo quali altre poste potevano entrare in gioco, tipo quelle del 50% delle sanzioni amministrative. Chi mi parlava dei ponti, che non esistono, l'anno scorso l'Amministrazione precedente, aveva messo in stanziamento 190.000 euro manutenzione straordinaria ponti cittadini. Lo sapete quanti ne sono stati utilizzato?

70.000. Quindi vuol dire che di risorse per fare i ponti ce ne sono ancora a disposizione, per cui perché devo andare a finanziare una voce su cui ho ancora 120.000 euro a disposizione? Non ha un senso.

Quindi anche la ricerca dei 50.000 euro ulteriori, quando ne abbiamo già a disposizione per fare le manutenzioni, questo va avanti. Quindi sono scelte sulle quali, quando noi abbiamo scritto il bilancio, il piano, abbiamo valutato quella che è la giacenza.

Però nessuno viene a dirci che abbiamo per la prima volta ripristinato i finanziamenti sulla pubblica illuminazione o sulla manutenzione straordinaria, che era ormai anni che non veniva fatta se non quella miseruola che veniva messa in manutenzione di lampadine che finivano a giugno, come succedeva spesso e volentieri. E questo non lo dico solo io, non lo dice neanche solo Piscopo.

Ma lo dicono anche i Funzionari stessi che venivano a chiederci i 10, i 100, i 1.000 euro per cambiare delle lampadine, per fare le manutenzioni. Vorrei parlare dei parcheggi bianchi, dei parcheggi, della chiusura del trasporto disabili, per gli ambulanti, per l’Informagiovani: scelte che abbiamo sofferto, che non è che siamo qua adesso sereni, non è che, quando abbiamo scelto di farlo, eravamo felici di farlo.

Però le situazioni erano queste, erano quelle che ci siamo detti e quelle che penso che anche voi in cuor vostro sapete benissimo. Non c'è pioggia, non esiste la ricchezza della pioggia che c'era qualche anno fa. Il fatto stesso che abbiamo dato la disdetta a due importanti sedi periferiche, sulla quale una rientrerà all’interno della sede comunale a Palazzo Nodari, e l'altra andrà all’INAIL, è significato che vogliamo andare a risparmiare e a tagliare anche su quello che è il discorso degli affitti passivi.

Ma non solo questa: è in corso una riorganizzazione complessiva degli spazi e delle funzioni per sfruttare al massimo le risorse del patrimonio comunale. I parcheggi, certo, ci vorrà un piano dei parcheggi, non lo neghiamo, ma non solo un l piano dei parcheggi, un piano della mobilità; ma anche un piano della mobilità non solo delle auto, ma anche ciclabili. Sono obiettivi importanti.

Se voi guardate dove sono questi soldi in bilancio? Guardate e trovate nella parte destinata alle multe i 350.000 euro dedicati alla segnaletica stradale orizzontale e verticale che non è solo questa, è anche ambiente.

Vuol dire anche iniziare una serie di cartellonistica per dire che Rovigo è una città ambientalmente e con il bollino blu, dove nessuno più fa controlli da anni, dove non esiste più neanche un segnale, dove non esiste più un limite per quanto riguarda questo tipo di iniziativa, dove addirittura ci sono posti dove non solo sono stati portati i cartelli, ma sono stati portati via anche i plinti: a Grignano, abbiamo visto con il Consigliere, addirittura a Grignano sono stati portati via i plinti, c'erano i pali con la tabella Grignano, prima si sono portati via la tabella e poi si sono portati via i pali con i plinti di cemento sotto.

C'è la buca per terra, ci siamo fermati con il Comandante perché incredulo ha detto “Ma c’era”, e non c'è più. Questo voglio dire nel senso che è necessario un lavoro nuovo. La lotta all’evasione che diceva Bedendo prima, è una lotta su cui noi ci crediamo tantissimo.

Non solo ci crediamo perché l’abbiamo inserita a bilancio come una fonte di entrata, ma ci crediamo anche perché io stesso avrò degli incontri interlocutori con la Guardia di Finanza per capire quali tipi di sinergie possiamo creare, perché dopo che lo Stato e che il Governo ci ha detto di sciogliere i Consigli Tributari, noi abbiamo in piedi ugualmente una struttura tecnica valida, in collaborazione Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 26 marzo 2012 79 con gli altri settori per poter lavorare, e ci crediamo, e ci crediamo anche in quello che diceva Bedendo, nel cercare di evitare - questo l’abbiamo affrontato anche in Giunta - il discorso di creare un paniere perché vengano rispettati alcuni paletti e sapere effettivamente che il sussidio che il Comune dà a chi ne ha meno, sia utilizzato veramente per beni di necessità e non certo per beni superflui.

C’è una cosa che mi ha colpito che riguarda la Consigliera Businaro. Forse non lo sa, ma la campagna elettorale è appena finita, e la prossima speriamo che sia fra cinque anni, fra quattro anni, per cui quando sento continuamente parlare di regali elettorali, porca miseria, o siamo infiocchettati, vabbè che siamo a Pasqua e quindi di fatto siamo infiocchettati, però delle volte io penso sempre che sia un modo comune per parlare di qualcosa di brutto, di non sempre moralmente valido.

Quello che abbiamo dimostrato anche l’ultima volta in Consiglio Comunale, quando abbiamo parlato di tariffe a domanda individuale, quando abbiamo parlato anche della pubblicità, abbiamo dimostrato che noi vogliamo lavorare con le mani sopra la tavola. Quello che viene apostrofato come “regali elettorali” che possono essere le manutenzioni di una palestra rispetto a un’altra perché dovevamo pagare un accordo, questo non esiste.

Esiste in elenco di priorità che ci hanno dato gli uffici attraverso l’Assessore ai lavori pubblici, attraverso l’Assessore allo sport, che ci ha evidenziato delle esigenze, delle emergenze, e che ha fatto, non dico a suo piacimento, ma contro voglia ha dovuto fare delle scelte, perché l'elenco che lui ha portato all’attenzione dei colleghi, era una lista senza fine. Quando Chendi parla di priorità, noi ci siamo guardati in faccia e abbiamo chiesto: che cosa guardiamo? Qual è la nostra priorità?

La nostra priorità è mantenere i servizi. Questa è la priorità. Pensate, quando siamo andati con il trasporto pubblico locale a Verona, a un incontro con gli altri Sindaci e con gli altri Assessori ai trasporti pubblici, qualcuno mi ha detto “Io taglierò i servizi dove avrò una maggiore esposizione”, e io ho risposto “Io mai al mondo farò una cosa del genere”, mai al mondo, perché l’obiettivo nostro è quello di mantenere i servizi.

Magari migliorarli, ma già mantenerli, come abbiamo fatto, sia un grande risultato, anche se siamo stati costretti a ritoccarli. Ma d’altronde il trend l'avete visto anche voi: non è che ci fossero tante scuse per fare, e soprattutto abbiamo mantenuto, e credo che Gianni Saccardin lo possa testimoniare, un ottimo o un buon, non è un ottimo ma è un buon sostegno alla famiglia e ai servizi sociali.

Per carità, manca il discorso del sostegno alla famiglia come capitolo di spesa, ma il bando si farà e a settembre, quando sarà il momento, c'è l’impegno non solo mio ma di tutta l'Amministrazione che ci saranno i fondi a disposizione. Quando sarà il momento, il bando partirà; quando arriverà il momento, i fondi ci saranno, perché questo non solo è un problema di numeri, ma è un problema effettivamente di sostegno, di priorità. Li abbiamo trovati l'anno scorso in un momento di grandi, grandissime difficoltà.

Li troveremo, anzi ci sono e ci saranno anche quest’anno. L’ultima nota, perché io devo essere anche onesto con me stesso prima di tutto, cioè la relazione porta il mio nome, ma io sono troppo ignorante negli ambiti culturali e sociali da poter competere con Saccardin e la Nezzo, per cui io credo che tutti i complimenti che avete fatto alla relazione sull’ambito culturale e sociale, non devono essere indirizzati a me, ma sicuramente alla bontà, perché sai Federico, una cosa è importante.

Tu dici “E’ merito mio o è merito di quell’altro”. C’è una cosa: noi abbiamo scritto nella relazione, è una parte fondamentale, l’ha evidenziato Chendi, noi lavoriamo anche sulla continuità. Noi non ci vergogniamo mica di dire se una cosa è buona perché non continuarla.

Certo che non vorremmo ripetere gli errori della Maddalena. Questo sì sicuramente.

19 marzo 2012

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

6 interventi
Intervento n. 107
Pagina 32
Punto 8

Approvazione tariffe TIA per l’anno 2012

Assessore

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Buongiorno. Con questo primo atto di carattere finanziario andiamo a intraprendere il percorso che ci porterà la prossima settimana a parlare di bilancio.

Con l’approvazione della tariffa TIA vediamo di fatto una conferma della stessa tariffa dell’anno scorso con una differenza: la differenza sarà nel fatto che, mentre l'anno scorso la TIA 1 era esente dall’IVA, quest’anno qua con il decreto fatto a gennaio, l’anno scorso avevamo la TIA 2, avremo l’IVA al 10%; mentre il prossimo anno, che sarà l’ultimo anno, avremo la trasformazione della TIA in TARES, e quindi di fatto passerà tassa, e quindi esente dall’IVA.

E’ un ultimo anno, che ci vede anche come primo anno con la nuova azienda della raccolta dei rifiuti, che è nata a fine anno e che di fatto ha intrapreso questo nuovo tipo di attività e ha presentato un piano che attualmente è totalmente suo; non tiene in considerazione quello che sarà il processo amministrativo politico che ci porterà il prossimo anno fatto prima, la fusione tra la nostra azienda la ASM Ambiente e Ecogest.

Quindi il piano tariffario non tiene in considerazione di eventuali evoluzioni, se non per quanto riguarda i costi di gestione per la discarica, per il separatore della roba, che non cambieranno nel tempo. E’ una TIA che conferma i valori dell’anno scorso nonostante ci siano stati notevoli incrementi in particolare per quanto riguarda il discorso dei carburanti.

L’aumento del combustibile incide sostanzialmente nella parte del trasporto della raccolta per quanto riguarda i mezzi, però l'aumento della differenziata che nel 2011 è aumentato del 2%, la tendenza negativa purtroppo, lo stato economico della vita nostra sociale ed economica è in recessione appunto da quando è in fattore negativo, nel piano è previsto anche il mantenimento di un valore economico inferiore dell’1,9%.

Questo ci porta anche ad avere meno costi di conferimento perché, avendo meno raccolta dei rifiuti per maggiori problemi di carattere sociale economico, abbiamo anche meno costi per quanto riguarda il conferimento, e questo ci porta a mantenere in questo istante la tariffa a livelli attuali di quelli dell’anno scorso.

Intervento n. 123
Pagina 35
Punto 8

Approvazione tariffe TIA per l’anno 2012

Assessore

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Per quanto riguarda la seconda casa, quella posta dal Consigliere Frigato, effettivamente l'indicazione che è in tabella contiene anche lo sconto per il 30% applicato sulla parte variabile, in quanto sono case a disposizione, cioè non usate in maniera continuativa, ma a sua disposizione, cioè il titolare abita da una parte e saltuariamente frequenta l'altra, ci sono le utenze attive, e su queste questa paga il 30% di meno, pur mantenendo inalterata la sua spesa iniziale della casa principale, ed era già una tariffa che era stata applicata nel 2009 e che c'era sempre, quindi di fatto non cambia, non era stata indicata solo la percentuale della riduzione.

Per quanto riguarda la tempistica ai costi, la determinazione della tariffa e conseguentemente anche le agevolazioni che fanno parte del provvedimento successivo, sono atti propedeutici al bilancio. Noi abbiamo in itinere la fusione, abbiamo in itinere anche la gara per quanto riguarda il partner privato, però è tutto in itinere.

Noi non possiamo esimerci dal non applicare la tariffa che dal primo gennaio deve essere applicata; noi non possiamo non pensare di non pagare il personale, perché aspettare l'applicazione della tariffa vuol dire di fatto non garantire gli stipendi per il personale, e neanche il servizio stesso, perché stiamo parlando di una cifra intorno ai 7 milioni di euro, superiore ai 7 milioni di euro, che solo con la tariffa applicata si può produrre e si può inserire, altrimenti non ci sarebbe vita per l’azienda stessa per quanto riguarda il discorso dei servizi.

Potrà essere cambiata? Certo, potrà essere cambiata. Può darsi che durante l'anno la tariffa possa cambiare o possa avere dei movimenti.

Ma anche l'anno scorso, ma anche gli altri anni la tariffa può cambiare. L’importante è che l’attivo o il passivo che può venire fuori sia recuperato o inserito nella tariffa dell’anno successivo. Come può ben vedere dal piano finanziario del 2012, noi andiamo a recuperare 90.000 euro di economie che vengono da tariffa dell’anno scorso e che vengono rimessi in carico in quelli di quest’anno a beneficio della TIA attuale.

Intervento n. 132
Pagina 38
Punto 9

Determinazione agevolazioni sociali sulla TIA per il 2012

Assessore

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Le agevolazioni sociali, che ormai sono da anni normali aiuti che l'Amministrazione dà a chi è in maggiore difficoltà, di fatto rimangono inalterate rispetto all’anno scorso, motivato dal fatto che già l'anno scorso era stato fatto un aumento delle aliquote dei limiti del 3% e quindi comprendeva già di fatto una biannualità.

L’importo tra l'altro che il Comune in questo caso qua mette a disposizione, perché di fatto è un pagamento che il Comune farà alla ASM come indennizzo, è di circa 200.000 euro, che sono totalmente a carico del bilancio comunale. Non ci sono variazioni rispetto all’anno scorso, per cui lo pongo ai voti. Grazie.

Intervento n. 138
Pagine 39–40
Punto 9

Determinazione agevolazioni sociali sulla TIA per il 2012

Assessore

Leggi intervento

La prima risposta a Masin, cioè 45%, 35%, 20% delle tre rate. Noi riteniamo che il provvedimento di andare verso l’ultima rata, cioè di chi avrà la maggior scontistica, l’80%, a pagarla a settembre come ultima rata sia un vantaggio. Io voglio far presente una cosa che è interessante: nel 2008 i richiedenti totali furono 2.332; nel 2009 sono 2.327; nel 2010 sono 2.416; nel 2011 sono 2.373.

Che cosa vuol dire questo?

Siamo in una costanza di richiedenti di questo tipo di tipologia, quindi vuol dire che sono, vorrei definire clienti abituali purtroppo del sistema, e sanno benissimo come funziona del fatto di andare all’ufficio, di fare la domanda; sanno che devono portare la dichiarazione dei redditi, l’ultimo CUD, l’ultimo 730, l’Unico, quello che serve, perché di fatto è un sistema che è legato alla dichiarazione dei redditi dell’anno precedente, e quindi c'è una procedura già standardizzata e che credo che anche la maggior parte degli utenti sanno.

Sicuramente ci sarà chi sbaglia, perché è una statistica ormai consueta, però di fatto credo che gli uffici, sia per quanto riguarda la ASM, sia per quanto riguarda il Comune, sono a disposizione sempre e comunque per agevolarli, per riuscire a rientrare quanto prima in possesso di un eventuale pagamento maggiorato rispetto a quello che gli compete.

Per quanto riguarda invece il discorso del Consigliere Malin, nel 2010 è stata inserita la riduzione dell’80% per due componenti ed eventuali minori, corretto, di sola pensione, o da indennità di mobilità e disoccupazione, inferiore a 14.560. E’ stato previsto già da allora ed è confermato anche nelle agevolazioni attuali.

E’ logico che noi dobbiamo fare riferimento a una dichiarazione dei redditi pregressa e quindi all’ultima, avuta quindi i redditi 2011, ma se uno domani mattina portasse la dichiarazione di essere in mobilità o roba del genere, questo logicamente sarebbe accettato perché Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 19 marzo 2012 40 c'è anche scritto per quanto tempo la mobilità è in essere, e quindi deve essere una situazione che viene valutata proprio dai servizi stessi all’interno del sistema delle agevolazioni.

Intervento n. 159
Pagine 42–43
Punto 9

Determinazione agevolazioni sociali sulla TIA per il 2012

Assessore

Leggi intervento

Purtroppo non è possibile e vi spiego il perché. Esiste un regolamento che dice all’azienda che può fare da due, minimo due, a più rate per quanto riguarda. Il piano finanziario dell’azienda di come gestisce le sue casse, io non posso entrarci in merito.

Qua stiamo discutendo delle agevolazioni, cioè dei soldi che il Comune si impegna a versare all’azienda in cambio delle agevolazioni, in cambio di un servizio che fa ugualmente ma sostituendosi parzialmente a gente che è in difficoltà. Su questo stiamo discutendo adesso. Non c’entra niente il sistema di rateizzazione.

Prima c'erano quattro sistemi di rateizzazione, ha ragione, però eravamo una realtà societaria ben diversa da questa qua; eravamo una società con più servizi e dove esisteva una compensazione anche tra i servizi stessi, e quindi anche di carattere finanziario.

Questa è una società che fa solo questo mestiere e che con questi fa fornitori, discarica, roba del genere, e la liquidità anche noi siamo, cioè come Comune abbiamo problemi di liquidità da versare e da pagare le fatture e altre cose, perché siamo legati a nostra volta a ricevere altre, cioè è una catena in cui non possiamo effettivamente, ma con dispiacere, non perché ci sia la volontà di forzare o di fare il muro.

E’ perché purtroppo ci sono delle regole nel mercato e anche nella vita della società stessa appena nata, con delle situazioni da pagare, perché non c’è solo una questione di personale ma anche questioni di fornitori, di andare a fare gasolio, di mezzi, di manutenzione. E’ tutta una gestione finanziaria che ha bisogno di avere liquidità, e questo è il sistema purtroppo di farlo. Attenzione, torniamo sempre a quel discorso: non è che vengono meno le agevolazioni.

Noi abbiamo gli uffici che vengono e sono a disposizione. Il bando sarà aperto fino alla fine di giugno, dove la gente viene indirizzata a fare questo; gli verrà detto che non deve pagare la prima, non deve pagare la seconda ma dovrà pagare solo la rata di settembre; gli viene detto, come è stato detto fino adesso, che deve pagare la prima, o deve pagare la prima e la seconda, a seconda delle fasce di reddito.

Quindi di fatto il lavoro certosino che l'ufficio tributi farà per dare queste agevolazioni è confermato ed è certificato. Il problema che ci possa essere una, due, dieci persone che sbagliano, questo fa parte di una casistica, ma per le quali siamo sempre a disposizione per dargli una mano, dare una mano a questi, affinché possano rientrare quanto prima in possesso, se hanno sbagliato o hanno pagato di più di quello che era di competenza.

Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 19 marzo 2012 43 Però purtroppo, per una questione anche che non compete a questo tipo di ordine del giorno, non possiamo accettare la proposta di invertire lo scadenziario

Intervento n. 169
Pagine 45–48
Punto 10

Criteri per la determinazione delle tariffe e contribuzione dei servizi a domanda individuale e relativi tassi di copertura anno 2012

Assessore

Leggi intervento

È stato un lavoro lungo, complicato, pesante e anche sofferto, non neghiamo il fatto che suoni... ogni volta che veniva toccato qualcosa c’era, insomma, una situazione anche di imbarazzo perché sapevamo che andavamo a toccare i bisogni individuali di ogni cittadino, però era necessario anche cercare di creare una barriera e chiudere una parentesi rispetto a certi atteggiamenti, delle volte anche un po’ ipocriti, che era quello di mantenere, tanto c’era qualcuno che alla fine sanava, ed è, diciamo, il sistema che ci ha portato oggi ad avere Monti al Governo e di avere una situazione finanziaria nazionale pesante e i riflessi che ci portano, il Comune, ad andare a toccare pesantemente le situazioni delle varie famiglie, di tutte le famiglie.

Abbiamo quindi creato delle priorità innanzitutto, le priorità erano: chi non deve essere assolutamente toccato da questo sistema di valutazione delle tariffe a domanda individuale? Era il Settore del Sociale, è indubbio, il settore dei più deboli. Il secondo era: quali sono i settori dove dobbiamo andare a prendere di più?

E abbiamo scelto quelli dove il servizio e la facoltà di andarsi a richiedere il servizio è effettivamente, diciamo, un servizio doppiamente facoltativo, facoltà di avere un servizio per averlo doppiamente e questo riguarda in particolare, lo vedremo dopo, quando parleremo delle mense scolastiche e della diversa tariffazione.

Abbiamo anche, ed è una cosa importante secondo me, messo un effettivo inizio e fine precisa su quella che era un po’ una situazione di totale deriva sull’interpretazione dell’Ottobre Rodigino, era un Ottobre Rodigino ormai semestrale che cominciava a settembre e finiva a febbraio-marzo, era un Ottobre Rodigino in cui praticamente succedeva di tutto e di più compresa la calca alle porte di domande per avere le agevolazioni dovute alle varie concessioni di sale e attività varie.

Ebbene, dal 2012 l’Ottobre Rodigino sarà al mese di ottobre, 1°-31, tutto il resto entrerà nel Regolamento che è pattuito, è scritto per quanto riguarda le varie situazioni dando la facoltà alla Giunta di individuare la gratuità solo ed esclusivamente a situazioni che abbiano un vero merito sociale e una valenza per la città. Tutto il resto è stato logicamente rivisto e messo alla: se tu vuoi dovrai pagare.

Anche perché, come fa giustamente l’Assessore Nezzo quando porta tutto quello che riguarda le concessioni di sale, di fianco alla gratuità o alla concessione ci mette anche il minor incasso del Comune di Rovigo e, se noi andremo a vedere quello che è successo nei mesi fino ad oggi , andremo a vedere quello che il Comune ha lasciato di fatto come contributo alle varie realtà, contributi quasi mai riconosciuti come un segnale di attenzione che il Comune dava alle associazioni stesse.

Questo logicamente non si può più mantenere perché la sala costa, le pulizie costano, il personale costa e il sistema Rovigo, ma il sistema Polesine e il sistema Veneto e il sistema Italia, non lo può più permettere. Abbiamo toccato in maniera incisiva un po’ tutti i settori, qualche tempo fa abbiamo affrontato quella polemica anche dello sport e roba del genere, sui tassi di copertura, io faccio presente due cose: la prima, il calendario.

Il calendario delle tariffe sono: impianti sportivi, mense scolastiche e trasporto scolastico 1° settembre 2012, perché? Perché si chiude l’anno scolastico e si apre una nuova realtà e ci sono nuove domande, nuove sottoscrizioni, sono tutto quello che riguarda il nuovo anno scolastico; tutto il resto parte anche retroattivo, diciamo, però di fatto parte da quando approveremo questa delibera.

Quindi anche i tassi di copertura che vedete sull’allegato sono influenzati anche dal breve periodo in cui questi vivono e quindi non possiamo pensare all’incidenza che la separazione o un’ora di 20% di palestra delle arti marziali possa incidere così tanto come quello che è il risultato di una mensa scolastica dove il risultato si vede notevolmente subito e anche più pesantemente.

Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 19 marzo 2012 46 È vero che se noi guardiamo le tariffe sono aumentate in media del 20%, ogni ora è del 20%, addirittura noi abbiamo smezzato quello che ritenevamo una profonda ingiustizia tra quella che è l’attività sportiva delle arti marziali e quella che era una realtà puramente di animazione propria e di... che era la scuola di ballo, cioè è logico che l’attività sportiva viene privilegiata e infatti la tariffa oraria è diversa, è separata ed è diversa tra le arti marziali attività sportiva aperta a tutti e la scuola di ballo che non è certamente un’attività sportiva.

Abbiamo toccato anche le tariffe di tutte sapendo, oltre... abbiamo lasciato inalterato quelli che sono impianti sportivi all’aperto, dove i costi di gestione sono notevolmente minori, dove anche forse la dotazione tecnologica che il Comune deve pagare è sicuramente inferiore, pensiamo al campo CONI.

Il campo CONI non ha costi di fatto perché l’illuminazione è un faro attaccato della WIND e quindi va bene per la società sportiva e va bene anche per tutti quelli che vogliono andare a correre, di fatto si relazionano con la società sportiva che gestisce l’impianto e quindi non abbiamo... Abbiamo toccato invece tutto quello che è l’animazione estiva, abbiamo toccato anche la parte del Settore Cultura, i tributi, le indennità del teatro e l’abbiamo toccato perché?

Perché abbiamo ritenuto che anche il Settore culturale non potesse, già ha un tasso di copertura abbastanza basso rispetto al valore complessivo che la... non poteva ulteriormente pesare su tutta la collettività, quindi anche coloro che andavano a cedere specialmente in maniera privilegiata ad alcuni settori quali la platea, quali i palchi e roba del genere dove notoriamente accedono persone che possono di più, abbiamo pensato di dare il maggior ritocco. Veniamo al discorso invece della scuola.

La scuola indubbiamente vedete il tasso di copertura arriva al 60%, è un tasso di copertura alto ma è determinato da due cose: 1°) dal fatto che la norma ci impone di cercare il tasso di copertura massimo; 2°) ci porta anche a fare delle scelte politiche e a dire qual è la cosa facoltativa e qual è la cosa obbligatoria. Allora abbiamo visto, per esempio, che c’era una separazione, avevamo una situazione sociale dove c’erano dei prezzi ISEE in cui c’era un problema anche...

Férmate, Angelo, che te me fe imbriagàre, scusame... Avevamo un problema di gestire anche il sistema scuole e altre cose nel senso che la riforma scolastica è notevolmente cambiata, la riforma scolastica porta a ridurre gli enti scolastici e quindi porta a ridurre anche l’obbligatorietà dei ragazzini e delle ragazzine ad andare a scuola al pomeriggio se non per quanto riguarda il doposcuola facoltativo. Doposcuola facoltativo cosa voleva dire?

Vuol dire che le famiglie che all’interno dei plessi scolastici organizzano per i propri figli il doposcuola che non è un doposcuola istituzionale, è un doposcuola facoltativo. Già lì il Comune è tenuto a che cosa? Già lì ci mantiene l’immobile, già lì ci mantiene il riscaldamento, l’energia, sono già utenze che sono totalmente costi a carico del Comune.

Non poteva essere che anche il servizio della mensa fosse alla pari perché riteniamo che chi va verso questo tipo di servizio siano solo coloro che hanno effettivamente bisogno di, tra virgolette, “collocare” i ragazzi per motivi lavorativi, perché è fuori o roba del genere, allora sostituisce di fatto situazioni private, babysitter nonni e altre cose, con un ruolo istituzionale del Comune, con un ruolo istituzionale le è il doposcuola, con un ruolo istituzionale che è anche i servizi che il Comune può fornire ed è quindi anche questo.

Abbiamo rivisto queste tariffe e, se voi guardate, le abbiamo ri-calibrate, prima c’erano sette-otto- dieci scaglioni ne abbiamo portati... ridotti notevolmente, ma in particolare credo che sia significativo un fatto: le prime due tariffe ISEE quelle fino a 5.800 euro circa, le abbiamo diminuite, abbiamo portato che nel primo ex trans e nella seconda le abbiamo ridotte: 1 euro e 60, 1 euro e 90, abbiamo portato tutti coloro che hanno meno di 5.000 pagheranno 1 euro e 50.

Credo che sia stato un segnale forte che l’Amministrazione ha voluto dare verso chi effettivamente ne ha bisogno e quindi di fatto una volontà anche di andare incontro logicamente... Un po’ alla Robin Hood diciamo che abbiamo fatto pagare a quelli che usano il facoltativo o usano... o chi ne ha anche di più per compensare questo tipo di tariffa. Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 19 marzo 2012 47 Parcheggi.

I parcheggi li abbiamo livellati, abbiamo avuto un consulto con l’ASM e abbiamo deciso insieme di pareggiarli diminuendo quelli che sono in un certo tipo di area e innalzando quelli che sono in un’area molto limitrofa. Allora è stata un scelta di fatto perché abbiamo ritenuto: a) che suonava strano che nell’arco di 50 metri ci fossero anche 40 centesimi di differenza allora ed era una questione di 50 metri.

Rovigo non è Milano, Rovigo non è neanche Padova, Rovigo è Rovigo, Rovigo ha un raggio complessivo di 9 chilometri quindi il centro storico è limitato a 200 metri di raggio e i parcheggi a pagamento connessi, allora abbiamo ritenuto anche che ci siano e sono rimaste le possibilità di parcheggiare a basso prezzo, a 90 centesimi eccetera, perché basta comprare gli abbonamenti.

Chi è un habitué il commerciante che vuole offrire al suo cliente il parcheggio a 90 centesimi lo può fare, basta comprare i blocchetti da 50 a 45 euro, sono 90 centesimi all’ora; può anche usare, diciamo, il sistema dell’europark, dell’autopark che sono praticamente a scalare dove, se noi guardiamo bene, si paga 1 euro all’ora.

Quindi le possibilità per pagare meno le abbiamo lasciate inalterate ed è qui la possibilità di dire: cerchiamo anche di stimolare la gente ad attivarsi e a non essere anche, diciamo, passiva e dire: si brontola per il gusto di brontolare ma alla fin fine non si guarda le opportunità che l’Amministrazione ci lascia davanti.

Noi abbiamo, lo dicevo prima, la tendenza... la tendenza è quella di andare tutti verso l’ISEE, un’ISEE che sarà rivista a breve attraverso anche una... entro maggio lo Stato dovrà emanare una nuova modalità di calcolo dell’ISEE e quindi come tale dovrà essere anche rivisto.

Noi stiamo andando verso questo, abbiamo improntato anche un ragionamento per quanto riguarda gli asili nido dove attualmente c’è il pro capite e quindi di fatto un non ben identificato reddito familiare e quindi rispetto a un’ISEE che tiene conto anche di altri valori che possono non essere inclusi nel pro capite.

Quindi dovremo lavorare ancora e questo è il compito che noi abbiamo quest’anno atteso l’ISEE che arriverà dallo Stato col nuovo tipo di classificazione, iniziamo a lavorare sul prossimo anno per avere tutto, che tutto il tariffario, tutto il servizio a domanda individuale che riguarda i servizi di scuola, di sociale e roba del genere abbiano un minimo comune denominatore che si chiama ISEE. Credo di avere detto tutto se non il fatto appunto, dicevo, che i servizi sociali sono rimasti inalterati.

Mi sono dimenticato qualcosa... si parla di trasporto scolastico e del trasporto disabili, allora con oggi diamo di fatto il via, diciamo, al percorso del Bilancio e da lunedì, con l’auspicio che lunedì il Bilancio di Previsione venga approvato, da martedì-mercoledì il tempo che il dirigente faccia la determina ripartirà il trasporto disabili perché trova la copertura finanziaria.

Il trasporto disabili è una nota importante perché noi sicuramente dopo andremmo, negli atti successivi, a parlare di IMU e ci sarà, come è normale nel rapporto maggioranza e opposizione, la corsa a chi fa finta di dare le maggiori agevolazioni a tutti.

Io riduco e la corsa a ridurre è tale per nome e per conto di qualcosa anche di normale ma che ha anche un che di facciata, però non è sempre una scelta politica perché voi pensate che il trasporto disabili, che il trasporto scolastico costa al Comune nel 2012... ci costerà 898.000 euro con un ricavo di 133.000 euro, se noi pensiamo che questa differenziale, questi 750.000 euro che mancano, possono venire dal fatto che solo magari perché spegniamo una lampadina in Comune possa essere sì, certamente può contribuire sicuramente, magari tante lampadine sicuramente possono portare... ma sono cifre importanti.

Vedremo la prossima settimana quando vedremo quelle che sono le spese discrezionali che il Comune ha e vedremo quanto potremo teoricamente coprire questi servizi se noi non mantenessimo una quantità, purtroppo, di tributi diciamo innalzata verso l’alto.

Credo che sia un’esperienza che già abbiamo visto in passato quando l’addizionale IRPEF è arrivata al massimo e non stiamo parlando di tempi molto recenti, stiamo parlando di tempi passati dove già si sentiva l’effetto del gestione della finanza locale e gli effetti della gestione di questo.

Parleremo, è indubbio che su questo, sulle tariffe, incide anche l’equilibrio del Comune di Rovigo, anche l’equilibrio finanziario, anche il mantenere non solo i servizi questi ma anche mantenere la qualità dei servizi che non sono a domanda in tariffa individuale ma sono ugualmente servizi collettivi per l’intera cittadinanza. Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 19 marzo 2012 48 Io adesso mi fermo e se poi qualcuno ha domande siamo a disposizione.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.