Credo sia necessario partire anche da un po’ la storia del Consorzio e cercherò di essere il più breve possibile. C’è una parte discorsiva intanto, poi vediamo successivamente le slide, non è che... Il Consorzio ha origine con la legge n.1427 del 20 dicembre 1961 sullo “Sviluppo economico dei territori del Polesine”.
Questa legge prevedeva finanziamenti a tassi agevolati ed esenzioni fiscali per le attività artigianali ed industriali localizzate nella provincia di Rovigo. Parto da qui per un semplice motivo, non vorrei che qualcuno dicesse: “Ma io la storia la conosco”!
Perché diamo per scontato tutte le cose che sono successe, alcuni potrebbero darle per scontate, quindi, onde evitare che poi nascano delle incomprensioni rispetto ad un percorso che è stato fatto ed anche per fare capire l’evoluzione del Consorzio nel suo agire nella provincia di Rovigo. L’Ente viene effettivamente costituito nel 1963 con il decreto n°2050 del Ministero degli Interni.
Il suo scopo era quello di agire quale organismo di indirizzo, di coordinamento e di propulsione delle iniziative atte a promuovere lo sviluppo ed il rinnovamento economico e sociale del Polesine. In sostanza il nuovo soggetto viene creato per promuovere la rinascita economica e sociale della Provincia e quindi gestire e coordinare le politiche economiche a favore dell’area, attuando le disposizioni statali.
Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 10 Novembre 2011 5 Ecco, quello che sentirete ripetuto è questa azione, questa attività di coordinamento, di messa insieme delle varie esigenze che il Consorzio ha sempre fatto e continua a fare. Al Consorzio aderirono tutti i Comuni del Polesine, la Provincia di Rovigo, la Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, l’Ente Delta Padano, l’Ente delle Tre delle Venezie e la Camera di Commercio locale.
Sino al 1995 il Consorzio interviene prevalentemente fornendo mutui ai comuni che realizzano aree produttive. Un accenno particolare, per le dimensioni e l’importanza, merita quella del Comune di Rovigo, che è stata finanziata dal Consorzio e progressivamente rimborsata dallo stesso Comune con i ricavi della cessione alle imprese delle relative aree, alcuni relitti sono ancora disponibili. Quindi abbiamo questa parte che deve ancora essere completata.
Questo tipo d’azione venne bloccato dalla legge bancaria italiana che negli anni ’90 riordina l’attività creditizia. Il Consorzio mantiene un ruolo centrale di coordinamento delle politiche economiche di sviluppo anche con la seconda legge speciale per il Polesine, con la n°33 del 1977, che recava finanziamenti a consorzi fra enti locali per la realizzazione dei piani di cui all’art. 27 della legge 865.
Questa norma finanziava i consorzi tra comuni, orientati all’industrializzazione di aree ed assegnava al Consvipo il compito di coordinamento degli interventi. In seguito esso ha anche gestito i finanziamenti delle legge regionali 34 e 30 del 1985, che prevedevano una serie di agevolazioni a favore delle imprese artigiane, con erogazione diretta di risorse, a sostegno degli investimenti e con prestazione di garanzia per facilitare l’accesso al credito.
Nella prima fase, il Consorzio si sviluppa come una struttura di mediazione tra lo Stato centrale ed il territorio del Polesine, occupandosi della gestione e della conseguente distribuzione dei finanziamenti, accordati dalle leggi statali prima, e regionali poi. L’intervento principale consiste nel finanziare le infrastrutture di base per l’industrializzazione del territorio e di incentivi alle imprese.
Dopo un periodo di concertazione degli aiuti sull’industria di base e sulle imprese di trasformazione alimentare, negli anni ’80, questo intervento, a seguito della l.r.
34/84, si é sviluppato articolandosi in due nuovi settori fondamentali: le attività portuali, con particolare riferimento a Porto Levante; le infrastrutture per la metanizzazione dell’Alto Polesine; l’agricoltura; la pesca; l’artigianato e gli insediamenti produttivi; la promozione di produzioni tipiche; le attività turistiche; la cultura, le tradizioni locali e l’informazione.
Ecco perché voi avete visto in questi periodi il Consorzio agire su diversi campi, perché già lo Statuto lo prevedeva, proprio perché in quel periodo ed in quell’epoca c’era un’esigenza particolare. Il tipo di intervento consisteva prevalentemente nella concessione di contributi a fondo perduto nella misura del 20% della spesa per investimenti.
Negli anni ’90 i contributi regionali si esauriscono e gli unici programmi di sviluppo finanziati "dall'alto" rimangono gli obiettivi ‘2’ e ‘5b’ dell’Unione Europea, forse qualcuno di voi li ha visti.
Se ricordate c’era tutto il tema della zonizzazione e quindi realizzare, valutare, insieme alla Regione, il tema della zonizzazione; nella seconda fase abbiamo aperto anche un contenzioso abbastanza pesante, se si può dire, con la Regione stessa, perché, se vi ricordate, eravamo stati esclusi completamente come territorio, poi siamo riusciti a recuperare e sono rimaste fuori solo alcune realtà, compreso il centro storico di Rovigo.
Quello è stato un lavoro molto capillare nel gestire una serie di dati, che ci ha portato ad avere questo riconoscimento, e quindi a ribaltare questa prima impostazione. Oltre a progettare, coordinare e gestire questi programmi europei, che prevedevano una programmazione dal basso ed una omologazione della Regione, il Consorzio si ristruttura e ampia i suoi spazi d'intervento.
Tra la fine degli anni ‘90 ed i primi anni del 2000 va segnalato un intervento straordinario dell’Ente per mantenere a Rovigo la presenza dello stabilimento della Zanussi Elettromeccanica S.p.A., che ha visto, a vario titolo, l’erogazione, con risorse proprie, di contributi per 1.400.000.000 di vecchie Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 10 Novembre 2011 6 lire, pari ad € 723.039,65. Quindi questo è stato un intervento diretto, soldi dal patrimonio dati alla Zanussi perché rimanga su questo territorio.
A questo va aggiunto l’attivazione di un fondo di rotazione, dedicato alle sole imprese del Comune di Rovigo, per 1.460.000.000 di vecchie lire, pari ad € 754.027,07, alimentato per il 50% da risorse comunali e per l’altro 50% da fondi propri del Consvipo. Solo con questi due interventi, come vediamo, il Comune di Rovigo ha recuperato oltre 12 anni di pagamento della propria quota.
E’ da ricordare anche l’impegno, chiesto al Consorzio, dal Comune di Rovigo, perché nel programma previsto dal… quando fu realizzata, ipotizzata la realizzazione del Casello di Villamarzana, per chi a quell’epoca era amministratore, si ricorda che Autostrade aveva stabilito, con l’entrata in vigore di Villamarzana, la chiusura del Casello di Rovigo.
Al Consorzio per lo Sviluppo fu chiesto di impegnarsi a tirare fuori 300 milioni di lire, delle vecchie lire, per almeno 5 anni, per garantire comunque l’apertura del casello, il mantenimento dell’apertura. Poi probabilmente i sistemi informatici, quindi i caselli automatici, hanno permesso comunque il mantenimento di questa situazione.
Tra il 1998 e il 1999 il Consvipo è entrato, su richiesta del Comune di Rovigo, nella compagine dell’Interporto di Rovigo con un investimento di 60 milioni di vecchie lire, pari ad € 30.987,81 ed ha sostenuto il Consorzio Università Rovigo, il C.U.R., con un contributo di 100.000.000 di vecchie lire, pari ad € 51.645,68.
Il Consorzio si è sempre rimodulato seguendo l’evoluzione dei principi delle leggi emanate a favore del Polesine, che ha visto fasi di impegno molto intenso, per far sì che le risorse messe a disposizione fossero utilmente ripartite su territorio. Il discorso che vi facevo prima: un lavoro per realizzare un progetto di sistema.
A seguito delle nuove norme sugli enti locali, la 142/90 e 437/95, l’Ente ha assunto una sua definita soggettività, divenendo un Consorzio - Azienda Speciale della Provincia di Rovigo, della Camera di Commercio di Rovigo e dei Comuni associati. Come vedete sono usciti alcuni enti privati.
Questa ristrutturazione, sancita dall’approvazione della nuova convenzione e del nuovo statuto il 27 luglio 1997, ha consentito l'autonomia dell’Ente, che si è sganciato dall’Amministrazione Provinciale, che ne rimane comunque il socio più rilevante, ed ha assunto una configurazione più prossima alle aziende di diritto privato.
Il Consorzio, con intenso lavoro di concertazione territoriale, diventa quindi il promotore e, successivamente il soggetto responsabile locale del Patto territoriale: “Rovigo Impresa Europa” (marzo 1999) e del “Patto per l’agricoltura e la pesca” (aprile 2000), entrambi approvati e finanziati dal Ministero. Con queste attività di programmazione negoziata, esso rafforza il proprio ruolo di prestatore di servizi e di competenze ai Comuni soci.
Proprio in questo ruolo, nei primi anni del 2000, il Consorzio si fa promotore e coordinatore degli sportelli unici dei Comuni della Provincia di Rovigo, e da allora continua a sviluppare iniziative di marketing territoriale e di promozione del turismo provinciale.
Al tempo stesso ha ribadito la sua natura di ente promotore dell’intermediazione e di coordinamento delle attività di sviluppo Polesane, assumendo così un ruolo che implica impegni che generalmente non comportano una remunerazione diretta, quindi le azioni che andiamo a fare non le facciamo pagare! Quindi, di conseguenza, l’Ente deve fare uno sforzo notevole per coniugare i costi delle azioni di coordinamento e di programmazione con le entrate adeguate, quindi ricorrendo a progettualità dell’Unione Europea.
Un esempio qualificante di questo nuovo ruolo è dato dalla collaborazione, iniziata nel 2000, con il Comune di Rovigo per l’elaborazione e la presentazione del Progetto URBAN ITALIA, tra l’altro Paolo fu quello che firmò, per conto del Consorzio, al Ministero l’accordo, che portò al Comune di Rovigo 5 milioni di euro.
Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 10 Novembre 2011 7 Nello stesso periodo, l’esaurimento delle politiche regionali in Polesine è stato sostituito dalle misure legate all’Ob.2 e 5b dell’Unione Europea. I due assi previsti per il Polesine, nella seconda metà degli anni '90, hanno previsto due linee di intervento: la prima finalizzata alla realizzazione di opere infrastrutturali; la seconda indirizzata alla concessione di incentivi agli investimenti delle piccole e medie imprese.
Quest'ultima è orientata al finanziamento delle imprese, attraverso un fondo di rotazione misto, in cui partecipano fondi del Consorzio e delle banche. Quindi questo è un meccanismo un po’ particolare, che poi cercherò di spiegare velocemente. Aboliti i contributi a fondo perduto, il Consorzio è stato protagonista in questo campo di una radicale innovazione nella tipologia di aiuti assegnati, in seguito adottata anche dalla Regione Veneto.
Il fondo di rotazione non l’ha inventato Zanellato, e quindi me ne guardo bene, ma è stata una fantasia, un’idea del Dott. Bortolussi, a quell’epoca Direttore, inventò questo strumento innovativo, che poi fu adottato successivamente anche da parte di altri soggetti.
Si tratta di un finanziamento che agisce in questo modo, in maniera molto veloce: le imprese chiedono i finanziamenti, in base alle caratteristiche, artigiano, ecc., ottengono delle linee finanziarie e queste linee finanziarie rendono, per quanto riguarda la parte del contributo, vengono diciamo gestite dalle banche, le banche cosa fanno? Finanziano il 50% di quel 100 che viene dato all’impresa con Euribor massimo al 2%, e l’altro 50% viene pagato, restituito al fondo stesso con un 0,60. Cosa vuol dire?
Con 0, scusate. Cosa vuol dire? Che su 100 che mi dà la banca, io pago l’interesse, invece pagarlo 10, lo pago 5, perché?
Perché interveniamo sul 50% a tasso 0, e quindi questo agevola moltissimo, ha agevolato moltissimo in particolare nei periodi in cui i tassi erano molto alti, parliamo degli anni in cui i tassi viaggiavano fra il 12 ed il 15%, i tassi che venivano dati alle imprese, e le imprese nostre locali li pagano fra il 5 ed il 6%. Questo ea quello che avveniva. Ancora oggi lo strumento è operativo, poi vi farò vedere alcuni dati.
Questa misura, originalmente prevista nel Docup 1994-96, ebbe un grande successo: 426 domande di finanziamento per 176 miliardi, a fronte di 31 messi dal pubblico e 31 messi dalle banche. Tuttavia, l’operazione non andò a buon fine, in quanto la Regione Veneto bloccò le procedure quando si venne a prospettare una violazione…Era il periodo in cui io ero, fra l’altro, in Consiglio Regionale. La Regione disse: non possiamo più permettere di concedere questo tipo di attività.
Ed il fondo fu portato in Regione Veneto, ma lì, con un’azione un po’ di ordinamento, lo salvammo appositamente per il Polesine. Oggi è gestito da Veneto Sviluppo, però in quel fondo ci vanno a finire solo le pratiche della nostra provincia. Qui vedete alcuni dati.
L’azione è stata ripresentata con successo nel Docup 1997-99 ed ha dato frutti molto positivi di finanziamenti. Adesso vediamo le slide, come vedete nel ’97 e ’99, ho alcuni dati, quindi è un po’ difficile andare a ripercorrere, visto anche i cambi di sede che abbiamo fatto, insomma. Comunque 199 domande per 18 milioni di euro, 2000/2006, 192 domande per 20 milioni, 21 milioni circa.
Quindi 39 milioni di euro sono stati erogati alle imprese. Per quanto riguarda le imprese di Rovigo, le beneficiarie sono state 32 per 4 milioni 577. Dopo un’azione, lunga e caparbia, il Consorzio, come vi dicevo, è riuscito a mantenere questo fondo che oggi è di 44 milioni di euro, a disposizione per il territorio.
Il Consorzio si è fatto poi promotore del "Patto Territoriale Progetto Impresa nel marzo 1999, e del Patto per l’Agricoltura 2000. Qui vediamo la seconda slide: 10 infrastrutture realizzate, 53 attività imprenditoriali, l’importo complessivo degli interventi è stato di 163 milioni per un contributo di 41 milioni complessivi realizzati. Il primo ha portato nel territorio polesano 48 milioni di euro, finanziati 170 milioni, come abbiamo visto.
Guardiamo questo dato, perché poi,come dicevo prima, rischiamo di dimenticarci le cose. La bretella dell’Interporto, il collegamento rete viaria Verona/Ferrara con aree prospicienti, ha ricevuto un contributo, grazie al patto territoriale, di 2 milioni e 79.000 euro.
Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 10 Novembre 2011 8 Per quanto riguarda, invece, la bretella di Via Amendola, collegamento Via Porta Adige/V.le Amendola, ha ricevuto un contributo di 4 milioni e 400 mila euro, grazie al Patto Territoriale.
Quindi la ricaduta è stata di 6 milioni e 500 mila sulle infrastrutture e 4 milioni 181 sulle imprese, sempre per quanto riguarda l’attività… Naturalmente io ho cercato di concentrare la ricaduta delle azioni del Consorzio, rispetto al territorio del Comune di Rovigo.
La fase dei Patti è ora giunta alla fine, anche se l’inerzia e la progressiva disintegrazione degli uffici ministeriali preposti, sta impedendo la chiusura, noi abbiamo un problema di, fra virgolette, contenzioso con il Ministero, perché le società che erano state individuate son sparite, ormai non si riesce più a trova l’interlocutore, stiamo passando da ufficio in ufficio, ma abbiamo ancora la necessità di chiudere questi patti che portano 1 milione 611.900, quindi 4 milioni 612.000 euro che avanzano le imprese, e circa 608.000 euro che dovrebbero tornare in gestione al Consorzio per interventi di tipo infrastrutturale.
Ce n’erano anche degli altri, ma con la revisione fatta qualche anno fa li hanno portati via, perché i fondi erano circa 14 milioni, però, insomma, alla fine è così. Oltre a questo, il Consorzio ha agito ed opera rispetto alla legge 13. Voi la vedete sulla slide, spero si veda abbastanza bene.
Nel periodo 2004/2010 cos’è successo? Quando è terminato il tema dei Patti Territoriali, la gestione di quel sistema e quella metodologia è passata alla Regione del Veneto con la legge 13, e quindi sono stati gestiti e ancora oggi si gestiscono fondi -non so quest’anno come andrà a finire- ma si gestiscono ancora fondi per realizzare nelle varie realtà.
Intese come IPA, Intesa Programmatica d’Area, che non è altro che tutto il territorio della Provincia di Rovigo che rappresenta un po’ la storia del patto Territoriale. Quindi del Patto Territoriale siamo diventati IPA, siamo stati riconosciuti dalla Ragione ed, in funzione di questo, ci sono alcune progettualità che noi realizziamo tramite la legge 13. Sono state finanziate diverse… dieci proposte progettuali complessive, per 17 milioni di investimento complessivo e 9 milioni 113.
Naturalmente questi soldi li aveva in deposito la Regione, ma siamo riusciti a realizzarlo perché, mettendo insieme tutte le esigenze delle varie Amministrazioni, abbiamo realizzato progetti -e poi li vedete- progetti cosiddetti di sistema, e su questi abbiamo presentato il finanziamento.
Quindi c’è stato anche un riconoscimento positivo, visto gli anni di finanziamento ottenuti proprio dell’azione del Consorzio, del tempo trascorso a mettere insieme Sindaci, tecnici, Amministrazioni e quant’altro per raggiungere questo obiettivo, e soprattutto far fare le delibere, perché il problema diventa poi quello di fare gli atti concreti che ci permettono di arrivare.
Per quanto riguarda il Comune di Rovigo, andiamo sulle macro progettazioni, abbiamo la sistemazione della ristrutturazione del Salone del Grano della Camera di Commercio, investimento 4 milioni e 600 mila, contributo 1.480. Per la pista ciclabile, una delle ultime finanziate, ma poi vedrete che ce n’è un’altra molto interessante, che vede coinvolto Rovigo, ci sono 750 mila euro di contributo, grazie a questa legge.
Il Consorzio, proprio come soggetto responsabile dei Patti Territoriali, si è fatto promotore e coordinatore degli sportelli unici dei comuni della Provincia di Rovigo, con un progetto articolato in azioni di sostegno agli investimenti, per la creazione di 6 strutture aggregative, con capofila… Noi avevamo già tentato, con un progetto sperimentale, mettere insieme… e avevamo individuato queste 6 strutture: Rovigo, Adria, Porto Viro, Occhiobello, Lendinara e Villamarzana, con misure formative, quindi corsi di formazione, oltre alla messa in rete dei comuni attraverso un portale, perché l’obiettivo qual era?
Era facilitare l’accesso alle autorizzazioni da parte delle imprese, utilizzando un sistema informatico, per cui l’imprenditore, via telematica… presentava la documentazione e via telematica le varie entità discutevano e davano una risposta. Quindi evitare di fare girare l’imprenditore e fare in modo di accelerare e ridurre i tempi.
L’Ente che ha investito, nei tre anni di durata del progetto, è stato fra quelli pilota a livello nazionale, seguiti dal FORMEZ, oltre 129.000,00 euro abbiamo investito, quindi questo progetto sperimentale comunque ci ha visto accompagnare dal FORMEZ, che è un organismo… Adesso Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 10 Novembre 2011 9 forse qualche problema ce l’ha anche lui, ma a suo tempo ha agevolato molto la pubblica amministrazione.
Questa iniziativa, oltre a rispondere ad una statuizione normativa, voleva essere un modo per contribuire a superare uno dei problemi fondamentali del territorio, che è l’eccessiva frammentazione degli enti locali e quindi la mancanza di economie di scala nell’offerta di servizi.
Va sottolineato -e lo dicevo all’inizio nei saluti- come questa istituzione del Consorzio, che risale a 10 anni fa, abbia anticipato quello che oggi è un orientamento consolidato di diversi provvedimenti normativi, e cioè l’avviamento di un percorso, che, partendo dall’associazione dei Comuni per la prestazione di singoli servizi, possa portare all’Unione degli Enti se non ad una vera e propria unificazione che realizzi gli obietti del contenimento della spesa con l’aumento della qualità e dell’efficienza delle prestazioni.
Quindi utilizzare il Consorzio come strumento accompagnatore rispetto a questa esigenza, che ormai c’è, prima o poi, se vogliamo, se vogliamo che le nostre amministrazioni rimangano in piedi! Poi vedrete che è un ragionamento che il Consorzio sta facendo su larga scala, perché dobbiamo andare al di là del nostro confine territoriale. La programmazione concertata dai Patti Territoriali è confluita, per volere della Regione del Veneto, nelle I.P.A., quello che vi dicevo prima, Intese Programmatiche d’Area.
Il Consorzio ha colto immediatamente questa indicazione, facendosi promotore della prima intesa a livello Veneto, quindi è stata la prima -vorrei ricordare che anche nei Patti Territoriali siamo stati i primi- con il coinvolgimento dell’intero territorio provinciale, sottoscritta nel dicembre del 2004 e, successivamente, con deliberazione della Giunta Regionale del Veneto n.
3517 del 06.11.2007, programmazione decentrata, è stata riconosciuta l’intesa programmatica d’area come Sistema Polesine ed il Consorzio per lo Sviluppo è stato visto, individuato come soggetto responsabile di questa intesa programmatica d’area. All’interno dell’intesa programmatica d’area, e diciamo una cosa che probabilmente tutti non conoscono, sono rappresentate tutte le entità, i comuni, le Associazioni di categoria, la Camera di Commercio, i Sindacati e… basta, mi pare.
Quindi ci sono tutti quanti all’interno di questo strumento che è riconosciuto dalla legge. Il valore aggiuntivo dell’I.P.A. è quello di rappresentare una modalità condivisa di analisi e di proposta, metodo che sino ad oggi Consvipo ha perseguito con tenacia e ostinazione.
La Provincia ed i Comuni, proprio grazie ai processi concertativi, hanno potuto consolidare i rispettivi ruoli e le loro competenze programmatiche, usufruendo del patrimonio di risorse professionali e dell’azione del Consvipo, in alternativa alla creazione di proprie strutture e/o al ricorso di consulenze esterne, che avrebbero comportato il dispendio di patrimoni enormi, per la gestione dei temi dello sviluppo territoriale.
Ora vi è la necessità che si riprenda con forza e convinzione questa concertazione, fra i diversi attori pubblici e privati della gestione e dello sviluppo del territorio, utilizzando lo strumento dell’I.P.A. che è l’unico che la normativa vigente mette a disposizione. Il Consorzio, quale soggetto responsabile dell’I.P.A., è pronto ad essere ancora presente nella nostra Comunità, per favorire sintesi e rappresentanza unitaria e rispettosa di tutte le istanze.
Il Consvipo è sempre stato e può continuare ad essere uno strumento di gestione flessibile delle politiche di sviluppo, proprio in uno specifico settore di attività nel quale l'azione delle altre Pubbliche Amministrazioni rischia fortemente di essere limitata dalla rigidità e dalla complessità delle procedure che le norme, sempre più pesanti, impongono a questi enti.
In questo senso deve essere sottolineata l’azione complessa ed onerosa, che, per volere dei soci e del mondo economico, il Consorzio ha condotto per il miglioramento e l’efficienza delle amministrazioni e della semplificazione amministrativa, come contributo alle strategie di competitività del sistema produttivo polesano. Arriviamo a tema della larga banda, di cui se ne sta discutendo da tempo.
Un esempio recente è costituito dall’infrastruttura della larga banda, che è stata realizzata per il tramite della società controllata Polesine TLC, io ho chiesto sia al Presidente che è poi anche il Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 10 Novembre 2011 10 nostro Direttore del Consorzio e all’Ing.
Gelli che mi accompagna, e lo ringrazio per questo sostegno, perché, nel caso in cui poi, nella presentazione che farò, ci siano domande anche di tipo tecnico, loro sicuramente sono più in grado di me di dare qualche risposta.
Quindi questa società è stata creata con un finanziamento per il 55% dalla Regione, questa infrastruttura, con il 55% di finanziamenti derivati dalla Regione ed il 45% di fondi propri del territorio, ricorrendo ad un mutuo bancario a lunga durata, ma senza alcun onere a carico della provincia e dei Comuni. Quindi abbiano creato questa struttura e i Comuni non hanno pagato niente!
E’ anche importante segnalare che alla realizzazione, alla gestione, alla manutenzione ed alla commercializzazione dell'infrastruttura partecipano aziende del Polesine, con positive ricadute sul territorio.
Qui abbiamo la composizione della società, quindi TLC, che ha un capitale sociale di 1.341.850 euro; il socio naturalmente, il 52% ce l’ha il Consvipo, ed il 30% ASM, quindi come vediamo i Comuni, perché ASM è del Comune di Rovigo ed il Consorzio sono proprietà dei comuni, detengono l’82% delle quote di questa società, che è una società -da quando è stata fatta, da parte del Consiglio di Amministrazione, una revisione contabile- oggi viaggia in attivo nel proprio conto corrente.
Quindi i mutui che devono pagare sono tranquillamente coperti dalle liquidità di cassa che in altri periodi non ci sono stati. La Rete, come si vede, ci sono 26 radiobase, delle quali due nel Comune di Rovigo, 23 Ponti Radio, per circa 180 km di collegamenti, 70 antenne per accesso radio da 2 a 10 Mb/s, per circa 410 Kmq di copertura, 50 km di fibra ottica collegata all'autostrada A13, la città di Rovigo e la città di Adria.
Tramite l'attività dell'operatore, di concessione Infracom, sono state coperte 23 diverse aree industriali, tra cui l’Interporto di Rovigo e la zona industriale del Casello Rovigo A13, con più di 300 collegamenti ad imprese, 75 collegamenti a Pubbliche Amministrazioni, 50 collegamenti in località residenziali tra cui, nel Comune di Rovigo, nelle frazioni di Grignano, S. Apollinare e Boara Polesine.
Nel solo Comune di Rovigo sono attivi 76 collegamenti con sedi di imprese della Pubblica Amministrazione e residenti, prima sprovvisti di servizio. Sono collegati, fra l’altro, altri 8 gestori nazionali, tra cui i più importanti Fastweb, WIND e Telecom, quindi utilizzano alcune infrastrutture nostre per poter dare un servizio al territorio.
Polesine TLC ha corrisposto al socio amministratore, ASM ROVIGO SPA, tra il 2005 e il 2009, circa 1.200.000,00 euro, anticipati per l’acquisto della rete MAN in fibra ottica della città di Rovigo e diritto d'uso dei cavidotti comunali.
Ha modernizzato ed esteso l'infrastruttura comunale, che tornerà in disponibilità dell'Amministrazione al termine della concessione, 2030, integrandola con la dorsale provinciale e fornendo, alle sedi del Comune di Rovigo, Provincia di Rovigo e ASM, un collegamento di nuova generazione in fibra ottica.
Polesine TLC ha inoltre realizzato la rete Rovigo Wi-Fi, rendendo possibile il servizio gratuito di accesso ad internet aperto a tutti, nelle piazze del capoluogo, naturalmente con l’aiuto e con il finanziamento anche di altri soggetti. L’operatore che gestisce questo servizio è un'azienda di Rovigo, e quindi ricaduta occupazionale anche in questo caso.
Per i prossimi anni ci siamo posti l’obiettivo di potenziare ed estendere l’infrastruttura con la diffusione di ulteriori servizi, nell'ottica degli sviluppi previsti dai Piani regionali e nazionali sulla banda larga, in particolare per l'utenza residenziale. Per questo è stato predisposto un progetto che presentiamo per la prima volta oggi in Comune di Rovigo.
Il progetto è questo, l’idea è partita da un fatto: esistono dei fondi GAL, esistono 300 mila euro per la banda larga nel GAL Delta Po e 330 mila euro di finanziamento per progetti di banda larga nel GAL Adige. Non sono finanziamenti relativi agli annunci sulla stampa dei giorni scorsi, sono un altro ragionamento che poi vi dirò. Questi fondi stavano, perché non c’erano delle linee di Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 10 Novembre 2011 11 indirizzo, prendere altre linee di impegno.
Siamo intervenuti ed abbiamo predisposto un progetto, che già le associazioni hanno visto, già gli enti hanno visto, ma lo presentiamo oggi. Cos’è questo sistema? E’ l’obiettivo di portare la larga banda o comunque il segnale nelle realtà agricole, che oggi non sarebbero disposte.
Da dove siamo partiti? Siamo partiti dalla situazione, si vede un po’ malino, comunque… intanto vedete, non si vede tanto bene perché c’è un colore che non esce, comunque tutta la fascia sotto, vedete un azzurrino, poco chiaro, ed in alto, invece, c’è tuta la zona, sono le due aree che comprendono le due entità dei GAL. Quindi nella parte gialla abbiamo a disposizione 330 mila euro, nella parte bassa, celestina, abbiamo 300 mila euro.
Cosa succede? Utilizzando e mettendo insieme strutture che già esistono, noi abbiamo già chiesto ai Sistemi Territoriali che ha delle antenne lungo il Fissero-Tartaro-Canalbianco, voi sapete che Sistemi Territoriali, per gestire la chiusura e l’apertura delle porte vinciane non fa più come un tempo, ma ha messo un sistema che da una postazione centrale aprono e chiudono queste porte vinciane.
Utilizzando queste antenne, se ci verranno concesse, noi possiamo inserire dei ripetitori che partono da un’altezza di circa 50 metri, e voi capite che a 50 metri ostacoli non ce ne sono tanti per quanto riguarda la radio, e si riescono a coprire fra i 5 per stare tranquilli, ma anche 8 kilometri di raggio. Lo si vede da questa, quei verdini maggiori che voi vedete, però vi spiego quei punti rossi ed un po’ arancio, rosso più forte e rosso più tenue, quello è uno studio fatto da Telecom.
Telecom dice che quelle sono le realtà dove oggi o è presente l’ADSL o è assente e comunque, quando è presente, non supera i 640 Kb, chi va in Internet sa cosa vuol dire viaggiare a 640.
Il tema dell’infrastrutturazione -e riprendo gli annunci fatti- è un tema che è un progetto del Ministero che vede una cofinanziamento, progetto finanziamento del ministero, che vede una cofinanziamento della Regione; hanno individuato la società Infratel a realizzare questa infrastrutturazione, per quanto riguarda la provincia di Rovigo sono due interventi, uno per realizzare 85 km di fibra ottica, l'altro per realizzare 125 km di fibra ottica.
Per adesso non siamo riusciti ad avere in mano un disegno di cosa si ha intenzione di fare, sappiamo solo che verranno collegate delle tratte nei vari Comuni, e quindi c'è un elenco di Comuni dove verranno realizzati questi depositi di fibra ottica, che però dovrebbe, ad informazioni, quindi non abbiamo la certezza, collegare la dorsale, quindi con la fibra ottica Infratel, intervento ministeriale diciamo e regionale, collegano la dorsale con -pare- le cabine di Telecom.
Naturalmente questo sarebbe un handicap per tutti gli operatori, perché quella è una struttura pubblica che, nel caso in cui venisse questo, domani mattina un operatore esterno della Telecom, per utilizzare quel cavidotto, deve passare all'interno della cabina Telecom, e quindi chiedere a pagare un affitto, e utilizzare il cavo. Noi vorremmo tentare intanto di capire il progetto, perché?
Perché poi tutto quello che vedrete, l'ultima slide che vedrete alla fine, se lo sappiamo adesso ci permetterebbe di modificare eventualmente il progetto, perché così copriremmo totalmente, perché alla fine all'obiettivo è coprire totalmente il territorio della provincia di Rovigo con questo sistema.
Che è un sistema, guardate… Chi oggi parla di trasferimento via Internet con l’ADSL, sa che nei prossimi anni la quantità di informazioni che passeranno, in caso era quella linea e quindi ecco perché si sta andando sulla larga banda e sulla fibra ottica. Noi abbiamo comunque un sistema, come territorio, è l'unica in Veneto perché ne sono partite anche le altre, l'unica in Veneto attiva, attiva come attività, attiva sotto il profilo economico, e che sta rispondendo a delle esigenze.
Sicuramente ci sono dei problemi, ma sono tutti i problemi di tipo tecnico e si possono sistemare.
Come vedete, vi dicevo, quei punti sono quattro antenne, cinque antenne, perché una non sappiamo se si è posizionata… comunque 4 o 5 antenne sul territorio della provincia di Rovigo di Sistemi Territoriali, e 3 antenne, due nella zona di Chioggia, Cavarzere/Chioggia ed una nella zona veronese perché, ma poi lo dirò, il nostro obiettivo è quello di allargare e far diventare, mettere insieme l’insieme di IPA che allarghino l’area, diciamo, di progettazione e programmazione, che Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 10 Novembre 2011 12 non può essere solo la nostra provincia, ma una provincia più ampia.
Quindi arrivare a circa 700.000 persone che agiscono e ragionano insieme su uno sviluppo del proprio territorio. Come vi dicevo, quelle erano quelle antenne; queste sono delle antenne un po' più piccole, perché?
Perché il servizio che viene dato da questo sistema è di doppia entità: uno per le imprese, alle quali hanno la necessità di usufruire di una larga banda con una disposizione di megabyte notevole, quindi mi pare sia intorno ai 7; mentre le piccole realtà, quindi la famiglia, ha bisogno minimo di 2 Mb e per poter gestire la propria attività. Perché oggi, chi viene ad offrire, offre 2 mega, ma poi sappiamo tutti quanti che giriamo o a 6,40 o qualcuno forse la a 124, non più di tanto.
Quindi, se poi abbiamo i momenti dove ci sono un po' tutti, diventa quasi impossibile aprire le pagine. Ecco, questi sono poi ulteriori interventi che verranno realizzati, questo è quel discorso che vi dicevo, c'è quel puntino viola, quel puntino viola perché? Perché nel progetto abbiamo intenzione di depositare il proprio la fibra ottica nell'area di Villamarzana per rafforzare quel tipo di territorio.
Una cosa: a cosa serve mettere quelle antenne e collegare fibre ottiche? Ci permette di potenziare il servizio per avere maggior banda a disposizione per offrirle alle imprese e ai cittadini. Andiamo avanti.
Questa è la copertura totale, se non vado errato. Questa è la copertura totale che arriverà al termine del progetto. Allora qualcuno potrebbe dire: ma con che soldi li fai?
Allora questo progetto che complessivamente vale € 2.200.000, però… eccolo qua, vedete che c'è una riga… delle righe tratteggiate blu, ma ce n'è una che rappresenta un po' la Transpolesana.
Quando siamo partiti con questa idea, siamo andati in Regione e abbiamo chiesto, suggerito, proposto -vedete un po' voi- che venisse inserito, nella realizzazione della Transpolesana, il deposito del cavidotto con la fibra ottica dentro, e per il nostro territorio deve costare circa € 1 milioni, e quindi metterla nel project financing.
Stiamo con forza cercando la disponibilità di avere in concessione gratuita l'utilizzo di due cavidotti… di due fibre, che permetterebbero un ulteriore potenziamento, quindi i 2 milioni complessivi rappresentano un po' tutta una serie di progettualità.
Questo progetto, poi c'è l'altra parte che va al Delta del Po, che è la risistemazione della strada nel caso in cui venisse realizzata la centrale termoelettrica; si potrebbe, nella sistemazione delle strade che devono essere fatte da Enel per vedere questo elemento, perché l'elemento pesante nella realizzazione dell'infrastruttura, scusatemi, del deposito della fibra ottica, sono gli scavi e il deposito, che incidono sul progetto complessivo oltre il 30%.
Quindi, tirare via questa spesa vuol dire fare molto di più. Come vedete, questa è la copertura, come lo facciamo?
330 mila GAL Delta Adige; 300 mila GAL Delta Po, sono l’80% di un progetto che si deve presentare in Regione per ottenere quei 630 mila, 120 mila vengono supportati da un cofinanziamento, potrebbero essere supportati, perché dopo qualcuno non mi dica che vado a decidere prima del Consiglio, potrebbero essere supportati dal Consorzio per lo Sviluppo e una parte anche da qualche finanziamento diverso, perché questo è un progetto di tipo sociale, quindi potremo trovare altre disponibilità, facciamo € 790.000.
Abbiamo un accordo, l'ultimo accordo fatto con la società che gestisce il servizio Infracom, ha firmato con il Consorzio… con TLC, un accordo per cui dall'anno scorso, quando ha firmato, in avanti, verserà su interventi infrastrutturali € 86.000 l'anno. Quindi noi li abbiamo già interessanti, abbiamo già fatto vedere il progetto, loro sono d'accordo di investire questi soldi per raggiungere questo obiettivo. Quindi occorre un'antenna?
Metto l'antenna. Occorre depositare un pezzo di fibra? Metto il pezzo di fibra.
Occorre fare qualcos'altro? Fa qualcos'altro. Quindi sono integrati a questo progetto.
Se voi fate 86 mila per 5 anni, arriviamo a circa € 450.000 che aggiunti ai… fanno 1 milione e 2. A questi poi vanno aggiunti quei lavori di infrastrutturazione. L'ultima cosa che stiamo facendo è il collegamento di quel “baffetto” che vedete in alto, vicino alle due viola, il Comune di Rosolina sta realizzando la videosorveglianza, depositando una fibra ottica dalla Romea fino a Rosolina Mare.
Utilizzando quel tubo, utilizzando quella fibra noi potremo portare il servizio in quel territorio, ma soprattutto collegare Rosolina Mare, quindi dare un servizio ai turisti anche di Wi-Fi in quell'area, portarlo e fornirlo ad Albarella, in questo caso copriremo Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 10 Novembre 2011 13 anche Porto Levante e quindi tutto il tema della navigabilità avrebbe anche a disposizione di quell'area tutto il sistema infrastrutturale per quanto riguarda questo sistema.
Qui dovremmo avere finito, mi pare. Il Consvipo, nella sua lunga esperienza, ha mostrato non solo di saper gestire importanti risorse economiche con trasparenza e correttezza, garantendo importanti risultati per l'intera comunità Polesana, ma di essere in grado di mettere insieme i Comuni per realizzare consistenti progettualità, capaci di attirare finanziamenti che mai i singoli Enti sarebbero stati in grado di avere.
Si pensi, a solo titolo di esempio, all’Accordo per ottenere i fondi dalla realizzazione del Terminal Gasiero ed alla loro gestione, ai progetti per la valorizzazione turistica dei grandi fiumi del Polesine ed alla realizzazione dei 58 impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica per 34 Comuni soci.
Anche questo mettere insieme 34 Comuni e realizzare 58 progetti, noi li abbiamo terminati e stanno completando il deposito tivù, perché questi strumenti hanno la videosorveglianza, hanno la proiezione… la valutazione da parte del cittadino su uno schermo della produzione, quanto produce, quando incassa il Comune, quanto riduce in inquinamento rispetto alle emissioni di CO2, eccetera, e permette anche con Internet di controllare in maniera efficiente tutta l'attività.
Qui passiamo adesso ad una serie di attività progettuali che credo sia opportuno conoscere. Noi abbiamo realizzato, contribuito a realizzare interventi per tre piste ciclabili, Fissero-Tartaro- Canalbianco, la Sinistra Po la Destra Adige. Due di questi sono già realizzati, un terzo sta per essere completato.
Quindi qui andiamo anche abbastanza veloci. Passiamo al primo: quello della Destra Adige, questo è quello che interessa anche il Comune di Rovigo, è un progetto che abbiamo realizzato in più occasioni; è un progetto che è stato suddiviso in tre settori, uno che vede Badia e Lendinara insieme, uno che vede Lusia, Rovigo, San Martino insieme, uno che vede Pettorazza, Cavarzere, Loreo e Rosolina.
Questo progetto è stato presentato in tre stadi, in tre pezzi diversi, perché la disponibilità finanziaria del primo bando, che era uscito dalla Regione di € 5 milioni, questo era un progetto che superava i 5 milioni, quindi abbiamo, in accordo con le amministrazioni, suddiviso in tre progetti, e anche perché alcuni comuni, compreso Rovigo, dicevano che se devo fare un investimento subito, probabilmente ho delle difficoltà, successivamente riesco a realizzarlo. Cosa succede?
Questo progetto è stato naturalmente realizzato con l'accompagnamento, poi abbiamo l'altro progetto del Fissero-Tartaro-Canalbianco, che ha visto 15 comuni interessati. Passiamo, andiamo veloci, arriviamo al tema dei finanziamenti, perché credo insomma la cosa… Vai avanti. Allora, la Regione del Veneto, con la Dgr 44, per quanto riguarda il Fissero-Tartaro-Canalbinco, ha concesso 1.423.000 euro su 3.050.000.
Questo è stato un progetto realizzato con i famosi finanziamenti della legge 13. Sulla parte di competenza delle Amministrazioni, siamo sempre riusciti ad avere la disponibilità della Fondazione Cassa di Risparmio ad accollarsi il 50% del costo di competenza dei Comuni. Supponiamo, uno realizzava un’opera, arrivava il finanziamento dalla Regione e a lui rimanevano 50 mila euro da pagare, per i 25 interveniva la Fondazione e quindi il Comune si accollava solo un quarto neanche del progetto.
Quindi, € 1.423.000 dalla Regione, il progetto 3.050.000 e 800.000 in questo caso sono stati messi a disposizione dalla Fondazione.
Per quanto riguarda il tema della Destra Adige, qui chiedo due secondi perché è un progetto nuovo, importante, il più grande progetto europeo che viene realizzato e permettetemi, per arrivare abbiamo dovuto mettere insieme a concordare anche quest'azione, non solo con la Regione, ma anche con la realtà di Padova, con la provincia di Padova, la quale naturalmente voleva realizzare la Sinistra Adige.
Qui sono direttamente interessati, come dicevo, i comuni che vi ho elencato prima, si configura con una parte terminale dell'itinerario Alpi-Garda-Mare, un percorso di complessivi 1200 km, dei quali 450 in territorio italiano, e 780 in territorio europeo, Germania e Austria. Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 10 Novembre 2011 14 Fa parte del cosiddetto progetto dell'anello delle Alpi, che interessa Germania, Austria, Svizzera, Francia ed Italia.
Questo va a valorizzare tutto il tema della nostra Destra Adige. Andiamo avanti con le slide. Vediamo che questo progetto… Allora, noi abbiamo realizzato una serie, come dicevo, tre gruppi di progettazione, uno riguarda quello che è stato finanziato, perché, cos'è successo?
Abbiamo realizzato questi progetti divisi in tre gruppi, con importi naturalmente un attimo diversi, poi li vedrete, però abbiamo chiesto alla Regione la contribuzione del 58% del finanziamento. Non è che siamo arrivati dove siamo arrivati, poi lo vedrete, in funzione del fatto perché qualcuno ci ha aiutato a qualcuno ci ha agevolato, probabilmente potrebbe essere stato questo, non dico di no, ma il finanziamento, se voi andate a vedere, e in base alla contribuzione richiesta.
Noi siamo arrivati quinti su sei progetti del primo finanziamento realizzato, quello che dicevo, con quella parte; all'undicesimo posto c'è il progetto che vede interessato il Comune di Rovigo, al tredicesimo posto c'è quello che interessa Badia. Cosa succede? Con i prossimi fondi che verranno… quelli del FAS, noi cadremo all’interno del finanziamento, perché?
Perché tutti i nostri tre progetti, uno dicevo è già stato finanziato, rientra nei primi 20 milioni di euro a disposizione, quindi noi ci saremo comunque dentro, scusate, 20 progetti previsti come finanziamento. Noi siamo… l’ultimo è il tredicesimo, quindi saremo finanziati.
Porteremo a casa un contributo, oppure le Amministrazioni porteranno a casa un contributo del 58% ,più sul rimanente pare ci sia la disponibilità, perché la Fondazione l’ha già data, un finanziamento del 50% sul 42% che rimane, quindi il 22% verrà dato dalla Fondazione. Perciò, per le Amministrazioni sono anche diciamo poche risorse.
Naturalmente poi il progetto, questo è un progetto generale, dovrà vedere un progetto definitivo e su questo le Amministrazioni competenti interverranno, decideranno se realizzare un cosa, non realizzarla o fare quant’altro. Però l’importante è che abbiamo la disponibilità ed il finanziamento realizzato. Andiamo avanti.
Come vi dicevo, l’altra tratta, siamo qua, è € 1.000.061, 615 mila di contributo e quello che interessa Rovigo è quello che costa € 2.589.000, per un contributo richiesto di € 1.501.000. La Sinistra Po ha interessato Melara, Bergantino, Castelnovo Bariano, Castelmassa, Calto, Salara, ecc. fino a Papozze. E’ un progetto realizzato -andiamo avanti- è un progetto già realizzato.
Questo progetto -andiamo alla parte finanziaria- ha prodotto un investimento di € 2.798.000 per un contributo pari a € 2.399.000. La Fondazione anche su questo è intervenuta con € 700.000. Sul tema del fotovoltaico - e vado velocemente alla chiusura - per dirvi che la potenza che viene installata nei vari impianti, viaggia fra i 5 kW di potenza e gli 80 kW, per una potenza complessiva di 1027 kW.
Ci sarà una riduzione di emissioni in atmosfera di oltre 700 t annue dopo la realizzazione. Questa è la slide che vede i Comuni interessati. Per realizzare questo progetto il Consorzio per lo Sviluppo si è accollato, perché i Comuni non potevano fare con il tema del Patto di Stabilità, un mutuo di € 5.400.000 circa.
Su questo progetto, che costa complessivamente € 6.419.000, sono stati dati, realizzati, dati dalla Regione, come contributo ai Comuni, per € 1.283.000; la documentazione è stata consegnata il 28 o 29 di ottobre… è stata consegnata la documentazione finale per ottenere questo finanziamento. Naturalmente è un progetto impegnativo, posso dire che è il più grande progetto realizzato in Italia da enti pubblici in proprietà, perché questi sono in proprietà; il meccanismo del pagamento del mutuo avviene in che modo?
I comuni si sono, a fronte della produzione di energia che vanno a produrre, hanno da un lato il minor costo, cioè uno produce 1000 kW, consuma 1000 kW, ne produce 1002, 1000 kW gli vengono tolti, quindi pagherà solo la differenza dei 200, ma con i 1000 che produrrà, produce comunque un contributo da parte del GSE, che è stato calcolato in maniera tale da poter garantire l'ammortamento, e viene girato al Consorzio per pagare il mutuo.
Quindi noi alla fine avremo che il pannello, cioè l'impianto si pagherà per conto proprio. Dai primi dati che noi abbiamo di monitoraggio, quest'anno sono stati superati € 200.000 di produzione, rispetto al programma che c’eravamo fatti noi. Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 10 Novembre 2011 15 Se dovesse andare così, non lo so, ma speriamo, vuol dire che i 15 o 16 anni che noi avevamo previsto per il pagamento del mutuo, saranno ridotti, ma comunque alla fine cosa succede?
Finito di pagare il mutuo, tutto quanto ritorna all'Amministrazione e cosa succede? Che il Comune incasserà, oltre naturalmente all’agevolazione che non paga la corrente prodotta, continuerà per quattro anni minimo, a ricevere il contributo del GSE, che oggi viene girato al Consorzio per pagare il mutuo. Quindi noi di questa operazione non ci teniamo niente, passa tutto quanto al Consorzio.
Andiamo... nella parte finale… Mi scuso se sono lungo, ma siccome poi si discute, si dice, si parla del consorzio, è opportuno sapere cosa viene fatto e cosa non si viene fatto. Una cosa molto veloce che vi faccio presente, e il fondo di garanzia alle piccole e medie imprese. Nel periodo di difficoltà cos'è successo?
Il Consorzio, insieme alla Camera di Commercio, hanno realizzato un fondo: € 500.000 messi a disposizione dalla Camera di Commercio, un milione del Consorzio, utilizzando i fondi dell'Adriatica LNG, ha permesso di dare una garanzia alle imprese che avevano difficoltà in quel periodo, passando dal 50% di garanzia, alla 70%; il plafond ha prodotto poi un'utilità, il rapporto garanzia ha prodotto € 30 milioni; le operazioni finanziate sono state 52.
Per quanto riguarda il Comune di Rovigo e imprese hanno aderito a questo fondo per un finanziamento di € 135.000. L'altro tema che è molto importante, all'Assessore Saccardin in particolare, perché ogni tanto mi chiama e mi sollecita per queste cose, noi abbiamo prodotto, realizzato nel 2009 l'anticipazione sociale alla cassa integrazione straordinaria o cassa integrazione in deroga.
Ricordate tutto il tema della Grimeca, la situazione attualmente ha visto l'utilizzo di questo strumento con 770 conti correnti aperti in 390 dei dipendenti Grimeca.
Si ricorda inoltre che il Consorzio per lo Sviluppo ha anticipato il pagamento… Se si ricorda qualcuno di voi, e credo che vada ricordato, lo sforzo che il Consiglio, pur rompendosi su questa situazione, ha visto per un mese garantire lo stipendio, con una delibera garantire lo stipendio ai dipendenti, che in quella fase non avrebbero potuto avere possibilità finanziarie.
E’ stato un rischio, però credo che, chi è chiamato ad amministrare, certe volte deve assumersi anche dei rischi, anche se vanno al di là delle proprie competenze. 39 aziende certificate, di cui in cassa integrazione guadagni, 4 cassa integrazione guadagni straordinaria a rotazione e 5 cassa integrazione guadagni straordinari in deroga a 0 ore. Le aziende identificate sono state 7, 161 dipendenti per € 669.000.
Fondo welfare: le borse lavoro, voi avete visto che anche ieri abbiamo aderito a quel progetto, adesso vediamo se riusciamo a mettere insieme i comuni per fare in modo che poi quei soldi che anche ogni singola attività amministrativa ha, si possano raddoppiare, comunque vediamo nei prossimi giorni. Per quanto riguarda l’USL di Adria, sono state assegnate 215 borse lavoro, per un importo di € 215.000, attivate 212. Quindi le cifre a disposizione sono state notevoli.
Vediamo solo una parte che riguarda l'USL 19, perché voi sapete che i fondi Adriatica LNG noi dobbiamo agire una parte per il Delta è una parte extra Delta. Per il Comune di Rovigo sono state concesse 57 borse lavoro, per un totale di € 57.000, ricadute sulla disponibilità dell'Amministrazione su 151.000.
Poi ci sono i voucher, quindi le borse lavoro sono attività che erano gestite tramite la provincia di Rovigo su segnalazione dell'Amministrazione; i voucher, invece, strumenti gestiti direttamente dall'Amministrazione. Per quanto riguarda Adria, le borse lavoro hanno… cioè i voucher, hanno un valore di € 50, di cui 38 - 32 vanno al dipendente e gli altri vanno per assicurazione e quant'altro. Per il territorio del Delta sono stati fatti 11.634 assegni, per un totale di € 581.700.
Per quanto riguarda invece l’USL 18, gli importi complessivamente erano inferiori, però hanno prodotto sul territorio e € 201.000; a Rovigo ne sono toccati € 54.100, quindi 57 da una parte e 51.000 dall'altra.
Poi abbiamo il fondo di solidarietà straordinario, quello che abbiamo detto… che avete visto ieri sulla stampa, su questo il Consorzio ha impiegato € 60.000, che prevalentemente, adesso dovremo Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 10 Novembre 2011 16 fare un incontro con le amministrazioni, verranno utilizzati o per le borse lavoro, o per i voucher, mi pare che i sindaci siano tendenzialmente, diciamo, più indirizzati a utilizzare i voucher, perché permettono di fare alcune operazioni, perché servono per i cittadini disoccupati, i lavoratori svantaggiati e quant'altro, e servono per realizzare processi, diciamo, di sistemazione e il coinvolgimento, anche perché, chi si trova in quello stato, sa che è anche un problema di tipo psicologico, quindi poter lavorare, fare qualcosa nello stesso tempo aiutare l'Amministrazione, credo che sia una cosa importante.
Andiamo velocemente. Passiamo al tema dei progetti europei, che dicevo, perché il Consorzio riceve il 52%, 50 - 52% di finanziamento derivante da contributi di soci, l'altro 48 - 50% lo deve trovare per garantire il bilancio che fa.
Qui abbiamo tutta una serie di progetti, io ve li elenco soltanto: Ecos-Ouverture, Twinning, Leader Più, l’Interreg IIIA, il Docup 2006, l’Interact, Equal, sono tutti progetti che… -comunque possiamo scorrere- che vanno da realizzazione di progetti innovazione che vanno a rapporti, il potenziamento di rapporti fra le amministrazioni, che vanno alla crescita della coscienza europeista delle varie realtà.
Per quanto riguarda i progetti regionali -andiamo avanti- realizzato e portato a casa i finanziamenti su un progetto che riguardava il pesce. Con la legge 15 abbiamo realizzato la valorizzazione dei monumenti della Repubblica Veneta e la promozione dei beni culturali di origine veneta, la promozione dei beni architettonici dell'alto Adriatico, ed ha visto il coinvolgimento di una decina di Comuni, in particolare quelli del Delta del Po.
Sulla legge 3, iniziative pari opportunità tra uomo e donna, sono state fatte tutta una serie di azioni. Andiamo avanti. Poi ci sono dei progetti che stiamo sviluppando e stiamo predisponendo.
L’attività del Consorzio in questa fase è la predisposizione di idee progettuali, supporto durante l'implementazione delle attività e predisposizione del format per la rendicontazione, perché poi in tutti questi progetti vanno rendicontate le spese con un metodo particolare, cioè non è che possiamo farlo, è un po’ diverso dal tipo di contabilità che facciamo normalmente. Andiamo avanti. Passiamo… sono quasi arrivato alla fine, datemi altri 5 minuti.
Un tema che in alcuni momenti ha fatto anche sorridere quando siamo partiti, il tema della Polesine Film Commission, alcuni hanno anche detto qualche parola in più, mi permetto, non vorrei esser polemico, però insomma... Noi ci abbiamo creduto su questa iniziativa, poi dirò anche il risultato che abbiamo tenuto, proprio ieri sera.
Ci abbiamo creduto, abbiamo partecipato e costituito questa entità, che è formata dal Consorzio per lo Sviluppo, dal Comune capoluogo, dalla Provincia e dall’Accademia dello Spettacolo di Rovigo. E’ un’associazione, una società… un raggruppamento non una società, un raggruppamento di enti pubblici che fino ad oggi non ha avuto costi, perché stiamo mettendo in rete tutta una serie di situazioni per agevolare le case di produzione. È vero che qualcuno dice: ma state pensando a cose che non servono!
Non è vero, perché dietro il mondo dello spettacolo, del cinema, gira un'economia che noi non riusciamo a recuperare. Cosa abbiamo fatto? Ci siamo messi, ci siamo presentati.
La Regione del Veneto, a fronte delle Film Commission che ha a disposizione sul territorio, perché questo è un braccio, un collegamento rispetto a Veneto Film Commission, cosa abbiamo ottenuto? Abbiamo ottenuto che noi e Vicenza siamo stati scelti fra le due attività, le due Film Commission riconoscibili di un contributo; l'anno scorso abbiamo ottenuto un contributo di € 18.000, per fare che cosa?
Siamo stati scelti come Film Commission che deve operare la realizzazione di progetti di marketing del territorio per le intere Film Commission del Veneto, compreso quella regionale. Ecco perché abbiamo partecipato a Venezia per due volte. Ecco perché avevo partecipato a London Film Festival a Londra.
Ecco perché siamo stati interessati, visto tutta questa serie di incontri, da una serie di soggetti che avevano delle idee, proprio di esser abbiamo avuto la conferma, da parte di una entità economica, del pagamento di un film che verrà girato nei prossimi periodi sul nostro territorio, che naturalmente parlerà del personaggio importante che è Kafka, però verrà girato totalmente nel territorio della Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 10 Novembre 2011 17 provincia di Rovigo.
È un film che parte da un accordo tra chi lo deve produrre e la Rai, quindi è un film che andrà in Rai. E’ vero che probabilmente non è la soluzione, ma sono da queste cose che si parte per avere il riconoscimento. Chi vede le fiction, Don Matteo o i Carabinieri o quant'altro, hanno portato e stanno portando turismo in quel territorio.
È un nuovo modo di fare marketing, sapete! Probabilmente qualcuno ci può anche poco credere, però secondo me è una cosa importante, visto che alcune risorse che abbiamo a disposizione ce ne dà la Regione, per quale motivo non poterle utilizzare in questo senso? E vi posso dire che ci sono tanti giovani che mi vengono a trovare e che vorrebbero trovare una loro soddisfazione.
Ecco perché io spererei che riuscissimo a realizzare due cose: uno, lo stare insieme, per mettere a disposizione quei pochi soldi che usiamo per la cultura o per il cinema, a realizzare un momento importante, perché io sono convinto che se facciamo un momento di aggregazione, probabilmente qualcosa riusciamo ad ottenerla. L'altro obiettivo qual è? La Rai sta cercando di realizzare una fiction in Veneto, fino ad oggi non è riuscita a trovare il luogo, e soprattutto naturalmente anche le risorse.
Io credo che noi siamo nelle condizioni di poter accogliere questa... contribuire ad accogliere questa presenza, naturalmente sarà una lotta dura, perché ci saranno anche altri, ma sono convinto che potremo offrire territorio, ambiente, ospitalità e quant'altro. Voi provate ad immaginare -anche quando le case di produzione… vengono prodotte- com’è che noi abbiamo intenzione di agire -e poi lascio questo tema- agire facendo che cosa?
Non dando soldi diretti alle case di produzione, ma intervenendo personalmente al pagamento delle spese concordate, quindi facendo ricadere il nostro contributo sugli alberghi, ristoranti, catering e quant'altro. Quindi le nostre risorse non darle direttamente, ma metterle a disposizione per realizzare queste cose, in modo che usiamo due sistemi: uno, attiriamo le case di produzione; secondo, interveniamo direttamente sulla nostra imprenditoria. Questo mi sembra siamo di interessante e importante.
Andiamo avanti. Sono nella parte terminale sulle proposte. Velocissimamente.
Il Consorzio ha delle proposte da offrire ad un confronto serio ed efficace, che voglia affrontare le tematiche lo sviluppo, per dare risposte efficaci alle comunità provinciali.
L'Ente ritiene che il futuro si debba programmare partendo dal riconoscimento delle potenzialità del territorio Polesano in primo luogo, del settore energetico, si pensi alla localizzazione della centrale termoelettrica Enel, con il relativo progetto di ristrutturazione ed allestimento del rigassificatore di ALNG, al settore della portualità, della logistica, dell'infrastruttura viaria della fibra ottica.
Anche sul confronto con questi grossi investimenti, che poi uno sia d'accordo o non d'accordo, io non entro in questo tema, ma occorre una struttura in grado di avere una visione più ampia, che possa gestire queste cose, che possa evitare a gestire questi, diciamo, importanti insediamenti, anche perché fino ad oggi le risorse che abbiamo utilizzato sono sempre serviti a fare che cosa? Sistemare la buca, mentre la lampadina, ad abbellire la piccola cosa.
Probabilmente dovremo utilizzare queste risorse per dare un futuro al nostro territorio, per dare una risposta, in virtù di un progetto con il quale abbiamo concorso. Se questo lo collochiamo… il progetto di gestione del territorio, il Parco del Delta del Po, la valorizzazione anche ai fini turistici delle aste fluviali che lo attraverseranno e circonderanno, vi possono essere obiettivi sufficienti per riconoscere il Polesine come area di sicuro sviluppo produttivo e turistico.
Una considerazione più approfondita merita però di essere fatta, in particolare per il settore delle infrastrutture. La provincia di Rovigo gode di una posizione geografica che la colloca naturalmente come punto di collegamento fra il Nord est dell'Italia e il centro sud del paese. Questa posizione geografica assume oggi una sua vera funzione, in quanto si trova al centro di un sistema di comunicazioni che passano fra il Polesine ed una base logistica importante nell'ambito dell'economia italiana.
Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 10 Novembre 2011 18 Il 18 realizzeremo un grosso convegno di caratura europea, proprio per ragionare attorno al tema logistico, attorno al tema dell'Alto Adriatico, ma soprattutto come il Polesine si può inserire in quest'area. Noi qui abbiamo una serie di infrastrutture che vengono realizzate, le salto per velocizzare.
Il Consorzio per lo Sviluppo ha fatto ed è in grado di continuare a fare le necessarie azioni di Marketing territoriale in Italia e in Europa, per la ricerca di investitori industriali e logistici, che possono essere attratti dalla nostra disponibilità di aree produttive e per servizi a basso costo, ma collocati in un’area pregiata che risponde ai dettami delle leggi europee.
Dal momento poi che l’Unione Europea ritiene che si debbano abbattere le immissioni in atmosfera di anidride carbonica, il nostro territorio può godere della massima attenzione da parte degli organismi comunitari.
Il Consvipo si propone quindi, per creare le condizioni necessarie, a realizzare uno sviluppo economico del nostro territorio secondo queste linee: dotare di almeno due intermodalità di trasporto le nostre aree industriali e logistiche; incrementare le aree logistiche e industriali lungo le aste navigali della Provincia di Rovigo; contribuire alla creazione di un’area logistica nell’area industriale attrezzata (A.I.A.) di Adria-Loreo; raggiungere un’intesa con il Consorzio del Basso Veronese, per garantire all’Alto Polesine una progettualità fluviale collegata con il territorio; organizzare un punto di riferimento logistico in Alto Polesine; predisporre uno studio di interventi, attraverso le IPA del Polesine, del Basso Veronese, del Padovano e del Veneziano, finalizzato allo sviluppo logistico di una vasta area, con gli stessi problemi di sviluppo industriale e logistico.
E’ questo progetto che dicevo, l'allargamento della progettualità del Polesine, che vede già quasi concluso l'accordo con la Bassa Veronese, l'accordo già avviato con la Bassa Veneziana, guardate che su questa realtà c'è anche Padova che ci sta guardando con attenzione, ma soprattutto c'è anche la realtà mantovana, che chiede di essere coinvolta in questo progetto. Come dicevo, è un progetto da 700.000 abitanti.
Proseguire nell’infrastrutturazione del territorio di banda larga, utilizzando il programma derivante dal PSR- fondi FAS e GAL, agendo sugli interventi di costruzione, adeguamento e manutenzione delle infrastrutture viarie, e di altri interventi operati dalla Regione sul territorio Polesano con la collaborazione ad esempio dei Sistemi Territoriali per l’allocamento dell’infrastruttura telematica.
Realizzare una banca dati progettuale dei vari livelli istituzionali per meglio regolamentare e razionalizzare la realizzazione di queste opere. Uno dei problemi che abbiamo è la concentrazione di questi progetti, cioè oggi non li abbiamo, dovremmo avere la possibilità di valutarli. Operare sull’organizzazione e gestione del processo autorizzativo, che coinvolge le imprese e gli Enti territoriali, e quindi dicevo l'accompagnamento alle amministrazioni.
Si fa presente che anche questa linea d’azione rappresenta uno strumento che persegue l’obiettivo della condivisione dei servizi fra i Comuni, finalizzata all’unione e all’unificazione degli Enti Locali, in un’ottica di economia di spesa e di maggiore efficienza e qualità delle prestazioni.
Considerazioni finali: occorre tenere presente che i temi della progettazione e della gestione della programmazione non possono prescindere da un progetto condiviso fra gli attori economici e sociali che insistono sul territorio, specie se la sua dimensione geografica ed abitativa non è particolarmente rilevante, ma deve avere nelle istituzioni locali il più alto livello di rappresentanza e di autorevolezza, per consentire la corretta attuazione dei programmi di sviluppo che ne conseguono.
Il far coincidere le esigenze della produzione con quelle del sociale e dell’ambiente, con il corretto uso del territorio, necessitano di un soggetto che possa, per la sua struttura organizzativa e di rappresentanza, far coincidere tutte queste esigenze, in un quadro di condivisione, sapendo che la responsabilità delle scelte politiche di oggi ricadrà per forza sulle future generazioni. Abbiamo la convinzione che questo soggetto possa essere, come lo è stato per 48 anni, il Consorzio per lo Sviluppo del Polesine.
Grazie per l’attenzione e scusate, ma credevo fosse necessario dirvi queste cose. Comune di Rovigo Consiglio Comunale del giorno 10 Novembre 2011 19 Grazie ancora per l’ospitalità.