Grazie Presidente. Sono Consigliere da qualche anno, per cui ricordavo che nel 2012, allora c'era Sindaco Bruno Piva, fu chiamato l’Amministratore Unico Giuseppe Toffoli, nominato a giugno del 2012, a parlare del CEN.SER. SpA.
Purtroppo non sono riuscita a recuperare il verbale di Consiglio Comunale perché sono stati tutti cancellati dal sito del Comune per un diritto all'oblio che non mi è molto chiaro. Allora sono andata a cercare un po' in Google gli articoli della stampa locale. Sapete come titolavano i giornali dopo quell'incontro del 9 ottobre 2012?
Questo era il titolo: “L’Amministratore Unico di CEN.SER. SpA, Giuseppe Toffoli, spiega la strada del risanamento dell'Ente ai Consiglieri: vendendo due lotti CEN.SER. SpA risanerebbe i suoi conti in rosso.
In pratica un debito con le banche di circa 2,5 milioni”. Allora vedete che la situazione in dieci anni è rimasta sempre la stessa. Ora il debito, ci dicono, è di 2,3 milioni.
Naturalmente che cosa dobbiamo dire? Anche allora è stato chiesto un atto di fiducia da parte di tutti i Soci. Non c'era però quel vincolo di uscire se le Società erano in perdita.
Ma che cosa possiamo dire? Questa Società, come avevo rilevato già la scorsa volta nel Consiglio Comunale precedente, ha ricevuto 18,7 milioni di contributi europei. Il resto l'hanno messo i Soci, ma il patrimonio immobiliare è costato 30 milioni di euro.
Questi beni hanno ricevuto i contributi europei perché avevano dei precisi vincoli di destinazione ed uso, quindi naturalmente non potevano essere venduti, ma nascevano appunto per dei vincoli con dei vincoli fieristici, nanotecnologie e servizi alle imprese. Ora purtroppo l'agghiacciante valutazione che fa una primaria Società di audit è che il patrimonio è pari a 9,7 milioni.
Sì, è pari a 9,7 milioni con un'ipotesi precisa nella valutazione, cioè che tutti i terreni diventino edificabili, perché altrimenti il valore è ancora meno.
Questo mi sembra di aver capito da quella valutazione, e quindi il depauperamento del patrimonio che tanto hanno cercato di evitare e invocato il Sindaco Gaffeo e l’Assessore Pavanello durante le varie Commissioni per convincerci a votare la delibera, “O la votate, o va perso il valore della Società”, in realtà dobbiamo partire con il fatto che il depauperamento e la perdita di valore del patrimonio c’è stata.
Sicuramente qualcosa non ha funzionato bene nella partnership pubblico privata, con una conduzione in mano al pubblico per un primo periodo, poi in mano naturalmente all’Amministratore Unico a nomina Fondazione. Forse una confusione su cosa fare di queste aree, dove adesso addirittura ci sono delle Associazioni culturali, delle start-up culturali artistiche. Quindi manca una visione vera e propria della vocazione di questo posto.
Forse è questo che è mancato. Ma veniamo alla delibera, a quella che andiamo a votare oggi. Che cosa comporta questa delibera per il Comune di Rovigo?
Questa delibera comporta degli impegni, e mi fa sorridere che alcuni Consiglieri si sono preoccupati e accalorati per chiedere dichiarazioni di non responsabilità su quanto è scritto su eventuali impegni presi. Ma veniamo a capire quali sono questi impegni. Prima di tutto occorre avviare le procedure per il cambio d'uso dei terreni di CEN.SER. da agricoli a edificabili.
Avviare le procedure, se volete, è sicuramente sibillino, ma significa che qualcuno darà incarico agli uffici di iniziare questo cambio d'uso, che poi naturalmente dovrà essere deliberato in Consiglio Comunale, ma intanto si inizia a lavorare.
Questo di solito è qualcosa che per tutti i Comuni d'Italia, visto che l'unico modo per avere gettito, a parte più le addizionali e l’IMU, è quello di dare variazioni urbanistiche, solitamente è qualcosa che ha un valore perché, non so quante volte, si triplicherà il valore di quei terreni, e lo facciamo qui in maniera del tutto gratuita. E’ un impegno che prendiamo.
Al termine di tale procedimento - statemi bene attenti, perché questo è il punto che alcuni non hanno ben capito, è a pagina tre del term-sheet - la fase 2, solo al termine del procedimento che porterà all’edificabilità, perché altrimenti non ci sono le risorse per liquidare tutti i Soci se non c'è questo cambiamento dell’edificabilità, il Comune e la Provincia dovranno uscire, ricevendo in cambio non denaro ma beni. Tutto questo è scritto nel term-sheet e nell'accordo che andiamo a votare oggi.
Poi se qualcuno vi dice che ci sono altre cose, sta un po’ facendo confusione. Questi sono gli impegni scritti. Inoltre ci impegniamo a far entrare il nuovo Socio Auxilia, che conferisce un terreno che si era comprata dal CEN.SER. nel 2003; ora lo conferisce divenendo Socia, terreno valutato 3.750.000 euro, e che si trova dietro allo studentato e tra studentato e Università.
Il nuovo Socio inoltre, come ha detto prima il Sindaco, visto che nessuno dei Comuni o Provincia metterà i soldi per pagare i debiti, si accollerà, pagherà il debito con le banche, ottenendo in cambio capitale sociale, che andrà ad aumentare la partecipazione naturalmente di questo Socio rispetto a quella degli altri Soci. Questo è tutto scritto. Poi ci impegniamo anche a rinunciare all'azione di responsabilità verso l’Amministratore Unico.
Io ricordo che è una persona che svolge l'incarico gratuitamente, quindi per carità, sicuramente un incarico oneroso e ricordo ancora che qui c'è stato qualcosa nel meccanismo tra Soci che non ha funzionato.
Devo dire che i dubbi sollevati da me in Commissione Bilancio almeno hanno dato un esito, cioè che una parte della maggioranza richiedesse lo spostamento del Consiglio e richiedesse un'integrazione documentale, apportasse delle verifiche, perché il tanto valorizzato da alcuni Consiglieri lavoro di Giunta e Sindaco, però aveva qualcosa che mancava. Quindi io ringrazio che almeno questo è stato fatto. Ma politicamente cosa dire di questa operazione?
Dobbiamo dire una cosa, che l'obiettivo è stato mancato. Ottenere finanziamenti europei è una bella cosa ma, oltre a brindare quando li si ottiene, bisogna metterli a frutto. Non è mio compito dare colpe, ma il pubblico-privato non ha funzionato in questi decenni e il valore si è ridotto a un terzo dell'originale.
Ora ci troviamo a votare un pacchetto preconfezionato: prendere o lasciare, o portare i libri in Tribunale, così ci hanno detto Sindaco e Assessore nella 1^ Commissione Bilancio. Il punto è che il pacchetto prevede solo oneri e impegni per noi, e l'uscita, se e solo se prima cambieremo la destinazione dei terreni.
Quindi politicamente secondo me le strade sono due: o crediamo davvero nel risanamento, questa volta dopo dieci anni ancora ci crediamo, e si resta dentro con un’idea politica, un risanamento vero che significa, secondo la mia opinione, farlo diventare un centro direzionale delle più importanti imprese della Provincia, come c'erano stati alcuni interessamenti in passato, imprese private che possono legarsi al Laboratorio Te.Si., all’Università, e produrre delle sinergie per il nostro territorio.
Invece secondo me è completamente sbagliato un centro culturale artistico, come dice qualcuno. Significa avere confusione in testa, perché tanti altri spazi la nostra città può dare per centri culturali, artistici. Non ultimo quelli che creerà l'Accademia dei Concordi.
E neppure polo fieristico. Non possiamo certo competere con le fiere di Bologna....