Consiglio Comunale · Seduta

22 maggio 2008

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Presidenza
PICCININNO VITO
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Proposta riduzione del capitale sociale di Interporto78 interventi
PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Propongo all'Aula di anticipare il 2° e il 3° Punto perché, il Presidente di Interporto e il Direttore, hanno un impegno alquanto urgente e quindi, discuteremo prima il secondo e il terzo Punto e poi passeremo alla disamina degli altri argomenti all'ordine del giorno. Io ringrazio il Presidente Mario Borgatti e il Direttore Erasmo Bordin, chiedo loro di prendere posto in Presidenza, e iniziamo i lavori. Do la parola al Sindaco.

Prego Signor Sindaco.

MERCHIORI FAUSTO · SindacoLeggi intervento

Presidente grazie. Desidero anch'io dare il benvenuto al Presidente Mario Borgatti di Interporto, e al direttore Bordin. Chiedo, però a lei, signor Presidente, come chiedo anche all'Aula, scusandomi con il Presidente d’Interporto, Mario Borgatti, perché dovrei portare il saluto dell'Amministrazione, al primo Convegno che si tiene presso il CUR, in merito alle nanotecnologie e quindi, all'attivazione del laboratorio ECSIN in collaborazione con l'Università di Padova e il Centro Interdipartimentale.

Io penso di assentarmi per un quarto d'ora, venti minuti e spero, quando rientro, di poter seguire almeno la parte conclusiva della loro relazione, e salutare di nuovo direttamente il Presidente e il Direttore di Interporto. Grazie.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al signor Sindaco. Io do subito la parola al Presidente di Interporto, Mario Borgatti. Prego Presidente.

BORGATTI MARIO · Presidente di InterportoLeggi intervento

Buongiorno. Grazie per avermi invitato. Credo che nell'incontro di questa mattina, si debba discutere del Bilancio, dell'abbattimento del capitale sociale, ma mi corre l'obbligo di dire alcune cose, prima di dire del perché abbiamo fatto questa operazione, che poi non ci sono motivazioni molto… molto difficili.

Allora, ecco, volevo ricordare intanto una cosa.: ogni giorno trovo qualcuno che incontra qualche Consigliere Comunale, non tutti, ma in ogni modo qualche Consigliere Comunale, o qualche Assessore, dicono: “Beh, finalmente Borgatti va via e quindi faremo non più gli immobiliaristi, ma faremo l'attività della logistica”. Io non ho capito che cosa vogliono dire queste parole, non l’ho capito!

Perché se voi guardate il Bilancio, o guardate i Bilanci precedenti, non so che cosa voglia dire 5 immobiliarista, perché effettivamente io, non ho mai comprato e venduto terre, né mai comprato e venduto appartamenti, non ho fatto nessuna di queste attività, mai! Per cui non ho capito cosa vuol dire che noi facciamo gli immobiliaristi!

Se si riferisce al fatto che nell'anno 2000, quando sono diventato Presidente dell’Interporto, su richiesta allora del Sindaco Baratella e del Presidente Saccardin, e del Segretario dei D.S. Azzi e della Margherita, io mi trovai l’Interporto, con una situazione di deficit che non era sanabile, perché non corrispondeva ad opere fatte, di circa dai 7 agli 8 miliardi, poi vi posso dare anche i dati precisi, se volete.

Allora, per far fronte, e per mettere in sesto l'azienda per potersi muovere, abbiamo contratto un mutuo, che continuiamo a pagare oggi di € 2 milioni, ma allora di Lire 4 miliardi di lire, e abbiamo venduto un comparto B1 al COSECON, dove abbiamo recuperato Lire 1 miliardo. In più, dopo, abbiamo ovviamente sistemato qualche altra attività, e siamo riusciti a mettere l’Ente in condizione di poter partire.

In quel momento nell’Interporto di Rovigo -è bene ricordarlo perché allora si capisce tutto l'iter che è stato fatto- non si poteva urbanizzare più di 200.000 metri di terra, perché non c'era la sicurezza idraulica. Il Ministero dell'Ambiente, tramite il Consorzio Irriguo, vietava l’urbanizzazione di tutta l’area industriale e di parte anche dell'area logistica, perché una parte invece era stata sistemata, e anche una parte degli attracchi della ferrovia.

Allora, chiamai i privati, che erano i proprietari delle aree dell'Interporto, delle aree industriali, che sono le società che voi conoscete, e quindi non sto qui a ripetere, e dissi loro, siccome erano lì da molti anni, e non avevano urbanizzato 1 m² di area, perché c'era anche questo divieto, che io avrei creato le condizioni per poter urbanizzare le aree, avremmo speso dei soldi, ma che, in compenso, dovevano versare all'Interporto le cifre di €.

5,00 al metro quadro, per ripagare l'Interporto, delle spese che aveva per l'urbanizzazione primaria… secondaria. Ricevuto l'assenso con una lite, perché mi avevano detto che io ero Marxista- Leninista, nel senso che volevo che pagassero all'Interporto delle opere che facevo con i soldi del Comune, della Provincia e della Regione.

Alla fine concludemmo l'accordo, e la Regione Veneto sganciò 3 miliardi allora di Lire, per fare un canale, per scolare le acque, e non fare quell'immenso canale che era progettato che costava 14 miliardi di Lire che non avremmo mai potuto fare, e con il canale di 3 miliardi, abbiamo messo in sicurezza idraulica tutta la parte dell'Interporto, per potere così urbanizzare le aree, e costruire.

Questa è stata l'unica operazione, se vogliamo dire, immobiliare che ho fatto, che ha fatto il Consiglio di Amministrazione poi, dell'Interporto, perché ritengo che nessun privato si debba arricchire con i soldi pubblici, e così anche dovevano pagarci i soldi che avevamo speso: per togliere i cavi dell'energia elettrica, un miliardo; per fare le fogne fino a San Sisto, e non sto qui ad elencare le altre cose. Ecco da dove deriva, la mia azione immobiliare, quella di recuperare i soldi pubblici che avevamo speso.

Noi non abbiamo fatto più nessun'altra operazione Immobiliare.

E’ vero, come ho detto ancora quattro anni fa, visto che ormai sono sette anni che sono all'Interporto, che l'Interporto, per poter raggiungere il pareggio del Bilancio, 6 concedetemi che non vi dica per chili, perché mi dà fastidio parlare in inglese, per raggiungere il pareggio del bilancio, l'Interporto aveva bisogno di almeno 35.000 m² di capannoni, e di 20.000 m² - 25.000 m² di piazzali, perché voi sapete che una parte del Bilancio sono i soldi che entrano ed escono, ma poi ci sono gli ammortamenti, e gli ammortamenti sono pesanti quando si hanno… quando si hanno ferrovie, piazzali e fabbricati.

Allora abbiamo cominciato anche, a costruire, per raggiungere questa meta, per raggiungere questa meta! Senza di questa meta, non c'è il raggiungimento del Bilancio, del pareggio del Bilancio.

I capannoni che abbiamo fatto, che sono 22.000 m², di proprietà dell'Interporto, poi ci sono 6000 m di un magazzino fatto dalla ZAI di Verona, e altri 17, credo, circa mila metri, di magazzini fatti da Veneto Logistica, con una società composta da Sistemi Territoriali, da alcuni privati e dall'Interporto di Rovigo, abbiamo costruito altre 17.000 m² di capannone.

Oggi all'Interporto di Rovigo, oltre ai 22.000 m di proprietà dell'Interporto, vi sono altri 20.000 m di proprietà -come vi dicevo- della ZAI e di Veneto Logistica, e si è allargata la banchina di attracco, per far attraccare più facilmente le barche che portano la soia.

Se voi vedete il Bilancio, voi vedete che noi abbiamo un introito di circa € 700.000 per la movimentazione delle merci, per i capannoni… per i capannoni fatti prima del 2006, perché quelli fatti dopo il 2006 -come ho scritto sul giornale- ho ricevuto la licenza edilizia l'altro giorno, grazie all'Assessore Milan, che è venuto a guardare le carte e ha detto: “Hai il diritto di averle” e il giorno dopo, ci hanno mandato le licenze.

Però noi abbiamo perso i clienti, e per quasi un anno e mezzo-due anni, i capannoni non sono andati a reddito. Adesso ne abbiamo un altro, dove dobbiamo avere la licenza, spero che l'Interporto riesca ad averla prima.

Ma al di là, al di fuori, di queste scaramucce, che però hanno determinato in me un anno e mezzo fa la convinzione che l’Interporto di Rovigo era finito, perché l'Interporto di Rovigo era stato basato su una scelta politica, di tutte le forze politiche, era basato su un'area logistica ed un'area industriale di 1.200.000 m². Vi faccio solo un esempio: il non arrivare il klinker vuol dire per l'Interporto € 200.000 all'anno in meno di movimentazione merci, questi sono i rapporti.

E, l'azione che la politica fece 15 anni fa, o 14 anni fa, non so bene la data, di unire l'Interporto, la logistica quindi con l'area industriale, è stata una cosa molto saggia, perché il Censi di una recente -e non sto qui a leggervi il documento- in un recente documento, fatto per conto degli Interporti nazionali, dice che nella movimentazione delle merci, che è in continua evoluzione, gli Interporti devono essere aggregati alle aree industriali.

Ebbene, noi abbiamo un'area industriale che era richiesta, e che lentamente ha fatto sparire tutti, e oggi non abbiamo più nessuna domanda, e l'area industriale non è mia, è dei privati! Ma io guadagno quei cinque euro che mi consentivano di continuare a fare piazzali e di fare capannoni, che invece non ho più, e mi consentivano, quelli, di 7 muovermi, perché quando ho fatto l'aumento di capitale, come sapete, il Comune, non ha sottoscritto l'aumento di capitale, così come non l'ha sottoscritto la Provincia.

Io non faccio nessuna colpa, non c'erano i soldi, non voglio fare colpe a nessuno, però voglio ricordavi che il Comune ci chiese, all'Interporto, non di chiudere l'aumento di capitale a giugno, ma di chiuderlo a dicembre, di chiuderlo dopo settembre, perché a settembre c'era l'assestamento del Bilancio, e quindi sembrava che, con l'assestamento del Bilancio, una parte dei soldi poteva essere data dal Comune.

Siccome io sapevo benissimo che la Cassa di Risparmio, se non partecipava all'aumento di capitale né la Provincia e né il Comune, non avrebbe partecipato e non ci avrebbe dato il suo 5%, perché se non c'erano gli Enti Locali che aumentavano il capitale, non l'avrebbe fatto nemmeno lei, ho portato in Consiglio di Amministrazione ed ho accettato lo spostamento della chiusura dell'aumento di capitale, a dicembre.

Il risultato è stato molto semplice: la Regione, che aveva stanziato un milione e mezzo di euro, ci diede prima mezzo milione di euro, l'altro milione di euro, ce lo doveva dare alla fine dell'aumento di capitale; invece di darcelo a giugno, ce l'ha dato a dicembre. Il Comune non ci ha dato niente.

La Cassa di Risparmio, quindi, non ci ha dato niente, e il risultato è stato che io, che dovevo pagare con quei soldi i finanziamenti dell'Interporto di Rovigo, il 35% sui Docup Europei, sono andato in banca e ho speso decine di migliaia di euro d’interessi per avere ricevuto in ritardo i soldi, per aver ricevuto alla scadenza i soldi dell'Interporto.

Ho capito allora, da un anno e mezzo fa, ed è per quello che, anche per ragioni politiche, e poi voi sapete bene le lotte che ci sono all'interno, ma io un anno e mezzo fa, decisi di non presentarmi più a Presidente dell'Interporto, perché l'Interporto di Rovigo, anche se è una società partecipata dalla provincia di Vicenza, da Verona, o da Padova o da Vado Ligure, insiste sul territorio di Rovigo. Se il progetto, con il quale si era iniziato, non esiste più: o esiste un altro progetto o l'Interporto cade.

Non c'è problema di Mario Borgatti di nemico o amico, non c'è da mettere… condannare uno o a promuovere un altro. C'è un disegno che è stato fatto e che non viene compiuto. I soldi non si trovano per la strada, i pareggi di Bilancio si raggiungono con i metri quadrati di capannoni e di piazzali, se non ci sono non si fa assolutamente nulla.

Allora, di fronte a queste incertezze, è chiaro che l'Interporto di Rovigo è privo di una politica. E qui vorrei dire due parole sull'abbattimento del capitale.

Essendo privo di una politica, e coloro che andranno e dovranno stabilire che cosa fare… ero preoccupato che, se ci fossero stati altri disguidi nelle licenze dei capannoni, nei treni che arrivano, voi sapete che oggi arrivano due treni all’Interporto, perché ci sono dei problemi con la Tassina, e quindi, insomma, dei vari problemi, abbiamo proposto tutti, come Consiglio di Amministrazione, di abbattere il capitale, in maniera che il nuovo Consiglio di Amministrazione, che andava ad amministrare, si trovasse in condizioni tranquille di poter amministrare l'Ente.

Io ho sentito... nel mio Consiglio di Amministrazione siede il Dottor Sichirollo, che è il Presidente dei Revisori dei Conti, il dottor Sambo, che è un noto Commercialista… 8 di Venezia, il Dottor Colombo che tutti conoscete, e mi hanno detto che questa è un'operazione fattibile, anzi che era giusto farlo, così come il mio Consulente Tecnico che è lo Studio… che è lo studio Salvaggio. Ecco perché abbiamo fatto questo abbattimento del capitale.

Per quanto mi riguarda, devo dire, che non m’interessa assolutamente nulla che voi lo approviate o no, perché io non sarò più Presidente e non sono nemmeno candidato! Però, io sono un politico e ritengo di mettere coloro che vanno in condizioni di poter operare, perché la politica è questa, non è una battaglia! Non è una battaglia di non dare le licenze.

Non è una battaglia di continuare a dire in giro cose che non sono vere, che noi facciamo gli immobiliaristi quando spostiamo merci! I nostri capannoni sono pieni e altrimenti non avremmo guadagnato € 700.000 di spostamento merci, senza -come vi dicevo- piazzali sufficienti.

Se oggi l’Interporto di Rovigo è una realtà non solo Polesana, ma, regionale e nazionale, se oggi l'Interporto di Rovigo diventa una struttura importante per la movimentazione delle merci lungo il canale, voi pensate soltanto che, per quanto riguarda le merci che abbiamo sbarcato a Rovigo in tre anni, via fiume, abbiamo tolto 18.000 Tir dalla Romea, da Chioggia fino a Rovigo, il che vuol dire un'autostrada di 1000 km. Quanti PM10 abbiamo tolto dalle nostre città?

E i costi sociali che abbiamo tolto, quanti incidenti stradali con 18.000 Tir avrebbero potuto esserci? Quindi, svolgiamo anche una funzione non solo di logistica e di servizio alle imprese, ma anche una questione ambientale e una questione sociale, tant'è vero che l'Interporto di Bologna ha fatto anche il Bilancio sociale. Allora adesso, qual è la situazione?

La situazione è che, non avendo questi capitali e non avendo una politica, si potrebbe dire: vendiamo tutto!

Se noi vendiamo l'Interporto, il conto è… che vale oggi € 42 milioni, vuol dire che… mettiamo che siano 30, vuol dire che il Comune che ha investito € 2000, ne prenderà 6000, al di là e al di fuori che se abbattiamo il capitale oggi, oppure lo detrarrete quest'altro anno, la quota, la vostra azione, scenderà da 3000 a € 2000, per cui è chiaro che avrete un'azione inferiore, ma non è tanto l'azione che conta in quel momento, è il valore che abbiamo creato che sta sul mercato.

Quindi, il Comune di Rovigo deve decidersi! L’'area industriale non funziona più, l’Interporto non è in grado di funzionare se non si fanno capannoni e metri quadrati -come ho sempre detto e sostenuto- di piazzali. Con la banchina a mare poi, si aprirebbe un discorso d’incanalamento lungo il canale di grandi quantità di merci, al servizio delle aree industriali.

E quando siamo stati l'altro giorno a Bruxelles, portati dall'onorevole Paolo Costa, Presidente della Commissione Europea dei Trasporti, l’ex Sindaco di Venezia che, con l'iniziativa dell'Interporto e mia personale e della Provincia di Mantova, e poi ha partecipato anche la Provincia di Rovigo e il Consorzio di Sviluppo, siamo andati a spiegare che cos'è la via navigabile del Veneto, d'Europa, il Funzionario Europeo, e i grandi Commis dell’Europa, non solo politici ma anche tecnici, verranno a vedere la via navigabile, perché la via navigabile, al di là, al di fuori delle proteste che si possono avere, c'è e funziona.

9 L'altro giorno, e lo metterò sul giornale domani, abbiamo firmato con l'Interporto di Vado, che è un grande Interporto container della Liguria, una possibilità di interscambio di container con l’Interporto di Rovigo. Voi sapete che i container a Padova arrivano da Livorno, e a Verona arrivano da La Spezia o da qualche porto… o anche da Gioia Tauro con i treni, ma non certamente dall'Adriatico.

Con la banchina, li faremo arrivare in Adriatico e quindi, avremo la possibilità di smerciare direttamente; ma con il porto di Vado, anche l’Interporto di Rovigo, avrà la possibilità di movimentare merci. E l’Interporto di Vado, eretto dalla ditta Fattorini, è una delle più grandi società di logistica di movimento di container. Questa è la situazione futura che avremo di fronte se, invece di lamentarci, riuscissimo a trovare delle soluzioni che oggi non sono facili da trovare.

Perché, ricreare le condizioni per cui le imprese trovino la forza di venire a Rovigo dove, durante la costruzione, gli possono cambiare le regole, non vengono più; tant’è vero che una che è venuta, per non perderla, l'abbiamo portata, l‘Ikea, a Villamarzana, e ad Arquà. Quindi, le decisioni non sono in capo all’Interporto di Rovigo, sono venute a cadere sul Comune di Rovigo, e sulle scelte urbanistiche del Comune di Rovigo, non su quelle nostre!

Io non dico che siano sbagliate o giuste, non dico che Borsea abbia ragione o torto; io dico che queste sono le condizioni con le quali io sono andato all'Interporto, su scelte politiche fatte dal centro-sinistra allora, e prima anche dal centro-destra, non lo so, ma sicuramente dal centro-sinistra, perché nei Consigli di Amministrazione con me, sedeva l’Onorevole Baratella, e il signor Saccardin, Presidente della Provincia, noi abbiamo portato avanti questa politica!

Non abbiamo fatto gli immobiliaristi, movimentiamo 700.000 m di aree, abbiamo i nostri magazzini pieni, quelli che hanno le licenze, però tutto questo non è sufficiente a portare in pareggio il Bilancio dell'Interporto se non si fanno altri piazzali e altri capannoni. E allora le vie da seguire sono: o trovare una nuova politica, o vendere… E vendere si può vendere in due maniere, perché si può fare anche una finanziaria.

Quelle saranno poi le cose che farete voi, o farà l'Interporto di Rovigo, o quelli che verranno, ma altre strade non ce ne sono, perché evidentemente fra i branchivi (parola non certa) del Bilancio non si possono trovare. Che voi votiate… noi come Interporto abbiamo ritenuto di mettere coloro che vengono, non nelle condizioni nelle quali mi sono trovato io, ma in condizioni in grado di potersi muovere. Oggi, il Comune di Rovigo ha un capitale investito, non so, di € 1 milione, se ne troverà 3 se vende tutto.

Quindi, questa è la sostanza. I capannoni ci sono e sono nuovi e funzionano e, anzi, oggi abbiamo avuto per due giorni la Rai che è venuta a fare un servizio per l'Interporto, non chiamata da noi; su L'Espresso, su Panorama, sul Mondo ci siamo spesso, perché?

Perché la via navigabile sta diventando, nella cultura che prima mancava, una cosa seria; questa grande autostrada che arriva dal mare fino a Cremona, e che fa finire l'autostrada del mare non a Venezia, ma la fa finire a Cremona, è ormai patrimonio di tutti, grazie all'azione che l'Interporto di Rovigo ha fatto. Ed io rivendico questa capacità del Consiglio di Amministrazione 10 dell'Interporto, di avere lanciato, e di avere lanciato l'idea della navigazione, di avere messo in moto il canale dell'Interporto.

Volevo aggiungere, per ultimo, che abbiamo messo in moto anche la Sit, la società per il Turismo, sono venuti qui, operatori di Aviation Link, che è la più grande compagnia turistica Israeliana che porta 16.000 turisti all'anno a Verona, e che ha scelto la nostra Provincia per venire a portare migliaia di turisti. Sono venuti qui, li abbiamo portati in giro, abbiamo fatto degli accordi anche con il Comune di Rovigo e quindi, anche la via navigabile, con le guide che abbiamo fatto, sarà in movimento.

Mi sembra che l'azione svolta sia stata importante, non solo per la Provincia ma per l'intero sistema della logistica italiana. Siamo in deficit, come vi ho detto, per quello… per questo! Ma, i capannoni sono pieni, quelli che abbiamo avuto le licenze, e quindi io non ho altro da aggiungere.

Sono qui a vostra disposizione. E per quanto riguarda il discorso dell'abbattimento del capitale, tutti i commercialisti, gli studi, ci hanno detto che si poteva fare, che era giusto farlo, e noi l'abbiamo fatto. Se non lo approvate, non fate un torto a Mario Borgatti, nè fate un piacere.

Io ho chiuso. Ci sono ancora settecento, ottocento, novecentomila euro per il prossimo anno da spendere, spenderanno quelli, non lo so. Ecco, io non sono qui a perorare la causa che voi facciate una cosa o ne facciate un'altra, però ognuno di voi deve sapere che le scelte che qui vengono fatte, poi si ripercuotono sull'area industriale del Comune di Rovigo, perché è l'unica che ha, e sull’Interporto.

E tutte le scelte che qui vengono fatte, poi si ripercuotono su tutto il sistema, e quella è una S.p.A., non è un Comune, dove possiamo parlare del più e del meno. Abbiamo a che fare con gli industriali, con grandi compagnie logistiche, dove la parola data vale al minuto: se si decide una cosa la si deve fare, altrimenti non vengono. Grazie.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al Presidente d’Interporto. Apriamo la discussione. Chi chiede di intervenire è pregato di alzare la mano.

Chiede di intervenire il Consigliere Maldi. Prego Consigliere.

MALDI PLACIDO · Consigliere I SocialistiLeggi intervento

Il sistema degli Interporti ci ha sempre appassionato, Rovigo è sempre stata interessata, già dalla prima legge che ha previsto la realizzazione degli Interporti. Oggi siamo qui a discutere di un qualcosa che ha coinvolto parecchi, noi siamo, come Rovigo, siamo soci di minoranza. Abbiamo dovuto… finora siamo stati convinti che l'Interporto doveva essere realizzato, doveva essere attivo, proprio perché aveva quello che gli altri Interporti non hanno: la navigabilità.

Certo che sono nati dei problemi. Anche l'ultima vicenda, che ha costretto il Comune a prendere una decisione sulla modifica dell'art. 23, non è da rigettare tutta, perché mi 11 pare che questa consentirà di avere maggiori spazi da destinare come logistica anche, e questo è un supporto che diamo sia all'Interporto e sia anche a Sistemi Territoriali.

Sistemi Territoriali o la Regione Veneto, sono i padroni praticamente. Allora, io leggo, per esempio, che Veneto Logistica, che è di Sistemi Territoriali, ha una quota di partecipazione del 55%, e Veneto Logistica è nata, quindi, allo scopo di realizzare dei magazzini logistici nell'area dell'Interporto di Rovigo. Quindi, cosa sta facendo questa Veneto Logistica?

Che rapporti ci sono, per esempio, con l’Interporto di Rovigo? Questo volevo capire! Al di là di quello che arriva direttamente all'Interporto di Rovigo come finanziamento da parte della Regione, che io reputo che siano sempre delle miserie, rispetto a quello che viene destinato dalla Regione Veneto direttamente agli altri Interporti del Veneto.

E lo fa perché? Non perché alla Regione Veneto piace Rovigo o perché c'è Borgatti -mi dispiace- ma lo fa perché è costretta! E’ costretta da una legge, che prima prevedeva i finanziamenti a livello nazionale, adesso c'è il decentramento a livello Regionale, e quindi a livello Regionale c'è questo obbligo.

Quindi, se si fa chiarezza su ciò, si riesce ad andare avanti; se invece ci sono dei soci che fanno parte della Società Interporto, e vorrei chiarire esattamente questi soci a che titolo, oltre ad avere la percentuale, praticamente, all'interno del… cos’è che hanno fatto? Cos’è che hanno prodotto per l'Interporto di Rovigo? Allora, verificato ciò, possiamo anche decidere sul da farsi.

Io non dico che l'Interporto di Rovigo abbia cessato la sua attività, ci sono dei problemi! Il fatto che per esempio… è scusabile il fatto che da nuovo Presidente, sia stato costretto, per pagare i debiti, a vendere delle aree che erano destinate all'Interporto, Beh, insomma… l’abbiamo capito, l’abbiamo già giustificato anche precedentemente. Però, che si voglia perseguire lo scopo logistico all'interno dell'Interporto, questo è vero!

Che non ci sia una completa trasformazione intermodale dell'Interporto di Rovigo, questo è vero! Che… cioè nel senso che, i raccordi ferroviari… è un raccordo ferroviario tipico, non di un Interporto, ma di un punto determinato, di un allaccio determinato, come può avere un'azienda, e basta! Io lo considero così!

Non lo considero come una struttura che abbia, praticamente, le capacità produttive che deve avere un Interporto. E’ questo, quindi, che contesto alla Regione, contesto ai Sistemi Territoriali, ma contesto anche alle Ferrovie eh!.. Chiaramente.

Ho sempre detto che, la responsabilità non è solo degli Amministratori, ma è di chi gestisce, a livello nazionale, la politica dei trasporti. Se noi vogliamo che il Corridoio 5 riesca ad avere un supporto logistico in fregio a questo corridoio, e questo supporto sia all'Interporto di Rovigo, bisogna battere i pugni. Se noi vogliamo che praticamente l’autostrada del mare, così come si vede o si vedrà, da questa futura realizzazione delle banchine a mare siano un supporto per l'Interporto di Rovigo, è giusto vederlo.

E’ giusto avere però la convinzione che questo servirà a Rovigo, o dalla banchina a mare qualcosa sarà realizzato ma indipendentemente dalla presenza dell'Interporto di Rovigo. Questo è lo scetticismo che abbiamo noi. 12 Quindi, io sono convinto che le difficoltà attuali sono superabili.

Sono convinto che sono superabili però se ognuno dei soci che è coinvolto, indipendentemente dalla gestione attuale, sia realmente coinvolto in un'attività che direttamente gli dia la responsabilità, e che faccia qualcosa, altrimenti chi non decide di fare qualcosa, deve uscire. Noi non possiamo rimetterci soltanto dei soldi, solo per essere presenti, o per garantire un Consigliere di Amministrazione. Non è così che si deve fare.

E questo lo dico per la società Interporto, ma lo dico anche per tutte le altre partecipate, in cui il Comune praticamente entra a che titolo e per quale motivo, e quali sono gli interessi reali che deve avere il Comune?!

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al Consigliere Maldi. Chiede di intervenire il Consigliere Salvan. Prego Consigliere.

SALVAN RINALDO · Consigliere U.D.C - CasiniLeggi intervento

Sì, signor Presidente. Il mio non è un intervento sul discorso del Presidente dell'Interporto, ma è per chiedere, siccome abbiamo fatto una Commissione, è stata I^ e IV^ Commissione assieme, non abbiamo discusso di questo problema, in quanto l'Assessore diceva che aveva bisogno, aveva invitato il Presidente dell'Interporto e, dopo la relazione del Presidente dell'Interporto, avrebbe potuto darci spiegazioni sul comportamento del Comune.

Io dico, che non sarebbe giusto aprire la discussione con i Consiglieri, se prima non sappiamo ciò che pensa l'Assessore su questa situazione. Io lo sapevo già, perché aveva già mandato una lettera il Presidente dell'Interporto, su questa situazione, però gli Uffici e l'Assessore, non si sono dichiarati su questa cosa.

Allora prima di iniziare la discussione, gradirei che l'Assessore ci desse dei chiarimenti su questa situazione e se il discorso del Presidente dell'Interporto è abbastanza chiaro per potergli fargli prendere una decisione. Grazie.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al Consigliere Salvan. Chiede di intervenire, in merito, l’Assessore. Prego Assessore Milan.

MILAN ANGELO · AssessoreLeggi intervento

Sì, intervengo volentieri. Io mi ero trattenuto nell'intervento, perché pensavo fosse opportuno che i Consiglieri, per primi, esprimessero o potessero fare domande più che esprimere pensieri.

Io in Commissione, su questo specifico argomento, ho effettivamente detto che la Giunta, gli Uffici, relativamente alla questione dell'ordine del giorno, che è l'approvazione del Bilancio Consuntivo della Società Interporto, che prevede una perdita e che prevede il ripiano di quella perdita, attraverso una diminuzione di capitale, su questa questione gli Uffici non avevano una completezza delle 13 informazioni, e la Giunta -quindi, anche una riflessione politica- aveva bisogno di conoscere meglio qual era la situazione.

Non credo, non ci si possa nascondere, che la tematica dell’Interporto, l’ha illustrato il Presidente con… Io gli do atto del lavoro che lui ha svolto, e anche.. io ho sentito una passione nelle parole utilizzate dal Presidente, e quindi, nulla di -come si può dire- di negativo assolutamente, nel suo intervento.

Però giustamente ha anche riportato una sensazione, la sensazione che c’è nei Consiglieri Comunali, che c'è nell'opinione Pubblica, che c'è anche in quest'Aula quindi, che è di una delusione, di una sfiducia su questa società, sulla quale, i Consigli Comunali, le Amministrazioni precedenti e un po’ tutti, avevano riposto grande fiducia, perché doveva essere il motore di uno sviluppo.

Io ho avuto la fortuna, a questo punto posso dire, lo dico volentieri, che quando nacque la Società Interporto, e in questo Consiglio siamo in più di qualcuno, eravamo presenti, eravamo presenti e non dimentico neanche che in quella fase si decise che, ad occuparsi di questa realtà, doveva essere in primo luogo, l'imprenditoria, il primo Presidente fu un imprenditore.

Mi dispiace però anche ricordare che non fu un grande successo, tant'è che la politica poi, giustamente, ha ripreso il suo ruolo e, lo dico, giustamente ha ripreso il suo ruolo. Questa iniziativa, dicevo prima, doveva portare lo sviluppo, doveva programmare e far decollare, una serie di iniziative logistiche, interportuali, intermodali e anche industriali.

Condivido anch'io la riflessione che faceva il Presidente prima, che un'area logistica ha maggiori possibilità di sviluppo se attorno c'è un'area industriale che cresce. Il problema è li, che attorno non c'è stata un'area industriale che sia cresciuta, altrettanto giustamente. Il Presidente ricordava che buona parte delle aree che sono attorno, se non tutte, sono in mano ai privati e qui, qualcosa di… non utile c’è stato.

Perché, io lo dicevo prima, così come battuta, qualche anno fa c'è stata la Tremonti 1, Tremonti 2 e forse ci sarà anche la Tremonti 3, lo so, in quegli anni, hanno costruito capannoni dappertutto, tranne che all'Interporto, è la verità! Perché? Perché è successo questo?

Oggi avremmo forse dei capannoni vuoti, ma comunque avremmo dei magazzini, avremmo qualcosa. Tranne qualche intervento che è stato fatto lungo le strade d’ingresso, perché avevano più visibilità all'interno, la vera area dell'Interporto, quella all’interno, è ancora vuota, e questo è uno degli elementi che secondo me, ma credo sia opinione di tutti, è il primo elemento negativo. Se quelle aree fossero decollate oggi probabilmente l'Interporto, avrebbe anche un risultato economico sicuramente più soddisfacente.

Il fatto che per far quadrare il Bilancio servano entrate, è una cosa ovvia. Come Amministrazione Comunale, avremmo avuto, gradivamo che ci fossero delle prospettive, che ci venisse detto: “C'è stata questa perdita di Bilancio, però l'anno prossimo ci sarà questo, se non quest'anno il prossimo anno recupereremo”, cioè, che ci sia un programma che faccia vedere che questa Società non continua a far perdite e a ridurre capitale, tra parentesi.

C'è una lettera specifica della Corte dei Conti, che segnala questa negatività che pesa direttamente o indirettamente anche sul Bilancio Comunale. 14 E, sempre giustamente, la Corte dei Conti, invita le Amministrazioni Comunali a non investire ulteriormente in istituzioni di questo tipo. Ecco che, quindi, questo ragionamento uscito anche in sede di Commissione Consiliare, a maggior ragione serve il dibattito di oggi, serve chiarezza sul futuro.

Chiarezza che ci può essere data da chi? Lo ricordava prima il Consigliere Maldi. La maggioranza oggi, di questa società, non è in mano al Comune o alla Provincia, è in mano ad altri soggetti che sono fuori da questo territorio.

Allora abbiamo bisogno di sapere, la Regione in primis, perché è il socio di maggioranza relativa, indirettamente attraverso Sistemi Territoriali, qual è il programma, quali sono le intenzioni di investimenti per il futuro, perché, se andiamo a leggere i fatti più recenti, vanno in direzione opposta. L’idea che l’Interporto di Rovigo stia collaborando, o stia portando avanti l'iniziativa della piattaforma a mare, io la considero positiva, perché?

Perché vuol dire avere una testata sul mare, dove si può fare la rottura di carico, dove i carichi possono entrare eccetera. Ma questo vuol dire che l'Interporto di Rovigo allora, dovrebbe… probabilmente ce l’ha ma non si riesce a svilupparla, dovrebbe avere un ruolo sull'intera asta. Ma, dicevo prima, i fatti vanno in direzione opposta.

Perché su Porto Levante la Regione ha previsto un'altra società che si deve occupare dello sviluppo portuale, interportuale, logistico delle aree di Porto Levante? E Porto Levante è l'ingresso di quest’asta navigabile, è quella che controllerà i flussi, è quella che, in un prossimo futuro, dovrebbe assumere un ruolo importante sullo scacchiere delle movimentazioni e delle rotture di carico derivanti da navi. Però, dicevo prima, i segnali vanno in direzione opposta.

Perché Sistemi Territoriali, si sta occupando lei, e non l'Interporto, di Porto Levante? Io faccio presto a leggere, che vuol dire che, in sede Regionale, si sta pensando forse a Sistemi Territoriali come soggetto che riceve finanziamenti, che investe, che fa decollare, che programma queste cose e non l’Interporto! Questa è la lettura che viene data.

Se questa è, non solo la lettura, ma se questa poi diventa anche la realtà dei fatti, allora sicuramente, viene messo in discussione il ruolo dell'Interporto di Rovigo. Ecco che allora, in una situazione di questo tipo, il futuro che… è vero il Comune di Rovigo avrebbe potuto partecipare in precedenza all'aumento di capitale, non l’ha fatto, ma oggi, la proposta che ci viene fatta non è più quella di recuperare le perdite con gli aumenti di capitale; oggi la proposta che viene fatta, è quella di ridurre capitale.

E questo fa intendere cosa? Normalmente un'Amministrazione dice: ”Beh quest'anno, ho avuto una perdita, però la rinvio e la recupero con i prossimi anni” no! Non c’è questa prospettiva.

E la prospettiva, probabilmente, è quella di perdere ancora. Oppure, io capisco anche il Presidente Borgatti quando dice: “Ho gestito per sette anni questa cosa, l’ho fatta nel migliore dei modi” e probabilmente, date le condizioni, è anche vero. Io non… ci mancherebbe altro se metto in dubbio questo!

Poi, la politica sicuramente in qualche momento interviene, a volte non sempre con risultati positivi, ostacoli un po' qua, un po' là ci sono stati, ma il problema reale poi è un altro: che fra qualche giorno si andrà all'Assemblea, ci sarà un'Assemblea dove i soci faranno valere le loro quote di maggioranza. La modifica dello Statuto, così come ci viene proposta, non prevede più che la maggioranza sia in capo ai soggetti 15 pubblici, quindi il Comune e la Provincia non avranno più la maggioranza.

A maggior ragione allora, perché deve essere il Comune e la Provincia a dire come vanno risolti i problemi? O meglio, la maggioranza è in capo ad altri, credo che in sede di Assemblea, si dovrà chiedere -e sicuramente lo faremo- cosa intendono fare. Se ci saranno intese, ben vengano!

Diversamente, il ruolo sarà ripensato. Il ruolo, ripeto, non può… se si vuol salvare l'Interporto, se veramente si crede che l'Interporto di Rovigo -io sono convinto di questo- possa avere uno sviluppo nel futuro, non può essere relegato ai soli territori del confine comunale.

O questa società assume una valenza interregionale, perché serve ai trasporti -e sono convinto anche di questo- deve servire ai trasporti delle merci verso la Lombardia, verso il Veneto, verso l’Emilia, tutte cose vere, ma diventano vere nella misura in cui le Regioni, e in primis la Regione Veneto, ci crede e fattivamente e dà corso a queste iniziative. Ecco, io credo di aver detto tutto quello che avevo o meno, negli appunti.

Ultima cosa però, perché anche questa viene spesso riportata come elemento negativo: l'aver modificato le Norme Tecniche; sinceramente, se qualcuno conosce bene quelle Norme Tecniche si è semplicemente detto che non possono venire aziende che inquinano, punto! Ma non ci trovo niente di strano! Abbiamo solo in quest'Aula… l’ha solo sottolineato!

Non ha messo nessun vero vincolo pesante in più, rispetto a quelli che c'erano. Certo però, se le aziende che vengono proposte, creano i problemi che tutti conosciamo, forse, anzi senza forse, non è questo il tipo di sviluppo che si gradisce che si gradirebbe. Il dato di fatto vero, inconfutabile è che io -e chiedo smentita- non conosco un'azienda che sia andata via o che non venga, perché c'è una norma nostra che glielo impedisce.

Grazie.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie all’Assessore Milan. Chiede d’intervenire il Consigliere Nonnato e poi il Consigliere Piscopo. Prego, Consigliere Nonnato.

NONNATO GIANLUCA · Consigliere Rosa nel PugnoLeggi intervento

Sarò molto veloce. Per precisione, Salvan prima ha detto, che in Commissione I^ e IV^ non abbiamo discusso. Diciamo che, abbiamo parlato, abbiamo approfondito, non ci siamo rifiutati in assenza di ulteriori elementi, di esprimerci.

L’Assessore, anche all'interno della Commissione, già aveva in parte fatto alcune riflessioni e dato alcuni modi di vedere la questione. Volevo fare alcune domande e fare alcune considerazioni, perché anche oggi sulla stampa vedo che si parla d’Interporto e il nostro Consigliere Regionale, Marangon, continua a dare colpa ad altri in merito al fatto che l'Interporto non funzioni, perché.. e anzi parla di buco di Bilancio dovuto all’ignavia del Comune.

16 Io credo che questi, siano, e continuino ad essere, degli alibi per nascondere altre questioni. L’Assessore che è intervenuto poc'anzi giustamente ha un po' anticipato quello che volevo dire io. Credo che occorra fare chiarezza su quella che è l’intenzione che la Regione ha in merito all’Interporto di Rovigo, cioè che cosa vuole fare dell'Interporto, nel senso che, a mio avviso, ritengo occorra approfondire la questione, parlare bene e anche razzolare bene.

Mi risulta, da notizie forse sbagliate, che la Regione ha già in mente, la Regione o qualche Società di emanazione regionale, di creare una nuova area interportuale più vicina al mare Adriatico, in questo caso, diventando forse logisticamente più conveniente, perché arriva dal mare Adriatico. A questo punto io chiedo all'attuale Presidente Borgatti, se così è, se questo corrisponde al vero, se a lui risulta, come vede il futuro di Interporto?

Partendo dal presupposto che lui non sarà più Presidente, ma visto che ci tiene, m’interessava capire il suo punto di vista. Cioè, se questo corrisponde al vero, io ho delle serie preoccupazioni, sul futuro prospettato, per quanto riguarda le navi che arrivano dal mare Adriatico. Quando parlava del fatto che ad oggi non c'è una politica su che cosa si vuole dell'Interporto, io credo che sia sbagliato.

Ho avuto l'impressione, quando parlava e diceva che è una politica, parlasse della Regione, nel senso che ha poca chiarezza al riguardo, o quanto meno ce l’ha, però sarebbe opportuno anche che la trasferisse al di fuori di quelle che sono le camere “cosiddette” dei bottoni.

La Politica, come Amministrazione Comunale, si è voluta dare, è stata abbastanza chiara con, anche le modifiche e norme tecniche di attuazione, cioè è stata quella di dire: l'Interporto deve essere vocato in una maniera esclusiva a quella che è la logistica, e non ad altre attività, come qualcuno molto probabilmente voleva fare, voleva apparire. E’ una politica diversa, molto probabilmente, ma è un modo di dare un indirizzo politico, tecnico e credo che, amministrativamente, abbiamo operato nel migliore dei modi.

Un’ultima domanda e una curiosità, visto che è stato per sette anni all'Interporto, quindi un periodo anche sicuramente che le ha permesso di fare delle valutazioni, degli approfondimenti, ha avuto un tempo -diciamo- congruo, per fare tutta una serie di decisioni, ma una domanda, così, che mi viene spontanea, che mi sono fatto, e ho delle risposte, me le sono date ma m'interessa saperle da lei, perché sembra che noi abbiamo, con questa famosa modifica, che tra l'altro è fine 2007, perché prima dovrebbe esserci stato… chissà quante realtà aziendali, perché realtà aziendali che fanno oggi logistica, tipo l’Ikea, tipo la Porche, e altre che si sono insediate non molto distanti dall'Interporto, non hanno scelto l'Interporto?

Mi interesserebbe capirlo da lei, dicendo -e mi fermo qua- non è perché vi sono state delle speculazioni edilizie da parte, magari di privati, che hanno fatto lievitare in maniera esorbitante, perché non più conveniente, le aree interportuali o nelle vicinanze dell'Interporto? Grazie.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

17 Grazie al Consigliere Nonnato. Ha chiesto d’intervenire il Consigliere Piscopo. Prego Consigliere.

PISCOPO ANIELLO · Consigliere Forza ItaliaLeggi intervento

Anche oggi dopo… sembra di ripercorrere un po’, la storia, di questo Consiglio Comunale, nel senso che ci ritroviamo ormai negli ultimi otto, dieci anni, sicuramente negli ultimi sette, più volte abbiamo avuto occasione di avere qui in Consiglio Comunale il Presidente Borgatti, ma anche in precedenza, per discutere -a me sembra- che se tiriamo fuori i verbali dei vari interventi che si sono succeduti, ogni volta che abbiamo parlato di Interporto, possiamo prenderli e metterli uno sopra l'altro, e alla fine notiamo che, a parte qualche virgola e qualche punto e virgola, sono sempre gli stessi.

Cosa vogliamo farne? Quale strategia adottare? Ma allora… Io credo che, rispetto ad una storia che ha quell'area, vi ricordo che non solo Rovigo ma l'intera Provincia si è concentrata su determinate aree a livello provinciale, per puntare su un rilancio economico di questo nostro territorio.

Una di queste aree -e sto parlando… scusa…siccome vado a braccio, ho bisogno di concentrazione- sto parlando dell’area attrezzata di Loreo, dell’area Basso Polesana, sto parlando dell'area industriale, noi poi abbiamo, siamo bravi a distribuire su più territori, vedi: la Rovigo Sud per quanto riguarda un'area industriale, la zona nostra, per quanto riguarda via Amendola e di altre, per insediare un'area industriale e così via.

Però il tutto è ruotato nell'ultimo Piano Regolatore, concentrandosi su un'area importante -e parlo di quella di Borsea- dove ad uno sviluppo teorico industriale, che non è nato ieri… che non è nato ieri, ci siamo concentrati per lanciare un'idea che negli anni ‘90 era, tutto sommato, rivoluzionaria per il nostro territorio, quello della così detta intermodalità.

Ci abbiamo creduto tutti, perché non si giustifica altrimenti, Consigliere Maldi, non si giustifica altrimenti, tutti gli investimenti che sono stati fatti, non solo dalla nostra popolazione rodigina e quella provinciale, ma tutti gli investimenti che sono stati fatti dal livello Regionale in poi, in giù. Ci si è concentrati su determinate aree, anche la Regione stessa, sull’interportualità di Rovigo, su quella di Venezia ed altre. Anche una strategia economica della Regione ha voluto puntare su questo.

Ebbene, dopo tanti anni, siamo ancora qui Presidente -non mi dispiace se lei mi ascolta- Eh Presidente!…no Borgatti… Scusi eh!… Giammai! Dopo tanti anni, siamo ancora qui a chiederci, quale strategia vogliamo per quest'area importante della nostra comunità. Ebbene mah… se ha un senso l'investimento… Vedo che ad Azzalin non interessa quello che sto dicendo, peccato!

Se ha un senso l'investimento della comunità in termini di denaro, di strategia, di politica su quelle aree, ebbene, e allora dobbiamo capire una volta per tutte, se siamo veramente convinti che questo territorio abbia bisogno, nel modo più assoluto, di un rilancio dell'economia, di una strategia economica che non coinvolga solo la politica. Che non coinvolga solo la politica! Che coinvolga anche le Associazioni di categoria, che coinvolga le Associazioni degli Industriali.

Perché, altrimenti, se gli interventi fotocopia di questi ultimi anni hanno un senso, e il senso è che ad un certo punto, se non crediamo noi nello sviluppo del nostro territorio, vi chiedo per quale motivo 18 dovrebbero credere gli industriali del nostro territorio? Ma siccome tra di loro si parlano, e del territorio Regionale… per quale motivo dovrebbero credere ad un rilanciare, e comunque a investire sul Polesine?

Lo stiamo vedendo sull'area attrezzata di Loreo, di Adria e Loreo che non è partita, non si è sviluppata come si pensava. E allora -mi chiedo- a questo punto, non è tanto pensare, di cosa vogliamo fare dell'Interporto, cari colleghi, ma vogliamo capire un attimo, cosa vogliamo fare del nostro territorio, cosa vogliamo fare della nostra Provincia.

Cioè, vogliamo… Io una volta, in maniera ovviamente strumentale, estremizzando ho detto che se pensiamo che non siamo pronti per un -come posso dire- per un rilancio, di un certo tipo di economia del nostro territorio, ebbene, una variante al Piano Regolatore… Se pensiamo che il nostro territorio non è pronto, e per nostro territorio intendo: la gente, la politica, -diciamo così- la comunità attiva, economica del nostro territorio non è pronta per ricevere una nuova strategia di rilancio, ebbene allora, facciamo una scelta urbanistica, che diventa una scelta politica!

Perché se così non è, se così non è, allora la questione -come dicevo prima- è cosa vogliamo fare del nostro territorio, quale strategia vogliamo adottare? Vogliamo un po', giustamente lo diceva l'Assessore Milan, il problema non è del Comune di Rovigo e basta, ma non è neanche della Provincia di Rovigo e basta.

Ma se non siamo convinti noi, se la politica comunale e provinciale non è convinta e non comincia a concentrarsi su due o tre grossi temi economici del nostro territorio, non possiamo pensare che a livello Regionale, dove alternative al nostro territorio ci sono, eccome! E allora ecco perché nasce la dichiarazione di Chisso, nel vedere anche altre situazioni, perché non ci si può fermare e restare, in una palude come stiamo… cerchiamo purtroppo di uscire, ma non ci riusciamo.

Questa è una palude per quanto ci riguarda, è un freno fortissimo, la mentalità che abbiamo per il nostro territorio.

Dobbiamo cominciare… io pensavo, dico la verità che, anche con una rigenerazione, anche del nostro Consiglio Comunale, perché se guardiamo qui dentro, c'è stato un cambiamento notevole, anche come uomini e quindi, pensavo anche -come posso dire- di una generazione diversa, ebbene, nonostante cambino gli uomini, la mentalità, per quanto ci riguarda, mi metto dentro anch'io, non è quello… per quanto ci riguarda, purtroppo non cambia.

Il nostro territorio non può pensare, se non ci concentriamo su due, tre argomenti importanti, e l’Interporto è uno di quelli! È uno di quelli! Perché ci siamo concentrati su uno sviluppo importante, ed è vero che non è partito… non è -come posso dire- non si è riusciti a concretizzare quello che si voleva, ma forse anche, per la poca fiducia che tutti noi abbiamo dato… abbiamo dato, agli interventi che sono stati… che sono avvenuti in quell'area!

Siamo corsi dietro magari, a qualche comitato, siamo corso dietro alla paura di uno sviluppo estremo no?.. Magari anche un po' spinto? Ma allora, un imprenditore, e noi come politica siamo gli imprenditori della politica, ebbene, qualche volta, deve anche.. l'imprenditore, il politico deve anche rischiare in una strategia.

Noi questo, purtroppo, non lo facciamo!

Quando parlo di concentrarsi su due, tre argomenti importanti, che vada al di là del colore politico, che vada al di là della situazione di ognuno che ha, all'interno del suo -come posso dire- campo elettorale, 19 ebbene, noi non possiamo, Presidente, e con questo mi rivolgo anche al Presidente Borgatti ovviamente, ma noi non possiamo concentrare la discussione degli ultimi mesi, se siamo pronti e disponibili ad accettare e a discutere su EuroWorld sì, EuroWorld no, o a concentrarsi… o a concentrare i nostri sforzi anche intellettuali, sulla Centrale sì e Centrale no di Zelo!

Non è questo che fa… e quindi a parlare di un qualunquismo su questi argomenti, senza essere ben preparati per poter dire qualcosa! Ma non sono questi gli argomenti che possono interessare il territorio. Gli argomenti che interessano il territorio, sono due, tre importanti strategie che dobbiamo mettere in atto, al di là dei nostri colori politici, altrimenti rischiamo di restare in un qualunquismo generico e generale, che non porterà assolutamente a nessun… da nessuna parte.

Ecco, e allora, io credo, e volevo cogliere l’argomento appunto dell'Interporto, per lanciare quest'idea, per lanciare -altro che il tavolo dell'Economia del Presidente Saccardin- scusatemi, che alla fine ha fatto un po' sorridere, per com’è andato, per com’è nato. Ma vogliamo lanciare un tavolo di discussione? Un tavolo di discussione serio?

Cosa vogliamo fare della nostra Provincia? Vogliamo essere noi, i primi attori per essere noi poi interessati alle classi cosiddette imprenditoriali e alla classe e alla politica regionale e nazionale? Se non riusciamo ad uscire da questo uovo e restiamo dentro alla nostra -come posso dire- campana di vetro, beh! non possiamo aspettarci che altri investano sul nostro territorio e sulla nostra politica.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al Consigliere Piscopo. Ha chiesto d’intervenire il Consigliere Masin. Prego Consigliere.

MASIN MATTEO · Consigliere Rifondazione ComunistaLeggi intervento

Grazie Presidente. Per me, come per l’Assessore Azzalin, questo è il secondo atto. Ieri, abbiamo già avuto modo di parlare di questo argomento in Consiglio Provinciale, ieri era il giorno di Marangon che ha fatto la difesa d'Ufficio, si è limitato a fare la difesa d'Ufficio.

Non è riuscito neanche poi a convincere tutto il centro-destra, tanto è vero che poi, quando è stato il momento di votare, è stata notata da tutti -diciamo- una frattura all'interno dell'opposizione Provinciale. Oggi Borgatti, invece, ha fatto una difesa accorata, di quella che è stata la sua presenza, e la sua presidenza, in questi sette anni.

Tutti e due però, hanno convenuto, tutti e due, hanno puntato il dito, rispetto ad altre responsabilità, che sarebbero in capo, per esempio, al Comune, per le scelte scellerate che il Comune ha fatto, modificando la Norma Tecnica Attuativa dell'art. 23. Sì, infatti, i colleghi dicono, questione degli ultimi mesi, il problema è che è un trend negativo da qualche anno.

Noi pensiamo che il Comune, per esempio, soprattutto tra le sue funzioni ha l'obbligo di controllare, per cui sinceramente, mi viene anche da sorridere, pensare che ci dobbiamo fare carico noi, di pensare alle strategie di una società. 20 Noi abbiamo altre valenze, abbiamo altri impegni, abbiamo sicuramente una funzione, che è quella di controllo che c'impone di capire fin dove le cose sono lecite, e dove poi sforano nell'illegalità.

E allora mi chiedo se la strategia dell'Interporto degli ultimi anni è stata quella di aprire, fare aperture nell'ordine: a Eco Servizi, all’Impianto a Colza, al Klinker, ad un'altra macinazione roccia che sarebbe un altro cementificio. Io non vedo, strategia. Mi chiedo l'art.

23 in fin dei conti, dovrebbe bloccare, solo ed esclusivamente le attività inquinanti. Ma possibile che ci siano solo attività inquinanti che vogliono venire qua? Ricordava il collega Nonnato che ci sono altre realtà che hanno preferito andare da altre parti, e perché?

Probabilmente, perché allettati da costi minori. Quand’è che il Comune di Rovigo riuscirà a proporre cinquecento posti di lavoro? Perché trecento l’Ikea e duecento Serenissima, non siamo stati in grado di attirarli qua.

Oggi l’Interporto ha 16.000 m² di sua proprietà, quindi ha venduto tutto il suo patrimonio. La logistica: la logistica, che doveva essere il fiore all'occhiello, di fatto, quella al servizio della via navigabile, è solo quella di Pagnan, mentre tutto il resto è a servizio della rotaia. Cos’è che non funziona?

Come mai non siamo riusciti a dare veramente l'attuazione all'intera navigabilità dell'asta? E’ solamente per un motivo di carico? Di difficoltà di portare merci di un certo quantitativo?

Ma per quanto riguarda il discorso strategico, io faccio una considerazione banale, fatta anche ieri: in fin dei conti, visto che non c'era la necessità di diminuire il valore delle quote sociali, perché i nuovi Amministratori lo pretendono? Probabilmente perché, vogliono mettere una linea di demarcazione netta fra quello che è il passato, cioè la vecchia Amministrazione, e quello che sarà il futuro.

Questo vuol dire che la Regione, che ha il controllo con il 54% attraverso Sistemi Territoriali, ha in mente una strategia. Personalmente, sarebbe facile adesso rivendicare che abbiamo sempre sostenuto che quella società non funziona, che non avrebbe avuto sviluppo. Ritengo sicuramente di ribadire che sarebbe meglio, per il Comune di Rovigo, uscire da quella società, perché potrebbe in questo modo, avere più libertà di controllo, ed è quello che personalmente per il mio Gruppo, interessa di più.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al Consigliere Masin. Ha chiesto d’intervenire il Consigliere Guarnieri. Prego Consigliere.

GUARNIERI ALDO · Consigliere di Forza ItaliaLeggi intervento

Va bene. Sperando di controllare la mia vis polemica, partirei proprio da una domanda che si era posto l’Assessore Milan.

Mi permetto innanzitutto di sottolineare com’è sorprendente che, su un tema così importante, che riguarda la struttura quale quella dell'Interporto, il Sindaco sia assente, per portare i saluti non sono dove, e io mi sarei aspettato la presenza del 21 Sindaco… Ah ecco… mi fa piacere… Ecco, mi fa piacere, Sindaco, che lei sia arrivato… ecco perché… per quanto sia, ritengo che il tema di oggi meritava una maggiore attenzione, anche da parte sua.

Comunque mi fa piacere che lei sia presente per sentire quello che avrò da dire. Parto da una domanda che aveva posto l'Assessore Milan, dice: mah… che poi si riallaccia un po’ a quello… Che stiamo facendo in maniera molto pilatesca, un po' tutti i Consiglieri di maggioranza: “Ma perché deve decidere il Comune? Perché deve dire la sua, il Comune?

Ma scherziamo? Noi siamo soltanto soci, ma siamo dei soci minimali all'interno della struttura dell'Interporto. Ma che siano gli altri che hanno la maggioranza, soggetti più importanti a decidere.

Cosa c'entriamo noi? Cosa centriamo noi del Comune di Rovigo?” Allora adesso glielo spiego. Glielo dico, perché molto probabilmente vi è sfuggito che cosa c'è scritto nel programma di Governo, la risposta è qui, non devo mica andare tanto distante sa, Assessore!

E adesso glielo leggo! Un attimo di pazienza, quando si parla di Rovigo per lo Sviluppo, si pensi Rovigo per lo sviluppo, mi si dice: “Iniziativa della Pubblica Amministrazione, strumento fondamentale per promuovere e incentivare lo sviluppo del Territorio, è l'efficienza dei servizi forniti dall’Amministrazione Pubblica”. Indubbiamente, quando parliamo d’Interporto, anche questo rientra, non a caso poi, si parla proprio dell'Interporto di Rovigo.

“Le Aziende di servizio pubblico locale, a partire da quelle di totale proprietà Comunale, sono fattore di sviluppo, non solo fonti di finanziamento per la spesa corrente, perseguendo migliori servizi pubblici, a tariffe contenute” ancora:…”Deve essere da subito impostato un rapporto sinergico, un rapporto sinergico” No sto fuori, vedo cosa fanno gli altri, e poi vediamo un po'… “Un rapporto sinergico definendo in modo preciso il ruolo del capoluogo…”Quindi, devo dire che un ruolo lo abbiamo, no, che stiamo fuori alla finestra!… “E di tali relazioni, per condividere le politiche di sviluppo, condividere le politiche di sviluppo, il coordinamento è essenziale per le politiche di sviluppo, evidenziando anche…” beh!, su qui ci torno dopo su ruolo del CONSVIP, ci torniamo dopo… “Società a partecipazione Comunale, compito dell’Amministrazione Comunale, sarà quello in primo luogo…” In primo luogo, c'è scritto qui, l’ha scritto lei, Sindaco eh?

“…Di valorizzarne le competenze, le specificità, puntando sul patrimonio di alta professionalità, di cui esse già dispongono; un più stretto raccordo interistituzionale, nella prospettazione delle singole mission aziendali…” Questo è un termine che a lei piaceva molto, questa mission, un termine che andava molto con Ferracioli Eh? E vedo che l’avete ripreso, mi fa piacere! “Il… puntuali confronti con le realtà socio-economiche a sistema produttivo, potranno favorire l'individuazione di strategie operative.

Interporto…” Segue Eh!.. “L’Interporto di Rovigo si appresta ad interpretare la sua mission di polo strategico di intermodalità, unico nel Nord-est…” Dice il Sindaco… “Siamo unici nel Nord-Est!

In grado di poter proporre il trasporto su ferro, gomme, acqua…” Sembrano quasi parole dette più che dal Sindaco, dal Presidente, da Borgatti queste, invece le ho trovate nel vostro programma… “La ricchezza di spazi in Polesine, qualcosa come quindici, diciotto milioni di metri quadrati di aree pronte per essere industrializzate, di cui almeno un milione di metri quadrati già destinati a 22 piattaforme di logistica”. Un grande risultato che però oggi, a quanto pare, non interessa nessuno.

“La facilità di accesso alle principali direttrici di comunicazione di traffico, quale la Valdastico Sud, La Nogara Mare fino ad Adria, la Nuova Romea Commerciale…” Erano tutte cose… E’ uno spot fantastico, Sindaco! ”L’Interporto di fatto è un punto strategico per lo sviluppo del sistema di navigazione interna Padano Veneta, e pertanto va attrezzato con i servizi necessari alla navigazione interna, sia commerciale, sia turistica…” Guardate veramente…E’ quasi ridicolo… “Stime realistiche suggeriscono che in Interporto potranno insediarsi numerose aziende, con la creazione di nuovi posti di lavoro.

La sfida vera, però, può essere solo legata al numero di lavoratori che il sistema potrà apportare, non soltanto sul numero dei lavoratori, ma sulla compatibilità ambientale in un contesto territoriale, già fortemente penalizzato eccetera…” Dopo parla degli scenari delle aree vicine all’Interporto, accanto, e qui arriviamo al punto dolente, così le do una risposta, rispondo alla sua domanda, Assessore, “Accanto ad uno scenario di grandi potenzialità, riconosciute al Comune di Rovigo, non più di due anni fa, deve crescere il ruolo dell'Ente locale, come soggetto dinamico, dinamico, che investe di più sul potenziamento dei marketing territoriali, sui servizi a rete di buona qualità e a costi competitivi, sulla promozione di servizi terziari…” ma quante belle cose che dovete fare!

“Che portino valore aggiunto alla produzione di base, nel medio periodo dovrà essere individuato una modalità di gestione che veda progressivamente a ridursi la presenza pubblica spostando il rischio di impresa sui privati”… Questo è quello…meraviglioso! Peccato che quello che c’è scritto sia completamente difforme da quello che state facendo, da quello che state dicendo! (Voci dall’Aula incomprensibili)

GUARNIERI ALDO · Consigliere di Forza ItaliaLeggi intervento

Eh!.. Ecco… Ah, fantastico! Io ne do una interpretazione un po’ diversa!

Io do un’interpretazione… Eh meraviglioso! Allora abbiamo che … Allora abbiamo … Che cosa abbiamo? E prima, ci ha fatto il quadro, il Presidente dell'Interporto: “Che tale è il dinamismo dell'Amministrazione Comunale, questo desiderio di partecipare…” Che abbiamo avuto che cosa?

Ritardo di quasi un anno e mezzo, due anni di importanti concessioni edilizie che erano state richieste. Sono arrivate dopo un anno e mezzo, un anno e mezzo per costruire dei capannoni, concessioni edilizie. Queste sono cose che “Se il Comune crede…” come crede a livello di programma queste cose, forse hanno potuto un po' accelerare i tempi, però sappiamo che la velocità non è sicuramente una delle caratteristiche di questa Amministrazione.

E poi siamo arrivati a che cosa? Una cosa però ci siamo sbrigati a farla, quindi… di quello che abbiamo parlato prima, queste modifiche, le modifiche, le norme tecniche, perché abbiamo Borsea, perché abbiamo questo, perché abbiamo quell'altro, i cittadini, la tutela, che cosa arriva, che cosa non arriva… dimenticando che cosa?

Che 23 purtroppo, ha fatto bene ad evidenziarlo il Presidente dell’Interporto, è inutile che qua andiamo un po' a batterci il petto, “a piangere il morto” -dico io sempre- parlando dell'area di Borsea, perché quell'area, era nata e lo è area industriale. E’ area industriale! Quindi, quell'area aveva una valenza che non possiamo oggi dire: “E’ un'area industriale, ma non voglio che lo sia!”.

“Voglio avere le aree industriali ma non voglio che si facciano!”. “Voglio avere aree industriali, per avere posti di lavoro, però dopo, ad un certo punto, mi dovete trovare una maniera che mi faccia comodo, che vengano delle attività che devono essere confacenti a quello che voglio io, perché ho la villetta vicino li!”. Questo è un po' il discorso!

In maniera molto ipocrita, questo è quello che è stato fatto, però siccome andare a fare il tour poi delle frazioni, andare a parlare con i cittadini, ci sono i comitati eccetera, e quindi non si riesce più a controllare, bisogna dare un colpo alla botte e un colpo al cerchio!

Allora si tratta di dare dei soldi all'Interporto, mi dispiace doverlo dire, ma è palese, oggi c'è Borgatti, vi dà un po' di fastidio, perché se fosse… e quindi siccome Borgatti, il centro-destra, che magari in qualche modo ha condotto i giochi dell'Interporto fino ad oggi, è centro-destra, allora deve avere un atteggiamento completamente diverso da quello che ho riscontrato per altri Enti, per i quali avete avuto… Avete fatto delle cose che a me fanno accapponare la pelle!

Quando io penso al Censer, quando penso a Polesine Servizi, al famoso miliardo di ricapitalizzazione dato, grandi energie, grande dinamismo, Assessore, dato a Polesine Servizi, per avere i risultati che abbiamo avuto e che ancora abbiamo, dove abbiamo oggi sui giornali l’Assessore Azzalin che mi viene a dire: “Cercate un po' di sbrigarvi, per cortesia, a farci i lavori, perché sennò andiamo sott’acqua”. Questo qui è il modo di intervenire, il dinamismo della Pubblica Amministrazione, del Comune di Rovigo.

Allora a me vengono i brividi! Quando io penso che il Consvipo viene visto come non l’Interporto: lo strumento di promozione del nostro territorio, lo strumento che riesce a dare veramente nuova linfa al nostro territorio, e avete fatto, e per fortuna si è bloccata quella cosa indegna, che era quella per quanto riguardava il Catasto di Rovigo, la situazione di quei servizi, ma meno male, meno male, meno male da questi banchi, da questa parte c'è un no secco, rispetto a quello che fate!

E, per lo meno, abbiamo ancora il pudore di scandalizzarci rispetto a determinate cose. (Qualcuno interviene a microfono spento - incomprensibile)

GUARNIERI ALDO · Consigliere di Forza ItaliaLeggi intervento

Qualcuno… Qualcuno… E mi dispiace che non ci sia l’Assessore Osti… Ci dovrebbe… però lei, in qualità di Tecnico ce lo può confermare, mi risulta che nel futuro Piano Regolatore, una percentuale dell'area del territorio, dovrà necessariamente essere destinato ad aree produttive industriali, per forza! Da qualche parte deve planare sul territorio. Però non c'è il coraggio, nonostante il Consigliere Guarnieri l’abbia chiesto più volte di sapere.

Sì, sì, lei fa bene ad indicare perché visto… Sì sì, ma fa bene a dirlo, lei fa bene ad indicare perché non è roba sua! Dopo 24 arrivo anche a lei eh! E’ giusto che… Planerà da qualche parte, ma non si sa dove!

Io l'ho chiesto più volte dove, dove andremo? Ba bene, non l'avremo a Borsea? Avete fatto una scelta di questo tipo?

Va bene, è condivisibile. Diamo maggior ascolto, al di là di quelle che erano una programmazione fatta al centro-destra, centro-sinistra, da Baratella, che oramai è scomparso dalla scena politica, questo, però, mi fa piacere, visto i risultati che ci ha portato sul territorio; alla fine che cosa abbiamo? Abbiamo praticamente il nulla!

Ci sentiamo dire oggi: “Ma, vediamo che qualcuno decida”, però per altre cose avete avuto il coraggio di decidere! Per altre cose avete avuto il coraggio di votare! E’ questo che mi sorprende un po'!

E poi, mi perdoni, Assessore, la schiettezza, siccome per questo qua, mi diranno che sono un po' volgare nella mia, nella mia sottolineatura, però mi stona un po' che determinate osservazioni sul fatto che, per quello che riguarda la promozione del territorio per le aree produttive e per gli insediamenti, sia lei a farle, perché per quanto mi ricordo, e per quanto è a mia conoscenza, se mi sbaglio faccio atto d'ammenda e mi scuso fin d'ora, mi risulta che lei, professionalmente, ma di questo non gliene faccio una colpa, sia tecnico dell’Eitre (nome non certo) che sta piazzando capannoni nella zona di Villamarzana.

Allora non vorrei… perché sa dopo, ad essere cattivi, ad essere maliziosi molte volte… che magari non ci sia un atteggiamento un po' di… “Stiamone un po’ fuori, perché ci sono altre zone che sono più appetibili” ci sono un po', un giocare su due banchi, su due tavoli da gioco.

Allora -ripeto- sarebbe il caso -per carità, lei rimanga pure a fare l'Assessore- ma sarebbe il caso magari che certe osservazioni le facesse qualcun altro, anche per un discorso di buon gusto, per quello che mi riguarda, al di là della delega che le è stata data, però sarebbe importante che magari, sa, proprio per fugare ogni dubbio, determinati discorsi li facesse qualcun altro all'interno della Giunta a cui lei appartiene.

Un attimo che … questo l’ho già detto, il… Ecco, il discorso del Piano Regolatore… Ecco… il Piano Regolatore, visto che è entrato adesso l’Assessore Osti -ripeto- c'è una percentuale del territorio che nel futuro Piano Regolatore, dovrà essere destinato per forza, per forza, ad area produttiva industriale. Allora io vorrei sapere… Allora lei dirà: “Ma ho la testa, questo me l’ha detto il Dirigente”, a meno che non voglia sostituirsi al suo Dirigente, per carità ben venga!

Allora io ho chiesto qui più volte… (Qualcuno interviene a microfono spento - incomprensibile)

GUARNIERI ALDO · Consigliere di Forza ItaliaLeggi intervento

Del PDL? Sì? Sì… no, no infatti!

L’ho detto io… non sapevo che lei partecipasse… Beh! Sarei curioso di sapere in ogni caso, le aree produttive nel nostro territorio, ci saranno nel futuro Piano Regolatore, oppure no? Si crede nell'esistenza di aree produttive industriali nel nostro territorio, oppure sì?

Dove andranno, dove atterreranno nel nostro territorio? Le fate, come sono state fatte ancora a suo tempo, responsabilità a destra e a sinistra, non m'interessa, perché è una cosa abbastanza 25 antica, le farete, per poi dire a posteriori: “Eh no, è tutto sbagliato cerchiamo di modificare le Norme Tecniche, non ci stiamo attivando per dire al contrario di quello che abbiamo detto?” Oppure che cosa? Per quello che riguarda la valenza interregionale.

La valenza interregionale.. per carità la valenza interregionale, a me non interessa sapere che cosa la Regione dirà… mi interessa sapere anche che cosa la Regione intende fare, però è già stato prima evidenziato, in maniera sufficiente direi, da parte del Consigliere Piscopo su come ed in che modo, a livello Regionale, la Regione abbia puntato sull’interportualità. Però è importante che chi è socio dica che cosa ne voglia fare.

Poi se voi mi dite, beh a un certo punto, ci servono € 3 milioni, portiamo a casa… abbiamo speso uno, portiamo a casa tre, ad un certo punto ci servono, perché qua, a quanto pare, è un buco dietro l'altro, e quindi ad un certo punto, dobbiamo fare le opere, dobbiamo dare un po' di soldi all'Assessore Azzalin perché faccia qualche intervento qui in città, perché sennò qua, non gavemo schei, non gavemo mai gnente siamo sempre un po' in difficoltà, adesso Berlusconi ci toglie l’Ici, quindi chissà!

Meno male che è venuto Berlusconi a toglierci l’Ici, perché se aspettavamo lei, Sindaco, in base al suo programma, penso che fra altri tre anni eravamo ancora lì ad aspettare! E quindi, se questo qui è il modo di procedere, ripeto, mi sembra un po' un navigare a vista.

Quello che è scritto nel programma, non corrisponde, non vedo il dinamismo dov'è; se il dinamismo, Assessore, e voi mi dite ridendo e sorridendo, è quello di dire: “Stiamo alla finestra, e vediamo quello che decidono di fare gli altri”, onestamente, mi pare un po' pochetto.

E quindi io mi auguro, mi auguro insomma che ci sia il coraggio di fare delle scelte, perlomeno coerenti, di fare delle scelte perlomeno coerenti; oppure il pudore di dire: “Non sappiamo ancora che cosa fare, prendiamo tempo”, perché prendendo tempo, chi non fa, non fa, non fa! Ecco un po' la caratteristica di questa Amministrazione, non mi muovo, e quindi non faccio danni. Non è sempre vero, purtroppo, Sindaco!

Anche nel non muoversi, molte volte i danni si producono lo stesso. E penso che il Bilancio, che purtroppo.. il Bilancio negativo che ci viene presentato oggi, per il quale bisogna ad un certo punto trovare una soluzione, da parte di chi ci viene presentato, da parte del Presidente dell'Interporto, sia, proprio il risultato anche di questa inerzia! Di questa inerzia!

O meglio di un remare contro, senza dare soluzioni alternative, perché soluzioni alternative, fatta la modifica dell'art. 23, dopo aver girato per Borsea, dicendo: “Ah, avete visto che cosa abbiamo fatto?” Alla fine però, i problemi rimangono!

Probabilmente la gente non ha una percezione immediata, però io ritengo che chi ha dei figli, sapere che il proprio figlio dovrà andare, per lavorare, lavorare o a Ferrara, o a Padova, fuori provincia, visto che dobbiamo tenere i geni, i geni e i valori aggiunti, coloro, i soggetti che nel nostro territorio possono avere una certa importanza… dobbiamo tenere, dobbiamo tenerli nel nostro territorio, ecco: questo è quello che stiamo facendo: li stiamo mandando via, creando le basi per mandarli via.

26 Non meravigliamoci se nel nostro territorio abbiamo una percentuale di anziani che supera la media di qualsiasi altra Provincia, non meravigliamoci se il termine “produzione e sviluppo” rimane soltanto…

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

La ringrazio Consigliere…

GUARNIERI ALDO · Consigliere di Forza ItaliaLeggi intervento

…Grazie… A quei famosi tavoli di cui si parlava prima. Perché più di tavoli non siamo in grado di fare.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

La ringrazio. Vi prego di stare nei tempi, il Consigliere Guarnieri ha sforato di cinque minuti. Vi prego di stare dentro i dieci minuti, come da Regolamento.

Ha chiesto d’intervenire il Consigliere Avezzù, Consigliere Nonnato…

NONNATO GIANLUCA · Consigliere Rosa nel PugnoLeggi intervento

No, per fatto personale velocissimo, eh…

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Per fatto personale il Consigliere Nonnato. Prego Consigliere.

NONNATO GIANLUCA · Consigliere Rosa nel PugnoLeggi intervento

Le spiego e così si comprende. Siccome ho intuito nel passaggio del Consigliere Guarnieri, quando ha parlato dell'Onorevole Baratella, un passaggio dove si è detto che era scomparso politicamente, ho capito una certa similitudine.

Allora volevo.. siccome pensavo si parlasse un po' del partito a cui faceva, a cui fa tuttora riferimento l'Onorevole Baratella, volevo dire che non è scomparso politicamente, forse non ha più le cariche… non ha più questo tipo di cariche, e allora mi serviva fare questo tipo di precisazione… (Voci dall’Aula incomprensibili)

NONNATO GIANLUCA · Consigliere Rosa nel PugnoLeggi intervento

Per fatto personale, ci tenevo, ci tenevo, ci tenevo a… (Voci incomprensibili dall’Aula)

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Per cortesia…

NONNATO GIANLUCA · Consigliere Rosa nel PugnoLeggi intervento

Ci tenevo a far presente… 27 (Voci incomprensibili dall’Aula)

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Per favore, allora…Vi prego di stare in silenzio, per cortesia. Consigliere Nonnato.

NONNATO GIANLUCA · Consigliere Rosa nel PugnoLeggi intervento

Per fatto personale, nel senso che si è voluto… si è voluto parlare…

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

La prego di…

NONNATO GIANLUCA · Consigliere Rosa nel PugnoLeggi intervento

… Di una questione che ha coinvolto non solo la persona, ma anche il Partito per il quale lui ha lavorato e continua a lavorare, e mi è sembrato inopportuno.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

La ringrazio e vi prego di stare ai tempi. Ha chiesto d’intervenire il Consigliere Avezzù. Prego Consigliere.

Quando uno chiede d’intervenire per fatto personale, il Presidente non sa qual è il fatto personale, quindi io devo ascoltare prima di poter… è vero? BIMBATTI ANDREA - Consigliere Forza Italia. Però adesso dovrebbe dire che non era per fatto personale!

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

No, no, no. Vi prego solamente di chiedere di intervenire per fatto personale quando è opportuno. Va bene?

E il Consigliere Guarnieri è pregato di evitare che vi siano richieste in tal senso.

GUARNIERI ALDO · Consigliere Forza ItaliaLeggi intervento

E’ un po' difficile!

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Lo so, lo! Altrimenti, sarò costretto qualche volta a togliere la parola. Prego, Consigliere Avezzù.

AVEZZU’ PAOLO · Consigliere Forza ItaliaLeggi intervento

Posso? Allora, grazie Presidente. Credo che, su questo tema, di cui -come ricordava già qualcuno- abbiamo discusso più volte, abbia da dire qualcosina, sia perché lo ricordava Milan, io insieme con lui ero… credo nel 1991, quando abbiamo dato il via libera con questo Consiglio 28 Comunale, alla costituzione della società Interporto, e sia perché fino al 26 di questo mese sono stato e sarò Consigliere d'Amministrazione dell'Interporto.

Un’esperienza importante che mi ha dato modo di conoscere in tutti i sensi, nascita - potrebbe essere il titolo di un film- “Nascita, crescita e declino dell'Interporto”. Nascita, l’abbiamo detto; la crescita l'abbiamo vista in questi anni, oggi siamo davanti ad un possibile declino, perché?

Io credo fondamentalmente, e peraltro la fonte non è mia, ma credo… di sei o sette Sindaci del centro-sinistra che sulla vicenda del Catasto, come su altre questioni, hanno scritto una lettera aperta sui giornali, dicendo che Rovigo ha abdicato al proprio ruolo di città capoluogo. La fonte non è mia ma di sei Sindaci del centro-sinistra.

Non solo sulla questione del Catasto, dove Rovigo è riuscito a fare il miracolo di mettere in confusione, quarantanove Comuni della Provincia, ma perché sulla vicenda dell'Interporto -e poi arrivo in maniera puntuale alle precisazioni e agli interventi e le varie sottolineature che faceva l'Assessore Milan- io credo che il Comune di Rovigo stia avendo un atteggiamento masochistico o, come diceva a Ballarò, l’altra sera il vostro leader Valter Veltroni: “Un atteggiamento alla Tafazi”.

Cioè, un atteggiamento in cui uno si fa del male da solo. Perché? Perché tra l'altro, quando Milan ricorda la lettera della Corte dei Conti, sulle Partecipate, peraltro non capisco perché Milan, ricordi questa lettera sulle Partecipate solo quando si parla d’Interporto e non la ricordi a tutto il Consiglio quando si parla di situazioni ben più gravi e ben più incancrenite, quando si parla di Polesine Servizi, che quello era l'obiettivo della lettera della Corte dei Conti, oppure di Censer.

Ma di questo ne parleremo in un'altra occasione!

Dicevo, un atteggiamento alla Tafazi perché il Comune di Rovigo da una parte è socio dell'Interporto e ha una significativa partecipazione peraltro ridotta, non avendo sottoscritto l’ultimo aumento di Capitale Sociale, dall’altra, sta facendo e ha fatto di tutto per far perdere di valore alla propria partecipazione, e contribuendo appunto, alla possibile… io uso ancora questo scenario, Presidente Borgatti, che tra l'altro ringrazio, non solo per il lavoro di questi sei anni vissuti non pericolosamente, pericolosamente direi nell'ultimo anno, anno e mezzo, ma prima, veramente un'avventura anche umana, importante.

Dicevo, perché il Comune di Rovigo, diciamo fondamentalmente, la domanda è: “Ma cos'è successo in questo anno e mezzo?” E’ chiaro che, certi ragionamenti ho avuto modo di farli esattamente il 14 febbraio, quando abbiamo discusso sulla modifica dell'art. 23 del Piano Particolareggiato, ma uno dirà: “Ma, il declino o il cataclisma è successo da febbraio a maggio?” Assolutamente no!

Altrimenti ad ognuno di noi ci daremmo degli stupidi; il problema è successo molto prima e Milan faceva una domanda: “Ma cos’è successo… come mai questa sfiducia sulla società che doveva essere il motore dello sviluppo?” Ma io credo, caro Assessore Milan, che la sfiducia su questa società, sia nata fondamentalmente perché -e qua è antipatico dirlo, però, ho anche l'orgoglio, non solo personale ma condiviso con tanti Consiglieri Comunali o con amici che con me, hanno condiviso un’esperienza amministrativa- non è cambiata la strategia dell'Interporto e -ripeto- non da tre mesi!

E’ cambiata subito dal suo insediamento, la 29 strategia di una Giunta che, da quando si è insediata, non crede allo sviluppo, ma anzi lo frena. Questo è il male non tanto oscuro dell'Interporto, e questa strategia è stata messa in essere, da subito. Quindi l’art.

23, la Modifica, è un lato conclusivo di un'azione che io direi, visto che tra l'altro non riuscite a fare né come Comune, né come Provincia, il cosiddetto marketing territoriale -scusate colleghi- siete però riusciti a fare benissimo l'azione contraria: il contro marketing territoriale! Cioè l'avete coniato, l'avete inventato, e l'avete messo in atto in una maniera fantastica!

Cioè, il contro marketing territoriale nel senso che si è diffuso con un tam-tam, dal passa parola al web, che a Rovigo c’è una Giunta che vuole bloccare gli insediamenti e lo sviluppo. L’atto conclusivo, è quello della modifica dell’art.

23 ma, qua lo sappiamo tutti, era un anno e mezzo che se ne parlava, che si diceva, sulla stampa e quant'altro, e sapete benissimo che le rassegne stampa che riguardano le questioni politiche, locali ecc, vanno a finire nella rassegna stampa delle Associazioni di categoria a livello Regionale, degli Assessori Regionali, dei Sindaci dei Comuni Capoluoghi, dei Presidenti dei vari enti di sviluppo economico a livello Regionale.

Quindi, di questo tam-tam che Rovigo volva mettere una croce sopra all'Interporto, non è -ripeto- dal 14 febbraio che si sa la notizia, ecco perché certi risultati! Quindi rispondo anche in qualche modo ad una domanda che è tra le righe, perché è oggetto di una delle due delibere all’esame oggi, sulla questione della riduzione del capitale sociale, è conseguenza di perdite.

E quindi una domanda che io proprio esplicito: “Ma perché ci sono delle perdite?” E sono andato a vedermi -sapete che mi conservo tutto- l’intervento che ho fatto proprio il 14 febbraio in occasione della modifica dell’art.

23, e dicevo -così rispondo anche all’altra domanda che faceva sia Nonnato e anche Milan- “Ma come mai nessuno vuole più venire all’Interporto?” E io dicevo: “Nell’incertezza..” Allora c’era l’incertezza, adesso addirittura abbiamo la certezza, anche tecnica, “… Non verrà più nessuno ad insediarsi o anche a prendere in affitto capannoni per la logistica”, perché il passaparola è stato appunto che Rovigo è contro l’intrapresa.

Ma dicevo anche un altro motivo, un’altra questione, e quindi vengo alla questione perdite, che nel votare quelle norme e prima nel fare l’azione di contro marketing territoriale, si creava un danno irreparabile all’Interporto e -ero facile profeta- tra l'altro essendo membro del Consiglio di Amministrazione e avendo dato, esattamente non tre mesi fa, ma il 19 febbraio 2007, subito dopo l'approvazione da parte del CdA dell’Interporto del Business Plan 2007 - 2016, sono venuto subito in Comune, ho fatto fotocopia del Business Plan, della relazione… della nota allegata del Presidente Borgatti, e con la mia nota autografa, l'ho fatto avere al Sindaco e -se non sbaglio anche- alla dottoressa Cittadin; dicendo proprio: “Signori, attenzione!” Perché, mentre sulle altre due società che ho citato: Censer e Polesine Servizi poi, apro una parentesi: Censer, se non ricordo male a novembre venne qui il Presidente che è tanto famoso che non mi ricordo neanche più il nome Borgato...

Massimo Borgato. Sì adesso mi è venuto in mente! No, no veramente, non è una presa in giro, mi scappava… mi scappava il nome, è venuto il Presidente… 30 (Voce incomprensibile dall’Aula)

AVEZZU’ PAOLO · Consigliere Forza ItaliaLeggi intervento

L’Ho detto… chiedo scusa… uno può avere un’amnesia! Sono concentrato sull’Interporto, non mi veniva in mente il Censer. Comunque, il Presidente del Censer prometteva, nel giro di qualche mese, il Piano Industriale, è arrivato maggio e ancora non l'abbiamo avuto.

Mentre, sulla questione dell’Interporto, la vicenda è esattamente rovesciata: il Business Plan c'era e parlava in maniera chiara. Diceva che per il 2007 e -ha sbagliato di poco- era prevista ancora una perdita, allora diceva di 628.000 invece sono 700.000 e qualcosa, però già degli effetti del contro marketing ci sono stati nel 2007, però prevedeva dal 2008 in poi, il pareggio e anzi l'utile di Bilancio, l'utile di Bilancio. Questo è il dato importante, certo se si verificavano certe caratteristiche.

Certe caratteristiche voleva dire: possibilità di insediamenti, la sottoscrizione dell’aumento di Capitale Sociale, perché questo -visto che tutti si riempiono la bocca- mi ricordo la famosa visita fatta dal Consiglio Comunale all'Interporto, sull'importanza della logistica e dell'attività propria.

Bene, il Business Plan prevedeva che entro il 2011 si esaurissero i proventi derivanti da attività tipicamente immobiliari, e gli introiti arrivassero dal 2011 in poi, unicamente da attività intermodale e da attività logistica.

In più con l'intera sottoscrizione della… -sì, sono verso la fine- del Capitale Sociale, si sarebbe dato il via ai lavori per un’infrastrutturazione, la creazione di 50.000 m² di area per stoccaggio e movimentazione merci fondamentali, e richiesti da certe ditte, per potersi insediare all'Interporto. E’ chiaro che se non hanno i piazzali per movimentare le merci, certe aziende e certe ditte, non prendono in affitto i capannoni, non si insediano all'Interporto, non utilizzano l'Interporto.

Quindi, vado in chiusura, Presidente. Quando fondamentalmente Milan, devo fare riferimento a Milan non per accanimento terapeutico o personale, ma semplicemente perché ha dato la posizione dell'Amministrazione, quando ha detto quali sono… e l’ha detto bene il collega Piscopo, le intenzioni della Regione.

Beh, la Regione le ha dette in maniera chiara, recentemente, come l’ha appunto ricordato, con un’intervista sulla stampa dell’Assessore Chisso, ma con i fatti, credendoci -perché io dico sempre-quando uno mette la mano al portafoglio vuol dire che ci crede.

Allora sull’aumento di capitale sociale, che doveva essere di € 2,3 milioni, se non ricordo male, Presidente, € 2,3 milioni, ne abbiamo raccolti solo € 1,7 milioni, di cui € 1,5 milioni dalla Regione; la Provincia si è asten… ha votato a favore dell'aumento di capitale sociale, però non ci ha messo un euro. Il Comune di Rovigo, addirittura, si è astenuto dall'aumento di capitale sociale, dove -voglio dire- un voto a favore come la Provincia, e dopo non mettere i soldi, non cambiava la vita!

Addirittura si è astenuto dall’aumento di capitale sociale, immaginatevi poi se avrebbe messo un euro! Ha solo fatto e lo ricordo, come ha detto Borgatti, fatto perdere sei mesi, tra l'altro non incassando i soldi della Regione e pagando solo interessi passivi. 31 Forse un domani la Corte dei Conti potrebbe anche chiedere a qualcuno il conto di questo, e magari saremmo tra i primi a chiederlo.

Quindi, più che chiedere cosa… che intenzione ha la Regione, la domanda oggi su questa Delibera, che intenzione ha, e ieri l’abbiamo capito, la Provincia non ha nessuna intenzione! Ma che intenzione ha il Comune di Rovigo, dove addirittura c'è… e lo diremo meglio poi, discutendo le specifiche Delibere, una posizione schizofrenica sulla modifica dell'art.

15 dove, da una parte dell'Interporto dice : “Visto che Comune e Provincia non credono all'Interporto, apriamo ai privati”, quindi facciamo sì che nel CdA -e questo lo spiego ai colleghi- perché essendo in Consiglio d'Amministrazione, non ho avuto tempo, il collega… dico il collega di CdA Borgatti, di spiegarlo, si apriva ai privati eliminando il cartello o il patto di sindacato che faceva sì che i soci privati: Regione, Provincia e Comune, scegliessero, tanto per capirci, le careghe da mettere nel CdA.

Voi avete cassato la proposta del CdA, che era un'apertura netta ai privati, come ha detto ieri Marangon in Consiglio Provinciale, pur avendo nel vostro programma e avendolo ribadito recentemente sulla stampa, sia il Sindaco Merchiori che anche l'Assessore Milan, che volete aprire ai privati, avete cassato la proposta del CdA, riproponendo il cartello, cioè il Patto di Sindacato, tra il pubblico cioè, come dire: le careghe ce le spartiamo noi: Comune, Provincia e Regione. Ai privati, le briciole in CdA.

Ma chi sarà quel privato che investe: uno, due o tre milioni di Euro, per stare in minoranza dentro un Consiglio di Amministrazione? Se ci metto i soldi -scusate- in una società voglio comandare. In questo modo, non avete dato il via libera al possibile declino dell'Interporto, avete messo la parola fine sull'esperienza dell'Interporto, e ne portate pesantemente la responsabilità.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie. Grazie al Consigliere Avezzù, chiedo scusa. (Il Consigliere Avezzù risponde a microfono spento - incomprensibile)

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Sì, sì. Ma in effetti, non si dicono mai le cose a caso, ci deve essere una ragione. Ha chiesto d’intervenire l’Assessore Osti.

Forse è anche questa l’altra questione che m’ha indotto in errore. Ne ha diritto naturalmente, quindi, prego Assessore.

OSTI LUIGI · AssessoreLeggi intervento

Sì. Grazie Presidente. Grazie al Consiglio.

Io intervengo perché… immagino che sarà il Sindaco a dare le risposte politiche, in particolare all'intervento del Consigliere Avezzù, e prima anche del Consigliere Piscopo che, per certi versi, almeno nell'intervento di Piscopo, ho colto l'intervento che “parla a nuora, perché suocera intenda”. 32 Io mi riferisco sostanzialmente all'intervento, perché, sostanzialmente interessa il ruolo che svolgo in questo momento, che interessa solo ed esclusivamente la pianificazione territoriale.

Forse il Consigliere, ex Assessore all'Urbanistica, Guarnieri, non ha capito benissimo qual è… quali sono i livelli di pianificazione che coinvolgono il Comune, e non avendolo capito benissimo oggi, probabilmente questa mancanza di comprensione ne deriva anche dall'aver svolto il ruolo di Assessore all'Urbanistica in termini abbastanza fugaci e assenti; perché ricordo al Consiglio Comunale e non al Consigliere Guarnieri, ricordo al Consiglio Comunale, che Rovigo è la città capoluogo del Polesine, ma non è l'ombelico del mondo!

Rovigo è inserito in un ambito di pianificazione provinciale e in un ambito molto più articolato di pianificazione regionale. E non a caso in questi giorni si sta presentando in tutto il Veneto il Piano Territoriale di Coordinamento Regionale, che è lo strumento madre di tutte le Pianificazioni Territoriali e che è all'interno di questo grande strumento che vengono a collocarsi tutte le pianificazioni territoriali a livello Comunale, e Rovigo non può sottrarsi a questa sua responsabilità.

Non può sottrarsi, tant'è che partecipa molto assiduamente l’Amministrazione Provinciale in questo ambito, e l'Amministrazione Provinciale ha presentato un… e ha adottato già un documento preliminare di Piano Territoriale Provinciale, al quale, che è datato, è partito già dal 2004 - 2005, e che aveva come presupposto che il Comune di Rovigo, avesse, nell'ambito della pianificazione Territoriale Provinciale, un ruolo importante e decisivo.

Alle riunioni sulla Pianificazione Provinciale, il Comune di Rovigo, con Assessore Aldo Guarnieri, non ha mai partecipato, tant'è che Aldo Guarnieri insiste, ormai per l'ennesima volta, ed io questo ne prendo atto, insiste per dire: “Comune di Rovigo, tu che stai facendo il PAT, devi dirmi con assoluta certezza dove metti le aree industriali nel Comune di Rovigo”.

Bene, ricordo al Consiglio che le aree industriali possono essere collocate in un ambito di area vasta, e che possono, quindi, essere collocate anche fuori dal territorio comunale di Rovigo, senza per questo obbligare il Comune di Rovigo ad avere aree industriali! Così come aree di servizio alla comunità larga, alla comunità di area, possono essere collocate nel Comune di Rovigo, perché centro del Polesine, e perché area di coordinamento di attività complesse che si trovano fuori dal Comune di Rovigo.

Queste cose il Consigliere Guarnieri oggi, l’Assessore Guarnieri prima, avrebbe dovuto dirle nei tavoli giusti, all'interno del Piano Territoriale Provinciale, e meglio ancora all'interno del Piano di Coordinamento Regionale. Bene, io queste cose, ho cominciato a farle, ho partecipato già alle riunioni di realizzazione del Piano Territoriale Provinciale, così come ho intenzione di partecipare e partecipo alle riunioni del Piano Territoriale di Coordinamento Regionale. Questo è quanto.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

33 Grazie. Grazie all’Assessore Osti. E…

GUARANIERI ALDO · Consigliere Forza ItaliaLeggi intervento

Per fatto personale.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Fatto personale esattamente come quello del Consigliere Nonnato!

GUARANIERI ALDO · Consigliere Forza ItaliaLeggi intervento

No, no. E’ fatto personale questo!

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Ma non centra niente!

GUARNIERI ALDO · Consigliere di Forza ItaliaLeggi intervento

No, no, non centra niente! Siccome…

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Basta citare il Consigliere Guarnieri e uno dice è fatto personale! Ha tre minuti di tempo. Tre minuti, Prego.

GUARNIERI ALDO · Consigliere di Forza ItaliaLeggi intervento

Certo. Allora volevo ricordare all’Assessore Osti, non sapevo che lui aveva un cartellino dove timbrava le entrate e le uscite, io non l’ho mai avuto, però posso dire una cosa, la invito a verificare il numero di Delibere che ho fatto quando ero Assessore, e il numero di delibere che lei sta partorendo, che lei sta facendo, che lei sta forse pensando, ecco diciamo così.

Poi vorrei ricordarle di andare a verificare, e chiedere anche gli Uffici, se e quando, sono iniziate le convocazioni, sui famosi tavoli dei quali lei parla, e semmai si è arrivato finché io ero Assessore, una richiesta di convocazione, prima di dire determinate cose, e lei vada a verificare.

Poi sa, dipende perché dice, io sono presente in assessorato tutti i giorni, dieci ore al giorno, ma la cosa non è che le faccia onore, perché dipende da quello che lei fa, perché sa, si può essere anche assenti essendo presenti, e purtroppo questa è un po' la fotografia che la riguarda! Per quello che riguarda le risposte che le avevo chiesto, lei non le ha date. Continua a dire: “Sapete che possiamo mettere anche da tante altre parti”, ma io continuo a chiederle: ”Dove volete metterla?” E lei non risponde!

Perché non ha una risposta! Perché lei sta ancora pensando! Perché lei è come l'Assessore Salmaso che l’ha preceduta.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

La ringrazio. 34 Ha chiesto d’intervenire il Consigliere… Adesso evitiamo altri casi personali, per favore.! Ha chiesto d’intervenire il Consigliere Carricato.

Se vi sono… Chiedo scusa Consigliere… Altre richieste è bene alzare la mano, perché poi dobbiamo chiudere i lavori. Il Consigliere Stocco e il Consigliere Mancin. Non ci sono altre richieste d’intervento.

Prego Consigliere.

CARRICATO FRANCESCO · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento

Grazie Presidente. Io volevo cercare di, se è possibile, ricondurre un po' l'oggetto del dibattito e il contenuto del dibattito all'oggetto della delibera, perché sono stato richiamato dai colleghi dell'opposizione e anche da lei, Presidente, quando ho esultato dall'oggetto della Delibera. Mi sembra che negli interventi dei colleghi, che mi hanno preceduto, soprattutto dell'opposizione, dell'oggetto della delibera non si sia assolutamente parlato.

Cioè, ci viene richiesto di -scusate- di decidere se approvare una riduzione volontaria del capitale sociale di Interporto… (Voci incomprensibili dall’Aula)

CARRICATO FRANCESCO · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento

No, non avete parlato di questo. Proposta di riduzione volontà…Il Punto N. 1 all’Ordine del giorno non è stato aperto?

Non è stato aperto il Punto N. 1?

GUARNIERI ALDO · Consigliere di Forza ItaliaLeggi intervento

Ci dica se è stata brevettata qualche Delibera. Ce lo dica!

CARRICATO FRANCESCO · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento

Se non è stato aperto…

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Per favore! Allora lei sa, che le Delibere vengono illustrate ovviamente, dagli Assessori. Per favore!

Per Cortesia! In questo caso, abbiamo dovuto, abbiamo voluto prima dare la parola al Presidente. Nella relazione del Presidente si affronta anche questo nodo, non è mica così.

Noi nella relazione del Presidente abbiamo anche discusso della richiesta che fa Interporto di aumento di riduzione… eh sì!.. perché questa volta di riduzione del Capitale… ma è evidente che noi discutiamo adesso della relazione… discutiamo adesso della relazione del Presidente, poi ci fermeremo anche a discutere nello specifico, della Delibera. Metteremo ai voti questa e poi anche l'altra.

CARRICATO FRANCESCO · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento

35 Io ho inteso che il Punto N. 1 all'Ordine del giorno, fosse stato aperto.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

No, tecnicamente la Delibera, la deve presentare l’Assessore. E’così, Consigliere Carricato.

CARRICATO FRANCESCO · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento

Allora, se non è stato aperto…

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Deve intervenire, sulla relazione del Presidente. Se vuole intervenire.

CARRICATO FRANCESCO · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento

Allora, è stato un disguido.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

La ringrazio. Prego. Altre richieste d’intervento?

Perché poi dobbiamo mettere anche il Presidente nella condizione di replicare, in quanto si è chiesto di anticipare il Punto all'ordine del giorno, perché deve andare via. Chiede d’intervenire Albertino Stocco. Prego Consigliere.

STOCCO ALBERTINO · Consigliere Lista Stocco P.P.E.Leggi intervento

Spero brevemente… Tant’è vero che stiamo discutendo per così… non per non far rispondere all'amico Carricato, stiamo rispondendo… Stiamo intervenendo proprio sulla relazione del Presidente, non tanto sulla delibera. Una relazione che, a mio avviso, è stata puntuale se vogliamo, però una relazione di fine mandato, e quando si fanno le relazioni di fine mandato, normalmente si potrebbe anche non essere del tutto obiettivi.

Io stimo il Presidente Borgatti, è da tantissimi anni che lo conosco, però ho sì alcune cose, all'interno di questo soggetto che è l’Interporto che non potessero avere avuto quel raggiungimento di scopo che non hanno avuto, non credo che sia colpa solo degli altri, c'è qualcosa probabilmente che non va, non è certo, colpa… non è certo, colpa… non vi sono colpe personali, da attribuirsi al Consiglio di Amministrazione, o tantomeno, individualmente ai vari soggetti che compongono il Consiglio di Amministrazione.

Però effettivamente se abbiamo delle aree, come diceva prima l'Assessore, all'interno dell’Interporto, non tanto sul sistema viario, abbiamo delle aree ancora inutilizzate, molto probabilmente non è certamente colpa di quel famigerato, dannato, art. 23 che è stato mutato. A tale proposito, vorrei fare una brevissima osservazione tra parentesi: quell'art.

23 io non l'ho votato, non tanto perché non fossi contrario, o perché io sia favorevole a qualsiasi tipo di insediamento all'interno dell’Interporto, quanto perché, 36 quell'atteggiamento che abbiamo assunto in Consiglio Comunale è pleonastico, non serve a niente quell'art. 23, perché tutto ciò che è ribadito nell'articolo, in quel famoso mutamento dell'art. 23, si poteva benissimo evincere dalla vecchia normativa.

La vecchia normativa, non ha mai consentito che all'interno della zona industriale, e tanto meno dell’Interporto, si potesse fabbricare qualsiasi cosa. Anche il vecchio art. 23, la vecchia normativa, non impediva che alcune iniziative di ordine industriale, andassero contro la tutela dell'ambiente, o fossero contro la tutela dell'ambiente.

Lo prevedeva, benissimo la vecchia normativa! Ecco perché io, ho ribadito in Consiglio Comunale, se vi ricordate, che non lo votavo, non tanto perché nel merito, quanto perché lo ritenevo un atteggiamento pleonastico, l’ho fatto scrivere anche sulla stampa. E credo che il Comitato abbia risposto a questo mio intervento sulla stampa dandomi ragione, tra l'altro alcuni giorni dopo…il Comitato…il Comitato di Borsea… non so neanche chi sia… non li conosco… Non li conosco.

Ma a parte questo, ecco… io ho apprezzato invece, nonostante tutti gli interventi che sono…che si sono verificati, sulle posizioni dell'Assessore, invece l’ho apprezzato. Ho apprezzato il fatto che, finalmente si dice, è bello che la politica abbia avuto questa idea, di istituire queste Aziende Partecipate tipo: il Censer, tipo la Polesine Acque ecc… tipo l’Interporto… E’ bello! Ha fatto bene, non poteva non farlo la politica.

Né altrettanto, siamo arrivati a distanza di sedici anni… diciassette anni oggi, bisogna dire che la politica non è più in grado di sostenere queste cose, ma non perché non voglia, perché non è più in grado di sostenerle queste cose; non è possibile che la politica si accolli tutti gli oneri delle Aziende Partecipate.

L'abbiamo fatto con la Polesine Acque, e sappiamo cosa c'è costato, ci è costato un Bilancio quello dello scorso anno, che a dir poco era, a detta di tutti noi, del Sindaco in modo particolare, era un Bilancio di estremo sacrificio per i cittadini e per i servizi che noi riuscivamo a dare e che avremmo desiderato dare.

Allora, oggi è il caso, l'ho detto bene anche sulla stampa qualche giorno fa, mi pare, è il caso di rivisitare queste nostre Aziende Partecipate, non tanto per venirne meno, per abdicare alle nostre competenze, di essere programmatori del territorio, programmatori dello sviluppo. Non è questo il problema Consigliere Avezzù! Che noi vogliamo, vogliamo abdicare alle nostre competenze di programmazione territoriale e di programmazione di sviluppo, non è questo il problema!

Dobbiamo invece insistere, attraverso una coordinazione di sinergie, di interventi industriali e di associazioni di categoria, dobbiamo insistere a fare in modo che, una volta che la politica credo abbia finito, in qualche modo, il suo compito di carattere… di carattere finanziario, dobbiamo fare in modo che queste associazioni, questi soggetti, che non sono la politica, si mettano in sinergia per portare avanti ciò che la politica, ha iniziato qualche anno fa.

Questo è, credo il significato dell’Assessore Milan, e credo anche che attorno a questa riflessione nessuno di noi sia… sia… sia contrario. Poi, non è un problema che Borgatti, permettimi di dirti, l'amico Borgatti è di destra, e noi siamo di sinistra, o siamo di sinistra e voi di destra, non è lì il problema! Lo 37 sviluppo non ha tessera di partito in tasca.

Qua dentro, quando parliamo di queste cose, dobbiamo lasciarci alle spalle le nostre provenienze di carattere politico, e dobbiamo vedere invece… dobbiamo vedere invece se ciò che andiamo ad assumere, rappresenta la volontà di raggiungere un bene comune, di raggiungere uno sviluppo che coinvolga tutta la popolazione, non una parte di essa.

In questo senso, io mi sento di dire, la politica non deve abdicare alle sue competenze, però è ora che la politica metta in moto, dei meccanismi tali, che non la vedano coinvolta direttamente per problematiche di carattere finanziario, perché non ce la fa più. Il Comune non ce la fa più, e allora bisogna andare alla ricerca di altre sinergie. Credo fosse questo sia il significato che si sta dando ad una certa… ad una certa posizione.

E quando… -e termino, chiedo scusa se probabilmente sto sforando il tempo- quando si parla, quando si chiede, meglio, che intenzioni ha questa Amministrazione, in ordine a scelte future, tipo la domanda che faceva prima il Consigliere Guarnieri, credo che non sia mica peregrina la domanda!

La domanda che fa il Consigliere Guarnieri, con il suo tono, con il suo modo di porre, per carità -che non mi vede coinvolto- anzi, non lo apprezzo, gliel'ho detto mille volte che non lo apprezzo il suo modo di fare, però, pone una domanda seria al di là del PRGC di cui appunto faceva cenno prima l'Assessore Osti. Il Comune all'interno di questo Piano Regionale di sviluppo e dopo Piano Provinciale di Sviluppo Territoriale, cosa ha intenzione di fare?

Quando … quando mette in sinergia i Comuni della periferia per arrivare ad una… per arrivare ad una… ad uno sviluppo condiviso, per quanto riguarda lo sviluppo economico, ad uno sviluppo urbanistico condiviso, per quanto riguarda l'urbanistica… l'urbanistica… il piano… il PAT tanto per capirci! Che poi è il PAT, nel senso che coinvolge, ed è un obbligo, ed è un obbligo che la legge ci pone, coinvolge tutti i Comuni della periferia, al di fuori del Comune di Rovigo.

Quando avremmo, la possibilità di vedere queste linee di indirizzo, almeno, quelle sulle quali, anche noi come Consiglio Comunale, potremo fare delle osservazioni. Ancora non sappiamo niente, Assessore Osti, non me ne voglia se anch'io la incito a venire in Consiglio Comunale, con una bozza di indirizzi urbanistici e di sviluppo economico condivisi anche con gli altri Comuni della periferia del nostro Comune.

Per sapere soprattutto che coinvolgimento c'è stato, quali prospettive i Sindaci dei Comuni a noi vicini, hanno messo sul tappeto, per vedere quale sviluppo abbiamo in sinergia pensato, può essere la zona sud della città, cioè del nostro Comune, può essere anche al di fuori, chi dice di no! Ha ragione, quando dice, l'Assessore Osti, che potrebbe essere anche al di fuori. Potrebbe essere soddisfacente un allargamento dell’Arquà-Villamarzana, perché no!

Se assieme, abbiamo deciso, potremo decidere che quello è l'indirizzo che questa Amministrazione può… attorno al quale può aspettarsi… ben venga! Però dobbiamo saperlo. Io chiedo formalmente, lo chiedo al Sindaco, glielo avevo chiesto ancora, che in quest'Aula, ci si metta nella possibilità di, quanto meno, di conoscere una bozza, 38 perché sono convinto che ancora sarà una bozza, degli indirizzi che si intendono perseguire, e percorrere per la stesura del Piano Regolatore generale.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al Consigliere Stocco. Ha chiesto d’intervenire il Consigliere Mancin. L’ultima parola e poi, darò la parola al Presidente d’Interporto.

Prego Consigliere.

MANCIN FLAVIO · Alleanza NazionaleLeggi intervento

Grazie Presidente. Partirei da una considerazione. Sono passati, sono trascorsi oramai due anni dall'insediamento della Giunta Merchiori, e come abbiamo potuto constatare in quest'Aula, spesso, non vi sono indirizzi chiari, relativamente alle politiche da perseguire.

In particolare sulle politiche dello sviluppo, accanto ad una lettura come quella che è stata fatta relativamente al programma, non si riscontrano poi, degli atti conseguenti ai buoni propositi, anzi, i buoni propositi rimangono tali, gli atti invece spesso, sono negativi, e a quest'Aula tocca il compito di modificarli.

Quel passaggio di poco fa, sulla delibera del Consorzio dello Sviluppo, è sicuramente uno degli atti topici in questo senso, una Giunta che propone qualcosa che in primis i Consiglieri di maggioranza bocciano e che trova naturalmente concorde anche i Consiglieri dell'opposizione. L’Interporto rappresenta un bene di questa città, l'Interporto, si trova sul territorio della nostra città.

Non possiamo rendere, diciamo, banalizzare, quella che è una relazione che è stata portata all’attenzione del Consiglio da parte del Presidente Borgatti, che ha dei contenuti forti e importanti, dicendo: “Forse da fuori riusciamo a controllare meglio quello che sta accadendo”. Forse questa Giunta non ha le idee chiare. Forse in questa Giunta c'è qualcuno che la pensa in maniera diversa.

Quello di uscire dall’Interporto può essere un ragionamento che può essere fatto solo se si verificano le condizioni per poterlo fare. Bisogna creare queste condizioni. Non mi sembra che questo sia stato fatto.

La confusione più grande è quella di dare disponibilità per un aumento di capitale, che poi non si aumenta; non dare disponibilità per poter togliere in questo momento, per chi verrà poi in futuro, la possibilità, appunto, di togliere un debito, per poter partire, invece, da una posizione diversa rispetto a quella che è stata fino ad oggi. Dall’altra, se si dice che si vuole uscire dall'altra, però si vuole mantenere il controllo, e allora, così come quel fatidico art.

23, si è creata parecchia confusione, da una parte cercando di dare delle risposte ai cittadini, ma dall'altra creando sicuramente un impatto negativo, rispetto al mondo dell'impresa, di chi vuol fare impresa e chi avrebbe voluto e potuto venire a fare impresa. Dall'altra non si tratta di un percorso di sviluppo per la nostra città, una risposta reale dei cittadini.

Poco fa l'Assessore all'Urbanistica, ha ragionato nei termini: “E’ possibile che noi spostiamo, rispetto al nostro territorio, l'attività industriale” è vero! Esistono Piani Territoriali di coordinamento di carattere regionale, esistono dei Piani 39 Provinciali Territoriali, esistono degli strumenti sovra-comunali che possono dare finalmente, se bene utilizzati, delle risposte coerenti con il territorio, un territorio più vasto non solo quello del Comune di Rovigo.

Però io credo che se non pensassimo ad un'area industriale collocata sul nostro territorio, saremmo, credo, l'unico esempio in Italia, dove questo accadrebbe, e l'errore, secondo me, in questo caso, è quello di pensare di togliere un'area a vocazione industriale, quale era quella dell'Interporto, perché così recita il Piano Regolatore approvato nel 1994, senza aver pensato nel nostro territorio a delle alternative.

Il Sindaco nella sua dichiarazione diceva: ”Sì, togliamo questo tipo condizione all'area Interportuale, però troveremo sicuramente, nell'ambito del nostro territorio, un’adeguata collocazione”. Lo disse qualche mese fa!

Non è possibile non pensare ad uno sviluppo della nostra città, uno sviluppo che, deve essere sicuramente coerente con il territorio, lontano da possibilità di insediamenti nocivi, però allo stesso tempo, deve essere una politica chiara, altrimenti deleghiamo agli altri Comuni del Polesine il nostro sviluppo, e questo credo sia assolutamente un aspetto negativo rispetto al quale mai se ne era parlato, oggi questa è sicuramente una novità, ma credo sul quale saremo pronti a batterci, perché questo assolutamente non accada.

Lo sviluppo deve accadere nel nostro territorio.

Allora, non si può dare la croce a chi non ha potuto, viste le nostre scelte, che io non ho condiviso, le scelte di questa Amministrazione, di non addivenire a degli aumenti di capitale, continuare a parlare di rilancio, anzi con forte lancio di quella che è l’attività non industriale, ma quella della logistica dell'Interporto, senza dare la possibilità all’Interporto S.p.A. di costruire quelli che sono gli spazi, per poter realizzare poi effettivamente della logistica.

Ecco io credo che, non possiamo oggi ragionare di Interporto in senso negativo, l'Interporto ha avuto una storia difficile sicuramente, in questi anni però è cresciuto, e quello che è fondamentale è che il patrimonio della società Interporto è cresciuto.

I soldi sono stati investiti, hanno portato, nonostante le difficoltà, e anche gli ultimi bilanci sui quali abbiamo fatto… stiamo facendo questa valutazione, hanno portato ad uno sviluppo di quell'area, e hanno dato la possibilità di vedere il patrimonio che anche da parte del Comune di Rovigo degli altri enti pubblici è stato investito. E‘ stato un passaggio positivo che merita questo tipo di sottolineatura. Io credo che il futuro per l’Interporto debba essere un futuro, probabilmente lontano dalla politica.

La politica giustamente ha preso in mano quelle che erano le redini di una situazione difficile, precaria, che vedeva effettivamente una difficoltà da parte dell'imprenditoria, soprattutto quella locale, nel poter gestire una macchina così grande e così importante. Una serie di accadimenti, non ultimo appunto la banchina a mare, rappresentano però, il sistema attraverso il quale la politica è riuscita a mettere in rete tante situazioni che sicuramente l'imprenditoria privata non sarebbe stata in grado.

Oggi, però, la politica deve rendere attrattiva quest’area, deve dare realmente quell'idea di un'area di sviluppo, di un'area dove la logistica è possibile, di un'area 40 dove l'investimento, soprattutto del privato, potrà creare sviluppo per il territorio e sviluppo soprattutto per le imprese che potranno andarsi ad insediare. Quell'alone negativo, che con la modifica dell'art. 23 abbiamo creato, deve essere necessariamente tolto.

Si è parlato tanto su questo territorio, nell'ultimo anno, di un'area, nella quale dovevano avvenire le situazioni più negative in assoluto per la popolazione e per quanti andavano ad insediarsi, credo si debba togliere questo tipo di attenzione, e la si debba invece ricollegare a quello che può essere, ed è stata definita anche dal Presidente della Repubblica che è stato qui in visita nel nostro territorio: “Il quel fiore all'occhiello per il territorio” e la possibilità che realmente Rovigo, possa assurgere a quelle che sono le cronache nazionali, perché effettivamente questo tipo di struttura, l’asta navigabile in particolare, possa e debba far crescere quello che è lo scambio delle merci e l'attività per le quali l'Interporto è stato creato.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al Consigliere Mancin. Do, per la replica, la parola al Presidente di Interporto Mario Borgatti. Prego Presidente.

MARIO BORGATTI · Presidente di InterportoLeggi intervento

Diventa difficile rispondere a tutti. E’bene che ricordiamo una cosa però, primo: è vero che qui facciamo politica, ma dovremo svestirci della nostra collocazione politica per capire che cosa stiamo facendo. L’Interporto, perché il Comune di Rovigo, la Provincia, ha voluto fare l’Interporto?

Perché non esiste sviluppo industriale se non vi è il trasporto delle merci, se non vi è la logistica. Allora, sono stati gli Enti Pubblici che hanno dato vita all’Interporto: la Camera di Commercio di Padova ha costruito l’Interporto di Padova, e potrei dilungarmi, ma vi dico quelli del Veneto. E allora perché?

Perché lo sviluppo è legato strettamente al trasporto delle merci e al servizio del trasporto delle merci. Quindi, è un qualcosa che se non c'è, lo sviluppo è difficile che ci sia. E allora è chiaro che l'Interporto lo fanno gli Enti Pubblici, non lo fanno i privati, perché per i privati è passivo all'inizio, in quanto devono costruire una struttura.

Io ritengo di avere fatto il mio dovere, come Presidente dell'Interporto, perché oggi l’interporto ha 22.000 metri di capannoni, ha uno scalo merci, ha i capannoni serviti dalla ferrovia, e tutti i capannoni man mano che vengono date le abitabilità, le agibilità, vengono immediatamente occupati perché c'è richiesta.

L'Agritalia, ha potuto fare la terza linea di montaggio dei trattori, perché ha avuto la logistica dell'Interporto, la Socotherm ha potuto continuare a preparare i tubi, perché la Dalmine è venuta a servirsi dell’Interporto di Rovigo, Cattozzo che fa i pallet a Polesella, stocca la sua merce a Rovigo, la plastica di Villadose è servita da noi e molte altre cose potrei dire.

41 Il che sta a significare che l'interporto svolge il ruolo per il quale era nato, per il quale era pensato, e io di questo ne sono contento, e sono contento di quello che ho fatto, perché oggi io, alla fine del mio mandato, sono arrivato con sette - otto miliardi di debito, senza nessuna prospettiva futura, e do in mano ai soci una struttura che vale € 42 milioni, che possono vendere e poi incassare tutto quello che hanno speso per 3 - 4 volte. Quindi il mio dovere, l’ho fatto!

Però, non pensiamo che il Comune di Rovigo sia avulso da tutto questo, ecco, ma prima di parlare di questo, volevo dirvi che l'Interporto di Venezia, che ha qualche decina di anni più di quello di Rovigo, quattro anni fa, ha dovuto infrastrutturare, fare grandi magazzini per il freddo. Che cosa è successo?

L'Interporto era di un privato, di un certo De Vecchi, hanno diviso la società, è entrata la Regione Veneto, la Provincia di Venezia, il Comune di Venezia, hanno finanziato poi i sistemi territoriali e hanno costruito 40.000 m di capannoni condizionati. L’Interporto di Padova, ha chiuso il suo bilancio in passivo lo stesso anno, poi avevano una società di movimentazione merci, perché è nato prima di noi con le ferrovie eccetera, per cui ha potuto pareggiare il bilancio.

Questo per dirvi che è una situazione un po' generale questa. Però il Comune di Rovigo mi chiedeva se io credo nell’Interporto di Rovigo. Pensate veramente che una persona sta a fare il Presidente dell'Interporto per prendere il gettone?

Farebbe finire tutti noi se siamo qui a prendere dei gettoni! Io sono andato lì, perché credevo di poter fare qualcosa di utile, come ho fatto credo. Avevo preparato anche un business plan in cui avevo una prospettiva, perché si basava su ciò che avevamo fatto e su ciò che si era concordato.

Se cambiano i meccanismi concordati, possono cambiare quelli di Napoli o quelli di Vicenza, ma se cambiano quelli del Comune di Rovigo, l'Interporto di Rovigo va in sofferenza.

E’ vero che l’inquinamento, si può aumentare l'inquinamento, non so però, se qualcuno ha inventato delle paratie per fermare l'inquinamento che nascerà con i cinque milioni di aree industriali, approvate dai patti di Costa di Rovigo, e dell’Eitre (parola non certa) ecc, 5 milioni di metri quadrati di aree industriali dopo Villamarzana. (Voci incomprensibili dall’Aula)

BORGATTI MARIO · Presidente dell’InterportoLeggi intervento

Ma non centrano quelli! No… Ci sono quelli… Non diciamo cose, Osti, che non sono vere! Basta andare al Consorzio di Sviluppo, prendiamo le aree industriali che ci sono, e quelle ci sono!

Adesso queste aree industriali nuove che vengono fatte, se voi pensate che quelle non inquinino, che fermare tutto l'inquinamento di Borsea, benissimo! Ma però non è un mio problema adesso, io non voglio fare una polemica con Borsea! Io non voglio fare una polemica con Borsea!

Io non voglio fare polemica con Borsea! Perché l'inquinamento se ce l'hanno, l’abbiamo anche noi a Rovigo, quindi non è che io voglia fare qualcosa contro Borsea. Voglio dire che c'è oramai un'area industriale, 42 e quest'area industriale doveva creare dei frutti.

Se si cambia, non so quale sarà il futuro dell'Interporto, se non vengono fatti piazzali e magazzini. Se l'Interporto costruirà ulteriori piazzali e ulteriori magazzini, raggiungerà il pareggio di bilancio, perché le ferrovie che sono state create, i piazzali che ci sono, non sono sufficienti per pagare gli ammortamenti e i finanziamenti dell'Interporto. Vi ho fatto l'esempio di quello di Venezia, e quindi fate il paragone con quello di Rovigo che invece era appena nato.

Come potrei dirvi che l'Interporto di Padova… ha protestato la Provincia di Padova, perché la Regione ha dato troppi soldi a Rovigo, e perché voleva avere dei finanziamenti che sono stati dati anche a Padova e anche a Verona. Allora, se questi grandi Interporti, che sono il fulcro della movimentazione delle merci per tutta l'Italia settentrionale, hanno ancora dei contributi da parte degli Enti pubblici, non possiamo meravigliarci che non li possa avere anche Rovigo.

Per quanto riguarda il discorso di ampliare la logistica e di comperare la terra, io, quando sono andato all’Interporto, sono venuto in questo Consiglio Comunale credo; il programma che io ho letto di fronte al Sindaco Baratella allora e agli altri, la mia proposta era di espropriare le ulteriori aree che c'erano dei privati all’Interporto, perché non avevano ancora urbanizzato, non era ancora nata la storia che vi dicevo prima, perché quella storia è nata quando Osti diede, ad agosto dell'anno 2000 mi pare, l'autorizzazione a urbanizzare quelle aree ai privati, da quel momento…

OSTI LUIGI · AssessoreLeggi intervento

Io ho dato l’autorizzazione a fare opere di urbanizzazione.

BORGATTI MARIO · Presidente dell’InterportoLeggi intervento

Ecco sì, le opere di urbanizzazione.

OSTI LUIGI · AssessoreLeggi intervento

No, no! E’ diverso!

BORGATTI MARIO · Presidente dell’InterportoLeggi intervento

Va beh insomma! Io non sono un tecnico. Hai dato questa autorizzazione, da quel momento, non si può più pensare di comprare delle aree urbanizzate, perché costano enormemente.

Quindi l'espansione se avviene, avviene verso aree che sono agricole, e che possono quindi essere acquistate a prezzi convenienti, per poter poi costruire capannoni e altre attività. Quindi, c'è la possibilità di sviluppo dell'Interporto. Io credo nella possibilità di sviluppo dell'interporto.

E ci crede la Regione Veneto, che qui ha investito! Ma io non faccio la difesa della Regione Veneto perché sono di centro-destra! La Regione Veneto, mi ha dato un aumento di capitale di un milione e mezzo di euro; la Regione Veneto ci ha messo, in una delibera Cipe, che spero che entro la fine dell'anno venga approvata, grazie all'intervento dell'Ing.Vernizzi e del Dr.

Fasiol, ci ha messo in finanziamento con dei fondi Cipe di un miliardo e 300 milioni che 43 dovremmo avere, come Interporto, per fare i piazzali, perché sono in giro, ero in giro perché, per completare quest'opera bisogna fare i piazzali. Per esempio, abbiamo delle domande dall’Upal (sigla non certa) che è una grande azienda logistica, che da sola muove 80 treni al giorno in Italia, di fare il proprio centro di smistamento delle merci a Rovigo. Perché mai a Rovigo?

Per la sua collocazione, per la sua collocazione geografica e viaria è diventato un centro intermodale importante, e lo sarà sempre di più. E quindi tanto più c'è ragione che ci sia un Interporto. Quindi la Regione, ha fatto tutto quello che doveva per l'Interporto di Rovigo: ci ha dato i mezzi per fare il canale, ci ha dato i continui finanziamenti con la Legge 8, ci ha dato finanziamenti con la Legge 380.

La banchina che doveva essere fatta a Bosaro, dalla parte di là, dove doveva andare il klinker -e qui voglio fermarmi un momento- non sono io, che sono andato a chiedere a queste aziende, di venirsi a collocare qui! Queste aziende vengono qui perché i privati hanno urbanizzato le aree, e queste aziende, in base alle norme che c'erano, sono venute qui a collocarsi. Non sono andato a chiederle io!

Non sono io che va a vendere delle aree industriali! Le aree industriali sono dei privati e sono soggetti al controllo del Comune, non al mio! È chiaro questo?!

Perché altrimenti ci rincorriamo sempre dietro. Io non c'entro niente con questa storia! È chiaro che però se l'industria non viene, un’altra non viene, l'altra che viene gli fanno causa, come diceva non so chi, va su tutte le rassegne stampa di tutto il Veneto, e di quelli che avevano intenzione di venire, sicuramente non verrà nessuno, ma andranno a Villamarzana che hanno venduto tutto, e così andranno nelle altre aree industriali!

E a Rovigo faremo i servizi, come diceva, se ho capito bene un momento fa, Osti, faremo i servizi, e diventeremo un bel dormitorio, faremo una bellissima azione in piazza, feste e banchetti, ma non sarà una città importante dal punto di vista industriale e logistico, perché la logistica, se va avanti così… se va avanti così, muore. Ho sentito anche dirmi perché non è venuta l’Ikea: l'Ikea non è venuta, perché le aree l'interporto non le ha! Le aree sono dei privati.

Le aree sono state urbanizzate e il capannone che sarebbe venuto, era di una grandezza tale, per cui nell'area urbanizzata della Polesine s.r.l e dell’Interporto s.r.l quella di Reale eccetera, non ci stava, perché bisognava mettere di sbieco il capannone. Non sono venuti per quello! Hanno trovato una collocazione migliore, vicino allo sbocco autostradale di Villamarzana.

Quindi non è che non siamo andati, abbiamo fatto anche noi, per gli industriali, questa proposta per i privati, ma non è stato possibile che avvenga, anche perché non ci sono le aree tipiche, per poter avere quel tipo di logistica di una sola azienda. Ho sentito anche che l’Interporto è diventato solo proprietario, vi sono state 16.000 m di terra, vuol dire che i capannoni li ho costruiti in cielo, va beh! Cioè, molto di quello che è stato detto, non so dare una risposta perché, che cosa dico?

Ho detto che abbiamo costruito 22.000 m² di capannoni e…non so… Con che cosa vuole che li abbiamo costruiti? Per il cielo?! Ecco, io -come ripeto- ho venduto solo il B1, quando dovevo sanare i debiti che mi sono trovato; di terre non ho vedute altre se non di piccoli ritagli, anzi mi sono 44 adoperato perché l'area interportuale venisse allargata e altre industrie potessero arrivare.

Ecco, io credo, di avere risposto alle vostre domande. Ad ogni modo, è chiaro, che l'Interporto avrà un avvenire, se vi sarà una chiarezza d’impostazione fra l'Interporto e il Comune di Rovigo. Che questo sia pubblico o che questo diventi privato -come ho detto- perché si può anche vendere, e quindi darlo in mano ai privati, nessuno mica lo vieta!

Io ho avuto anche delle proposte, si tratta di vendere e così il Comune di Rovigo, si toglie questo peso che ha! Però alla fine, se l'azione logistica deve andare avanti, è chiaro che ci andrà soltanto, se i piani del Comune di Rovigo lo permetteranno. Volevo alla fine concludere sulla banchina- a mare.

La banchina a mare è stata un'invenzione dell'Interporto di Rovigo, è un API, una società composta dal Porto di Venezia, dà delle ditte private e dell'Interporto di Rovigo; per accordo API, l’Interporto di Rovigo gestirà la banchina a mare, e per accordo API gestirà la banchina che, sempre con quella costruzione, con quel progetto, verrà fatta una banchina a Porto Levante che è il primo braccio di bacino di evoluzione che era stato progettato dal Comune di Porto Viro.

Quindi l'Interporto di Rovigo gestirà la banchina a mare, se sarà capace chi verrà a sostenere le tesi che io ho firmato, quando si andrà a costruire la società, e gestiremo anche la banchina a Porto Levante. Quindi noi, non saremo esclusi dalla gestione del canale, perché abbiamo da gestire la banchina di Porto Levante, la gestione della banchina a mare.

All’Aia io sono andato per fare delle intese con l'Interporto di Rovigo e per creare una banchina, ma dopo tre - quattro anni, non ho ancora ricevuto risposta, nonostante i miei numerosi solleciti, per fare un discorso della via navigabile completa. La banchina di Canda è già dell'Interporto di Rovigo, è dove scarichiamo 200.000 tonnellate d’inerti, in questo momento sono fermi, dopo che è stata sistemata la banchina, ma presto riprenderanno, quindi, noi siamo già buona parte di gestione dell'asta navigabile.

Il resto dell’asta navigabile, dal punto di vista delle costruzioni, è data ai Sistemi Territoriali, come una volta era del COVNI e come in Emilia è l’ARNI, e quella non possiamo averla noi. Certo che sarebbe bene che la politica raggiungesse un'intesa, per cui da un punto di vista commerciale e industriale, da Rovigo a Legnago, che fosse l'Interporto di Rovigo a gestire interamente la parte commerciale, industriale e turistica di quest’area.

Però per fare questo, bisogna avere idee chiare, precise proposte e scelte che, una volta fatte, non si cambino, perché altrimenti non si ha più la fiducia da parte degli imprenditori che devono venire ad investire qui.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al Presidente Mario Borgatti. Do la parola all’Assessore Milan e poi chiuderà i lavori il Sindaco.

MILAN ANGELO · AssessoreLeggi intervento

45 Io, parto da queste ultime riflessioni che faceva il Presidente Borgatti, che ringrazio per il lavoro svolto e che però -l’ha evidenziato il Consigliere Albertino Stocco- nella relazione iniziale c'era sicuramente il tono di una relazione di fine mandato. Questi ultimi passaggi, invece, hanno dato qualche… negli ultimi passaggi che venivano fatti adesso, hanno dato qualche risposta rispetto a quello che si chiedeva. Cosa voglio dire?

Quando, nel mio intervento iniziale relazione iniziale, dicevo che non riusciamo a capire quale sia realmente la volontà di chi oggi detiene la maggioranza relativa ed indirettamente anche la maggioranza di gestione della società. Quando io dicevo: mah… cosa sta succedendo a Porto Levante, cosa sta succedendo lungo l'asta, qual è il ruolo dell'Interporto, ecco, adesso in queste ultime parole, io ho sentito quale dovrebbe essere il futuro.

Se queste sono le prospettive, se i Comuni, che sono lungo l’asta navigabile le condividono, se la Provincia le condivide, se la Regione del Veneto le condivide, allora ha senso che questo Interporto rimanga e si sviluppi, cresca e dia sviluppo a questo territorio. Ma se, invece, l'unica cosa che prevediamo è qualche -perdonami la battuta- metro quadrato di piazzale o di capannone, mi dispiace ma è troppo poco! Non c’è bisogno di una società per fare piazzali, per fare parcheggi, per fare capannoni.

Lo sanno fare benissimo i privati, tant'è che vogliono la maggioranza. Quando qualcuno precedentemente diceva: “Ma certamente i privati, sennò cosa vengono a fare? Vogliono comandare”.

Certo, i privati hanno chiesto di modificare lo Statuto perché intendono comandare. Ma allora se i privati intendono comandare, giustamente il pubblico non può pensare di continuare a finanziare sempre. Giustamente, diceva il Consigliere Stocco, bisogna che la facciamo una riflessione prima o dopo, su tutte le società che abbiamo, e se possiamo permetterci, se il Comune capoluogo, se la cittadinanza -perché poi alla fine è quella che paga- può permettersi di pagare, sempre e continuamente.

Apro una parentesi: io non sono per parlare solo dell'Interporto, sulle perdite dell'Interporto, e per non parlare di altre società, ben vengano discussioni! Le situazioni sono sicuramente diverse, ma ben vengano! Non mi nascondo, non è questo il problema.

All'interno della Giunta e della maggioranza abbiamo già avviato un dibattito, chiusa la parentesi. Quindi, voglio dire, questo è quello che si vorrebbe. Questo è quello che io spero nell'assemblea che ci sarà fra qualche giorno, chi detiene la maggioranza venga a dirci.

Auspico un’intesa su queste cose. Auspico un ragionamento comune fra tutti i soggetti. Spero non ci si metta di fronte a fatti compiuti, a cartelli precostituiti, ad un percorso che esclude il territorio del comune capoluogo.

Ecco questo lo volevo dire in modo preciso. Se così è ha senso, se così non è, mi sento di dare ragione a chi dice: “A ‘sto punto usciamo ed andiamo!” Che senso ha? Investiamo in altre cose.

Grazie.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie all’Assessore Milan. Chiude il Sindaco. 46 Prego signor Sindaco.

MERCHIORI FAUSTO · SindacoLeggi intervento

Presidente, grazie. Noi abbiamo ripreso -con accenti diversi, ma la sostanza è la medesima- abbiamo ripreso una riflessione che ci vide già in quest'Aula alla presenza anche del Presidente, discutere, tentare anche di approfondire, e comunque delineare, alcune posizioni.

La posizione del Comune di Rovigo, fu quella, in quell'occasione, di dichiararsi perplessa, per una prospettiva dell'Interporto, non in modo convincente, proiettata alla realizzazione di un'azione di intermodalità, di movimentazione merci (in termini di attività vocazionale), auspicata da questa maggioranza; ma un'azione che prevalentemente fissasse, nel limite di un investimento immobiliare -posso chiamarlo in questi termini- una sua prevalente azione.

E su questo, fummo molto chiari nel dire: “Riteniamo che la vocazione, originaria dell'Interporto, non sia stata compiutamente o convincentemente sviluppata”. Lascio da parte quelle che sono le valutazioni, propriamente amministrative, per quanto attiene la richiesta di aumento di capitale, avevamo un impedimento oggettivo, in termini di risorse, realmente disponibili, e prioritariamente indirizzabili anche ad altre emergenze.

Lascio da parte questo vincolo, lascio da parte anche il vincolo che ci propone chiaramente, non solo i nostri Revisori, ma la stessa Corte dei Conti, nel conferire risorse economiche, in caso di bilanci non positivamente attestati. Lascio perdere questo, che pur sono fatti dirimenti e di grande rilievo, per ribadire, quanto è nella cultura e nella convinzione, nel convincimento della maggioranza.

L’Interporto ha una sua prospettiva se realizza, con forza e ampiezza, la vocazione, alla movimentazione delle merci e al nodo intermodale. Abbiamo delle difficoltà, lo sappiamo, nel settore della via d'acqua, dove ci sono grossi problemi, per realizzare con efficacia tale modalità; ci sono delle complessità, per quanto riguarda il trasporto ferroviario; il problema dello scalo merci in Interporto è ancora problema aperto per la debolezza della struttura che va ampliata probabilmente, va sostenuta, va consolidata.

Queste situazioni orientano il Consiglio Comunale di Rovigo a ritenere che, fatta quell'azione benemerita, meritevolissima di piena considerazione, di avvio di un progetto, di grandissimo significato e di grandissima importanza, possa ora essere quel progetto stesso, accompagnato ancora dagli Enti Pubblici ma, assunto, con sempre maggior decisione e forza dai privati stessi.

Dico anche che di questi temi non è che trattino solo al di fuori d’Interporto, così queste… queste sbiadite figure che lentamente si muovono e nulla decidono, perché con chiarezza, le abbiamo dette queste cose! Ma mi risulta che siano discussioni che intervengono anche all'interno dell'Interporto stesso, come proposta non solo di discussione, ma di decisione, per prospettive più efficaci e più orientate a questi profili, circa la valorizzazione dell’intermodalità.

Per cui, come ci lasciammo qualche mese fa, a questo tavolo -i verbali ci sono- e auspicammo, proprio da questo microfono, le stesse conclusioni di oggi, il Comune di 47 Rovigo auspica, indirizza il proprio sforzo, verso quella direzione, perché l'Interporto, anche con alleanze strategiche, con le altre realtà sui territori vicini, vicinissimi, e meno vicini, possa realmente, costituire quel nodo strategico funzionale poi alla intermodalità e alla movimentazione merci, in via prevalente, piuttosto che, luogo di insediamenti che ci sono stati anche, non tutti ma in parte presentati, possono creare delle conflittualità con un'altra esigenza, che è quella della salvaguardia ambientale.

Risolvere questo problema vedrà la presenza del Comune di Rovigo, non vedrà di certo l'assenza.

E, vorrei poi richiamare anche me stesso, alla rilevanza della Delibera per la quale siamo stati chiamati a discutere oggi, che è quella di una diminuzione volontaria di capitale, che il CdA di Interporto ha proposto, e per la quale, noi, abbiamo chiesto alcuni approfondimenti e alcune -diremo così- motivazioni a supporto, anche perché poi rispondiamo personalmente delle deliberazioni che andiamo ad adottare e delle decisioni che assumiamo.

La parte -richiamo quello che ha detto l'Assessore Milan, perché è anche mio convincimento- la parte conclusiva, mi scuso se non ho potuto seguire la relazione del Presidente, che so essere sempre molto efficace e puntuale, non sto a ripetere i motivi, perché li ho già ripetuti in apertura di seduta, mi dispiace che fosse assente il Consigliere Guarnieri, se ne accerterà poi dai verbali per sapere dove il Sindaco era.

Non certo il Sindaco era assente al problema e mi sarebbe anche parso doverosamente e cortesemente in accoglienza al Presidente e al Direttore di Interporto.

Dico… la parte conclusiva della sua relazione, nella replica, disegna quello che qualche mese fa c'eravamo proposti come finalità importanti, il creare quelle aste di dimensione necessariamente più profonda dal mare, verso poi… sappiamo che a Mantova ci si arriva, per Cremona idem, e lo stesso per i vettori che vanno verso l'area industriale del Nord e del Nord Europa anche, in modo tale che l'Interporto assuma quella rilevanza interiore.

In quel senso, nei limiti delle risorse del Comune di Rovigo, considerate le tante priorità che abbiamo e la tanta debolezza finanziaria del nostro Ente, non mancherebbe l'apporto del Comune di Rovigo, approfondito questo aspetto. Anche per noi l'Assemblea del 26 è un'Assemblea importante, anche nell’eventualità che ci sia un cambio della guardia, che noi -lo tengo bene a precisare- non abbiamo mai imposto. Il Sindaco Merchiori non ha mai assunto un provvedimento che vada a smentire i delegati del Comune di Rovigo.

Anzi, ho rifiutato le dimissioni di alcuni componenti, perché ho la cultura che vadano a concludere i loro mandati; ma avrei anche auspicato, e non sempre questo è avvenuto, la cultura di un’interazione con l'Amministrazione, non un procedere a volte divaricato, però sono fiero di non avere mai firmato nulla, in revoca.

I Sindaci che si sono succeduti in altre Amministrazioni, dopo poche ore, hanno sottoscritto quell'atto, è successo a Verona, è successo in altre parti, è una loro facoltà, io non l'ho voluto fare, contrariamente a suggerimenti che mi venivano, perché ho rispetto delle decisioni già assunte, come credo di avere e di dovere rispetto alle fatiche che le persone fanno, delegate ad assumere certe responsabilità, e non 48 certo -come lei ha detto- giustamente per prendere il gettone. Ma che scherziamo?!

Siamo persone di altro livello, di altra cultura. Adesso, ci saranno certamente delle situazioni diversificate. Siamo a conclusione di un mandato.

In quella sede io parteciperò e avrò modo da ribadire ancora alcuni convincimenti, che rinvio a quella seduta, ma già oggi voglio dire grazie al Presidente Borgatti.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al Sindaco. Ringraziamo il Presidente di Interporto che ha altri impegni e ci deve lasciare, e continueremo con i nostri lavori. Bene, adesso passiamo all’oggetto della Delibera che è: “La proposta di Riduzione volontaria del Capitale sociale di Interporto S.p.A.”.

Io chiedo all’Assessore, di illustrare il contenuto della Delibera, e quindi poi di procedere con i nostri lavori. Prego Assessore. 49

Indirizzo: Proposta di riduzione capitale Interporto48 interventi
PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Adesso passiamo all'oggetto della delibera che è la “Proposta di riduzione volontaria del capitale sociale di Interporto S.p.A.”. Io chiedo all'Assessore di illustrare il contenuto della delibera e quindi poi di procedere con i nostri lavori. Prego Assessore.

MILAN ANGELO · AssessoreLeggi intervento

Il titolo stesso è facilmente comprensibile: “Riduzione volontaria del capitale di Interporto S.p.A.”. Dopo, l'aspetto tecnico lo lascio agli Uffici. Dopo anche la discussione avvenuta in questo Consiglio oggi, quella avvenuta in Consiglio Provinciale ieri, ai ragionamenti fatti in Giunta e che ho esposto anche in Commissione Consiliare, questa Giunta ritiene di non dover volontariamente approvare la riduzione del proprio capitale per ripianare i debiti.

So che gli Uffici avevano chiesto ulteriori chiarimenti e in parte sono arrivati, comunque non completi, ma il dato di fatto è che ci si chiede che volontariamente si riduca il capitale per ripianare i debiti. Quindi io mi limitò a dire questo, lascio però subito la parola alla Dirigente per entrare nel dettaglio dei numeri e delle cifre.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie all'Assessore. Prego Dottoressa. DOTT.SSA CITTADIN NICOLETTA: Io vi do qualche numero: Bilancio 2007 di Interporto, come abbiamo avuto modo di sentire questa mattina, chiude con una perdita di € 776.467 che, sommata alle perdite che si sono verificate negli anni 2005 - 2006 e precedenti, che sono state portate sempre a nuovo, si attesta di una perdita complessiva di € 2.789.537.

Questa perdita non ha ancora raggiunto il terzo del capitale sociale e quindi non scattano ancora i meccanismi previsti dal Codice Civile all'art. 2446 per procedere nei modi previsti dalla legge. Si tratta, quindi, esclusivamente di una scelta politica che dipende, ecco, tra le valutazioni che questo Consiglio fa, su quelle che sono le cause della perdita e le prospettive future della società Interporto.

Da un punto di vista tecnico è una scelta possibile, una scelta legittima; dipende dalle motivazioni che questo Consiglio riterrà di condividere o meno.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Chiedo scusa ad Avezzù che aveva già chiesto la parola per intervenire. Sì sì, ma sto dicendo quello. Sto dicendo quello!

Sto chiedo scusa al Consigliere Avezzù a cui non do la parola per permettere al Consigliere Bellinazzi di formulare la domanda. Prego Consigliere. 50

BELLINAZZI STEFANO · Consigliere Forza ItaliaLeggi intervento

Grazie Presidente, grazie Paolo. Ho una domanda tecnica, giusto per capire: ipotizziamo oggi di non votare la riduzione, non siamo ancora arrivati ad un terzo che è previsto per legge. Ipotizziamo, giusto per capire come potrebbe essere la situazione, che anche l'Assemblea mantenga la stessa linea nostra e che anche la Provincia ieri ha approvato.

Nel prossimo Bilancio e appena la perdita, visto i dati, vista la situazione dell'Interporto, arriverà ad un terzo, o supererà un terzo, saremo comunque richiamati e obbligati a votarlo o avremo altre soluzioni? Questo è importante capire. Nel senso che, siccome manca pochino, lo traduco forse... siccome manca pochino, quando questo pochino sarà raggiunto, cosa dovrebbe fare?

Grazie.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie. Risponde il Dirigente. Prego Dottoressa.

DOTT.SSA CITTADIN NICOLETTA: Quando si supera il terzo è chiaro che poi si è chiamati a provvedere, insomma. A quel punto diventa obbligatorio.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie alla Dottoressa Cittadin. Ha chiesto di intervenire il Consigliere Avezzù. Prego Consigliere.

AVEZZU’ PAOLO · Consigliere Forza ItaliaLeggi intervento

Approfitto, Presidente, visto che ho la parola e parlo su questo punto, però, per correttezza e per onestà intellettuale, visto che il Sindaco prima ha fatto un riferimento ed una considerazione, voglio dire, come sono sempre abituato quando c'è “anche politicamente”, come dire, da fare la battaglia politica, la faccio; quando c'è, onestamente, da riconoscere un gesto di serietà politica lo faccio, non solo personalmente ma anche pubblicamente. Quindi, visto che l’ha tirato fuori il signor Sindaco, lo confermo.

Io avevo dato, con una lettera riservata-personale, perché avevo colto che politicamente poteva esserci questo tipo di richiesta, la mia disponibilità alle dimissioni dal CdA dell'Interporto, e il signor Sindaco mi ha pregato di restare al mio posto. Quindi ne do atto pubblicamente. Mi sembrava...

Dopo di che ritorno nel mio ruolo di oppositore, lo dico ai colleghi di opposizione: non sono passato in maggioranza! Tranquillo. Ritorno -scusate- alla delibera.

Era corretto dire questo. Sulla delibera ricordate che nella sua relazione introduttiva, il Presidente Borgatti ha detto che, per quanto lo riguardava, era ininfluente il voto positivo o negativo su questa delibera, è un testimone in quanto membro del CdA, quando abbiamo discusso tra l'altro sulla quadrimestrale di cassa, cioè sull'andamento.

Quindi non sono tenuto, in quanto si tratta di una spa, a dare dati della società, però è chiaro che gli amministratori possono acquisirli, tra l'altro a tu per tu una qualche anticipazione 51 l'avevo fatta al signor Sindaco, proprio sui contenuti di quella riunione.

Anzi, di ritorno da quella riunione ero andato -scusi, signor Sindaco- dicevo… il tema era lo stesso, stavo dicendo che non sono tenuto per il ruolo che ancora ho, fino al 26, a dire pubblicamente certi dati, però subito di ritorno, se il signor Sindaco si ricorda, ero entrato nel suo ufficio e gli avevo detto quello di cui avevamo parlato e gli avevo esposto la mia preoccupazione per l'andamento del 2008.

Quindi, senza svelare dati, ripeto, perché sono interni della società, visto che è la quadrimestrale e quindi sono conteggi interni di una spa. E’ realistico quello che ha detto il Consigliere Bellinazzi, cioè è realistico che, senza ripetere il dibattito che abbiamo fatto prima, senza ripetere questioni, colpe, non colpe eccetera, abbiamo fatto un dibattito, quindi non ripetiamo le cose, dopo ognuno ha le proprie idee e sulle responsabilità di certe perdite.

Però, è realistico che nel 2008, se non succede qualcosa, si ripeta la perdita 2007 o addirittura possa essere superiore. Il che vuol dire che se non interveniamo subito, e non è un problema, tanto per capirci, come Consiglio di Amministrazione uscente, consegniamo la società con € 11.313.000 di capitale sociale. Quindi, non è un problema, nessuno ci può addebitare nessun tipo di responsabilità.

Sappiate però che ipotesi, quindi parlo in maniera più tecnica per non beccarmi una denuncia per avere svelato atti interni di una spa, ipotesi di scuola: se magari avesse una perdita in corso d'anno, tale da mangiare quel margine che abbiamo per arrivare al terzo, se avete letto la delibera, ma l’ha spiegato bene sia l'Assessore e sia in particolare la dottoressa Cittadin, saremo costretti, magari tra un mese-magari tra un mese- e se dico tra un mese non dico date a caso, a riconvocare con costi, sapete che fare un'assemblea straordinaria vuol dire costi.

Allora il sottoscritto, poi decideremo insieme, ma lo dico qui, avere responsabilità di costi e aggravi di amministrazione per un'altra convocazione di assemblea straordinaria, quando ci mettono su un piatto d'argento la possibilità di rimediare subito a quella che è una situazione potenziale ma possibile, beh, io ci penserei, come Consigliere Comunale, prima di prendere qualsiasi tipo di decisione.

Volevo darvi questo tipo di informazione, oltre che commentare la delibera, anche perché, per l'esperienza che ho, credevo fosse necessario dare questo tipo di contributo.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al Consigliere Avezzù. Chiede di intervenire il Consigliere Belinazzi. Prego Consigliere.

BELLINAZZI STEFANO · Consigliere Forza ItaliaLeggi intervento

La domanda di prima non era proprio a caso, ora entro nei termini della delibera. Sono, vi dico la verità, rimasto un attimo imbarazzato, sia in Commissione e sia oggi, e sia soprattutto leggendo il testo della delibera.

Praticamente -lo leggiamo assieme così magari se sbaglio qualcuno mi correggerà- non si approva la riduzione del capitale sociale, proposta al CdA dell'Interporto di Rovigo S.p.A., perché (questa è la motivazione che andava aggiunta) la società non 52 ha inviato una motivazione a supporto della scelta di riduzione volontaria del capitale. Ma di cosa abbiamo parlato per quattro ore, oggi? Cioè, non vi siete parlati?

Non era meglio magari andare.. dire, trovare un incontro? Ma mi sembra una cosa grande, eh! Poi mi risponderete eh!

Per me, questo immobilismo... non si può sempre... la colpa è sempre dall'altro! Ma viva Dio, siamo soci al 15% e non abbiamo diritto di fare una scelta, non abbiamo diritto di chiedere? La colpa è sempre dagli altri!

Stiamo fermi, per carità, non ci muoviamo, non facciamo nulla! Non facciamo nulla, perché c'è qualcun altro che ci pensa! Be', questo non è il modo di fare politica.

Secondo me è una partecipazione attiva che ci doveva essere. Questa è una mia critica, condivisibile o no! Ognuno la pensa come vuole, io sto esprimendo il mio punto di vista tranquillamente.

Sono anche dell'idea che comunque il programma ci sia stato, io sono andato a vedere anche il business plan che hanno fatto e tutto quanto, insomma. Io penso e riprendo una frase di Matteo, con il quale ci conosciamo da vent'anni, però non posso venire (Matteo Masin, chiedo scusa) e durante il suo intervento di prima, e l'ho segnato, ha detto: “Non spetta a noi decidere”. Viva Dio, io avevo anche da fare, potevate fare a meno di convocare un Consiglio Comunale!

Allora, non dobbiamo decidere, non abbiamo informazioni, mi sembra un po' che ci sia un rimpallo di responsabilità che non fa onore al Comune di Rovigo, perché comunque è un Comune capoluogo. Io penso che comunque -e avrei apprezzato di più- una scelta decisa. Estremizzo: l'Interporto non c’interessa perché in quell'area noi vogliamo fare un campo di margherite.

Almeno c'è una decisione, ma non si può sempre fare questo gioco al rimpallo. Un'altra cosa, io ho sentito bene i vostri discorsi, sono stato qua presente a tutta la discussione e seduto, siamo rimasti in 7, siamo rimasti in 15, e sinceramente ho trovato anche delle discrepanze. iI verbali di leggiamo assieme, per carità, io ho l'abitudine di prendere degli appunti. L'Assessore Milan ha detto prima che appunto gli mancava una prospettiva, ha detto prima che c'erano due scelte da fare, condivisibili...

Due secondi dopo il Sindaco ha detto che la posizione di Rovigo è di perplessità e le prospettive date dall’Interporto non convincono. Ripeto, guarderemo i verbali... però o c'è o non c’è! Ripeto, mi trovo un attimo, dopo... torno dopo due anni, quindi, per carità, devo anche capire come funziona, mi hanno detto che è così!

Sono stato a fare felice il mio amico Carricato, ci siamo conosciuti ieri, perché ho fatto il ricorso (una battuta ovviamente), ma vedo un immobilismo, mi sbaglierò, mi risponderete, mi correggerete, mi farete capire che ho sbagliato, mi farete capire che in due anni facevo a meno fare ricorso, però vedo un immobilismo!

Per quanto riguarda la delibera in oggetto, io penso che non sia... non è oggi che la votiamo e personalmente il mio voto lo concorderemo con il Gruppo, però posso già dire che sarà assolutamente favorevole, perché, ripeto, le società normalissime questa cosa la fanno tranquillamente: aspettano prima di raggiungere un terzo, qui ci sono 53 tanto di tecnici e tutto, però normalmente le società la fanno questa cosa, non è una cosa grande, e quindi... Comunque aspetterò volentieri le risposte. Grazie Presidente.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al Consigliere Bellinazzi. Chiede di intervenire il Consigliere Maldi. Prego Consigliere.

MALDI PLACIDO · Consigliere I SocialistiLeggi intervento

Al di là delle motivazioni che sono scritte in delibera, in cui si dice che non ha inviato una motivazione a supporto della scelta, oppure l’ha detta personalmente. Ma io credo che nascondere metaforicamente la realtà economica della società Interporto con questa riduzione praticamente del valore nominale delle azioni, non dia realmente, a chi subentrerà, non dia realmente il quadro effettivo di come dovranno andare ad operare.

Invece, se si trovano di fronte, praticamente, a questa perdita e per legge sono costretti praticamente ad adeguarla, vedranno e troveranno il modo, per me più veloce, per attivarsi per fare qualcosa di fatto bene per l'Interporto. Quindi io la vedo così. Io la vedo, questa posizione che ha e che ci propone praticamente la Giunta, è una posizione che per me è valida proprio per questo motivo.

Perché non è possibile che, ad un certo punto entri il nuovo Consiglio di Amministrazione e ci dica: “Ma tutto va bene, non abbiamo debiti”, e invece siamo di fronte a qualcosa che è stato tappato. Non va bene per me!

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Non ho altre richieste di intervento. Chiede intervenire il Consigliere Albertino Stocco. Prego Consigliere.

STOCCO ALBERTINO · Consigliere Lista Stocco P.P.E.Leggi intervento

Credo che abbiamo frainteso quello che… Brevissimamente, la mia preoccupazione è quella sottesa alla domanda di Stefano che faceva prima della discussione, cioè quella di dire: se fra non molto saremo nelle condizioni di avere raggiunto un terzo per legge, in base al Codice Civile, ci troveremo nella stessa situazione nella quale si siamo trovati con la Polesine Acque e saremo di fronte a due tipi di atteggiamenti da assumere: o quella del fallimento o quello della ricapitalizzazione.

Allora io dico che questa delibera credo che voglia avviare a quel tipo di situazione che potrebbe verificarsi. E allora ha ragione Stefano quando dice: siamo di fronte ad una delibera che probabilmente ci impedisce di arrivare a quella situazione, che è quella di essere nelle preoccupazioni che ci hanno investito durante le grandi discussioni sulla Polesine Acque. E siccome io non voglio essere reinvestito in quel tipo di discussione, io credo che la Giunta faccia bene a proporci quanto ci sta proponendo.

Ecco il motivo per cui sono convinto che la delibera proposta dalla Giunta debba essere tenuta in considerazione in maniera positiva. 54

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al Consigliere Albertino Stocco. Non registro altre richieste di intervento. Chiede di intervenire il Consigliere Mancin.

Prego Consigliere.

MANCIN FLAVIO · Consigliere Alleanza NazionaleLeggi intervento

Sì, il mio non è un intervento, ma è una richiesta di 5 minuti di sospensione che chiediamo, se è possibile averli, da parte della Presidenza. Grazie.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Facciamo così, 5, 10 minuti, quanto tempo? Va bene. Se non ci sono obiezioni sospendiamo per 5 minuti.

La seduta viene momentaneamente sospesa.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Riprendiamo i lavori. Chiedo al Consigliere Mancin di riferire in merito alla sospensione. Prego Consigliere.

MANCIN FLAVIO · Consigliere Alleanza NazionaleLeggi intervento

Grazie Presidente per aver concesso questa sospensione, però cedo la parola a Stefano Bellinazzi esprimere in funzione del mio gruppo e anche di altri gruppi. Grazie.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

La ringrazio. Quindi passiamo alla dichiarazione di voto, passiamo alla fase di dichiarazione di voto. Ha chiesto di intervenire il Consigliere Bellinazzi e poi il Consigliere Carricato.

BELLINAZZI STEFANO · Consigliere Forza ItaliaLeggi intervento

Grazie, Presidente. I colleghi della maggioranza giustamente mi facevano notare e forse primo ho detto un'imprecisione, quindi vado ribadire e ringrazio il Consigliere Baldoin e il Consigliere... non vi conosco ancora e comunque vi ringrazio. Quindi specifico la mia posizione personale: cioè io non sono personalmente... sono favorevole alla riduzione del capitale, penso comunque si sia capito dalle mie parole, poi scusate, c'è stato un qui pro quo, quindi questa è la mia posizione personale (un qui può qua)!

Per quanto riguarda i partiti che rappresentano le forze dell'opposizione, quindi da U.D.C., da Alleanza Nazionale, da Forza Italia, dalla Lega che non è presente, però ci siamo appena trovati, ribadendo appunto e chiarendo meglio la mia posizione personale, pensiamo e reputiamo di non partecipare al voto, e quindi usciremo dall'Aula. Grazie.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

55 Grazie al Consigliere Bellinazzi. Do la parola ora al Consigliere Carricato. Prego Consigliere.

CARRICATO FRANCESCO · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento

Grazie Presidente. Io faccio nuovamente ammenda per il disguido di prima, è che probabilmente, preso da questa fase di efficientismo berlusconiano e dall'ansia di voler decidere a tutti i costi, ero già passato avanti nel primo punto all'ordine del giorno, e quindi... Forse l'efficientismo va bene quando si è al Governo e meno quando si è all'opposizione, ma insomma! (Qualcuno interviene dall'Aula a microfono spento-incomprensibile)

CARRICATO FRANCESCO · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento

No, berlusconiano, berlusconiano! Siccome in una settimana hanno risolto il problema dell'Italia... questo per la forma. Per la sostanza mi sembra che non avessi errato di molto, perché la vera discussione sulla delibera in realtà si è svolta precedentemente e non adesso, quindi sostanzialmente non mi sembra di aver sbagliato di molto.

Io anticipo, naturalmente, il voto e confermo il voto del Partito Democratico, in adesione alla proposta della Giunta, e quindi contrari alla proposta di riduzione volontaria del capitale sociale. Mi sembra che -e spiego brevissimamente questa decisione- che questa delibera che viene proposta dal Consiglio di Amministrazione di Interporto, l’opposizione abbia cercato sostanzialmente di ribaltarla sulla maggioranza, dicendo che costantemente la colpa delle perdite di Interporto è del Comune di Rovigo.

A me sembra un argomento veramente ardito, per non dire altro, perché le presunte.. i presunti ostacoli che avrebbe posto questa maggioranza allo sviluppo di Interporto, mi sembra siano stati sostenute con argomenti veramente poco convincenti! Perché io dico e difendo la legittimità della scelta sull'articolo 23, che non ha assolutamente bloccato nessuno sviluppo di attività produttiva in questa zona.

Tra l'altro io ricorderei brevissimamente come si è arrivati a questa proposta di Giunta, perché l'immobilismo e l'accusa di immobilismo va bene, però -3 minuti, ma credo di non esserci ancora arrivato- E’ stata data una giustificazione solo oggi delle motivazioni della proposta, perché -a precisa richiesta degli Uffizi- ci si è rifiutati anche di dare la delibera del CdA e proponeva la riduzione!

E il Consigliere Avezzù penso avrebbe potuto farsi carico di fare avere agli Uffici e a questo Consiglio la proposta di delibera del CdA, almeno in un corretto rapporto istituzionale tra Comune e società della stessa partecipata.

Quindi, io ribadisco il voto del Partito Democratico e sfido i Consiglieri di opposizione a votare una delibera che sostanzialmente impoverisce Interporto, impoverisce il patrimonio del Comune e certifica il ridimensionamento e l'assenza di prospettive future della società, come detto dallo stesso Presidente qui in Aula. Grazie. 56

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al Consigliere Carricato. Non ho altre richieste di intervento. Per fatto personale, Consigliere Avezzù.

AVEZZU’ PAOLO · Consigliere Forza ItaliaLeggi intervento

Per fatto personale, chiedo scusa, dopodiché esco dall'Aula, e quindi è chiaro che l'intervento del collega Bellinazzi ha rappresentato tutti. solo per ribadire… dopodiché, per carità, ognuno poi, per quanto riguarda i ruoli in questo Consiglio Comunale delle scelte, però l’ho ricordato prima e probabilmente è sfuggito al collega Carricato, che dopo l'ultimo consiglio di amministrazione, e mi sono portato la documentazione che è esattamente quella del 18 marzo, in cui abbiamo visto la quadrimestrale 2008, sono andato nell'Ufficio del signor Sindaco, quindi come prima e ho dato atto onestamente di quello che ho detto al signor sindaco, e chiederei che anche il signor sindaco mi desse conferma di questo, perché non voglio passare per quello che dice una cosa e poi non è vera, sono andato nel suo Ufficio e gli ho comunicato immediatamente i rischi che, a livello di capitale sociale, con tutto… vedi la delibera di oggi, avremmo potuto correre, continuando questo trend economico-finanziario dell'Interporto.

Dopodiché, l’ha detto nel suo intervento Borgatti, e lo ribadisco anch'io, non viene votata questa delibera? Sappiate che, restando così le cose, al 30 giugno o al massimo a metà luglio ci ritroveremo qui per lo stesso motivo. Però, il motivo personale era quello di ribadire che la comunicazione da Consigliere d'Amministrazione al mio Sindaco l’ho fatta e ho espresso la mia preoccupazione e ho caricato, purtroppo, il Sindaco di un’ulteriore preoccupazione, perché ne ha di preoccupazioni, ne ha!

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

La ringrazio, la ringrazio Consigliere. Vi prego, siamo in fase di dichiarazione di voto. Anche il Sindaco... prego signor Sindaco.

MERCHIORI FAUSTO · SindacoLeggi intervento

Per fatto personale anch'io. La documentazione a cui si faceva riferimento, in ordine alle motivazioni, è diversa da quella prodotta dal Consigliere Avezzù all'indomani di. Noi facciamo riferimento ad un'altra documentazione che non è pervenuta in tempo opportuno, e debbo dire utile, e che è stata solo declarata oggi nella relazione finale, nella replica finale da parte del Presidente Borgatti.

La documentazione, quando viene presentata al termine della riunione del CdA, il Consigliere del CdA, Avezzù, per conto del Comune di Rovigo, trasferisce la documentazione; la documentazione, finché gestivo io direttamente le partecipate chiaramente mi raccordavo immediatamente con gli Uffici, successivamente è stata trasferita all'Assessore di competenza. Quindi, questo giro c'è. Ma non è la documentazione a cui facciamo riferimento in questa sede.

57 La documentazione, alla quale dobbiamo fare riferimento, è la motivazione scritta, a verbale dell'Assemblea delle cause che portano il CdA a deliberare volontariamente la riduzione del capitale sociale. La parola “volontariamente” è necessaria, perché è il termine che chiede poi ci sia il supporto di adeguate motivazioni. Questo per la chiarezza, perché è facile confondere le acque, intorbidirle, quando invece sono molto limpide.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al Sindaco. Mettiamo ai voti adesso la delibera, così come proposta dall'Assessore Milan. Vuole fare un’ulteriore precisazione l'Assessore Milan.

Prego assessore… la dottoressa Cittadin e, così risulta a verbale. Prego. DOTT.SSA CITTADIN NICOLETTA: Giusto.. .così, per dare un'informazione sull'istruttoria di questa delibera.

Noi abbiamo ricevuto, con una nota del 15 aprile 2008, da parte della società Interporto, la richiesta per la convocazione dell'Assemblea Straordinaria del 26 maggio. Abbiamo, come Comune, tempestivamente chiesto, in data 17 aprile 2008, con una nota protocollata al 21.771, abbiamo chiesto chiarimenti, o meglio di trasmetterci tutto il materiale che serviva per istruire questa pratica per il Consiglio Comunale.

La risposta che ci ha fornito la Società, in merito alla nostra richiesta di motivare questa proposta di riduzione volontaria del capitale sociale, è stata che non era possibile fornirci i verbali del Consiglio di Amministrazione che trattavano di questo argomento. Conseguentemente mancava quella che, da un punto di vista proprio del diritto amministrativo, è la motivazione dell'atto, e non è stato possibile in questo senso completare, con un parere compiuto, l'istruttoria di questa proposta.

Giusto per dovere di cronaca.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie. Due minuti anche l'Assessore Milan. Prego Assessore.

MILAN ANGELO · AssessoreLeggi intervento

Velocissimo. Allora, il tema: perché dovremmo volontariamente fare una riduzione del capitale? Premesso che il Bilancio dell'Interporto purtroppo da anni registra delle perdite: 2003 €725.000; 2004 un utile derivante da un'operazione finanziaria; 2005 - 837.000; 2006 -840.000, 2007 -766.000.

Questa è la situazione. E dalla lettura di questa situazione, si intravvede, perché documentalmente non c'è stato dato atto di approfondirlo, di verificarlo, ma si intravvede la scelta del Consiglio di Amministrazione. Il Consiglio di Amministrazione cos’ha deciso?

Ha preso atto che le perdite sono costanti negli anni di queste entità, ha preso atto che il business plan, accennato anche oggi in Consiglio -lo stesso Borgatti l’ha ritenuto non più realizzabile- e quindi quale 58 può essere la soluzione?

Le perdite di bilancio o si ripianano con gli utili, ma non ci sono utili, o si ripianano con aumenti di capitale sociale, ma mi pare che nessuno oggi in quest'Aula abbia intenzione di arrivare a ripiani -scelte già fatte in precedenza- ripiani di capitale, che avrebbero senso in una situazione di Bilanci tranquilli e sereni, o arrivare alla scelta del socio privato, di reinvestire, come ha fatto l'anno scorso.

Ma mi pare che anche lo stesso socio Sistemi Territoriali non abbia voglia di tirare fuori ulteriori soldi in questa situazione. L'avrebbe fatto diversamente! E quindi questa è la strada che hanno ritenuto, l'unica percorribile.

Ben venga, dico io, una chiarezza. Non c'è bisogno di arrivare a superare il terzo per prendere atto di questa situazione, prima se ne prende atto e meglio è. In un Consiglio di Amministrazione che ci sarà tra qualche giorno, probabilmente sarà diverso da quello attuale e avrà una maggioranza diversa da quella attuale; io capisco l'imbarazzo che in parte aveva anche il Presidente Borgatti, non solo perché non sarà più, ma perché cambierà la maggioranza all'interno di quel Consiglio di Amministrazione.

E questo è quello che sta andando avanti. E questo è quello che chiederemo a chi avrà la maggioranza per poter condividere o meno un percorso. Ultima parola: la proposta che ci viene fatta è talmente buona che la stessa opposizione dichiara di condividerla ma esce!

Grazie. Siamo, ricordo, in fase di dichiarazione di voto. Non ho altre richieste di intervento e quindi mettiamo ai voti la proposta formulata dall'Assessore Milan.

Chi è a favore della delibera è pregato di alzare la mano, ci sono gli scrutatori: Turcato, Ruzzante e Bellinazzi, per favore. All'unanimità, quanti siamo? 24.

Contrari? Nessun contrario. Astenuti?

Nessun astenuto. La delibera la rendiamo immediatamente eseguibile. Chi è a favore è pregato di alzare la mano.

24. Astenuti? Nessuno.

Contrari? Nessuno. Propongo di aggiornare i lavori alle ore 15.30, appello alle ore 16,00.

Buongiorno. LA SEDUTA VIENE SOSPESA PER RIPRENDERE NEL POMERIGGIO

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Buongiorno a tutti. Riprendiamo i lavori. Do la parola al Segretario per l'appello.

Prego, Segretario. Sono le ore 16.05. Il Segretario Generale procede con l'appello.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

I presenti sono 24 e la seduta è valida. Devo riferire ai Consiglieri che per un problemino di famiglia all'Assessore Milan non può essere presente in questo 59 momento, probabilmente arriverà tra qualche tempo. Noi discutiamo ugualmente la delibera relativa all'approvazione della modifica dell'Articolo 13 dello Statuto dell'Interporto di Rovigo Spa.

Ha chiesto di intervenire il Consigliere Bimbatti. Prego Consigliere.

BIMBATTI ANDREA · Consigliere Forza ItaliaLeggi intervento

Chiedo di verificare il numero legale, perché credo non ci sia in Aula. Grazie.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Lo facciamo subito. Prego, Segretario, rifacciamo l'appello, per cortesia. Il Segretario Generale procede alla verifica del numero legale.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Alle ore 16.10 i presenti sono 19. Come da Regolamento rifaremo l'appello fra 10 minuti, quindi alle ore 16.20. La seduta viene sospesa in attesa della verifica del numero legale.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Prendiamo posto e riprendiamo i lavori. Prego Segretario, può fare l'appello. Il Segretario Generale procede alla verifica del numero legale.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Bene, i presenti sono 26, la seduta è valida. Io do la parola al Sindaco, siamo al terzo punto all'ordine del giorno: “Approvazione e modifica articolo 15 dello Statuto della società Interporto di Rovigo SPA. Prego, signor Sindaco.

Chiedo scusa, abbiamo il numero legale, appena entra un altro Consigliere arriviamo a 27, poi a 28 e così via. Prego signor Sindaco.

MERCHIORI FAUSTO · SindacoLeggi intervento

Presidente, io inizio la presentazione di questo punto all'ordine del giorno, relativamente all'approvazione della modifica dell'articolo 15 dello Statuto della società Interporto di Rovigo S.p.A., come proposto dal CdA di Interporto. Al riguardo, una brevissima premessa: l'articolo 15 attuale prevede che i componenti del CdA -mi riferisco all'attuale formulazione dell'articolo 15- possa essere previsto da un minimo di 3 ad un massimo di 11 membri, scelti anche tra i non soci.

Recenti disposizioni legislative, prevedono una riduzione del numero dei componenti il CdA; nel caso specifico, considerando 5 come numero massimo di rappresentanti di parte pubblica, 2 rappresentanti dei soci privati, si può ammettere da 3 a 7, e in questo senso procede la formulazione suggerita dal CdA di Interporto.

60 Infatti, il testo che andremo ad esaminare, il testo proposto, prevede che “l'Amministrazione della società è affidata ad un Consiglio di Amministrazione composto da un minimo di 3 ad un massimo di 7 componenti, scelti anche tra i non soci”, e sino a questo punto, anche la valutazione della Giunta converge pienamente con il testo proposto.

Ove, invece, non ci siamo trovati del medesimo parere, ed è l'oggetto che presentiamo all'approvazione o meno del Consiglio Comunale, attiene alle successive modifiche, quando il testo proposto dal CdA prevede che la nomina degli amministratori non può essere fatta per un periodo superiore a tre anni, gli amministratori sono rieleggibili e non sono revocabili... scusate e sono revocabili dall'Assemblea dei Soci, il Consiglio di Amministrazione elegge il Presidente ed uno o due Vicepresidenti che hanno disgiuntamente le stesse funzioni del Presidente, in caso di assenza, o impedimento dello stesso.

Ma cassa una parte che riteniamo fondamentale e che crediamo debba essere mantenuta nella formulazione definitiva dell'articolo 15. Mi riferisco a questo articolato: “Di tali membri, la maggioranza è nominata dall'Assemblea -ecco il senso proprio concettualmente significativo- su proposta dei soci di area pubblica, di cui all'articolo 6 dello Statuto”. Questo elemento riteniamo debba essere mantenuto.

Il Comune di Rovigo debba tutelare questa indicazione a cura della rappresentanza pubblica.

In sede di discussione questa mattina si è detto che appare contraddittorio che le linee programmatiche prevedano una progressiva assunzione di responsabilità dei soci privati, ed una progressiva attenuazione dell'incidenza, della presenza e dell'onere dell'Ente pubblico, quando poi si va, nella proposta della modifica dell'articolo 11, a conservare questo aspetto che per noi è fondamentale: “Di tali membri la maggioranza è nominata dall'Assemblea su proposta dei soci di parte pubblica”.

Perché riteniamo non solo non ci sia contraddittorietà, ma ci sia anche il dovere politico alla situazione attuale, da parte dei soci di parte pubblica, di indicare i responsabili nella gestione poi dell'Ente medesimo. Perché?

Per un motivo molto semplice: lo sforzo notevolissimo che i soci di parte pubblica hanno in parte prevalente assunto, indica alla situazione attuale che debba ancora essere ricondotta l'indicazione dei vertici dell'Interporto, nel caso specifico, ai soci stessi che hanno realizzato questo intenso sforzo e politico e finanziario. Quando le situazioni muteranno?

Quando ci sarà e sarà intervenuto il coinvolgimento massiccio dei soci di parte privata, si modificherà lo Statuto in quel senso, riconoscendo questo tipo di coinvolgimento, di impegno e di responsabilità. Ma alla situazione attuale ci sembrerebbe non corrispondere a un dovere politico fondamentale: quello di tutelare, attraverso l'indicazione dei vertici dell'Ente stesso, della società anzi stessa, da parte dei soci di parte pubblica. Aggiungo che su questa posizione è concorde anche l'Amministrazione Provinciale.

Grazie.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al Sindaco. Apriamo adesso la discussione. Chiede di intervenire il Consigliere Avezzù.

Prego Consigliere. 61

AVEZZU’ PAOLO · Consigliere Forza ItaliaLeggi intervento

Allora, Presidente già questa mattina nell'intervento avevo anticipato alcune considerazioni su questa delibera, a cui ha dato una certa risposta il Sindaco. Però, faccio presente che la dizione proposta dall’Interporto non preclude fino a quando i soci di maggioranza pubblica, mantengono appunto la maggioranza, di avere non solo -scusate il gioco di parole- la maggioranza degli Amministratori, ma in teoria potrebbero avere tutti i cinque, quelli che la Finanziaria assegna alla parte pubblica.

Quindi neanche la maggioranza dei membri, perché -chiedo alla dottoressa Cittadin se sbaglio- ma chi ha la maggioranza, mi pare che in un'assemblea privata, come anche in una realtà pubblica, porta a casa anche il 100% della rappresentanza di soci di parte pubblica.

E, visto che la Finanziaria 2007 prevedeva -indicazione Lanzillotta, per capirci- il massimo di 5 i membri di parte pubblica, nel momento in cui la composizione è di 7, va da sé che la maggioranza pubblica, nel caso specifico Comune, Provincia e Regione se si mettono d'accordo, e sappiamo benissimo che hanno più del 50% della società, si portano a casa 5 su 5. Quindi non c'è bisogno di mettere, di scrivere nello Statuto il patto di sindacato.

Mentre, il voler mantenere il patto di sindacato ci dice un'altra cosa, che -è quella del signor Sindaco, sempre nel rispetto delle opinioni- però è un’excusatio non petita, quella di avere detto: “Ah, ma noi… non è una contraddizione!” E invece glielo riconfermo: è una contraddizione rispetto a quanto diceva anche questa mattina l'Assessore Milan, che diceva: “Ma il Comune di Rovigo uno: potrebbe anche, se non ci sono delle prospettive, disimpegnarsi”.

Oppure, al di là di quanto citava il signor Sindaco relativamente al programma, ma per non riandare sempre al programma io sto all'attualità, a quello che sia ho letto sul giornale, ma anche che ha detto esattamente questa mattina l'Assessore alle Partecipate, dicendo che comunque l'obiettivo è quello di ridurre la nostra partecipazione o comunque, per limiti di Bilancio e quant'altro, non essere in grado di inseguire le necessità dell'Interporto per altre infrastrutturazioni.

Quindi, tanto per capirci, sarebbe già necessario un altro aumento di capitale! Perché -l’ho spiegato prima- l'aumento di capitale era di € 2,3 milioni, ma non fatto a caso, contate rispetto ad esigenze molto precise della società, per coprire investimenti, vedi il discorso che tutto il Consiglio Comunale ha detto: “Bisogna costruire i piazzali”. Ma per costruire i piazzale in base al Docup, il 65% lo dà la Regione Veneto, ma il 35% lo devi tirar fuori tu.

Allora: o ci si indebita, si va in banca, si fanno interessi e si creano deficit, cosa su cui non siamo d'accordo, oppure ci sono risorse. Queste risorse le possono mettere i soci pubblici? Comune e Provincia?

Mi pare che la risposta, l'abbiamo già verificata, non credo che in futuro sarà diverso, è no! Allora bisogna puntare sul privato. Ma allora diamo sul privato bisogna dare spazio di rappresentanza anche dentro alla società, quindi anche dentro la cabina di regia.

Questo era il senso di quell'articolo modificato, che diceva: “Fin che il pubblico -e sintetizzo- ha la maggioranza, vuole detenere la maggioranza, avrà la maggioranza della cabina di regia. Quando deciderà di ritirarsi, o totalmente o parzialmente, non ci sarà bisogno di fare un'altra assemblea straordinaria, un’altra modifica statutaria, altri 62 costi di notaio, perché penso lo sappiano i colleghi!

Un'assemblea straordinaria costa, a livello di convocazione, pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, un notaio, atti eccetera, 2 o € 3000. Dottoressa, sbaglio? Un'assemblea straordinaria sono 2 o € 3000?

Che è quello che vi chiederò, ritornando al tema di stamattina, a giugno o a luglio, quando sarà necessaria una nuova assemblea straordinaria, per la sistemazione del capitale sociale. Allora sì che ci divertiremo, e chiederò qualcuno, con nota alla Corte dei Conti, il conticino della serva. Ma, a parte questo, che mi caverò questo sfizio per tutti quelli che questa mattina hanno votato contro la riduzione del capitale sociale, ma questo, ripeto, lo vedremo tra un mese, un mese e mezzo!

Oggi c'è una proposta, non perchè viene dal CdA o parte dal CdA, ma perché secondo me è di buonsenso. Non ci toglie nulla. Qui un Consigliere Comunale, non ci toglie nulla come parte pubblica, ma offre delle opportunità, proprio in linea con quello che voi avete affermato proprio questa mattina.

Ecco perché la contraddizione la vedo tuttora presente e tuttora palese.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al Consigliere Avezzù. Chiede di intervenire il Consigliere Maldi. Prego Consigliere.

MALDI PLACIDO · Consigliere I SocialistiLeggi intervento

Con questa delibera noi, Consiglieri Comunali, abbiamo chiuso, nel senso che di Interporto dovremmo sapere tutto, almeno! Ma mi pare che, al di là della relazione di Borgatti, che è stata una relazione attenta all'attività che ha svolto, molto meno forse le prospettive future, molto meno forse alla descrizione del Bilancio, non abbiamo niente!

Se io dovessi chiedere a voi, per esempio, attualmente quanti sono i componenti di Consiglio di Amministrazione che sono di espressione pubblica e quanto di espressione privata, mi pare di aver capito che adesso dovremmo arrivare a un discorso in cui chiediamo cinque pubblici e due privati, se è 7, no? 5 pubblici e due privati, ma io non so mica quali sono i pubblici e quelli privati! Cioè, vedete perché io ho un pezzo di carta dove invece ne ho 6 pubblici e 1 privato, ricavata dal sito del Comune.

Vedi che forse le cose non sono così? Allora, anche questo io riesco a recepire qualcosa dal sito del Comune, ma quando si chiede, al di là di questo 18 e 36 che ha il Comune, il resto chi le ha? Chi ha praticamente queste quote, e perché le ha?

Questo sarebbe da chiedere o da sentire, da discutere oggi anche in Consiglio Comunale! Questo per me! Perché si sa che i due o tre esponenti di maggioranza sono sotto la voce praticamente della Regione, ma il resto per quel motivo è stato coinvolto e perché c'è... è soddisfatto o no?

E per quale motivo non presenta le sue richieste? Reale, c'è ancora, per esempio? C'è, o è espressione..

Reale, per esempio, è espressione di qualche società o no? Cioè, certe cose, se non ce le diciamo qui, potremmo dircele anche in modo privato, però insomma... una più ordinata 63 esposizione della situazione dell'Interporto, con lo stato attuale, con quello che è stato fatto, con gli impegni dei singoli azionisti, doveva essere fatto, per me.

Non poteva essere ridotto soltanto a due provvedimenti che si limitano uno alla modifica dell'articolo 15 ed uno anche praticamente a respingere la richiesta da parte dell'Interporto. Io sono scettico, insomma, perché se anche per le altre società partecipate, dove noi dobbiamo decidere, ce ne sono tante altre, no! Dobbiamo decidere se ci stiamo o non ci stiamo, non sono quindi nell’Interporto, ma anche in altre società partecipate.

Io ho, per esempio qui: Aeroporto Catullo, perché ci siamo dentro? Cosa serve a noi? Non lo so!

Perché forse il futuro sull'intermodalità può interessare anche a Rovigo, oppure perché cosa si fa? Un centro logistico aeroportuale? Non so cosa...

Io personalmente sono ignorante e penso che, come Consigliere Comunale, abbia diritto a delle spiegazioni.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al Consigliere Maldi. Altre richieste di intervento? Non vi sono altre richieste di intervento, quindi io do la parola Sindaco per l'intervento conclusivo e poi passiamo alle dichiarazioni di voto.

Prego, signor Sindaco.

MERCHIORI FAUSTO · SindacoLeggi intervento

Io richiamo ancora il concetto dal quale sono partito nel sollecitare l'approvazione di una modifica per quanto attiene il contenimento del numero dei membri del CdA previsto da 3 a 7, ma anche il mantenimento della responsabilità di fornire indicazioni circa la Presidenza, diventa in ottemperanza a quello che è un ruolo che l'Ente ha per il patrimonio profuso e alla cui costituzione ha dedicato risorse pubbliche, che non credo sia il momento di trasferire tout court al socio privato.

E’, invece, il momento di interloquire con intelligenza e con capacità di raggiungere intese su quella che è la realizzazione della vocazione primaria dell'Interporto, e l’Assemblea del 26 credo che sia l'occasione propizia perché si avvii questo procedimento.

Quello che interverrà successivamente, sarà il frutto di una politica societaria condivisa e che, nella responsabilità dell'Ente pubblico, dovrà essere convenuta anche alla luce della conservazione di quel ruolo che attualmente l'articolo 15 va proponendo, e che non garantisce minimamente, a giudizio nostro, qualora intervenga una diversa modalità di, chiamiamola, designazione della Presidenza stessa.

Aggiungo anche che, da quanto ci risulta, questa stessa, chiamiamola lettura della seconda parte dell'articolo 15, sia quella che io ho detto già è concorde con la lettura della Provincia stessa, ma è anche nella prospettiva, diciamo, di membri privati dell'attuale.. della società dell'Interporto.

Per cui, credo che si possa tranquillamente approvare questa modifica nella prima parte, da 3 a 7, lasciando inalterato, diciamo, l'articolato centrale dell'articolo 15, ad ulteriore garanzia del ruolo del socio pubblico, ripeto, per quello che in questi anni ha realizzato per la costituzione di questo importante capitale. 64

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al Sindaco. Per dichiarazione di voto chiede di intervenire il Consigliere Bellinazzi. Prego Consigliere.

BELLINAZZI STEFANO - Consigliere Forza Italia. Grazie Presidente. Come questa mattina, anche nel primo pomeriggio farò una dichiarazione a nome dell'intera opposizione.

Ma 3 minuti... sono il nuovo capogruppo del PDL! Bello, grazie della nomina! Ma mi sembra che sia un po' onestamente… Ma scherzo, era una battuta!

Era una battuta ovviamente, come questa mattina, quindi per la Lega, Forza Italia... come questa mattina. Sì sì, ho detto come questa mattina, questa è stata una carica che mi ha attribuito scherzosamente ovviamente, non mi permetterei mai di rappresentare nessun altro! Comunque, Presidente, mi sembra che ci sia, a nostro modo di vedere, un po' di confusione.

Per quanto riguarda la delibera in oggetto, il nostro voto sarà quello di astensione. Si potrebbe anche votare, potremmo anche fare altri ragionamenti; potremmo da 5 portarli a 3, si potrebbero fare tante cose. Noi ci asteniamo.

Però, quello che abbiamo notato è, per quanto riguarda una scelta importante e strategica per la città, qual è l'Interporto, quando c'è da fare un aumento di capitale non lo si fa, ci sono da tirare fuori i soldi; quando c'è da ripianare un debito non lo si fa, però il posto di comando non lo si vuole mollare! Una gestione, come dicevo anche questa mattina, un po' confusa e che non ci convince assolutamente. Per questo motivo il nostro voto sarà di astensione.

Grazie.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al Consigliere Bellinazzi. Per dichiarazione di voto il Consigliere Stocco. Prego Consigliere.

STOCCO ALBERTINO - Consigliere Lista Stocco- P.P.E. Prima della dichiarazione di voto vorrei, se me lo permette, Presidente, fare una domanda alla signora Cittadin: era possibile, anziché 5 più 2, uguale a 7, fare 3 più 2 uguale a 5? DOTT.SSA CITTADIN NICOLETTA: Sì sì, è possibile.

STOCCO ALBERTINO - Consigliere Lista Stocco- P.P.E. E’ possibile? Cioè, comporre un Consiglio di Amministrazione di 5 persone era possibile, non contrastava?

DOTT.SSA CITTADIN NICOLETTA: No no, è possibile. STOCCO ALBERTINO - Consigliere Lista Stocco- P.P.E. Per questo motivo io sono contrario alla delibera.

65

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al Consigliere Albertino Stocco. Altre richieste di intervento non ve ne sono, quindi mettiamo ai voti la delibera. Chi è a favore è pregato di alzare la mano.

Gli scrutatori i Consiglieri: Bellinazzi, Turcato e il Consigliere Ruzzante. 21 voti a favore. Chi è contrario?

1 un voto contrario. Chi si astiene? 6 astenuti, quindi la delibera è stata provata.

Adesso votiamo l'immediata eseguibilità. Chi è a favore è pregato di alzare la mano: 21. Chi è contrario?

Chi si astiene? 7 astenuti. E’ stata votata, quindi, anche l'immediata eseguibilità.

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Convenzione ex art. 30 del decr. Leg. 267/200032 interventi
PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Ritorniamo adesso al primo punto all'ordine del giorno: “Convenzione ex articolo 30 del decreto legislativo 267 del 2000, per l'esercizio del controllo analogo dei Comuni soci su Polesine Acque SpA” E’ arrivato l'Assessore Milan, quindi questa delibera la presenterà l'Assessore alle Partecipate. Prego Assessore.

MILAN ANGELO · AssessoreLeggi intervento

L'oggetto della delibera riguarda la Convenzione fra Polesine Servizi, Polesine Acque oggi, e le amministrazioni comunali nel territorio in generale. Relativamente alla proposta/bozza di convenzione che era stata predisposta, c'è stato un lavoro fatto dagli Uffici che ha rilevato alcune incongruenze, la necessità di fare alcune piccole correzioni; quindi il testo che viene proposto in votazione è quello corretto, come meglio... adesso passerò la parola agli uffici che meglio specificheranno.

Sono correzioni spesso di forma, ma che a volte la forma diventa anche sostanza, ecco. E’ stata superata ormai da tempo la questione che le votazioni andassero per teste o per quote, è un problema superato; ogni singolo socio rappresenta le quote che detiene, quindi la votazione rimane in questi sensi. Per gli aspetti più tecnici do la parola alla dottoressa Cittadin o Righini.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie all'Assessore Milan. Prego la dottoressa Cittadin. DOTT.SSA CITTADIN NICOLETTA: L'oggetto di questa Convenzione è appunto… l'oggetto di questa delibera è appunto la Convenzione che dovrebbe regolare l'esercizio del controllo analogo dei Comuni soci sulla Polesine Acque SpA.

Brevemente ricordiamo che le tre caratteristiche principali che una società deve possedere per poter avere degli affidamenti diretti, cioè in house providing sono tre: allora vi deve essere il capitale sociale interamente pubblico, l'attività prestata dalla società deve essere per la maggior parte fatta verso i soci pubblici, in questo caso, e vi deve essere l'operatività del requisito del controllo analogo.

Cioè, i soci devono esercitare sulla società il medesimo controllo che esercitano quando gestiscono direttamente i servizi. Partendo da questo, nel mese di febbraio sono state approvate, in questo Consiglio Comunale, delle modifiche statutarie, allo Statuto della Polesine Servizi, che nell'occasione abbiamo denominato Polesine Acque Spa.

Queste modifiche statutarie 67 erano volte principalmente ad implementare il carattere di in house providing della società, ed in particolar modo il requisito del controllo analogo.

Per realizzare questo controllo analogo da parte dei soci, lo Statuto della società, prevede l'istituzione e il funzionamento di un organismo extra societario, che noi chiamiamo appunto Assemblea di Coordinamento Intercomunale, attraverso il quale i soci possono rafforzare la loro capacità di controllo gestionale e finanziario sulla società. Questa assemblea intercomunale, infatti, è sede di informazione, di consultazione e di discussione tra i vari soci, e tra i soci è la società stessa.

In particolar modo, ecco, i soci controlleranno la società e l'andamento dell'Amministrazione, attraverso l'analisi, l'esame e l'approvazione di alcuni documenti fondamentali della società stessa, quali ad esempio il Piano Industriale, i Bilanci e comunque tutta la documentazione che la società è tenuta ad inviare all'attenzione dell'Assemblea di Coordinamento, ai sensi dell'articolo 43 dello Statuto della Polesine Servizi.

La Convenzione, che è allegata a questa proposta di delibera, si compone di 12 articoli e prevede che i membri di questa assemblea siano i legali rappresentanti dei Comuni soci, o comunque i loro delegati. E, come diceva l'Assessore poc'anzi, è un'assemblea che funziona con responsabilità e diritto di voto da parte di ognuno dei partecipanti, pari alla quota di partecipazione nella Polesine Acque Spa, in base chiaramente a quello che risulta dal libro soci.

Altra cosa molto importante è che questo Comune, scusate, questa Assemblea di Coordinamento, delibera, e quindi assume le sue decisioni, con una maggioranza rafforzata, c'è una maggioranza particolarmente forte, pari a 66,7% del capitale sociale di Polesine Acque, in questo andando a rafforzare l'operatività del requisito del controllo analogo, che è appunto l'oggetto per cui si sta delineando tutta questa Convenzione.

Per il resto noi abbiamo fatto delle osservazioni, abbiamo fatto degli incontri, ci sono stati prima degli incontri in sede politica, poi degli incontri anche, diciamo, a carattere prettamente tecnico, con il quale sono state fatte delle osservazioni e delle controdeduzioni su questa convenzione.

Al di là che come Ufficio Partecipazioni noi sostanzialmente abbiamo approvato la convenzione che è stata proposta alla Polesine Acque, ci siamo comunque sentiti in dovere di fare alcune precisazioni tecniche, perché, dalla lettura di tutti gli articoli della Convenzione, alcuni di questi ci parevano in contrasto tra di loro, e quindi per rendere coerente l'articolato abbiano proposto, all'attenzione di questo Consiglio Comunale, di approvare la convenzione con queste modifiche.

All'articolo 4, comma 2 si fa riferimento ai compiti e alle funzioni dell'Assemblea…

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Per cortesia, vi prego di fare silenzio, quantomeno di permettere a chi vuole di ascoltare. Vi ringrazio. DOTT.SSA CITTADIN NICOLETTA: 68 Nel testo originariamente proposto, all'articolo 4, comma 2, si dice che le funzioni ed i compiti dell'Assemblea di Coordinamento Intercomunale, sono quelli stabiliti dall'articolo 40 e dall'articolo 20 del vigente Statuto Comunale.

In realtà, noi abbiamo verificato che le competenze dell'Assemblea di Coordinamento, sono stabilite non solo all'articolo 40, ma anche all'articolo 14, 29 e 43 dello Statuto, mentre nulla c’entra in questo caso l'articolo 20.

Pertanto proponiamo che la formulazione dell'articolo 4, comma 2 sia questa: “Le funzioni ed i compiti dell'Assemblea di Coordinamento Intercomunale, sono quelli stabiliti dallo Statuto di Polesine Acque Spa”, facendo, appunto, un riferimento generico lo Statuto, senza citare articoli in particolare per non ingenerare confusioni. Per quanto riguarda poi il successivo comma 3, anche qui ci sembrava questo comma incongruente con quanto poi stabilito all’articolo successivo.

In particolare il comma 3, nella formulazione originaria, dice: “Le conclusioni alle proposte conseguenti dell'Assemblea Intercomunale, che necessitano di una formale deliberazione da parte dell'Assemblea medesima, devono essere presentate ed approvate secondo le maggioranze previste dallo Statuto”.

Beh, questo è un po' in contrasto con l'articolo 5, comma 4, proprio inserito nella Convenzione, in cui è espressamente previsto che l'Assemblea di Coordinamento delibera con il voto favorevole degli Enti Locali, che rappresentano almeno il 66,7% del capitale pubblico della società, quindi con la maggioranza rafforzata.

Riteniamo pertanto, per una coerenza tra gli articoli della Convenzione, in particolare tra 4 ed il 5, che il comma 3 dell'articolo 4 vada riformulato facendo rinvio all'articolo successivo, e cioè dicendo che le conclusioni alle proposte conseguenti all'assemblea intercomunale che necessitano di una formale deliberazione da parte dell'Assemblea medesima, devono essere presentate ed approvate secondo la maggioranza stabilita dal successivo articolo 5, comma 4.

Da ultimo abbiamo chiesto una piccola correzione dell'articolo 6, comma 2, a proposito di controllo di gestione, controllo contabile e quindi poi anche controllo di gestione, dice: “Come garanzia di controllo contabile, finalizzata al soddisfacimento dell'interesse pubblico nell'erogazione dei servizi, sarà possibile potenziare, nei confronti della società, per quanto possibile, lo strumento del controllo di gestione”.

Ci sembrava pleonastico dire "per quanto possibile”, noi stiamo implementando il carattere, proprio il requisito del controllo analogo, pertanto proponiamo di tirare via “per quanto possibile”, perché nell'interesse pubblico il controllo di gestione deve essere fatto.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie alla Dottoressa Cittadin. Richieste di intervento su questa delibera? Chiede di intervenire il Consigliere Paron e poi il Consigliere Avezzù.

Prego, Consigliere Paron.

MERCHIORI FAUSTO · SindacoLeggi intervento

Posso anticipare... 69

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Chiede di intervenire il Sindaco, chiedo scusa Paron.

MERCHIORI FAUSTO · SindacoLeggi intervento

Non per la discussione. Io, fra tre quarti d'ora, ho necessità di essere -invitato dal Presidente Dott. Finotti- in Fondazione a Padova.

Questo riguarda chiaramente, diciamo, politiche di gestione anche di alcune attività che fanno poi capo al Comune, con un cofinanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio. Purtroppo l'appuntamento mi è avvenuto ieri sera, confermato questa mattina. Diversamente bisogna che vada a metà giugno e non ce la facciamo con alcune problematiche che abbiamo in essere.

Io chiedo al Presidente dell'Assemblea se questo crea problemi al Consiglio, credo che sappiate dove vado e quanto sia importante andare.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Chiede di intervenire il Consigliere Bellinazzi.

BELLINAZZI STEFANO · Consigliere Forza ItaliaLeggi intervento

Presidente, questa volta parlo a nome anche di Albertino Stocco che mi ha nominato anche lui, quindi posso essere rappresentante di tutti! E’ il secondo Consiglio Comunale a cui partecipo, adesso torno serio, è la seconda volta che, come minoranza, garantiamo il numero legale, anche la travoltamene di ideato e ci ringraziò a fine seduta. Io prestai molto il gesto.

Questa volta siamo andati via e vediamo che anche stavolta non siete in 20… (Qualcuno interviene a microfono spento-incomprensibile)

BELLINAZZI STEFANO · Consigliere Forza ItaliaLeggi intervento

Beh, non ci siete in 20 in Aula! Io conto: non siete in 20 in Aula. Se siete fuori è un altro discorso… (Qualcuno interviene a microfono spento-incomprensibile)

BELLINAZZI STEFANO · Consigliere Forza ItaliaLeggi intervento

Se mi fa finire... Signor Sindaco, non sia permaloso come! Io sto parlando a lei mi ha interrotto.

Se posso finire... se posso finire… Se vuol fare il permaloso rinunci! Posso finire? Posso finire?

Grazie, Sindaco. Stavo finendo e stavo dicendo che è due volte che garantiamo, siamo ben lieti che lei ci rappresenti in Fondazione e rimaniamo. Sono stato interrotto dai suoi Consiglieri.

Non siete in 20 in Consiglio Comunale. Signor Sindaco, il suo posto sarà garantito da me a da Mancin.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Procediamo, quindi, con la discussione. In merito alla delibera chiesto di intervenire il Consigliere Paron. Prego Consigliere.

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PARON LUCA · Consigliere Forza ItaliaLeggi intervento

In merito… se posso parlare… In merito all'oggetto della delibera, come componente presente alle riunioni in oggetto alla I^ Commissione, niente da dire assolutamente, perché sono rilevazioni giuste che aiutano a capire meglio e precisano alcuni punti, forse un po' oscuri e forse addirittura non corretti della proposta. Quindi benissimo, non ho niente da dire riguardo a questo punto.

Lo scopo della delibera in se, è quello di continuare a rafforzare e mantenerlo in house, quindi noi siamo sicuramente d'accordo con questa cosa, voteremo la delibera. Mi permetto di far notare un paio di cose: uno, che questo testo che noi oggi andiamo a votare, e su cui sono state proposte delle variazioni, è già stato votato nella formulazione precedente -quindi non corretta- in altri Consigli Comunali.

Probabilmente, anche se questa vostra… questo fatto di votare e poi ripassare probabilmente nei Consigli dove è già passato nella nuova versione, potrebbe creare danni. Probabilmente questa volta no, sicuramente causa ritardi, magari con un migliore coordinamento, una migliore integrazione tra i Comuni all'atto della votazione e della stesura di queste osservazioni, potremmo evitare in futuro episodi di questo tipo e quindi evitare ritardi potenzialmente dannosi prima di tutto.

Seconda cosa da fare notare, sempre riguardo all’in house, che è uno dei tre requisiti principali, perché questo venga e continui ad essere, quindi non ci debba essere un affidamento a gara ai privati, è la totalità dei soci pubblici in Polesine Servizi, in Polesine Acque mi correggo. Questa cosa, essendoci un socio privato in Sodea attualmente, potrebbe creare ancora qualche problema perché, a livello di giurisprudenza, non tutti sono d'accordo che non crei problemi.

E potrebbe essere proprio il socio privato a creare questi problemi, visto che logicamente, essendo una grande azienda che lavora proprio nell'acqua, potrebbe tranquillamente accettare l'affare. Allora, se noi vogliamo continuare a mantenere il controllo sul nostro servizio idrico, sul nostro servizio di acqua potabile, invito la Giunta a fare quanto possibile e prima possibile per tentare di risolvere anche questa questione, fondamentale e tanto quanto, se non più, quella di cui stiamo discutendo oggi. Tutto qui.

Comunque, ribadisco il nostro parere favorevole ed il voto favore.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Chiede di intervenire il Sindaco prima di lasciarci. Prego, signor Sindaco.

MERCHIORI FAUSTO · SindacoLeggi intervento

Lasciarci temporaneamente! Molto temporaneamente! Rispondo alla prima delle osservazioni di Luca Paron.

E’ stata un'impresa per gli Uffici, anche per la parte politica, molto, molto faticosa e lunga riuscire -e non è detto che ciò sia avvenuto compiutamente- d'accordo un certo numero di Comuni, indipendentemente dalla loro appartenenza politica, in quanto, in particolare i piccoli Comuni, hanno sempre chiesto che qualunque decisione, contrariamente a quanto prevede lo Statuto, venisse assunta per testa e non per responsabilità di quota.

71 L’arrivare a questo testo, è il frutto di un importante coordinamento tra il responsabile di Polesine Acque, le Amministrazioni Comunali che più volte si sono prestate per continui incontri, anche con i loro Uffici, dottoressa... e la dottoressa Righini ben lo sanno, per cui il coordinamento c'è stato. Questo è il frutto del coordinamento.

Ci sono ancora delle sbavature, per cui il rischio che io penso è che il 29, quando ci sarà l'assemblea, ci sia qualche Comune che eccepisce comunque, nel tentativo di forzare quello che è un vincolo di legge e di diritto societario, e questo è un problema che purtroppo supera la nostra Aula, bisogna andare in altre Aule. Questo è il fatto! È già un grosso punto d'arrivo questo.

Se c'è anche la forza, e io personalmente, ma anche come Presidente della Giunta ringrazio quanto affermato da Luca Paron, perché l'approvazione unanime favorisce sicuramente anche un migliore orientamento di Comuni che pensano che si debba comunque votare per testa. Io saluto l'Assemblea, ringrazio il Consigliere Bellinazzi, però mi sembra che siamo in 21, grazie.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al Sindaco. (Voci confuse dall'Aula - incomprensibili)

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Hanno chiesto di intervenire nell'ordine i Consiglieri: Avezzù, Masin e Mancin. Quindi, procediamo con la discussione, prego Consigliere Avezzù.

AVEZZU’ PAOLO · Consigliere Forza ItaliaLeggi intervento

Grazie Presidente. Alcune brevi considerazioni che riprendono quanto detto prima dal Sindaco, quindi non entro sulle considerazioni, diciamo, proprio di contenuto della delibera, perché l’ha fatto bene il collega Paron, quindi condivido quanto da lui anticipato.

Ma la considerazione tutta politica è su questo elemento di novità che entra sulla vicenda Polesine Acque, penso e spero entri poi anche sulla vicenda di altre società partecipate, avendo -qua richiamo anche il collega Mancin- su questa questione, venendo come me e avendo la delega alle società partecipate, abbiamo tentato in varie assemblee di Polesine Servizi, di Consorzio RSU o quant'altro, di fare il ragionamento che Rovigo, come realtà capoluogo, ma anche detenendo quote superiori ad altri Comuni, le stava stretto il ragionamento: una testa, un voto.

Prendo atto che cambiando, come dire, la guida politica e la maggioranza del Comune di Rovigo, il resto dei comuni della provincia, che sappiamo la gran parte sono a guida finora (ancora per poco, dice Mancin) del centro-sinistra (è un auspicio certo da parte mia e da parte nostra) hanno cambiato, anche se parzialmente, perché poi dopo faccio una’aggiunta, idea rispetto a questo principio, che finché governava il centro-destra a Rovigo, facendo una botta di conti: se noi diamo la quota di Rovigo che è di 17,5, se non sbaglio, vero dottoressa?

17,5, in più mettiamo la quota di 72 qualche altro grosso Comune, eccetera, va a finire che Rovigo determina la maggioranza all'interno di Polesine Servizi.

Stesso ragionamento, in maniera insistente, era stato fatto dentro il ragionamento del Consorzio RSU, con tutti i ragionamenti che avete visto anche recentemente, in cui si riparla di multiutility o quant'altro, ASM, Ecogest, eccetera, -per carità, non è questa la sede- mentre noi vedevamo fucilati ogni volta, perché se c'erano ordini del giorni continui in Assemblea RSU, fatti dal centro-sinistra, in cui dicevano: “Il Comune di Rovigo deve cedere assolutamente la propria quota che ASM detiene in Ecogest, perché questo altrimenti fa sballare gli equilibri dentro la Ecogest che è di tutti i Comuni”.

E quindi una testa, un voto o comunque il Comune di Rovigo non può arrivare quasi alla maggioranza assoluta di questa società. Cambiato il colore politico della maggioranza del Comune di Rovigo, abbiamo visto che gli altri Comuni di centro-sinistra hanno cambiato tranquillamente idea. Tranquillamente ma non troppo, nel senso che si fidano del Comune capoluogo, però non si sa mai!

Quindi hanno messo, come dire, il tappo dei due terzi, del 66,7% dicendo: “Sì, Comune di Rovigo nell’Assemblea Intercomunale new entry all'interno dello Statuto di Polesine Servizi, nella Convenzione, ti facciamo decidere in base alla quota, però... però non ci fidiamo troppo, per cui non si sa mai che, in maniera trasversale, tu faccia qualche accordo con altri Comuni, indipendentemente dai colori politici ma perché magari avete degli interessi comuni, quindi mettiamo il blocco di 66,7%”.

Era il ragionamento politico che nulla toglie all'anticipazione di voto che ha fatto il collega Paron, però se volete, lo sfizio almeno di dire questo in Aula e di dire che cambiando le maggioranze politiche, si cambiano tranquillamente anche le valutazioni sulle partecipazioni societarie, credo che era l'occasione opportuna, e anche perché un'occasione del genere quando mai avrei avuto ancora la possibilità di utilizzarla? Quindi registro questo cambio di orientamento sul valore delle partecipazioni.

C'è un fattore di novità che dietro l'aspetto tecnico di provvedimento, dovuto per legge e quant'altro, viene introdotto con questo provvedimento. Dal mio punto di vista la registro come un fatto positivo, perché e giusto che chi ha una certa partecipazione in una società, non solo debba pagare i debiti, perché ricordo che noi abbiamo pagato i debiti con la famosa delibera su Polesine Servizi, in base non una testa, un voto, ma in base alla nostra percentuale di partecipazione.

Quindi, non è che ci hanno fatto un regalo, perché in quel momento, quando c'erano da dividere i debiti, i vari Comuni di centro-sinistra non hanno rivendicato il principio una testa, un voto, ma i vari Gaiba, Stienta, Fiesso, parlo quelli dove c'è il PD, ex PC dal 60 - 70% in più, hanno detto: “Ah no! Andiamo in base alle percentuali”. Quindi, loro hanno messo il 2% e cittadini del Comune di Rovigo hanno messo il 17,5%.

Questo bisogna ricordarlo ai compagni della fascia rivierasca del Po e anche ai compagni che siedono in quest'Aula, che allora non hanno avuto niente da dire su questo problema e, zitti zitti, hanno fatto pagare ai cittadini di Rovigo i debiti di Polesine Servizi al 17,5%. Quindi, se oggi va bene questa delibera, ricordiamoci 73 quello che c'è stato in passato, visto che ho, almeno su queste cose, la memoria lunga, ed era giusto dirlo in quest'Aula.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al Consigliere Avezzù. Ha chiesto di intervenire il Consigliere Masin. Prego, Consigliere.

MASIN MATTEO · Consigliere Rifondazione ComunistaLeggi intervento

Grazie Presidente. Il mio non vuole essere nemmeno un intervento, perché personalmente poi mi asterrò dal partecipare al voto. A ‘sto punto qua più che l'intervento è la dichiarazione di voto anticipata del mio gruppo.

A me preme non entrare nel merito della delibera se non per il famoso articolo 6, comma 2, quello che riguarda il controllo analogo.

Ci preme dire semplicemente che è dovuto perché mi sembra che sia né più e né meno che un controllo contabile, però questo non deve essere la foglia di fico che va in qualche maniera ad aggirare un ostacolo, come quando da tante parti si dice che è quello della mancanza effettiva di un controllo diretto da parte dei Comuni che sono poi i veri proprietari dell’azienda e della gestione poi che dovrebbe essere fatta proprio come fosse un servizio diretto.

Diciamo che ben venga un preciso e puntuale controllo contabile. Però dobbiamo sempre ricordare che sotto il profilo della legittimità, c'è un qualcosa che è ancora al di là da essere risolto, e mi riferisco naturalmente al contenzioso in essere, in cui è coinvolto anche l’ATO, che riguarda sia Sodea, che l’ATI, Associazione Temporanea di Imprese. Per questo motivo il gruppo, perché io mi astengo per altri motivi, il gruppo si astiene al momento del voto.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al Consigliere Masin. Ha chiesto di intervenire il Consigliere Zangirolami. Prego, Consigliere.

ZANGIROLAMI MATTEO · Consigliere Alleanza NazionaleLeggi intervento

Io credo che, signor Presidente, questa delibera sia l'ennesima dimostrazione di come la politica in genere, ma il governo delle nostre aziende partecipate, che comunque sono delle spa e quindi dovrebbero in qualche modo agire come delle entità private, hanno in realtà dei tempi di risposta da pachiderma. Probabilmente questo tipo di realtà, anzi sicuramente, se dovessero confrontarsi nel libero mercato con realtà private, non avrebbero alcuna possibilità di sopravvivenza.

Perché, dell'introduzione del controllo analogo credo che se ne stia parlando almeno da un anno, forse due, però voglio essere buono e dico un anno. E quindi un anno di parto per arrivare ad assumere questo tipo di provvedimento, mi sembra assolutamente un tempo eccessivo, non consono ad una società, ad una realtà che dovrebbe avere tempi di risposta immediata, qualora dovesse confrontarsi nel libero mercato. E questo è uno dei mali che, in qualche modo, attanagliano le nostre aziende pubbliche.

74 Tra l'altro devo dire che, nonostante i tempi così estremamente lunghi, non vi è neanche stata un'adeguata cabina di regia, lo dimostra anche il fatto che anche in questo momento non stiamo andando ad approvare una delibera con una formulazione diversa rispetto a quella che c'era stata in qualche modo prospettata da Polesine Servizi stessa, proprio perché, grazie alla qualità e all'efficienza dei nostri Uffici, ci siamo accorti che c'erano ancora degli aggiustamenti tecnici da formare, da formalizzare, e quindi abbiamo corretto in corso d'opera anche questo deliberato che, di conseguenza, dovrà poi essere ripreso da tutti quei Comuni che nel frattempo avevano già invece provveduto ad approvare questa delibera, quindi con ulteriore slittamento di questi tempi.

Ecco, anche questo tipo di procedura credo che… e questo tipo di situazioni, vadano a cozzare con un'azienda, invece, che dovrebbe iniziare ad agire come un'azienda privata in tutto e per tutto. Ma quello che mi preoccupa, e ne approfitto di questa discussione per fare un appello al Sindaco e alla Giunta tutta, sono che questi tempi di risposta vi sono in tutto e per tutto.

Noi abbiamo sentito le relazioni del nuovo Presidente Ferraccioli in quest'Aula che ha fatto più volte, soprattutto in occasione della famosa decisione in cui… di salvataggio, se così si può dire, della società, assumersi degli impegni con delle tempistica molto puntuali, che però, in modo altrettanto puntuale, non vengono assolutamente rispettate.

Mi riferisco, per esempio, rispetto a quella che è la proposta di business plan nella tempistica per arrivare alla risoluzione dei Consorzi Acquedotto, che invece è diatriba ancora in essere.

Su questo, tra l'altro, ci sono una serie di considerazioni da fare, delle quali tra l'altro mi piacerebbe che il Consiglio Comunale ne fosse direttamente coinvolto, anche sulla vicenda che coinvolge direttamente anche un componente del Consiglio di Amministrazione della questione legata al Consorzio Acquedotto di Rovigo, credo sia un argomento di cui il Consiglio Comunale sarebbe opportuno fosse edotto e avesse la possibilità di confrontarsi e dire la propria, così come su quelli che sono gli investimenti fatti nel frattempo.

Perché, a fronte di un innalzamento della tariffa in una rimodulazione del piano degli investimenti pluriennale, che quindi viene in qualche modo… è stato chiesto uno sforzo maggiore all'utente, cittadino/utente, con una revisione al ribasso di quello che è il Piano Pluriennale degli investimenti e, nonostante questo, dirittura ci sono dei tempi assolutamente che non rispettano quelle che erano le previsioni nella realizzazione di tali investimenti.

Credo che questi siano gli argomenti che interessano direttamente ai cittadini; di questo si debba discutere e, proprio in coerenza con gli impegni che si sono assunti sia il Sindaco che il Presidente Ferraccioli nei confronti di questo consesso, ci debba essere al più presto una relazione su questi argomenti, fatta al Consiglio tutto, o quanto meno alla Conferenza dei Capigruppo, credo sia un atto dovuto e che ci aspettiamo venga al più presto fatto.

Ecco, mi fermo qui perché non è questo il momento di discutere tout court di Polesine Servizi, perché la delibera è una delibera puntuale, per quanto concerne la 75 modifica dello Statuto relativamente all'introduzione e al controllo analogo.

Su questo mi limito a fare quelle osservazioni che ho fatto poc'anzi rispetto al non perfetto coordinamento della procedura ed il forte ritardo con cui si va ad introdurre questo elemento di novità, però non possiamo altro che condividere quello che è il principio dell'introduzione alla controllo analogo, tra l'altro previsto dalla legge. Grazie.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al Consigliere Zangirolami. Io ho l'ultimo iscritto a parlare, adesso si iscrive anche il Consigliere Maldi, quindi do la parola al Consigliere Mancin e poi al Consigliere Maldi. Non ho altri iscritti e poi chiudiamo la discussione.

Va bene? Prego Consigliere Mancin.

MANCIN FLAVIO · Consigliere Alleanza NazionaleLeggi intervento

Grazie Presidente. Un po' sulle questioni che riguardano lo specifico della delibera si sono espressi gli altri Consiglieri prima di me dell'opposizione, alcuni passaggi li ho colti, altri non li ho sentiti, ma immagino siano stati appunto nel senso degli ultimi che ho potuto ascoltare.

Sulla questione più ampia, sui consorzi acquedottistici, sulla tariffa, sulle opere da realizzare, credo ci sia effettivamente da discutere da capire, l'ultima relazione di Ferraccioli era stata dettagliata, ma al tempo stesso con ragionamenti in prospettiva che non portavano dati concreti, situazioni realmente approvabili.

C'erano parecchie questioni in divenire e sarebbe il caso realmente di invitare il Presidente di Polacque per capire a che punto siamo e qual è in realtà… quanto di quelle prospettive che lui ci aveva dato in questo Consiglio effettivamente si sono realizzate.

Parto invece, anzi faccio un ragionamento su quelli che sono i dubbi, partendo proprio dal Comitato di Coordinamento, sullo specifico del Comitato di Coordinamento Intercomunale, alcuni Consiglieri in altri Consigli Comunali, hanno sollevato alcuni dubbi, dubbi in particolare sul fatto che appunto la creazione del Comitato di Coordinamento Intercomunale non possa configurarsi eventualmente come un patto parasociale tra Enti pubblici, che potrebbe andare contro la legge.

Ecco, questo era uno dei dati principale sul quale poi, indipendentemente dalla volontà politica che poi esprimeremo con il nostro voto, sicuramente alcune valutazioni di carattere tecnico dovrebbero essere fatte. C'è poi una sentenza del Consiglio di Stato del giugno del 2007, che dice che il soggetto affidatario deve svolgere la maggiore parte delle sue attività a favore dell'ente pubblico di appartenenza.

Il fatto che Polacque appunto fattura ai cittadini e non agli enti, per qualcuno si potrebbe ritenere come una condizione che potrebbe portare ad una difficoltà per l'azienda.

Un altro ragionamento riguarda il Consiglio di Stato, una sentenza di quest'anno, la n.1 del 2008, che chiarendo cosa significa l’house providing, dice appunto che non basta essere soggetti con capitale interamente pubblico, serve anche che l'azienda non abbia acquisito una vocazione commerciale e che le decisioni che vengono prese debbano essere sottoposte a un vaglio preventivo dell'ente affidante.

76 Quindi, parlano in un linguaggio un po' tecnico però, insomma, il mio ragionamento è per porre l'attenzione di questo Consiglio -se il Presidente mi dà la possibilità di parlare- interessa porre alcune questioni al Consiglio che, collegate con l’atto, con la convenzione che andiamo ad approvare oggi, sono questioni però che si aprono rispetto a quello che è il futuro di Polacque e quindi la sua capacità di poter mantenere l'operazione in house providing e di non andare in questo momento a gara.

Siccome le sentenze si susseguono nel tempo e alcune di queste vanno in un senso tale per cui l'azienda non è propriamente all'interno o perlomeno ritengo si debbano fare delle valutazioni, se rispetto alle ultime sentenze, l'azienda rientra pienamente con lo Statuto rispetto alle caratteristiche che vengono richieste.

Per spiegare appunto in questo caso: l'ente affidante, che è l’ATO in questo caso, dovrebbe essere l'ente di riferimento e non i Comuni a costituire l'eventuale appunto Comitato Comunale che noi andiamo ad attuare. Questo è uno dei dubbi che possono sorgere di fronte a questo tipo di delibera.

Altro, invece, per il fatto -lo accennava prima Luca- ma è ancora più evidente il fatto che nello Statuto di Polacque, all'articolo 3 viene lasciata la possibilità di assumere partecipazioni in società o enti o imprese o consorzi di imprese di carattere privatistico.

Ecco, questo passaggio quasi sicuramente è un passaggio sul quale bisogna andare a fare delle analisi perché questo, questa apertura, tra virgolette, che come azienda abbiamo fare verso i privati, essendo appunto questa sentenza di quest'anno molto chiara su che cos'è l'house providing, sicuramente può crearci, nel caso in cui qualcuno vada a prendere in mano documentazione (parole incomprensibili) che possano esserci delle problematiche da affrontare. Per cui, su questo bisogna analizzare il tempo.

L'ultimo problema è il rischio, appunto, di ragionare nei termini se poter mantenere il capitale pubblico, come mi pare sia stato espresso più volte anche in questo consesso, e potere, appunto, fare in modo di poter continuare a mantenere l'operazione in house providing. Perché ho fatto questo tipo di ragionamento?

Perché mi sembra che si sia persa un po' di vista la situazione, cioè si sia cercato di dare risposte a quelle che sono le difficoltà dell'azienda di carattere economico, poco secondo me, invece, si è cercato di verificare quelle che sono le difficoltà dell'azienda di carattere tecnico, per potersi strutturare in questo momento e poter evitare, almeno al momento, le gare e potersi strutturare in maniera da poter competere sul mercato per il futuro.

Credo che su questo, come su altre cose, sia necessario lavorare in maniera più puntuale e, come ho espresso all'inizio, l'importanza è che vi sia, da parte dell'azienda, la possibilità di dare in questo... di poter partecipare a un Consiglio ad essa dedicato, per poter capire quali sono attualmente le situazioni in essere e poter capire soprattutto quale possa essere il futuro di questo tipo di aziende. Grazie.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie Consigliere Mancin. Do la parola Consigliere Maldi. Prego Consigliere.

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MALDI PLACIDO · Consigliere I SocialistiLeggi intervento

Anche qui un po' alla volta cerchiamo di sistemare quello che non va, razionalizzare, anche, no? Qualcuno ha proposto riduzione dei componenti del Consiglio di Amministrazione, qui si sa che, essendo un'Assemblea Intercomunale, logicamente l'Assemblea deve essere formata da tutti i Comuni che hanno, mi pare, ampio potere; addirittura anche con la proposta del controllo analogo andiamo ad aumentare questa possibilità di controllo e di verifica di quello che effettivamente Polesine Acque fa.

Anche poi la richiesta da parte nostra di verificare con il controllo di gestione effettivamente lo stato dei conti periodico, è un qualcosa di fatto bene e giusto. Ma quello che mi viene da dire: ma perché... la Finanziaria, per esempio no? Prevede che ci sia una riduzione degli ambiti territoriali ottimali, non se ne parla!

Mi pare che desse il termine entro giugno. Quindi, da luglio di chi è la responsabilità di verificare se questi ambiti territoriali ottimali, quindi compreso anche l'ATO, l’ATO Polesine che teoricamente dovrebbe essere la supervisione, chi gestisce, chi controlla che un qualcosa... quindi di rafforzativo rispetto all'Assemblea dei soci di Polesine Acque?

Guardate che non parlare di questo tra di noi non va bene, perché se c'è questa possibilità che le attività che attualmente Polesine Acque fa, e il controllo che dovrebbe teoricamente fare l’ATO Polesine Acque e che mi pare sia anche… ultimamente non abbia dimostrato quella programmazione con le proposte di tariffe, con quello che io ho chiesto anche più di un anno fa, in cui ho sottolineato che c'erano delle discrepanze fra regolamento delle tariffe e il regolamento che garantisce i servizi che devono essere dati e qualificati ai cittadini.

Discrepanze! Addirittura è stata oggetto di una mia mozione questa questione, e non si sa ancora il risultato, non si sa ancora la risposta, votata all'unanimità dal Consiglio Comunale, ma che fine ha fatto questo? A chi deve essere richiesta questa modifica a questo controllo di congruità fra una regolamento ed un obbligo nei confronti dei cittadini?

Se non si riesce a fare questo, io credo che non solo l’ATO rifiuti, ma anche l’ATO Polesine Acque non serve a niente! E’ una spese in più, un balzello in più che i cittadini devono pagare. Vedo che non interessa, ma guardate che è una questione principale questa.

Non è possibile, perché l'attività che teoricamente dovrebbe gestire l'Assemblea Intercomunale, non potrebbe essere l'attività assieme anche al controllo della Provincia? Potrebbe essere validamente sostituita dall’ATO Polesine Acque? Chiedetevi se questa proposta è valida o no, se questa può portare un risparmio maggiore, di un risparmio di un solo consiglio di amministrazione, portare via... cioè levare quello che effettivamente qualcuno potrebbe dire… Chi è la Regione che lo deve proporre?

La Finanziaria l’ha previsto! Come mai non si applica?

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al Consigliere Maldi. Do la parola, se non vi sono altre richieste di intervento, all'Assessore Milan per le conclusioni. Prego Assessore.

MILAN ANGELO · AssessoreLeggi intervento

78 Pensavo che sulle questioni molto specifiche, sollevate da Mancin relativamente alla verifica che chiedeva, parlavo pochi minuti fa con gli Uffici e mi dicevano che si può rispondere positivamente, nel senso che, seppur velocemente, la verifica è stata fatta e che quindi non c'è il pericolo di cui veniva accennato. Io velocemente dico due parole: credo sia importante, intanto, che si sia arrivati a questo punto, indubbiamente è il frutto di un lavoro sicuro partito tempo fa.

Il Consigliere Avezzù lamentava che per poter arrivare a questo risultato sia stato necessario qualche cambio di Amministrazione, ma è inutile che ce lo nascondiamo, questi sono i tempi della politica, sono le logiche della politica che esulano spesso e a volte da questo Consiglio. Altra questione sollevata: perché il 67%? in molte società esistono delle regole o dei patti sociali, in base ai quali si vincola in qualche modo il quorum per poter fare delle modifiche.

In questo caso si è ritenuto il 67%, in altre società c’è l'80%. Ma credo sia una regola di garanzia per tutti, perché le scelte di natura straordinaria, almeno i 2/3, in molte società viene chiesto, e quindi anche qui... Ultima cosa che sollevava Maldi e che condivido: ATO rifiuti, si dice che dovrà essere sciolto.

ATO acqua dovrebbe anche quello essere rivisto o sciolto, so che in sede regionale si parla di varie ipotesi, ma aspettiamo i tempi della Regione per queste questioni. Poi, sulla previsione di un’Assemblea Intercomunale, io mi limito a dire che non sempre è necessaria, ecco! Mi limito a dire questo.

Comunque nel complesso è di fondamentale importanza arrivare ad una Convenzione condivisa, è stata sistemata laddove si riteneva ci fossero delle piccole correzioni da fare. Mi fa piacere ci sia la condivisione dell'intero Consiglio. Comprendo anche le motivazioni di qualche componente che ha una logica che parte da lontano, mi riferisco in particolare a Rifondazione che ha posto una questione da tempo di principio, se volete anche, sulla presenza dei soci privati.

Ma, al di là di questo, credo sia un risultato positivo e che oggi si possa arrivare alla condivisione, mi par di capire unanime, del Consiglio su questo testo. Grazie.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie all'Assessore Milan. La discussione è chiusa. Adesso, per dichiarazione di voto se vi sono richieste di intervento… Non vi sono richieste di intervento quindi mettiamo ai voti la delibera.

Se vi sono consiglieri fuori, per cortesia, possono entrare per partecipare al voto. Chi a favore è pregato di alzare la mano: 27 a favore, gli scrutatori confermano,27 favore. Chi è contrario?

Nessun contrario. Chi si astiene? Il Consigliere Pavarin, e il Consigliere Masin -risulta a verbale- non partecipa al voto.

La delibera è stata approvata. Passiamo adesso al’immediata eseguibilità. Chi è a favore è pregato di alzare la mano.

Prego gli scrutatori, per cortesia, abbiamo bisogno di sapere quanti siamo: 28. E’ stata quindi approvata anche l'immediata eseguibilità. 79 Passiamo adesso al quarto punto dell'ordine del giorno.

Chiede di intervenire il consigliere Avezzù, prego Consigliere.

AVEZZU’ PAOLO · Consigliere Forza ItaliaLeggi intervento

Faccio presente che, a conferma di quanto aveva detto il Consigliere Bellinazzi, anche se disturbato, cioè non disturbato mentalmente ma disturbato da un Consigliere… disturbato nel suo intervento da un collega di maggioranza (eh, non mi hai lasciato finire!) Anche disturbato da un collega di maggioranza -stavo finendo il concetto, Bellinazzi, se porti pazienza arrivo- l'opposizione ha garantito il numero legale.

Ha garantito, in maniera determinata con il proprio voto, sia la votazione di questa delibera, che l'immediata esecutività. Registro politicamente -e di questo ringrazio tutti colleghi- la compattezza dell'opposizione, cosa che altrettanto non ho visto a livello di maggioranza. E garantiamo, come mi suggerisce giustamente il collega Bimbatti, anche le delibere relativamente alle frazioni.

Quindi l'anticipo: non ci saranno sorprese. Stiamo qua!

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al Consigliere Avezzù anche per questa precisazione. 80

Ampliamento complesso cimiteriale Sant’Apollinare20 interventi
PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Punto N. 4 all'ordine del giorno: ”Ampliamento del complesso cimiteriale di Sant’Apollinare”. Do la parola all'Assessore Osti.

Prego, Assessore Osti. Chiedo scusa Assessore, il Consigliere Zangirolami vuole illustrare la delibera? Non ho capito, mi dica!

ZANGIROLAMI MATTEO · Consigliere Alleanza NazionaleLeggi intervento

Grazie Presidente e chiedo scusa. Io sono rimasto un po' sorpreso nel vedere iscritti all'ordine del giorno dei due Punti relativi agli ampliamenti cimiteriali di Sant’Apollinare e di Grignano (stiamo parlando di questo, no?), in quanto... Benissimo e quindi io attendo e credo che l'Assessore ritirerà le due delibere.

Di Grignano l’ha già ritirata, ma io credo sarebbe opportuno ritirare anche questa e discuterla assieme, per il semplice fatto che rispetto al… Vedo che il Vicesindaco Azzalin è contrario, ma era anche contrario di ritirare la delibera in Commissione, in discrasia al suo collega Assessore Osti.

Siccome è emersa una serie di considerazioni in sede di Commissione, proprio per alcune problematiche, emerse soprattutto relativamente alla delibera dell’ampliamento del cimitero di Grignano che, non a caso, viene ritirata, e per fare anche una valutazione ed una richiesta emersa in Commissione, omogenea su quelle che sono le aree di rispetto in genere, io credo sarebbe opportuno ritirare entrambe le delibere e, dopo aver fatto questo tipo di passaggio in Commissione, eventualmente portarle all'attenzione del Consiglio Comunale.

Questa è la richiesta che le formulo, Presidente, grazie.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

La delibera, quella riguardante il cimitero di Grignano, inserita all'ordine del giorno, è stata ritirata fin da alcune ore dopo, e abbiamo comunicato il ritiro di questa delibera ad ogni Consigliere. Per quanto riguarda, invece, l'altra delibera, non vi sono eccezioni dal punto di vista e della forma e del contenuto, quindi è all'ordine del giorno. Se la Giunta non ritiene opportuno ritirarla, la dobbiamo discutere perché, dal punto di vista e formale e di contenuto è ineccepibile.

Quindi, non vi sono ragioni perché la si debba ritirare. Ma in ogni caso la domanda fatta dal Consigliere Zangirolami è legittima, ma è prerogativa dell'Assessore chiedere di mettere ai voti la delibera stessa, oppure di rinviare ad un prossimo Consiglio. Prego Assessore.

OSTI LUIGI · AssessoreLeggi intervento

Grazie Presidente. Le delibere che riguardavano i cimiteri di Sant’Apollinare e Grignano sono andate contemporaneamente in Commissione, è stata discussa in 81 Commissione prima la delibera sul cimitero di Sant’Apollinare, è stata valutata ampiamente ed approvata dalla Commissione, perché tutti i problemi che sono stati.. a tutte le domande che è stata data risposta, i Commissari l'hanno valutato attentamente e alla fine hanno dato il loro assenso, la loro approvazione.

Per quanto riguarda, invece, il cimitero di Grignano, la situazione è completamente diversa, c'è bisogno di fare un ulteriore passaggio nella valutazione, perché non ci siamo capiti bene sulle fasce di rispetto sanitarie, e quindi ho ritenuto, in quella sede, di approfondire la discussione con gli Uffici e con i progettisti, per portarla quanto prima. Quindi le due cose sono completamente diverse.

Io penso sia opportuno e doveroso discutere oggi la delibera che riguarda il cimitero di Sant’Apollinare, perché c'è un'esigenza notevole di ampliamento di quel sito e quindi dare una risposta finalmente, anche se ritardo, alla domanda di moltissimi cittadini di Sant’Apollinare. Per la verità anche alle moltissime richieste che provengono da Grignano bisognerà dare velocemente una risposta e lo faremo quanto prima.

Si tratta pertanto di deliberare oggi lo spostamento della fasce di rispetto cimiteriale, derivante dall'allargamento del cimitero stesso. L'allargamento avviene in una porzione di terreno che è di proprietà del Comune, di conseguenza non c'è bisogno di nessuna comunicazione di esproprio ad altri.

La situazione posta la vostra attenzione è sostanzialmente una presa d'atto che, nel momento in cui c'è un nuovo allargamento, per motivi sanitari la fascia di rispetto, che deve essere non meno di 50 metri dal perimetro, si deve allargare. Di conseguenza c’è una necessità di fare una Variante urbanistica; oggi dobbiamo adottare questa variante urbanistica che avrà la procedura del consueto e varianti urbanistiche: adozione, osservazione e adozione definitiva. Grazie.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Bene. La discussione può iniziare. Chi chiede di intervenire è pregato di alzare la mano.

Chiede di intervenire il Consigliere Zangirolami. Prego Consigliere. ZANGIROLAMI MATTEO: Consigliere Alleanza Nazionale: La discussione in Commissione è stata, devo dire, puntuale e approfondita.

Effettivamente, per quanto concerne l'ampliamento del cimitero di Sant’Apollinare, non sono emerse, dopo un confronto anche conoscitivo di quegli elementi particolari, contrasti o diversità di opinioni, è un fatto che va da sé. La discussione è emersa sull’ampliamento, che era contenuto nella delibera che è stata ritirata quest'oggi, del cimitero di Grignano, ed è emersa relativamente alla questione delle fasce di rispetto cimiteriali.

Nella fase di discussione, relativa appunto alle fasce di rispetto cimiteriali, sono state fatte alcune osservazioni e considerazioni, da parte anche di altri colleghi, anche di maggioranza, e si era chiesto, con la prossima seduta di Commissione, di poter anche, oltre a capire meglio quali sono le problematiche legate alla delibera dell'ampliamento del cimitero di Grignano, di poter capire un attimo per fare una panoramica molto veloce di quella che è la situazione delle aree di rispetto 82 cimiteriale, in essere un po' su tutte le realtà cimiteriali del Comune, proprio per capire qual è il parametro anche di omogeneità, in relazione appunto a queste fasce di rispetto e capire eventualmente queste eventuali discrepanze da cosa derivano.

Ecco perché io ritenevo opportuno, visto che comunque questa sarà una valutazione che andremo a fare, era previsto per domani, ho appreso in questo istante che la Commissione -non ho ben compreso per quali motivi tecnici- è stata comunque rimandata, ma presumibilmente sarà una ricognizione che andremo a fare nel brevissimo tempo e quindi che ritornerà con la delibera relativa all'ampliamento di Grignano, nel giro di pochi giorni all'attenzione del Consiglio Comunale.

Io, proprio per una questione di maggiore trasparenza, e ripeto trasparenza, credo sia importante rispetto anche alle considerazioni emerse in Commissione, ritenevo fosse opportuno sospendere anche, proprio per avere quindi modo di fare questa valutazione omogenea su tutte le aree di rispetto cimiteriali della città, sospendere anche momentaneamente e ritirare anche questa delibera.

Questo era il motivo che mi aveva portato a fare questo tipo di richiesta; prendo atto che la Giunta non è disponibile in questo senso, sono consapevole che questo comunque è un intervento assolutamente necessario e urgente per la frazione di Sant’Apollinare e quindi non può che sicuramente vederci favorevoli a questo tipo di intervento, pur comunque lamentando ancora una volta il modo ormai caratteristico di operare di questa Giunta, che è quella di rincorrere i problemi, dimostrando di non avere in alcun ambito nessun tipo di capacità di organizzazione e di programmazione.

Perché, vedete, non esiste ad oggi, e questa è una lamentela che faccio anche nei confronti della nostra Azienda, l’ASM che gestisce il servizio, perché non è possibile continuare a lavorare sempre perennemente in emergenza, rincorrendo i problemi. Credo che queste siano tematiche sulle quali sia assolutamente possibile fare una pianificazione rispetto a quelle che sono le necessità del settore cimiteriale di tutta la città.

Tra l'altro dandola in gestione, questo tipo di attività, ad una spa, ad un'azienda spa, seppure è di nostra proprietà. Questa capacità di programmazione dovrebbe essere assolutamente necessaria, anche per poter pianificare quelli che sono gli interventi, l'organizzazione stessa e l'efficienza della gestione cimiteriale.

Per cui mi lascia molto perplesso il fatto che invece non ci sia questo tipo di programmazione e si agisca sempre in modo estemporaneo, cercando di mettere qualche pezza nelle situazioni di maggiore necessità. Ecco, questa è un'osservazione, una critica che io faccio in modo forte all'Amministrazione, anche perché non se la si può sempre cavare, Assessore, rimandando la responsabilità di queste lacune alle Amministrazioni che vi hanno preceduto, perché non siete più al primo giorno di insediamento!

Siete oramai a metà della legislatura, e a metà legislatura quantomeno il tempo per fare questo tipo di ricognizione e di programmazione avreste dovuto sicuramente averlo e l'avrete sicuramente avuto.

Ciò detto, comunque, anche qualora vi fossero state delle lacune o delle responsabilità legate al pregresso e al passato, io non ho alcuna difficoltà nell'evidenziarle comunque, perché se c'è comunque qualcosa di sbagliato, di non 83 positivo, sarebbe stupido comunque non riconoscerlo come tale, e credo che comunque l'obiettivo che dovrebbe spingere ognuno di noi nel proprio ruolo di amministratore, sia quello di perseguire ciò che si ritiene giusto, la cosa migliore e pur funzionale per la nostra città.

Ecco per cui, anche su questo settore continuiamo a muoverci in stato di emergenza perenne, senza nessun tipo di programmazione.

Io mi auguro e anzi vi chiedo, con estrema determinazione, che l'Amministrazione si attivi per pretendere dall'azienda che gestisce il servizio, la nostra ASM, in tempi rapidi, vorrei dire rapidissimi, un Piano, una sorta di Piano Regolatore Generale sul settore cimiteriale della nostra città che, andando anche a fare una comparazione e un'analisi di quelli che sono i dati statistici e demografici della nostra città, e di mortalità sulla nostra città, si vada in qualche modo a fare una pianificazione generale.

Questo credo sia assolutamente necessario, anche per capire effettivamente quali sono le reali priorità ed esigenze. Perché si interviene su Sant’Apollinare, anziché, per esempio, su Granzette? Con che parametro si decidono questo tipo di interventi e le priorità di questi interventi?

Credo che, qualora si abbia un quadro complessivo della situazione sotto gli occhi, si possano stabilire delle priorità concrete, che corrispondono a dati oggettivi e non a dati, magari politici, o di pressione politica, dovuta al fatto, dall'attivismo del singolo e rispetto… che abita in una frazione, anziché magari...

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Chiedo scusa, vi prego… ZANGIROLAMI MATTEO: Consigliere Alleanza Nazionale: In assenza di...

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Chiedo scusa, Consigliere. Consiglieri, vi prego di... per favore! Chiedo scusa Consigliere.

Consiglieri, vi prego, per cortesia, di stare in silenzio, disturbate non poco e facciamo fatica ad ascoltare il Consigliere Zangirolami. Per favore! ZANGIROLAMI MATTEO: Consigliere Alleanza Nazionale: Grazie Presidente, comunque questo per andare a concludere, anzi sto concludendo.

Per cui, stavo dicendo che se vi fossero stati forniti dei dati oggettivi di valutazione, nessuno potrebbe mettere in dubbio che effettivamente Sant’Apollinare e Grignano rappresentassero le due priorità assolute del settore della nostra città. In assenza di questi, chiaramente è un atto di fede quello che noi facciamo, perché non siamo in grado di verificare se effettivamente fossero realmente queste le priorità assolute, e magari non fossero le realtà di altri cimiteri frazionali della nostra città.

Per cui, comunque sia, noi siamo consapevoli che Sant’Apollinare aveva assoluta necessità di un intervento di questo tipo.

Per questo motivo, per dimostrare comunque la nostra vicinanza e attenzione rispetto alle realtà frazionali di Sant’Apollinare, 84 trascurata su moltissimi altri settori, ritengo che questa sia un minimo di risposta e di dimostrazione di attenzione che questo Consiglio Comunale si deve sentire in dovere di dimostrare alla frazione di Sant’Apollinare, e per questo motivo non possiamo altro che essere favorevoli a questo tipo di delibera, però con le osservazioni fatte poc'anzi, sulle quali attendiamo presto risposta.

Grazie.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al Consigliere Zangirolami. Prego i Consiglieri di prendere posto. Ha chiesto di intervenire il Consigliere Bertacin e poi il Consigliere Maldi.

BERTACIN PASQUINO · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento

La ringrazio Presidente. Allora, innanzitutto finalmente si arriva ad una soluzione, e credo sia una soluzione tampone per quello che riguarda il cimitero di Sant’Apollinare, per chi non lo sapesse è un cimitero anche che va a servire la frazione di Fenil del Turco, quindi non solo di Sant’Apollinare, ma anche di Fenil del Turco, quindi due frazioni sullo stesso cimitero.

Allora, io mi auguro che questa sia semplicemente una soluzione tampone, perché e sicuramente insufficiente per le esigenze di queste due frazioni. Sant’Apollinare e Fenili del Turco ne hanno urgentemente bisogno di questo ampliamento, perché siamo veramente alla disperazione. I ritardi sono notevoli, mi ricordo ancora quando era Presidente della Circoscrizione, che già allora eravamo alla disperazione, sono passati sette anni e adesso abbiamo raggiunto una piccola, piccola soluzione.

Quindi questa è una cosa positiva. Poi, e ne approfitto anche per far presente agli Assessori, che noi ci siamo dotati di un Regolamento -l'ultimo Consiglio- il quale prevede lo scavamento degli scoli nel territorio comunale. Bene, allora il cimitero di Sant’Apollinare quando piove va sott’acqua, ci sono i morti che galleggiano!

Allora sono stati costruiti dei marciapiedi presso il cimitero, i quali impediscono all'acqua di scolare nelle apposite fognature. Una volta c'erano dei fossetti che raccoglievano l'acqua, questi sono stati chiusi: quindi pregherei l'Amministrazione di adaottare -presso se stessa- il Regolamento che abbiamo appena votato, e di fare riscavare questi canali in modo che quando piove l'acqua possa defluire verso le fognature.

Martedì c'è stato un funerale chiaramente, e per portare il morto in un apposito contenitore all'interno del cimitero, sono dovuti passare tramite il parcheggio ed il prato antistante il cimitero. Grazie.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al Consigliere Bertacin. Ha chiesto di intervenire il Consigliere Maldi.

MALDI PLACIDO · Consigliere I SocialistiLeggi intervento

In Commissione si è discusso del problema del cimitero di Sant’Apollinare. Si è valutato la presentazione del progetto, quindi non nell'ambito della relazione 85 urbanistica, che di per sé anche questa era un po’ carente, ma sull'opportunità di ampliare il perimetro del cimitero da un lato anziché da un altro.

Li, la fattibilità era conveniente perché l’area in cui si ampliava il cimitero è di proprietà comunale, quindi… ci deve essere un esproprio, quindi possono essere facilitate e accelerate tutte le attività per la presentazione del progetto, per l'approvazione, e quindi anche per la realizzazione delle opere.

Riconosciamo che l'esigenza di Sant’Apollinare dovrebbe essere quella di ampliamento, perché di fronte a certe domande, quando si fanno certe domande, quando si dice: “Beh, se il problema di Sant’Apollinare è un problema grave, a monte ci dovrebbe essere una relazione del gestore che dichiara che tutte le attività a carico del gestore, sono esaurite”.

E quindi effettivamente non c'è più possibilità di collocare… la possibilità di avere praticamente i loculi, perché la terra, sapete quella è per legge obbligatoria, di superficie. Il cimitero deve averla obbligatoriamente. I loculi no.

Il dubbio che ci assale e che praticamente non c'è stata data risposta all'interno della Commissione, e quello che: non è che se noi andiamo a vedere se ci sono una ventina di concessioni scadute, anche a Sant’Apollinare -parlo per Sant’Apollinare, ma anche per altri- in cui non si è proceduto all'esumazione, quindi alla liberazione e quindi a dare la possibilità agli altri cittadini di andare lì, non siamo messi così male allora! C'è una risposta a ciò o no? Qui manca.

Manca questo tipo di conferma, perché se effettivamente ci sono dei loculi che potevano essere liberati e non sono stati liberati, dei loculi in cui lo stato di manutenzione è carente e non è stata fatta la manutenzione, andare a programmare già a Sant’Apollinare piuttosto che in qualche altro cimitero carente, per esempio Concadirame, che è messo al lastrico anche Concadirame, ci dev'essere qualcuno che ce lo dice, no?!

Quindi, quello di vedere o di predisporre già un'opera pubblica senza, a monte, avere questo tipo di concetto, di relazione sul beneficio effettivo o sulla priorità dell'intervento in un cimitero rispetto ad un altro, questo mi pare sia mancato. E’ per questo che io anche sostengo la proposta che è stata fatta -mi pare anche da Zangirolami- quella di fare un piano di interventi di tutte le aree cimiteriali. Qua manca a Rovigo, non è stata fatta, non è stata fatta!

Quindi, sollecitare che ci sia questo tipo di intervento è giusto, quello che io dichiaro che è carente è anche un'altra cosa, al di là di quello che vedremo anche nel successivo provvedimento di Grignano, che mi dispiace, abbiamo perso un po' di tempo, ma la colpa non è mica nostra, perché, quando si presenta una documentazione, deve essere completa.

La completezza della documentazione stabilisce che quando tu presenti e fai e tiri delle linee, queste devono essere supportate da delle logiche, e se queste logiche sono collegate anche a dei pareri, per esempio il parere dell'Azienda Sanitaria Locale, ci deve essere anche allegato il parere dell’Azienda Sanitaria Locale.

Cioè, nel senso che per esempio anche a Sant’Apollinare, che andiamo ad approvare, però la legge stabilisce che il limite di rispetto (la legge stabilisce) sono 200 metri dal perimetro cimiteriale. 86 Se noi adesso andiamo a votare un qualcosa in cui il limite non sono i 200 metri, ma la legge dice che può essere possibile diminuire questa distanza dei 200 metri fino ai 50 metri, sentendo la competente Azienda Sanitaria Locale.

Allora qui per me manca il documento, manca un documento in cui dice che io faccio quindi un ampliamento del cimitero e in questo ampliamento io stabilisco che ci sono i 50 metri.

Non so adesso... io qui ho il file e potremmo anche guardare e vedere le distanze, ma se allegato alla relazione urbanistica di modifica non c'è questo documento di cui si dice che effettivamente noi abbiamo la possibilità di autorizzazione da parte dell'Autorità Sanitaria, che possiamo derogare da questi 200 metri, 200 metri devono stare per me, ragazzi! Questa è la questione! Quindi, aver fatto qualcosa di diverso, forse non è corretto.

Il dubbio mio è questo. Adesso abbiamo parlato quindi di Piano degli Interventi, modifica oppure adeguamento della fascia di rispetto prevista per legge, parere praticamente dell'Azienda Sanitaria Locale e quindi votazione e approvazione da parte del Consiglio di questa Variante.

Motiviamo bene che però sarà corretto qualsiasi modifica alle fasce di rispetto attualmente approvate e che sono nel PRG, qualsiasi modifica che attualmente è stata recepita nel PRG, cioè qualsiasi modifica che va a modificare le distanze che sono previste nel Piano Regolatore, questa non può essere fatta per un solo cimitero.

Eventualmente, se le condizioni cambiano, devono cambiare, devono essere verificate per correttezza le condizioni, e quindi il parere di tutte le altre, di tutti gli altri cimiteri di tutta la città.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al Consigliere Maldi. Non ho altre richieste di intervento... Chiede di intervenire il Consigliere Borgato.

Prego Consigliere.

BORGATO RENATO · Consigliere U.D.C. CasiniLeggi intervento

Premetto che ero favorevole ancora anni or sono a questo ampliamento, che riguarda tra l'altro un'area comunale, quindi credo che non ci sia bisogno di approvazioni specifiche da un punto di vista urbanistico, perché è un semplice ampliamento su area comunale. Quindi, basta un po' progettino del Comune, che peraltro non ho visto. Io, speravo che la procedura che io auspicavo fosse quella di fare un progettino, che venisse approvato e di conseguenza poi adottare le procedure conseguenti.

Ho espresso in Commissione -ripreso sia da Maldi che da Zangirolami- il fatto che quando si parla di pianificazione, questa procedura non può lasciar perdere e non tenere conto dei cimiteri.

Sulla questione specifica io, proprio anche di Sant’Apollinare, al di là di tutti gli altri cimiteri che riguardano le frazioni, ero dell'idea che fosse opportuno prevedere un progetto che potesse essere, che potesse soddisfare la vera richiesta, le vere necessità, e quindi adottare quel progetto e di conseguenza adattare le procedure urbanistiche su quel progetto e, in mancanza di risorse finanziarie, ovviamente considerare questo primo intervento, un primo lotto di intervento, che però sarebbe un primo lotto di un 87 progetto generale che sarà eventualmente attuato quando le risorse finanziarie lo consentiranno.

Vincolare l'aspetto urbanistico, e quindi delle fasce di rispetto relative a questo piccolo ampliamento, credo sia una procedura tanto per fare, cioè per tamponare una situazione di estrema necessità, che lo sappiamo tutti le necessità che ha non solo cimitero di Sant’Apollinare.

Avrei auspicato di conoscere un progetto che veramente risolvesse la questione e di conseguenza, appunto, una variazione urbanistica, una procedura di variazione urbanistica del territorio, che tenesse conto di un progetto fatto come si deve e con tutti i crismi delle procedure regolari relative all'Amministrazione. Grazie.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al Consigliere Borgato. Ha chiesto di intervenire, e ne ha diritto, l'Assessore ai Lavori Pubblici e poi darò la parola per le conclusioni. Prego Assessore.

AZZALIN GRAZIANO · AssessoreLeggi intervento

E’ evidente, ma degli argomenti sono anche collegati, è naturale che rispetto all'oggetto, seppur riguardante, diciamo, il rispetto urbanistico e la fascia del rispetto dell'ampliamento cimiteriale in oggetto, poi il pensiero ed il ragionamento vada oltre E che guardi un po’ il complesso delle cose. Io, da questo punto di vista, volevo semplicemente fare delle considerazioni: una, non c'è nulla di estemporaneo né si tende a rincorrere le situazioni.

Purtroppo è una priorità conclamata quella di Concadirame, perché è da oltre quattro anni che non esiste la disponibilità di un loculo -Sant’Apollinare, chiedo scusa- perché poi Concadirame fa parte... altre emergenze, da oltre quattro anni che non esiste la possibilità di un loculo e, al riguardo, all'Amministrazione Comunale sono pervenute varie comunicazioni formali dal gestore dell’indisponibilità di aree, dell’indisponibilità di loculi eccetera.

Quindi, voglio dire, è un problema ben noto alla pubblica Amministrazione da tempo. Da questo punto di vista è evidente, come diceva Bertacin, che non è una soluzione che risolve per molto tempo il problema; lo risolve però per quel tempo che ritengo necessario per poi mettere in essere altre soluzioni meno contingenti e più, diciamo, lungimiranti.

Però questo ci dà un respiro di sei o sette anni, e soprattutto è realizzato partendo: a - dalle risorse disponibili; b- dall’area disponibile, che non è quindi espropriabile eccetera; c - questo consente un intervento "immediato” rispetto ad altre procedure e ad altre situazioni.

Poi è evidente, e questo sarà oggetto di riflessione e dibattito consiliare, che l'Amministrazione porterà all'attenzione del Consiglio programma generale che già a livello di Giunta, voglio dire... perché il progetto è stato esaminato ed è un elemento di una parte che verrà... e su questo che ragionerà, ci sarà una relazione anche sulle problematiche complessive, alle priorità, al programma e alle modalità degli interventi stessi.

88 Perché, avere il programma generale, va beh, quello si fa presto ed è anche questo un fatto noto, perché oltre a Sant’Apollinare, a scalare abbiamo Grignano, Sarzano e Concadirame, altre emergenze.

Perché nel frattempo in questi anni il territorio ha subito modificazioni, ampliamenti, ci sono state nuove edificazioni, rispetto ad un tempo le necessità, anche da questo punto di vista, sono cambiate, per cui bisognerà adeguare gli investimenti futuri e ricalibrare l'azione sia della pubblica amministrazione, sia del gestore.

Quindi, sono d'accordo con questa sollecitazione del Consiglio che va ad adeguare, però voglio altresì rassicurare il Consiglio che da questo punto di vista non c'è un agire in un modo che possa contraddire poi un'eventuale programmazione di ampio respiro. Adesso noi abbiamo l'esigenza di dare risposta immediata ad un problema che è lì da tempo. Questo non va minimamente a contraddire il fatto di pervenire, in tempi ragionevoli, ad una programmazione complessiva per quanto riguarda il ragionamento sui cimiteri.

Però il problema, ripeto, non è tanto questo, è poi quali risposte, in termini di investimenti e di possibilità economiche, riusciamo a mettere in campo per arrivare e pervenire a quelle soluzioni che tutti auspichiamo e che sono sotto gli occhi di tutti. Grazie.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie all'Assessore Azzalin. Do la parola all'Assessore Osti per la conclusione. Poi procederemo con le dichiarazioni di voto e con il voto.

Vi prego di stare in silenzio, per favore, ho capito che siamo tutti stanchi, però non riusciamo a capire.

OSTI LUIGI · AssessoreLeggi intervento

Presidente, tranquillizzo il Consigliere Zangirolami. Io non intervengo perché le cose che c'erano da dire, le risposte sono state ampiamente date dal Vicesindaco.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

La ringrazio. Per dichiarazione di voto chi chiede di intervenire? Chiede di intervenire il Consigliere Zangirolami.

Prego Consigliere.

ZANGIROLAMI MATTEO · Consigliere Alleanza NazionaleLeggi intervento

Ancora una volta io denoto come questa Giunta ogni volta voglia arrivare alla forzatura. Arriviamo alla forzatura, per carità, arriviamo al voto e chiaramente voteremo, l'abbiamo già detto, non c’è nessuno contrario all'ampliamento del cimitero di Sant’Apollinare, ma credo che anche, a parti invertite, il risultato del voto sarebbe assolutamente identico. Quindi, su questo argomento credo che ci sia una condivisione unanime da parte dell'intero consesso.

Però, rispetto anche a tutta una serie di osservazioni, non fate solo da Zangirolami ma anche da altri Consiglieri, anche facenti parte della maggioranza, io non capisco perché, rispetto a questo tipo di osservazioni, puntuali, che meritano quantomeno una risposta, un approfondimento, 89 una presa in considerazione su cui anche si possano dare degli elementi tali da confutare quelle che sono alcune dichiarazioni fatte.

Ma perché non si vuole prendere questa possibilità di poter valutare con un attimo più di tranquillità, visto che su questo argomento c’è comunque, è stata rimandata la valutazione sulla delibera di quello di Grignano e visto che comunque c'è una richiesta trasversale di fare un approfondimento complessivo su questo? Volere a tutti i costi arrivare a portare a casa un risultato questa sera, sinceramente non lo capisco!

Poi, per carità, è legittimo da parte vostra farlo, ci adeguiamo perché siamo impotenti in tal senso e lo voteremo, Assessore. Però sono quelle forzature che lasciano il tempo che trovano e che non hanno giustificazione alcuna. Credo che il tutto poteva tranquillamente passare con un clima di maggiore serenità e trasparenza, che sinceramente poteva esserci senza nessuna difficoltà e non è una settimana prima che risolviamo il problema rispetto ad un'emergenza che è lì da anni che attende risoluzione.

E’ giusto avere anche la volontà di dare una risposta tempestiva, ma non è questa la tempestività che richiedono i nostri cittadini. La tempestività che richiedono è quella di avere una programmazione in modo tale da non arrivare a situazioni di emergenze, ma intervenire per tempo.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie al Consigliere Zangirolami, non ho altre richieste di intervento, quindi mettiamo ai voti la delibera. Chi è a favore è pregato di alzare la mano. Gli scrutatori sono pregati di procedere con la conta: unanimità.

Facciamo la controprova. Chi è contrario? Non ci sono contrari, chi si astiene?

Non vi sono astenuti e quindi la delibera è stata votata all'unanimità. Adesso mettiamo ai voti l’immediata eseguibilità. Chi è a favore è pregato di essere la mano.

Contrari e astenuti non ve ne sono, quindi la delibera è stata approvata… è stata resa immediatamente eseguibile all'unanimità. 90

P.E.E.P. Tassina5 interventi
PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Passiamo adesso al sesto punto all'ordine del giorno. Voi sapete che il quinto punto è stato ritirato, ma non oggi, già con comunicazione ai Consiglieri e mezzo telefono. Questa delibera la illustra l'Assessore Osti, è vero?

E’ un PEEP Tassina, è una Variante, prego Assessore.

OSTI LUIGI · AssessoreLeggi intervento

Grazie Presidente. Non per essere pleonastico, ma perché rimanga a verbale. Guardate che quella che è stata fatta, la votazione che è stata fatta, è un’adozione di Variante, pertanto l'argomento adesso va in osservazione ai cittadini e ritornerà fra 30 giorni.

Quindi non abbiamo ancora fatto il cimitero di Sant’Apollinare, ce n’è...! Per chiarezza. Per chiarezza!

Scusate, però mi sembrava corretto… A differenza, invece, di quello che andremo a dire adesso che è sostanzialmente la sistemazione dell'assetto viario del quartiere Tassina, che è frutto di un adeguamento all'accoglimento, da parte del Consiglio Comunale, di una delibera, la 78, del 22 settembre 2004, era un'osservazione all'adozione del piano. In quella ... bravo.

Allora, tanto per essere chiari: con questa delibera sistemiamo, dal punto di vista proprio normativo e cartografico, le situazioni che sono state di fatto adottate, accogliendo quell'osservazione nel 2004. E mi riferisco in particolare alla modifica del tracciato della strada che era prevista dovesse passare sui Giardini, e sulla realizzazione della rotatoria, altezza Lidl sostanzialmente, perché il Piano prevedeva un innesto a raso, senza nessuna regolamentazione.

Oggi, in fase di esecuzione dei lavori, si è deciso di fare una rotatoria che dà uno sfogo migliore, dal punto di vista viabilistico,; inoltre c’è una… Lo ripeto due volte che una rotatoria è certamente, dal punto di vista viabilistico, un elemento che favorisce la scorrevolezza degli incroci a raso. Non a caso le prime due rotatorie, fatte a Rovigo, sono state fatte quando io ero ancora Assessore all'Urbanistica, nel lontano 1998, per la precisione!

E sono le due rotatorie che sono presenti in viale Gramsci, chiusa la parentesi. Quindi io, no no, caro Consigliere Piscopo, non ho nessuna difficoltà a rendere merito a chi mi ha seguito. Figurarsi!

Concludo la presentazione di questa deliberazione, quello cioè che noi facciamo oggi è sistemare, dal punto di vista cartografico, la situazione, per rendere possibile il collaudo e la presa in carico.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie all'Assessore Osti. Richieste di intervento? Nessuno chiede di intervenire?

Neppure per dichiarazione di voto…? Mettiamo… ma stiamo anche tranquilli, seduti e fermi, per cortesia! Mettiamo ai voti la delibera.

Chi è a favore è pregato di alzare la mano. 91

PISCOPO ANIELLO · consigliere Forza ItaliaLeggi intervento

Volevo dire che la prima rotatoria è quella del ponte di Marabin, forse non era ancora nato Gigi Osti!

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Consigliere Piscopo! All'unanimità. 31.

Chi è contrario? Nessuno. Chi si astiene?

Nessun astenuto. La delibera è stata approvata all'unanimità. Adesso mettiamo ai voti l’immediata eseguibilità.

Chi è a favore è pregato di alzare la mano. Contrari non ve ne sono, Astenuti non ve ne sono. La delibera è stata resa immediatamente eseguibile all'unanimità.

92

Elezione del difensore civico per il triennio 2008/20117 interventi
PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Passiamo adesso all'elezione, al settimo punto dell'ordine del giorno: “Elezione del difensore civico per il triennio 2008/2011”. Do la parola all'Assessora Pineda, prego Assessora.

PINEDA GIOVANNA · AssessoraLeggi intervento

L'oggetto... C’è il numero legale? Lo verifichiamo…

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Al momento del voto lo verifichiamo.

PINEDA GIOVANNA · AssessoraLeggi intervento

Vedo che c'è l'interesse... va beh! L'oggetto è: “Elezione del difensore civico per il triennio 2008/2011”. Con deliberazione del Consiglio Comunale, in data 12 maggio 2005, n.

41, si è provveduto ad eleggere il difensore civico nella persona dell'avvocato Mario Montini. L’Art. 35, comma 2 dello Statuto comunale, prevede che la carica ha durata triennale, con la possibilità di rielezione per un solo mandato.

L'Avvocato Montini, tuttavia, con nota 12 novembre 2007, ebbe a rappresentare la sua indisponibilità per una sua eventuale rielezione, per cui è stato dato corso al nuovo provvedimento. In data 27 febbraio 2008, è stato pubblicato il bando con la raccolta delle disponibilità, come previsto dall'Art. 36 del vigente Statuto comunale.

Entro i termini stabiliti del bando, hanno presentato la propria candidatura i seguenti nove aspiranti: Dott. Edoardo Terrana - Dott.ssa Ariella Andreotti - Dott.ssa Anna Luisa Pedrazzoli - Dott. Alessandro Littammè - Avv.

Alessandro Rossetti - Dott. Roberto Tommasi - Dott. Roberto Rigolin - Avv.

Michele De Bellis e Rag. Sabrina Barbin. L’Ufficio ha completato l’istruttoria di competenza, esaminando le anzidette domande, presentate dagli aspiranti candidati, ritenendo inammissibili quelle dei signori: - Ariella Andreotti, in quanto in carenza degli altri requisiti, non ha dimostrato quello dell'attività in difesa dei diritti, eccetera, di cui al comma 7 dell'art.

36 dello Statuto; - Alessandro Littamè, per gli stessi motivi del precedente; - Alessandro Rossetti, in quanto risulta svolgere la professione forense, in contrasto con quanto stabilito dal comma 6, art. 36 dello Statuto; - Michele De Bellis, per gli stessi motivi del precedente; - Sabrina Barbin, in quanto non risultano requisiti di cui ai commi 6 e 7. Vi leggo i nomi che avanzano, che hanno i requisiti, idonei: - Dott.

Edoardo Terrana; - Dott.ssa Anna Luisa Pedrazzoli; 93 - Dott. Roberto Tommasi - Dott. Roberto Rigolin.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Grazie all'Assessore Pineda. passiamo quindi alla procedura di voto. Do la parola al Segretario per l'appello. Prego Segretario.

In Aula si procede alla votazione

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Comunico l'esito del voto: i votanti sono 26, schede bianche 19, schede nulle 7, quindi si va alla seconda votazione nel prossimo Consiglio Comunale. Abbiamo bisogno non più della maggioranza dei 2/3, bensì della maggioranza assoluta: 21 voti sui 40 Consiglieri Comunali, più il Sindaco 41.

Il prossimo Consiglio Comunale, quindi, io lo dico a verbale, avremo un’integrazione all'ordine del giorno, già distribuita ai Consiglieri, inserendo un nuovo punto all'ordine del giorno: “Elezione del difensore civico”, che non potevamo inserire adesso. Ora devo procedere, invece, con i lavori del Consiglio Comunale. Se nulla vi viene detto, il Consigliere Bimbatti chiede la verifica del numero legale e facciamo subito la verifica del numero legale.

Prego Segretario. Il Segretario Generale procede alla verifica del numero legale

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Mi risulta 18, è vero Pino? Conferno il 18. Quindi alle ore 18.36 i Consiglieri Comunali sono 18 e quindi la seduta non è valida.

Ci aggiorniamo al prossimo Consiglio Comunale che è il 28. Io vi ringrazio e buonasera.

Interventi non associati con certezza a un punto

3 interventi. Lente Civica non forza un collegamento quando l’identità canonica del punto non è disponibile.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

Buon giorno. Buon giorno a tutti. Sono le ore 9.37, iniziamo i lavori del Consiglio Comunale.

Do la parola al Segretario per l'appello. Prego Segretario. Il Segretario Generale procede con l’appello.

Dott. PALAZZOLO SALVATORE · Segretario GeneraleLeggi intervento

Presidente, mi risultano ventinove presenti.

PICCININNO VITO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento

I presenti sono ventinove. Nominiamo scrutatori i Consiglieri: Bellinazzi, Turcato e Ruzzante. 4

Verbale ufficiale

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Nota sulle fonti. Il verbale ufficiale, quando disponibile, è la fonte primaria per la discussione e gli interventi. La registrazione video è una fonte audiovisiva autonoma. La trascrizione da video è un’elaborazione derivata e non sostituisce il verbale. Eventuali collegamenti temporali al video compaiono soltanto quando sono stati materializzati e autorizzati.