Come voi sapete, l’8 novembre era venuta qui in Consiglio Comunale una grandissima parte dei dipendenti che occupavano le parti superiori e quella del pubblico, e ci sono stati i sindacalisti che hanno chiesto parola sulla questione in particolare del personale, che sapete essere un’annosa questione.
In quell’occasione io avevo ribadito l'interesse della Giunta la quale, avendo concluso un percorso triennale con il MEF, avrebbe fatto nel tempo più veloce possibile una serie di considerazioni che dovrebbero confluire in una delibera di Giunta, dove la Giunta stessa si prenderà delle responsabilità rispetto al palleggio che c'è stato da fine 2012 fino al 30 novembre 2015 per quanto riguarda la questione personale.
I punti che erano stati contestati all’inizio erano circa 11; poi due, nel palleggio deduzioni e controdeduzioni che è andato avanti tre anni, due sono stati superati, due di questi già mandati alla Corte dei Conti, e rimanevano sei punti, dei quali i più importanti come sapete era la contestazione sul calcolo del fondo dei Dirigenti e del fondo del personale. Finito l’incontro, il Presidente del Consiglio ha dato la sua disponibilità anche per un ulteriore incontro in Conferenza dei Capigruppo.
Mi sollecitava il Presidente, io ho detto “Ma in verità se vengo lì dico le stesse cose che ho detto da qua. Dovete lasciarci il tempo di riflettere come Giunta”. Però, perché non si pensasse a una non disponibilità, abbiamo accettato.
Fra l’altro ho qui tutto il materiale perché abbiamo finito il terzo incontro. E’ già la settima ora che la Giunta ha perso per andare a sviscerare questi punti, perché poi si prenderà una responsabilità su qualcosa che cuba quasi un milione e mezzo, due milioni di euro. Questo è il dato di fatto.
Che cosa è successo? Durante l’incontro, che è stato anche disteso, nel senso che alla fine un sindacalista ha anche sottolineato il clima, loro hanno sollevato soprattutto il problema che i tempi sono andati per le lunghe, che è ora di prendersi la responsabilità, ma di questo avevo già parlato non solo in Consiglio Comunale, ma anche quindici giorni prima, a ottobre avevo trovato i rappresentanti dicendo “Non preoccupativi.
Il mio impegno sarà nel tempo più veloce possibile”, ma se dopo sette ore la Giunta è ancora lì che ragiona, vuol dire che le cose sono molto delicate. In quell’occasione hanno ribadito questo, hanno parlato come in altre città siano stati fatti dei piani di razionalizzazione, e poi chiedevano che le relazioni tra parte pubblico e sindacale fossero un po’ più vere, un confronto vero, magari anche con relazioni migliori. Questi sono i tre punti importanti che sono venuti fuori quella sera.
Dopo aver ascoltato tutti anche gli interventi di alcuni Consiglieri che chiedevano di avere a cuore questo tema, che cosa ho fatto io? Ho risposto, primo, ricostruendo il percorso che andava dal 30 novembre 2015 al momento in cui ero lì quella sera, che era il 1° dicembre, un anno giusto. Poi ho detto “I piani di razionalizzazione l’anno scorso ogni Dirigente ha tentato di farli, ma lì non siamo riusciti a trovare poste.
Siccome non è finita, ci riproponiamo anche per questo anno. Per quanto riguarda la qualità delle relazioni, siamo qui per cercare, ci rendiamo conto che dove c'è una qualità importante, è più facile raggiungere gli obiettivi”. Che cosa succede?
Che il giorno dopo compare quell’articolo di cui dice Patrese, che mi ha lasciato veramente basito. Vi leggo solo alcune parti, quelle più importanti. Questo l’ho trovato su un quotidiano solo, perché c'era un altro quotidiano che ha riportato le lamentele, legittime sotto il loro punto di vista e quindi niente da dire, ma ad un certo punto scrivono “I sindacati registrano l’ennesima deprimente e irritante esposizione dell’Assessore Saccardin che si è autoassolto da ogni responsabilità”.
E poi “Non solo non ha indicato soluzioni di merito, ma quasi fosse l’usciere o uno capitato lì per sbaglio, non si è assunto alcun impegno sui tempi di approvazione della delibera”. E’ chiaro che ho provato subito l’amarezza perché c'era una grossa distanza da quello che ci siamo detti. Allora in anteprima avrà, perché io ieri a casa ho detto “Devo rispondere a questo articolo”.
Di solito non rispondo tanto alle persone, perché è inutile, “ma devo rispondere a questo articolo”, e l’ho mandato al quotidiano ieri sera, ma non l’ho visto oggi. Hanno 48 ore di tempo per pubblicarlo. Mi auguro che sia domani.
Chiedo scusa Presidente, ma in anteprima ve lo leggo, perché è quello che è successo. “Con riferimento all’articolo comparso sul vostro quotidiano titolato “Sindacati: Saccardin deprimente”, quale resoconto dell’incontro svoltosi in Conferenza Capigruppo tra Sindacati, rappresentanti dipendenti, Consiglieri comunali ed io, vorrei dire qualcosa in merito al virgolettato che mi ha sorpreso e amareggiato per la durezza dei toni”. E’ quello che vi ho detto un attimo fa, quindi l’ho riscritto qui.
E ho spiegato, perché non vado in certa di polemica. I cittadini devono sapere che la deprimente e irritante esposizione dell’Assessore che si è autoassolto altro non è stato che la cronaca di quanto realmente è successo da dal 30 novembre 2015, quando dal Ministero Economia e Finanza sono arrivate le controdeduzioni finali alle osservazioni del Comune sull’annosa questione del personale che si era trascinata per un triennio. La nuova Amministrazione per altro si era insediata da cinque mesi.
Il MEF, in quell’ultima esposizione, confermava la contestazione di tutti i punti fatti tre anni addietro e in particolare il calcolo del fondo dei Dirigente per 780.000 euro e quello del personale per 1.296.000. Se li mettiamo insieme, sono circa due milioni di euro, entrambi da recuperare, secondo la ragioneria dello Stato, nei fondi degli anni successivi.
In quella stessa comunicazione si chiudeva il rimpallo triennale dicendo in pratica “Caro Comune, se sei tanto sicuro delle tue istanze, confermale con una delibera di Giunta”. Questo è quello che ci ha chiesto, non scritto così, è chiaro.
Come Assessore al personale ho pensato che era importante subito dal 30 novembre, il 1° dicembre, un anno fa, di fare un passaggio con il Sottosegretario del MEF Onorevole Zanetti, cosa questa avvenuta in tempi molto veloci perché dal 1° dicembre, quando abbiamo letto quella lettera lì, perché il 30 eravamo in Consiglio Comunale, il 12 gennaio 2016 eravamo a Roma, presente il Sindaco, per far valere le nostro ragioni, in particolare per presentare due ipotesi di ricostruzione dei fondi, sulla quale chiedevamo al Sottosegretario, diventato Vice Ministro dieci giorni dopo, una risposta nel più breve tempo possibile.
Questo abbiamo chiesto. Abbiamo atteso questa risposta sollecitando circa una decina di volte il Vice Ministro attraverso la sua segretaria personale, non uffici sparsi qua e là, la sua segretaria personale. La risposta è arrivata più di otto mesi dopo, 8 mesi e 8 giorni dopo, 20 settembre 2016, ed eravamo ancora in Consiglio Comunale.
Ma non era come speravamo: i nostri quesiti non sono stati neanche presi in considerazione, anche se si dichiarava in quella lettera un’ulteriore disponibilità per il confronto con la ragioneria dello Stato, gli Ispettori. Abbiamo fatto alcuni tentativi telefonici dopo il 20, chiedendo che il MEF ci facesse da ponte, ma per loro era chiuso. Loro avevano chiuso.
A questo punto non c’era che una via e c'è una via: la presa di coscienza da parte della Giunta, del Dirigente preposto, che occorre confezionare una delibera onnicomprensiva dei diversi punti in oggetto della contestazione che sono sei. I due più importanti ve li ho citati.
A ottobre di quest’anno in un incontro con il sindacato ho confermato la disponibilità di deliberare in merito nel più breve tempo possibile; responsabilità confermata l’8 novembre, presenti i sindacati e molta gente qui sopra; da novembre ad oggi la Giunta ha già dedicato tre incontri, ne abbiamo un altro il 13, proprio sedute fiume, per approfondire parte delle questioni che dovranno comporre la delibera; questioni delicate che vedono in gioco più di un milione e mezzo, in realtà sono due milioni di euro, per i quali la Giunta stessa potrebbe un giorno essere chiamata a rispondere.
Nell’ultimo incontro di giovedì i sindacati chiedevano a me una data precisa. Ho risposto che la Giunta sta lavorando in merito, che lo farà nel modo più veloce possibile, spero vivamente tra questo mese e il prossimo. Ma poiché non ho dato una data certa, qualcun ha avuto qualcosa da ridire.
Questa è la mia deprimente irritante esposizione che ho fatto giovedì, nella quale mi sarei autoassolto da ogni responsabilità. Non è così. L’usciere, capitato lì per sbaglio, che non si è autoassolto, ha preso un impegno sui tempi di approvazione della delibera, ha già parlato chiaramente su cosa farà la Giunta e lo farà più veloce possibile, non perché incalzata dal sindacato, gliel’avevamo già detto ad ottobre questo, ma perché ha concluso, anche se in modo impensato, un percorso che era necessario fare.
Termino dicendo, e questo è l’articolo di giornale che spero compaia domani, che mi dispiace di quanto è stato scritto e nel modo in cui è stato scritto. Non è questa la via per stabilire quelle relazioni positive che uno dei sindacalisti aveva richiamato giovedì.