Discussione relativa alla costruzione ed esercizio di un impianto di…” Pag. 12 2
Comitato di Mardimago
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Il dibattito pubblico e la stampa in questi giorni hanno messo in evidenza le criticità dell'impianto di Via Calatafimi. Appare pacifico che la politica rodigina abbia affidato ai pareri positivi dei tecnici le proprie scelte manifestando, oltre alla propria impotenza, la volontà politica di non opporsi.
Sbagliano allora i cittadini interessati dall'insediamento e, badate bene, non solo quelli di Mardimago e Sarzano, a temere per la propria salute ed incolumità derivante dall'insediamento dell'impianto di Via Calatafimi, ci sembra che aver dato l'autorizzazione all'impianto, unitamente all'immobilità delle Pubbliche Amministrazioni che hanno preceduto questa Consigliatura, equivale ad aver scommesso sulla salute di oltre 3.000 cittadini, considerandoli sacrificabili sull'altare delle politiche energetiche europee considerate urgenti ed indifferibili.
Per questi motivi poniamo diverse domande agli amministratori: per quale motivo è stata posta la massima fiducia nelle conclusioni delle valutazioni tecniche, senza avanzare dubbi sull'affermazione che l'impatto ambientale fosse minimo? Quale Amministrazione non si può dire di non conoscere lo stato attuale perché taluni Assessori che hanno firmato il documento del 2 dicembre 2024 partecipano alla vita politica da qualche lustro e conoscono benissimo lo status quo.
Per l'aumento delle malattie conseguenti all'inquinamento atmosferico e potenzialmente odorigeno, generato dal traffico e da impianto, considerato che gli studi internazionali specifici dell'Università di Padova e della Regione Emilia Romagna dimostrano la correlazione tra patologie cardiologiche, neurologiche e polmonari, e le offerte per le cure nei reparti di cardiologia, neurochirurgia e pneumologia potrebbero effettivamente diventare non adeguate.
Oltre ai danni alla salute, gli amministratori non si sono posti il problema di tutelare il patrimonio immobiliare dei cittadini, che con ogni probabilità verrà compromessa e con esso il rischio di spopolamento delle diverse frazioni. Poniamo anche domande ai tecnici comunali.
Se nella determinazione degli impatti ambientali è stata considerata la situazione ex ante e valutato lo scenario post insediamento dell'impianto di Via Calatafimi, è stata considerata l'adeguatezza delle infrastrutture viarie che a regime e in un'area lunga circa 1 chilometro avrà insediamenti che muovono mezzi per trasportare 250.000 tonnellate al giorno, in aggiunta al traffico di transito che sono 12.000 veicoli al giorno?
Se abbiano valutato l'impatto degli automezzi sulla viabilità locale per la distribuzione di 80.000 tonnellate di digestato, che non andrà solo sulle strade regionali?
Se il posizionamento dei varchi che hanno previsto di provvedere ad un controllo automatico di eventuali violazioni, introducendo anche l'autorizzazione al transito dei mezzi solo per le strade regionali con l'applicazione automatica di sanzioni per le trasgressioni e come misura compensativa l'autorizzazione dovrebbe essere anche prevista per il rispetto delle ordinanze vigenti sulla viabilità afferente l'impianto di Via Calatafimi, ma anche comprendendo Viale dei Mille.