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Relazione del Presidente dell’Accademia dei Concordi di Rovigo, Prof. Enrico Zerbinati - Discussione”
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Sia il professor Santato che il dottor Bordon, se si vogliono accomodare qui, il posto c’è. Lo spazio c’è. Anche l’architetto Gulli, che ho riconosciuto.
Do il benvenuto al Presidente, Enrico Zerbinatti e come Consiglio di Amministrazione abbiamo il Vicepresidente, il professor Virgilio Santato, il dottor Michele Bordon del Consiglio di Amministrazione e l’architetto Gulli, quindi do anche a loro il benvenuto. Direi di iniziare, come da punto da programma, con l’intervento del professor Zerbinatti, poi non come sono d’accordo, se qualcuno dei Consiglieri di Amministrazione integra...
Resterà a verbale, ma se vuole fare sintesi, abbiamo il testo integrale, di cui adesso viene preparata per tutti i Consiglieri comunali, quindi ringrazio della sensibilità il Presidente e una copia sarà data alla stampa. Il Sindaco ovviamente si riserva di intervenire dopo e quindi la parola ai nostri ospiti, in particolare al Presidente Zerbinatti.
ZERBINATTI ENRICO · Presidente dell’Accademia dei Concordi di RovigoLeggi intervento
Grazie, Presidente. Io devo iniziare, giustificando alcuni assenti del Consiglio di Amministrazione, l’Avvocato Trentina Noce, l’Avvocato Arzignani, il dottor Guasti e l’Avvocato Dainese. Io vorrei leggere una mia relazione.
“Illustro signor Presidente, Sindaco, membri della Giunta, Consiglieri comunali, rappresento contemporaneamente la presidenza del Consiglio di Amministrazione e la presidenza della Accademia dei Concordi, istituzione culturale, fondata nel 1580 che ha, su impulso del Governo austriaco e accedendo alle proposte del Comune, istituito la biblioteca accademico comunale nel 1839, come risulta dal frontespizio del regolamento della biblioteca e pinacoteca e dalla lettera inviata al Comune di Rovigo per chiedere la partecipazione all’inaugurazione.
In realtà il funzionamento pieno del servizio bibliotecario inizia solo nel 1840, la creazione della biblioteca trova la sua prima matrice nel cosiddetto contratto Gnocchi, stipulato nel 1836 con il quale si misero in proprietà comune, alle parti comunale e concordiana, libri, documenti e opere d’arte, appartenenti al Municipio di Rovigo e all’Accademia.
A causa del fatto che, da oltre 175 anni, l’Accademia compie anche un servizio di biblioteca, pochi conoscono bene la sua vita e il suo funzionamento complessivo ed è, pertanto, opportuno chiarire quali sono le sue attività.
Quella più connaturata alla sua natura accademica consiste nell’organizzare incontri, dibattiti, conferenze, corsi e lezioni su temi che interessano la cultura in generale, questa attività, normalmente svolta in sala Oliva, è finanziata direttamente dalla Accademia stessa, con risorse proprie, quali affitti e donazioni e con contributi per specifiche iniziative ricevute da Enti di varia natura, quali Fondazioni di origine bancaria e simili.
Inoltre, l’Accademia, per conto della Provincia di Rovigo, è referente del servizio bibliotecario provinciale, garantendo la catalogazione in SBN dei libri delle biblioteche comunali. Anche per conto della Regione del Veneto, essendo l’Accademia ente culturale ufficialmente riconosciuto svolge il compito di catalogazione e digitalizzazioni di documenti rari, antichi, autografi, nuova biblioteca manoscritta e attività di inventariazione e riordino di fondi archivistici.
Due altre attività riguardano beni in comproprietà con il Comune di Rovigo, la comunione riguarda la conservazione e la fruizione di documenti e libri, da un lato, e di opere d’arte dall’altro, tali beni, a seguito del cosiddetto contratto Gnocchi, ricordato anche nel preambolo della convenzione Zorzato - Romanato, restano per la loro destinazione culturale nei locali dell’Accademia nel nome e per l’interesse comune delle due parti. Pag.
4 di Le seconde che, per decenni, erano confinate nel Palazzo Bosi ed erano visitabili solo su prenotazione e da piccoli gruppi per ragioni legate alla portata dei pavimenti del palazzo stesso, da alcuni anni, grazie ad un accordo tra Comune di Rovigo, Accademia dei Concordi e Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e di Rovigo, sono ospitate al Palazzo Roverella, gestito dalla Fondazione, dalla detta fondazione, insomma, che organizza mostre con cadenza annuale o anche semestrale.
La fondazione si occupa, inoltre, di garantire la manutenzione delle opere ad essa affidate e di assicurarle, sobbarcandosi così una spesa, che altrimenti andrebbe divisa tra Accademia e Comune di Rovigo.
Quanto ai beni librari, che ammontano a circa 300.00 volumi, compresi moltissimi codici miniati, incunaboli e cinquecentine, oltre alla straordinaria Bibbia Istoriata padovana della fine del 300, ai moltissimi manoscritti, autografi, all’intera collezione de Il Corriere del Polesine e, in pratica, a gran parte della letteratura moderna e contemporanea, essi, questi beni librari, sono amministrati sia per quanto concerne la loro conservazione sia per quanto riguarda la loro consultazione dalla Accademia anche per conto del Comune di Rovigo, con conseguente ripartizione delle spese in parti uguali, come risulta dalla convenzione del 1968, Zorzato - Romanato, il primo Sindaco del Comune di Rovigo, il secondo, Presidente della Accademia.
Si deve ricordare che la biblioteca accademico comunale svolge sia la funzione di prestare gratuitamente libri ai cittadini adulti nella sede centrale e ai più giovani nella sede di Piazza Garibaldi in un luogo chiamato multi spazio ragazzi, sia di conservare e valorizzare, anche attraverso catalogazione, digitalizzazione, eccetera, un grande patrimonio librario e di carteggi, con sostegni esterni per esempio si sta ora catalogando il patrimonio librario, donato dallo scrittore rodigino Gianantonio Cibotto, che ammonta a circa 60.000 volumi, per ora, soltanto per ora esclusi dal computo totale dei volumi in possesso.
Attività di promozione alla lettura, progetti di didattica diretti alle scuole, presenza di circa quattromila ragazzi e iniziative di valorizzazione dei tanti documenti storici presenti in archivio. Si tenga presente che nel 2016 gli utenti, che hanno usufruito dei servizi della biblioteca, sono oltre 50.000.
Per poter esercitare qualche confronto si verificano i costi di biblioteche pubbliche e di alcune cittadine di dimensioni confrontabili con quelle della città di Rovigo, si vede il sito della Regione del Veneto e si potrà che i Comuni corrispondenti, per esempio Chioggia, 49.706 abitanti e 485.000 euro, Bassano del Grappa 43.372 abitanti e 357.714 euro, Spinea neanche 30.000 abitanti e 370.000 circa euro di spesa, spendono per la loro biblioteca molto di più di quanto faccia il Comune di Rovigo per la comproprietà accademico comunale, per la biblioteca comunale di Adria, che fa circa 20.000 abitanti, patrimonio di circa 35.000 volumi, il Comune spende all’incirca 200.000 euro, me l’ha confermato il professor Livio Crepaldi che, per tanti anni, ha svolto le funzioni di responsabile della biblioteca adriese.
Il patrimonio di queste biblioteche è decisamente inferiore per qualità e quantità rispetto a quello accademico comunale, si aggiunga poi che la biblioteca accademico comunale, a differenza di quelle i cui costi di gestione sono stati qui paragonati, è anche biblioteca di conversazione il che comporta la necessità di operare ben oltre quanto occorra normalmente per mettere opere di stampa recente a disposizione dei cittadini, le opere conservate, libri e documenti, oltre che giornali, tutti quanti antichi, richiedono una cura particolare, una costante manutenzione e, quando se ne chiede la consultazione, l’assistenza da parte di un incaricato, data l’elevata mole della documentazione esistente, sarebbero indispensabili almeno due incaricati.
Tale consultazione può avvenire soltanto nell’apposito locale, messo a disposizione dell’Accademia. Non si può omettere di ricordare che il patrimonio documentale in conservazione ha un grandissimo valore storico, ma anche un altrettanto importante valore economico, se solo si ponga mente al prezzo di mercato degli incunaboli, delle cinquecentine, della Bibbia Istoriata padovana, eccetera.
Le attuali condizioni della biblioteca accademico comunale sono critiche, poiché il Comune di Rovigo non ha provveduto ad erogare la sua quota parte di spese da sostenere nel 2017, l’assessore Donzelli, accompagnando i nuovi membri del Consiglio di Amministrazione, di nomina comunale, Pag.
5 di l’organo deve verificare i conti attinenti le spese per la biblioteca e quelle per la pinacoteca, al Consiglio della fine dello scorso anno, accompagnando questi nuovi membri a questo Consiglio, il Consiglio la cui convocazione era stata ritardata su espressa richiesta dello stesso Assessore, nel quale Consiglio si doveva esaminare il bilancio preventivo 2017, ha suggerito energicamente a loro di non passare neppure all’esame del bilancio stesso che a tutt’oggi, malgrado ciò che prevede la convenzione Zorzato - Romanato, non è stato neppure esaminato per volontà e scelta dei membri di nomina comunale, mentre è stato approvato dalla assemblea dei soci dell’Accademia.
La convenzione Zorzato - Romanato, dopo avere richiamato il contratto Gnocchi, articolo 2, stabilisce: “Gli oneri derivanti dalla comunione e dal contratto Gnocchi e successive modificazioni, come nelle premesse è specificato, vengono assunti per ciò che riguarda lo stipendio del direttore ad intero ed esclusivo carico del Comune e di rimanente secondo il bilancio che verrà predisposto dal Consiglio di Amministrazione e debitamente approvato dal Comune di Rovigo e dall’Accademia in parti uguali”, è una citazione della convenzione Zorzato - Romanato.
La suddetta convenzione più avanti precisa che, cito, il bilancio dovrà essere approvato dall’Amministrazione comunale nei modi di legge e la spesa relativa sarà considerata obbligatoria ai sensi dell’articolo 91, lettera a), numero 2, del Testo Unico 3334 numero 383 e dalla assemblea dei soci accademici e che i bilanci da approvare da parte del Consiglio di Amministrazione sono anche quelli preventivi.
Malgrado interpretazioni, anche di difficile comprensione, avanzate dal Comune di Rovigo, appare chiaro come da parere del professor Aldo Cecchini, ordinario di diritto civile nell’università di Padova che, cito, il vero oggetto della convenzione Zorzato - Romanato si manifesta propriamente nella ripartizione degli oneri di spesa derivanti dalla comunione già esistente e dal contratto Gnocchi, sicché ad essa deve corrispondere una erogazione proporzionata alla partecipazione e alla comproprietà.
Il già Presidente della Sezione Lavoro della Corte Suprema di Cassazione, dottor Romano Panzarani, in un parere del 25 aprile 201, afferma tra l’altro, a proposito della convenzione Zorzato - Romanato: le obbligazioni così conformate a carico del Comune di Rovigo, stanti per l’appunto la fonte contrattuale e l’univoca lettura sono pertanto cogenti sia per l’an debeatur e per il quantum debeatur.
Il richiamo al Testo Unico del 1934, poi modificato, non incide sulla validità del contratto dato che in ogni caso però la conferma scelta dello strumento civilistico aveva del tutto superato qualsiasi forma di discrezionalità amministrativa che potesse unilateralmente incidere sull’an e sul quantum dovuto oppure sulle scadenze degli adempimenti facenti carico alle due parti, per il che, come termine di riferimento, precetto negoziale, rimaneva prevalentemente il contratto, le clausole del quale venivano univocamente a sancire, confronta articolo 1362 Codice Civile, la portata delle rispettive obbligazioni i cui contenuti e i cui effetti, compresi quelli risarcitori in caso di mora solvendi, dovevano e debbono tuttora essere valutati e attuati alla stregua delle regole proprie del diritto civile e, se debitore è un ente pubblico, i relativi uffici sono venuti ad avviare tempestivamente il procedimento per la liquidazione della spesa, articolo 182 e seguenti del già richiamato, l’aveva richiamato in un altro punto, io ho citato solo un aspetto, del già richiamato Decreto Legislativo numero 267 del 2000.
Il parere del 6 ottobre 2014 dal professor Francesco Volpe, ordinario di diritto amministrativo dell’Università di Padova, conferma gli orientamenti già evidenziati nel parere Panzarani, inoltre, il professor Volpe afferma: “Le somme richieste dall’Accademia al Comune non vanno affatto ad integrare le casse di una istituzione terza rispetto al Comune, ma vanno piuttosto a rifondere la medesima Accademia delle spese sostenute e anticipate nella gestione di un bene che, per il fatto della partecipazione, appartiene al Comune stesso e rispetto al quale il medesimo Comune non può qualificarsi come terzo”.
Si aggiunga ciò che afferma l’Avvocato Gianluigi Cerutti: “Da parte dell’Amministrazione comunale si perpetua l’equivoco di ritenere che la corresponsione del dovuto - sto citando - da parte del Comune sia un contributo facoltativo e straordinario, mentre si tratta di un obbligo che discende da contratto. L’Amministrazione comunale deve considerare la spesa obbligatoria, approvarla e iscriverla a Pag.
6 di bilancio ogni anno”, è lo stesso articolo che ha citato prima il dottor Panzarani, l’articolo 183, secondo comma, lettera c) del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
Il parere del Segretario Comunale del 20 giugno 2016 afferma, per parte sua, non tenendo in nessun conto il Decreto Legislativo numero 267 del 2000, che “la biblioteca della Accademia non coincide con la biblioteca comunale in senso proprio anche perché l’affidamento di servizi a terzi è regolata da specifiche disposizioni normative che ne vincolano rigidamente le procedure e le modalità di affidamento, pertanto l’erogazione comunale”, a parere del Segretario, non ricordo più chi fosse, sarebbe assimilabile a un contributo.
Diciamo noi, per il vero non si tratta di biblioteca comunale ma di gestione di un bene in comproprietà tra Accademia e Comune, regolato da una convenzione di diritto privato. In ogni caso, però, non si può non prendere le mosse dal fatto che si tratta di gestione di un insieme di beni messi in comunione che, per forza di cose, non può che essere a carico dei comproprietari pro quota.
Orbene, poiché il Comune di Rovigo non ha deciso per il 2017 di provvedere ad erogare la sua parte di fondi destinata alla biblioteca e poiché l’Accademia non ha le possibilità economiche di mantenere in funzione il servizio della biblioteca stessa, è inevitabile che, esaurite le possibilità di spesa, anche indebitandosi, non ci fanno più mutui, questo lo preciso, è inevitabile che, esaurite le possibilità di spesa, anche indebitandosi, tale servizio venga sospeso.
Si tratta di una misura dolorosissima perché così si priva la città di un’attività e di una prestazione molto apprezzate.
Ciò fatto, l’Accademia sarà costretta a pretendere quanto dovutole sulla base degli impegni contrattuali e del diritto di ogni comproprietario che sostenga spese per i beni in comune di ottenere la partecipazione alle stesse da parte degli altri comproprietari, specie nel caso in cui i beni sono contrattualmente affidati alla custodia di un comproprietario, come ben evidenziato dai pareri del professor Cecchini, del dottor Panzarani, del professor Volpe e dell’Avvocato Cerutti.
E potrà farlo perché si rimetterà a svolgere le sue funzioni storiche, rinunciando alla gestione operativa della biblioteca e della pinacoteca, puntando solo alla conservazione, per quanto possibile, dei beni che ne fanno parte. Vorrei però aggiungere, se è possibile, e credo sia possibile, un atto, che abbiamo fatto un comunicato stampa, importante, secondo me, che noi abbiamo fatto insieme, l’ho firmato io, sia il Sindaco Bergamin.
L’abbiamo fatto davanti ai Sindacati, ieri 21 giugno il Sindaco Massimo Bergamin, su richiesta dei sindacati, ha convocato un incontro che ha visto la partecipazione, oltre che del Sindaco stesso, degli assessori Andrea Donzelli, Susanna Garbo e Antonio Saccardin e dal Presidente della Accademia dei Concordi, il sottoscritto, insieme al Segretario Accademico, Natalia Periotto Gennari, che si scusa perché è in ferie.
Nel corso della riunione, le organizzazioni sindacali hanno rappresentato le preoccupazioni dei dipendenti della Accademia dei Concordi che, leggendo i vari articoli sulla stampa locale, avevano percepito la possibilità di essere licenziati dal primo luglio 2017, tutte le parti si sono profuse in un dialogo aperto e conciliante, analizzando le rispettive problematiche e studiando ogni soluzione possibile, il Presidente Zerbinatti ha illustrato le ultime analisi contabili della Accademia, realizzate dai propri consulenti con estrema attenzione, dal quadro è emerso che la difficoltà di Cassa permetterà di sostenere i costi degli stipendi solo per due mesi, giugno e luglio, ma non oltre.
Il Sindaco Bergamin ha rassicurato sulla volontà politica del Comune di Rovigo di confermare il contributo di euro 200.000 per il 2017, a garanzia della grande considerazione che l’Amministrazione nutre nei confronti della Accademia dei Concordi e nel suo ruolo nel territorio e a tutela e sostegno dei lavoratori impiegati dalla Accademia dei Concordi nella attuazione del servizio bibliotecario.
Proseguendo il Sindaco Bergamin ha delineato le gravi incombenze cui il Comune è chiamato a rispondere, peraltro ben note alla cittadinanza e che hanno congelato ogni risorsa economica in vari e importanti settori, dal sociale alla cultura, passando per l’istruzione universitaria.
Sono stati anche illustrati tutti gli iter obbligati, che la Pubblica Amministrazione dovrà rispettare nel momento in cui le risorse economiche saranno messe a disposizione del Comune, il Presidente Zerbinatti e il Sindaco Bergamin hanno condiviso l’importanza, in questo momento di estrema difficoltà, di Pag. 7 di potenziare ogni forma di dialogo costruttivo, che possa individuare preventivamente gli eventuali ostacoli, per poter insieme studiare ogni soluzione possibile.
Entrambi i rappresentanti hanno poi rimarcato l’importanza di adeguare le convenzioni in essere alla normativa vigente a garanzia di una maggiore sostenibilità dell’Accademia dei Concordi per evitare che nel prossimo futuro si possano ripetere problematiche di natura contabile che vadano ad intaccare la serenità dei lavoratori.
In tal senso i lavori avviati dal Consiglio di Amministrazione con i reciproci rappresentanti sono volti al raggiungimento di un’intesa nel più breve tempo possibile, l’abbiamo firmato tutti e due, questo comunicato stampa, diciamo così l’ho messo nel bollettino Concordi che uscirà tra poco come il documento che di solito è riservato al Presidente della Accademia, io l’ho messo tale e quale nel prossimo bollettino che uscirà.
Io non avrei altro da aggiungere, se non fosse di chiedere a tutti voi, se in qualche modo riusciate a sovvenire l’Accademia in queste gravi difficoltà, se questi iter o, tra virgolette, itinera, bisognerebbe dire per il latino, questi itinera sono arrivati ad una qualche conclusione, almeno, non so, non dico... qui si parla di 200.000, ma spezzettarli in una maniera congrua insomma, non c’è bisogno... non so, se qualcun altro vorrà dire la sua. Pag. 8 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, Presidente Zerbinatti. Il Vicepresidente vuole integrare? L’Assessore, riservandosi di intervenire più tardi, voleva fare una domanda al Presidente.
Facciamo fare subito la domanda, così può essere utile. La parola all’assessore Donzelli.
DONZELLI ANDREA · AssessoreLeggi intervento
Grazie, Presidente. Buonasera, Presidente Zerbinatti, benvenuto e con lei tutti gli illustri ospiti, una domanda e una precisazione, lei ha letto una relazione del Presidente o è stata ratificata nel vostro Consiglio di Amministrazione? Pag.
9 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Lo dico io al microfono, è la relazione del Presidente.
ZERBINATTI ENRICO · Presidente dell’Accademia dei Concordi di RovigoLeggi intervento
Nel Consiglio di Amministrazione avevo detto che avrei fatto personalmente un intervento, che sarebbe stato un intervento personale. Pag. 10 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie del chiarimento. Voleva aggiungere qualcosa il Vicepresidente. La parola al professor Santato.
SANTATO - Vicepresidente della Accademia dei Concordi di Rovigo: Non voglio aggiungere nulla di tecnico a quanto già il Presidente ha detto in modo molto puntuale e de iure condito, come si suol dire, ma io mi rivolgo e mi permetto modestamente e umilmente come cittadino di Rovigo di fare un appello, siamo tutti qui presenti e tutte persone che hanno il gusto e l’amore per la cultura, tutti qui presenti, nessuno escluso e nessuno rivendica nessun primato, tanto meno l’Accademia.
Però dobbiamo essere consapevoli, uno, che Rovigo legge perché in Accademia a leggere vengono più di 50.000 persone all’anno, che Rovigo studia perché anche nella sala studio dell’Accademia dei Concordi sono passati e passano decine e centinaia, migliaia di studenti nel corso di questo anno, dobbiamo tutti essere consapevoli che a Rovigo, in Accademia si promuove la cultura, basta vedere il sito e tutte le attività, e l’Accademia vive per la voglia disperata di quattro ex giovanotti che credono che la città meriti il tempo che a loro rimane perché queste persone, questi soci accademici hanno già avuto molto dalla vita e dalla città di Rovigo.
L’Accademia sta esaurendo i soldi, abbiamo fatto un mutuo, siamo sull’orlo del baratro, 200.000 euro in banca, non possiamo farne di più perché non possiamo vendere i libri, non possiamo vendere i palazzi perché oggi nessuno li compera, eccetera e quindi io auspico che in questa circostanza, visto anche che il nostro Sindaco Bergamin ha preso questo impegno a favore della Accademia, che si voglia mettere gli studenti, i cittadini di Rovigo ancora in condizione di apprezzare un buon libro, di ascoltare una buona relazione, di stare bene insieme, come fanno tutti i giorni i ragazzi, salendo le scale o in ascensore, dandosi magari qualche bacio e noi continueremo comunque disperatamente a fare, se non dovesse più l’Accademia dovesse più svolgere questa funzione di pubblica biblioteca, a fare l’Accademia, così come dal 1580 qualche illuminato cittadino di Rovigo aveva stabilito di fare.
Grazie. E chiedo scusa. Pag.
11 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, Vicepresidente Santato. È aperto il dibattito nelle consuete modalità. Ci sono interventi?
La parola al consigliere Andrea Borgato.
BORGATO ANDREA · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento
Grazie, Presidente.
Buonasera a tutti e buonasera ai nostri ospiti, ovviamente fa pensare e fa male ovviamente sentire la relazione che il Presidente Zerbinatti ha fatto questa sera in Consiglio, di fatto quasi fosse l’ultimo grido da un cigno morente in sostanza per quanto riguarda il servizio di biblioteca della città, che ci avete detto ha un’utenza molto elevata e anche in rapporto ad altre realtà venete ha sicuramente un onere che non è nemmeno paragonabile rispetto a quello che attualmente veniva versato anche come contributo da parte dell’Amministrazione comunale.
Fa male nel momento in cui continuiamo a parlare di cultura, di candidare la città di Rovigo come capitale della cultura e sentire che l’Accademia sta per chiudere i battenti, almeno per questo servizio.
Fa male ancora di più perché oggi ho ricevuto una risposta e ringrazio l’assessore Garbo perché è sempre un Assessore molto corretto e anche molto pulito quando dà le risposte, ad una mia interrogazione, quando chiedevo quali saranno i tempi di destinazione dell’avanzo di bilancio 2016, dal quale dipende anche il contributo che state aspettando, come lo attendono i servizi sociali, come lo attendono le scuole paritarie, come altre realtà e altre strutture della città.
E questa risposta è pesantissima perché l’avanzo di gestione rimane ancora congelato e bloccato, non si sa quando si potrà sbloccare, legato alla famosa questione del Lodo Baldetti.
E c’è un passaggio di questa risposta, che mi è stata data alla mia interrogazione che credo quanto mai ci dice la gravità della situazione e quanto urgente sarà riconvocare questo Consiglio comunale, anche a porte chiuse, se necessario, per palarci e guardarci in faccia tutti quanti, Giunta e Consiglio, quando l’Avvocato Blembo scrive: “Posso comunque anticipare che, a seguito degli incontri intercorsi - incontri che ha fatto l’Avvocato del Comune con gli Avvocati dell’altra parte di Veneto Nuoto - è emerso che ad oggi non sussistono più le condizioni che avevano condotti le Parti alla ipotesi conciliativa di giugno 2015, essendo intervenuto medio tempore l’acquisto dell’area oggetto di transazione e l’imputazione della relativa somma sulle diverse linee di credito aperte.
Quindi un’altra soluzione di conciliazione non ci sarà e nel 2015 a giugno c’era un’ipotesi e vorremmo capire perché questa ipotesi non è stata percorsa, vorremmo capire perché adesso piuttosto che un milione e quattro o due milioni di euro, che si potevano conciliare, forse ne dovremmo pagare quasi nove e, a fronte di questo, l’accademia dei concordi non riceverà nulla, di fronte a questa situazione, io capisco le difficoltà di fare il Sindaco, di fare l’Assessore, di fare anche il Consigliere comunale in una situazione del genere, capisco, ci mancherebbe altro, però quanto mai in questo momento è giunta l’ora di doverci guardare in faccia e di parlarci in modo chiaro, che cosa sta succedendo e dove andremo a finire perché adesso scoppia la bomba Accademia, e non si risolverà purtroppo, mi dispiace dirlo, a breve.
Ma a breve, a settembre, riapriranno anche le scuole, le scuole paritarie, per dire, che non hanno ricevuto un centesimo quest’anno, l’Assessore ai Servizi Sociali non so che cosa farà. Quindi situazioni che veramente mettono in ginocchio la nostra Amministrazione comunale, ma vogliamo capire perché, vogliamo capire perché.
E allora una proposta che, intanto lancio, almeno a tampone, vorrei che fosse il Sindaco a farla, e glielo chiedo, non è in Aula ma va bene lo stesso, che sia lui a fare un appello alla città in modo che ci siano i cittadini di Rovigo, visto l’utilità della biblioteca, visto l’utilità e la storia che c’è stata tra Accademia e Amministrazione comunale, che venga aperta una sottoscrizione pubblica per salvare la biblioteca dell’Accademia, almeno per mandarla avanti un po’ di mesi, ma che ci sia il coraggio da parte dell’Amministrazione comunale Pag.
12 di di dire: “Noi non ce la facciamo, non abbiamo più le forze”, capiremo perché, “Vi chiedo tutti, facciamoci comunità in questo senso e diamo una mano perché si salvi questa bella realtà della nostra città”. Grazie. Pag.
13 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Andrea Borgato. Entra il consigliere Aretusini. La parola al consigliere Rosito.
ROSITO ALBA MARIA · Consigliere Presenza CristianaLeggi intervento
Grazie, Presidente. Che la situazione del Bilancio del Comune sia difficile credo non ci sia bisogno di specificarlo ulteriormente, è dal 2014 che si tenta di fare una convenzione, che inserisca tra le spese obbligatorie anche il contributo per l’Accademia, spero che prima o poi a questo si arrivi perché un Comune senza biblioteca non sarebbe proprio il caso che sia portato avanti perché non è con i tempi.
Però, chiuso questo discorso perché, tutto sommato, anche se ne parliamo in questo momento non risolviamo niente, io vorrei approfittare della vostra presenza per capire qualche cosa del futuro, qualora il problema principale si riesca a risolvere, anche perché il problema principale è collegato alla vita stessa di questa Amministrazione.
Quindi lasciamolo da parte un attimo, penso che si arriverà ad una soluzione, guardiamo, invece, a un altro aspetto, volevo sapere che cosa ne pensa il Presidente dell’Accademia e il Consiglio di Amministrazione rispetto ad idee, che erano venute fuori in passato e spero che possano essere riproposte quando Palazzo Angeli finalmente sarà agibile, è noto che a Palazzo Angeli la biblioteca non ci sta e quindi la mia domanda è: la gestione della biblioteca, a disposizione anche degli studenti di giurisprudenza, è una cosa che il Presidente del Consiglio di Amministrazione ritiene fattibile in futuro, oppure no, sempre considerando che il problema principale di cui si è parlato prima, si riesca finalmente a risolvere, parliamo un po’ di futuro e di positività.
Quindi questa è la prima domanda, la seconda domanda è: si parla di Fondazione Cultura, Rovigo Cultura, che cosa ne pensate? C’è qualche obiezione rispetto alle attività che l’Accademia svolge di non sempre coordinamento con altri tipi di iniziative che ci sono in città.
Una delle indicazioni, che era stata data per la Fondazione Rovigo Cultura, era cercare di coordinare le attività dei vari enti che si occupano di cultura per vedere se questo è possibile, domando al Presidente e al Consiglio di Amministrazione su questo che cosa ne pensano. Grazie. Pag.
14 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Rosito. Vuole rispondere, Presidente? La parola al Presidente Zerbinatti.
ZERBINATTI ENRICO · Presidente dell’Accademia dei Concordi di RovigoLeggi intervento
Grazie, Presidente. La questione del Palazzo Angeli noi siamo d’accordo che la biblioteca, che dovrebbe restare nel Palazzo Angeli, che non ci sta, verrebbe trasportata la biblioteca giuridica, verrebbe trasportata nel Palazzo Bosi dove una volta c’era, se qualcuno si ricorda, la pinacoteca. Lì si farebbero dei lavori, concordati già con la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e di Rovigo in maniera da sistemare tutto il Palazzo Bosi, i lavori già in parte iniziati.
Per cui la biblioteca giuridica troverebbe spazio proprio nelle stanze di Palazzo Bosi. Questo per quello che riguarda... è una cosa già preventivata, prestabilita, già in qualche modo concordata direi con la Fondazione Cassa di Risparmio.
Dopo, per quello che riguarda la Fondazione Cultura, più di tanto io non posso dire, non so che cosa... non mi addentro in questa realtà, sarà l’Assessore alla Cultura che dirà... per carità, io non voglio entrare in un discorso di questo genere, insomma, abbiamo già i nostri problemi. Per cui non saprei cosa rispondere, casomai risponderà l’Assessore alla Cultura. Pag.
15 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, Presidente. La parola al consigliere Vernelli. Sulla seconda questione alla fine nel suo intervento sarà ripreso, lo dico in particolare al consigliere Rosito, dall’assessore Donzelli che ha già preso attenta nota.
Prego, consigliere Vernelli.
VERNELLI IVALDO · Consigliere Movimento Cinque StelleLeggi intervento
Grazie, Presidente. Per non essere frainteso, voglio dire subito che l’apporto economico che il Comune deve mettere a disposizione per l’attività della propria biblioteca, della propria pinacoteca dovrebbe essere effettivamente molto superiore a quello che è avvenuto fino adesso. Dovrebbe essere probabilmente in linea con quello che avviene con altre città, il Presidente poteva citare anche città dell’Emilia e della Toscana dove gli importi sono ancora molto più alti di quelli che sta spendendo il Comune di Rovigo.
Quindi detto questo, e confermando, credo che lo facciano tutti i Consiglieri comunali con parole di lode e di riconoscimento, l’attività dei soci accademici, io mi devo rivolgere però qui alla persona che svolge la funzione di Segretario Generale e devo dire: per quanto tempo si ritiene che si possa andare avanti con un contratto e con una convenzione che non può funzionare nei termini in cui oggi, con la normativa, che abbiamo, è configurato?
Già venticinque anni fa il Presidente Zerbinatti era presente allora, io allora ero Assessore alla Cultura e avevo superamento del contratto Gnocchi con la costituzione di una Fondazione Comune che mettesse insieme in una casa, in una struttura ben regolata, con un proprio Statuto e con una propria identità un Consiglio di Amministrazione che è appeso nel nulla, noi lo chiamiamo Consiglio di Amministrazione ma in realtà non ha la funzione di un Consiglio di Amministrazione.
Noi ci troviamo di fronte, e lei lo sa bene, perché deve fare in questi giorni una ricognizione delle società partecipate, ci troviamo di fronte ad una possibile società di fatto perché esiste un patrimonio comune, un patrimonio che tra l’altro io non capisco bene come lei riporti all’interno del bilancio dell’Amministrazione comunale perché quei beni e quei quadri sono di proprietà dell’Amministrazione comunale, abbiamo una partecipazione a servizi condivisa, non c’è il minimo dubbio che svolgono i soci dell’Accademia, i dipendenti dell’Accademia, la struttura dell’Accademia un servizio a favore della comunità.
C’è una partecipazione economica significativa e costante, non occasionale, quindi in un contesto come questo i dipendenti dell’Accademia si rassicurino, la loro obbligazione giuridica non è nei confronti soltanto di una associazione secolare, è nei confronti dell’Amministrazione comunale che, di fatto, è il loro datore di lavoro vero, effettivo.
E in questo contesto è troppo rischioso continuare ad andare avanti in una situazione non regolamentata, la soluzione più semplice, che abbiamo di fronte perché qui l’Accademia dei Concordi, nel corso di venticinque anni, sopravvivendo molto di più di quanto io allora paventassi, quindi onore al merito, siete stati molto bravi a riuscire a reggere di fronte alle difficoltà che ci sono state in questi venticinque anni. Però oggi non è più possibile continuare in questo modo.
Non è più possibile che voi possiate avere un’attività come quella di una biblioteca moderna, che non vive solo di libri antichi, ma vive di servizi innovatiti, vive di formazione, vive di internet, vive di una realtà per la quale c’è bisogno di un forte investimento, tutto questo lo si può fare non barattando l’autonomia e la libertà, doverosa per i soci dell’Accademia e quindi con quella che di fatto è una sorta di opacità e qui le vorrei chiedere, Presidente, che fine ha fatto la Fondazione che autonomamente allora, ispirato forse da un Consiglio che io detti al direttore Mazzetti che cominciò a recuperare l’I.V.A., che fino ad allora non veniva fatto, grazie alla costituzione di questa struttura, oggi vedo dal sito che è scomparsa dalla comunicazione, non so se ancora esiste la Fondazione, creata dall’Associazione Accademia dei Concordi.
Pag. 16 di Però non voglio entrare in una contestazione della vostra attività libera e autonoma che, ripeto, considero ancora oggi meritoria e doverosa, credo che voi avrete tutte le ragioni, se vi trovaste in un contenzioso sul piano della sopravvivenza. Il problema è per il Comune di Rovigo.
E qui rivolgo all’assessore Donzelli che da qualche accenno mi pare di avere colto e di condividere in parte le preoccupazioni che io qui sto esaminando: qual è il vostro progetto per i prossimi trent’anni?
Un progetto che prevede un investimento in una struttura che non può essere solo la Fondazione Rovigo Cultura, ma deve essere un’altra struttura separata nella quale probabilmente, non voglio qui anticipare delle soluzioni istituzionali che non mi competono per la quale è giusto lasciare piena autonomia e piena libertà ai soci accademici, che svolgano completamente con libertà la propria attività, tanto hanno un patrimonio autonomo che gli consente di poterlo fare, ma le funzioni legate alla valorizzazione del patrimonio librario, del patrimonio delle opere d’arte, deve essere gestita nei termini corretti di una funzione dell’Amministrazione comunale, non semplicemente con un contributo per il quale non ci sarebbero i termini neanche in base al nostro Regolamento, cioè non possiamo dare un contributo alla Accademia dei Concordi, come la diamo a una piccola struttura.
Ecco, allora in questo contesto spero di avere dichiarato la solidarietà ai lavoratori, all’Accademia, al benessere e ha ragione il Vicepresidente Santato, qui stiamo parlando di una storia secolare di fronte alla quale dobbiamo avere una forma di considerazioni, di ammirazione che va al di là delle nostre persone e io qui la voglio testimoniare con forza e vivamente, però come amministratori non possiamo mettere la testa sotto la sabbia e continuare a fare gli struzzi, non è legale quello che stiamo facendo. Pag.
17 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Vernelli. Voleva aggiungere qualcosa il Presidente Zerbinatti? Prego.
ZERBINATTI ENRICO · Presidente dell’Accademia dei Concordi di RovigoLeggi intervento
Ringrazio il consigliere Vernelli per le parole che ha detto di comprensione nei confronti dell’Accademia, di questa struttura che ha effettivamente notevoli meriti culturali, solo che noi guardiamo adesso i contratti vigenti, io non nego che si possa addivenire ad un rinnovo dei contratti in essere, per carità, nessuno nega che si possa arrivare ad una soluzione in questi termini, per carità, insomma, io sarei del parere, in fondo, di aggiornare, ma dopo il discorso è che, stanti adesso gli attuali contratti, le attuali convenzioni, noi dobbiamo comportarci secondo questi contratti e queste convenzioni.
Ripeto, poi nulla osta che si possa addivenire con il Comune ad una convenzione diversa, una convenzione più moderna, se volete, più attuale, più rispondente ai tempi, per carità, la cosa di cui abbiamo parlato anche con l’assessore Donzelli, ne abbiamo parlato anche nel Consiglio di Amministrazione, cioè constatiamo anche noi che certe parti effettivamente dei vecchi contratti... ma tutte le opinioni, che abbiamo sentito, dai vari luminari, diciamo così, da Panzarani, eccetera, fino all’Avvocato Cerutti in sostanza ci danno in qualche modo ragione.
Però, ripeto, noi siamo aperti a qualsiasi rinnovo, qualche rinnovamento e qualche attualizzazione in qualche modo di queste convenzioni. Pag. 18 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, di nuovo, Presidente. La parola al consigliere Goldoni.
GOLDONI DANIELA · Consigliere Lega NordLeggi intervento
Grazie, Presidente. Intanto saluto tutti i colleghi Consiglieri e soprattutto saluto il professor Zerbinatti e coloro che lo accompagnano. Avrei un quesito da esporre sulla base ovviamente dei documenti che ho letto e che riguardano appunto l’Accademia, uno è appunto quello che lei ha già richiamato, il contratto Gnocchi e soprattutto mi riferisco alla convenzione, cioè al contratto Romanato - Zorzato.
A quanto mi risulta, il bilancio complessivo dell’Accademia è costituito da due Bilanci, uno che viene presentato dal Consiglio di Amministrazione e che si occupa di determinate questioni e uno che, invece, viene presentato dal Consiglio direttivo e che, tra le spese previste proprio dal Consiglio direttivo, ci sono proprio le spese dei dipendenti.
Allora, sulla base di quello che ha detto, all’atto proprio della convenzione Romanato - Zorzato, io sto facendo una domanda, eh, sulla base appunto di questa convenzione c’è specificato che il bilancio, che viene predisposto dal Consiglio di Amministrazione, deve essere presentato al Comune in modo che venga approvato in tempi utili affinché sia inserito nel bilancio preventivo del Comune in modo che rientri tra le voci appunto del Bilancio che deve essere fatto.
Da quello che mi risulta il Bilancio del Consiglio di Amministrazione non è stato presentato, comunque siccome sto parlando di quello che mi risulta attualmente, il bilancio del Consiglio di Amministrazione, per quanto riguarda il consiglio direttivo, che qua c’è proprio scritto, io adesso glielo leggerò, perché così... eccola qua, allora, bilancio del Consiglio direttivo: “Mentre un’altra parte del Bilancio, strettamente relativa alla spesa per il personale dipendente, ai beni immobili e conseguenti oneri e contributi e dalla attività prettamente accademica doveva essere predisposto e redatto dal Consiglio direttivo.
La differenza tra questi due Bilanci è che, mentre il Bilancio del Consiglio di Amministrazione deve essere presentato all’Amministrazione comunale in modo che sia anche approvato, invece, il Bilancio del Consiglio Direttivo rimane vostro, interno. (Voce incomprensibile dall’Aula) No, non è così? Pag. 19 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Finisca pure la domanda e dopo le risponderà.
GOLDONI DANIELA · Consigliere Lega NordLeggi intervento
Non sono gli stessi, il bilancio complessivo della Accademia è costituito dal Bilancio del Consiglio di Amministrazione più il Bilancio del Consiglio direttivo, che si occupano di questioni completamente diverse, a me risulta così, oltretutto mi risulta anche, leggendo, che in realtà il termine Accademia non va confuso con il significato di biblioteca comunale perché comunque, per quanto riguarda l’Accademia, come si legge nel suo stesso Statuto, che appunto l’ultimo Statuto è quello del 2012, è un’organizzazione a se stante, quindi distinta e diversa dal Comune di Rovigo, dotata di propria personalità giuridica e con diverse e molteplici finalità sociali.
Non faccio l’elenco, sappiamo tutti che le Accademie sono nate intorno al 1400 - 1500, se trattiamo la parte storica, poi viene precisato che l’Accademia infatti era ed è ancora un ente con propria personalità giuridica, diverso e distinto dal Comune di Rovigo dal quale, però, e sto parlando della biblioteca comunale adesso, dal quale non gli è mai stato affidato alcun servizio di biblioteca comunale.
Quindi la biblioteca comunale, che viene gestita all’interno della Accademia, non ha ricevuto approvazione come sarebbe dovuto avvenire secondo le regole procedimentali dall’Amministrazione comunale, conferimento da parte del Comune della gestione dei servizi a terzi, che è peraltro regolato da sempre, come in tutta la Pubblica Amministrazione, da specifiche normative, vedasi appunto il Decreto Legislativo numero 163 del 2006 le quali prevedono apposite e formali procedure, elementi questi mai posti in essere dal Comune di Rovigo a favore dell’Accademia.
La mia domanda è questa: dato che sul giornale si legge sempre... io sono a favore della cultura, sono un’amante della cultura, però volevo avere questa precisazione, dato che sui giornali si legge sempre che il Comune non dà i soldi per i dipendenti, però i dipendenti sono a carico del Consiglio direttivo, del Bilancio del Consiglio direttivo. Questa è una mia domanda. Pag.
20 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Ha finito, Consigliere?
GOLDONI DANIELA · Consigliere Lega NordLeggi intervento
Per il momento, sì. Pag. 21 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Entrano i consiglieri Marsilio e Menon. La parola al Presidente Zerbinatti.
ZERBINATTI ENRICO · Presidente dell’Accademia dei Concordi di RovigoLeggi intervento
Grazie, Presidente. Non c’è un bilancio del direttivo e un bilancio del Consiglio di Amministrazione, il bilancio dell’Accademia dei Concordi è unico. Non ci sono dubbi su questo, soprattutto il bilancio del direttivo non c’entra, cioè deve essere approvato dal Consiglio di Amministrazione, è il Consiglio di Amministrazione che determina la...
Vuole che le dica veramente come stanno le cose quest’anno? Vedete cosa scrivo qua? Zero.
Nel bilancio preventivo del Comune ci sono quest’anno zero euro per l’Accademia. Le altre sono tutte chiacchiere, il resto sono tutte parole, detto in maniera molto semplice e molto banale. Noi facciamo un nostro Bilancio, come Accademia dei Concordi, dobbiamo mandarlo in Comune quando sappiamo che in Comune non è stato previsto niente per l’Accademia dei Concordi, non è stato messo in Bilancio nulla!
È un unico Bilancio quello che facciamo. Non mi risulta che facciamo due Bilanci.
GOLDONI DANIELA · Consigliere Lega NordLeggi intervento
Scusi, guardi, io leggo per tabulas... Pag. 22 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Consigliere, proprio una battuta perché non possiamo permettere contraddittori.
GOLDONI DANIELA · Consigliere Lega NordLeggi intervento
Giusto per capire, io leggo per tabulas, cioè per documenti, e ho letto chiaramente che ci sono due bilanci, uno presentato dal Consiglio direttivo, che rimane all’interno dell’Accademia e che riguarda le spese dei dipendenti e l’altro bilancio, invece, che viene presentato dal Consiglio di Amministrazione però all’interno del Consiglio di Amministrazione lo sappiamo perfettamente che ci sono dei rappresentanti del Comune, che sono quattro, dei rappresentanti della Provincia, ovviamente anche il Presidente, eccetera.
Il fatto che venga approvato da voi, con questo significa che è automaticamente approvato perché comunque deve passare anche attraverso l’Amministrazione comunale ed essere approvato dall’Amministrazione comunale in tempi utili in modo che poi venga inserito all’interno di una delle voci che riguardano il Bilancio preventivo.
ZERBINATTI ENRICO · Presidente dell’Accademia dei Concordi di RovigoLeggi intervento
Lei ha ragione per questa precisazione, rispondo: il bilancio è unico, non ci sono due bilanci, uno del direttivo e uno del Consiglio di Amministrazione. Che poi non abbiamo mandato nessun Bilancio in Comune, questo... ma se non abbiamo neanche approvato in Bilancio preventivo nel Consiglio di Amministrazione? Non l’abbiamo approvato, non potevamo approvarlo perché si sono opposti i Consiglieri di nomina comunale.
Questo è il punto. L’ho detto prima. Pag.
23 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Ovviamente le ho fatto fare una piccola replica, però è un’eccezione altrimenti diventa un dialogo, devo rispettare il Regolamento, non me ne voglia. La parola al consigliere Businaro.
BUSINARO GIORGIA · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento
Grazie, Presidente. Due domande, considerato che il problema della liquidità dell’Accademia è un problema che si ripete annualmente, non è una novità, abbiamo già assistito, diciamo, a situazioni molto critiche, chiedo, in particolare, all’assessore Sguotti se il Comune e il suo Assessorato, in particolare, abbia preso in considerazione bandi relativi alla cultura in maniera tale da potere contribuire a coprire la cifra che il Comune deve fornire all’Accademia.
Allo stesso modo chiedo ai dirigenti dell’Accademia se abbiano partecipato a bandi pubblici di livello regionale o di livello europeo per poter ottenere fondi su progetti specifici che possono comunque alleggerire il carico, diciamo, economico, magari imputando parte del personale su determinati progetti.
E poi vorrei chiedere una precisazione al Presidente e successivamente all’assessore Donzelli, quando nella sua relazione, Presidente, lei scrive che l’assessore Donzelli ha suggerito energicamente a loro, riferendosi ai membri di nomina comunale, di non passare neppure all’esame del Bilancio stesso che a tutt’oggi, malgrado ciò che prevede la convenzione Zorzato - Romanato, non è stato neppure esaminato per volontà e scelta dei membri di nomina comunale.
A me sembra un’affermazione molto grave da un certo punto di vista, quindi chiedo se può spiegare meglio che cosa voleva dire e poi chiedo all’assessore Donzelli per quale motivo ha suggerito energicamente ai membri di nomina comunale del Consiglio direttivo di non valutare il Bilancio. Grazie. Pag.
24 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Businaro. La parola al consigliere Ruggero. Mi pare di capire che l’assessore Donzelli stia prendendo nota di tutto e risponderà alla fine.
RUGGERO RICCARDO · Consigliere Lega NordLeggi intervento
Grazie, Presidente.
Vorrei dare il benvenuto ai nostri ospiti e vorrei sollevare, siccome sono uno studente universitario, che usufruisce del servizio dell’aula studio dell’Accademia, vorrei portare alla luce quello che per me e tanti altri studenti è un problema in Accademia, soprattutto d’estate dove chi fa scuola in teoria normalmente ha già finito, chi fa l’università, come me, si ritrova spesso a dare esami a fine luglio e a settembre e ogni anno l’Accademia stabilisce un orario estivo che impone la chiusura alle 13.30, quindi il pomeriggio l’unica possibilità è arrangiarsi.
Io sono abituato a studiare in aula studio, mi trovo meglio, come tanti altri, a studiare in un’aula studio, in un’aula lettura, quindi chiedo che l’Accademia faccia più attenzione su questo poiché è proprio una necessità di noi studenti poter studiare, inoltre, ho visto l’anno scorso, adesso spero che quest’anno me lo dirà lei, se ci sarà una chiusura per ferie, ho visto l’anno scorso, mi pare era dall’8 o 6 agosto al 27, e come tanti studenti, dopo ferragosto normalmente, ma anche un po’ prima si ritorna a studiare per gli esami di settembre e quindi ci mette davvero in difficoltà la chiusura per ferie.
Quindi vi chiedo una maggiore attenzioni da questo punto di vista. Grazie. Pag.
25 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Ruggero. La parola al Presidente.
ZERBINATTI ENRICO · Presidente dell’Accademia dei Concordi di RovigoLeggi intervento
Grazie, Presidente. Sulla dilatazione dei tempi noi saremmo d’accordo, ma con quali soldi? Al personale bisogna dare le ferie.
Cioè bisogna trovare un modo in maniera da articolare, bisognerà pensarci, per carità, io non nego che si possa ampliare la dilatazione dell’attività insomma, di tenere aperto, però bisogna tenere conto che il personale ha necessità di fare le ferie insomma. Vedremo di studiarla, per carità, anche l’anno scorso è venuto fuori questo problema. Ci sono zero euro, il Comune ha messo in bilancio per l’Accademia zero euro, questo è il punto!
Io non ho sentito altre voci che si siano alzate... (Voci confuse dall’Aula) Quest’anno, con tutta la buona volontà che posso avere, con zero euro, io cosa posso fare? Insomma, ma non si poteva mettere, non so... Una volta si metteva una lira, si faceva...
Dottoressa Cittadin, mi sbaglio? Una volta si metteva una cosa così simbolica, ma almeno simbolica, ma neanche quello! Non avete messo neanche quello, il Comune ha messo zero euro, io come posso fare... cioè, mettetevi anche nella nostra condizione, cioè nella nostra situazione.
Terremo conto di questa esigenza, effettivamente bisognerà che troviamo un modo di poter dilatare almeno... dopo ferragosto certamente troveremo un sistema di tenere aperto in qualche modo, questo posso assicurarlo perché abbiamo già parlato anche con il personale in maniera che si possa, dopo ferragosto, iniziare a tenere aperta l’Accademia. Pag. 26 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
C’era l’altra questione, che aveva posto il consigliere Businaro. Non so se risponde o risponde il Vicepresidente, per quanto riguarda l’aspetto comunale risponderà l’assessore Donzelli, ma la questione ricerca finanziamenti, mi pare di capire.
ZERBINATTI ENRICO · Presidente dell’Accademia dei Concordi di RovigoLeggi intervento
Riprendo il passaggio così com’è, secco, secco, sulla storia di altri finanziamenti, noi abbiamo altri finanziamenti per progetti, che facciamo, sia alla Fondazione Cariparo, sia in Provincia anche e soprattutto in Regione, ma sono progetti che facciamo su rendicontazione, non ci servono per fare funzionare effettivamente l’Accademia, fare dei progetti e noi poi rendicontiamo e sono spesi praticamente in toto. Non so se mi sono spiegato. Pag.
27 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Vuole aggiungere il Vicepresidente? SANTATO - Vicepresidente dell’Accademia dei Concordi di Rovigo: Grazie, Presidente.
Solo due brevissime precisazioni, la prima fa riferimento all’intervento del Consigliere: c’è un unico bilancio che viene predisposto dal Consiglio direttivo, che poi ha un passaggio finale nella assemblea dei soci e un passaggio intermedio nel Consiglio di Amministrazione dove ci sono quattro rappresentanti dei Comuni e il Comune ha la goldenshare, nel senso che, a norma di Statuto, articolo 13, servono sette voti favorevoli.
Nel corso di queste quattro, cinque riunioni non abbiamo raggiunto il quorum e quindi il bilancio di previsione 2017, alla data odierna, non è stato approvato. Però il bilancio è unico ma è scorporato in due sezioni, la prima che fa riferimento alla biblioteca, e qui entra il Comune, che incide, questi sono dati storici, verificati, all’incirca del 90% delle spese complessive della Accademia, perché?
Perché l’altra attività che fa l’Accademia di propria iniziativa e utilizzando proprie risorse è fatta sostanzialmente a titolo gratuito perché tutte le persone, che vengono a tenere lezioni o a fare conferenze o vengono per il caffè, quindi il bilancio è unico, ma al suo interna ha una strutturazione che prevede un bilancio della biblioteca e questo è la sezione che interessa il Comune e quel 10% scorporato come bilancio interno della Accademia.
Poi sulla questione della apertura noi saremo i primi, i più felici a poter dilatare ventiquattro ore su ventiquattro, ma i dipendenti vanno pagati e adesso abbiamo il problema che non abbiamo neanche da pagare, quindi che facciamo? Però se venisse un’iniziativa autonoma da parte degli studenti frequentanti, io prendo l’impegno di venire con loro ad aprire l’Accademia dei Concordi e la biblioteca perché vengano anche il mese di agosto, io sarò lieto di stare lì con loro a studiare. Grazie.
Pag. 28 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, Vicepresidente. La parola al consigliere Gennaro.
GENNARO FRANCESCO · Consigliere Movimento Cinque StelleLeggi intervento
Grazie, Presidente. Io mi unisco al coro che c’è stato fino a qui di ringraziamento per i simpatici vecchietti, così si è autodefinito il..., che con la loro volontà, la loro passione tengono aperto e svolgono funzioni molto importanti per la cultura di Rovigo. Per quando mi è capitato, ho trovato sempre delle porte aperte e di questo vi ringrazio e ve ne sono grato.
Però io non sono tanto diplomatico, qui siamo venuti a fare un Consiglio comunale, un’audizione delle ragioni espresse dal professor Zerbinatti, delle ragioni dell’Accademia, ma a me sarebbe interessato molto sapere quali sono le prospettive, il futuro e da parte del Comune che cosa vuole fare e che progetti ha, perché questa questione è bene che venga fuori qui, probabilmente meriterebbe uno studio più approfondito, magari in un tipo di Commissione consiliare perché io, da profano, però per documentarmi sono dovuto andare a vedere il contratto Gnocchi, cos’era la convenzione in essere Romanato, andare a vedere lo Statuto, andare a vedere la proposta di bozza di nuova convenzione che era firmata dall’ex Commissario Ventrice, a guardare il Bilancio, quello che è stato pubblicato, eccetera.
Effettivamente mi sono segnato una serie di domande, domande perché io sono un Consigliere comunale e quindi ad un certo punto provo a mettermi dalla parte del cittadino che, come me, non sa niente di queste cose, legge i giornali, sente dei pareri e si fa delle domande, quindi ho una serie di domande da fare al Presidente e al direttore dell’Accademia.
Per esempio, come aveva già accennato il consigliere Goldoni: la biblioteca dell’Accademia svolge di fatto un servizio pubblico per conto del Comune il quale conseguentemente è tenuto a pagare ogni spesa prevista dal Bilancio, sembrerebbe di capire così dalle sue parole, professore, però tra Comune e Accademia c’è questo contratto per cui il Comune ha il servizio di biblioteca?
Se non c’è, bisognerà che mettiamo per iscritto che lo facciamo perché altrimenti così continuiamo di anno in anno ad andare avanti su una cosa che forse non ha un fondamento giuridico solido. Un’altra domanda, ha spiegato il discorso il professore Santato dei passaggi: il consiglio direttivo prepara un bilancio, poi c’è un passaggio con il Consiglio di Amministrazione, eccetera. Ma il Consiglio di Amministrazione, così come è composto, siamo esattamente nella forma prevista dallo Statuto?
Perché mi sembra di avere letto che il rappresentante della Provincia doveva essere uno e, invece, sono due. Il Consiglio di Amministrazione è reso edotto, partecipe del Bilancio per tempo, ha possibilità di verificarlo, di fare..., oppure viene messo davanti a un pezzo di carta, come dire, all’ultimo momento? Perché io ho ricevuto anche questo tipo di segnalazioni che, spero, risultino infondate.
La Fondazione, cui aveva accennato il mio collega, consigliere Vernelli, che era stata istituita o era istituenda che fine ha fatto? Come mai non si è pensato all’epoca proprio di unire questo tipo di attività in modo da rendere veramente coerente il Comune, che è comproprietario del patrimonio e il Comune che è compartecipe delle rendicontazioni e quindi dei finanziamenti.
Per esempio ci sono delle voci, io non sono un tecnico quindi premetto che potrei dire anche una fesseria, abbiamo la Fondazione Cassa di Risparmio che praticamente è quella che contribuisce in modo maggiore a tenere in piedi l’istituzione e poi nel bilancio queste voci, messe come donazione della Fondazione, vengono, come dire, girate al Comune perché in parte le copra.
E allora o è una donazione e quindi benissimo, ma non può essere che una donazione diventi poi una spesa per il Comune, perché la Fondazione ha dato un contributo e il Comune poi deve andare a ripianare il contributo, allora quello è un prestito, non è una donazione. Vorrei che mi chiarisse un po’ queste questioni. Pag.
29 di Scusi, Presidente, se siamo qui, siamo qui come opposizione anche per sentire cosa ha idea di fare la Giunta perché altrimenti ci parliamo tra persone che... Pag. 30 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Gennaro. L’assessore Donzelli ha già dato la disposizione, a conclusione degli interventi, di fare il proprio intervento, l’ha già anticipato. Ognuno sceglie il momento in cui intervenire.
Non posso obbligare la gente. La parola al consigliere Sergi.
SERGI CARMELO · Consigliere Obiettivo RovigoLeggi intervento
Grazie, Presidente. Buonasera a tutti, credo che l’Accademia dei Concordi sia un bene prezioso per la città di Rovigo e quindi credo che siamo tutti d’accordo sul fatto che debba essere salvaguardata.
Io mi riallaccio a quanto ha detto prima il consigliere Goldoni riguardo i due Bilanci, quello del Consiglio di Amministrazione e quello del Consiglio direttivo, per leggere l’articolo 18 della convenzione Zorzato - Romanato, e quindi poi vi chiederò spiegazioni su come voi l’avete interpretato: “Il Consiglio di Amministrazione avrà le seguenti attribuzioni: predisporre e redigere il bilancio relativo alla gestione del patrimonio comune, pinacoteca e biblioteca, in detto bilancio dovranno essere comprese tutte le spese necessarie per il funzionamento della pinacoteca e della biblioteca, secondo il già vigente regolamento, spese che verranno sopportate per il direttore, interamente dal Comune - ma mi risulta che il direttore da tempo non ci sia più - e il rimanente in parti uguali dal Comune e dalla Accademia, salvo per quanto riguarda il Bilancio di competenza del Consiglio direttivo” e quindi qui fa una prima distinzione.
Articolo 20 della convenzione: “Il Consiglio direttivo predispone e redige il bilancio relativo alla spesa per il personale dipendente, ai beni immobili e conseguenti oneri e contributi e all’attività prettamente accademica, Bilancio che rimarrà interamente a carico dell’Accademia”.
Quindi sembra che, in effetti, ci sia una distinzione tra Bilancio di pertinenza del Consiglio direttivo e relative spese, esclusivamente a carico dell’Accademia, e Bilancio riguardante la gestione del patrimonio immobiliare che, invece, viene ripartito in parti uguali tra Comune e Accademia, tanto più che l’Accademia è un Ente con propria personalità giuridica e quindi è un soggetto giuridico diverso e distinto dal Comune di Rovigo, Comune di Rovigo che, se sbaglio a dirlo, correggetemi pure, non ha affidato alcun servizio di biblioteca all’Accademia.
Allora, io vorrei chiedere appunto una spiegazione su queste due norme, articolo 18 e articolo 20, come sono interpretate da voi perché effettivamente risulta che ci sia una distinzione, che poi il Bilancio sia strutturato in due parti distinte, questa è un’altra questione ma sembrerebbe che il Bilancio redatto dal Consiglio direttivo sia un Bilancio interno all’Accademia, mentre passa al Consiglio comunale la parte relativa alla gestione immobiliare da dividere in parti uguali, proprio perché il Consiglio comunale poi deve inserire questa voce di spesa nel proprio Bilancio.
Grazie. Pag. 31 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Sergi. La parola al Presidente Zerbinatti.
ZERBINATTI ENRICO · Presidente dell’Accademia dei Concordi di RovigoLeggi intervento
Grazie, Presidente. Nello Statuto dell’Accademia l’articolo 13 dice così: “Consiglio di Amministrazione. Al fine di assicurare il perseguimento degli scopi pubblici dell’Accademia, è istituito un Consiglio di Amministrazione del quale fanno parte rappresentanti dell’Accademia del Comune di Rovigo e della Provincia di Rovigo.
Il Consiglio di Amministrazione è composto da un Presidente, che è il Presidente della Accademia, da tre membri facenti parte il Consiglio Direttivo della Accademia eletti ogni tre anni nell’ambito del Consiglio direttivo stesso, da quattro membri rappresentanti dell’Amministrazione comunale e da due rappresentanti dell’Amministrazione provinciale”. Perché lo Statuto dell’Accademia è stato aggiornato? Perché effettivamente una volta i soci dell’Accademia potevano essere soltanto i certi di Rovigo.
Quando questa possibilità è stata data a tutte le persone abitanti nella Provincia di Rovigo allora è stato aggiornato in maniera che ce ne siano due e mi pare che sia una cosa di buon senso, direi, questa è la ragione fondamentale.
Con riferimento al Bilancio dell’Accademia: “Il Consiglio di Amministrazione delibera in via preventiva e in sede consuntiva le voci di entrata e di spesa, gli accertamenti di entrata, gli impegni di spesa necessari al funzionamento della biblioteca, della pinacoteca in quanto finanziati con contributi comunali e provinciali”, insomma, tutte le cose che potete leggere qua, all’articolo 13 del Consiglio di Amministrazione. Il Consiglio direttivo ha altre competenze.
Per quello che riguarda il discorso che voi leggete a pagina 23 delle competenze del Consiglio direttivo, lì bisogna capirci bene, cioè quando dice: “Il Consiglio direttivo predispone e redige il Bilancio relativo alla spesa per il personale dipendente, ai beni immobili”, cioè in pratica in questo momento, quando è stata fatta la convenzione Romanato - Zorzato, si pensava che il personale dipendente sotto un certo punto di vista dipendesse in qualche modo dall’Accademia stessa, come dipendono dall’Accademia i beni immobili e i conseguenti oneri e contributi.
Cioè, in pratica si pensava che era bene immobile anche il personale. In effetti, il personale viene assunto, richiedendo l’approvazione anche del Consiglio di Amministrazione attualmente. Se lei poi legge, ad un certo punto, il Consiglio di Amministrazione ha la competenza di intervenire su chi deve assumere.
Solo che voi capite sono vecchie convenzioni, diciamoci la verità, in sostanza, ma nulla osta, ripeto, che si possa addivenire ad una nuova convenzione per chiarire giuridicamente tutta la questione, che è veramente... sennò è un intrigo che non finisce mai, fatto salvo quello che ho detto nella mia relazione riguardo soprattutto a quello che ha detto Panzarani e quello che ha detto l’Avvocato Cerutti, che dicono poi la stessa cosa, identica. La stessa cosa.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, Presidente. Chiedo ai colleghi Mella, Aretusini e anche al signor Sindaco che ha chiesto di intervenire, peraltro sollecitato anche da più di un intervento, credo sia utile se, prima della conclusione da parte dell’assessore Donzelli, visto che la questione è molto collegata con la vicenda Bilancio fin dal primo intervento e di quelli successivi, se l’Assessore al Bilancio interviene, credo sia utile anche per i successivi interventi.
Do la parola all’assessore al bilancio Garbo proprio per fare il punto della situazione, citata peraltro anche nella relazione in più interventi dallo stesso Presidente Zerbinatti.
GARBO SUSANNA · AssessoreLeggi intervento
Grazie, Presidente. Pag. 32 di Buonasera a tutti.
Correttamente il Presidente Zerbinatti citava un incontro, che è avvenuto qualche settimana fa alla sua presenza, alla presenza dell’assessore Donzelli, mia e delle rappresentanze sindacali, oltre che naturalmente del Sindaco.
È stato ben spiegato quale fosse il problema che ormai è stato riportato più e più volte sui giornali a partire dalla approvazione del Bilancio di previsione a marzo, quando abbiamo detto che settori, seppur nevralgici del Bilancio, e mi riferisco non solo all’Accademia dei Concordi, ma ovviamente e con più attenzione a quello che riguarda per esempio le scuole paritarie e i servizi sociali, si trovavano ad essere scoperti a seguito di un contenzioso che esiste già da qualche anno, a cui l’Amministrazione vigente è stata chiamata a fare fronte con impellenza e al quale non si può sottrarre.
È stato in quella occasione garantito e messo per iscritto, sempre alla presenza dei signori sindacalisti, l’impegno formale nonché morale di provvedere, non appena ci sia la possibilità di destinare l’avanzo libero di gestione, a mantenere quello che è stato l’impegno da parte dell’Amministrazione pari a quello dell’anno scorso, ossia la somma di 200.000 euro, seppur - come veniva correttamente indicato anche dal Presidente - in difetto di qualsiasi documento, Bilancio di previsione o budget o come si voglia nominare, da parte dell’Accademia che desse un’indicazione di massima di quelli che erano i costi da coprire.
Quindi questo impegno, che è stato sottolineato, di sicuro è un punto fermo dal quale nessuno intende sottrarsi. È stato anche detto da parte del Presidente Zerbinatti che comunque si impegnava e aveva indicato un periodo temporale indicativo di tre mesi, in cui l’Accademia dei Concordi avrebbe provveduto autonomamente a fare fronte, seppur con difficoltà alla gestione dell’attività quotidiana, compresa ovviamente quella del personale. È passata una ventina di giorni da questo incontro, non tre mesi.
Purtroppo per noi, la situazione, che contavamo di sbrogliare già un mese fa, che ci avrebbe consentito di destinare una consistente parte quota dell’avanzo libero, al momento è ancora bloccata, stiamo lavorando tutti i giorni non più tardi questa mattina c’è stato un incontro con tutta una serie di figure politiche e tecniche all’interno del Comune per dissipare questa matassa, ma il lavoro è complesso e sfortunatamente non di facile evasione.
Nessuno intende sottrarsi, ripeto, si tratta solo di darsi una mano, mi permetto solo di rispondere all’osservazione, che faceva prima il consigliere Gennaro, non è un prestito quello che è stato fatto l’anno scorso da parte della Fondazione nei confronti del Comune, è un accordo, che è intervenuto in quanto il Comune ha chiaramente documentato che la somma massima erogabile nei confronti dell’Accademia era pari a 200.000 euro, mentre le esigenze dell’Accademia risultavano essere maggiori e da qui la disponibilità.
Nessuno ha prestato soldi a nessuno, questo è garantito perché non c’è un ritorno da parte di nessuno. Questo sì. La buona volontà c’è, bisogna avere pazienza, questo è sicuro.
Grazie. Pag. 33 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, assessore Garbo, per il contributo che può essere utile per i prossimi interventi.
ZERBINATTI ENRICO · Presidente dell’Accademia dei Concordi di RovigoLeggi intervento
Non sono tre mesi, io avevo detto, infatti lì c’è scritto così, due mesi, due mesi: giugno e luglio, ma non oltre, non tre mesi. È una precisazione. Pag.
34 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Prendiamo atto. La parola al consigliere Mella.
MELLA SILVANO · Consigliere Presenza CristianaLeggi intervento
Grazie, Presidente. Non c’è alcun dubbio che l’istituzione Accademia dei Concordi con il suo prestigio e benemerenza sono un dato di fatto e di orgoglio per la città di Rovigo di cui non possiamo privarci.
Non è un modo di dire, riconosciuto ad ampio raggio, eccetera, si tratta di custodire questa consuetudine e compresenza, partendo alla luce del legato Gnocchi che ci ha “intrigato” strettamente in una comunione e comproprietà di beni di grande valore letterario e anche della pinacoteca, è fatale destino che dobbiamo convivere, siamo una famiglia di fatto ante litteram.
Tant’è vero che nel vostro Statuto, alla fine, all’ultimo articolo, ad exitus della vostra realtà, tutti i beni, che voi custodite, anche per conto nostro, passeranno al Comune. E quindi, se succedesse, non succederà, questa cosa, il Comune dovrà sbrogliarsi e gestire direttamente tutto quanto, cosa che adesso fa con la partnership vostra, sia per i meriti letterari e anche perché avete le mani in pasta per condurre bene le cose che state gestendo.
Però è evidente che, da tutte le discussioni fatte, che ci sono dei punti deboli, da una parte e dall’altra fatti emergere dove le cose si sono ingarbugliate sul chi fa che cosa nel tempo, l’ultima convenzione dei benemeriti Zorzato - Romanato, aveva aggiustato altre condizioni che, nel tempo, erano emerse. Al nostro tempo sono emerse le contraddizioni che tutto il dibattito ha fatto emergere e che rendono difficili le cose per andare avanti.
Allora dico, recuperiamo la volontà, l’iter della convenzione nuova era cominciato con il Sindaco Pisa, il mio Capogruppo Rosito l’ha già detto, ne sa già qualcosa e anche voi, allora proseguiamo su questa strada perché non si può non mettere le carte in tavola e fare il punto della situazione come vogliamo convivere benevolmente e andare avanti in amicizia e concordia.
Riguardo ai fatti economici, che ha detto l’assessore Garbo, ha assicurato questo sostegno, per semplici artifizi e bilanci di prevenzione, senza risorse in campo, pur di concluderlo, abbiamo tagliato delle voci benemerite, oltre la vostra, che aspettano risposte da parte dell’Amministrazione e dobbiamo aspettare l’avanzo di Amministrazione, che è consistente, che andrà a parificare e soddisfare tutte queste attese, purtroppo i tempi e i passaggi non so quanto siano, non ci sono avvisaglie di questo Bilancio armonizzato, che secondo me potrebbe essere tradotto come complicato perché non ho mai visto dei passaggi di gestione dei Bilanci così farraginosi, eccetera, nei tempi che furono.
Allora dico che ci sono vie amministrative più rapide per dare le risposte a delle emergenze che capitano.
Si è individuato che 290.000 euro, vincolati all’esproprio del Parco Maddalena, parlo con la dottoressa Cittadin, non sono più così veramente necessari da tenere a parte perché ormai è chiaro che il CIP ci darà i soldi per il bando delle zone degradate che è la Maddalena e quindi possiamo giocarceli tirandoli via da questo vincolo e metterli a disposizione in brevissimo tempo per dare soddisfazione, visto che c’è un’emergenza, alla nostra Accademia dei Concordi.
Faccio appello alla volontà del Sindaco e della Giunta perché guardi, a questo punto, come un punto che è una soluzione rapida e soddisfacente. Grazie. Pag.
35 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Mella. Su questo bisogno, senza bisogno che dia la parola al Segretario Generale, che è anche Ragioniere Capo, volevo solo precisarle, consigliere Mella, che il fondo accantonato, credo di 280.000-290.000 per l’eventuale esproprio di Parco Maddalena è sul capitolo secondo, quindi sugli investimenti.
Mentre qui stiamo parlando, per quanto riguarda l’Accademia o le altre situazioni citate dal consigliere Borgato, paritarie, il sociale e il CUR, siamo sul capitolo primo che vuol dire “spese correnti”, quindi siamo su due piani diversi, uno non può coprire l’altro. Scusi se ho fatto questa precisazione ma era utile per il prosieguo del dibattito. La parola al consigliere Aretusini.
ARETUSINI MICHELE · Consigliere Lega NordLeggi intervento
Grazie, Presidente. Buongiorno colleghi, non voglio assillarla con la questione Bilancio, quindi non le parlerò di questo, volevo chiederle un chiarimento in merito ad una manifestazione, che è stata promossa dalla Provincia di Rovigo dal nome “Incontri con l’autore” 2017. Allora, io sono stato eletto Consigliere provinciale a gennaio e a febbraio è stata indetta questa manifestazione.
Questa manifestazione promossa dalla biblioteca provinciale. Allora, tra i Comuni, che hanno aderito alla manifestazione mancava il capoluogo, mancava il capoluogo, c’erano Arquà, Badia, Bergantino, insomma, ce n’erano diversi, circa una ventina di Comuni.
Appena ho visto mancare il capoluogo, mi sono fatto una domanda e ho detto: “Chiamo l’assessore Donzelli, chiedo chiarimenti, come mai non abbiamo aderito a questa manifestazione”, poi l’assessore Donzelli non aveva ricevuto alcun invito da parte della Provincia, la Provincia mi ha risposto che l’invito era stato mandato come da consuetudine all’Accademia dei Concordi.
Allora, volevo capire come mai... la rassegna è molto interessante perché “Incontri con l’autore” presentava diversi ospiti tra i quali Matteo Bussola, c’era Giuseppe Vessicchio, tutti lo conosciamo, quindi molti Comuni hanno aderito, mancava la tappa del capoluogo, secondo il mio punto di vista la tappa del capoluogo è una tappa che deve essere fissa, quindi volevo capire come mai appunto gli uffici provinciali mi hanno detto che hanno invitato, come da consuetudine hanno invitato l’Accademia dei Concordi, volevo capire come mai l’Accademia non si è raffrontata con il Comune di Rovigo o perché non ha partecipato, non ha aderito a questa manifestazione.
Grazie. Pag. 36 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
La parola al Presidente Zerbinatti.
ZERBINATTI ENRICO · Presidente dell’Accademia dei Concordi di RovigoLeggi intervento
Grazie, Presidente. Proviamo a vedere in Accademia com’è la situazione perché veramente mi sfugge la cosa. In Accademia vediamo... se lei riesce a passare domani mattina in Accademia, proviamo a vedere come stanno veramente le cose.
Io non ho contezza di questa cosa, mi sarà sfuggita, dico la verità, può darsi che l’abbiano mandata... Non vorrei che l’avessero mandata alla Segreteria, ma non l’avessero mandata... cioè, c’è stato un cartaceo che mi è arrivato, io non l’ho visto, una e-mail deve essere stata mandata forse in Segreteria, cioè concordi@concordi.it, può darsi che non me l’abbiano passata, ma mi pare che sia una cosa... Pag.
37 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
La parola al consigliere Aretusini.
ARETUSINI MICHELE · Consigliere Lega NordLeggi intervento
Grazie, Presidente. Io ho chiamato a gennaio l’ufficio provinciale che mi ha detto appunto di avere invitato l’Accademia come da consuetudine perché il riferimento appunto anche è supportato dalla biblioteca provinciale è l’Accademia dei Concordi, quindi non ha diretto contatto con l’Amministrazione comunale.
Quindi, io suppongo che ci sia stata una PEC, suppongo una lettera, so che la richiesta viene inviata tutti gli anni circa verso metà dicembre, a inizio dicembre per l’adesione a questo genere di iniziativa che io la invito ad andare a vedere perché è un’iniziativa interessante e mi sono veramente spiazzato quando da Consigliere provinciale mancava il capoluogo, grazie. Pag. 38 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Il Presidente si riserva di fare una verifica e magari di comunicarlo a noi e noi lo gireremo non solo al Consigliere che ha posto la questione ma anche agli altri Colleghi. Ha chiesto come Consigliere comunale il signor Sindaco di intervenire.
BERGAMIN MASSIMO · SindacoLeggi intervento
Grazie, Presidente. Buonasera a tutti. Buonasera, Presidente.
Allora, mi verrebbe facile iniziare questo intervento con delle considerazioni di natura politica perché, quando intervengono gli esponenti del Partito Democratico, è un po’ come quando si alza la palla proprio ad altezza giusta e uno fa una bella rovesciata che finisce all’incrocio dei pali e si fa gol.
Però siccome ormai la situazione la conoscono tutti, l’abbiamo scritta ovunque, è scritta ovunque, cosa incidono i tagli del Governo centrale per quanto riguarda i trasferimenti, io la chiamo appropriazione indebita, non li chiamo tagli e trasferimenti perché sono denari dei cittadini di Rovigo e non solo, cito un dato su tutti, dei 20 miliardi di residuo fiscale, che rimangono a Roma ogni anno, 100 trasferiti dai veneti, però la chiudo qua.
Vede, Presidente, un rapporto corretto tra un’Amministrazione comunale, e in questo caso l’Accademia dei Concordi, passa innanzitutto attraverso una dinamica fondamentale, che questa Amministrazione, in questo caso nella veste del suo Sindaco non può alzarsi al mattino e leggere i suoi quotidiani, qualcosa che dovrebbe passare attraverso un confronto e un dialogo sereno, come c’è stato il giorno in cui noi ci siamo incontrati.
Ma non si può precedere un incontro con un dialogo sereno, così come ha suggerito anche... e mi fa piacere che nel 2017 un ex Assessore dei tempi marangoniani della Democrazia Cristiana abbia fatto alcune considerazioni, il consigliere Ivaldo Vernelli, voglio dire, era Assessore alla Cultura in quel momento.
Quindi siamo qui, dopo venti e passa anni, cioè io mi alzo al mattino, poi ci incontriamo sotto i portici o da qualche altra parte, lei mi fa anche qualche confidenza, che non riporterò qui, non va bene così, non va bene.
Perché anticipare, conoscendo anche la situazione in cui versa questa Amministrazione, perché l’abbiamo informata più volte, lo trovo un allarme preventivo che poi naturalmente genera malintesi, strumentalizzazioni, allarmismo, lo stesso allarmismo e gliel’ho ricordato nel corso dell’ultimo incontro perché ne ho testimonianza, da parte dei dipendenti di qualcuno che non so se si diverta o se si diletta o se non ha altro da fare, che va in giro tra i dipendenti a dire: “Attenzione, perché dovremo licenziarti perché il Comune non ha questo”, questo non va bene, non va bene!
Glielo dico a lei, Presidente, gliel’ho già detto nel corso dell’incontro, non va bene. Io so che non è stato lei, io e lei sappiamo chi è stato, non va bene. Io ci metto sempre la faccia, signor Presidente, anche quando il prezzo da pagare è alto.
Piccola parentesi: ferie? Non è obbligatorio e non è nemmeno consigliato andare tutti in ferie ad agosto, ci si può anche turnare con un orario ridotto, con una presenza ridotta, ma mi risulta che i dipendenti siano sette e si possano anche turnare, si fa una bella riunione dopo l’epifania e un anno va in ferie ad agosto uno e uno quell’altro, si può turnare, però compete a voi questa dinamica e non a me. Più di qualche domanda le voglio fare, Presidente.
Secondo lei è possibile una revisione della spesa curata all’interno delle dinamiche di Accademia, quindi nella sua interezza? Voglio cercare di spiegarmi meglio: le spese vengono tutte preventivamente deliberate e quindi nel rispetto di Statuto e convenzione? Cioè, vengono proposte e approvate, deliberate queste spese?
Il bilancio preventivo 2017, relativo alla biblioteca, nel primo gruppo di spese, ovvero le “spese in realizzazione progetti”, manca completamente l’indicazione del capitolo “entrate”, ovvero da dove si preleva il finanziamento. L’informazione è necessaria per un’effettiva trasparenza della contabilità ed è, inoltre, espressamente prevista nello Statuto dell’Accademia all’articolo 13, possiamo affermare con assoluta certezza, dal confronto con i bilanci precedenti che questo capitolo Pag.
39 di di spesa è per intero finanziamento dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e di Rovigo, parlo degli anni precedenti. Sono 523.850 euro. Il totale costo della gestione della biblioteca, totale costo, non le risulta?
Pertanto, da quel totale costo vanno scorporati 195.600 euro dovuti a progetti finanziati dalla Fondazione e ad essa rendicontati perché voi li rendicontate i progetti finanziati dalla Fondazione, come tutti del resto.
Rimangono da pagare e quindi da destinare 328.250 euro che rappresentano l’effettivo costo della biblioteca da suddividere in parti uguali tra Accademia e Comune di Rovigo, quindi di questa somma il Comune pertanto è tenuto a versare, come previsto dalla Convenzione, il 50% ovvero 164.000 e rotti euro.
Torno a dire che non va bene passare tra il personale e seminare il terrore, anche perché eventualmente compete al Consiglio di Amministrazione l’eventuale adozione di un provvedimento di licenziamento dei dipendenti e non qualcosa detta lì come per dire: “Il Comune adesso non prevede - cosa che non è vera, l’ha spiegato bene l’Assessore - e quindi domani vi lasciamo a casa tutti”, non è un’iniziativa estemporanea, dettata non so da quali suggerimenti o... al limite passa attraverso il Consiglio di Amministrazione.
Ecco, io ho fatto delle domande precise, mi sono auto investito del ruolo, che mi compete di Consigliere comunale, poi terminerò e vi ringrazierò dell’intervento fatto. Pag. 40 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, Sindaco. Do subito la parola al Presidente Zerbinatti.
ZERBINATTI ENRICO · Presidente dell’Accademia dei Concordi di RovigoLeggi intervento
Lei sa che quest’oggi io ho letto una relazione in cui non ho mai parlato di licenziamento. Questa cosa è stata chiarita già a suo tempo. Lei lo sa.
Io quest’oggi ho fatto una relazione e mi sono ben guardato dal parlare di licenziamento. È una cosa su cui ci siamo già chiariti, signor Sindaco. È uscita, ho fatto le mie scuse, perché ho ritenuto anche io che non fosse condivisibile la cosa, adesso devo ricoprirmi il capo di cenere?
Per carità, me lo ricopro, ma chiusa lì la cosa, ci siamo chiariti su questa cosa, tant’è che siamo venuti fuori con questo comunicato stampa che lasciava trasparire la mia buona volontà nel venire incontro anche alle necessità del Comune, quando ho messo a disposizione soldi, che non abbiamo, che abbiamo per un fido, e li ho messi a disposizione, certi Consiglieri e l’entourage, di cui sono circondato, me ne hanno dette di tutti i colori, però l’ho fatto proprio per venire incontro in qualche modo alle esigenze che vedevo in difficoltà il Comune effettivamente.
E queste cose in pratica ce le siamo dette. Adesso io non so, lei mi parla di 500.000 euro, io non ho capito questa cosa dei 500.000 euro che la Fondazione Cassa di Risparmio darebbe all’Accademia. La Fondazione Cassa di Risparmio dà 100.000 euro per comprare i libri, i quali libri vengono comprati e diventano di proprietà Comune, Comune e Accademia, non riceviamo altri soldi dalla Fondazione Cassa di Risparmio.
A me non risulta insomma, dove ha letto lei questi 500.000 euro? (Voce confusa dall’Aula) Una riduzione della spesa? Onestamente trovo difficile, dopo tutti i discorsi che ho fatto, facendo i confronti con le altre biblioteche, mi pare impossibile di spendere meno. In questo caso bisognerebbe proprio che lasciassi a casa i dipendenti, che tagliassi qualche dipendente.
Non me la sento io di fare una cosa del genere, assolutamente, è l’ultima cosa che mi passa per la testa. Le dico questo, darei le dimissioni. È l’ultima cosa che io potrei fare insomma.
Non so se ho risposto. (Voce incomprensibile dall’Aula) Pag. 41 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Lo dico io al microfono: ha chiesto se viene tutto deliberato nel rispetto della convenzione con i passaggi in Consiglio di Amministrazione, se non ricordo male, giusto?
ZERBINATTI ENRICO · Presidente dell’Accademia dei Concordi di RovigoLeggi intervento
I passaggi vengono fatti anche con il Consiglio di Amministrazione, solo che il Consiglio di Amministrazione quest’anno non funziona! Non funziona! Diciamoci la verità.
Pag. 42 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Consigliere Gennaro, non posso farla intervenire nuovamente.
GENNARO FRANCESCO · Consigliere Movimento Cinque StelleLeggi intervento
Non è un intervento, ma ci spiega perché non funziona il Consiglio di Amministrazione? Pag. 43 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Consigliere Menon, vuole intervenire? La faccio intervenire così chiude l’assessore Donzelli. Con il consigliere Menon chiudiamo il dibattito, e poi interviene l’assessore Donzelli e ovviamente l’ultima parola la lasciamo ai nostri ospiti.
La parola al consigliere Menon.
MENON SILVIA · Consigliere Lista Civica Silvia Menon SindacoLeggi intervento
Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti, mi scuso del ritardo per impegni di lavoro. Buonasera al Presidente Zerbinatti, al professor Santato e al Presidente Bordon, Presidente del Tribunale di Rovigo e all’architetto Gulli.
Trovo che questa sede sia un consesso adatto ad una discussione veramente programmatica su quello che vogliamo essere il futuro dell’Accademia.
Molto spesso, invece, anziché pianificare risulta la sede per sottolineare qualche ripicca, un mancato invito, cosa che assolutamente l’Assessore può segnalare per e-mail, o un Consigliere provinciale può segnalare per e-mail, questa mi sembra la sede più adatta per ribadire, e in questo sono stata anche confortata dal consigliere Ruggero che, da studente, ha detto: “La vorrei sempre aperta”, quindi questa mi sembra la sede adatta per ribadire l’importanza dell’Accademia dei Concordi per la città.
Detto questo, sono anni che ci troviamo continuamente di fronte alla medesima situazione, un imbarazzo, quando è ora di destinare una spesa nel Bilancio del Comune nell’Accademia, c’è sempre questa situazione di imbarazzo, imbarazzo che, voglio ricordare, è culminato in una manifestazione nel 2014 di Piazza come penso non ce ne siano state molte altre a Rovigo, una manifestazione di piazza che tra l’altro, dopo pochi giorni, ha visto l’epilogo della Giunta Piva.
Ora, è necessario che i servizi che l’Accademia garantisce continuino ad essere prestati. Detto questo, occorre ribadire che un legato del 1836 e convenzioni datate è giustissimo, e qui accolgo positivamente la disponibilità del Presidente Zerbinatti, è giustissimo che vengano rinnovate, anche introducendo dei criteri di trasparenza, come ha detto il Sindaco. Ma detto questo, dobbiamo ricordarci che qui abbiamo dei pareri illustri e quindi ci troviamo comunque di fronte a qualcosa che ha un valore legale.
Detto questo, dobbiamo ben ponderare quello che vogliamo fare perché, quando è stato depositato il Bilancio consuntivo, si è levata da subito, e ricordo i consiglieri Businaro e Borgato, subito una protesta: ci sono zero euro per Accademia, scuole paritarie e CUR. Il 21 aprile l’assessore Garbo ha risposto: “Non vi preoccupate, quando ci sarà l’avanzo, sarà destinato all’Accademia”.
E mi ricordo bene che molti Consiglieri qui di fronte perché questi Consiglieri non hanno votato il Bilancio del Comune, hanno votato contro, ma i Consiglieri, che hanno votato a favore, a quei Consiglieri in Consigli e in Consiglio è stato detto che poi i soldi sarebbero stati trovati.
Non è che loro non volessero un contributo all’Accademia e dalle parole dell’assessore Garbo capisco che anche l’Assessore è intenzionato a dare questo contributo, però il 21 aprile, quando ha fatto questa dichiarazione, Assessore, era già stata protocollata in Comune dal 7 aprile la famosa diffida del Lodo Baldetti, dell’ulteriore Lodo Baldetti, che è una cosa colossale, ma non possiamo in pochi mesi risolvere quella perché, per gli importi di quella, non è che salta l’Accademia, salta il Comune. È chiaro?
Quindi non è possibile che voi anteponiate una questione all’altra. Ci troviamo di fronte a delle richieste grandissime, in alcuni casi assurde, in altri purtroppo con delle basi, il precedente Consiglio comunale ha mandato delle carte alla Procura della Repubblica e alla Procura della Corte dei Conti, la causa va avanti, va avanti in appello a Venezia dove sarà discussa a febbraio, ma non possiamo aspettare che si concluda giuridicamente questa cosa.
Io capisco tutta la prudenza del caso, ma anche qui siamo di fronte a un altro contratto da rispettare. Pag. 44 di Ben venga che finalmente ci sia una modifica al contratto.
Però stiamo molto attenti a dire: “Pagherò quando ci sarà una soluzione per la Baldetti” perché diventa un “Aspettando Godot” che non finirà mai. Quindi ribadisco l’importanza dell’Accademia non è in discussione in questo momento, la trasparenza, oltre a gradirla per l’Accademia, la gradirei anche per tutte le altre partecipate del Comune e per tutte le spese, che vengono fatte, che molto spesso lasciano veramente a bocca aperta, grazie. Pag.
45 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Menon. La parola all’assessore Donzelli.
DONZELLI ANDREA · AssessoreLeggi intervento
Grazie, Presidente. Concedetemi di stare seduto, non per mancanza di rispetto, ma per potermi destreggiare intorno alle note che mi sono segnato di questo intervento.
Innanzitutto, come sintesi, vorrei dire che, e rassicurare con questo anche il Presidente Zerbinatti, che l’Accademia dei Concordi è ritenuta da tutti i cittadini di Rovigo perché qui c’è rappresentata democraticamente tutta la cittadinanza di Rovigo, quindi da eludere repentinamente qualsiasi idea di contrasto e di cercare degli orpelli che ostacolino la ricerca di una soluzione.
Dal mio insediamento ho affrontato in maniera amministrativa il problema della Accademia dei Concordi che, come ho citato diversi Consiglieri, è un problema che affligge da decenni questa città. Troppo spesso secondo me vissuto in termini di contrasto frontale, che ha eluso le possibilità, le soluzioni di modifica a un legato di due secoli fa e una convenzione di un secolo fa, dello scorso secolo.
Dal punto di vista amministrativo per cui la prima cosa che ho dovuto e voluto fare è fare un’analisi amministrativa della situazione, chi è l’Accademia, cosa è, cosa non è, che cosa ha in mano.
L’Accademia dei Concordi è un organismo complesso, che fa diverse attività, tra queste ce n’è una che ci accomuna con il Comune di Rovigo che è la gestione in comproprietà di alcuni beni, alcuni beni che sono dei quadri e questi archiviamoli perché qualche anno fa il Comune di Rovigo insieme alla Fondazione Cariparo e all’Accademia dei Concordi, come ha ricordato il Presidente Zerbinatti, ha concluso una ristrutturazione di Palazzo Roverella che accoglie questi beni, questi beni, i quadri della pinacoteca di Rovigo sono stati catalogati dalla Fondazione Cariparo per averne una stima perché li ha assicurati per la prima volta, credo nella loro storia fino al giorno prima, se questi venivano rubati o subivano un danno sarebbe stato un ulteriore tracollo.
Passiamo al secondo argomento che ci accomuna, che è quello del lascito librario dell’Abate Gnocchi che, nel 1800 e passa, era costituito di un determinato numero di volumi, posso ricordare male ma mi sembra trentamila originariamente, poi implementato fino a 300.000.
Abbiamo lo scorso anno finalmente avuto anche l’inventario di questi beni, ci manca ancora la stima, quindi non sappiamo il reale valore economico del bene patrimoniale che condividiamo con l’Accademia dei Concordi, ma su questo ci dobbiamo lavorare e si è insediato un nuovo Consiglio di Amministrazione con dei nuovi membri nominati dal Comune di Rovigo.
Devo dire che con il passato Consiglio di Amministrazione le relazioni non sono state felici perché noi abbiamo cercato di fare capire ai nostri rappresentanti che il Comune di Rovigo è assoggettato a delle regole della Pubblica Amministrazione, come tale, i nostri rappresentanti nelle società che in qualche maniera condividono un contributo economico del Comune di Rovigo devono seguire le stesse regole del Comune.
Questo, e do anche una risposta, è il motivo per cui il Presidente Zerbinatti cita un mio energico intervento, no, non è un energico intervento, all’insediamento del Consiglio di Amministrazione, del nuovo Consiglio di Amministrazione del mese di gennaio, insieme al qui presente architetto Gulli e insieme agli altri tre membri, ho preferito accompagnarli anche per sollevarli dall’imbarazzo e cercare di spiegare una cosa che non è ancora stata compresa, ovvero i nostri rappresentanti non possono in una sede dell’Accademia dei Concordi deliberare in favore di un bilancio di previsione che prevede un contributo di 200.000 euro se prima non è il Consiglio comunale che si è espresso.
Quindi finché il Consiglio comunale non si esprime a favore di qualsiasi cifra, nessun rappresentante può dire: “Il Comune di Rovigo vi darà un euro, dieci euro, mille euro”, questo vale per tutte le società dove abbiamo dei nostri rappresentanti, vedi CUR e vedi le altre. Quindi il mio energico intervento, Presidente, era semplicemente un cercare di fare capire a voi che il mandato ai nostri rappresentanti purtroppo doveva seguire delle determinate regole ineludibili, Pag. 46 di ancora oggi che valgono.
Le regole ineludibili sono anche delle recenti disposizioni di legge, ben più moderne di citazioni che vengono fatte nella sua relazione con riferimenti a decreti legge del 2000, in questo senso deve essere letto l’intervento del nostro Segretario Generale, la situazione ritengo che sia piuttosto caotica e il nuovo Consiglio di Amministrazione non è vero che non lavora, sta lavorando molto intensamente, gratuitamente proprio per offrire delle soluzioni su cui ci siamo impegnati anche con il Presidente Zerbinatti e di fronte alle rappresentanze sindacali a fare delle proposte operative, che siano coerenti con l’attuale normativa per un rinnovo di una convenzione che metta al centro questo patrimonio che condividiamo perché possa essere conservato, manutenuto, sviluppato e anche reso fruibile.
L’Accademia dei Concordi, dicevo, gestisce un servizio, in primis, però, il legato Gnocchi ha dato all’Accademia dei Concordi e al Comune di Rovigo un obbligo: conservate questi beni e, se voi accettate di ricevere questi beni, vi impegnate a conservarli e a custodirli bene.
Ora, è ovvio che, come conseguenza si può pensare: “Beh, se ho tremila libri, li metterò anche a disposizione della comunità”, però, e qui rispondo ad altre richieste, non abbiamo trovato nessun documento che attesti una convenzione, attuata da un Consiglio comunale di Rovigo che dice: “Sì, Accademia, tu devi fare il servizio bibliotecario in nome e per conto del Comune”.
Di fatto, però questo è sempre stato fatto e uno dei lavori su cui stanno indagando i nostri rappresentanti del Consiglio di Amministrazione è proprio quello di capire se, secondo la normativa vigente, avendo svolto sostanzialmente, di fatto, per molti anni questo servizio, non dia all’Accademia dei Concordi anche una prerogativa di fornitore di servizio bibliotecario comunale, questo è uno degli aspetti su cui dobbiamo valutare.
Devo precisare che, oltre il fatto che in Consiglio di Amministrazione c’è un architetto, c’è un commercialista, ci sono due Avvocati e che abbiamo anche ulteriori pareri che offrono anche un panorama di scelte più vasto di quello rappresentato oggi dal Presidente Zerbinatti.
In sintesi, una delle possibilità, non l’unica, ma una delle possibilità che si può prefigurare è che venga proposto in questo Consiglio comunale che l’Accademia dei Concordi diventi il servizio bibliotecario comunale, è chiaro che però non può essere assolutamente fatto in quello che è l’attuale rapporto e l’attuale convenzione tra Comune e Accademia dei Concordi.
Bisogna appellarsi alle normative vigenti, bisogna assolutamente costituire un Consiglio di Amministrazione che non è quello che guarda i conti, non è un Consiglio contabile, ma è un Consiglio di indirizzo. Mi spiego, se domani qualcuno decide di regalare un milione di libri all’Accademia dei Concordi e questi li recepisce, va bene, è gratis ma dal giorno dopo un milione di libri bisogna custodirli, conservarli, gestirli. Le sette persone, oggi impiegate, non basterebbero più.
Questo è un semplice esempio. Bisogna che condividiamo queste scelte, non possono cadere dall’alto senza considerare gli aspetti di bilancio, in questo caso si cita anche il DUP, il Documento Unico di Programmazione, quindi un bilancio non sull’immediato ma a cascata sugli anni successivi, quale può essere l’incidenza e l’impegno del Comune di Rovigo.
Detto questo, credo che sia stato molto bene correttamente onestamente rappresentato qual è l’impegno verso la biblioteca, che è un servizio pubblico essenziale, così come lo è il teatro, definito dalla legge, una legge che si innesta su quello che è un obbligo della Costituzione di promuovere la cultura, che è il nostro Comune, come tutti gli enti devono attuare e spero che non sia un semplice dovere vissuto come un obbligo, ma sia un dovere sentito da parte di tutti i cittadini, dicevo che questo servizio bibliotecario in altri Comuni costa ben di più.
È chiaro, è chiarissimo a tutti che noi siamo veramente fortunati ad avere l’Accademia dei Concordi a Rovigo, in primis perché appunto ci permette una gestione... ha un costo molto più basso che altrove, ma da non dimenticare il valore intrinseco che ha una istituzione centenaria che raramente si riscontra penso nel territorio italiano, quindi è veramente un punto di partenza di un rilancio culturale che deve avere questa città, ma deve essere riportato in quella che è la normativa vigente.
Onestamente non ho capito la domanda del consigliere Rosito riguardo la Fondazione Rovigo Cultura, anche se forse, unendola alla considerazione del consigliere Vernelli sul suggerimento di allora, ci riporta alla base di alcune riflessioni, che sono già state fatte quando abbiamo, anche in Pag. 47 di questa sede, ricordato come una fondazione di diritto pubblico, anche se partecipata, ha sicuramente delle snellezze che la Pubblica Amministrazione fatica ad avere.
Però mi riserverò eventualmente di rispondere in separata sede anche perché vorrei considerare questo incontro tra il Presidente Zerbinatti, il Consiglio di Amministrazione e il Consiglio comunale non il punto finale di una relazione ma l’inizio di un cammino di rinascita di un rapporto propositivo e positivo tra il Comune, la città e l’Accademia dei Concordi per cui non preoccupatevi vi tedierò molto spesso per chiedervi un parere sulla direzione che stiamo prendendo.
E questo credo che sia un po’ come abbiamo fatto con la Fondazione Rovigo Cultura veramente un impegno che non deve vedere maggioranza e minoranza ma la città unita in una decisione. Credo, con questo, di avere risposto a tutti i punti che mi sono segnato, però se per caso qualcuno non si ritiene soddisfatto perché ho eluso qualche domanda, me lo faccia notare che risponderò immediatamente. Pag.
48 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, Assessore. La parola finale ai nostri ospiti, ma penso che, per tutti, concluda il Presidente Zerbinatti a cui cedo la parola.
ZERBINATTI ENRICO · Presidente dell’Accademia dei Concordi di RovigoLeggi intervento
Grazie, Presidente. Ringrazio l’Assessore alla Cultura per le precisazioni che ha fatto sulle quali, in parte, sono d’accordo, in altre non sono d’accordo, ma non sto qui ad entrare nel merito, però colgo lo spirito che ha sostenuto, soprattutto nella parte finale l’Assessore. Cioè, ci dobbiamo incontrare veramente per cogliere punti ed aspetti sui quali possiamo e dobbiamo collaborare.
Questa mi pare che sia la cosa fondamentale. Ringrazio tutti quanti per le domande, per le sollecitazioni che mi avete fatto, ringrazio tutti voi, Consiglieri, e mi auguro che si possa, nel frattempo, nei prossimi mesi, collaborare continuamente affinché ci sia una fruttuosa collaborazione tra noi e anche il Consiglio comunale. Pag.
49 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, professor Zerbinatti, grazie professor Santato, grazie al dottor Bordon e all’architetto Gulli e a presto. Grazie. Passiamo al punto numero 2 all’ordine del giorno.
Pag. 50 di
ASM Onoranze Funebri S.r.l. - Alienazione quota detenuta tramite ASM Rovigo S.p.A. previa relativa modifica statutaria”
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
La parola all’assessore Garbo. Entra il dirigente alle partecipate, dottor Cavaliere, che ringrazio per la presenza, e il funzionario sempre alle partecipate, dottoressa Monica Righini, che ringrazio per la presenza e sono ovviamente a nostra disposizione poi per rispondere ad eventuali richieste di chiarimenti. Anticipo che, come avrete visto nella documentazione pervenuta, su questo punto è stato presentato dal signor Sindaco, nei tempi previsti, un emendamento, che ha una valenza molto tecnica.
So che cede magari volentieri la possibilità di illustrarlo, la procedura è la solita, illustrazione del punto, discussione generale, chiusa la discussione generale, viene illustrato l’emendamento fino alla chiusura dell’iter sull’emendamento, quindi discussione, la eventuale dichiarazione di voto contraria, votazione dell’emendamento e poi si ritorna al provvedimento generale.
GARBO SUSANNA · AssessoreLeggi intervento
Grazie, Presidente. ASM Onoranze Funebri è posseduta da ASM Rovigo S.p.A. per il 90% e dal socio privato Lorandi per il restante 10%. La partecipazione, seppure indiretta, da parte del Comune in una società di onoranze funebri non è più detenibile ai sensi e per gli effetti della legge Madia.
Quindi, poiché tra le attività istituzionali non sembra rientrare appunto lo svolgimento di attività di pompe funebri, poiché comunque nell’atto del gennaio 2015 in cui il Sindaco elaborava un progetto ed una struttura lavorativa per rivedere le società partecipate e la loro funzionalità all’interno dell’organigramma, in questa sede andiamo a vedere e a valutare le variazioni necessarie allo Statuto della società, sia per adeguamento alla legge Madia sia per renderlo funzionale affinché sia possibile provvedere nel tempo massimo, che viene individuato all’interno della delibera, di un anno alla volta di questa partecipazione.
Facciamo presente che la società, dopo due anni di consistenti perdite, a dicembre 2016 chiude con un utile di 30.400 euro circa, ci sono dodici dipendenti e un amministratore unico, c’è un revisore unico, il vigente patto parasociale non impedisce il trasferimento di quote, fatto salvo il diritto di prelazione, e l’intenzione di provvedere in seguito alla alienazione della partecipazione non può che avvenire attraverso un bando pubblico.
Dicevo che diventano necessarie le modifiche statutarie, che vanno ad abrogare e a rivedere, in seguito all’abrogazione tutta una serie di commi ed articoli all’interno dello Statuto vigente per arrivare al procedimento di alienazione. Faccio un esempio, l’articolo 6 dice che ASM Rovigo S.p.A. deve possedere almeno il 60% del capitale sociale, ovviamente questo inciso deve essere abrogato per poter rendere possibile l’operazione di vendita.
Un altro esempio, riferibile all’articolo 8, comma 2, dove si dice che le quote sono liberamente trasferibili per atto tra vivi nei limiti di cui al comma 3 dell’articolo 6, esattamente quello che abbiamo detto che è necessario abrogare, quindi anche questo successivo comma viene abrogato. In sede di Commissione consiliare erano presenti quattro Consiglieri, tre hanno votato favorevolmente e uno si è astenuto, il consigliere Milan. Pag.
52 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, assessore Garbo. Ha riportato anche quello che è stato il voto della Commissione. È aperta la discussione generale sul punto numero 2 all’ordine del giorno.
Chi chiede di intervenire? La parola al consigliere Ruggero.
RUGGERO RICCARDO · Consigliere Lega NordLeggi intervento
Grazie, Presidente. Sono contento che siamo arrivati a questo punto, mi ricordo la prima volta che è venuto l’ex amministratore unico di ASM Onoranze Funebri, che avevo sottolineato come questo genere di società non avesse più senso che fosse in mano al Comune, viste le perdite, quando va male, ci sono 60.000 euro di perdita, come è successo negli ultimi due anni.
Quando va bene, guadagniamo qualcosina, ma comunque è un servizio che una volta serviva anche a calmierare i prezzi, ma al momento da ciò che avevo visto i prezzi erano ormai in linea con la concorrenza, quindi è una ditta che è giusto alienare e spero che ce la faremo a portare a termine il risultato. Grazie. Pag.
53 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Ruggero. La parola al consigliere Gennaro.
GENNARO FRANCESCO · Consigliere Movimento Cinque StelleLeggi intervento
Grazie, Presidente. Mi ricordo quando è stato istituito questo tipo di azienda all’interno del Comune, le finalità che aveva, che erano appunto quelle di calmierare un mercato che è composto da ditte private spesso abbastanza aggressive nei confronti dell’utenza, io che lavoro in ospedale ve lo posso confermare e quindi veniva associato il discorso delle onoranze funebri ad altri tipi di impegni di tipo cimiteriale ed altro che comunque attengono comunque come obbligo che il Comune deve svolgere e deve fare.
Condividevo allora questa impostazione e penso di condividerla ancora, quindi io sono contrario al concetto di alienare un ramo di azienda che non necessariamente deve essere in perdita, è chiaro, secondo me, se è in perdita o aveva delle perdite negli anni scorsi, probabilmente è dovuto a un tipo di gestione. Bisognerebbe andare a guardare bene come sono gestite le cose e renderle più efficienti perché non esiste che questo tipo di mercato lavori in perdita.
Quindi se è in perdita, vuol dire che qualcuno non ha fatto il suo dovere. In ogni caso, la differenza nella gestione di servizi pubblici tra la gestione diretta di un privato e la gestione pubblica, al di là dell’efficienza, è che comunque non c’è la parola profitto dietro alla gestione del pubblico, che dovrebbe garantire le tariffe più bassi e servizi decorosi anche per chi non ha la possibilità economica di poter accedere a tutti i servizi.
Quindi, restando comunque l’obbligo che ha il Comune di garantire comunque a certe persone lo svolgimento di una funzione di un funerale in modo dignitoso, io penso che efficientando e controllando e vedo che questa Amministrazione, mettendo gli occhi sulla azienda, è riuscita ad evitare che ci fossero delle perdite e chiude anche con un utile, vuol dire che, standoci attenti, le cose possono funzionare. Non è che un ramo che, per forza, deve essere passivo.
Può benissimo lavorare senza uno scopo di lucro, fa lavorare delle persone, mantiene un servizio alla città alternativo, garantisce un servizio che è comunque sempre necessario e quindi io esprimo una contrarietà a meno che non abbia capito male dall’introduzione, che ha fatto l’assessore Garbo, non ho capito bene, se mi può spiegare, è un obbligo della legge Madia che questa cosa non può stare in piedi o è un adeguamento che, con una certa pigrizia mentale, facciamo per praticità? Pag. 54 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Gennaro, per la domanda perché dà la possibilità all’assessore Garbo, cui do la parola, di fare un chiarimento in proposito. La parola all’assessore Garbo.
GARBO SUSANNA · AssessoreLeggi intervento
Secondo il decreto Madia la partecipazione non è più detenibile perché non è più coerente con le finalità del socio pubblico che è un socio indiretto. Quindi, non possiamo più detenerla. Primo.
Secondo: non è un servizio pubblico. Terzo, l’azienda non viene chiusa, si mettono in vendita le quote di partecipazione, quindi l’azienda e il personale connesso non risentono del fatto che cambi la proprietà, semplicemente non viene più detenuta dal Comune.
Quarto: secondo i dati che l’amministratore unico mi ha fornito, che vedo in fondo, saluto e ringrazio, eventualmente se sono in ulteriore difficoltà chiedo il suo supporto, nel primo semestre 2017 sono stati svolti 176 servizi, tra Rovigo e Villadose perché sappiamo che abbiamo anche una sede a Villadose e di questi solo 6, per fortuna, perché vuol dire che comunque altre persone non ne hanno avuto bisogno, sono stati funerali sociali.
Quindi è il caso di sottolineare e di vedere comunque che il servizio dei funerali sociali non va ad impattare in così grande numero su quello che è il lavoro svolto dalla società. Pag. 55 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, assessore Garbo. Saluto anche io l’amministratore unico, dottoressa Drago che, tra l’altro, lo chiarisco per tutti i Consiglieri, aveva dato la disponibilità a venire in Commissione, poi dopo c’è stato uno spostamento e, per un equivoco non dovuto alla sua persona, ripeto, ad una mancata comunicazione non ha potuto essere presente alla Commissione, che poi effettivamente ha trattato il punto.
Giustamente il Segretario mi faceva presente, prima di andare avanti nel dibattito, non l’ho fatto all’inizio perché era una fase solo discorsiva di provvedere alla indicazione degli scrutatori perché in qualsiasi momento ci può essere una mozione d’ordine o quant’altro durante la discussione, quindi come al solito chiedo volontari? Ruggero, Mella, Rossini. Dopo questa precisazione, la parola al consigliere Vernelli.
VERNELLI IVALDO · Consigliere Movimento Cinque StelleLeggi intervento
Grazie, Presidente. È strano citare una bibliografia in un intervento del Consiglio comunale, però devo farlo. Ci sono delle pubblicazioni a cura del professor Mauro Parducci: “La Polizia mortuaria, compiti e attività del Comune” per esempio, che tenderebbero a dimostrare che è un servizio pubblico quello legato al trasporto funebre e ai servizi connessi alle funzioni sociali delle attività legate alle onoranze funebri.
Se così non fosse, io mi chiedo che servizio pubblico è la gestione dei parcheggi? È più un servizio pubblico la gestione di un funerale oppure la gestione commerciale dei parcheggi? Quindi la mia domanda, che faccio all’Assessore, è: perché non si è pensato a un’alternativa?
Come è stato fatto per la società che gestiva i parcheggi, perché non pensare più che ad una cessione a una perquisizione in toto della società e a un inserimento all’interno di ASM, la ASM in quanto tale sia per volumi di fatturato sia per complessità delle attività svolge una funzione pubblica indiscutibile. Quindi c’era un’alternativa rispetto a quella che stiamo oggi per valutare in questo Consiglio comunale.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Vernelli. La parola al consigliere Rosito.
ROSITO ALBA MARIA · Consigliere Presenza CristianaLeggi intervento
Grazie, Presidente. Per fortuna i funerali sociali sono stati pochi, però volevo chiedere dopo l’alienazione ci sarà qualche indicazione nella gara, che viene fatta per l’aggiudicazione od altro, per tutelare chi ha bisogno dal punto di vista sociale? Oppure per tutelare il Comune che comunque deve pagare per chi non è in grado di pagare?
Cioè, come si pensa di regolare questo aspetto qua. Grazie.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Rosito. La parola al consigliere Chendi.
CHENDI NELLO · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento
Grazie, Presidente. Il dilemma: è un servizio pubblico oppure no, credo che questa sia una domanda che difficilmente riusciamo a sciogliere qua perché bisogna andare indietro un po’... forse in questi ultimi anni meno, ma molti anni fa purtroppo sul mercato delle salme, bisogna chiamarlo così, cioè sulla corsa da parte di alcuni operatori ospedalieri, allora, a comunicare alla ditta o alle ditte che c’era un defunto e quindi la corsa nelle case era diventata una cosa abbastanza scandalosa, molti anni fa.
Qualcuno fu sospeso dal servizio a livello ospedaliero, del vecchio ospedale e su questo preciso problema era Pag. 56 di nata poi l’esigenza della pubblicizzazione di questo tipo di servizio. Cioè calmierare il mercato, evitare che ci fosse del monopolio da parte di qualche ditta non solo per i prezzi, ma anche per cercare di frenare questa corsa al defunto purtroppo.
Quindi adesso liquidare il problema: “Non è un servizio pubblico”, non è vero.
Tutti i servizi possono essere definiti non pubblici, comunque sia, siccome questo fa parte di una questione che rientra semmai nelle tematiche dell’ASM, invece di sfogliare le foglie della margherita, sarebbe importante che si vedesse un progetto di insieme per cui, se c’è da fare una privatizzazione, di fatto, come è questa proposta, una privatizzazione dei servizi che tuttora sono classificati pubblici ma che possono diventare privati, o c’è una visione d’insieme, un progetto generale di tutti i servizi che l’ASM in prima persona gestisce e che possono essere avviati ad una privatizzazione, compreso eventualmente questo, è inutile che li vediamo uno alla volta, siccome c’è il decreto Madia, allora liquidiamo il tutto che non è un servizio pubblico e così purtroppo non è, non è vero oppure dobbiamo aprire un dibattito serio su cos’è servizio pubblico o no e liquidare la questione: “Liberiamoci di questo qua perché è diventato un fardello”, non è un fardello purtroppo, ahimè, personalmente mi sono avvalso delle onoranze funebri pubbliche e non di quelle private per i miei defunti di casa, in questi ultimi anni, quindi ho avuto più di qualche occasione e non è una scelta politica, per me era un riferimento, cioè un servizio che considero pubblico e l’ho utilizzato, meglio che altri.
Se lo eliminiamo perché è diventato un fardello, ci sia una motivazione perché ha già richiamato un Consigliere prima di me: se si mettono a posto i conti, e sono stati messi a posto, e si gestisce con un po’ di oculatezza meglio che non come è successo qualche anno fa quando alcuni dipendenti avevano organizzato un qualcosa di poco nobile all’interno della struttura, era un servizio davvero importante, quindi non un qualcosa da liquidare come ormai superfluo e superato o non necessario.
Quindi una riflessione credo fosse stata opportuna e necessaria rispetto a questo settore e comunque da inserire in un quadro complessivo di cosa farà l’ASM di tutti i propri servizi che, fino a prova contraria, sono pubblici in quanto di fatto proprietà del Comune.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Chendi. La parola al consigliere Mella.
MELLA SILVANO · Consigliere Presenza CristianaLeggi intervento
Grazie, Presidente. Noi siamo favorevoli alle alienazioni di rami d’azienda che non sono economici non solo perché ce lo dice la legge Madia, ma anche perché non sono economicamente sostenibili.
Bisogna distinguere tra quelli che sono servizi di diritto pubblico, che hanno un ruolo fondamentale per gli scopi e le finalità che vanno a sostenere, che il pubblico si impegna a gestire in modo più equilibrato per non favorire ingiustizie e quelli che sono servizi di pubblica utilità che può fare qualunque organizzazione lavorativa che rispetta i patti che vengono assegnati.
Quanti non sono oggi nella Pubblica Amministrazione i servizi che ci danno esterni, anche un’istituzione pubblica, perché li svolgano bene e magari anche a costi economici più sostenibili, questo rende ebbi nelle amministrazioni complesse anche di sostenere economicamente l’Amministrazione.
Quindi ben venga solo questa alienazione, che è la più facile e anche diseconomica, ma anche altre dove il ruolo del Comune non è così importante e che per noi rappresenta una fonte di risorse molto importanti per poter gestire meglio le risposte da dare ad altri bisogni fondamentali che il nostro Comune ha da assolvere.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
ROMEO NADIA · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento
Grazie, Presidente. Mi scuso per il ritardo ma ho avuto problemi di lavoro. Io sono sicuramente, senza se e senza ma, perché i carrozzoni, gli enti utili, i Consigli di Amministrazione e gli amministratori vengano rimossi, ho fatto anche una campagna elettorale indicando esattamente quali secondo me erano gli enti da eliminare.
Mi trovo veramente in imbarazzo però a pensare che questo sia il problema di Rovigo, sia l’unico ente utile che c’è a Rovigo, guarda caso, questo, dopo che tra l’altro è stato risanato.
Francamente faccio fatica a capire la ratio e anche l’interpretazione, se il Sindaco fosse venuto qui con una proposta o la Giunta fosse venuta qui con una proposta rispetto a tutti gli enti, che abbiamo, che questa Amministrazione comunale ha, non mi interessa che siano gestiti da destra o da sinistra, non me ne frega proprio nulla, quindi anticipo quello che potrebbe essere una boutade di qualcuno, non mi interessa da chi sono gestiti, però il problema è: riusciamo veramente ad eliminare dei carrozzoni e invece manteniamo, anche se in termini di pareggio quelli che possono essere dei servizi che, invece, hanno un ritorno sulla collettività?
Anche se piccolo, ma comunque è un ritorno perché questa Amministrazione sta tagliando di fatto tutto, niente è una priorità, niente più è un servizio indispensabile, l’altra volta ci hanno spiegato che il nuoto disabili non lo è, un’altra volta ci hanno spiegato che non è un altro servizio sociale perché si va solo a priorità. Beh, io ritengo che francamente questo sia un servizio pubblico e che, prima di eliminarlo, semmai forse ce ne sono degli altri che vengono prima.
Allora o venite con un progetto e su questo, ripeto, ci confrontiamo, perché ripeto io non sono contraria alla razionalizzazione degli enti, oppure se venite qui a spizzichi e bocconi, senza neanche spiegarci le ragioni, solo per una mera interpretazione sa un servizio che, ripeto, è stato risanato e comunque è un punto di riferimento ed è un servizio secondo me per la collettività e soprattutto per le persone, che hanno un disagio perché è un punto di riferimento, io francamente non ci sto, pur essendo favorevole eventualmente a privatizzare enti o a chiudere enti che non valgono nulla.
Non sono contraria, anzi, sono assolutamente favorevole ma con un piano preciso e non iniziando sempre dalle fasce più deboli, quindi proprio per questo sono contraria a questo tipo di provvedimento.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Romeo. La parola al consigliere Businaro.
BUSINARO GIORGIA · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento
Grazie, Presidente. Anch’io ho delle serie perplessità sul concetto di servizio pubblico, nella delibera viene riportata una tabella con le funzioni fondamentali del servizio pubblico dei Comuni come riportato nel TUEL. Ai punti m) e p) vengono citati “altri servizi pubblici locali” e “altre funzioni indirette”, se fosse possibile avere una specifica su questi due punti, potrebbe essere utile.
Inoltre, questa società serve, ha servito le fasce di utenza più deboli del Comune, capisco che forse il numero dei funerali sociali ha inciso poco sul numero totale dei funerali ma quei funerali comunque devono essere... cioè, quelle persone in quelle condizioni comunque devono essere tutelate e comunque deve essere un nostro impegno quello di tentare di dare un servizio decoroso anche a chi non se lo può permettere, quindi questa società svolge secondo me una funzione importantissima per il nostro territorio.
Oltre a questo, c’è il nodo dei dipendenti. Quali tutele hanno questi dipendenti in caso di cessione di questa azienda? Possiamo garantire il posto di lavoro?
Chiedo, è una domanda. Possiamo garantire a questi dodici dipendenti la continuazione del rapporto lavorativo? Un’altra domanda, che faccio all’Assessore o al Responsabile del procedimento, si dice che è in corso di approvazione... il testo, mi pare di capire, è del 22 giugno, si dice al terzo punto che è in Pag.
58 di corso di approvazione e pubblicazione il Decreto Legislativo correttivo del TUSP, a me risulta sia entrato in vigore il 27 giugno, il Decreto Legislativo 100 del 2017 che ha ampliato, mi pare di avere capito, ma forse potete correggermi, le funzioni che vengono definite pubbliche, per cui chiedo anche chiarimenti su questo, e chiedo se è vero che, in base al Decreto Legislativo 175/2016 è indispensabile, entro il 30 di settembre, presentare una ricognizione completa di tutte le partecipazioni societarie dell’Ente Pubblico, comprensive di criteri e di eventuali modalità di cessione.
Mi risulta che questa ricognizione debba essere approvata anche dalla Corte dei Conti. Quindi chiedo se il passaggio è stato fatto, se questa ricognizione è stata effettivamente portata a termine, se è stata trasmessa. Al quarto punto, visto appunto che era in corso di approvazione una modifica al Decreto Legislativo del TUSP, mi chiedo per quale motivo al quarto punto viene scritto: “Nel frattempo si ritiene di sottoporre”, ma perché non possiamo aspettare un testo adeguato all’ultima normativa approvata?
Qui c’è scritto: “Nel frattempo si ritiene”, io ritengo che nel frattempo sia meglio aspettare la legislazioni più aggiornata. Al di là di questo, ritengo che la società, come diceva il consigliere Romeo, svolga un servizio essenziale e non sia di certo questa da cui deve partire il processo di riorganizzazione delle partecipate del Comune di Rovigo.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Businaro. Ci sono altri interventi? La parola al consigliere Menon.
MENON SILVIA · Consigliere Lista Civica Silvia Menon SindacoLeggi intervento
Grazie, Presidente. Vorrei riagganciarmi proprio a quest’ultimo punto di cui parlava il consigliere Businaro. Nelle premesse della delibera c’è proprio scritto che è in corso un aggiornamento del precedente piano operativo di razionalizzazione e che si stanno per approvare effettivamente i termini.
Per cui mi chiedo per quale motivo arriva adesso la delibera di vendita, prima di avere il piano. Non sarebbe più logico che abbiamo questo aggiornamento del piano di razionalizzazione e, subito dopo, facciamo la delibera?
Chiesto questo a chiarimento, anche per vedere un insieme di quello che è il piano politico di tutte le partecipazioni in capo al Comune, seconda cosa, io quando si è discusso di ASM Onoranze Funebri, ho ben definito la questione: potrebbe essere un servizio pubblico se chiedessimo la dichiarazione dei redditi a chi viene a fare un funerale e lo facessimo pagare in base alla sua dichiarazione dei redditi.
Ma purtroppo a parte i nullatenenti il miliardario o chi ha un reddito di ventimila euro, il funerale lo paga uguale. Per cui devo essere sincera, mi trovo in contrasto con il resto dell’opposizione perché anche secondo me questa azienda non è strategica per il Comune di Rovigo, ma quello che non mi trova concorde con questa delibera sono proprio le tempistiche e le modalità con cui avviene questo indirizzo di vendita.
Ricordo che il piano industriale di ASM S.p.A. non è stato votato da questo Comune, non è stato votato da questi Consiglieri, è stato votato dall’assemblea soci, che è il Sindaco, solo. Ora, si chiede a noi un indirizzo con citati quattro risultati di Bilancio, tra l’altro tutti Bilanci degli ultimi anni in cui era già socia la Lorandi. Perché vi dico questo?
Perché anche l’altra volta mi ero soffermata sul fatto che avere il socio che ci fornisce i feretri potrebbe anche influenzare i risultati. Infatti, avendo dei costi d’acquisto, magari dico io, per ipotesi, leggermente più elevati, l’utile si abbassa. Quindi sarebbe stato gradito vedere i risultati dell’azienda, prima che il socio Lorandi entrasse, quelli erano i risultati che a me interessavano, e penso vadano ad interessare chi si occuperà di valutare il prezzo di questa società, non certo questi quattro dati.
Pag. 59 di Quindi, avrei gradito un’istruttoria un po’ più approfondita su quello che era la società prima dell’ingresso del socio Lorandi e non nascondo il fatto che adesso il socio Lorandi sia entrato e adesso abbia il diritto di prelazione, taglia le gambe ad altri potenziali acquirenti. Se questa società viene venduta con bando pubblico con una perizia che la stima, faccio per dire, in 250.000 euro, a parità di offerta, sarà preferito Lorandi.
Questo va, diciamo così, a scoraggiare potenziali eventuali altri acquirenti e quindi ad evitare che ci sia quella gara che va a portare un ottimo affare per il Comune. È ben diverso se detenessimo tutto il cento per cento, però è anche vero che non possiamo acquisire per legge quell’altro 10% perché non lo possiamo più acquisire per il decreto Madia.
A questo punto voglio anche chiedere all’Assessore perché c’è scritto che “il processo deve concludersi entro un anno dalla assunzione del presente atto”, cosa succede se entro un anno non si è concluso o comunque si va a bando in una maniera talmente repentina o avete già pronta la perizia, mi spieghi lei, perché c’è un desiderio di correre troppo elevato.
E non riesco a capirne il motivo visto che le cose è giusto, è vero, sono così, può non essere strategica, però ci sono altri metodi e dico io: il primo e necessario atto deve essere quell’aggiornamento del piano di razionalizzazione previsto per tutte le partecipate perché, visto l’elenco che c’è qui dei servizi pubblici, ci sono una marea di partecipate che seguiranno la stessa sorte. E vogliamo capire politicamente qual è la visione del Comune. Grazie.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Menon. La parola per l’ultimo intervento al consigliere Rossini. E poi seguiranno alcune risposte tecniche e poi l’Assessore.
ROSSINI ANTONIO · Consigliere Lista TosiLeggi intervento
Grazie, Presidente. Buonasera a tutti. Ci sono due questioni che secondo me andrebbero esaminate meglio in questo Consiglio comunale prima di approvare la delibera.
La prima, la collega Giorgio Businaro ha rilevato qui una incongruità nella tempistica di quello che c’è scritto, perché parliamo di una delibera del 22 giugno, però il 27 giugno c’è stata la pubblicazione del Decreto Legislativo TULP. Pertanto, bisognerebbe capire se questo decreto, nel dare il nuovo termine, ha dato anche, nel piano globale di direzione ed azione, ha dato anche dei nuovi criteri di cui tenere conto. Questa è la domanda che pongo perché non lo conosco.
Secondo, è quello di capire se rientra o no nella legge Madia quello che è oggetto di discussione perché, se la legge Madia prevede che il servizio di onoranze funebri non sia un servizio necessario per le proprie finalità istituzionali, è chiaro che automaticamente non c’è niente da discutere, va applicato ipso facto e quindi non andrebbe nemmeno discussa la cosa perché sarebbe una mera applicazione della legge.
Però bisogna capire cosa vuol dire “servizio fondamentale, servizio pubblico”, poi leggendo la delibera, trovo che le pompe funebri sono in una collocazione nell’ottica finale del servizio pubblico cimiteriale. Quindi, voglio dire, viene individuato nella delibera come un segmento del servizio pubblico cimiteriale le pompe funebri. Ma allora sono o non sono un servizio pubblico cimiteriale essenziale o no?
Perché, da come è scritto qui, sembrerebbe che lo sia, perché viene attestato.
Un altro punto è il fatto che è vero che ASM ha ritenuto non strategica nella propria azienda le onoranze funebri, però il punto non è se è giusto o no se sia strategica, il punto è capire se è essenziale o no dare questo servizio alla nostra comunità, quindi bisogna fare un passo indietro su questo e capire se effettivamente o meno un’azienda pubblica possa contribuire, invece, calmierare i prezzi perché le imprese di onoranze funebri sono poche, non è un’attività diffusa e organizzarsi e fare un cartello non è che ci voglia tanto.
Pag. 60 di Quindi secondo me non è che il prezzo che faceva le Onoranze Funebri sia in linea con quello delle altre, sono le altre che hanno dovuto adeguarsi e tenere presente nel loro fare il loro prezzario che c’erano le Onoranze Funebri che avevano determinate fasce di prezzo e di offerta ai cittadini. Quindi su questo bisognerebbe riflettere.
Quindi va oltre al fatto della funzione sociale, importantissima, per quanto riguarda quei funerali fatti, quei sei funerali che sono stati detti, va oltre a questo, va oltre a garantire, invece, a chi vuole lo stesso avere un servizio dignitoso un prezzo consono e non trovarsi alla mercé di un cartello che possa eventualmente imporre dei prezzi calmierati però verso l’alto e non verso il basso.
Quindi secondo me il punto principale è comunque quello che ha sollevato in punto di partenza il consigliere Businaro, cioè questo Decreto Legislativo ha fissato criteri, quindi stiamo andando avanti rispetto a ciò che è uscito dopo, che non potevamo conoscere perché ancora non era stato approvato?
E, secondo, capire bene cosa intendiamo per servizio pubblico essenziale perché anche qui nella tabella, che abbiamo messo, che avete messo voi, può rientrare benissimo nella catalogazione “servizi pubblici, interessi generali di ambito comunale” anche quello cimiteriale con le premesse che però abbiamo detto in questo momento insomma.
Se lo consideriamo solo un servizio a mercato, allora d’accordo, ma se consideriamo che, invece, può influire sul mercato e garantire quindi alla cittadinanza prezzi più bassi, indirettamente dà un servizio importante. Ho finito.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Rossini. La parola all’assessore Garbo.
GARBO SUSANNA · AssessoreLeggi intervento
Grazie, Presidente. Spero di avere trascritto correttamente. Per quanto riguarda il consigliere Rosito, una regolamentazione per i servizi funerari sociali, per quanto riguarda il bando di gara, valutiamolo, nulla è escluso, si può ragionare, si può valutare, però vorrei fare un passo indietro che mi sembra fondamentale e probabilmente non ben recepito dalla platea presente.
Non si sta vendendo l’azienda, ergo, i dipendenti non sono a rischio. Questo ci tengo a sottolinearlo con enfasi perché venga capito e venga prestata attenzione a questa cosa, non si sta mettendo a rischio il futuro lavorativo delle dodici persone che sono dipendenti dell’azienda. Si stanno cedendo le quote di partecipazione, il che vuol dire che l’azienda cambia il proprietario, ma l’azienda continua a lavorare e a fornire quel servizio per cui sta già lavorando.
Questa è una cosa che tengo a sottolineare con molta attenzione. Penso di coniugare la risposta al consigliere Vernelli e al consigliere Rossini facendo riferimento alla legge regionale numero 18/2010 che, all’articolo 4, recita: “L’attività funebre è incompatibile con la gestione del servizio cimiteriale e del servizio obitoriale. È, invece, compatibile con la gestione della casa funeraria e della sala del commiato”.
Cosa voglio dire con questo? Una volta, anni che furono, il servizio, che adesso svolge ASM Onoranze Funebri, era già all’interno della ASM S.p.A., ci si è dovuti adeguare ad una norma regionale, creando e staccando questo ramo di lavoro per ottemperare a quanto richiesto, quindi adesso è impensabile e obiettivamente impossibile tentare di ritornare indietro, reinglobando le Onoranze Funebri all’interno della S.p.A..
Quindi rispondendo ad entrambi, mi sento di dire, consigliere Vernelli, questo prevede la norma, consigliere Rossini, questo prevede la norma, non solo, siccome risulta evidente per la Madia che questo è un adempimento obbligatorio, ci stiamo adeguando a quanto richiesto. Il piano di razionalizzazione delle partecipate a cui facevano riferimento il consigliere Chendi e il consigliere Mella, ci stiamo lavorando.
È ovvio che si tratta di un lavoro lungo, è ovvio che una visione d’insieme c’era già, era già stata scritta, era già stata messa nero su bianco a gennaio 2016, il 21 gennaio 2016. Pag. 61 di Dopo ovviamente intervengono delle novità normative e noi non possiamo fare altro che adeguare questo piano, questa visione d’insieme a lungo termine con quello che la legge ci mette come paletti.
E su questo è un limite a cui ci dobbiamo adeguare e mi sembra abbastanza difficile fare in maniera diversa. Chiedo poi cortesemente al consigliere Romeo, che faceva riferimento, e in seguito anche al consigliere Businaro, alle fasce più deboli, se mi danno un attimo una delucidazione a cosa facessero riferimento. Il consigliere Businaro faceva riferimenti ai dipendenti, mi sembra di avere già risposto tranquillamente.
Per quanto riguarda, invece, la legge Madia, la trasmissione dei dati è solamente successiva ed è in via telematica. Consigliere Menon: tempistiche e modalità del piano di vendita. Bisogna guardare anche, nell’ottica della visione d’insieme, qual è la situazione in cui versa in questo momento la società, “versa” non vuole essere un termine che porti alla preoccupazione, ma semplicemente un inquadramento della situazione attuale.
Ovviamente ci sono costi fissi, lei mi insegna, che sono quelli del personale su cui non si può assolutamente influire o interferire. Ma ci sono ricavi variabili che dipendono dall’andamento della normalità. Allo stato attuale le proiezioni fino a fine anno, danno una prospettiva non uguale a quella dell’anno scorso.
Quindi, vediamo le tempistiche, vediamo cosa è il caso di fare, certamente l’articolo 24 e l’articolo 20 del Decreto Madia, come combinato disposto, impongono che entro dodici mesi dalla data di deliberazione si debba provvedere alla vendita. Valutiamo anche le condizioni di mercato, quelle che sono più interessanti, visto che dobbiamo adeguarci a questa normativa. Per quanto riguarda le risposte tecniche, cedo volentieri la parola a chi ne sa più di me.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, assessore Garbo. La parola alla dottoressa Righini.
DOTT.SSA RIGHINI · Funzionario Comune di RovigoLeggi intervento
Grazie, Presidente. Buonasera a tutti. Io cerco di esporvi cronologicamente gli eventi in modo che soddisfare in particolare quelle che erano le vostre richieste più tecniche del consigliere Businaro, Rossini e Vernelli.
Parto dal consigliere Businaro, poi mi interrompete se non rispondo a tutto, perché l’Amministrazione ha deciso il 22 gennaio? Lei deve sapere che il 17 febbraio, semplicemente il Governo ha fatto un comunicato stampa in cui diceva che il Decreto Legislativo avrebbe subìto una correzione in conseguenza di una sentenza costituzionale e che sarebbe stato al più presto emanato.
Ora noi avevamo già vigente il decreto Madia, il decreto Madia è entrato in vigore il 13 settembre 2016, e per quanto riguarda solo noi Comuni, Amministrazioni comunali dice sul punto “Piano di razionalizzazione”, i piani di razionalizzazione per gli Enti locali, per chi vi era già soggetto nel 2015 e nel 2016 sono un aggiornamento dei precedenti piani di razionalizzazione già adottati e noi l’avevamo adottato, il Sindaco, dopo l’insediamento, nel gennaio 2016 con decreto.
Detto questo, la seconda domanda è: ci sono variazioni con il decreto correttivo?
Ci sono variazioni molto minime, nel senso... perché non potevano, uno dei problemi era il fatturato delle società, con il decreto correttivo si è stabilito che tutte le società, con fatturato superiore ai 500.000 euro per il periodo 15 e 14, potessero essere mantenuti in proprietà dei Comuni in forma diretta o indiretta, mentre il parametro di un milione, che era stabilito dal Decreto Madia originario, si applicherà dal 2020 quando si andrà ad analizzare il triennio 2017, 2018 e 2019.
I quattro dati, che ho esposto, rispondo al consigliere Menon, è l’analisi che il decreto Madia esige da un punto di vista di parametri economici per dire se ad una società serve o meno una misura di razionalizzazione dal punto di vista economico. Perché? Che cosa impone il Madia rispetto a quello che era la normativa rispetto al decreto del Sindaco precedente, quello del 2016?
Impone questo, impone a tutti gli Enti di valutare in base non alle proprie funzioni, che abbiamo individuato in quelle identificate nel Pag. 62 di Decreto Legge 78, poi convertito in luglio, nel 267, quella tabella parametrica, di individuare quali sono tutte le attività che direttamente o indirettamente i Comuni possono esercitare tramite il modello societario. Questo è il primo step di analisi posto nell’articolo 4, comma 1.
Dico “primo step”, perché?
Una volta individuati quelle che possono essere le funzioni di interesse generale, leggasi più semplicemente “servizio pubblico”, e il servizio pubblico è laddove ci sono attività di carattere generale, poteva anche benissimo essere nella prassi e nella giurisprudenza sicuramente il servizio cimiteriale, non invece le onoranze funebri, che erano già nel cammino legislativo del 2016, con la legge regionale, state separate dalle Regioni in maniera diversa, per esempio Veneto, Emilia Romagna hanno scelto forme diverse, ma hanno comunque detto: “Chi fa l’attività cimiteriale è un tipo di società, chi fa l’attività di onoranze funebri deve avere altre qualificazioni”, quindi ha già messo... io non ho detto, non abbiamo posto nella delibera, non abbiamo detto che ora le onoranze funebri, ora, oggi, nel momento in cui si delibera, sono segmento del servizio cimiteriale, abbiamo detto che storicamente, ho usato l’imperfetto come verbo, si inquadrava come un segmento finale di un servizio cimiteriale.
Penso a quando era in capo ad ASM, 2005, poi andiamo ancora più indietro, negli anni Novanta, quando era gestita da ASP, che era un’azienda speciale, quindi si inquadrava, poi c’è l’evoluzione storica. Il primo step è stato la separazione, che abbiamo deliberato qui in Consiglio comunale nel 2010, la separazione societaria tra ASM e ASM Onoranze Funebri, il secondo step è quello di vedere che cosa vuole il Madia.
Il Madia vuole e impone che una certa coerenza tra le partecipazioni, tra quelle che sono le funzioni istituzionali di un Comune, nel nostro caso, perché ricordatevi che il Madia vale per il Comune come per il Ministero, quindi ciascuno fa, in base alle proprie norme di settore, la analisi e quelle che sono, invece, le funzioni che non rientrano più nelle attività istituzionali. Quale criterio debbo applicare per fare questo?
Mi dice il Madia, semplicemente per una serie di combinati che trovate scritti nell’articolo 24 e che non sono stati cambiati dal correttivo, mi dice: “Vai ad esaminare che cosa la società fa” e la società mi fa un’attività a mercato, non un’attività di servizio pubblico. Ha un mercato, ho cercato di scriverlo, ci sono più società che operano in questo mercato e che sono in grado di calmierare il mercato. C’è una evoluzione.
D’altra parte il decreto si chiama decreto di razionalizzazione. Da qualche parte bisognerà pure iniziare a tagliare, quindi il primo presupposto giuridico è: conservate tutte le società che rientrano nelle finalità istituzionali, ma non solo conservate perché lo step metodologico è: oggi, nel 2017, il Comune di Rovigo può costituire una società di onoranze funebri?
Cioè, se voi domani foste chiamati a deliberare la costituzione di una pompe funebri, quello che vedete, non la gestione dei cimiteri, lo potreste fare? Non è interesse di natura generale.
Quindi la metodologia è molto limitata nella scelta nel senso che tutto ciò che sicuramente viene riconnesso all’attività istituzionale dell’Ente, allora sì, la possiamo conservare, possiamo conservare e dobbiamo comunque analizzare al quarto comma, comma 2, io ho cercato di ricostruire con la cronologia, se è tra quei tipi di società che il Legislatore ci indica come possibili per un ente pubblico, per esempio società in house con funzione strumentale.
Mi avete anche chiesto di darvi un’indicazione di che tipo di attività è l’attività di onoranze funebri. Mi sentite qui dire: è un’attività commerciale perché non è un’attività strumentale per il Comune, attività strumentale, chi è più esperto di voi già annuisce, è tutto ciò che è legato ad un’attività che svolge il Comune, posso dire l’informatica che supporta il servizio anagrafico o l’informatica che supporta il servizio ragioneria, questo è attività strumentale.
Quindi, detto questo, inquadrato come non di interesse generale l’attività perché oggi non è che sia sempre stato così, oggi è inquadrabile in quella maniera, il principio era di sottoporvi gli stessi parametri che chiede il Madia per valutare anche, vi ho esposto, la necessità o meno di un’altra misura di razionalizzazione. Quali sono? Il fatturato, il fatto che non sia in perdita per quattro anni consecutivi su cinque e così via.
Ma il presupposto base è che la società debba essere coerente con le funzioni istituzionali di questo Comune come se voi doveste dire oggi: “Io aderisco ad una società di onoranze funebri in Pag. 63 di quanto Comune”, in maniera diretta o indiretta. Mi sembra che la risposta sia: “Non posso, legittimamente non rientra tra le attività istituzionali”. (Voce confusa dall’Aula) Poi lo affronteremo, una cosa alla volta.
Voglio ritornare ad una risposta per il consigliere Businaro, ha detto, e io le devo: “Sembra proprio strano che l’Amministrazione depositi il 22 e diventi efficace il 27”, è strano, il fatto è che abbiamo aspettato e poi abbiamo deciso: “È un aggiornamento, è un proseguimento dell’attività del piano di razionalizzazione del Sindaco, andiamo avanti, attiviamoci” e, una volta emanato, abbiamo chiesto che non cambiavano i parametri di analisi, tutto qui. Per quello.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Un’aggiunta da parte dell’assessore Garbo. Poi concludiamo questa fase. Prego, assessore Garbo.
GARBO SUSANNA · AssessoreLeggi intervento
Grazie, Presidente.
Un inciso che avevo dimenticato, è stato detto che, se non si provvedesse ad acquistare i materiali dalla società Lorandi, socio di minoranza, probabilmente ci sarebbe una influenza sul risultato di esercizio, allora, per quanto riguarda i patti parasociali, all’articolo 9 leggo testuale: “Per tutta la durata del presente patto parasociale, ivi inclusi eventuali rinnovi dello stesso, AMS Onoranze Funebri S.r.l. si impegna ad acquistare in via preferenziale dalla società Lorandi S.p.A. e/o dalle società facenti capo al gruppo, i cofani mortuari, relativi accessori, gli zinchi, le casse di esumazione in legno e/o cartone, le croci per cimiteri o articoli vari relativi all’arte funeraria.
Alle forniture verrà applicato il prezzo indicato nel listino ufficiale della Lorandi”. Giusto questo, perché essendoci un patto parasociale firmato, e comunque era un argomento che era già stato abbondantemente affrontato, quando sono venuti per la trattazione dell’argomento sia l’attuale amministratore unico, che la precedente.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, assessore Garbo. Chiusa la parte generale, passiamo all’emendamento, ricordandovi che vi sono tre minuti per l’illustrazione e poi tre minuti per l’eventuale intervento, quindi un intervento contrario comprensivo di dichiarazione di voto. Come vi ho anticipato, l’emendamento è stato depositato dal signor Sindaco in qualità di Consigliere comunale, quindi fa un’anticipazione e poi un dettaglio tecnico, penso, verrà approfondito dall’assessore Garbano.
La parola al Sindaco.
BERGAMIN MASSIMO · SindacoLeggi intervento
Grazie, Presidente. In data 7 luglio, con protocollo 40832, ho presentato l’emendamento “alla proposta numero 61 del 22 giugno 2017: ASM Onoranze Funebri S.r.l., alienazione quota detenuta tramite ASM Rovigo S.p.A. previa relativa modifica statutaria”. La parola all’assessore Garbo per la presentazione.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Prego, assessore Garbo.
GARBO SUSANNA · AssessoreLeggi intervento
Pag. 64 di Sono intervenute ulteriori valutazioni da parte dei soci che hanno inteso rendere più snella ed agevole la procedura di vendita della partecipazione societaria. Guardato e riguardato lo Statuto, seppure modificato in sede di delibera, è emersa l’esigenza di andare ad implementare le modifiche, andando ad abrogare una serie di commi per quanto riguarda l’articolo 8.
Per la precisione sono stati abrogati i commi dall’8 al 15, ovviamente il socio ha aderito, ha approvato l’abrogazione di questi commi, che altrimenti avrebbero limitato la messa a bando delle quote di partecipazione, avrebbero fortemente limitato e pressoché reso impossibile questa azione, questa attività di vendita, quindi è intervenuto un accordo sottoscritto da entrambi i soci proprietari e questo emendamento va ad ulteriormente alleggerire questo Statuto, rendendo più semplice e più snella l’attività di vendita.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, assessore Garbo. C’è un eventuale intervento contrario? Lo prevede il Regolamento, l’ho detto prima.
Se c’è un eventuale contrario, do la possibilità di intervenire per tre minuti con dichiarazione di voto, sennò passiamo alla votazione dell’emendamento. Se non ci sono interventi, pongo in votazione l’emendamento, così come è stato presentato, gli scrutatori sono ancora presenti? Scrutatori: Mella, Ruggero e Rossini, che si è assentato un attimo, Businaro sostituisce Rossini per questa votazione.
Chi è favorevole all’emendamento presentato dal Sindaco è pregato di alzare la mano. Favorevoli? 18 favorevoli.
Contrari? 7: Vernelli, Gennaro, Businaro, Andrea Borgato, Moretto, Romeo e Chendi. Astenuti?
2: Milan e Menon. L’emendamento è stato approvato e il consigliere Rossini può entrare in aula e riprendere il suo ruolo di scrutatore, momentaneamente sostituito dal consigliere Businaro. Sul punto personale, passiamo alle dichiarazioni di voto, due minuti.
Dichiarazioni di voto? La parola al consigliere Rossini.
ROSSINI ANTONIO · Gruppo Lista TostiLeggi intervento
Grazie, Presidente. Intanto volevo ringraziare la dottoressa Righini Monica, per la sua esposizione, per le precisazioni che ha dato, per i chiarimenti normativi che mi hanno aiutato a levarmi i dubbi che avevo e quindi ad avere una panoramica più completa. Volevo veramente sottolineare la sua professionalità, a seguito di quello che ha illustrato la dottoressa, ritenendolo quindi un obbligo di legge, voterò a favore.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Rossini. Io l’avevo fatto sottovoce, ma approfitto dell’intervento di Rossini per dire anche da parte mia come Presidente, ma anche da parte del Segretario Generale, i complimenti veramente alla dottoressa Righini. La parola al consigliere Romeo.
ROMEO NADIA · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento
Grazie, Presidente.
Io ribadisco, invece, la posizione contraria del Partito Democratico e, ribadendo quello che abbiamo detto prima, siamo assolutamente favorevoli a rivedere enti e carrozzoni inutili ma in un’ottica generale e, visto che l’Assessore stesso ha dichiarato che c’è un piano di razionalizzazione in corso, non riusciamo a capire perché dobbiamo partire proprio da questo tipo di servizio, visto che a me non ha convinto l’interpretazione per cui questo servizio non è pubblico e quindi dobbiamo arrivare al bando. Pag.
65 di Quindi ribadisco assolutamente il mio no. Se invece mi fosse stato inquadrato il piano generale, magari avrei potuto anche rivederlo.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Romeo. La parola al consigliere Vernelli.
VERNELLI IVALDO · Consigliere Movimento Cinque StelleLeggi intervento
Grazie, Presidente.
Pure avendo apprezzato le precisazioni sia dell’assessore Garbo che della dottoressa Righini, io comunque non sono politicamente soddisfatto, nel senso che c’è stata sicuramente quella carenza di istruttoria, che è stata lamentata anche dai colleghi precedentemente, non c’è stata una valutazione di alternative possibili perché le alternative sono comunque sempre potenzialmente affrontabili, c’è una accelerazione, che può anche non essere giustificata con l’evento richiesto dalla norma di legge, ricordo però che è una tematica questa che richiede comunque un migliore intervento politico da parte dell’Amministrazione comunale, c’è una questione legata alla Sala del Commiato che tutti hanno detto essere indispensabile per il futuro della città, e non sappiamo ancora come prenderla in considerazione.
C’è un problema legato a un altro tipo di funerale, che è quello legato alla cremazione, tutta la questione delle convenzioni, che possono essere messe in atto anche con le strutture private, che comunque permangono.
Per quanto sia corretto quello che ha detto il consigliere Menon, che non è un servizio strategico, politicamente però è molto carente affrontare una questione come questa solo in termini di variazione statutaria, propedeutica questa variazione statutaria ad una vendita che sembra con un acquirente annunciato.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Vernelli. La parola al consigliere Menon.
MENON SILVIA · Consigliere Lista Civica Silvia Menon SindacoLeggi intervento
Grazie, Presidente. Anche io mi unisco nei complimenti alla dottoressa Righini perché veramente da sempre le è capitato il settore in cui occorre studiare in una maniera continua. Comunque, in merito ai temi di discussione, non posso credere che il tempo sia così prezioso perché entro fine anno moriranno meno persone, Assessore, non mi può dire che le previsioni di normalità sono in calo e quindi abbiamo questa fretta a vendere.
Ribadisco anche io che è necessario prima il piano operativo di razionalizzazione, il precedente è vecchio! È sorpassato! Per esempio dove dice che le consulenze in ASM S.p.A. devono essere ridotte è chiaro che è sorpassato perché nei primi tre mesi le abbiamo triplicate, per cui ritengo che sia necessario avere un aggiornamento.
Seconda cosa: sul personale non mi ero espressa prima, ma lei ben sa la differenza tra l’essere dipendenti di una società al 90% pubblica o essere dipendenti di una società privata? Penso che non possa dire in tutta coscienza che la situazione per quei dipendenti sarà uguale, sapendo di essere in una società e quindi sicuramente c’è questa componente da valutare. Per questo motivo, pur ritenendo che l’alienazione nel merito andrebbe fatta con tempistiche e modi ben diversi, la nostra lista si asterrà.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
MELLA SILVANO · Consigliere Presenza CristianaLeggi intervento
Grazie, Presidente. Per il Gruppo Presenza Cristiana esprimiamo un parere favorevole, per tutte le argomentazioni che poi sono state anche portate, tecniche in particolare.
Si tratta di alienare delle quote societarie, quindi non disfarsi di una società che si arrangi a fare quello che vuole e una società che fa un servizio di pubblica utilità non è strettamente un servizio pubblico, per quello che ho detto prima, le istituzioni pubbliche devono interessarsi soprattutto dei compiti di amministrare cose che le riguardano espressamente.
Tutto quello che è gestibile dal privato per il principio di sussidiarietà, può essere affidato ad un privato che svolge allo stesso titolo un servizio pubblico alle regole stabilite dal pubblico. Sono concetti elementari, si fa comunemente in tutte le società o Pubbliche Amministrazioni questo affidamento di servizio ad altri, che le facciano secondo le regole del pubblico.
Quindi questo è il primo inizio, ben venga e io auguro che sia un inizio positivo anche per affrontare altre realtà dove, sempre secondo i principi della legge Madia non c’entra che il Comune sia protagonista, ma dia le linee di indirizzo ad altri.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Mella. Se non ci sono altre richieste di dichiarazioni di voto, pongo in votazione il punto numero 2 all’ordine del giorno così come emendato, richiamando l’attenzione degli scrutatori, chi è favorevole è pregato di alzare la mano. 19: i componenti di maggioranza in aula, più Rossini, che aveva fatto dichiarazioni di voto.
Contrari? Gli stessi di prima, 7: Businaro, Andrea Borgato, Moretto, Romeo, Chendi, Vernelli e Gennaro. Astenuti?
2: Milan e Menon. Viene chiesta la immediata esecutività. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano.
Gli stessi di prima, quindi 19. Contrari? 1: Vernelli.
Astenuti? Tutti gli altri dai banchi dell’opposizione. Grazie al dottor Cavaliere, alla dottoressa Righini.
Non finisce qui per quanto riguarda l’assessore Garbo. Passiamo al punto numero 3 all’ordine del giorno. La prego sia nel punto numero 3 sia nel punto numero 4 di dire le motivazioni...
Mozione d’ordine? La parola al consigliere Romeo.
ROMEO NADIA · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento
Presidente, ci sono le rappresentanze delle associazioni del mondo del commercio fisso e ambulante che sono qui già da un po’ di tempo, almeno le ricordo dalle 19.00, sono le 19.52, se potessimo anticipare, per rispetto loro, il punto all’ordine del giorno, secondo me sarebbe opportuno.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Io non ho difficoltà, anzi, ne avevo già parlato non solo con il signor Sindaco e con qualche altro Consigliere, quindi anticipo già che l’intenzione mia era quella di chiedere al Consiglio di anticipare il punto numero 8 all’ordine del giorno.
Mi sembrava di capire, almeno da quello che era stato l’andamento in Commissione, più altro che altro per liberare non tanto il Ragioniere Capo e quindi è Segretario Generale e quindi oggi svolge questa funzione, ma il funzionario, la dottoressa Nicolini, che è qua apposta per noi, ho visto le rappresentanze, mi pare di capire che in Commissione i due punti sono stati discussi in maniera veloce. Quindi era quello di dire: facciamo il 3 e il 4 e poi formalizzo la richiesta di anticipazione del punto 8.
Quindi ero in questa... Sono due ratifiche, quindi o favorevoli o contrari. E così liberiamo il funzionario.
Pag. 67 di (Voci incomprensibili dall’Aula) Ripeto, avevo già questa intenzione, quindi siamo una volta tanto d’accordo di anticipare il punto 8, chiedevo soltanto di fare il 3 e il 4 per liberare il funzionario e chiudere questa partita “amministrativa”. Pag.
68 di
Ratifica Deliberazione di Giunta Comunale n. 161 del 21/07/2017 ad oggetto: “Variazione urgente al Bilancio di Previsione 2017/2019”
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
La parola all’assessore Garbo.
GARBO SUSANNA · AssessoreLeggi intervento
Grazie, Presidente. Il settore risorse umane ha segnalato l’esigenza di finanziare con estrema urgenza il nuovo piano occupazionale per il 2017, per il 2018 e per il 2019. In sostanza, i servizi sociali hanno avuto l’urgenza di reintegrare il personale con due educatrici nido a tempo determinato dal primo di settembre e due assistenti sociali a tempo determinato dal primo di luglio, oltre ad una sostituzione di un istruttore direttivo, che va in pensione a novembre.
Per questo, per l’anno 2017, si sono resi necessari 61.305,48 euro. Per finanziare lo stesso personale che nel 2018 verrà assunto a tempo indeterminato servono 132.544,02 e servono 14.000 euro per il personale nido da inserire con agenzia interinale per il 2019.
Questo è stato possibile grazie alla segnalazione da parte del settore che si occupa del servizio mensa, asili nido, materne pubbliche e private, c’è stata la segnalazione per il 2017 di una economia derivante da una gara d’appalto al ribasso per i 60.000 euro e in più c’è un risparmio per del personale che va in pensione e non viene sostituito, per l’anno 2018 lo stesso servizio mensa ha avuto un risparmio di 70.000 euro e di conseguenza anche nel 2019 è stato possibile inserire 14.000 euro.
Ovviamente il servizio mensa e la riduzione di spesa sono stati autorizzati dal settore istruzione. E poi è stato segnalato dal settore cultura un contributo regionale per il Festival del Fiume di 20.000 euro, che viene inserito a Bilancio, destinandolo al capitolo di spesa vincolato.
Il settore trasporti ha segnalato un contributo regionale per acquisto autobus urbano di 155.000 euro e viene destinato al capitolo di spesa vincolato, la Fondazione Cariparo ha l’intenzione di stanziare un contributo di 12.000 euro per un progetto a titolo “Bilinguismo precoce”, che finanzierà sia il 2017 sia il 2018, va inserito nel capitolo collegato, ovviamente il progetto di bilinguismo precoce, che è destinato ai bambini frequentanti le scuole di infanzia, questo progetto viene finanziato solo e non appena ci sarà l’effettiva erogazione da parte della Cariparo.
Poi si sono verificate le seguenti minori spese, era stata accantonata in sede di rilevazione dell’avanzo di Amministrazione quota parte per l’anno 2016 per la copertura del disavanzo tecnico di 39.089 e, avendo già provveduto al ripiano complessivo del disavanzo tecnico queste somme sono diventate minori spese oltre ad un risparmio in quanto si è verificata un’economia poiché erano stati previsti a bilancio 15.000 euro per spese di formazione del personale e, invece, si è riusciti ad avere una formazione per un costo minore e quindi c’è stato un risparmio di 13.400 euro.
Queste due somme vanno a finanziare la copertura dell’I.V.A. a debito per quanto riguarda i servizi imponibili del Comune per 52.336,78 e 153,08 servono per un maggiore corrispettivo dell’anno 2016 per il servizio di canone di concessione stradale. In Commissione consiliare erano presenti quattro Consiglieri, tre hanno votato favorevolmente e uno si è astenuto.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, Assessore. La parola al consigliere Vernelli.
VERNELLI IVALDO · Consigliere Movimento Cinque StelleLeggi intervento
Grazie, Presidente. Pag. 69 di Una domanda da incompetente, ma non capisco, l’I.V.A. a debito non era stata prevista?
Perché diventa una variazione di Bilancio l’I.V.A. a debito?
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Vernelli. La parola alla dottoressa Nicoli.
DOTT.SSA NICOLI · Funzionario del Comune di RovigoLeggi intervento
Grazie, Presidente. L’I.V.A. a debito per noi, l’I.V.A. commerciale, noi abbiamo un pro-rata di indetraibilità, che non è prevedibile con precisione per cui siamo passati da una detraibilità del 92% dell’anno precedente ad un 84. E questo ci procura la differenza, che dobbiamo chiedere con variazione.
Dovevamo, in effetti, stanziare di più all’inizio con il Bilancio di previsione e non siamo riusciti e quindi adesso stiamo recuperando.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, dottoressa Nicoli. Ci sono altre domande? No.
Eventuali dichiarazioni di voto? Non ci sono. Quindi metto in votazione il punto numero 3 all’ordine del giorno.
Gli scrutatori ci sono sempre. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Rispetto alla votazione precedente è uscito il consigliere Sergi.
18 favorevoli. Contrari? 2: Vernelli e Gennaro.
Astenuti? Menon, Milan, Businaro, Andrea Borgato, Moretto, Romeo e Chendi. Quindi sono 7.
Non serve l’immediata esecutività su nessuno di questi due punti. Passiamo al punto numero 4 all’ordine del giorno. Pag.
70 di
Ratifica Deliberazione di Giunta Comunale n. 165 del 26/06/2017 ad oggetto: “Variazione urgente al Bilancio di Previsione 2017/2019 - Destinazione quota parte Avanzo Vincolato.”
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
La parola all’assessore Garbo.
GARBO SUSANNA · AssessoreLeggi intervento
Grazie, Presidente. Come saprete, nei prossimi giorni si arriverà alla inaugurazione della nuova Questura, davanti alla nuova Questura l’ex Piazza d’Armi, si sono dovuti effettuare degli interventi di manutenzione straordinaria per poter rendere agibile la nuova sede della Questura e quindi è pervenuta una richiesta da parte del settore lavori pubblici per l’importo di 38.857 euro.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, assessore Garbo. Ci riporta la votazione di Commissione?
GARBO SUSANNA · AssessoreLeggi intervento
Chiedo scusa, sempre presenti quattro Consiglieri: tre favorevoli e un astenuto.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, assessore Garbo. La parola al consigliere Vernelli.
VERNELLI IVALDO · Consigliere Movimento Cinque StelleLeggi intervento
Grazie, Presidente. Chiedo scusa se continuo a fare domande da incompetente, forse alla fine della Consiliatura avrò capito un po’ di più. Sulle variazioni di Bilancio, per quello che riguarda l’avanzo di amministrazione, non dovremmo fare una delibera complessiva?
Se noi adesso lo stralciamo un po’ alla volta, togliamo una responsabilità del Consiglio comunale che è quella di dire qual è la destinazione di quell’utilizzo di Bilancio, non può essere sottoposto ad una destinazione, per destinazione urgente si usa il Bilancio corrente, non l’avanzo dell’anno precedente. Però io sono un neofita e sono disposto ad imparare con le domande che vi faccio.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Vernelli. La parola al Segretario Generale, nella sua veste di Ragioniere Capo. Dott.ssa CITTADIN - Segretario Generale: Grazie, Presidente.
Questi 38.857 euro di avanzo derivano da multe, sanzioni al Codice della Strada degli anni precedenti che abbiamo visto essere entrate a far parte dell’avanzo vincolato. Il settore lavori pubblici ci ha fatto una richiesta urgente per finanziare questo lavoro, quindi sull’urgenza del lavoro magari può essere utile che vi risponda il settore lavori pubblici o l’assessore Saccardin, se è presente in Aula.
Per quanto riguarda però la modalità di finanziamento, vi posso dire perché è stato l’avanzo, perché queste somme che, a dire il vero, il settore lavori pubblici aveva previsto anche nel bilancio del 2017, sempre finanziate con proventi al Codice della Strada non abbiamo potuto impegnarle con i fondi del 2017 perché abbiamo fatto un controllo, stiamo facendo un controllo ai fini dell’equilibrio Pag.
71 di di bilancio per la delibera, che dobbiamo portare in Consiglio comunale nei prossimi giorni e abbiamo visto che i proventi da multe sono di parecchio inferiori a quelli che avevamo preventivato nel corso del 2017, quindi praticamente il finanziamento con fondi 2017 non abbiamo potuto farlo in questo momento perché non c’è la copertura, le multe finora incassate non ci sono consentono di dare copertura anche a questo lavoro, quindi l’unica altra maniera per poterlo finanziare urgentemente era attingere a quella parte di avanzo vincolato da multe che avevamo avanzato dall’anno precedente.
Questa è stata la motivazione.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, dottoressa Cittadin. Almeno io ho capito. È stata utile la domanda e interessante la risposta.
Ci sono altre richieste? No. Eventuali dichiarazioni di voto?
Nessuna. Metto in votazione il punto numero 4 all’ordine del giorno, chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Sono sempre 18, gli stessi di prima.
18 favorevoli? Contrari? Nessuno.
Astenuti? Milan, Menon, Gennaro, Vernelli, Businaro, Andrea Borgato, Romeo e Chendi. 18 favorevoli, 8 astenuti e nessun contrario.
Non viene chiesta l’immediata esecutività. Riformalizzo la richiesta che avevo intenzione di fare e che aveva indicato anche il capogruppo Romeo di anticipare e poi si ritorna al numero 5 che è l’atto di indirizzo sul Passante Nord per capirci. Passiamo al punto numero 8 all’ordine del giorno.
Pag. 72 di
Richiesta di convocazione del Consiglio Comunale Monotematico ai sensi e per gli efletti dell’Art. 39, comma 2 del TUEL avente ad oggetto: “Iniziative per le Politiche del Commercio in Centro Storico”
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Mi sembra di capire che ci sia la condivisione del Consiglio e quindi non devo metterla in votazione, invito, anche se con un’ora di ritardo, rispetto la mia e-mail, i rappresentanti o l’Assessore al Commercio perché era indicato nella richiesta di autoconvocazione, è presente in Aula, invito i rappresentanti delle Associazioni di Categoria...
Abbiamo in aula e do il benvenuto, comincio da chi viene da più distante perché viene da Venezia, il dottor Eugenio Gattolin, che è il direttore regionale della Confcommercio e, invece, abbiamo il dottor Vittorio Ceccato che è il Presidente provinciale di Confesercenti.
Chi avrà visto gli atti aveva invitato anche per la collaborazione che sta attuando con l’Amministrazione comunale su varie iniziative di animazione anche l’associazione o il gruppo Rovigo Centro, mandate ben due e-mail, ma non abbiamo avuto risposto, so che i miei collaboratori hanno provato a contattarli anche telefonicamente, ma non abbiamo avuto risposte, comunque abbiamo l’Assessore al Commercio.
Come da prassi, do la parola per la presentazione delle motivazioni di questa richiesta di auto convocazione, mi pare la prima firmataria è il consigliere Romeo e poi, voglio dire, penso ci sia una relazione da parte dell’Assessore, concordate voi tre, mettetevi d’accordo, senza litigare, concordate, siccome c’era nella richiesta la presenza delle Associazioni di Categoria del Commercio, quindi allora, su indicazione anche dell’Assessore, due interventi da parte vostra e poi l’Assessore in qualche modo risponderà con un suo intervento e si apre il dibattito.
La parola al consigliere Romeo.
ROMEO NADIA · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento
Grazie, Presidente. Abbiamo ritenuto opportuno chiedere questo incontro con i rappresentanti delle Associazioni perché riteniamo insomma il commercio una leva importante per la rivitalizzazione del centro storico oltre che per anche la salvaguardia stessa e il rilancio dell’economia in centro storico.
Siccome non abbiamo avuto chiarezza rispetto insomma a quelli che sono i percorsi che questa Amministrazione vuole attuare in questa direzione, dicendoci anche delle questioni importanti, come quella dello spostamento di Corso del Popolo, che è una delle questioni che ha tenuto banco e anche su questo il Consiglio comunale in realtà non ha avuto risposte chiare, abbiamo ritenuto opportuno che, avendo una rilevanza strategica, tutto il comparto del commercio, secondo noi il confronto dovesse avvenire in Consiglio comunale con le associazioni di categoria per prendere anche gli spunti, eventualmente, insomma per poter collaborare fattivamente e ritrovare le migliori soluzioni con chi opera nel settore e vive tutti i giorni quotidianamente le problematiche.
Quindi avevamo invitato i rappresentanti delle associazioni del mondo del commercio fisso, ma anche quelle del commercio ambulante anche perché insomma sicuramente riveste un ruolo importante e centrale anche la decisione che l’Amministrazione vuole prendere rispetto al Corso del Popolo.
Siccome dopo il Presidente, con il nuovo Regolamento, mi dice che faccio un intervento, io prima di fare l’intervento, invece, volevo ascoltare le posizioni delle Associazioni di Categoria e dopo eventualmente intervenire e intanto le ringrazio per la presenza, ma volte ci dilunghiamo, è andata anche bene.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Consigliere Romeo, visto che ha citato il Regolamento, è previsto da Regolamento che, nel caso di autoconvocazione, il primo o chi è delegato dal gruppo di firmatari illustri le motivazioni, non toglie la possibilità di fare l’intervento, quello è dovuto. Pag.
73 di Nella convocazione, che ho fatto, ai rappresentanti, l’hanno ovviamente letto, per carità, soprattutto nei loro confronti non starò lì con... però la regola nostra è quella dei cinque minuti, dopo chiaramente, soprattutto per gli ospiti, un minuto in più non fa problema.
L’unica cosa, questo proprio anche per rispetto dei ruoli istituzionali e di altri tavoli di confronto, io avevo detto senza contraddittorio, nel senso che fanno il loro intervento, poi semmai l’Assessore raccoglierà o risponderà, eccetera, eccetera, ma non è che sarà un pingpong tra loro tre in particolare perché avranno modo... sicuramente avrete già avuto modo di incontrarvi e di confrontarvi, ma ci saranno anche altre sedi per fare questo. La parola a Gattolin, direttore regionale di Confcommercio.
Dott. GATTOLIN EUGENIO · Direttore Generale di ConfcommercioLeggi intervento
Grazie, Presidente. Intanto porto il saluto del Presidente Pattaro di Rovigo, che mi ha chiesto di sostituirlo un po’ in velocità.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Chiedo scusa, lo dovevo fare, l’ha fatto lei, perché avevo ricevuto la comunicazione che il Presidente Pattaro non poteva essere presente, quindi mi ha preceduto.
Dott. GATTOLIN EUGENIO · Direttore Generale di ConfcommercioLeggi intervento
Vi ringrazio perché abbiamo atteso, ma sappiamo quanto è impegnativo il lavoro che voi fate anche a servizio della cittadinanza per cui siamo noi che ringraziamo voi per il vostro lavoro, qualche volta è anche ingrato, per l’attività e l’attenzione che ponete per poter dare un servizio sempre più qualificato a questa città.
Io parto solo da alcune considerazioni, proprio per la funzione strategica, che ha il Consiglio comunale di andare a definire quali sono le linee di indirizzo, dopodiché magari nei dettagli si potrà discutere in altri contesti per poter andare a fare le scelte particolari.
La prima cosa, la prima riflessione è che ritengo sia importante ribadire che bisogna partire dalla consapevolezza che il commercio, come abbiamo visto, come in questi anni esprima un ruolo e la forma dell’immagine, la qualità della città per cui non è un problema solo di un settore del commercio, è il sensore, è la prima immagine che la sua città dà i suoi cittadini e le persone che transitano in questa bella città, che conosco da molti anni.
Partire dall’ambizione di dare valore all’identità e peculiarità di questa città io penso sia lo strumento base su cui poi impostare le linee guida perché il parlare di commercio, il parlare di sviluppo del territorio vuol dire anche oggi sempre più riuscire a recuperare quelle che sono le peculiarità del territorio di questa città, le sue specificità, per cui non è un commercio, ma proprio un commercio che sia espressione, dia valore a una funzione storica, artistica, culturale, che sembra un po’ offuscata negli ultimi anni, frutto della crisi economica, frutto di tante situazioni complesse, della criticità con cui operano le Amministrazioni comunali però il poter ripercorrere e rilanciare una visione da cosa si vuole avere da questa società, da questo territorio, da questo Comune è molto importante perché su questo poi si potranno innescare soluzioni anche particolari, dalla visione che si ha poi si definiscono le azioni concrete che possono trovare soluzioni diverse.
Importante è anche, e a questo faccio i complimenti al Consiglio comunale di Rovigo, la consapevolezza che parlare di commercio non vuol dire parlare del settore del commercio, vuol dire inquadrare il sistema, la politica del commercio all’interno delle politiche dell’urbanistica, delle politiche sociali, la vita di una città è fatta anche dal commercio ma ci sono cittadini che vi vivono, se ci sono famiglie che trovano accogliente l’ambito in cui operano, non sono temi di carattere generale o slogan perché questi hanno un impatto poi immediato nelle singole scelte operative e anche nelle strategie, che possono essere attuate.
Tutto l’aspetto del recupero della culturalità, della cultura del territorio, del suo valore, voi avete una città importante da questo punto di vista che, pur nella sua dimensione in questo territorio, un po’ impegnativo per molti aspetti, dal punto di vista Pag. 74 di economico soprattutto, ma ha saputo dare espressioni molto importanti, penso all’aspetto culturale, museale, musicale, via via.
Se questi gli elementi, gli asset che ha questa città, che può avere, è all’interno di questo che bisogna avere consapevolezza e capacità di visione e di conseguenza anche di scelte coerenti, lavorando anche nel medio e lungo periodo, ci sono situazioni che devono essere affrontate quotidianamente, risolte immediatamente ma la strada deve essere tracciata rispetto a quello che vogliamo di questa città, ai nostri figli, alle persone che vogliono abitarci.
Se il commercio ha una funzione strumentale, è altrettanto importante andare a vedere l’armonizzazione di alcune scelte che possono essere fatte, per questo rivitalizzare la città diventa fondamentale tenendola presenta anche nelle sue diverse articolazioni, le piazze, non esiste solo Corso del Popolo, io passeggio abbastanza spesso da queste parti, avendo rapporti amicali ed esiste una polarizzazione interna del centro storico, importante, ciascuno con le proprie specificità.
Allora anche lì più che rincorrere forse al modello di sagre diffuse e continue, anche in una città che ha questa caratteristica, questi valori, forse andare a fare delle scelte che permettano di dare valore alle proprie tipicità e non sfornare continuamente, non sto dicendo quello che fa questo Comune, ma quello che succede nella visione che ho almeno a livello regionale dove qualsiasi può andare bene purché sia sufficiente a portare persone, anche essere questo porta confusione e paradossalmente, se l’obiettivo è quello di valorizzare gli operatori del commercio del centro storico, rischia di fare concorrenza paradossalmente proprio a quegli operatori per cui la città intende servizio.
L’altro elemento importante può essere anche quello di fare delle scelte, che sono difficili anche per noi, perché è una mediazione che facciamo all’interno, che tentiamo di fare, anche da un punto di vista qualitativo, c’è un ruolo del commercio fisso, c’è un ruolo del commercio itinerante, riuscire a riqualificare, a dare strumenti agli operatori che possano essere espressione di un’identità del territorio, dei loro prodotti, delle caratteristiche, della qualità dell’operare, è un modo anche per differenziare quello che è una città e non è un piccolo borgo sperduto che può raccogliere qualsiasi cosa pur di.
Per cui poter fare delle scelte di qualità, favorendo un po’ la formazione, un po’ la riqualificazione, facendo anche dei percorsi che permettano di dare valore alla competitività delle stesse imprese che operano sia nel mercato fisso sia nel mercato ambulante.
Dall’altro possono essere valutati con molta attenzione sia degli aspetti operativi, che riguardano singole iniziative per cui anche poter trovare la condivisione con gli operatori rispetto a situazioni temporanee, eventi temporanei, ma dall’altro lato una politica della mobilità che consenta di rendere viva questa città, è un tema difficilissimo, è un tema su cui si scontrano tutte le Amministrazioni ma proprio perché ci sono difficoltà oggettive nel disegnare e si lavora nel medio periodo da questo punto di vista.
Però avere il coraggio di riflettere su quali potranno essere le modalità per poter rendere viva una città, che vuol dire anche i suoi residenti, gli abitanti, i giovani e le famiglie che troveranno accogliente questa città, vuol dire ragionare in termini di accessibilità, di mobilità, di parcheggi per gli operatori e per chi ci vive, per chi arriva, allora su questo forse una visione coraggiosa potrebbe essere, una riflessione importante e coraggiosa potrebbe essere proseguita in modo tale da rafforzare quello che è il ruolo e una politica sul commercio che vede voi molto attenti da questo punto di vista, non è facile trovare un Consiglio comunale che fa una riflessione a partire da quali sono le proposte e accetta anche una verifica su quali possono possibili idee sulle politiche di sviluppo, sul disegnare la città che tra cinque anni vorremmo, creeremmo qualche difficoltà nel frattempo, troveremo le soluzioni, troverete le soluzioni.
Gli operatori, se hanno una visione, hanno la capacità di partecipare consapevoli e con la forza anche di poter vedere, oltre l’immediato quotidiano, per poter trovare un beneficio che sia al servizio degli operatori economici e di conseguenza della collettività.
Il coinvolgimento anche degli operatori, non solo economici, ma anche delle associazioni di volontariato o degli altri operatori non economici del territorio, diventa anche questo un asset fondamentale, facendo una programmazione, cercando di ragionare in termini di realizzazione di quegli eventi e di quelle iniziative che contribuiscono a rivitalizzare, non solo a fare confusione di Pag.
75 di una città, ma che favoriscono anche l’emergere delle potenzialità di chi opera nel territorio e su questo il commercio è sempre stato molto attento a creare rapporti di partenariato per favorire percorsi dove l’animazione economica partecipi anche a diventare partecipazione sociale. È il continuare ad avere e a riflettere su una visione di città che diventa sempre più impegnativa, ma che diventa fondamentale per immaginare lo sviluppo dei prossimi anni.
Si sente parlare tutti i giorni di smart city, di innovation technology, è da queste cose, è da questa programmazione che parte con una visione integrata delle diverse aree di attività, che possiamo partecipare, su cui troverete molto, fortemente presenti gli operatori. È chiaro che nel frattempo ci sono questioni pratiche molto precise da affrontare. Il non accavallare di iniziative che rischiano di essere paradossalmente contrarie agli operatori che vogliono essere sostenuti.
Dall’altra, pur nelle difficoltà economiche che oggi gli Enti locali subiscono, hanno e su cui devono cercare di lottare, giocando su qualche migliaio di euro per decidere se fare un evento per favorire..., è necessario anche poter dare una capacità di visione più forte e poter dare anche una soluzione immediata a quelle che sono le piccole esigenze: gestire bene i servizi, cioè qualificare, ascoltare anche chi opera nel territorio per capire.
Secondo, saper anche investire, seppur in misura ridotta, sapendo le difficoltà economiche degli Enti locali, anche nel favorire l’ingresso di nuovi operatori economici, scegliendo un pochino, ci sono queste possibilità anche, e poter su questi gestire quei sgravi fiscali che, per certi aspetti, sono più simbolici che non fattivi per la dimensione, ma sono molto importanti per favorire anche nuovi operatori che possano andare a coprire situazioni complesse e sostituire anche un ricambio generazionale degli operatori, che dismettono o che hanno attività o che non hanno più un mercato sufficiente ad essere sostenuto.
Questo io penso siano le considerazioni un po’ più ampie e generali: mobilità, in particolare, però questo richiede un’azione veloce, una capacità, e voi su questo avete già fatto alcune esperienze per poter acquisire risorse che il POR mette a disposizione sulle politiche per quanto riguarda l’aspetto ambientale, per quanto riguarda il risparmio energetico, per le politiche di riqualificazione delle città che possono aiutare a dare quegli strumenti economici in più per riqualificare e svolgere un percorso importante.
Su questo penso sia importante poter dare la garanzia di un dialogo, a volte anche un po’ vivace, ma questo fa parte della natura di noi persone nei nostri ambiti e settori per poter trovare quelle soluzioni che a volte, anche temporanee, possono aiutare a traghettare verso un percorso che sia un po’ più strutturato.
Ma ciò che volevo sottolineare è proprio questo poter definire anche con una progettualità condivisa e anche in tempi abbastanza brevi un po’ una visione della città, capirne un pochino come ci vuole anche il coraggio nel fare scelte urbanistiche importanti per cui investire in polarità esterne, da una parte e dall’altra favorire il rientro in città sono modalità che possono non andare troppo d’accordo per cui da una parte si investe o si fanno autorizzazioni che non sempre sono necessarie e non è vero che sempre sono vincolate, dall’altra poi si trovano ad avere una esternalità di costi molto significativa sia perché magari tra qualche anno alcune situazioni, alcuni nuovi investimenti possono avere e trovare, come sta succedendo in molti Paesi Europei, e anche in molte nostre Regioni, difficoltà nel sostentamento e nell’esserci, lasciando solo nel territorio esternalità perché questo costa mantenere strutture che poi possano essere eventualmente chiuse, dall’altro avremo già creato difficoltà all’interno della città, con tutti gli strumenti necessari per poter poi rivitalizzarla e con tutte le difficoltà per poi dare vigore a questo sviluppo, dove il commercio rappresenta un fanalino, una luce molto importante e significativa.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie al dottor Gattolin. Nel passare la parola a Vittorio Ceccato, Presidente provinciale di Confesercenti, approfitto, avendoli visti tra il pubblico, per salutare sia il direttore di Confesercenti, la signora Saugin, che il collaboratore Menin, che vedo tra il pubblico, ma saluto. La parola a Ceccato.
E grazie per essere venuto. Pag. 76 di
CECCATO VITTORIO · Presidente provinciale di ConfesercentiLeggi intervento
Grazie, Presidente.
Buonasera a tutti, io vi porto il saluto di Confesercenti e vi ringrazio anche io per questa opportunità di potere esprimere quelle che sono le idee della nostra associazione e i nostri operatori, beh, faccio una piccola premessa, innanzitutto bisogna puntualizzare le iniziative, che Confesercenti propone vanno a valorizzare e fare a crescere principalmente la città, oltre che il commercio stesso ed è la cosa più importante perché, come diceva il dottor Gattolin, bisogna avere una visione completa, del centro, prima ancora appunto del settore commerciale.
Attualmente il settore commerciale, lo sappiamo tutti, versa in condizioni asfittiche, soprattutto perché il commercio di vicinato e le attività del centro storico si contrappongono fortemente con quelle che sono le realtà della grande distribuzione, che sono localizzate soprattutto in aree extraurbane e sono condizionate anche dallo sviluppo dell’e-commerce , ma mentre l’e-commerce è un fenomeno senza confini, la polarizzazione della grande distribuzione e dei centri commerciali in generale dipendono da scelte che si possono fare in posti come questo, per cui è per questo che noi siamo fortemente contrari allo sviluppo di ulteriori situazioni di natura commerciale, che aggreghino le risorse al di fuori del centro.
Tant’è che abbiamo da sempre scoraggiato lo sviluppo dell’outlet di Occhiobello e, poco fuori dai nostri confini, Confesercenti si sta battendo contro quello che potrebbe sorgere a Due Carrare, ovvero un grande nuovo centro commerciale di oltre 32.000 metri quadrati e Rovigo, con questa vicinanza, tremerebbe.
Parliamo appunto di pianificazione territoriale, lo sviluppo urbanistico commerciale negli ultimi anni appunto ha privilegiato tutto fuorché il centro storico, per cui le risorse, che devono essere impiegate e la concentrazione di attenzione deve essere rivolta a valorizzare, a maggior ragione il centro storico senza dare ulteriori opportunità a chilometri le risorse, invece, vuole portarle al di fuori. Il centro è il cuore pulsante della città, è il salotto da utilizzare e da esibire. Perché?
Perché come il commercio vive dei flussi di persone che frequentano il centro e che sfruttano le opportunità o gli Enti promuovono anche sotto il profilo più ampio, per esempio quello culturale, come accennava prima il direttore Gattolin, abbiamo un palazzo Roverella che richiama sempre iniziative di grande respiro, abbiamo un’Accademia dei Concordi, abbiamo soprattutto un conservatorio, quindi abbiamo un panorama che ci permette comunque di attivare in città tantissima gente.
Noi abbiamo bisogno che vengano valorizzate e promosse e comunicate in maniera efficace tutte le iniziative, che vengono promosse in centro, in città. E abbiamo bisogno di programmare per tempo tutte queste iniziative. E il luogo dove si può fare questa programmazione, questa valorizzazione è il Municipio.
Quindi, l’istituzione di quella famosa figura, che viene denominata city manager, o che vogliamo chiamarla anche in un’altra maniera, è in questo momento determinante, secondo il nostro avviso, l’abbiamo già manifestato all’assessore Paulon in altre sedi, ma ancora di più è importante ribadirlo.
Oltretutto sarebbe bello avere l’università in centro, so che è un tema che magari avete già discusso e continuerete a discutere, però insomma completare per esempio la ristrutturazione di Palazzo Angeli per portare l’università in città, sarebbe un’ulteriore fonte di risorse e di respiro per il centro storico. Parliamo di mercato. Sul mercato innanzitutto noi non sappiamo perché ci sia tutto questo accanimento derivante dal fatto che si voglia a tutti i costi spostare il mercato.
Secondo noi non ci sono valide alternative all’attuale disposizione del mercato settimanale del martedì perché, come ci siamo già espressi, l’attuale collocazione deriva da tutta una serie di aggiustamenti e assestamenti fatti, anche a caro prezzo da parte degli operatori soprattutto, e non vediamo altre soluzioni che siano confacenti alle necessità degli operatori e della città perché comunque indiscutibilmente, quando c’è il mercato del martedì, abbiamo un incremento importante di flussi, sia per i commercianti che ovviamente compongono il mercato, ma soprattutto anche per il commercio in sede fissa e per altre categorie di operatori come i servizi o i pubblici esercizi e questo l’abbiamo testimoniato, lo ricordo, con oltre duemila firme raccolte dalla nostra associazione, ma firme di cittadini in generale, non sono firme solo dei commercianti.
Questo tengo a precisarlo e ci siamo Pag. 77 di fermati a un certo punto, ma se volessimo, potremmo raccoglierne forse molte di più. Questo per un sentore che penso che il nostro Sindaco abbia potuto apprezzare perché abbiamo fatto una mattinata insieme in giro per il mercato e su questo quindi non abbiamo dubbi.
Stesso discorso vale anche per il mercato del giovedì, i diciassette bandi, che possono occupare il liston di Piazza Vittorio Emanuele hanno la loro collocazione lì, non si può pensare di spostarli se non, ripeto, pagando prezzi troppo elevati perché comunque una gran parte dei nostri associati, che sono appunto gli operatori ambulanti sono una grande risorsa anche per la città e per il Comune. E quindi vorremmo che venissero tenuti nella dovuta considerazione.
È certo che spostare il mercato darebbe mezza giornata in più di apertura di transito su Corso del Popolo, ma è anche vero che, se lo spostiamo dal Corso del Popolo, creeremo lo stesso disagio da un’altra parte, quindi non fa una grande differenza, si lamenterebbero i residenti di via Sacro Cuore, piuttosto che di un’altra via. Quindi, ripeto, e concludo il pensiero, non capiamo noi come associazione perché, per partito preso, il mercato debba spostarsi da lì.
Passando a un altro concetto, che è quello della mobilità, riprendo quello che diceva appunto il collega, sicuramente Rovigo ha bisogno, la città centro ha bisogno di un miglioramento della viabilità, soprattutto con l’individuazione di nuove aree di sosta perché con gli interventi che sono stati fatti di riqualificazione di Corso del Popolo, di Piazza XX Settembre, indubbiamente i parcheggi si sono un po’ dispersi e noi abbiamo anche chiesto nei giorni scorsi una flessibilità, ovvero un’ora di sosta gratuita, dalle 18.30 alle 19.30 nel corso della settimana, il parcheggio gratuito al sabato, per incentivare ovviamente chi deve spostarsi dall’esterno verso la città.
Quindi, anche sul piano della mobilità chiederemo un intervento deciso, ripeto, per quella contrapposizione che c’è le iniziative commerciali, che sono nelle aree extraurbane e che vedono il centro svantaggiato in questo momento.
Dopodiché, chiederemo, la nostra idea è che le attività commerciali debbano essere agevolate sotto il profilo amministrativo e fiscale, e quindi chiediamo di avviare un piano di verifica dei procedimenti che fanno capo al Comune, e di una loro semplificazione per liberare risorse che possono consentire una diminuzione della fiscalità locale perché TOSAP, T.A.S.I., eccetera, hanno raggiunto livelli insostenibili per le imprese locali alle prese con una drammatica caduta dei consumi.
Confesercenti si pone ovviamente con la massima disponibilità nei confronti del Sindaco e del Consiglio comunale per concertare queste iniziative, per dare nuove idee, e per attuare questi miglioramenti, che possono portare appunto un vantaggio e per la città e di riflesso poi per la nostra categoria. Con questo ho concluso e vi ringrazio.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie ai due esponenti delle Associazioni di Categoria che invito ovviamente rimanere nel pubblico per ascoltare il seguito del dibattito perché, come vi avevo anticipato, non ci sarà il contraddittorio, come già abbiamo fatto in analoghe iniziative in cui sono venuti rappresentanti delle Associazioni o di comitati o quant’altro, sono intervenuti, come ho detto, il dibattito poi sarà ovviamente tra i Consiglieri comunali.
L’invito è stato preciso, senza contraddittorio, se iniziamo il contraddittorio con loro o con quanti altri, non si finisce più. Il dibattito è tutto: autoconvocazione con dibattito tra i Consiglieri comunali, ascoltando le Associazioni e abbiamo dato la possibilità... tra l’altro oltre ai cinque minuti, avevo anticipato che non avrei guardato l’orologio, così, a titolo di cronaca, avete parlato dieci minuti a testa.
ROMEO NADIA · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento
È una specifica perché, insomma, senza contraddittorio l’ha deciso lei perché nella mozione, che ho firmato e sono la prima firmataria, non ho assolutamente scritto “senza contraddittorio”, anzi, era proprio un modo, e l’abbiamo scritto chiaramente, per cercare insieme di avere un dibattito sereno su quale futuro e quale visione vogliamo avere della città, quindi ritenevo scontato che nella Pag.
78 di costruzione di un progetto futuro, ci potesse essere non tanto contraddittorio ma un dibattito sereno anche con le associazioni di categoria, quindi contraddittorio lo dice lei, ma non è la mia richiesta né tantomeno quella che abbiamo sottoscritto noi, Presidente. Quindi, per quanto mi riguarda, invece, il dialogo secondo me sarebbe opportuno.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Io rimando all’Aula.
Tra l’altro nell’invito con loro sono stato preso e ho scritto: “Cinque minuti di intervento senza contraddittorio” e l’ho precisato in premessa anche perché altrimenti veniamo a svilire il ruolo del Consiglio comunale, poi mi sono anche rifatto a precedenti esperienze sia di questa Legislatura che anche di altre Legislature, quando abbiamo invitato rappresentanti di comitati, non c’è mai stato dibattito, ma gli interventi dei singoli rappresentanti di comitato, visto che tra il pubblico vedo delle persone che aspettano il prossimo punto sulla cosiddetta soluzione per la Passante Nord, anche in quella occasione, se vi ricordate, ci sono stati gli interventi dei singoli rappresentanti dei comitati, poi, finito il loro intervento, si sono accomodati tra il pubblico e c’è stato il dibattito tra i Consiglieri.
Ho fatto l’esempio sul punto numero 5, che riguarda il Passante Nord, che già in passato è venuto in Consiglio comunale e in quella occasione abbiamo fatto parlare i singoli rappresentanti dei Comitati senza dibattito, altrimenti, ripeto, si svilisce il ruolo del Consiglio comunale.
ROMEO NADIA · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento
Presidente, il dibattito arricchisce il ruolo del Consiglio comunale, non lo svilisce, e lei, che è Presidente, lo dovrebbe ben sapere. Allora lei si assume la responsabilità di avere deciso una cosa di questa natura, che non è la richiesta, che abbiamo fatto noi però. Era già difficile parlare di commercio e di visione della città, se non si può neanche interloquire, lo faremo in altri modi, ma non è quello che abbiamo chiesto.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Parliamo uno alla volta, non per niente non era specificato nella vostra richiesta di autoconvocazione, tanto che su indicazione del Segretario Generale vi ho mandato una e-mail, chiedendo se ritenevate necessario il loro intervento o solo la presenza tra il pubblico. Mi avete detto: “È scontato che chiediamo il loro intervento”. Punto.
Il loro intervento c’è stato. Un conto è l’intervento, un conto è un dibattito e un contraddittorio che, secondo me, hanno altre sedi e altri luoghi perché ho detto prima, se vogliamo fare nel Consiglio comunale il tavolo di confronto, per lo stesso motivo, quando abbiamo fatto parlare... facciamo un altro esempio? Perché altrimenti stravolgiamo anche quella che è la prassi, quando abbiamo fatto intervenire i rappresentanti del personale, c’è stato un dibattito?
Mai, in quattro Legislature, mai un dibattito! Sono intervenuti i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, li abbiamo ascoltati e poi abbiamo parlato tra di noi. Si vuole stravolgere una regola consolidata. (Voci confuse dall’Aula) L’Aula è sovrana.
Chi è d’accordo sul fatto che restino e che ci sia dibattito anche con i rappresentanti delle Associazioni del Commercio. La parola al consigliere Rossini.
ROSSINI ANTONIO · Gruppo Lista TosiLeggi intervento
Una mozione d’ordine, Presidente, l’Aula è sovrana ma non può essere sovrana sullo spirito di una convocazione fatta dagli altri. Pag. 79 di Se lo spirito della convocazione è quello che le persone rimangano qui e che si possa anche instaurare un dibattito o comunque avere delle precisazioni ulteriori della fase produttiva, non è che l’Aula sovrana può entrare nel merito di ciò che è stato chiesto da altri.
Quindi io non capisco dov’è il problema, abbiamo l’occasione, dopo tempo, di avere qui alcuni rappresentanti delle Associazioni di Categoria che, al di là della introduzione che hanno fatto, sono a disposizione per eventuali altre precisazioni in base al dibattito che si svolgerà tra i Consiglieri comunali. È come quando il funzionario del Comune rimane qui, nel corso dell’argomento e, chiamato in causa su certe precisazioni, le conferisce durante il dibattito.
È la stessa cosa, Presidente, quindi cortesemente la invito a rivedere questa sua posizione.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Guardi, io non voglio rivedere proprio nulla. Prima di lasciare la parola al Consiglio, esplicitamente è scritto: “Si richiede espressamente la presenza dell’Assessore al Commercio, Luigi Paulon, e delle rappresentanze delle Associazioni di Categoria del commercio fisso e ambulante”.
Tanto che ho mandato una e-mail in cui ho chiesto, così lo sanno tutti i Consiglieri: “In relazione alla vostra richiesta in oggetto con cui si richiede la presenza dei rappresentanti delle Associazioni, vi prego di precisarmi se tale partecipazioni si intende come uditori o con possibilità di intervento”, mi è stato risposto: “Con possibilità di prendere la parola”. Cosa che ho fatto.
Se, invece, si vuole instaurare un dibattito tra Consiglio e i rappresentanti delle Associazioni di Categoria, questo mi dispiace secondo me va, come dire, a creare un qualcosa di diverso da una prassi consolidata, ma siccome, ripeto, l’Aula è sovrana, chi è d’accordo sulla proposta fatta... perché la proposta formale che ci sia un dibattito tra i Consiglieri comunali e i rappresentanti del commercio, che io ho già ringraziato abbondantemente, chi è d’accordo... (Voci confuse dall’Aula)
SGUOTTI GIACOMO · Consigliere Forza ItaliaLeggi intervento
Presidente, scusi, non ho capito bene gli accordi quali erano perché francamente io faccia fatica ad andare contro la proposta del consigliere Romeo, quantomeno di non lasciare dentro in Aula il direttore e il Presidente di Confcommercio e di Confesercenti, dopodiché instaurare un dibattito con loro lo vedo quantomeno un po’ fuori luogo.
Però volevo capire di preciso quali sono gli accordi presi perché, se gli accordi sono presi in base a quello, perché siamo in difficoltà senza sapere perché non ci vedo niente di impossibile, quantomeno che loro restino dentro l’Aula, non lo trovo impossibile, però voglio capire i reali accordi quali erano, per quanto mi riguarda il dibattito venga pure avanti perché siamo qui apposta per parlare e per capire.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Forse non mi sono spiegato, il problema non è sul discorso della collocazione fisica, per me possono restare anche qua, il problema è se l’Aula intende instaurare un dibattito in cui poi, oltre a relazionare l’Assessore al Commercio e risponde l’Assessore al Commercio, rispondono ulteriormente le Associazioni di Categoria, sono due cose diverse.
Siccome mi ha chiesto come è stato regolamentato, né la richiesta non era precisata, io ho preso un’iniziativa, dopodiché se condivisa dall’Aula, bene, perché nell’invito che ho mandato loro ho detto: “Cinque minuti di intervento senza contraddittorio”. Ripeto, mi prendo la responsabilità, ma siccome sono per la democrazia: se l’Aula decide che non solo restino fisicamente... è inutile che perdiamo tempo... (Voce confusa dall’Aula) Pag.
80 di Lei ha fatto una proposta, che non solo restino in Aula, ma che interloquiscano ulteriormente con... è inutile che parliamo in sessanta! C’è una richiesta. Ripeto, la leggo ancora, è una mia indicazione, ovviamente avrò sentito anche qualcun altro, perché non mi invento le cose.
Il tempo previsto di intervento sarà di cinque minuti, e non mi invento niente perché è il nostro Regolamento che lo dice e comunque hanno parlato quanto hanno voluto senza problemi e non li ho fermati, per ogni rappresentante, senza contraddittorio. Ho scritto questo perché mi sono rifatto, e l’ho anche spiegato, ad una prassi che abbiamo sempre avuto, quando abbiamo ospitato delle rappresentanze di comitati, di sindacati o quant’altro.
Dopodiché, se vogliamo cambiare quello che è una prassi consolidata, per carità, l’Aula è sovrana e io rispetto la democrazia, ve lo dico già, è ovvio che sono contrario perché vado contro ad una prassi. Però, ripeto, siccome nella vita tutto può cambiare, tutti possono cambiare, il mondo può cambiare, chi è d’accordo sulla proposta che ha fatto il consigliere Romeo, che il dibattito sia aperto...
SGUOTTI GIACOMO · Consigliere Forza ItaliaLeggi intervento
Scusi, Presidente, sono in linea con quello che sta dicendo, faccio solo una proposta che al limite il Presidente e il direttore possano rimanere all’interno dell’Aula, senza andare a un discorso di dibattito o roba del genere.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Questo l’ho premesso. Nessun problema che l’audizione continui rimanendo seduti lì, non è un problema, consigliere Sguotti, il problema è di una richiesta formale che al dibattito, che inizia adesso, dopo la relazione dell’assessore Paulon, diventino interlocutori e ci sia un dibattito fatto tra Consiglieri comunali, Assessore e Associazioni di Categoria che, ripeto, non si è mai visto in quest’Aula, ma, per carità... (Voce incomprensibile dall’Aula) La mettiamo ai voti, consigliere Romeo. Formalizzi la proposta.
ROMEO NADIA · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento
Non la farò lunga per rispetto a chi è qui in Aula e alle rappresentanze delle Associazioni dei commercianti, però che lei interpreti francamente e si confronti con qualcun altro su quella che è una mozione sottoscritta da noi, non lo trovo corretto da lei, che è Presidente.
Quindi poteva eventualmente chiedere, quando abbiamo fatto la mozione, abbiamo chiesto esplicitamente: “Discutere sulle iniziative prossime e future che l’Amministrazione intende porre in essere insieme alle Associazioni” e le ho anche specificato l’intervento.
Poi se le devo mettere due, tre, quattro, anche il numero degli interventi, questa è un’altra cosa, però era ovvio e naturale che, visto che c’erano le rappresentanze, era il momento, visto che insomma c’era un nuovo Piano, ci sono situazioni che cambieranno alcun il volto del centro storico, e visto che ci sono, ovviamente il dibattito secondo me non era... secondo me il dibattito era funzionale a questo scopo, la mozione è per questo.
L’abbiamo chiesta per il commercio, l’abbiamo chiesta per l’IRAS, l’abbiamo chiesta per la Polizia locale, non è che arrivano, fanno la relazione anche loro e poi vanno via. Non è questo lo spirito perché ovviamente, se chiediamo delle risposte, magari gli interlocutori le possono dare.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
È chiara, di solito su ogni mozione d’ordine, c’è un intervento favorevole e uno contrario. Interviene il signor Sindaco. La parola al Sindaco.
Pag. 81 di
BERGAMIN MASSIMO · SindacoLeggi intervento
Non sto facendo l’intervento perché sono contrario, okay? Qui la dobbiamo smettere di dare le lezioni, le lezioncine per rispetto dei presenti, come se qualcuno non rispettasse i presenti!
È stata fatta un’autoconvocazione, abbiamo sentito i rappresentanti di categoria, rispetto di ASCOM, Confesercenti, avevamo invitato anche, come ha detto prima il Presidente, anche un’altra realtà, la nuova associazione, per quanto riguarda i confronti pubblici di tutte le parti, che possono concorrere ad un confronto pubblico, ci sono tempi, luoghi e modi diversi.
In questa sede, in questo consesso dibattono i Consiglieri comunali e gli Assessori competenti, non è perché invitiamo e convochiamo il capo stazione e viene il capo stazione, il comandante dei vigili, ci sono competenze politiche e ruoli gestionali. In questo caso, nessuno farà mancare il confronto, come mai è stato fatto mancare il confronto con le Associazioni di Categoria, con i rappresentanti dei lavoratori e con qualsiasi altra situazione che necessiti di un confronto e di un dibattito.
Però ci sono delle modalità, a domanda risponde il rappresentante di categoria, in questo momento si rischia di trasferire il senso di questo consesso da un’altra parte, allora è meglio che ci autoconvochiamo tutti in un’altra sede per un dibattito pubblico, per un confronto, l’Amministrazione per il ruolo che compete all’Amministrazione, le associazioni di categoria, le parti politiche, gli indirizzi, tutto quello che volete, qui siamo stati chiamati...
Se penso al punto 1 all’ordine del giorno “relazione del Presidente della Accademia dei Concordi di Rovigo, professor Enrico Zerbinatti - Discussione”.
La nostra discussione oggi è all’interno del Consiglio comunale, ma non perché vogliamo estromettere i rappresentanti della Confesercenti e dell’ASCOM, assolutamente no, abbiamo già perso mezz’ora e oltre, perso, nel senso impegnato per chiarire, li abbiamo ascoltati e, in merito ai loro contenuti e alla relazione che poi farà l’Assessore al Commercio, Paulon, ci si confronta.
Tutto il resto appartiene ad un altro momento, che non è questo, che non vuol dire delegittimare chi rappresenta i commercianti piuttosto che gli ambulanti o un’altra situazione o togliere loro la parola, altrimenti si crea un dibattito “a domanda risponde” che non ne usciamo più.
È un modus operandi che è sempre stato preso in considerazione e applicato ma non perché sono state concordate delle cose o non concordate, non è che non si è concordato qualcosa oppure non eravamo, oppure ci siamo messi d’accordo, è un modus operandi, punto, abbiamo la Gran Guardia, abbiamo altre sedi, lo vogliamo fare in mille persone, andremo al CENSER, o altrove, questa Amministrazione non farà mai mancare il proprio apporto per quanto riguarda il confronto e il dibattito, ma nelle sedi, nei tempi e nei modi previsti.
Questo è un Consiglio comunale, noi abbiamo ascoltato i rappresentanti di Confesercenti e di ASCOM, e dibattiamo al nostro interno, altrimenti “a domanda risponde” non se ne esce più.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, Sindaco. È inutile che facciamo una cosa lunga. Credo sia stato chiarito lo spirito... (Voci confuse dall’Aula) La parola al consigliere Mella per l’ultimo intervento.
MELLA SILVANO · Consigliere Presenza CristianaLeggi intervento
Mozione d’ordine. In questo Consiglio noi siamo stati convocati per discutere il numero 8 di una richiesta di “convocazione di Consiglio comunale monotematico” dove si parli a fondo di questi problemi. Ci vogliono due o tre ore per parlare, perché volete banalizzarlo così?
Ci sarà un Consiglio apposta dedicato tutt’al più o altre sedi, come dice il Sindaco. Pag. 82 di Questo Consiglio ha dodici punti, non può essere monotematico, è un travisamento delle regole.
Voi venite pubblicamente a fare una richiesta di Consiglio monotematico, lo concediamo senza alcun problema ma sarà programmato. (Confusione in Aula) Un Consiglio monotematico si organizza in futuro, non oggi! (Confusione in Aula)
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Scusate, c’è stata una formale da parte del consigliere Romeo che, ripeto, secondo me va contro una prassi, che si è sempre seguita per quanto riguarda non i rappresentanti di Enti, Istituzioni, ma i rappresentanti di Associazioni o Comitati o quant’altro, peraltro nella richiesta non era precisata, quindi, come tale, non essendo precisata, la rimetto alla decisione del Consiglio. Ho già anticipato che sono contrari perché va contro una prassi acquisita dal Consiglio.
Chi è d’accordo sulla mozione d’ordine che ha fatto il consigliere Romeo? È una mozione d’ordine, metodologica. Tra l’altro sono io il primo ad invitare i due Presidenti a restare in Aula per il seguito del dibattito.
Favorevoli 11: Menon, Milan, Bonvento, Vernelli, Gennaro, Rossini, Businaro, Andrea Borgato, Moretto, Romeo e Chendi. Chi è contrario? 18.
Astenuti? Nessuno. Invito i due Presidenti a rimanere qua e li ringrazio non solo per ascoltare la relazione dell’Assessore al Commercio Paulon, ma anche per il dibattito e poi gli interventi dei Consiglieri comunali.
La parola all’assessore Paulon.
PAULON LUIGI · AssessoreLeggi intervento
Grazie, Presidente. Indubbiamente fa piacere innanzitutto che i temi affrontati dal direttore e dal Presidente diano al tema commercio uno spettro molto più ampio perché stiamo parlando non più di commercio in sé, quindi di botteghe, di clienti o cose, ma stiamo parlando di città che è una cosa interessantissima perché qua viene fuori la politica, vengono fuori anche le iniziative che si vogliono fare.
Viene fuori anche quello che bisogna cambiare nel senso di capire culturalmente che stiamo andando verso la Rovigo del Terzo Millennio, come c’era la prima contro le grandi strutture di vendita, contro il mercato informatico, cioè un sistema che sta cambiando radicalmente.
Radicalmente che vuol dire anche rivedere totalmente quello che è una visione complessiva della città al servizio o del commercio ma anche di un commercio o di un’attività al servizio della città, sono due cose che sembrano in antitesi, ma di fatto sono collegate, ognuno deve capire quali sono le esigenze, la parte urbanistica, la parte dello sviluppo, l’esigenza di una rivitalizzazione di un centro storico, di un centro città che sta spegnendosi non da ieri, non dall’altro ieri, ma da tempi ben più lontani, dove le iniziative nascono e muoiono o non vengono più proseguite o passano per una strada che non dà un futuro.
E le occasioni c’erano perché parliamo di un passato non remoto, ma recente in cui c’erano delle opportunità che non sono state cavalcate e che, pur nonostante adesso si stia facendo la rincorsa, la rincorsa è frenetica e quasi sempre in ritardo rispetto a un sistema, che è venuto meno. Parliamo di un rilancio del commercio e non dimentichiamo il piano degli interventi, no, il piano degli interventi è essenziale per una azione di rilancio.
È un piano degli interventi che doveva nascere dieci anni fa, è un piano degli interventi che doveva nascere dieci anni fa, che ha visto delle Legislature totali di Amministrazione che hanno lasciato dormire il tema e adesso noi lo stiamo prendendo in mano. Pag. 83 di Credo sia fondamentale pensare che un piano degli interventi del commercio, che è all’interno del piano degli interventi complessivo per quanto riguarda la città, doveva nascere qualche anno fa, eppure lo stiamo discutendo adesso.
Con quali principi? A) zero suolo al di fuori di quello che è indispensabile, è logico che abbiamo visto che ci mangiamo di campi di calcio ogni anno secondo i sondaggi per quanto riguarda lo sviluppo e la cementificazione della città. Credo che l’Assessore all’Urbanistica, che sta facendo un ottimo, abbia puntato prima sul recupero delle aree degradate, secondo sullo sviluppo del centro storico e quindi di un’attività imperniata su questo.
Certo, ci potranno essere che cosa? Ci potranno essere delle manifestazioni di interesse e anche degli sviluppi di piccoli superficie, ma che sono dovute al fatto che in una città si cerca un equilibrio per quanto riguarda il servizio e quindi cercare di dare completezza alle vite dell’intero territorio.
Non possiamo dimenticarci un piano del turismo, credo che le iniziative che questa Amministrazione sta facendo non siano altro che il riprendere in mano un programma nato quindici anni fa, pensate bene, quindici anni fa quando nasce a Rovigo la volontà del CUP, chi si ricorda, in cui si trovano dei soldi per riqualificare l’area del castello. L’area del castello, che doveva essere il volano da cui partiva il rilancio del centro storico.
È stato un volano che è morto, che si è addormentato per dieci anni perché le opportunità tipo Torre Donà e la rivisitazione, i sotterranei e la riqualificazione non più a magazzini ma a qualcosa di vivo, di pulsante, potesse trovare qualcosa di positivo, di fatto noi ripartiamo adesso dopo questo con un progetto serio, con un progetto seguito dall’assessore Sguotti e dal Sindaco con il GAL, che ci porta a portare una prospettiva a breve termine per poter aprire finalmente la torre e la rivisitazione, una torre che è altamente richiesta anche perché abbiamo turisti che continuano vengono a chiedere questa opportunità.
Non possiamo dimenticare un percorso turistico che abbiamo naturale in città perché la rotonda e la riqualificazione di Piazza XX Settembre, nata anche questa dieci anni fa per dare una bellezza, (inc.) uno dei monumenti più belli che ci siano in circolazione.
Non possiamo dimenticare che il turismo è colui che grazie a Roverella e grazie alle iniziative possiamo sviluppare ed è uno questo uno dei volani su cui il centro storico e il mondo commerciale devono rimettersi in moto, però un mondo commerciale che non può non stare al passo con le esigenze che questo porta perché parlare di turismo e non parlare di turismo del commercio, cioè i turisti che vanno in cerca di aree da visitare, chi non è mai andato in giro la domenica scagli la prima pietra per sapere chi non è mai andato in un centro commerciale di domenica, non solo locale, ma anche fuori città.
Spesso e volentieri troviamo i centri commerciali, questi grandi centri dove c’è del turismo, cioè la gente va a girare, va a vedere, va a visitare, magari gli scappa anche di comprare. Quello che noi, invece, non siamo capaci di fare come alternativa.
Non sto dicendo che qui le attività commerciali devono aprire la domenica, perché è una scelta imprenditoriale, ma sto dicendo che, se vogliamo creare la concorrenza ai centri commerciali, dovremmo essere in grado di fare concorrenza e le maniere sono due: o rincorriamo i clienti o abbiamo qualche sistema di attrazione che è diverso perché, di fatto, il mondo della vita, la vita di ognuno di noi è diversa. E ognuno di noi ha delle fasce che dedichiamo alle esigenze di terzi.
Il sistema del pubblico è importante quanto è importante il sistema del privato. Prima parlava il direttore di ASCOM di accessibilità, di viabilità, di trasporto.
Pensiamo che abbiamo un piano del traffico che è andato avanti a balzi, dovremmo farne tre, tre piani del traffico per la città, uno che vale per il lunedì, uno che vale per mezza giornata del martedì, uno che vale da martedì, giovedì e venerdì, uno che vale dal sabato alla domenica, cioè questo non è possibile, così come per il trasporto pubblico locale, non è possibile continuare ad avere una variazione di questi tipi di piano ma soprattutto una accessibilità diversa perché non dimentichiamo che Corso del Popolo è l’arteria, è la nostra arteria, è come se noi mangiassimo troppi grassi, il colesterolo strozza nelle arterie e, quando le arterie vengono strozzate, il rischio è anche questo.
Non dimentichiamo che uno dei mali fu la chiusura del Corso del Popolo, la chiusura del Corso del Popolo all’epoca fu una di quelle che portò alla crisi del commercio del centro storico, non dimentichiamo questo, e soprattutto non dimentichiamo che questo ha fatto sì che quel sistema di Pag. 84 di viaggio, di transito ha portato obbligatoriamente a qualcosa perché, quando uno mi dice che non ci sono iniziative e non ci sono eventi, è inevitabile che la massa porta il sistema.
Quando noi andiamo nei centri commerciali, cosa vengono i centri commerciali? Vendono gli spazi? No.
Vendono le presenze. Vendono le presenze i centri commerciali. E come facciamo a vendere i nostri spazi in centro storico?
Dobbiamo venderli attraverso le presenze, dobbiamo fare sì che la gente venga in piazza, che possa vedere, che possa godere della piazza, che possa godere del centro storico e sperando che compri. Su questo voglio andare avanti un attimino perché dicevo il sistema dei parcheggi indubbiamente, il sistema dei parcheggi fa parte di uno dei punti che abbiamo.
Dico sempre che, appena avrò un po’ di quattrini, ma purtroppo la situazione è anche quella che stiamo subendo un po’ tutti nell’Amministrazione comunale, avrò la possibilità di poter andare avanti anche con il sistema dei parcheggi perché il sistema dei parcheggi non è svincolato dal piano del trasporto pubblico locale, non è svincolato dal piano della viabilità complessiva perché tutto l’insieme, si chiama piano della mobilità, ha un valore all’interno di questo e quindi non dimentichiamo che tutto l’insieme è una macchina che stiamo mettendo in moto, ma purtroppo la sofferenza che abbiamo è che ci mancano anche i 540 euro per fare una SCIA per una scala antincendio e questo è dovuto a che cosa?
Probabilmente a qualcosa che nasce, i dieci anni passati e quindi, come tale, io voglio dire: subiamo in questo momento qualcosa in cui pian pianino si sta mettendo in moto. Parliamo della parte tributaria, l’Amministrazione comunale è stata la prima forse che nei primi anni ha calato qualcosa, il primo segnale che nel Bilancio di quest’anno abbiamo avuto la riduzione per l’IMU per quanto riguarda le attività commerciali, gli immobili destinati ad attività commerciali del centro storico che vengono date in affitto.
Sembra una cosa, l’1 per mille, per carità, sembra poca cosa però nell’insieme di questo è un segnale politico non indifferente, è una attenzione particolare che abbiamo dato per chi è disponibile a dare in affitto. Poi è facile parlare da fuori perché, come dico sempre, fare maggioranza e fare governo e fare opposizione sono due ruoli in cui uno si lamenta e propone qualcosa e l’altro deve governare e fare con quello che ha.
È come in casa normalmente, quando abbiamo dei figli, che hanno delle pretese, e dei genitori che magari conoscono i bilanci... è una cosa normale, è una cosa normale sulla quale ci si confronta, ma, purtroppo, spesso e volentieri, non è che sia mancanza di volontà perché non credo che i Consiglieri di maggioranza né il Sindaco né la Giunta siano persone che vogliono (inc.) una città, anzi, sono persone che stanno cercando in tutte le maniere per rilanciarla, cercando anche delle fantasie delle volte, magari dei sogni a volte che si possono realizzare.
Siamo d’accordissimo su Palazzo Angeli. Palazzo Angeli potrebbe essere un volano insieme al castello e all’università in Piazza, è un’altra cosa che è ferma lì da dieci anni, cioè non dimentichiamoci di questa roba qua, sono lustri, stiamo parlando di lustri, non stiamo parlando di settimane, lustri, lustro vuol dire multiplo di cinque anni perché un lustro è uguale a cinque anni. Sono lustri che Palazzo Angeli è lì, perché è stato iniziato, sono stati spesi 3 milioni di euro all’epoca, 2001 - 2006, e poi?
Fermo. È una fase di recupero lenta ma determinata. Parlavo anche del discorso della positività dell’incontro dei ruoli con i privati... (Voce confusa dall’Aula)
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Solo per una questione procedurale, prima sono stati persi venti minuti. (Voce confusa dall’Aula)
PAULON LUIGI · AssessoreLeggi intervento
È difficile fare un minuto in più su quello che vogliamo dire perché alla fine gli spunti che ci hanno dato i nostri protagonisti non sono stati pochi. Parliamo anche per fare una sintesi veloce, parliamo Pag. 85 di del city manager, io ho provato più volte ad avere a che fare con voi, con le Associazioni di Categoria e con i commercianti, io vorrei sapere quanti siete voi in grado di avere disciplina di corpo.
Tante volte ci siamo trovati in assemblea e abbiamo trovato più di qualche commerciante che proviene dal centro commerciale, che è uscito perché nel centro commerciale ci vuole disciplina, rispetto degli orari e finanziamenti, sono tre condizioni.
Se noi vogliamo fare i city manager e avere il centro commerciale, ci vogliono tre condizioni: disciplina, quindi vuol dire che uno deve ubbidire a quello che il city manager dice, disponibilità a fare quello che viene detto, quindi ordine, e anche la disponibilità finanziaria perché promuovere qualcosa vuole dire... se noi vogliamo parificare e fare del centro storico un centro commerciale, dobbiamo fare uguale al centro commerciale. Lo stesso sistema.
Il direttore del centro commerciale è colui che detta le regole là, qua abbiamo un city manager, che detta le regole qua. Quant’è la disponibilità in questo? Io onestamente ogni volta, che mi sono interfacciato con le Associazioni, non sono riuscito neanche a... dicendo: “Fate voi”, perché anche quando ho detto “Fate voi”, hanno litigato tra di loro, quindi non c’è neanche la volontà tante volte.
E veniamo a uno dei temi più scottanti, il discorso del mercato del martedì perché credo sia questo il tema più scottante. A me fa strano che il Presidente di Confesercenti non si ricordi che la Confesercenti era sul tavolo del Ministero degli Interni quando ci sono state le raccomandazioni tecniche per le norme di sicurezza perché il Comune di Rovigo, checché se ne dica, è senza ancora purtroppo un piano di sicurezza per quanto riguarda i mercati e le fiere.
E questo deve essere allegato al piano mercatale e quindi deve essere un documento integrante di quello che abbiamo già fatto.
Questo prevede delle norme, che non mi invento io, ma è il Ministero degli Interni che le pubblica e le ha pubblicate nel 2014 al tavolo insieme ai corpi vari c’era come rappresentante di categoria era la Confesercenti, in questo c’erano previste delle disposizioni comuni che hanno trovato in tantissimi piani della sicurezza, anzi, in tutti quelli che ho consultato in cui si prevedono alcune normative, alcune delle quali per quanto riguarda la nostra struttura non sono rispettate ed è un problema serio questo qua, è un problema serio perché, mentre il funzionario che passa e dice: “Sì, va bene” e tutto va bene, ma quando sei obbligato a firmare e sottoscrivere un pezzo di carta che devi allegare, in cui ci sono un dirigente e un Sindaco che se ne prendono la responsabilità, non è che passa il funzionario... perché quando succede un imprevisto, un incidente, se non sono state rispettate, pagano, pagano in prima persona e questo è fondamentale nella chiarezza perché qui la gestione della città non passa attraverso la volontà o meno di fare qualcosa, ma passa in una visione complessiva che deve essere quella di governare una città nella sua interezza perché, se succede... vi faccio un esempio sciocco, voi sapete che tra queste linee guida c’è anche il fatto che ci sono degli immobili che possono essere più alti di dodici metri, nel caso degli immobili di altezza dodici metri i Vigili del Fuoco prescrivono un’area per l’autoscala.
L’autoscala mi dite voi come fa a starci nella zona davanti alla peschiera? Ho qualche problema a pensare che ci possa stare. Ciononostante, noi cerchiamo di trovare una soluzione.
E questo ho detto anche ai signori commercianti che mi vengono a trovare puntualmente con i rappresentanti: “Non credete a nulla di quello che dicono giornali e altro fino a quando, a settembre, io come Assessore competente, insieme ai miei uffici, non saremo in grado di formalizzare tutte le proposte possibili e immaginabili sui piani mercatali, con le relazioni dei pro e di contro di ogni situazione.
Fino ad allora, e quindi fino al mese di settembre, quando avremo definito tutte le progettualità qualsiasi ipotesi è valida, perché? Perché indubbiamente è inutile che parliamo di via Grimani che diventa un fulcro in qualsiasi caso perché? Perché è una struttura già attrezzata, perché abbiamo speso dei soldi per rifare quell’area là ed è un’area storica per quanto riguarda il mercato, per quello che riguarda un settore del mercato.
Per cui noi stiamo lavorando su questo, stiamo lavorando per quanto riguarda il mercato, sicuramente per trovare una soluzione che dia soddisfazione a tutti, e soprattutto sia governabile per la città del futuro. Sappiamo che il nuovo regolamento, con le nuove licenze, quindi anche il fatto stesso di verificare qual è la tipologia di mercato che noi vogliamo, sicuramente voi, che siete molto Pag.
86 di più esperti, sapete che nel rinnovo delle licenze, qualcosina si perde perché alcune documentazioni indispensabili, alcune tipologie di commercianti non le hanno come DNA. Il famoso DURC, che deve essere il documento di regolarità contributiva non tutti i commercianti ce l’ha come DNA, tanti di questi si perdono per la strada.
Abbiamo visto che nel veneziano, Chioggia, Mestre hanno perso più di trenta licenze di ambulanti di mercato proprio per questo tipo di mancanza e perché noi non possiamo pensare che, grazie al rinnovo, ci possa essere un ridimensionato di questi?
È indubbio di sì, ma credo sia una cosa che voi sapete perché è stata la passata Amministrazione comunale, insieme a voi, che ha portato da centotrenta a centottanta i banchi dieci anni fa perché all’epoca, quando c’era il vecchio mercato in via Sacro Cuore, le bancarelle erano centotrenta, poi sono state spostate su Corso del Popolo e sono diventate 178. Questa è stata una mania espansionista di un accordo fatto con il Comune, pur sapendo che quel trasferimento, è scritto, era un trasferimento provvisorio.
È scritto. Quello era un trasferimento provvisorio. Ciononostante l’avete ampliato.
Scelta politica, posso condividerla, posso non condividerla, non ha importanza. Questa c’era e a questa dobbiamo fare fronte. Con questo io concludo dicendo: noi stiamo lavorando per un certo tipo di sistema di rilancio del centro storico sul quale i protagonisti devono essere tre, il Comune sicuramente, come associazioni di categoria sicuramente, il terzo è fondamentale che ci siano anche i privati, che sono i vostri associati.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, Assessore. La parola al consigliere Moretto.
MORETTO MATTIA · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento
Grazie, Presidente. Prendo spunto da quanto detto dall’assessore Paulon il quale per l’appunto ha affermato che occorre fare concorrenza ai centri commerciali. Ed è vero.
È vero anche perché già in tempi non sospetti ho sottolineato come in un paragone ipotetico tra centro commerciale e centro storico secondo me con le condizioni attuali il centro commerciale è più avvantaggiato, è più avanti rispetto al centro storico per un semplice motivo. Forse per due. Innanzitutto chi va in un centro commerciale, il parcheggio a Rovigo quanto meno non lo paga, quindi abbiamo il parcheggio gratis.
Seconda cosa, di inverno c’è il riscaldamento, d’estate c’è l’aria condizionata, uno va là, si fa la sua passeggiata, se vuole comprare, compra, se non vuole comprare, non compra. Perché dico questo?
Perché, come ho già fatto notare qualche tempo fa, credo che un punto importante se - capiamoci bene - vogliamo veramente incentivare il centro storico è quello di andare a mettere mano ai parcheggi, ma l’assessore Paulon in qualche modo ha deciso di compiere una tale azione, peccato che sia un’azione che trovo vada in senso completamente opposto rispetto a quella che è una intenzione di aumentare, rivitalizzare un po’ il centro storico. Perché dico questo?
Perché la tariffa, che è 1,20 euro all’ora a Rovigo, ritengo che sia leggermente spropositata perché una persona, che viene qui alle otto di mattina, e mettiamo che se ne vada per il pomeriggio, se lo fa per un certo periodo di tempo, deve passare in banca e chiedere un mutuo, non è possibile che noi si faccia pagare più Rovigo che altre realtà dove magari con due, tre ore si fa tutta la giornata. Quindi andiamo a vedere bene, a studiare queste cose qui. (Voce incomprensibile dall’Aula) A Ferrara!
Lei, che è Consigliere provinciale, arriva a Ferrara... faccia un passaggio più in là, fa un passaggio più in là e vede che non sto dicendo cretinate! Pag. 87 di Seconda cosa, adesso abbiamo appreso che, e giustamente anche il consigliere Rossini insieme a me, criticavamo in qualche modo quella che è l’idea, la volontà di aumentare i parcheggi blu, diciamo, a fronte di quelli che sono i parcheggi a disco orario.
Se una persona vuole realmente incentivare il centro storico, semmai fa il procedimento inverso. Io capisco che, alla fine, ci sono dei conti che devono tornare, bisogna portare a casa per fare dei lavori, sistemazioni e quant’altro. Però sono convinto che in maniera indiretta, i soldi che noi, tra virgolette, perdiamo dai parcheggi, li recuperiamo in altro modo.
Ed è questo un punto secondo me molto importante, per quanto riguarda una possibilità, un’idea di intervento al fine di rivitalizzare un centro storico che pochi vedono molto attivo attualmente. Il secondo punto, qualcuno prima ha detto che non capisce il perché dello spostamento del mercato, io sono d’accordo con la persona che appunto ha affermato ciò, per carità mi si può dire che lo spostamento era un qualcosa di provvisorio, però...
RUGGERO RICCARDO · Vice Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Vada verso la conclusione.
MORETTO MATTIA · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento
La ringrazio, Vice Presidente, per richiamarmi all’ordine, ho visto che altri hanno parlato più di me, se permette, una volta approfittiamo di determinati ospiti per parlare di un problema serio e il regolamento lo lasciamo da parte un secondo, se permette.
RUGGERO RICCARDO · Vice Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Il Regolamento è il Regolamento, vada verso la conclusione. Le lascio un minuto.
MORETTO MATTIA · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento
Quello che voglio dire è questo: se noi pensiamo, come è stato detto, di portare il mercato su Piazzale Di Vittorio, che è una delle possibilità, l’assessore Paulon ha detto: “A settembre vedremo le diverse possibilità”, una delle possibilità, che non avete nascosto, è quella di portare su Piazzale Di Vittorio il mercato. A parte che credo che sia una zona che farebbe perdere di appeal il nostro mercato perché è una zona spostata dal centro.
Un conto è Corso del Popolo, un conto è usare un parcheggio che è l’unico parcheggio... (Voce confusa dall’Aula) ...È l’unico parcheggio di una certa dimensione, sbaglio? (Voci confuse dall’Aula)
RUGGERO RICCARDO · Vice Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Concludiamo l’intervento, visto che i tempi sono ampiamente superati. Silenzio in aula, per cortesia. Comunque, le dico, ha già concluso il suo tempo ampiamente, quindi le lascio mezzo minuto per concludere, dopo devo passare la parola.
MORETTO MATTIA · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento
Grazie per la bontà. Se fate un’indagine, come molte persone hanno già fatto, vedrete che circa non dico nove su dieci, ma otto su dieci, vorrebbero che il mercato restasse ancora... dieci su dieci, restasse ancora su Corso del Popolo. Quindi io capisco diverse dinamiche politiche, ma credo si debba tenere in considerazione anche il parere della gente.
Pag. 88 di
RUGGERO RICCARDO · Vice Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Consigliere, le devo togliere la parola, ha ampiamente superato il suo tempo.
MORETTO MATTIA · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento
Ho finito, Presidente. Quindi credo serva un’idea, un progetto di insieme, vedo troppi spot, troppe azioni portate avanti a spot e non un progetto d’insieme.
Le potenzialità di Rovigo sono grandi, ma sono inespresse, quindi quello che chiedo io e non l’avete dimostrato questa sera, secondo me è lavorare insieme, e secondo me quella di oggi poteva essere un’occasione non per un dibattito, come lo pensate, ma per fare anche delle domande come l’assessore Paulon ha chiesto delle cose agli ospiti, però non possono rispondere. Vedete che c’è un po’ di corto circuito, grazie.
RUGGERO RICCARDO · Vice Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Moretto. La parola al consigliere Rosito.
ROSITO ALBA MARIA · Consigliere Presenza CristianaLeggi intervento
Grazie, Presidente. Non stiamo discutendo del piano mercatale, questa sera stiamo parlando di politiche per lo sviluppo del centro storico. A questo punto sono un po’ incompetente dell’argomento, nelle mie materie, che è la sanità, siamo andati in giro per il mondo a vedere quello che paesi, che spesso fanno le cose prima di noi, avevano fatto.
E onestamente negli Stati Uniti, in Germania i centri commerciali sono in centro, ce ne sono fuori, ma ce ne sono anche in centro. A questo punto io mi domando: noi l’abbiamo un centro commerciale in centro, che è le Due Torri, perché è vuoto? Completamente vuoto, salvo la parte del supermercato.
Allora, dobbiamo domandarci secondo me, prima di fare altre considerazioni e non parlare del piano mercatale, ma domandarci come mai quello che in altri paesi, che spesso anticipano quello che avviene in Italia, sono riusciti a fare dei centri commerciali in centro, se ne sta parlando per il piano urbanistico, ma scusate, quello che abbiamo perché è vuoto? Allora io chiederei all’Assessore se ha delle motivazioni per cui il nostro centro commerciale in centro è vuoto.
Quali potrebbero essere le politiche di promozione, che possono aiutare questo? Naturalmente bisognerebbe chiedere anche ai commercianti perché, sempre in queste città dove io sono andata a vedere gli ospedali, però ho visto anche le realtà (ristoranti, bar, locali), tantissime in centro, ma negozi singoli, basta, non ce n’era quasi neanche uno, ma ce n’erano come centri commerciali in centro, bellissimi, dove la gente andava volentieri.
E, ripeto la domanda, perché da noi c’è un centro commerciale che è da tanto tempo attivo ed è deserto? Grazie.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Rosito. La parola al consigliere Gennaro.
GENNARO FRANCESCO · Consigliere Movimento Cinque StelleLeggi intervento
Grazie, Presidente. Ringrazio gli intervenuti, i rappresentanti...
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Consigliere Gennaro, chiedo scusa, i nostri ospiti, nel ringraziare per l’invito, però entrambi devono fare un po’ di strada per tornare a casa e li aggiorneremo, diamo dei compiti per casa all’assessore Paulon di aggiornarli sull’esito del dibattito.
Dott. GATTOLIN EUGENIO · Direttore Generale di ConfcommercioLeggi intervento
Pag. 89 di Grazie. Permetto di proseguire voi nel lavoro.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Prego, Ceccato.
CECCATO VITTORIO · Presidente provinciale di ConfesercentiLeggi intervento
Saluto, ringrazio ancora perché comunque vedo che il dibattito è bello caldo, spero che gli argomenti vengano comunque affrontati ancora con questo vigore e appunto attendiamo settembre allora, con gli sviluppi... grazie a tutti.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Di nuovo li salutiamo. Resetto il timer, consigliere Gennaro e quindi inizia adesso il suo intervento.
GENNARO FRANCESCO · Consigliere Movimento Cinque StelleLeggi intervento
Grazie, Presidente. Ringrazio i rappresentanti del commercio, che sono intervenuti, effettivamente qui però, non per colpa loro, mancavano anche altri commercianti, mi domando come mai mancava il rappresentante Pizzo del centro, e siccome il tema era un po’ il commercio del centro, sarebbe stato interessante sentire anche quell’opinione. Era stata invitata.
Vi invito, data anche l’ora, a guardare questa situazione che, durante la relazione di uno degli interventi, ha raggiunto anche toni quasi ilari nel senso che qui noi stiamo parlando di una convocazione di Consiglio comunale monotematico, è andato via il collega Mella, dove il monotematico è l’ottavo tema dell’ordine del giorno. Quindi effettivamente è vero, se viene richiesto un monotematico è perché si ritiene che quel tema debba essere sviscerato.
Se il tema monotematico è uno dei temi è chiaro che rimarrà qualcosa di inespresso. Comunque non sono stato per niente soddisfatto, anche se è stato simpatico, ha messo di buon umore, la relazione dell’assessore Paulon perché, con il sistema “pianino, pianino, stiamo accendendo la macchina, ma ci manca la chiave, la colpa non è nostra perché dipende dalle Amministrazioni precedenti”, Paulon, insomma, qualche Amministrazione precedente ci sarà stato anche lui.
È tutto un continuo scaricare, rimandare, rivedere senza un piano che si capisca chiaramente, cioè dovrebbero dire: “Vengano, signori, apriamo queste piazze, stiamo lavorando per voi, fidatevi”, quindi sotto questo aspetto speriamo che sia così.
Però all’atto pratico qui mi sembra che manchino... ci sono dei convitati di pietra, io sono convinto che qui c’era il rappresentante, non ho paura di fare il nome, probabilmente bisognerà chiedere a Zoccarato come mai un centro commerciale in centro non è tanto funzionante o se sarà utile spostare il mercato da una piazza a una via oppure no perché qui delle volte si ha l’impressione che ci sia qualcuno, esterno alla Giunta, che possa influenzare scelte fatte da questa Amministrazione.
Anche certi dati, che Paulon dà per scontati, come se fossero acquisiti, certi, scientifici, e io mi permetto di fargli notare che sarebbe un po’ tutto da vedere questo discorso, che non sono così certi che la chiusura dell’arteria del Corso del Popolo ha determinato l’inizio del crollo del centro storico.
È andato via il rappresentante degli ambulanti, che ha raccolto le duemila firme e che, grazie a questo tipo di commercio, nel centro sono aumentate le attività, sono aumentate le presenze e quindi le vendite anche dei commercianti storici, io più che delle duemila firme dei passanti, io andrei a vedere la dichiarazione dei redditi dei negozi prima e dopo, se è vero che hanno aumentato perché, da quello che mi dicono per la strada, i bar hanno aumentato le vendite con questo tipo di mercato e questo tipo di clientela, ma non gli altri tipi di negozi.
Quindi, se stiamo parlando di bar, se sono aumentate le vendite dei bar e i plateatici, sono d’accordo, ci credo perché, passandoci, le vedo anche queste cose, però i negozi di scarpe, di Pag. 90 di abbigliamento e di altri articoli, tranne qualche altra eccezione, generalmente si lamentano ancora tutti. Quindi può darsi che sia l’effetto di una crisi generale che c’è e che perdura.
Io non voglio incolpare questa Amministrazione di questo fatto, però vorrei che il totem che apertura del Corso significa affari per tutti, credo sia una bufala e quindi andrebbe verificata come poi vedremo successivamente per il discorso del Passante Nord, quando si parla di flussi, di veicoli e di numeri, sarebbe bene che ci fossero degli studi che fanno delle misurazioni abbastanza obiettive e scientifiche che si possano confrontare perché altrimenti parliamo di aria fritta.
L’idea di aprire la torre, di fare il commercio, spostato da una parte, dall’altra, io ho sentito fare qui dagli ambulanti delle proposte concrete, delle proposte concrete e, purtroppo, alcune proposte erano state fatte in questo Consiglio comunale...
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Se va verso la conclusione...
GENNARO FRANCESCO · Consigliere Movimento Cinque StelleLeggi intervento
Un minuto.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
No, è già fuori di un minuto.
GENNARO FRANCESCO · Consigliere Movimento Cinque StelleLeggi intervento
Allora trenta secondi, non voglio neanche assumermi la paternità però per esempio io mi ricordo che Silvia Menon aveva proposto, io l’aveva anche condivisa, ma l’idea era sua di evitare di mettere a pagamento certi parcheggi del sabato per incentivare e avete detto: “No, non possiamo rinunciare a centomila euro”. Il rappresentante dei commercianti ha appena fatto quella proposta lì. Quindi, voglio dire, facciamo pure gli incontri, ma ascoltiamoli, vediamo di mettere in pratica qualche cosa.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Gennaro. La parola al consigliere Rossini.
ROSSINI ANTONIO · Consigliere Lista TosiLeggi intervento
Grazie, Presidente. In effetti forse non si è capito lo spirito di mantenere qui le associazioni, non era un dibattito, una discussione continua, era solo se magari in itinere c’era qualche specifica che poteva essere aggiunta da parte loro perché capisco che la discussione forse sarebbe stata una cosa troppo ampia.
Tornando a noi, è chiaro che, come è stato detto precedentemente, c’è un disvalore tra la politica dei centri commerciali e quella del centro storico, innanzitutto perché il centro commerciale riesce ad offrire in maniera unitaria e concordataria una serie di servizi che è più difficile coordinare per i vari negozianti che ci sono nel centro storico.
E poi, senz’altro la possibilità di avere dei parcheggi gratuiti, la possibilità di potere parcheggiare in qualsiasi spazio in maniera libera e senza avere nessuna problematica, favorisce senz’altro il flusso verso l’esterno. È per questo che ancora ormai quasi due anni fa feci un’interpellanza proprio che andava su questa direzione, cioè andava a chiedere una fiscalità agevolata per le nuove attività, andava a chiedere i parcheggi gratuiti.
Visto che abbiamo multipiano, specificavo, che è molto inutilizzato, renderlo gratuito il martedì e il sabato, era un modo anche per dare un servizio maggiore intanto a chi veniva a Rovigo e abituarlo a parcheggiare anche in un posto leggermente decentrato ma sempre all’interno del centro storico, e quindi favorire le persone di poter parcheggiare senza il problema del disco orario, e un’altra proposta, che è sempre stata fatta, è quella di fare, come ha detto prima il collega Moretto, le mezze giornate tre ore, tre ore c’è anche a Sottomarina, per dire, che è una località Pag.
91 di turistica, tre ore fino a venerdì, mezza giornata, cinque ore sabato e domenica perché, essendo turistica, il sabato e la domenica metti due euro in più. Quindi non sono cose che non succedono, ma sono cose che vanno incontro a queste richieste che sono nate anche in questo consesso.
E anche per quanto riguarda l’occupazione dello spazio pubblico, un’altra idea che avevo lanciato era quella di dire: nei periodi autunnali, nei periodi invernali facciamo pagare di meno l’occupazione dello spazio pubblico perché la redditività che può avere uno spazio d’estate...
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Chiedo scusa, i Colleghi non devono rumoreggiare.
ROSSINI ANTONIO · Consigliere Lista TosiLeggi intervento
Quindi la redditività è minore in autunno e in inverno e si potrebbe andare incontro anche a questo, perché il fatto di avere dei plateatici esterni anche in autunno e in inverno creano sempre un percorso di frequenza che è senz’altro maggiore che vedere tutti gli esercizi pubblici chiusi.
Per fare questo bisogna favorire, incoraggiare e quindi offrire una TOSAP, molto più agevolata, rispetto a quella estiva dove la redditività è maggiore. (Voce incomprensibile dall’Aula) Sono sempre segnali, lei prima, Assessore, diceva che era dentro questa proposta dell’IMU agevolata per i locali sfitti, ha detto: “Abbiamo fatto poco ma è significativo”, quel poco glielo quantifico, sono 250 - 280 euro all’anno, quindi è pochissimo. Però l’ha dato come un bel risultato.
Allora diamo anche questa cosa, diamo ai plateatici questa indicazione anche d’inverno perché senz’altro non li perderemo quei soldi perché molti altri apriranno e quindi quello che andremo a prendere in meno andremo a compensare con le attività che, invece, in più occuperanno lo spazio pubblico, ma soprattutto garantiremo quel flusso di persone, che rende più competitivo il centro storico.
E, infatti, sempre in questa interpellanza, io avevo chiesto questo, glielo pongo a lei, l’Amministrazione comunale non può esimersi dall’avocare un sé un primario ruolo di coordinamento con le associazioni di categoria al fine di incidere sulla organizzazioni e programmazione di eventi e di manifestazioni da svolgersi nel centro storico e in tutte le frazioni durante i vari periodi dell’anno, favorendo le condizioni di apertura dei negozi con agevolazioni di natura economica per chi vi aderisce, parcheggi e spazi pubblici esterni da usufruire nell’occasione, gratuitamente e agevolazioni a supporto delle pratiche amministrative.
Un altro punto era proprio quello: agevolare anche nelle pratiche amministrative, è stata una cosa detta anche qui da Confesercenti che voleva una maggiore collaborazione e disponibilità magari di orario nel presentare le domande. Quindi, tutte queste piccole cose, messe insieme, potrebbero creare una condizione migliore di rivitalizzazione del centro storico.
Per quanto riguarda, invece, il piano mercatale, ho capito che la situazione era una cosa provvisoria, come ha detto, ed è giusto che è provvisoria, ma intanto si sa che in Italia le cose, quando sono provvisorie, vuol dire che diventano definitive, questa è una cosa consolidata, ma al di là di questo, siccome questa cosa provvisoria ha funzionato a livello di questa arteria, allora se lei ritiene che deve essere liberato Corso del Popolo, benissimo, mi aspetto che nelle varie progettualità, sia la collocazione di queste bancarelle lungo le piazze, quindi il fatto di sfruttare Piazza Garibaldi, Piazza Di Vittorio, so che lei dice che non si può andare fino a Piazza XX Settembre perché ci sono i Carabinieri, ma, guardi, approfondendo la materia con i Carabinieri, garantendo l’uscita delle volanti, si può anche arrivare a quello, mi creda.
Quindi, spero che non si vada di nuovo a portare in via Grimani, in via Sacro Cuore, che sarebbe sempre un decentrare rispetto al centro, ma si vada a rivitalizzare il centro, sfruttando casomai delle dorsali che vanno da via Angeli, Piazza Di Vittorio, Piazza Garibaldi e Piazza XX Settembre. Pag. 92 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Rossini. La parola al consigliere Marsilio.
MARSILIO NICOLA · Consigliere Lega NordLeggi intervento
Grazie, Presidente. Volevo fare solo due precisazioni da quanto detto prima dal consigliere Moretto, che per esempio Piazzale Di Vittorio si trova in centro a Rovigo, non è un sobborgo, non è un quartiere, ma è sempre in centro a Rovigo.
In fianco abbiamo un parcheggio coperto, che può contenere molte auto, quindi non vedo per un giorno alla settimana dove mettere il mercato, per un solo giorno, evitando anche di non trovarsi più nel Corso del Popolo perché è un fatto anche per l’inquinamento, nel senso che, invece di fare seicento metri Corso del Popolo, bisogna fare tutto quanto il giro della città per attraversarla da un capo all’altro. A Padova, come diceva prima, i parcheggi probabilmente costano meno ma dipende da dove si parcheggia.
Se parcheggiamo alla Guizza, costa due euro al giorno, se parcheggiamo in Piazza Insurrezione sono sette euro all’ora. Quindi dalle zone dove parcheggiamo. A Rovigo non abbiamo un centro molto grande dove parcheggiare, però è giusto anche quello che si potrebbe trovare una soluzione per trovare un parcheggio gratuito o diminuire il sabato il costo dei parcheggi.
Grazie.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Marsilio. Ci sono altri interventi? La parola al consigliere Romeo.
ROMEO NADIA · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento
Grazie, Presidente. Io ho sentito con molto piacere il direttore regionale di ASCOM parlare di visione, di programmazione, di peculiarità del territorio. Credo che siano proprio queste le situazioni... era questo il motivo per cui noi abbiamo chiesto l’incontro perché, a parte un “è colpa di, è colpa di”, ora ci si aspettava, ed era il motivo della richiesta, di capire qual è la visione che questa Amministrazione ha del commercio in centro storico, del rilancio comunque del centro e della promozione del territorio.
Io non ho sentito risposte rispetto a questo tipo di richiesta.
Secondo me sarebbe stata l’occasione proprio per parlare di quello che noi vogliamo fare della città, partendo da quella che era una proposta dell’Amministrazione e delle Associazioni di Categoria, io non ho sentito però la proposta dell’Amministrazione, quindi mi trovo un po’ in difficoltà, perché a parte di “è colpa di, vediamo di fare, forse entro settembre lo faremo”, francamente non ho capito qual è la visione della città e che tutto il turismo passa per Torre Donà questo l’ho capito, però non ho sentito altro rispetto a quelle che, invece, sono le politiche attive e concrete che l’Amministrazione vuole fare.
Allora non c’è bisogno di copiare, non c’è bisogno di inventare grandi cose perché in realtà abbiamo visto che Rovigo è una città attiva e risponde quando ci sono le manifestazioni, lo abbiamo visto nelle manifestazioni non che organizza l’Amministrazione, che neanche coordina, come la Pretty Runner e come altre, dove la gente viene in città, se non viene, se è vuota, è perché oggettivamente manca la programmazione e manca soprattutto l’informazione di quello che si fa e guardi che in passato, ha un po’ di memoria corta, questo si faceva.
Si faceva la programmazione da maggio a dicembre, si mandavano gli opuscoli, le brochure alle famiglie dove si indicava tutta quella che era la programmazione. L’abbiamo fatta in tutti e cinque gli anni, si mettevano i pannelli nelle piazze perché ci fosse la programmazione e soprattutto la conoscenza di quelli che erano gli eventi e, sulla base della programmazione, riesci anche a trovare delle risorse, a trovare degli Pag. 93 di sponsor, che sicuramente saranno sempre meno, ma qualcosa comunque c’è.
Quindi, non è che devi andare lontano, basterebbe anche solo fare tante piccole cose, ma metterle insieme e programmarle e comunque renderle anche note.
Per quanto riguarda il mercato, un’Amministrazione non può perseverare in situazioni che già conosce perché io capisco che, se non si conoscesse la situazione di Piazzale Di Vittorio e del mercato in via Sacro Cuore, uno dice: “Magari ci penso”, però quando è stato riqualificato il Corso del Popolo, in via provvisoria era stato spostato in mercato in quelle aree e abbiamo visto che non ha portato nulla né al commercio ambulante né al commercio fisso.
Lì era uno stato di necessità perché c’erano i lavori, però abbiamo visto l’impennata che ha avuto sia il commercio fisso, soprattutto la parte dei pubblici esercizi, perché comunque è una via di transizione perché il mercato del martedì rispetto a quello del sabato ha tanta gente che viene da fuori Provincia. Il sabato è il mercato di Rovigo, ma il martedì è il mercato della Provincia.
Quindi su questo c’è una differenza da fare, è vero che ci sono ragioni di sicurezza sui piani mercatali un po’ in tutte le città, e un po’ in tutte le città si cerca di trovare le soluzioni per mantenerle, anch’io ho firmato, perché non c’erano i tipi di soluzioni, tante volte abbiamo firmato tutti anche per lo stadio perché non c’era mai l’agibilità per mille e una situazione, però sono delle scelte politiche che bisogna fare. Vogliamo fare vivere questo centro o vogliamo farlo morire?
Ognuno si assume le proprie responsabilità, chi è chiamato a governare, deve fare delle scelte e le scelte devono essere anche delle scelte che insomma...
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Vada verso la conclusione, grazie. 21 e 51.
ROMEO NADIA · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento
Le università in centro, sono tutte situazioni che erano già in atto, ma sono ferme dall’Amministrazione Piva, adesso raccontiamoci tutto quello che vogliamo, ma da Piva in poi il commercio è stato zero a Rovigo, le iniziative sono state zero se non quelle che commentava prima il direttore dell’ASCOM, la sagra, punto e le iniziative lasciate ai singoli, ma non c’è un coordinamento comunale, non c’è una programmazione comunale, non c’è nulla di tutto questo.
E anche sugli incentivi e sugli sgravi, assessore Paulon, le ricordo che le avevamo fatto delle proposte, con tutti i pareri favorevoli da parte della Ragioneria, e anche quella è stata una vostra scelta di non incentivare il commercio nel centro, cercando di agevolare. Ne abbiamo fatti e avete votato no con tutti i pareri favorevoli. Quando si faceva la programmazione, si vedeva chi c’è.
Per esempio il venerdì perché bisogna andare in contrasto con Adria? In una programmazione generale si erano fatti i giovedì, perché? Perché il mercoledì c’era Monselice, venerdì c’era Adria, se noi dobbiamo essere un capoluogo e attiriamo, faremo pure il giovedì o dobbiamo andare in contrasto con altri Comuni che, invece, hanno situazioni già consolidate?
Ma ci vorrà un pochino di iniziativa, siamo il Comune capoluogo, sono realtà che abbiamo già sperimentato e che hanno anche funzionato, tranne il boicottamento di qualcuno che oggi non c’è in Consiglio comunale, sarà in ferie, peccato perché era un’occasione per parlare di commercio anche per lui. I parcheggi: ci sono iniziativi che hanno portato... se si vuole risolvere...
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Siamo due minuti e mezzo oltre.
ROMEO NADIA · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento
Beh, ascolti, eh.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
ROMEO NADIA · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento
Se si vuole risolvere una politica dei parcheggi non può essere di più strisce blu e meno strisce bianche. Se lei viene e se vuole avere sul commercio un supporto da parte dell’opposizione c’è, però inizi anche a collaborare e a programmare e soprattutto a darci la sua idea perché io francamente non l’ho capita.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Romeo. La parola al consigliere Sguotti.
SGUOTTI GIACOMO · Consigliere Forza ItaliaLeggi intervento
Grazie, Presidente. Commercio, commercianti, ho sentito dire che la Fattoria è il male di Rovigo, ci sono dei commercianti anche là, che pagano le tasse, c’è un imprenditore che ha fatto le cose bene e ha organizzato un centro commerciale a Rovigo che è uno dei tre del Veneto, a Rovigo! A Rovigo!
Dei tre del Veneto, in mezzo alla campagna, è un imprenditore bravo. Abbiamo i commercianti, che sono commercianti anche quelli, tanti, eh, e danno lavoro a tante persone. Giusto per equilibrare le cose perché il commercio non è il centro storico.
C’è il commercio del centro storico, c’è il commercio dei centri commerciali e c’è il commercio degli ambulanti. Sono tutti commercianti, pagano tutti le tasse, in eguale misura, si spera. Allora cosa dico io?
Dobbiamo salvaguardare, dobbiamo cercare di salvaguardare quello che abbiamo nella nostra città, quindi salvaguardiamo anche gli imprenditori, che sono fuori e cerchiamo di riuscire a rivalorizzare il centro storico. Cerchiamo di rivalorizzare il centro storico. Dico una cosa al consigliere Rosito: perché non va il centro commerciale nel centro storico?
Perché c’è uno che non è di Rovigo che non gliene frega assolutamente niente di fare ripartire quel centro commerciale lì. Ho conosciuto decine di imprenditori, che hanno provato ad entrare, e purtroppo non ha una pubblicità adeguata, non ha degli eventi perché, se lei guarda, Fattoria fa un evento ogni due settimane, il centro commerciale è l’imprenditore che lo fa, non può essere Paulon che fa bene andare bene le Torri. Le Torri non vanno bene, perché?
Perché c’è un imprenditore a cui non frega assolutamente niente di quel centro commerciale lì. E via della Coop non si riesce a farlo decollare, hanno provato in varie maniere, avevano addirittura l’affitto a zero lire o a un euro per il primo anno, quindi ripeto chi fa la differenza nel commercio è l’imprenditore. E questo vale anche per il centro storico, chi fa la differenza è l’imprenditore.
Dopodiché, ci vuole che le l’Amministrazione comunale cerchi di fare il suo dovere, e il suo dovere lo dovrebbe fare cosa? Cercando di riqualificare il centro storico, riqualificazione cosa vuol dire? Vuol dire riaprire la Torre Donà, mi pare che stiamo andando in quella direzione.
Riqualificazione del centro storico cosa vuol dire? Risistemare Piazzale Di Vittorio, mi pare che stiamo provando a sistemare anche quella cosa lì. Riqualificazione della viabilità, stiamo per andare a dire al nostro Sindaco e alla nostra Giunta: “Andiamo avanti per fare il passante.
Questo è quello che un’Amministrazione comunale e la politica deve fare. Sul discorso del mercato, l’ho già detto, ci stiamo lavorando, l’ha detto anche prima l’assessore Paulon, ho già detto quello che pensavo l’altra volta, quando ho fatto un’interpellanza all’Assessore. Quindi quello che io credo non è dire: dobbiamo salvaguardare per forza questo o quello, dobbiamo cercare di fare lavorare tutti, come Amministrazione comunale dobbiamo cercare di salvaguardare tutti.
E quindi penso che sei sulla strada giusta, Assessore, sei sulla strada giusta perché tutto quello che riguarda la riqualificazione della città la stiamo facendo, e quindi sono per andare avanti con questo modo di operare. Pag. 95 di
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Sguotti. La parola al consigliere Renato Borgato.
BORGATO RENATO · Consigliere Gruppo MistoLeggi intervento
Grazie, Presidente. Due semplici parole perché anche l’ora è tarda, io sono rimasto molto deluso da questo incontro, sono rimasto deluso perché mi aspettavo un qualcosa, una sinergia, un qualcosa di forte, che poteva nascere anche qui in Consiglio comunale, tra l’altro con dispiacere il rappresentante della Rovigo Centro, che doveva essere il diretto interessato, l’interlocutore in primis per le politiche del mercato di centro, non si è neanche presentato, è una grande delusione.
Quindi chi sono i nostri interlocutori? Io ho sentito oggi l’ASCOM, che ha parlato di filosofie, ma in concreto non ho sentito niente, di concreto. Non ho capito se sono contro i centri commerciali, se sono a favore dei centri commerciali, l’ASCOM era a favore dell’outlet, fino a due anni fa, l’anno scorso, adesso è contro l’outlet?
Cioè, purtroppo il problema è anche questo, è chiaro che la regia deve essere istituzionale, del Comune, ma se gli interlocutori sono questi diventa anche un problema, diventa programmare e arrivare a dei risultati, ve lo dico con tutta franchezza, spero di sbagliarmi, ma l’incontro che abbiamo avuto, magari la ripetiamo in maniera tale da confrontarci meglio, ma la mia impressione è estremamente deludente.
Ho sentito solo sulla città la posizione della Confesercenti che vuole mantenere l’esistente del mercato su Corso del Popolo dicendo che l’attuazione collocazione deriva da aggiustamenti fatti. Ma vi pare che sia una motivazione che viene data dal Presidente della Confesercenti? Da aggiustamenti fatti?
Lo sappiamo tutti che è stato messo in Corso del Popolo perché si dovevano fare i lavori su via Sacro Cuore e ed è una collocazione provvisoria. Dopo va bene Corso del Popolo, non va bene, d’altra parte sarà il Comune, insieme con loro, ad andare a vedere quali sono le lozioni migliori, ovviamente secondo quello che prevede la norma perché, se ci sono delle norme di salvaguardia, che devono essere tutelate, voi capite bene che non è che si possa fare le cose in violazione di legge.
E poi tenere conto anche della situazione dei residenti, io per esempio ve lo dico con tutta franchezza, da Piazza della Libertà fino al Ponte Marabin, quell’inizio del Corso lì, io ho sentito tante di quelle lamentele anche perché ci sono i palazzi e tutti i residenti che hanno la macchina, che hanno l’auto su Corso del Popolo.
Quel quattro lì di Corso del Popolo credo non sia per niente indicato, però è anche vero che magari altre location creano altre situazioni di criticità perché i residenti ovviamente non sono sempre compiacenti sulla giornata, sulla mattinata di mercato. Però, insomma, secondo me vanno valutate tutte le condizioni ma sentirmi dire che la collocazione giusta è quella del Corso del Popolo perché deriva da aggiustamenti, ecco, direi vediamo di superarla.
Poi ho sentito che giovedì va benissimo così, ripeto, ho fatto anche l’interrogazione, gli autocarri che vanno sul liston, che io ho visto, hanno una portata di 120 quintali, questi con le ruote distruggono il porfido. Ripeto, ma è giusto che questi autocarri possano essere collocati sul liston della piazza centrale? Se fanno danno, come lo fanno, chiediamo una cauzione, ci tuteliamo in questo senso?
Queste sono le domande, che io faccio, per trovare una soluzione, sperando di avere un confronto molto più costruttivo. Grazie.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Renato Borgato. Ci sono altri Consiglieri che desiderano intervenire? La parola al consigliere Chendi.
CHENDI NELLO · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento
Pag. 96 di Grazie, Presidente. È soltanto per, anche sulla falsa riga di quello che ha precisato il consigliere Renato Bergato, la sua delusione, io credo che ci sia un’aspettativa, cioè dopo un confronto comunque che c’è stato, insufficiente, qualcuno mancava, qualche Consigliere comunale, è una cosa abbastanza triste.
Si fa un dibattito e si conclude come? Questa è la domanda, questo è l’interrogativo che chiedo al Presidente ma che chiedo a tutto il Consiglio comunale, non si può parlare un’ora e due, e dopo si va via e abbiamo parlato e basta.
Per il prossimo Consiglio comunale definiamo un ordine del giorno, una mozione, cerchiamo di farla insieme, è l’appello che faceva il consigliere Romeo all’Assessore, visto che su questo tema ci sono posizioni comunque variabili, ma contrastanti, ma che possono anche convergere, riusciamo a fare un ordine del giorno su alcuni punti? Non dico un nuovo programma, ma che definisca un impegno a breve, tanto per evitare di dire: “Abbiamo parlato” e quindi tutti contenti e tutti a casa.
Quindi una raccomandazione che ovviamente faccio a lei, ma che riguarda la possibilità di trovare un momento di incontro... ma che ci sia la possibilità di dire “abbiamo parlato e abbiamo demandato i capigruppo la possibilità di definire un ordine del giorno, una mozione che chiuda questa partita”.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Chendi.
Mi stavo proprio confrontando con l’Assessore, quindi non stavamo parlando di altre cose, magari lo riprenderà nell’intervento finale, comunque recepisce, tra l’altro ovviamente condivido il suo spunto, il suo suggerimento, per cui, prima di arrivare, mi pare di capire a fine settembre con la delibera formale sul piano mercatale e quant’altro, sullo stile, come fa qualche altro Assessore, come Saccardin per esempio, una pre Commissione in cui si verifichino le varie ipotesi senza avere già la delibera formale.
Quindi mi pare di capire che l’Assessore dia questa disponibilità, quindi Grazie per il suo suggerimento. Se non ci sono altri, per una breve, stavolta sì, breve risposta e anche sintesi di questo punto la parola all’assessore Paulon. (Voce confusa dall’Aula) Consigliere Vernelli, si fa così, porti pazienza!
PAULON LUIGI · AssessoreLeggi intervento
Grazie, Presidente. La prima cosa che, da persona di esperienza, come il consigliere Gennaro a livello politico, il fatto che si continui a puntualizzare o a inoculare sospetto di influenze, io conosco solo quella che porta la febbre di inverno e che si cura con la Tachipirina, non certamente con altro, per quanto riguarda i valori della mia vita e di quelli della mia Giunta nella quale mi riconosco.
Però sempre la cultura del sospetto, sembra quasi che tu abbia una visita a Casablanca, una nuova verginità, visto che la sua storica politica era ben diversa. (Voce incomprensibile dall’Aula) Mi fa piacere, probabilmente la misura sul tuo braccio funziona in questa maniera mia, nel mio certamente no visto che un rapporto con il dottor Zoccarato, come lo avete voi, tranquillamente come Assessore, ma probabilmente, essendo Assessore al Commercio, mi confronto con tutti indipendentemente, ma certamente sempre libero di fare quello che voglio e la testimonianza è proprio il piano degli interventi che l’assessore Moretti sta portando avanti.
Per quanto riguarda la TOSAP: 0,21 euro a metro, questa è la tariffa più bassa, che abbiamo in assoluto, basta solo che tengano i plateatici aperti 365 giorni all’anno, non è un problema del Pag. 97 di Comune, perché le tariffe bassissime ci sono, stiamo parlando di un caffè per avere cinque metri.
Un tavolo e quattro sedie portano via un metro quadro e mezzo, sono 30 centesimi al giorno, un tavolino e quattro sedie, non stiamo parlando di spropositato di dire.,, Quali altre agevolazioni”, perché l’alternativa è che ci portiamo i clienti al bar, consumiamo perché diciamo che la tariffa, credo, più di questo non si possa fare. Gli orari delle pratiche?
Abbiamo un ufficio, abbiamo delle regole che sono stabilite dal sistema degli orari pubblici, per cui credo che i commercianti, come fanno, vanno negli uffici pubblici senza secondo gli orari stabiliti. E questo vale per tutto, non è che possiamo fare una flessibilità particolare. Attenzione, abbiamo già la Polizia municipale che è aperta dodici ore al giorno, e per la quale già sappiamo che arrivano là a prendersi le richieste amministrative alle otto di sera, e hanno anche non poche difficoltà al sistema.
Consigliere Romeo, io non è che abbia ambizione che lei comprenda le mie risposte perché ho fatto anche io il suo mestiere di oppositore e quindi sarò sempre e comunque critico del sistema, però devo dire una cosa che... su una cosa mi piace essere chiaro, io preferisco sempre leggere tutto quello che mi passa per le mani e, soprattutto, cerco di non dare responsabilità a chi viene dopo di me o a fianco a me perché, se il mio ruolo è questo e se la legge, la norma prevede che io debba fare un piano della sicurezza e che il piano di sicurezza preveda tre metri e mezzo di larghezza della corsia, quattro metri di altezza libera, un raggio di svolta di tredici metri a destra e a sinistra, e la pendenza non più del 10% e l’area sosta per quanto riguarda... questo non lo dico, io, questo lo dice il Ministero negli Interni nel 2014, e questo è fatto apposta, è stampabile e la invito ad andare a guardare tutti i piani della sicurezza per le attività dei mercati e delle fiere, che ci sono in circolazione al di fuori che in Veneto perché in Veneto è stato reso obbligatorio e, come tale, io sono tenuto a fare questo perché altrimenti il piano mercatale non ha alcun valore, e il piano mercatale prevede che ci siano fatte delle regole e le regole non le detto io, ma le detta e il sistema della sicurezza, fino a prova contraria, è una cosa essenziale: Il giovedì, mi piace perché, sa, io ero un sostenitore del giovedì sera, mercoledì, giovedì, venerdì Adria, era un sostenitore del giovedì sera.
Solo che i commercianti del centro storico hanno detto: “O il venerdì o non apriamo”. Guardi, io ho il messaggio del Presidente, ho il messaggio del Presidente del centro storico che mi dice questo. Il Presidente del comitato del centro, che si chiama Rita Pizzo, quella che doveva venire qui in rappresentanza... no, no, lei rappresenta il comitato del centro storico e dico noi facciamo... (Voce confusa dall’Aula) Attenzione, consigliere Romeo.
La prossima volta la invito, se vuole venire a partecipare alle riunioni, venga, ma siccome lei è super informata perché partecipa... lei crede in me perché il consigliere Borella era uno di quelli che voleva il giovedì sera, ha lottato e abbiamo anche litigato fortemente per questo perché lui voleva il giovedì sera ma purtroppo era l’unico che lo voleva perché purtroppo gli operatori del centro sono gli unici che sono contrari e chiamo a testimonianza anche non solo il mio collega Sguotti, sia anche il consigliere Sguotti, visto che è presente e che più volte ha dovuto anche fare con questo tipo di nostra esigenze e ha cercato di fare anche da mediatore, senza successo purtroppo, perché?
Perché probabilmente a livello di commercianti probabilmente si sono distribuiti nella loro piazza, il giovedì da Garibaldi, il venerdì dai commercianti e il sabato con altre cose. Io non ho parcheggi gratis, siccome è la solita cosa del rilancio sempre e comunque, il rilancio sempre e comunque è che siete convinti che il commercio si faccia con la qualità, siete convinti che il commercio si faccia con l’attrazione? Siamo convinti che la (inc.) si chiama professionalità?
Siamo convinti che il commercio vuol dire anche cercare la gente di farla venire in centra? Benissimo, allora su questo, dobbiamo essere certi che tutto passa sempre e comunque per qualcosa Pag. 98 di di straordinario che è quello della professionalità, della qualità del sistema e della qualità della vita che il centro e, in particolare, i professionisti, danno.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, assessore Paulon. Con l’impegno che ci siamo presi di rivederci in Commissione. Quindi dichiaro chiuso il punto numero 8 all’ordine del giorno.
Per mozione d’ordine, la parola al consigliere Marsilio.
MARSILIO NICOLA · Consigliere Lega NordLeggi intervento
Chiedo la verifica del numero legale, grazie.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Viene richiesta la verifica del numero legale. La parola al Segretario per l’appello.
Dott.ssa CTTADIN - Segretario Generale: Andriotto Giancarlo, assente; Aretusini Michele, assente; Avezzù Paolo, presente; Benetti Fabio, assente; Bergamin Massimo, presente; Bonvento Marco, presente; Borella Benito, assente; Borgato Andrea, presente; Borgato Renato, assente; Businaro Giorgia, presente; Chendi Nello, presente; Denti Andrea, assente; Dolcetto Simone, presente; Ferrari Livio, assente; Gabban Luca, assente; Gennaro Francesco, presente; Goldoni Daniela, assente; Marsilio Nicola, presente; Mella Silvano, assente; Menon Silvia, presente; Milan Mattia, presente; Moretto Mattia, assente,; Paron Luca, assente; Patrese Vani, assente; Raule Stefano, assente; Romeo Nadia, presente; Rosito Alba Maria, assente; Rossini Antonio, presente; Ruggero Riccardo, assente; Sergi Carmelo Gino, assente; Sguotti Giacomo, assente; Vernelli Ivaldo, presente; Zanotto Matteo, assente.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
14 presenti. Alle 22.20 viene a mancare il numero legale. Ai sensi dell’articolo 54, secondo comma, del Regolamento, è discrezione del Presidente aspettare quindici minuti, non mi pare che alle 22.21 si possa ricostruire il numero legale per cui dichiaro la Seduta, che riprenderà giovedì 13 in seconda convocazione con appello alle ore 17.00.
Grazie e buona serata a tutti. Pag. 99 di 99
Interventi non associati con certezza a un punto
4 interventi. Lente Civica non forza un collegamento quando l’identità canonica del punto non è disponibile.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Buon pomeriggio. Martedì 11 luglio, ore 16.18. Do la parola al Segretario per l’appello.
Saluto tutti i presenti. Prego, Segretario.
Dott.ssa CTTADIN - Segretario Generale: Andriotto Giancarlo, presente; Aretusini Michele, assente; Avezzù Paolo, presente; Benetti Fabio, presente; Bergamin Massimo, presente; Bonvento Marco, presente; Borella Benito, assente ingiustificato; Borgato Andrea, presente; Borgato Renato, presente; Businaro Giorgia, presente; Chendi Nello, assente; Denti Andrea, assente; Dolcetto Simone, assente; Ferrari Livio, presente; Gabban Luca, presente; Gennaro Francesco, presente; Goldoni Daniela, assente; Marsilio Nicola, assente; Mella Silvano, presente; Menon Silvia, assente; Milan Mattia, presente; Moretto Mattia, presente,; Paron Luca, assente; Patrese Vani, presente; Raule Stefano, presente; Romeo Nadia, assente; Rosito Alba Maria, presente; Rossini Antonio, presente; Ruggero Riccardo, presente; Sergi Carmelo Gino, assente; Sguotti Giacomo, assente; Vernelli Ivaldo, presente; Zanotto Matteo, assente.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
21 presenti. La Seduta è valida. La parola al consigliere Andrea Borgato.
BORGATO ANDREA · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento
Grazie, Presidente. Solo una mozione d’ordine, restiamo in Aula, però non mi pare ci sia il numero legale se usciamo noi, per rispetto soprattutto per il Presidente della Accademia, che è qui. Grazie.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Come sempre, ringrazio la disponibilità dei Consiglieri, in questo caso dei Consiglieri di opposizione che garantiscono il numero legale, ovviamente come Presidenza, ripeto, ringrazio per questa sensibilità. Passiamo al primo punto all’ordine del giorno.
Abbiamo scritto in sintesi “Presidente della Accademia dei Concordi”, ma nell’invito, questo l’avevo già comunicato in conferenza dei capigruppo, ma l’invito è stato rivolto a chi può essere presente perché ci sono state varie e-mail in questi giorni del Consiglio di Amministrazione. Quindi invito ad entrare in Aula sia il Presidente Zerbinatti e i componenti del Consiglio di Amministrazione, che vedo tra il pubblico. Vedete voi come organizzarvi.
Pag. 3 di