Dati della seduta
- Ora
- Non disponibile
- Luogo
- Non disponibile
- Presidenza
- AVEZZÙ PAOLO
- Punti ODG
- 2
Ordine del giorno e interventi
2 punti · 140 interventi nel contratto pubblico. Apri un punto per leggere la discussione associata.
AUTOCONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE AI SENSI E PER GLI EFFETTI DELL’ARTICOLO 39, 2° COMMA DEL TUEL - RICHIESTA DI CONSIGLIO MONOTEMATICO IN MERITO A PROJECT FINANCING SUL CIMITERO E GESTIONE SOCIETÀ ARCOBALENO S.R.L.”
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Il primo punto all’Ordine del Giorno di questa seduta monotematica - siamo in prima convocazione - ai sensi dell’articolo 39, 2° comma, del TUEL, ha ad oggetto “Autoconvocazione del Consiglio Comunale ai sensi e per gli effetti dell’articolo 39, 2° comma del TUEL - Richiesta di Consiglio Monotematico in merito a Project Financing sul cimitero e gestione Società Arcobaleno S.r.l.”. Entra anche il signor Sindaco e l’Assessore alle Partecipate, Falconi. Buonasera, signor Sindaco.
La prima firmataria è il consigliere Silvia Menon, se non leggo male. Nella richiesta c’era la richiesta della presenza dell’Amministratore di ASM S.p.A. Io ho visto che fuori dall’emiciclo c’erano due Consiglieri di Amministrazione, e poi anche il Direttore.
Poi l’assessore Falconi, qui presente, alle Partecipate, il Dirigente, dottor Cavaliere, la dottoressa Righini, il Funzionario delle Partecipate, il nostro Ragioniere Capo, dottoressa Cittadin. Inviterei i Consiglieri di Amministrazione di ASM S.p.A. e anche il Direttore di entrare in aula. Do il benvenuto ai nostri ospiti.
Abbiamo il Presidente del Consiglio di Amministrazione, Alessandro Duò; il neo Consigliere di Amministrazione, perché è la prima volta che è nostra ospite, la dottoressa Virna Riccardi; poi abbiamo i Dirigenti, il dottor Giovanni Pasquin; l’ingegner Formenton e la dottoressa Mazzali. Quindi, oltre ai due terzi del Consiglio di Amministrazione, abbiamo anche la presenza dei tecnici.
Darei la parola - la citavo prima - per presentare i contenuti dell’autoconvocazione, nei tempi previsti di presentazione, che sa che sono sempre otto minuti, dieci minuti. Dopodiché decideranno, sia gli Amministratori, se vogliono, subito reagire rispetto al tema. Consigliere Menon, dipenderà anche dal contenuto della sua richiesta, se desidera sentire subito la posizione degli Amministratori di ASM S.p.A., oppure seguire magari domande e dibattito.
Comunque ascoltiamo quello che Lei dice e poi, in base a quello, impostiamo il dibattito su questo punto. Quindi, iniziamo. La parola è al consigliere Menon, prego.
MENON SILVIA · Consigliere Lista Civica Silvia Menon SindacoLeggi intervento
Buonasera a tutti, Presidente e tutti i gentili ospiti. Grazie per la presenza, e grazie anche per la presenza della Maggioranza, che testimonia un uso democratico del proprio ruolo istituzionale e, quindi, possiamo discutere in prima convocazione di quella che è una richiesta nata da quattordici Consiglieri di questo consesso. La richiesta di oggi riguarda due principali livelli di discussione.
Un livello di discussione che interessa soprattutto gli Amministratori di ASM S.p.A., e riguarda la partecipazione che ASM S.p.A. aveva nella società Arcobaleno del 90%, che, durante l’estate, è stata ceduta alla Sta S.r.l. Seconda cosa. Un altro livello, invece, riguarda una convenzione votata in questo consesso il 30 novembre del 2017, una convenzione con un parere tecnico negativo, votata da sedici Consiglieri Comunali, e approfondimenti su questioni riguardanti questa convenzione firmata.
Non voglio dilungarmi in excursus storici, comunque c’è da dire che l’originale convenzione di Project era datata 26 febbraio 2004, questa convenzione è stata fatta con delle determine e il massimo delle decisioni prese è stato dalla Giunta Comunale dell’allora Sindaco, Paolo Avezzù; non è mai passata in Consiglio Comunale. Riguardava un valore dell’opera di 4,9 milioni. Parte di queste opere, il primo stralcio, è stata anche conclusa.
Intanto, nel 2011, quindi cambiano le Amministrazioni, ASM S.p.A. decide di acquistare da Arcobaleno S.r.l., che allora era della Cles, il 90% del capitale, pagando, penso, sui 240.000 euro. Questi dati poi in vari documenti... delle volte sono messi 243.000, e quindi poi dipenderà anche dalla riserva versata, comunque diciamo per 243.000 euro. Intanto si ferma la costruzione del cimitero, si blocca il secondo e il terzo stralcio.
4 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 Nel 2014 inizia un contenzioso. Sotto Natale arriva in Comune una lettera che dice che Arcobaleno S.r.l., al 90% nostra, decide di farci causa, perché non stiamo completando il cimitero. Una causa molto laboriosa, non si concluderà mai neppure la C.T.U. ordinata dal Tribunale, il danno non si riesce bene a calcolare perché, appunto, anche la C.T.U. è stata interrotta.
Intanto in ASM S.p.A., nel bilancio 2015, viene svalutata completamente la partecipazione e portata a zero. Vengono anche svalutati completamente crediti che ASM S.p.A. vantava verso Arcobaleno, per 400.000 euro, e crediti finanziari per finanziamento soci per 150.000. Cosa significa “svalutare”?
Significa, in pratica, penso che non li riceverò più, considero prudenzialmente che non li prenderò più. Però questi crediti esistono ancora nel nostro bilancio. Arriva intanto il nuovo Amministratore Unico, il geometra Duò.
A questo punto, c’è un piano industriale che ci viene presentato ad inizio 2017, e si dice che la partecipazione Arcobaleno non è strategica, va venduta. A questo punto, arriviamo a settembre 2017... perché ricordatevi che le cose principali succedono sempre in estate in Italia. Eravamo appena tornati dalle vacanze, appena nominato l’assessore Falconi, arriva qua con una delibera che sembrava così, “riorganizzazione delle partecipate”.
In realtà, in quella delibera - sembra impossibile - il Consiglio ha autorizzato l’indicibile, tra cui anche la cessione di questa quota. A questo punto, io mi domando, durante questa votazione, come si fa a votare di cedere una quota di una società che non farà mai più attività? Chi ce la compra?
Lì, forse, qualcuno già sapeva che quella società avrebbe ripreso presto a lavorare, e qualcuno avrebbe voluto ricomprarsela, perché a settembre 2017 dire: “Vendo la quota di una società praticamente inattiva” era veramente una cosa da folli. Succede, però, che il 30 novembre inizia a girare qualcosa, perché arriva l’assessore Saccardin con un’integrazione della convenzione del 2004.
Un’integrazione che chiamarla “integrazione” è riduttivo, perché abbiamo completamente cambiato tutte le condizioni; in primis, abbiamo aumentato a dismisura il prezzo delle tombe per i nostri cittadini, e, secondo, abbiamo anche, invece, diminuito completamente quello che è l’aggio che spetta al Comune. Il Comune aveva un aggio del 35% per gli oneri cimiteriali e, invece, in questa nuova convenzione viene ridotto al 10%.
Bisogna stare attenti, perché l’aggio serve poi per fare la manutenzione del cimitero, che è tutta in capo a noi. Se prendiamo molti meno soldi, sarà molto più difficile gestire quel cimitero. Infatti, questa concessione, questa convenzione che abbiamo fatto è davvero strana, è molto strana, e sono felice che ci siano i Dirigenti Comunali, perché nelle convenzioni di Project Financing, di solito, il corrispettivo... un terzo costruisce un’opera e la gestisce per trent’anni, come è stato fatto per la Baldetti.
Invece, in questa no. In questa una società costruirà le nostre tombe, ma la gestione resta a noi. Di questo chiederò poi ai nostri Dirigente qualche delucidazione.
Andiamo avanti. La delibera viene votata da sedici Consiglieri. Anche qui, ci sono state varie problematiche, perché all’inizio c’è stato un refuso, un errore, chi diceva che avrebbe comportato l’illegittimità... non ci perdiamo in queste questioni amministrative, però è stata una brutta sorpresa quando abbiamo letto questa cosa.
La delibera è stata poi ratificata nuovamente dai Consiglieri Comunali di Maggioranza. Da questo momento si passa totalmente agli organi amministrativi di ASM S.p.A. e, in particolare, inizia a pubblicarsi sul sito della società una manifestazione di interesse. Nessuno risponde.
A questo punto, si dà incarico ad un perito di valutare il valore della quota del 90% posseduta dalla nostra ASM S.p.A. Ma in questo momento, a febbraio 2018, Arcobaleno non è più la società sull’orlo del fallimento a cui eravamo abituati; in questo momento la società Arcobaleno, nel corso di trentacinque anni, avrà un utile lordo di 3 milioni e mezzo, e incasserà 15.645.000 euro di ricavi dalla vendita di tombe, ossari e tombe di famiglia.
Quindi, abbiamo trasformato quella che era un catorcio in una bella Lamborghini. In questo momento, quindi, stimare il valore della società è abbastanza diverso dallo stimarlo prima che il Consiglio votasse il Project. Questa stima, però, viene fatta.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
5 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 Menon, le chiedo scusa, non per interrompere. Le avevo detto in premessa che otto lo dice il Regolamento, dieci minuti... è arrivata a dieci. È chiaro, è un Consiglio Monotematico, per carità, un po’ di lasco, però, se si organizza della relazione, per poi dare il tempo anche agli altri di intervenire.
Questo per correttezza.
MENON SILVIA · Consigliere Lista Civica Silvia Menon SindacoLeggi intervento
Proprio sulla perizia doveva interrompermi.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Ho aspettato una pausa di respiro del suo intervento, per non essere maleducato.
MENON SILVIA · Consigliere Lista Civica Silvia Menon SindacoLeggi intervento
Vengo alla conclusione, Presidente. Dirò in seguito queste cose. Fatto sta che la perizia determina che il valore del 90% della Lamborghini è 40.000 euro.
Si va in Assemblea Soci. Ricordo, l’Assemblea Soci di ASM S.p.A. è la persona del Sindaco, Massimo Bergamin. A luglio Massimo Bergamin autorizza l’Amministratore Unico a cedere la quota a 43.000 euro, autorizza a cedere un credito che noi vantavamo, noi dovevamo avere oltre 500.000 euro dalla società Arcobaleno, 400.000 mila li cediamo a 7.000 a Sta, sempre la società che acquisisce la quota; quindi, un credito verso una società che realizzerà 15 milioni di ricavi, noi lo cediamo a 7.000 euro.
Rinunciamo a tutti i crediti finanziari che avevamo fatto. In questo modo, già il patrimonio non è più negativo, ma diventa positivo, e cediamo questa quota a 40.000 euro. Questo dice il Socio Unico.
L’Amministratore non darà seguito immediatamente, ma ci sarà un’altra delibera con un CdA, stavolta, in cui si riprendono le stesse decisioni. Pochi giorni dopo, all’arrivo dei nuovi Consiglieri, Virna Riccardi e l’avvocato Munari, si ribadiscono esattamente tutti e tre i punti. Qui vedremo poi cosa significa essere Amministratore di una partecipata pubblica con un unico socio, perché se l’unico socio, ad un certo punto, dice: “Buttati nel canale”, è difficile che l’Amministratore debba obbedire.
Giusto? Queste sono le mie riflessioni. Quindi direi di passare, se sono d’accordo anche gli altri, di passare a sentire dapprima, e svolgere quella che è l’indagine sulle operazioni societarie compiute da ASM S.p.A., e poi, magari, tenerci per la conclusione la questione della convenzione.
Quindi direi di dare la parola ai Consiglieri del Consiglio di Amministrazione e ai Dirigenti che intendono parlare. Grazie.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Avevo chiesto, in effetti, se c’erano delle proposte. A meno che, ripeto, l’aula abbia qualche problema, perché l’aula è sempre sovrana su questo. C’è una proposta: quella di sentire subito il Presidente del Consiglio di Amministrazione.
Condividete, colleghi? Darei la parola e il ri-benvenuto in aula al Presidente del Consigliere di Amministrazione, Alessandro Duò. Prego.
Può relazionare anche da seduto.
DUÒ ALESSANDRO · Presidente del Consiglio di Amministrazione di ASM Rovigo S.p.A.Leggi intervento
Buonasera a tutti. Ho tanti appunti, e quindi vi chiedo scusa se rimango seduto. La ricostruzione storica degli eventi che hanno riguardato questa società è stata abbastanza precisamente già ricostruita, anche fedelmente, dal consigliere Menon, che, di fatto, ha fatto un excursus sulla situazione in cui mi sono anch’io imbattuto all’inizio del mio mandato.
Abbiamo trovato una società, Arcobaleno, che era stata acquistata ormai da diversi anni, che era in una condizione prefallimentare, perché, di fatto, non aveva un oggetto sociale da perseguire, venendo meno la possibilità di andare avanti con il secondo e il terzo stralcio del cimitero, e con tre posizioni di crediti da partecipazione, crediti finanziari e crediti commerciali, che nell’arco del mandato dell’Amministratore che mi ha preceduto, molto saggiamente, erano state completamente svalutate.
Queste tre posizioni, tanto per darci un ordine di grandezza, hanno prodotto una perdita nell’ordine 6 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 di 962.000 euro nel periodo; quindi una posizione pesantissima, rilevata dal M.E.F. in sede di ispezione, e che metteva nelle condizioni la gestione odierna e comunque degli ultimi anni di poter prendere circa... due strade avevamo a disposizione: avevamo a disposizione la possibilità di dare corso, quindi riattivare la società, quindi perseguire l’ipotesi di approvazione di un secondo e terzo stralcio del Project, o, naturalmente, portare i libri in Tribunale.
Queste riflessioni sono riflessioni che poi sono state anche anticipate nel piano industriale, dove abbiamo indicato Arcobaleno come una società non strategica per la società. In concetto di “non strategico” è diverso da “non detenibile”, nel senso che la governance di ASM ha ritenuto Arcobaleno non strategica e, quindi, comunque, da alienare o avviare procedure di diversa tipologia.
Cosa diversa, invece, è la delibera del Consiglio Comunale, che ha ritenuto, ai sensi della razionalizzazione delle società partecipate, la società non detenibile o, comunque, da dismettere.
Le due cose combaciano, però sono due valutazioni differenti, di cui della prima, naturalmente, mi assumo la responsabilità, perché ritengo e sono ancora convinto che non fosse un’attività che poteva essere realizzata direttamente dalla società, per le competenze che ha e per la struttura societaria che si era venuta a creare negli anni; la seconda, per ragioni normative che il Consiglio Comunale ha valutato coerentemente, credo, con la norma, di dismissione.
A questo punto, abbiamo, naturalmente, ritenuto che la soluzione migliore fosse quella di tentare di arrivare ad un’alienazione della partecipazione. Questa alienazione, naturalmente, passava per un rimettere in attività la società. Cosa che, effettivamente, è stata fatta con la delibera poi rifatta del 30 novembre 2017, in cui sono stati approvati il secondo e il terzo stralcio, e tutti i documenti conseguenti.
Il fatto di non vendere la società avrebbe avuto un’unica alternativa, secondo il nostro punto di vista, credibile e percorribile, e cioè quella di portare i libri in Tribunale.
Non ravviso ancora oggi dei vantaggi per l’Amministrazione Comunale, in primis perché, quello che non viene valutato contabilmente, però non si sarebbe eseguita un’ora che, di fatto, è un’opera necessaria per la città, di manufatti che sono ampiamente richiesti e che, secondo me, permettono anche ai cittadini di poter avere i propri cari vicini e, quindi, è, secondo me, un’opera indispensabile anche in termini di dignità in questo tipo di materia.
Inoltre, un eventuale anche fallimento della società non avrebbe fatto decadere un contenzioso che, comunque, sarebbe stato coltivato e sarebbe dovuto essere coltivato nei confronti del Comune, che vedeva richieste nell’ordine dei 2 milioni e mezzo di euro come risarcimento danni.
Un eventuale esito positivo di questo contenzioso non sarebbe stato neanche in questo caso esaltante, per quanto riguarda ASM e, indirettamente, l’Amministrazione Comunale, perché un’eventuale soccombenza dell’Amministrazione Comunale nei confronti di Arcobaleno avrebbe, comunque, prodotto il pagamento di somme risarcitorie che non sarebbero poi, di fatto, rientrate automaticamente nelle casse di ASM S.p.A., perché la società aveva una posizione debitoria importante nei confronti del costruttore, che poi è l’ex socio che ha venduto le quote ad ASM, e, naturalmente, avremmo avuto un aggravio anche di spese di procedura.
Quindi, di fatto, anche l’ipotesi di fallimento era un’ipotesi che ritenevamo dannosa, sia per ASM e sia, indirettamente, per l’Amministrazione Comunale. Io sono convinto che il fatto di avere acquistato questa società quando è stata acquistata sia stata una scelta che doveva essere fatta con maggiore attenzione, in quel momento.
Abbiamo ereditato una situazione pesante, che ci ha visto entrare soci già con la società in perdita e che, secondo me, è stata ammortizzata nel tempo grazie alla capacità anche di chi mi ha preceduto di svalutare le posizioni; posizioni che sono state svalutate e che, ad oggi, con quella cifra che viene indicata e che viene citata dal consigliere Menon, è una cifra che, comunque, rappresenta un valore, anche se non ampio, comunque positivo per la società, e che è prodotto da due atti, di fatto, concreti da parte della nostra governance: il primo è, comunque, un avviso pubblico, che non ha visto alcun soggetto, purtroppo, interessato, che ci avrebbe permesso di intavolare delle trattative anche con un terzo rispetto a quelli che erano i soci in quel momento; la seconda è una perizia che, comunque, ha prodotto questo risultato, un risultato comunque positivo, che esce dal bilanciamento tra disvalore societario e valore dell’avviamento societario in caso di perfezionamento dell’approvazione del Project e di completamento del Project.
Una perizia sulla quale, sinceramente, non possiamo dire 7 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 niente, anche perché è stata fatta da un perito che l’ha giurata e di cui si è preso la responsabilità e di cui abbiamo dovuto trattare in maniera molto prolungata anche con il socio precedente di ASM in Arcobaleno, che era Sta, che non era disponibile neanche a riconoscere questo tipo di cifre, tanto per dare l’idea.
È una scelta, sicuramente, che produce, secondo me, un beneficio per la collettività, perché comunque, con questa decisione, andiamo a far ripartire un’opera di cui ritengo si abbia necessità e che ritengo possa essere una risposta concreta alle richieste.
Poi c’è un’ulteriore alternativa, che vorrei rappresentare, anche in maniera più scolastica, più che realistica, ed era quella di intervenire direttamente come ASM nella società, quindi apportare le somme necessarie all’avvio del secondo e del terzo stralcio, quindi dotare la società dei capitali di cui necessitava, che si aggirano tra i 6 e gli 8 milioni di euro.
È una scelta che io, sinceramente, in maniera cautelare per la società e per l’ente che mi è stato affidato, e considerate anche le dotazioni di professionalità di cui siamo dotati, non mi sono sentito né di consigliare, né di perorare. Se qualcuno dei miei supporti ha qualcosa da aggiungere... credo che possa essere utile il supporto soprattutto del dottor Pasquin, che ha anche vissuto un po’ la cronistoria della vicenda. Grazie.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie. Siamo rimasti sui dieci minuti, questo ci tengo a dirlo, anche da parte del presidente Duò. Dottor Pasquin, se vuole dare qualche ulteriore elemento.
Dopodiché ho già anticipato che, quando ritengono, sia l’Assessore alle Partecipate, Falconi, ma anche l’assessore Saccardin, che hanno seguito entrambi le questioni, quando ritengono, magari su domande, eccetera, mi pare di capire, in una fase successiva. Allora, una breve integrazione tecnica da parte del dottor Pasquin, dell’ingegner Formenton, e poi apriamo la discussione. Prego, dottor Pasquin.
PASQUIN GIOVANNI · Dirigente di ASM Rovigo S.p.A.Leggi intervento
Buonasera a tutti. Ad integrazione, senz’altro breve, nel momento in cui abbiamo avuto l’input, a seguito della proposta di acquisto, ci siamo attivati nella fase istruttoria, fatta a quattro mani tra ASM e anche il Comune, per la verifica delle condizioni economico-patrimoniali e anche di mercato, nonché giuridiche, per il compimento e il perfezionamento dell’operazione.
Soprattutto, era stato a noi chiesto, in apertura della fase istruttoria e di studio, quali potessero essere le ripercussioni sul bilancio di ASM, in esito al perfezionamento dell’operazione. La nostra risposta, supportata anche da elementi documentali, ha manifestato la inesistenza di ripercussioni negative sul conto economico di ASM relativo all’esercizio 2018 e, quindi, anche per questo ambito, l’assenza di ripercussioni negative a carico del Socio Unico Comune di Rovigo; perché?
Perché, come detto in precedenza, le tre poste attive di carattere patrimoniale, economico e finanziario, nel corso degli anni, vista l’inattività permanente della società in esito al compimento del solo primo stralcio e in assenza degli atti amministrativi necessari a dare esecuzione e compimento agli altri due stralci funzionali, non permetteva assolutamente la continuità aziendale e, quindi, per converso, l’appetibilità eventuale da parte di soggetti terzi della quota detenuta da ASM.
Quindi, l’operazione corretta, in base ai principi contabili, e anche ai criteri di prudenza e di veridicità del bilancio, ha fatto sì che tutte e tre le poste fossero assistite da poste rettificative, fondo di svalutazione, oppure svalutazioni e accantonamenti, tali per cui la mancata realizzazione di quelle poste comportava un effetto neutro sul bilancio; per ipotesi, se non si realizzava alcunché in sede di vendita della partecipazione o dei crediti, la posta rettificativa neutralizzava il minor valore o l’azzeramento del valore.
Quindi, le considerazioni che sono state fatte subito, in prima battuta, sono state queste, quindi di garantire l’assenza di ripercussioni negative sui conti aziendali e sui conti del Socio Unico.
È chiaro che le vicende e le risultanze economiche della detenzione di questa partecipazione, come ha anticipato la dottoressa Menon, erano note e apparivano di tutta evidenza anche dai bilanci, per 8 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 cui, già nel 2011, quando si è deciso di acquistare la partecipazione, la società Arcobaleno, società target, diciamo, aveva una esposizione debitoria nei confronti di ASM, per i crediti commerciali derivanti dall’esecuzione delle attività amministrative ed operative nell’ambito del cimitero centrale di Rovigo.
Poi, la valorizzazione della partecipazione, che è stata fatta con la perizia giurata del dottor Capuzzo, ha tenuto in considerazione, se qualcuno di voi ha avuto modo di vedere e di leggere la perizia, due aspetti, la valorizzazione risulta dal mix, dall’adozione di due metodi di valutazione: quello patrimoniale misto e il metodo reddituale dei flussi attesi, come rendita limitata nel tempo.
Dal che è scaturito il valore della società, che è derivante dalla somma algebrica delle due risultanze e dalle due analisi, che stabiliva un valore della società di 48.000 euro. Al che, facendo la proporzione del 90%, risultava come valore di mercato stimato un importo di 43.200 euro, che è il corrispettivo della cessione della quota.
Per cedere la quota, come diceva il Presidente, si è fatta anche un’operazione contabile di ripristino di un patrimonio netto positivo della società, la quale, in ordine alle perdite pregresse maturate negli esercizi precedenti, aveva subìto un’erosione superiore al terzo e, quindi, necessitava dei provvedimenti imposti dal Codice Civile, del 2482.
Per quanto riguarda, poi, le capacità che si sarebbero potute verificare o meno, in esito al soddisfacimento dei crediti commerciali, lo stato in cui versava la società e anche la necessità di rimetterla in bonis, per assicurare la continuità aziendale al fine dell’acquisizione della quota, ma, soprattutto, al fine di ottenere la possibilità di avere l’asseverazione e la dotazione dei mezzi finanziari necessari al compimento dell’opera pubblica deliberata dal Comune, risultava una scelta pressoché obbligata, anche perché l’alternativa per noi sarebbe stata, da un punto di vista teorico e non certamente pratico, quella di reperire i mezzi finanziari per oltre 6 milioni, per ottenere, quindi, l’asseverazione e la bancabilità, quindi il dotarsi dei mezzi finanziari per il compimento dell’opera.
A questo, però, ostava una delibera di Consiglio Comunale, presa in esito alle disposizioni del Testo Unico delle Società Partecipate, e la possibilità poi di conseguire l’opera pubblica deliberata il 30 di novembre del 2017. Questa è stata la data in cui si è potuto avere il sorgere di una appetibilità della quota, perché veniva superato quell’impasse di tipo amministrativo, che impediva la prosecuzione del secondo e terzo stralcio, in assenza di una delibera consiliare.
Questa è la precisazione, forse anche la ripetizione - e di questo vi chiedo scusa - dell’intervento del Presidente.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie al dottor Pasquin. Direi di aprire il dibattito. Ricordo che i tempi sono quelli normali delle delibere, quindi cinque minuti a testa, e chi ha presentato l’autoconvocazione ha diritto di reintervenire per lo stesso tempo.
Chi desidera intervenire? Rosito, prego.
ROSITO ALBA MARIA · Consigliere Presenza CristianaLeggi intervento
La consigliera Menon ha parlato di due aspetti: quello della cessione della società e quello della nuova convenzione. Discutiamo tutto insieme, o cominciamo a discutere da questo? (intervento fuori microfono) È d’accordo il Presidente? Dopo si ricomincia tutto da capo?
Se adesso interveniamo ciascuno cinque minuti su questo argomento qua...?
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Il Consiglio è Monotematico - questo per la precisione - al di là dei desiderata, è “Project Financing sul cimitero e gestione società Arcobaleno S.r.l.”, è un punto unico. È un punto unico, scusate, non è che ci sono due Consigli o due dibattiti su un unico punto all’Ordine del Giorno. 9 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018
MENON SILVIA · Consigliere Lista Civica Silvia Menon SindacoLeggi intervento
Fare domande agli Amministratori e domande ai Dirigenti, non è possibile allora? Lei ci sta dicendo che abbiamo un intervento. (intervento fuori microfono)
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
La richiesta di Monotematico non è stata fatta “Project Financing sul cimitero”, questa è una richiesta, e poi un’altra richiesta “Gestione società Arcobaleno S.r.l.”, ma è un’unica richiesta. Io devo applicare il Regolamento, scusate.
Non posso smezzare e dire: “Cinque minuti sulla prima parte della richiesta e cinque minuti sull’altra seconda parte della richiesta”, anche perché dopo, scusate, “emergenza idrica”, quello è un tema, poi, “interruzione del servizio pubblico essenziale”, seconda parte, “erogazione acqua potabile”, terza parte. Scusate, non voglio ridicolizzare, ma devo rispettare il Regolamento. Chiunque si mette al mio posto farebbe la stessa cosa; non è cattiveria.
Quindi, sulla tematica generale vi chiedo di porre questioni su cui abbiamo, ripeto, fior fior di tecnici, due Amministratori su tre di ASM S.p.A., il Sindaco, oltre alla Giunta, i due Assessori interessati, e quant’altro. Prego, signor Sindaco.
BERGAMIN MASSIMO · SindacoLeggi intervento
Buongiorno a tutti. Scusate, oggi è il 16 novembre 2018? Perché la delibera è stata discussa e approvata il 30 novembre 2017, dopo ampia discussione.
Guardi, ex candidata Sindaco, Lei prima cercava il Sindaco; eccolo qua il Sindaco, si chiama Massimo Bergamin. Lei, invece, non è Sindaco. Diceva: “Dov’è Massimo Bergamin, il Sindaco?”, eccolo qua.
La delibera è stata discussa, approvata. Non è che dobbiamo tornare a discutere dei contenuti della delibera. È già stata discussa, è già stata approvata.
Nessuno l’ha impugnata, Dottoressa. Non posso rivolgermi a Lei, perché devo rivolgermi al Presidente. Signor Presidente, nessuno ha impugnato la delibera, ha fatto ricorso al TAR.
Una discussione, un dibattito politico, come è giusto che sia io non l’ho... (intervento fuori microfono)
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Ognuno parti, senza essere interrotto.
BERGAMIN MASSIMO · SindacoLeggi intervento
Grazie. Capisco che c’è ancora ‘sta roba che... Allora, è giusto un dibattito politico, mediatico, tutti dicono quello che pensano, per carità.
Ma qui siamo chiamati a parlare di qualcosa che nessuno ha messo in discussione, nessuno ha impugnato. Se qualcuno ha qualcosa da riferire agli organi competenti, prende carta, penna e calamaio, e scrive. Altrimenti qua domani raccogliamo le firme per discutere del comma b) del punto a) della legge X e della interpretazione Y.
Per carità, possiamo anche farlo, però poi non lamentiamoci, non andiamo a piangere da sua eccellenza, il signor Prefetto, perché qualcuno dice: “Ma ogni volta dobbiamo ridiscutere?”. È già stato discusso questo tema, l’abbiamo già affrontato, è stato deliberato. Capisco che c’è chi vota in un modo, chi la pensa in un altro, ma è un atto che è già...
Addirittura, un mese fa è stato fatto l’atto notarile, è già stato fatto... (intervento fuori microfono) 10 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 Signora mia... non posso parlare con Lei. Signor Presidente, suggerisca a chi non è d’accordo con gli atti che questa Amministrazione produce, con le delibere che approva, di ricorrere e nelle sedi opportune e all’interno delle tempistiche.
Altrimenti stiamo sempre qua a parlarci addosso di tutte le delibere che questa Amministrazione licenzia, o in Consiglio o in Giunta. Dobbiamo fare un’autoconvocazione ogni volta? Insomma, anche questo è un tema che... i Consiglieri hanno gli strumenti per affrontare queste tematiche: sono le interrogazioni, piuttosto che altri strumenti.
Ma bloccare un’Amministrazione Comunale su Consigli Monotematici, per parlare di cose di cui si è già deliberato, e che, se qualcuno non avesse condiviso la delibera, aveva tempi e modi per impugnarla o per portarla a conoscenza sub judice, allora stiamo qua a parlarci addosso. Per quanto mi riguarda, ci sono anche dei tempi da rispettare. Io farò il mio intervento finale in qualità di Sindaco.
Grazie, Presidente.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie per la precisazione, signor Sindaco. Si è prenotato Masin. Prego, Consigliere. (intervento fuori microfono) Dopo le do la parola. (inc.) procedurale.
Va bene, ho capito. Romeo, prego.
ROMEO NADIA · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento
Premetto che non è l’intervento, ma è solo per spiegare il motivo per cui abbiamo fatto una richiesta, quattordici Consiglieri, di questa seduta monotematica. L’abbiamo fatta perché riteniamo che le scelte importanti per questa città non devono... se c’è qualcosa che non torna, che magari risulta poco chiaro, è sempre meglio discutere, assumere e prendere le decisioni in Consiglio Comunale, piuttosto che... la politica, piuttosto che rivolgerci ad azioni giudiziarie e ai Giudici.
Riteniamo che, siccome c’erano alcune cose da chiarire, questa fosse la giusta collocazione per chiedere chiarimenti, e non, invece, andare a chiederli al TAR o da qualche alla parte. Quindi, la richiesta di poter porre delle domande, quindi di andare in deroga al punto che Lei prima ha precisato, era questo. Chiediamo chiarimenti, si svolge un dibattito sereno, dopodiché ognuno trae le sue conclusioni; ma qua, in Consiglio Comunale, dove siamo stati eletti dai cittadini.
I Giudici sono un’altra cosa.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Ripeto, nel rispetto del Regolamento, è possibile procedere e svolgere un regolare Consiglio Comunale. L’ho già precisato prima. Masin, a Lei la parola.
MASIN MATTEO · Consigliere Liberi Cittadini - Coscienza ComuneLeggi intervento
Grazie, Presidente. Buonasera a tutti. Io potrei anche esimermi dall’intervenire, perché io non c’ero l’anno scorso, quando è stata approvata in aula quella delibera.
Però c’ero negli anni in cui doveva passare quella delibera, e non è passata. Sono entrato un anno fa, e da allora non ho sentito allora che piangerci addosso sul latte versato, prima sul Project della Baldetti e adesso sul Project dell’Arcobaleno. Project che, a differenza di quello del polo acquatico, non era passato per il Consiglio Comunale.
Questo, se impugnato, era presupposto sufficiente per annullare la convenzione tra Comune e privati, per l’affidamento costruzione, gestione e ampliamento del cimitero di Rovigo. Allora, io continuo a dire che è giusto rivendicare il primato del Consiglio Comunale nei confronti dell’Esecutivo, anche perché al Consiglio Comunale spettano sempre meno competenze.
L’articolo 42 del Testo Unico, al comma 3°, dice: “Organizzazione dei pubblici servizi, costituzione e 11 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 distribuzione di aziende speciali, concessione di pubblici servizi, partecipazione dell’Ente Locale a società di capitali e affidamento di attività o servizi mediante convenzione”. La convenzione è stata firmata, la prima convenzione, nel 2004, come ricordava la collega Menon, il 26 di febbraio.
Mi sono chiesto più volte: perché non è mai passato quel Project in Consiglio Comunale? Probabilmente perché era passato l’altro. L’altro era passato, quello sulla Baldetti, ed aveva avuto solo quattordici voti, quattordici voti su quarantuno Consiglieri Comunali, cioè un’inezia.
Secondo me, se passava in Consiglio Comunale, non passava. Fra l’altro, non è finita qui. Tra poco torneremo a parlare di quegli anni, perché c’è ancora un qualcosa che è rimasto pendente, che è l’IRAS, la convenzione per l’IRAS.
Vedremo che conseguenze avrà. Diceva prima il Presidente Duò che l’opera era indispensabile. Forse era indispensabile all’epoca.
Mi sa che negli ultimi anni si preferisce la cremazione, che non i loculi. Quindi, quando sarà finita la concessione, mi sa che ci sarà da sborsare parecchio, perché la convenzione prevede che, se non si vendono, dobbiamo risponderne noi.
Allora, in quei due anni maledetti, 2003 e 2004, si è aggirato lo scoglio dell’articolo 42 del Testo Unico, prima sull’IRAS, nel 2003, e poi sulla Baldetti, poi sulla Arcobaleno, e anche - mi spiace dirlo, perché, in qualche maniera, riguarda la mia vita - anche sul passaggio da Polesine Acque a Polesine Servizi, cosa fatta in un momento in cui non si poteva fare e che poi, infatti, ha comportato un ritorno in aula, per ritornare ad una situazione che non era mai avvenuta. Basta, mi fermo qui.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, Masin. Chiede l’assessore Saccardin di fare alcune precisazioni. Prego, Assessore.
SACCARDIN ANTONIO · AssessoreLeggi intervento
È una semplice precisazione. Io comprendo un Consiglio Monotematico, che chiama qui il Consiglio di Amministrazione di ASM, perché la vendita delle quote è stata fatta dopo il pronunciamento del Consiglio Comunale. Io il 30 novembre sono venuto qui e ho fatto una relazione di dieci pagine, allegata alla delibera, dove ho parlato per filo e per segno, dall’inizio alla fine.
Io, oggi, dopo che c’è stata una votazione, delle ore di Consiglio, un verbale, dovrei ancora riprendere il percorso? Non mi pare corretto. Allora, io ho sentito che prima si parla della vendita, e poi della convenzione.
Io rispondo che l’assessore Saccardin ha parlato di convenzione, come non è mai stato parlato. Ho preso più di venti/venticinque minuti di relazione. Quindi, io non intendo ritornare sulle cose che ho già detto, lo dico subito.
Dopodiché c’è stata una votazione del Consiglio Comunale, che è l’organo sovrano.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, assessore Saccardin. Rosito, prego.
ROSITO ALBA MARIA · Consigliere Presenza CristianaLeggi intervento
Quello che ho detto prima era solo per capire come si svolgevano le cose. Allora, credo che decidere su quello che serve o quello che non serve alla cittadinanza sia una cosa estremamente importante, anche se ci sono delle criticità, perché non è che questa decisione, quando è stata votata questa delibera, tutti si è detto: “È tutto chiaro, nel senso che non si può fare che in questo modo, perché tutte le cose sono chiarissime”, non è vero, perché ci sono delle problematiche.
Però si trattava di decidere se andare avanti, o no, prendendo in considerazione i pro e i contro. A questo punto, più che parlare tecnicamente, visto quello che ha detto il consigliere Masin, mi sento di esplicitare un’esperienza personale. Mia madre, che è morta a novantadue anni, da quando ne aveva ottanta ha sempre mirato ad avere una tomba per tutti i suoi cari, tutti insieme; ci ha messo 12 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 dieci anni.
Recentemente, nella mia famiglia, c’è stato un grave lutto di una persona giovane, e abbiamo dovuto spostare una salma perché non c’erano tombe raggruppate, perché le famiglie amano avere insieme i propri morti. Non ce n’erano. Io, sempre nella mia famiglia, quattro anni fa ho fatto la domanda per avere una tomba di questo tipo.
Ci sono tantissimi cittadini che hanno fatto domande per avere questo. Allora, io mi chiedo, come cittadino, è giusto questo? È giusto dover spostare una salma per metterne un’altra, in una famiglia, perché quello era più giovane e i bambini potevano andare in un posto a pregare per la loro mamma?
Ma vi rendete conto che non è vero che non c’è bisogno del cimitero? La gente ne ha bisogno, e in continuazione nell’ufficio preposto vanno le persone a chiedere. Allora, se fosse stata una cosa illegittima, proibita, per carità, non si poteva fare, ma era una cosa che aveva dei pro e dei contro, delle difficoltà, delle possibilità di dover pagare, senza avere il cimitero, delle possibilità di dover aspettare ulteriori tantissimi anni.
A questo punto, gli Amministratori si prendono una responsabilità e dicono: “Non essendo proibito, nel pro e nel contro, ci prendiamo la responsabilità di andare avanti”. Quindi, mi sembrerebbe veramente il discorso di dire che non serve il cimitero. E vorrei ricordare a tutti che i Project sono nati perché finanza pubblica non ce n’era, è nata negli ospedali, è nata nelle autostrade, è nata nei cimiteri, perché finanza pubblica non ce n’è.
Ve l’ha detto l’Amministratore di ASM prima, se avessimo dovuto procedere noi, per non interrompere la costruzione di un cimitero, che serve, avremmo dovuto mettere a disposizione dai 6 agli 8 milioni di euro, se non ho capito male. Ma vi rendete conto della difficoltà di poter andare avanti in queste cose? Quindi, capisco che si debbano chiarire.
Credo che sulla parte della vendita di Arcobaleno sia stato chiarito il come e il perché. Ma continuare a dire che si poteva non fare, io credo sia ingiusto, perché, se chiediamo a tanti nostri cittadini... è vero che sta andando avanti la cremazione, ma tante famiglie, specialmente le persone anziane, non gradiscono questo. Quindi, il pensare che oggi nel cimitero di Rovigo non è possibile, se muore un figlio, trovare la modalità che possa avere una tomba vicino ai suoi cari, mi sembra illogico.
Questo è il mio punto di vista.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie al consigliere Rosito. Chiedo se ci sono interventi da parte di altri colleghi. Vernelli, prego.
VERNELLI IVALDO · Consigliere Movimento 5 StelleLeggi intervento
Io temo che la consigliera Rosito non abbia capito il tema che è in discussione oggi, perché le cose che dice sono, evidentemente, di senso comune e condivisibili perfettamente, ma non c’è motivo di fare un Consiglio Comunale per dire delle cose che tutti sentiamo con lo stesso afflato che ha Lei.
Il problema è che non siamo convinti di quello che è successo, e non siamo convinti non in termini di legittimità... questo lo vedremo, forse non dipende neanche da noi e non è neanche detto che si debba ricorrere al Giudice quando ci sono delle questioni di opportunità politica, prima ancora che delle questioni di legittimità.
Ecco, su questo valuteremo poi se è il caso di andare ulteriormente oltre, ma vorrei cercare di sintetizzare quali sono gli elementi di opportunità politica che oggi qui è bene che siano rimarcati. A partire da un fatto: che la conclusione non è stata decisa da questo Consiglio Comunale, cioè, l’atto di cessione delle quote è stato deciso - anche questo legittimamente, anche nei termini del nostro Regolamento dei controlli interni - dalla società in controllo in house, ma è una società separata. Potevano farlo.
Noi abbiamo approvato, con la Delibera 45 del 2018, un sistema di controlli interni, che ha portato a 500.000 euro il valore delle quote aziendali sopra le quali deve intervenire il Consiglio Comunale. Se avessimo scritto 40.000 euro ecco che quel contratto, quella perizia, quella questione sarebbe stata approvata qui dentro.
Quindi, abbiamo fatto un Regolamento sbagliato, su un punto che io ho segnalato alla dottoressa Righini come un punto problematico, stranamente, nello stesso periodo in cui veniva calcolata e costruita questa vendita. 13 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 Le cose strane che non tornano sono tante. La prima è: perché una società, che per il 90% è di proprietà del Comune di Rovigo, fa causa al Comune di Rovigo, e il Comune di Rovigo non rimuove i vertici?
È molto semplice, bastava rimuovere i vertici e, nella rimozione dei vertici, si revocava l’azione legale, l’azione giudiziaria. È stato fatto per Ecoambiente. Non perdo tempo, ma ve lo segnalo, si poteva fare, e non è stato fatto.
Altra questione: perché non abbiamo acquistato tutte le quote, in termini tali da non generale perdite per il socio, in maniera costruita con una perizia valida, e poter disporre, con il 100% delle quote, in termini diversi, rispetto a quelli che poi sono stati prospettati? Perché abbiamo fatto un Project Financing ampliato, che comporterà costi aggiuntivi per il Comune e costi aggiuntivi per i nostri cittadini?
Perché è vero che non abbiamo 6 milioni di euro, oggi, per ampliare il capitale di ASM, ma il problema è che lo pagheranno i nostri figli, quelli che verranno dopo di noi. Come sempre succede con i Project Financing, nascondiamo la polvere sotto il tappeto, salvo poi accorgersi dopo che gli Amministratori precedenti sono stati imprudenti.
Ecco, io non ritengo opportuno fare parte di quell’insieme di Amministratori imprudenti che lascia al futuro i conti da pagare, perché i conti li pagherà questa Amministrazione, li pagheranno questi cittadini, non li pagheranno gli Amministratori di ASM. Gli argomenti in discussioni sono anche ulteriori. Perché abbiamo ceduto ad ASM Onoranze Funebri, sapendo che poi potevamo cedere anche la società Arcobaleno?
Allora, una delle motivazioni era “Non possiamo tenere insieme le due cose”. Una delle due potevamo non cederla. Tutte e due le abbiamo cedute, in una maniera dubbia e discutibile.
Allora, la mia opinione personale, che è al di qua delle questioni di merito giudiziario, per le quali rifletteremo nella sede opportuna, è che queste cose sono state costruite a tavolino da un legale rappresentante, da un Presidente di ASM, che è stato nominato proprio per fare queste operazioni; e le ha fatte in maniera scientifica, in maniera assolutamente corretta e rigorosa, dal suo punto di vista.
Ma, dal mio punto di vista, al contrario, con degli effetti che sono assolutamente negativi e che devono essere citati in un Consiglio Comunale ulteriore, che ribadisce, precisa e chiarisce quelli che sono dei punti che poi affronteremo in futuro, perché alcune cose non sono risolte.
Non è risolto il problema dei lavoratori, che abbiamo lasciato al loro destino, per ASM Onoranze Funebri; non è risolto il problema del piano finanziario del Project Financing, che oggi abbiamo lasciato, nella migliore delle ipotesi, nei termini di un utile che è stato ceduto al privato, di un utile significativo, ma, purtroppo, non è questa la peggiore delle ipotesi.
La peggiore delle ipotesi è che abbiamo risolto dei problemi di fallimento di un socio privato, che non voleva che questo fallimento venisse reso di dominio pubblico e venisse valutato, come sarebbe dovuto essere, da un Tribunale capace di controllare questa situazione, lasciando, per quelli che verranno dopo di noi, i conti da pagare.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, Vernelli. Se l’amministratore Duò intende, su queste questioni, già dare qualche risposta... Prego, Duò.
DUÒ ALESSANDRO · Presidente del Consiglio di Amministrazione di ASM Rovigo S.p.A.Leggi intervento
Abbiamo anche avviato una trattativa con il socio di minoranza, per acquistare le quote di minoranza, per tentare di esperire un avviso sull’intera quota di partecipazione, e non abbiamo trovato disponibilità del socio privato. Ve le do come informazioni utili, insomma.
Sul fatto di cacciare i vertici, per fargli ritirare una causa nei confronti dell’Amministrazione Comunale, credo che stiamo parlando di cose che è più facile coniugarle al bar, che nelle sedi legali, o comunque nelle sede consone alla gestione... (intervento fuori microfono) Scusate, la società, se ritiene di essere stata danneggiata, la società Arcobaleno, se ritiene legittimamente di essere stata danneggiata e ha dei soci, anche se di minoranza, ha dei soci, è 14 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 evidente che non è che si può revocare gli Amministratori, se non perseguono gli interessi della società.
Inoltre, l’incompatibilità tra i servizi cimiteriali e le attività di onoranze funebri permane, perché noi non eseguivamo servizi cimiteriali tramite l’Arcobaleno, ma li eseguiamo anche direttamente. Questo è solo per informazione. Quindi, permane comunque questa necessità di non esercitare entrambe le attività.
Sulla richiesta di manufatti di questo genere, naturalmente sono dati di cui disponiamo, perché svolgiamo anche l’attività di Polizia mortuaria e, in realtà, ad oggi ci sono dati molto incoraggianti sul potenziale di questo tipo di opera. È quello che è capitato anche in qualche visita che abbiamo fatto agli uffici della Polizia Mortuaria, era un tema molto sentito.
La dottoressa Rosito è stata, secondo me, chiarissima nel trasmettere quello che io, forse in maniera meno efficace, ho cercato di comunicare; effettivamente, l’impossibilità a dare un servizio di questo genere, cioè, garantire la facoltà ad una persona di poter seppellire il proprio caro vicino agli altri, secondo me, è un degrado, in termini di dignità in questa fase della vita, che coinvolge tutti e di grande tensione morale per tutti, che credo, invece, sia un elemento su cui gli Amministratori devono prendersi le responsabilità di fare delle scelte e, naturalmente, perseguire delle decisioni, che possono essere anche impegnative.
È evidente che - lo diceva anche Masin prima - stiamo parlando, comunque, di una concessione che è del 2004, che, quindi, è tanti anni che è in pista, e dove è più difficile andare a ricostruire una situazione anche al passo coi tempi e con le necessità di oggi. Però, comunque, ha permesso di andare a risolvere un problema di infrastruttura e, soprattutto, di eliminazione di un contenzioso che era comunque pericoloso per l’Amministrazione Comunale.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie al presidente Duò. Continua il dibattito. Prego, Menon.
MENON SILVIA · Consigliere Lista Civica Silvia Menon SindacoLeggi intervento
Consigliere Rosito, Lei ci porta un caso personale e familiare. Io le chiedo: Lei, per caso, è una cittadina di Serie A, che a Lei spettano tutti questi diritti, mentre ad un cittadino delle frazioni non spetterà nessun diritto e nessun allargamento del cimitero? Lo sa che a Grignano non possono più seppellire nessuno, da sei mesi a questa parte, perché non c’è spazio?
Lei ha pensato, politicamente, ai soli cittadini di Rovigo, perché - mi scusi - un cittadino delle frazioni vuole essere sepolto nella sua frazione! (interventi fuori microfono)
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Faccia il suo intervento. Prego.
MENON SILVIA · Consigliere Lista Civica Silvia Menon SindacoLeggi intervento
Presidente, politicamente mi è stato fatto notare che i cittadini di Rovigo hanno diritto alla propria tomba. Allora, io dico, politicamente non ne hanno, forse, qualche diritto anche i cittadini delle frazioni? (intervento fuori microfono) La prego, Presidente, c’è una mosca.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
15 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 Signor Vicepresidente della Provincia, facente funzioni, se poi vuole intervenire, le do volentieri la parola, Aretusini. Questo vale, come ho richiamato qualcun altro, quando voleva interrompere Rosito, e viceversa. Continui pure, Menon.
MENON SILVIA · Consigliere Lista Civica Silvia Menon SindacoLeggi intervento
La domanda che avevo posto nella presentazione, e a cui nessuno ha risposto, nessuna delle persone qui presenti, è: perché cavolo avete ceduto un credito di più di 400.000 a 7.000 euro? Un’altra domanda è questa: perché avete fatto un finanziamento soci?
Vi siete ritrovati con una perdita, quindi era obbligatorio ripianarla, e avete fatto fare la perizia prima di ripianare la perdita, così la perizia si è trovata di fronte ad un patrimonio netto negativo; mentre, subito dopo, avete con la bacchetta magica ripianato. Questo avrebbe cambiato molto il valore. Seconda cosa.
Non mi si venga a dire che non ha ripercussioni, per una società, il fatto che un credito precedentemente svalutato venga cancellato. Perché, scusatemi, ripeto, ma se da un catorcio la società diventa una Lamborghini, quel credito diventa pienamente recuperabile, e quindi mi arriva una bella sopravvenienza. Sarebbe stato positivo per la mia società; invece ci ho rinunciato.
Mi spiegate in base a cosa il Sindaco si è presentato in Assemblea di ASM S.p.A. e ha preso queste decisioni? Chi l’ha autorizzato, la Giunta? È andato individualmente, e ha deciso di rinunciare ad un credito di 400.000 euro per 7.000 euro, dati alla stessa società, che si comprava a 43.000 il 90% di una società che avrebbe realizzato 16 milioni di euro dalla vendita delle tombe.
Inoltre, Arcobaleno. Non avanzavamo soldi solo noi di ASM S.p.A., non erano solo nostri i debiti della società, c’era anche un bel debito polposo con la società Cles. Quanto avete pagato alla Cles?
Quanto è stato dato alla Cles, come Arcobaleno, quando Lei ancora era Amministratore Unico? Non certo 7.000 euro, quando era Lei. La Cles, molto probabilmente - e questa sarebbe una bella domanda - quanto ha riscosso da Arcobaleno?
Avanzava dei soldi per la costruzione dei precedenti stralci. Fatico a credere che il curatore si sia accontentato di una proporzione come l’1%, come ci siamo accontentati noi. Seconda cosa.
È stato detto che è stato messo un avviso sul sito di ASM S.p.A., “Chi si vuole prendere la quota, venga”, e nessuno si è presentato. Peccato che quell’avviso è stato pubblicato molto prima che noi facessimo la delibera di Project; l’avete pubblicato il 27 novembre, quando non era ancora esecutiva la delibera di Project e, quindi, uno, se voleva comprare, comprava il catorcio.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
In conclusione dell’intervento.
MENON SILVIA · Consigliere Lista Civica Silvia Menon SindacoLeggi intervento
L’avviso doveva essere pubblicato a cose fatte, quando uno si trovava davanti ad un affare da 16 milioni di ricavi, forse, dico io.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Dicevo, in conclusione di intervento, perché siamo già a sei minuti.
MENON SILVIA · Consigliere Lista Civica Silvia Menon SindacoLeggi intervento
Seconda cosa. Nella perizia stessa si tiene conto di un orizzonte temporale di otto anni, perché si dice, a pagina 23, che, molto probabilmente, il terzo stralcio non è assolutamente conveniente - pagina 22 - e quindi si tiene conto solo di otto anni di redditi, e non di tutti e 25, che danno i 3 milioni e mezzo di utile lordo. Ma questo è un tema che per alcuni può sembrare tecnico.
Ma qui non stiamo parlando di temi tecnici, stiamo parlando di politica e di scelte politiche; scelte che hanno esautorato, in parte, questo Consiglio. Per questo il Consiglio, che è il consesso massimo di indirizzo politico, ha voluto parlare qui con queste persone, perché, finché c’è democrazia, è questo organo all’apice dell’Amministrazione, perché tutti noi siamo stati eletti. 16 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Sempre per democrazia, le richiamo... siamo fuori di tre minuti.
MENON SILVIA · Consigliere Lista Civica Silvia Menon SindacoLeggi intervento
Voglio dire una cosa. Questa integrazione di convenzione, con parere negativo della dottoressa Cittadin, un parere negativo molto preciso, ci dice che nella convenzione il rischio di impresa non ce l’hanno loro, ce l’abbiamo noi, perché, nel caso in cui non ci siano richieste di tombe, la convenzione sarà prolungata, perché quei soldi li devono avere, sono 16 milioni di ricavi certi. Allora, io dico, è questo un Project, con un rischio di impresa in capo allo stesso Comune?
O è, forse, un affidamento? O è, forse, un appalto pubblico, soggetto alle norme per gli appalti pubblici? Perché questi soggetti ci stanno solo costruendo le tombe, che abbiamo assicurato ci compreremo noi!
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie.
MENON SILVIA · Consigliere Lista Civica Silvia Menon SindacoLeggi intervento
Non mi interessa quante ore dovrò e dovremo fare gratuitamente per segnalare queste cose, perché penso sia doveroso. Ma politicamente è stata veramente scritta una delle pagine su brutte per la nostra città.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Menon. Richiamo tutti, però, al rispetto dei tempi. Qualche altro Consigliere?
O gli Amministratori e i tecnici. Ho già chiesto se, per caso, ritiene, e io non obbligo mai nessuno. Denti, prego Consigliere.
DENTI ANDREA · Consigliere Gruppo MistoLeggi intervento
Grazie, Presidente. Politicamente ci sono i responsabili di questa vostra elucubrazione: il Consiglio Comunale, che il 30 novembre 2017 ha approvato, e l’Amministratore Unico di ASM S.p.A. a quell’epoca, che si è assunto la responsabilità di quello che ha detto, spiegando bene i motivi, in modo chiaro; quindi c’è la parte sia politica che tecnica, che hanno spiegato queste cose.
Si fa sempre un processo alle intenzioni, senza pensare che c’è una città - città con frazioni - che chiede certi interventi, che, evidentemente, c’è bisogno di fare. Questo Consiglio Comunale è da encomiare. Queste sedici persone, che non sono sedici mona, hanno approvato una cosa del genere, sono da encomiare perché hanno assunto la responsabilità di un qualcosa che vagava dal 2004.
Quindi, io sono contento di essere stato uno di quei fautori. Grazie.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, Denti. Gennaro, prego.
GENNARO FRANCESCO · Consigliere Movimento 5 StelleLeggi intervento
Non avevo voglia di intervenire, però, dopo che sei intervenuto tu, Denti, è necessario, per forza. I Dirigenti hanno spiegato le varie tappe, i vari step in cui avvenuta tutta questa discussione. Mi ricordo anch’io benissimo l’assessore Saccardin, allora mi ero permesso una battuta, che la storia l’aveva fatta talmente lunga e ho detto che l’ha presa dal tempo di Enea, come nei poemi epici.
Però nessuno qui, anche quando abbiamo votato contro, ha mai messo in dubbio che i lavori siano necessari, nessuno. Questo è riconosciuto da tutti. Non è questo il motivo del contendere.
Che siano 17 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 necessari nel cimitero di Rovigo e nel cimitero delle altre frazioni è indifferente, perché, se si fanno i lavori nelle frazioni, probabilmente anche diminuisce la pressione su quello di Rovigo, perché quelli sono, alla fine, i numeri. La cosa che, invece, non vi fa onore, è quella di dire: “Noi ci siamo presi la responsabilità.
Qualcuno politicamente si deve prendere la responsabilità”, però deve essere chiaro che ci siamo presi la responsabilità, primo, di non recuperare i crediti; secondo, di lasciar perdere di acquisire la quota mancante, perché dal 90% si poteva arrivare anche a comprare quello che mancava, alla fin fine non era questa grande cifra, se eravamo partiti da 243.000 euro; poi di rimettere in pista il concetto del Project, che ormai, a livello europeo, nazionale, regionale, è assodato che è una fregatura matematica per il pubblico.
Tutti gli ospedali, le strade e le cose che sono state fatte con il Project si sono rivelate un enorme buco, con le spese a carico del pubblico, che deve andare a ripianare e garantire gli introiti. Tanto per farci un’idea, “vi siete presi la responsabilità”, qui stiamo parlando, non cambia niente, sono d’accordo con te, Sindaco, però la responsabilità di avere fatto questi buchi e di avere fatto queste scelte politiche l’avete voi.
Perché, ad un certo punto, se è così chiaro che c’è questa necessità, ed è così certo che è un affare che frutterà, a chiunque lo faccia, 16 milioni di euro, diventa anche, per un qualsiasi imprenditore, un affare entrare qui dentro, in questa... stiamo parlando della garanzia di una merce di cui hai il monopolio, ad un certo punto. Quindi, questo fatto, poi, se non cambierà la questione dei numeri, visto l’andamento delle cremazioni, piuttosto che delle inumazioni, comunque viene garantita con una convenzione...
Anche qui, come mai diminuisce l’aggio dal 35% al 10%? Sono tutte questioni in cui l’impressione che ho io è che abbiate svenduto il pubblico a favore del privato.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, Gennaro. Sguotti, prego.
SGUOTTI GIACOMO · Consigliere Forza ItaliaLeggi intervento
Buonasera a tutti. Mi viene da dire, è un copia e incolla, quello che vorrei dire adesso è il copia e incolla di quello che ho detto l’altra volta in questo Consiglio Comunale. Quindi, il tempo che sono entrato, mi sono sentito dire che...
Cosa ha detto Gennaro adesso? Che non ci fa onore, addirittura non siamo uomini d’onore, signori della Maggioranza, non siamo uomini d’onore. (intervento fuori microfono) Non ci fa onore votare ‘sta roba. Scusa, Gennaro.
La Menon è anche lei copia e incolla dell’altra volta, che ci dobbiamo prendere le responsabilità, che non siamo capaci di fare i conti. In poche parole, senza andare... ribadisco, copia e incolla di quello che abbiamo detto l’altra volta. Per noi è un progetto importante, per noi è una cosa che va fatta.
Politicamente ci prendiamo le nostre responsabilità. Ce le siamo prese quel giorno che abbiamo votato in sedici, ce le riprendiamo questa sera, in questa assemblea, che, secondo me, potevamo anche evitare, senza andare dal Prefetto, si poteva fare tranquillamente anche in Commissione un qualcosa, senza fare un Consiglio Comunale ad hoc.
Ne abbiamo fatte tante di Commissioni aperte, e si rifaceva la Commissione aperta, senza fare un Consiglio Comunale e senza andare dal Prefetto, che così andavamo tutti sul giornale, perché la roba principale vostra è riuscire ad andare sul giornale, perché non avete contenuti. Quindi, ogni volta che avete qualcosa da dire, cosa si fa? Prefetto...
Prefetto anche per l’acqua; ma dopo arriviamo all’acqua, sull’acqua poi avrò anch’io da dire qualcosa, ma mi tengo per dopo. Quindi, ribadisco, ci prendiamo le nostre responsabilità. Per noi era un argomento che andava trattato così.
L’assessore Saccardin, giustamente, come hai detto tu, ha detto che c’erano dei problemi e c’erano delle esigenze da parte della città, e noi ci siamo presi la responsabilità di cercare di adeguarci alle esigenze della città. Non vado minimamente a fare altri discorsi, come l’altra volta, che dopo abbiamo anche mezzo litigato io e Mella, che ci vogliamo anche bene, senza 18 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 discorsi... eccetera.
Quindi, ribadisco, facciamo... quello che abbiamo detto l’altra volta, vale anche per questa sera. Non mi sento in difficoltà con nessuno.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, Sguotti. Prego, consigliere Romeo.
ROMEO NADIA · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento
Devo dire che sono un po’ delusa. Anch’io non volevo, come il collega Francesco Gennaro, intervenire. Mi aspettavo un po’ di più da questo Consiglio Comunale, ma non per ripetere le solite cose, Sguotti, sennò, sono d’accordo con te, è inutile perdere tempo se dobbiamo dirci sempre le solite cose.
Pensavo che ci fosse necessità di chiarezza anche da parte della Maggioranza, perché vi ricordo che questa delibera l’avete votata in sedici, non l’avete votata con tutta la maggioranza compatta. Siete ripassati in Consiglio Comunale, dopo ripetuti tentativi di ritornare in Consiglio Comunale, per ratificare la delibera. Quindi, forse, magari, un po’ di bisogno di chiarezza io speravo e immaginavo ce l’aveste anche voi nella Maggioranza.
Invece, questa sera, soprattutto il Presidente, dice: “Facciamo il solito Consiglio Comunale. Vi facciamo parlare, dopodiché ognuno rimane delle proprie opinioni”. Quello che mi aspettavo questa sera era che... allora, un Project Financing è sicuramente un istituto complesso.
Sicuramente è nato male, è nato male nel 2004, perché, molto probabilmente, l’Amministrazione Comunale non era adeguata per mettere in campo un sistema strategico di questa natura, che ha i suoi lati negativi e i suoi lati positivi. Quindi, questa è una vicenda che, per carità, sono dieci anni che si trascina, anche di più, perché poi è stata attiva per un certo periodo di tempo, da dieci anni in qua si è persa nei meandri dei contenziosi, e adesso è stata ripresa.
Però, magari, capire quali sono state le scelte politiche che hanno portato a questo tipo di situazione oggi, che hanno fatto fare delle scelte, sulle quali si poteva discutere, magari, in maniera più approfondita, magari avrebbe evitato di fare degli errori anche per il futuro. Si è comprata una società, all’epoca, Arcobaleno, che aveva... si sono acquisite delle quote del 90%, su uno studio universitario, mi sembra.
Bene, quel tipo di situazione, quel tipo di scelta politica è stata una scelta che poteva essere corretta? Non è stata corretta, perché poi ci sono stati altri tipi di situazioni, una normativa che è subentrata e che, quindi, ha fatto sì che poi Arcobaleno si trovasse con il cerino in mano? C’era una società che lavorava, che aveva bisogno di cercare di contenere alcune perdite, rispetto a questo Project Financing.
La trasparenza che si richiedeva era su queste cose. Io non punto il dito sull’Amministrazione, sul Sindaco, sull’Amministratore, sul CdA, ma sul bisogno di chiarezza; una chiarezza del passato e del presente, per evitare scelte che in futuro, invece, possono ricadere su tutti i cittadini. A me non interessa né andare sulla stampa, c’è andare dal Prefetto; mi interessa fare chiarezza nelle sedi che sono deputate a farlo, che sono i Consigli Comunali.
Lo so che a voi dà fastidio, però siamo stati eletti dai cittadini, e qua per me è il luogo di discussione. Quindi, oggi mi aspettavo che, rispetto a queste scelte, rispetto ad alcune situazioni poco chiare, da come è nato il Project, e le scelte che si sono susseguite, ci fosse un pochino più di chiarezza, perché poi potevo essere convinta fino in fondo delle scelte.
Invece, secondo me, anche il fatto di non voler riparlare della convenzione, mi spiace che l’Assessore non ne voglia parlare, mi spiace che la dirigente Cittadin, su richiesta, non voglia rispondere ad una richiesta dei Consiglieri Comunali, perché, secondo me, anche la convenzione può portare chiarezza. Alla fine, è un parere negativo, è un parere negativo pesante, perché non stiamo parlando di un parere negativo di Pinco Pallino, ma stiamo parlando del Dirigente del Settore.
Anche su questo mi dispiace, perché non credo... se uno ha un parere negativo, credo che questo Consiglio Comunale debba sapere con esattezza il perché di questo parere negativo. Quindi, il fatto che non si voglia rispondere, mi lascia un po’ perplessa. Quindi, devo dire che sono delusa da questo Consiglio Comunale.
Non è il motivo per cui ho firmato questa richiesta di Monotematico, perché, ripeto, volevo capire esattamente che cosa era successo in questi anni, senza puntare il dito, ma proprio per cercare di fare le scelte giuste e per convincermi che queste fossero le scelte giuste. 19 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 Sulla convenzione avevo delle domande da porre, però, visto che non posso, ovviamente, porle, ne prendo atto.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie. Denti, Lei è già intervenuto. Che intervenga qualche altro Consigliere di Maggioranza.
Ha chiesto Aretusini. Denti, Lei è già intervenuto. Altrimenti faccio in deroga.
Prego, Aretusini.
ARETUSINI MICHELE · Consigliere Lega NordLeggi intervento
Consigliere Romeo, io sono deluso dalla Minoranza, perché sulla convenzione do totalmente ragione all’assessore Saccardin, che non ne vuole parlare, perché non abbiamo già parlato, ne abbiamo già discusso. Quindi, dove eravate quando noi ne stavamo discutendo? Eravate fuori?
Eravate al bar? Perché l’Assessore ha pienamente ragione a non discutere... (intervento fuori microfono del Consigliere Romeo) Non c’entra, Romeo. Ne abbiamo già parlato.
Dove eravate quando ne abbiamo parlato? Dobbiamo parlare ancora di qualcosa che abbiamo già affrontato? Secondo noi, probabilmente, avete tempo da perdere e, probabilmente, avete necessità di andare sulla stampa, un po’ di astinenza da visibilità, e questo è quello che vi manca.
Perché è questo quello che penso. Chi ne esce a pezzi questa sera è Lei, consigliere Menon, politicamente ne esce male, perché l’Amministratore le ha smontato, una ad una, tutte quante le vostre accuse, sia quelle che ha posto Lei, sia quelle che ha posto Vernelli.
Quindi, chi ne esce male, ma davvero molto male, è la Minoranza e chi ha sottoscritto la sua proposta, di convocare questo Monotematico su una questione già trattata, su una questione che abbiamo già affrontato, solo per fare l’ennesimo teatro, l’ennesima commedia, perché di commedia si tratta quella sua, Menon. Quindi, per quanto mi riguarda, la spiegazione dell’Amministratore è stata esaustiva.
Per quanto riguarda la scelta dell’Assessore di non ridiscutere qualcosa che aveva già discusso, è stata corretta e condivisa. E con questo ho terminato.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie. (interventi fuori microfono) Non individuo fatti personali. Mi sembra che siamo nell’ambito di un dibattito politico. Non ravviso che ci siano state delle accuse. (intervento fuori microfono del consigliere Menon) Sarebbe il terzo intervento; Menon, non è che non l’ho fatta parlare.
Ha presentato e ho fatto parlare tre minuti in più, è intervenuta e ho fatto parlare quattro minuti in più... non dica che l’ho trattata male. (intervento fuori microfono del consigliere Menon) Menon, queste intemperanze in Consiglio Comunale risparmiatevele. Chiede di intervenire il consigliere Rossini. Prego.
Poi, peraltro, anticipo che alcune risposte l’assessore Saccardin ha già chiesto di intervenire per darle all’aula. Ovviamente, non ripeterà le venticinque pagine che sono allegate alla delibera. Poi, 20 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 per quanto riguarda il parere, ripeto, dato dal Dirigente alla Ragioneria e allora Partecipate, Cittadin, è allegato alla delibera.
Prego, Rossini.
ROSSINI ANTONIO · Consigliere Lista TosiLeggi intervento
Buonasera a tutti. Buonasera, signor Presidente. A me dispiace, avrei voluto anch’io non intervenire, perché era stato tutto detto l’altra volta.
Però, quello che noi volevamo, credo, l’intento di convincerci in questo consesso, non è il fatto che servivano o meno questi manufatti, che senz’altro hanno un’utilità e un’esigenza per la collettività, che nessuno può negare, ma era... non entro nel merito delle vicissitudine societarie, perché ci sono troppi tecnicismi e non ho tutta la documentazione e, quindi, per approfondire mi riservo poi di guardare le risposte che sono state date in questa sede e, quindi, su quello vado oltre; però io vado sulla convenzione.
Veramente, abbiamo una convenzione, dove abbiamo un Dirigente, che ha sempre avuto la nostra massima stima e considerazione, che è la dottoressa Cittadin, di cui abbiamo ignorato, credo, per la prima volta da quando io sono qui, il suo parere. Dove c’è un articolo 19, gli ennesimi articoli, che ci vanno a dire: “Non c’è rischio d’impresa. Costruisci pure, fai quello che devi fare.
Se non vendi, prolunghiamo la concessione o acquista il Comune”. Sinceramente, vorrei anch’io fare questa attività, faccio l’impresa e, se non mi va bene, il Comune mi acquista i miei prodotti.
Su questo capisco la riduzione dell’aggio dal 35 al 10, che c’era un contenzioso, però questo contenzioso l’avvocato Lembo ci spiegò che la cosa non era così certa; l’unica cosa certa, c’era una richiesta risarcitoria di 2 milioni e 400, ed una cosa certa erano i 500.000 euro di indebito arricchimento per manufatti già fatti, che, in quel caso, giustamente, bisognava rimborsare la ditta che li aveva fatti, quella era l’unica cosa certa.
Il collega ha detto: “Noi non siamo mica dei mona, perché noi abbiamo votato”, tra virgolette. Andrea, non sono nemmeno dei mona chi non ha votato, perché bisogna anche invertire il discorso. Io chiudo leggendo, l’ho lasciato alla fine, dicendo che “Questa parte, secondo me, mi pare che va rivista.
È per questo che io abbandono l’aula, pensando che questo sia un momento vostro costruttivo di riflessione, per avere un tipo di comunicazione migliorativa sui punti deboli, che il nostro Dirigente - mi riferivo alla dottoressa Cittadin - ha ben stigmatizzato e che abbiamo cercato di esporre in questo caso, soprattutto l’aumento dei loculi - cioè, i loculi verranno aumentati di 900 euro - saranno i loculi più cari di tutta la provincia e anche dei dintorni - anche di questo andava tenuto conto - ad una cifra troppo esosa, ma, di fatto, che i loculi devono venire garantiti, vuoto per pieno, pieno per vuoto, tanto per dirla, in caso che siano invenduti.
Il Comune se ne faccia carico, oppure allungata la concessione”. Quindi, questa era la riflessione finale, dico: “Guardate, esco, non voto, ma che sia un momento di riflessione almeno sulla convenzione. Sul Project cerchiamo di ottenere qualcosa di meglio”.
La stessa posizione che avevamo tenuto con la fusione di Acquevenete, perché su Acquevenete io sono stato favorevole di tenere duro, in quanto non mi piaceva, all’inizio, quello che ci veniva in contraccambio, e ho spiegato. Alla fine, si è fatto l’accordo, ma ne siamo usciti meglio, rispetto all’inizio. Questo è un fatto inconfutabile.
Secondo me, anche qua bisognava cercare di uscirne con una convenzione più garantista, ma più garantista nei confronti del cittadino, che deve spendere 900 euro in più, che sono tanti. L’altra volta dissi: “La preoccupazione del cittadino non è più quella di morire, ma di dire: «Quanto costo ai miei cari, quando muoio?»”, stigmatizzando il fatto che questa cosa andava ad incidere molto sul peso familiare.
Quindi, nessuno discute... io ho apprezzato il discorso della Rosito, non voglio fare polemiche su quello - e non mi è piaciuta la discussione che ne è nata - perché è un discorso umano, che si capisce benissimo; qui stiamo parlando di Rovigo e non degli altri cimiteri. Quindi, sul fatto di Rovigo c’era questo tipo di Project, c’è questa esigenza, e su questo stiamo discutendo.
Però, insomma, non parere negativo del nostro Dirigente, una debita riflessione e un debito approfondimento, per cercare di avere qualcosa di meglio, sono ancora convinto che questo andava fatto. Grazie. 21 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, Rossini. Prima delle risposte, chiedo se c’è qualche altro collega che intende intervenire. Andrea Borgato, prego.
BORGATO ANDREA · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento
Grazie, Presidente. Io sarò molto breve, e non voglio rientrare nel merito della discussione, perché ha detto giusto questa sera il signor Sindaco: “La delibera è stata approvata il 30 di novembre, e di cosa ci mettiamo a ridiscutere?”. Nessuno vuole ridiscutere una delibera che questa Maggioranza ha voluto sostenere fino alla fine.
Credo che, invece, vada dato merito alla collega Menon e ai Consiglieri che hanno sottoscritto la sua proposta, che, proprio perché siamo in democrazia, anche se un provvedimento è stato approvato, si possa anche ritornarci sopra e ragionarci sopra, perché non ne siamo convinti. Perché non ne siamo convinti?
Perché, per la prima volta - lo diceva bene prima l’assessore Saccardin, e per questo ha tutta la mia stima - è venuto in Consiglio Comunale, portando una documentazione dettagliata di un processo che c’è stato in passato. Ma ha portato anche, nelle ultime due pagine, due riflessioni importanti, che sono i pro e i contro di questa scelta che l’Amministrazione ha voluto fare. E perché noi abbiamo chiesto di poterci ritornare sopra a ragionare, anche a distanza di qualche mese?
Perché i contro che l’assessore Saccardin ha evidenziato, messi insieme al parere negativo del Dirigente della Ragioneria, ci ha lasciato veramente perplessi, e ci continua a lasciare perplessi. Crediamo che questa scelta, la scelta che questa Amministrazione ha fatto, sia una scelta totalmente sbagliata. Sarà la storia che darà ragione, o meno, a questa valutazione che stiamo facendo in questo momento.
Però, il motivo per cui noi chiediamo, questa sera, di riparlarne, è proprio questo, perché non ci avete convinto il 30 di novembre. Non è mancanza di contenuti. Da questa parte, purtroppo - vi darà un po’ fastidio, portate pazienza ancora qualche mese, qualche anno - ma da questa parte dell’Opposizione credo che sia sempre venuta la voglia di discutere, perché il Consiglio Comunale è un luogo di democrazia, dove si discute, e abbiamo sempre portato avanti questioni con serietà, credo, e senza opportunismi.
Le questioni le abbiamo sempre approfondite. Quindi, non parliamo di aria fritta, quindi almeno le poniamo le questioni. Se questa sera, poi, tra l’altro, ci troviamo a parlare di un monotematico, è perché ci avrete bistrattato nei precedenti Consigli Comunali, perché l’avete messo all’ultimo punto dell’Ordine del Giorno, l’avete fatto saltare.
In Conferenza dei Capigruppo avete fatto di tutto per potere non discutere di questa cosa. Quindi, siamo stati costretti a fare un’azione un pochettino più pesante, anche, magari, chiedere l’intervento del Prefetto. Ripeto, il Consiglio Comunale, finché dura, speriamo, almeno, nella Repubblica Italiana, crediamo sia ancora un luogo di democrazia, dove abbiamo tutti il diritto di parlare e di esprimere le nostre idee.
Quindi, è su questo... Assessore, so che Lei adesso interverrà, la vorrei invitare, veramente, a riprendere quelle ultime due pagine della sua riflessione, che sono quelle che ci hanno, veramente, probabilmente, provocato a riprendere questa questione, perché, ripeto, è una questione cruciale e di cui non siamo assolutamente ancora convinti. Grazie.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Andrea Borgato. Prima delle risposte, chiedo se... Mella, prego.
MELLA SILVANO · Consigliere Presenza CristianaLeggi intervento
Volevo fare qualche puntualizzazione su quello che ho ascoltato. Riguardo a questa discussione sul fatto che c’era stato un parere tecnico, io ho raccolto l’informazione dell’Assessore, che poi vorrà approfondirla, “la valutazione tecnica è dipesa dal fatto che c’è stata una valutazione complessiva 22 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 delle esposizioni debitorie di tutti i cimiteri, e non solo quello relativo al progetto”; se poi l’Assessore vorrà specificarlo.
Riguardo a quello che ho sentito, che la delibera degli anni che fu, e la delibera dell’anno scorso, sarebbero state approvate con un numero di voti insufficienti, chiedo conferma alla Segretaria e al Presidente. A me sembra che queste decisioni siano avvenute in seconda convocazione; o mi sbaglio? Chiedo precisazione su questo.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, Mella. Alle 19 e 01 entra il consigliere Moretto. Su questo, volevo dire che è già stato, peraltro, precisato proprio in questa sede di Consiglio Comunale, che, essendo in seconda convocazione, il numero era abbondantemente sufficiente per approvare la delibera, e quindi è stata legittimamente approvata.
Ricordo che intervenne anche il Segretario Generale, oltre che il sottoscritto. Comunque, grazie per la domanda. Chiedo se c’è qualche altro Consigliere.
Se non c’è, chiudiamo la discussione generale. Partiamo con le risposte. Vuol partire prima il Presidente del Consiglio di Amministrazione?
L’assessore Saccardin, prego, a Lei la parola. Nell’ordine, l’assessore Saccardin, a meno che dopo, dopo il Presidente o ad integrazione del Presidente, i tecnici vogliano intervenire e, ovviamente, chiudere il signor Sindaco, in rappresentanza non solo dell’Amministrazione, ma di tutta la Giunta. Prego.
SACCARDIN ANTONIO · AssessoreLeggi intervento
Io non ho risposte da dare, perché non sarebbe neanche corretto da parte mia. Ho solo alcune precisazioni, ascoltandovi. Mi fa piacere che Borgato abbia detto che nella mia relazione c’erano tutti i pro e tutti i contro, tutti i pro e tutti i contro, non solo i pro, tutti i pro e tutti i contro; il che vuol dire che la Maggioranza, su questa delibera, ci ha riflettuto parecchio, perché sentiva dentro di lei alcune sottolineature, come proprie della Minoranza.
Ma siccome bisognava decidere, vi ho anche detto che, per me, è stata una delibera 51 a 49, che nessuno tante volte ha capito, per dire che c’erano abbastanza motivi per dire di no, e altrettanti per dire di sì. Allora, se di fronte a questa delibera l’assessore Saccardin, con un parere negativo, ha detto di sì, due sono le cose: o ha degli interessi personali per cui l’ha fatto, oppure ha capito, dentro di sé ha maturato l’idea che il minore dei mali era quello, e quello era. Questa è la prima precisazione.
La seconda è questa: è stato sottaciuto da tutti, sennò non sarei intervenuto, il dato principale iniziale: c’era un contenzioso, perché il Project era fermo nel 2009, 2010, 2011, 2012, 2013, 2014, e abbiamo chiamato qui Lembo l’altra volta, il nostro Avvocato, per chiedere se c’erano rischi di soccombenza; vi ha risposto di sì, ho qui il verbale.
Ha scritto: “Ritengo che il Comune possa risultare soccombente”, e ha anche aggiunto: “Poi, chiaramente, ritengo che sia maggiore, perché, per come stanno andando le cose, probabilmente il rischio di soccombenza, quando i Giudici dispongono la C.T.U., già vuol dire che si sono fatti una linea. Siamo comunque nel Primo Grado”. Sapete quanto era la quantificazione?
Non come ha detto il consigliere Menon, che non si poteva quantificare, ma si poteva quantificare benissimo, perché l’articolo 37 septies decide ed enumera come si fanno a calcolare i danni nel momento in cui, per inadempimento del concedente, quest’ultimo debba rispondere al concessionario; e veniva fuori una cifra di 2.400.000 euro.
È chiaro che un contenzioso non significa che uno perde 2.400.000 euro, ma la prospettiva era questa, che il Comune poteva azzardare di andare a giudizio “E vediamo come va”, e magari soccombere per 2 milioni di euro, senza avere un cimitero. Dati alla mano, ho dimostrato che c’era il bisogno.
L’unica cosa che non vi ho detto quei tempi è che le persone che sono morte dal 2011 al 2012 solo il 50% va nel Comune di Rovigo e l’altro 50% - i dati li ho qui, vanno negli altri cimiteri, e gli altri cimiteri hanno gli stessi diritti, perché nell’ultimo Regolamento del Consiglio Comunale sulla Polizia Mortuaria abbiamo parlato di Piano Regolatore; intanto è pronto il progetto per quanto riguarda Concadirame, ma stiamo già pensando ad altri.
23 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 Quindi, a me dispiace. Ecco perché sono dispiaciuto di questo. Non posso fare sintesi, perché anche la cittadinanza, che è qui e che ascolta, dovrebbe riascoltare l’intera relazione che ho fatto, perché fare dei tagli e dei... anche negli articoli di giornale non ho mai visto che fosse scritto che il rischio di soccombenza era di oltre 2 milioni.
È questo il dato di partenza. Bisognava giocare al buio. Io non vado a giocare al buio.
Ci sono dei pro e ci sono dei contro. Bene, ho scelto. Vi ho detto, due sono le eventualità: o l’assessore Saccardin ha degli interessi personali, oppure vuol dire che, in maniera sofferta, ha scelto il male minore; e per me il mare minore era andare avanti con questa questione.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, assessore Saccardin. Presidente Duò, prego.
DUÒ ALESSANDRO · Presidente del Consiglio di Amministrazione di ASM Rovigo S.p.A.Leggi intervento
Non sarebbe neanche necessaria un’ulteriore replica, perché l’assessore Saccardin mi ha già anticipato nell’argomento principale, che era quello del rischio di soccombenza nel contenzioso. Però, per precisione e chiarezza, voglio anche rientrare su un altro elemento, perché non è stato dribblato volutamente, ed è anche sulla transazione sui crediti commerciali, che sono stati ridotti a 7.000 euro.
È stata una trattativa che, tra le altre cose, è stata anche avallata dall’organo di revisione Trevor, che sicuramente è stata indebolita dal fatto che non avevamo soggetti terzi interessati ad acquistare le quote e, sicuramente, che aveva come alternativa o ipotesi di controbilanciamento quella di tentare comunque il riavvio della concessione direttamente.
Cosa che non potevamo fare, perché, comunque, eravamo obbligati a vendere, ai sensi della norma sulle razionalizzazioni delle società partecipate e, comunque, che non avrebbe trovato proporzionalità, perché noi avremmo dovuto investire dai 6 agli 8 milioni per rientrare dei crediti commerciali, forse, con tutti i rischi d’impresa, che non è il nostro mestiere fare impresa, in un periodo che, da perizia, stimano 299.000 euro di utile in otto anni.
L’utile è diverso dai ricavi complessivi; quando si parla di 15 o 16 milioni si parla di ricavi complessivi dell’operazione, quindi non di utile, di marginalità d’impresa.
Su questo argomento io devo testimoniare che ritengo che sia un elemento su cui non scandalizzarsi, perché se c’è una garanzia per l’Amministrazione Comunale che il Project funzioni e arrivi fino in fondo correttamente, quello è proprio la rimuneratività del Project stesso, perché non possiamo pensare che un Project, che non è sufficientemente rimunerativo, abbia un potenziale di riuscita e di soddisfacimento del servizio pubblico, che è quello di infrastrutture cimiteriali.
Io credo che abbiamo avuto tutti l’onere di fare delle scelte, di assumerci la responsabilità di prendere delle decisioni, per vicende che non sono riconducibili a quella che è l’attuale Amministrazione del Comune e di ASM.
Ci siamo trovati con un Project, che è partito bene, ma che si è inceppato nel 2011, perché ASM - qui mi dispiace dirlo - abbiamo comprato delle quote per 205.000 euro, facendo immediatamente un finanziamento alla società per 300.000 euro, nel 2011, quando già Arcobaleno non pagava gli oneri dei servizi cimiteriali dal 2009; questo è un elemento di grande riflessione, perché abbiamo bruciato più di 900.000 euro in cinque o sei anni che, veramente, sono un dispiacere per tutti quanti.
Questa è la riflessione che va fatta. Poi, purtroppo, questo è avvenuto. Per fortuna, abbiamo avuto degli Amministratori che mi hanno preceduto, ripeto, che hanno avuto il buonsenso e sono stati consigliati in maniera puntuale dagli organismi di vigilanza e dai dirigenti, per cui questa perdita oggi è indolore, ma dobbiamo ricordarci che c’è stata questa perdita.
È indolore perché c’è stata la buona gestione di chi mi ha preceduto, che ha svalutato somme che, se non avessimo dato seguito al secondo e terzo stralcio, sarebbero state perse. Questa è la verità. (interventi fuori microfono)
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
24 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 Il Presidente ha fatto il suo intervento, e non deve fare altre precisazioni, sotto dettatura o sotto minacce. Sguotti! Do la parola per la conclusione...
Peraltro ringrazio, so che era disponibile ad intervenire, comunque non interviene, l’Assessore alle Partecipate. Quindi fa la sintesi finale il signor Sindaco. Prego, a Lei la parola.
BERGAMIN MASSIMO · SindacoLeggi intervento
Grazie, Presidente. Questa Amministrazione, che mi pregio di rappresentare dal giugno del 2015, non ha mai limitato la libertà di nessun Consigliere di Maggioranza e di Minoranza di potersi rivolgersi, con gli strumenti di cui dispongono i Consiglieri Comunali. Ma c’è una valutazione politica che io voglio fare rispetto all’applicazione e agli effetti dell’articolo 39, comma 2° del Testo Unico degli Enti Locali.
L’autoconvocazione del Consiglio Comunale, in questo caso, richiesta di Consiglio Monotematico in merito a “Project Financing sul cimitero e gestione società Arcobaleno”. Uno dice: “Va beh, qual è il problema? Troviamoci e parliamone.
Ne parliamo dopo undici mesi, però parliamone. Nel frattempo diciamo di tutto e di più, tutto il contrario di tutto, però parliamone”. Ma il tema qual è?
Che quando se ne parla, fuori dall’aula e dentro l’aula, io voglio richiamare una cosa precisa - l’ho detto diverse volte a qualche Consigliere Comunale - un teorema è una proposizione che, a partire da condizioni iniziali arbitrariamente stabilite, trae delle conclusioni, dandone una dimostrazione. È questo il tema! Che voi spesso venite qui a teorizzare delle cose, ma non riuscite a dimostrarle.
Io mi sarei già stancato, Presidente. Io più volte l’ho messa per iscritto questa cosa. Uno viene qui, ipotizza un teorema, poi se ne prende a gambe e non lo dimostra.
“Chissà cosa c’è sotto. Era tutto preordinato. La nomina, il percorso successivo”; non funziona così.
Siete voi che limitate da democrazia, quando ipotizzate un teorema, uno scenario, e non lo dimostrate. Noi, invece, mettiamo nero su bianco delle proposte, le concretizziamo con degli atti deliberativi, produciamo degli atti e gli atti prendono il proprio corso. Se qualcuno è contrario va bene il dibattito politico, ma non continuare ad ipotizzare dei teoremi, che poi non riuscite a dimostrare, perché direi che questo compete a qualcun altro.
Ma voglio chiudere, rispetto al tema. Adesso farò l’intervento amministrativo. “È necessario premettere che l’Amministrazione Comunale di Rovigo ha valutato attentamente tutte le condizioni relative al Project, prima di assumere la decisione di proseguire con la concessione.
La mancata firma dell’atto aggiuntivo avrebbe comportato un danno difficilmente valutabile; sarebbe, infatti, proseguita la causa avanti al Tribunale di Rovigo e la posizione dell’Amministrazione Comunale sarebbe stata indifendibile davanti al Giudice, in particolare sulle motivazioni del ritardo e sui maggiori ritardi potenzialmente causati al concessionario. Entrando nel merito, si premette che il Comune non corre alcun rischio, perché l’investimento verrà realizzato solo ed esclusivamente con capitali privati.
Il Comune non mette risorse economiche di alcun tipo, e nemmeno fornirà garanzie finanziarie, quali la surroga. Il concessionario privato deve farsi carico di reperire i finanziamenti necessari alla realizzazione del secondo e terzo stralcio, pari a non meno di 8 milioni di euro, e dovrà fornire al Comune una garanzia fideiussoria, prevista, peraltro, nella norma in materia di Project Financing, per l’adempimento di tutti gli impegni contrattuali.
Riguardo all’eventuale invenduto, da determinare al termine della concessione e, quindi, dopo il 2039, l’Amministrazione Comunale ha provveduto, in fase di revisione della concessione - lo ripeto, che già c’era, ma io non voglio guardare indietro, altrimenti non riesco a realizzare i loculi, che i miei cittadini chiedono e sono fermi da più di dieci anni - a migliorare a proprio favore il contenuto, che attualmente non vede a carico del Comune alcun onere e/o penalità vessatorie.
Infatti, è facoltà del Comune, al termine della concessione, acquistare l’eventuale invenduto al valore di costo, per poi rivenderlo al prezzo di tariffa direttamente agli utenti, oppure prorogare la durata della concessione sino ad esaurimento dell’invenduto; il tutto in conformità alle leggi vigenti. Il Project Financing è un investimento a lungo periodo, e si basa su dati e statistiche di previsione.
Non si intravvede un rischio di invenduto, considerato l’arretrato accumulato nel dotare la città di nuovi manufatti di 25 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 sepoltura di questo genere. Questa previsione resta valida anche considerando l’aumento del ricorso alla cremazione.
Se, invece, si ritiene che il Comune dovrebbe appropriarsi, senza alcun onere, di tutto l’eventuale invenduto, è bene ricordare che l’Ente Locale non può appropriarsi, senza alcun esborso economico a fine concessione, di opere che sono state realizzate con capitali privati. Credo che sarebbe un bel modo per tenere distante da Rovigo i capitali privati di imprenditori che potrebbero avere voglia di investire nella nostra città.
Si vuole altresì sottolineare che il Comune incasserà, senza sostenere alcun onere, una somma pari al 10% di tutti i ricavi del concessionario, tramite ASM. Infine, è necessario evidenziare che, ad oggi, il Comune non è in grado di far fronte alle richieste di cittadini di loculi ed ossari, essendo il vecchio cimitero privo di dette disponibilità. È un obbligo, comunque, di una Pubblica Amministrazione Comunale, provvedere a tale compito, che è un compito istituzionale.
L’evoluzione societaria di Arcobaleno viene trattata da alcuni, senza considerare le regole di mercato e dell’economia. Arcobaleno è una società di scopo, che ha come unica missione lo sviluppo della concessione cimiteriale, che era stata bloccata per quasi dieci anni, con un rilevante danno economico lamentato dalla stessa. Tale blocco ha determinato uno stato di prefallimento della stessa, per il cui superamento era necessario immettere nuova liquidità, non inferiore ad almeno 8 milioni di euro.
Con la Legge Madia, Arcobaleno è stata ritenuta non funzionale alle attività dell’Amministrazione, ed è stata posta, con delibera del Consiglio Comunale, fra le società da dismettere. Quindi, ASM non avrebbe potuto, in alcun modo, immettere nuovo capitale. ASM, quindi, proprietaria di una società di cui non poteva sostenere lo sviluppo, doveva dismettere la propria partecipazione in base alla legge di riordino delle società a partecipazione pubblica e nel rispetto dalla delibera comunale.
Il prezzo ricavato è il massimo recuperabile dal mercato per una società in stato quasi fallimentare, che, senza l’immissione di nuovi capitali, avrebbe dovuto portare i libri in Tribunale. Nemmeno era utile liquidarla, come sostiene qualcuno, perché ASM avrebbe perso comunque il proprio credito e il capitale già investito.
Dall’eventuale fallimento della società, ovviamente, non sarebbe derivata, per l’Amministrazione Comunale, nemmeno la decadenza della causa per danni pendente in Tribunale a Rovigo; a meno che qualcuno pensi che chiudere le società o far fallire una società non sollevi o non faccia venire meno i diritti dei terzi o le responsabilità di chi fa fallire le società. Noi questa responsabilità non volevamo assumercela, oltre che dare un servizio dovuto alla comunità. Passiamo, infine, alla rimunerazione del Project.
Il fatto che il Project sia correttamente rimunerativo, rappresenta la migliore garanzia per il Comune sul buon esito della concessione. Per questo motivo, la legge prescrive che, per essere approvato il Project, deve essere corredato da un’asseverazione bancaria che nessun istituto di credito è disponibile a concedere, in mancanza di un giusto livello di rimunerazione del capitale investito. Senza detta asseverazione il Project sarebbe dovuto essere respinto.
Da ultimo, trattiamo la causa che sarebbe stata pendente presso il Tribunale di Rovigo, che questa Amministrazione ha ereditato dall’errata gestione di chi mi ha preceduto”. Non spetta a me giudicare l’operato di chi mi ha preceduto e di tutto quello che è successo; a me spetta il compito, come in tante altre situazioni, di prenderle, di valutarle e di decidere! Io ho deciso insieme alla Maggioranza, come per tanti altri temi.
Qualcuno, invece, non ha deciso negli anni. Noi abbiamo deciso. Ci siamo assunti delle responsabilità politiche e delle responsabilità amministrative, ma non veniamo qui a proiettare sul muro del Consiglio Comunale dei teoremi che dopo non riusciamo a dimostrare!
Poi qualcuno una volta ha detto: “Adesso impugno la delibera, faccio ricorso al TAR, perché voglio dimostrare al teorema”. Ha perso. Succede, si vince o si perde, non si fa mai patta quando si fa una scelta.
Si fa una scelta, la si pondera, poi arriva un giorno che ti devi chiudere in una stanza, al buio, con la radio accesa, da solo, e devi decidere. Bene, io ho deciso, con la mia Giunta, con la mia Maggioranza, in sedici, in trentadue, in ventotto, in cinquantaduemila, per dare i loculi, per dare dignità ad un servizio che deve essere fatto alla collettività. Da ultimo, trattiamo la causa, come dicevo prima, che sarebbe stata pendente.
“La causa rappresentava un serio rischio per il Comune di essere chiamato a pagare il danno, il mancato completamento del contratto...”. Assessore, questa notte io non dormivo, però non ci siamo sentiti, 26 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 le cose le avrei dette e le sto dicendo, appunto.
“...il mancato completamento del contratto, un danno che era stato calcolato in 2,4 milioni, in base alla Legge Merloni, cui è sottoposta la concessione. - e questo sì era un rischio concreto - La questione, come si evince, è molto più complessa, per gli aspetti legali, economici e finanziari intrinsechi, che richiedono, per un sereno giudizio, solide competenze.
L’Amministrazione Comunale ha fatto sue le scelte in modo coscienzioso, per salvaguardare il più possibile gli interessi del Comune, con al centro l’obiettivo di completare un’opera che serve ai cittadini, per poter avere vicini i propri cari, in strutture dignitose e sane”. Io ho terminato il mio intervento. Ho fatto un’apertura di natura politica, la chiusura amministrativa.
È tutto registrato. Ringrazio i componenti del Consiglio di Amministrazione, ringrazio i tecnici di ASM, ringrazio anche chi ha avuto la pazienza di ascoltarci. Non ce ne andremo, perché saremo ancora qui e resteremo qui a trattare il resto dell’Ordine del Giorno.
Grazie a tutti.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie al signor Sindaco. Anche da parte mia il ringraziamento al presidente Duò, al consigliere di amministrazione Riccardi, ai tre tecnici, Mazzali, Pasquin e Formenton, oltre che i nostri due Dirigenti e la dottoressa Righini. Grazie.
27 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018
AUTOCONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE AI SENSI E PER GLI EFFETTI DELL’ARTICOLO 39, 2° COMMA DEL TUEL - RICHIESTA DI CONSIGLIO MONOTEMATICO IN MERITO ALLA EMERGENZA IDRICA E ALL’INTERRUZIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO ESSENZIALE DELL’EROGAZIONE DI ACQUA POTABILE - 30 OTTOBRE 2018 E GIORNI SUCCESSIVI”......................................................................................................................28 (NON E' STATA PRODOTTA NESSUNA DELIBERA) 2 di 64
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Scusate! Ricominciano i lavori. Chiedo ai signori Consiglieri di riprendere posto.
Passiamo al punto numero 2 all’Ordine del Giorno. Consiglieri, se prendete posto, poi presentiamo anche i nostri ospiti. Consiglieri, siete invitati a sedervi.
Allora, faccio i nomi: Moretto, seduto; Chendi, seduto; Sguotti, seduto; Denti; Andrea Borgato; Marsilio; Andriotto. Altrimenti, scusate, devo interrompere la seduta e far fare l’appello, ma non credo sia necessario. Chendi, Sguotti...
“un secondo”, scusa, siamo in seduta consiliare. Scusate! Innanzitutto annuncio il secondo punto all’Ordine del Giorno, che è “Autoconvocazione del Consiglio Comunale ai sensi e per gli effetti dell’articolo 39, 2° comma del TUEL - richiesta di Consiglio Monotematico in merito alla emergenza idrica e all’interruzione del servizio pubblico essenziale dell’erogazione di acqua potabile”.
Come da richiesta nell’autoconvocazione, in cui era richiesta la presenza del Presidente di Acquevenete S.p.A., è presente in aula - e lo saluto volentieri, anche perché è la prima volta che lo incontro e che lo vedo, quindi è un piacere - l’Onorevole Piergiorgio Cortelazzo, che è accompagnamento dal Direttore Generale di Acquevenete, la dottoressa Monica Manto, benvenuta in aula.
Poi abbiamo il Presidente del Consiglio di Bacino, il dottor Leonardo Raito, Sindaco del Comune di Polesella, anche questo sconosciuto, e quindi benvenuto tra di noi. È affiancato dal tecnico dell’A.T.O., ingegner Giampaolo Milan, anche lui nuove per queste aule; benvenuto Giampaolo.
Con comunicazione via e-mail da parte dell’ARPAV regionale da parte del dottor Luciano Gobbi, ci ha comunicato che è egregiamente rappresentato, nonché sostituito, dal Direttore dell’ARPAV di Rovigo, ingegner Vincenzo Restaino, che saluto e accolgo volentieri in quest’aula. Mi pare di avere nominato tutti gli ospiti.
Il primo firmatario dell’autoconvocazione del secondo punto all’Ordine del Giorno è il consigliere Ivaldo Vernelli, a cui do volentieri la parola, ricordando, come nel primo punto, la tempistica a disposizione: otto minuti per la presentazione, e anche per Lei, come da Regolamento, c’è la possibilità, semmai, di reintervenire nel dibattito. Per gli altri la tempistica è sempre la stessa: cinque minuti. Chiedo scusa, l’avevo salutata entrando in aula, poi mi aveva detto: “No, non vengo in aula”; chiedo scusa.
Abbiamo, sempre per l’ARPAV, anche la dottoressa Cinzia Sivier, e quindi saluto molto volentieri anche lei, anche lei è la prima volta che siede su questi banchi. Prego, Vernelli.
VERNELLI IVALDO · Consigliere Movimento 5 StelleLeggi intervento
Buonasera, soprattutto ai nostri ospiti e al pubblico in sala. Voglio, innanzitutto, ringraziare il Presidente del Consiglio Comunale, che ha consentito la ripresa video, in modo da consentire ai nostri concittadini di poter partecipare, anche se da lontano, ai lavori di questo Consiglio Comunale.
Abbiamo richiesto la convocazione di questo Consiglio Comunale Monotematico perché è importante che resti a verbale, nel consesso più importante della città, la risposta ad una serie di domande che i cittadini si sono posti, e che io cerco di riassumere in dieci questioni che ho 28 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 appuntato, in modo da rendere anche più semplice la discussione, che poi consentiranno di sviluppare il dibattito.
La prima domanda è se è chiaro il motivo dell’interruzione del servizio pubblico. Abbiamo letto sui giornali varie spiegazioni, varie interpretazioni, da ultimo anche una relazione molto circostanziate. Io mi auguro che ci sia oggi la possibilità di dire una parola precisa su che cosa sia effettivamente accaduto.
Il secondo punto è la domanda che, per me, è forse principale del contesto del futuro e della capacità di previsione che noi possiamo avere in situazioni difficili. Quale autonomia ha da centrale di Boara in casi di grave inquinamento? In termini generali - arrivo alla terza domanda - qual è il piano di sicurezza e di prevenzione e di gestione delle emergenze che Acquevenete e anche l’Autorità di Bacino hanno messo a disposizione dei nostri concittadini?
Il quarto punto è una preoccupazione sulle procedure di comunicazione. C’è stato un mancato preavviso e ci sono state informazioni contraddittorie e non coerenti, che hanno creato ulteriore preoccupazione, in una situazione già compromessa. Questo elemento delle procedure di comunicazione, secondo me, deve essere meglio sviluppato.
Ho poi una serie di domande relative ad Acquevenete. Il quinto punto è: qual è la situazione della riorganizzazione di Acquevenete, dopo l’acquisizione di Polesine Acque? (intervento fuori microfono) La ripeto. Qual è lo stato della riorganizzazione di Acquevenete, per quello che riguarda le centrali di potabilizzazione e la rete che insiste per la città di Rovigo e per i Comuni della provincia di Rovigo, dopo l’acquisizione di Polesine Acque?
Faccio questa domanda perché uno dei temi che è emerso sulla stampa è che, forse, la responsabilità non è tutta dell’attuale gestione di Acquevenete, ma di un pregresso, o di una condizione non sufficientemente adeguata, degli impianti che Acquevenete ha ereditato da Polesine Acque. Quindi, se è così, vorrei capire che cosa avete messo in atto, conoscendo lo stato di incompletezza o di mancata ristrutturazione delle nostre attrezzature.
Un ultimo punto, è una domanda forse un po’ delicata, però vorrei porla senza offendere nessuno.
Io ritengo che ci sia una questione di dubbia compatibilità tra i vertici di Acquevenete, in particolare per il Sindaco, che è Autorità Sanitaria e che, quindi, deve difendere i propri cittadini, e il ruolo anche di Consigliere di Amministrazione, in un contesto dove deve agire da controparte, rispetto all’Autorità Sanitaria, che ha interessi e motivi diversi da chi, invece, deve difendere la realtà della propria azienda.
Ma vedo anche un’incompatibilità politica, anche se non dal punto di vista della normativa sulla trasparenza della legittimità, anche nel ruolo del Presidente, perché il Presidente è, in questo momento, una persona che è in grado di decidere le maggioranze delle Amministrazioni Comunali della nostra provincia e, quindi, si trova ad operare in una tripla veste; la terza, per me è positiva, che è quella di parlamentare, e di un parlamentare che opera attentamente per la nuova normativa per la riforma delle acque, ma le due che sta rivestendo, cioè quella di legale rappresentante di Acquevenete e quella di commissario politico di una forza preponderante all’interno dell’Amministrazione di questa città, io non le considero adeguatamente conformi rispetto alla situazione.
Ho poi la domanda per l’Autorità di Bacino. Qui io credo che sia interessante capire come l’Autorità di Bacino, che è stata un po’ ai margini della discussione, del dibattito che è accaduto nei termini dell’interruzione del servizio pubblico, ha vissuto la questione e che cosa può dire ai nostri concittadini per rassicurarli perché questa cosa non accada mai più, perché l’emergenza ci serva di lezione.
Chiedo, in particolare, - questa è la penultima domanda - all’Autorità di Bacino qual è il punto di vista sul Modello Strutturale degli Acquedotti Veneti, il MOSAV, che dal 2000 pende come una 29 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 potenzialità parzialmente realizzata all’interno della Regione, ma che ha, dal mio punto di vista, un forze punto di problematicità nel momento in cui dovesse portare - come ho letto in un intervento che ha fatto il Presidente di Acquevenete - alla dismissione completa delle centrali di potabilizzazione dell’Adige.
La mia opinione è che questo è sbagliato, da due punti di vista - poi, dopo, lo dirò di nuovo nel corso dell’intervento - il primo è che, in una situazione di siccità periodica, il fatto di ricorrere solo agli emungimenti da Carmignano di Brenta può essere un pericolo, un pericolo molto forte; il secondo punto è che, se noi abbandoniamo l’Adige come fonte di approvvigionamento idropotabile, l’Adige, con tutta probabilità, diventerà una fogna a cielo aperto, in cui i controlli degli scarichi saranno meno precisi e puntuali di quanto sono.
Vengo all’ultima domanda, che è rivolta all’ARPAV, ed è proprio relativa a questo aspetto. Che cosa conosciamo oggi noi degli scarichi inquinanti che arrivano nell’Adige? Noi siamo molto sensibili in questa città, io lo sono in particolare, perché ho vissuto con forza la situazione di emergenza idrica degli Anni ’80, e il fatto di ritrovarmi oggi in una situazione in cui gli scarichi potrebbero essere stati la causa dell’emergenza che abbiamo subìto, è un elemento che considero assolutamente inaccettabile.
Oggi noi dovremmo essere in grado di conoscere perfettamente tutti gli scarichi inquinanti, tutti dovrebbero essere catalogati, e dovremmo conoscere i flussi di inquinamento in termini molto precisi. Io ho avuto modo di vedere pochi minuti fa delle analisi che l’ARPAV ha consegnato al Consigliere Regionale che ha fatto l’interpellanza, e sono, francamente, estremamente perplesso dai dati che ho visto.
Ho visto che i livelli di manganese, di alluminio, di ferro, da punti di prelievo che io adesso non so identificare, non so quanti siano, quando siano stati esattamente prelevati e in quale punto sia avvenuto, però ci sono dei dati che ci fanno capire che lì è accaduto qualcosa di molto grave. Io qui ho una mia opinione personale, che terrò per me e che svilupperò nel corso del dibattito.
Ma qui l’ARPAV ci deve dire che cosa è accaduto, perché i livelli di inquinamento di manganese, di alluminio e di ferro di quella dimensione non possono essere spiegati soltanto con l’emergenza metereologica.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, Vernelli.
Chiedo scusa se non l’ho fatto all’inizio del secondo punto all’Ordine del Giorno, l’ho fatto all’inizio del primo, ma è doveroso, soprattutto per gli ospiti, informarli - anche perché il Dirigente agli Organi Istituzionali mi ha detto: “Ogni tanto, come uno spot pubblicitario ricordalo”, ma lo faccio in questo momento - informo, ripeto, per chi non era prima in aula, che con nota protocollo 72669 di oggi la testata giornalistica “Rovigo in Diretta” è stata autorizzata ad effettuare la ripresa audio-video delle sedute del Consiglio Comunale di oggi e domani.
La ripresa si svolgerà tramite l’utilizzo di una videocamera tablet in postazione fissa, puntata verso l’emiciclo degli Amministratori presenti alla seduta. Il titolare del trattamento è la testata giornalistica “Rovigo in Diretta”. Ciò detto, mi pare di capire, guardando un attimo negli occhi i nostri ospiti e anche sentendo l’intervento del primo firmatario Vernelli, di dare per primo la parola all’ingegner Restaino, e poi decidete voi, intanto che parla l’Ingegnere, se...
Quindi, dopo l’Onorevole Cortelazzo e poi il presidente Raito. Io direi ai nostri ospiti, tranquillamente, come nella prima sessione, che possono restare seduti. Credo che l’aula condivida questa scelta.
Prego, Ingegnere.
RESTAINO VINCENZO · ARPAVLeggi intervento
Grazie, Presidente. Ringrazio anche il consigliere Vernelli, che ha fatto la domanda, per l’ARPAV, sostanzialmente, “Cosa è successo?”. Parliamo prima di scarichi.
Per quanto riguarda la provincia di Rovigo, io credo, non vorrei sbagliarmi, ma credo che nel fiume Adige, parlo della provincia di Rovigo, ci sia uno scarico soltanto, perché la maggior parte degli scarichi che si trovano nella provincia di Rovigo vengono 30 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 convogliati nei canali interni, sostanzialmente; quindi, sono quelli interessati principalmente dalle autorizzazioni allo scarico e dagli scarichi degli stessi.
Questo lo dico per tranquillizzarla. Ovviamente parlo della provincia di Rovigo. Ma, in parallelo, vorrei tranquillizzarlo anche per un’altra cosa.
Se si ricorda, qualche settimana prima dell’emergenza che si è avuta sull’Adige, c’è stato un altro problema che ha riguardo il Po, dall’altra parte, e quel problema, chiaramente, è stato segnalato dalla provincia di Mantova, dall’Agenzia Regionale Lombarda all’ARPAV, e su questo ci siamo subito attivati, con un monitoraggio che ha riguardato il corso del Po per almeno due giorni.
Probabilmente la notizia sui giornali è transitata poco, ma il nostro lavoro l’abbiamo fatto, seguendo quello che era lo sviluppo di questa traccia di contaminante sul corso d’acqua, convocando una riunione all’Agenzia Regionale per l’Ambiente, perché eravamo in grado di gestirla come una situazione di emergenza non critica.
Alla riunione erano presenti, ovviamente - non abbiamo interessato neanche il Prefetto su questa questione, perché l’abbiamo gestita noi tranquillamente - Acquevenete, era presente l’ULSS, ci ha supportato, ovviamente, la Protezione Civile Regionale, ed abbiamo deciso di mettere in piedi un piano di monitoraggio e di controllo della situazione sul corso d’acqua, sapendo che poi, qualora si fosse alzato il livello di emergenza, avremmo attivato situazioni di tipo diverso, più ampio. Quindi, due cose.
La prima: in provincia di Rovigo non ci sono grossi scarichi sull’Adige, e questo ci dovrebbe un attimino tranquillizzare, almeno per quanto riguarda la provincia di Rovigo. Quando ci sono delle situazioni di emergenza cerchiamo di intervenire. Veniamo adesso un pochettino a qualche informazione che Lei ha avuto dal Consigliere Regionale, a cui sono stati trasmessi questi dati.
Allora, molte volte siamo abituati a leggere i numeri, in base alla dimensione, 87, 37.000, 47.000, spesso bisogna cercare di dare importanza a questi numeri e, per farlo, vorrei prima cercare di inquadrare in termini generali quello che è successo nella fase critica dell’emergenza. ARPAV ha allertato da Protezione Civile che si sarebbero stati dei problemi dal punto di vista meteorologico prima e anche idrogeologico e, ovviamente, anche di notevoli precipitazioni.
Questa situazione, ovviamente, ha interessato il Veneto - sapete benissimo quello che è successo in provincia di Belluno - ma non che non abbia interessato il Trentino e l’Alto Adige. Fino a che punto il Trentino Alto Adige è stato interessato da questa situazione? Allora, in Veneto avete tutti quanti percepito in maniera molto chiara che le precipitazioni sono state molto più elevate, rispetto a quelle del 1966; questo credo che sia un dato, oramai, che è cronaca sui giornali, è transitata tranquillamente.
Ma non so se alcune cose sono state ben definite. Cosa è successo in Trentino Alto Adige? In Trentino Alto Adige, c’era una galleria sull’Adige; non so se qualcuno è andato a vedere un video di quella galleria quando scaricava nel Garda.
Se qualcuno l’ha visto, vedeva il colore dell’acqua. In quei casi noi le analisi le abbiamo fatte, ma in quel caso basta guardare il colore dell’acqua, non ci vuole molto. Perché è stata attivata quella galleria?
Qua cerchiamo di elevare, di alzare, di capire il livello della criticità, che va al di là dei numeri, proprio rispetto a quelli che sono gli interventi di sicurezza che vengono messi in campo in questi casi, probabilmente, senza nemmeno dare tanta informazione, perché le decisioni devono essere prese in tempi molto veloci. Quando è stata aperta quella galleria l’ultima volta? Questo sì che è stato detto sui giornali.
Nel 2002. Quindi, figuratevi, io credo che nel 2010 qualche problema c’è stato, sono vicentino e so quello che è successo in provincia di Vicenza, ma nel 2010 qualche problema c’è stato. Quella galleria è stata aperta nel 2002.
L’altra domanda è: perché è stata aperta? Nel punto di controllo della portata a monte di quella galleria viaggiavano 1.900 metri cubi al secondo - questo, sì, è un numero - nell’Adige, di portata. Cosa significa questo numero, che sembra un numero casuale?
Dopo vi dirò perché ho detto questo numero. Non è casuale, perché faremo riferimento ad altre situazioni poi nella provincia di Rovigo. Allora, questo numero, sostanzialmente, dice che, se non si apre la galleria, prima Verona e l’hinterland.
Ma solo Verona? Andiamo avanti con il ragionamento. Qual è stata la portata massima che c’è stata a Boara Polesine?
Ve lo dico io: 1.250 metri cubi al secondo. Ovviamente, questo non c’è nelle analisi che sono state consegnate alla Consigliera; ma perché? Perché stiamo 31 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 predisponendo una relazione complessiva, per fare il quadro della situazione e dare delle informazioni complete.
Spero, comunque, che queste anticipazioni in questo momento servano e possano essere utili in ogni caso. 1.250 metri cubi - metro cubo più, metro cubo meno, siamo a livelli di metri cubi al secondo, tenete presente - cosa significa questo? Che, se quella galleria a monte non veniva aperta, probabilmente il problema non ce l’aveva soltanto Verona.
Qualche Modello ha definito anche che qualche criticità ci poteva essere in provincia di Rovigo. Perché ho dato queste indicazioni, al di là delle analisi e dei numeri che poi, dopo, cercheremo di spiegare meglio?
Perché è chiaro che quello che noi abbiamo avuto è: uno, una situazione metereologica di criticità alta; due, un dilavamento notevole nelle zone di montagna, tali da trasformare i corsi d’acqua, che erano rivoli, in torrenti veri e propri, e i danni si sono visti; tre, il trascinamento di questi torrenti, che hanno portato tantissimo fango nell’Adige, fango che potete vedere tranquillamente, confrontandolo con il colore del Garda, chi ha voglia basta che vada a cliccare quella cosa qua; quattro, il livello di criticità era talmente alto, ma talmente alto che, addirittura, c’erano delle aree, quelle veronesi e quelle di Rovigo, che correvano qualche rischio, tanto da rendere necessaria l’apertura di quella galleria.
Quindi, la situazione era notevolmente critica.
A questo punto, nonostante tutto, perché per noi era tutto chiaro, già questo ci dava una chiarezza della situazione, basterebbe moltiplicare quei numeri che Lei ha per la portata che c’è nel corso d’acqua per il tempo che ha interessato tutta la piena, Lei capisce le tonnellate di ferro e di alluminio che sono andate via, e non è pensabile che queste siano correlabili con uno scarico di una qualsiasi azienda, perché sono talmente tante che solo di origine possono essere; capisce?
Ma siamo andati un pochettino anche avanti, anche perché ce l’hanno chiesto. Abbiamo lavorato insieme con i Carabinieri su questa cosa, e i Carabinieri hanno voluto un pochettino approfondire la faccenda, i Carabinieri e N.O.E. Si sta definendo anche tutto l’aspetto delle valutazioni insieme con loro, per cui vi darò solo delle indicazioni di massima e i numeri verranno fuori quando verranno richiesti, ovviamente, nel dettaglio.
Cosa è venuto fuori? Noi abbiamo fatto due cose: nel giorno più critico, che credo sia stato il 31 quello della massima portata - adesso non vorrei sbagliarmi, perché i giorni non me li ricordo - ecco, proprio il 31, abbiamo fatto tre campionamenti, uno in mattinata e gli altri nel primo pomeriggio. Il primo l’abbiamo fatto nella centrale di Boara Polesine, e gli altri due li abbiamo fatti uno al ponte di Lusia e il terzo a Badia Polesine, dove c’è l’altra centrale.
Perché abbiamo fatto questi tre campionamenti? Per avere le analisi dei metalli, perché è il tracciante migliore in questi casi, non è che ci mettiamo a fare altro, è il tracciante migliore, per vedere se le misure che avevamo più o meno combaciavano.
Per chi ha disposizione dei dati avrà notato... prendiamo come riferimento i due metalli che, in qualche modo, hanno creato la criticità, l’alluminio e il ferro, anche se l’alluminio e il ferro non vengono neanche citati nelle norme di conformità dell’utilizzo di acqua ad uso potabile, ma lasciamo perdere questo particolare, prendiamolo perché sono quelli che si vedono di più come misure.
Le misure fatte nei tre punti, più o meno nell’arco della stessa giornata, a poche ore di distanza una dall’altra, ci dicono che la presenza di questi metalli è rilevata nello stesso ordine di grandezza nei tre punti. Sostanzialmente, ordine di grandezza, che vuol dire, dal punto di vista chimico, se ho 80.000 e ho 20.000 siamo là, non è che c’è una grossa differenza.
Vi do un piccolo particolare in più: è probabile che la differenza che c’è tra i tre punti sia legata al fatto che il tipo di campionamento è diverso.
Riguarda, da un lato, un controllo - sto entrando un po’ nel tecnico, ma mi fermo subito e poi riprendo ad andare sugli altri ragionamenti che abbiamo fatto - che è stato fatto sull’acqua grezza, alla centrale di Boara praticamente, e quindi a 3-4 metri di profondità, probabilmente, in quel caso, il sedimentato è ancora presente in maggiore quantità; i metalli si trovano nel sedimentato, sostanzialmente e, quindi, quando si fa l’analisi e viene fatto precipitare il sedimentato per verificare la quantità dei metalli che ci si trova dentro, se uno fa un campionamento dove l’ha presa a 4 metri ha un certo valore, se, invece, la facciamo con dei secchi sull’argine o al centro del corso d’acqua, il valore è diverso.
Quindi, quella leggera diversità è legata, secondo noi, a quel tipo di effetto; ma siamo nell’ambito dello stesso ordine di grandezza.
32 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 Altro elemento che abbiamo preso in considerazione è che abbiamo voluto ripetere, sostanzialmente, le analisi in più giorni diversi alla centrale di Boara Polesine - in totale ne avremmo fatte sei o sette, l’ultima è in corso di effettuazione, recentemente - per vedere il trend di discesa dei metalli nei vari giorni che la piena andava a diminuire.
Abbiamo trovato una stretta correlazione tra quella che era la portata del corso d’acqua, o l’altezza specifica della piena, e quella che era la concentrazione di metalli, o, se volete, anche dei solidi sospesi, che è la stessa cosa. Quindi, quando la piena era più alta, più alti erano i metalli; mano a mano che la piena diminuiva e tutto sedimentava, i metalli si abbassavano. Adesso siamo rientrati in situazioni direi di normalità.
Ecco, io credo che queste cose ci hanno convinto in maniera... lo eravamo anche prima, guardate, noi non avremo neanche minimamente... Ma perché non avremmo neanche minimamente immaginato di fare questo? Perché avremmo dovuto immaginare una quantità così grossa di metalli che nessuno può pensare di riversare in un corso d’acqua.
Però, parallelamente, aggiungiamo una cosa: oggettivamente questi valori non sono bassi. Sono tanto alti, e sono dovuti, ovviamente, ad effetti naturali che si sono verificati; perché? Perché la quantità di pioggia a livello localizzata è stata tanta.
Io, per ora, mi fermerei qua, Presidente. Poi, se ci sono domande, ovviamente sono a disposizione.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Ringrazio l’ingegner Restaino. Facciamo un giro. Presidente Cortelazzo, prego, a Lei la parola.
CORTELAZZO PIERGIORGIO · Presidente Acquevenete S.p.A.Leggi intervento
Grazie, Presidente, ovviamente, a tutta l’Amministrazione e ai Consiglieri che partecipano al Consiglio Comunale. Dopo quasi dieci anni partecipo anch’io ad un Consiglio Comunale, ne ho varcati anch’io per vent’anni consecutivamente, per cui è sempre appassionante e stimolante ascoltare i dibattiti, anche in maniera accesa.
Noi ci siamo posti, nell’invito a quella autoconvocazione, alcune domande, che in parte anche collimano con quelle del consigliere Vernelli, su cosa il cittadino comune ha, in qualche maniera, considerato, analizzato, rispetto a quella emergenza del 30, 31 e a seguire.
Per cui, mi permetto, se il Presidente mi dà la disposizione, di quanto meno enunciare le domande che ci siamo posti, che potrebbero essere state formulate dal cittadino, ma siamo in un consesso comunale e politico, per cui anche congiuntamente con i Consiglieri Comunali. Ovvero, la prima domanda è: qual è stata la causa dell’emergenza del 30 e 31 ottobre? Noi faremo alcune considerazioni.
Già l’ingegner Restaino ha, in qualche maniera, compiutamente analizzato e descritto quali sono state le dinamiche dal punto di vista dimensionale, purtroppo, di quelle giornate di maltempo. Poi ve le articolo, se ritenete, ma, ovviamente, non voglio rubare la scena. La seconda domanda è: perché, di tutte le centrali nell’asta dell’Adige solo Boara Polesine non ha garantito il processo di potabilizzazione?
È un’altra domanda, perché non è l’unica centrale che è sita nella... La terza domanda è: Acquevenete si era attivata per l’emergenza della piena dell’Adige? Che, in qualche maniera, coincide con la sua terza domanda, che ho segnato, in maniera anche veloce.
L’altra domanda è: come è stata gestita l’emergenza? Questo è un altro elemento che, secondo me, è corretto che la cittadinanza e il Consiglio Comunale sappia come si siamo adoperati. Un’altra domanda è: Quali interventi ha fatto Acquevenete e quali ha in programmazione per aumentare la capacità della centrale di Boara?
Era relativa anche al fatto se succede ancora che cosa può accadere. L’ultimo punto, che è anche, mi pare, una delle considerazioni che ho letto nei giornali - io non sono social, però, purtroppo, mi passano lo stesso tutte le considerazioni e le conversazioni dei 33 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 social; vivo meglio, però, comunque, mi fanno convivere con i social - è se sono previsti, in queste dinamiche, degli indennizzi nei confronti dei cittadini.
Io, intanto, se ritenete, andrei ad articolare le prime tre o quattro considerazioni, che poi esplicitano anche bene il progress sull’emergenza, considerando e considerato che chi vi parla... poi, dopo, arrivo anche, Consigliere, sulle sue legittime considerazioni di incompatibilità, o quant’altro, che, ovviamente, riguardano anche il sottoscritto.
Chi vi parla, che è il legale rappresentante di Acquevenete, l’ultima cosa che vorrebbe fare è quella di interrompere l’erogazione dell’acqua, perché sappiamo perfettamente, sia dal punto di vista della esigenza che ha una famiglia e i cittadini, quando aprono il rubinetto, di trovare scorrere l’acqua, e che sia anche, possibilmente, potabile e usufruibile dal punto di vista alimentare e di buona qualità, e, dall’altra, ovviamente, che è accaduto anche in questa emergenza, di doverla erogare, però con delle limitazioni, che sono legate, come vi ricorderete, al non uso alimentare dell’acqua.
Se posso, Presidente, io proverei a dare... secondo me, sono anche il cardine della richiesta che, ovviamente, magari con qualche giorno dopo il 31, è giusto considerare e fare un po’ di chiarezza. Allora, qual è stata la causa dell’emergenza dei giorni 30 e 31? Per aggiungere qualcosina alla già esaustiva considerazione dell’ingegner Restaino, cosa è opportuno rimarcare?
“Nella giornata di martedì la torbidità del fiume Adige aveva raggiunto condizioni eccezionali, da un punto di vista qualitativo e quantitativo...”. Chi, in qualche maniera, aveva la necessità di passare sopra il ponte dell’Adige, o percorrerlo nella parte arginale, a vista d’occhio aveva la consapevolezza della torbidità e del colore dell’Adige in quelle giornate.
“...determinate dalla presenza di sostanze in sospensione di natura limo argillosa, contenenti metalli derivanti dagli intensi fenomeni di dilavamento dei versanti del bacino imbrifero afferente al fiume Adige, dovuto alla straordinaria ondata di maltempo che ha colpito il Nordest”. Come ci ricordava prima l’ingegner Restaino, basta digitare YouTube, e si visionano, purtroppo, quelle videate del lago di Garda, che era diventato in parte molto marrone, come era, purtroppo, il nostro Adige.
“Si è trattato di una piena di particolare significato, che ha obbligato l’Autorità di Bacino del fiume Adige ad attivare lo scolmatore sul Lago di Garda - come si diceva prima - la galleria Mori-Torbole, che non veniva messa in funzione da quasi vent’anni, scaricando ben 500 metri cubi al secondo. Dai grafici idrometrici di Boara, si rileva che il livello del fiume Adige è salito di oltre 6 metri dalle ore 01 del 30 ottobre alle ore 7 del 31 ottobre, raggiungendo 1.227 metri cubi al secondo”.
Per cui, stiamo parlando di dati che sono non prevedibili, ma sono di una eccezionalità che sono, purtroppo, derivanti da quell’emergenza, perché questa è la fotografia di come era la situazione in quelle giornate. Perché delle centrali nell’asta dell’Adige quella di Boara Polesine, sostanzialmente, è quella che è andata in crisi, che poi ha determinato quella disfunzione per qualche ora e giorno, per quanto riguarda i famosi nove Comuni?
“Sull’asta dell’Adige le uniche due centrali non collegate ad altri punti di produzione che non siano l’Adige, sono quelle di Badia Polesine e di Boara Polesine, isolate, e pertanto dipendono esclusivamente dall’acqua dell’Adige.
Tutte le centrali sono andate in sofferenza...”, perché anche questo è giusto ed opportuno che ce lo ricordiamo, anche altre centrali sono andate in sofferenza, Vescovana, che qualcuno, in qualche maniera, ci chiedeva: “Ma come mai dall’altra parte...?”, anche Vescovana ha avuto delle problematiche e delle criticità che... voglio dire, ha tenuto, ma con le problematiche di una emergenza.
“...ma in quelle collegate in altre fonti, ad esempio, Camazzole...”, Camazzole, per capirci, è quella sorgente che Lei anche, Consigliere, aveva fatto un’interrogazione, una cosa all’inizio di agosto, quella di Carmignano di Brenta, per capirci, la sorgente di acqua buona, tanto perché ci capiamo. Io, se dovessi scegliere che acqua bere, non avrei alcun dubbio che come fonte di attingimento preferirei sicuramente Camazzole che l’Adige.
“...e Vescovana, è stata ridotta la portata, compensandola con acqua proveniente da queste. La centrale di Badia era arrivata al limite - e infatti alcune sollecitazioni arrivavano, ma la centrale di Badia regge - e Boara non ha retto completamente, e si è preferito applicare il principio di precauzione e prudenza, salvaguardando la salute pubblica e interrompendo l’erogazione di Boara, prima che si potesse immettere in rete acqua potenzialmente non potabile”.
Poi, c’è l’avvocato Manto, che, dal punto di vista, se ritenete, anche dal punto di vista tecnico... ma quando una centrale 34 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 e, conseguentemente, anche una serie di condotte, sono percorse da acqua non potabile, non è che è come il rubinetto, apri e chiudi; ci sono dei processi di reimmissione di acqua, con i limiti previsti, che ritorna potabile, che non è immediato, ma necessitano nei processi che sono, ripeto, previsti e non brevi.
“La centrale di Badia era arrivata al limite. Boara non ha retto completamente, e si è preferito applicare - come vi ho detto prima - l’erogazione da Boara, prima che si potesse immettere in rete acqua potenzialmente non potabile”.
A questo punto, magari, non so se voi avete avuto la pazienza e la compiacenza di leggervi tutti i bollettini che sono stati contestualmente, ad ogni campionatura, ad ogni modifica del percorso, pubblicati sul sito dell’azienda e, possibilmente, anche veicolati dal punto di vista mediatico.
Acquevenete si è attivata per l’emergenza della piena dell’Adige, perché anche questa è l’altra domanda, “Cosa avete fatto, sapendo che arrivava questo tipo di ondata e, soprattutto, che con molta probabilità la centrale di Boara Polesine poteva andare in crisi?”. “A scopo preventivo, Acquevenete ha predisposto, da lunedì 29, un presidio H24 di tutte le centrali di potabilizzazione lungo l’asta dell’Adige, in funzione della tempistica attesa di arrivo dell’onda di piena.
Anche il laboratorio di Acquevenete è rimasto pienamente operativo, giorno e notte, eseguendo analisi costanti”, non nelle fasi che ordinariamente vanno in laboratorio, ma in una fase emergenziale, con frequenza molto superiore. “Sempre lunedì è stata inviata una nota alla Prefettura di Rovigo sull’allerta meteo.
Nel corso della giornata di martedì 30 si sono progressivamente riscontrati, presso la centrale di Badia Polesine, la prima lungo il corso dell’Adige, valori di torbidità in crescita, che hanno allertato anche la centrale di Boara Polesine”. Come è stata gestita l’emergenza?
“Pur avendo adottato gli accorgimenti impiantistici a disposizione per la gestione delle condizioni anomale del fiume, il personale di Acquevenete - che, colgo l’occasione, ringrazio per la disponibilità, professionalità e competenza, cose che non sono mai date per scontato, tanto meno per assodato - ha valutato, in via precauzionale, che il processo di Boara non era in grado di garantire con certezza le caratteristiche di potabilità dell’acqua erogata, a causa dell’eccezionalità, ovviamente, del carico dell’acqua grezza.
Per tale ragione, a scopo cautelativo, per la totale tutela della salute degli utenti, alle ore 16 di martedì 30 ottobre è stata sospesa l’erogazione di acqua prodotta da Boara Polesine, attivando contestualmente le manovre per immettere in rete acqua potabile proveniente dalla centrale di Vescovana, seppure con pressioni ridotte in rete, dedicando due vasche di stoccaggio sull’acqua proveniente da Vescovana”.
Ricorderete che in quelle giornate arrivava acqua nei piani terra e con, ovviamente, una pressione più bassa, era più difficoltosa accedere ai piani più alti. “Con la centrale isolata dalla rete, si sono eseguite delle modifiche sui dosaggi di reagenti nei vari comparti di processo, allo scopo di recuperare la piena efficacia del processo di potabilizzazione. Queste operazioni sono proseguite per tutta la notte e la mattina successiva.
L’isteresi del processo è tale per cui i risultati e le reazioni alle modifiche del processo non sono istantanei, e si completano in base ai risultati analitici. Nel pomeriggio sono state contattate le principali utenze sensibili per coordinarsi, al fine di una costanza di approvvigionamento”, gli ospedali e i presidi, quelli più attenzionati.
“I cittadini sono stati informati, mediante avvisi pubblici sul sito www.acquevenete.it in tempo reale, con gli aggiornamenti sulla situazione, mantenendo un filo diretto e costante con Prefettura, ULSS, Regione Veneto e ARPAV.
Alle 8.45 di mercoledì mattina si è sospesa l’erogazione per due ore a tutti i Comuni serviti dalla centrale di Boara Polesine, allo scopo di creare un accumulo che consentisse di distribuire temporaneamente acqua a pressione maggiore, utilizzando le vasche di accumulo della centrale, così da poter servire i Comuni più lontani e i piani superiori al primo - come dicevo prima - l’erogazione, quindi, è ripresa sempre con acqua fornita dalla centrale di Vescovana, a pressioni superiori, per circa tre ore, tempo di svuotamento della vasca di accumulo.
Nelle ore successive si è comunque utilizzata l’acqua di Vescovana per fornire i piani terra del territorio; avviso numero 4 e news pubblicata nel sito aziendale. Alle ore 10.30 Acquevenete ha partecipato al Tavolo convocato dalla Prefettura di Rovigo, comunicando che, alle ore 14.30, si prevedeva di avere risposte sull’efficacia dell’aumento del dosaggio del policloruro di alluminio, eseguito nella notte tra martedì e mercoledì; isteresi dell’impianto.
Alle 14.30, nella riunione di 35 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 aggiornamento in Prefettura, è stato comunicato che la modifica al processo attuata non dava i risultati stabili e sufficienti, tali da poter garantire la potabilità dell’acqua, e che ci si era già attivati per poter utilizzare il cloruro ferrico quale reagente di flocculazione.
Infatti, dopo le valutazioni tecniche, prove, analisi, e sentito il laboratorio per trovare una soluzione che consentisse la ripresa del processo, dato che l’utilizzo del policloruro di alluminio non stava dando risultati apprezzabili, i tecnici di Acquevenete hanno valutato l’opzione di passare all’utilizzo del cloruro ferrico come agente flocculante.
I valori anomali ed eccezionali dell’acqua grezza hanno reso inefficace il trattamento usuale con policloruro di alluminio nel contesto impiantistico di Boara Polesine, in quanto le volumetrie di chiariflocculazione disponibili non si sono rivelate adeguate a gestire eventi estremi, con il dosaggio di tale reagente. A partire dalle ore 15 è stato attivato il dosaggio di cloruro ferrico come agente flocculante, in sostituzione del policloruro di alluminio.
Il processo, seguito analiticamente e costantemente dei tecnici di Acquevenete, ha dimostrato di essere efficace. Il tempo necessario per erogare acqua potabile dall’impianto è stato stimato in circa dieci/dodici ore. Mentre proseguivano gli interventi presso la centrale, si è effettuato quanto concordato presso il Tavolo indetto dalla Prefettura, relativamente all’erogazione.
A partire dalle ore 16.30 del 31.10.2018, secondo il piano concordato, l’erogazione dell’acqua è stata interrotta per tutti i Comuni serviti dalla centrale di Boara Polesine, ai fini di precauzione, per creare una chiara distinzione agli utenti rispetto alla successiva ripresa all’erogazione con acqua non potabile.
Alle ore 18, infatti, è ripresa l’erogazione, accompagnata da ordinanza di non potabilità da parte di ciascuno dei Sindaci dei Comuni interessati, con l’avviso agli utenti di utilizzare l’acqua esclusivamente a scopi igienico-sanitari e domestici, e non a scopi alimentari.
È stato contestualmente attivato un servizio di autobotte e distribuzione di acque in bottiglia per il rifornimento di acqua potabile; avviso numero 567, news pubblicata nel sito aziendale e comunicazione formale a ULSS 5, Prefetto di Rovigo e Sindaci coinvolti nell’emergenza. Altre utenze sensibili richiedono forniture. Già dalla mezzanotte di giovedì 1° novembre si sono evidenziati significativi miglioramenti, segno che il nuovo processo impiegato alla centrale di Boara Polesine stava dando i risultati attesi”.
Aggiungo io, grazie ai nostri tecnici, perché in queste circostanze, in queste emergenze, talvolta, non è scontato che i processi e le accortezze siano rispondenti anche alle esigenze. “È stato avviato un monitoraggio costante dell’acqua in uscita dalla centrale di Boara Polesine, con campionamenti effettuati ogni due ore, a partire dalle 2 di notte, fino alle 11 della mattina.
Le analisi sui campioni prelevati alle 2, alle 4.30, alle 6.15 e alle 9 del mattino hanno evidenziato valori di concentrazione dei parametri analizzati molto al di sotto dei limiti di legge; comunicazione ai tecnici regionali, ingegner Strazzabosco e dottor Dall’Acqua, alle ore 8.58 e alle 9.01. A questo punto, sono partiti i lavaggi delle condotte, con l’obiettivo di sostituire l’acqua non potabile con quella potabilizzata”.
Capirete che per alcune ore è stata erogata e ha scorso acqua non potabile, per cui, per ridare acqua potabile, che chi apre il rubinetto potesse usarla anche a scopo alimentare, c’è la necessità di fare i lavaggi. “Nella mattinata, quindi, contestualmente all’esecuzione dei lavaggi delle condotte, si sono verificati abbassamenti di pressione nell’erogazione, il tutto con l’obiettivo di ridare al più presto acqua potabile; avviso numero 8. L’ospedale continua ad essere alimentato con autobotte.
Alle ore 15 dell’1.11.2018 l’ULSS dichiara il ripristino dell’utilizzo a scopo potabile dell’acqua distribuita dalla centrale di Boara Polesine. Si è quindi data comunicazione agli utenti del ripristino della potabilità dell’acqua erogata; avviso numero 9, news pubblicata nel sito aziendale e comunicazione ai tecnici regionali, ingegner Strazzabosco e dottor Dall’Acqua alle ore 15.13”. Aggiungo, anche l’ULSS 5 va ringraziata per la tempestività e per la disponibilità fornita per quanto riguarda questa emergenza.
L’1 era un giorno di festa, tanto per ricordarci, era giovedì, ed era come se non ci fosse alcuna festività in corso. Questa è la ricostruzione, se mi permettete, quasi ogni due ore, di quello che è accaduto prima, durante e fino alla ordinanza, da parte dei Sindaci, dell’acqua che torna potabile.
Aggiungerei, per essere anche conseguente ai ragionamenti, la domanda che ci eravamo fatti, che ho elencato prima, e cioè, “Quali interventi ha fatto Acquevenete e quali ha in programma per aumentare la capacità della centrale di Boara?”. Come diceva correttamente il Consigliere: “Se 36 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 succede ancora, cosa accade? Come siamo messi?”.
“Per il rinnovo della centrale sono stati investiti negli ultimi due anni 800.000 euro, da ultimo adeguamenti impiantistici, impianto di rilancio in rete, come da nota del 13 giugno 2018, indirizzata anche al Comune di Rovigo, e interventi in corso per la sistemazione del serbatoio pensile.
Sono, inoltre, previsti importanti lavori di potenziamento delle infrastrutture idriche, per carenza di investimenti negli ultimi vent’anni, così pianificati: progetto per l’adeguamento decantatori, al fine di aumentare la ridonanza di trattamento dell’impianto, mantenendo l’attuale portata (euro 1,3 milioni) 2019-2020 - questa è la previsione - progetto per la realizzazione di nuovi comparti di processo, chiariflocculazioni e infiltrazioni a sabbia, al fine di garantire la potenzialità necessaria alla dismissione della centrale di Occhiobello, e creare una filiera parallela di processo (euro 5,5 milioni di euro) 2019-2021; per un totale di 6,8 milioni di euro”.
Questo, ad onor del vero, non è che l’abbiamo previsto dopo l’1 di novembre, ma era già nei piani dell’azienda. Io direi che, Presidente, se ritiene, la prima parte di ricostruzione di quello che è accaduto io ve l’ho descritta. Se vuole, Presidente, io rispondo già, proprio per non lasciare magari alla fine, quando siete tutti più stanchi, ad alcune considerazioni che Lei ha fatto sull’incompatibilità.
Allora, nel CdA che io presiedo c’è il Sindaco di Rovigo ed altri due Sindaci. Quando si è in Consiglio di Amministrazione, non si è il Sindaco di Rovigo, il Sindaco di Sant’Elena, e tanto meno il Sindaco di Pojana Maggiore; si è in un Consiglio di Amministrazione, che è regolato dal Codice Civile, come voi ben sapete, e la lista presentata all’assemblea dei soci viene votata dall’assemblea dei soci.
Non sta a me dire se ci sono incompatibilità per quanto riguarda il responsabile sanitario della città, ma io terrei separate le due cose.
Per quanto mi riguarda, le porte del mio ufficio a Monselice... devo dire, a Rovigo vengo a discrezione e poco, perché c’è un solo ufficio a cui io posso accedere, per le problematiche di barriere architettoniche, altrimenti verrei con più frequenza, e quando arrivo io, purtroppo, o devo fare uscire il Direttore Generale o qualche Dirigente, perché, per evitare di creare caos, sono...
La mia porta è aperta, non ho mai - e sfido chiunque - confuso i ruoli, né di Deputato... io, tra l’altro, sono stato eletto membro del Consiglio di Amministrazione nel gennaio del 2018, da un’ampia partecipazione trasversale, come gli altri miei sei colleghi; poi, il Consiglio di Amministrazione, nella sua pienezza e libertà, ha eletto il Presidente, che è chi vi parla.
Ripeto, non ho mai confuso i ruoli, né di Parlamentare, che è avvenuto dopo, tanto meno con il ruolo che Lei ha citato prima, che mi ha fatto, in questi ultimi sei mesi, anche diventare i capelli più brizzolati di quelli che io normalmente ho per natura. Per cui, mai, mai, mai confuso ruoli. So perfettamente quali sono le distinzioni e non posso sicuramente - per usare una sua frase, Consigliere - usare un mio ruolo diverso per condizionare maggioranze per la mia elezione.
Mi creda. Dopo potremo rimanere di un’opinione diversa, ma non... ho cinquant’anni e nella mia vita ho saputo sempre scorporare ruoli ed adempimenti, a tal punto che chiunque può venire a Monselice, non chiedo mai a chi mi prende gli appuntamenti il colore politico e quant’altro.
I Sindaci - consideri che sono centootto i Sindaci che fanno parte di Acquevenete - e non ho mai e poi mai fatto alcun tipo di distinzione di colore politico e, tanto meno, ho questo potere di determinare maggioranze, perché avrei, forse, compiuto... (intervento fuori microfono) No, no, non mi metta in bocca... Io sono qui come Presidente di Acquevenete e, ripeto, so distinguere i ruoli.
Poi non so se ho dimenticato qualche domanda, ma quelle dal punto di vista, magari... se ci sono delle necessità di tipo tecnico, a parte l’avvocato Manto, c’è anche l’ingegner Milan dall’A.T.O., che dopo sentiremo, e poi sono qua per qualsiasi considerazione e qualsiasi domanda.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Bene, presidente Cortelazzo. 37 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 Il Presidente del Consorzio di Bacino Polesine, dottor Leonardo Raito, per il terzo intervento. Si è già prenotato, l’ho già annotato, Moretto.
Però credo che sia giusto un giro veloce, nei tempi che ritiene; ripeto, è affiancato dal tecnico, l’ingegner Giampaolo Milan, che è a disposizione sempre dei Consiglieri. Prego, dottor Raito.
RAITO LEONARDO · Presidente del Consiglio di Bacino PolesineLeggi intervento
Grazie, Presidente. Un saluto, intanto, a tutti i Consiglieri Comunali e a tutte le persone, gli Assessori che sono qui presenti, i Dirigenti. E un grazie anche per l’invito a questo dibattito, a questo Consiglio Comunale aperto.
Dato che ci troviamo in un consesso politico, ritengo che la possibilità di discutere anche del problema che si è verificato alla centrale di Boara nei giorni convulsi di cui abbiamo parlato ci permetta, come ente di programmazione, di controllo e di coordinamento, di poter discutere di programmazione e di politica del sistema idrico integrato. Io non voglio rubare troppo tempo alla discussione, al dibattito che ci sarà.
Poi cederò anche breve la parola all’ingegner Milan, che ho chiesto di avere al mio fianco per una ragione semplicissima: nell’invito era chiesto esplicitamente che partecipasse il Presidente del Consiglio di Bacino, ed eccomi qui; però ritengo che il tema che riguarda il servizio idrico integrato sia un tema che mette talmente vicine la politica e la tecnica, che diventa estremamente difficile ragionare di sistemi acquedottistici e delle problematiche di cui abbiamo discusso, senza avere una partecipazione di tecnici preparati, che conoscono il sistema, come ritengo siano i tecnici che attualmente abbiamo al Consiglio di Bacino Polesine.
L’ingegner Milan, che è persona anche molto esperta e conosce bene il territorio, le reti e le problematiche che abbiamo avuto in Polesine, sicuramente può portare quel contributo di qualità tecnica al dibattito, che ritengo fondamentale. Allora, siamo in un consesso politico, parliamo di politica, parliamo di programmazione e partiamo da un dato di fatto: nei giorni tra il 30 di ottobre e il 1° di novembre c’è stato un problema.
È stato un problema che, effettivamente, ha ingenerato difficoltà a circa settantamila polesani, ai cinquantamila del Comune capoluogo, un certo numero di Comuni dell’hinterland che sono serviti dalla centrale di Boara, per le questioni tecniche e per le questioni di congiuntura di cui il presidente Cortelazzo e, prima, l’Ingegnere dell’ARPAV ci hanno ampiamente illustrato.
Allora, da questo punto di vista, anche noi, come A.T.O., come Consiglio di Bacino, ci siamo fatti delle domande, perché, di fronte ai problemi, chi ha il coraggio di fare analisi e di fare critica trova, molto spesso, delle possibili soluzioni e delle strade.
Allora, quello che ci siamo chiesti è: di fronte a questo disagio, al problema che c’è stato e che ha colpito i settantamila polesani, sono già in campo, allo stato attuale, delle iniziative e le programmazioni tali da cercare di sovvertire questo problema e di dare una risposta più concreta, se un domani dovesse accadere di nuovo una difficoltà di questo genere?
Il presidente Cortelazzo ha anticipato, giustamente, che nel piano degli investimenti sono previsti - ma già sono stati attuati sulla centrale di Boara a partire dal 2005 - una serie di investimenti per rendere quella centrale maggiormente rispondente alle esigenze di un territorio, che è popolato, che è ampio e che può avere questo tipo di difficoltà.
Quindi, da questo punto di vista, l’iniziativa e l’azione del Consiglio di Bacino sarà quella di pungolare e di continuare, sulla scia degli investimenti rispetto alle centrali di potabilizzazione, proprio per evitare che si vengano a verificare anche in futuro problematiche di questo genere. Ora qui vengo, però, ad un dato politico, che è fondamentale, su cui occorre ragionare come polesani, non solo come Consiglio Comunale di Rovigo.
Questa è un’altra domanda che mi sono posto ed una risposta che ho cercato di dare.
È corretto che il piano degli investimenti che viene votato nei Consigli di Bacino sia un piano che prevede una miriade di interventi frazionati sui territori e che, magari, disperdono anche risorse, quando, in realtà, a fronte di questo problema o di questi problemi, potrebbero essere necessari investimenti più significativi su problemi individuati su realtà che necessitano di investimenti, che magari quella forte dispersione, che è voluta, molto spesso, dei Sindaci, che fanno parte del Consiglio di Bacino?
È una cosa chiarissima, quando un 38 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 mio concittadino viene a dirmi che c’è una rete che perde, o che c’è una situazione, magari, di non allacciamento in un territorio di una frazione, o in quattro case che si trovano lungo un canale, io cerco, comunque Sindaco, di dare una risposta concreta alle esigenze di quei miei concittadini.
Però è chiaro che, se disperdiamo tutti gli investimenti in questi microinvestimenti, resta meno poi per investire in opere importanti e significative, che magari possono riguardare questa centrale. Questo è un problema di metodo ed è un problema politico.
Noi possiamo, come ente d’ambito, cercare di sensibilizzare e indirizzare le Amministrazioni che fanno parte del contesto del Consiglio di Bacino ad essere più attente ai grandi investimenti, piuttosto che agli investimenti sulle reti, dispersivi, o piccole cose, che magari risolvono un problema, un microproblema, ma rischiano poi di lasciare scoperta, a fronte di problemi reali ed effettivi, un’esigenza di risposta che viene richiesta dai cittadini? Questa è una domanda politica.
Io la metto al Consiglio Comunale, perché qui siamo in un organismo politico, e voi, anche come rappresentanti di un territorio vasto, che è il territorio del capoluogo, forse meglio di me potete dare anche una risposta a questo tipo di problematica.
Magari, un territorio come quello di Polesella, con 100.000 euro mi accontentate, mi fate due condotte e io sono a posto, però un territorio come questo ha esigenze decisamente diverse, per la sua ampiezza territoriale, per il numero di abitanti che vengono serviti dalle reti, e così via. Quindi, questo è un tema, secondo me, sensibile e concreto che, dal punto di vista politico, va affrontato. e concreto che, dal punto di vista politico, va affrontato.
L’altro tema, poi, di cui chiedeva conto il consigliere Vernelli, che ringrazio, è il tema del MOSAV, di questo sistema acquedottistico veneto che, in qualche modo, dovrebbe dare delle risposte, affiancando il tema delle centrali, oppure sostituendo il tema delle centrali - e poi qui passo, chiaramente, la parola all’ingegner Milan, che ha seguito anche da vicino questo sistema o questa possibilità - se può essere una risposta concreta a problematiche di questo genere.
Bisogna dire che sul MOSAV e sul sistema degli acquedotti veneti si sta ragionando, ormai, da diciotto anni, forse venti quasi, sono quasi quattro lustri che si parla di questo tema. C’era una programmazione regionale, che, in realtà, non ha permesso di disporre appieno di tutti gli investimenti che servivano per completare le reti.
Ci sono tubi importanti e significativi che oggi sono stati collocati, ma che, di fatto, non funzionano; penso a quello che arriva a Villamarzana, che potrebbe essere una prospettiva di investimento, di potenzialità, di rafforzamento del servizio per l’area del Medio e Alto Polesine, ma che oggi non è funzionale, però è anche vero che, grazie al supporto e al lavoro che è stato svolto anche dalla nuova società, da Acquevenete, oggi, finalmente, questo sistema acquedottistico arriva in alcuni punti che fanno parte anche del nostro Consiglio di Bacino.
A Cavarzere, dove finalmente l’acqua di Camazzole è arrivata, si cominciano a vedere i primi risultati, si comincia a pensare a qualcosa, a come funziona questo sistema. E quindi è un tema concreto, un tema politico, un tema di risposta, che, in qualche modo, potrebbe affiancare il tema delle centrali, che pescano direttamente dai due grandi fiumi che ci sono qui sul nostro territorio, che sono l’Adige e che sono il Po.
Vengo ad un altro passaggio, sempre di ordine politico, che esula un po’ però dalle domande che faceva il consigliere Vernelli; poi chiudo, e cedo la parola all’ingegner Milan.
Nei giorni convulsi della difficoltà e dell’emergenza ci sono stati dei colleghi Sindaci dei Comuni qui vicino, che hanno chiesto agli altri colleghi Sindaci di Comuni non serviti dalla centrale di Boara se potevano, in qualche modo, avere accesso a dell’acqua che fosse derivata da altra fonte... faccio un esempio: un Comune confinante con il mio, che ha chiesto la disponibilità del mio Comune, della mia Amministrazione, a mettere a disposizione i punti di erogazione dell’acqua potabile, di una centrale che pesca poi dal Po, ovviamente, e quindi stiamo parlando di fonte di approvvigionamento diversa, per i cittadini del suo Comune, che potessero aver voglia, o necessità, o urgenza di poter disporre di quell’acqua.
Ora, io non so se questo sia un tema che, effettivamente, in una logica di gestione dell’emergenza, può fornire delle risposte concrete, ritengo, soprattutto, ai piccoli Comuni che stanno nell’hinterland di Rovigo. Immagino che, se fossero stati i cittadini di Rovigo, in cinquantamila, a venirmi a chiedere di poter usufruire dell’acqua della mia fontanella, sarebbe stato un problema. Con Comuni più piccoli, però, questo potrebbe funzionare.
Allora, ritenere anche che, 39 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 in un piano di emergenza complessivo del territorio ben coordinato, ci possa essere l’attenzione a quella che è la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, ritengo che, in qualche modo, possa contribuire ad alleviare le sofferenze di fronte ad episodi problematici, che spero vivamente non si vengano più a ripetere.
Questo è un pochino l’indirizzo di ordine politico che, come Consiglio di Bacino, possiamo dare, cercando di svolgere il nostro ruolo di coordinamento dei Comuni, da un lato, e il controllo dell’azienda gestrice, che è Acquevenete, dall’altro, con cui c’è stato un contatto costante in quei giorni di difficoltà e di problematiche.
L’A.T.O. ha deciso, e i miei collaboratori hanno accolto volentieri questa cosa, di tenere aperto anche il 2 novembre, che l’emergenza sembrava un po’ chiusa, c’era un ponte programmato, ma ho chiesto ai nostri ragazzi di essere presenti, proprio per poter fare da controparte rispetto a questo problema.
Siamo stati sensibilizzati, e oggi, prima di venire in questo Consiglio, abbiamo incontrato il Comitato Utenti, che è il rappresentante di una serie di associazioni di categoria e di persone che si sono fatte anche carico di portare le problematiche che sono emerse nel corso di quella giornata, e devo dire che è stato un incontro molto soddisfacente, in cui abbiamo avuto modo di confrontarci, di discutere e di comunicare, e, allora, dal punto di vista della gestione dell’emergenza ritengo che gli indirizzi debbano essere indirizzi di ordine politico.
L’azienda ritengo che in questi giorni difficili, almeno, nei confronti nostri, abbia svolto sicuramente un ruolo di dinamico coordinamento e di riconfronto costante, quindi su questo va dato atto, noi siamo stati anche personalmente alla centrale, sia io che i nostri tecnici, e abbiamo visto veramente la fatica e lo sforzo che hanno fatto i tecnici di Acquevenete per risolvere il problema, però, dal punto di vista politico, se sarà possibile riuscire ad indirizzare gli investimenti in una logica proprio di gestione dei problemi, anche di quelli che possono essere le future emergenze, ritengo che potremo fare tutti un servizio più importante alla collettività polesana.
Ringrazio per l’attenzione, e cederei la parola brevemente all’ingegner Milan, in modo che possa illustrare un po’ i temi dell’MOSAV.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie al presidente Raito. Brevemente, l’ingegner Milan, e poi iniziamo con il dibattito. Prego, Ingegnere.
MILAN GIAMPAOLO · Tecnico Acquevenete S.p.A.Leggi intervento
Porto il contributo per quanto riguarda questo MOSAV. Probabilmente, i Consiglieri nuovi non sanno che cosa sia. Lo ricordiamo, noi ormai con i capelli bianchi, come il consigliere Vernelli, ormai su questa cosa ne stiamo discutendo, come dicevamo prima, da diciotto anni.
Il MOSAV, di fatto, era il nuovo modello di programmazione degli acquedotti nell’intero territorio veneto; quindi, con MOSAV si intende il nuovo piano degli acquedotti a livello veneto. All’interno di questa grande pianificazione, poi c’era un sottoinsieme, che si chiama SAVEC, che era praticamente la struttura degli acquedotti del Veneto centrale, quella che interessa a noi.
Quindi, il MOSAV non interessava solo il Polesine, ma era un modello che andava a pianificare tutta la rete, tutto il sistema acquedottistico veneto. Per quanto riguarda, invece, il nostro territorio, c’era questo SAVEC. Il SAVEC, che è un sottoinsieme, la Regione ha deciso di gestirlo attraverso una propria società, che si chiama... ha cambiato denominazione nel corso degli anni e oggi si chiama Veneto Acque; è una società totalmente pubblica partecipata.
Per realizzare questa infrastruttura, che aveva dei costi importanti, la Regione ha dovuto ricorrere a finanziamenti, ovviamente, possibilmente sulla rete speciale, su Venezia, perché c’erano dei finanziamenti disponibili, per cui ha cominciato a realizzare una piccola parte di questo SAVEC. Il SAVEC prevedeva, praticamente, di alimentare tutta la zona sia orientale che occidentale del Veneto centrale.
Ha dato corso a quello del Veneto orientale, utilizzando i fondi per la legge speciale su Venezia, e poi mettendo anche dei mutui propri, perché la Regione ha realizzato anche con mutui propri. Ha realizzato oggi un’infrastruttura 40 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 che viene quotata attorno a 150 milioni di euro, di cui 70 milioni con mutuo ancora a carico della Regione Veneto.
Questo piccolo sottoinsieme interessa solo la parte orientale del territorio veneto, quindi interessa Venezia, Padova orientale e il Basso Veneto. Finalmente, dopo lunghi tormenti, oggi siamo nella possibilità di avere contezza di quello che è possibile fare nell’immediato, a breve termine. Oggi la Regione ha rilasciato la concessione di emungimento da Camazzole; Camazzole è una zona delle risorgive del Brenta, a monte di tutte le zone un po’ di inquinamento, quindi immediatamente al termine della Valsugana.
C’è un’autorizzazione di 500 litri al secondo, che, nell’arco di qualche anno, una volta fatta una verifica sperimentale, può salire a 950 litri al secondo. Con questa portata buona, di acqua certamente di qualità, questo è indubbio... C.V.S. prima e anche (inc.), che ho avuto il piacere di dirigere, utilizzano da anni quell’acqua, e quindi è un’acqua certamente di grande qualità, su questo non c’è dubbio alquanto.
Dicevo, oggi abbiamo la certezza che da quelle fonti arriveranno, anche per i territori del Veneto orientale, attorno ai 900 litri al secondo; una parte di questi verranno utilizzati anche nel Polesine, e quindi ci consentirà di dismettere non tutte le centrali che adesso si approvvigionano dal fiume Adige e dal fiume Po, ma quelle che possono utilizzare questa acqua, che è erogata - come diceva prima il Presidente - a Cavarzere o a Cavanella d’Adige, non è che arrivi a Rovigo quell’acqua; quell’acqua, per il momento, non viene... era previsto che Rovigo fosse alimentato in fase successiva, con il sistema orientale.
Oggi la Regione Veneto è indirizzata a cambiare programmazione. Le risorse per fare la parte occidentale del SAVEC, che in questo momento non sono disponibili. Sono sorti, nel frattempo, altri grossi problemi, i PFAS.
Quindi diciamo che, nel medio periodo, certamente potremo pensare ad un piano di dismissione delle centrali per la parte del delta; mentre, per quanto riguarda la parte centrale del Polesine e la parte occidentale, dobbiamo arrangiarci con le centrali che abbiamo. Il piano che diceva prima sinteticamente il presidente Cortelazzo, che abbiamo discusso e approfondito in questa fase... perché fino ad un mese, un mese e mezzo fa, non sapevamo che fine avrebbe fatto il SAVEC.
Quindi, oggi siamo nella condizione di avere la certezza di quanta acqua viene e dove viene, e quindi il piano è quello, per la parte del delta, di (inc.) le centrali; per la parte della zona centrale, fare un centro molto forte, molto qualificato a Boara, e poi mantenere in vita sia Badia che Castelnovo Bariano, che sono le due fonti che abbiamo. Andremo a dismettere tre piccole centrali, che comunque hanno dei costi gestionali importanti, che sono Occhiobello, Polesella e Canalnovo.
Non è che dismettiamo le centrali, nel senso che le demoliamo; comunque sono centrali che terremo pronte per eventuali emergenze, perché sono centrali quelle più facili, sono acque da pozzo e hanno tutte altre tematiche rispetto all’acqua superficiale. Comunque, oggi, finalmente, dopo tanto tempo, siamo finalmente in grado di fare una pianificazione per quanto riguarda le fonti da approvvigionamento, che dia contezza.
Il modello strutturale aveva bloccato anche interventi di riqualificazione delle centrali, è questo il problema che si era anche posto. Vorrei dare solo un piccolo contributo per quanto riguarda la piena. Abbiamo dato dei numeri.
Dai dati idrologici si vede che, per quanto riguarda la piena dal 1928 ad oggi, sull’Adige, c’è stata una piena sola di 1.600 metri cubi al secondo e tutte le altre piene sono inferiori ai 1.250 di questa piena. Quando noi gestiamo una centrale, la gestiamo su base sperimentale. Ogni centrale ha una sua storia, una sua tecnologia.
L’esperienza per la gestione, come la facciamo? La facciamo gestendo interventi di emergenza. Quindi, la centrale di Boara, fino ad adesso, era stata tarata, gestita, organizzata, anche per quanto riguarda fatti di emergenza, su piene attorno a 1.000 metri cubi al secondo.
Abbiamo avuto una piena del 20% più alta, e questo è certamente comprovato dai dati idrologici. Un’altra originalità di questa piena, che, probabilmente, uno che non conosce questi tipi di (inc.) può anche non... è stata la rapidità di crescita. Noi la chiamiamo la velocità di propagazione della piena, ed è stata incredibile in questo evento, cosa che negli altri eventi non avviene.
Anche questo crea dei grossi problemi per quanto riguarda l’erosione che il fiume crea quando va in piena. C’è un trasporto solido, che è quello in superficie, che vediamo, ma c’è un grosso trasporto solido dal 41 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 fondo. Questo trasporto solido dal fondo dei fiumi dipende proprio da questo problema di velocità di propagazione.
Quindi diciamo che tutti quei metalli, probabilmente, era materiale ormai mineralizzato sul fondo, che, attraverso questo fenomeno di grossa erosione al fondo del fiume, ha portato a questo tipo di problemi. Grazie e scusate.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie anche all’ingegnere Giampaolo Milan. Il primo che si è prenotato è il consigliere Moretto, poi, nell’ordine Rossini. Prego, Moretto.
MORETTO MATTIA · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento
Grazie, Presidente. Ringrazio e saluto gli illustri ospiti che sono venuti qui a darci spiegazioni. Vorrei focalizzarmi maggiormente su una questione meramente pratica, la questione organizzativa e gestionale.
Ringrazio per i numeri, per la cronistoria fatta, però volevo dare il mio contributo, appunto, per quanto riguarda questioni che i cittadini si chiedono e, quindi, aggiungo qualche considerazione a quella fatta dagli ospiti che precedentemente sono intervenuti. Sicuramente è stata una situazione emergenziale, ma credo che, appunto, sotto il profilo organizzativo e gestionale, tutti quanti in cuor nostro pensiamo che qualcosa di più poteva essere fatto.
E mi spiego: non è stato dato nessun preavviso alla cittadinanza, e non possiamo pensare che tutti i cinquanta e passa mila abitanti del nostro territorio siano lì pronti a guardare i social, a guardare il sito di Acquevenete. Quindi credo che si potesse utilizzare un metodo, così, alla buona, facendo scorrere per le strade del nostro territorio una macchina che potesse comunicare che la situazione era questa. Nulla, quanto meno dai sondaggi e da quello che ho riscontrato, nulla di tutto questo è stato realizzato.
Se mi sbaglio, mi correggerete. Ricordiamo le continue rassicurazioni per chi, appunto, ha avuto modo di seguire online la questione, susseguite sempre da continui rinvia in merito alla erogazione dell’acqua, “La diamo alle 4. La diamo alle 6.
La diamo alle 7”, e nulla si vedeva.
Un’altra questione che mi preme evidenziare è il fatto di scegliere come luoghi di ritrovo nei quali, appunto, si dava la possibilità alla gente di prendere acqua e bere acqua, secondo me, la scelta di individuare due punti, mi pare la zona Censer, se non sbaglio, e la zona dove si mettevano le giostre una volta, Piazzale d’Armi, credo che sia stata una scelta, per carità, giusta per chi abitava nella zona, ma, secondo me, sarebbe stata una cosa migliore organizzare qualcosa di itinerante, nel senso, comunicare: “Guardate che - visto che sono tante le realtà frazionali - due ore siamo qua, due ore siamo là”, perché noi dobbiamo pensare che non tutti i cittadini hanno la possibilità di prendere e andare; c’è gente che ha difficoltà di movimento e, pertanto, noi dobbiamo andare a rispondere a quelle persone lì.
Quindi, questa credo che sia stata una mancanza, e sarebbe interessante capire la motivazione per la quale si è scelto di stabilire due posti fissi e non allargare il più possibile il raggio d’azione. Un’altra cosa. Le scuole sono state chiuse, mi pare, per due giorni, ma il giorno clou, che, secondo me, dovevano essere chiuse, è quello, appunto, nel quale l’acqua non c’era assolutamente.
Quindi, pensare a bambini, dai più piccoli fino ai ragazzi di diciassette/diciotto anni, che vanno alle superiori, che vanno a scuola in una situazione dove manca completamente l’acqua, e non voglio addentrarmi negli spettacoli abbastanza tristi e imbarazzanti che tutti quanti noi possiamo immaginare, credo non fosse una cosa giusta. Si poteva sicuramente, a mio avviso, lavorare meglio.
Importante è lo spunto che ha dato il Sindaco di Polesella in merito al futuro, perché questo è passato, ma dobbiamo tenerlo vivo nelle nostre menti, per cercare di evitare - spero non succeda più - che una situazione del genere riaccada. Quindi è importante lavorare affinché, appunto, quelle che sono state le premesse che hanno portato ad un risultato del genere vengano completamente cancellate e si riesca, in qualche modo, ad agire diversamente, andando a scongiurare, appunto, queste problematiche.
42 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 Quindi, appunto, ringrazio ancora i presenti, ringrazio per i dati tecnici, però, secondo me, la questione è più terra terra. Se tu vai a parlare con il cittadino della frazione o del centro, dice: “Ma perché nessun sapeva niente? Perché non ci è stato comunicato niente?”, tanti perché che si sono sommati e che hanno portato sicuramente ad una situazione che andava, a mio avviso, gestita assolutamente meglio.
Grazie.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, Moretto. Prego, Rossini. Nell’ordine, poi, Andrea Borgato, Romeo e Gennaro.
Mi è scappato qualcuno? Menon e Rosito. Prego, Rossini.
ROSSINI ANTONIO · Consigliere Lista TosiLeggi intervento
Grazie, signor Presidente. Buonasera a tutti. Sottolineo l’importanza degli interventi fatti in questa sede, sia a livello politico che a livello tecnico.
Sono state date anche delle spiegazioni supportate da dati inconfutabili, come che non c’è mai stata una piena di questa entità, solo una volta, dal ’20, quindi per capire che, effettivamente, la cosa era veramente un’emergenza particolare, sopra il livello normale emergenziale, e quindi un qualcosa veramente... un di più.
Però io ho consegnato al Presidente, l’Onorevole Cortelazzo Piergiorgio, delle richieste che avevo già inoltrato al signor Sindaco, sotto forma di interpellanza, e che ho rivolto anche a lui, che gli ho anticipato, perché, alla fin fine, dopo tutti questi disagi che hanno toccato sia i cittadini singoli, come utenti, ma sia anche gli imprenditori e le attività commerciali, volevo capire anche se c’era la volontà anche politica di avvalersi di fondi, regionali e nazionali, o quant’altro, sotto qualunque altra forma, per dare un segno di vicinanza alla popolazione, con la riduzione delle bollette, con un ristoro, con un qualcosa che possa anche, diciamo così, far comprendere che il disagio c’è stato e che, effettivamente, c’è questa sensibilità nel volere riconoscere economicamente un aiuto verso queste famiglie e, ripeto, verso anche le attività commerciali che, effettivamente... immaginate i bar, anche se è durato qualche giorno, però senz’altro ha creato un disagio di una certa entità nel poter far svolgere le sue attività.
Questo è il primo punto. Il secondo punto, vista l’esperienza... perché le esperienze servono per migliorare, non è che... succedono le cose, succedono anche raramente, e bisogna migliorare, perché, quando raramente succederà ancora, si dovrà essere più pronti di adesso.
Tra le cose che ho sottolineate è se gli uffici di Acquevenete fanno un protocollo con la Protezione Civile, Rovigo e Provinciale, affinché vi sia un’azione di allerta sul territorio più efficace e più tempestiva di quella che c’è stata, perché, effettivamente, come è stato sottolineato da chi mi ha preceduto, non tutti non ho sistema di comunicazione, come i social, non tutti... abbiamo un diverso tipo di fasce di età e, quindi, non è semplice.
Magari, con l’aiuto anche della Protezione Civile, che è capillarmente... noi abbiamo la fortuna di avere una Protezione Civile molto attiva nel territorio nostro, molto organizzata in tutta la Provincia, quindi un protocollo di allerta, che va ad aumentare il fatto di un numero verde, che c’era, ma che, ovviamente, è stato intasato in maniera... cioè, è facile, ma provate a pensare un numero verde... e quindi anche quello ha creato ulteriore disinformazione e, magari, tornare anche ai vecchi sistemi; infatti, nella nota che avevo detto, la macchina che vada con il megafono in giro forse è una di quelle cose, tra l’altro, più efficienti ed efficaci nel raggiungere tutte le orecchie.
L’altra, l’ultima - ma questo ho visto che, sinceramente, io mi ritengo anche soddisfatto delle spiegazioni date da Lei, Presidente, dai tecnici intervenuti e dal presidente Raito - è il fatto di mettere in atto le misure future, perché simili eventi non si verifichino più. Questa è stata una diligenza che voi già vi state adoperando.
Secondo me, avete dato delle risposte chiare in merito a quello che è successo, quindi la dinamica dell’evento; avete identificato le criticità, e quindi anche questo è un passo importante, e le situazioni da adottare, in quanto stiamo sempre parlando della 43 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 tutela della salute pubblica, della fornitura di un servizio essenziale primario, come quello dell’erogazione dell’acqua potabile.
L’ultima cosa che mi preoccupava era, appunto, esperire tutti gli accertamenti necessari per capire come mai c’erano questi metalli e questi allumini pesanti, perché si era ipotizzato, anche a livello di Polizia Giudiziaria, che ci poteva essere stato qualcuno che, nell’onda della piena, ne avesse approfittato per scaricare. Però mi sembra di avere capito che è stato un problema di sedimentazione, che c’è stato un movimento che ha sollevato e che ha mescolato questi metalli pesanti, se ho capito bene.
Quindi, anche sotto questo aspetto, mi sembra che ho avuto una rassicurazione importante, perché sennò bisognava capire... perché, ogni volta che succede che c’è l’innalzamento dell’acqua dell’Adige, ci poteva essere l’associazione che va ad approfittare. Quindi, io mi ritengo soddisfattissimo.
Quello che mi preme sottolineare, e spero che il Presidente se ne faccia carico, è questa sensibilità nel dare un congruo contributo, riduzione di bolletta, ai cittadini, e anche individuando le attività commerciali, so che magari è un po’ più difficile, però lo stesso... immaginando quelle più tipiche che hanno più sofferto di questa mancanza d’acqua in questo periodo. Ringrazio e buonasera.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, Rossini. Sicuramente il Presidente, ma anche l’avvocato Manto, hanno annotato quanto sopra, peraltro, accennato anche nell’introduzione di Vernelli. Direi che rispondete poi.
Andiamo avanti con un po’ di altri interventi. Andrea Borgato. Prego.
BORGATO ANDREA · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento
Grazie, Presidente. Anch’io ringrazio, ovviamente, i presenti della disponibilità anche a parlare di questo tema, che mai, come in questa sede, fosse la sede più opportuna per poterlo trattare. Quindi non è tempo perso, per fortuna, anche se l’ora si sta facendo un po’ più tarda.
C’è un aspetto un pochino tecnico, di cui, ammetto, sono ignorante, però credo che l’Ingegnere, magari, ci può dare qualche indicazione in più. Mi pare che ci sia una relazione dell’Autorità di Bacino dell’Adige, che risale ancora al 2005, dove si accenna alla questione delle portate massime, dove si accenna ai 1.900 metri cubi al secondo. Prima ci ha accennato, l’ha ripreso anche prima l’ingegner Milan, che la portata massima di Boara è stata sui 1.000/1.250.
Siccome è abbastanza datata questa relazione, perché nel tempo la nostra centrale non è stata adeguata, anche pensando a queste necessità di portate anche più elevate, rispetto a quella attuale? Perché ci troviamo inadeguati in questa...? Ovviamente è una domanda che non so se abbia la risposta, però gliela faccio, perché è interessante questa cosa, perché risale a dodici/tredici anni fa questa relazione.
Mi permetto di accennare anche alla questione degli investimenti che ha fatto il Presidente Cortelazzo. È interessante che la società stia pensando di investire quasi 7 milioni di euro nei prossimi anni, nel prossimo biennio, non ho capito bene, comunque sono tante risorse. Di queste risorse sarebbe interessante capire come le finanzia la società.
Quanto andrà in bolletta poi, se andrà in bolletta qualcosa, agli utenti? Anche questo è stato un problema. Magari è stato un problema del passato, pensando alle precedenti società che servivano il servizio idrico anche nella nostra provincia.
Ha accennato prima il collega Rossini alla questione della Protezione Civile. Mi sento un po’ di dissentire, rispetto a lui. Abbiamo dei bravissimi volontari della Protezione Civile; purtroppo non sono tanto organizzati, anche perché i nostri Comuni non stanno destinando risorse a questo servizio prezioso nel territorio e, quindi, anche Rovigo risente, purtroppo, di questo.
Sarebbe interessante se poteste darci anche qualche indicazione; come è stata coinvolta la Protezione Civile nell’emergenza, anche pensando al nostro territorio comunale? Quale ruolo avrebbe potuto avere? Soprattutto pensando che, magari, queste emergenze - speriamo non capitino più - potrebbero 44 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 essere sempre più frequenti, pensando anche ai problemi di inquinamento che continuiamo ad avere anche nel nostro territorio.
L’ultima che mi sento di dovere fare, che non riguarda proprio l’emergenza vera e propria, ma riguarda anche il Presidente e il futuro, la nostra qualità dell’acqua, cioè, che cosa stiamo mandando nei rubinetti delle nostre utenze. È un’acqua buona? Come la garantiamo?
Soprattutto sto pensando a quale tipo di attività fate di controllo? Ne ha accennato prima un po’ l’ingegnere. Ma che non sia collegata alle emergenze, ma un controllo continuo, soprattutto su quei casi di sversamento che ci sono stati e che continuano ad esserci sempre più spesso; come fate questi campionamenti?
Come fate questi controlli? Soprattutto, li sanzionate? Questo è il problema, beccare quelli che in questo momento sfanno facendo cose che non si dovrebbero fare e che, invece, dovrebbero... perché sono davvero dei veri e propri delinquenti, altro che prigione a questi qua, qualcosa di più.
Ecco, se riuscite a dare qualche indicazione anche in questo senso, ve ne sono grato. Grazie.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Andrea Borgato. Consigliere Romeo, prego.
ROMEO NADIA · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento
Grazie, Presidente. Ringrazio il Presidente, che ha fatto una relazione sicuramente dettagliata e puntuale su ciò che è accaduto nei giorni di martedì e mercoledì, e anche il tecnico che l’ha preceduto. Io ho firmato questa richiesta non perché credo che Acquevenete tecnicamente non abbia affrontato bene la situazione, anzi, credo che l’abbia affrontata bene, molto bene; infatti ringrazio anche i tecnici, perché ho visto anche personalmente come hanno lavorato, come si sono adoperati e come si sono spesi.
Ma il problema non è questo. Il problema è un po’ politico, cioè, il motivo del Consiglio di oggi era capire, invece, come mai... a parte le rassicurazioni sul livello di inquinamento e, quindi, tutte le questioni che sono state, per carità, toccate dal tecnico e dal Presidente, quello che però rimane al cittadino, è rimasta la sensazione che una città capoluogo di provincia per due giorni è rimasta senza acqua, per due giorni.
Io credo che la questione non sia, ripeto, tecnica, ma politica, perché, se la piena era iniziata il martedì, è come è stata gestita che non è andata bene: la comunicazione, gli interventi che sono stati fatti sul territorio per avvisare la popolazione, per avvisare le attività commerciali e industriali, che hanno dovuto chiudere la propria attività.
Allora, io credo che tutto quello che stava a monte, cioè, la comunicazione preventiva, il fatto di potere, io sono d’accordo, intervenire con la Protezione Civile, perché in passato si è fatto, con i Tavoli di Coordinamento, in modo tale che la popolazione dalla mattina fosse avvisata che c’era un problema che poteva avere delle ripercussioni.
Che si potessero trovare dei luoghi, che sono anche previsti, tra l’altro, nei piani di Protezione Civile, dei luoghi dove, comunque, i cittadini, fin dal pomeriggio, eventualmente, potevano andare ad utilizzare le autobotti, o, eventualmente, qualche attività commerciale. È mancata la pianificazione dell’emergenza. Una città un po’ allo sbaraglio, “Sì, arriva l’acqua.
No, non arriva l’acqua. Sì, arriva potabile. No, non arriva potabile”.
È mancato questo, non tanto come tecnicamente è stata affrontata.
È vero, è una situazione emergenziale, però è anche vero che, purtroppo... insomma, la cronaca di questi ultimi anni credo che sia, purtroppo, testimone, queste non sono più situazioni che capitano una volta ogni tanto, emergenziali, ma iniziano a diventare sempre di più situazioni, invece, molto... che sono quasi normali, nel senso che, purtroppo, lo vediamo, lo vediamo tutti i giorni, lo vediamo tutti gli anni, lo vediamo... ormai non ci sono più le stagioni.
Il nostro territorio è un territorio fragile, il Polesine, già di per sé. Allora, quello che ho capito di più stasera, ancora una volta, che mi preoccupa, è che Boara, la centrale di Boara è particolarmente fragile, rispetto al territorio e rispetto a quelli che sono degli eventi che, ormai, non sono più una tantum, ma che, invece, ci sono, e con cui bisogna fare i conti. Allora, quello che chiedo è...
È vero, ho sentito che ci sono degli investimenti, anche importanti. Però, vista la fragilità di Boara, io credo che questi investimenti debbano essere, diciamo così, svolti 45 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 nel modo più veloce possibile.
Questi investimenti devono essere fatti nei tempi più veloci possibili, per dare delle risposte ai cittadini, per non far sì che, magari, un altro evento sia ancora, magari, più problematico di questo, perché non è solo questo che, in qualche modo, abbiamo tamponato, ma questo ci deve fare aprire gli occhi su quello che potrebbe succedere.
A me interessa il futuro di questa cosa, mi interessa far sapere che, secondo me, il coordinamento non c’è stato e, ripeto, c’è la Protezione Civile e c’è tutta una serie di individui che si potevano... c’è una Protezione Civile Provinciale... Guardi, una volta sono stata Assessore alla Protezione Civile, glielo dico senza polemica, signor Sindaco.
C’è stata un’emergenza di maltempo e abbiamo attivato la Protezione Civile, siamo andati in tutti i quartieri, in tutte le frazioni, nelle situazioni dove, magari, non si poteva arrivare, per cercare di trovare delle soluzioni e, comunque, di fare... (intervento fuori microfono) Non la interrompo io, Sindaco. Io le dico quello che penso e dopo Lei mi risponderà quello che pensa Lei. Va bene?
Io le dico quello che penso. (interventi fuori microfono)
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Prego, continui il suo intervento. E non interrompiamola.
ROMEO NADIA · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento
Quello che mi interessa è capire come, invece, possiamo da subito cercare di trovare...
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Andando però verso la conclusione, perché 21 e...
ROMEO NADIA · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento
Sì, un secondo.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Un secondo, va bene.
ROMEO NADIA · Consigliere Partito DemocraticoLeggi intervento
Però ho avuto delle interruzioni, Presidente. Conti anche quelle. Allora, come si può, fin da subito, cercare di mettere maggiormente in sicurezza il nostro territorio?
Cercare di coordinare meglio quelle che possono essere le emergenze e, soprattutto, anche, secondo me, la proposta - ma l’avevamo fatta anche noi - è quella di un indennizzo per i cittadini, ma anche per quelle attività commerciali che hanno dell’acqua... insomma, il bene primo per poter lavorare, e che sono state due giorni senza poter svolgere la propria attività.
Cittadini ed attività commerciali e industriali; anche secondo me su questo Acquevenete dovrebbe prevedere un indennizzo per questi due giorni di grande disagio, ma, soprattutto, ripeto, pensare immediatamente ad affrontare questa situazione, perché è andata bene, tra virgolette, e invece potrebbe non andare un’altra volta. Mi scuso perché devo allontanarmi, quindi, fatto l’intervento, devo andare via.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Per carità, ognuno può avere i propri impegni. Spero e auspico - lo dico con simpatia - che almeno il primo firmatario resti, perché altrimenti è inutile che in quattordici firmino la richiesta e dopo, alla fine, resta chi non ha fatto la richiesta. Comunque le confermo, perché ho appena parlato con il Presidente, che, assieme all’avvocato Manto, stanno prendendo nota, in particolare di queste questioni e, quindi, faranno una risposta unica.
46 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 Gennaro, a Lei la parola. Invito il pubblico, in particolare il Vicesindaco, a non suscitare clamori. Grazie.
Prego, Gennaro.
GENNARO FRANCESCO · Consigliere Movimento 5 StelleLeggi intervento
Ringrazio l’Onorevole Cortelazzo, gli Ingegneri che sono intervenuti. Io sono ampiamente soddisfatto della puntigliosità quasi con cui sono stati snocciolati tutti i passaggi.
Ho tirato un sospiro di sollievo quando ho saputo che l’ipotesi che avevo sentito ventilare, dello scarico di qualche fabbrica, di qualche... siccome noi abbiamo la memoria ancora storica delle concerie, la diossina, atrazina e tutte queste cose, di quindici/venti anni fa, con tutto il corredo, nel momento in cui si è verificata questa situazione, ho pensato subito... perché qualcuno mi aveva detto: “Hanno trovato un sacco di robaccia dentro nell’acqua, che ha intasato i filtri”, mi hanno spiegato così, in maniera quasi da bar.
Allora, a quel punto, subito mi si sono rizzate le orecchie, e “Ci siamo di nuovo. Qualcuno che da Trento in su, eccetera, ha fatto questo lavoro qui, e siamo alle solite”. Invece, fortunatamente, non è così.
Adesso volevo parlare di quello che riguarda il termine... perché vengono definite spesso queste cose qua come “emergenza”. È vero che, dai dati idrici, è stato aperto solo due o tre volte quel condotto di Torbole, che ho visto anch’io in un video, però penso alla lungimiranza di quelli che l’hanno costruito quel condotto, che, evidentemente, quel condotto è stato costruito sovrabbondante rispetto all’andamento annuale tipico; serve per le emergenze.
Quindi, se le emergenze sono anche così rare, meglio; però chi ha pensato uno strumento di quel genere lì è stato lungimirante, perché, se non l’avessero aperto l’ultima volta, si allagava Verona. Però, possiamo definire questa cosa qui ancora un’emergenza? Io vorrei che venisse cambiato questo discorso.
Perché, anche se è vero che è successo tre volte, quattro volte negli ultimi venticinque o trent’anni, per quanto riguarda una piena dell’Adige di questo tipo e con questa rapidità, però quello che è successo nel Bellunese, i 200, i 300, i 500 ettari di boschi stesi come degli stuzzicadenti o shanghai, fanno un’impressione enorme, non si era mai vista una cosa del genere, si devono ricordare i bombardamenti della Guerra Mondiale.
Però ogni anno ci sono le frasi nel Bellunese, Cortina e dintorni, strade che vengono bloccate, ogni anno succede questo. Quindi, il cambiamento climatico è ormai una cosa assodata, riconosciuta anche scientificamente, non si può dire: “Ma no, sono quelli che credono alle scie chimiche o alle sirene, che tirano fuori il cambiamento climatico”, è una questione scientifica.
Quindi è certo che questo tipo di eventi, questo tipo di precipitazioni e di piogge... basta vedere quello che succede in Liguria e in altre regioni, che sono più bombardate, e hanno un terreno più fragile del nostro. Adesso succede anche qua. Quindi non è più un’emergenza.
Qui bisogna fare degli interventi strutturali. Da quanti anni ogni Governo dice nel suo programma elettorale che bisogna mettere a posto il sistema idrogeologico, non solo per la questione sismica, ma anche per tutto quanto quello che riguarda le frane, i corsi d’acqua, le bonifiche e lo scorrimento dei fiumi e dei torrenti? Però, regolarmente, ogni volta poi c’è la carenza finanziaria, mancano i fondi per fare questo, mancano i fondi per fare quello.
Allora, probabilmente, come dice Raito, si fanno soltanto interventini a pioggia qua e là. Però noi sappiamo anche qual è il deficit delle reti, la famosa querelle tra “prendo il servizio, ma ti lascio le reti, le reti restano in carico allo Stato, bisogna mantenerle”, e hanno perdite che oscillano in base alle aree e alle regioni, ma che arrivano anche al 40% in certe regioni, in certe aree d’Italia. Quindi, non è più un’emergenza.
Allora bisogna che venga... Io ho sentito con molto piacere, da parte dell’Onorevole, che ci sono questi investimenti, questi progetti, questi finanziamenti per migliorare tutta la rete.
Per quanto riguarda la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, però - probabilmente quello che voleva dire... lo interpreto, ma lo dirà lui dopo, è capace da solo, chiaramente, Vernelli - il fatto di diversificarle può essere utile e interessante, quando ci sono casi di questo tipo, ma abbandonarle... e mi ha fatto piacere che l’ingegner Milan abbia detto: “Non le abbandoneremo”. Quelle centrali lì sono anche un punto di controllo di quello che viene giù e di cosa succede.
Se 47 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 approvvigioniamo direttamente soltanto dalla falda del Brenta, eccetera, che l’acqua, come anche a Vicenza, è più buona, è migliore di qualità, eccetera, però poi diventiamo servi di... se si chiude quella, siamo a piedi del tutto. Quindi, probabilmente, è meglio mantenere comunque un qualcosa.
Poi speriamo che, diversamente da venti anni fa, non dobbiamo di nuovo assistere a casi, come abbiamo avuto qua a Rovigo, di imprenditori, o presunti tali, o volenterosi imprenditori, che poi hanno avuto molte rogne con la giustizia per questioni di fondi spesi in modo diverso.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Andando in conclusione.
GENNARO FRANCESCO · Consigliere Movimento 5 StelleLeggi intervento
Andando alla conclusione. Io sono contento delle risposte che mi sono state date, però lasciatemi essere ancora un po’ scettico. Mi piacerebbe vederle realizzate queste cose, perché a parole spesso è stato detto questo.
Io ho anche letto con molto apprezzamento la Legge Regionale fatta da Zaia sul consumo di suolo, che sul titolo, per evitare il consumo di suolo, è una legge che, appena ho visto il titolo, ho pensato: “Bellissima! Finalmente! Era ora!”, però, quando andiamo a leggere la legge troviamo le deroghe, i distinguo, i cavilli, per cui praticamente siamo di nuovo la regione più cementificata d’Italia.
Questo cementificare, con l’emergenza idrogeologica, ha un nesso che è strettamente correlato; non sono due argomenti che non c’entrano assolutamente uno con l’altro. Quindi io spero che ci sia la buona volontà di fare quello che si dice.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, Gennaro. Consigliere Menon, prego.
MENON SILVIA · Consigliere Lista Civica Silvia Menon SindacoLeggi intervento
Grazie, Presidente. Ringrazio tutti gli intervenuti, l’Onorevole Cortelazzo, che ho avuto il piacere di conoscere questa sera, perché mai ci eravamo conosciuti, non vado alle cene, e anche l’avvocato Manto, Dirigente Generale, ringrazio anche tutti i membri dell’A.T.O. Voglio fare una premessa.
Ci sono situazioni di emergenza e situazioni, invece, ordinarie. Quando è venuta qui in Consiglio la delibera sulla fusione tra C.V.S. e Polesine Acque, noi, che non ci siamo mai visti, ma noi della lista civica che qui rappresentiamo io e Marco abbiamo votato favorevolmente; perché? Perché ci siamo resi conto che, in anni di gestione Polesine Acque, non si erano fatti quegli investimenti strutturali di cui tutti parlano.
Io ho qui il Gazzettino di Rovigo del 29 gennaio 1986. In quell’epoca l’Adige era inquinato e i rubinetti che erano alimentati dalla centrale di Boara erano tutti a secco. Ci fu uno scandalo, con delle condanne della Procura a varie imprese, che avevano riversato i veleni nell’Adige.
Ma già da allora si diceva: “Come possiamo avere una soluzione che ci salvi nel caso in cui l’Adige sia avvelenato?”, perché Vescovana riesce lo stesso ad avere acqua, perché è alimentata anche da altre fonti, non solo dall’Adige. Quindi, già dal 1986 si diceva: “Riusciamo a garantire, con un collegamento, una sicurezza per gestire l’emergenza?”. Ecco, dal 1986 non venne mai fatto questo, non venne mai realizzato.
Ecco allora che noi ci poniamo con il dire che l’essenziale è la gestione delle reti e gli investimenti su queste. Per questo abbiamo deciso di votare la fusione con una realtà industriale, che rendeva possibile efficacia ed efficienza anche nella rete pubblica. Ora, è chiaro che siamo stati molto pochi a votarla favorevolmente, tutta la parte che sta dietro di voi ha votato contrario alla fusione, salvo poi cambiare idea.
In ogni caso, gradirei, proprio per questo motivo, vedere pubblicati... questo lo dico... non c’entra nulla stasera, però mi aspetto, anche se non è pubblicato, però, per il clamore mediatico che ha suscitato la notizia, io mi aspetto di vedere pubblicata comunque la selezione che avete fatto, la selezione, i dipendenti che avete assunto. Secondo me, anche se non obbligatoria... 48 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 (interventi fuori microfono) Posso parlare?
Scusi, Presidente. Questo è un messaggio perché questa sera posso interloquire con gli Amministratori, e ho dato questo, che è il mio parere. Per quanto riguarda, invece, l’emergenza che si è creata, non ho alcuna possibilità di intervenire dal punto di vista tecnico e, quindi, apprendo le informazioni che questa sera mi hanno dato i tecnici.
Però vi voglio dire che in quei giorni, nel mio telefono, dove ci sono, purtroppo, varie chat, le mamme della scuola, i docenti, tante cose, mi arrivavano tutti i messaggi della portavoce del Sindaco, quelli con la tripla croce, arrivavano e si erano diffusi in tutta la città, e quindi un collegamento diretto tutta la città con il Sindaco.
In quei giorni, martedì sera, ci trovavamo in pizzeria a mangiare, tutti con le mani sporche, perché nessuno si era lavato le mani e, ad un certo punto, “Tutta la città ha l’acqua, è ripresa regolarmente l’erogazione in tutta la città”. Allora siamo tutti andati in bagno ad aprire i rubinetti, ma non c’era l’acqua. A questo punto, io penso che, in una situazione di emergenza, quello che vuole la città non è tanto essere bersagliata dai messaggi del Sindaco, ma è la verità, cruda e pura.
Anzi, a volte, ricevere delle notizie errate, scatena, purtroppo, delle reazioni violente. Anche le autobotti, che dovevano arrivare alle 6, sono arrivate più tardi, ne sono arrivate due... tutto questo, io capisco le persone, che in quel momento hanno veramente tutti i dubbi e le paure del mondo, e vogliono solo essere rassicurate. Per cui, ripeto, la vera situazione...
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Anche per Lei in conclusione. Grazie.
MENON SILVIA · Consigliere Lista Civica Silvia Menon SindacoLeggi intervento
...la vera situazione terribile è stata non avere la verità, e il giorno dopo dover recarsi tutti a scuola con una situazione indecente, lo ripeto, perché io insegno in un istituto in centro e, purtroppo, non arrivava un filo d’acqua; eravamo in quattrocento nel plesso.
Quindi, a differenza di quello che in questi giorni ha fatto la Sindaca di Melara, Paola Davì, il sindaco di Bergantino, Rizzato, io avrei chiesto che quella sera, anziché un messaggio che diceva i tutti: “C’è l’acqua in tutte le case”, e non era vero, mi arrivasse il messaggio: “Domani le scuole restano chiuse”. Questo voglio dire io! Quindi, nel gestione delle emergenze, quello che fa arrabbiare le persone non è tanto i disservizi, che possono esserci e succedere, ma è la mancanza della verità.
Doveva essere più trasparente...
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie. Due minuti fuori.
MENON SILVIA · Consigliere Lista Civica Silvia Menon SindacoLeggi intervento
...il messaggio, non arrivare dei messaggi con tutte le riunioni fatte dal Sindaco nel giro di diciotto ore, che non avevano portato a nessuna decisione.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie. Rosito e poi Vernelli. Chiedo se c’è qualcun altro, dopo Vernelli.
Allora, Rosito, Vernelli, Sguotti. Con Sguotti si chiude. Prego, Rosito.
La parola al consigliere Rosito.
ROSITO ALBA MARIA · Consigliere Presenza CristianaLeggi intervento
Grazie, Presidente. Prima dell’intervento, una precisazione. Il nostro Gruppo è sempre stato favorevole alla fusione con il C.V.S., proprio per la consapevolezza che gli investimenti necessari potevano venire soltanto da una fusione con una dimensione più ampia di quella che era Polesine Acque.
Ho precisato questo.
49 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 Comunque, riguardo all’argomento preciso, premetto che credo che i cittadini di Rovigo, rispetto all’emergenza che si è verificata in tutto il Veneto e che cosa è successo in tutto il Veneto, tutto sommato, quello che è successo a Rovigo, per quanto riguarda questo disagio sull’acqua, non è stata la fine del mondo; è stato un disagio minore rispetto a quello che hanno avuto gli altri, per una condizione climatica veramente eccezionale.
Quindi, regoliamoci anche nel protestare. I tecnici dell’azienda, da quello che ho capito e sentito anche direttamente da alcune persone, hanno lavorato giorno e notte per cercare di dare una soluzione. Il mio primo lavoro è stato fare l’anestesista e dopo ho fatto il direttore sanitario, quindi nel mio DNA c’è l’organizzazione.
Allora, domando: esiste in C.V.S. un documento che regola le emergenze, cioè, la catena decisionale, chi deve fare che cosa, come si deve comunicare, che cosa bisogna fare? Se esiste questo documento, credo che dovrebbe essere a disposizione, in modo che i cittadini possano capire un attimo come si affrontano le eventuali emergenze, perché questa è stata una e ce ne possono essere tante altre. In tanti enti è obbligatorio che ci sia questo tipo di documento; non so se c’è da voi.
Se c’è, richiede un aggiornamento; richiede un aggiornamento insieme alla Protezione Civile e ai rappresentanti dei cittadini, perché in questo documento si deve spiegare come si fa la comunicazione e come si procede, per esempio, per dare l’acqua a quelli che non ce l’hanno, perché, naturalmente, qualcuno ha detto: “Non è soltanto la distribuzione in un luogo”, perché ci possono essere delle persone che non si muovono, ci sono gli ospedali, so che avete provveduto regolarmente, per carità.
Però queste cose, con la mentalità di chi si è occupata per anni di emergenze, vanno scritte e devono essere periodicamente aggiornate. Quindi chiedo se esiste e, se esiste, se intendete aggiornarlo. Concludo con un’ultima considerazione, rispetto a quello che ha detto il dottor Raito.
Il discorso di fare delle priorità e di prendere in considerazione il territorio nel suo complesso è, credo, una delle carenze gravi del nostro Polesine. Lei ha citato il discorso dell’acqua, “Dividiamo le risorse, diamo un pezzettino ciascuno, e poi i grandi investimenti non riusciamo a farli”; questo è un discorso che vale, purtroppo, per tanti ambiti. Quello che conosco io meglio è quello della Sanità, e in questo momento sta proprio succedendo questo anche in Sanità.
Grazie.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, consigliere Rosito. Vernelli, prego.
VERNELLI IVALDO · Consigliere Movimento 5 StelleLeggi intervento
Non mi dilungo qui, ma credo che ritorneremo sull’argomento in altri contesti, in altri luoghi, anche magari commentando ciò che verrà detto dai giornali. Intanto, sono molto contento dagli interventi che sono stati fatti, anche se non completamente soddisfatto, però è opportuno che questo verbale resti come punto di discrimine rispetto a ciò che è avvenuto e ciò che non deve più avvenire. Il punto fondamentale è che non è tollerabile un’interruzione del servizio pubblico come questa.
Io sono poco che voi la pensiate come me. Dovete però rispondere ad una domanda, alla quale io non ho sentito la risposta. Qual è l’autonomia della centrale di Boara?
Mi pare di avere capito che è solo di tre ore. Se è solo di tre ore, è sconvolgente questa notizia. Voi dovete introdurre delle modalità per cui l’autonomia sia almeno di quarantotto ore, in maniera tale da consentire forme di approvvigionamento alternative nei tempi utili e doverosi.
A questo proposito chiedo - però non mi rispondete ora, ci sentiremo più avanti - se le torri piezometriche funzionano a dovere, perché le torri piezometriche in passato erano utilizzate proprio per questo scopo; se l’approvvigionamento da pozzi a ridosso della centrale e dell’Adige è ancora utilizzato, anche se in termini eccezionali. So che non è acqua di particolare qualità, però potrebbero accadere dei momenti in cui quell’acqua lì è fondamentale per garantire comunque una fonte sostitutiva.
Se i pozzi, come io temo... perché in passato c’erano e sono stati abbandonati, anche per motivi di sicurezza, bisogna, forse, ripristinarli e introdurre delle condizioni tali per cui l’inquinamento da falde sia prevenuto in tempi rapidissimi.
50 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 Mi rivolgo adesso all’ingegner Restaino, su un punto su cui io sono molto perplesso, però so che la relazione - Lei ha detto - deve essere ancora emanata, e quindi mi riservo di interloquire successivamente. Il primo punto è che le analisi che ho visto sono molto poche.
Io non so se quelle che Lei ha inviato, che l’ARPAV ha inviato alla consigliera Bartelle sono tutte quelle che voi avete fatto sulle acque superficiali, non su quelle di potabilizzazione, ma sulle acque grezze.
Se sono solo quelle, sono molto poche; non hanno il confronto con i punti i prelievo a monte della provincia di Rovigo, e quindi noi oggi non sappiamo, dalle analisi che ho visto, se quella fonte di inquinamento deriva dalla provincia di Verona, o di Trento, o precedentemente, e, soprattutto, non c’è una comparazione temporale con le analisi precedenti di altri periodi, per capire che cosa è accaduto ad alcuni parametri, che oggi per me sono un grosso punto di domanda.
È anomala - e qui mi rivolgo anche all’ingegner Milan - anche rispetto alla sua tesi, che ci sia stato un rivolgimento dei fondali, che solo manganese, alluminio e ferro siano a livelli estremamente sovrabbondanti, incredibilmente sovrabbondanti, perché, se fossero stati i fondali, avremmo trovato anche arsenico, selenio ed altri inquinanti che oggi nelle analisi non si vedono.
La mia tesi, che spero voi possiate smentire, è facilmente verificabile con un prelievo dei sedimenti, quindi dei sedimenti sul fondo dell’Adige e voi potete capire che cosa c’è effettivamente, magari risalendo il più possibile.
L’altro punto, la domanda inquietante che vi faccio è se non c’è stato uno sversamento di impianti di depurazione pubblici, perché la quantità di sostanze, alluminio e ferro flocculante, non credo che possano derivare da bauxite o da dilavamento di roccia a livello della provincia di Bolzano e di Trento.
La presenza quasi esclusiva, a livelli enormi, di manganese - presente nei rifiuti, nei reflui e nelle sostanze... concimi, sostanzialmente - e alluminio e ferro, che sono sostanza di chiariflocculazione, che sono usati anche negli impianti di depurazione, mi fanno temere che qualcuno ha accelerato la pulizia dei bacini di scolo delle acque di depurazione. Voi avete modo di capirlo, se avete fatto, risalendo il corso dell’Adige, una comparazione tra i punti in cui si trovano esattamente questi inquinanti.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, Vernelli. L’ultimo intervento e poi ci saranno le risposte finali. Consigliere Sguotti, prego.
SGUOTTI GIACOMO · Consigliere Forza ItaliaLeggi intervento
Grazie, Presidente. Ringrazio anch’io tutta la governance di Acquevenete di essere qui con noi questa sera. Adesso è andata via un po’ di gente, sarebbe stato bello che chi ha fatto le domande poi, magari, potesse anche ascoltare le risposte.
Prima considerazione. Non ci sono più le mezze stagioni, mi pare di avere capito da quello che si è detto questa sera. Poi, aprendo adesso il Corriere della Sera “New York, tempesta di neve.
Almeno 8 morti, 400.000 persone al buio, 2.000 voli cancellati”, eccetera. Voglio dire, le emergenze ci sono in tutto il mondo. È capitato una volta anche a Rovigo.
Se foste venuti da Sguotti a firmare per fare questo Consiglio Monotematico, a differenza di quello di prima, avrei firmato. Avrei firmato perché era giusto fare un Consiglio Comunale su questo argomento, perché è un argomento che tutta la città ne ha risentito, non solo la città, anche quelli che erano intorno a noi.
Le varie considerazioni che abbiamo fatto, Cortelazzo ci ha anticipato, perché un po’ quello che si è chiesto lui me l’ero chiesto anch’io, e, cioè: cos’è successo per fare che non ci sia più l’acqua nella città? L’altra domanda era: perché è successo, perché non siamo riusciti ad assorbire questa emergenza? L’altra domanda ancora, che ci stiamo facendo un po’ tutti è: cosa faremo - ma l’ha già anticipato l’Onorevole - in futuro perché questo non accada più?
Ad esempio, una delle cose che mi è stata detta da alcuni cittadini qui intorno è: “Perché non abbiamo una cisterna, un qualcosa che sia in grado di sopperire ad una roba del genere?”, o le condotte famose che si dovevano fare, di potersi 51 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 collegare con altri acquedotti, in maniera tale che quando il nostro acquedotto non è più potabile, ci si possa collegare a qualcos’altro che possa fare arrivare, se non con la pressione... non tutto il giorno, ma, quanto meno, ci sia qualcosa di acqua nei nostri rubinetti.
E fin qua credo che... ribadisco, questa qua era una cosa doverosa da fare nei confronti della città, e non solo della città, anche dei paesi che ci circondano. Cos’è che non mi è piaciuto da parte vostra, tanto per cambiare? Tanto per cambiare, non mi è piaciuto che, invece di fare squadra, tutti i Consiglieri Comunali, e aiutarci nell’andare a dire alla popolazione quello che stava succedendo, qualcuno di voi, come al solito, cosa ha cominciato a dire?
È una parola che ormai avete dentro. “Dimissioni”. Anziché dire: “Affrontiamo prima l’emergenza tutti insieme, e poi andiamo in Consiglio Comunale a chiedere cosa è successo e, semmai, chiediamo le dimissioni”, no, lo stesso giorno, per avere il solito... come prima, il teatrino che diceva prima Aretusini, per avere quel minimo di visibilità, “Dimissioni!
Il Sindaco non è...”, che poi, comunque, il Sindaco interverrà sicuramente, si difenderà da solo, non ha bisogno di Sguotti. Però, ribadisco, la prima cosa che io ho notato in voi, che non mi è piaciuta per niente, è che, in una occasione come questa, ci dovesse essere squadra da chi ha dei ruoli istituzionali, da chi ha i ruoli istituzionali si doveva dire alla gente... proprio a quelli ai quali magari non arriva il messaggio, Menon, andare a dirgli: “Guarda che c’è questo problema qua, in questo momento”.
Il problema c’era, è evidente che c’era, e ha dato dei disagi a tutti noi. Però, ribadisco, l’essere sempre lì come iene pronte a fare lo sciacallaggio su queste robe, siete sempre pronti a dare contro a chi comunque in quei giorni ha provato a fare di tutto, perché il Sindaco, insieme con i vari Assessori, con il Vicesindaco, erano là a dare via l’acqua, e grazie a vostri sciacallaggi e ai vostri... addirittura qualcuno ha provato a malmenare il Sindaco. E perché?
Perché l’avete portato all’esasperazione, avete portato all’esasperazione il cittadino. E questo non va bene. Non va bene, perché, ribadisco, tutti noi volevamo capire che cosa stava succedendo e che cosa era successo, ma in quei giorni lì, in quei due giorni lì dovevamo essere tutti uniti per fare il bene della città, e non si fa il bene della città andando a dire: “Siete solo degli impossibili.
Non dovete fare quel lavoro”. Tra l’altro, il Sindaco e Cortelazzo hanno preso in mano la situazione da quanto? Da sei mesi, da otto mesi?
Da quand’è che siete alla presidenza di Acquevenete? (interventi fuori microfono) Comunque stiamo parlando di otto mesi, di dieci mesi di lavoro, che, onestamente, da quello che vedo io, nella nostra città mi pare che Acquevenete stia facendo tutte le tubature nuove, abbia investito soldi e tutto quanto. Quindi, perché andare a fare i soliti discorsi? Ribadisco, per quanto mi riguarda, gestire quell’emergenza lì con...
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Anche per Lei, in conclusione.
SGUOTTI GIACOMO · Consigliere Forza ItaliaLeggi intervento
Sì, arrivo, Presidente. Mi pare che, invece, vedere il Sindaco, insieme con gli Assessori, a cercare di dare l’acqua ai cittadini e far vedere che erano con loro, mi pare che la gestione sia stata seguita decisamente bene. È evidente che ci si augura tutti che questa cosa non possa più ritornare ad essere un problema così importante.
Ringrazio comunque tutta la governance, che ci ha dato dei dati e che ci ha fatto capire da dove è arrivata questa emergenza.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, Sguotti. Il giro degli interventi conclusivi da parte dei nostri ospiti. 52 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 Ingegnere Restaino, per l’ARPAV, prego.
RESTAINO VINCENZO · ARPAVLeggi intervento
Velocemente, do alcune risposte a dei quesiti che sono stati posti. Il Consigliere chiedeva se facciamo le sanzioni. Credo che la risposta sia ovvia, noi le sanzioni le facciamo.
Ovviamente le sanzioni, quando identifichiamo il responsabile, le facciamo. Piuttosto, mi faceva piacere fare comprendere come le iniziative che vengono prese in alcuni casi vanno finanche al di là di quelle che sono le competenze territoriali.
Le faccio un esempio: quando c’è stata la situazione sul Po qualche settimana prima, abbiamo collaborato con i Vigili del Fuoco direttamente, perché un elicottero dei Vigili del Fuoco andasse nella zona del Mantovano per identificare se questa macchia che si vedeva aveva un’origine, in quanto i colleghi del Mantovano non erano riusciti ad identificare il problema da dove proveniva, e gli abbiamo dato anche qualche indicazione.
Questo per dire che il nostro ambito territoriale è Rovigo, il Veneto nella maniera più ampia, ma ci muoviamo in maniera da poter collaborare attivamente, anche con i colleghi di altre Regioni, con i quali ci sono degli scambi continui, essendo al confine. Per quanto riguarda la questione degli inquinanti, l’atrazina credo che derivi da situazioni un attimo diverse, agricoltura direi. Per quanto riguarda la situazione del 1986, credo che si trattasse di idrocarburi che venivano dalla zona di Rovereto.
Mi hanno segnalato, abbiate pazienza, non ho gli anni di esperienza per ricordare queste cose. Allora, è chiaro che gli idrocarburi si vedono in acqua. In un’acqua che avevamo nella situazioni di crisi gli idrocarburi non si vedono.
È chiaro che, quando succedono emergenze di questo tipo, ci si attiva a livello interregionale. Nel caso, invece, di specie - io invito il Consigliere a passare in ufficio da me, volentieri, appena avremo la possibilità di valutare insieme i dati, li guardiamo insieme e ci ragioniamo su - non ho molti dubbi che non si tratti di un inquinamento... cioè, che si tratti di un inquinamento di tipo naturale, sostanzialmente, di un qualcosa che proveniva dal dilavamento dei suoli.
Per un semplice motivo: perché, se lui ha in mano le analisi, vedrà che noi abbiamo fatto due tipologie di analisi, quella sul tal quale, dove i numeri sono belli alti alti, e quella sul disciolto. Il disciolto che cosa vuol dire? Sostanzialmente, va ad identificare solo il metallo che viene filtrato, quindi viene depurato di tutta quella parte che un impianto di potabilizzazione depura normalmente, ed è quello che abbiamo rinvenuto.
L’acqua, se noi l’abbiamo a vedere sul disciolto, è conforme, non ha problemi di non conformità. Cosa vuol dire “conforme”?
Un elemento tecnico, la valutazione della conformità di un corso d’acqua, dal punto di vista della potabilità, dell’utilizzo delle acque grezze ad uso potabile, viene fatta con una serie di analisi periodiche sulla base di campionamenti approvati dalla Regione Veneto, quindi c’è un piano di campionamento che esegue l’ARPAV, e sulla base del quale si verifica che le condizioni - non solamente sui metalli, ma su un range molto più ampio, facciamo delle relazioni periodiche su questo - fa in modo che il corso rientri o meno in quelli che sono i parametri di conformità stessa dei corsi d’acqua.
Il ferro e l’alluminio, se non ricordo male, non sono parametri che vengono considerati nella conformità dell’utilizzo di acqua potabile. Quindi, Lei capisce che, se non vengono considerati, è perché non sono, tra virgolette, un problema.
Mettiamo pure che, per ipotesi assurda - e dopo le dico perché non è possibile - qualche impianto di depurazione a monte, nella zona di Rovereto, abbia perso un po’ di ferro o di alluminio in più, questa non è una causa di un problema; gli altri inquinanti possono esserlo, ma non quello. Perché, secondo noi, quello che è venuto giù è naturale? Ho fatto qua due conti, proprio a spanne, con la penna, su quei valori massimi.
Nella situazione di massima vengono fuori 80 chili al secondo di ferro. Capisce? 80 chili di ferro non li butta nessuno fuori.
Parliamo, ovviamente, di portata massima, parliamo di massime concentrazioni. Quindi, siamo sul tal quale, con quantità grosse di queste robe qui. Io non so, credo di non avere nient’altro da raggiungere.
Ripeto, la invito, perché vedo che Lei è molto interessato a questo argomento, anche i colleghi ovviamente, a passare da me in ufficio non appena abbiamo completato il quadro complessivo dei dati e, in qualche modo, non so se l’ha capito, le indagini si svolgono in collaborazione con i N.O.E. e con i Carabinieri proprio perché, nel 53 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 caso in cui c’era la possibilità di doversi muovere al di fuori della provincia di Rovigo, potevamo attivare situazioni che si muovevano in tempi più veloci fuori dalla provincia di Rovigo, non appena che con loro avremo il quadro completo della situazione, la vediamo insieme.
Certamente si può migliorare, si cerca di migliorare quello che si può migliorare. Le analisi, comunque, non sono poche, perché nella fase di crisi - questo glielo dico - nella fase di crisi di un corso d’acqua, cioè, quando c’è un’allusione, c’è il massimo della diluizione, tra virgolette, degli inquinanti più pericolosi; quelli che noi troviamo sono gli inquinanti meno pericolosi, mentre c’è il massimo della diluzione dei contaminanti più pericolosi, quindi si trovano ancora di meno, tanto per essere chiari.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, ingegner Restaino. Siccome lo accennava Lei, ma così lo dico addirittura per gli altri due Enti, se ci saranno, sia dati, relazioni, quant’altro, eccetera, ovviamente conclusivi, li fornirete a me o al Sindaco, in modo che potremo poi girarli a tutti i Consiglieri Comunali. Mi diceva il presidente Raito che per il Consiglio di Bacino risponde brevemente l’ingegner Milan.
Prego, Ingegnere.
MILAN GIAMPAOLO · Tecnico Acquevenete S.p.A.Leggi intervento
Intanto ringrazio, anche a nome del Presidente, dell’invito e dell’opportunità che ci è stata data di spiegare anche un po’ queste problematiche. Volevo fare una relazione sulla centrale di Boara e sugli eventuali indirizzi che venivano anche dal consigliere Vernelli.
Diciamo che le filiere di trattamento (inc.) centrali su acque fluviali ormai sono standard: chiariflocculazione, filtrazione su sabbia, filtrazione su carboni attivi o su altri supporti simili per togliere di idrocarburi, l’atrazina, eccetera, e quindi diciamo che tutte le centrali ormai hanno questo tipo di... Però quello che dobbiamo anche notare è che ogni centrale è diversa dall’altra, nel senso che ha una storia, ha un’età e, quindi, tutto questo poi si ripercuote sul tipo di trattamento.
Dicevo prima, di fatto, man mano che ci sono questi eventi, la centrale di collauda di nuovo, cioè, ogni volta che c’è un evento di questo tipo, di fatto si fa un collaudo nuovo della centrale. Ora, su Boara si erano fatti dei collaudi ancora negli anni antecedenti, e questo è stato un nuovo collaudo.
Purtroppo la situazione dell’acqua... a parte la (inc.) di portata, ma proprio la qualità, come abbiamo visto, era difficile, ha comportato, di fatto, un altro collaudo, in due giorni si è praticamente sistemato l’impianto. Oggi qual è la soluzione che andiamo a cercare? È una soluzione di ridondanza, cioè, non è pensabile...
Oggi, quando sentivo che accennava a quarantotto ore di riserva. Insomma, abbiamo una centrale da 400 litri al secondo, significa 70.000 metri cubi d’acqua, quindi una vasca da 300 per 100. No.
Anche perché poi, quell’acqua lì che ristagna e sta ferma per lungo tempo... Dobbiamo andare su una ridondanza, e questo è quello che già con Acquevenete stiamo ragionando. Dopo avere messo mano a Boara, non dimenticheremo né Badia né le altre centrali.
Su questo, grazie anche a (inc.), andiamo sulle cose importanti, che magari sopportiamo di avere ancora un po’ di perdite di rete, di avere qualche rottura di strada, ma certamente dobbiamo evitare questo tipo di situazione. Nel 1986 ricordo di avere vissuto un mese in Prefettura, con la vicenda dell’atrazina, e in quel periodo la non potabilità è durata sessanta giorni, se qualcuno ricorda.
Poi, a livello anche di... sarebbe bene che anche le utenze sensibili, come le scuole, si dotassero anche con qualche riserva. Io vengo da un paese dove ogni casa ha le sue due taniche previste di riserva d’acqua. Anche questo (inc.) di emergenza e Protezione Civile che vogliamo fare, educhiamo anche la gente a porsi un attimo di...
Abbiamo tutti delle damigiane, un buon quantitativo di damigiane, forse in cantina, e tenere anche due taniche d’acqua per questa situazione... Anche sulla scuola; ma perché chiudiamo le scuole? Insegniamo ai ragazzi a gestire anche un’emergenza.
Ma perché li vogliamo crescere mai senza nessun problema? Approfittiamo, se c’è un’interruzione di tre ore perché ci sono lavori sulla rete, per educare anche i ragazzi a scuola come si gestisce questa cosa. Anche se non ci si lava le 54 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 mani per due giorni... io ricordo che da bambino il bagno lo facevamo una volta alla settimana, e oggi, magari, facciamo tre docce al giorno.
Scusate.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, ingegner Milan. Il presidente Cortelazzo, poi l’avvocato Manto, che, dal punto di vista tecnico, integra la risposta di Acquevenete. Prego, presidente Cortelazzo.
CORTELAZZO PIERGIORGIO · Presidente Acquevenete S.p.A.Leggi intervento
Ci saranno poi delle risposte di carattere tecnico, che ha annotato il Direttore Generale, che saranno compiutamente date. Cerco di essere rapidissimo. Prima, così, fuori microfono, noi siamo operativi come Acquevenete, cioè la fusione delle due aziende, Polesine Acque e Centro Veneto Servizi, da Codice Civile, dal 1° dicembre 2017.
La governance, praticamente, è stata insediata tra la fine di gennaio e i primi giorni di febbraio. Siamo a novembre, per cui, insomma... io sono abituato nella vita, in qualsiasi contesto, ad assumermi tutte le responsabilità. Non gestisco l’azienda con il torcicollo, guardando indietro quello che è accaduto, però è corretto che siamo in un concesso istituzionale importante, che noi siamo operativi, come Acquevenete, da neanche dodici mesi.
Ci tengo a trasmettervi che è stato più di un pugno nello stomaco quello di dovere, per alcune ore, non erogare l’acqua e, conseguentemente, anche acqua non potabile, con tutti i disservizi che abbiamo riscontrato e che sapevamo andare incontro, però non c’erano veramente alternative, credetemi.
È in questo contesto - prima l’ho detto, ma non so se sono stato particolarmente chiaro e incisivo - che io devo veramente ringraziare, sono orgoglioso di presiedere e dirigere un’azienda con questi dipendenti, senza distinzione, dal Direttore Generale, che ho in fianco e che ringrazio, fino veramente all’ultima mansione, che in quelle ore, in quei giorni si sono resi disponibili, anche se non per la stessa competenza, ma che avevano capito la portata dell’emergenza e anche le conseguenze di una non erogazione dell’acqua.
Noi, sempre assumendoci tutte le responsabilità, io mi assumo tutte le responsabilità di tutte le cose che, in qualche maniera possono essere... ma vi assicuro che abbiamo cercato veramente di fare il meglio su tutto, protocolli, taniche e quant’altro, noi non facciamo ordinanze di chiusura di scuole e non facciamo ordinanze di non potabilità; noi ci adoperiamo con gli enti preposti per cercare di erogare l’acqua potabile.
Detto questo - credetemi, non voglio smentire quello che vi ho detto all’inizio, io so distinguere i ruoli - io ho visto partecipazione in quelle giornate di mobilitazione per poter essere presente capillarmente con tutti gli utenti, sapendo che la gestione di una città di cinquantamila abitanti è oggettivamente diversa e più difficoltosa rispetto ad un Comune che ha dimensioni più piccole, perché conosciamo, purtroppo, la conformazione dei nostri territori.
Tutti noi, io per primo, non vorremmo trovarci in una situazione come quella della fine di ottobre e primi di novembre, abbiamo bisogno di tutti, nessuno escluso. L’azienda è un’azienda aperta, credetemi. Per qualsiasi informazione noi siamo là.
Io, nei Consigli Comunali, dove sono andato anche per esporre il mio sì alla fusione, ho sempre detto: “È la vostra azienda. Ci sono i Sindaci che rappresentano nell’assemblea dei soci tutti voi, e poi anche nell’intercomunale, nell’altra assemblea, ma l’azienda è vostra, di tutti”.
Voler bene all’azienda non vuol dire sottrarsi dai propri ruoli e dalle proprie responsabilità, ma voler bene all’azienda vuol dire voler bene a noi stessi e a tutti i concittadini che noi cerchiamo di servire nel miglior modo, tutti i giorni. Chiudo, veramente, dando la parola all’avvocato Manto. Devo ringraziare, non ultimo, al di là di tutti gli enti preposti, la Protezione Civile.
Scusate, io non voglio entrare in polemica di carattere politico con nessuno, perché, ripeto, so stare nel mio ruolo. La Protezione Civile è composta da volontari che, all’occorrenza, si attrezzano e si mobilitano. Per cui, anche in quella circostanza noi 55 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 abbiamo visto una mobilizzazione ed una partecipazione, come è - purtroppo o per fortuna - consona alla Protezione Civile.
Dobbiamo abituarci - e giuro che chiudo - che le precipitazioni saranno molto più abbondanti rispetto a quelle che abbiamo conosciuto, e ogni volta - e non voglio trasferire negatività, tutt’altro, io, per stile di vita il bicchiere lo vedo sempre mezzo pieno, per fortuna - ogni emergenza è un’emergenza diversa. Ve lo spiegavano i tecnici compiutamente, ogni emergenza è un’emergenza diversa. Certo che noi dobbiamo essere pronti e preparati a quelle che sono le circostanze e le conseguenze di queste emergenze.
Però ogni emergenza è una cosa diversa. Vi ringrazio dell’opportunità, della possibilità di avere, in qualche maniera, anche per la prima volta, presentato la nostra azienda.
Io non so se il Direttore Generale - tanto non mi ascolta normalmente - vuole subito inquadrare una lista di cose... ripeto, perché tanto non mi ascolta, io sul discorso delle selezioni, guardate, siccome io penso che ci siano delle questioni anche di privacy, che non vuol dire nascondere la testa sotto la sabbia, da parte di nessuno, chiunque ha voglia di avere informazioni, la porta è aperta a Rovigo e, ancor più, a Monselice.
Vi ricordo che c’è la privacy, voglio dire, per chi ha partecipato, per chi non ha partecipato e per chi, magari, non ha passato le selezioni; solo questo. Tanto la Manto risponderà lo stesso, e io comunque ve l’ho detto, ma non per non eludere la questione, ma perché è complessa e anche delicata per tutti coloro che hanno acceduto; stiamo parlando di oltre millequattrocento persone. Grazie.
Scusate se mi sono dilungato.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, presidente Cortelazzo. Prego, avvocato Manto.
MANTO MONICA · Ufficio Legale Acquevenete S.p.A.Leggi intervento
Buonasera a tutti. Parto dai due temi principali che sono emersi dai tanti interventi molto interessanti che sono emersi in questo Consiglio, e che mi sembrano, tra l’altro, comuni a tutti gli interventi. C’è un’attenzione complessiva dell’intero Consiglio Comunale - almeno, io ho avuto questa percezione - ai due grandi temi, che sono quello degli investimenti e della qualità dell’acqua.
Sono proprio le due domande che, con sfaccettature diverse, sono state fatte su questi due grandi argomenti. Sulla qualità dell’acqua, che veniva chiesto quali controlli vengono fatti, sono controlli quotidiani. Ad oggi abbiamo oltre quarantamila analisi fatte sull’acqua potabile e, quindi, diciamo che c’è un controllo quotidiano, ovviamente, e costante su tutti i parametri dell’acqua potabile.
In tema della qualità è fondamentale, perché è stato quello che ci ha fatto decidere, in via precauzionale, in via cautelativa, di sospendere l’erogazione. Nessuno è venuto in Acquevenete a dirci: “L’acqua non è potabile. Sospendete l’erogazione o la dichiariamo non potabile”, è stato un intervento fatto in via cautelativa dalla società, quindi prima che si verificasse il vero danno, che sarebbe stato erogare acqua non potabile.
Quindi, questa è l’attenzione alla qualità, che per noi è fondamentale, è l’argomento che ci impegna in maniera totale, erogare acqua di buona qualità. Quindi, la decisione è stata in via cautelativa, prima che uscisse anche solo una minima quantità di acqua non potabile. È importante, questo, per capire che c’è un presidio effettivo e costante sulla qualità dell’acqua che viene erogata, oltre che un controllo poi sulla stessa.
Il secondo tema, che ho visto che è centrato e centrale per tutti, è quello dell’importanza degli investimenti. Quello, per noi, è anche l’orgoglio che abbiamo, come Acquevenete, di riuscire a sostenere un piano degli investimenti importante; sapete che si aggira poco meno a 30 milioni di euro complessivamente, ma, comunque, oltre 10 milioni di euro all’anno, per l’A.T.O. Polesine.
Con l’A.T.O. Polesine stiamo facendo un importantissimo lavoro di riorganizzazione e rimodulazione degli investimenti, dando priorità a quelle che sono diventate delle emergenze.
È corretto quello che dite, sono delle emergenze che sembrano non più delle emergenze, perché ci coinvolgeranno, come cittadini, negli anni, e quindi ci fa piacere che venga percepito da subito 56 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 quant’è la nostra capacità, effettivamente, di realizzare degli investimenti.
In questi giorni ho ripreso anche le nostre squadre, i nostri operai, perché li riconosco per strada, e non c’è nemmeno un cartello che dica bene chiaramente che sono interventi di Acquevenete, perché, forse, dobbiamo dare anche la percezione ai cittadini di tutti gli investimenti che stiamo facendo. Quindi, sulla comunicazione, su vari livelli, dobbiamo effettivamente migliorarci.
Per quanto riguarda la sostenibilità di questi investimenti, perché ci avete chiesto: “Ci sono dei contributi?”, la pianificazione di questi investimenti la stiamo facendo con le nostre forze, nel senso che sono le forze dei cittadini, cioè, con la nostra tariffa, in modo da non essere in attesa, come l’uccellino nel nido, che arrivi un finanziamento che ci consenta di attivare queste misure, che sono urgenti e sono indifferibili.
Quindi, le stiamo pianificando, insieme al nostro Consiglio di Bacino, come delle opere che sosteniamo con la tariffa, senza prevedere incrementi, quindi mantenendo la tariffa, che è stata ridotta, sapete, del 2%, per effetto della fusione, e cercando di mantenerla il più costante possibile, senza avere picchi negli anni di incrementi e poi decrementi, ma cercando di mantenerla costante, per non creare un disagio.
Quello che, però, vi posso dire è che siamo stati convocati, fin da subito, in Unità di Crisi Regionale, perché la società Acquevenete è stata coinvolta con più crisi; la prima, di lunedì, è stata quella del Brenta, proprio del risorgive del Brenta, che anche lì la torbidità era salita tantissimo e, quindi, la prima nota in emergenza non ce la siamo fatta per l’Adige, ma l’abbiamo fatta per il Brenta, avevamo una torbidità nei pozzi significativa.
Quindi, siamo stati coinvolti dalla Regione nell’Unità di Crisi, che ha coinvolto soprattutto l’area di Belluno, ma anche il Rodigino. Quindi, stiamo adesso quantificando i danni che sono stati originati dall’emergenza, e credo che sia arrivato il link forse anche al Comune di Rovigo direttamente, per la quantificazione di questi danni emergenziali.
Quindi vediamo con la segnalazione, perché vengono fatti per essere indirizzati poi all’Unione Europea, perché ci sono dei fondi per questo tipo di emergenze, e quindi vedremo che cosa comporterà poi a livello comunitario, veicolato attraverso la Regione, che ha fatto un Tavolo di Coordinamento importante per tutto il Veneto, in cui è coinvolto anche il Polesine, fin da subito è stato coinvolto il Polesine.
Non ci sono, difatti, indennità specifiche e contrattuali immediate sulla bolletta dei cittadini, perché l’Autorità prevede, effettivamente, che queste - chiamiamole così - interruzioni di servizio, sospensioni temporanee di servizio, che si prolunghino per un tot di tempo, non a causa di un disservizio del gestore, ma per una calamità naturale, non è previsto ci sia un indennizzo diretto ai cittadini, o alle attività commerciali.
Quindi, l’Autorità, che ci dice, attraverso anche il nostro Consiglio di Bacino, quali sono gli indennizzi da erogare automaticamente, per il mancato rispetto degli standard di qualità, che sono perfettamente dettagliati nella nostra Carta dei Servizi e negli obblighi che abbiamo dell’Autorità, non prevede un indennizzo automatico, perché non dipendono... adesso, la calamità naturale non è dipesa da Acquevenete o dall’impianto, ma è frutto, effettivamente, di una situazione emergenziale.
Tuttavia, vedremo adesso, attraverso questa unità di crisi regionale, coordinata... adesso il Commissario è il Governatore, e quindi vedremo se vengono previste delle forme comunque di risarcimento, sia ai Comuni coinvolti che al gestore idrico.
In questa emergenza, in via diretta, sono coinvolti Bim di Belluno, A.T.S., l’Alto Trevigiano Servizi, con Quero Vas e il Comune vicino, noi, come Acquevenete, per il Polesine, e l’Azienda Gardesana Servizi, che ha avuto un problema nel Veronese; quindi soprattutto questi quattro gestori coinvolti nell’emergenza. Questo per quanto riguarda gli indennizzi. Poi, per le vasche, mi ha rubato la risposta l’ingegner Milan.
L’investimento importante che stiamo cercando di fare è proprio quello di creare ridondanza di trattamento e, quindi, di avere quasi una filiera di trattamento anche parallelo, in modo che si riesca a fare un trattamento sicuro per anche emergenze di varia natura, perché emergenza è proprio quella che non è prevedibile. I protocolli di sicurezza che abbiamo, Dottoressa, ci sono, ovviamente, i nostri piani di emergenza, i nostri piani di controllo.
Però è corretta la sollecitazione che ci fa e che ha fatto anche l’Unità di Crisi proprio nel Tavolo di giovedì, quindi di ieri, di giovedì mattina, di fare rivedere... hanno convocato anche A.N.C.I., per rivedere tutti i protocolli di emergenza dei vari Comuni, vanno 57 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 rivisti, vanno aggiornati, alla luce di queste emergenze, che sono molto complesse, perché sono regionali.
Per esempio, se non avessimo avuto la stessa emergenza anche sulla centrale di Vescovana, con il collegamento che c’era avremmo supplito in maniera decorosa al fabbisogno idrico della città di Rovigo e degli altri otto Comuni. Quindi, il fatto che fosse tutta l’asta dell’Adige compromessa, invece, ha creato un disagio diverso.
Allora, essendo adesso degli eventi che interessano non solo la regione, ma, come diceva correttamente l’ingegner Restaino, tutto il nord Italia... se pensate, certe autobotti non ce le davano perché erano impegnate in Emilia Romagna, in Liguria e nel resto del... quindi abbiamo avuto problemi a reperire le autobotti perché erano impegnate in un territorio vastissimo. Normalmente l’emergenza, invece, si circoscrive a un territorio un po’ meno esteso.
Quindi, è vero che le emergenze sono, effettivamente, gestite diversamente, ma è anche vero che bisogna, effettivamente, rivedere questi piani di emergenza. La sollecitazione dell’A.N.C.I. arriverà a tutti i Comuni per aggiornarli.
Per le forme di comunicazione nostra, noi abbiamo attivato il protocollo, avvisando e pre-allertando la Prefettura già lunedì, quando non c’era ancora un’allerta dalla centrale, tanto che la prima segnalazione fatta alla Prefettura, addirittura, riguarda i pozzi di Carmignano, perché erano i primi interessati da torbidità estrema, e quindi da una situazione di emergenza per quanto riguarda la società.
Quindi, abbiamo attivato il nostro protocollo, che prevede la segnalazione, in primis, alla Prefettura, perché noi non avevamo idea che fosse la centrale di Boara, o quella di Badia, o quella di Vescovana, cioè, erano per noi tutte in fase di pre-allerta, e poi, comunque, una pre-attivazione di autobotti di emergenza, tanto che le prime autobotti già nella notte tra lunedì e martedì sono state predisposte per i punti sensibili, quindi ospedale, che non hanno avuto nessun problema di approvvigionamento di acqua, effettivamente.
Abbiamo adesso un sistema anche innovativo, che verrà lanciato, che stiamo testando, perché non abbia bachi, ma che lanceremo da febbraio del prossimo anno, gennaio massimo febbraio, che prevede proprio un’App che segnali direttamente ai soggetti interessati il disservizio.
Va anche detto, però, che i cittadini questa App se la devono poi scaricare, nel senso che io posso comunicare direttamente al cittadino, ma ho necessità che il cittadino si voglia mettere in comunicazione con la società, perché la comunicazione più diretta sarà senz’altro quella. Io non ho risposto a tutti gli argomenti puntuali. Se ci sono delle cose che ritenete che debbano essere ancora sviluppate, siamo a disposizione.
Grazie.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, avvocato Manto. Voleva fare un’aggiunta velocissima il presidente Cortelazzo, prima del Sindaco. Prego.
CORTELAZZO PIERGIORGIO · Presidente Acquevenete S.p.A.Leggi intervento
Siccome ricevo anch’io qualche messaggino, non è che guardo sempre il telefono, e capisco che dopo due ore di chiacchierata la cosa più succulenta è “Ma ci date ‘sti indennizzi ai cittadini?”, perché vi ho interpretato nei messaggini dei cronisti.
Quello che ha detto dettagliatamente e correttamente l’avvocato Manto è che l’Autorità, che è la ARERA, che è l’Autorità che praticamente ci governa, ci dice che non si possono, con i soldi di tutti noi, di tutti voi, cioè, con la fiscalità generale, cioè, le tariffe, indennizzare questo tipo di disservizio.
Altra cosa che ha evidenziato l’avvocato Manto è che se rientriamo, come rientreremo, nella sfera dell’emergenza regionale/nazionale, è evidente, come accadde con altre emergenze di carattere diverso, è probabile, se rientriamo e vengono riservati dei quattrini, come dovrebbe essere - uso sempre il condizionale - da quel famoso fondo che diceva la Manto accantonato in Europa, ma che è finalizzato a questo tipo di emergenze, con molta probabilità ci sarà qualcuno che, se ci saranno i quattrini, dirà: “Bene, per quel tipo di attività ristoriamo 5, 10, 20, 30”.
È giusto, è chiaro che noi precisiamo che con i vostri soldi, che sono derivanti dall’introito delle bollette, noi siamo impediti ad erogare un tipo di indennizzo per la non erogazione dell’acqua, quello no, perché, se non eroghiamo acqua non vi viene neanche messo in bolletta, o per quella fascia di tempo che è stata 58 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 erogata non potabile.
Per cui, siccome abbiamo fatto anche, purtroppo, qualche calcolo - giusto Direttore? - che non sarebbe neanche da riproporre a microfono, siamo sotto l’euro, per capirci, che costerebbe di più caricarlo in bolletta che indennizzarlo, ecco. L’altra cosa è quel riferimento a cui penso si rivolgesse il consigliere Rossini, che è qualcosa che dovrebbe derivare, però, dallo stato di calamità che anche il Polesine dovrà rientrare nella vicenda del maltempo di fine ottobre, inizio novembre.
Scusate, mi sono dilungato, ma era giusto e corretto dare anche questo tipo di precisazione.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Grazie, Presidente. Rossini, non posso farla intervenire.
Siamo in conclusione. (intervento fuori microfono del consigliere Rossini) Rossini, siamo in conclusione, ha già risposto. (intervento fuori microfono del consigliere Rossini) Rossini, sta parlando comunque fuori microfono. (intervento fuori microfono del consigliere Rossini) Comunque mi pare che le risposte, sia del Presidente che del Direttore Generale, siano state chiare. (interventi fuori microfono) Infatti ho detto che non poteva parlare, e infatti non ha parlato, non è stato acceso il microfono e non è a verbale.
È stato chiamato in causa più volte, giustamente, il Comune di Rovigo per la gestione dell’emergenza. È giusto che il signor Sindaco risponda ai quesiti posti, e conclude il dibattito. Prego, signor Sindaco.
BERGAMIN MASSIMO · SindacoLeggi intervento
Grazie, Presidente e grazie anche a chi ha resistito fino ad adesso. Quelli che se ne sono andati potranno leggere estratto, copia del verbale. Siamo ancora in diretta?
Buonasera a tutti i nostri amici e le amiche in diretta. Ho preso degli appunti, così do delle risposte un po’ a spot, che potranno anche non essere... non ho preso gli appunti in sequenza, in ordine della cronologia degli eventi. La prima risposta che voglio dare è rispetto alla scelta della logistica delle autobotti, quindi dell’erogazione dell’acqua potabile, di quei giorni.
È stata condivisa con il Tavolo dell’Unità di Crisi in Prefettura, per riuscire a garantire anche le manovre delle autobotti e dei punti, proprio una logistica in cui potessero arrivare più persone, in quel momento.
Però, come Amministrazione Comunale, con gli uffici, con i Servizi Sociali, e con le segnalazioni che ricevevamo in quel momento, sono state raggiunte tutte le famiglie che in quel momento erano a noi segnalate dall’elenco dei Servizi Sociali, o le persone che hanno telefonato al numero unico della Polizia Locale, o anche attraverso la raccolta delle segnalazioni.
Tutte quante sono state raggiunte - lo dirò da chi, ma comunque nei ringraziamenti, dalla Protezione Civile, dalla Polizia Locale, dai volontari, dal Sindaco, dagli Assessori - tutte le persone che appartengono agli elenchi dei Servizi Sociali, appunto, che non potevano uscire di casa, e quelle segnalate, sono state raggiunte.
Quindi, la logistica non è stata una scelta... in quel momento abbiamo fatto più ipotesi, e sono stati scelti quei 59 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 due piazzali, piazzale del Censer e piazzale della Questura, Piazza d’Armi, illuminato anche dalle torce con il gruppo elettrogeno, sempre della Protezione Civile. Per quanto riguarda l’ordinanza di chiusura delle scuole di lunedì 29 e di martedì 30, si trattava di un’ordinanza prefettizia.
Voglio ricordare a tutti che, in quel momento, tutti quanti noi, non solo il Veneto, ma anche altre regioni d’Italia, ci trovavamo nel brutto mezzo, purtroppo... cioè, in una situazione di vera emergenza maltempo. Le avete seguiti anche tutti quanti voi le cronache, ben più gravi e pesanti della nostra realtà territoriale; per fortuna, voglio dire.
In quel momento noi stavamo gestendo, con la Protezione Civile, con la Polizia Locale, con tutte le Forze dell’Ordine, in coordinamento con la Prefettura, una emergenza maltempo. Quindi, sono partite dalle squadre dei Vigili del Fuoco da Rovigo per andare ad aiutare altre realtà, del Veneto e non solo. Quindi, lunedì e martedì le scuole sono rimaste chiuse in tutto il territorio provinciale, conseguentemente all’ordinanza prefettizia.
Martedì 30, il pomeriggio, dal mattino eravamo costantemente in contatto sempre con la Prefettura per condividere o meno un’ulteriore ordinanza di chiusura delle scuole per il giorno mercoledì 31 ottobre. Poi, come è giusto che sia, in totale autonomia, sua eccellenza il signor Prefetto ha deciso di non prorogare l’ordinanza di chiusura delle scuole, a livello provinciale. In quel momento, il Sindaco di Rovigo, come altri colleghi suppongo...
Ma perché Rovigo non ha adottato un’ulteriore ordinanza di chiusura delle scuole, anche per il 31? Perché a Rovigo convergono anche studenti da altre località, di tutto il Polesine e non solo, perché ci sono le scuole provinciali. In quel momento, oltre a ricevere i messaggi, perché le mamme, le maestre, le professoresse, i professori non scrivono solo a qualcuno che, mentre noi stavamo gestendo una vera e propria emergenza, operava dello sciacallaggio politico; l’ho scritto e lo ripeto, non temo questo confronto.
Noi eravamo in prima linea, sul campo. Paradossalmente, mentre qualcuno se ne andava in giro a fare opere di sciacallaggio politico, noi eravamo sul campo, giorno e notte. Un’emergenza maltempo, che ci vedeva impegnati lungo l’asta del fiume Adige e non solo, per monitorare, insieme a tutti gli altri colleghi Sindaci, anche realtà che in quel momento potevano anche essere destinatarie di altre emergenze derivanti da situazioni che non erano prevedibili.
Quindi, gli interventi dei genitori e di altre situazioni erano per dire: “Non ci sono problemi. Non chiudete le scuole”. Il problema idrico si è concretizzato durante la notte, tra il martedì e il mercoledì.
Non si poteva prevedere martedì notte o mercoledì all’alba di chiudere le scuole; quando, a un quarto alle 8? Chi avvisa i genitori che, in quel momento, le scuole bisognava chiuderle? Ma siamo intervenuti subito, quando abbiamo ricevuto delle segnalazioni, comunque per approvvigionare con l’acqua di cui disponevamo in quel momento quelle scuole.
Passo alle informazioni. A qualcuno potrà non piacere, ma le informazioni noi le giravamo in tempo reale, rispetto a quelle che ci venivano date dal gestore. Cosa faccio, mi invento delle informazioni che non ho, o modifico quelle che ho, per farle apparire meno o più...?
Noi giravamo in tempo reale le informazioni che ci venivano date dall’allerta meteo della Protezione Civile Regionale, attivavamo i C.O.C. rispetto alla Protezione Civile locale e giravamo le informazioni che ci venivano date da Acquevenete, e ci attivavamo.
È falso quando qualcuno, con lo sciacallaggio politico, dice che non è stata fatta informazione, perché io qui ho l’elenco delle uscite fatte da tre auto della Polizia Locale con gli altoparlanti, e in più sono uscite anche le auto della Polizia di Stato e le auto dei Carabinieri con gli altoparlanti, per gestire le informazioni che in quel momento ci venivano trasferite, in tempo reale. Non posso uscire prima a gestire un’informazione che non ho.
Le abbiamo gestite in tempo reale anche alle 3 del mattino, quando ci trovavamo tutti quanti nella centrale di Boara Polesine. Certo è che un Sindaco non può uscire alle 3 e mezza del mattino con l’auto con gli altoparlanti, ferma restando l’organizzazione. Ripeto, eravamo tutti là, la Polizia Locale era là con noi, la Protezione Civile era là con noi, le Forze dell’Ordine, tutte, erano tutte attivate, compatibilmente con i turni e con le disponibilità.
Quindi sono scelte, in quel momento, che vanno ponderate, perché in quel momento la centrale è andata in default, però i particolari tecnici ve li ha dati molto più dettagliatamente e con più precisione il Direttore Generale, ma anche il Presidente, ma si stava tentando di supplire, comunque, con l’allacciamento alla centrale di Vescovana. Quindi, in quel momento, “Parte? Riparte?
Parte? Non riparte?”, ma quando si apre - 60 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 l’ha detto bene l’avvocato Manto - non è come quando apri il rubinetto di casa tua, che senti quattro colpi del rubinetto che sta per arrivare l’acqua, e poi arriva. Quando fai le manovre di riallacciamento alla rete principale e alle condutture passa del tempo.
Noi diamo l’informazione “Alle ore 18 verranno aperti i collegamenti con le centrali e parte l’acqua”, e l’acqua, ora che torna in pressione... questi sono tutti particolari e informazioni tecniche che non spettano a me e rischierei di essere impreciso, o di fare come quelli che si trovano al bar e fanno la formazione o la lista delle future elezioni, poi magari sbagliano e si rendono conto dopo di avere sbagliato la formazione, piuttosto che la lista. Ma questo è il tema, ripeto, noi eravamo là.
E mentre noi eravamo là qualcun altro faceva sciacallaggio politico. Quindi, le manovre di erogazione... noi davamo le informazioni, come tutti gli altri colleghi Sindaci, che ci venivano girate. “Alle 18 ripartirà l’erogazione dell’acqua”; viva Dio, parte alle 18, se poi arriva alle 18.05 in Viale Porta Adige numero tale, ma dall’altra parte arriva alle 19, o da un’altra parte, che è al secondo o terzo piano arriva dopo... (intervento fuori microfono del consigliere Vernelli) Fermati un attimo Vernelli, fermati.
Presidente, chiedo il suo intervento, altrimenti poi lo sciacallaggio continua e non rendiamo onere a chi ha lavorato giorno e notte, in piena emergenza maltempo. (intervento fuori microfono del consigliere Vernelli) Sciacallaggio politico, rispondo... ma no! Sciacallaggio politico. Lei è una bravissima persona.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Vernelli, rispettiamoci.
BERGAMIN MASSIMO · SindacoLeggi intervento
Gliel’ho detto anche prima, Lei ipotizza troppi teoremi e poi non riesce mai a dimostrarli. Quindi, a Lei basta lasciarla parlare per... (intervento fuori microfono del consigliere Vernelli) Ma no! Ma non si preoccupi!
Mi faccia parlare. Presidente, per cortesia.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Vernelli, siamo in conclusione. (intervento fuori microfono del consigliere Vernelli)
BERGAMIN MASSIMO · SindacoLeggi intervento
Sto dando delle risposte. Politico, politico! Ma no!
Ma si tranquillizzi, si tranquillizzi, consigliere Vernelli, che oggi ha toppato due volte. (interventi fuori microfono) Si tranquillizzi, consigliere Vernelli! (intervento fuori microfono del consigliere Vernelli) Ma glielo dico anche la quarta, politico, politico. Se Lei si vergogna della politica che fa, è un problema suo, non mio. È un problema suo, non mio.
61 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Finché non vengono offese le persone, politicamente ognuno si prende le sue responsabilità. (interventi fuori microfono)
BERGAMIN MASSIMO · SindacoLeggi intervento
Posso continuare? Posso continuare, Presidente? (interventi fuori microfono)
BERGAMIN MASSIMO · SindacoLeggi intervento
Ma quale rissa? Stai sereno, Vernelli. Posso continuare?
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Scusate, è stato un Consiglio importante, anche partecipato e serio. Vogliamo finirlo con questi toni, per cortesia? Grazie.
BERGAMIN MASSIMO · SindacoLeggi intervento
C’è anche la diretta, quindi chissà che audience farà il Consigliere. Questa è la realtà dei fatti, questa è la realtà dei fatti. Ho scritto anche una lettera a tutte quante le istituzioni coinvolte, ringraziandole.
Ma voglio citare un fatto principale... Prego, Vernelli, parli Lei. (intervento fuori microfono del consigliere Vernelli) Dopo di me, guardi, la parola torna al Presidente del Consiglio, e sicuramente gli sciacalli politici se ne andranno dove devono andare, ripeto.
Mentre qualcuno se ne stava in pizzeria, o da altre parti - che non è vietato andare in pizzeria o andare da altre parti - c’era un’autobotte partita da Vittorio Veneto, in piena emergenza maltempo, in piena emergenza non solo idrica, in piena emergenza malte... (intervento fuori microfono del consigliere Menon) Presidente!
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Menon, scusi! (intervento fuori microfono del consigliere Menon)
BERGAMIN MASSIMO · SindacoLeggi intervento
Presidente! Ma no! Presidente!
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Per favore, Menon. (intervento fuori microfono del consigliere Menon)
BERGAMIN MASSIMO · SindacoLeggi intervento
62 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 Dotiamo la ex candidata sindaco Silvia Menon anche di gocce di tranquillante. Non lo so, mi lascia parlare, Dottoressa? (interventi fuori microfono) Ma io la dico la verità. Se mi lascia parlare...
Lei dice le bugie e poi vuole che io smentisca le sue bugie? Non funziona così. Io dico i fatti e li documento.
Lei, invece, racconta delle balle e vuole che io smentisca le sue balle. Non funziona così.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Sguotti!
BERGAMIN MASSIMO · SindacoLeggi intervento
Posso continuare, Presidente? Grazie. Allora, mentre qualcuno continuava a fare opera di depistaggio e di sciacallaggio politico, noi eravamo impegnati ad assistere i nostri concittadini.
E un’autobotte che arrivava da Vittorio Veneto, dei volontari di Vittorio Veneto, si è collocata presso il piazzale del Censer; ripeto, loro, che a Vittorio Veneto avevano un’emergenza idrica, idrogeologica, con problemi ben più gravi di noi, sono partiti da Vittorio Veneto per venire ad aiutare noi.
Contemporaneamente - adesso potrei anche sbagliarmi nelle citazioni - so per certo che dei Vigili del Fuoco da Rovigo sono partiti e sono andati a Belluno a dare una mano, in provincia di Belluno o nel paese dove il Sindaco è mio amico, di Rocca Pietore. Questo è il dato importante: che i veneti sanno cosa vuol dire aiutare il popolo, tutto, il popolo veneto, il popolo ligure, il popolo dove ci sono stati i terremoti dell’Umbria.
I volontari veri, quelli che si rimboccano le maniche, si caricano le taniche sulle spalle o si mettono gli stivali e vanno a spalare il fango e vanno ad aiutare chi sta soffrendo. Noi sappiamo cosa vuol dire. Qualcuno, invece, sale in cattedra con il ditino alzato e dice: “Come mai è successo questo?”, e poi, quando arrivano le risposte tecniche e anche quelle politiche, la butta in rissa.
Ma a noi questo non interessa. Io ringrazio tutti quelli che si sono attivati in prima persona, ripeto, in piena emergenza maltempo, in una concomitanza di eventi negativi, che hanno anche generato questo tipo di situazione. Quindi, grazie alla Protezione Civile, alla Polizia Locale, alle Forze dell’Ordine - non voglio dimenticare nessuno - ai Carabinieri, alla Polizia di Stato, alla Guardia di Finanza, quelli che una volta si chiamavano Forestali ed oggi appartengono all’Arma dei Carabinieri, ai volontari, tutti.
Ho ringraziato anche le parrocchie; direte voi: “Perché?”, perché si sono fatte parte attiva subito, chiamando il Sindaco, chiamando gli uffici, “Noi siamo qui. Cosa possiamo fare?”, e noi abbiamo detto alla Polizia Locale... io ho chiamato la Polizia Locale e ho detto: “Andate in quella parrocchia a portare dell’acqua. Andate dai frati.
Andate ovunque, dove qualcuno ci chiama”, e siamo intervenuti ed abbiamo garantito quello che era un momento di emergenza. Non voglio dimenticare nessuno, ho detto che anche la Croce Rossa era là con noi ad erogare l’acqua. Il fatto che qualcuno mi dica che non è vero che l’autobotte arrivava da Vittorio Veneto, insomma, siamo stati là due giorni insieme ai ragazzi di Vittorio Veneto, che poi, nel momento della chiusura dell’emergenza, sono tornati a Vittorio Veneto.
Qualche famiglia, purtroppo, della nostra regione, come in altre regioni d’Italia, l’acqua la sta ancora aspettando, perché ci sono stati dei disastri, e qualcuno è ancora organizzato con il gruppo elettrogeno per avere la corrente elettrica.
Quindi, io credo che, di fronte a questo tipo di situazioni - l’ha detto prima bene il Presidente, anche il Direttore, ma anche qualche altro Consigliere Comunale più attento alla concretezza delle cose che ad altre situazioni che non interessano a chi ci sta seguendo da casa, o a chi si interesserà andando magari successivamente a leggere i verbali di questo Consiglio Comunale - bisogna darsi una mano, aiutarsi. Noi là c’eravamo.
C’eravamo da qualche giorno, perché, ripeto, si era in piena emergenza maltempo, siamo rimasti quando l’emergenza maltempo è andata anche ad incidere sull’emergenza della centrale idrica di Boara, quando eravamo in apprensione per altre situazioni, 63 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 ma eravamo là a lavorare fianco a fianco con tutti quanti, dai tecnici, agli operai, senza fare distinzione di mansione, di Acquevenete, e con tutti i volontari, le Forze dell’Ordine, la Polizia Locale, la Protezione Civile, la Croce Rossa, i volontari, tutti vicini alla nostra popolazione.
Ringrazio l’ARPAV, l’A.T.O. Acque Polesana, ringrazio il Presidente di Acquevenete. Io ho cinquantaquattro anni e mezzo e da cinquantaquattro anni e mezzo bevo acqua del Sindaco; la consiglio anche a voi.
Poi mi servirebbe un po’ più di tempo per ricordare a questo Consiglio un’interrogazione a risposta scritta che mi fece qualche mese fa il consigliere comunale Vernelli, per leggere la risposta. Guardate, se avessimo più tempo - non mi voglio annoiare - ma se io leggessi quell’interrogazione e la risposta, magari, al consigliere Vernelli, si sbugiarderebbe da solo. Grazie. (interventi fuori microfono)
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
La giriamo ai Consiglieri Comunali. Scusate, volevo, a nome di tutti, nell’ordine, salutare e ringraziare l’ingegner Restaino, il presidente Raito, l’ingegner Milan, il presidente Cortelazzo e l’avvocato Manto. Vi anticipo che il presidente Cortelazzo mi ha già anticipato che lunedì mi manderà la relazione che ha illustrato in aula, e subito sarà girata a tutti i Consiglieri Comunali.
Alle 22 e 38, avendo esaurito l’Ordine del Giorno, dichiaro chiusa la seduta. Grazie e buona serata. 64 di 64
Interventi non associati con certezza a un punto
3 interventi. Lente Civica non forza un collegamento quando l’identità canonica del punto non è disponibile.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
Buonasera. 17 e 10. Chiedendo ai Consiglieri di prendere posto, do la parola al Segretario per l’appello.
Dott.ssa CAVALLARI MARIA CRISTINA · Segretario GeneraleLeggi intervento
Buonasera.
Andriotto Giancarlo, assente; Aretusini Michele, presente; Avezzù Paolo, presente; Benetti Fabio, ha giustificato l’assenza; Bergamin Massimo, assente; Bonvento Marco, presente; Borella Benito, presente; Borgato Andrea, presente; Borgato Renato, ha giustificato l’assenza; Businaro Giorgia, presente; Chendi Nello, assente; Denti Andrea, presente; Dolcetto Simone, assente; Gabban Luca, assente; Gennaro Francesco, presente; Goldoni Daniela, assente; Marsilio Nicola, assente; Masin Matteo, presente; Mella Silvano, presente; Menon Silvia, presente; Milan Mattia, presente; Moretto Mattia, assente; Paron Luca, assente; Patrese Vani, ha giustificato l’assenza; Raule Stefano, presente; Romeo Nadia, presente; Rosito Alba Maria, presente; Rossini Antonio, presente; Ruggero Riccardo, presente; Sergi Carmelo Gino, ha giustificato l’assenza; Sguotti Giacomo, assente; Vernelli Ivaldo, presente; Zanotto Matteo, ha giustificato l’assenza.
Nel corso dell’appello entra Andriotto.
AVEZZÙ PAOLO · Presidente del ConsiglioLeggi intervento
20 presenti. La seduta è valida.
Nel salutare tutti, prima di dare corso con il primo punto all’Ordine del Giorno, anche se non vedo predisposta ancora l’installazione - probabilmente arriveranno un po’ più tardi, magari per il secondo punto all’Ordine del Giorno - ringraziando in primis sia il Dirigente Organi Istituzionali, il dottor Cavaliere e anche tutto l’ufficio, nel caso specifico l’Ufficio Organi Istituzionali, la signora Brazzorotto, il signor Tumeo e l’Ufficio Affari Generali, la signora Tomain, perché solo stamattina è arrivata la richiesta della testata online “Rovigo in Diretta” per la ripresa della seduta, nonostante che ci sia stata una richiesta informale, una comunicazione da parte di Vernelli in Conferenza di Capigruppo, credo, dieci giorni fa; si ricorda chi era in Conferenza Capigruppo.
A livello dei rapporti con i giornalisti avevo anticipato la disponibilità e, ripeto, solo questa mattina è arrivata la richiesta e gli uffici, la struttura, facendo veramente le corse - ecco perché li ho ringraziati e li ringrazio sul serio - sono riusciti a predisporre tutta l’autorizzazione e anche le comunicazioni e quant’altro. Quindi do lettura dell’avviso e, probabilmente, nel corso della seduta arriveranno.
Si informa che, con nota protocollo 72669 del 16 novembre 2018, la testata giornalistica “Rovigo in Diretta” è stata autorizzata ad effettuare la ripresa auto-video delle sedute del Consiglio Comunale del 16 e del 17 novembre 2018. La ripresa si svolgerà tramite utilizzo di una videocamera tablet in postazione fissa, puntata verso l’emiciclo degli Amministratori presenti alla seduta. Titolare del trattamento è la testata giornalistica “Rovigo in Diretta”.
Entra delle 17 e 14 anche Marsilio. 3 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018