Persona · attività documentata

Piergiorgio Cortelazzo

Ruoli e interventi ricavati dai verbali ufficiali già acquisiti da Lente Civica.

Interventi documentati
28
Sedute con interventi
2
Interventi con video
0

Ruoli documentati

Come indicati nelle fonti acquisite.

Presidente Acquevenete S.p.A.Dal 16 novembre 2018 al 5 marzo 20262 osservazioni documentali

Attività nei verbali acquisiti

Prima gli interventi tematici, poi quelli procedurali, sempre consultabili. Testo, punto ODG, pagine e video quando esplicitamente autorizzato alla pubblicazione.

5 marzo 2026

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

25 interventi
Intervento n. 74
Pagine 17–18
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Presidente Acquevenete SpA

Leggi intervento

No. Io ho fatto trent’anni di Consiglio Comunale. Dico che dalla prospettiva della stampa era anche una cosa interessante, anche molto frizzante, per cui ci sta anche che nelle aule consiliari ci sia effervescenza.

Intanto grazie Presidente per l'invito, ovviamente al Sindaco, ai Consiglieri comunali e alla Giunta. Mi ha chiamato una decina di giorni fa il Presidente e abbiamo risposto in 48 ore la disponibilità per essere presenti.

Io colgo così, almeno siamo già sul pezzo, ma poi iniziamo una rappresentazione, poi mi pare ci sia anche lo schermo che vi aiuterà; poi nel merito, nel tecnico, l’Avvocato Manto, che è il Direttore Generale di Acquevenete, vi risponderà, se è consentito Presidente, eravamo là, abbiamo ascoltato anche l’interrogazione che riguardava ovviamente il contributo futuribile che il Comune di Rovigo darebbe a questo percorso di riqualificazione della sede di Via Tisio che, per i più, è distinta tra la parte di recupero per quanto riguarda la parte operativa e poi, come voi sapete, la parte della torre, quella piezometrica che verrà anche questa rifatta con tutta una poi rappresentazione che vi faremo vedere.

Noi abbiamo considerato, e mi rivolgo alla Consigliera Merlo che allora, quando c'erano le parti invertite, noi Acquevenete, che non siamo un soggetto privato, noi operiamo da Codice Civile diversamente dal TUEL, ma siamo una Società totalmente pubblica. I nostri 107 Soci sono 107 Sindaci, tra cui anche il Comune di Rovigo che tra l'altro esprimeva prima e esprime tutt'oggi il Presidente del Controllo Analogo di Acquevenete.

Noi abbiamo fatto una scelta, e c'era l’Amministrazione precedente, di acquisire l'immobile, che non era un gioiello di famiglia, tutt'altro, perché per noi, per l’azienda, e lo sanno chiunque, i Consiglieri di allora, di oggi, i Consiglieri di Amministrazione di allora e di oggi, che tra l'altro ringrazio per la presenza anche i Consiglieri di Amministrazione che sono nel pubblico, il Consigliere Duse, Zambelli e Petrella mi pare di vedere, il Vice Presidente è giustificato perché per amore è in Umbria.

E non era scontata la scelta di acquisire e spendere un milione e mezzo di cui, ricordo, 750.000 euro furono incassati e incamerati dal Comune di Rovigo.

Pertanto, se il gioco fosse solo passivo e attivo, il Comune di Rovigo si troverebbe un'area totalmente riqualificata in una zona che oggi potrebbe essere declinata a una zona più o meno degradata, diventerà un polmone, forse il polmone più bello della città e con una possibilità di visionare, che poi dopo il Direttore vi dirà in maniera più compiuta, la torre piezometrica, quella vincolata che diventerà o potrà diventare un'attrazione non solamente dei cittadini di Rovigo, ma di una comunità quantomeno regionale.

Per cui se devo fare proprio il conto e il saldo, il Comune incamera 750.000 euro, ne tira fuori 250 euro, se ne tiene in cassa 500.000 euro e ha la possibilità, non con spese dell’Amministrazione di Rovigo, ma con spese a carico di Acquevenete che, ripeto, è totalmente pubblica, di riqualificare un polmone della città.

Per cui orgogliosamente come lo decidemmo allora, lo riconfermiamo oggi: è una scelta per noi anche dispendiosa, perché complessivamente tra contributo di Acquevenete, Fondazione è la parte più minimale del Comune, andiamo sull'ordine di quasi 5 milioni di euro di intervento di una struttura che, diceva prima il Vice Sindaco, vi porto un esempio pratico, io sono ahimè per qualcuno anche da troppi anni Presidente di Acquevenete, ma quando facemmo la fusione, e il Direttore se lo ricorda, io arrivai nella sede di Via Tisio e c’era ancora un unico ufficio.

L’amico e compagno Masin se lo ricorda perché quante volte ci siamo parlati, anzi un saluto particolare non a tutti i Consiglieri, ma al Consigliere Folchini e al Consigliere Masin che sono i nostri valorosi dipendenti; se lo ricorda anche il Consigliere Masin che c'è un unico locale dove io posso accedere con la carrozzina e non vi dico il tenore dei servizi igienici che quando la prima volta li vide il Direttore disse “Qua facciamo subito un intervento” perché erano improponibili.

E’ diventata una necessità quella di andare in quella direzione, anche perché io posso venirci anche in maniera saltuaria, sebbene il Consigliere Masin mi monitora sia in entrata che in uscita, e ve lo dico io che non gli scappa nulla, ma soprattutto è per la bontà dei lavoratori che giustamente andranno a lavorare in una struttura che sicuramente è ottimale con tutti i servizi che possiamo che offrire. Io direi che possiamo iniziare con la presentazione.

Mi pare che il Presidente mi ha detto che entro le 22 bisogna chiudere. I primi Consigli Comunali che partecipavo io nel mio Comune si arrivava alle 24.01 perché qualcuno poi rimaneva a casa il giorno dopo, ma poi qualcosa è cambiato.

Intervento n. 76
Pagina 18
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Presidente Acquevenete SpA

Leggi intervento

Io partirei con la prima, che è quella del territorio, così voi avete contezza di quella che è la popolazione servita da Acquevenete che, ricordo, non serve qui in Consiglio Comunale, ma rammento velocissimamente, Acquevenete è la fusione che è avvenuta tra il Centro Veneto Servizi, che era la Società del servizio idrico integrato della bassa padovana, con Polesine Acque che era la Società del servizio idrico integrato di tutta la Provincia di Rovigo, più Castagnaro e Cavarzere.

La popolazione servita è di 492.658 abitanti, il 10% come vedete di percentuale rispetto alla popolazione del Veneto, perché siamo quasi cinque milioni; il numero di utenti è 242.746, ovviamente quando parliamo di utenza parliamo sia di utenza privata e quella commerciale, artigianale e industriale.

La superficie di chilometri quadrati è di 3.096, la percentuale rispetto alla superficie territoriale del Veneto è al 17%, pensate anche l’estensione di questa capacità di reti acquedottistiche, fognarie ed altro, e dopo ci sono 159 abitanti per chilometro quadrato per densità abitativa media.

Intervento n. 78
Pagina 18
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Presidente Acquevenete SpA

Leggi intervento

Andiamo alla slide n. 2. Voi vedete che il valore della produzione di Acquevenete e Polesine Acque nel 2017 era di circa 90 milioni di euro, oggi nel 2025 sono 116 milioni di euro, e nel 2026 sono previsti 115 milioni di euro; il risultato operativo lordo era di 31,5 milioni di euro, nel 2025 era 38,7 e nel 2026 è 39,6; il ché vi denota che è una Società ottimamente performante.

E non serve che lo riconosciate al Presidente.

Intervento n. 80
Pagina 19
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Presidente Acquevenete SpA

Leggi intervento

Terza slide: rapporti con i clienti, e guardo il Consigliere Masin. Noi abbiamo una qualità contrattuale che è mantenimento di classe art che è ottima, cioè quella più performante, ovviamente certificata dall'Autorità, non è che ci auto incensiamo, e voi vedete che qua ci sono le due rappresentazioni. Poi abbiamo i canali di contatto, che vuol dire rapporti con l’utenza che è suddivisa per il 76% circa smart, non diciamo front office, non in presenza, e il 24% con lo sportello fisico.

Tanto per darvi un dato, il numero medio annuo degli accessi a Rovigo è di 10.000 accessi, che il più alto sicuramente dell’intera popolazione, degli interi sportelli.

Intervento n. 82
Pagina 19
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Presidente Acquevenete SpA

Leggi intervento

Noi abbiamo, sempre in questa slide qua, e ringraziando sempre i Soci, ringraziando ovviamente lo staff, ringraziando il Direttore Generale, ringraziando anche, come vi dicevo prima, la capacità performante dell'azienda, abbiamo, oltre ai bonus quelli previsti nazionali e quelli poi regolati, se lo vedo che mi è venuto in mente salutiamo anche il Presidente dell’ATO Polesine e anche il Direttore Ingegner Bordin, che sono presenti, noi abbiamo con lo stanziamento del bilancio di Acquevenete circa un milione di euro, vedete che sono 190.000 euro, per andare incontro a circa 20.000 famiglie.

I bonus sono quel percorso, quella procedura di aiuto a persone e anche non persone, in alcuni casi anche situazioni parrocchiali, situazioni di attività sportive che in alcuni momenti possono essere in difficoltà e viene dato un aiuto nell’abbattimento, nello sgravio di quella bolletta nel caso specifico. Non è una cosa sine die che uno, quando ce l'ha… che è cosa diversa rispetto a quelli regolati dagli assistenti sociali, da tutto quello che viene impartito.

Di queste 20.000 famiglie, 3.000 sono del Comune di Rovigo. Io ho anche una ulteriore slide che non vedete voi, che era ancora più dettagliato delle 3.000, ma rischiamo di fare anche più dati del…

Intervento n. 84
Pagina 19
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Presidente Acquevenete SpA

Leggi intervento

Gli investimenti e la tariffa. Noi nel 2017 avevamo investimenti per circa 20 milioni di euro, vedete 19,8; nel 2025 sono divenuti 50 milioni. Noi avevamo una tariffa dell’1,97 che oggi è 2,42; se vedete la parte sotto, l’aumento è paro paro a quella che è stata l'inflazione e l'aumento ISTAT, per cui non abbiamo aumentato sebbene potevamo, e il Direttore lo sa, aumentare perché l’Autorità regolatoria ci aveva dato ulteriori spazi.

Intervento n. 86
Pagine 19–20
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Presidente Acquevenete SpA

Leggi intervento

Se voi vedete il grafico a fianco, diciamo che nell’ATO Polesine erano circa 7 milioni e mezzo di euro, oggi sono oltre 20 milioni.

Pertanto diciamo che dopo quasi dieci anni la fusione ha avuto solamente un aspetto positivo, non solamente un aspetto positivo per la performance dell'azienda ma anche, se posso dirlo, per l’ATO Polesine, tutto il bacino del Polesine, perché c'erano due aziende praticamente equivalenti in termini di abitanti e di più o meno volume d'affari, ma la Polesine Acque di dieci anni fa aveva, ahimè, una sofferenza e un'incapacità nel farli gli investimenti perché poi per gli investimenti bisogna, o hai soldi, o avere una capacità per potersi far finanziare anche a breve.

Noi abbiamo ritenuto, anche d'accordo con il Presidente e con il Sindaco, di fare sì un monotematico, però di focalizzare anche sugli investimenti, visto che siamo in Consiglio Comunale a Rovigo, che riguardano il Comune di Rovigo. Voi vedete che sono stati investiti 30 milioni di euro nel biennio 2025/2026; il ché vuol dire, come vedete, la prima opera è quella della centrale di potabilizzazione di Boara Polesine: è in fase di realizzazione.

Magari loro hanno la capacità di vedere adesso, poi dopo vedete intervento per intervento la slide, per cui vedete voi. Andiamo con la prima che, come vi dicevo, è il potenziamento della centrale di potabilizzazione di Boara Polesine. Qui ci sono i principali dati.

I Comuni serviti sono Rovigo, Arquà Polesine, Bosaro, Ceregnano, Costa di Rovigo, Pontecchio, San Martino di Venezze, Villamarzana e Villadose che era il vecchio Consorzio, che poi tra l'altro è quello che era anche proprietario, i 9 Comuni che erano proprietari della sede di Via Tisio, che poi noi abbiamo liquidato.

La centrala di potabilizzazione di Boara Polesine ha erogato oltre 500.000 metri cubi al comprensorio servito dalla centrale di Occhiobello; abitanti serviti circa 71.000, volume totale erogato 8.500.000 metri cubi l’anno. E’ in fase di realizzazione e l’assistente Direzione lavori è Bimbatti che alla sera va a casa e ci dice se i lavori proseguono o meno.

Intervento n. 88
Pagina 22
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Presidente Acquevenete SpA

Leggi intervento

Grazie Direttore. Poi abbiamo la slide, quella sulle attività con le scuole, educazione ambientale come leva strategica per la tutela della risorsa idrica e la crescita di comunità più consapevoli. Voi pensate che all'inizio, per cui oltre dieci anni fa, era ancora Centro Veneto Servizi, avevamo un’attività con le scuole didattiche che si raccoglieva forse sulle dita di una mano.

Oggi, come voi vedete, siamo nella situazione di avere, tra l'altro come vedete anche la crescita della spesa: nel 2024 avevamo stanziato 210.000 euro, nel 2025, 350.570 euro e spesi ovviamente per corsi educativi integrati strutturati, incontri in aula con educatori ambientali qualificati, laboratori in outdoor e visita agli impianti, approfondimenti sul risparmio idrico, tutela delle risorse, investimenti, infrastrutture, collegamento agli obiettivi, Educazione civica e sostenibilità.

Nell'ambito del progetto “Costruttori di futuro” sono stati consegnati nelle scuole del Comune di Rovigo 40 kit didattici scientifici per l'apprendimento esperienziale e quattro stampanti 3D per rafforzare i laboratori scolastici e promuovere competenze STEM.

Noi abbiamo fatto, oltre le classiche lezioni con i nostri professionisti, quest'anno con gli uffici scolastici, e da subito avevo avvertito anche il Sindaco provenendo leggermente da quel mondo, il Sindaco di Rovigo, che il mondo della scuola ci dice “Sì, benissimo le lezioni però, siccome le risorse sono sempre più all’osso, noi avremmo anche bisogno di kit per quanto riguarda le stampanti 3D per il comprensorio delle scuole superiori. Sono 570.000 euro, ma riteniamo che siano 570.000 euro spesi bene.

Poi voi non vedete qua, ma noi abbiamo, e lo ricorderà bene il Consigliere Crivellari, già presidente del CUR, avevamo anche tre anni fa circa fatto una convenzione, e l'allora Vice Paolo Avezzù, una Convenzione con il CUR che eroghiamo annualmente tre borse di studio agli studenti meritevoli che poi decide chiaramente l'organizzazione interna chi sono i beneficiari, ed eroghiamo 2.500 euro a studente con formula del contributo liberale, per cui sono 2.500 euro per studente, per tre anni, quest'anno è l'ultimo anno, avevamo detto l'anno scorso e lo ribadiamo anche quest'anno che Acquevenete rinnoverà la propria collaborazione, per cui anche per il triennio successivo.

Intervento n. 90
Pagina 22
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Presidente Acquevenete SpA

Leggi intervento

Ne approfitto, abbiamo anche nei componenti del Comitato di Sostenibilità, anche la presenza autorevolissima del Professor Marani, per cui anche questo ci inorgoglisce del fatto che, visti anche i suoi innumerevoli impegni anche dal punto di vista accademico e convegnistico, il fatto di dedicare la parte del suo tempo al Comitato di sostenibilità di Acquevenete, questo a noi ci inorgoglisce ma deve chiaramente inorgoglire un po’ tutta la Comunità.

E’ chiaro che l’erogazione delle tre borse di studio non è solamente una questione simbolica. Noi pensiamo anche in un futuro di poter attingere anche risorse di neolaureati in tematiche che hanno attinenza con il nostro mondo che è sostanzialmente il servizio idrico integrato. Monica, l'ultima slide è quella delle linee programmatiche, vai tu.

Intervento n. 92
Pagina 23
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Presidente Acquevenete SpA

Leggi intervento

In Acquevenete sono circondato da donne.

Io vorrei ricordare che chi ha la modalità e la possibilità di venire a Monselice, la settimana scorsa un signore ha detto “Mi scusi, perché io sono andato ai servizi, ma siccome ci sono solo evidenziazioni di signore”, perché noi abbiamo solo donne, che praticamente i maschietti… ci avete circondato, ci avete affondato, noi abbiamo ceduto con fermezza, ma è una Società che forse avremo la possibilità di controbilanciare la quota di genere maschio e non femmina, e parlo non di Consiglio di Amministrazione ma di dipendenti.

Adesso lei dirà che non è vero, ma è tutto vero.

Intervento n. 94
Pagina 23
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Presidente Acquevenete SpA

Leggi intervento

E per fortuna c'è la componente operai che sono maschi, altrimenti sarebbe veramente una cosa per noi soccombente.

Intervento n. 99
Pagine 24–25
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Presidente Acquevenete SpA

Leggi intervento

Mi sono dimenticato di dirvi, perché poi dopo nelle slide non volevamo appesantire, e questo ovviamente è totalmente ascrivibile il merito alla struttura, dalla Direzione Generale all’ultimo livello dell'azienda, che noi per due volte consecutive abbiamo anche ottenuto un premio, poi dopo il Direttore, se lo riterrà, in maniera sintetica vi dice anche per quali motivi e per quali settori siamo stati premiati.

Quel premio, ed è lì, Avvocato Tosini, che a volte io mi chiedo alla soglia dei sessant'anni se sono diventato anche progressista, ma non è mica una malattia, ci mancherebbe altro, e non è neanche contagiosa, è che una parte considerevole di quei premi, che non sono per sempre, quando ce li meritiamo e quando l'organismo che li distribuisce ce li dà perché siamo performanti in quei segmenti, parte importanti di quei premi noi li distribuiamo ai dipendenti in maniera eguale, dal Direttore Avvocato Generale Manto, all’operaio che quotidianamente è dentro a 2 metri nel pozzetto.

Anche questo secondo me è un elemento che inorgoglisce l’azienda, ma io trovo sempre l'occasione per ringraziare tutti, oltre 300 dipendenti, perché diversamente noi non saremmo qui, io per primo, a poter elencare una serie di situazioni performanti di un'azienda che poi altrimenti sarebbe non così eccellente. Mi scuso, però mi ero dimenticato, perché anche questo era un elemento che era corretto dirvi.

Intervento n. 106
Pagina 26
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Presidente Acquevenete SpA

Leggi intervento

820.000 all’anno.

Intervento n. 110
Pagina 29
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Presidente Acquevenete SpA

Leggi intervento

Penso che manchi solo la risposta al Consigliere Frigato perché ci siamo un po’ segnato tutto, sull'intervento in Commenda che aveva chiesto. Noi stiamo progettando uno sfioratore, io vi leggo pari pari il messaggio che abbiamo dato all’Ingegner Milan, per cui se dico imprecisioni lo assalite là in fondo. Stiamo progettando uno sfioratore in Commenda, zona Renzinella, con contributo Comune, che il Sindaco e l’Assessore Rizzato saranno, e l’avanzo dell’ATO e il gestore, che siamo noi.

Questi interventi, lo dico senza spirito polemico, ma lo dico, spesso noi abbiamo la tagliola del Consorzio di Bonifica che, presidiando e custodendo in maniera molto, molto, molto agricola i propri territori, a volte è un po’ riottoso nel sedersi al tavolo e condividere, o magari anche aprire e stendere quelle che possono essere le capacità e le potenzialità di sfogo della parte delle nostre condotte. Questo intervento lo facciamo anche per altri Comuni.

Intervento n. 111
Pagina 29
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Presidente Acquevenete SpA

Leggi intervento

Ma in Comune a Rovigo? (Voce incomprensibile dall’Aula)

Intervento n. 112
Pagine 29–30
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Presidente Acquevenete SpA

Leggi intervento

Preciso: le acque bianche sono ancora una modalità di gestione attribuita al Comune. Noi siamo servizio idrico integrato: acquedotto, fognatura, depurazione.

Sempre nella logica di provare ad essere anche utili nel sistema complessivo di acqua, abbiamo messo dei quattrini derivanti dai nostri avanzi, se fossimo in Comune chiamiamo avanzi liberi, come li volete chiamare, che li abbiamo destinati compatibilmente e a completamento con risorse che ha avanzato l’ATO e con una percentuale che di solito è un terzo, un terzo, un terzo, cioè un terzo il Comune, un terzo il gestore, un terzo l’ATO, per risolvere alcune criticità che sicuramente il sistema idrico integrato, ovvero Acquevenete, non potrebbe da solo intervenire, non solamente per una questione economica, ma anche per una questione di competenza.

Ma invece con questa modalità qua proviamo a intervenire su alcune situazioni critiche, ovviamente non solo in Comune a Rovigo, ma ne abbiamo, non mi ricordo quante, una decina circa, quello che è, sia per quanto riguarda la fognatura, per quanto riguarda acquedotto, acque bianche, ci stiamo sforzando, però sempre con la precisazione che acque bianche sono dei Comuni. Prima o dopo secondo me il legislatore nazionale farà una sorta di aggregazione, però per ora è così.

Intervento n. 115
Pagina 31
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Presidente Acquevenete SpA

Leggi intervento

Non è coniugato.

Intervento n. 118
Pagina 31
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Presidente Acquevenete SpA

Leggi intervento

Sempre per la questione della memoria, premesso che io non mi occupo dello stato civile e familiare della famiglia, però le do la notizia perché li conosco. Sebbene, come dice lei, sono comunque due modalità elettive completamente diverse, una votano i Sindaci un Consiglio di Amministrazione, una lista, e l'altra votano i Sindaci un'altra lista, però non sono coniugati. Poi dopo sugli investimenti fognari vi dice con più dettaglio il Direttore.

La questione caditoie non è un dettaglio. Sempre qui la pulizia delle caditoie, come dicevo prima su alcune vasche di laminazione, bacini di laminazione, sono acque bianche. Sarebbero prerogativa totale del Comune.

Questa Presidenza, che è decennale, parlo di chi vi sta parlando, ha ritenuto sin dall'inizio di aiutare le Amministrazioni Comunali nell'espletamento di questo servizio che è un servizio per il Comune di Rovigo, mi ricordo, sono 15.400 caditoie codificate, magari il Comune di Calto ne ha molte meno e ha forse più difficoltà a fare una gara, a trovare qualcuno se non quello locale.

Noi abbiamo ritenuto di intervenire nel costo della pulizia delle caditoie, cioè vuol dire che arriva l'operaio con la macchina, preleva e porta quello che preleva negli impianti preposti, di contribuire per il 50% del costo unitario di pulizia di caditoie.

Intervento n. 120
Pagine 31–32
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Presidente Acquevenete SpA

Leggi intervento

No no no no, non con i soldi della tariffa, perché non potremmo con la tariffa perché sono anche bianche. Noi abbiamo dei canoni, possiamo anche dirlo, non c'è mica problema, siamo in Consiglio Comunale, non è che sono soldi che arrivano…. perché noi abbiamo come introiti le bollette degli utenti, o alcuni canoni di locazione che noi introitiamo, che qualcuno ci ha chiesto di posizionare delle antenne per la trasmissione dei dati e pagano il canone. Con quel canone lì noi interveniamo per il 50%.

Noi mandiamo a tutti i 107 Comuni la possibilità di aderire alla convenzione di Acquevenete, cioè vuol dire che gli uffici comunali non si occupano di fare né gare, né determine, ma le fa per lotti il gestore e, anziché costare 10 euro come costa o costerebbe al Comune in questo caso, noi facciamo pagare 5 euro. Noi facciamo più o meno servizi per circa 70-80 Comuni. Non tutti i Comuni hanno aderito.

Il Comune di Rovigo, nella precedente Amministrazione aderì inizialmente, io mi ricordo sono 15.400 caditoie, poi per scelte che io ho chiaramente rispettato, ritenne che quel servizio là se lo voleva fare in casa, in proprio. Pertanto io non so dirvi in un paio di anni quante caditoie abbiano pulito con il servizio diretto del Comune di Rovigo. Io so che all'insediamento di questa Amministrazione il Sindaco e l’Assessore ai lavori pubblici ci hanno chiesto di poter aderire a quella Convenzione.

Cosa che noi abbiamo esteso e continueremo la collaborazione. Per cui se c'è stato un momento in cui non c'è stata una… ma non lo so perché non è più in contabilità nostra, io non so dirglielo. Se lei mi chiede quante caditoie avete pulito ad Adria, o a Castelmassa, o a Monselice, o a Este, io domani le mando il report.

Qui c'è stato un buco di due anni perché l’Amministrazione precedente aveva ritenuto che era un servizio che voleva farsi direttamente. Non c'è né segreti di Stato, per due volte di fila l’Amministrazione Acquevenete ha fatto un bando di gara, mettendo a gara alcuni servizi di punti al cliente.

Lei citava, noi abbiamo per obbligo dell'Autorità regolatoria gli sportelli obbligatori da tenere aperti sono Monselice, Rovigo, Adria, perché su Adria incombe anche Cavarzere, e Orgiano, perché noi abbiamo anche circa dieci Comuni serviti in Provincia di Vicenza. Gli altri punti clienti, cioè vuol dire oltre a Lendinara, Occhiobello, Porto Viro, Abbiamo Solesino, Albignasego. Perché?

Perché abbiamo ritenuto, nonostante se vi ricordate quello specchietto, 75% opera via smart e il 25% ancora va personalmente ai famosi 10.000 accessi in Comune di Rovigo, ritenevamo questa parte rispetto a quella obbligatoria di esternalizzarla perché abbiamo un costo certo e un servizio che riusciamo a monitorare. Le rispondo che per due volte di fila abbiamo fatto il bando, perché la seconda volta ASM SET non ha mai partecipato.

Intervento n. 122
Pagina 32
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Presidente Acquevenete SpA

Leggi intervento

Consideri che quando noi facemmo la fusione con Polesine Acque, c'era una.. convenzione è tanta cosa, ma comunque c'era una sorta di accordo tra ASM SET e l’allora Polesine Acque sulla condivisione di alcuni punti sportello che erano Lendinara, Occhiobello e non mi ricordo più che altri Comuni. Ripeto, noi non andiamo a sollecitare qualcuno di fare, però le posso dare questo dato: per i due bandi che abbiamo banditi, scusate il pasticcio di parole, per due volte ASM SET ha ritenuto di non farlo.

Penso abbia prevalso in ASM SET di fare la condivisione di sportelli con Ecoambiente. Noi comunque, direttamente o indirettamente, non abbiamo un regime dell’in house con l’ASM SET.

Intervento n. 124
Pagina 33
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Presidente Acquevenete SpA

Leggi intervento

La facciamo alla fine perché il Presidente ha detto che se abbiamo tempo ci fa vedere anche…

Intervento n. 134
Pagina 35
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Presidente Acquevenete SpA

Leggi intervento

E’ per quello che mi eleggono sempre, perché c’è lei. Mi eleggono sempre perché c'è lei e infatti non la tocca nessuno.

Intervento n. 139
Pagine 37–38
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Presidente Acquevenete SpA

Leggi intervento

Io velocemente, poi tutta la parte più tecnica, le risposte le lasciamo al Direttore, e poi dopo alla fine se il Presidente ritiene tre minuti poi di video di quello che quello che sarà la torre poi con tutta la capacità anche di collaborazione con scuole e quant'altro. Sul grafico, Consigliere Tovo, mi scuso io perché tra l'altro ho messo una pressione agli uffici e al Direttore per mandare, però domani, in giornata, possiamo anche rimandare la cosa espletata.

Le quote della SPA sono: 78% ex Centro Veneto Servizi, 22% ex Polesine Acque.

Vi assicuro che chi vi parla non ha mai considerato 78-22: Lo vedete dagli investimenti, lo vedete anche, tanto perché ci capiamo, i patti parasociali di dieci anni fa sono scaduti, fin quando ci sono io, ci sarà sempre una composizione quattro di provenienza ex CVS e tre di provenienza ex Polesine Acque in Consiglio di Amministrazione, cosa che potrebbe avvenire 6 a 1, 5 a 2, ma siccome io ritengo da sempre che quando noi eroghiamo, affrontiamo e gestiamo i servizi di tutti i cittadini che pagano le bollette e che noi di fatto operiamo in un regime dell’in house, ma che vuol dire anche monopolio, perché non è che domani mattina uno può andare aprirsi e fare l'allacciamento dell'acqua all’Enel.

Lo fa solamente per quanto riguarda attraverso il proprio gestore idrico integrato. Noi non abbiamo mai fatto differenziazioni di quote societarie o quant'altro.

Ricordo che oggi noi, e vi ringrazio a nome dell'azienda, del Consiglio di Amministrazione, della Direzione, dello staff, di tutti, per le parole che sono incoraggianti e anche stimolanti a far sempre meglio, ma quando abbiamo fuso le due Società, che erano di fatto due Società analoghe in termini di organico, in termini di Dirigenza, perché noi avevamo due Direttori Generali, avevamo due Dirigenti degli investimenti, due Dirigenti per quanto riguarda la parte finanziaria, la parte amministrativa, la parte commerciale.

Poi, mi aggancio anche alla domanda del Consigliere Piscopo che era tantissimo tempo che non lo sentivo e non lo vedevo, le fusioni possono avere un’evoluzione positiva o molto positiva, come è avvenuto in questo caso, ma anche non sempre le ciambelle nascono con il buco.

Io non lo dico per nessun motivo, ma gran parte della riuscita è sicuramente legata anche alla capacità di tenere assieme questi territori distanti, perché se voi pensate Albignasego con Porto Tolle, o Urbana, o Bergantino, o Gzovencedo, che magari voi non ci siete mai arrivati e non è che sia una meta spesso visitabile, tenere assieme questi territori non è facilissimo, però la parte operation, come mi suggerirebbe il Direttore, questa è sicuramente in capo e in carico a chi poi dopo la governa quotidianamente un'azienda, perché su questo io sono sempre stato chiaro in tutti questi rinnovi di Consigli di Amministrazione.

Finché i territori o i Sindaci ritengono che io possa essere ancora utile, non si discute chi è il Direttore, e non è in disponibilità della politica il Direttore, per quanto mi riguarda. Il Direttore è una figura manageriale che serve quanto mai in queste dinamiche, in queste Società, che sono sempre più tenute ad essere performanti in termini di Autorità regolatoria, di capacità di poter fare finanziamenti e tutto quello che ne consegue.

Per cui da questo punto di vista io vi ringrazio delle lusinghe, però poi non è che ci metti sei mesi o tre mesi a portare a compimento un percorso del genere, perché noi avevamo doppioni su tutto. Poi abbiamo ovviamente efficientato. Certo, Consigliere Piscopo, noi siamo uno dei player più importanti in Veneto sul servizio idrico integrato.

Bastano quasi mezzo milione di abitanti? No, no, perché vi dicevo prima il Centro Veneto Servizi era estremamente performante, diversamente da Polesine Acque, ma quel bacino di 250.000 abitanti non avrebbe potuto consentire di avere tutte queste performance, tutte queste capacità anche di investimento che un territorio di mezzo milione. Ci fermiamo qua?

Premesso che le decisioni di confluire, allargare il perimetro, aggregarsi con altre Società analoghe, sempre di servizio idrico integrato, sono per forza dei Consigli Comunali, perché i nostri padroni, i nostri Soci, siete voi, non il privato. E ovviamente, come ricordava anche prima il Consigliere Crivellari, adesso noi la derubricato come una cosa fatta.

Ci sono stati più momenti che portavano a non farla questa fusione che farla, parlo di oltre dieci anni fa; legittime, per quanto mi riguarda non condivisibili posizioni politiche territoriali, ma per poco ci siamo riusciti o per molto rischiavamo di non riuscirci.

Pertanto noi, rispetto a uno scenario da qui ai prossimi cinque anni, mi spingo anche dieci, dico che non è oggi necessario, però è auspicabile immaginare di guardarci attorno su situazioni che possono allargare questo perimetro, ma non per manie di grandezza, ma proprio per potenzialmente essere sempre più un'azienda con capacità di risolvere i problemi dei nostri concittadini perché noi, quando facciamo opere di infrastrutture idriche, quando cerchiamo di andare incontro a situazioni di utenze fragili, quando noi pensiamo di aumentare ancora di più le attività con le scuole dal punto di vista didattico, non è che lo facciamo con i quattrini che troviamo sotto terra.

Noi abbiamo la possibilità di allargarci. Oggi non è all'ordine del giorno, però non escludo che da qui a qualche non lunghissimo periodo possa essere un tema di dibattito, di discussione, perché è una cosa che non si ferma qui. Poi per quanto riguarda la parte tecnica che si è segnata Monica…

Intervento n. 142
Pagina 39
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Presidente Acquevenete SpA

Leggi intervento

Con il piano industriale di ASM insieme a lui.

Intervento n. 145
Pagina 40
Punto 2

Audizione Consiglio di Amministrazione Acquevenete SpA” Pag. 17 2

Presidente Acquevenete SpA

Leggi intervento

Siamo in tema di referendum, faremo un referendum.

16 novembre 2018

Interventi presenti nel verbale ufficiale acquisito.

3 interventi
Intervento n. 76
Pagine 33–37
Punto 2

AUTOCONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE AI SENSI E PER GLI EFFETTI DELL’ARTICOLO 39, 2° COMMA DEL TUEL - RICHIESTA DI CONSIGLIO MONOTEMATICO IN MERITO ALLA EMERGENZA IDRICA E ALL’INTERRUZIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO ESSENZIALE DELL’EROGAZIONE DI ACQUA POTABILE - 30 OTTOBRE 2018 E GIORNI SUCCESSIVI”......................................................................................................................28 (NON E' STATA PRODOTTA NESSUNA DELIBERA) 2 di 64

Presidente Acquevenete S.p.A.

Leggi intervento

Grazie, Presidente, ovviamente, a tutta l’Amministrazione e ai Consiglieri che partecipano al Consiglio Comunale. Dopo quasi dieci anni partecipo anch’io ad un Consiglio Comunale, ne ho varcati anch’io per vent’anni consecutivamente, per cui è sempre appassionante e stimolante ascoltare i dibattiti, anche in maniera accesa.

Noi ci siamo posti, nell’invito a quella autoconvocazione, alcune domande, che in parte anche collimano con quelle del consigliere Vernelli, su cosa il cittadino comune ha, in qualche maniera, considerato, analizzato, rispetto a quella emergenza del 30, 31 e a seguire.

Per cui, mi permetto, se il Presidente mi dà la disposizione, di quanto meno enunciare le domande che ci siamo posti, che potrebbero essere state formulate dal cittadino, ma siamo in un consesso comunale e politico, per cui anche congiuntamente con i Consiglieri Comunali. Ovvero, la prima domanda è: qual è stata la causa dell’emergenza del 30 e 31 ottobre? Noi faremo alcune considerazioni.

Già l’ingegner Restaino ha, in qualche maniera, compiutamente analizzato e descritto quali sono state le dinamiche dal punto di vista dimensionale, purtroppo, di quelle giornate di maltempo. Poi ve le articolo, se ritenete, ma, ovviamente, non voglio rubare la scena. La seconda domanda è: perché, di tutte le centrali nell’asta dell’Adige solo Boara Polesine non ha garantito il processo di potabilizzazione?

È un’altra domanda, perché non è l’unica centrale che è sita nella... La terza domanda è: Acquevenete si era attivata per l’emergenza della piena dell’Adige? Che, in qualche maniera, coincide con la sua terza domanda, che ho segnato, in maniera anche veloce.

L’altra domanda è: come è stata gestita l’emergenza? Questo è un altro elemento che, secondo me, è corretto che la cittadinanza e il Consiglio Comunale sappia come si siamo adoperati. Un’altra domanda è: Quali interventi ha fatto Acquevenete e quali ha in programmazione per aumentare la capacità della centrale di Boara?

Era relativa anche al fatto se succede ancora che cosa può accadere. L’ultimo punto, che è anche, mi pare, una delle considerazioni che ho letto nei giornali - io non sono social, però, purtroppo, mi passano lo stesso tutte le considerazioni e le conversazioni dei 33 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 social; vivo meglio, però, comunque, mi fanno convivere con i social - è se sono previsti, in queste dinamiche, degli indennizzi nei confronti dei cittadini.

Io, intanto, se ritenete, andrei ad articolare le prime tre o quattro considerazioni, che poi esplicitano anche bene il progress sull’emergenza, considerando e considerato che chi vi parla... poi, dopo, arrivo anche, Consigliere, sulle sue legittime considerazioni di incompatibilità, o quant’altro, che, ovviamente, riguardano anche il sottoscritto.

Chi vi parla, che è il legale rappresentante di Acquevenete, l’ultima cosa che vorrebbe fare è quella di interrompere l’erogazione dell’acqua, perché sappiamo perfettamente, sia dal punto di vista della esigenza che ha una famiglia e i cittadini, quando aprono il rubinetto, di trovare scorrere l’acqua, e che sia anche, possibilmente, potabile e usufruibile dal punto di vista alimentare e di buona qualità, e, dall’altra, ovviamente, che è accaduto anche in questa emergenza, di doverla erogare, però con delle limitazioni, che sono legate, come vi ricorderete, al non uso alimentare dell’acqua.

Se posso, Presidente, io proverei a dare... secondo me, sono anche il cardine della richiesta che, ovviamente, magari con qualche giorno dopo il 31, è giusto considerare e fare un po’ di chiarezza. Allora, qual è stata la causa dell’emergenza dei giorni 30 e 31? Per aggiungere qualcosina alla già esaustiva considerazione dell’ingegner Restaino, cosa è opportuno rimarcare?

“Nella giornata di martedì la torbidità del fiume Adige aveva raggiunto condizioni eccezionali, da un punto di vista qualitativo e quantitativo...”. Chi, in qualche maniera, aveva la necessità di passare sopra il ponte dell’Adige, o percorrerlo nella parte arginale, a vista d’occhio aveva la consapevolezza della torbidità e del colore dell’Adige in quelle giornate.

“...determinate dalla presenza di sostanze in sospensione di natura limo argillosa, contenenti metalli derivanti dagli intensi fenomeni di dilavamento dei versanti del bacino imbrifero afferente al fiume Adige, dovuto alla straordinaria ondata di maltempo che ha colpito il Nordest”. Come ci ricordava prima l’ingegner Restaino, basta digitare YouTube, e si visionano, purtroppo, quelle videate del lago di Garda, che era diventato in parte molto marrone, come era, purtroppo, il nostro Adige.

“Si è trattato di una piena di particolare significato, che ha obbligato l’Autorità di Bacino del fiume Adige ad attivare lo scolmatore sul Lago di Garda - come si diceva prima - la galleria Mori-Torbole, che non veniva messa in funzione da quasi vent’anni, scaricando ben 500 metri cubi al secondo. Dai grafici idrometrici di Boara, si rileva che il livello del fiume Adige è salito di oltre 6 metri dalle ore 01 del 30 ottobre alle ore 7 del 31 ottobre, raggiungendo 1.227 metri cubi al secondo”.

Per cui, stiamo parlando di dati che sono non prevedibili, ma sono di una eccezionalità che sono, purtroppo, derivanti da quell’emergenza, perché questa è la fotografia di come era la situazione in quelle giornate. Perché delle centrali nell’asta dell’Adige quella di Boara Polesine, sostanzialmente, è quella che è andata in crisi, che poi ha determinato quella disfunzione per qualche ora e giorno, per quanto riguarda i famosi nove Comuni?

“Sull’asta dell’Adige le uniche due centrali non collegate ad altri punti di produzione che non siano l’Adige, sono quelle di Badia Polesine e di Boara Polesine, isolate, e pertanto dipendono esclusivamente dall’acqua dell’Adige.

Tutte le centrali sono andate in sofferenza...”, perché anche questo è giusto ed opportuno che ce lo ricordiamo, anche altre centrali sono andate in sofferenza, Vescovana, che qualcuno, in qualche maniera, ci chiedeva: “Ma come mai dall’altra parte...?”, anche Vescovana ha avuto delle problematiche e delle criticità che... voglio dire, ha tenuto, ma con le problematiche di una emergenza.

“...ma in quelle collegate in altre fonti, ad esempio, Camazzole...”, Camazzole, per capirci, è quella sorgente che Lei anche, Consigliere, aveva fatto un’interrogazione, una cosa all’inizio di agosto, quella di Carmignano di Brenta, per capirci, la sorgente di acqua buona, tanto perché ci capiamo. Io, se dovessi scegliere che acqua bere, non avrei alcun dubbio che come fonte di attingimento preferirei sicuramente Camazzole che l’Adige.

“...e Vescovana, è stata ridotta la portata, compensandola con acqua proveniente da queste. La centrale di Badia era arrivata al limite - e infatti alcune sollecitazioni arrivavano, ma la centrale di Badia regge - e Boara non ha retto completamente, e si è preferito applicare il principio di precauzione e prudenza, salvaguardando la salute pubblica e interrompendo l’erogazione di Boara, prima che si potesse immettere in rete acqua potenzialmente non potabile”.

Poi, c’è l’avvocato Manto, che, dal punto di vista, se ritenete, anche dal punto di vista tecnico... ma quando una centrale 34 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 e, conseguentemente, anche una serie di condotte, sono percorse da acqua non potabile, non è che è come il rubinetto, apri e chiudi; ci sono dei processi di reimmissione di acqua, con i limiti previsti, che ritorna potabile, che non è immediato, ma necessitano nei processi che sono, ripeto, previsti e non brevi.

“La centrale di Badia era arrivata al limite. Boara non ha retto completamente, e si è preferito applicare - come vi ho detto prima - l’erogazione da Boara, prima che si potesse immettere in rete acqua potenzialmente non potabile”.

A questo punto, magari, non so se voi avete avuto la pazienza e la compiacenza di leggervi tutti i bollettini che sono stati contestualmente, ad ogni campionatura, ad ogni modifica del percorso, pubblicati sul sito dell’azienda e, possibilmente, anche veicolati dal punto di vista mediatico.

Acquevenete si è attivata per l’emergenza della piena dell’Adige, perché anche questa è l’altra domanda, “Cosa avete fatto, sapendo che arrivava questo tipo di ondata e, soprattutto, che con molta probabilità la centrale di Boara Polesine poteva andare in crisi?”. “A scopo preventivo, Acquevenete ha predisposto, da lunedì 29, un presidio H24 di tutte le centrali di potabilizzazione lungo l’asta dell’Adige, in funzione della tempistica attesa di arrivo dell’onda di piena.

Anche il laboratorio di Acquevenete è rimasto pienamente operativo, giorno e notte, eseguendo analisi costanti”, non nelle fasi che ordinariamente vanno in laboratorio, ma in una fase emergenziale, con frequenza molto superiore. “Sempre lunedì è stata inviata una nota alla Prefettura di Rovigo sull’allerta meteo.

Nel corso della giornata di martedì 30 si sono progressivamente riscontrati, presso la centrale di Badia Polesine, la prima lungo il corso dell’Adige, valori di torbidità in crescita, che hanno allertato anche la centrale di Boara Polesine”. Come è stata gestita l’emergenza?

“Pur avendo adottato gli accorgimenti impiantistici a disposizione per la gestione delle condizioni anomale del fiume, il personale di Acquevenete - che, colgo l’occasione, ringrazio per la disponibilità, professionalità e competenza, cose che non sono mai date per scontato, tanto meno per assodato - ha valutato, in via precauzionale, che il processo di Boara non era in grado di garantire con certezza le caratteristiche di potabilità dell’acqua erogata, a causa dell’eccezionalità, ovviamente, del carico dell’acqua grezza.

Per tale ragione, a scopo cautelativo, per la totale tutela della salute degli utenti, alle ore 16 di martedì 30 ottobre è stata sospesa l’erogazione di acqua prodotta da Boara Polesine, attivando contestualmente le manovre per immettere in rete acqua potabile proveniente dalla centrale di Vescovana, seppure con pressioni ridotte in rete, dedicando due vasche di stoccaggio sull’acqua proveniente da Vescovana”.

Ricorderete che in quelle giornate arrivava acqua nei piani terra e con, ovviamente, una pressione più bassa, era più difficoltosa accedere ai piani più alti. “Con la centrale isolata dalla rete, si sono eseguite delle modifiche sui dosaggi di reagenti nei vari comparti di processo, allo scopo di recuperare la piena efficacia del processo di potabilizzazione. Queste operazioni sono proseguite per tutta la notte e la mattina successiva.

L’isteresi del processo è tale per cui i risultati e le reazioni alle modifiche del processo non sono istantanei, e si completano in base ai risultati analitici. Nel pomeriggio sono state contattate le principali utenze sensibili per coordinarsi, al fine di una costanza di approvvigionamento”, gli ospedali e i presidi, quelli più attenzionati.

“I cittadini sono stati informati, mediante avvisi pubblici sul sito www.acquevenete.it in tempo reale, con gli aggiornamenti sulla situazione, mantenendo un filo diretto e costante con Prefettura, ULSS, Regione Veneto e ARPAV.

Alle 8.45 di mercoledì mattina si è sospesa l’erogazione per due ore a tutti i Comuni serviti dalla centrale di Boara Polesine, allo scopo di creare un accumulo che consentisse di distribuire temporaneamente acqua a pressione maggiore, utilizzando le vasche di accumulo della centrale, così da poter servire i Comuni più lontani e i piani superiori al primo - come dicevo prima - l’erogazione, quindi, è ripresa sempre con acqua fornita dalla centrale di Vescovana, a pressioni superiori, per circa tre ore, tempo di svuotamento della vasca di accumulo.

Nelle ore successive si è comunque utilizzata l’acqua di Vescovana per fornire i piani terra del territorio; avviso numero 4 e news pubblicata nel sito aziendale. Alle ore 10.30 Acquevenete ha partecipato al Tavolo convocato dalla Prefettura di Rovigo, comunicando che, alle ore 14.30, si prevedeva di avere risposte sull’efficacia dell’aumento del dosaggio del policloruro di alluminio, eseguito nella notte tra martedì e mercoledì; isteresi dell’impianto.

Alle 14.30, nella riunione di 35 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 aggiornamento in Prefettura, è stato comunicato che la modifica al processo attuata non dava i risultati stabili e sufficienti, tali da poter garantire la potabilità dell’acqua, e che ci si era già attivati per poter utilizzare il cloruro ferrico quale reagente di flocculazione.

Infatti, dopo le valutazioni tecniche, prove, analisi, e sentito il laboratorio per trovare una soluzione che consentisse la ripresa del processo, dato che l’utilizzo del policloruro di alluminio non stava dando risultati apprezzabili, i tecnici di Acquevenete hanno valutato l’opzione di passare all’utilizzo del cloruro ferrico come agente flocculante.

I valori anomali ed eccezionali dell’acqua grezza hanno reso inefficace il trattamento usuale con policloruro di alluminio nel contesto impiantistico di Boara Polesine, in quanto le volumetrie di chiariflocculazione disponibili non si sono rivelate adeguate a gestire eventi estremi, con il dosaggio di tale reagente. A partire dalle ore 15 è stato attivato il dosaggio di cloruro ferrico come agente flocculante, in sostituzione del policloruro di alluminio.

Il processo, seguito analiticamente e costantemente dei tecnici di Acquevenete, ha dimostrato di essere efficace. Il tempo necessario per erogare acqua potabile dall’impianto è stato stimato in circa dieci/dodici ore. Mentre proseguivano gli interventi presso la centrale, si è effettuato quanto concordato presso il Tavolo indetto dalla Prefettura, relativamente all’erogazione.

A partire dalle ore 16.30 del 31.10.2018, secondo il piano concordato, l’erogazione dell’acqua è stata interrotta per tutti i Comuni serviti dalla centrale di Boara Polesine, ai fini di precauzione, per creare una chiara distinzione agli utenti rispetto alla successiva ripresa all’erogazione con acqua non potabile.

Alle ore 18, infatti, è ripresa l’erogazione, accompagnata da ordinanza di non potabilità da parte di ciascuno dei Sindaci dei Comuni interessati, con l’avviso agli utenti di utilizzare l’acqua esclusivamente a scopi igienico-sanitari e domestici, e non a scopi alimentari.

È stato contestualmente attivato un servizio di autobotte e distribuzione di acque in bottiglia per il rifornimento di acqua potabile; avviso numero 567, news pubblicata nel sito aziendale e comunicazione formale a ULSS 5, Prefetto di Rovigo e Sindaci coinvolti nell’emergenza. Altre utenze sensibili richiedono forniture. Già dalla mezzanotte di giovedì 1° novembre si sono evidenziati significativi miglioramenti, segno che il nuovo processo impiegato alla centrale di Boara Polesine stava dando i risultati attesi”.

Aggiungo io, grazie ai nostri tecnici, perché in queste circostanze, in queste emergenze, talvolta, non è scontato che i processi e le accortezze siano rispondenti anche alle esigenze. “È stato avviato un monitoraggio costante dell’acqua in uscita dalla centrale di Boara Polesine, con campionamenti effettuati ogni due ore, a partire dalle 2 di notte, fino alle 11 della mattina.

Le analisi sui campioni prelevati alle 2, alle 4.30, alle 6.15 e alle 9 del mattino hanno evidenziato valori di concentrazione dei parametri analizzati molto al di sotto dei limiti di legge; comunicazione ai tecnici regionali, ingegner Strazzabosco e dottor Dall’Acqua, alle ore 8.58 e alle 9.01. A questo punto, sono partiti i lavaggi delle condotte, con l’obiettivo di sostituire l’acqua non potabile con quella potabilizzata”.

Capirete che per alcune ore è stata erogata e ha scorso acqua non potabile, per cui, per ridare acqua potabile, che chi apre il rubinetto potesse usarla anche a scopo alimentare, c’è la necessità di fare i lavaggi. “Nella mattinata, quindi, contestualmente all’esecuzione dei lavaggi delle condotte, si sono verificati abbassamenti di pressione nell’erogazione, il tutto con l’obiettivo di ridare al più presto acqua potabile; avviso numero 8. L’ospedale continua ad essere alimentato con autobotte.

Alle ore 15 dell’1.11.2018 l’ULSS dichiara il ripristino dell’utilizzo a scopo potabile dell’acqua distribuita dalla centrale di Boara Polesine. Si è quindi data comunicazione agli utenti del ripristino della potabilità dell’acqua erogata; avviso numero 9, news pubblicata nel sito aziendale e comunicazione ai tecnici regionali, ingegner Strazzabosco e dottor Dall’Acqua alle ore 15.13”. Aggiungo, anche l’ULSS 5 va ringraziata per la tempestività e per la disponibilità fornita per quanto riguarda questa emergenza.

L’1 era un giorno di festa, tanto per ricordarci, era giovedì, ed era come se non ci fosse alcuna festività in corso. Questa è la ricostruzione, se mi permettete, quasi ogni due ore, di quello che è accaduto prima, durante e fino alla ordinanza, da parte dei Sindaci, dell’acqua che torna potabile.

Aggiungerei, per essere anche conseguente ai ragionamenti, la domanda che ci eravamo fatti, che ho elencato prima, e cioè, “Quali interventi ha fatto Acquevenete e quali ha in programma per aumentare la capacità della centrale di Boara?”. Come diceva correttamente il Consigliere: “Se 36 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 succede ancora, cosa accade? Come siamo messi?”.

“Per il rinnovo della centrale sono stati investiti negli ultimi due anni 800.000 euro, da ultimo adeguamenti impiantistici, impianto di rilancio in rete, come da nota del 13 giugno 2018, indirizzata anche al Comune di Rovigo, e interventi in corso per la sistemazione del serbatoio pensile.

Sono, inoltre, previsti importanti lavori di potenziamento delle infrastrutture idriche, per carenza di investimenti negli ultimi vent’anni, così pianificati: progetto per l’adeguamento decantatori, al fine di aumentare la ridonanza di trattamento dell’impianto, mantenendo l’attuale portata (euro 1,3 milioni) 2019-2020 - questa è la previsione - progetto per la realizzazione di nuovi comparti di processo, chiariflocculazioni e infiltrazioni a sabbia, al fine di garantire la potenzialità necessaria alla dismissione della centrale di Occhiobello, e creare una filiera parallela di processo (euro 5,5 milioni di euro) 2019-2021; per un totale di 6,8 milioni di euro”.

Questo, ad onor del vero, non è che l’abbiamo previsto dopo l’1 di novembre, ma era già nei piani dell’azienda. Io direi che, Presidente, se ritiene, la prima parte di ricostruzione di quello che è accaduto io ve l’ho descritta. Se vuole, Presidente, io rispondo già, proprio per non lasciare magari alla fine, quando siete tutti più stanchi, ad alcune considerazioni che Lei ha fatto sull’incompatibilità.

Allora, nel CdA che io presiedo c’è il Sindaco di Rovigo ed altri due Sindaci. Quando si è in Consiglio di Amministrazione, non si è il Sindaco di Rovigo, il Sindaco di Sant’Elena, e tanto meno il Sindaco di Pojana Maggiore; si è in un Consiglio di Amministrazione, che è regolato dal Codice Civile, come voi ben sapete, e la lista presentata all’assemblea dei soci viene votata dall’assemblea dei soci.

Non sta a me dire se ci sono incompatibilità per quanto riguarda il responsabile sanitario della città, ma io terrei separate le due cose.

Per quanto mi riguarda, le porte del mio ufficio a Monselice... devo dire, a Rovigo vengo a discrezione e poco, perché c’è un solo ufficio a cui io posso accedere, per le problematiche di barriere architettoniche, altrimenti verrei con più frequenza, e quando arrivo io, purtroppo, o devo fare uscire il Direttore Generale o qualche Dirigente, perché, per evitare di creare caos, sono...

La mia porta è aperta, non ho mai - e sfido chiunque - confuso i ruoli, né di Deputato... io, tra l’altro, sono stato eletto membro del Consiglio di Amministrazione nel gennaio del 2018, da un’ampia partecipazione trasversale, come gli altri miei sei colleghi; poi, il Consiglio di Amministrazione, nella sua pienezza e libertà, ha eletto il Presidente, che è chi vi parla.

Ripeto, non ho mai confuso i ruoli, né di Parlamentare, che è avvenuto dopo, tanto meno con il ruolo che Lei ha citato prima, che mi ha fatto, in questi ultimi sei mesi, anche diventare i capelli più brizzolati di quelli che io normalmente ho per natura. Per cui, mai, mai, mai confuso ruoli. So perfettamente quali sono le distinzioni e non posso sicuramente - per usare una sua frase, Consigliere - usare un mio ruolo diverso per condizionare maggioranze per la mia elezione.

Mi creda. Dopo potremo rimanere di un’opinione diversa, ma non... ho cinquant’anni e nella mia vita ho saputo sempre scorporare ruoli ed adempimenti, a tal punto che chiunque può venire a Monselice, non chiedo mai a chi mi prende gli appuntamenti il colore politico e quant’altro.

I Sindaci - consideri che sono centootto i Sindaci che fanno parte di Acquevenete - e non ho mai e poi mai fatto alcun tipo di distinzione di colore politico e, tanto meno, ho questo potere di determinare maggioranze, perché avrei, forse, compiuto... (intervento fuori microfono) No, no, non mi metta in bocca... Io sono qui come Presidente di Acquevenete e, ripeto, so distinguere i ruoli.

Poi non so se ho dimenticato qualche domanda, ma quelle dal punto di vista, magari... se ci sono delle necessità di tipo tecnico, a parte l’avvocato Manto, c’è anche l’ingegner Milan dall’A.T.O., che dopo sentiremo, e poi sono qua per qualsiasi considerazione e qualsiasi domanda.

Intervento n. 118
Pagine 55–56
Punto 2

AUTOCONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE AI SENSI E PER GLI EFFETTI DELL’ARTICOLO 39, 2° COMMA DEL TUEL - RICHIESTA DI CONSIGLIO MONOTEMATICO IN MERITO ALLA EMERGENZA IDRICA E ALL’INTERRUZIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO ESSENZIALE DELL’EROGAZIONE DI ACQUA POTABILE - 30 OTTOBRE 2018 E GIORNI SUCCESSIVI”......................................................................................................................28 (NON E' STATA PRODOTTA NESSUNA DELIBERA) 2 di 64

Presidente Acquevenete S.p.A.

Leggi intervento

Ci saranno poi delle risposte di carattere tecnico, che ha annotato il Direttore Generale, che saranno compiutamente date. Cerco di essere rapidissimo. Prima, così, fuori microfono, noi siamo operativi come Acquevenete, cioè la fusione delle due aziende, Polesine Acque e Centro Veneto Servizi, da Codice Civile, dal 1° dicembre 2017.

La governance, praticamente, è stata insediata tra la fine di gennaio e i primi giorni di febbraio. Siamo a novembre, per cui, insomma... io sono abituato nella vita, in qualsiasi contesto, ad assumermi tutte le responsabilità. Non gestisco l’azienda con il torcicollo, guardando indietro quello che è accaduto, però è corretto che siamo in un concesso istituzionale importante, che noi siamo operativi, come Acquevenete, da neanche dodici mesi.

Ci tengo a trasmettervi che è stato più di un pugno nello stomaco quello di dovere, per alcune ore, non erogare l’acqua e, conseguentemente, anche acqua non potabile, con tutti i disservizi che abbiamo riscontrato e che sapevamo andare incontro, però non c’erano veramente alternative, credetemi.

È in questo contesto - prima l’ho detto, ma non so se sono stato particolarmente chiaro e incisivo - che io devo veramente ringraziare, sono orgoglioso di presiedere e dirigere un’azienda con questi dipendenti, senza distinzione, dal Direttore Generale, che ho in fianco e che ringrazio, fino veramente all’ultima mansione, che in quelle ore, in quei giorni si sono resi disponibili, anche se non per la stessa competenza, ma che avevano capito la portata dell’emergenza e anche le conseguenze di una non erogazione dell’acqua.

Noi, sempre assumendoci tutte le responsabilità, io mi assumo tutte le responsabilità di tutte le cose che, in qualche maniera possono essere... ma vi assicuro che abbiamo cercato veramente di fare il meglio su tutto, protocolli, taniche e quant’altro, noi non facciamo ordinanze di chiusura di scuole e non facciamo ordinanze di non potabilità; noi ci adoperiamo con gli enti preposti per cercare di erogare l’acqua potabile.

Detto questo - credetemi, non voglio smentire quello che vi ho detto all’inizio, io so distinguere i ruoli - io ho visto partecipazione in quelle giornate di mobilitazione per poter essere presente capillarmente con tutti gli utenti, sapendo che la gestione di una città di cinquantamila abitanti è oggettivamente diversa e più difficoltosa rispetto ad un Comune che ha dimensioni più piccole, perché conosciamo, purtroppo, la conformazione dei nostri territori.

Tutti noi, io per primo, non vorremmo trovarci in una situazione come quella della fine di ottobre e primi di novembre, abbiamo bisogno di tutti, nessuno escluso. L’azienda è un’azienda aperta, credetemi. Per qualsiasi informazione noi siamo là.

Io, nei Consigli Comunali, dove sono andato anche per esporre il mio sì alla fusione, ho sempre detto: “È la vostra azienda. Ci sono i Sindaci che rappresentano nell’assemblea dei soci tutti voi, e poi anche nell’intercomunale, nell’altra assemblea, ma l’azienda è vostra, di tutti”.

Voler bene all’azienda non vuol dire sottrarsi dai propri ruoli e dalle proprie responsabilità, ma voler bene all’azienda vuol dire voler bene a noi stessi e a tutti i concittadini che noi cerchiamo di servire nel miglior modo, tutti i giorni. Chiudo, veramente, dando la parola all’avvocato Manto. Devo ringraziare, non ultimo, al di là di tutti gli enti preposti, la Protezione Civile.

Scusate, io non voglio entrare in polemica di carattere politico con nessuno, perché, ripeto, so stare nel mio ruolo. La Protezione Civile è composta da volontari che, all’occorrenza, si attrezzano e si mobilitano. Per cui, anche in quella circostanza noi 55 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 abbiamo visto una mobilizzazione ed una partecipazione, come è - purtroppo o per fortuna - consona alla Protezione Civile.

Dobbiamo abituarci - e giuro che chiudo - che le precipitazioni saranno molto più abbondanti rispetto a quelle che abbiamo conosciuto, e ogni volta - e non voglio trasferire negatività, tutt’altro, io, per stile di vita il bicchiere lo vedo sempre mezzo pieno, per fortuna - ogni emergenza è un’emergenza diversa. Ve lo spiegavano i tecnici compiutamente, ogni emergenza è un’emergenza diversa. Certo che noi dobbiamo essere pronti e preparati a quelle che sono le circostanze e le conseguenze di queste emergenze.

Però ogni emergenza è una cosa diversa. Vi ringrazio dell’opportunità, della possibilità di avere, in qualche maniera, anche per la prima volta, presentato la nostra azienda.

Io non so se il Direttore Generale - tanto non mi ascolta normalmente - vuole subito inquadrare una lista di cose... ripeto, perché tanto non mi ascolta, io sul discorso delle selezioni, guardate, siccome io penso che ci siano delle questioni anche di privacy, che non vuol dire nascondere la testa sotto la sabbia, da parte di nessuno, chiunque ha voglia di avere informazioni, la porta è aperta a Rovigo e, ancor più, a Monselice.

Vi ricordo che c’è la privacy, voglio dire, per chi ha partecipato, per chi non ha partecipato e per chi, magari, non ha passato le selezioni; solo questo. Tanto la Manto risponderà lo stesso, e io comunque ve l’ho detto, ma non per non eludere la questione, ma perché è complessa e anche delicata per tutti coloro che hanno acceduto; stiamo parlando di oltre millequattrocento persone. Grazie.

Scusate se mi sono dilungato.

Intervento n. 122
Pagine 58–59
Punto 2

AUTOCONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE AI SENSI E PER GLI EFFETTI DELL’ARTICOLO 39, 2° COMMA DEL TUEL - RICHIESTA DI CONSIGLIO MONOTEMATICO IN MERITO ALLA EMERGENZA IDRICA E ALL’INTERRUZIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO ESSENZIALE DELL’EROGAZIONE DI ACQUA POTABILE - 30 OTTOBRE 2018 E GIORNI SUCCESSIVI”......................................................................................................................28 (NON E' STATA PRODOTTA NESSUNA DELIBERA) 2 di 64

Presidente Acquevenete S.p.A.

Leggi intervento

Siccome ricevo anch’io qualche messaggino, non è che guardo sempre il telefono, e capisco che dopo due ore di chiacchierata la cosa più succulenta è “Ma ci date ‘sti indennizzi ai cittadini?”, perché vi ho interpretato nei messaggini dei cronisti.

Quello che ha detto dettagliatamente e correttamente l’avvocato Manto è che l’Autorità, che è la ARERA, che è l’Autorità che praticamente ci governa, ci dice che non si possono, con i soldi di tutti noi, di tutti voi, cioè, con la fiscalità generale, cioè, le tariffe, indennizzare questo tipo di disservizio.

Altra cosa che ha evidenziato l’avvocato Manto è che se rientriamo, come rientreremo, nella sfera dell’emergenza regionale/nazionale, è evidente, come accadde con altre emergenze di carattere diverso, è probabile, se rientriamo e vengono riservati dei quattrini, come dovrebbe essere - uso sempre il condizionale - da quel famoso fondo che diceva la Manto accantonato in Europa, ma che è finalizzato a questo tipo di emergenze, con molta probabilità ci sarà qualcuno che, se ci saranno i quattrini, dirà: “Bene, per quel tipo di attività ristoriamo 5, 10, 20, 30”.

È giusto, è chiaro che noi precisiamo che con i vostri soldi, che sono derivanti dall’introito delle bollette, noi siamo impediti ad erogare un tipo di indennizzo per la non erogazione dell’acqua, quello no, perché, se non eroghiamo acqua non vi viene neanche messo in bolletta, o per quella fascia di tempo che è stata 58 di 64 Comune di Rovigo Consiglio Comunale monotematico del giorno 16 Novembre 2018 erogata non potabile.

Per cui, siccome abbiamo fatto anche, purtroppo, qualche calcolo - giusto Direttore? - che non sarebbe neanche da riproporre a microfono, siamo sotto l’euro, per capirci, che costerebbe di più caricarlo in bolletta che indennizzarlo, ecco. L’altra cosa è quel riferimento a cui penso si rivolgesse il consigliere Rossini, che è qualcosa che dovrebbe derivare, però, dallo stato di calamità che anche il Polesine dovrà rientrare nella vicenda del maltempo di fine ottobre, inizio novembre.

Scusate, mi sono dilungato, ma era giusto e corretto dare anche questo tipo di precisazione.

Come leggere questi numeri. Il numero degli interventi dipende dalle sedute e dai verbali attualmente acquisiti. I ruoli di Presidenza possono inoltre generare numerosi interventi procedurali: per questo Lente Civica non li usa come classifica di attività politica.