Io ho ascoltato con molta attenzione l’illustrazione della mozione da parte del Consigliere D’Isanto e purtroppo ho letto prima un po’ in velocità , perché non avevo avuto modo di leggerla prima, integralmente la mozione. Posso dire che per quanto riguarda alcuni aspetti e alcuni passaggi, posso essere d’accordo, su molti altri sicuramente meno.
Velocissimamente volevo fare un riferimento: la Legge Bossi - Fini ritengo che non abbia risolto per nulla il problema dell’immigrazione e per quanto riguarda il permesso di soggiorno per lavoro va da sé che appena l’ho letta quando è stata emanata ho capito che c’era qualcosa che strideva nel senso che se uno deve venire in Italia e avere già il lavoro, mi sembra vada da sé che sia abbastanza improbabile, proprio per una questione di tempistica che questo sia realizzabile e fattibile.
Per cui il fatto che venga modificato questo passaggio facendolo con un permesso di soggiorno per la ricerca di un lavoro mi sembra proprio più logico. Tutt’al più ritengo che come mi risulta, avviene, se non sbaglio, in un paese tipo la Germania, vi sia una verifica con cadenze prestabilite per verificare che colui che è venuto nel territorio, si verifichi se ha trovato il lavoro in un periodo prestabilito e eventualmente si verifichi - in assenza - come avviene il sostentamento.
Perché è ovvio che se una persona è in Italia non ha un lavoro e continua a vivere, dobbiamo verificare il motivo con il quale avviene il sostentamento e per 70 cui questo è un ragionamento che si può - a mio avviso - verificare e confrontare ma trovo assurdo che uno possa venire solo se ha il lavoro in quanto comunque gli si deve la disponibilità e la possibilità di ricercarlo per cui stabiliamo, verifichiamo delle tempistiche, come avviene magari in altri Stati e con delle verifiche di questo genere.
Per cui - secondo me - si tratta di approfondire questo passaggio, ma la Legge Bossi - Fini va comunque rivista in questa ottica, per cui il permesso di soggiorno per la ricerca di un lavoro, ritengo legittimo e da approfondire.
Sempre verificando alcuni passaggi, tipo le constatazioni, dove viene affermato che il multiculturalismo si è rivelato un fallimento dovunque si è cercato di realizzarlo come testimoniano i fatti avvenuti nelle periferie parigine e i fatti avvenuti in Inghilterra presso Londra, io ritengo che il problema di fondo, sia il modo con il quale si è cercato di portare avanti il Multiculturalismo nel senso che è stata la forma che è stata sbagliata, perché molto spesso, molto probabilmente è andata in una direzione che è stata più quella dello sfruttamento e ultima discriminazione di determinate figure.
Però è ovvio che se nel Nord Est da parte di molti industriali viene richiesta un certo tipo di manodopera che oggi prestano solo gli extracomunitari, io ritengo che anche in questa direzione sia da verificare e approfondire questo ragionamento e non il fallimento del multiculturalismo ma nel metodo con il quale questo viene sviluppato, anche perché la globalizzazione ormai porta al fatto che gli eventuali attentati terroristici a cui si fa riferimento non è necessario che siano cittadini, persone che hanno ottenuto la cittadinanza, ma possono essere persone che arrivano dopodomani e l’attentato comunque lo perseguono lo stesso.
Per quanto riguarda il discorso relativo all’inevitabile fine che porta alle conflittualità sociali, nel senso che possono portare, in quanto non possono sussistere diversi sistemi di valori giuridici, anche qui per certi versi sono d’accordo, tipo faccio un esempio. Io ritengo che chi viene in Italia, per quello che la normativa legislativa non possa venir meno il praticamente il fatto di adeguarsi alla normativa. Faccio l’esempio del velo.
E cioè colui che viene in Italia, mi pare che sia tra l’altro la legislazione nostra che vieta alle persone di camminare, se non essendo visibili. Per cui ritengo che un aspetto tipo questo appena accennato debba essere vietato a qualsiasi persona, non solo a chi è cittadino ma a colui, tipo l’esempio che faceva prima riferimento del crocefisso, ma è proprio la normativa perché non ne faccio un fatto religioso, è un fatto proprio di carattere civilistico.
Per quanto riguarda il discorso..., vado un po’ a braccio e leggo un po’ la mozione. Il fatto che non è possibile integrare persone che considerano prevalente la Legge islamica, questo ritengo sia vero, sia inconfutabile, però ritengo sia opinabile in quanto parlando con persone di religione musulmana non mi pare che questo sia quello che professa la religione musulmana.
L’integrazione non può avvenire che attorno a una cultura di riferimento, questo tipo di affermazione, mi ha fatto pensare un po’ alla sahariana che qualcuno faceva riferimento un po’ di tempo fa, per cui non vorrei che ci portasse a un approfondimento, che ci porti non distanti in avanti, ma ci porta distanti andando indietro, nel senso che non deve esserci una cultura di riferimento.
Io credo che ci debba essere una integrazione di più individui, non sia il fatto della cittadinanza e che fa la differenza, ma che l’integrazione possa avvenire proprio nel valorizzare anche le reciproche culture.
Per cui la dichiarazione successiva nella mozione dove dice che l’integrazione per essere effettivamente tale, deve necessariamente passare attraverso l’accettazione dei nostri valori, la condivisione della nostra identità e della nostra cultura mi sta bene ma anche noi eventualmente, della loro, nel senso che non deve essercene una che prevale sull’altra.
Ritengo poi vado in ordine, che relativamente al passaggio sempre nella mozione dove i nuovi italiani diverrebbero beneficiari pressoché esclusivi dei servizi gratuiti, sanità, scuola, etc., io ritengo che se sono in Italia, pagano regolarmente le tasse non creano disservizi, non creano problemi, credo e ritengo che sia un diritto che qualsiasi cittadino ha il dovere di ottenere.
Un altro passaggio che mi sono segnato è che si fa riferimento alle politiche immigrazionistiche che il Governo ha intrapreso vanno in uno spirito marcatamente antioccidentale e anti - cristiano.
Io credo che soprattutto nell’ultima frase, la cultura cristiana dia un certo tipo di insegnamenti e che non sono quelli di rifiutare il prossimo ma che sono quelli di accoglierlo e tutt’al più trovare la situazione migliore perché questo non porti una serie di problematiche di disservizi, come dicevo prima ma non il rifiuto a priori.
Si ritiene sempre nelle formazioni vergognoso e sbagliato regalare la cittadinanza, 71 ossia in definitiva rinunciare alla nostra cultura e alla nostra identità, io dico che non rinuncio alla mia cultura e alla mia identità, se trovo delle condizioni, una normativa di Legge che permetta di fare cittadino una che rispecchia tutta una serie di caratteristiche. Per cui la mia cultura, la nostra cultura, la nostra identità, io in questo passaggio, in questo momento non la vedo, così negata o minacciata.
Per finire il mio intervento, magari un po’ confuso, ma ho cercato di andare a braccio, leggendo i vari punti della mozione che ripeto per alcuni aspetti trovo corretta perché è un argomento delicato e che deve essere affrontato in maniera sicuramente dettagliata e approfondita, il passaggio è questo, gli ultimi passaggi. Quello relativo all’esame di cittadinanza, ritengo che sia un passaggio da approfondire nel senso che possa anche non essere da bocciare, non lo trovo scorretto.
Io lo stesso esame di cittadinanza, guardate voi, lo farei fare anche a molti che già sono cittadini, nel senso che lo amplierei al fatto che vi sono molti cittadini che avrebbero meno diritto a essere cittadini che altri che oggi non lo so.
Per cui ritengo che debba essere approfondito e eventualmente trovarne le formule più adatte per cui non si vada a banalizzare questo tipo di ragionamento ma possa avere un suo significato, tipo quello che per essere cittadino italiano, uno quanto meno conosca la lingua italiana, perché mi sembrerebbe un aspetto abbastanza significativo.
Concludo il mio intervento dicendo che io sono favorevole a chi viene nel nostro Stato riconoscendo però la disponibilità e la volontà di integrarsi, sta a noi creare le condizioni migliori perché questo possa avvenire e ritengo importante inoltre che chi deve far rispettare le Leggi, cosa che in questi ultimi periodi e vado anche in maniera generale è forse stato un po’ disatteso, le faccia rispettare, perché uno dei problemi molto spesso è proprio questo.
E concludo facendo un esempio: non è l’apertura di una Moschea che personalmente mi può preoccupare, ma il fatto che chi la frequenta non la faccia con altri scopi oltre a quelli religiosi di professare la propria fede. Ritengo che sia competenza di chi deve salvaguardare, rispettare che questo avvenga perché questo si limiti appunto a professare la propria religione e non utilizzare la Moschea per altri scopi.