Grazie Presidente. Ho fatto anch'io un esercizio con me stesso, soprattutto nell’andare a leggere le linee programmatiche che sono state proposte dalla neonata Amministrazione. Da un lato cosa posso dire?
Se è apprezzabile l'umiltà di proporre questo elenco di iniziative, di azioni puntuali, dall'altra parte devo dire che mi sono fatto subito una domanda di fondo, che è quella che il Consigliere Gaffeo si è fatto prima di me nel suo intervento.
Ho detto “Se lo dico prima io, rischio di passare per l'uomo delle filosofie”, ma lo ha fatto anche lui con l'autorevolezza di ex Sindaco, di economista e uomo di numeri, e in sostanza la domanda che mi sono fatto è proprio questa, ed è secondo me la grossa carenza di queste linee programmatiche: quale idea di città prefigurano queste linee programmatiche? Quale visione strategica, se esiste, vorrà proporci l’Amministrazione?
Quindi è chiaro che noi, come ricordava il collega Tosini, giudicheremo essenzialmente e laicamente sui fatti, quello che sarà poi un giudizio, quello sì veramente inappellabile sull’Amministrazione, ma è evidente che, ripeto, siamo rimasti abbastanza delusi dalla mancanza di un cappello almeno introduttivo che ci dicesse effettivamente quale idea di città muove e muoverà la nuova Amministrazione: una città del quieto vivere, una città che punta a uno sviluppo economico, una città che voglia puntare sul recuperare in maniera ambiziosa il proprio ruolo di capoluogo trainante della Provincia, semmai lo sia stato?
Ci sono su questo vaghi accenni, su cui attendiamo evidentemente idee e proposte più concrete ed evidentemente calate sulla realtà. Poi non voglio dilungarmi sul molto anche di condivisibile che è emerso dal dibattito. Sui temi dell'urbanistica colgo le osservazioni fatte dai colleghi per buona parte che hanno richiamato la centralità di questo aspetto.
Sulle frazioni, altro tema centrale di questa campagna elettorale, non vorrei che la montagna avesse partorito alla fine il classico topolino con l'ufficio mobile, se ho ben capito, una volta al mese nelle frazioni. Ci attenderemo anche da questo punto di vista qualcosa di più e di più strutturato e non soltanto una presenza episodica, oltre al fatto che veniva ricordato da chi mi precedeva anche il tema delle risorse su un tema così centrale.
Ci sono vaghi cenni, oltre che sull'universo, su tematiche strategiche centrali come la ZLS che vale per questo territorio se non sbaglio 80 milioni di euro, o su altre tematiche come il PNRR e le sue scadenze e i suoi termini molto perentoria. Anche questo tema è emerso e anche in questo senso mi permetto di sollevarlo o risollevarlo.
C'è un tema poi secondo me di carattere culturale e civile che interessa l’Amministrazione, la città ed evidentemente anche il Consiglio, e forse su questo magari con Conchi troveremo modo di confrontarci e vedere se questo programma è così in continuità, come si diceva. Il tema della famiglia: chi non è per riconoscere la centralità della famiglia? Penso che questo sia un tema che tutto il Consiglio condivide.
Mi permetto però di fare un'osservazione, che sembra di carattere meramente grammaticale, ma non lo è. Preferirei vedere questo tema valutato anche al plurale: le famiglie. Non esiste oggi soltanto la famiglia cosiddetta tradizionale, ma esiste una varietà di famiglie, di nuclei, di situazioni che in qualche modo interessa anche città, un tempo si diceva di Provincia come Rovigo, ma che possiamo e dobbiamo toccare con mano.
Quindi spero che in questa filosofia di fondo che abbiamo invano cercato nel documento ci sia la necessaria attenzione a questa pluralità di situazioni, e quindi che il termine famiglia sia declinato anche al plurale, che sostanzialmente è la fotografia di quello che è il mondo di oggi.
Due osservazioni conclusive su tematiche che sono state toccate nell'intervento del Sindaco e che sono state anche però oggetto della discussione pubblica di questi giorni, fuori soprattutto dal Consiglio, cioè il tema dell’IRAS e il tema dell'articolo 23. Sull’IRAS abbiamo anche qua letto e ascoltato soprattutto in aula le osservazioni, rassicurazioni per certi versi da parte del Sindaco ma, ricollegandomi a quanto in maniera accorata ripeteva il collega Tosini, ci aspettiamo qualcosa di più.
Ci aspettiamo soprattutto che con chiarezza si possa fermare la lancetta dell'orologio con il piano inclinato su cui siamo, e ritornare con forza a porre il tema dell’IRAS pubblico. Questo per noi, Palmiro, assolutamente non un dettaglio ma una condizione irrinunciabile. E su questo evidentemente attendiamo gli sviluppi delle prossime ore direi.
Ultimo tema, invece, l'articolo 23, su cui in qualche modo si era espresso mi pare anche il Consigliere Borgato. Abbiamo letto, più che sulle linee programmatiche, ma perdonate questi ultimi 30 secondi di osservazioni, che si è giustamente sviluppata una discussione intorno anche a quello che i sindacati hanno affermato, quello che altri Consiglieri hanno affermato e le Associazioni ambientaliste. Su questo voglio chiarire, credo a nome anche del collega Tosini, la posizione del gruppo.
Il fatto di aprire una discussione su questo punto, una discussione laica, non vuol dire che in qualche modo noi si sia in qualche misura d'accordo per levare le castagne del fuoco a interventi nocivi per la città e soprattutto pensare che il PD possa essere favorevole a barattare la salute dei cittadini per interventi che quali sono lo vedremo.
Quindi su questo ci tenevo a puntualizzare la nostra posizione di Consiglieri e di gruppo, cioè fermamente insistere sulla validità di questo articolo, fermo restando che qualunque discussione il Consiglio andrà a fare su questo tema, primo punto è il benessere e la salute dei cittadini, anche perché questo articolo nacque in epoca di centrosinistra, se non sbaglio, e quindi non voglio né smentire la nostra storia, né dare adito a pensare che alcune affermazioni sulla stampa, o alcune prese di posizione legittime possano in qualche modo far dubitare del primo punto che anche nel programma era da noi sottolineato e confermato, cioè non si tocca l'articolo 23, lo ripeto, se questo vuol dire mettere a rischio la comunità e soprattutto una comunità che ambientalmente già paga, come quella di un'importante frazione qual è Borsea.