Grazie, Presidente. Concedetemi di stare seduto, non per mancanza di rispetto, ma per potermi destreggiare intorno alle note che mi sono segnato di questo intervento.
Innanzitutto, come sintesi, vorrei dire che, e rassicurare con questo anche il Presidente Zerbinatti, che l’Accademia dei Concordi è ritenuta da tutti i cittadini di Rovigo perché qui c’è rappresentata democraticamente tutta la cittadinanza di Rovigo, quindi da eludere repentinamente qualsiasi idea di contrasto e di cercare degli orpelli che ostacolino la ricerca di una soluzione.
Dal mio insediamento ho affrontato in maniera amministrativa il problema della Accademia dei Concordi che, come ho citato diversi Consiglieri, è un problema che affligge da decenni questa città. Troppo spesso secondo me vissuto in termini di contrasto frontale, che ha eluso le possibilità, le soluzioni di modifica a un legato di due secoli fa e una convenzione di un secolo fa, dello scorso secolo.
Dal punto di vista amministrativo per cui la prima cosa che ho dovuto e voluto fare è fare un’analisi amministrativa della situazione, chi è l’Accademia, cosa è, cosa non è, che cosa ha in mano.
L’Accademia dei Concordi è un organismo complesso, che fa diverse attività, tra queste ce n’è una che ci accomuna con il Comune di Rovigo che è la gestione in comproprietà di alcuni beni, alcuni beni che sono dei quadri e questi archiviamoli perché qualche anno fa il Comune di Rovigo insieme alla Fondazione Cariparo e all’Accademia dei Concordi, come ha ricordato il Presidente Zerbinatti, ha concluso una ristrutturazione di Palazzo Roverella che accoglie questi beni, questi beni, i quadri della pinacoteca di Rovigo sono stati catalogati dalla Fondazione Cariparo per averne una stima perché li ha assicurati per la prima volta, credo nella loro storia fino al giorno prima, se questi venivano rubati o subivano un danno sarebbe stato un ulteriore tracollo.
Passiamo al secondo argomento che ci accomuna, che è quello del lascito librario dell’Abate Gnocchi che, nel 1800 e passa, era costituito di un determinato numero di volumi, posso ricordare male ma mi sembra trentamila originariamente, poi implementato fino a 300.000.
Abbiamo lo scorso anno finalmente avuto anche l’inventario di questi beni, ci manca ancora la stima, quindi non sappiamo il reale valore economico del bene patrimoniale che condividiamo con l’Accademia dei Concordi, ma su questo ci dobbiamo lavorare e si è insediato un nuovo Consiglio di Amministrazione con dei nuovi membri nominati dal Comune di Rovigo.
Devo dire che con il passato Consiglio di Amministrazione le relazioni non sono state felici perché noi abbiamo cercato di fare capire ai nostri rappresentanti che il Comune di Rovigo è assoggettato a delle regole della Pubblica Amministrazione, come tale, i nostri rappresentanti nelle società che in qualche maniera condividono un contributo economico del Comune di Rovigo devono seguire le stesse regole del Comune.
Questo, e do anche una risposta, è il motivo per cui il Presidente Zerbinatti cita un mio energico intervento, no, non è un energico intervento, all’insediamento del Consiglio di Amministrazione, del nuovo Consiglio di Amministrazione del mese di gennaio, insieme al qui presente architetto Gulli e insieme agli altri tre membri, ho preferito accompagnarli anche per sollevarli dall’imbarazzo e cercare di spiegare una cosa che non è ancora stata compresa, ovvero i nostri rappresentanti non possono in una sede dell’Accademia dei Concordi deliberare in favore di un bilancio di previsione che prevede un contributo di 200.000 euro se prima non è il Consiglio comunale che si è espresso.
Quindi finché il Consiglio comunale non si esprime a favore di qualsiasi cifra, nessun rappresentante può dire: “Il Comune di Rovigo vi darà un euro, dieci euro, mille euro”, questo vale per tutte le società dove abbiamo dei nostri rappresentanti, vedi CUR e vedi le altre. Quindi il mio energico intervento, Presidente, era semplicemente un cercare di fare capire a voi che il mandato ai nostri rappresentanti purtroppo doveva seguire delle determinate regole ineludibili, Pag. 46 di ancora oggi che valgono.
Le regole ineludibili sono anche delle recenti disposizioni di legge, ben più moderne di citazioni che vengono fatte nella sua relazione con riferimenti a decreti legge del 2000, in questo senso deve essere letto l’intervento del nostro Segretario Generale, la situazione ritengo che sia piuttosto caotica e il nuovo Consiglio di Amministrazione non è vero che non lavora, sta lavorando molto intensamente, gratuitamente proprio per offrire delle soluzioni su cui ci siamo impegnati anche con il Presidente Zerbinatti e di fronte alle rappresentanze sindacali a fare delle proposte operative, che siano coerenti con l’attuale normativa per un rinnovo di una convenzione che metta al centro questo patrimonio che condividiamo perché possa essere conservato, manutenuto, sviluppato e anche reso fruibile.
L’Accademia dei Concordi, dicevo, gestisce un servizio, in primis, però, il legato Gnocchi ha dato all’Accademia dei Concordi e al Comune di Rovigo un obbligo: conservate questi beni e, se voi accettate di ricevere questi beni, vi impegnate a conservarli e a custodirli bene.
Ora, è ovvio che, come conseguenza si può pensare: “Beh, se ho tremila libri, li metterò anche a disposizione della comunità”, però, e qui rispondo ad altre richieste, non abbiamo trovato nessun documento che attesti una convenzione, attuata da un Consiglio comunale di Rovigo che dice: “Sì, Accademia, tu devi fare il servizio bibliotecario in nome e per conto del Comune”.
Di fatto, però questo è sempre stato fatto e uno dei lavori su cui stanno indagando i nostri rappresentanti del Consiglio di Amministrazione è proprio quello di capire se, secondo la normativa vigente, avendo svolto sostanzialmente, di fatto, per molti anni questo servizio, non dia all’Accademia dei Concordi anche una prerogativa di fornitore di servizio bibliotecario comunale, questo è uno degli aspetti su cui dobbiamo valutare.
Devo precisare che, oltre il fatto che in Consiglio di Amministrazione c’è un architetto, c’è un commercialista, ci sono due Avvocati e che abbiamo anche ulteriori pareri che offrono anche un panorama di scelte più vasto di quello rappresentato oggi dal Presidente Zerbinatti.
In sintesi, una delle possibilità, non l’unica, ma una delle possibilità che si può prefigurare è che venga proposto in questo Consiglio comunale che l’Accademia dei Concordi diventi il servizio bibliotecario comunale, è chiaro che però non può essere assolutamente fatto in quello che è l’attuale rapporto e l’attuale convenzione tra Comune e Accademia dei Concordi.
Bisogna appellarsi alle normative vigenti, bisogna assolutamente costituire un Consiglio di Amministrazione che non è quello che guarda i conti, non è un Consiglio contabile, ma è un Consiglio di indirizzo. Mi spiego, se domani qualcuno decide di regalare un milione di libri all’Accademia dei Concordi e questi li recepisce, va bene, è gratis ma dal giorno dopo un milione di libri bisogna custodirli, conservarli, gestirli. Le sette persone, oggi impiegate, non basterebbero più.
Questo è un semplice esempio. Bisogna che condividiamo queste scelte, non possono cadere dall’alto senza considerare gli aspetti di bilancio, in questo caso si cita anche il DUP, il Documento Unico di Programmazione, quindi un bilancio non sull’immediato ma a cascata sugli anni successivi, quale può essere l’incidenza e l’impegno del Comune di Rovigo.
Detto questo, credo che sia stato molto bene correttamente onestamente rappresentato qual è l’impegno verso la biblioteca, che è un servizio pubblico essenziale, così come lo è il teatro, definito dalla legge, una legge che si innesta su quello che è un obbligo della Costituzione di promuovere la cultura, che è il nostro Comune, come tutti gli enti devono attuare e spero che non sia un semplice dovere vissuto come un obbligo, ma sia un dovere sentito da parte di tutti i cittadini, dicevo che questo servizio bibliotecario in altri Comuni costa ben di più.
È chiaro, è chiarissimo a tutti che noi siamo veramente fortunati ad avere l’Accademia dei Concordi a Rovigo, in primis perché appunto ci permette una gestione... ha un costo molto più basso che altrove, ma da non dimenticare il valore intrinseco che ha una istituzione centenaria che raramente si riscontra penso nel territorio italiano, quindi è veramente un punto di partenza di un rilancio culturale che deve avere questa città, ma deve essere riportato in quella che è la normativa vigente.
Onestamente non ho capito la domanda del consigliere Rosito riguardo la Fondazione Rovigo Cultura, anche se forse, unendola alla considerazione del consigliere Vernelli sul suggerimento di allora, ci riporta alla base di alcune riflessioni, che sono già state fatte quando abbiamo, anche in Pag. 47 di questa sede, ricordato come una fondazione di diritto pubblico, anche se partecipata, ha sicuramente delle snellezze che la Pubblica Amministrazione fatica ad avere.
Però mi riserverò eventualmente di rispondere in separata sede anche perché vorrei considerare questo incontro tra il Presidente Zerbinatti, il Consiglio di Amministrazione e il Consiglio comunale non il punto finale di una relazione ma l’inizio di un cammino di rinascita di un rapporto propositivo e positivo tra il Comune, la città e l’Accademia dei Concordi per cui non preoccupatevi vi tedierò molto spesso per chiedervi un parere sulla direzione che stiamo prendendo.
E questo credo che sia un po’ come abbiamo fatto con la Fondazione Rovigo Cultura veramente un impegno che non deve vedere maggioranza e minoranza ma la città unita in una decisione. Credo, con questo, di avere risposto a tutti i punti che mi sono segnato, però se per caso qualcuno non si ritiene soddisfatto perché ho eluso qualche domanda, me lo faccia notare che risponderò immediatamente. Pag.
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