Grazie Presidente. Quanti minuti ho? 5 minuti?
Io provo un attimo a sintetizzare le riflessioni che volevo sottoporre all’aula, dando per scontato che i colleghi Consiglieri abbiano letto la mozione come credo e poi valutato soprattutto la proposta, che è una proposta concreta, cioè l'impegno di invitare la Giunta e il Consiglio conseguentemente, qui apro le virgolette, “a modificare i Regolamenti per la concessione di spazi e aree pubbliche del territorio comunale”, inserendo questa clausola che preveda a tutti i richiedenti di concessione, autorizzazione o per l'uso di beni comunali, richiede appunto che “questi richiedenti debbano dichiarare di riconoscersi nei principi e nei valori fondamentali della Costituzione Italiana, di ripudiare il fascismo, ogni forma di totalitarismo e di condannare l'uso di ogni forma di violenza”.
Questo è l'atto pratico. Dopodiché qualche considerazione mi sia concessa, visto che ovviamente la notizia di questa mozione è anche andata sulla stampa, trovando i suoi consensi, trovando le critiche assolutamente legittime, ma trovando - e su questo voglio un po’ soffermarmi - anche l'attivismo di quelli che oggi tecnicamente chiamiamo i cosiddetti leoni da tastiera.
Io voglio su questo soffermarmi, senza considerare gli argomenti di questi leoni da tastiera, ma soffermandomi su un argomento che vorrebbe sottolineare il senso di questa mozione. Non è una mozione che nasce da velleità di carattere ideologico, non è una mozione che vuole, attivare meccanismi censori, non è una mozione peraltro che si richiama a destra e a sinistra, ma si richiama alla difesa di valori costituzionali che credo tutti quanti in quest'aula non possiamo che riconoscere.
Quindi uno strumento che parte dalle regole e ha come senso profondo, tra le altre cose, una considerazione che rimanda a un grande filosofo liberale, Karl Popper, che nel 45, in un libro fondamentale del pensiero liberale, “La società aperta ai suoi nemici”, affermava il famoso paradosso della tolleranza.
Anche qua apro virgolette., Questo paradosso popperiano è così sintetizzabile: “Se estendiamo una illimitata tolleranza anche a coloro che sono intolleranti, allora i tolleranti saranno distrutti e la tolleranza con essi”.
Ovviamente rispetto a questo paradosso di Popper si è innescata una discussione, che voglio sintetizzare all'osso perché, tra le altre cose ricordo, non è nemmeno volontà nostra far sì che l’aula consiliare diventi soggetto di dibattiti storiografici, però è una discussione interessante, che ha interessato e che ha portato a posizioni di pensatori illustri come John Rawls, Michael Balzer, del miglior pensiero liberale democratico americano internazionale.
Il tema è questo: come difendere le democrazie e come difendere la libertà di espressione dai nemici della democrazia.
Quindi potremmo limitarci veramente a queste poche parole per descrivere il senso di questa mozione e l’utilità di questa clausola, ricordando appunto a chi ha voluto in qualche modo investire i proponenti di critiche, secondo me anche in qualche caso fuori luogo, che il contrario di fascismo non è comunismo, come qualcuno erroneamente continua a rivendicare sui social, ma il contrario di fascismo è democrazia; la democrazia come valore storicamente universale, richiamando in questa sede le parole di un grande italiano, Enrico Berlinguer, che pronunciò questo discorso a Mosca nel 1977.
Questa mozione con questa clausola antifascista o antitotalitaria, se volete in qualche modo estendere anche il concetto, è una mozione che è stata attivata in già in diversi consessi, in diversi Consigli Comunali: Verona, Vicenza, Milano, Brescia; città che in qualche caso, come sapete, sono state colpite da stragi che rimandano all'eversione degli anni 70 e anche a vicende che si sono concluse con condanne passate alla Cassazione.
E anche si tratta di mozioni analoghe approvate dai Consigli di città di centrodestra, come nel caso di Ferrara appunto che è guidata da un Sindaco leghista dal 2019 se non erro.
Io penso quindi che il senso di questa mozione vada sicuramente incontro a quella che è, non soltanto la legittimità che ha riconosciuto per esempio al Comune di Brescia una sentenza recente del Consiglio di Stato, avallando in qualche modo questa decisione, ma è una maniera, ripeto, di riallacciarsi alla nostra storia migliore e alla condivisione essenziale di questi valori costituzionali, ribadendo appunto che la nostra Carta è una Carta antifascista in quanto nata dalla lotta di liberazione e appunto nata, peraltro parliamo a Rovigo, nella terra di Matteotti, nata appunto dalla lotta contro l'occupazione e l'oppressione nazifascista.
Quindi è una clausola, è uno strumento che secondo me interviene anche in una fase storica in cui il mondo è attraversato da guerre, le conosciamo, purtroppo ne abbiamo discusso anche in quest'aula, da fenomeni di intolleranza, da rigurgiti di antisemitismo e di violenze di vario tipo, e quindi tutto sommato noi la troviamo cogente anche per queste ragioni: dare un segnale anche in questo senso, un segnale che dica che la democrazia e i suoi valori vanno difesi e vanno riconosciuti anche a Rovigo e direi anche per quello che Rovigo ha pagato in termini di partecipazione attiva a questa lotta e a questa difesa dei valori costituzionali, partendo da quella resistenza che, citiamo una voce autorevole, è stata definita anche come secondo Risorgimento.
Quindi veramente vi prego di considerare questa proposta non come una proposta di parte, non come la volontà di sostituire, non ne ha il titolo sicuramente sottoscritto e nemmeno l’aula a dibattiti che lasciamo ad altre sedi accademiche, storiografiche, di non voler cadere nella diatriba destra e sinistra che, ripeto, non interessa specificamente questa mozione, ma invece la volontà di introdurre uno strumento, ripeto, che in altre città è stato introdotto, e in qualche modo può essere uno strumento di civiltà, in un paese che non è estraneo sicuramente a un clima di ritornante in qualche caso violenza, fortunatamente verbale ma non solo.
Ricordo che siamo in un paese in cui nel 2021, se non vado errato, una sede sindacale a Roma, quella della CGIL, è stata invasa e devastata, nomi e cognomi in questo caso sono poi noti alle cronache, e quindi questi ritorni di violenza non sono stati purtroppo estranei nemmeno alla storia recente italiana. E a maggior ragione ci pare di dover richiamare la città a questo tipo di attenzione e vigilanza.
Le Associazioni, i soggetti, chi si propone di occupare uno spazio pubblico, si riconosca esplicitamente nei valori della Carta Costituzionale.
Per questo motivo - vado a concludere - ritengo insomma che sia una proposta che il Consiglio possa vagliare nella sua totalità e serenità, tenere in considerazione con le motivazioni che abbiamo addotto a questa proposta, e farlo con spirito di civiltà e di tolleranza visto i tempi che viviamo, che non sono tempi così rassicuranti, né per l'Italia, né per il mondo e tantomeno per Rovigo. Vi ringrazio per l'attenzione.