Situazione IRAS - Discussione” Pag. 03 2
CISL
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Intanto ringrazio la Presidente del Consiglio Comunale che ha accettato la richiesta unitaria di CGIL, CISL e UIL, per portare la nostra posizione sindacale in rappresentanza dei lavoratori, e ringrazio chiaramente anche tutti i Consiglieri che oggi appunto sono presenti in questo Consiglio Comunale, che è dedicato a parlare dell’IRAS, perché in queste due settimane credo che a Rovigo sia l'argomento principale sui quotidiani, sui mezzi di informazione, ma soprattutto è un tema che coinvolge soprattutto le 200 e oltre famiglie delle lavoratrici e dei lavoratori.
Oggi metà di loro in questo momento è in servizio ed è in ansia per quanto riguarda la loro sorte lavorativa. Voi sapete che sono turnisti, per cui oggi abbiamo portato qua comunque tre Sindacati, ciascuno una delegazione di lavoratrici e lavoratori che sono alle spalle dei Consiglieri comunali. Questo non per fare spettacolo assolutamente, ma per portare quella che è l'attenzione che noi vogliamo fare con oggi: attenzione alla città di Rovigo, al Polesine, al territorio.
L’IRAS è l’Istituto più antico, più storico della città, ma dell'intera area polesana. Non vorremmo mai che fosse dimenticato, perché in questo momento la sensazione che come Sindacato abbiamo avuto in queste settimane è un po’ un rimpallo che in qualche maniera ha creato tantissima angoscia.
Noi siamo partiti circa due settimane fa con la comunicazione del Commissario regionale, che ringraziamo, oggi è presente fra noi; una comunicazione però molto amara, in cui ci diceva che l'Istituto, che già non versava in buone condizioni, si trovava in una situazione di empasse finanziario; cosa che poi ha determinato un ritardo anche di qualche giorno nel pagamento degli stipendi.
Oggi siamo qua chiaramente per portare l'attenzione della città di Rovigo sul tema IRAS, ma siamo nel Consiglio Comunale straordinario anche per sollecitare le Istituzioni, cioè per dire : attenzione, Amministrazione, Consiglieri tutti, ma questo vale anche per la Regione o per chi in questi giorni ci sta dando una mano come la Prefettura di Rovigo nel portare avanti il tema appunto nella sala della Prefettura costantemente, perché non possiamo dimenticarci che il problema IRAS non è un tema che risolveremo forse pagando gli stipendi il 27, ma dobbiamo creare una ristrutturazione che consente di avere delle basi solide per il futuro.
E questo è un allarme che noi lanciamo come Sindacati, perché finora - e continueremo a farlo - siamo presenti nelle manifestazioni, nei sit-in davanti alla Prefettura, oggi in Consiglio Comunale, ma andremo avanti ancora fino a quando il problema non verrà risolto. E noi l'appello lo lanciamo alle Istituzioni, in questo caso lo lanciamo chiaramente a voi Consiglieri comunali: ciascuno di voi dovrà metterci del proprio.
Noi non vogliamo entrare nell'arena politica, ma sicuramente l’IRAS, questo ve lo chiediamo con il cuore anche dei lavoratori, non deve diventare un terreno di scontro, non deve diventare il terreno di battaglia dove ognuno dice la sua, magari andando a rivendicare errori o problematiche del passato. In questo momento i problemi li abbiamo ben chiari tutti: ci sono dei debiti bisogna pagarli, le banche hanno bisogno di certezza, ma soprattutto i lavoratori hanno bisogno di andare a lavorare con la serenità.
In questo momento chi sta lavorando nelle corsie e chi stamattina ha lavorato e oggi è qua a pomeriggio al Consiglio Comunale, e chi entrerà in turno stanotte, entra al lavoro con il cuore che gli batte perché dice “Non so nemmeno se il mio stipendio sarà garantito”. Questo non può essere. Nel 2022 un Istituto pubblico non può essere in queste condizioni.
Un'altra sensazione che abbiamo come Sindacato è quella del fare allungare i tempi nel prendere una decisione, non voglio dire devo prendere uno o l'altro, ma nel non riuscire a trovare un avvicinamento fra le parti porta l'Istituto ad essere sempre più lontano, un treno su un binario morto. Noi sappiamo, noi del pubblico impiego, che quando un edificio viene abbandonato, viene svuotato, le scuole e le caserme ne sono un esempio, forse anche a Rovigo ce ne sono, queste poi non trovano più una ricollocazione.
Diventano stabili, diventano ruderi, perdono i servizi. La città di Rovigo ha 400 posti letto sull'IRAS circa, e potrebbe avere anche altri servizi, perché tante volte è stato promesso, proposto, detto a parole che c'e un piano industriale, però noi non abbiamo ancora capito, uno, se esiste, e soprattutto se vogliamo arrivare ad un buon fine.
Attenzione che l’IRAS non diventi un treno morto che vada in pasto ai privati, perché se questi 400 posti diventano un peso morto per la città di Rovigo, diventano un boccone molto ghiotto per un privato che viene, fa le sue condizioni, che non sono certo quelle di pagare bene i lavoratori, che non sono certo quelle di far lavorare bene le persone, ma sono quelle di fare business. Noi lo lanciamo questo allarme.
Questo allarme è stato lanciato ancora sei anni fa, prima ancora che arrivasse il primo Commissario, l’Avvocato Stella. Attenzione che, andando avanti, allungando i tempi e non risanando le casse dell’Ente, si arriverà ad un punto in cui si bloccherà l'erogazione degli stipendi. Denuncia fatta tanti, tanti anni fa, 6-7 anni fa.
Siamo arrivati al dunque.
In questo momento l'azione, e questo deve essere chiaro veramente a voi Consiglieri, perché questo non spetta a noi del Sindacato, noi stiamo cercando di convogliare in maniera moderata, corretta e coerente tutti i lavoratori, e ci sono 200 famiglie che sono tranquille, tra virgolette, perché stiamo cercando di essere vicini ogni settimana con uno o due presidi, o all’IRAS, o in Prefettura o in Comune, cercando di tenere calmi gli animi, dicendo “Ci siamo noi che cerchiamo di fare da garante, di trattare e di avvicinare le parti”.
Possono essere il Comune o la Regione, ma qualsiasi Istituzione che ci dà una mano, noi siamo disposti al dialogo perché questo è la nostra missione. Io vorrei concludere questo mio breve intervento invitandovi caldamente a voi Consiglieri, io non vi conosco, non so chi faccia parte della maggioranza o della minoranza, però sinceramente date ciascuno il vostro contributo. Dovete veramente pensare che la città, se perde l’IRAS come Ente Pubblico, veramente è un danno incredibile.
I lavoratori meritano rispetto e ci sono 203 lavoratori. C’è l'indotto che non è poco, e ci sono oltre 300 famiglie degli ospiti che anche loro meritano rispetto, perché in questo momento le stesse famiglie leggono i giornali, e leggono notizie che sono allarmanti, molto allarmanti. Collaboratori che vanno con la morte nel cuore.
Lo ribadisco: c'è gente, ci sono lavoratrici e lavoratori, voi sapete che almeno un terzo è precario, che in questo momento non sa nemmeno se continuerà a lavorare. Questa non è una bella immagine. Un Ente Pubblico si basa su lavoratori che sono stabili.
Anche un'azienda privata il suo biglietto da visita è: avere il personale, i propri professionisti. Qui abbiamo operatori socio sanitari, infermieri, ausiliari, cuochi e tutto il personale che lavora negli uffici, che è una risorsa, e che non possiamo né perdere e neanche trattare in questo modo qua. La dignità del lavoro deve essere conservata, non con una battaglia politica fine a se stessa, ma con un orientamento preciso.
Dobbiamo pensare, dovete pensarlo. Qui non c'è nessuna vincitore o vinto. Se perdiamo l’IRAS, abbiamo perso tutti.
Grazie.